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Bianconero dentro

Tifoso Juventus
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About Bianconero dentro

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    Vietri sul Mare

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  1. Azz., siamo ancora a questo... In ogni caso, estratto dal libro "Parliamo di calcio" "Sul mio comportamento all’Heysel uno potrà pensare quello che vorrà, ma sulla purezza no, no, no. Ho già rivelato un giorno che, sapendo che c’erano dei morti e avendoli come cancellati dal mio spirito o respinti, ecco che il mio gesto mi sembrava oggetto di psichiatria. L’ho ribadito a Marguerite Duras qualche mese dopo. Se il mio comportamento era sintomo di una “scienza” particolare, questa era più la psichiatria che la filosofia. Se si va sul terreno della psichiatria si scopre che gli uomini non sono degli eroi, figuratevi gli sportivi. Senza dubbio non sei un grande sportivo se non ti lasci andare in un grande avvenimento senza dimenticare tutto ciò che ti circonda e al tempo stesso ribellandoti a ciò che ti circonda. Il senso di colpa più palpabile, più duraturo, non è tanto nel gesto inappropriato, quanto nel fatto che la partita si sia svolta in una situazione così luttuosa. La morte di uno spettatore francese, un mio tifoso venuto a vedermi, mi ha ossessionato. Lui era il riassunto di tutti gli altri morti. Lui era per me, prima dell’Heysel, un tifoso come tanti che avevo conosciuto, quelli che mi parlavano, che mi chiedevano gli autografi e posavano con me nelle fotografie, ma all’Heysel era diventato il volto del dramma. Il volto della mia colpa, anche. Due ricordi mi perseguitano. Una percezione incompleta, molto incompleta, quasi una nebbia di una vita esterna che si racchiude nella nostra vita interiore, nello spogliatoio, nella partita, nelle ultime consegne, nel ritiro, nel silenzio. In quale partita, in quale avvenimento ci ritroviamo? Poi arriva l’ordine di giocare, in contrasto con il nostro desiderio di non giocare, facendoci intendere che ci sono due, forse tre morti. Alcuni di noi vogliono giocare, non perché si trattava del nostro lavoro, ma perché era il nostro dovere se volevamo evitare che lo stadio e forse la città andassero a ferro e fuoco. Così Jacques Georges, allora presidente dell’Uefa, ci ha illustrato la situazione. Abbiamo incominciato a giocare, a livello emotivo, come se nulla fosse accaduto, senza un attimo di pausa, football immediato, duro, totale, esattamente quello choc tattico e mentale che ci si poteva aspettare fra due squadre pronte a darsele in una finale. Quasi automi alla ricerca di una normalità. Noi tutti eravamo calati in pieno rituale, più o meno meccanico, e nell’oblio di certe circostanze. E mi domando: è un oblio cosciente o incosciente? Ho voluto vendicare i tifosi della Juventus? Ho voluto, malgrado tutto, approfittare, un momento, un momento solo, di una schiarita nel cielo nero di Bruxelles? Esorcizzare il dramma, rubando un momento di non dramma? Dimostrare che il gioco è più forte della morte? Oppure ho soltanto voluto “qualcosa”? Che cosa, esattamente? Trent’anni dopo, non è ancora chiaro nel mio spirito ciò che è accaduto, forse non lo sarà mai, e trent’anni dopo vorrei dire che non lo rifarei. Non avrei dovuto attendere trent’anni, trenta minuti sarebbero stati sufficienti. Non sono mai tornato all’Heysel. Ma con il tempo ho cambiato idea. Lo sento sempre di più necessario. Ma vorrei che questa visita non avesse alcuna cornice di stampa e fotografi. Vi andrò per raccogliermi in preghiera in quel cimitero che è lo stadio, per me, il cimitero di tanti bambini, donne, uomini. Credo che nel silenzio avrò da dire molte parole a tutti loro. E a me stesso" per quanto riguarda l'altro punto, alle accuse e alle condanne vanno aggiunte anche le assoluzioni, sennò il quadro non è completo.
  2. Non è una domanda retorica. Non ho capito a cosa ti riferisci.
  3. Perchè, che ha fatto fuori? E in campo?
  4. Ndonio è una palla, dice sempre le stesse cose e sempre con la stessa aria affranta.
  5. Posso dire che Hakimi mi è sembrato un mezzo cesso?
  6. Le mérdé non ci stanno capendo niente.
  7. Io di questo ne sono sicuro da sempre, la colpa è di Boniperti che disse all'Avvocato che gli chiedeva di andarlo a vedere: "Se è veramente tanto forte io l'avrei saputo".
  8. Pelè disse che Di Stefano è stato il più grande, chi ha giocato con Pelè e ha visto Maradona non ha mai avuto dubbi sul fatto che Pelè fosse il più grande, chi ha giocato con Maradona e ha qualche ricordo di Pelè non ha mai avuto dubbi sul fatto che Maradona fosse il più grande...
  9. È stato uno dei simboli della mia adolescenza, l'ho odiato sportivamente a morte ma ne ho sempre riconosciuto la grandezza SUL CAMPO, dove se la giocheranno nei secoli dei secoli lui e Pelè su chi sia stato il più grande. Fuori dal campo, ha fatto di tutto per autodistruggersi e alla fine la vita ti presenta il conto: spero che ovunque sia abbia finalmente trovato la pace e che la terra gli sia lieve.
  10. Ah, ti restano anche risorse? Per le risorse, se ne parla tra un paio di anni. Comunque la risposta è ancora no, mia opinione
  11. Sono serissimo. Togli uno che segna per un altro che segna: che ci guadagni? Niente. Poi: sarebbe il tipo di attaccante da affiancare a Ronaldo? E lui verrebbe non essendo sicuro del posto? Per me no.
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