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SICILIANO

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  1. Vale più di qualsiasi altro campionato, eccetto la Premier. Se no la Liga vale meno del campionato che si è inventato Piqué di calcio a 7 che fa più ascolti delle partite di Real e Barcellona in campionato e la serie A vale quanto dimostrato con Zaniolo, che una squadra in zona retrocessione delle Premier può prendersi un calciatore che i campioni d'Italia in carica non possono avere, pur avendo dalla loro la volontà del "talento" italiano che rimane fuori rosa nella Roma
  2. Che roba.. Tuttosport sta facendo un ottimo lavoro, che tra l'altro non è neanche di parte a dirla tutta, visto che è un giornalismo semplicemente completo, nel merito delle questioni.
  3. A un certo punto dalle motivazioni leggo questo: Quanto alla natura decisiva degli elementi dimostrativi portati all’attenzione del giudizio rescindente, essa è indubbia. Ove la Corte federale avesse conosciuto i fatti che risultano dimostrati dagli elementi oggi disponibili (fatti che non erano noti o persino sopravvenuti), essa avrebbe per certo assunto una decisione diversa. Tutto ciò che è ESTRAMAMENTE vero in merito a farsopoli art. 63 CGS sarebbe dovuto esser utilizzato per la Juve, ai fini di quella farsa più che adesso per crearne un'altra.
  4. La cosa veramente assurda è che si dimenticano gli aumenti di capitale Fai plusvalenza? Sistemi il bilancio oggi? Ma domani? Ste plusvalenze servono a nascondere la polvere sotto il tappeto. Mica è una truffa che inserisci qualcosa di farlocco perché quanto ti entra oggi, ti esce domani. Plusvalenza quest'anno significa tanto da ammortizzare in seguito. Quindi già la paghi in questo modo. Se poi fai aumenti di capitale, di soldi veri, che problema c'è?
  5. La Serie A al massimo può far partire qualche giocatorino promettente in qualche squadra in zona retrocessione della premier.
  6. Come lo potrebbe essere il far finta di nulla del coni sui vizi di forma (che ci sono) per vedere se davvero vanno al tar, dove a quel punto potrebbe benissimo scattare un risarcimento danni non da poco. Sul primo post, direi che è sacrosanto il punto sull'insensatezza di pensare a sé stessi e non poter dire "lo fanno anche gli altri". Il tutto è lineare e palese, sarebbe come se giocassimo contro avversari ai quali non fischiano mai il fuorigioco nelle loro partite di campionato. Se quando non lo fischiano a te, poi ti penalizzano (mentre per il resto delle società non accade) è folle sentirsi dire di non lamentarti perché TU eri effettivamente in fuorigioco quella volta Bisogna giocare ad armi pari e basta, per le plusvalenze vale indubbiamente lo stesso, come sul chi chiama i disegnatori arbitrali. Sul passare la mano a nuovi tifosi ingenui che fanno i clienti e vedono il tutto come consumatori senza capire e conoscere quale sia la storia della Juve, sarà un processo inevitabile ma bisogna rendersi conto di come funziona il mondo che fagocita, al suo interno, ogni suo settore. Lo sport, che lo stesso Agnelli chiama "industria dello spettacolo" non ne è certo esente. Per questo ha pienamente senso la superlega nel 2023, se no serie A e Liga spagnola implodono, come è valido per tutti gli altri campionati nazionali, eccetto 1. Sul come affrontare la situazione, per quanto mi riguarda io sono fiero di informarmi su tutto anche extra campo e stimo tanto chi fa lo stesso, ritenendolo davvero mio fratello di tifo. Quindi, come scrivi tu, lo so in cosa credo e non mi faccio toccare dalle frustrazioni di chi (come direbbe l'avvocato Agnelli) odia la Juve e manifesta un problema psicologico. Anzi devo dire che mi piace osservare tutte le reazioni, per rendermi conto come ci si identifica da tifosi nelle squadre di calcio e fino a che grado di profondità, coinvolgendo anche professionisti di settori insospettabili che si lasciano dominare dalle simpatie del gioco. Mi diverte, quando si vince come quando si perde, rendermi conto di quanto gli anti juventini vedano tutto come una battaglia feroce e abbiano un ego ferito. Specialmente, come ho già scritto altre volte in questo forum, per me la Juve è un allenamento ad amare, a restare (a modo mio) vicino a quanto mi ha dato emozioni e alimentato un forte sentimento che mi impone di capire bene quale è la sua storia, rendendola anche parte della mia che ne custodisco le vicende lungo il nostro cammino. Mi rendo conto che questo mi consente effettivamente di sapermi approcciare meglio al prossimo e di evitare di comportarmi come gli anti juventini che analizzo nella vita di tutti i giorni, ovvero guardando a tutto come un me contro te, suddividendosi in schieramenti, dominati da delle dicotomie che ti portano a non saper formare nulla di sano. Alla fine questo mondo bianconero - come tutti i microcosmi - è una semplificazione della realtà, scavarne affondo aiuta a poter poi ampliare il contesto e più che a capire chi sono, mi fa domandare chi voglio essere. Scusate l'analisi da psicologo da strapazzo ma trovavo piacevole, letto il topic, condividerlo con voi.
  7. Farei notare che un giocatore italiano di serie A che desidera andare a giocare per i campioni d'Italia in carica, finisca in una squadra in zona retrocessione di Premier La FIGC ha in mano un campionato nazionale ridotto ai minimi termini, con un mercato invernale dove al massimo si registra uno scambio di secondi portieri e prevede il ritorno in Italia di Troost Ekong ex Udinese che va a Salerno. Per non parlare di una nazionale che se dovesse qualificarsi ai prossimi mondiali, tornerebbe a giocare a distanza di 12 anni dall'ultima volta. E l'interesse nazionale dove è rivolto? Alle plusvalenze della Juve e ad aver pagato in ritardo gli stipendi durante il covid ai suoi calciatori, controllandone ogni operazione col sogno di trovarne qualche irregolarità per additarla poi a slealtà sportiva In ogni caso è tutto già morto e non potrà che putrefarsi, perché non dargli però un'accelerata?
  8. l'autore del blog è l'utente stesso che lo ha postato e ha lo stesso nick del titolo del blog stesso. Mi ha ricordato quando lo leggevo anche tanti anni fa per farsopoli, ne condivido praticamente ogni contenuto, scritto sicuramente con passione ma anche tanta conoscenza e inappellabile spiegazione dei fatti!
  9. Non lo so, intanto ti sbanno dal topic, dopodiché chiedo in staff se è stato qualcuno (o se ha sbagliato a cliccare perché il tasto per bannare dal topic per noi è accanto a replica e può capitare) così nel caso ti faccio rispondere da lui in privato.
  10. Però consenti all'imputato di difendersi in primo e secondo grado e discutiamo sul perché sia slealtà sportiva, andando a prendere un articolo di chiusura, quando ci sarebbe una norma (l'articolo 31) da seguire come largamente sempre fatto da una giurisprudenza che ha sempre previsto ammende e mai punti di penalità, ancor meno addirittura 15.
  11. Non l'ho sentito però lo recupero. Sicuro debba continuare quello precedente, in qualsiasi ambito. Se ha cambiato i capi di imputazione (e anche io penso di sì, finendo sul 4 di slealtà sportiva) è certo sia il vizio di forma più eclatante (l'ho scritto nell'ultima riga del post che hai quotato).
  12. È una delle tre incongruenze che aveva già fatto notare un altro avvocato, oltre ai tempi per il ricorso (scaduti) ma di cui la procura si doveva 'tranquilla' a riguardo In realtà mi sono informato con sicurezza su questo. In penale non è MAI possibile revisionare un processo terminato con l'assoluzione. Se vieni assolto per omicidio e poi dichiari di esser stato tu l'assassino, non ti possono più fare assolutamente nulla per quel reato! La revisione è possibile soltanto nel caso in cui emergano nuovi elementi per sentenze di colpevolezza già passate in giudicato. La richiesta di revisione si fa difronte al giudice di secondo grado, che valuta quanto di nuovo emerso e nel caso riapra il processo lo fa saltando effettivamente il primo grado di giudizio. Questo è del tutto a tutela dell'accusato che se assolto ormai è assolto e non può essere giudicato due volte. Se è stato condannato, può essere assolto direttamente in secondo grado. In diritto sportivo, invece, la revisione è disciplinata dall'art 63 che inizia così: "Tutte le decisioni adottate dagli organi di giustizia sportiva, inappellabili o divenute irrevocabili, possono essere impugnate per revocazione innanzi alla Corte federale di appello". Quel "tutte" credo proprio significhi sia in caso di assoluzione che di colpevolezza. Quindi in quest'ambito anche le assoluzioni possono essere revisionate. Il secondo comma prevede sia la Corte federale di appello a pronunciarsi pregiudizialmente sulla ammissibilità del ricorso per revocazione e il comma 4 che ai procedimenti di revocazione e di revisione si applicano le norme procedurali dei procedimenti innanzi alla Corte federale di appello. Quindi credo sia giusto non tornare al primo grado di giudizio. I procedimenti innanzi alla Corte federale di appello, che si ispirano al buon processo (quindi a quello ordinario) però non sono assolutamente quelli che si sono attuati con tutto svolto in segreto, con la difesa (peraltro collegata in remoto) che neanche sappiamo se si è espressa soltanto sul non revisionare il processo o anche sul merito dei fatti emersi, esposti dall'accusa in quel momento stesso, contemporaneamente alla richiesta di revisione. Che tempo ridotto avrebbe avuto per iniziare e finire un nuovo processo di secondo grado lo stesso pomeriggio in cui discutere la revisione? Per gli altri bisogna attendere le motivazioni perché se ha davvero cambiato i capi di imputazione ce n'è almeno già un altro enorme.
  13. Agnelli era ben dentro il sistema: da consigliere FIGC, presidente ECA ed era pure nel comitato esecutivo UEFA. Secondo me è stato troppo ambizioso e, convinto delle sue inappellabili ragioni (nel suo caso sostenute anche studi e dati) ha cercato di ribaltare quel sistema, uscendone col supporto di Barcellona e Real, che davvero sono state gli unici coraggiosi, oltre la Juventus, a cercare di cambiare il contesto calcio, per il benessere di tutte le grandi società europee (non inglesi). Questo è costato carissimo perché non c'è riuscito e la UEFA, come i campionati (ormai piccolissimi eccetto la Premier) sono riusciti a difendere i privilegi che hanno attualmente evitando di venirne estromessi, anche se si renderanno conto loro stessi di navigare verso la deriva. Se fosse stato più cauto, oggi ci troveremmo tranquilli e protetti sia in Europa che in Italia. Le manie di grandezza di Agnelli (che credo ci tenga a dimostrarsi bravissimo, ad andare oltre a essere un presidente che vince campionati dopo che ha già dominato per un decennio, volendo magari esser ricordato come un grande riformatore e futuro presidente della più grande industria dello spettacolo sportivo) ci hanno invece portati anche in ambito gestionale della squadra (gestita anch'essa con megalomania, da Ronaldo a De Ligt, con al capo dei settori responsabili molto giovani come Paratici e anch'essi in preda a deliri di onnipotenza) a disperdere tutto il "potere politico" e il vantaggio competitivo sulle squadrette milanesi e campane. Agnelli penserà che a restare dentro questo sistema non si sarebbe comunque contati nulla, che il covid gli ha messo in tutto i bastoni tra le ruote e che bisognava osare in quel momento, piuttosto che ritrovarsi a rimandare vedendo la Premier espandersi sempre più, attrarre tutto il talento sportivo mondiale, giocandosela nella mediocrità e gli inciuci italioti, senza poter competere in Champions dato che nei campionati domestici abbiamo le ali tarpate e le inglesi spiccano il volo. Il problema è che lui si dimette e si fa forte delle sue convinzioni, godrà nel vedere come Zaniolo andrà in Premier in una squadra in zona retrocessione piuttosto che ai campioni d'Italia in carica e tutto il resto che confermerà le sue ragioni, noi però rimaniamo tifosi e in questo sistema tra FIGC e UEFA oltre a restarci con le sue problematiche obsolete e inesorabile declino, ci restiamo anche massacrati e indifesi da organi che vogliono sfogare gli ultimi residui di potere che si ritrovano attraverso i loro organi allo stesso tempo requirenti e giudicanti. Da soli purtroppo non possiamo andare a giocare e loro organizzano le competizioni che disputiamo in assenza di superlega.
  14. La Liga ha paura di perdere Real e Barcellona, come la Serie A la Juventus e chi si voleva portare dietro. La Liga è anche contro il Real e il Barcellona in questa storia. Con la superlega avrebbero perso quel poco che contano. Il punto è che non capiscono che ormai i privilegi e il potere di cui dispongono è davvero misero, non si ritrovano più nulla tra le mani. Come ha detto Andrea nell'ultima conferenza, la Premier League attrarrà nel breve termine tutto il talento calcistico. E vedere come Zaniolo stia andando in un club inglese in zona retrocessione e non ai campioni d'Italia in carica (come sarebbe volontà del giocatore stesso), parla chiarissimo in merito. Piqué si è inventato una lega di calcio a 7 con Casillass, Aguero e degli streamer di Twich. Fanno il TRIPLO degli ascolti di TUTTA una giornata intera di Liga spagnola.
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