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  1. Rodrigo Bentancur. Arrivato in sordina a giugno, dai pochi minuti giocati nelle amichevoli, ma soprattutto nella gara ufficiale contro il Genoa mi ha impressionato piacevolmente. Con le dovute cautele, vista la giovane età, mi ha ricordato per personalità e per come dirige il suo reparto di competenza, il Paulo sousa della prima stagione juventina. Ottima tecnica, ottima visione di gioco, nessuna paura nel trattare il pallone, indica ai compagni il passaggio migliore da compiere. Credo che Bentancur sarà probabilmente la sorpresa più piacevole della stagione e sicuramente sarà il nostro play nei prossimi anni. Può giocare indifferentemente sia nel centrocampo a 2 che in quello a 3. Voi che ne pensate?
  2. Ho trovato questa intervista di Bonucci di oggi, ricca si spunti interessanti: a voi i commenti A The Athletic, il difensore centrale della Juventus e della Nazionale ha parlato di diverse tematiche: dal feeling con Guardiola a Cristiano Ronaldo, passando per Conte. Ecco le sue parole: “Avevo questo sogno di essere allenato da Pep Guardiola. Il momento in cui ci siamo avvicinati di più è stato nel 2016. Ero vicinissimo al City. Avevamo fatto praticamente tutto poi però la Juventus ha deciso di non vendermi”. GUARDIOLA – “L’anno scorso ho parlato di nuovo con Pep. Mi voleva ma gli ho detto: ‘La Juventus è casa mia. Sono felice qui. Mi sento a casa qui’. Volevo recuperare il terreno perso andando al Milan per una stagione. Tornare a essere un simbolo della Juventus è la cosa più emozionante che potessi fare. Quando sono andato al Milan, potevo andare al City ma c’erano cose che si dovevano incastrare e io non volevo aspettare e avevo dato parola al Milan. L’anno scorso ho parlato con Pep che mi voleva ma sono stato io a dirgli ‘questa è casa mia’ sto bene qui e mi sento a casa. Devo riconquistare il terreno perso con quell’anno a Milano ma questo è uno stimolo non una paura, tornare ad essere il simbolo della Juve per me è la cosa più eccitante che ci possa essere in questo momento della mia carriera". LUKAKU - "Romelu ha dimostrato di essere un attaccante completo. Può decidere da solo le partite. Quando lo affronti devi essere impegnato 100 minuti a partita, non concedere mai il corpo a corpo, essere pronto a scappare quando la sua squadra ha la palla libera perché è sempre pronto ad attaccare la profondità. È bravo dentro l’area nel corpo a corpo, quindi bisogna cercare di giocare d’anticipo e poi sono situazioni che aiutano la lettura della giocata avversaria, su quello riesci ad anticiparlo ma se ti fai prendere la posizione non riuscirai mai ad anticiparlo e a tenere lo scontro fisico perché è una forza della natura". MENTALITA' - "Penso che in questi due anni con Sarri e Pirlo ci sia stata difficoltà nel ricambio. Noi negli anni abbiamo perso Khedira, Mandzukic, Matuidi, Higuain, tutti giocatori di personalità, di grande tecnica, per un processo di ringiovanimento. Ai giovani entrare nella mentalità Juve e far capire cosa vuol dire…la Juve ha costruito le sue vittorie su essere una squadra che non molla mai e non si arrende mai. Anche quando tutto sembra finito non si da mai per vinta. Quella è stata la mentalità. Farlo capire ai giovani in questi 2 anni è stato più difficile. Hai un’individualità come Cristiano che ti accentra tanto, attira molto la critica perché se non fai una partita fatta bene la colpa è del giovane, della Juve che non è squadra o non ha mentalità mentre noi, come squadra e mentalità per un periodo l’abbiamo mantenuta poi è stato difficile con ricambio generazionale. Ma già adesso che comunque i nostri giovani iniziano ad avere 50 partite con la Juve capiscono la mentalità tra virgolette operaia. È giusto giocare a bene a calcio ma devi faticare, sacrificarti, essere umile, non puoi lasciare per strada nessun dettaglio, tutto deve essere fatto al 101% il 100 non basta". QUANDO LA JUVE HA VINTO - "Quando la Juve ha vinto c’erano 10 campioni, 10 buoni giocatori, 4 gregari ma tutti avevano la stessa mentalità, ovvero dobbiamo vincere. Non importa come. Una partita giochiamo bene e basta, una partita meniamo e basta, una partita difendiamo e basta però dobbiamo portare a casa il risultato. Questo negli ultimi due anni, per la voglia di proporre qualcosa di diverso, è stato un po' messo da parte, pensando di poter cambiare la storia della Juve. Io credo che, e ne parlavo anche con Gigi e Giorgio, che il Barcellona vince in quel modo perché è la storia del Barcellona dai tempi di Cruyff, il Liverpool vince il quel modo per la sua storia. Anche la Juve ha la sua storia. Poi magari in Europa puoi fare più fatica ma arriverà anche in Europa il momento in cui tornerà ad essere vincente". RONALDO – “La presenza di Cristiano ha avuto una grande influenza su di noi. Solamente allenarsi con lui ci ha dato qualcosa in più ma inconsciamente i giocatori hanno iniziato a pensare che la sua presenza da sola bastasse per vincere le partite. Abbiamo cominciato a mancare un po’ nel lavoro quotidiano, nell’umiltà, nel sacrificio, nella voglia di esserci giorno dopo giorno per il tuo compagno di squadra. Penso che lo si vedesse. Forse era scontato che se davamo la palla a lui ci avrebbe fatto vincere la partita”. CONTE – “Antonio Conte è stato un allenatore davvero importante per me e ha cambiato la mia carriera con la mentalità che mi ha dato e le conoscenze calcistiche che mi ha trasmesso. Da allora ho cercato di prendere qualcosa da ogni allenatore con cui ho lavorato”.
  3. http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2019/01/09-51853927/juventus-genoa_oggi_si_chiude_laffare_sturaro-romero/?a=2 Qualcuno che conosce il giocatore può parlarcene un po'?
  4. È uscito questo spoiler sulle maglie del prossimo anno..a voi i commenti https://mobile.twitter.com/La_Bianconera/status/1197798346309681152 Maglia casa https://mobile.twitter.com/La_Bianconera/status/1197794745180971013"]https://mobile.twitter.com/La_Bianconera/status/1197794745180971013 Maglia fuoricasa 1 https://mobile.twitter.com/La_Bianconera/status/1197791472239742976"]https://mobile.twitter.com/La_Bianconera/status/1197791472239742976 Maglia fuoricasa 2
  5. Mah... Fonte: https://www.ilbianconero.com/a/petronella-juve-vietato-parlare-del-caso-mayorga-ronaldo-stranie-69875
  6. http://www.tuttojuve.com/altre-notizie/guardala-piccolo-caso-cuadrado-il-giocatore-ha-lasciato-volontariamente-il-ritiro-ieri-si-e-scusato-ma-allegri-ha-preferito-non-portarlo-allo-stadio-337641 Da notare che la Juventus, discretamente, smentirerebbe questa versione. Che ne pensate?
  7. https://xmas.juventus.com/it/?utm_source=Social&utm_campaign=XMAS_2018&utm_content=TW_ITA Potete connettervi tramite account Facebook o fare una iscrizione veloce il giochino è un piattaforme stile Super Mario Bros dove bisogna però semplicemente limitarsi a saltare Io sono scarso come la m... essendo arrivato 6332simo se si arriva primi si vincono due biglietti per una partita di A allo Stadium (non specificano quale)
  8. Su DAZN, la nuova piattaforma digitale sulla quale è possibile vedere in esclusiva le partite di Serie A, la Juve sarà trasmessa alla terza giornata, quando affronterà in notturna il Parma. E’ possibile attivare un mese di prova gratuita. Con DAZN avrai oltre 100 match di Serie A in esclusiva e tutta la Serie B IN STREAMING, LIVE E ON DEMAND. ... https://www.juventusnews24.com/partite-juve-su-dazn-ecco-come-attivare-un-mese-di-prova-gratuita/
  9. Ieri era il compleanno di Marko Pjaca, il 23mo per la precisione. Come sappiamo il calciatore è stato acquistato un paio d'anni fa con le premesse di essere fra i prospetti più interessanti del calcio europeo e nella sua prima stagione si stava finalmente inserendo quando ha subito la rottura del crociato. Quest'anno è stato mandato in prestito allo Schalke per giocare un po' di più e riprendere il ritmo. Ora ci sono due strade dinanzi alla Juve: riprenderlo per dargli un'altra chance con noi oppure sacrificarlo per raggiungere qualche altro obiettivo di mercato. Io sarei per la prima, anche perché sono fra gli estimatori iniziali del ragazzo che è stato molto sfortunato da quando ha indossato il bianconero. Fargli fare la preparazione con la squadra sperando che possa sbocciare come avevamo pensato noi e la Juventus stessa, anche perché pur non succedesse l'anno prossimo avrebbe ancora 24 anni e quindi sarebbe comunque vendibile. Potrei tuttavia capire anche l'impulso di venderlo subito, ma solo a patto che sia una cessione volta a rastrellare risorse per un grandissimo colpo. Voi che ne pensate?
  10. PSG, Matuidi: "La Juve? Tutto può succedere, non sto parlando del rinnovo" 20.07.2017 13:54 di Tommaso Bonan articolo letto 10736 volte © foto di Daniele Buffa/Image Sport Blaise Matuidi, centrocampista del PSG e della nazionale francese, si è soffermato a parlare del suo futuro professionale dopo la gara amichevole giocata negli Stati Uniti contro la Roma. Ecco quanto riportato da L'Equipe: "Ad oggi, sono qui con il PSG. Tutto può succedere. Non si sta discutendo del prolungamento di contratto, ci stiamo allenando. Juventus? Ripeto, tutto può succedere".
  11. Gianluca Di Marzio‏Account verificato @DiMarzio 34 sec34 secondi fa Altro La @juventusfc avrebbe deciso di rinunciare a #Schick dopo l'incontro con la @sampdoria, attese notizie ufficiali @SkySport
  12. Dopo le parole del presidente Ferrero, arrivano anche quelle di Patrick Schick. L’attaccante della Sampdoria, intervenuto ai microfoni di isport.blesk.cz, ha parlato del suo futuro confermando quanto vi abbiamo riferito e più volte ribadito: “Juventus? È possibile che ci sia un accordo dopo il match con la Norvegia (in programma sabato, ndr), ma è difficile da dire. Siamo in fase di negoziazione, non posso dire altro. Il mio modello? Ibrahimovic è stato il mio modello di infanzia, ma di Zlatan ce n’è uno solo. Ho vent’anni e credo di poter ancora migliorare da qui in avanti, vedremo. Cerco di essere sempre lo stesso, voglio migliorarmi continuamente. Quando mi sono trasferito alla Sampdoria, sono arrivato con la voglia di dimostrare il mio valore e voglio andare avanti. Mi sono trovato bene fin dall’inizio e sono contento che siamo riusciti a raggiungere tutti gli obiettivi, è stato bello”. (alfredopedulla.com)
  13. L'esterno ha firmato un contratto che lo lega alla Juventus fino al 2021 È ufficiale: Riccardo Orsolini entra a fare parte della grande famiglia della Juventus. Il giovane esterno destro classe 1997 vestirà i colori bianconeri fino al 2021 Questo il comunicato ufficiale ACCORDO CON L’ASCOLI PER L’ACQUISIZIONE DEL CALCIATORE RICCARDO ORSOLINI Torino, 30 gennaio 2017 – Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società Ascoli Picchio F.C. S.p.A. per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Riccardo Orsolini a fronte di un corrispettivo di € 6 milioni pagabili in due esercizi. Il valore di acquisto potrà incrementarsi di € 4 milioni al maturare di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale. Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quinquennale fino al 30 giugno 2021. Contestualmente, Juventus ha sottoscritto con l’Ascoli un accordo per la cessione a titolo gratuito e temporaneo fino al 30 giugno 2017 del diritto alle prestazioni sportive dello stesso calciatore. Scarica il comunicato Tecnica, senso della posizione, dribbling e un piede mancino che - unito alla prestanza fisica (183cm x 73kg) - l'hanno reso una delle più luminose rivelazioni in questa stagione di Serie B: Riccardo Orsolini, nuovo esterno offensivo bianconero, si è messo in bella mostra in questo girone di andata con la maglia dell'Ascoli, casacca che veste fin da quando era bambino. Nato a Rotella, in provincia di Ascoli Piceno, il 24 gennaio 1997, Orsolini è entrato a fare parte del settore giovanile del club marchigiano nella categoria Pulcini e ha percorso tutta la trafila fino alla Prima squadra, passando dalle diverse categorie del vivaio, e spesso bruciando le tappe. Dopo l'esordio in Lega Pro ad appena 16 anni, il 2 aprile del 2015, Riccardo è letteralmente esploso nel 2015/2016, con la maglia della Primavera, collezionando 17 gol in campionato (in 21 presenze), oltre a tre reti al Torneo di Viareggio e due nella Coppa Italia di categoria. Non solo: con la Prima squadra marchigiana, nella passata stagione ha messo insieme nove gettoni, tutti da titolare, prima di diventare un protagonista assoluto nella stagione in corso, in campo con l'Ascoli nella serie cadetta. Il suo marchio di fabbrica? Il ruolo da "esterno invertito" sulla fascia destra, che ne consente la massima valorizzazione delle caratteristiche da mancino, sia in un 4-3-3, sia in un 4-3-2-1, moduli coi quali ha avuto modo di prendere familiarità tra i marchigiani. Qualità, quelle di Orsolini, che l'hanno visto diventare anche un elemento importante della Nazionale Under 20, selezione giovanile nella quale ha già collezionato tre presenze e una rete. Un talento che mette insieme qualità e quantità, corsa generosa e abilità nel dribbling: un elemento di grande prospettiva, che da oggi sarà messo a disposizione della Juventus. Benvenuto, Riccardo! http://www.juventus.com/it/news/news/2017/riccardo-orsolini---bianconero-.php
  14. Dani Alves è bianconero. Questo pomeriggio il laterale brasiliano ha siglato l'accordo che lo legherà alla Juventus sino al 30 giugno 2018, con opzione a favore della società per un'ulteriore stagione. Classe, doti atletiche ed esperienza internazionale: sono solo alcune delle qualità che fanno di Daniel Alves Da Silva, nato a Juazeiro il 6 maggio 1983, uno degli esterni più apprezzati nel panorama del calcio mondiale. LA CARRIERA Sono tre le squadre in cui, storicamente, ha militato il giocatore verdeoro: una brasiliana e due spagnole. Nell’ordine, fra il 2001 e il 2002 gioca nel Bahia, mettendo insieme 25 presenze e due reti. Dal 2002 al 2008 Alves si fa strada nella Liga, esattamente al Siviglia: in sei stagioni sono 175 le presenze e 11 i gol. Da qui il passo successivo, al Barcellona: in maglia blaugrana, Dani Alves si consacra nei più grandi palcoscenici internazionali, collezionando nella Liga in otto stagioni ben 247 presenze e segnando 14 gol, a conferma di una sua propensione al gioco offensivo. Questo per quanto riguarda i campionati Nazionali: non va dimenticato che Dani Alvesè stato presente in Copa del Rey per 28 volte con il Siviglia segnando un gol e 54 volte con il Barça (anche in questo caso un gol). A queste presenze vanno sommate, ovviamente, quelle internazionali: esattamente 90 con i catalani (5 i gol) e 47 con gli andalusi (in questo caso sono 4 le marcature) LE VITTORIE È un palmarès da vincente di razza, quello di Dani Alves, che ha trionfato per sei volte nella Liga con il Barça e per cinque in Coppa del Re (una di queste con il Siviglia). Cinque anche le vittorie in Supercoppa di Spagna, anche in questo caso una con il Siviglia e cinque con il Barcellona, squadra con la quale Alves ha ottenuto i successi più prestigiosi soprattutto a livello internazionale. Tre Champions League, due Supercoppe Europee e tre Mondiali per Club vinti in maglia blaugrana rendono incredibile una bacheca arricchita anche da un’altra Supercoppa Europea e due Coppe UEFA vinte con il Siviglia. NELL'ULTIMA STAGIONE Instancabile sulla destra, area del campo che copre praticamente in tutta la sua estensione, Dani Alves è stato un protagonista continuo della stagione del Barça. Nella Liga ha collezionato 29 presenze (2149 minuti), e questi sono alcuni dei numeri della sua annata. A questi dati aggiungiamo 100 cross e 21 occasioni da rete create in stagione, la bellezza di 1459 passaggi positivi, a fronte di pochissimi falli (39, poco più di 1 a partita) con conseguente basso numero di cartellini gialli, 6, e nessuna espulsione. Si diceva prima delle aree di campo coperte da Dani Alves: in questa grafica sono riassunte in modo molto chiaro. Tornando ai passaggi, questa è infine la rappresentazione dei palloni smistati e di quelli ricevuti dal brasiliano, ovviamente sempre dalla parte destra del campo. Classe, grande qualità e quantità, per uno dei laterali più forti e titolati al mondo. Che da oggi veste la maglia bianconera e che domani vivrà una giornata intensa: alle 9.30, Dani Alves sarà protagonista della conferenza stampa di presentazione che si terrà allo Stadium e che sarà trasmessa in diretta su Juventus.com, sulla nostra pagina Facebook ufficiale e su J|tv. E negli studi del canale bianconero il brasiliano si recherà subito dopo la conferenza, per dialogare in diretta con i tifosi. Quindi tappa allo Juventus Store, dove i primi 34 che acquisteranno la sua maglia potranno farsela autografare direttamente da lui, per portare a casa uno magnifico ricordo del #DaniAlvesDay. (juventus.com) http://www.juventus.com/it/news/news/2016/dani-alves---bianconero.php CHI E' DANI ALVES??? Daniel Alves da Silva, meglio noto come Daniel Alves o Dani Alves (Juazeiro, 6 maggio 1983), è un calciatore brasiliano, ex difensore del Barcellona, ora alla Juventus e della Nazionale brasiliana. Riconosciuto come uno dei migliori giocatori al mondo nel suo ruolo, con le maglie di Siviglia e Barcellona ha vinto sei campionati spagnoli, quattro Coppe del Re, cinque Supercoppa di Spagna, due Coppe UEFA, quattro Supercoppe UEFA, tre Champions League e tre Mondiali per club. Con la maglia della sua Nazionale ha conquistato invece una Coppa America e due Confederations Cup. Pur non avendo un fisico imponente possiede una notevole forza e tra le sue caratteristiche spicca la resistenza, la velocità ed anche notevoli qualità tecniche per il suo ruolo. Dotato di un buon cross e tiro, partecipa spesso alle azioni di attacco ed è considerato fra i migliori attuali terzini al mondo. Cresciuto calcisticamente nel Bahia, esordisce in prima squadra nell'incontro del Campeonato Brasileiro Série A 2001 contro il Paraná Clube. In questa partita, vinta dal Bahia per 3-0, fornisce due assist trasformati in gol e subisce un fallo punito con un calcio di rigore. A seguito di ciò, l'allenatore Evaristo de Macedo gli conferma un posto da titolare nella squadra. A metà del 2002 passa in prestito al Siviglia. Dopo aver trascorso la stagione 2002-2003 in prestito al Siviglia, quest'ultimo acquista in via definitiva il calciatore brasiliano. Nel corso delle 6 stagioni trascorse con il club andaluso dal 2002 al 2008, ha vinto due Coppe UEFA, una Supercoppa europea e una Coppa del Re. Nel giugno 2006 viene annunciato il suo trasferimento al Liverpool, ma l'affare salta. Nel dicembre 2006 firma un nuovo contratto che lo legava al Siviglia fino al 2012. Nell'agosto 2007 il calciatore afferma di voler lasciare il Siviglia dopo che il Chelsea gli aveva avanzato una proposta d'ingaggio, alla quale non avrebbe voluto rinunciare. In seguito il Siviglia rifiuta l'offerta del Chelsea, del valore di 36 milioni di euro, in quanto giudicata troppo bassa. Il 28 agosto 2007, pur essendo stato convocato per il ritorno della partita di qualificazione alla UEFA Champions League 2007-2008 contro l'AEK Atene, non si presenta all'aeroporto per prendere il volo per Atene, suscitando lo sdegno di José Maria Del Nido, presidente del Siviglia. Alla fine, complice anche la morte del compagno di squadra Antonio Puerta, resta al club andaluso per un'altra stagione. Nel giugno del 2008 viene annunciato il trasferimento del difensore brasiliano al Barcellona per 32 milioni di euro, più vari bonus in base ai risultati conseguiti che porteranno il prezzo fino a 40 milioni. Il 1º luglio 2008 dichiara il suo addio al Siviglia attraverso una conferenza stampa, in cui scoppia in lacrime, ringraziando la squadra per tutto quello che gli ha dato; il giorno dopo passa al Barcellona, con cui esordisce in gare ufficiale il 13 agosto 2008, nel terzo turno di qualificazione di Champions League contro il Wisła Cracovia. L'esordio in Liga spagnola con la maglia blaugrana arriva il 31 agosto 2008 contro il Numancia. Il 13 maggio vince la sua seconda Coppa del Re, mentre tre giorni dopo vince matematicamente la sua prima Liga grazie alla sconfitta del Real Madrid sul campo del Villareal. Il 27 maggio si laurea anche campione d'Europa vincendo la Champions League allo Stadio Olimpico di Roma contro il Manchester United; Dani Alves non disputa la finale a causa di un'ammonizione rimediata nella semifinale di ritorno contro il Chelsea, nella quale figurava tra i diffidati. All'inizio della stagione 2009-2010 vince la Supercoppa di Spagna contro l'Athletic Bilbao e la prima Supercoppa europea contro lo Shakhtar Donetsk. Il 19 dicembre 2009 vince con il Barcellona la Coppa del Mondo per club contro l'Estudiantes; questa vittoria e permette alla squadra catalana di diventare la prima e unica nella storia del calcio a inanellare un sextuple, ovvero a primeggiare in tutte le sei competizioni disputate nell'anno solare. A fine stagione vince anche la sua seconda Liga spagnola. Il 21 agosto 2010 vince la Supercoppa nazionale ai danni della sua ex-squadra, il Siviglia. Il 22 marzo 2011 rinnova il contratto che legherà il giocatore alla squadra Blaugrana fino al 2015. In questa stagione il Barcellona si riconferma ad alti livelli e Dani Alves, con le sue prestazioni, contribuisce alla vittoria della Champions League contro il Manchester United (come due anni prima) e della Liga. Il 17 agosto 2011 vince la Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid Il 25 gennaio 2012 nella partita di Coppa del Re contro il Real Madrid sigla il goal del 2-0 per il Barcellona, gol che permette alla sua squadra di qualificarsi alla semifinale. Il 25 maggio vince per la terza volta la Coppa di Spagna in finale contro l'Athletic Bilbao (3-0). Per la stagione 2012-2013 ha cambiato il suo numero di maglia, ereditando la numero 22 da Eric Abidal. Il 21 agosto 2013 regala un assist al compagno Neymar per il primo gol con la maglia dei blaugrana nell'andata della Supercoppa di Spagna a Madrid contro l'Atletico (1-1). Dani Alves ha giocato anche la gara di ritorno che ha sancito la vittoria del trofeo da parte del Barcellona. Il 27 aprile 2014, durante la partita di campionato Villareal-Barcellona, mentre si accinge a battere un calcio d'angolo, gli viene lanciata contro dagli spalti una banana. Dani Alves, senza scomporsi, risponde a questo gesto chiaramente razzista in modo curioso: raccoglie il frutto, lo sbuccia e lo mangia, continuando poi a giocare. Questo gesto è diventato immediatamente un simbolo nella lotta contro il razzismo, appoggiato con convinzione da molti altri calciatori (come Neymar, Balotelli, Mertens, Hulk, Pogba e Aguero), altri sportivi, e anche personalità non legate al mondo del calcio. Il 17 settembre 2014 nella partita vinta 1-0 in casa contro l'APOEL in Champions League raggiunge quota 300 presenze in tutte le competizioni con la maglia del Barcellona[30]. Il 17 maggio 2015, grazie alla vittoria esterna contro l'Atlético Madrid, conquista con i colori blaugrana il suo quinto campionato spagnolo. Il 30 maggio vince la sua quarta Coppa del Re, grazie al 3-1 contro l'Athletic Bilbao, mentre il 6 giugno conquista la sua terza Champions League dopo la vittoria 3-1 sulla Juventus. In scadenza di contratto, tre giorni dopo rinnova col club catalano fino al 2017 con un'opzione per il terzo anno. Nella stagione 2015-2016 decide di indossare la maglia numero 6 lasciata libera da Xavi. Comincia la nuova stagione vincendo la Supercoppa UEFA contro il Siviglia. Per Alves si tratta della quarto successo personale, uno in meno rispetto al record di cinque vittorie detenuto da Paolo Maldini. Il 2 giugno 2016 il Barcellona annuncia sul proprio sito ufficiale che il giocatore ha preso la decisione di lasciare la compagine catalana. A livello giovanile ha preso parte al campionato mondiale di calcio Under-20 2003, vincendo il torneo con il Brasile e venendo nominato come terzo miglior calciatore di quella competizione. La sua prima partita con la Nazionale di calcio del Brasile, seppur non ufficiale, avviene il 7 ottobre 2006, entrando come sostituto nell'amichevole contro il club kuwaitiano Al Kuwait Kaifan, mentre 3 giorni dopo esordisce ufficialmente nell'amichevole contro l'Ecuador. Viene convocato dal commissario tecnico Carlos Dunga per la Copa América 2007 in Venezuela. Gioca le tre partite della fase a gironi e la finale vinta contro l'Argentina; contro gli argentini è autore del secondo gol del Brasile che alla fine si imporrà sull'avversario per 3-0[40]. Due anni dopo è tra i convocati di Dunga per la FIFA Confederations Cup 2009, vinta dal Brasile, in cui è autore di un gol nella semifinale contro il Sudafrica. Nel maggio 2010 è stato convocato dal commissario tecnico Carlos Dunga per il campionato del mondo 2010 in Sudafrica. Il 15 giugno fa il suo esordio mondiale subentrando a Maicon nella prima sfida della fase a gironi contro la Corea del Nord. Il 25 giugno, con il Brasile già qualificato agli ottavi di finale, gioca da titolare la terza sfida della fase a gironi contro il Portogallo. Sempre da titolare gioca l'ottavo di finale contro il Cile e il quarto di finale contro l'Olanda che sancisce l'eliminazione del Brasile. Nel 2011 Mano Menezes lo ha convocato per la Coppa America in Argentina dove Dani Alves ha disputato 2 delle 4 partite dei verdeoro, eliminati nei quarti di finale dal Paraguay ai rigori (0-2). Il 14 maggio viene inserito, dal CT Luiz Felipe Scolari, nella lista dei 23 convocati per la FIFA Confederations Cup 2013, che è svolta in Brasile dal 15 al 30 giugno 2013 come preludio del Campionato mondiale di calcio 2014. Disputa da titolare tutte e cinque le partite del Brasile, compresa la vittoriosa finale contro la Spagna. Viene convocato per la Coppa del mondo 2014 svoltasi in Brasile. In questa competizione è titolare fino ai quarti di finale, poi, a causa di uno scarso stato di forma, perde il posto da titolare in favore di Maicon. Salta dunque la semifinale contro la Germania (1-7) che sancisce l'eliminazione del Brasile e anche la finale per il terzo posto persa contro l'Olanda (0-3). L'11 giugno 2015 viene in seguito integrato dal commissario tecnico Carlos Dunga, nella lista definitiva alla Copa América 2015, a causa dell'infortunio di Danilo. Dani Alves gioca titolare tutte le 4 partite del Brasile, compreso il quarto di finale perso contro il Paraguay. Viene convocato per la Copa América Centenario negli Stati Uniti. (wikipedia.org)
  15. : "A tutti i tifosi Juventini, premesso che si tratti per me di una cosa assolutamente inusuale scrivere sui social (di cui sono sprovvisto, questo è di mia moglie) ed infatti è la prima volta che lo faccio, penso che in questa occasione sia assolutamente necessario esprimere da parte mia un ringraziamento particolare a tutto il popolo bianconero che in questi anni mi ha dimostrato costantemente il suo affetto. So assolutamente che un semplice grazie non può bastare a spiegare la mia gratitudine verso tutto l'ambiente Juventino: questi sono giorni in cui provo sentimenti contrastanti, da una parte sono carico a mille per la nuova avventura che mi attende, dall'altra provo un grande nodo alla gola per quello che sto lasciando e che con questa lettera voglio ringraziare. GRAZIE innanzitutto a tutti i miei compagni che ho avuto in questi 5 anni, ognuno di voi mi ha dato e lasciato qualcosa di speciale ed importante, difficilmente avrò la fortuna di trovare un altro gruppo così unito e solido in ogni occasione, per me è stato un onore immenso giocare con tutti voi e vi ringrazio di avermi fatto sentire importante e apprezzato all'interno del gruppo. GRAZIE agli staff tecnici di Mister Conte e Mister Allegri dai quali ho potuto imparare cose nuove e vincenti. GRAZIE ad ogni persona che ha lavorato a contatto con noi (Matteo Fabris, dottori, fisioterapisti, magazzinieri, marketing) e chi lavora costantemente "dietro le quinte" e a "fari spenti" dando il suo fondamentale contributo ai successi recenti. GRAZIE alla società (presidente, direttori Marotta e Paratici, Pavel Nedved) migliore che possa esserci, il cui obiettivo è sempre quello di migliorare e grazie a questo spirito è riuscita ad essere avanti anni luce rispetto a tutti in Italia e lo diventerà anche a livello europeo e che mi ha dato la possibilità di confrontarmi ad un livello altissimo come la champions. GRAZIE alla bellissima città di Torino, dove sono nati i miei amati figli e che rappresenterà sempre per la nostra famiglia lo scenario di ricordi meravigliosi. E GRAZIE a tutti i tifosi che in questi anni ci hanno fatto sentire il loro appoggio e personalmente mi hanno apprezzato nonostante le mie qualità mediocri per il livello Juventus ma che hanno capito che in ogni occasione ho cercato di onorare la maglia dando tutto me stesso: i vostri complimenti mi fanno provare sinceramente un po' di vergogna perché penso di non meritarmeli e per questo vi sarò eternamente grato. Me ne vado via felice e con profonda soddisfazione e fierezza pensando di aver dato anche solo un briciolo di contributo a tutti i trionfi che abbiamo avuto la fortuna di avere in questi ultimi 5 anni. In poche parole GRAZIE JUVE!!!! Vi saluto tutti con grande affetto, facendovi un grande in bocca al lupo per il futuro. Simone Padoin". http://m.tuttomercatoweb.com/juventus/?action=read&idnet=dHV0dG9qdXZlLmNvbS0zMTAwMjk lacrime
  16. L'attaccante rivelazione della Juve Paulo Dybala ha parlato a Undici della sua esperienza in bianconero: "E' stato bellissimo vincere il mio primo scudetto, spero sia il primo di tanti. Poi la grande rimonta che nessuno si aspettava gli ha dato un sapore ancora più bello, ho provato delle emozioni che non avevo mai avuto. In tutti i posti in cui sono andato non è mai stato facile. A Palermo a 18 anni non era facile, venire alla Juventus per niente. Penso che il gol in Supercoppa mi abbia aiutato tantissimo, perché poi inizi subito ad avere la fiducia dei compagni. Dopo la retrocessione in serie B avevo tante offerte per lasciare Palermo, però ho parlato con il mio procuratore e gli ho detto di rifiutare tutte le offerte che stavano arrivando dall'Argentina, perché volevo rimanere e tornare in serie A. Sapevo che potevo far meglio del primo anno e per fortuna ci sono riuscito". http://www.tuttomercatoweb.com/juventus/?action=read&idtmw=839770
  17. Evra ha rinnovato fino al 30 giugno 2017 con opzione per un'ulteriore stagione. fonte Juventus.com
  18. Torino, 29 aprile 2016 – Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver esercitato in data odierna il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo del calciatore Mario Lemina dall’Olympique de Marseille SASP. Il contratto prevede un corrispettivo di € 9,5 milioni pagabile in quattro rate: € 3,5 milioni da versare entro il 20 maggio 2016, € 1,5 milioni entro il 30 novembre 2016, € 1,5 milioni entro il 28 febbraio 2017 e € 3 milioni entro il 30 luglio 2017. Il valore di acquisto potrebbe incrementarsi di € 1 milione al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi nel corso della durata contrattuale. Il contratto con il calciatore ha durata fino al 30 giugno 2020. Fonte: JUVENTUS.COM e Juventus App
  19. Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato un accordo con adidas International Marketing B.V. (in seguito “adidas”) per la sponsorizzazione tecnica a partire dalla stagione sportiva 2015/2016. adidas diventerà sponsor tecnico di tutte le squadre Juventus a fronte di un corrispettivo fisso complessivo per i sei anni di durata del rapporto pari a 139,5 milioni di euro. Tale importo non include le forniture annuali di materiale tecnico e i premi variabili legati ai risultati sportivi di Juventus. adidas gestirà inoltre le attività di licensing e di merchandising di Juventus a fronte di un corrispettivo fisso di € 6 milioni all’anno. Juventus beneficerà anche di royalties addizionali al superamento di determinati volumi di vendita. fonte:juventus.com
  20. Luciano Moggi, ex Dirigente sportivo della Juventus, ha rilasciato un'intervista esclusiva a cristianitoday.it Lei si è avvicinato alla fede durante il periodo in cui scoppiò lo scandalo calciopoli? No io sono sempre stato religioso sin da piccolo, devo dire che non sono mai stato un bigotto ma un credente sì. E’ stata proprio la fede che mi ha aiutato in quel periodo nero in cui si sono inventate sul mio conto tante cose. Io non mi sono avvicinato alla fede solo in quel momento, hanno anche detto che io sono stato a Lourdes per chiedere una grazia inerente al calcio, io sono sempre andato a Lourdes in pellegrinaggio, da anni che vado in quel luogo ma non per chiedere qualcosa per me ma per gli altri soprattutto per coloro che fanno il male al prossimo. Lei è sempre stato devoto di San Pio da Pietralcina. Come mai questa devozione a Padre Pio? Devo dire che non l’ho mai conosciuto, ma c’è stato un momento della mia vita in cui ho trovato Padre Pio da tutte le parti; vedevo le sue immagini ovunque. Un giorno sono andato con la squadra a giocare a Palermo, e lì ho incontrato una signora che per qualche anno, ho sempre cercato di snobbare perché mi sembrava una di quelle che chiedevano favori, poi quel giorno a Palermo, ho incontrato questa signora di circa 80 anni che mi disse di aver fatto un sogno in cui era insieme a Padre Pio. In questo sogno vi era un gregge di pecore e c’era anche San Pio che le diceva “vedi quello è Moggi e gli voglio tanto bene”. Dal suo racconto sono rimasto senza parole e sbigottito, perché era una signora che non mi conosceva in assoluto, oltretutto non seguiva il calcio e lo si vedeva chiaramente. Da quel momento ho scelto di seguire la figura di padre Pio (che già seguivo per altri motivi) perché ho sempre trovato le sue immagini ovunque e c’erano molte persone che mi invitavano ad andare a San Giovanni Rotondo. E’ stato in pellegrinaggio anche a Lourdes; qual è il momento che porta di più nel cuore di questa esperienza mariana? Mi sono sentito bene nella Basilica di Lourdes, in quei momenti di silenzio in cui mi sono raccolto, in realtà i momenti di silenzio risultano essere i più rumorosi. Ho pregato tanto affinchè la gente sia più buona, affinchè non ci siano più guerre e soprattutto che si calmino le reazioni che attualmente ci sono in alcuni popoli. Un po’ di calma e serenità nel mondo sarebbero delle grazie per tutti. E’ vero che lei da giovane voleva entrare in seminario? Non è che volevo entrare in seminario, ma studiavo a Siena da ragazzo e i miei genitori mi portarono a vedere un seminario per proseguire i miei studi lì. Ma ebbi un impressione un po’ negativa e non ci andai. Oggi possiamo dire che la fede l’ha aiutata a superare i suoi problemi con la giustizia? Sicuramente è stata la fede che mi ha aiutato a superare quel momento ma non tanto per me, ma per tutti quelli che sono stati coinvolti in questo calciopoli. Tenete presente che c’era gente che lavorava nel calcio e non prendeva tanto come ad esempio gli arbitri giovani, e sono stati lasciati fuori improvvisamente ed io ho lottato e lotto tanto per loro. Il Signore a me ha fatto la grazia di stare bene, ma dentro di me vi è la rabbia nel vedere delle brave persone che non avrebbero niente a che fare con la giustizia, che invece vengono coinvolte per qualcosa di cui non hanno colpa. In quel periodo nero, c’è stato un attimo in cui ha pensato al gesto folle del suicidio. Chi le è stato vicino in quel momento? Ho pensato a quel gesto, durante la prima settimana in cui uscì fuori lo scandalo, ancora non riuscivo a capire cosa fosse successo, ma da subito iniziai a reagire e a farmi forza, perché avevo la certezza che qualcuno al di là degli uomini c’è e può mettere apposto tutto. Lei riesce a conciliare il lavoro con la fede. In che modo? Per esempio quando ero ancora in Juventus, la domenica non potevo andare in chiesa perché giocavamo, però tutti i giorni (e lo faccio anche adesso) ho l’abitudine di raccogliermi in preghiera in chiesa, amo farlo soprattutto quando non c’è nessuno, in modo da potermi raccogliere nel silenzio e pregare intimamente il Signore. Qual è oggi il suo rapporto con il calcio? Prima l’avevo da Dirigente adesso ce l’ho come giornalista ed opinionista. Il calcio italiano che non è più protagonista in Europa e nel mondo, è malato di denaro, di potere o di qualità? E’ malato sicuramente di qualità, ed oltre alla qualità si aggiunge anche il business. E’ un insieme di cose che purtroppo portano ai malumori, portano a litigare. Adesso è uno sport a metà ed è proprio il business che porta a litigare. E’ illusione chiedere alla politica di tornare ad investire insieme alle società calcistiche sui vivai dei giovani? Queste sono cose che la politica non può fare, ci vogliono dei Dirigenti che possano fare quello che attualmente non viene fatto. Anzichè comprare tanti giocatori bisognerebbe formare i giocatori e questo potrebbe essere un risparmio ed un qualcosa di qualità che può portare il calcio italiano a fare delle cose buone ed importanti. (tuttojuve.com) http://www.tuttojuve.com/calciopoli/moggi-la-fede-mi-ha-aiutato-a-superare-calciopoli-rabbia-nel-vedere-brave-persone-coinvolte-senza-colpa-260335
  21. Velocità, agilità, dribbling, classe. In queste parole c’è tutto Juan Cuadrado, giocatore eclettico, capace di adattarsi a vari ruoli in campo: terzino a inizio carriera, ora ala destra, ma anche all’occorrenza ala sinistra e seconda punta. Una risorsa preziosa per Mister Allegri, che da oggi potrà contare anche su di lui. La Juventus ha infatti raggiunto con il Chelsea un accordo per il prestito del colombiano, fino al 30 giugno 2016. Cuadrado, dopo l'esperienza inglese, torna in un campionato che ben conosce: nato a a Neoclì, il 26 maggio 1988, inizia la sua carriera da professionista a 20 anni, nel 2008, nell’Independiente di Medellin, dove milita per due stagioni, totalizzando 30 presenze in campionato e 2 reti. In Colombia lo nota l’Udinese, che nella stagione 2009/2010 apre per lui le porte della Serie A. Due le stagioni in Friuli, con 20 presenze in campionato e 4 in Coppa Italia. Juan diventa titolare l’anno successivo, a Lecce, dove gioca 33 partite, segnando 3 reti. Sono però i tre anni successivi quelli che permettono al colombiano di fare il vero salto di qualità: dal 2012 al 2015 gioca con la Fiorentina. In Serie A 36 presenze nella prima stagione (5 i gol), 32 nella seconda, con un “bottino” di ben 11 marcature e 17 nella terza, con 4 reti all’attivo. A questi numeri in maglia viola vanno aggiunte 8 apparizioni e 2 reti in Coppa Italia, 13 presenze e 4 gol in due edizioni di Europa League. Nella seconda parte della scorsa stagione è al Chelsea, e proprio con i Blues arrivano i due titoli della sua carriera, la vittoria in Premier League e quella in Football League Cup (2-0 nella finale di Wembley al Tottenham). Con la squadra di Londra Cuadrado gioca 13 partite in campionato (di cui una nella stagione in corso) e colleziona una presenza sia in Coppa di Lega che in Champions League. E poi la Nazionale: con la selezione della Colombia il giocatore vanta 44 “caps” (le ultime nella recente edizione della Copa America) e 5 reti. E adesso è il momento della maglia bianconera: benvenuto, Juan. (juventus.com) (juventus.com)
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