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andrea

Tifoso Juventus
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  1. La Juventus senza giusto processo è un problema anche per chi odia la Juventus Il Foglio Quotidiano. Claudio Cerasa Non abbiamo alcuna intenzione di sottrarre agli amici di Repubblica lo scettro del garantismo, sul caso Juventus, e non saremo mai all’altezza della loro eroica battaglia in difesa della vecchia e nuova dirigenza juventina, battaglia combattuta in modo così profondo da aver fatto dimenticare alla corazzata di Rep. le vecchie e romantiche battaglie giustizialiste volte a denunciare l’oscenità dei conflitti di interesse. Non saremo mai all’altezza di Repubblica, lo sappiamo, ma nonostante questo non si può non condividere la profonda indignazione mostrata ieri dal giornale edito dalla famiglia Agnelli, la stessa famiglia che controlla la Juventus, quando ha appreso, con sconcerto, una circostanza che ai tempi dei magistrati indemoniati contro Silvio Berlusconi veniva considerata accessoria e che invece ora viene considerata decisiva per illuminare i pregiudizi ideologici che possono smuovere alcune inchieste giudiziarie. La storia probabilmente la conoscete già. Alcuni quotidiani, ieri, hanno riportato le parole risalenti al 2019 di un magistrato di nome Ciro Santoriello. Santoriello, nel corso di un evento pubblico, ha detto: “Sono tifosissimo del Napoli e odio la Juventus. Come tifoso è importante il Napoli, come pubblico ministero ovviamente sono anti juventino, contro i ladrocini in campo, e mi è toccato scrivere archiviazioni”. Non ci sarebbe nulla di male a essere anti juventini, chi scrive confessa anzi di sentirsi particolarmente vicino all’affermazione di Santoriello, se non fosse che il suddetto pm è uno dei tre magistrati della procura di Torino che stanno indagando nel processo sulle plusvalenze a carico della società bianconera. In quell’occasione, nel 2019, le frasi di Santoriello arrivarono qualche anno dopo la scelta dello stesso magistrato di chiedere l’archiviazione di una denuncia a carico della Juventus per falso in bilancio. Ma nonostante il precedente incoraggiante, la Juventus, e i giornali editati dalla stessa società che controlla la Juventus, ora hanno tutto il diritto di chiedersi se di fronte alla squadra torinese vi siano o no le premesse per un giusto processo. Il 27 marzo ci sarà la prima udienza preliminare per l’inchiesta Prisma, che dovrà stabilire se il club bianconero insieme con dodici indagati andrà o no a processo per “false comunicazioni sociali”, “ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza”, “manipolazione del mercato” e “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”. Il tema del giusto processo nei confronti della Juve è un tema che, in un sistema mediatico e forse giudiziario in cui la fede calcistica si trova su un piedistallo più elevato rispetto alla fede per lo stato di diritto, è stato spesso spinto verso i margini del dibattito pubblico. Ma le frasi di Santoriello sono l’occasione giusta per porsi qualche domanda sul processo contro la Juventus e sul modo in cui funzioni in Italia la giustizia sportiva. Sul secondo punto qualche considerazione si può già fare oggi e la risposta, e lo diciamo da interisti, è molto dolorosa: un anti juventino può anche godere fisicamente per la mazzolata che ha preso la Juve, e vederla lottare per la salvezza è un’esperienza che qualsiasi tifoso non juventino si augura di vedere una volta nella vita, ma avere una giustizia sportiva trasformata in una costola del processo mediatico è uno spettacolo che purtroppo appare pietoso per una serie di ragioni che vale la pena passare in rassegna. In primo luogo è difficile dire che la giustizia sportiva, che dovrebbe occuparsi di quello che succede in campo, non abbia scelto di occuparsi di cose che non le competono, ovverosia giudicare se qualche reato sia stato commesso o no. In secondo luogo, sulla specifica accusa per cui la Juve è stata condannata dalla giustizia sportiva vi sono alcune lacune che emergono a occhio nudo incrociando le 36 pagine di motivazioni della sentenza della giustizia sportiva e le 73 pagine di memoria difensiva presentate dalla Juventus. Lacune non indifferenti se si pensa che la penalizzazione della Juventus è avvenuta in seguito alle accuse sulle plusvalenze della squadra torinese senza che la giustizia sportiva abbia però individuato una controparte con cui la Juve avrebbe fatto affari loschi (quando si individua un sovrapprezzo non giustificato dovrebbe esserci sia un venditore che vende a un prezzo più alto del dovuto sia un compratore che acquista a un prezzo più alto del dovuto) e senza che nessuno abbia spiegato come sia possibile che la Juventus sia stata condannata dalla giustizia sportiva per un reato che la stessa giustizia sportiva, nelle motivazioni di una sentenza dello scorso aprile con cui aveva prosciolto undici società deferite dalla procura federale, ha ammesso essere più che aleatorio, quando ha ricordato che il valore di un calciatore “è dato e nasce in un libero mercato, peraltro caratterizzato dalla necessità della contemporanea concorde volontà delle due società e del calciatore interessato”. E’ possibile, anzi più che possibile, che la Juventus abbia commesso degli illeciti, e più che il caso delle plusvalenze per la Juve rischiano di essere un macigno le prove che esistono relative al reato di false comunicazioni sociali per indebito occultamento degli stipendi effettivamente dovuti ai suoi calciatori. Ma, per quanto sia diffusa la pratica dell’essere tutti detective da bar sport, a giudicare se un reato sia stato commesso o no dovrebbe essere la magistratura ordinaria, non quella sportiva. E per quanto sia doloroso ammetterlo, non si può non riconoscere che i quindici punti di penalità inflitti alla Juventus siano stati assegnati sulla base di un teorema pericoloso: essere colpevoli fino a prova contraria. E dire che la giustizia sportiva si basi su un criterio di presunzione di colpevolezza non significa considerare la Juve innocente ma significa considerare la giustizia sportiva colpevole di aver scelto di condannare una squadra di calcio violando quello che è un cardine dello stato di diritto: condannare, per l’appunto, oltre ogni ragionevole dubbio, sostituendosi agli organi preposti anche per giudicare la necessità o meno di adottare una sanzione penale. Potrebbe darsi che la Juventus meriti persino una sanzione maggiore rispetto a quella che le è stata attribuita. Ma avere una giustizia sportiva che si muove da grancassa del processo mediatico, che sceglie di sostituirsi al potere giudiziario, che sceglie di trasformare i sospetti in prove, e avere una magistratura inquirente che mostra di avere manifesti pregiudizi ideologici nei confronti di chi sta indagando è il modo peggiore per poter dire che nei confronti della Juve giustizia è stata e verrà fatta.
  2. Ai magistrati in Italia non succede nulla, a meno che imbraccino un mitra e si mettano a sparare in mezzo alla strada
  3. Elkann è in causa con la madre, pensa ad altro. A proposito, avete sentito cosa è successo all'investigatore della madre?
  4. Ho postato sopra l'articolo completo: da notare perché Santorielli si è attivato
  5. Clamoroso Santoriello: "Pluvalenza determinate da scambio, a circostanza del bilancio lo rende nullo o annullabile ma non lo rende falso" 07.02.2023 10:25 di Redazione TuttoJuve Ciro Santoriello nel famoso convegno del 2019 parla delle plusvalenze determinate da scambio, le sue parole sono un elemento che fa discutere, tuttojuve ha sbobinato dal video: "Plusvalenze determinate dallo scambio di...Nella misura in cui in bilancio c'è chiaramente scritto che la plusvalenza è l'emergenza della vendita di Ciro Santoriello, anni 55 anni, 105 chili, alto un metro e sessanta che viene scambiato con Michele Plastino, anni 13 e bla bla bla e che a tutti e due abbiamo attribuito un valore di cento milioni, nella misura in cui ciò è chiaramente esternato in bilancio, la circostanza del bilancio lo rende nullo o annullabile ma non lo rende falso, cioè nel senso di penalmente rilevabile. La portata ingannatoria di queste circostanze è pari a zero. E' un bilancio su cui non vale la pena investire, da cui bisogna uscire immediatamente perchè non è una società redditizia, ma non è assolutamente un bilancio falso. Certo non è un bilancio falso ma sulle plusvalenze non si deve scherzare. Perchè a mio avviso le problematiche che si aprono quando soprattutto si è società quotate, è particolarmente problematico. Bisognerebbe evitare di cominciare a scambiare campioncini in erba con il Genoa a prezzi folli, il giorno dopo quando hai perso due a zero a Madrid ed la borsa di ha penalizzato del 30%. La Juventus che cosa ha fatto, perde a Madrid, si profila l'eliminazione dalla Champions, il mercato penalizza la Juventus, del 20%, sarà un caso ma dal quel giorno in poi fanno tre scambi con la Sampdoria e con il Genoa con giocatori mai visti e mai sentiti, che di punto in bianco valgono 50 milioni di euro. E' chiaro che noi come procura, immediatamente ci siamo attivati".
  6. Juve in testa nelle partite più seguite su Dazn. Seguono Milan e Napoli di Emanuele Bruno Vince la Juve, abbastanza nettamente, collocando tante ‘proprie’ partite nella top ten degli ascolti della prima parte del campionato. I bianconeri guidano la classifica delle audience avendo tra i migliori risultati di stagione per Auditel il match più visto (Juventus-Inter), il terzo in graduatoria (Napoli-Juventus), e poi le sfide con Atalanta (sesto match più visto il 3 a 3 di pochi giorni fa, post sentenza del -15), Milan (settimo più visto), Lazio (decimo match per ascolti). Il secondo posto virtuale, quando si è oramai concluso tutto il girone di andata va di misura al Milan, che inanella terzo, quanto quinto e settimo posto, e fa registrare la presenza di quattro incontri in top ten su Dazn e Zona Dazn. Tre presenze le fa registrare l’Inter (al top con il derby d’Italia, al quinto con quello di Milano). Se le imprese interiste altalenanti di questo campionato sono state un po’ meno attraenti di quelle di bianconeri e rossoneri, va per converso registrato che un po’ meglio dei nerazzurri per numero di presenze in top ten, pareggiando quasi il Milan campione d’Italia, stavolta ha fatto Il Napoli. Top 10 partite più seguite in onda in esclusiva su Dazn e su Zona Dazn* Juventus-Inter 2,211,988 Napoli-Juventus 1,889,670 Milan-Roma 1,851,698 Milan-Napoli 1,850,192 Milan-Inter 1,731,994 Juventus-Atalanta 1,649,775 Milan-Juventus 1,641,975 Roma-Napoli 1,631,440 Inter-Napoli 1,559,225 Juventus-Lazio 1,514,261 Gli azzurri di Luciano Spalletti sono al secondo posto assoluto con Napoli-Juventus, al quarto con Milan-Napoli, all’ottavo con il confronto con la Roma e al nono con quello contro i nerazzurri. Un bilancio decisamente buono, ma forse relativamente inferiore al valore tecnico e agonistico mostrato in campo, visto che i partenopei hanno chiuso la prima metà di questa strana edizione del torneo (interrotta da Mondiali) a ben 50 punti, con dodici di vantaggio sul Milan. L’Inter si può consolare occupando i primi tre posti e, in totale, ben cinque collocazioni tra le migliori dieci partite trasmesse da Sky, essendo stata molto più programmata in co-esclusiva dalla pay più tradizionale, ad esempio, dei bianconeri (due collocazioni in top ten), del Milan e del Napoli (una collocazione per entrambi i club nella top ten Sky). Top 10 migliori incontri trasmessi da Sky Anche questo bilancio, che rimarca ancora una volta il ‘valore di produzione’ della Juventus per la Lega Serie A, entra in qualche maniera tra i temi della delicata riunione in corso stamane a Milano nella sede di via Rosellini, con il presidente Lorenzo Casini e l’ad Luigi De Siervo a raccontare ai presidenti e ai rappresentanti dei club (per la prima volta presente il rientrante Francesco Calvo per la nuova Juventus) la situazione dei diritti tv. Le ansie e le incertezze e le polemiche generate dalle decisioni del Tribunale sportivo inevitabilmente ‘turbano’ l’azione della Lega Serie A, considerato che si è entrati in una fase commercialmente sempre più calda per quello che riguarda la cessione dei diritti tv all’estero e di sempre più avanzata definizione delle modalità dell’asta per i diritti tv del prossimo triennio. * Fixture Tot Audience DAZN OTT + Zona DAZN (Auditel) CLASSIFICHE DATI E CIFRE DOCUMENTI MANAGER MUY CONFIDENCIAL Il nuovo Tutti gli aggiornamenti e le news di Primaonline diret Il nuovo numero di "Prima" è ora disponibile in AGENDA EDICOLA UOMINI C Editoriale Genes - Copyright: © Prima Comunica
  7. La vera telenovela è quella tra Margherita e sua figlia Maria de Phalen, che qui non riporto per non andare ulteriormente off topic
  8. Stiamo sottovalutando il fatto che Elkann ha un processo contro sua madre, mi sa che pensa ad altro
  9. Ho letto che se n'è andato perché ci hanno penalizzato: è vero o è una barzelletta?
  10. A iniziare da quella cosa che aveva in testa l'altra sera
  11. Segnalo domenica il mondiale di ciclocross con il grande duello Van Aert- Van der Poel
  12. A quelli pur di tornare a guadagnare come ai vecchi tempi andrebbe bene anche la serie D
  13. Se non fai parte del campione auditel che la guardi o no nemmeno se ne accorgono
  14. Juve al contra Ttacco DAL CALCOLO DEI PUNTI AI NUOVI CAPI D’ACCUSA E LE INTERCETTAZIONI... I BIANCONERI PREPARANO IL RICORSO di Fabiana Della Valle TORINO · 1 feb 2023 giornalaccio rosa dello sport La penalità Tra i punti della difesa la mancanza di chiarezza su come è stato alterato il risultato sportivo Sarà contestato anche il passaggio dall’articolo 31 (illeciti amministrativi) al 4 (lealtà) llogicità, carenze motivazionali e infondatezza: ecco da dove ripartirà la difesa della Juventus. Il comunicato con cui il club bianconero lunedì sera ha commentato le motivazioni della sentenza della Corte federale d’appello, annunciando il ricorso al Collegio di garanzia del Coni, traccia già le linee guida degli avvocati della Signora e dei dirigenti coinvolti, Maurizio Bellacosa, Davide Sangiorgio e Nicola Apa. Nelle quattro parole di diritto ci sono i principi su cui si baserà la difesa dei bianconeri, che sono fermamente convinti di avere parecchi elementi cui potersi appigliare. Il pool di legali della Juventus è già al lavoro per eccepire nel suo ricorso tutto ciò che può riguardare profili di legittimità. Questo perché il Collegio di garanzia non giudica nel merito la sentenza contro cui si ricorre (quindi non può dire è giusta, è sbagliata o 15 punti sono troppi), però può annullare la sentenza o rinviarla alla Corte d’appello federale se dovesse rilevare vizi, formali e sostanziali. Revocazione e novità Dalle motivazioni appare evidente che l’elemento essenziale del procedimento non è più la plusvalenza, ma l’eccessivo ricorso che ne è stato fatto dalla Juventus. Ecco perché sulla sentenza hanno pesato le intercettazioni, i documenti e il Libro Nero di Paratici (redatto da Federico Cherubini) presenti nelle carte della Procura di Torino, che ha chiesto il rinvio giudizio per 12 persone (tra cui l’ex presidente Agnelli) più la Juventus. In sostanza è il comportamento a essere illecito, e non la plusvalenza, che invece non è punibile. Ecco perché si è passati dall’articolo 31 (che regola gli illeciti amministrativi e prevede solo multe e squalifiche per i dirigenti) al 4 (che parla di lealtà, correttezza e probità, per cui invece possono esserci punti di penalizzazione). In questo caso però si tratta di una revocazione, ovvero della riapertura del procedimento precedente per riprendere in secondo grado una sentenza già passata in giudicato (con la Juventus assolta) e questo pone dei limiti: l’accusa può modificare le sanzioni purché siano previste negli stessi capi d’imputazione. Perciò, sebbene la corte arrivi a dire che sono ininfluenti degli eventuali giudizi formalistici, l’eccezione che potranno muovere i legali Juve è che in un processo di revocazione non si ppssa agire quasi come se fosse un nuovo procedimento. Specificità e generalità Restando in tema di articolo 31 e 4, l’altra eccezione potrebbe essere relativa alla specificità: in giurisprudenza quando c’è una norma specifica non si dovrebbe applicare quella generale e, nel coa dice di giustizia sportiva esiste l’art. 31 che regola gli illeciti amministrativi (come le plusvalenze). Nel procedimento contro la Juventus si è passati dal discutere di plusvalenze fittizie al loro eccessivo ricorso, quindi il comportamento, che però chiama in causa una clausola generale. Le carte di Torino Nelle motivazioni le intercettazioni e il Libro Nero di Paratici sono considerati prove del sistema creato dalla Juve. La difesa punterà ad eccepire che in realtà questi elementi provengono da una sola parte, l’accusa, e non hanno ancora trovato riscontro presso un organo giudicante (l’udienza preliminare dell’inchiesta Prisma sarà il 27 marzo). L’unica volta che sono stati sottoposti a un gip sono state negate le misure cautelari richieste dai pm per Agnelli e altri indagati. C’è poi, sempre secondo i legali, la nota del 14 aprile 2021, che per l’accusa non era rilevante perché era una possibile notizia di illecito e non un’effettiva notizia di illecito, e che sarebbe incognita anche alla corte. Ma allora, si chiede la difesa, come si fa a sapere che non era rilevante se non c’è? Infine la delibera Consob che per la Procura non sarebbe stata impugnata dalla Juve. La penalizzazione L’ultimo punto, e forse quello più spinoso, è come si è arrivati ai 15 punti di penalizzazione. Nelle motivazioni si legge che «la sanzione deve essere proporzionata all’inevitabile alterazione del risultato sportivo», ma senza entrare nel dettaglio: in che cosa consiste quindi l’alterazione dovuta alle plusvalenze, una partita, due o altro? La Juventus avrà un mese di tempo per preparare il ricorso, poi toccherà al Collegio di garanzia del Coni dare una risposta.
  15. Vittoria Castagnotto, torinese, granata
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