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Socrates

Antonio Conte - Calciatore E Allenatore

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image.png ANTONIO CONTE

 

 

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http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Conte

 


Inizia nella Juventina, una squadretta di Lecce, sognando Tardelli e la Juventus. A lanciarlo in serie A è Eugenio Fascetti, allenatore spigoloso ma vero, con un breve passato juventino, che negli anni Ottanta allena un Lecce sempre invischiato nella lotta per la salvezza. Conte ha diciassette anni e disputa un paio di partite sul finire di stagione. È lanno del ventiduesimo scudetto bianconero e, proprio il Lecce, espugnò lo stadio Olimpico con un clamoroso 3-2 sulla Roma, che in pratica consegnò lo scudetto alla Juventus.

In serie B e poi ancora in serie A, con il Lecce passato sotto la guida di Mazzone, Conte si segnala come uno dei più forti centrocampisti della nuova generazione, che saffacciano al calcio degli anni Novanta.

Ma proprio quando i grandi club si interessano a lui, un gravissimo infortunio ne blocca lattività: la frattura di tibia e perone mette in pericolo la carriera e rischia di cancellare per sempre i sogni del ragazzo di Lecce. «Purtroppo è vero», racconta, «mi fratturai la tibia della gamba destra, giocavo nel Lecce. Fu un lungo e doloroso recupero».

Il recupero fu travagliato ma completo; nel 1988/89, a poco più di un anno dallinfortunio, disputa, sempre con la maglia giallorossa, diciannove partite. Merito dei medici, ma anche di un carattere forte e della ferrea volontà che Antonio mette, per vincere la partita contro la sfortuna. Le stagioni successive segnano il costante progresso di questo giocatore ormai diventato lidolo dei tifosi leccesi.

La Juventus lo acquista nel 1991, in autunno. Trapattoni cerca un mediano, un incontrista capace anche di impostare il gioco, come Furino prima e Bonini dopo; purtroppo, la squadra bianconera, in quegli anni, non riesce a trovare una identità definitiva e lattesa per lo scudetto si fa sempre più lunga. «Ricordo bene il giorno che arrivai a Torino; per lemozione non spiaccicai una parola. Cerano campioni come Roberto Baggio, mi venne istintivo dare del lei a tutti. Anzi, del voi, perché sono leccese e dalle mie parti si usa così. Pensai: qui non duro a lungo, sono di passaggio, non posso permettermi un salto così lungo, dalla B in Puglia alla squadra più forte dItalia».

Arriva Lippi e con lui arrivano alcune insofferenze tattiche, poiché lo impiega in più ruoli, non sempre graditi. Ciò nonostante accompagna la Juventus verso grandi successi, come la Champions League conquistata a Roma, contro lAjax.
Lippi gli consegna anche la fascia di capitano: «È un grande onore, oltre che una responsabilità di cui vado fiero. Me la passò Gianluca Vialli, su volere di Marcello Lippi. Questa fascia è anche simbolica, in squadra ci sono infatti più capitani !!!»
Ancora un grave infortunio, nel 1996: «Il secondo incidente serio, invece, mi capitò con la Nazionale, durante la partita Italia-Georgia. In quella occasione mi ruppi i legamenti del ginocchio sinistro. È stata davvero dura! Sono esperienze che segnano».

Con Ancelotti la situazione personale di Conte migliora, tanto che viene anche riscoperto dalla Nazionale. Tutto il mondo applaude questo centrocampista di spinta dotato di due polmoni che pompano aria allinfinito. «Lo dico con sincerità e onestà. Tutto ciò che ho ottenuto me lo sono guadagnato con sudore ed impegno. Non ho mai goduto di favori particolari, per questo motivo ho imparato appieno e sulla mia pelle il significato della parola sacrificio».

I tifosi gli regalano una fascia di capitano personalizzata: Senza di te non andremo lontano, Antonio Conte è il nostro capitano cè scritto. «Penso che i tifosi apprezzino il mio modo di essere dentro e fuori dal campo. Con me sono sempre stati davvero fantastici. Nei momenti più difficili mi sono stati vicini, dimostrandomi calore e simpatia».

Partecipa ai Campionati Europei del 2000, segna un bellissimo goal in rovesciata contro la Turchia, ma unentrata assassina del rumeno Hagi lo costringe allennesimo stop per infortunio.

Come sempre, ritorna più forte che prima, contribuendo alla conquista di altri due scudetti, sotto la gestione Lippi-bis; riesce a raggiungere lennesima finale di Champions League, quella della beffa di Manchester, durante la quale colpisce una clamorosa traversa. «La mia carriera è stata segnata da infortuni importanti che mi hanno penalizzato, perché non sono mai il primo a togliere la gamba. Ricordo per tutti quello patito quello patito nella finale di Champions League, a Roma nel 1996, che mi costrinse ad uscire dal campo alla fine del primo tempo ma, soprattutto, mi impedì di andare in Nazionale. Quella sera, provai la soddisfazione più grande e lamarezza più intensa. Pochi giorni dopo, i miei compagni partivano per gli Europei ed io ero in un letto dospedale con una coscia gonfia e dolorante».

Appende gli scarpini al chiodo al termine della stagione 2003/04, per intraprendere la carriera di allenatore, suo grande sogno; infatti, in tempi non sospetti, aveva dichiarato: «Nel dicembre 1998, qui a Torino ho conseguito il patentino di terza categoria. Sono arrivato primo su quarantadue partecipanti iscritti al corso regionale. Laltro di seconda categoria ho intenzione di prenderlo non appena avrò smesso lattività di calciatore; vorrei vedermi sempre in un campo di calcio, con un fischietto in mano ad allenare una grande squadra. Penso di avere le caratteristiche giuste per allenare, anche se è un mestiere più difficile rispetto al calciatore. Quando giochi, devi pensare soltanto a te stesso, dopo hai la responsabilità e le prospettive cambiano totalmente».

Antonio Conte, 419 presenze, 44 goals, 5 scudetti, una Coppa Italia, 1 Coppa Campioni, 1 Coppa Uefa, 2 Supercoppe Italiane ed 1 Intertoto. «Voglio terminare la mia carriera con due sole maglie, quella della Juventus e del Lecce. Mi rendo comunque conto che sarà alquanto difficile, visto come è cambiato il calcio», aveva dichiarato.

Missione compiuta, capitano.


UN ANEDDOTO RACCONTATO DA STEFANO DISCRETI, SU I NOSTRI CAMPIONI:

Personaggio dotato di unironia fuori dal comune. In una testimonianza scritta rivelata al sottoscritto, mi raccontò questo episodio: «Era un periodo in cui Mister Lippi mi faceva giocare mediano sulla destra, ruolo che non gradivo troppo. Fui intervistato proprio in quei giorni ed evidentemente il giornalista fu bravo ad estrapolare questo mio leggero malumore. Sai come fanno poi i giornali. Il giorno dopo il titolo fu: Conte: vinco ma non mi diverto.

Successivamente, al mio ingresso negli spogliatoi trovai, attaccato al mio armadietto, questo messaggio: Se vuoi divertirti, vai alluna park. All apostrofo una! Ti rendi conto che cosa provocò in me quella frase scritta da quellignorantone di Angelo? (scrivi pure ignorantone, tanto è in senso affettuoso).

Ancor oggi, quando rincontro Di Livio, lo prendo in giro».


http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2007/07/antonio-conte.html

 

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99p8qv.jpgANTONIO CONTE

 

 

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http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Conte

 

 

Nazione: Italia 20px-Flag_of_Italy.svg.png
Luogo di nascita: Lecce
Data di nascita: 31.07.1969
Ruolo: Centrocampista - Allenatore
Altezza: 178 cm
Peso: 73 kg
Nazionale Italiano
Soprannome: Capitano

 

 

 

 

Antonio Conte
20150616 - Portugal - Italie - Genève - Antonio Conte.jpg
Conte in veste di CT dell'Italia nel 2015
     
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Peso 73 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Squadra Chelsea
Ritirato 2004 - giocatore
Carriera
Giovanili
19??-19?? Lecce
Squadre di club1
1985-1991 Lecce 89 (1)
1991-2004 Juventus 295 (29)
Nazionale
1994-2000 Italia Italia 20 (2)
Carriera da allenatore
2005-2006 Siena Vice
2006 Arezzo
2007 Arezzo
2007-2009 Bari
2009-2010 Atalanta
2010-2011 Siena
2011-2014 Juventus
2014-2016 Italia Italia
2016- Chelsea
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Argento Stati Uniti 1994
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Argento Belgio-Paesi Bassi 2000
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º luglio 2016

Antonio Conte (Lecce, 31 luglio 1969) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico del Chelsea.

Centrocampista combattivo e tatticamente duttile per la sua versatilità,[2] cresciuto nel settore giovanile del Lecce, nella carriera da calciatore professionista legò il suo nome alla Juventus, squadra in cui militò tredici stagioni a cavallo degli anni 1990 e 2000 diventandone capitano e simbolo in virtù della propria dedizione per la squadra, tenacia e grinta.[3] In bianconero ha vinto cinque campionati di Serie A e tutte le competizioni UEFA tranne la Coppa delle Coppe, competizione a cui non ha mai preso parte. Con la nazionale italiana è stato vice campione del mondo 1994 e vice campione europeo 2000.

Considerato uno degli allenatori più validi in attività,[4][5][6] nel 2005 inizia la sua attività sulla panchina del Siena come vice di De Canio, e nella stagione 2008-09 ottiene il titolo di campione nel campionato cadetto con il Bari, riportando i pugliesi in Serie A. Passato sulla panchina della Juventus nell'estate del 2011, è campione d'Italia per tre stagioni consecutive — impresa che in precedenza era riuscita solo a Carcano, Capello e Mancini, e successivamente ad Allegri —, oltre ad aver vinto due Supercoppe italiane nel 2012 e nel 2013. Dal 2014 al 2016 è stato il commissario tecnico della nazionale italiana. Dal 2016 è l'allenatore del Chelsea, club con cui vince la Premier League 2016-2017.

 

Caratteristiche tecniche

« Era duttile e intelligente. Una forza della natura nella fase difensiva e in quella offensiva: non è un caso che sia diventato allenatore. Giocando in mezzo capisci meglio le dinamiche di tutti i reparti. »
(Giovanni Trapattoni.[7])

 

Giocatore

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Conte in azione alla Juventus nell'annata 1992-1993.

Conte era un giocatore combattivo e forte fisicamente,[8] che pur non eccellendo sotto l'aspetto tecnico[9] era abile nell'inserirsi a sorpresa in area di rigore per concludere a rete, caratteristica che lo rendeva sovente decisivo in campo: centrocampista discretamente prolifico, si segnalò per marcature d'istinto e, talvolta, acrobatiche e spettacolari;[7][8] col passare degli anni migliorò anche sul piano del palleggio.[8] Il suo ruolo originale era quello di centrale di centrocampo, ma sotto la guida di Marcello Lippi ha ricoperto vari ruoli del reparto, come quello più difensivo di mediano.[7][10]

Allenatore

Tecnico dotato di carisma e personalità,[11] Conte ha cominciato la sua carriera da allenatore utilizzando stabilmente l'offensivo modulo 4-2-4,[12]cosa che gli fece guadagnare da parte degli addetti ai lavori l'iniziale fama di «integralista» tattico.[13][14] Negli anni seguenti ha saputo smentire tale nomea mostrandosi avvezzo a cambiare schemi, nonché la sua idea di gioco, in funzione dei giocatori a disposizione in rosa;[13][14][15] in questo senso, ha optato per moduli altrettanto offensivi come il 4-3-3[16][17] e il 3-4-3,[18] o più coperti come il 3-5-2[13] e il 3-5-1-1.[14][19]

Carriera

Giocatore

Club

Lecce
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Un giovane Conte con la maglia del Lecce

Cresce calcisticamente nella squadra della sua città, il Lecce, con cui debutta in Serie A il 6 aprile 1986 (a 16 anni e 8 mesi) in Lecce-Pisa 1-1.[20]L'arrivo di Carlo Mazzone sulla panchina dei salentini è un passo decisivo per la maturazione mentale e fisica di Conte che, in breve tempo, diventa un perno importante della squadra. Nel 1987 si frattura la tibia della gamba destra che mette in pericolo la sua carriera agonistica.[7] Nella stagione 1988-1989 ritorna in campo e segna anche il suo primo gol in Serie A (e il primo con la maglia leccese) contro il Napoli l'11 novembre 1989, partita vinta 3-2 dai partenopei.

In sette stagioni con i giallorossi, ha collezionato in totale 99 presenze e 1 gol.[21]

Juventus

Durante la carriera a Lecce, Conte attira le attenzioni di Giovanni Trapattoni, tecnico della Juventus[22]; nella sessione di calciomercato 1991 viene quindi acquistato dal club torinese per 7 miliardi di lire.[23] Il 17 novembre, nella decima giornata di campionato, debutta con la nuova squadra nella vittoria per 1-0 nel derby di Torino, entrando nel finale al posto dell'attaccante Totò Schillaci.[24]

Per la stagione 1992-1993 diventa una pedina inamovibile della squadra bianconera. Il 16 settembre 1992 bagna con una rete il suo esordio assoluto in Coppa UEFA, nel 6-1 dei bianconeri contro l'Anorthosis Famagosta. Il 10 aprile decide con una doppietta (primi gol in Serie A con la maglia bianconera) il derby di Torino, vinto dalla Juventus per 2-1; questa sarà la sua prima e unica doppietta in carriera.[25] Conte conclude la sua seconda stagione alla Juve mettendo a segno 3 reti (due in campionato e uno in Coppa UEFA) e contribuendo alla conquista della Coppa UEFA. Nella finale di andata contro il Borussia Dortmund gioca titolare[26], mentre rimane in panchina nella decisiva finale di ritorno. Nella stagione 1993-1994 Conte si conferma sui livelli della precedente, mostrandosi inoltre più prolifico a rete. Realizza 4 gol in campionato e due in Coppa UEFA e, al termine della stagione, convince il CT Arrigo Sacchi a convocarlo per i mondiali statunitensi.[27]

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Il neoacquisto Conte accolto alla Juventus dall'allenatore Giovanni Trapattoni, nel novembre 1991.

Con l'arrivo di Marcello Lippi sulla panchina della Juve, Conte si trova a essere impiegato in più ruoli a centrocampo, molti di questi non sempre graditi dal giocatore.[7] Gioca ottime partite e risulta decisivo in molte gare di Coppa UEFA. Conte conclude la sua stagione mettendo a segno 3 reti (una in campionato alla Sampdoria e due in Coppa UEFA) e contribuendo alla conquista dello scudetto e della Coppa Italia da parte dei bianconeri.[7]

Il 13 settembre 1995 bagna con una rete il suo esordio assoluto in Champions League, nel 1-3 dei bianconeri in casa del Borussia Dortmund.[28] Qualche giorno più tardi, il 18 ottobre, ha realizzato la sua seconda rete in Champions nella vittoria per 4-1 dei bianconeri sui Rangers.[29] Il 22 maggio disputa da titolare la finale di Champions tra Juventus e Ajax allo Stadio Olimpico di Roma. Al 44° del primo tempo, però, è costretto a uscire per colpa di un infortunio e Lippi lo sostituisce con Vladimir Jugović. La Juventus vince la competizione ai calci di rigore[30], mentre Conte scopre che l'infortunio è più grave del previsto e che gli impedirà di prendere parte all'Europeo 1996.[7]

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Conte e Roberto Baggio in maglia bianconera nel 1992.

Nel 1996 succede a Gianluca Vialli come capitano della squadra.[31] Dopo aver recuperato dall'infortunio subito nella finale contro l'Ajax, Conte si infortuna nuovamente durante Italia-Georgia e chiude in anticipo la sua stagione.[7][32]La stagione 1997-1998 si apre per Conte con la conquista della seconda Supercoppa nazionale, giocando la finale del 23 agosto 1997 vinta dalla Juventus per 3-0 sul Vicenza; proprio ai biancorossi sigla la sua prima rete stagionale, chiudendo le marcature bianconere.[33] Il 31 agosto, alla prima di campionato, segna la rete del definitivo 2-0 al Lecce, sua ex squadra. Con 44 presenze e 7 gol, Conte contribuisce alla vittoria dello scudetto (il terzo personale).

La stagione 1998-1999 si apre con la sconfitta in Supercoppa italiana contro la Lazio. Dopo l'esonero di Lippi, Carlo Ancelotti viene chiamato a rimpiazzarlo. Il nuovo tecnico della Juventus riposiziona Conte nel ruolo di centrocampista centrale, rendendolo un giocatore intoccabile nel suo 3-5-2. La prima stagione con Ancelotti in panchina inizia bene, e Conte approfitta del nuovo modulo per cercare di più la porta.[10][34] In UEFA Champions League Conte è grande protagonista e ripaga la fiducia di Ancelotti realizzando ben 3 gol. Il 3 marzo realizza la seconda marcatura bianconera nel quarto di finale di andata contro l'Olympiakos. Il 17 marzo segna anche nella gara di ritorno, pareggiando all'86' la rete dell'attaccante jugoslavo Siniša Gogić.[35][36] Il 7 aprile porta in vantaggio la Juventus nella semifinale di andata pareggiata 1-1 in casa del Manchester United. Sarà proprio questa squadra, nella gara di ritorno, a eliminare la Juventus con il risultato finale di 2-3. A fine stagione, Conte pareggia il suo record di marcature stagionali (7 reti) dell'anno precedente.[10]

Nella stagione 1999-2000, nonostante l'arrivo di nuovi giocatori come Sunday Oliseh e Gianluca Zambrotta, Conte rimane titolare nella Juventus. Il 24 agosto 1999 realizza il suo primo gol stagionale nella finale di ritorno di Coppa Intertoto 1999, conclusa con il pareggio della Juventus per 2-2 contro il Rennes e con la conseguente vittoria del trofeo.[37] A fine stagione segna in totale 6 gol in 38 presenze complessive tra campionato e coppe e, complice la stagione positiva, riceve la convocazione del CT Dino Zoff per Euro 2000.[38]

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Conte alla Juventus nella stagione 1996-1997, in cui divenne il capitano della plurivittoriosa squadra di Marcello Lippi.

Nella stagione 2000-2001, chiusa al secondo posto, totalizza 28 presenze e 3 gol. A partire dall'annata successiva, che vede il ritorno in panchina di Lippi, cede i gradi di capitano a Del Piero;[39] pur non essendo più titolare fisso, colleziona 28 presenze e 1 gol, contribuendo alla conquista dello scudetto all'ultima giornata, il 5 maggio 2002, ai danni dell'Inter.

Nella stagione 2002-2003 colleziona poche presenze e un solo gol in campionato, ma vince di nuovo lo scudetto e gioca anche la finale di UEFA Champions League persa ai rigori contro il Milan dove, entrato nel secondo tempo, colpisce di testa una clamorosa traversa vicino all'incrocio di destra della porta di Dida.[40]

Al termine della stagione 2003-2004 decide di ritirarsi dal calcio giocato. Gioca la sua ultima partita in Serie A a San Siro in Inter-Juventus 3-2 (4 aprile 2004),[41] mentre l'ultima in Europa è al Riazor in Deportivo La Coruña-Juventus 1-0 (25 febbraio 2004).[42]

In 13 stagioni con la Juventus, ha collezionato in campionato 295 presenze e 29 gol, in totale 418 presenze e 43 gol.[21]

Nazionale

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Conte al suo esordio in nazionale, nel 1994, contro la Finlandia.

Il suo esordio nella nazionale maggiore avviene sotto la guida di Arrigo Sacchi a 24 anni, il 27 maggio 1994 nell'amichevole pre-mondiale contro la Finlandia.[43] Viene convocato dallo stesso commissario tecnico per il campionato del mondo 1994 negli Stati Uniti[27], a cui partecipa con il n. 15. Nel corso della manifestazione gioca titolare la sfida dei quarti di finale contro la Spagna,[44] e subentra nel secondo tempo nella semifinale contro la Bulgaria.[45] Rimane in panchina nella decisiva sfida in finale contro il Brasile, persa ai tiri di rigore.

Non partecipa al campionato d'Europa 1996 in Inghilterra, a causa di un infortunio patito poche settimane prima con la Juventus nella finale di UEFA Champions League.[7][8]

Non convocato da Cesare Maldini neanche per il campionato del mondo 1998 in Francia, ritorna in nazionale grazie al nuovo CT Dino Zoff. Il 27 marzo 1999, in occasione della partita in trasferta contro la Danimarca valevole per le qualificazioni all'Europeo 2000, Conte scende in campo nel secondo tempo al posto di Diego Fuser e segna il gol, il suo primo in azzurro, del definitivo 1-2 azzurro con un colpo di testa su assist di Francesco Totti.[46]

Viene scelto da Zoff per il campionato d'Europa 2000 in Belgio e nei Paesi Bassi, a cui partecipa con il n. 8 sulle spalle. L'11 giugno, nella prima gara della fase a gironi contro la Turchia, Conte realizza in rovesciata il primo gol degli azzurri in questo torneo, contribuendo poi alla vittoria dell'Italia per 2-1 sugli avversari.[47] Disputa anche l'altra partita della fase a gironi contro il Belgio,[48] e quella dei quarti di finale contro la Romaniadove, a causa di un fallo di Gheorghe Hagi che gli procura una lesione ai legamenti della caviglia destra, conclude in anticipo l'Europeo[49] poi perso dagli azzurri in finale contro la Francia.

Allenatore

Inizi a Siena e Arezzo

Nel 2005 inizia la carriera di allenatore da vice di Luigi De Canio al Siena. A fine stagione il Siena si piazza 17º, ultimo posto valido per la salvezza, ma scala al 15º, dopo le penalizzazioni di Juventus e Lazio, per via dello scandalo Calciopoli. Nella stagione successiva è allenatore dell'Arezzo, in Serie B, che inizia il campionato con 6 punti di penalizzazione per Calciopoli. Dopo 5 pareggi e 4 sconfitte nelle prime 9 partite, l'Arezzo permane sempre ultimo in classifica a meno 1 e Conte è esonerato il 31 ottobre 2006; richiamato il 13 marzo 2007, ottiene 24 punti nelle ultime 10 partite, retrocedendo in Lega Pro a fine stagione; se non ci fosse stata la penalizzazione l'Arezzo si sarebbe classificato undicesimo.[50]

Bari

Il 28 dicembre 2007 diventa il nuovo allenatore del Bari dopo le dimissioni di Giuseppe Materazzi. Quella con i galletti pugliesi è per lui la seconda esperienza sulla panchina di una squadra di Serie B. Ottiene la salvezza anticipatamente piazzandosi a metà classifica e vince il derby contro il Lecce, causando attriti con la tifoseria salentina.[50]

Per la stagione 2008-2009, conferma l'impegno con il Bari nella serie cadetta. A Bari schiera un modulo che ha nelle fasce offensive il suo punto di forza, ispirato al modulo adottato da Giampiero Ventura al Pisa nella stagione precedente; il Bari di Conte si proietta da solo in testa alla classifica ottenendo dopo otto anni la promozione in Serie A, matematicamente giunta l'8 maggio 2009 (giorno della festa patronale di San Nicola), con quattro giornate d'anticipo, a seguito della sconfitta del Livorno con la Triestina (per 0-1).[51]Il 2 giugno Conte accetta inizialmente il rinnovo del contratto con il club pugliese,[52] tuttavia dopo tre settimane rescinde consensualmente il contratto con la società biancorossa.[53]

Atalanta, ritorno a Siena

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Conte nel 2009, durante la sua breve esperienza da tecnico dell'Atalanta.

Dopo quasi tre mesi dall'addio al Bari, il 21 settembre 2009 è ingaggiato in Serie A dall'Atalanta, sostituendo l'esonerato Angelo Gregucci.[54] Alla prima panchina in Serie A in casa col Catania (0-0) Conte è espulso per proteste.[55] La prima vittoria in A è il 18 ottobre, sul campo dell'Udinese. Dopo aver ottenuto 13 punti in 13 partite, (3 vittorie, 4 pareggi, 6 sconfitte), si dimette il 7 gennaio 2010 in seguito alla sconfitta rimediata in casa col Napoli.[56] Il 1º febbraio 2010 vince il premio Panchina d'argento della stagione 2008-2009 per aver riportato il Bari nella massima divisione; il premio è istituito dal settore tecnico della Federcalcio e riservato agli allenatori della Serie B che si siano particolarmente distinti durante il campionato.[57]

Il 23 maggio 2010 diventa allenatore del neo-retrocesso Siena.[58] Coi toscani ottiene il 2º posto in campionato, che vale la promozione diretta in Serie A, seconda della sua carriera dopo quella con il Bari, con tre giornate d'anticipo.[59]

Juventus

Il 31 maggio 2011 approda sulla panchina della Juventus:[60][61] Conte torna così a ricoprire un ruolo ufficiale in bianconero, dopo esserne stato calciatore per tredici anni e averne indossato la fascia di capitano dal 1996 al 2001.[62]

L'11 settembre 2011 ottiene la sua prima vittoria in campionato con la Juventus battendo 4-1 il Parma, inaugurando lo Juventus Stadium.[63] Il 18 settembre 2011 ottiene la sua prima vittoria in trasferta battendo 0-1 il Siena, sua ex squadra. Il 25 ottobre 2011, nona giornata del campionato, la squadra si impone per 2-1 contro la Fiorentina, portando la Juventus in solitaria alla testa della classifica, evento che non accadeva da cinque anni, dalla stagione calcistica 2005-2006.[64] Con la vittoria esterna a Lecce dell'8 gennaio 2012, Conte entra nella storia della Juventus eguagliando il record storico della stagione 1949-1950 con 17 risultati utili consecutivi dalla prima di campionato. La settimana dopo supera il record stabilendone uno nuovo di 18 risultati utili consecutivi da inizio campionato, col pareggio interno col Cagliari (1-1). Una settimana dopo la Juve ottiene il titolo d'inverno dopo aver battuto l'Atalanta 0-2. Chiude imbattuto il girone d'andata con 11 vittorie, 8 pareggi, 0 sconfitte.[65]

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Conte nel 2012 alla guida della Juventus.

Il 12 marzo 2012 una giuria di esperti, giornalisti e dirigenti sportivi decreta Conte vincitore del Premio Maestrelli per la stagione in corso, precedendo Guidolin e Mazzarri.[66] Il 6 maggio 2012 vince il suo primo campionato da allenatore battendo 2-0 il Cagliari a Trieste (campo neutro) alla 37ª giornata, con contemporanea sconfitta del Milan nel derby con l'Inter, portando il distacco a 4 punti.[67] Conclude il campionato raccogliendo 23 vittorie e 15 pareggi, mantenendo l'imbattibilità. La striscia di risultati utili consecutivi termina il 20 maggio 2012, quando la Juventus perde 2-0 col Napoli, finale di Coppa Italia.

L'11 agosto 2012, a Pechino, vince la prima Supercoppa Italiana da allenatore, battendo ancora il Napoli 4-2. Il 5 maggio 2013 vince il secondo scudetto consecutivo alla guida della Juventus con 3 giornate d'anticipo,[68] diventando il quinto allenatore alla guida della squadra capace di vincere due scudetti nei primi due anni dopo Carcano (1930-1931 e 1931-1932), Parola (1959-1960 e 1960-1961), Vycpálek (1971-1972 e 1972-1973), Trapattoni (1976-1977 e 1977-1978).[69][70]

Il 18 agosto 2013 vince la sua seconda Supercoppa italiana battendo la Lazio 4-0 all'Olimpico di Roma.[71] Il 12 gennaio 2014 ottiene il record di 11 vittorie consecutive, superando il precedente primato del Quinquennio d'oro di Carcano.[72] Il 4 maggio è campione d'Italia per il terzo anno di fila, in virtù della sconfitta della Roma a Catania. Oltre a ciò, sul piano personale, il tecnico, al suo terzo scudetto in panchina, entra nel novero dei colleghi più titolati nel campionato italiano di calcio dietro a Trapattoni (7), Capello e Lippi (5), Carcano e Felsner (4) e affiancando Garbutt, Herrera, Mancini e Weisz. A fine torneo, la Juventus taglia due traguardi storici: 102 punti in campionato (record europeo) e totale imbattibilità casalinga con 57 punti conquistati su altrettanti disponibili.[73] Nella stessa stagione porta i bianconeri in semifinale di Europa League in cui è eliminato dal Benfica.[74]

Il 19 maggio la società annuncia che il tecnico siederà sulla panchina bianconera anche per la stagione successiva; tuttavia il 15 luglio, a ritiro estivo iniziato, Conte si dimette risolvendo il contratto con la Juventus.[75]

Nazionale italiana

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Conte nel 2015, alla guida della nazionale italiana.

Il 19 agosto 2014 firma un contratto biennale fino al 31 luglio 2016 con la FIGC per ricoprire il doppio incarico di commissario tecnico della nazionale italiana e di coordinatore delle squadre giovanili azzurre.[76][77] Il 4 settembre esordisce sulla panchina dell'Italia con una vittoria, sconfiggendo 2-0 in amichevole i Paesi Bassi.[78] Il 10 ottobre 2015, con la vittoria per 3-1 a Baku contro l'Azerbaijan, conquista la qualificazione alla fase finale del campionato d'Europa 2016.[79]

Nella rassegna europea l'Italia vince il proprio girone,[80] qualificandosi per gli ottavi di finale, dove gli azzurri battono 2-0 i campioni in carica della Spagna.[81] Nei quarti di finale l'Italia cede il passo alla Germania dopo i tiri di rigore, in una gara che mette la parola fine all'esperienza di Conte in azzurro.[82] Viene sostituito da Giampiero Ventura, lo stesso allenatore che gli era succeduto a Bari nel 2009.[83]

Chelsea

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Conte alla guida del Chelsea nell'estate del 2016.

Il 4 aprile 2016 il club inglese del Chelsea ufficializza l'ingaggio di Conte come allenatore a partire dalla stagione di Premier League 2016-2017.[84] Il 15 agosto 2016 ottiene la sua prima vittoria sulla panchina dei Blues durante il derby londinese contro il West Ham Utd.[85] Il 12 maggio 2017, vincendo per 1-0 sul campo del West Bromwich, il tecnico si laurea campione d'Inghilterra alla stagione d'esordio e con due turni di anticipo;[86] è il quarto italiano a conquistare il campionato inglese dopo Carlo Ancelotti, Roberto Mancini e Claudio Ranieri.[87] Arriva inoltre in finale di FA Cup, venendo però sconfitto dall'Arsenal.

Calcioscommesse

Procedimento ordinario penale presso Cremona

Nel maggio 2012, Antonio Conte viene iscritto nel registro degli indagati, con il capo di imputazione di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva, a causa delle accuse di Filippo Carobbio smentite da tutti i suoi ex compagni di squadra. Il periodo a cui le accuse si riferiscono risale ai tempi in cui Conte era allenatore del Siena.[88] Il 28 maggio il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cremona dispone una perquisizione domiciliare a carico di Conte.[89]

Nel luglio del 2013, il PM di Cremona Roberto Di Martino ha mandato un avviso ai 149 indagati per notificare il maxi incidente probatorio che sarà condotto sulle 200 apparecchiature poste sotto sequestro durante le indagini. Tra gli indagati figura lo stesso Conte.[90] Il 9 febbraio 2015, la Procura di Cremona termina le indagini e formula per lui l'accusa di frode sportiva e non invece quella di associazione a delinquere.[91] Il 7 luglio seguente la Procura di Cremona chiede il rinvio a giudizio per Conte e altri 103 indagati con l'accusa di frode sportiva in relazione solo alla partita AlbinoLeffe-Siena mentre per Novara-Siena il PM Roberto Di Martino chiede l'archiviazione così come per l'originaria accusa di associazione a delinquere.[92]

Il 5 aprile 2016 la Procura di Cremona chiede per Conte 6 mesi di reclusione con pena sospesa e 8.000 euro di multa anziché 8 mesi considerando lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato.[93] Il 16 maggio seguente viene assolto dal GUP «per non aver commesso il fatto».[94]

Procedimento sportivo sul terzo filone del Calcioscommesse

Il 26 luglio 2012, Conte viene deferito dalla Procura Federale nell'ambito del terzo filone dell'inchiesta sportiva sul calcioscommesse, con l'accusa di omessa denuncia in relazione alle partite Novara-Siena 2-2 e AlbinoLeffe-Siena 1-0 del campionato di Serie B 2010-11.[95]

Il 1º agosto la Commissione Disciplinare definisce «non congrua» l'istanza di patteggiamento a 3 mesi e 200 000 euro concordata tra il Procuratore Palazzi e i legali del tecnico bianconero. Bocciata anche l'istanza di ricusazione della Corte avanzata dai legali dell'allenatore.[96] Caduta ogni possibilità di un nuovo accordo tra le parti, il giorno successivo viene resa nota la richiesta di un anno e tre mesi di squalifica da parte della Procura Federale.[97] Il 10 agosto, l'allenatore viene squalificato per 10 mesi dalla Commissione Disciplinare della Federcalcio Italiana.[98] Il 22 dello stesso mese, lo stop di 10 mesi viene confermato dalla Corte Federale.[99] La Corte ha parzialmente riformato la decisione della Disciplinare, prosciogliendo l'ex allenatore del Siena per Novara-Siena, ma confermando la squalifica di 10 mesi per l'omessa denuncia di Albinoleffe-Siena.[100]

Il 29 agosto il tecnico della Juventus ha presentato ricorso al Tnas per ottenere la procedura d'urgenza e la sospensione cautelare dei 10 mesi di squalifica.[101] Il presidente del Tnas ha accolto l'istanza di urgenza del ricorso, respingendo invece quella cautelare per neutralizzare la squalifica, con un rimando su questa decisione ai giudici dell'arbitrato competenti.[102] Intanto, tramite una nota ufficiale, il 13 settembre la FIFA ha esteso a tutte le competizioni internazionali lo stop di dieci mesi del tecnico della Juventus per omessa denuncia nell'ambito del processo calcioscommesse.[103] Il 5 ottobre, il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport ha ridotto la squalifica inflitta in secondo grado a quattro mesi, consentendo al tecnico di tornare in panchina a partire dall'8 dicembre 2012.[104]

Il 10 ottobre 2012 l'allenatore della Juventus è stato deferito dal Procuratore federale Palazzi alla Commissione Disciplinare Nazionale per la violazione dell'art. 1 comma 1 e dell'art. 5 comma 1 del Codice Giustizia Sportiva. Conte è stato deferito per avere espresso giudizi e rilievi lesivi della reputazione e dell'operato degli Organi di Giustizia Sportiva nella conferenza stampa del 23 agosto dello stesso anno, dopo la sentenza della Corte di Giustizia Federale sul calcioscommesse. Conte avrebbe adombrato dubbi sulla imparzialità delle decisioni rese e sull'operato dell'Ufficio della Procura Federale. Per violazione degli artt. 4, comma 2, e 5, comma 2, del Codice di Giustizia Sportiva, è stata deferita per responsabilità oggettiva la società Juventus per i comportamenti ascritti al proprio allenatore.[105] Il 7 novembre dello stesso anno Conte e la Juventus hanno chiuso con un patteggiamento davanti alla Disciplinare – ammende di 25 000 euro a testa – la vicenda relativa al deferimento per le accuse rivolte dal tecnico bianconero agli organi della giustizia sportiva.[106]

Procedimento ordinario penale presso Bari

Il 6 settembre 2012, nella Caserma dei Carabinieri di Monopoli Conte è stato ascoltato per quattro ore come persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta che la Procura di Bari sta conducendo su molte partite degli anni scorsi del Bari che sarebbero state truccate. A Conte è stato chiesto in particolare di due partite che risalgono alla sua gestione tecnica: Bari-Treviso 0-1 del 2008 e Salernitana-Bari 3-2 del 2009.[107]

Palmarès

Giocatore

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Conte con la Supercoppa di Lega vinta alla Juventus nel 1995

Club

Competizioni nazionali
Juventus: 1994-1995, 1996-1997, 1997-1998, 2001-2002, 2002-2003
Juventus: 1994-1995
Juventus: 1995, 1997, 2002, 2003
Competizioni internazionali
Juventus: 1992-1993
Juventus: 1995-1996
Juventus: 1996[109]
Juventus: 1996[109]
Juventus: 1999

Allenatore

220px-Antonio_Conte_-_Globe_Soccer_Award
 
Conte premiato quale miglior allenatore dell'anno ai Globe Soccer Awards 2013

Club

Bari: 2008-2009
Juventus: 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014
Juventus: 2012, 2013
Chelsea: 2016-2017

Individuale

2008-2009
2011-2012, 2012-2013,[110] 2013-2014
Miglior allenatore: 2012, 2013, 2014
Miglior allenatore dell'anno: 2013
2016-2017[111]

Onorificenze

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria  Cavaliere Ordine al merito della Repubblica italiana
  — Roma, 12 luglio 2000[112]

Opere

  • Antonio Conte, Antonio Di Rosa, Testa, cuore e gambe, Milano, Rizzoli, 2013,

 

 

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la Repubblica 26-05-2013

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I tifosi vogliono togliere la stella a Conte, la Juve deve farlo?

I tifosi vogliono togliere la stella a Conte, la Juve deve farlo? VOTA

 

FONTE

 

 

"Togliete la stella allo Stadium ad Antonio Conte". La petizione lanciata alla fine dello scorso maggio è stata rilanciata in queste ore da qualche tifoso della Juve, rimasto deluso e scottato dall'esultanza dell'ex allenatore, ora in forza all'Inter. "Diamo la stella a grandi ex come Del Piero o Marchisio, oppure a Gigi Buffon", chiede qualcuno sui social. 

CONTRO - C'è anche chi, ovviamente, non si scandalizza di fronte all'esultanza di Conte. Lui è un professionista e l'Inter è la sua nuova squadra. Cosa dovrebbe fare? Il popolo bianconero, insomma, è spaccato. Ma la Juve cosa dovrebbe fare? E' giusto, secondo voi, che la società tolga la stella di Conte dallo Stadium oppure no? 

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1 minuto fa, anr83ra ha scritto:

Aridaglie con questa storia... da calciatore quella stella ha ampiamente dimostrato di meritarla, e per me, pure da tecnico visto che se ora siamo quel che siamo è anche per merito suo. Ha scelto di andare all'Inda? Sticazzi... sicuramente non fa piacere, ma non cancella quello che di buono ha fatto coi nostri colori.

Fino ad una settimana fa la pensavo alla stessa maniera , ma comincio ad avere i dubbi che tanti che vogliono il contrario abbiano ragione.

....E' stato un grande della ns storia tanto da meritarsi la stella per quello che ha fatto da noi , ma proprio xche' e' nella storia del club dovrebbe avere dei comportamenti piu' rispettosi verso la juventus , la sua storia ed i suoi tifosi.

Sappiamo tutti cosa e' successo con la squadra con cui si e' sposato e pare tifarla fin da bambino rinnegando il suo passato , non parlandone mai , aizzando quelli che fino ad un anno fa' lo hanno massacrato in tutte le sedi.....

...Dichiari la sua passione x l inda fin da bambino , che la sua juventinita' era tutta un bluff , farebbe piu' bella figura , la sua stella oramai c'e o non c'e' non conta piu' nulla.

Ricordo Lippi , sicuramente uno con meno storia del vate del salento alla juve , non rinnego ' mai il suo passato , anzi difese a spada tratta la juve ed il lavoro cje facevano anche quando era all inda , il vate non la nomina mai , aizza i nuovi tifosi , aspetto che salti con loro chi non salta e' juventivo....poi avra' concluso l opera.

...fosse x me la stella la toglierei......un capitano lo e' x sempre , per lui essere juventino sembra diventato un peso......

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Joined: 04-Aug-2005
43,865 posts

secondo me NO.

 

Detto questo, da quando andò via dalla juve e soprattutto IL COME avvenne tutto ciò e le dichiarazioni fatte (e ce ne sono a iosa) per me è morto.

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Joined: 05-Oct-2008
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No, quello che ha fatto a Torino, da calciatore e da allenatore, rimane.

E' solo andato ad allenare un'altra squadra. Il non accettarlo rimane un problema solo di noi tifosi. 

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Joined: 25-Oct-2012
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Si toglierla stella subito, ma nn da ora xchè all 'inda, ma da quando scappò come un ladro dalla Juve.

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Joined: 20-Jul-2008
4,081 posts

È stato una bandiera della Juventus. Non ha mai parlato male dei nostri colori.
Questi due motivi sono sufficienti per dire che la stella va tenuta.
Andare ad allenare una rivale non è motivo di decadenza di ció che ha fatto ed ha rappresentato

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Joined: 04-May-2006
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4 ore fa, Kris ha scritto:

È stato una bandiera della Juventus. Non ha mai parlato male dei nostri colori.
Questi due motivi sono sufficienti per dire che la stella va tenuta.
Andare ad allenare una rivale non è motivo di decadenza di ció che ha fatto ed ha rappresentato

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qualunque rivale non  cerano problemi ma non l inda....

....ok i soldi , ok il professionismo , ok tutto , ma vi siete dimenticati quello che hanno detto a Conte ,  ricordo che lo davano malato terminale di qualcosa , per non parlare de tutto il fango che gli hanno buttato addosso.

Mi incavolo xche' dopo Tardelli e' stato il mio idolo , aveva tutto quello che rappresentava essere della Juventus , quello che solo noi tifosi bianconeri capiamo e che gli altri no capiranno mai.....

....Ha calpestato il suo passato in nome del professionismo , ok....ne terremo conto anche noi , ripenso alle parole di un giornalista in tv , fa comodo a Conte stare all inda , si sta lavando le scorie dell essere juventino , dove sei ben voluto solo da lore mentre all esterno vieni massacrato su tutto....vedi Sarri adesso e vedi lui quando era da noi.....

.......quando finira' la sua carriera , sicuramente il suo portafoglio da professionista sara' strapieno....ma verra' ricordato da noi come un traditore .

Sono sempre stato contrario a togliere la sua stella ma come dicevo capisco che vuole toglierla....., mi chiedo cosa c'entri lui adesso con le glorie juventine se allena , aizza e sca;pita x coloro che hanno quasi messo fine alla nostra storia...

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Joined: 20-Jul-2008
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qualunque rivale non  cerano problemi ma non l inda....
....ok i soldi , ok il professionismo , ok tutto , ma vi siete dimenticati quello che hanno detto a Conte ,  ricordo che lo davano malato terminale di qualcosa , per non parlare de tutto il fango che gli hanno buttato addosso.
Mi incavolo xche' dopo Tardelli e' stato il mio idolo , aveva tutto quello che rappresentava essere della Juventus , quello che solo noi tifosi bianconeri capiamo e che gli altri no capiranno mai.....
....Ha calpestato il suo passato in nome del professionismo , ok....ne terremo conto anche noi , ripenso alle parole di un giornalista in tv , fa comodo a Conte stare all inda , si sta lavando le scorie dell essere juventino , dove sei ben voluto solo da lore mentre all esterno vieni massacrato su tutto....vedi Sarri adesso e vedi lui quando era da noi.....
.......quando finira' la sua carriera , sicuramente il suo portafoglio da professionista sara' strapieno....ma verra' ricordato da noi come un traditore .
Sono sempre stato contrario a togliere la sua stella ma come dicevo capisco che vuole toglierla....., mi chiedo cosa c'entri lui adesso con le glorie juventine se allena , aizza e sca;pita x coloro che hanno quasi messo fine alla nostra storia...
Mi dispiace ma non mi abbasso al livello dei napoletani che tra Quagliarella Higuain e Sarri hanno toccato livelli schifosi.
Conte per la nostra maglia ha sudata, ha pianto, ha esultato. Da allenatore si è incazzato e ci ha ridato dignità e io questo non lo dimentico. Non conosciamo nemmeno tanti retroscena per cui finché non sputerá sui nostri colori per me la stella gli va lasciata. Ovvio, non è più l'allenatore della Juve ne una nostra bandiera ma il passato non si può cancellare

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Joined: 17-Aug-2008
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17 ore fa, Kris ha scritto:

È stato una bandiera della Juventus. Non ha mai parlato male dei nostri colori.
Questi due motivi sono sufficienti per dire che la stella va tenuta.
Andare ad allenare una rivale non è motivo di decadenza di ció che ha fatto ed ha rappresentato

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Io non ne sarei cosi sicuro. 

1) Vatti a ritrovare le sue dichiarazioni quando allenava l'Arezzo

2) Riascoltati le risposte che diede nella conferenza stampa di presentazione alla Nazionale come nuovo commissario tecnico. 

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Joined: 04-Jun-2005
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ci piace ricordarti cosi

 

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Joined: 05-Oct-2008
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Lette le sue ultime dichiarazioni. Non capisco la sua utilità nel farsi odiare da tante persone che gli hanno voluto bene. 

Contento lui...

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Joined: 04-Apr-2006
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5 minuti fa, Bradipo76 ha scritto:

Lette le sue ultime dichiarazioni. Non capisco la sua utilità nel farsi odiare da tante persone che gli hanno voluto bene. 

Contento lui...

Ma sai Bradipo, non puoi farti amare da tutti contemporaneamente. Ora Conte allena l'Inter e vuole farsi amare dagli interisti.

C'é un sottilissimo filo che divide l'odio e l'amore e cavalcarlo é un'impresa ardua.

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Joined: 05-Oct-2008
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4 minuti fa, Socrates ha scritto:

Ma sai Bradipo, non puoi farti amare da tutti contemporaneamente. Ora Conte allena l'Inter e vuole farsi amare dagli interisti.

C'é un sottilissimo filo che divide l'odio e l'amore e cavalcarlo é un'impresa ardua.

 

Credo sia una strategia perdente a lungo termine. All'Inter è di passaggio, molto di più di quanto sia stato alla Juventus. 

Da noi è stato 13 anni da calciatore, anche da capitano, e 3 da allenatore. Lì è da tre mesi. 

 

 

Edited by Bradipo76

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