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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. GIOVANNI BUSSONE https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Bussone Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 23.10.1927 Luogo di morte: Torino Data di morte: 09.01.2014 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1947 al 1948 Esordio: 09.11.1947 - Amichevole - Pro Vercelli-Juventus 1-3 0 presenze - 0 reti Allenatore Giovanili Juventus dal 1960 al 1980 Giovanni Bussone (Torino, 23 ottobre 1927 – Torino, 9 gennaio 2014) è stato un allenatore di calcio e calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Giovanni Bussone Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1955 Carriera Giovanili 1940-1948 Juventus Squadre di club 1949-1957 Siracusa 179 (7) Carriera da allenatore 1960-1980 Juventus Giovanili Carriera Giocatore A partire dalla stagione 1949-1950 disputa quattro campionati di Serie B con il Siracusa, per un totale di 125 presenze e 5 reti. Con gli aretusei disputa anche i successivi due campionati di Serie C. Allenatore Terminata la carriera da giocatore divenne allenatore e tornato nella città natale, Torino, insegnò calcio per venti anni, a partire dal 1960, ai giovani calciatori della Juventus insieme ad altri indimenticati allenatori del settore giovanile come Grosso, Pedrale e Rabitti ed allenando futuri campioni come Roberto Bettega, Beppe Furino e Paolo Rossi. Durante la militanza nella Juventus conseguì il patentino da allenatore di prima categoria per allenare in Serie A. Dopo la parentesi bianconera, continuò la sua attività presso alcune società dilettantistiche torinesi, su tutte Pinerolo, Piobesi, Madonna di Campagna e Cit Turin LDE.
  2. GIULIANO BORGATO Nazione: Italia Luogo di nascita: Ferrara Data di nascita: 22.03.1964 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1981 al 1984 Esordio: 30.05.1982 - Amichevole - Toronto Blizzard-Juventus 1-0 Ultima partita: 07.08.1983 - Amichevole - Juventus-Juventus Primavera 5-0 0 presenze - 0 reti
  3. ROBERTO BRUNO Ex della settimana – si legge su “Hurrà Juventus” del gennaio 1989 nella presentazione della partita contro il Pescara – è Roberto Bruno: un giocatore forse non troppo conosciuto alla grande massa, usa a riservare attenzioni solamente agli assi più reclamizzati, ai giocatori da copertina. Forse pochi sanno che Bruno, torinese di nascita, militò anni addietro nelle file della Primavera juventina: era la stagione 1980-81, di quella formazione giovanile facevano parte anche Nanù Galderisi (che di lì a poco avrebbe trovato la sua consacrazione in prima squadra), Gabriele Pin, Giulio Drago e Rocco Pagano, suo attuale compagno nel Pescara. Chiuso nel suo ruolo di stopper da personaggi come Brio e Osti, Bruno venne spedito in provincia, più precisamente all’Atalanta, per «farsi le ossa». Un campionato di C1 e uno di B, prima di passare alla Cremonese (1983-84) che si apprestava a fare il grande salto in Serie A. Undici partite con una rete, per lui, in quel campionato tra i cadetti. Dopo Cremona, ecco Parma: nella spregiudicata formazione emiliana, Bruno trova finalmente un suo spazio fisso, disputando tre campionati ad alto livello, passando anche sotto la guida tecnica di Arrigo Sacchi. Lo scorso anno, l’Udinese che punta alla promozione lo chiama alla sua corte: il tentativo dei friulani non riesce, ma Roberto si afferma come uno dei difensori centrali più affidabili della categoria. Infine, l’ingaggio da parte del Pescara: nella zona di Galeone, Bruno rappresenta l’elemento di emergenza in caso di marcatura sull’uomo. E, a questo proposito, i più fedeli frequentatori del «Combi» ricorderanno quando il giovanissimo Roberto ingaggiava splendidi duelli (soprattutto aerei) con Bobby-gol Bettega durante le partitelle del giovedì: quel ragazzino avrebbe forse meritato maggior fortuna... http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/05/roberto-bruno.html
  4. ROBERTO BRUNO https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Bruno Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 09.08.1963 Luogo di morte: Bergamo Data di morte: 09.07.2003 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1980 al 1981 Esordio: 04.12.1980 - Amichevole - Pro Vercelli-Juventus 0-3 Ultima partita: 04.06.1981 - Amichevole - Orbassano-Juventus 1-5 0 presenze - 0 reti Roberto Bruno (Torino, 9 agosto 1963 – Bergamo, 9 luglio 2003) è stato un calciatore italiano, di ruolo difensore. Roberto Bruno Roberto Bruno con la maglia del Pescara (1988) Nazionalità Italia Calcio Ruolo Difensore Termine carriera 1995 Carriera Giovanili Juventus Squadre di club 1980-1981 Juventus 0 (0) 1981-1983 Atalanta 30 (0) 1983-1984 Cremonese 11 (1) 1984-1987 Parma 89 (0) 1987-1988 Udinese 34 (0) 1988-1990 Pescara 55 (3) 1990-1991 Monza 12 (0) 1992-1995 San Paolo d'Argon 69 (0) Carriera Dopo essere cresciuto tra le file della Juventus, senza tuttavia esordire con la prima squadra, passa all'Atalanta nell'estate del 1981, rimanendovi per due stagioni e debuttando in Serie B. Prosegue la carriera tra i cadetti con Cremonese, con cui conquista la promozione nel massimo campionato, Parma, Udinese e Pescara, con cui ottiene un'altra promozione in Serie A. Con gli abruzzesi debutta nella stagione 1988-1989. Conclude la carriera professionistica nel 1991 al Monza. In seguito giocherà per altre tre stagioni nei dilettanti del San Paolo d'Argon. Muore suicida il 9 luglio 2003 all'età di 39 anni. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano Serie C1: 1 - Atalanta: 1981-1982 (girone A) Coppa Italia Serie C: 1 - Monza: 1990-1991
  5. MARCO BRIGHI Nazione: Italia Luogo di nascita: Rimini Data di nascita: 05.02.1983 Ruolo: Centrocampista Altezza: 172 cm Peso: 66 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2002 al 2003 e dal 2004 al 2005 Esordio: 24.07.2002 - Amichevole - Selezione Val d'Aosta-Juventus 1-8 Ultima partita: 18.07.2004 - Amichevole - Pavia-Juventus 2-4 0 presenze - 0 reti Club career 07/2016 - 06/2018 SP La Fiorita Midfielder 07/2015 - 06/2016 Vis Pesaro Midfielder 09/2014 - 07/2015 Jesina Calcio Midfielder 07/2013 - 06/2014 AC Rimini Midfielder 07/2002 - 06/2004 Juventus Midfielder 07/2001 - 06/2002 Rimini Calcio Midfielder https://www.worldfootball.net/player_summary/marco-brighi/
  6. BREUCI Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1945 al 1946 Esordio: 13.12.1945 - Amichevole - Trento-Juventus 1-3 0 presenze - 0 reti
  7. RICCARDO BREDO Nazione: Italia Luogo di nascita: Vercelli Data di nascita: 22.01.1907 Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1928 al 1929 Esordio: 09.04.1929 - Amichevole - Biellese-Juventus 0-2 0 presenze - 0 reti
  8. GIUSEPPE BRACCO Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 07.01.1912 Luogo di morte: Torino Data di morte: 16.03.2004 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1931 al 1932 Esordio: 15.11.1931 - Amichevole - Intrese-Juventus 3-2 0 presenze - 0 reti
  9. SIMONE BRACCINI Nazione: Italia Luogo di nascita: Bagno di Romagna (Forlí-Cesena) Data di nascita: 02.02.1995 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 2012 al 2013 Esordio: 02.05.2013 - Amichevole - Juventus-Lugano 3-3 0 presenze - 0 reti
  10. GIORGIO BOZZALLA Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 04.01.1931 Luogo di morte: Torino Data di morte: 21.01.2017 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1951 al 1952 Esordio: 06.03.1952 - Amichevole - Juventus-Leumann 5-1 0 presenze - 0 reti
  11. UGO BOTTO Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: 01.01.1880 Luogo di morte: - Data di morte: 01.01.1915 Ruolo: Presidente Presidente della Juventus dal 1899 al 1900 4 partite - 2 vittorie - 2 sconfitte
  12. DONATO BOTTONE Nazione: Italia Luogo di nascita: Polla (Salerno) Data di nascita: 21.06.1988 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 2007 al 2008 Esordio: 22.08.2007 - Amichevole - Juventus-Biellese 4-0 0 presenze - 0 reti
  13. LUIGI BOSCA https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Bosca Nazione: Italia Luogo di nascita: Neive (Cuneo) Data di nascita: 04.08.1945 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1964 al 1965 Esordio: 24.02.1965 - Amichevole - Pro Vercelli-Juventus 1-2 Ultima partita: 30.04.1965 - Amichevole - Pinerolo-Juventus 0-4 0 presenze - 0 reti 1 Coppa Italia Luigi Bosca (Neive, 4 agosto 1945) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, attuale allenatore dei Pulcini della Golfodianese. Con le sue 273 presenze (264 delle quali in campionato) è il calciatore con il maggior numero di partite disputate con la maglia dell'Imperia. Luigi Bosca Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Golfodianese Carriera Giovanili 1963-1964 Juventus Squadre di club 1964-1965 Juventus 0 (0) 1965-1972 Imperia 225 (28) 1972-1974 Savona 69 (1) 1974-1975 Juniorcasale 35 (2) 1975-1976 Savona 31 (2) 1976-1977 Imperia 17 (1) 1978-1979 Imperia 22 (0) 1979-1981 Dianese ? (?) 1981-1983 Albenga 13+ (?) Carriera da allenatore 198?-199? Imperia Giovanili 2011- Golfodianese Pulcini Caratteristiche tecniche Arrivato all'Imperia dalla Juventus come mezzapunta, Luigi Bosca era capace di fornire tanti assist per gli attaccanti suoi compagni di squadra. Con il trascorrere della carriera si è trasformato in centrocampista puro. Carriera Giocatore Ad inizio carriera con la Juventus ha vinto una Coppa Italia, senza mai esordire in campionato. Dopo una sola stagione viene ceduto all'Imperia, in Serie D; rimane con la squadra nerazzurra per sette stagioni consecutive, conquistando anche una promozione in Serie C nella stagione 1969-1970. Nell'estate del 1972, in seguito a una nuova retrocessione in Serie D dell'Imperia viene ceduto al Savona, con cui disputa due campionati consecutivi in Serie C, il secondo dei quali chiuso con il terzultimo posto in classifica e la retrocessione in Serie D. Passa quindi al Casale, con cui disputa un campionato in Serie C, per poi tornare per una stagione al Savona. Nel 1976 torna all'Imperia, con cui gioca un campionato in Serie D; dopo una stagione in cui è rimasto inattivo, nella stagione 1978-1979 ha giocato l'ultimo campionato professionistico della sua carriera, in Serie C2 con l'Imperia. Gioca in seguito due stagioni con la Dianese in Promozione Ligure e due stagioni in Serie D con l'Albenga. Allenatore Terminata la carriera da calciatore, ha allenato per molti anni nel settore giovanile dell'Imperia; in seguito ha iniziato ad allenare i Pulcini della Golfodianese Osservatore È stato osservatore per il settore giovanile della Juventus e ricopre tuttora il medesimo ruolo presso il Genoa Cricket and Football Club. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia: 1 - Juventus: 1964-1965 Serie D: 1 - Imperia: 1969-1970
  14. RUNE BÖRJESSON https://it.wikipedia.org/wiki/Rune_Börjesson Nazione: Svezia Luogo di nascita: Göteborg Data di nascita: 05.04.1937 Luogo di morte: Stoccolma Data di morte: 08.02.1996 Ruolo: Centrocampista Altezza: 170 cm Peso: 71 kg Nazionale Svedese Soprannome: - Alla Juventus dal 1961 al 1962 Esordio: 29.11.1961 - Amichevole - Casale-Juventus 0-1 0 presenze - 0 reti Rune Börjesson (Göteborg, 5 aprile 1937 – Stoccolma, 8 febbraio 1996) è stato un calciatore svedese, di ruolo centrocampista. Rune Börjesson Harry Bild e Rune Börjesson Nazionalità Svezia Altezza 170 cm Peso 71 kg Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1971 Carriera Squadre di club 1955-1961 Örgryte 64 (50) 1961 Juventus 0 (0) 1961-1963 → Palermo 38 (10) 1963-1968 Örgryte 60 (33) 1970-1971 Hovås-Billdal ? (?) Nazionale 1958-1961 Svezia 20 (17) Carriera Capocannoniere del Campionato di calcio svedese nel 1959 e nel 1960, viene acquistato dalla Juventus che lo preleva dall'Örgryte IS per la stagione 1961-1962. A Torino resta solo fino al mese di novembre, senza giocare nemmeno una partita, quando viene ceduto in prestito al Palermo con cui finisce la stagione con 15 presenze e 3 reti, rientrando nella trattativa che portò Roberto Anzolin a Torino. Gioca nel capoluogo siciliano anche nella stagione successiva, nella quale colleziona 27 presenze condite da 7 gol, tra cui uno proprio alla sua ex squadra il 9 dicembre 1962. Nel 1964 ritorna all'Örgryte. Palmarès Individuali Capocannoniere dell'Allsvenskan: 2 - 1959 (21 gol), 1960 (24 gol)
  15. BENIAMINO BORCHIELLINI Nazione: Italia Luogo di nascita: Umbertide (Perugia) Data di nascita: 26.06.1954 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1971 al 1973 Esordio: 08.09.1971 - Amichevole - Padova-Juventus 0-3 Ultima partita: 20.08.1972 - Amichevole - Ancona-Juventus 1-4 0 presenze - 0 reti
  16. ANDREA BONETTI Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 08.08.2003 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: Alla Juventus dal 2021 al 2022 Esordio: 09.10.2021 - Amichevole - Juventus-Alessandria 2-1 0 presenze - 0 reti
  17. Se la FIGC aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato, vuol dire che nella famosa "carta segreta" c'era qualcosa che volevano nascondere. Se ora non c'é piú niente di compromettente per loro, secondo me, puó voler dire che hanno voluto prendere tempo. Nel frattempo Chiné ha modificato la carta con la complicitá dei suoi compagni di merenda omertosi che conoscevano il contenuto originale. D'altronde il signorino in questione pare abbia falsificato anche il suo curriculum per poter ambire a far carriera. Questa gente é in grado di fare di tutto per conservare il potere che hanno. Combatterli é un dovere.
  18. GIANLUCA CAMPAGNOLA Nazione: Italia Luogo di nascita: Giavera del Montello (Treviso) Data di nascita: 08.09.1969 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1986 al 1988 Esordio: 09.06.1987 - Amichevole - Ospitaletto-Juventus 3-3 Ultima partita: 14.06.1988 - Amichevole - Albese-Juventus 0-9 0 presenze - 0 reti
  19. LUCIANO CAMOLETTO Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: - Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1951 al 1953 Esordio: 13.03.1952 - Amichevole - Juventus-Cenisia 11-1 Ultima partita: 26.04.1953 - Amichevole - Alessandria-Juventus 1-4 0 presenze - 0 reti
  20. FABRIZIO CAMANI Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 28.03.1972 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1991 al 1992 e dal 1993 al 1994 Esordio: 24.10.1991 - Amichevole - Alessandria-Juventus 0-2 Ultima partita: 11.06.1994 - Amichevole - Venezia-Juventus 0-2 0 presenze - 0 reti
  21. SALVADOR CALVANESE SALVATORE LO PRESTI, DAL SUO LIBRO “TANGO BIANCONERO” Salvador Calvanese è stato solo una meteora nella galassia juventina. Arrivato in prestito dal Catania, dove aveva disputato due ottime stagioni (segnando 13 gol in 57 partite), in modo da poterne valutare le qualità in vista di un possibile ingaggio. L’obbiettivo era quello di sostituire l’indisponibile Charles. Calvanese venne utilizzato in quattro delle sei partite giocate nell’ambito della fase eliminatoria della Mitropa Cup, cui la Juventus si era iscritta per far fare un po’ di esperienza internazionale ai suoi giovani giocatori. Con la Juve c’erano anche Atalanta, Fiorentina e Bologna. La Juventus venne inserita in un girone con Dinamo Zagabria, i cecoslovacchi dello Spartak Hradec Králové e gli ungheresi del Ferencváros. Vincendo una volta con ciascuna delle tre avversarie e pareggiando la seconda partita con gli ungheresi la Juventus si piazzò al terzo posto e venne eliminata. La qualificazione fu appannaggio dei croati (allora più genericamente jugoslavi). Calvanese si fece apprezzare per dinamismo e volontà ma in un paio di occasioni, anche per via di terreni poco adatti alle sue qualità tecniche, non riuscì a fornire una prova adeguata del proprio valore. Sicché il prestito non ebbe seguito e venne restituito al Catania. Nato Buenos Aires il 17 agosto 1934, Calvanese era cresciuto nel Ferrocarril Oeste con la cui maglia disputò quattro campionati (59 partite e 17 gol) prima di passare al C.A. Atlanta (41 partite e 18 gol in due campionati e con cui vinse la Copa Suecia di cui fu capocannoniere con 6 gol). Dall’Atlanta lo acquistò il Genoa: i proventi della sua cessione contribuirono a finanziare la costruzione del nuovo stadio Leon Kolbowski. All’ombra della Lanterna, tuttavia, Calvanese stentò a farsi largo (per tesserarlo era stato necessario cedere Leopardi, un idolo dei tifosi), e passò quindi nel 1960 al Catania. In maglia rossoazzurra in due stagioni disputò 57 partite andando a segno 13 volte. La sua seconda stagione catanese gli valse le attenzioni della Juve che, tuttavia, si risolsero nell’infruttuoso prestito per la disputa della Mitropa Cup in maglia bianconera. Tornato al Catania, dopo un inizio in sordina a novembre fu ingaggiato dall’Atalanta. Anche a Bergamo si mise in evidenza come centravanti di manovra che segnava pochi gol ma si dimostrò un preziosissimo trampolino di lancio per Dino Da Costa e Angelo Domenghini. E contribuì alla conquista della Coppa Italia del 1963. Tornato nel 1964 al Catania, visse il triennio migliore della sua carriera italiana (63 partite e 9 gol in rossoazzurro), prima di appendere le scarpe al chiodo e iniziare la carriera di allenatore nelle giovanili del Catania. Il suo idillio con il presidente Massimino si ruppe quando questi gli chiese di allenare la prima squadra pur non avendo il patentino. Lo fece dietro le quinte per un mesetto ma poi cambiò aria, allenò per un breve periodo il Siracusa prima di rientrare in patria. Totò (così lo battezzarono a Catania) Calvanese acquisì un momento di grande notorietà quando il 4 giugno 1961, al 70’ di un’infuocata Catania-Inter (2-0), segnò, dopo aver resistito a una carica di Facchetti, il secondo gol del Catania consegnando praticamente, e contro ogni pronostico, lo scudetto alla Juventus. Fu l’occasione in cui Sandro Ciotti gridò al microfono quel “Clamoroso al Cibali” diventato negli anni un’icona del linguaggio giornalistico-sportivo. Sulla paternità di Ciotti circolano parecchi dubbi: qualche altro collega ne rivendica la primogenitura. Nessuno è mai riuscito a fornire la prova: le registrazioni non esistono più. E non è neanche fondamentale a questo punto. Sandro Ciotti certamente ha dato a quella coloritissima immagine la grande notorietà. L’italo-argentino Calvanese non sarà il solo giocatore che passerà per la Juventus giocando in coppa senza mai essere utilizzato in campionato. Capiterà allo svedese Roger Magnusson che nel 1967/68 giocò in bianconero 6 partite di Coppa dei Campioni (segnando 2 gol) senza mai esordire in Serie A. Non per suo demerito ma per la chiusura agli stranieri che la Federcalcio aveva decretato da un paio d’anni mentre l’UEFA non era altrettanto intransigente. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/08/salvador-calvanese.html
  22. SALVADOR CALVANESE https://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Calvanese Nazione: Argentina Luogo di nascita: Buenos Aires Data di nascita: 17.08.1934 Luogo di morte: Buenos Aires Data di morte: 05.11.2019 Ruolo: Attaccante Altezza: 172 cm Peso: 71 kg Soprannome: Todo - Toto Alla Juventus dal 1961 al 1962 Esordio: 12.05.1962 - Mitropa Cup - Juventus-Dinamo Zagabria 4-1 Ultima partita: 03.06.1962 - Mitropa Cup - Spartak Hradec-Juventus 2-0 4 presenze - 0 reti Salvatore Calvanese, conosciuto comunemente come "Todo" e chiamato in Argentina Salvador "Toto" (Buenos Aires, 17 agosto 1934 – Buenos Aires, 5 novembre 2019), è stato un calciatore e allenatore di calcio argentino, di ruolo attaccante. Alto 172 cm per 71 kg di peso forma, ha disputato sette stagioni in patria, in Primera División, segnando un totale di 35 reti, e ha vinto l'unica edizione della Copa Suecia. In Italia ha giocato per sette stagioni in Serie A, con Genoa, Catania e Atalanta, vincendo una Coppa Italia. È il quarto miglior marcatore del Catania in Serie A con 24 reti, al pari di Gionatha Spinesi. Fu definito un «artista della pelota» e Luigi Prestinenza, giornalista catanese autore di un libro sulla storia della squadra della sua città, lo ha definito «l'uomo di maggior classe schierato dal Catania di tutti i tempi» in attacco. Con la società siciliana ha iniziato anche ad allenare, prima la Primavera e poi la prima squadra; tuttavia in Italia non si è affermato in questo ruolo e, infatti, la sua esperienza più importante e duratura è stata con il settore giovanile del Vélez Sarsfield. Con la società di Liniers è riuscito ad avviare al professionismo molti calciatori, alcuni dei quali giunti anche nei campionati europei. Todo Calvanese Calvanese con la maglia del Catania nel 1965-1966. Nazionalità Argentina Altezza 172 cm Peso 71 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex attaccante) Termine carriera 1967 - giocatore Carriera Giovanili Ferro Carril Oeste Squadre di club 1953-1957 Ferro Carril Oeste 59 (17) 1958-1959 Atlanta 41 (18) 1959-1960 Genoa 15 (0) 1960-1962 Catania 57 (13) 1962 → Juventus 0 (0) 1962 Catania 3 (3) 1962-1964 Atalanta 37 (8) 1964-1967 Catania 63 (9) Carriera da allenatore 1968-1971 Catania Vice/giov. 1972-1974 Siracusa 1982-2019 Vélez Sarsfield Giovanili 2000 Vélez Sarsfield Biografia Calvanese con la maglia dell'Atalanta «Era un grande amico, mi è dispiaciuto tantissimo che sia partito per l’Argentina: lui doveva rimanere qua. Poteva realizzarsi meglio come calciatore, qui era a casa sua: ognuno nella sua vita fa sempre un errore indelebile, il suo è stato quello di lasciare Catania» (Giorgio Michelotti) Nacque e crebbe a Buenos Aires da genitori italiani emigrati. Il padre, Giovanni, arrivò povero in Sud America ma lavorò nelle condutture d'acqua, fece fortuna ed ebbe in totale cinque figli. Salvador a 23 anni si sposò e rimase in Argentina fino a 25, quando si trasferì oltre oceano chiamato dal Genoa, in quanto oriundo. Si stabilì in Italia per circa quindici anni e visse prevalentemente a Catania, città a cui rimase fortemente legato a livello affettivo e dove aprì un negozio di articoli sportivi. In Sicilia rimase anche dopo il ritiro, malgrado inizialmente intendesse tornare in Argentina. Ebbe tre figli dalla moglie Silvia: Giorgio, nato a Catania; Adriana, che giocò a calcio come ala destra nel CCF Catania, squadra di Interregionale, disputando qualche partita; e Daniele. Fu grande amico di Adelmo Prenna, che lo aiutò a trovar casa in Sicilia e a cui rimase legato per tutta la vita. Aveva una personalità focosa e irruente, pur rimanendo umile. Dopo il periodo a Siracusa, rimase tanto deluso dalle sue vicissitudini calcistiche che decise di tornare in patria, dove effettivamente si trasferì alla fine dell'estate 1974. Si stabilì quindi a Buenos Aires, dove inizialmente non riprese con il calcio, decidendo di lavorare con i fratelli nell'allevamento dei vitelli. Successivamente al suo ingresso nel Vélez, continuò a lavorare al di fuori dello sport come direttore in un cantiere in un quartiere popolare della capitale argentina. Visitò nuovamente Catania nell'aprile 1991, per partecipare a una gara tra vecchie glorie nell'ambito di una raccolta fondi per un'associazione di ricerca contro il cancro; segnò anche una rete. Caratteristiche tecniche Giocatore Era un centravanti (adattabile anche all'ala sinistra o come mezzala) guizzante, di manovra, ma non molto prolifico e senza scatto in velocità. Espresse al meglio le sue qualità nell'esperienza al Catania, dove lasciò un segno importante nella storia del club: è il quarto miglior marcatore in Serie A con 24 reti, al pari di Spinesi. La stampa locale lo apprezzava particolarmente e in particolare Carmelo Gennaro e Luigi Prestinenza, autori del volume storico "Dal fondo al traversone", lo definirono rispettivamente un «artista della pelota» e «l'uomo di maggior classe schierato dal Catania di tutti i tempi» in attacco. Gli si riconoscevano abilità tecniche e bravura nei passaggi e nell'organizzazione del gioco, così come potenza nello sfondamento della difesa avversaria. Non si trovava bene sui terreni pesanti e aveva bisogno di un compagno di reparto con cui dialogare. Era conosciuto anche per la sua intelligenza in campo. Era alto 172 centimetri per 71 chilogrammi di peso forma. Allenatore La sua prima esperienza fu con le giovanili del Catania: il gioco della formazione Primavera era pratico, con inventiva e spunti tecnici, basato sui passaggi di prima e smarcamenti improvvisi. Al momento di prendere in carico i titolari della società siciliana, Calvanese dichiarò di prediligere il gioco veloce, indicando questa qualità come componente essenziale del bel gioco d'attacco. Si ispirava ad Adolfo Mogilevsky, suo allenatore ai tempi del Ferro Carril, che vedeva come un uomo a tutto tondo; pertanto, disse che un allenatore doveva essere come «lo stregone». A Siracusa, potendo contare solo su una punta di ruolo, improntò una squadra basata sul movimento incessante e la manovra fluida. Sulle sue qualità come allenatore, Roberto Sanagua ha dichiarato che «non ci fu un altro uguale a Toto Calvanese. Mi insegnò cose che avrei utilizzato io come allenatore fino ad oggi, si continuano a usare concetti che mi ha trasmesso. Ciò significa che era un precursore nell'insegnamento del calcio». Salvador Calvanese con la maglia del Genoa Carriera Giocatore In Argentina Si formò calcisticamente nel Ferro Carril Oeste, club che militava nella massima divisione argentina. Lasciò il club verdebianco nel 1957 per approdare all'Atlanta. Con Los Bohemios rimase un biennio e fece parte della squadra che nel 1960 avrebbe vinto la Copa Suecia, rendendosi protagonista di cinque reti nelle dieci gare disputate tra il 1958 e il 1959; notevole fu la tripletta segnata all'Independiente il 27 aprile 1958. Calvanese timbrò due reti nelle due partite più importanti del campionato 1958, nei 3-0 contro il San Lorenzo e River Plate. Con il club di Buenos Aires si concluse l'esperienza argentina di Calvanese da calciatore, poiché nel 1959 fu acquistato dal Genoa. Al Genoa e al Catania Giunto in Italia, per il suo acquisto fu ceduto Roberto Leopardi. Esordì in Serie A nel 1959-60 con i grifoni il 20 settembre 1959 nella sconfitta per 1-0 contro la Roma e fu impiegato prevalentemente come mezzala (o anche nel suo ruolo naturale, centravanti); tuttavia non trovò mai l'intesa con Julio Abbadie e non rese quanto ci si aspettava da lui, chiudendo la stagione senza reti in campionato. Si sparsero anche voci di referti medici contro di lui per non farlo giocare in quanto il suo cartellino era di proprietà del presidente Fausto Gadolla, destinato ad essere sostituito. In ogni caso, fu un innesto fallimentare e le sue uniche reti valsero il terzo posto nella Coppa Italia 1958-1959. Addirittura si racconta di uno striscione a lui rivolto, comparso in una curva dello stadio Marassi: «Gaúcho, torna nelle Pampas!». L'avventura in rossoblu terminò nell'estate 1960 con il passaggio al Catania; si disse che fu così svalutato da essere ceduto «per un piatto di lenticchie», cioè circa 15 milioni di lire. Il trasferimento maturò grazie all'incontro tra Giulio Cappelli (inviato dal dirigente etneo Michele Giuffrida) e Antonio Busini (ds dei genoani). Arrivò in prova fino a dicembre, presentato dal commissario unico Ignazio Marcoccio come un ripiego, e non convinse nemmeno nel precampionato. Riuscì a far cambiare idea a dirigenza e tifoseria con un alto rendimento in campionato, in cui segnò nove reti. La prima fu un tiro al volo dopo un cross segnato contro il Vicenza e fu il gol che Calvanese stesso ricordò come il suo più bello. Fu suo il gol dello 0-1 in casa dell'Udinese che valse la seconda delle tre vittorie fuori casa nel girone d'andata, al termine del quale la formazione rossazzurra era a ridosso delle prime in classifica, prima di un fisiologico calo nella fase calante del torneo. Il gol di Calvanese nella partita Catania - Inter del 4 giugno 1961 Un'altra di queste marcature fu realizzata contro l'Inter. Calvanese fu infatti tra i protagonisti di un incontro rimasto nell'immaginario calcistico italiano, nel quale segnò il primo gol in Catania-Inter 2-0 del 4 giugno 1961, quando si ritiene che il radiocronista Sandro Ciotti abbia gridato in radio il celeberrimo «Clamoroso al Cibali!». Per festeggiare, andò a palleggiare davanti alla panchina interista dopo il primo gol e si racconta inoltre di un suo torello insieme a Biagini e Ferretti a discapito di Facchetti. Lo richiese dunque la Fiorentina, ma la dirigenza etnea lo trattenne e lui stesso si prodigò (invano) per cercare un partner d'attacco in patria. Giocò la prima partita di campionato, dopo aver avuto problemi di salute, proprio contro i viola alla settima giornata: segnò il terzo gol dopo che negli spogliatoi Prenna gli ebbe dato due schiaffi. In primavera, si trasferì per un prestito provvisorio alla Juventus per disputare la Mitropa Cup. La sua annata al Catania fu meno brillante della prima, tant'è che finì con alcuni compagni in mezzo a una querelle estiva sull'entità dei rinnovi contrattuali. Il passaggio all'Atalanta La stagione 1962-1963 iniziò comunque nel migliore dei modi e Calvanese dopo due giornate era capocannoniere con tre reti; dichiarò anche di essere disposto a rinunciare a un mese di stipendio se avesse segnato all'Inter. Non ci riuscì, e in seguito, a novembre del 1962, fu acquistato dall'Atalanta per 70 milioni di lire (anche se lo stesso Calvanese, anni dopo, affermò che furono pagati 115 milioni). Fu un trasferimento voluto dalla società, che aveva bisogno di far cassa, e che il giocatore accettò a malincuore. Con la formazione bergamasca disputò 37 partite nella massima serie nelle quali, grazie al suo fare da sponda ai compagni, permise l'affermazione di Dino da Costa e l'esplosione del giovane Angelo Domenghini. In neroazzurro vinse la Coppa Italia 1962-1963, primo trofeo della società, e giocò anche in Coppa delle Alpi: segnò una doppietta contro il Bienne e un gol contro il Servette, per poi scendere in campo per la finale persa contro la Juventus. Quando arrivò il momento di tornare allo stadio Cibali da ex, tuttavia, chiese al suo allenatore di non essere schierato perché psicologicamente sarebbe stato difficile giocare contro gli ex compagni di squadra e la sua ex tifoseria. Tra gennaio e febbraio 1963, attraversò un pessimo stato di forma che lo spinse addirittura a dichiarare alla stampa di volersi ritirare. L'anno successivo con i bergamaschi disputò la Coppa delle Coppe 1963-1964; nell'incontro di ritorno del primo turno contro lo Sporting Lisbona finì in porta per sostituire l'infortunato portiere neroazzurro Pier Luigi Pizzaballa, poiché all'epoca non erano previste sostituzioni. L'incontro si concluse con la sconfitta della Dea per 3-1. In totale, disputò tre partite segnando una rete in Coppa. Complessivamente, l'esperienza non fu all'altezza delle aspettative e dei soldi spesi per l'Atalanta; Calvanese inoltre non si integrò mai completamente nell'ambiente bergamasco, a suo dire troppo formale e distante da quello di Catania e pertanto spinse per poter ritornare in Sicilia quanto prima. Gli ultimi anni a Catania «Dedico la vittoria a Di Bella, l’unica persona che mi ha dato fiducia.» (Salvador Calvanese il 7 marzo 1965, dopo Catania-Roma 4-0) Dopo il tentativo di riportarlo al Catania per la Coppa dell'Amicizia 1963, nel 1964 Calvanese tornò in Sicilia. Giocò spesso adattato all'ala dal suo allenatore, Carmelo Di Bella, e fu protagonista nelle vittorie per 4-0 contro Roma e Bologna. Il Catania lo difese presentando un reclamo quando fu squalificato per due giornate dopo la partita d'andata contro la Roma, in cui fu autore di un fallo di reazione. A quest'ottima stagione, ne seguì una molto meno esaltante; le premesse erano buone, lo stesso Calvanese pronosticava una squadra da decimo posto finale. Ma nel 1965-1966 Calvanese segnò solo una rete, nella vittoria per 2-1 contro il Cagliari e la squadra retrocesse in Serie B. Rientrò in squadra dopo la quinta giornata del campionato 1966-1967 solo perché glielo chiese l'allenatore Dino Ballacci, per aiutarla a riprendere quota in classifica. Rimase tuttavia ai margini della formazione titolare e decise comunque di rimanere, malgrado un'offerta ricevuta dal campionato statunitense. A fine anno chiuse la sua carriera da giocatore. Continuò poi a partecipare a manifestazioni benefiche, come scendendo in campo per la Coppa Ogninese del 1971 e per le partite delle "Vecchie Glorie" nel 1972 e nel 1991. Todo Calvanese nel periodo in cui si occupò della prima squadra del Catania Allenatore Dopo il ritiro diventò allenatore: dal 1968-1969 guidò la Primavera del Catania, con Renato Zaccarelli e Guido Biondi in squadra; fu anche vice in Serie A. Nel 1971-1972 fu scelto come tecnico per la prima squadra; tuttavia, Calvanese possedeva solo il patentino di allenatore di seconda categoria, non sufficiente per la Serie B, e dovette seguire le prime partite del campionato dal sottopassaggio per gli spogliatoi e non dalla panchina. Questa situazione creò una forte tensione con il presidente Angelo Massimino, che il 15 ottobre 1971, alle due di notte, ingaggiò con una decisione singolare Carmelo Di Bella al suo posto. Calvanese concluse così con sole quattro partite dirette in panchina (in Coppa Italia, una vittoria, un pareggio e due sconfitte) e tre partite di campionato in cui al suo posto andò con la squadra Luigi Valsecchi, ufficialmente primo allenatore (una vittoria, un pareggio e una sconfitta). A posteriori, il suo allontanamento fu visto come un tradimento nei suoi confronti. «È chiaro che se avessi saputo di non andare in panchina, non mi sarei neanche sognato di guidare il Catania, una squadra cui voglio sinceramente bene. Tutti i giocatori hanno bisogno del loro allenatore, lo so benissimo. Aggiungo onestamente che un vero tecnico deve seguire i suoi atleti per tutta la settimana, deve andare in panchina perché può esserci bisogno di correggere, aiutare, incitare, sostenere. Credete che non mi renda conto dei problemi del Catania?» (Salvador Calvanese) Dopo essere stato in trattative con il Paternò e la Leonzio, l'anno successivo andò al Siracusa; subentrò alla quarta giornata a Humberto Rosa, il 4 ottobre, risolvendo una difficile crisi tecnica. Esordì dopo tre sconfitte iniziali di fila con Rosa in panchina, e guidò i biancazzurri ad un nono posto nel campionato di Serie C, chiudendo con 15 vittorie. La stagione fu però un continuo sali-scendi, segnata da sei sconfitte di fila nella parte centrale del torneo che fecero sprofondare la squadra in zona retrocessione. Complessivamente, però, l'esperienza fu giudicata positiva dalla dirigenza, che decise di dare continuità al lavoro intrapreso dall'allenatore argentino confermandolo. Nel ritiro precampionato, la squadra impressionò positivamente per il suo gioco, anche se Calvanese la presentò alla stampa con prudenza. Iniziò poi il campionato con nove risultati utili di fila (due vittorie e sette pareggi); la squadra era compatta e su di morale. Infine però la situazione precipitò, dopo due sconfitte di fila la crisi si consumò dopo l'11ª giornata. Il tecnico presentò le sue dimissioni irrevocabili, dopo aver rischiato di venire alle mani con un giocatore e aver capito che la squadra gli era sfuggita di mano. Fu poi sostituito da Gennaro Rambone. Lo stesso Calvanese definì "amare" le due esperienze di allenamento. Furono condizionate dal suo parlar chiaro, dall'ipocrisia altrui e anche dalla politica sportiva. (ES) «Il "Toto" Calvanese è stato molto importante, una persona che vede bene il calcio, che ha sempre la parola giusta, che sa catturare i giocatori ed è stato molto bravo in quel momento della mia carriera.» (IT) «El "Toto" Calvanese fue alguien muy importante, una persona que ve muy bien el fútbol, siempre tiene la palabra justa, sabe captar jugadores y fue muy bueno en ese momento de mi carrera.» (Héctor Almandoz) Successivamente al suo rientro in patria, allenò dal 1982 alla morte le giovanili del Vélez Sarsfield, svezzando giocatori poi divenuti famosi come Lucas Castromán. Già nel 1993, nove dei suoi giovani erano passati in prima squadra. Lui stesso allenò la formazione maggiore come traghettatore, per una partita nella stagione 2000-2001. Palmarès La formazione dell'Atalanta che vinse la Coppa Italia 1963. Il terzo accosciato da sinistra è Calvanese Giocatore Club Competizioni nazionali Copa Suecia: 1 - Atlanta: 1958-1960 Coppa Italia: 1 - Atalanta: 1962-1963
  23. UGO CALOSSO Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 02.01.1957 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1975 al 1976 Esordio: 24.09.1975 - Amichevole - Maceratese-Juventus 3-7 Ultima partita: 20.05.1976 - Amichevole - Morbio-Juventus 0-1 0 presenze - 0 reti
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