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sinceramente non ho mai capito perchè questa provincia è in Piemonte e non in Lombardia, sono più vicini a Milano che a Torino così come il loro dialetto è più simile a quello Lombardo ed anche alle elezioni i voti sono in linea con quel che si vota in Lombardia... più o meno lo stesso discorso si potrebbe fare anche con Novara che è addirittura servita dal passante ferroviario di Milano!
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Il vostro ricordo più vecchio legato alla juve
siseneg ha risposto al topic di Dani_82 in Juventus Forum
il primo ricordo in assoluto che mi viene in mente sono i caroselli di auto nel mio paese per i festeggiamenti dello scudetto del 1986, altri ricordi che mi vengono in mente sono le finali del 1990 cioè di coppa Italia contro il Milan e di coppa Uefa contro la Fiorentina, col mondiale del 1990 ho iniziato a seguire assiduamente il calcio ed a tifare la Juve e la prima partita vista per intero in tv è stata Sliven-Juve in un pomeriggio di settembre del 1990! P.S. mi piace questo topic, è bello leggere i ricordi di altri juventini, soprattutto antecedenti al 1990, purtroppo per motivi anagrafici (ero troppo piccolo) non mi sono trovato nel periodo di Platini secondo me una delle migliori Juve di tutti i tempi! -
Vincere non è importante, è l'unica cosa che NON conta più
siseneg ha risposto al topic di Alexious in Juventus Forum
l'articolo di juventibus è tutto sommato condivisibile, però c'è una cosa che a me non è piaciuta nella Juve della scorsa stagione: la squadra è partita sottotono perchè doveva arrivare al massimo della forma a primavera (e ci può anche stare) però a primavera questo miglioramento non si è visto e se il Napoli non si fosse suicidato a Firenze e contro i bovini avremmo perso anche lo scudetto così come in champions la sconfitta in casa contro il Real Madrid è stata troppo pesante, sarebbe bastato perdere con meno gol e si arrivava in semifinale!- 415 risposte
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Dalla nostra storia, dalla nostra capacita' imprenditoriale e dal fatto che cio' significherebbe il collasso dell' intera Europa e cio' non accadra' mai. la storia recente dimostra il contrario (l'impero romano non interessa è troppo remoto), il paese purtroppo è in caduta libera e non vedo vie d'uscita non c'è una classe dirigente o politici in grado di risollevare il paese ed i cittadini che credono al reddito di cittadinanza, flat tax o peggio ancora in passato alla restituzione dell'imu (con quali soldi?) di sicuro non aiutano a migliorare la situazione, gli imprenditori ormai vanno all'estero e fanno anche bene vista la burocrazia lentissima e le tasse troppo alte, l'Europa sta già collassando per altri motivi indipendentemente da quel che succede in Italia!
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oggi invece le più "forti" sono le decadenti Arsenal e Milan!
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interessanti incroci Turchia-Belgio
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è passata l'anno scorso con un girone difficile figuriamo ci se non passa adesso dove ha 2 avversarie ridicole come il Cska Mosca ed il Viktoria Plzen e se il Real Madrid continua ad essere quello visto finora potrebbe anche passare come prima!
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in entrambi i casi siamo arrivati in finale perdendola!
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girando un po su internet ho provato a vedere un po di statistiche sui nostri avversari, sembra che contro il Valencia non abbiamo mai giocato invece contro le altre: 04.06.1966 Coppa delle Alpi Young Boys-Juventus 0-2 25.06.1968 Coppa delle Alpi Young Boys-Juventus 3-1 12.10.2007 Amichevole Young Boys-Juventus 1-1 29.05.1963 Amichevole Juventus-Manchester United 0-1 20.10.1976 Coppa UEFA Manchester United-Juventus 1-0 03.11.1976 Coppa UEFA Juventus-Manchester United 3-0 11.04.1984 Coppa delle Coppe Manchester United-Juventus 1-1 25.04.1984 Coppa delle Coppe Juventus-Manchester United 2-1 06.06.1984 World soccer series Manchester United-Juventus 0-0 11.09.1996 Champions League Juventus-Manchester United 1-0 20.11.1996 Champions League Manchester United-Juventus 0-1 01.10.1997 Champions League Manchester United-Juventus 3-2 10.12.1997 Champions League Juventus-Manchester United 1-0 07.04.1999 Champions League Manchester United-Juventus 1-1 21.04.1999 Champions League Juventus-Manchester United 2-3 19.02.2003 Champions League Manchester United-Juventus 2-1 25.02.2003 Champions League Juventus-Manchester United 0-3 31.07.2003 ChampiWorld Series Manchester United-Juventus 4-1 06.08.2008 Amichevole Manchester United-Juventus 0-0 24.05.2011 Addio al calcio di Ga Manchester United-Juventus 1-2
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girone di livello intermedio però una squadra che aspira a vincere la champions lo deve passare da prima, se si temono Manchester United e Valencia allora quando arriveranno Barcellona, Bayern e Real Madrid che si fa?
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è quel che temo pure io, storicamente all'inda capitano spesso sia il Porto che le russe... spero solo che la russa sia il Lokomotiv almeno è più forte del CSKA, da osservare che il CSKA arriva sempre ultimo nei gironi... magari capitasse a noi!
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si! lo so che sembra strano però per i prossimi 3 anni la partita in chiaro verrà trasmessa da loro!
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mi ero espresso male (infatti ho corretto ), la mia era di più una contestazione sul fatto che i vincoli li usano a giorni alterni ed un Serbia-Albania di gran lunga più pericoloso non hanno considerato vincoli del genere!
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si https://www.tivu.tv/schedasat-rai2.html la trasmissione iniza addirittura alle 17:40
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però poi nelle scorse qualificazioni europee Serbia ed Albania sono finite nello stesso girone e come prevedibile è successo il finimondo... vincoli a giorni alterni dove forse ce n'era più bisogno non li hanno messi! P.S. da certi punti di vista è meglio che c'è questo vincolo altrimenti ci troviamo un girone dove le prime due sono Lokomotiv e Shakhtar... poi se beccano le meno forti della 3a e della 4a ci troviamo un girone da meno di Europa league!
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Ok la voglia di rivincita, però se li definisci infami perchè avrebbero commesso delle porcate non mi sembra solo rivincita ma lamentarsi di qualcosa...
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sinceramente trovo poco da ridere, in Italia c'è la mentalità che uno meno costa più conviene e questo indipendentemente dalle competenze, se per assurdo dovessero esserci degli italiani che si accontentano di paghe inferiori di quelle degli extracomunitari stai tranquillo che assumono gli italiani così come c'è anche il meccanismo perverso che per aggiudicarsi un appalto si va al massimo ribasso e poi come al solito succede che le aziende vincitrici falliscono ed i lavori durano un'eternità... io ci penserei due volte prima di fare questa ironia da quattro soldi...
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dai! non facciamo gli interisti o i napolisti, è vero che una parte del campo era messa male forse volutamente, però alla fine del primo tempo i campi si invertono e poi non bisognava andare con l'acqua alla gola ad Istanbul, quell'anno la Juve ha pareggiato (ed in che modo) in casa proprio contro il Galatasaray ed ha pareggiato (sempre nel girone) contro il Copenaghen, sarebbe bastato solo vincerne una delle due per passare il turno... per me retrocessione in Europa league meritatissima!
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ma anche no! la squadra non è granchè però ogni volta che siamo andati ad Istanbul per giocare contro il Galatasary è sempre successo qualcosa e la partita è stata rinviata, nel 1998 il caso Ocalan, nel 2003 gli attentati e nel 2013 la neve!
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io mi aspetto l'inda con il cska mosca, queste due squadre tra di loro hanno una fortissima attrazione, per la Juve non so però mi piacerebbe qualche sfida inedita contro squadre mai affrontate prima in partite ufficiali...
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fossero solo loro 2 ti darei anche ragione però tieni presente che a Bruxelles ci saranno anche i primi ministri Orban e Babis ed anche i vari Wilders, Le Pen, Szydlo, ecc... ciascuno di loro leader del secondo partito nelle loro nazioni... come ti ha anche fatto giustamente osservare @Moeller73 l'Europa così com'è stata finora è in forte declino, ad uno può piacere o meno ma è un dato di fatto!
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quanto mi sta sul c**** l'ajax, purtroppo temo che passerà il turno hanno anche sbagliato un rigore potevano stare sul 1-0
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solo ora ho scoperto che è la ex Videoton, squadra che negli anni '80 è arrivata in finale di Coppa Uefa perdendola contro il Real Madrid, su wikipedia vedo che cambiano spesso il nome... purtroppo per passare devono fare 2 gol nel secondo tempo e giocano in trasferta...
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sinceramente ero convinto che lo status di rifugiato veniva dato automaticamente in base alla nazione di provenienza ed alla situazione della stessa, così come non sapevo della situazione in Mali e Gambia anche se in quest'ultima ancora non c'è una guerra in corso ma la situazione politica è molto instabile e fa temere il peggio, dopo aver effettuato una veloce ricerca mi rendo conto che la situazione è quella descritta da te e l'assegnazione dello status di rifugiato è un po più complessa di quanto immaginavo e non dipende dalla nazione di provenienza, ho trovato questo articolo che riporto di seguito almeno per fare un po di chiarezza Rifugiati o irregolari? Ecco chi ha diritto alla protezione in Italia In questi giorni di proteste anti immigrati si sente ripetere che chi arriva deve essere rimandato a casa perché non è un rifugiato. In realtà lo scorso anno il nostro paese ha riconosciuto una forma di protezione al 60 per cento dei richiedenti. Il Cir: “Bufala dire che accogliamo solo dei pericolosi irregolari” 22 luglio 2015 ROMA – “Non sono profughi, vengono dall’Africa sub sahariana, non scappano da nessuna guerra. Sono solo clandestini”. E’ questa una delle frasi che abbiamo sentito ripetere più spesso in questi giorni di proteste anti immigrati a Roma e a Treviso. Un leitmotiv che genera confusione su chi ha diritto o meno a restare legalmente nel nostro paese. Ma quali sono le forme di protezione che un migrante può ottenere in Italia? LE 4 FORME DI PROTEZIONE In Italia ci sono diverse forme di protezione internazionale:è richiedente asilo chi si trova al di fuori dei confini del proprio paese e presenta una domanda per l’ottenimento dello status di rifugiato politico. Il rifugiato è colui che è riconosciuto, in base ai requisiti stabiliti dalla convenzione di Ginevra del 1951,“nel giustificato timore d’essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato”. C’è poi il beneficiario di protezione sussidiaria, cioè colui che, pur non rientrando nella definizione di rifugiato, necessita di una forma di protezione internazionale perché in caso di rimpatrio sarebbe in serio pericolo a causa di conflitti armati, violenza generalizzata o per situazioni di violazioni massicce dei diritti umani. Infine si riconosce la protezione umanitaria, a colui che, pur non rientrando nelle categorie sopra elencate di rifugiato e beneficiario di protezione sussidiaria, viene reputato come soggetto a rischio per gravi motivi di carattere umanitario. IL 60 PER CENTO DI CHI ARRIVA OTTIENE TUTELA Guardando ai dati relativi alle richieste d’asilo negli ultimi due anni è proprio questa ultima forma di protezione a prevalere. Secondo gli ultimi dati forniti dal ministro dell’Interno Angelino Alfano da gennaio sono state 22mila le domande di asilo presentate, ma lo status di rifugiato è stato concesso solo nel 6 per cento dei casi, la protezione sussidiaria ha riguardato il 18 per centodei richiedenti, mentre i permessi umanitari sono stati accordati al 25 per cento dei migranti arrivati. Una situazione più o meno simile a quella dello scorso anno: dove a fronte di 170 mila arrivi sono state 64 mila le domande presentate: nel 10 per cento dei casi è stato riconosciuto lo status di rifugiato, nel 23 per cento la protezione sussidiaria e nel 28 per cento la protezione umanitaria. Tra i primi paesi dei richiedenti protezione internazionale spiccano le persone che arrivano dalla Nigeria (10.135, il 16 per cento), Mali (9.790, il 15 per cento), Gambia (8.575, il 13 per cento), Pakistan (7191, 11 per cento) e Senegal (4.700, 7 per cento). Dunque la maggior parte delle persone accolte sul territorio italiano non sono rifugiati in senso stretto: oltre a chi fugge dall’incubo di Boko Haram, riceve protezione anche chi può dimostrare che tornando nel proprio paese andrebbe incontro a un danno grave, pur non essendo un perseguitato politico.“Se si dice che solo il dieci per cento di chi arriva è un rifugiato si sta dicendo una mezza verità, perché non si tiene conto delle altre due forme di protezione garantite in Italia . spiega Valeria Carlini, del Cir (Consiglio italiano per i rifugiati). Andrebbe più correttamente sottolineato che lo scorso anno il 60 per cento delle persone che hanno fatto domanda ha ricevuto protezione nel nostro paese. Vuol dire che a sei persone su dieci è stato riconosciuto il diritto di rimanere legalmente in Italia. Una media molto più alta di quella registrata negli altri paesi europei, e ferma al 45 per cento. E’ falso dire, dunque, come vuol far passare una certa propaganda, che stiamo accogliendo solo dei pericolosi immigrati irregolari”. NON CONTA SOLO IL PAESE DI PROVENIENZA Il riconoscimento della protezione non avviene solo su base nazionale ( non si tiene conto cioè solo dei paesi di provenienza dei migranti) ma deriva dall’analisi delle storie personali dei singoli profughi: si analizzano cioè i motivi per i quali il richiedente cerca protezione nel nostro paese. “La valutazione delle storie personali è imprescindibile, è il fondamento stesso del diritto d’asilo, da tutti i paesi del mondo, tranne quelli dell’Unione Europea, si ha il diritto di richiedere protezione in Italia – aggiunge Carlini - l’ analisi viene fatta sulla base della vita e della storia delle persone. Non si può assolutamente escludere che tra le persone che vengono dal Pakistan, dal Gambia, dal Ghana ci siano chi è meritevole di protezione, anzi. Non è pensabile tener conto solo del paese d’origine, perché si deve sempre valutare anche il livello di vulnerabilità delle persone e della situazione di rischio che si lasciano alle spalle. Per questo le procedure vanno seguite con attenzione: anche un solo diniego sbagliato– aggiunge – può portare a conseguenze gravissime sulla vita della persona che lo subisce”. PROCEDURE DIVERSE TRA PAESI Nei diversi paesi europei si seguono procedure differenti per il riconoscimento della protezione, che si basano in parte sulle leggi nazionali e in parte sull’interpretazione della normativa comunitaria. “Non di rado ci sono valutazioni differenti tra i paesi: ad esempio essendo la protezione umanitaria uno strumento legislativo nazionale è evidente che ha confini e applicazioni diversi nei diversi paesi– spiega ancora Carlini -. C’è invece maggiore accordo sul riconoscimento dello status di rifugiato e di protezione sussidiaria. Fermo restando che ci sono dei paesi che applicano visioni più restrittive sulle domande fatte da richiedenti di specifiche nazionalità, come l’Inghilterra e la Svezia nel caso degli afgani. Si tratta di decisioni che si basano anche su scelte di politica nazionale ed estera, che non sempre corrispondono a una giusta valutazione del caso”. “RIMANDIAMOLI A CASA LORO”, SOLO UNO SLOGAN INAPPLICABILE Uno degli altri slogan che si sente ripetere, anche da diversi esponenti politici in questi giorni, nei confronti dei migranti è “rimandiamoli a casa loro”. Ma si tratta appunto solo di uno slogan, nella pratica è quasi impossibile. Innanzitutto perché un atto del genere violerebbe le basi del diritto. “Come abbiamo visto, le persone che fanno domanda d’asilo nel nostro paese nella maggior parte di casi ottengono una forma di protezione. In caso contrario, chi riceve un diniego ha diritto a fare il ricorso – aggiunge il Cir - Come sappiamo in seconda istanza i tassi di riconoscimento salgono all’80 per cento circa”. Inoltre prima che si esaurisca tutta la procedura legale passano anche anni. “Alla base c’è l’idea che se il diritto di protezione viene violato si mette a rischio la vita delle persone – continua Carlini - Non si tratta dunque di essere buonisti, ma di rispettare i diritti delle persone, perché laddove c’è un errore chi viene rimandato indietro può correre rischi seri. Le garanzie sono fondamentali e l’Italia ha un sistema avanzato che permette ai richiedenti asilo di percorrere tutte le fasi del giudizio. In questo momento quello che ci preoccupa di più è che queste forti garanzie procedurali vengano compresse di fronte alla necessità di gestire i flussi migratori. Non sono le garanzie esagerate ma i tempi per ottenere una risposta alle domande di protezione”. L’altro aspetto pratico che rende difficili i rimpatri è che mancano ad oggi accordi con i paesi di origine, come spiegato dal viceprefetto del ministero dell’Interno Maurizio Falco. Infine secondo il Cir vanno ripensate anche le modalità di ingresso legale sul nostro territorio dei cosiddetti migranti economici, attraverso adeguati decreti flussi. “Le quote per immigrazione lavorativa sono ridicole – conclude Carlini - . Bisogna comprendere che se si rafforzano queste modalità di ingresso legale diminuiranno i casi in cui la richiesta di protezione internazionale verrà usata anche da chi non si vedrà riconoscere una forma di protezione”. (ec) da http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/488095/Rifugiati-o-irregolari-Ecco-chi-ha-diritto-alla-protezione-in-Italia
