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Kalaallit Nunaat

Tifoso Juventus
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  2. "Dopo l'esperienza in Inghilterra il rientro a Torino sapevo che sarebbe stato impegnativo, non pensavo così tanto però: non avevo il mio armadietto, non avevo una stanza in albergo, non avevo un parcheggio. Mi sono cambiato negli spogliatoi con i ragazzi dell'Accademia, anche quando nello spogliatoio principale c'erano giocatori che non avevano mai giocato una partita con la Juventus perché erano sempre stati in prestito. E pensavo tra me e me: "Wow, sono stato via solo sei mesi. Torno e vengo trattato così". Non potevo nemmeno avere il mio vecchio numero di maglia, anche se nessun altro lo aveva preso. Mi sono detto: 'Ok, volete trattarmi così? Vi dimostrerò tutto sul campo'. Il mio periodo al Leeds è stato probabilmente uno dei punti più bassi, se non il più basso della mia carriera professionale. Ero alla Juventus, giocavo di settimana in settimana, e forse avevo sviluppato un po' di comodità o compiacimento. Poi in Premier, dove abbiamo cambiato quattro allenatori in cinque mesi, niente è andato secondo i piani o come me lo ero immaginato. Con tutto il rispetto per il Leeds e i suoi tifosi, amo il calcio della Champions League. Mi piace giocare ai massimi livelli. Sono andato lì più che altro per provare qualcosa di nuovo. Dopo la retrocessione con il Leeds, probabilmente è stata la prima volta, a parte l'uscita dalla Coppa del Mondo, in cui ho pianto. Odio perdere e mi sono sentito come se avessi deluso le aspettative che la gente aveva nei miei confronti. La gente ovviamente non sa cosa passano i giocatori e lo stress che mettono su loro stessi per ottenere risultati, perché non vogliamo fare brutte prestazioni e non vogliamo perdere le partite. È solo che a volte ci sono alti e bassi, quindi fa male. Ma quando hanno iniziato a dire "ciccione bastardo", "p***o", "str****" e cose del genere, è stato un po' difficile. Non ci si rende conto dell'effetto che le parole hanno sulle persone. A me piace essere felice e rendere felici gli altri, far ridere. A chi mi sono rivolto per un sostegno? Per fortuna avevo il mio chef personale, Patrick Contorno, che viveva in Inghilterra con me, e anche il mio assistente Charles. Sono il più grande critico di me stesso. Quando devo dimostrare ancora una volta il mio valore ne traggo beneficio, perché questo mi rende ancora più onesto con me stesso in termini di impegno e concentrazione. Qualcosa scatta. È come una ricetta. Conosco gli ingredienti per realizzarla e poi... 'boom'. So che il sapore sarà buono. Non sono una persona problematica. Non mi piace creare problemi. Non mi piacciono le situazioni scomode. Non mi piacciono i drammi. Cerco solo di lasciare che il mio calcio, le mie azioni e la mia etica del lavoro mostrino tutto di me. Quello che mi riesce meglio e che sono più onesto quando abbasso la testa e lavoro, è in quelle circostanze che ho avuto i miei maggiori successi. Quando ho lasciato lo Schalke e sono andato alla Juventus nessuno mi conosceva. Tutti dubitavano di me. 'È un club troppo grande, non giocherai mai' dicevano. Ma guardatemi ora. Ho più di 100 partite con i bianconeri. Mi sento bene quando sono con le spalle al muro e tutti dubitano di me. È così che sono diventato il giocatore che sono". WESTON MCKENNIE si dimostra ancora una volta un giocatore imprescindibile per la Juventus, capace di giocare ovunque, e bene, condendo le sue prestazioni anche con i gol Rispetto per Wes 🤫
  3. A Nicola auguro solo il meglio. Sia perché ha fatto sempre molto bene, spesso da subentrato. Sia perché ha avuto una mazzata terribile dalla vita..
  4. Erano 226 giorni che un 5-0 non mi faceva godere
  5. Si intestardisce con i giochetti col pallone, e non è la prima volta. È bravo, ma secondo me se non cambierà modo di giocare Spalletti non gli concederà più spazio.
  6. Non è rigore! Non è rigore! E mica è sempre natale! (cit.)
  7. Bremer su schema provato e riprovato in allenamento
  8. Conte perde la testa dopo il rigore all’Inter: faccia a faccia col quarto uomo e urla di tutto a Doveri Antonio Conte perde la testa e viene espulso dall’arbitro Doveri. Il tecnico del Napoli ha pesantemente contestato la decisione di assegnare rigore all’Inter: va faccia a faccia col quarto uomo e poi urla di tutto al direttore di gara. Antonio Conte perde la testa subito dopo l'assegnazione del calcio di rigore all'Inter per fallo di Rrahmani su Mkhitaryan. Il tecnico del Napoli dopo aver visto l'arbitro Dover andare a rivedere l'episodio al monitor, richiamato dal VAR, impazzisce completamente. Il direttore di gara annuncia allo stadio che ci sarebbe stato rigore per i nerazzurri e in quel momento le telecamere inquadrano Conte faccia a faccia col Quarto Uomo, Colombo. Doveri interviene immediatamente ed estrae il cartellino rosso per l'allenatore del Napoli il quale però non si ferma qui. "Vergogna, vergognatevi!" grida il tecnico salentino anche scendendo le scale che dal terreno di gioco del Meazza portano direttamente negli spogliatoi. Conte ha mandato a quel paese l'arbitro e prima aveva scagliato via una bottiglietta con un calcio come gesto di dissenso per quella decisione. Doveri e il VAR hanno visto il pestone del difensore kosovaro sul centrocampista armeno il quale resta a terra anche dopo la fine dell'azione che aveva poi portato al tiro Bastoni. Il gesto di Conte che calcia una bottiglietta dalla rabbia. Conte a questo punto guadagna gli spogliatoi accompagnato da qualche membro dello staff del Napoli. Pochi minuti e arriverà però il pareggio dei partenopei, ancora con McTominay, autore di una doppietta. Conte ci crede e non resta giù ma si mette proprio nella zona dello stadio che si trova vicino al calcio d'angolo dove si stanno riscaldando i giocatori dell'Inter. Un modo per restare al fianco della sua squadra e spingerla in questi ultimi minuti sperando in un altro gol che potrebbe regalare agli azzurri tre punti d'oro in questa notte folle di San Siro. Le telecamere hanno mostrato più volte l'allenatore salentino seguire gli ultimi minuti della partita, compreso il recupero, incollato a quella zona di campo per non perdere neanche un secondo di quella partita. "Sarà importante non perdere" aveva detto Politano poco prima della partita in diretta tv su DAZN, sottolineando come fare risultato, anche solo con un punto, contro l'Inter, sarebbe di fondamentale importanza per questo Napoli che in questo modo lascerebbe invariata la situazione di classifica sfruttando anche il secondo mezzo passo falso del Milan in attesa della Juventus impegnata con la Cremonese.
  9. @mamozio mi tocca invocarti di nuovo
  10. Ricchiomani fa fallo da rigore
  11. Ecco, è bastato invocarti.. 1-1
  12. @mamozio dove sei quando servi?
  13. Vedove di macs che vanno a Masterchef ne abbiamo?
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