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  1. L'Ultimo allenatore straniero della Juventus, come sappiamo, è stato Deschamps, stagione 2006-2007. Prima di lui, per trovare un altro coach non italiano, dobbiamo tornare indietro fino al 1975, quando il mister bianconero fu Vycpalek. Se si esclude la parentesi del 2006-2007 (dovuta peraltro alle contingenze che sappiamo), sono 44 anni che la Juventus ha sempre puntato su mister italiani. La domanda che mi pongo è se questa scelta non sia una delle cause dei nostri problemi. Perchè non si punta mai su un allenatore straniero? Quali sono i motivi di questo continuo affidamento sui tecnici italiani? Non metto in dubbio che in buona parte delle volte si sia trattato di una strategia vincente: Trapattoni, Lippi, Capello, Conte, Allegri sono tecnici che hanno vinto tanto. Ma il calcio è cambiato: si è evoluto, gli standard si sono diversificati, il modo di allenare e la preparazione atletica si sono sviluppati e in alcuni casi sono cambiati visceralmente. I tecnici italiani che si sono adeguati a questa evoluzione, chi sono? Sarri, forse? O Conte? Io credo di no, tutto sommato anche loro sono rimasti ancorati a concetti di calcio fondamentalmente superati. In questo momento gli interpreti del calcio moderno (a livello di allenatori) sono stranieri, inutile che stia qui a elencare i loro nomi perchè li conoscete tutti meglio di me. La mia opinione è che se davvero si vuole provare a cambiare, se si vuol vedere qualcosa di nuovo non solo a Torino ma anche in Italia, la Juventus dovrebbe puntare su un professionista straniero, con esperienza europea e con un credo calcistico contemporaneo. Ne gioverebbero tutti: il nostro campionato, la Juventus, il brand della società, che tanto si dà da fare per internazionalizzarsi ma sotto sotto rimane ancorata al passato. Abbiamo vinto 8 scudetti consecutivi. E altrettanti possiamo portarne a casa. Cosa c'è da aver paura? Perchè non provare? Vobis.
  2. Dopo i dovuti ringraziamenti e festeggiamenti per un anno che è stato letteralmente snervante ma che per fortuna è stato entusiasmante in termini di vittorie, è venuto il momento di programmare la prossima stagione. A quanto pare, Allegri rimarrà sulla panchina della Juventus. La permanenza di uno stesso allenatore per il quinto anno di fila è quasi un unicum per gli standard della serie A. Io ero convinto che il rapporto tra Juventus e Allegri si sarebbe interrotto sabato scorso. Quest'anno mi è sembrato di assistere ad una lenta diminuzione degli stimoli e anche degli incentivi a migliorare in modo significativo il percorso iniziato quattro anni fa. Mi è sembrato anche che siano emerse diverse tensioni nello spogliatoio. Non è un caso che Allegri si sia lasciato sfuggire "questi giocatori non hanno cuore" alla fine di una partita con il risultato ancora in bilico (mi pare contro il bologna). Però la scelta della società mi sembra chiara. Quindi evidentemente sono stati trovati nuovi stimoli, probabilmente anche in previsione di una rivoluzione programmata della rosa. Quindi ho pensato di aprire questo topic per discutere delle vostre aspettative, non solo in termini di mercato, ma in termini di evoluzione del "progetto Juventus". Cosa dobbiamo aspettarci? Quali sono gli aspetti gestionali/tecnici/tattici che vi auspicate possano essere modificati?
  3. L'allenatore bianconero: "Tra 48 ore faremo un analisi su tutto, poi ripartiremo con nuovi stimoli. I nuovi arrivi dovranno aggiungere qualcosa perché voglio continuare a vincere" Da quando è a Torino, ormai si sta abituando alle feste. Ma la gioia di Massimiliano Allegri, anche se ben contenuta davanti ai microfoni, è evidente. "Oggi era giusto che Gigi Buffon venisse omaggiato per tutto quello che ha fatto, non c’era modo migliore per chiudere questa annata. Mi sono commosso per lui : in questi quattro anni gli ho visto fare cose impressionanti e si meritava un saluto così. C’era un’atmosfera bellissima, la squadra ha fatto una stagione straordinaria e vincere è sempre bello: abbiamo combattuto con il Napoli per tutto l’anno, gli facciamo i complimenti, ma noi siamo stati i migliori. Non è giusto criticare una squadra che da sette anni vince in Italia e sfiora la vittoria in Europa: in campionato vince sempre la migliore e negli ultimi sette anni la Juventus è stata la squadra migliore". IL FUTURO — L'incontro tra la dirigenza della Juventus e Allegri per definire il futuro sarà forse già tra 48 ore. "Dovrei incontrare la società lunedì", ha rivelato il tecnico bianconero nella conferenza stampa finale all'Allianz Stadium. "Come sempre - ha spiegato - fare una lucida analisi delle cose che sono andate bene e quelle che non hanno funzionato quest'anno, poi passeremo alla valutazione tecnica, giocatore per giocatore. Siamo arrivati a un livello talmente alto che è difficile trovare giocatori per migliorare questa rosa. La qualità non va abbassata e la società sa benissimo quello che serve per l'anno prossimo. Il punto di partenza per stare nella Juve è lavorare, sacrificarsi, mettersi in discussione tutti i giorni, con l' obiettivo comune in funzione dei compagni. E chi gioca con me sa che ingoiare certe mie decisioni è più difficile che mandar giù un ombrello di traverso". MERCATO — E' tempo di parlare della prossima Juve, che dovrà essere ringiovanita. "Per chi fare una follia tra Milinkovic-Savic e Morata? Io penso ai miei giocatori: con la società sono sempre stato in sintonia, sulle scelte: questo è stato lo scudetto più difficile dal punto di vista mentale e serve un po' di vacanza. La scelta che ho sbagliato? Contro il Napoli ho ragionato troppo, io che sono un istintivo. E sono stato punito al 90' su calcio d'angolo". DNA VINCENTE — Grandi meriti per i giocatori: "Quando giochi nella Juventus sei per forza un calciatore dalle grandi qualità, poi entrano in gioco altre componenti: l’orgoglio, la gestione dei momenti. Non diamo mai niente per vinto o per perso, una caratteristica che questa società ha nel suo Dna. Ora ci incontreremo la prossima settimana per pianificare il futuro, per capire dove dovremo migliorare, non ci sono problemi. Sono necessari nuovi stimoli, perché vincere è sempre più difficile. Ora, però, pensiamo a goderci la festa. Ci è mancata la ciliegina sulla torta, mi riferisco alla Champions, ma non possiamo sapere come sarebbe andata ai supplementari con il Real".
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