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Moeller 73

Tifoso Juventus
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Tutti i contenuti di Moeller 73

  1. Sono molto contento. Ieri sera non ho potuto assistere al finale. Bravissime
  2. Se non avessi avuto poco meno di quattro anni, sarei probabilmente collassato prima della fine. Forse la partita agonica per definizione.
  3. Io c'ero quella sera. Una delle più belle serate vissute al Delle Alpi. Prima però subimmo una doccia completa come le hostess ieri pomeriggio. Eh il clima torinese ............ Grazie per il ricordo Luigi
  4. Guarda, potrei fare un piccolo museo.
  5. In realtà il mercato sarà rovente. E come al solito ci sarà da soffrire pure lì. Condivido sul fatto che un po' di riposo dal calcio giocato ci voglia, anche se avrei apprezzato volentieri un Mondiale con un'Italia stile Euro 2016. Invece .......... Detto questo la voglia di staccare nasce anche dal clima mefitico del calcio italico. Tra tre mesi riprenderemo con polemiche surreali, var a comando ecc.
  6. Hai visto lo spot dove giocano a poker in stile western ? Ci sarà da divertirsi.
  7. Pensa che la mia collezione di giornali è iniziata con il Mundial del 1982. Non so più dove mettere tutto quanto
  8. Giusto, ma in Europa ha vinto solo una Coppa Uefa.
  9. Vero, ma la perla di quell'articolo era CR7 a 15 milioni
  10. La faccia di Gigi è tutto un programma
  11. Il portiere bianconero ospite della giornalaccio rosa in videochat: "Nel 2006 potevo essere rossonero, poi non me la sono sentita perchè sono troppo legato a questi colori. Possiamo giocarcela con tutti, ma siamo più adatti alla Champions" Gianluigi Buffon, portiere della Juve e della Nazionale, durante la videochat. IPP MILANO, 17 novembre 2008 - Gigi Buffon è un numero uno in campo e fuori. Ospite dei nostri studi per la videochat con i lettori e per presentare la sua biografia (Numero 1, scritta con il giornalista del Corriere della Sera Roberto Perrone, edita da Rizzoli) si è confermato un personaggio a 360 gradi, ma soprattutto un ragazzo di incredibile disponibilità, pronto a far parlare l'uomo prima che il fuoriclasse. Quasi 2.000 le domande arrivate, tra cui quella di un presunto "Alessandro Del Piero da casa": "Sono Ale, il tuo capitano, che ci fa lì, vai ad allenarti...". Grande risata di Gigi, e un saluto solare dei suoi, buono tanto per l'Ale vero che quello presunto. L'INFORTUNIO - "Ho avuto uno strappo all'adduttore. Ed è stata anche colpa mia. Avevo già avuto un risentimento a quel muscolo, ma ho voluto affrettare i tempi e rientrare con il Palermo, anche perchè la squadra in quel momento aveva qualche problema. Così la situazione è peggiorata e mi sono trovato un buco all'adduttore, che pian piano si sta rimarginando. Dovrei rientrare a gennaio". MERCATO - "Sono troppo legato alla Juventus, nel momento in cui ho accettato di restare dopo la retrocessione a tavolino mi sono sentito parte di un progetto. La nuova dirigenza parla molto con noi giocatori, soprattutto con noi anziani. E questa è una differenza rispetto al passato. Non potrei mai giocare in un'altra squadra italiana, a parte il Genoa di cui sono un grande tifoso". Gigi è sincero quando ammette che dopo il Mondiale di Germania è stato vicinissimo al Milan. "Adesso posso confermarlo. Ma poi ho deciso che in quel momento non sarebbe stato il caso. Non mi sarei sentito a posto con la mia coscienza e sono uno che per rendere al meglio ha bisogno della serenità. Sarebbe andata diversamente se la Juve fosse rimasta in A, anche perchè certe cose a quell'epoca non mi andavano più bene". Porte apparentemente chiuse anche a un trasferimento all'estero. "Ora come ora non è in programma, certo se offrissero 50 milioni alla società sarei il primo a dire ai dirigenti di vendermi. Voglio bene alla Juve e con quella cifra si potrebbe rinforzare la squadra". ALLENATORI - "Il numero uno per me è Lippi, non solo per il bel rapporto personale che abbiamo. Il Lippi della Nazionale e della seconda Juve è un grandissimo tecnico. Ma mi sono trovato bene con tutti. Capello? Quello che ha vinto parla per lui e non è vero che non ci sopportavamo. Anche se in un paio di circostanze, dopo il mio infortunio alla spalla, non mi è piaciuto. Credo sia ipocrita dire che nel calcio si è tutti uguali. Io non ho mai preteso nulla, ma per ogni allenatore era normale avere con me un rapporto diretto e sincero". EREDI - "Non è vero che in Italia non ci sono giovani portieri bravi. Bisogna solo credere di più in loro. Amelia, Curci e Mirante sono bravi, ma il mio preferito è Marchetti del Cagliari, un ragazzo che ha davanti una bella carriera". LA STAGIONE DELLA JUVE - "Credo che abbiamo più possibilità in Champions. Abbiamo solidità, esperienza e compattezza, unite a quella qualità che in certe gare può fare la differenza. Si è visto anche nella partita del Bernabeu. Lo scudetto? Inter e Milan hanno più qualità e i rossoneri non hanno neppure la Champions, che in primavera potrà togliere dei punti. Siamo una squadra che se non prepara bene le gare ha più difficoltà rispetto a Inter e Milan a risolverle con la giocata di un singolo". LA CARRIERA E GLI ESORDI - "Ringrazio il destino e il Signore per avermi fatto giocare a questi livelli senza perdere la mia identità. Quando Scala mi comunicò che avrei esordito a 17 anni in una partita del livello di Parma-Milan ero al settimo cielo. Nessuna paura. Infatti nel tragitto dall'albergo al Tardini mi addormentai sul pullman. Crippa e Melli, miei compagni allora, dissero tra loro che ero un pazzo ma che forse potevano stare sereni. Ora mi piacerebbe vincere una Coppa dei Campioni perchè mi manca. Sono soddisfatto di quello che ho già fatto nella mia carriera, ma ciò non significa che sia appagato". I RIVALI - "Il Ronaldo dell'Inter per me è inferiore solo a Pelè a Maradona. Poi gli infortuni lo hanno molto condizionato". LA SCUOLA - "Fino ai 15 anni è andato tutto bene, poi il calcio è diventato fondamentale e ho perso dei colpi. Poi ho commesso l'errore di comprarmi il diploma quando invece avrei dovuto sacrificarmi di più. Per questo sono stato giustamente punito. Nella vita ho commesso degli sbagli, ma ho sempre pagato per questo". LA FAMIGLIA - "E' bellissimo avere un bambino, anche se qualche notte se na va in fumo. A volte quando Louis Thomas è annoiato lo lancio in aria e poi lo riprendo come se fosse un pallone. Si diverte moltissimo. Alena un po' meno. Io le dico di stare tranquilla, che sono sicuro. Ma lei ribatte e dice che se fosse così non dovrei mai prendere gol. Scherzi a parte, ho più esperienza come calciatore che come compagno e padre. Ma penso di dare molta tranquillità ai miei cari". IL LIBRO - "E' stato bello scriverlo perchè dietro a un campione c'è prima un bimbo con le sue passioni, l'amore per N'Kono e il Camerun e i suoi sogni. C'è una vita fatta di sacrifici per arrivare a questi livelli. Chi lo leggerà scoprirà tutto questo".
  12. Juve, mercato da 50 milioni E' la cifra che la Triade ha a disposizione per rinforzare la squadra per la prossima stagione. Da Joaquin a Barzagli, da Cristiano Ronaldo ad Antonioli, ecco gli osservati speciali Luciano Moggi, 68 anni, d.g. bianconero. Newpress TORINO, 27 aprile 2006 — Cinquanta milioni di euro, centesimo più centesimo meno, è la cifra che la Triade, meglio, che Luciano Moggi ha a disposizione per rinforzare, puntellare, ridisegnare la Juve 2006-07. Cinquanta milioni di euro senza attingere, come ormai consuetudine, al forziere dell’Ifil, la cassaforte di famiglia. Tutto quindi con le proprie forze, grazie alla cessione di dieci, dodici giocatori in prestito ad altri club o tesserati per la Juve stessa, da Birindelli a Zebina in stretto ordine alfabetico, senza dimenticare Fabrizio Miccoli, di ritorno dal prestito al Benfica. Cinquanta milioni da reinvestire in una lista della spesa che oggi comprende una decina di giocatori, alcuni inarrivabili per la stessa Juve, come Gerrard (30 milioni di euro le richieste del Liverpool), altri, come il centrocampista del Betis Siviglia Joaquin o Cristiano Ronaldo, esterno del Manchester United, fattibili. Vediamo, ruolo per ruolo, i giocatori nel mirino, a cominciare dal vice di Buffon, Francesco Antonioli. Non più giovanissimo, 36 anni, Antonioli dovrebbe prendere il posto di Abbiati, dalla Sampdoria alla Juve a costo zero in attesa di Amelia (Livorno) nel 2008. DIFENSORI Andrea Barzagli, 24 anni, marcatore centrale del Palermo, come Daniele Bonera (24 anni, Parma) sono gli obiettivi di casa nostra per svecchiare il reparto con Cannavaro e Thuram over 30. Per ottenere Barzagli i bianconeri hanno proposto a Zamparini Marcelo Zalayeta e conguaglio. Michele Canini, 20 anni, è l’alternativa a Bonera. Cresciuto nell’Atalanta e ceduto in comproprietà al Cagliari, Canini si è affermato sull’isola dopo una stagione nella Sambenedettese. Rappresenta il futuro, e la Juve vorrebbe assicurarsi la metà del cartellino in possesso del Cagliari (costa 5 milioni complessivi) e lasciarlo un anno a Bergamo. William Gallas, 28 anni, pilastro del Chelsea è l’obiettivo estero numero uno. Nazionale francese, Gallas può ricoprire più ruoli davanti a Buffon. Può liberarsi a parametro Fifa per soli 3 milioni di euro. CENTROCAMPISTI Amantino Mancini, brasiliano di Belo Horizonte, classe ’80, è l’esterno di centrocampo che Capello potrebbe impiegare come vice Nedved o addirittura al posto del ceco, nel caso Pavel decidesse a fine stagione di smettere. Da tre anni a Roma, con Spalletti Mancini ha trovato più spazio e convinzione sotto rete realizzando ben 12 gol, record personale. Il cartellino non è regalato (12 milioni di euro) ma la Juve può giocare la carta Miccoli al rientro da Lisbona. L’investimento del club, il colpo del prossimo mercato si gioca però all’estero, in ballottaggio due esterni di fama mondiale: Ronaldo e Joaquin. Cristiano Ronaldo, 21 anni, stella del Manchester United e della nazionale portoghese è l’erede nel ruolo di Nedved. Guadagna cinque milioni di euro, come molte stelle della Juve. A Manchester ha ereditato la maglia di David Beckham, un peso ben sopportato fin quando la squadra di Alex Ferguson non è entrata in crisi. Il contratto scade nel 2010 e il costo del cartellino si aggira sui 15 milioni di euro. Joaquin Sanchez, 25 anni a luglio, ha invece le movenze di Luis Figo. Esterno di fascia destra è considerato uno dei giocatori più forti della Liga. Joaquin è legato da un contratto fino al 2010 con il Betis di Siviglia ed è corteggiato da Real Madrid, Liverpool, Chelsea e Inter. Pallino di Capello, il centrocampista biancoverde è stato indicato dal tecnico juventino come il giocatore ideale per risolvere il problema sulla corsia di destra. Cresciuto nel Betis, ha una valutazione intorno ai 15 milioni. Molto più a buon mercato Stefano Fiore, l’alternativa risparmiosa (31 anni, 3 milioni la richiesta della Fiorentina). ATTACCANTI C’è solo un posto a disposizione, quello di Zalayeta, in partenza con destinazione Cagliari se David Suazo, 26 anni, 20 gol quest’anno con i sardi, accetterà il ruolo di "panchinaro" alla Juve. Non costa poco (15 milioni di euro) ma i rapporti tra il club bianconero e Cellino sono più che buoni, come i giocatori che la Juve potrebbe cedere in contropartita. Francesco Bramardo Non parla di Buffon questo articolo, ma è un pezzo interessante e l'ho postato.
  13. All'epoca si parlava di una sua cessione per finanziare il mercato. Si vociferava dell'arrivo di Gerrard dal Liverpool se ricordi.
  14. All'epoca se ne parlava molto di Gigi al Milan. E ribadisco che il suo giro di campo con il Palermo sapeva molto d'addio. Se ne è parlato anche qua dentro in passato.
  15. Quando scoppiò farsopoli chi era alla Juve fu attaccato sotto ogni profilo e in quell'ambito Buffon fu preso di mira per la sua abitudine a scommettere.
  16. Mi hai spiazzato Ettore. Ti avrei fatto più filosofo.
  17. Con la storia delle scommesse rischiarono di compromettergli la carriera. Poi l'inaspettato mondiale cambiò le cose. Tanto è vero che ad agosto pare che il Barcellona lo volesse. E' chiaro che come tutte le storie di mercato non si sa fino a che punto sta la verità.
  18. C'è poco da dire. Buffon per i pennivendoli nel 2006 aveva l'accordo per andare al Milan. Tanto è vero che dopo Juve-Palermo fece il giro di campo salutando i tifosi. Ma già gli spifferi di farsopoli stavano squassando la Juve e il buon Buffon fu coperto di melma con le scommesse. E quest'ultima circostanza unita la fatto che anche il Milan fu tirato dentro fece sfumare il tutto.
  19. Insomma. Nel 2006 gli fecero un bel pacchetto con la storia delle scommesse. Non credo che avesse molte possibilità, anche se Secco disse che l'avrebbero lasciato andare. E' una parte dei misteri del 2006 ancora da svelare.
  20. Giovanni teniamo conto che, senza farsopoli, Buffon sarebbe andato al Milan nel 2006. Quella farsa ha avuto l'unica conseguenza positiva di tenerci Buffon per 17 anni. Sei vuoi in privato ti dico la mia sulle sue possibili motivazioni.
  21. Non la alza tranquillo. Psg e City si è ormai capito che sono società di plastica. La mancanza di tradizione li limita. Inoltre con Tuchel praticheranno un calcio effervescente, ma se Buffon andasse lì si vedrebbe arrivare i giocatori avversari da tutte le parti. Almeno in Champions.
  22. Buffon non vuole smettere perchè non capisce che è arrivato il momento. Come molti altri prima di lui. Poi ci sono, credo, anche altre motivazioni più prosaiche che non sto qui a scrivere. Probabilmente alla Juve aveva detto che smetteva questa stagione, quindi la società si è mossa di conseguenza. Se poi lui all'ultimo cambia idea è giusto che la società vada avanti per la sua strada. La Juve resta, i giocatori passano.
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