Jump to content

Search the Community

Showing results for tags 'sarri'.



More search options

  • Search By Tags

    Type tags separated by commas.
  • Search By Author

Content Type


Forums

  • Sport Corner
    • Juventus Forum
    • Calciomercato Juventus
    • Juventus Women
    • Allianz Stadium, J-Museum & Biglietti
    • Calciopoli (Farsopoli)
    • Il Romanzo Bianconero
    • Off Juve
    • Juventus news in English
    • Pronostici & Scommesse
    • Altri Sports
  • Tifosibianconeri.community
    • Il Diario dei Tifosi
    • Games Zone - Nuova Stagione 2019/2020
    • Off topics
    • Multimedia & Graphics
  • Supporto
    • Comunicazioni, proposte e messaggi per lo staff
    • L'Archivio Di Tifosibianconeri.com
    • Cestino

Find results in...

Find results that contain...


Date Created

  • Start

    End


Last Updated

  • Start

    End


Filter by number of...

Joined

  • Start

    End


Group


AIM


MSN


Website URL


ICQ


Yahoo


Jabber


Skype


Location


Interests

Found 22 results

  1. Centocinquanta palloni a partita: più o meno un flipper. Secondo l’utopia sarriana Miralem Pjanic dovrà essere molto più del centro di gravità che è stato fino ad ora: nella nuova Juve di Maurizio Sarri il bosniaco ha l’obiettivo di diventare un attrattore potentissimo. Un moltiplicatore di azioni di gioco. Il sole che irradia i raggi. Il progetto nasce dall’idea del nuovo tecnico, praticata più o meno ovunque in passato, di spostare l’asse della squadra venti metri più avanti e di tenere il dominio. Si è svolta stamane allo Stadium la presentazione di Maurizio Sarri nuovo allenatore della Juve. Che così risponde a chi gli chiede come sarà tornare al San Paolo. Tra Napoli e Chelsea Sarri aveva dato questa consegna a Jorginho, regista metodico e razionale in un centrocampo a tre. A Torino ha già dato a Pjanic le chiavi della sua Juventus: “Vorrei vedere Pjanic toccare 150 palloni a partita, ma dobbiamo allenare la capacità degli altri giocatori di dargli sempre la palla”, ha detto durante la presentazione nella pancia dell’Allianz. Come a dire: quel numero è un po’ ambizioso, ma tanto dipenderà dalla capacità di far muovere la nuova creatura in maniera armonica. “Io organizzo molto la squadra nei primi 70 metri e lascio libertà negli ultimi 30”, ha aggiunto Sarri durante la presentazione. Continua su: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/21-06-2019/sarri-quei-150-palloni-pjanic-cosi-bosniaco-nuovo-sole-juve-340254245240.shtml
  2. Maurizio Sarri, dopo il riposo osservato nel fine settimana, è venuto al JTC dove ha coordinato il lavoro del suo staff. Purtroppo non ha potuto dirigere sul campo l’allenamento a causa del persistere della sindrome influenzale, che lo ha colpito durante la scorsa settimana. Nel tardo pomeriggio è stato sottoposto ad ulteriori accertamenti che hanno confermato una polmonite per la quale è stata prescritta terapia specifica. L’allenatore ha autorizzato il club a comunicare il proprio stato di salute. https://www.juventus.com/it/news/news/2019/maurizio-sarri-oggi-al-jtc--ma-non-in-campo.php
  3. Ormai è ufficiale quindi si può iniziare a pensare a come giocare tatticamente e sopratutto con quali uomini e cosa può portare a questa rosa. scezni ??? bonucci - chiellini - marcelo? pjanic can ramsey pogba?? berna? icardi? ronaldo james ronaldo costa chiesa costa oppure 4312 ramsey james ronaldo - icardi?? Please cerchiamo di parlare di calcio per gli sfoghi c'è l'altro topic .
  4. https://www.tuttojuve.com/primo-piano/tj-douglas-costa-sarri-sta-cambiando-il-volto-della-juve-mi-trovo-bene-nel-suo-gioco-480891
  5. Douglas Costa e la Juventus sono sempre più lontani: basta occasioni, le opportunità sono finite. Infortuni, incidenti sia in campo (lo sputo a Di Francesco) che fuori (l’incidente in auto di inizio febbraio), poche presenze e ancor meno gioie. Paratici e Nedved hanno seccamente comunicato al giocatore il frutto delle sue bizze: è sul mercato, di fronte all’offerta giusta verrà ceduto. PIACE A LEO - La piega che hanno preso gli eventi non soddisfa Douglas, che proverebbe volentieri a convincere il neo tecnico Sarri. Vorrebbe una nuova chance di dimostrare il proprio valore, di redimersi, ma molto difficilmente gli verrà concessa, come dimostrano le parole dello stesso giocatore: ''Non conosco Sarri personalmente, ma l'ho visto lavorare a Napoli. Ha fatto uno stagione fantastica e credo che faremo grandi cose. Futuro? Ho altri tre anni di contratto con la Juve e sono convinto di restare. Ora è tutto nuovo con il tecnico e resterò qui. Ogni anno la Serie A è più difficile, ora con Conte all'Inter e Ancelotti al Napoli sarà più dura. Noi però faremo il massimo per migliorare, soprattutto in Champions League, che è il nostro obiettivo''. La Juventus però ha deciso, e non dovrebbe tornare indietro. Tra l’altro, il brasiliano ha ancora diversi estimatori, primo tra tutti Leonardo, da poco tornato a dirigere il mercato del PSG. Douglas Costa è un pallino, da tempo, del dirigente ex Milan, che sta sondando il terreno, tra telefonate e contatti (diretti e non) in vista di un possibile assalto. Costato, nell’estate del 2017, ben 46 milioni di euro (tra prestito e riscatto), la valutazione attuale oscilla tra 50 e 60 milioni di euro. La Juve ha bisogno di monetizzare, e la possibile plusvalenza, inutile negarlo, ingolosisce i bianconeri, che andrebbero anche a risparmiare i 6 milioni annui dell’ingaggio del brasiliano. Cifre importanti, che però non spaventano i campioni di Francia. Continua su: https://www.calciomercato.com/news/psg-su-douglas-costa-ma-la-juve-ha-un-piano-e-la-carta-per-pogba-53417
  6. Ci apro un topic a parte isolando un frammento del suo discorso, che secondo può essere di interesse. e che mi piacerebbe approfondire: Poi a differenza di come dicono tutti io organizzo molto la squadra nei primi 70 metri ma negli ultimi 30 lascio molto spazio alle individualità, si gioca per principi non per schemi. Non si schematizza più Ohibò, si son sentite delle sedie cadere Le cose possono essere due (o magari di più, io ho individuato queste): Forse fino ad oggi abbiamo dato per il concetto di "schema" una definizione un po' troppo maccheronica. Ed infatti un utente preparato come @PsychoJuve ha spesso dato delle precisazioni sull'argomento che sono in linea con quanto sentito oggi per bocca di uno che finora era passato per essere il paradigma del gioco a schemi. Con queste parole Sarri in realtà si riferisce a quello che vedremo da qui in avanti, non a quello che si è visto del suo lavoro in passato, in particolare a Napoli. Giocatori diversi, livello diverso, obiettivi diversi ===> ricalibrazione del modo di giocare. Parliamone un po'. Edit Nel corso della discussione è emerso un dibattito su schemi e principi. Riporto il contributo più significativo a riguardo, a beneficio di chi li legge, ossia una definizione di schema e principio, fornita ovviamente dal buon Psychojuve. 'Lavorando sui principi, l’apprendimento è intelligente e l'automatismo (gesto – comportamento) è fissato in modo plastico e ciò permette di riutilizzarlo o modificarlo in situazioni diverse (azione – realtà). La progressione dal facile al difficile e dal gesto alla realtà, avviene in allenamento risolvendo i problemi coordinativi, comunicativi, situazionali, collaborativi e tattico strategici, aumentando così il carico cognitivo. Si raggiungono in questo modo gli obiettivi di tecnica individuale applicata, tattica individuale, tattica di reparto e tattica di squadra. La ripetizione del processo che porta alla soluzione, deve costituire il mezzo di realizzazione del pensiero tattico, inteso come sviluppo della creatività del giocatore. Inoltre ricordo che, la metodologia deve essere diretta, specifica e funzionale (reale) al gioco del calcio per essere efficace.'' ''Lavorando per schemi, invece, l’apprendimento è più meccanico (gesto – automatismo) e l’apprendimento è più rigido (stimolo – risposta), con un adattamento più difficoltoso perché spesso indotto senza avversari e molto più distante dalla realtà. Ciò non significa che da un punto di vista didattico, sia produttivo anche proporre, per alcuni obiettivi e per una quantità di lavoro limitata, attività schematiche con soluzioni prestabilite. Quindi, metodologicamente, anche la giusta percentuale d’integrazione dei due lavori può essere funzionale, come mostrerò nella parte pratica successiva....''
  7. Accolto come la peste del 1630 da un buon 80% degli utenti di questo forum, Maurizio Sarri è stato chiamato ad allenare la nostra amata Juve. Pur non essendo la mia prima scelta (speravo in Gasperini e non ho mai creduto all'ipotesi Guardiola), ho accolto con fiducia e ottimismo il suo arrivo e sono stato tra i pochi a difenderlo a spada tratta. A questo punto mi chiedo se, essendo trascorse alcune settimane e avendo molta gente metabolizzato il suo arrivo, la situazione sia mutata in questo forum e tra i tifosi della Juve. In quanti sono pronti a salire sul carro di Sarri? Fatelo ora o mai più.... perchè sarà troppo facile farlo a stagione in corso o alla fine. Sarà interessante valutare i post scritti in questo topic tra qualche mese... 41 utenti attualmente sul carro
  8. Andrea Barzagli molto probabilmente non sarà nello staff di Maurizio Sarri. La svolta è maturata negli ultimi giorni, con la decisione di Barzagli di fare un passo indietro per dedicare ad altro i prossimi mesi, i primi della sua nuova carriera. Il campione del mondo 2006 quindi non resterà nel gruppo che ha frequentato da calciatore fino alla fine del campionato 2018-19, chiuso con l'ottavo scudetto consecutivo in bianconero e un ritiro da lacrime. Non è escluso che si unisca alla Juventus più avanti, a stagione in corso oppure nel prossimo campionato. Continua su: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/09-07-2019/juventus-passo-indietro-barzagli-non-fara-parte-staff-sarri-ora-340722981488.shtml?cmpid=shortener_60aa96c4qc
  9. Se c’è una cosa che invidiavo al suo Napoli, era sicuramente la preparazione atletica, anni luce migliore rispetto alla nostra e con pochissimi e rari infortuni muscolari Quale è la situazione? Oltre a lui arriveranno anche i suoi preparatori? Quelli di Allegri sono stati fatti fuori ufficialmente? E secondo voi si tornerà finalmente in montagna dopo aver passato le ultime estati nell’afa torinese?
  10. Primi contatti con il mondo Juve per Maurizio Sarri: il tecnico toscano, atterrato mercoledì sera a Torino, si è presentato immediatamente alla Continassa, dove ha parlato per alcune ore con la dirigenza bianconera. Un incontro necessario per programmare le prossime mosse. Giovedì mattina il mister toscano si presenterà per la prima volta in conferenza stampa ai suoi nuovi tifosi, cercando di scaldare una platea in parte scettica sul suo approdo sulla panchina dei campioni d’Italia. Sarri incontrerà i giornalisti intorno alle 11 presso la sala Gianni e Umberto Agnelli, all’Allianz Stadium. Secondo la Gazzetta dello Sport, Sarri partirà nel weekend per la Grecia, dove incontrerà il leader tecnico della squadra, Cristiano Ronaldo. CR7 sta trascorrendo le vacanze nel Westin Resort, a Costa Navarino, hotel di lusso dove nel 2018 fu ultimato il suo trasferimento in bianconero (memorabili le foto con Andrea Agnelli e il suo agente Jorge Mendes). L’incontro con Sarri è particolarmente atteso per suggellare un vero e proprio patto con il nuovo allenatore dei bianconeri, e mettere a tacere le voci che non lo dipingono così entusiasta per l’arrivo dell’ex tecnico di Chelsea e Napoli. Con lui in Grecia ci sono anche la compagna, Georgina Rodriguez, il figlio, Cristiano Jr., il fratello Hugo e alcuni amici. Continua su: https://sport.virgilio.it/juventus-blitz-di-sarri-da-cristiano-ronaldo-455251
  11. "Stravedo per Bernardeschi, può diventare presto un autentico fuoriclasse". Parole firmate Maurizio Sarri e pronunciate in tempi non sospetti, ovvero quando neanche esisteva il sentore che il tecnico potesse sbarcare sul pianeta bianconero. Oggi la nuova investitura - In un contesto ben più attendibile, questa mattina è arrivata la nuova dichiarazione d'amore: "Parliamo di un giocatore tecnico e ordinato, mi piace molto. Deve avere più continuità, gli manca un po' questo. Adesso deve farlo, in un solo ruolo. Si deve specializzare". Una seconda conferma che sa tanto di investitura, per il numero 33 bianconero. Che con Sarri in panchina potrebbe ulteriormente aumentare il proprio minutaggio dopo la già buona stagione con Allegri. Continua su: https://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/sarri-alla-juve-bernardeschi-al-centro-del-villaggio-ma-con-quale-ruolo-1260149
  12. A margine della conferenza stampa di presentazione del libro dedicato ai 30 anni dell’impresa del Milan in Coppa Campioni nel 1988-1989, Arrigo Sacchi promuove la scelta della Juventus di affidarsi a Maurizio Sarri: “E’ dello stesso gruppo di Pochettino, Klopp e Guardiola: gente che interpreta un calcio audace e avvenieristico. Può segnare il futuro del calcio italiano”. Continua su: https://video-it.eurosport.com/calcio/serie-a/2018-2019/sacchi-sarri-alla-juventus-scelta-rivoluzionaria-e-importantissima_vid1212060/video.shtml
  13. Argomento decisamente prematuro, con il mercato che di fatto non è ancora iniziato e che potrebbe ancora stravolgere noi e/o i nostri avversari. Scrivo un paio di pensieri, ad oggi, su cosa immagino ci possa attendere nella prossima stagione. Anticipo la conclusione. Sinteticamente, credo che come potenzialità molto difficilmente faremo un passo indietro. Non so se ne faremo uno avanti. Nel campionato la Juventus vale 100 punti, e credo che continuerà a valere 100 punti anche con Sarri. Chi vorrà toglierci lo scudetto dovrà valere anche lei quei punti, e ad oggi non vedo avversari in grado di farlo. L'Europa rimarrà difficile e al tempo stesso aleatoria come tutti gli anni. Potremmo magari vincere od uscire agli ottavi, dipende da come ti gira in stagione. Vedremo se nei prossimi anni si confermerà il trend che ha visto giocare la finale Tottenham-Liverpool, oppure si ritornerà a veder prevalere le rose più forti. Non credo che Sarri trasformerà (da solo) la Juventus nè nel Real Madrid nè nel Liverpool, per prendere due esempi paradigmatici di quello che abbiamo visto negli ultimi anni. Fissata la bolla della livella, cosa potrebbe farla discostare da queste previsioni? Cosa ci porta di nuovo Sarri: - una (sperabilmente) migliore condizione fisica ed una drastica riduzione del numero degli infortuni. La seconda è la principale, anzi l'unica cosa che ho invidiato al Napoli. Bisognerà però vedere se gli ingredienti di questa ricetta li si potrà portare a Torino, e se le caratteristiche dei calciatori incideranno. Non credo che il polpaccio di Chiellini ne verrà miracolato, ad esempio. - un calcio radicalmente diverso da quello visto finora. Sicuramente di maggior gradimento per il pubblico, è stato chiesto a gran voce da mesi e mesi. - il cambiamento rivitalizzerà un ambiente oramai assuefatto. Serviva una scossa, è stata data. Qualche calciatore potrà beneficiarne più di altri. Quali dubbi si porta appresso Sarri: - la capacità di reggere a pressione. Ed a Torino ne troverà tanta. Ma tanta. La pressione del dover vincere (per lui un inedito. Finora non ha mai allenato squadre che "dovevano" vincere). La pressione ambientale dei tifosi: arriverà con il suo trascorso di allenatore "nemico", con tutte le sfaccettature del suo carattere che non sto qui a ricordare, ed oltretutto come quello che ha spezzato il sogno Guardiola. La pressione esterna: a Napoli era l'eroe dell'antijuventinismo, oggi passa ad essere il cattivo della situazione, battezzeranno eroe qualcun altro al posto suo. Con tutte le conseguenze del caso. - il tempo gli sarà nemico. Già in generale parte un nuovo progetto da zero, e lui in particolare ha bisogno di tempo, ma ne avrà nella misura in cui gli avversari ce lo concederanno. Se loro corrono, noi dovremo correre. A Londra qualche difficoltà all'inizo l'ha avuta. Lì ha avuto il lusso di poter far passare una stagione chiusa a 26 punti dalla vetta come positiva. Qui non ce l'avrà, anzi se all'inizio farà fatica diventerà ancora più difficile sostenere le pressioni di cui sopra. - la capacità di lavorare con i calciatori della nostra rosa, lunga e qualitativamente elevata. Ronaldo non è Insigne, per fare il paragone più rilevante. Dovrà dimostrare carisma e qualità di gestione. Si farà meglio o peggio se prevarranno i primi punti sui secondi o viceversa. Queste sono le mie. Voi che sensazioni avete?
  14. La Juve non perde Barzagli: il professore della difesa nello staff di Sarri Il “professore della difesa” pronto a entrare come collaboratore nel gruppo di lavoro del nuovo tecnico, che verrà presentato domani mattina all’Allianz Stadium CORSO E LAVORO SUL CAMPO — Lo abbiamo lasciato in lacrime sul prato dell’Allianz Stadium nel giorno della festa per l’ottavo scudetto, che è stato anche il suo saluto al popolo bianconero. Non è stato un addio, ma solo un “arrivederci a presto”, perché Andrea Barzagli si ripresenterà al via della prossima stagione. Non più nelle vesti di giocatore, ma con addosso gli abiti del collaboratore, il cui compito sarà soprattutto quello di mantenere il filo della continuità tra la vecchia e la nuova gestione. Barzagli non ha ancora sciolto le ultime riserve, ma gli exit poll lo danno verso il sì alla proposta della Juventus, che lo vuole accanto al nuovo tecnico Maurizio Sarri per la prossima stagione. Andrea avrebbe voluto prendersi un anno di pausa per capire che cosa vuole fare da grande, ma alla fine ha ceduto al pressing bianconero. Frequenterà il corso da allenatore a Coverciano e intanto tornerà in campo per aiutare Sarri durante gli allenamenti della Juventus. SIMBOLO DI JUVENTINITÀ — Il suo ruolo non è ancora chiarissimo, forse già domani (giorno della presentazione di Sarri, che alle 11 si siederà nella sala “Gianni e Umberto Agnelli” — la stessa utilizzata per la prima press conference di Cristiano Ronaldo — per le prime parole da bianconero) capiremo qualcosa in più. Di sicuro la Juventus lo considera perfetto per guidare Sarri nella nuova realtà. Barzagli è l’unico, insieme a Giorgio Chiellini, ad aver vinto tutti e 8 gli scudetti consecutivi della Signora, e per i tifosi è uno dei simboli della juventinità. Conosce ogni sfumatura dell’ambiente bianconero e può dare una bella mano al Comandante per entrare nel mondo Juve. Il “professore della difesa”, come lo aveva definito Massimiliano Allegri, è pronto a passare dall’altra parte della barricata.
  15. Ha appena concluso un'eccellente stagione sulla panchina del Chelsea, coronata, dopo il terzo posto in Premier League e la Finale di EFL Cup, con la vittoria, pochi giorni fa, dell’Europa League. Dopo aver sollevato il suo primo trofeo continentale, adesso Maurizio Sarri ritorna in Italia, dove ha allenato per tutta la sua carriera, fatta eccezione, appunto, per l’esperienza inglese appena terminata. E da oggi, e per i prossimi tre anni (fino al 30 giugno 2022), guiderà la Juventus. Sessant’anni, nato a Napoli e vissuto a lungo in Toscana, Sarri intraprende nel 2001, dopo anni trascorsi nel mondo del calcio di categoria, la carriera di allenatore a tempo pieno. Inizia così un’avventura che, dal 2005, lo porta nel campionato di Serie B, alla guida di Pescara, Arezzo e Avellino. La strada verso la Serie A, però, è ancora lunga: Sarri guida, il Verona, il Perugia, il Grosseto, l’Alessandria e il Sorrento, fra B e Lega Pro. Poi nel 2012 inizia la storia con l’Empoli: Sarri sfiora la promozione nella massima serie già alla prima stagione (nella finale playoff vince il Livorno) e la raggiunge un anno dopo, concludendo il campionato al secondo posto. L’Empoli si conferma una splendida realtà calcistica anche nella stagione successiva, in cui conquista con anticipo la salvezza matematica. Il 2015, per il tecnico, è l’anno dell’approdo al Napoli, e anche qui Sarri lascia il segno. Con lui infatti la squadra partenopea raggiunge quota 82, 86 e 91 punti, dal 2015 al 2018: tutte le volte si tratta del record in Serie A per il Club, che conquista per 3 anni, due delle quali senza passare dai preliminari, la qualificazione alla Champions League. Infine, nel 2018/19, come si diceva precedentemente, l’ottima stagione con il Chelsea, in Inghilterra, e il primo trofeo continentale per Sarri. E adesso inizia per lui l’avventura in bianconero: benvenuto alla Juventus! (Juventus.com)
  16. Le fortune degli ultimi 8 anni sono state costruite a partire dalla difesa, proprio quella difesa che sembrava totalmente in balia dell'avversario nelle annate dei settimi posti. L'impostazione, in fase di non possesso, e' rimasta sostanzialmente quella portata da Antonio conte , con il centrale marcatore che esce alto sull'uomo e il centrale opposto, o il terzino, che scala in copertura. Con Sarri la difesa e' intesa in maniera completamente diversa, con la linea Sacchiana alta e i giocatori che hanno come riferimento la palla e non l'uomo. Questo puo portare alla rivalutazione di alcuni giocatori, Rugani in primis che comandava la difesa ad Empoli, ma puo' portare ad un terremoto nelle certezze della squadra. In particolare Bonucci e' piuttosto lento e anarchico per la difesa a zona alta, mentre Chiellini senza dubbio potrebbe farla ma si vedrebbe depotenziato nel fondamentale che piu' lo rende prezioso, l'anticipo e il gioco uomo su uomo (proprio quello in cui Rugani manca). Personalmente piu' di sigarette, tute e gestacci e' questo che mi preoccupa ma, allo stesso tempo, mi incuriosisce del sarrismo applicato alla Juve (pur restando io un nemico storico della zona pura e un estimatore della zona mista con marcature preventive).
  17. "È andato dove non volevamo che andasse. Il Comandante en Jefe che disse “con 18 uomini si può fare un colpo di stato” si è seduto nel palazzo. E noi che ci eravamo illusi di poter cambiare il sistema marcio del mondo del calcio... Annuncio così le mie immediate e irrevocabili dimissioni da ministro della propaganda del Politburo del comitato centrale della rivoluzione sarrista". Sandro Ruotolo. La pagina facebook Sarrismo. Gioia e rivoluzione chiude, decretando il fallimento non solo del sarrismo in quanto tale ma dell’idea generale che il calcio possa essere strumento di ideologia. Il lungo post finale di quella pagina parla da solo: un magma di idee, ideali, concetti, propositi, desideri, rivendicazioni, illusioni, dispiaceri, comandamenti, risentimenti, banalità, che è come un grattacielo costruito su un acquitrino. Tutto il sarrismo è stato questo: un grattacielo costruito su un acquitrino, cioè un’impresa fallita in origine, nelle sue premesse culturali. E’ stato (e per certi aspetti continuerà ad essere postmortem) l’incredibile ingenuità (?) di chi pensa di scorgere in un professionista che guadagna sei milioni netti all’anno (o anche solo uno) il simbolo del sole dell’avvenire. La falsa coscienza di chi, beandosene, legge la realtà secondo ciò che conviene, escludendo tutto ciò che non conviene. Il male? La Juventus. Il bene? Il bancarottiere Tanzi del Parma, il bancarottiere Cragnotti della Lazio, il paragoverno dei Della Valle della Fiorentina, la Saras e il petrolio dell’Inter, il Napoli con la camorra a bordo campo e i miliardari in tribuna, la Roma di Ciarrapico, delle stanze di Andreotti ed Evangelisti, del petroliere Sensi, del rampante Pallotta con le società nel Delaware e il grande affare stadio Unicredit-Parnasi. Eccetera eccetera, in un elenco che sarebbe molto più lungo dei post di Gioia e rivoluzione ma anche più realistico e fondato. Una volta, un tizio romanista si avventurò in una filippica (esattamente in stile Gioia e rivoluzione) sul pensiero di Gramsci come decostruzione del potere degli Agnelli e dunque della Juve, salvo ignorare la fede bianconera di Gramsci - o la fede bianconera di Togliatti (“Come pretendete di fare la rivoluzione senza sapere i risultati della Juventus?”) o la fede bianconera di Berlinguer o la fede bianconera del mio amico Arx, anarchico, amante degli Area (proprio quelli che hanno scritto Gioia e rivoluzione) e letteralmente fuori di testa per la Juve. Un’altra volta, un altro tizio romanista, che per anni aveva sparato a zero su Moggi e il suo potere complottista, andò in brodo di giuggiole alla notizia che Soros stava per acquistare la Roma. “Altro che schede svizzere! Soros fa cadere i governi e fallire le monete. E’ il padrone del mondo. Forza magica Roma!”. La rivalutazione del potere a seconda della maglia che indossa. Dalla rivoluzione alla rivalutazione. Antonio Conte nerazzurro: l'ex ladro-drogato-scommettitore proclamato condottiero, almeno fino a quando sarà sotto contratto con l'Internazionale. Il calcio è futilità. Il calcio è stupidaggine. Il calcio è quanto di più lontano possa esserci dalla ragione e dalle cose serie. Il calcio è un bellissimo passatempo che diventa passione che diventa un’enorme industria economica, dotata di tutte le caratteristiche e di tutti i mali delle grandi industrie (e purtroppo del mondo intero, ben oltre il calcio) a cominciare dai giochi di potere e dai giochi di denaro. Il calcio è caso. E’ avere il padre del Genoa se sei di Venezia e per questo diventare del Genoa, anche se sei di Venezia. Oppure nascere a Napoli e diventare del Napoli - niente di più banale e tradizionale e lontano dalla rivoluzione. Il calcio è anche una faccenda delicata e per questo richiede attenzione e delicatezza. Di tante cose ha bisogno il calcio: di liberarsi dal tifo violento e spesso criminale, di dare alle curve la bellezza dei canti per la propria squadra al posto dei banalissimi insulti all’avversario. Di una maggiore lealtà e una maggiore correttezza. Del Terzo tempo a fine partita. Di una classe giornalistica migliore e di una narrazione diversa. E di molto altro ancora. Questa sarebbe una piccola grande rivoluzione per il gioco del calcio, che farebbe del gioco calcio un'esperienza molto più sana di quella che è oggi. Il resto è sarrismo, ideologismo. È calcismo: il calcio ammantato di principi morali. Non gioia ma banalità, luoghi comuni e, fondamentalmente, noia.
  18. Come da titolo. Faccio le seguenti considerazioni per ragionare anche su diversi aspetti. Alcune note che trovo positive e altre diciamo negative. Aspetti positivi: Tra gli allenatori italiani degli ultimi anni è sicuramente quello che ha mostrato maggiore propensione all'insegnamento partendo da concetti di calcio totale. Sarri ha dimostrato praticamente che anche in Italia è possibile proporre un calcio diverso (fatto di maggior controllo del gioco), ottenendo anche ottimi risultati. E' un allenatore italiano, e sappiamo tutti quanto questo possa pesare nelle scelte del nostro club...per storia, tradizione etc. Conosce molto bene il campionato italiano. Quindi per noi sarebbe più facile ripeterci in serie A, e di conseguenza raggiungere l'obiettivo minimo. Ha una visione del calcio molto diversa da Allegri, ma sa allenare molto bene anche la fase difensiva (lo dimostrano i suoi numeri) anche se attraverso altri concetti. Ha fatto già la sua esperienza all'estero in un grande club. A livello formativo questa esperienza gli è stata sicuramente utile nella gestione di giocatori di grande spessore. Aspetti negativi: Alcune volte ha un caratteraccio, è molto testardo. In alcuni casi litiga anche con se stesso. In alcuni aspetti del suo calcio è molto estremista. E poco propenso a cambiare idea. Il suo modo di fare non si sposa propriamente con il famoso "stile Juve". Le letture a gara in corso non si sono sempre rivelate vincenti. Considerazione a margine: in alcune aspetti (anche caratteriali) a me ricorda Lippi. Lascio a voi tutte le altre considerazioni..
  19. Comincia il nostro mercato in uscita (Higuan, Rugani)?
  20. La Juventus ha deciso il contesto Pur dominando il possesso, il Napoli ha sbattuto contro la perfetta partita difensiva della Juventus. Condividi: 292 Napoli e Juventus sono arrivate alla prima sfida stagionale con la squadra di Sarri in vantaggio di 4 punti su quella di Allegri. Vincendo aveva l’occasione di consolidare ulteriormente il proprio primato in classifica, mettendo ancora più distanza tra sé e i principali rivali. Ma la partita era attesa anche perché era considerata un importante test per certificare definitivamente la crescita del Napoli, al confronto con i campioni d’Italia degli ultimi 6 anni. Allegri ha provato a ridimensionare l’importanza della partita, ma la Juventus rischiava di allontanarsi troppo dalla capolista, minando ulteriormente, dopo le 2 sconfitte già subite in campionato, le certezze sulla propria solidità. Sulla carta, leggendo i titolari scelti da Allegri, si poteva pensare a uno schieramento con un centrocampo a 3, almeno in fase di possesso palla, e invece, fedele ai precedenti scontri avuti con il 4-3-3 di Maurizio Sarri, il tecnico juventino ha scelto un 4-4-1-1 piuttosto rigido in entrambe le fasi, con Matuidi spostato sulla fascia sinistra e Douglas Costa ad occupare quella destra, con Khedira sul centro destra e Pjanic sul centro sinistra. In maniera nemmeno troppo sorprendente, Asamoah è stato preferito ad Alex Sandro come terzino sinistro, perché più adatto al controllo di Callejon e alla gestione posizionale dei suoi tagli sul secondo palo, anche per una somiglianza tra il ghanese e lo spagnolo nella frequenza di corsa. Da parte sua, senza l’assillo di dover gestire difensivamente il gioco aereo di Mario Mandzukic (assente per infortunio), Maurizio Sarri ha risolto l’unico dubbio che aveva preferendo Mario Rui a Maggio, con Hysaj riportato nel suo ruolo più naturale di terzino destro. [...] La partita che voleva Allegri Per Maurizio Sarri la vera sfida tattica era quella di schivare le trappole che prevedibilmente Massimiliano Allegri avrebbe disseminato per il campo. La Juventus avrebbe fatto di tutto per impedire al Napoli di sviluppare il proprio gioco offensivo, fatto di un fitto passing-game orientato alla destrutturazione della compattezza difensiva avversaria per mezzo di inviti al pressing e ricerca degli half-spaces. Allegri, per vincere, avrebbe dovuto far di tutto per piegare a proprio vantaggio il gioco del Napoli. La sfida l’ha vinta Allegri, e non solo per il risultato finale. Ancora una volta, il tecnico livornese ha dimostrato il suo talento nel preparare la singola partita, in funzione delle qualità dei propri giocatori e degli avversari. La gara ha seguito l’andamento tattico voluto dalla Juventus e alcuni dati sono abbastanza esplicativi di come sia riuscita a rovesciare le tendenze del gioco del Napoli, portandolo al di fuori della propria comfort-zone. Il Napoli sviluppa mediamente il 47% del proprio gioco sulla fascia sinistra e solo il 26% su quella destra, ma i bianconeri hanno costretto la squadra di Sarri a ribaltare il lato d’attacco preferito, limitando al 33% gli attacchi subiti dalla sinistra degli azzurri e forzandoli al 42% su quello destro. La direttrice di passaggio più utilizzata è stata quella tra Albiol e Hysaj, con il pallone che è transitato dal centrale spagnolo al terzino destro per 27 volte, ad ulteriore testimonianza della capacità della Juventus di orientare a proprio piacimento il flusso del gioco degli avversari. Il giocatore che effettua più passaggi nella squadra di solito è Jorginho, che mediamente ne gioca più di 20 del secondo, Koulibaly. I due costituiscono quindi la primaria fonte di gioco nell’impostazione arretrata della manovra azzurra. Nella partita con la Juventus, invece, i giocatori che hanno effettuato più passaggi sono stati Albiol e Hysaj, mentre il peso nella costruzione bassa di Jorginho e Koulibaly è stato contenuto dall’ottimo lavoro difensivo di Dybala e Higuain. Ancora: la Juventus, forte della superba protezione del cuore dell’area di Benatia e Chiellini (20 spazzate in coppia sulle 46 totali della squadra) ha concesso l’esterno al Napoli e lo ha forzato di conseguenza ad attaccare con una delle sue armi più spuntate, costringendo la squadra di Sarri all’enormità di 41 cross, il doppio rispetto al solito, e il doppio rispetto anche alla solita proporzione tra totale dei passaggi e cross. E dei 41 cross, solo uno è stato effettuato da Insigne, il più pericoloso in questo fondamentale con le sue traiettorie verso il lato debole attaccato da Callejon. [...] cliccare sul link per l'articolo intero: http://www.ultimouomo.com/napoli-juventus-fondamentali/ adoro sti ragazzi,uno dei pochi siti dove davvero si parla di calcio giocato e basta
×
×
  • Create New...