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Braccio di Ferro

Tifoso Juventus
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    Juventino Soldatino
  • Compleanno 03/05/1983

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  1. Dico la mia sulla questione Tether, con un gigantesco quanto ovvio IMHO, come si usava un tempo. Due punti chiave: sono tutto tranne che sprovveduti, a qualsiasi livello; hanno scalato la classifica dei miliardari in un battito di ciglia, accumulando capitali reali, con 50 persone in azienda. È gente che ha capito il mondo attuale e l'ha saputo sfruttare; non è gente che possa essere intimidita: ad un certo livello, soldi = potere, di qualsiasi tipo ed evito di essere esplicito. Detto ciò, una trattativa prevede due parti che dialogano. Il soggetto A propone X, il soggetto B ribatte con Y e si continua fino a verificare se esiste un compromesso. In questo caso il soggetto B ha risposto: "non è in vendita". Che deve fare il soggetto A? Leggo in molti post precedenti che sarebbe stato auspicabile un gioco al continuo rilancio / rialzo. Non sono per nulla d'accordo. Anche se io soggetto A ho 100 e so di guadagnarne 50 ogni anno, non posso pagare 5-10 per qualcosa che vale oggettivamente 1-2 massimo. Chi dice che la Juve vale potenzialmente molto di più di quanto offerto, deve quantificare il valore dell'avverbio. È come comprare una bella casa in centro ma da ristrutturare completamente: la paghereste al prezzo di acquisto del nuovo? Penso proprio di no. Attenzione a non confondere il tifo con gli affari: Devasini ed Ardoino lo farebbero certo perché tifosi ma si tratta comunque di Mondo degli Affari. Non tanto perché si tratta di un affare di per sé (nello sport è spesso un gioco "a perdere") ma perché la trattativa è con un altro soggetto loro pari. Anzi, un soggetto che è là per diritto di nascita mentre loro sono il nuovo che avanza e che spinge per spodestare. Fare un offerta irrinunciabile per Elkann a mio avviso non sarebbe un'azione atta a "stanarlo", bensì un calarsi le braghe di fronte ad un altro personaggio di quel mondo là. È chiaro che a quei livelli conta tanto dimostrare "chi ce l'ha più lungo" e non è solo una questione di portafoglio. È una questione di rapporto di potere. Dare al Quisling 10 B per un asset che ne vale 2 al massimo, vuol dire aver accettato le sue condizioni e non le proprie. Ovvero ammettere, all'interno di quel mondo, di essere ancora e gerarchicamente inferiori. Quindi, cosa mi aspetto? Niente per ora purtroppo. Come abbiamo detto un po' tutti, non c'è stato spiraglio alcuno di trattativa. Secondo me, a naso, aspetteranno, se proprio vorranno riprovare ed attendere, che la Juve "schianti" sportivamente parlando. E come qualcuno ha anche detto qualche post fa, noi tifosi non dobbiamo averne paura. Alle volte è necessario "morire" per "rinascere".
  2. Sì, ok, ma chiaramente mi piace sempre ricordare come AA avesse, in termini di politica calcistica, ragione su tutto quanto. Gli altri presidenti e proprietari, specialmente in Italia, avrebbero dovuto pendere dalle sue labbra. E invece... Certo, in termini di gestione calcistica ad un certo punto ha sbagliato anche lui, ma come vision era anni luce avanti a tutti gli altri. Purtroppo il sistema è quello che è, come hai detto tu "paramafioso". Rispondendo in generale, sì, io come Presidente o CEO lo vorrei dentro, sono abbastanza certo che riuscirebbe a ricreare nuovamente ciò che abbiamo perduto ma, rigorosamente, con altra proprietà e senza alcun legame, neanche lontano, con l'attuale.
  3. Credo che per loro, a quel livello là, sia solo ed esclusivamente una questione di "affari". Dopo che il Quisling fa fuori Giraudo, praticamente un secondo padre per AA, lo stesso Andrea non va addirittura allo stadio per anni per poi non solo tornare in fretta e furia da Presidente ma anche affrettarsi a ringraziare pubblicamentre "John" ai festeggiamenti del 30esimo prima di proferire qualsiasi altra parola. Una persona normale se lo sarebbe segnato a vita il tradimento, tra loro penso che abbiano argomenti diversamente convincenti per mettersi d'accordo. Uno di noi effettivamente farebbe esattamente questo... Loro? Mah, alle volte credo siano davvero "alieni" per noi gente comune.
  4. Brividi... Non riesco a trovare le parole... Solo emozioni... Maledetto Quisling...
  5. Numeri 1. Mai sufficientemente celebrati. P.S.: divertente quando Moggi, all'inizio, dice "anche perché a me piace parlare poco..."
  6. Sai cosa? Che mi hanno talmente schifato (il Quisling, i suoi e chi lo sostiene e tutto il carrozzone del calcio italico e non, tifosi compresi) che ormai il mio unico desiderio è vedere "ciò che passa sulla riva del fiume" (lì al bar) e vedere scoppiare fegati in giro. L'unica vera gioia del periodo di AA fu proprio vedere le esplosioni epatiche in giro, continue e profonde. Stavano per impazzire. So che è paradossale quello che ho scritto e ovviamente mai accadrà ma se pluribilionario fossi io, farei di peggio.: prenderei una squadra qualsiasi, diciamo la squadra X attualmente in C, la porterei in A, dopodiché le cambierei nome in "X Juventus", le farei le maglie bianconere (classiche), la porterei in cima all'Europa e, per concludere, farei uno stadio di proprietà bellissimo davanti al quale farei erigere tre statue equestri d'oro massiccio: una per Moggi, una per Giraudo, una per Bettega.
  7. Ti dirò, poiché io sono molto lontano da Torino e praticamente il tifo granata qui da me è assente (credo di non aver mai conosciuto un tifoso del Toro...) non ho mai sentito la rivalità del derby. Quindi, davvero, fossi io Ardoino farei esattamente quello che hai detto tu. Come gli sceicchi che hanno "creato" praticamente il Man City in Premier e il PSG a livello europeo, farei del Torino la prima squadra in Italia e una tra le grandi d'Europa, anche riprendendo la mitologia del Grande Torino di quasi un secolo fa. E poi andrei davanti casa del Quisling, ogni mattina, a fare l'elicottero...
  8. Sulla sessione di mercato della lontana estate 2001: 1) senza ricordare le cifre esatte, uscirono quattro ingaggi importanti (Zidane, Inzaghi, Van Der Sar e Kovacevic) e ne entrarono quattro altrettanto importanti (Buffon, Thuram, Nedved, Salas); 2) è assai probabile che i costi di cartellino delle quattro uscite fossero tutti completamente ammortizzati. Quindi nel bilancio in / out, indubbiamente il costo della rosa sicuramente aumentò, dovendo contare la quota annuale del costo dei cartellini dei nuovi acquisti (immaginando una più o meno sostanziale parità di ingaggio); 3) tuttavia le cessioni, proprio perché di giocatori con costi iniziali completamente ammortizzati, fecero plusvalenze secche, tutte a bilancio; 4) chiaramente il problema dell'aumento del costo della rosa si sarebbe presentato dall'anno successivo in poi ma all'epoca avevamo una Dirigenza (inutile quasi ribadirlo) unica, efficiente e competente, capace di determinare un progressivo aumento dei ricavi, tra l'altro a dicembre 2001 ci fu la quotazione in borsa e da lì a poco iniziò la sponsorizzazione con Tamoil; 5) a corollario di quanto esposto al punto 4, la Juve in quegli anni fu l'unica tra le grandi (e comunque una tra pochissime in generale) squadre italiane a non usufruire della legge salva calcio (spalma debiti); i bilanci funzionavano, le plusvalenze (a differenza delle altre squadre... ovviamente "salvate" dalla politica, notiamo sempre la differenza) le sapeva fare, reali, fruttuose e non sistemiche. A conclusione: le cessioni del 2001 furono un investimento, che servirono da base per la crescita economica e competitiva della Società durante i 5 anni successivi. Credo che avremmo vissuto qualcosa di simile nell'estate del 2006, qualora non fosse accaduta la farsa. Certo, sarebbe stato bello vedere la Triade lavorare con la possibilità di investire senza l'ausilio del player trading ma già da allora i cordoni erano, come è stato fatto notare, più che chiusi. Peccato... Però, devo dire, andrò sempre fiero della "mia" dirigenza, petto in fuori e orgoglio pieno per chi ha incarnato lo spirito bianconero autentico in un modo tale per cui l'unica soluzione alle esplosioni dei fegati altrui fu un atto di vile e alto tradimento.
  9. Si dice e si vocifera che anche Silvio Berlusconi fosse interista e che, infatti, avesse prima provato ad acquistare l'Inter per poi andare sul Milan. Ma da interista ha portato 5 Champions e lustro ad una società che, sparito lui, sta vedendo praticamente solo le briciole. Io non riesco realmente a credere che un personaggio del genere (non mi piace chiamarlo el cane perché i cani sono dei grandi animali), facente parte, che ci piaccia o no, del gotha finanziario mondiale, faccia i capricci da tifoso da bar divertendosi a distruggere la squadra che odia (perché, beninteso, è certamente interista). La realtà è ben paggiore: la Juve è la sua merce di scambio. Sulla vendita: io non sono pessimista, avverrà. Ma solo forse quando avrà completamente vinto le sue partite, chiuso la vicenda eredità e spostato tutti i suoi interessi definitivamente fuori dall'Italia, ovvero quando di fatto si riterrà intoccabile. Certo, potrebbe anche perdere le sue partite e forse c'è anche qualche altra carta da giocare da parte di Tether... Vedremo...
  10. La finale del 97 è una sconfitta dalla quale non mi riprenderò mai per come è avvenuta (surreale e con arbitro palesemente contro) ma se avessimo mantenuto la stessa squadra del 97 (con Davids, sicuramente non sarebbe stato preso Inzaghi se fossero rimasti Vieri e Boksic, anche se Bobone era un po' in rotta con Lippi...) avremmo stravinto sia il campionato del 98 che la Champions. È vero che il campionato fu comunque vinto e che la Champions la perdemmo in finale ma reputo la squadra del 98 inferiore, nel complesso e nelle prestazioni, alla squadra del 97. Con il salto di qualità definitivo di Alex avvenuto dal 97 al 98, con Zidane senza i 4 mesi di ambientamento e il mantenimento dell'amalgama, avremmo dato forse 15 punti all'Inter e avremmo vinto la finale. Peccato... Ecco la grandezza della Triade: avevano finalmente progettato un progetto industriale per smettere di fare le nozze con i fichi secchi lasciando per strada trofei (internazionali), peccato li abbiano voluti far fuori.
  11. Io sono dell'idea che Andrea sia e sia stato un Presidente 3-4 categorie sopra qualsiasi altro presidente / CEO presente nel panorama calcistico odierno. Quando parlava di calcio, non di calcio sul campo ma del prodotto calcio, mostrava una preparazione e una vision che nessun altro aveva ed ha. Il problema, nel calcio, è che è il regno assoluto ed assolutista della retorica, di una retorica ipocritamente romantica spesso usata come alibi nobile da schiere di perdenti rosi dall'invidia. Invece quindi di pendere dalle labbra di Andrea che, genuinamente e con un fine molto più profondo, auspicava e favoriva ad esempio una ripresa delle milanesi per aumentare qualità e prestigio del prodotto Serie A, gli si è fatta la guerra, dall'esterno in questo caso ma, con molta e più grave colpa, dall'interno. Detto questo, l'unico vero errore secondo me è stato di "campo". Ed ha pagato l'unico vero atto di pura presunzione avuto nel corso del suo mandato: l'ostruzione assoluta al rientro di Conte. L'anno di Sarri o l'anno dopo avrebbe dovuto riportare il salentino sulla panchina bianconera. Non per un ciclo, non per vincere in Europa, cose di cui non è probabilmente capace. Ma per dare continuità ai risultati interni e per valorizzare gli investimenti tecnici fatti in quegli anni e poter rinnovare un ciclo. Altri 1-2 anni con Conte per poi andare avanti. Ultima cosa: sulla farsa forse poteva fare realmente di più. Purtroppo, finché c'è anche solo un debole, debolissimo legame con la Famiglia, sarà difficilissimo per la governance juventina cercare di ottenere realmente giustizia.
  12. Correva il 1995 o giù di lì, "campetto" nel cortile di casa, una 30ina di ragazzi tra i 9 e i 15 anni raccolti nei 3-4 condomini adiacenti. Mesi di maggio, giugno e fino a metà luglio si viveva lì, tornei e partite dalle 10 di mattina alle 18 di sera, di continuo. Poi, dietro la zona del campo vero e proprio, due alberi abbastanza distanti e uno dei due con uno strano ramo orizzontale lungo che quasi toccava il tronco dell'altro albero. Sembrava una porta di serie A. Due amici, finite le partite, mentre gli altri si riposavano, scherzavano, ridevano, mangiavano, si sfidavano "punizioni dal limite". Uno era destro naturale e amava il cross, l'altro mancino naturale amante del tiro da lontano. Dieci punizioni ciascuno senza portiere, io (con i piedi montati al contrario e inabile a calciare il pallone quasi per definizione) davo i voti e facevo la media. Il "10" doveva essere ad effetto e sotto il sette. Nessuno l'ha mai preso, ma ci furono diversi 8 e 9 nel corso delle innumerevoli sfide. Loro ci provavano sempre a piazzare la punizione da "10", ogni tiro era poi commentato e si cercava di capire come correggere, dove fosse l'errore, come calciare al tentativo successivo. Ecco, sarà retorica, non lo so (e d'altronde nessuno dei due ha anche solo minimamente calcato i campi da calcio), ma oggi non è che ne vedo in giro di situazioni simili...
  13. ...ed il marito cotto, con olio e cime di re-epe!!
  14. Torno a ripetere e mi spiego meglio (punto di vista personale, of course): se hai necessità ogni anno di quei 70 milioni dal quarto posto non ti muovi. Come effettivamente sta accadendo. Con competenza, io vedo squadre che riducono il gap con le vetta in un anno. Vivacchiando al quarto posto, non mi sembra di vedere in modo regolare squadre che passano da quarto a terzo, poi da terzo a secondo, poi da secondo a primo. Ma, e qui concludo davvero, il problema non è la competenza dirigenziale, è la volontà a monte di NON vincere.
  15. Quislokane è un traditore. Quando è stato vinto il trentesimo, Andrea, al centro dello Stadium, come ha aperto bocca lo ha ringraziato pubblicamente. AA per anni, dopo il 2006, allo stadio non mise piede. È chiaro che il momento della sua presidenza fu il risultato di un agreement e un riavvicinamento. Seppur ingenuamente, credo non si aspettasse di essere scaricato così rovinosamente alla prima difficoltà.
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