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Quello tra Silvio Berlusconi e la procura di Milano è uno scontro che dura da venticinque anni. Contro di lui si sono celebrati 36 processi, quattro dei quali sono ancora in corso. Il conto finale segna 11 sentenze di assoluzione – l’ultima in un filone secondario del processo Ruby ter – 10 procedimenti archiviati, 8 prescritti e per 2 è intervenuta l’amnistia. Una sola sentenza è stata di condanna, nel processo Mediaset, che è diventata definitiva nel 2013, per frode fiscale. P.S. Berlusconi a me non sta sul kazzo...di più.
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Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel suo discorso di insediamento. “Nell’inviare un saluto alle nostre Magistrature - elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della nostra società - mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia – ha detto il capo dello Stato -. Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività”. “Nella salvaguardia dei principi, irrinunziabili, di autonomia e di indipendenza della magistratura - uno dei cardini della nostra Costituzione – l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità, come richiesto a buon titolo dai cittadini”, ha precisato Mattarella. “È indispensabile che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio superiore della magistratura - ha detto ancora il Presidente della Repubblica - possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine giudiziario”.
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Però gente, siete grandi e vaccinati. Ormai da farsopoli in poi, ogni anno c'è qualcosa che ci fa tornare in B o ci danno trentordici punti di penalizzazione. Ogni volta qua dentro ripartono le stesse lagne esasperate, stavolta andiamo in B, stavolta c'hanno le prove, stavolta non la scampiamo... Come sempre, stavolta si combatte ed è quello che fa la differenza e che non accadde nel 2006: cerchiamo di essere più realisti anche nel negativo e non sfrantumiamoci oltremodo i maroni.
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Mi sembra una ricostruzione molto parziale e in cui fatico a trovare una logica. Soprattutto non capisco perché JE abbia SEMPRE (potrei capire gli ultimi anni) voluto buttare giù con tanta insistenza il cugino che ha messo lui come presidente, che gli stava facendo fare indirettamente solo belle figure in uno sport e in una società di cui non gliene frega una mazza.
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Ultimo messaggio su Andrea e poi chiudo il discorso. Grazie per tutto quello che hai fatto, ci hai fatto vincere tantissimo e tirato su dalla M***A in cui ci eravamo cacciati, soprattutto ci hai ridato l'orgoglio di essere juventini e di far passare la voglia di calcio a chi riteneva di averci affossato per sempre. Negli ultimi 4 anni ne hai azzeccate poche, ma nella vita si sbaglia e probabilmente è un bene che alla fine te ne sia andato, perché tutti sono utili e nessuno indispensabile. Arrivederci, in fondo gli Agnelli alla Juve sono sempre andati e tornati.
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Cari tutti, giocare per la Juventus, lavorare per la Juventus; un unico obiettivo: Vincere. Chi ha il privilegio di indossare la maglia bianconera lo sa. Chi lavora in squadra sa che il lavoro duro batte il talento se il talento non lavora duro. La Juventus è una delle più grandi società al mondo e chi vi lavora o gioca sa che il risultato è figlio del lavoro di tutta la squadra”. “Siamo abituati per storia e Dna a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari: lo Stadium, nove scudetti maschili consecutivi, i primi in Italia ad aver una serie Netflix e Amazon Prime, il J|Medical, cinque scudetti femminili consecutivi a partire dal giorno zero. E ancora, il deal con Volkswagen (pochi lo sanno), le finali di Berlino e Cardiff (i nostri grandi rimpianti), l’accordo con Adidas, la Coppa Italia Next Gen, la prima società a rappresentare i club in seno al Comitato Esecutivo Uefa, il J|Museum e tanto altro”. “Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti – prosegue Agnelli -. Ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escénico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Geōrgios Karaiskakīs, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno”. “Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale – continua la mail inviata dal presidente dimissionario -. In quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni. La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus. Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”. “Ricordate – conclude – ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve! Fino alla fine…
