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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. Lutto nel mondo Juve, é morto Ernesto Castano FONTE All'età di 83 anni é morto Ernesto Castano, giocatore della Juventus e della Nazionale italiana negli anni 60. Giocò nella Vecchia Signora insieme a Charles, Sivori e Boniperti e vinse gli scudetti dal 1959 al 1961; in seguito vestì anche la fascia da capitano della Juventus. Il ricordo della Juventus:La Juventus piange la scomparsa di Ernesto Castano.Con 340 presenze, disseminate dal 1958 al 1970, e 3 gol tutti segnati al Comunale, è stato uno dei veterani della Juventus, vincendo 3 scudetti e altrettante Coppe Italia, oltre ad avere partecipato con la Nazionale al trionfo nell'Europeo del 1968. Ernesto Castano, nato il 2 maggio del 1939 a Cinisello Balsamo, ha fatto il suo esordio in bianconero giovanissimo, raccomandato dal compagno di squadra Rino Ferrario che andò dall'allenatore dicendogli: «Questo ragazzo di 19 anni è più forte di me. Bene, mister, ma quand'è che lo fa giocare al posto mio?». Inizia così una bella avventura.IL CAPITANO«In Brianza mi chiamavano tutti “Parola” o “Boniperti” a seconda di dove giocavo. Figuratevi la mia soddisfazione quando sono arrivato alla Juventus: uno era il mio allenatore e l'altro il mio capitano»: le premesse di Castano si mantengono nel corso del tempo. Difensore coraggioso, fisicamente prestante, dotato di un passo corto e rapido, gioca come terzino o libero dimostrando sempre grande sicurezza, fino a diventare anche il capitano della squadra: «Gioco con vigore, ma in maniera corretta. Forse è il mio atteggiamento, il mio volto spesso imbronciato che mi fa passare un duro»GLI INFORTUNINel 1969, Alberto Refrigeri su Hurrà Juventus sintetizza così la storia degli infortuni di Castano, un filo che ha legato tutto il suo percorso, obbligandolo più volte a ripartire: «Se al professor Nobel fosse venuto in mente di istituire un premio anche per la sfortuna, crediamo che Tino Castano sarebbe fra i più autorevoli candidati: infatti, nella sua carriera calcistica, vale a dire in una decina di anni, ha subito ben tre dolorose asportazioni di altrettanti menischi, e tutti sanno che togliere il menisco a un giocatore è come levargli il pane. Per cui il libero bianconero e della Nazionale è costretto a giocare con un solo, autentico menisco d’oro. Nonostante tutte queste passate avversità, Tino non si è mai dato per vinto, ha lottato a denti stretti per superare la cattiva sorte e, ancor oggi, a trent’anni compiuti, è un grosso giocatore, esempio per tutti i compagni» ERNESTO DETTO TINO«Tanto è focoso e battagliero sul campo, tanto è pacifico e tranquillo nell'intimità familiare». Nel luglio del 1963 Hurrà Juventus descrive così il Castano privato. Lo si vede giocare a dama con il fratello Giuseppe – che ha militato nelle giovanili bianconere – sotto lo sguardo vigile della madre. E nell'articolo si scopre che il diminutivo con il quale tutti lo chiamano è nato proprio in casa: «Mia madre è stata la prima a chiamarmi Tino...»L'ANNO D'OROSe nei primi 2 scudetti – nel 1958 e nel 1960 – Castano è un giovane che sgomita per farsi largo, quello del 1967 è senza ombra di dubbio il più suo per la quantità di partite giocate da protagonista. Nel dicembre del 1966, quando la Juve insegue l'Inter, al mensile bianconero il difensore esprime la sua convinzione: «Credo al calcio che il signor Herrera fa applicare alla Juventus». L'atletismo sostenuto, del quale il tecnico paraguaiano è un sostenitore, lo conquista pienamente. E prima dell'ultima giornata, quando il sorpasso sui nerazzurri sembra improbabile, dice ai compagni che avrebbero vinto lo scudetto, ricevendo prese in giro. Invece, ha ragione lui e arriva in extremis uno dei titoli più belli della Signora.IL MISTER DEI GIOVANIC'è ancora un'appendice nel percorso professionale di Castano. Ed è la sua esperienza da allenatore nelle Giovanili negli anni '70. Prima ancora di finire col calcio giocato, non nasconde di essere attratto dall'idea, anche se consapevole «che in Italia è una professione molto difficile; penso comunque di avere tanta pazienza per insegnare». Quando poi assume l'incarico, Tino espone il suo programma: «I ragazzi, pur lavorando sodo, devono potersi divertire mentre si allenano, e dunque bisogna scegliere con cura i vari esercizi, alternandoli per non farli venire a noia». In seguito, non smetterà mai di seguire la Juve da tifoso, con l'affetto per i colori bianconeri che ne ha caratterizzato l'intera vita.Grazie di tutto, Ernesto.
  2. Addio Ernesto Castano, capitano dello scudetto operaio L’ex giocatore della Juventus e della Nazionale, prototipo del difensore moderno, si è spento a 83 anni FONTE TORINO - È morto Ernesto Castano, giocatore della Juventus e della Nazionale degli Anni 60. Aveva 83 anni, aveva iniziato nella Juventus di Charles, Sivori e Boniperti (conquistato gli scudetti del 1959 e del 1961 da gregario di peso), diventando poi un pilastro nelle stagioni successive, nelle quali aveva vestito la fascia di capitano. Difensore moderno Non s'è mai stabilito se fosse stopper o libero. Stava bene ovunque, carattere d' acciaio, ginocchia di cristallo. Affrontava gli avversari testa alta e petto in fuori. Eroico l'orma dello scudetto numero 13, intriso di sofferenza e conquistato nel giugno 1967, sotto la guida di Heriberto Herrera, il gimnasiarca. E forse proprio quella duttilità tattica, in un calcio che iniziava a progettare sistemi difensivi sempre più efficienti, lo rende un antesignano dei difensori centrali di oggi, una specie di prototipo che sapeva comandare la difesa e ha anche segnato qualche gol. Con il Trio Magico In bianconero ha vinto tanto, soprattutto nella prima fase della sua carriera, nella cosiddetta "Juventus del Dottore", ovvero sotto la presidenza di Umberto Agnelli, i cui dirigenti, comandati dal leggendario Barone Mazzonis lo avevano pescato nel Legnano: 2 scudetti e due Coppa Italia, facendo squadra con una delle formazioni più forti della storia juventina, con i già citati Charles, Sivori e Boniperti, ma anche Vavassori, Leoncini, Nicolé, Stacchini e Mora. L'orologio del Dottore Era stato Renato Cesarini a credere più di tutti in lui, raccontano che un giorno, vedendolo allenare disse a Umberto Agnelli: «Scommettiamo quell’orologio che ha sul braccio che quel ragazzo là alla prima convocazione in azzurro, esordisce?». E l'orologio passò di polso. Lo scudetto del 1967 Ma forse lo scudetto al quale Castano era più legato era quello del 1967, vinto da capitano di una Juventus che venne definita "operaia", in contrasto con la "Grande Inter", costruita da Angelo Moratti collezionando campioni e, tuttavia, battuta da una Juventus senza stelle, ma estremamente compatta, in qualche modo a immagine e somiglianza proprio di Castano. Vigore e correttezza «Molti pensano che giochi pesante, ma è sbagliato. Gioco con vigore, ma in maniera corretta. Forse è il mio atteggiamento, il mio volto spesso imbronciato che mi fa passare per un duro». Aveva detto in un'intervista a Hurrà Juventus, condotta dallo storico giornalista Alberto Refrigeri. Rispondendo poi così a un'altra domanda: «In tutti questi anni non ho dato alla Juve nulla di più di tanti altri giocatori; oltre a questi tre menischi». Già, i menischi. Due volte è stato operato, in un periodo in cui la rottura del menisco poteva causare la fine della carriera, per due volte è tornato, ancora più tosto. Riuscendo nel parte finale della sua carriera a vincere l'Europeo del 1968 con la Nazionale (tre partite al suo attivo, compresa la prima delle due finali con la Jugoslavia). Il sogno Seguiva ancora la Juventus, di cui era tifoso, a volte anche allo stadio. Aveva partecipato, giocando qualche minuto, alla partita per il centenario del club nel 1997 ed era stato presente alla sfilata del 2011 per l'inaugurazione dello Stadium, dove c'è una stella dedicata a lui nel camminamento esterno. Era felice, come quando aveva risposto alla domanda: "Ha realizzato il suo sogno?". «Ma è la realtà di oggi; tutto quello che ho è già un magnifico sogno realizzato» CIAO TINO!
  3. L'arbitro di Seregno .... Qui gatta ci cova ......
  4. L'ex Juve Fabian O'Neill deceduto a Montevideo A riportarlo alcuni giornalisti e media uruguaiani: l'ex calciatore era nel reparto di terapia intensiva della clinica Medica Uruguaya ma i medici non sono riusciti a salvargli la vita. Aveva 49 anni. FONTE R.i.p. Fabián!
  5. STEPHY ALVARO MAVIDIDI https://it.wikipedia.org/wiki/Stephy_Mavididi Nazione: Inghilterra Luogo di nascita: Derby Data di nascita: 31.05.1998 Ruolo: Attaccante Altezza: 182 cm Peso: 75 kg Nazionale Inglese Under-20 Soprannome: - Alla Juventus dal 2018 al 2019 Esordio: 13.04.2019 - Serie A - Spal-Juventus 2-1 1 presenza - 0 reti 1 scudetto Stephy Alvaro Mavididi (Derby, 31 maggio 1998) è un calciatore inglese di origine congolese, attaccante del Leicester City. Stephy Mavididi Mavididi nelle giovanili dell'Arsenal nel 2015 Nazionalità Inghilterra Altezza 182 cm Peso 75 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Leicester City Carriera Giovanili 200?-2010 Southend Utd 2010-2017 Arsenal Squadre di club 2017 → Charlton 5 (0) 2017-2018 → Preston N.E. 10 (0) 2018 → Charlton 12 (2) 2018-2019 Juventus 1 (0) 2018-2019 Juventus U23 32 (6) 2019-2020 → Digione 24 (5) 2020-2023 Montpellier 89 (21) 2023- Leicester City 2 (1) Nazionale 2015 Inghilterra U-17 9 (1) 2015 Inghilterra U-18 1 (0) 2016 Inghilterra U-19 5 (2) 2017 Inghilterra U-20 3 (3) Caratteristiche tecniche È un attaccante che nasce come punta centrale ma che può adattarsi anche a giocare come ala su entrambe le corsie, risulta essere un centravanti completo dato che possiede una buonissima velocità, un'ottima struttura fisica, una buona abilità nel difendere i palloni e una buona vena realizzativa, per le sue caratteristiche è stato paragonato a Danny Welbeck. Carriera Arsenal e i vari prestiti Cresciuto nel settore giovanile dell'Arsenal, il 7 luglio 2015 firma il primo contratto professionistico. Il 31 gennaio 2017 si trasferisce in prestito al Charlton, con cui disputa soltanto cinque partite prima di subire un infortunio che gli fa concludere anzitempo la stagione. Il 4 agosto si trasferisce al Preston North End; la sua esperienza però dura solo cinque mesi infatti il 3 Gennaio 2018 l'Arsenal annuncia il suo ritorno al Charlton, sempre a titolo temporaneo. Tre giorni più tardi segna la prima rete in carriera, nella partita di League One vinta per 1-0 contro l'Oldham Athletic. Juventus e Juventus U23 Il 17 agosto si trasferisce a titolo definitivo alla Juventus U23. Con la squadra riserve della Juventus segna il suo primo gol il 26 agosto nel pareggio per 2-2 contro l'Albissola. Le buone prestazioni gli sono valse alcune convocazioni in prima squadra a partire da marzo 2019, ed il 13 aprile ha esordito in Serie A disputando l'incontro perso 2-1 contro la SPAL, divenendo il primo giocatore inglese dopo David Platt nel 1992 a giocare per la Juventus. A fine stagione la Juventus si laurea campione d'Italia. Digione e Montpellier Il 29 agosto 2019 è stato ceduto in prestito annuale al Digione. Fa il suo esordio il 2 settembre seguente contro l'Angers. Chiude la sua esperienza in Borgogna con 24 presenze e 5 reti. Il 30 giugno 2020, dopo essere rientrato alla Juventus, viene ceduto a titolo definitivo al Montpellier per € 6,3 milioni. Lascia la squadra francese dopo tre stagioni, durante le quali ha raccolto 89 presenze 21 goal in campionato. Leicester City Il 31 luglio 2023 ritorna in Inghilterra, firmando con il Leicester City. Palmares Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 1 - Juventus: 2018-2019
  6. MICHELE ANTONIO FERRARA Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 06.05.1904 Luogo di morte: Torino Data di morte: 27.05.1984 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: Michelino Alla Juventus dal 2005 al 2022 Esordio: 20.04.1924 - Campionato Prima Divisione - Inter-Juventus 2-2 Ultima partita: 12.07.1925 - Campionato Prima Divisione - Juventus-Derthona 2-1 3 presenze - 0 reti
  7. Blaise Matuidi si ritira "Calcio, ti ho amato così tanto. Calcio, mi hai dato tanto, ma è arrivato il momento di dire basta. Ho realizzato i miei sogni da bambino, i miei sogni da uomo. È con la gola stretta ma con orgoglio che oggi volto questa pagina. GRAZIE". Merci Blaise!
  8. Un'autentica chicca per i tifosi bianconeri con i capelli grigi. Roberto Bettega e Roberto Boninsegna (che a quei tempi giocava ancora nell'Inter ma che sarebbe passato anche lui alla Juve nel 1976). Sono a Rischiatutto presentato da un grande tifoso della Juventus, Mike Bongiorno.
  9. Mi sono tornate in mente due frasi pronunciate da Luciano De Crescenzo. Il saggio, quando beve, sente l'acqua fresca che gli scende nella gola e pensa: "Com'é bello bere". Il saggio, quando mangia, pensa: "Com'é bello mangiare". Nel nostro caso dovremmo pensare ogni giorno: "Com'é bello stare bene". E invece pensiamo alla salute solo quando l'abbiamo (temporaneamente) perduta.
  10. Si sono aggravate le condizioni di salute di Gianluca Vialli Spero che tu non soffra Luca
  11. Dybala ha giocato nella Juve per cui il suo titolo (seppur da comprimario) mi fa piacere
  12. Che belli i nostri Di Maria, Dybala e Paredes
  13. Ti é andata male pagliaccio transalpino
  14. UMBERTO FORMOSO Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 09.12.1961 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1978 al 1979 Esordio: 06.08.1978 - Amichevole - Juventus-Juventus Primavera 4-0 Ultima partita: 03.01.1979 - Amichevole - Novara-Juventus 0-1 0 presenze - 0 reti
  15. FABIO TRAPANI Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 25.11.1964 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1982 al 1983 Esordio: 08.12.1982 - Amichevole - Borgosesia-Juventus 2-3 0 presenze - 0 reti
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