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  1. La Juventus ha depositato al Collegio di Garanzia del Coni il ricorso contro l’assegnazione dello scudetto 2006 all’Inter. Lo ufficializza una nota del Coni. Il club bianconero chiede l’annullamento del lodo con cui nel 2011 il Tnas si era dichiarato incompetente a decidere sul ricorso della stessa Juve contro la mancata revoca dello scudetto 2006, assegnato a tavolino all’Inter dopo i fatti di Calciopoli. La Juve chiede che sia accolta invece l’istanza di arbitrato e che siano annullati tutti gli atti che hanno portato il titolo alla società nerazzurra. Il comunicato ufficiale: “Il Collegio di Garanzia dello Sport ha ricevuto un ricorso presentato dalla società Juventus Football Club S.p.A. contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.), la società F.C. Internazionale Milano S.p.A. e il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.) per l’impugnazione e la riforma del lodo definitivo pronunciato dal Collegio Arbitrale del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport del C.O.N.I. (T.N.A.S.), nel procedimento R.G. n. 1930/2011 TNAS, tra la Juventus Football Club S.p.A., la Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.) e la società F.C. Internazionale Milano S.p.A., sottoscritto e depositato in data 15 novembre 2011, prot. n. 2621, con istanza di arbitrato presentata in data 10 agosto 2011, in cui il TNAS si era dichiarato incompetente a decidere in merito al provvedimento di revoca – assunto in data 26 luglio 2006 dal Commissario Straordinario FIGC Guido Rossi per motivi disciplinari – del titolo di Campione d’Italia alla Juventus per il Campionato di calcio di Serie A, s.s. 2005-2006, con corredata assegnazione alla società Internazionale di Milano”. "La società Juventus chiede al Collegio di Garanzia di dichiarare la nullità del lodo ivi impugnato, per i motivi esposti nel ricorso. In via principale, chiede: di decidere la controversia e, per l’effetto, di accogliere l’istanza di arbitrato presentata dinanzi al Tnas in data 10 agosto 2011; di annullare, con effetto ex tunc, il provvedimento del Consiglio Federale F.I.G.C. in data 18 luglio 2011, di reiezione dell’istanza di revoca in autotutela, presentata dalla Juventus in data 10 maggio 2011, dell’atto del Commissario Straordinario F.I.G.C. , in data 26 luglio 2006, di assegnazione del titolo di “Campione d’Italia” in favore della società Internazionale Milano per il Campionato di calcio s.s. 2005/2006; di annullare l’atto del Commissario Straordinario F.I.G.C., in data 26 luglio 2006, di assegnazione del titolo di “Campione d’Italia” in favore della società Internazionale Milano per il Campionato di calcio s.s. 2005/2006; di annullare l’assegnazione del titolo di “Campione d’Italia” in favore della società Internazionale Milano per il Campionato di calcio s.s. 2005/2006; in subordine, previo annullamento del lodo impugnato, di rinviare la controversia alla cognizione del Tribunale Federale F.I.G.C., ex art. 43 bis Codice di Giustizia Sportiva F.I.G.C., con l’enunciazione dei principi di diritto indicati nel presente ricorso; in ulteriore subordine, in caso di ritenuta e dichiarata inammissibilità del presente ricorso, per effetto della res iudicata della sentenza delle Sezioni Unite Civili della Suprema Corte di Cassazione in data 25 settembre 2018 (pubblicata in data 13 dicembre 2018), recante accertamento definitivo dell’esclusiva competenza degli organi della giustizia sportiva, di disporre la traslatio iudicii davanti al Tribunale Federale F.I.G.C. per la decisione di merito, quale giudice sportivo competente, assegnando un termine ad hoc".
  2. Luciano Moggi, ex Dirigente sportivo della Juventus, ha rilasciato un'intervista esclusiva a cristianitoday.it Lei si è avvicinato alla fede durante il periodo in cui scoppiò lo scandalo calciopoli? No io sono sempre stato religioso sin da piccolo, devo dire che non sono mai stato un bigotto ma un credente sì. E’ stata proprio la fede che mi ha aiutato in quel periodo nero in cui si sono inventate sul mio conto tante cose. Io non mi sono avvicinato alla fede solo in quel momento, hanno anche detto che io sono stato a Lourdes per chiedere una grazia inerente al calcio, io sono sempre andato a Lourdes in pellegrinaggio, da anni che vado in quel luogo ma non per chiedere qualcosa per me ma per gli altri soprattutto per coloro che fanno il male al prossimo. Lei è sempre stato devoto di San Pio da Pietralcina. Come mai questa devozione a Padre Pio? Devo dire che non l’ho mai conosciuto, ma c’è stato un momento della mia vita in cui ho trovato Padre Pio da tutte le parti; vedevo le sue immagini ovunque. Un giorno sono andato con la squadra a giocare a Palermo, e lì ho incontrato una signora che per qualche anno, ho sempre cercato di snobbare perché mi sembrava una di quelle che chiedevano favori, poi quel giorno a Palermo, ho incontrato questa signora di circa 80 anni che mi disse di aver fatto un sogno in cui era insieme a Padre Pio. In questo sogno vi era un gregge di pecore e c’era anche San Pio che le diceva “vedi quello è Moggi e gli voglio tanto bene”. Dal suo racconto sono rimasto senza parole e sbigottito, perché era una signora che non mi conosceva in assoluto, oltretutto non seguiva il calcio e lo si vedeva chiaramente. Da quel momento ho scelto di seguire la figura di padre Pio (che già seguivo per altri motivi) perché ho sempre trovato le sue immagini ovunque e c’erano molte persone che mi invitavano ad andare a San Giovanni Rotondo. E’ stato in pellegrinaggio anche a Lourdes; qual è il momento che porta di più nel cuore di questa esperienza mariana? Mi sono sentito bene nella Basilica di Lourdes, in quei momenti di silenzio in cui mi sono raccolto, in realtà i momenti di silenzio risultano essere i più rumorosi. Ho pregato tanto affinchè la gente sia più buona, affinchè non ci siano più guerre e soprattutto che si calmino le reazioni che attualmente ci sono in alcuni popoli. Un po’ di calma e serenità nel mondo sarebbero delle grazie per tutti. E’ vero che lei da giovane voleva entrare in seminario? Non è che volevo entrare in seminario, ma studiavo a Siena da ragazzo e i miei genitori mi portarono a vedere un seminario per proseguire i miei studi lì. Ma ebbi un impressione un po’ negativa e non ci andai. Oggi possiamo dire che la fede l’ha aiutata a superare i suoi problemi con la giustizia? Sicuramente è stata la fede che mi ha aiutato a superare quel momento ma non tanto per me, ma per tutti quelli che sono stati coinvolti in questo calciopoli. Tenete presente che c’era gente che lavorava nel calcio e non prendeva tanto come ad esempio gli arbitri giovani, e sono stati lasciati fuori improvvisamente ed io ho lottato e lotto tanto per loro. Il Signore a me ha fatto la grazia di stare bene, ma dentro di me vi è la rabbia nel vedere delle brave persone che non avrebbero niente a che fare con la giustizia, che invece vengono coinvolte per qualcosa di cui non hanno colpa. In quel periodo nero, c’è stato un attimo in cui ha pensato al gesto folle del suicidio. Chi le è stato vicino in quel momento? Ho pensato a quel gesto, durante la prima settimana in cui uscì fuori lo scandalo, ancora non riuscivo a capire cosa fosse successo, ma da subito iniziai a reagire e a farmi forza, perché avevo la certezza che qualcuno al di là degli uomini c’è e può mettere apposto tutto. Lei riesce a conciliare il lavoro con la fede. In che modo? Per esempio quando ero ancora in Juventus, la domenica non potevo andare in chiesa perché giocavamo, però tutti i giorni (e lo faccio anche adesso) ho l’abitudine di raccogliermi in preghiera in chiesa, amo farlo soprattutto quando non c’è nessuno, in modo da potermi raccogliere nel silenzio e pregare intimamente il Signore. Qual è oggi il suo rapporto con il calcio? Prima l’avevo da Dirigente adesso ce l’ho come giornalista ed opinionista. Il calcio italiano che non è più protagonista in Europa e nel mondo, è malato di denaro, di potere o di qualità? E’ malato sicuramente di qualità, ed oltre alla qualità si aggiunge anche il business. E’ un insieme di cose che purtroppo portano ai malumori, portano a litigare. Adesso è uno sport a metà ed è proprio il business che porta a litigare. E’ illusione chiedere alla politica di tornare ad investire insieme alle società calcistiche sui vivai dei giovani? Queste sono cose che la politica non può fare, ci vogliono dei Dirigenti che possano fare quello che attualmente non viene fatto. Anzichè comprare tanti giocatori bisognerebbe formare i giocatori e questo potrebbe essere un risparmio ed un qualcosa di qualità che può portare il calcio italiano a fare delle cose buone ed importanti. (tuttojuve.com) http://www.tuttojuve.com/calciopoli/moggi-la-fede-mi-ha-aiutato-a-superare-calciopoli-rabbia-nel-vedere-brave-persone-coinvolte-senza-colpa-260335
  3. Premessa: il titolo è improprio, Ju29ro non chiude nel senso stretto del termine, il sito web con il suo prezioso archivio resterà online e fruibile al pubblico, tuttavia come avrete modo di leggere nel link che andrò a postare, sarà "congelato" e non più aggiornato. http://www.ju29ro.com/contro-informazione/6065-ad-impossibilia-nemo-tenetur Questo topic vuole essere un sentito ringraziamento per il grande lavoro svolto da ju29ro e dalla sua redazione in tutti questi anni, fin dalla nascita in quel lontano 2006, proprio qui, su questo forum; Cosa di cui siamo sempre andati fieri. Nel corso degli anni, ci siamo sempre accompagnati a ju29ro per unità di vedute ed intenti, con reciproca stima, portando più volte avanti iniziative comuni e ospitando più che volentieri tutti gli articoli prodotti dalla redazione. Ju29ro cessa la propria attività, ma tutto quanto fatto in questi anni per restituire a tutti la verità sul processo farsa del 2006 non potrà mai essere dimenticato da tutti i veri tifosi bianconeri. Dunque, semplicemente GRAZIE DI TUTTO JU29RO Ed in bocca al lupo, di cuore. ---- Lo Staff di Tifosibianconeri.com
  4. Non aggiungo commenti, anche perché sarebbero solo bestemmie e insulti, comunque ora è certificato che i pm possono falsificare a piacimento le prove di un processo senza incorrere in sanzioni. Maledetti.
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