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Arminius

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  1. Poi bisognerebbe capire e contestualizzare il concetto di sopravvalutato. Quali sono gli allenatori che non rientrano in questa categoria? Guardiola che non passa i quarti di Champions da una vita? Klopp che ha vinto una finale su venti che ne ha disputate? Emeri che vince solo col Siviglia in Europa League? Zidane che "bella forza allena il Real"? Valverde che inventa ogni anno un nuovo modo per farsi buttare fuori? Ferguson, Pochettino, Wenger, Conte, Ancelotti, Mazzarri? Non è polemica è solo per capire.
  2. Mou conosce la Premier e Max no. Se cambi l'allenatore in corsa vai a prendere uno che conosci, che ti conosce e conosce l'ambiente circostante. Almeno io farei così Poi ricordiamoci anche un'altra cosa, noi sappiamo quello che trapela, per dire, non sappiamo se il Tottenham ha contattato Allegri e lui gli ha detto no. O Baldini ha scosigliato di prenderlo, o lui gli ha detto che deve rifiutare perchè è già in parola con l'Acquapozzillo per giugno. Noi sappiamo solo che il Tottenham ha cacciato Pochettino e preso Mou e che le altre hanno ancora il loro allenatore, estrapolare da tutto questo il concetto che Allegri è un sopravvalutato perchè il Tottenham non lo ha ingaggiato mi pare un tirare a coclusioni funzionali solo por corroborare un concetto personale. A giugno vedremo.
  3. Sopravvalutato? Non credo, anzi. Darei poco credito alle voci ed ai si dice, fossi in lui non prenderei mai una squadra a metà stagione, come dice Brad, non ne ha bisogno ne dal punto di vista economico ne da quello di immagine, anzi prendere, ad esempio in Totthenham in corso d'opera, come ha fatto Mou, non mi sembra per niente una grande idea.
  4. Premetto che se le finali le vinci è meglio, però come sottolineavo nell'altro topic, l'importante è esserci, arrivarci, conta il percorso ed arrivare ad una finale non è mai facile. Ti può dire bene una volta, per una combinazione di situazioni fortunate, ma se non hai il pedegree di grande squadra quella rimane una sola unica impennata. La nostra storia europea è ricca di finali e degli entusiasmanti percorsi che ci hanno portato all'atto conclusivo, e questo non è accaduto solo in un determinato periodo, ma è dagli anni settanta che con diversa frequenza arriviamo fino in fondo. Poi si, se portassimo a casa un po' più di silveware... Io le finali non le vedo ne come una maledizione ne una benedizione, questo in che sezione della tua statistica mi posizione Brad?
  5. Ma infatti non esiste come direbbero i profilers di Quantico un modus operandi. Abbiamo perso, giocando, giocando male, giocando per niente, da favoriti e da sfavoriti Le finali chcchè se ne dica fanno storia a se, sono un unicum calcistico che a volte sfugge ad ogni logica. Anche analizzando l'albo d'oro, sapete cosa viene fuori? Viene fuori che senza una buona dose di fortuna, senza il giro buono di carte, e non sto parlando di strategie ma di episodi, la storia della Champions sarebbe completamente diversa. Si è un'ucronia, uno sliding door...ma tanto per dire, prediamo l'Atletico Madrid, ha giocato e perso tre finali di Coppa Campioni, una la rigioca una ai supplementari ed una ai rigori ed in due su tre stava vincendo fino a pochi istanti dalla fine...se parliamo di maledizioni loro dovrebbero rivolgersi ad un esorcista. Il Bayern, quella con l'Atletico la riacchiappa al 120', quella con il Leeds è una mezza rapina poi però qualche decennio dopo Sheringham e Solskjaer fanno giustizia e sfilano dalle mani dei bavresei una coppa già vinta. Puoi essere più forte sulla carta (Milan 93 o Barcellona 96) ma a volte il destino si manifesta con le sembianze di improbabili eroi che rispondono al nome di Boli e Ducadam, oppure puoi essere baciato dalla fortuna e ritrovarti in finale con il Malmo o con il Leverkusen perche quelle forti si sono fatte fuori fra loro. Come chiosa finale mi viene da dire che si, l'argenteria, ma la cosa più difficile è il percorso per esserci, ogni volta, quasi sempre. E noi, a parte qualche pausa, ci siamo sempre.
  6. Tutto giusto, ci mancherebbe, però questo sta semmai a sottolineare come l'Inter in linea puramente generale ci stia più sulle palle del Milan. Ma questo è anche un discorso molto soggettivo, ad esempio uno juventino di Napoli o uno juventino di Roma quale grado di catastrife ascriverebbero ad una eventuale vittoria Champions di ciucci e peperoni?
  7. Non per me, almeno in termini di rivalsa. Si lo sfottò con l'amico romanista o il collega interista ci sta eccome, ma non è questo che interessa, se devo parlare di calcio preferisco fare altri tipi di discorsi, anche perchè va bene percularsi ma poi alla lunga stanca. Se poi a chi fa lo spiritoso, gli tocchi qualche nervetto scoperto, la voglia di impelagarsi in clichè o stereotipi da bar sport passa subito, come la goliardia ed il complesso di superiorità da triplete o da sempre onesti. Fidati.
  8. Si, ma allora se (entrate tutti in modalità apotropaica) se a giugno...significa che il triplete interista è esorcizzato? Ovvero vale sempre che l'ultima che azzera tutto il pregresso? Ma se la coppa dell'Inter ha creato tutti sti scompensi psicologici, quando il Milan si portava a casa Coppe Campioni con la carretta e noi manco partecipavamo, quelli come me e della mia generazione saremmo tutti dovuti andare dallo psichiatra?
  9. No Brad, per me la risposta secca alla tua domanda è no. Nello sport si vince e si perde, da tifosi poi abbiamo anche l'aspetto passivo di vivere le vittorie e le sconfitte, per passivo intendo che dalla nostra posizione nulla possiamo fare per contribuire alla prestazione della squadra per la quale tifiamo se non concentrarci nello sperare di segnare un gol in più degli altri, perchè, dopo tutto alla fine è questa l'essenza ultima di essere tifosi e tutto ciò,almeno per me, mette tutto sotto una prospettiva particolare che non può essere influenzata dalle vicende di altre squadre. Calciopoli non ha nulla a che fare con la nostra presunta idiosincrasia con le finali e tantomeno un evento anomalo e fortuito come il triplete di una squadra che non vinceva la coppa Campioni da decenni e che solo una singolare coincidenza di eventi le ha consentito di raggiungere tale traguardo. Poi se avesse vinto il Bayern, tanto meglio, ma il peso delle due finali perse contro le spagnole non è aggravato dalla vittoria interista. Questo per una risposta più articolata (e contorta)
  10. Più forte di noi, non credo, ma più organizzato tatticamente si. Sapevano di essere inferiori, Happel era un furbissimo figlio di buona donna, i suoi pezzi migliori erano Jakobs, Kaltz e Magath, il resto Hrubesh incluso erano buoni giocatori e nulla più...se pensi che noi avevano Platinì, Boniek e mezza nazionale campione del mondo...
  11. Happel era uno che la partita la preparava a puntino e riusciva a trovare (quasi) sempre la chiave per far saltare il banco. Gli riuscì col Feyenoord inferiore al Celtic che in al tramonto degli anni sessanta era una macchina da guerra. Non gli riuscì col Brugge, pur rimanendo sempre in partita, ma quel Liverpool era troppo per i belgi. Contro di noi si inventò una formazione asimmetrica invertendo la posizione di Lars Bastrupp portandolo dalla parte di Cabrini e contemporaneamnete portando fuori zona Gentile che su istruzioni del Trap si era incollato al danese. Questo permise a Kaltz, come giustamente ricorda plotino, di avere più libertà. Risultato di tutto ciò fu la creazione di buchi nella "no man zone" fra centrocampo e difesa dove ogni tanto si infilavano Magath e Milewski. Lo spazio è il mio centravanti, avrebbe pontificato Peppino. Happel lo aveva già fatto qualche decennio prima. Per il resto ha ragione planet, la marcatura da fidanzato geloso di Rolff su Platini fu uno degli accorgimenti tattici dell'austriaco, ma non fu quello decisivo. Se la memoria non mi fa cilecca ne parla con cognizione di causa Jonathan Wilson nel suo Inverting the Pyaramid e lo raccontò Hrubesh in una intervista qualche mese più tardi. L'abilità di Happel stava nel trovare, all'interno del suo canovaccio strategico, soluzioni estemporanee adatte all'avversario di giornata. Abilità che, bisogna ammetterlo è parte del patrimonio tecnico di un ex allenatore della Juve del quale ora mi sfugge il nome, uno che metteva un centrocampista centrale di difesa o un centravanti esterno a sinistra...tanto per fare qualche esempio. Poi si, noi ci abbiamo messo del nostro anche perchè, diciamolo quella Juve era nettamente superiore.
  12. Ma soprattutto a chi non ci è mai arrivato e pensa di trovare motivo di orgoglio nel denigrare i successi altrui.
  13. vedi il mio penultimo post...li credo abbiamo dato una rodata alle coronarie come credo in poche altre occasioni. Penso che se mettessimo su carta le sensazioni di chi vide quella gara ho come l'impressione che non sarebbero molto differenti l'una dall'altra
  14. Si i Sox ma pure i tifosi dei Cubs hanno dovuto aspettare una vita, e comunque non è facile, non basta essere una delle migliori od avere un roster di prim'ordine pensa ai Bills o ai Vikings, noi qualche coppa l'abbiamo portata a casa, qualcuna molto amara altre pura esaltazione, si hai ragione l'UEFA del 77, sarà perchè era la prima sarà perchè era una formazione interamente italiana, sarà perchè la memoria è vivissima, ma per me quella resta il la coppa più bella, il ritorno alla Catedral...a proposito, il San Mames negli anni settanta in pieno separatismo basco era una bella polveriera...che partita, un vero e proprio distillato di sofferenza, quella partita che non voleva finire e la paura di veder sfumare ancora una volta sono cose che ti restano stampate nella memoria. Come il primo bacio, anche se ovviamnete per ragioni e sensazione diversissime, la prima coppa non si scorda mai.
  15. Credo di non aver mai visto Bonimba imbufalito come quella sera. Però, posso dire una cosa da vecchio trombone? L'atmosfera che c'era in quelle sere di coppa...adesso tutti sti stadi uguali con l'erba pettinata i seggiolini, i luxury box...una volta andavi a giocare a Elland Road o Highbury e manco riuscivi a sentire il radiocronista oppure rimanendo alla partita col Brugge giocare in quel c**** di stadio il De Klokke con la gente attaccata alla rete...per non parlare di posticini tipo il Nea Filadelfia ad Atene o il vecchio Bokelberg di Moenchengladbach
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