Vai al contenuto

totojuve

Tifoso Juventus
  • Numero contenuti

    5284
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Days Won

    1

Tutti i contenuti di totojuve

  1. Sia petrucci che abete si affannano a dire, a proposito delle tre stelle sulle magli e della Juve, che bisogna rispettare le regole. Ma regole precise in merito, pare, non ce ne siano. Sto pensando: vuoi vedere che ne faranno una ad hoc, strada facendo? Non sarebbe la prima volta, quando si tratta della Juventus. Intanto :interxxx:
  2. gioia e malinconia Se penso che non lo vedrò più in bianconero ......
  3. Se domenica vinciamo anche la coppa italia sarà qualcosa di incredibile. Non riesco a convicermi che non rivedrò più quel numero 10, porcavacca :sventola: :sventola: :interxxx: :interxxx:
  4. Abete: "Gli scudetti Juve sono 28 Terza stella? Non quella ufficiale" Milano, 13 maggio 2012 Il presidente della Figc prende una posizione chiara: "Il numero di titoli è quello sancito da un organo di giustizia sportiva e ribadito da Blatter. Se i bianconeri vogliono aggiungere una stella sulla maglia, si vedrà. Ma la dimensione deve essere diversa da quella classica" Blatter lo aveva scritto in una lettera, Petrucci non aveva voluto commentare per non inimicarsi nessuno, mancava la presa di posizione di Giancarlo Abete,. "La priorità oggi è data dalla festa e dalle emozioni. Però è ovvio che gli scudetti della Juve sono 28". Ai microfoni di "Stadio Sprint" su Raidue il presidente della Figc è intervenuto sul caso della settimana. E alla domanda "Quanti tricolori hanno vinto nella storia i bianconeri?", la risposta è stata chiara. comprensione — Anche Abete cerca di non rendersi troppo antipatico agli occhi di Agnelli e dei tifosi della Juve: "Come sancito da un organo della giustizia sportiva e come ha ribadito il presidente della Fifa Sepp Blatter nella lettera di congratulazioni inviata alla società bianconera, i titoli sono 28. Certo, è comprensibile che i tifosi nel cuore ne sentano 30, così come quei giocatori che sono rimasti ed hanno accettato di scendere in serie B". intransigente — Comprensione sì, ma nessun favore, ovviamente. "La terza stella? Se è quella classica, legata al numero di scudetti vinti - spiega Abete - non è possibile che sia aggiunta sulla maglia. Se poi si parla di sogno della società o di un logo nuovo sulla maglia si vedrà. Non va però collegata la dimensione della stella alla dimensione ufficiale". La Figc ha almeno fatto chiarezza. Gasport
  5. Ragazzi, che magone! Sapere che è l'ultima del nostro capitano.
  6. E, diceva Joseph Fouche… che era un ministro di polizia ai tempi della Rivoluzione Francese… che ‘Datemi lo scritto di chiunque, e vi assicuro, isolando una frase dal suo contesto, sarò in grado di mandare al patibolo chiunque.’ …e, non siamo in quell’epoca, ma quello, appunto, che ha detto quel ministro di polizia dell’epoca napoleonica si è riverificato durante questo processo… sono state isolate frasi dal loro contesto… ma, addirittura, sono state dimenticate… quindi, selezionate… telefonate solo in senso accusatorio, dimenticando quelle che potevano interferire, contrastare con i capi di imputazione come contestati agli imputati. Questo pezzo dell'arringa dell'avv. Gallinelli sintetizza l'operato dei pm di Napoli
  7. Abbronzati e festeggia al mare la vittoria della nostra Juventus. :sventola: :sventola:
  8. Beretta può non cosegnare quel trofeo. Può lasciarlo a due-trecento metri dallo stadio e noi ce lo prendiamo. semplice, no?
  9. Vuoi mettere le tre stelle? Allora sei arrogante? Sai, è quello che tanti deficienti, cosiddetti giornalisti, vanno scrivendo su AA. Che carogne! :sventola: e :interxxx: :interxxx: Abbasso il giro d'italia!!!
  10. e non ti nascondo che io vorrei vedere anche la quarta stella. Mancano appena dieci scudetti Per cui rimani, non ti suicidare :sventola: :interxxx:
  11. Beccantini non l'ho mai capito. Veronesi (non so chi sia) mi pare più credibile. Baudo, meglio lasciarlo perdere
  12. Suicidio? Non vuoi vedere la Juve che vince anche la coppitalia? Aspetta :sventola: :interxxx:
  13. La terza stella ancora non è stata indossata, ma tutti i giornalai si stanno preoccupando. Strano.
  14. Poi vedremo come questo discorso dell’impraticabilità del campo abbia un rilievo e venga valutato assolutamente in modo diverso, in modo distonico a seconda di chi sia l’arbitro… perché in Perugia-Juventus l’arbitro era Collina… e, ovviamente, non c’è nessun riferimento negativo a circostanze relative alla praticabilità o impraticabilità di quel campo, ma solo alla partita Juventus-Parma… e poi vedremo che, addirittura, nel capo di imputazione di cui alla lettera E della rubrica al De Santis gli viene… e al Cenniccola… gli viene contestata la… il concorso in frode sportiva nella partita Lecce-Juventus proprio perché avrebbe consentito… non avrebbe sospeso la partita con la Juventus in vantaggio per 1-0 per finalità fraudolente… quindi, evidentemente per l’ipotesi di cui alla seconda parte dell’articolo 1 della Legge 401 dell’89. Interessante questo passaggio dell'avvocato Gallinelli
  15. e, soprattutto, non denigrare molto la nostra Italia
  16. Prossima tappa: la Coppa Italia Poi riprenderà la lotta per riavere il maltolto :sventola:
  17. contro tutto e contro tutti :sventola: :sventola: :sventola: :sventola:
  18. E' tornata pure la FRANCAAAAAAA! :sventola: :sventola:
  19. Non credo che riuscirò a ingoiare qualcosa neanche se liquido mi si chiuderà l'esofago, lo stomaco e l'intestino senza ironizzare su altre parti del corpo
  20. Coraggio, ragazzi. Dobbiamo avere fiducia. Il nostro mister sa quello che si deve fare. :sventola: :sventola:
  21. Calcio 05/05/2012 - IL CASO L'insospettabile popolarità di Rossi Sono tempi duri per i calciatori Delio Rossi saluta fuori dal "Franchi" i tifosi viola che, dopo l’aggressione a Ljajic, lo difendono Gli scandali hanno minato la loro immagine, la crisi ne accentua i capricci. Molti tifosi della Fiorentina rivorrebbero il tecnico in panchina GUGLIELMO BUCCHERI inviato a firenze C'è un tecnico, Delio Rossi, C’ pentito, ma non troppo. E c’è una tifoseria, quella della Fiorentina, in campo a difesa del suo ex allenatore. Firenze ascolta, annota e rilancia: da qualche ora, sui siti del tifo, è aperta una petizione perché la famiglia Della Valle riabiliti il condottiero salito sul ring per mettere al tappeto il giovane Ljajic e gli riconsegni il timone della squadra dal prossimo 3 agosto quando Delio Rossi avrà scontato la sua squalifica. Tifo con il tecnico, in questo caso. Ma anche tifosi contro i traditori del calcioscommesse o ultrà - sponda genoana messi in condizione di imporre incredibilmente ai propri (ex) beniamini un penoso strip tease. E, ancora, tifoserie in ebollizione nella Capitale dove (per ora) si salva il solo capitano della Roma, Francesco Totti, e, nel caso della Lazio, è cominciato l’attacco ad una truppa disarcionata dal terzo posto. Perché fare il calciatore, di questi tempi, è cosa non proprio giusta agli occhi delle curve d’Italia? Perché in tempi di crisi, i fuoriclasse del pallone vengono percepiti con maggiore disincanto, facendo accentuare la loro natura di portatori di interessi (privati). Al primo accenno di ribellione come nel caso del serbo della Fiorentina, ogni punizione può apparire giusta, anche un’aggressione da ring. Il salto di qualità più evidente in questa divaricazione fra calciatore e chi dovrebbe sostenerlo arriva, dunque, da Firenze. «Mercenario...», è immediatamente diventato Ljajic per gli ultrà. «Uno di noi...», è invece Delio Rossi, inseguito da cori e applausi, ieri, mentre raccontava la sua notte alla rovescia nella piccola sala stampa dello stadio Franchi. Con la divisa del club, giacca e cravatta, l’ex guida della Fiorentina ha messo in scena un monologo di 22 minuti, qualche pausa per riprendere fiato e, poi, le scuse con un po’ di distinguo. «Mi dispiace per quanto accaduto, lo dico senza fraintendimenti e, per questo, chiedo scusa alla città, alla famiglia Della Valle, ai tifosi e anche a Ljajic, ma...», si interrompe Delio Rossi. «Ma in queste ore mi hanno dato fastidio tutti quei perbenisti o moralisti che, senza aver vissuto la situazione, danno giudizi: non ho mai detto di essere Padre Pio, eppure io, nella mia vita, non mi sono mai permesso di dare consigli o giudicare qualcuno. Chi conosce Delio Rossi? Chi sa che ho allenato i bambini a Foggia togliendoli dalla strada o che, la sera, allenavo gli operai dopo il lavoro? Ci sono quattro aspetti generali su cui non transigo: la persona, il lavoro, la squadra e soprattutto la famiglia. Io sto pagando e pagherò per quello che ho fatto, ma se vengo attaccato su queste quattro cose...». L’ex allenatore viola parla senza seguire un copione; fuori, davanti ai cancelli, il tifo è tutto per lui. «Ho sbagliato, ma - continua il grande accusato - umanamente penso di essere giustificabile. Ho sentito dire di tutto, il mio è stato un gesto deprecabile, ma l’ipocrisia quella proprio no, mi dà altrettanto fastidio: se fossi stato più furbo e avessi fatto la stessa cosa dentro lo spogliatoio, oggi, magari si parlerebbe di un tecnico capace di gesti virili, da uomo. Io l’ho fatto davanti alle telecamere e allora... I tifosi sono con me? Non bisogna dividerci, conta la squadra, la società». Delio Rossi saluta senza svelare quello che Ljajic gli ha detto in faccia uscendo dal campo perché «adesso darebbe la sensazione che da parte mia c’è la volontà di cercare giustificazioni...». Ljajic, bersaglio dei gruppi organizzati della curva viola, è a casa, a due passi dal Franchi, nel momento in cui il tecnico si congeda dalla piazza. Il padre del serbo ci ha ripensato: non presenterà più denuncia penale.
  22. sursum corda! :sventola: :sventola: :interxxx: :interxxx:
  23. Locatelli in Procura "Basta, denuncio tutti" ROMA, 4 maggio 2012 L'ex di Milan, Udinese e Mantova accusa: "Come credere a Gervasoni? Se alcuni giocatori del Mantova avessero venduto delle partite, con la squadra retrocessa e fallita, a chi dovrei chiedere i soldi che ho perso col fallimento?" In attesa che il procuratore federale Stefano Palazzi faccia partire i primi deferimenti per lo scaldalo del calcioscommesse, in Procura federale in questo venerdì è stata la volta di Tomas Locatelli, ex di Milan, Bologna, Udinese, Siena e Mantova. Un Locatelli duro, che si è difeso contrattaccando: "Chi abbina il nome di Locatelli al calcioscommesse non si deve permettere di farlo perchè il calcioscommesse mi ha portato via un milione e 700mila euro. Ho esternato questa problematica al procuratore". Così, al termine delle due ore di audizione, che fanno seguito all'interrogatorio già subito il 18 aprile di fronte al pool del procuratore Stefano Palazzi. Locatelli ha spiegato: "Sembrerebbe che alcuni giocatori del Mantova potrebbero aver venduto delle partite e il Mantova è retrocesso e fallito. Se veramente tutto questo fosse vero, questi soldi è giusto chiederli al presidente Lori o a qualcun altro?". In sostanza un contropiede in piena regola. Carlo Gervasoni ha tirato in ballo Locatelli nella presunta combine della partita Mantova-Ancona 2-2 del 30 maggio 2010. Gervasoni ha parlato di due incontri tra alcuni calciatori del Mantova (Bellodi e Nassi, oltre a Locatelli e se stesso) e dell'Ancona (il solo Mastronunzio nel primo colloquio, poi anche Cristante, De Falco e Colacone) per cercare un accordo sulla vittoria del club lombardo. PARTE LESA — Locatelli, ora tesserato per l'Atletico Arezzo in serie D ha chiesto di essere riascoltato va giù duro: "In questo calcioscommesse mi sento parte lesa. Per me se tutto sarà confermato sarebbe una pugnalata da ragazzi con i quali ho condiviso tutto. Ma di Gervasoni ho una brutta idea. Lui ha fatto tanti nomi e non posso pensare che siano tutti coinvolti nel calcioscommesse. E poi ha avuto il coraggio di pugnalare i suoi ex compagni, ragazzi che non prendevano lo stipendio da mesi e non avevano i soldi per fare la spesa. La partita con l'Ancona non è stata combinata anche perché non era neppure quotata: tra l'altro Mastronunzio fece gol e ci mandò in serie C: sono tornato qui in Procura per alcune precisazioni". VIA AI DEFERIMENTI — Con l'interrogatorio di Locatelli si è conclusa la prima parte dell'inchiesta sportiva sul calcioscommesse. Nel weekend il procuratore federale Palazzi chiuderà il primo fascicolo della seconda inchiesta sportiva sul calcioscommesse. All'inizio della prossima settimana, come annunciato, sono attesi i deferimenti: aspettando le carte in arrivo dalle procure di Bari e Napoli, Palazzi non dovrebbe per ora occuparsi della serie A. Le uniche eccezioni dovrebbero riguardare Atalanta, Novara e Siena (va ascoltato ancora il presidente Massimo Mezzaroma, citato da Gervasoni), per partite della passata stagione in serie B. Il primo processo dovrebbe concludersi entro il 10 giugno, poi ce ne sarà un altro (a luglio?) con molti club di serie A.Gasport
×
×
  • Crea Nuovo...