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Braccio di Ferro

Tifoso Juventus
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    Juventino Godot
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  1. Mister Lippi... Calcio totale, tre attaccanti puro o due più Zidane e tutti a lavorare in ogni zona del campo... Non ritengo che minacciasse i suoi per farli giocare e sacrificare così...
  2. Vabbè, ma ora Conte è un allenatore affermato di cui si conoscono pregi e difetti (anche e soprattutto caratteriali). Tra l'altro l'articolo non entra nel merito del veto. Il paragone era tra Conte esordiente in una squadra di vertice e Sarri esordiente in una squadra di vertice. Tra l'altro Sarri aveva alle spalle già esperienze di altissimo livello, Conte no. Per dire che non è vero per forza che un allenatore nel rapporto con i campioni deve avere esperienza pregressa. Anzi, a dirla tutta, la maggior parte degli allenatori vincenti non ha fatto gavetta.
  3. È vero che all'epoca non si vinceva da anni ma quando Conte arrivò conquistò la fiducia di pluricampioni come Buffon, Pirlo e anche Alex mostrando competenza. Tanto che ne parlarono subito come del miglior allenatore mai avuto (nonostante fossero stati allenati da Ancelotti, Lippi, Capello...). Magari sarà stato un caso ma sono convinto che se l'allenatore sa porre la sua competenza con autorevolezza i giocatori si mettono a disposizione, a maggior ragione se affermatissimi. Sarri ha avuto in carriera delle buonissime idee, forse manca d'altro e forse la società non ha supportato a sufficienza tali mancanze.
  4. Sì, visto che le sette sorelle si ebbero negli anni 90, dove secondo me si raggiunse l'apice. Negli anni 80 il sorpasso fu anche figlio della squalifica delle inglesi, la supremazia nei 90 è stata una conseguenza dell'ingresso di Berlusconi nel calcio, se vogliamo l'elemento di rottura, a livello europeo, tra il calcio tradizionale e quello moderno.
  5. (4231) Buffon Cafu Nesta Thuram Maldini Pirlo Davids Kakà Zidane R. Baggio Ronaldo E rimane fuori tantissima gente... Che livello, chi non l'ha vissuto non può capire.
  6. C'entra perché Rabiot (e famiglia) dimostrano che quanto accaduto col PSG non è stato un caso ma piuttosto un modus operandi che mal si sposa con l'ambizione che uno sportivo di caratura mondiale dovrebbe avere. La storia familiare, certamente toccante dal punto di vista umano, ha delle conseguenze, secondo l'articolo, che non fanno altro che mettere in evidenza una fragilità caratteriale che è altro evidente sintomo di poca ambizione. A questi livelli o sei Baggio o sei inadeguato, specialmente nella Juve dove storicamente si è vinto quando l'ambizione e le palle sono state d'acciaio. Rabiot non può essere utile alla causa e sta cagionando un danno economico. Ergo va fuori rosa. Diverso sarebbe stato il discorso di un rifiuto alla cessione con dichiarazione: "non voglio andare via, voglio convincere il mister ad avere fiducia in me e voglio ottenere il rinnovo a suon di prestazione" allora avrebbe avuto tutta la ragione, invece ha deciso di accettare la cessione e poi rifiutarla facendo richieste assurde. Non ha scusanti.
  7. DNA JUVE (quello vero, delle storiche Juve di Boniperti, Moggi,...) = Palle cubiche d'acciaio Palle mosce, fragilità caratteriali, bimbi viziati non hanno mai fatto parte delle nostre storie vincenti. Non giudico Rabiot, giudico la situazione: Rabiot ha dimostrato in modo inequivocabile in questa situazione di non possedere il DNA Juve di cui sopra, per cui, a mio avviso, fuori squadra a qualsiasi costo.
  8. Vero ma non del tutto perché sono ambiti diversi. Nel mondo dei 10k la maggior parte degli stipendi sono legati a promozioni e a risultati concreti. Nel mondo dello sport non c'è sempre (Rabiot è uno degli esempi lampanti) corrispondenza tra merito e guadagno. Uno sportivo intelligente sa che non guadagnerà per sempre e sa che deve massimizzare i profitti ma questo deve necessariamente, a questo livello, essere secondario rispetto all'ambizione e ai risultati. Io non capirò mai, in dieci anni di carriera al top mediamente, come fanno alcuni a perdere mezze o intere stagioni per questioni contrattuali o per il bonus al procuratore di turno.
  9. Pardon, è stupido ed avido perché: 1) è un milionario e se invece di affidarsi a mammina procuratrice si è scelto nel tempo un consulente finanziario affidabile vivrà di rendita per tutta la vita; 2) è l'antitesi di uno sportivo: la storia dello sport non è fatta solo di fenomeni, è stata fatta anche da sportivi in grado di "fare legna" e gettare realmente il cuore oltre l'ostacolo; fossi io, capendo palesemente di non rientrare nel progetto tecnico della squadra di appartenenza, firmerei in bianco per il Manchester, la squadra più importante della prima lega mondiale in crisi da anni, e andrei lì per dare il massimo e lasciare il segno per dimostrare chi sono, al di là dei mezzi tecnici. Io credo che Rabiot si sia tagliato le gambe da solo mettendosi in cattiva luce con due (facciamo tre, ma il PSG è in parte un circo) tra i più importanti club d'Europa. Può succedere di tutto, ma a grandi livelli, in un mondo sano, ha finito. A questo punto, fossi io società non avrei dubbi: "hai scelto tu di finire la tua carriera a certo livelli ora, per cui non puoi essermi utile neanche come ultimo dei panchinari, visto che voglio tornare a vincere. Tribuna tutto l'anno e arrivederci e sia d'insegnamento a tutti".
  10. Non sono ancora passati i quattro minuti...
  11. Ad onor di precisione fu il miglior attacco della serie A. La squadra fece miglior attacco, miglior difesa e capocannoniere (Trezeguet, 24 reti). Su 34 partite.
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