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CARLOS BLANCO MORENO Nazione: Spagna Luogo di nascita: Barcellona Data di nascita: 01.06.1996 Ruolo: Difensore Altezza: 188 cm Peso: - Soprannome: Il nuovo Piqué Alla Juventus dal 2014 al 2016 Esordio: 13.08.2014 - Amichevole - Newcastle Jets-Juventus 0-1 Ultima partita: 30.07.2016 - Amichevole - South China AA-Juventus 1-2 0 presenze - 0 reti
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GIULIO PARODI Nazione: Italia Luogo di nascita: Bari Data di nascita: 30.09.1997 Ruolo: Difensore Altezza: 188 cm Peso: 77 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2016 Esordio: 25.07.2015 - Amichevole - Borussia Dortmund-Juventus 2-0 Ultima partita: 30.07.2016 - Amichevole - South China AA-Juventus 1-2 0 presenze - 0 reti Club career Pro Vercelli Italy Defender 07/2023 - 06/2024 #32 08/2022 - 06/2023 Fermana FC Defender 01/2021 - 08/2022 Pro Vercelli Defender 07/2018 - 01/2021 Juventus II Defender 04/2019 - 04/2019 Juventus [Youth] Defender 07/2016 - 06/2018 Pordenone Calcio Defender 07/2015 - 06/2016 Juventus Defender 07/2014 - 06/2016 Juventus [Youth] Defender https://www.worldfootball.net/player_summary/giulio-parodi/
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SERGIO BUENACASA Nazione: Spagna Luogo di nascita: Saragozza Data di nascita: 19.04.1996 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 2013 al 2015 Esordio: 19.09.2013 - Amichevole - Juventus-Cuneo 3-0 Ultima partita: 04.09.2014 - Amichevole - Juventus- Pro Settimo Eureka 5-3 0 presenze - 0 reti
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STEFANO PERGOLIZZI Nazione: Italia Luogo di nascita: Villa San Giovanni (Reggio Calabria) Data di nascita: 03.01.1978 Ruolo: Portiere Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1998 al 1999 0 presenze - 0 reti Teams managed Reggina 1914 [Youth] Italy Goalkeeping Coach 08/2020 - 06/2023 # Club career 07/1998 - 06/1999 Juventus Goalkeeper
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LUCA PELLEGRINI Nazione: Italia Luogo di nascita: Massa (Massa-Carrara) Data di nascita: 10.02.1979 Ruolo: Centrocampista Altezza: 182 cm Peso: 77 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 1996 al 1999 Esordio: 18.08.1996 - Amichevole - Juventus-Juve Primavera 2-0 Ultima partita: 02.08.1998 - Amichevole - Valle d'Aosta-Juventus 1-5 0 presenze - 0 reti Club career 07/2009 - 06/2013 Derthona FBC Midfielder 07/2008 - 06/2009 FeralpiSalò Midfielder 07/2006 - 06/2008 Savona FBC Midfielder 07/2004 - 06/2006 Valenzana Midfielder 07/2002 - 06/2004 FC Crotone Midfielder 11/2001 - 06/2002 L'Aquila Calcio Midfielder 07/2001 - 10/2001 AC Arezzo Midfielder 11/2000 - 06/2001 Rimini Calcio Midfielder 07/2000 - 10/2000 Calcio Como Midfielder 07/1998 - 06/1999 Juventus Midfielder https://www.worldfootball.net/player_summary/luca-pellegrini_3/
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DAOUDA PEETERS Nazione: Belgio Luogo di nascita: Kamsar (Guinea) Data di nascita: 26.01.1999 Ruolo: Centrocampista Altezza: 185 cm Peso: 76 kg Nazionale Belga Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2019 al 2021 Esordio: 29.07.2020 - Serie A - Cagliari-Juventus 2-0 1 presenza - 0 reti 1 scudetto Club career 07/2024 - 06/2025 Juventus II Midfielder FC Südtirol Italy Midfielder 07/2023 - 06/2024 #42 07/2022 - 07/2023 Juventus II Midfielder 08/2021 - 06/2022 Standard Liège Midfielder 02/2020 - 08/2021 Juventus Midfielder 07/2019 - 06/2021 Juventus II Midfielder 07/2018 - 06/2019 Sampdoria [Youth] Midfielder 07/2017 - 06/2018 Club Brugge KV II Midfielder 07/2016 - 06/2017 Club Brugge KV [Youth] Midfielder 07/2015 - 06/2016 Club Brugge KV [Youth B] Midfielder https://www.worldfootball.net/player_summary/daouda-peeters/
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GIACOMO VRIONI https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Vrioni Nazione: Italia Albania Luogo di nascita: San Severino Marche (Macerata) Data di nascita: 15.10.1998 Ruolo: Attaccante Altezza: 188 cm Peso: 70 kg Nazionale Albanese e Italiano Under-19 Soprannome: - Alla Juventus dal 2020 al 2021 Esordio: 01.08.2020 - Serie A - Juventus-Roma 1-3 Ultima partita: 25.10.2020 - Serie A - Juventus-Verona 1-1 2 presenze - 0 reti 1 scudetto Giacomo Vrioni (San Severino Marche, 15 ottobre 1998) è un calciatore italiano naturalizzato albanese, attaccante dei N.E. Revolution e della nazionale albanese. Giacomo Vrioni Nazionalità Italia Albania (dal 2018) Altezza 188 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra N.E. Revolution Carriera Giovanili 2014-2015 Matelica 2015-2017 Sampdoria Squadre di club 2014-2015 Matelica 4 (0) 2015-2017 Sampdoria 0 (0) 2017-2018 → Pistoiese 27 (8) 2018-2019 → Venezia 24 (1) 2019-2020 → Cittadella 4 (0) 2020-2021 Juventus U23 8 (2) 2020-2021 Juventus 2 (0) 2021-2022 → WSG Swarovski Tirol 25 (17) 2022- N.E. Revolution 3 (0) Nazionale 2015-2016 Italia U-18 2 (0) 2016-2017 Italia U-19 4 (1) 2018-2020 Albania U-21 8 (2) 2018- Albania 6 (0) Biografia Nato a San Severino Marche da genitori albanesi, è cresciuto a Matelica ed è in possesso della doppia cittadinanza. Caratteristiche tecniche Attaccante completo, dotato di buon fisico e abile tecnicamente, bravo negli uno contro uno e negli assist, per le sue caratteristiche è stato paragonato a Manolo Gabbiadini. Carriera Club Gli inizi Cresciuto nel settore giovanile del Matelica, con cui debutta in Serie D, nel 2015 si trasferisce alla Sampdoria. Dopo essersi messo in mostra nelle giovanili blucerchiate, ricevendo anche delle convocazioni in prima squadra, per la stagione 2017-2018 passa in prestito alla Pistoiese con cui disputa un buon campionato di Serie C, concludendo la stagione con otto reti in 27 presenze. In seguito la Sampdoria lo cede in Serie B, sempre a titolo temporaneo, dapprima al Venezia per la stagione 2018-2019, e poi al Cittadella per il secondo semestre del 2019. Juventus e WSG Swarovski Tirol Trovando poco spazio in Veneto, nel gennaio 2020 si trasferisce a titolo definitivo alla Juventus U23, la seconda squadra bianconera, con cui partecipa al successo nella Coppa Italia di Serie C; nella stessa stagione, il 1º agosto ha modo di esordire con la prima squadra della Juventus e contestualmente in Serie A, in occasione dell'ultima gara di campionato contro la Roma, circostanza che gli permette di fregiarsi da aggregato della vittoria dello Scudetto. Nel corso della stagione 2019-2020 stabilisce così un curioso primato, avendo giocato in tre categorie diverse, ovvero Serie A, B e C. Nella stagione 2020-2021 colleziona anche una convocazione in Serie A, prima di fratturarsi il perone il 26 novembre 2020 e perdere così la stagione, salvo un paio di brevi apparizioni in partita segnando, nonostante ciò, un gol contro la Carrarese. Per la stagione 2021/22 perde lo status di U23 e quindi, forzatamente, deve trasferirsi, passando in prestito il 5 luglio 2021 al WSG Swarovski Tirol. Vrioni fece il suo debutto con gli austriaci il 17 luglio, nel primo turno di ÖFB-Cup, in a una vittoria per 3-0 contro il SV Leobondorf segnando anche il suo primo goal col club. A fine stagione, con 19 reti in 28 presenze, si laurea capocannoniere della Bundesliga austriaca. New England Revolution Il 5 luglio 2022 viene ceduto a titolo definitivo al N.E. Revolution in MLS. Nazionale Nazionali giovanili Dopo aver giocato con l'Under-18 e l'Under-19 italiana nel 2018 viene convocato con la nazionale Under-21 albanese, con cui esordisce nell’amichevole dell’11 settembre persa per 3-1 proprio contro l'Italia, segnando l’unica rete della sua squadra. Nazionale Maggiore Nel mese seguente, il 30 settembre 2018, riceve la sua prima convocazione dalla nazionale maggiore albanese per la partita valida per la Nations League. Il successivo 14 ottobre fa il suo debutto ufficiale con la maglia delle Aquile nella partita giocata a Be'er Sheva contro Israele, partita poi persa per 2-0, nella quale è subentrato negli ultimi minuti di gioco. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 1 - Juventus: 2019-2020 Coppa Italia Serie C: 1 - Juventus U23: 2019-2020 Individuale Capocannoniere del Campionato austriaco: 1 - 2021-2022: (19 gol a pari merito con Karim Adeyemi)
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STEFANO PELLINI Nazione: Italia Luogo di nascita: Cittiglio (Varese) Data di nascita: 06.08.1997 Ruolo: Centrocampista Altezza: 175 cm Peso: 70 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2016 Esordio: 03.09.2015 - Amichevole - Juventus-Cheraschese 3-1 0 presenze - 0 reti Club career 07/2017 - 06/2019 AC Cuneo Midfielder 07/2016 - 06/2017 Tuttocuoio Midfielder 12/2015 - 06/2016 Juventus Midfielder 07/2014 - 06/2016 Juventus [Youth] Midfielder https://www.worldfootball.net/player_summary/stefano-pellini/
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GIANLUCA FRABOTTA https://it.wikipedia.org/wiki/Gianluca_Frabotta Nazione: Italia Luogo di nascita: Roma Data di nascita: 24.06.1999 Ruolo: Difensore Altezza: 187 cm Peso: 70 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: Alla Juventus dal 2020 al 2021 Esordio: 01.08.2020 - Serie A - Juventus-Roma 1-3 Ultima partita: 14.03.2021 - Serie A - Cagliari-Juventus 1-3 18 presenze - 1 rete 1 scudetto 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Gianluca Frabotta (Roma, 24 giugno 1999) è un calciatore italiano, difensore del West Bromwich. Gianluca Frabotta Frabotta in azione al Frosinone nel 2022 Nazionalità Italia Altezza 187 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra West Bromwich Carriera Giovanili 2004-2012 ULN Consalvo 2012-2015 Savio 2015-2018 Bologna Squadre di club 2018-2019 → Renate 12 (0) 2019 → Pordenone 5 (0) 2019-2020 Juventus U23 18 (0) 2020-2021 Juventus 18 (1) 2021-2022 → Verona 2 (0) 2022-2023 → Frosinone 22 (0) 2023-2024 → Bari 7 (0) 2024 → Cosenza 15 (3) 2024- West Bromwich 0 (0) Nazionale 2017 Italia U-18 4 (0) 2017 Italia U-19 3 (0) 2019 Italia U-20 5 (2) 2020-2021 Italia U-21 4 (0) Caratteristiche tecniche Di piede mancino, è un terzino sinistro dalla spiccata propensione offensiva, all'occorrenza adattabile come esterno di centrocampo, centrale sinistro (in una difesa a tre) o anche sulla fascia destra. Carriera Club Gli inizi, Renate e Pordenone Muove i suoi primi passi in società minori romane, dapprima nel Consalvo del quartiere Tuscolano e poi nel Savio del quartiere Prenestino-Labicano. All'età di 15 anni viene notato dagli osservatori del Bologna, che lo aggregano all'Under-17 rossoblù. Le sue buone prestazioni convincono i felsinei ad aggregarlo alla Primavera, con la quale continua il suo percorso di crescita fino a essere convocato nella stagione 2016-2017 dall'allenatore della prima squadra, Roberto Donadoni, per la gara di Coppa Italia contro l'Inter. Nell'annata 2018-2019 gioca in prestito in Serie C, prima al Renate e da gennaio al Pordenone. Con la squadra friulana colleziona 7 presenze in 6 mesi, raggiungendo una storica promozione nel campionato di Serie B e vincendo a fine stagione anche la Supercoppa di categoria. Juventus Nell'estate 2019, nell'ambito dell'operazione che porta Orsolini a Bologna, passa alla Juventus. Viene inserito nella rosa della Juventus U23, la seconda squadra bianconera allenata da Fabio Pecchia e militante in Serie C, con la quale raggiunge i quarti di finale dei play-off e vince la Coppa Italia di categoria, battendo in finale la Ternana. Frattanto, spesso convocato nella prima squadra di Maurizio Sarri, il 1º agosto 2020 esordisce in Serie A all'ultima giornata di campionato, in occasione dell'ininfluente sconfitta interna per 1-3 contro la Roma: tale presenza gli permette di fregiarsi da comprimario della vittoria dello scudetto. L'estate seguente, con l'avvicendamento di Andrea Pirlo sulla panchina bianconera e stante l'assenza per infortunio del titolare Alex Sandro, nel corso del precampionato viene aggregato alla prima squadra; il 20 settembre 2020 viene schierato come titolare nella partita di esordio del campionato, vinta per 3-0 contro la Sampdoria. Promosso in pianta stabile nelle settimane seguenti, il 27 gennaio 2021 bagna l'esordio in Coppa Italia trovando la prima rete in maglia bianconera, nella vittoria per 4-0 sulla SPAL. Chiude la stagione partecipando da comprimario alle vittorie in Supercoppa italiana e Coppa Italia. Verona, Frosinone, Bari e Cosenza Nel luglio 2021 viene ceduto in prestito con diritto di riscatto e controriscatto al Verona. La stagione in Veneto si rivela tuttavia molto sfortunata per Frabotta sul piano personale, fermato dapprima dalla pubalgia, poi da un problema al polpaccio (per il quale finisce anche sotto ai ferri) e infine agli abduttori: i tempi di recupero inizialmente stimati si dilatano oltremodo e il difensore perde di fatto tutta l'annata, riuscendo a tornare in campo solo nell'aprile 2022, a 355 giorni dall'ultima gara giocata. Nel giugno 2022 la Juventus lo cede nuovamente in prestito, inizialmente al Lecce neopromosso in Serie A. Tuttavia, avendo trovato poco spazio già nel precampionato e non avendo messo a referto presenze ufficiali in maglia giallorossa, in settembre lascia i salentini e viene girato sempre in prestito al Frosinone, in Serie B. Coi ciociari, pur a fronte di un rendimento altalenante, a fine stagione vince il campionato e raggiunge la promozione in Serie A. Il 27 agosto 2023 la Juventus lo cede ancora in prestito in serie cadetta, al Bari. Dopo aver totalizzato sette presenze con il Bari, l'11 gennaio 2024 viene girato in prestito al Cosenza, sempre in cadetteria. Il 27 dello stesso mese segna la sua prima rete in maglia rossoblù e contestualmente in Serie B, decidendo la trasferta contro il Südtirol (0-1). A fine stagione ritorna a Torino. West Bromwich Il 6 agosto 2024 viene acquistato a titolo definitivo dal West Bromwich. Nazionale Dopo avere giocato con le rappresentative Under-18, 19 e 20, viene convocato per la prima volta dal commissario tecnico Paolo Nicolato per la nazionale Under-21 nell'ottobre 2020, esordendo il 13 del mese stesso nella partita di qualificazione all'Europeo di categoria vinta 2-0 contro l'Irlanda a Pisa. Palmarès Club Campionato italiano Serie C: 1 - Pordenone: 2018-2019 (girone B) Supercoppa di Serie C: 1 - Pordenone: 2019 Coppa Italia Serie C: 1 - Juventus U23: 2019-2020 Campionato italiano: 1 - Juventus: 2019-2020 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2020 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2020-2021
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Simone Muratore - Calciatore e Collaboratore tecnico
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SIMONE MURATORE https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Muratore Nazione: Italia Luogo di nascita: Cuneo Data di nascita: 30.05.1998 Ruolo: Centrocampista Altezza: 186 cm Peso: 74 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2011 al 2020 Esordio: 11.12.2019 - Champions League - Bayer Leverkusen-Juventus 0-2 Ultima partita: 01.08.2020 - Serie A - Juventus-Roma 1-3 5 presenze - 0 reti 1 scudetto Collaboratore tecnico delle giovanili della Juventus dal 2024 Simone Muratore (Cuneo, 30 maggio 1998) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, collaboratore tecnico delle giovanili della Juventus. Simone Muratore Nazionalità Italia Altezza 186 cm Peso 74 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex Centrocampista) Squadra Juventus (Giovanili - Coll. Tecnico) Termine carriera 14 dicembre 2024 - giocatore Carriera Giovanili 2006-2011 Saluzzo 2011-2018 Juventus Squadre di club 2018-2020 Juventus U23 54 (3) 2019-2020 Juventus 5 (0) 2020 Atalanta 0 (0) 2020-2021 → Reggiana 25 (2) 2021-2022 → Tondela 2 (0) 2022-2023 Atalanta 0 (0) Nazionale 2013-2014 Italia U-16 5 (0) 2014 Italia U-17 3 (0) 2015 Italia U-18 1 (0) 2016 Italia U-19 1 (0) 2020 Italia U-21 1 (0) Carriera da allenatore 2024- Juventus Giovanili - Coll. Tecnico Caratteristiche tecniche Centrocampista centrale, che all'occorrenza poteva diventare un difensore, Muratore è stato un calciatore fisicamente molto dotato, cosa che lo aiutava nei contrasti e nei duelli aerei, ed inoltre possedeva ottime doti balistiche. Carriera Club Juventus: dalle giovanili alla prima squadra Cresciuto nelle giovanili della Juventus, con la quale gioca nella formazione Primavera a partire dal 2014. Subisce un primo grave infortunio ad inizio novembre del 2015 con la rottura del legamento crociato, infortunio che lo terrà lontano dai campi di gioco fino alla seconda metà di maggio 2016. Un secondo infortunio, allo stesso ginocchio, lo subirà ad aprile 2017, infortunio che oltre a tenerlo fermo fino a tutto novembre dello stesso anno, renderà necessario un secondo intervento correttivo ad aprile dell'anno seguente. Nella stagione 2018-2019 fa parte della Juventus U23 che partecipa alla Serie C, disputando in terza serie 34 presenze e segnando due reti. Nel campionato 2019-2020, ancora con l'Under 23 bianconera, disputa 15 partite e segna una rete in Serie C; inoltre vince la Coppa Italia di categoria. Convocato da Maurizio Sarri in prima squadra a causa di alcune assenze, l'11 dicembre 2019, debutta nella gara di Champions League Bayer Leverkusen-Juventus (0-2), prendendo il posto di Juan Cuadrado al 92º minuto. Nel giugno 2020 viene chiamato in prima squadra da Maurizio Sarri. Il 26 giugno, debutta in Serie A, nell'ampia vittoria per 4-0 contro il Lecce, subentrando all 77' a Federico Bernardeschi. Atalanta e prestiti Il 29 giugno 2020 viene ufficializzato il suo passaggio all'Atalanta per 7 milioni di euro a partire dal 1º settembre successivo. Il 3 settembre seguente viene girato in prestito alla Reggiana. Debutta con i granata e contestualmente in Serie B, il 27 settembre nella gara pareggiata contro il Pisa (2-2). Il 23 gennaio 2021 segna il suo primo gol con la Reggiana, nonché primo in serie B, nella partita casalinga col L.R. Vicenza, vinta per 2-1. Prestito al Tondela Il 31 agosto 2021 viene ceduto in prestito al Tondela in Portogallo, disputando due partite nella massima serie portoghese. Nella stagione 2022-2023 fa rientro agli orobici, con cui rimane fino al 30 giugno 2023 quando, dopo non essere mai sceso in campo, rimane svincolato. Malattia e ritiro Senza contratto per oltre un anno e mezzo, durante il quale ha dovuto curarsi da un grave tumore al cervello, una volta guarito, il 14 dicembre 2024 annuncia il ritiro dal calcio giocato. Nazionale Muratore fa tutta la trafila delle nazionali giovanili, dall'Under-16 fino all'esordio con l'Under-21, avvenuto il 13 ottobre 2020, partendo titolare nella partita di qualificazione vinta 2-0 contro l'Irlanda, disputata a Pisa. Allenatore Il 19 dicembre 2024, pochi giorni l'annuncio del suo ritiro, la Juventus ne annuncia il ritorno nelle vesti di collaboratore tecnico per le formazioni giovanili. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 1 - Juventus: 2019-2020 Coppa Italia Serie C: 1 - Juventus U23: 2019-2020 -
MERIH DEMIRAL «Dopo due anni in bianconero, ora è arrivato il momento di salutare Torino. Due anni fa mi avete accolto come un vostro fratello. Dal primo momento mi sono sentito a casa. La qualità dello staff e dei giocatori con cui ho avuto modo di giocare e lavorare è stata sorprendente. Sono orgoglioso di tutte le cose che abbiamo raggiunto insieme. Grazie a tutte le persone che lavorano o hanno lavorato nel club. Alla fine sono così felice di aver condiviso questi momenti eccezionali con la mia famiglia della Juve. Sarete sempre nei miei ricordi. Grazie e in bocca al lupo Juventus». IL SALUTO DEL SITO UFFICIALE BIANCONERO Merih Demiral andrà a giocare la prossima stagione in prestito all'Atalanta. Il difensore turco, classe 1998, lascia la Juventus dopo due stagioni e si prepara a vivere un'esperienza a Bergamo. Arrivato alla Juve nell'estate 2019, primo turco della storia del club, Merih, in un reparto ricco di campioni, ha saputo ritagliarsi i suoi spazi con forza ed energia e in ognuna delle sue 32 presenze in bianconero ha dato tutto, esaltando i tifosi con i suoi interventi e con lo spirito di chi non molla mai e combatte fino alla fine. Quello spirito, quella voglia di vincere, sono stati evidenti in ogni chiusura difensiva, in ogni esultanza condivisa e anche nei momenti più difficili, superati sempre insieme. Affidabile in campo quanto importante al di fuori del rettangolo verde come uomo spogliatoio, costantemente in prima fila nel celebrare i successi della squadra e dei compagni, oggi saluta la Juventus. La saluta dopo aver vinto tre trofei: una Serie A, nella stagione 2019/20 (la sua prima con la nostra maglia), una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, entrambe conquistate nell’ultima stagione nelle due finali di Reggio Emilia. Grazie di tutto, Merih, e in bocca al lupo per le tue prossime avventure! GIORDANO STRAFFELLINI, DA JUVENTIBUS.COM DEL 4 AGOSTO 2021 La notizia di mercato Demiral girava da tempo. Dalla Continassa filtravano voci di un giocatore scontento, e di una società pronta a fare una corposa plusvalenza. Demiral seguito da molti club di media fascia, fra cui il Borussia Dortmund e qualche inglese, lascerà la Juventus per accasarsi all’Atalanta. Il popolo bianconero è disorientato. Gli orobici stanno per perfezionare la cessione di Romero al Tottenham per la cifra monstre di 55 milioni di euro. Il tutto dopo avere riscattato il giocatore proprio dalla Juventus alla modica cifra di 16 milioni bonus compresi. La sensazione al momento è quella che i bergamaschi stiano per compiere una seconda operazione perfetta di mercato ai danni dei bianconeri. Ancora una volta la Juventus cede un giocatore potenzialmente molto forte, giovane classe 1998, con il rischio di perdere un altro potenziale crack. Che alla Continassa stiano impazzendo definitivamente? Proviamo a ragionare assieme, visto che gli acquisti così come le cessioni vanno contestualizzate nel momento in cui vengono effettuati. Frase cavallo di battaglia sia del presidente Agnelli che di Fabio Paratici nella conferenza di addio dell’ex DG. L’acquisto di Romero in bianconero nel 2019 non nasce da un’esigenza tecnica, bensì dalla necessità di piazzare alcuni esuberi in rosa non funzionali al progetto e con ingaggi abbastanza elevati, si tratta di Sturaro, Favilli e Perin. In pratica la Juventus valuta i tre giocatori 24,5 milioni di euro, cedendoli al Genoa e ottenendo in cambio il cartellino di Romero a 26 milioni di euro. L’argentino viene lasciato in prestito al Genoa per l’anno successivo. La sua stagione è a dir poco deludente. Così quando si presenta l’occasione Kulusevski, il difensore viene inserito nella trattativa con l’Atalanta per l’acquisto dello svedese. In pratica abbinando il cartellino di Romero a quello di Muratore la Juve si assicura lo svedese con un esborso di 4/5 milioni di euro. In quel momento l’operazione è perfetta. L’esplosione di Romero è tutto merito del Gasp. L’ottimo campionato e la vittoria della coppa America da parte dell’argentino ne fanno schizzare il valore a 55 milioni di euro. Brava l’Atalanta che lo ha saputo valorizzare bene. Fosse rimasto alla Juventus avrebbe avuto le stesse possibilità di crescita? Avrebbe potuto sbagliare le stesse partite come nell’Atalanta? La risposta l’abbiamo in Demiral. Parte bene con Sarri, poi un gravissimo infortunio al ginocchio contro la Roma ne blocca di fatto la crescita. Il rientro con Pirlo viene gestito tutto sommato bene, ma il turco non fa una buona annata. L’apice negativo in bianconero il rigore ingenuo col Porto, che costa molto probabilmente la qualificazione ai quarti della Juventus. L’Europeo di Demiral poi è un autentico disastro, fra autogol personali ed errori di reparto quella della Turchia è la peggior difesa della competizione. Demiral che a bilancio pesa 10,8 milioni quest’anno, l’anno prossimo 7,4 verrà ceduto in prestito con eventuale riscatto per una cifra che oscilla fra i 30 e i 35 milioni di euro. Quindi la domanda che bisogna porsi oggi è: giusto fare una plusvalenza di 20/25 milioni di euro sul turco? Giusto tenere in rosa un giocatore che nell’ultimo anno dopo il grave infortunio al ginocchio non è riuscito a mettere insieme più di 7/8 presenze causa continui stop muscolari? Giusto puntare su un giocatore che viene da un’annata molto negativa? La risposta va data oggi. Poi fra uno due anni se Demiral si rimette fisicamente e diventa un altro crack non lamentiamoci, la Juve può permettersi di aspettare oggi questo giocatore? Uno che pretende un posto da titolare? Che appena non gioca si lamenta? Nel contesto attuale la cessione di Demiral ci sta, si può eventualmente discutere sulla formula, sull’obbligo di riscatto o meno. Sul continuare ad avere un minimo di controllo sul futuro del giocatore. Ma per il rendimento dell’ultimo anno e mezzo di Demiral la cessione con plusvalenza reale cash di 25/30 milioni è un’operazione ineccepibile. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2022/06/merih-demiral.html
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MERIH DEMIRAL https://it.wikipedia.org/wiki/Merih_Demiral Nazione: Turchia Luogo di nascita: Karamürsel Data di nascita: 05.03.1998 Ruolo: Difensore Altezza: 190 cm Peso: 86 kg Nazionale Turco Soprannome: - Alla Juventus dal 2019 al 2021 Esordio: 21.09.2019 - Serie A - Juventus-Verona 2-1 Ultima partita: 15.05.2021 - Serie A - Juventus-Inter 3-2 32 presenze - 1 reti 1 scudetto 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Merih Demiral (Karamürsel, 5 marzo 1998) è un calciatore turco difensore dell'Atalanta e della nazionale turca. Merih Demiral Demiral (2020) Nazionalità Turchia Altezza 190 cm Peso 86 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Atalanta Carriera Giovanili 2009-2011 Karamürsel Idmanyurduspor 2011-2016 Fenerbahçe Squadre di club 2016-2017 Alcanenense 12 (0) 2017-2018 Sporting Lisbona B 29 (0) 2017-2018 Sporting Lisbona 0 (0) 2018-2019 Alanyaspor 16 (1) 2019 Sassuolo 14 (2) 2019-2021 Juventus 32 (1) 2021- Atalanta 33 (2) Nazionale 2014-2015 Turchia U-17 7 (1) 2015 Turchia U-18 2 (0) 2015-2017 Turchia U-19 10 (1) 2018 Turchia U-20 5 (0) 2016-2018 Turchia U-21 9 (0) 2018- Turchia 35 (2) Caratteristiche tecniche È un difensore centrale (impiegabile all'occorrenza anche come terzino destro) che ha nell'aggressività e nell'istintività alcune tra le maggiori peculiarità del suo bagaglio tecnico: queste, in particolare, gli permettono di farsi valere nell'anticipo e in fase di marcatura preventiva. Abile anche nel gioco aereo, eccelle nel liberare l'area di rigore dai cross avversari. La stazza fisica non ne pregiudica la velocità sulla media distanza, potendo così esibirsi in recuperi in seconda battuta; la stessa mole gli gioca a favore, quando non si ritrova in possesso del pallone, nel disturbare i movimenti dell'avversario. Mostra inoltre intelligenza tattica nel prevedere lo sviluppo dell'azione e prendere le dovute contromisure. Carriera Club Gli inizi, Alanyaspor e Sassuolo Cresciuto nel settore giovanile del Fenerbahçe, in cui fa il proprio ingresso nel 2011, nel 2016 si trasferisce all'Alcanenense. Dopo sei mesi trascorsi con la piccola società portoghese, nel gennaio 2017 viene ceduto in prestito allo Sporting Lisbona B, che poi lo riscatta al termine della stagione. Nell'estate 2018 torna temporaneamente in patria, passando a titolo temporaneo all'Alanyaspor, in Süper Lig. Viene schierato titolare già nella terza partita di campionato, match vinto per 1-0 contro il Göztepe, e il successivo 17 settembre realizza l'unica rete con gli arancioverdi, quella del decisivo 1-0 al Trabzonspor. Nel gennaio 2019 il cartellino del giocatore viene riscattato interamente dall'Alanyaspor, che nella stessa sessione di mercato lo cede in prestito, con obbligo di riscatto, al Sassuolo. Debutta in Italia il successivo 24 febbraio, giocando da titolare la gara casalinga contro la SPAL pareggiata per 1-1; quindi realizza i suoi primi gol in Serie A al Chievo, diventando il primo difensore turco a segnare nel massimo campionato italiano, nella sfida interna del 4 aprile, siglando una doppietta nella partita vinta per 4-0. Juventus e Atalanta Demiral (a destra) con alcuni compagni di squadra dell'Atalanta nella trasferta di UEFA Champions League all'Old Trafford del 20 ottobre 2021 Nel luglio 2019 viene ingaggiato alla Juventus, che lo acquista per 18 milioni di euro. Fa il suo esordio in maglia bianconera il successivo 21 settembre, nel 2-1 casalingo di campionato sul Verona; per il debutto in Champions League deve invece attendere l'11 dicembre, nel successo juventino per 2-0 sul campo del Bayer Leverkusen. Il 12 gennaio 2020 sigla la prima rete in maglia juventina, sbloccando il risultato nella vittoria di campionato 2-1 sul terreno della Roma: tuttavia nella stessa gara, l'apice di un positivo inizio di stagione che gli era valsa la fiducia dell'allenatore Maurizio Sarri, rimedia anche un grave infortunio al ginocchio sinistro (lesioni al legamento crociato anteriore e al menisco) che lo tiene in infermeria i successivi sette mesi. In un campionato sui generis poiché dilatatosi fino all'estate, per via dello stop primaverile dettato dalla sopraggiunta pandemia di covid, Demiral rientra in campo il 1º agosto giusto in tempo per l'ultima gara in calendario, a Scudetto ormai acquisito, il primo della carriera per il difensore. Nella stagione 2020-2021, ristabilitosi dall'infortunio, è chiamato in causa con più frequenza e, agli ordini del nuovo tecnico Andrea Pirlo, contribuisce ai successi bianconeri in Supercoppa italiana e Coppa Italia; tuttavia, incapace di sovvertire le gerarchie della retroguardia juventina e insoddisfatto del minutaggio riservatogli nel biennio torinese, nell'estate seguente il difensore spinge per la cessione. Il 6 agosto 2021 viene dirottato in prestito, con diritto di opzione, all'Atalanta. Esordisce con i bergamaschi il 21 dello stesso mese, al debutto in campionato, nella vittoria 2-1 sul campo del Torino. Il successivo 20 ottobre segna la sua prima rete con gli orobici, quella del parziale 0-2 nella trasferta di Champions League poi persa per 3-2 contro il Manchester Utd; si tratta anche del suo primo gol in assoluto nella massima competizione europea. Il 4 dicembre dello stesso anno segna anche il primo gol in campionato con gli orobici, quello del momentaneo 2-2 nella partita poi vinta per 3-2 sul campo del Napoli. Al termine della stagione, il 17 giugno 2022 l'Atalanta esercita l'opzione sul difensore acquistandolo a titolo definitivo. Nazionale Ha giocato in tutte le nazionali giovanili turche, esordendo con l'Under-21 il 10 novembre 2016, in occasione dell'amichevole persa 1-0 contro la Germania. Il debutto in nazionale maggiore avviene il 20 novembre 2018, nell'amichevole pareggiata per 0-0 contro l'Ucraina, in cui rimpiazza Mert Müldür all'85'. Nel corso delle qualificazioni al campionato d'Europa 2020 diventa stabilmente titolare nella retroguardia turca: selezionato nel giugno 2021 per la fase finale della suddetta competizione, nella gara inaugurale a Roma contro l'Italia è suo malgrado autore dell'autogol che sblocca il risultato nella sconfitta 0-3 dei suoi. Il 13 novembre 2021 segna il suo primo gol in nazionale nel successo per 6-0 contro Gibilterra. Controversie Nell'ottobre 2019, come altri suoi compagni di nazionale, anche Demiral ha espresso pubblicamente il suo sostegno verso l'offensiva turca nella Siria nordorientale, al contrario condannata da gran parte della comunità internazionale: una presa di posizione vista, in patria e presso simpatizzanti turchi, come segno di patriottismo, e invece tacciata, da critici e sostenitori della causa curda, di essere un endorsement verso le politiche del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Palmarès Club Campionato italiano: 1 - Juventus: 2019-2020 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2020 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2020-2021
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CRISTIAN ROMERO https://it.wikipedia.org/wiki/Cristian_Romero Nazione: Argentina Luogo di nascita: Cordoba Data di nascita: 27.04.1998 Ruolo: Difensore Altezza: 185 cm Peso: 79 kg Nazionale Argentino Soprannome: - Alla Juventus nel 2020 0 presenze - 0 reti Copa America 2021 con la nazionale argentina Cristian Gabriel Romero (Córdoba, 27 aprile 1998) è un calciatore argentino, difensore del Tottenham e della nazionale argentina, con cui si è laureato campione del Sud America nel 2021. Cristian Romero Romero con l'Under-20 argentina nel 2017 Nazionalità Argentina Altezza 185 cm Peso 79 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Tottenham Carriera Giovanili 2014-2016 Belgrano Squadre di club 2016-2018 Belgrano 16 (0) 2018-2020 Genoa 62 (3) 2020-2021 Atalanta 31 (2) 2021- Tottenham 24 (1) Nazionale 2017-2020 Argentina U-20 8 (0) 2021- Argentina 12 (1) Palmarès Copa América Oro Brasile 2021 Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA Oro Finalissima 2022 Caratteristiche tecniche Ha iniziato a giocare nel ruolo di terzino destro per essere poi spostato a difensore centrale. Grintoso, veloce e con una notevole forza fisica, risulta abile sia in marcatura sia in fase di anticipo. Dotato, inoltre, di buoni tempi di gioco e di una spiccata personalità, sa rendersi pericoloso con efficaci progressioni offensive. La sua foga agonistica lo porta a ricevere spesso sanzioni disciplinari. Carriera Club Gli inizi Cresciuto nel settore giovanile del Belgrano, il 28 agosto 2016 esordisce in prima squadra nella prima giornata del campionato argentino persa 1-0 contro l'Independiente. Il 22 settembre seguente debutta in Coppa Sudamericana, giocando la partita di andata vinta per 2-1 contro i brasiliani del Coritiba. Conclude la sua prima stagione con 15 presenze totali mentre, nell'annata seguente, gioca solo 5 partite, di cui 2 in Copa Argentina. Durante il mercato estivo del 2018 si trasferisce a titolo definitivo al Genoa per 4 milioni di euro. Con l’arrivo del tecnico Ivan Jurić, esordisce con la maglia dei liguri in Serie A il 20 ottobre contro la Juventus (1-1), facendosi notare per l'ottima prova offerta. La settimana seguente sigla il suo primo gol in carriera nel pareggio per 2-2 contro l'Udinese, venendo successivamente espulso. Torna al gol il 5 maggio 2019 siglando il gol del pareggio nella gara casalinga contro la Roma (1-1). Il 13 luglio successivo viene acquistato dalla Juventus per 26 milioni di euro, che lo lascia in prestito ai liguri fino al termine della stagione 2019-2020. Parte subito titolare sia all'esordio in Coppa Italia, vinto 4-1 contro l'Imolese, sia a quello di campionato pareggiato 3-3 con la Roma. Nell'ultima giornata di Serie A segna il gol del 3-0 contro il Verona, importante per la salvezza dei rossoblù; tuttavia, viene anche espulso nel corso del match per doppia ammonizione. Atalanta Rientrato alla Juventus, il 5 settembre 2020 viene prelevato in prestito biennale dall'Atalanta per 4 milioni di euro, con un diritto di riscatto fissato a 16 milioni più bonus. Esordisce con i nerazzurri il 30 settembre nella vittoria esterna per 4-1 in Serie A contro la Lazio. Il 21 ottobre debutta in UEFA Champions League nel successo per 0-4 contro il Midtjylland, fornendo a Duván Zapata l'assist per il primo gol dei nerazzurri. Nella gara di ritorno contro i danesi, il 1º dicembre, firma la rete del definitivo pareggio (1-1): è il suo primo gol con i nerazzurri, nonché suo primo assoluto nelle competizioni UEFA per club. Il 23 gennaio 2021 apre le marcature nel successo in casa del Milan per 3-0. A fine anno viene premiato come miglior difensore del campionato. Tottenham Il 6 agosto 2021, dopo aver perfezionato il suo acquisto a titolo definitivo dalla Juventus, i bergamaschi lo cedono al Tottenham in prestito con diritto di opzione. Il 30 agosto 2022 viene riscattato dai londinesi, che spendono 50 milioni per lui (cessione più remunerativa nella storia della Dea). Nazionale Nel 2017 partecipa con la nazionale Under-20 argentina al campionato sudamericano di categoria. Il 3 giugno 2021 esordisce con la nazionale maggiore nella gara pareggiata 1-1 contro il Cile mentre, cinque giorni dopo, mette a segno la sua prima rete nella partita terminata 2-2 contro la Colombia. Convocato per la Copa América dal ct Lionel Scaloni, gioca tre partite del torneo, tra cui la finale vinta per 1-0 con il Brasile. Palmarès Nazionale Coppa America: 1 - Brasile 2021 Coppa dei Campioni CONMEBOL-UEFA: 1 - Finalissima 2022 Individuale Premi Lega Serie A: 1 - Miglior difensore: 2020-2021 Squadra ideale della Copa América: 1 - Brasile 2021
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Maurizio Sarri - Allenatore
Socrates ha risposto al topic di Socrates in Tutti Gli Uomini Della Signora
MAURIZIO SARRI «In fondo Sarri è un Maifredi che ce l’ha fatta...». Questa frase dell’amico Alessandro Bassi mette a confronto la storia di due allenatori passati come meteore nella storia bianconera ma capaci di lasciare un segno… anche se non di certo positivo. Tante le analogie fra i due… nessuna esperienza da calciatore, chiamati a sostituire un allenatore vincente (Zoff e Max Allegri), portatori di bel gioco (“il calcio champagne” e il “sarrismo”), abbandonati presto dalla dirigenza e ancor prima dalla squadra («Per lui esiste solo Baggino», ebbe a dire Tacconi di Maifredi). Certo, la differenza è che Sarri ha vinto uno scudetto (e scusate se è poco) ma, obiettivamente, il compito non era poi così arduo. La Juventus è da un decennio la squadra più forte in Italia per distacco. Quella di Gigi da Lograto partiva in quinta posizione, dopo le milanesi, il Napoli e la Samp di Vialli e Mancini. Nonostante Baggio, nonostante Schillaci. Dopo un anno si riparte. Coi ritorni di Boniperti e il Trap (dopo la nefasta gestione della triade Montezemolo-Bendoni-Governato) allora. Con l’arrivo a sorpresa di Pirlo adesso. Cosa ci hanno lasciato il toscano/napoletano e il bresciano? Poco e niente… solo discussioni da bar (o da social) e la palma di allenatori fra i più scarsi che abbiano mai seduto sulla panchina della Vecchia Signora. VALERIO VITALI, 8 AGOSTO 2020 Il progetto Sarri alla Juve è fallito ed è fallito miseramente. Certo, dirlo dopo uno scudetto vinto fa specie, ma è negli appuntamenti di coppa che si è palesata un’insufficienza palese, nel gioco e nello spirito. Le finali perse con Lazio e Napoli e il doppio confronto con il Lione hanno fatto emergere quei limiti alla mentalità “sarriana” che erano visibili anche a Napoli. Contro squadre chiuse, tatticamente ben disposte dietro, Sarri ha sempre faticato e soprattutto, non ha mai posto rimedio a gara in corso. La gara contro i francesi ieri sera ha segnato una linea di non ritorno. Una linea che è stata tracciata in primis da Andrea Agnelli, fortunatamente “Deus ex machina” di questo organismo complesso chiamato Juventus. Un organismo che necessità di valori che non sono facilmente riscontrabili in altri club e che, la storia ci insegna, sono sempre stati sposati dagli allenatori che quelle squadre le hanno guidate. Quante volte avete sentito dire da Torricelli, Di Livio, lo stesso Conte frasi come “mi sarei buttato da un palazzo se Lippi me lo avesse chiesto”. E quante volte lo avete sentito dire a Bonucci, Lichtsteiner o Vidal nei confronti dello stesso Conte. Parole che a loro volta hanno pronunciato negli anni ‘80 con Trapattoni. Alla Juventus, prima di tutto, serve questo, serve un “rinnovato spirito”, come descritto amabilmente da Andrea Agnelli ieri dopo Juve-Lione. Il progetto Sarri è fallito dalla culla. Un matrimonio mal combinato che Manzoni avrebbe narrato con un eloquente “non s’ha da fare”. Per molteplici ragioni tattiche ma anche di uomini a disposizione, sebbene la Juve nella mente di Paratici non fosse costruita così “dilettantisticamente”, come va di moda dire in questi giorni. Per intenderci: un Ramsey alla Hamsik (incursore mezz’ala), con Bentancur suo alter ego tutto fare (come Allan) e un playmaker basso come Pjanic (dove sono finiti i 150 palloni da far toccare al bosniaco?). Nel ragionamento di una rosa più ampia e con ricambi come Matuidi, Khedira, Rabiot ed Emre Can c’era tutto per fare bene. Purtroppo i continui infortuni di Ramsey, il mancato adattamento iniziale di Rabiot e le vicissitudini di Emre Can hanno complicato il tutto. Sarebbero attenuanti in caso di vittoria convincente della Serie A e di un trofeo nazionale e di una fuoriuscita dalle Final Eight di Champions League, ma in questo caso specifico no. Contro il Lione no. La Juventus non si può appiattire, allineare, al pensiero che il nodo gordiano del discorso intorno a Sarri sia riconducibile solo ed esclusivamente al centrocampo quando vieni messo alla porta dal Lione di Crequeret-Cornet-Tousart e compagnia cantante. Il progetto Sarri alla Juve è fallito non solo nei risultati, quanto nell’espressione di gioco ed è questa la nota maggiormente dolente. Sui risultati (che alla Juve contano da sempre primariamente) ci si può anche passare sopra, ma sul come ci si è arrivati, che è stato il reale motivo di quel cambiamento richiesto più di un anno fa, che invece si deve essere intransigenti. Oltre ai due scontri diretti contro l’Inter (che comunque sono valsi il grosso dello scudetto per carità) non si è vista una Juve propositiva dall’inizio alla fine delle gare e quei 24 punti in Serie A che la Juventus ha perso per rimonte alquanto bislacche lo evidenziano in maniera sostanziale. Crolli psicologici, decrescita di giocatori come Pjanic e Higuain, mancato (o tardivo) inserimento di Ramsey e Rabiot, o la gestione a dir poco pessima, dei casi Mandzukic ed Emre Can. Sarri ha fallito sia nell’espressione del gioco, troppo spesso lento e macchinoso, ancor più di Allegri questo è certo, sempre troppo inalberato tra vecchio e nuovo, tra idea di progetto futuro e un passato “rassicurante”. Sarri è caduto ma non lo ha fatto con le sue idee e questo è forse il rammarico maggiore. ANTONELLO ANGELINI, 8 AGOSTO 2020 Arrivederci Maurizio Sarri. Anche tu hai vinto lo scudetto con la Juventus e quindi resterai nella storia della Vecchia Signora. Ovviamente speravo in un differente epilogo: Maurizio Sarri che vince, vincendo e convincendo, magari anche a tratti e che nel giro di un triennio ci porta sul tetto d’Europa. Con tutti i sui difetti Maurizio Sarri ha alcune cose che mi piacciono, compreso il fatto di dire davvero ciò che pensa seppur in maniera un po’ ingenua. Interessanti e non monotone le sue spiegazioni tecniche. La sua mano si è vista più all’inizio che alla fine. Penso alle partite con Inter, Napoli, Lecce, Brescia, Roma in coppa Italia, al primo tempo contro la Lazio a Roma e così via. Poi man mano la squadra ha perso voglia di giocare, i giocatori apparivano sempre più svogliati e demotivati. Questo è stato il vero motivo dell’esonero. Distanza giocatori/allenatore. Non potendo cambiare tutti i giocatori e non riuscendo a difendere un allenatore che ha bisogno di pieni poteri per poter esprimere il suo gioco spumeggiante (quello che ci ha fatto vedere a Napoli) ci si libera dell’allenatore. Funziona da sempre così. Ricordiamo che la campagna acquisti non la ha fatta lui, ricordiamo l’infortunio di Chiellini e l’inserimento molto lento di De Ligt, l’infortunio di Demiral. Ed ecco i troppi gol presi, vero problema della Juventus di Sarri, sono anche figli di questi infortuni. I nuovi si sono inseriti tardi (Rabiot) o mai (Ramsey). Una rosa senza molta logica piena di vecchi giocatori spesso infortunati (Khedira, Costa, De Sciglio, Chiellini), con troppo pochi attaccanti (contro il Lione deve entrare uno della primavera). Poi Sarri ha fatto anche lui tanti errori, dalle dichiarazioni post sconfitta a Napoli, al voler insistere in alcune scelte contro ogni logica. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2021/02/maurizio-sarri.html -
Maurizio Sarri - Allenatore
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MAURIZIO SARRI https://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Sarri Nazione: Italia Luogo di nascita: Napoli Data di nascita: 10.01.1959 Ruolo: Allenatore Altezza: 189 cm Peso: 83 kg Soprannome: Il Comandante Alla Juventus dal 2019 al 2020 52 panchine - 34 vittorie - 9 pareggi - 9 sconfitte 1 scudetto Maurizio Sarri (Napoli, 10 gennaio 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, tecnico della Lazio. Soprannominato il Comandante, nella sua carriera, iniziata nel 1990 tra i dilettanti della Seconda Categoria e proseguita nel successivo trentennio fino ai massimi livelli internazionali, ha vinto un campionato di Eccellenza (2000-2001) e una Coppa Italia Serie D (2002-2003) con la Sansovino, una UEFA Europa League (2018-2019) con il Chelsea e un campionato di Serie A (2019-2020) con la Juventus. Ha inoltre ottenuto sei promozioni in carriera: due con la Sansovino e una a testa con Cavriglia, Antella, Sangiovannese ed Empoli. Maurizio Sarri Sarri alla Juventus nel 2019 Nazionalità Italia Altezza 189 cm Peso 83 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex difensore) Squadra Lazio Termine carriera 1991 - giocatore Carriera Giovanili 197?-197? Figline Squadre di club 1975-1982 Figline ? (?) 198?-198? Grassina ? (?) 1990-1991 Stia ? (?) Carriera da allenatore 1991 Stia 1991-1993 Faellese 1993-1996 Cavriglia 1996-1998 Antella 1998-1999 Valdema 1999-2000 Tegoleto 2000-2003 Sansovino 2003-2005 Sangiovannese 2005-2006 Pescara 2006-2007 Arezzo 2007 Avellino 2007-2008 Verona 2008-2009 Perugia 2010 Grosseto 2010-2011 Alessandria 2011 Sorrento 2012-2015 Empoli 2015-2018 Napoli 2018-2019 Chelsea 2019-2020 Juventus 2021- Lazio Biografia Figlio di un operaio toscano (il padre Amerigo, ex ciclista professionista, lavorava come gruista all'Italsider di Bagnoli, quartiere di Napoli), Sarri è cresciuto a Castro (in provincia di Bergamo) e successivamente a Figline Valdarno (in provincia di Firenze); in gioventù si divide tra il ruolo di calciatore dilettante ed impiegato della Banca Toscana, per la quale lavora anche a Londra, in Germania, in Svizzera e in Lussemburgo. Nel 2002, quando è alla guida della Sansovino, lascia il lavoro bancario per dedicarsi esclusivamente alla carriera di allenatore. Sposato da anni con la moglie Marina, dalla loro unione è nato un figlio, Nicolè, che insieme alla madre si è occupato di gestire una ditta di articoli da ufficio a Matassino, frazione di Figline Valdarno. Suo nonno Goffredo è stato partigiano durante la Seconda guerra mondiale, salvando anche la vita a due soldati statunitensi. Nella cultura di massa Il 20 marzo 2018 viene pubblicato dal rapper Nasta MC il brano Come Maurizio Sarri, dedicato all'allora allenatore del Napoli e che ha riscosso notevole successo soprattutto tra i tifosi partenopei. Caratteristiche tecniche Allenatore «Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l'ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro.» (Maurizio Sarri, Il Foglio, 30 novembre 2014) I capisaldi del gioco di Sarri, definito anche «sarrismo», sono: difesa a quattro con giocatori schierati in linea alta; il riferimento dei suddetti non è l'uomo bensì la palla, come da tradizione della difesa a zona. Si diploma presso il Centro Tecnico di Coverciano nel 2006, con la tesi "La preparazione settimanale della partita". I suoi metodi di allenamento prevedono anche l'ausilio della tecnologia, con droni utilizzati per registrare dall'alto i movimenti della linea difensiva, ma soprattutto per studiare al meglio le distanze tra i reparti. Carriera Giocatore Sarri calciatore al Grassina sul finire degli anni 80 del XX secolo Fin da ragazzo, dopo le giovanili nel locale Figline, Sarri prova a entrare nel grande calcio sostenendo due provini con il Torino e con la Fiorentina. Trascorre quindi diversi anni nel calcio dilettantistico toscano come giocatore, nel ruolo di difensore, sia come terzino sinistro (soprannominato il Secco) che come stopper duro e arcigno, ma sempre tormentato da infortuni. La sua carriera resta comunque legata soprattutto al Figline, con cui esordisce in Serie D nella stagione 1975-76. Nel 1978, a 19 anni, è richiesto dal Montevarchi, ma il Figline chiede 50 milioni di lire per il cartellino, che vegono ritenuti troppi dalla dirigenza montevarchina, mentre poco dopo è Sarri stesso a rifiutare il trasferimento al Pontedera, destinato alla promozione in C1. Sarri gioca nel Figline fino ai 23 anni, quando, nel 1982, subisce il suo primo grave infortunio. La sua carriera continuerà in squadre di seconda e terza categoria, fino all'ultima stagione giocata nelle fila dello Stia. Allenatore Gli inizi: dalla Seconda Categoria fino alla Serie C1 Sarri inizia la carriera di allenatore in Seconda Categoria con lo Stia, squadra nella quale militava come calciatore, portandolo al quarto posto finale da subentrato a metà stagione 1990/91, e prosegue con la Faellese, sfiorando la promozione in Prima Categoria. Dal 1993 compie un doppio salto andando ad allenare squadre di Promozione, con risultati importanti ottenuti alla guida di Cavriglia ed Antella, entrambe portate in Eccellenza. Seguono poi le esperienze sulla panchina del Valdema (esonerato) e del Tegoleto (undicesimo posto da subentrato). Nel 2000 è scelto dalla Sansovino, che in tre stagioni guida dall'Eccellenza alla promozione in Serie C2, vincendo play-off e Coppa Italia Serie D nella stagione 2002-2003. Sarri agli esordi da allenatore, nella stagione 1990-1991, nello spogliatoio dello Stia Nella sua ultima stagione alla Sansovino è soprannominato Mister 33 dal giornalista Fabrizio Ferrari. Trentatré non rappresentava il numero preciso delle soluzioni adottate sulle palle inattive, ma voleva dare un'idea della grande varietà di schemi e quindi di quanto lavoro dedicasse Sarri alla cura dei particolari. Nel 2003, in seguito alla vittoria della Coppa Italia Serie D, riceve la deroga per allenare in C2 e il presidente della Sangiovannese, Arduino Casprini, lo prende alla guida della squadra valdarnese. All'esordio nel calcio professionistico ottiene la promozione in C1 nell'annata 2003-2004 e l'ottavo posto nel successivo campionato di terza serie. Il 18 giugno 2005 si dimette. L'esordio in Serie B con il Pescara e passaggio all'Arezzo Il 9 luglio 2005 Sarri firma col Pescara ed esordisce in Serie B, nella stagione 2005-2006 traghettandola all'undicesimo posto, con conseguente salvezza con tre giornate di anticipo. Il 30 giugno 2006 si dimette; in seguito l'allenatore toscano dichiarerà che l'esperienza con la squadra abruzzese è stata una delle migliori della sua carriera. Il 31 ottobre passa all'Arezzo dopo l'esonero di Antonio Conte. In Coppa Italia la squadra amaranto raggiunge i quarti di finale, superando il Livorno che milita in Serie A, venendo poi eliminata dal Milan di Ancelotti (0-2 al Meazza, 1-0 al ritorno). Il 13 marzo 2007 viene esonerato, lasciando però alla storia dei risultati che rimarranno negli annali del club aretino: il 2-2 in casa della Juventus di Deschamps e il 2-2 al San Paolo contro il Napoli di Reja. Avellino, Verona, Perugia e Grosseto Il 18 luglio 2007 Sarri inizia una brevissima esperienza con l'Avellino: si dimette il 23 agosto, dopo la gara di Coppa Italia persa con l'Ascoli 0-2, senza cominciare il campionato di Serie B, ritenendo di non poter lavorare in quella che viene da lui descritta come «una situazione priva di programmazione e organizzazione». Il 31 dicembre subentra all'esonerato Davide Pellegrini sulla panchina del Verona in Serie C1. Il 28 febbraio 2008 viene esonerato dopo aver ottenuto un solo punto in 6 giornate con 5 sconfitte consecutive, e col Verona all'ultimo posto in classifica. Il 23 settembre subentra all'esonerato Giovanni Pagliari a guida del Perugia in Lega Pro Prima Divisione e viene esonerato il 15 febbraio 2009 dopo la pesante sconfitta per 4-1 contro il Gallipoli. Il 24 marzo 2010 sostituisce l'esonerato Elio Gustinetti al Grosseto, nelle ultime 11 giornate del campionato di Serie B, portando la compagine toscana al settimo posto finale. Alessandria e Sorrento Nell'estate del 2010 Sarri, che pure dopo l'esperienza col Perugia aveva manifestato l'intenzione di non voler allenare più in terza serie, fu convinto dai nuovi presidente e direttore sportivo dell'Alessandria (Giorgio Veltroni e Nario Cardini, con cui aveva positivamente lavorato alla Sansovino) a firmare per la squadra piemontese, in Lega Pro Prima Divisione; l'ingaggio fu sottoscritto il 6 luglio. L'Alessandria balzò ai vertici della classifica già dopo le prime giornate del campionato 2010-2011; Sarri consolidò l'utilizzo del modulo 4-2-3-1 (che già in precedenza aveva sperimentato in luogo del 4-3-3), valorizzò un buon numero di calciatori destinati a salire di categoria (Pucino, Ciancio, Croce, Scappini) e dimostrò abilità nella gestione del gruppo soprattutto quando, nel corso del girone di ritorno, la società si ritrovò alle prese con gravi difficoltà economiche, con l'improvviso abbandono del presidente e con il coinvolgimento di questi nel caso «Scommessopoli»; in questo senso l'allenatore toscano fu protagonista di gesti eclatanti, proteggendo pubblicamente i suoi calciatori («Questo è il gruppo più pulito che ho avuto la fortuna di allenare, è un affronto vedersi inseriti in quell'elenco») e manifestando l'intenzione di dimettersi quando si paventò la sostituzione di alcuni componenti dello staff. Adottò in questo periodo, infine, l'utilizzo della tuta durante le gare ufficiali, abitudine che lo contraddistinse negli anni a venire (in precedenza utilizzava abiti di colore nero, abbandonati per ragioni scaramantiche). L'Alessandria chiuse il campionato al terzo posto, ottenendo il suo migliore risultato sportivo in oltre 35 anni e la qualificazione ai play-off per la promozione in Serie B; raggiunto quest'ultimo obiettivo, al termine di una gara contro la SPAL, Sarri dichiarò: «Sappiamo tutti bene come siamo partiti, in otto e un paio di "Berretti" il 20 luglio, e soprattutto quello che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere, senza una società alle spalle, perché sono tre mesi che il presidente non si fa vedere e sono quattro mesi abbondanti, da dicembre, che non vediamo gli stipendi. E sono 40 giorni che viviamo in questo vortice di notizie societarie [...] con la testa che, inevitabilmente, va anche a quello che succede, o non succede, fuori dal campo, ma anche con l'obbligo di ritagliarci, comunque, qualche ora, quotidianamente, per lavorare, per allenarci, per preparare la partita. In mezzo alle difficoltà, ma con questi ragazzi straordinari che si sono meritati questo traguardo.» Ai play-off i grigi furono estromessi per mano della Salernitana di Breda in semifinale, esperienza che l'ambiente alessandrino ricorda con rammarico e rivendicando pesanti torti arbitrali. Terminata la stagione, l'Alessandria – già provata dalla crisi societaria – fu retrocessa a tavolino in Lega Pro Seconda Divisione a seguito della già citata inchiesta sul calcioscommesse; Sarri, che era stato rinviato a giudizio per omessa denuncia, venne prosciolto. Allettato dalle offerte dell'ambizioso Sorrento, nell'estate 2011 il tecnico di origine napoletana scelse di lasciare la compagine piemontese; ricordato a tutt'oggi dalla tifoseria grigia – nonostante la breve permanenza – come uno dei tecnici preferiti (in un sondaggio svolto dal giornale locale «Il Piccolo» nel 2012 risultò il secondo allenatore più amato della storia dell'Alessandria), in seguito ebbe a dichiarare che «l’Alessandria insieme al Pescara sono le due squadre dove mi sono trovato meglio». Il 7 luglio firma col Sorrento, militante nel campionato di Lega Pro Prima Divisione. Il 14 dicembre è esonerato con la squadra sesta in classifica (partita con penalizzazione di 2 punti), sostituito da Gennaro Ruotolo. Empoli Il 25 giugno 2012 Sarri firma per l'Empoli. L'avvio in campionato nell'annata 2012-2013 è avaro di risultati, e dopo 9 giornate l'Empoli si ritrova in ultima posizione con solo 4 punti totalizzati, ma dopo alcune settimane la squadra comincia la rimonta e chiude al quarto posto: qualificatasi ai playoff, perde la finale per l'accesso in Serie A col Livorno di Nicola, dopo aver sconfitto il Novara in semifinale. Nella stagione 2013-2014 l'Empoli finisce al secondo posto, ed è quindi promosso nella massima serie. Nella stagione 2014-2015 esordisce con gli azzurri toscani in Serie A, all'età di 55 anni, conquistando la salvezza con 4 giornate d'anticipo: conclude il torneo al 15º posto ottenendo 42 punti (8 vittorie, 18 pareggi, 12 sconfitte) e l'Empoli viene considerata la rivelazione del campionato. Il 19 maggio 2015 l'ex capitano della squadra empolese Ighli Vannucchi consegna a Sarri il premio "Leone d'Argento". Si dimette il 4 giugno seguente. Lo stesso giorno ritira ad Amalfi il premio "Football Leader - Panchina Giusta" assegnato dall'Associazione Italiana Allenatori Calcio. Napoli Sarri sulla panchina del Napoli nella stagione 2016-2017 L'11 giugno seguente firma col Napoli, ereditando la panchina azzurra da Rafael Benítez. Esordisce in campionato il 23 agosto 2015 al Mapei Stadium di Reggio Emilia affrontando il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, perdendo 2-1. Il 17 settembre esordisce da allenatore nelle coppe europee, nel netto 5-0 del Napoli sul Club Bruges in una sfida di UEFA Europa League, prima vittoria di Sarri sulla panchina partenopea. Tre giorni dopo, il 20 settembre, ottiene la sua prima vittoria in campionato, battendo al San Paolo la Lazio con un altro 5-0. Il 30 novembre, grazie alla vittoria per 2-1 sull'Inter, riporta il Napoli al primo posto solitario in massima serie, a distanza di oltre 25 anni dall'ultima volta (stagione 1989-90, anno del secondo scudetto del Napoli). Il 10 dicembre 2015 conquista la sesta vittoria su sei partite in Europa League, ottenendo il record di punti (18 su 18) della competizione nella fase a gironi, il record di gol fatti (22 in 6 partite) e subiti (3 in 6 partite) sempre nella fase a gironi della competizione. Il 10 gennaio 2016, vincendo 1-5 sul campo del Frosinone, il Napoli si laurea Campione d'Inverno in Serie A con 41 punti in 19 partite, l'ultima volta fu nella stagione 1989-1990, anno del secondo scudetto. Il 7 febbraio vincendo in casa 1-0 (goal su rigore di Higuaín) contro il Carpi, il Napoli centra l'ottava vittoria consecutiva in campionato, record assoluto per la società partenopea in Serie A. Chiude la prima stagione sulla panchina azzurra al secondo posto in campionato, con conseguente qualificazione diretta in UEFA Champions League, facendo inoltre registrare i nuovi record societari di punti (82) e vittorie in campionato (25), reti stagionali in tutte le competizioni (106), maggior numero di reti realizzate (80) e minor numero di reti subite (32) nei tornei di A a 20 squadre. Il secondo anno sulla panchina azzurra termina al terzo posto in campionato, qualificandosi per i preliminari (poi vinti) di Champions contro il Nizza. Riesce, inoltre, a migliorare alcuni dei record della società partenopea, raggiunti nella stagione precedente, stabilendo nuovi primati per quanto riguarda punti (86), vittorie in campionato (26), reti stagionali in tutte le competizioni (115) e reti realizzate (94) nei tornei di A a 20 squadre. Il terzo anno sulla panchina azzurra termina, nuovamente, al secondo posto in campionato con conseguente qualificazione diretta in Champions. In questa stagione migliora ulteriormente il record di punti (91), vittorie in campionato (28) e minor numero di reti subite (29) nei tornei di A a 20 squadre. Il 23 maggio 2018, dopo tre stagioni alla guida degli azzurri, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis annuncia l'interruzione del rapporto con il tecnico. Chelsea Sarri al Chelsea durante la rifinitura per la vittoriosa finale della UEFA Europa League 2018-2019 Il 14 luglio 2018 Sarri approda sulla panchina del Chelsea, coadiuvato dai vice Gianfranco Zola e Luca Gotti. Esce sconfitto dalla prima partita ufficiale, il Community Shield perso contro il Manchester City di Pep Guardiola. Esordisce in Premier League l'11 agosto, vincendo per 3-0 in trasferta contro l'Huddersfield Town. Il 24 febbraio perde, dopo i tiri di rigore (3-4), la finale di Coppa di Lega sempre contro i Citizens. Sei giorni prima era uscito dalla FA Cup agli ottavi per mano del Manchester Utd. Il 9 maggio 2019, vincendo ai rigori contro l'Eintracht Francoforte dopo l'1-1 dei tempi regolamentari, raggiunge la finale di UEFA Europa League. In Premier arriva invece terzo con 72 punti, a 26 lunghezze dalla capolista Manchester City. Il 29 maggio 2019, battendo i concittadini dell'Arsenal per 4-1 in finale, vince l'Europa League, il suo primo trofeo internazionale nonché primo assoluto tra i professionisti: l'ultimo allenatore italiano a trionfare nella competizione, quando ancora si chiamava Coppa UEFA, era stato Alberto Malesani nell'edizione 1998-1999. Al contempo diventa l'allenatore più anziano ad avere vinto il trofeo all'età di 60 anni e 139 giorni. Juventus Il 16 giugno 2019, dopo l'annuncio della risoluzione contrattuale con i Blues, Sarri è chiamato alla guida della Juventus. Poco prima dell'inizio di stagione viene colpito da una forma di polmonite che non gli permette di dirigere la squadra in avvio di campionato, venendo temporaneamente sostituito alla guida tecnica dal suo vice, Giovanni Martusciello, nelle prime due giornate di Serie A. Esordisce sulla panchina bianconera il successivo 14 settembre, nella trasferta di campionato sul terreno della Fiorentina (0-0); quattro giorni dopo esordisce in UEFA Champions League con la squadra torinese, nel pareggio di Madrid contro l'Atlético Madrid (2-2). Nel corso di una stagione sportiva spezzata, segnata dallo stop forzato causato dalla sopraggiunta pandemia di covid, prima della pausa natalizia perde la sfida di Supercoppa italiana contro la Lazio; nel giugno seguente, alla ripresa dell'attività, raggiunge la finale di Coppa Italia, anch'essa persa, questa volta ai tiri di rigore (2-4), contro il Napoli. Il 26 luglio 2020, con due turni di anticipo, guida la Juventus alla vittoria del suo nono scudetto consecutivo, il primo della carriera per Sarri: all'età di 61 anni diventa il tecnico più anziano a fregiarsi del titolo italiano nell'era del girone unico, superando il precedente record stabilito dal romanista Nils Liedholm nella stagione 1982-1983, oltreché il più vecchio a vincerlo per la prima volta, battendo il primato del sampdoriano Vujadin Boškov nell'edizione 1990-1991. Nonostante l'affermazione in campionato, i deludenti risultati maturati dall'allenatore nelle altre competizioni stagionali, su tutti la precoce eliminazione agli ottavi di finale della Champions per mano del meno quotato Olympique Lione, portano la società a sollevarlo dall'incarico l'8 agosto 2020. Lazio Il 9 giugno 2021, dopo un anno sabbatico, Sarri viene annunciato come nuovo tecnico della Lazio. Il successivo 21 agosto debutta sulla panchina biancoceleste, nella gara di campionato vinta 3-1 sul terreno dell'Empoli. In campionato si piazza al quinto posto con 64 punti; in UEFA Europa League perde il doppio confronto con il Porto nella fase a eliminazione diretta. Controversie Tra gli indagati nell'ambito dello scandalo calcioscommesse del 2011, il 1º giugno 2012 il procuratore federale Stefano Palazzi richiede per lui un anno di squalifica per omessa denuncia: il 18 dello stesso mese viene prosciolto dall'accusa in primo grado. Il 19 gennaio 2016, durante il quarto di finale di Coppa Italia perso dal Napoli contro l'Inter, durante un diverbio con l'allenatore interista Roberto Mancini si lascia andare a degli insulti omofobi: due giorni dopo il giudice sportivo lo condanna a due turni di squalifica nella manifestazione e a un'ammenda di ventimila euro per insulti pesanti. Già il 25 marzo 2014, sulla panchina empolese, si era reso protagonista di un episodio simile durante la trasferta a Varese. Palmarès Allenatore Club Sarri (estrema sinistra) festeggia con il suo Chelsea la vittoria della UEFA Europa League 2018-2019 Competizioni regionali Eccellenza: 1 - Sansovino: 2000-2001 (girone B) Competizioni nazionali Coppa Italia Serie D: 1 - Sansovino: 2002-2003 Campionato italiano: 1 - Juventus: 2019-2020 Competizioni internazionali UEFA Europa League: 1 - Chelsea: 2018-2019 Individuale Panchina d'argento: 1 - 2013-2014 Panchina d'oro: 1 - 2015-2016 L'allenatore dei sogni: 1 - 2016 Premio Nazionale Enzo Bearzot: 1 - 2017 Gran Galà del calcio AIC: 1 - Miglior allenatore: 2017 Trofeo Maestrelli: 1 - 2018 -
GIOVANNI MARTUSCIELLO - Collaboratore Tecnico
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GIOVANNI MARTUSCIELLO https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Martusciello Nazione: Italia Luogo di nascita: Ischia (Napoli) Data di nascita: 19.08.1971 Ruolo: Collaboratore tecnico Altezza: 178 cm Peso: 76 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2019 al 2020 e dal 2025 1 scudetto Giovanni Martusciello (Ischia, 19 agosto 1971) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, collaboratore tecnico della Juventus. Giovanni Martusciello Martusciello all'Ischia Isolaverde Nazionalità Italia Altezza 178 cm Peso 76 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex centrocampista) Squadra Juventus (Coll. tecnico) Termine carriera 1º luglio 2006 - giocatore Carriera Giovanili 19??-1988 Ischia Isolaverde Squadre di club 1988-1995 Ischia Isolaverde 160 (6) 1995-1999 Empoli 118 (12) 1999-2000 → Genoa 16 (1) 2000 → Palermo 5 (1) 2000-2002 Cittadella 42 (3) 2002-2003 Catania 29 (3) 2003-2004 Sambenedettese 19 (1) 2004-2005 Lucchese 29 (1) 2005-2006 Pontedera 22 (1) Carriera da allenatore 2006-2009 Empoli Primavera (Vice) 2009-2010 Empoli Assistente 2010-2012 Empoli Vice 2012-2015 Empoli Coll. tecnico 2015-2016 Empoli Vice 2016-2017 Empoli 2017-2019 Inter Coll. tecnico 2019-2020 Juventus Vice 2021-2024 Lazio Vice 2024 Lazio Interim 2024 Salernitana 2025- Juventus Coll. tecnico Caratteristiche tecniche Giocatore Nato come centrocampista d'interdizione, nel corso della carriera ha avanzato il suo raggio di azione, arrivando a giocare esterno di attacco svariando su tutto il fronte offensivo. Ha dichiarato di essersi ispirato, durante la sua carriera, a Franco Impagliazzo, suo compagno di squadra e capitano negli anni dell'Ischia Isolaverde. Carriera Giocatore Ischia Cresciuto nel vivaio dell'Ischia Isolaverde, entrò in pianta stabile in prima squadra all'età di 16 anni ed esordì in Serie C1 il 15 gennaio 1989, all'88' della partita casalinga contro il Francavilla (3-0), sotto la guida tecnica di Franco Villa. L'anno successivo riuscì subito a conquistarsi più spazio in squadra, collezionando 20 presenze in un Ischia che, a fine stagione, chiuse ultima in classifica. Nel campionato 1990-1991 diventò titolare, collezionando 32 presenze e 2 reti: il primo gol in Serie C2 lo mise a segno il 14 ottobre 1990, nella partita giocata fuori casa contro l'Astrea. Nella stagione 1993-1994 realizzò la sua prima rete in C1 ad Antonio Chimenti, al 59' di Ischia-Salernitana, il 6 febbraio 1994; nella stessa realizzò anche la sua prima doppietta in carriera, andando a segno nella partita Casarano-Ischia (2-2), ai minuti 60' e 80'. Al termine del campionato 1994-1995, dopo aver conquistato una salvezza ai play-out contro il Chieti, decise di lasciare l'Ischia dopo aver collezionato 160 presenze e 6 reti, in sei campionati di C1 e uno di C2. Empoli Martusciello in azione all'Empoli nella stagione 1997-1998 Nel luglio 1995 fu messo sotto contratto dall'Empoli; un acquisto suggerito al presidente azzurro Fabrizio Corsi durante una vacanza sull'isola d'Ischia. Alla corte di Luciano Spalletti, Martusciello fu valorizzato come punta esterna libera di svariare su tutto il fronte di attacco, diventando uno degli uomini-chiave della doppia promozione empolese dalla Serie C1 alla Serie A. Con i toscani si affermò titolare fin dalla stagione 1995-1996, in cui collezionò 29 presenze e 2 reti, prendendo parte alle vittorie del campionato di C1 e della Coppa Italia di Serie C, quest'ultima dopo la finale col Monza. Esordì in Serie B il 9 agosto 1996 contro il Padova, mettendo a segno la sua prima rete il successivo 15 dicembre al Foggia, battuto a Empoli grazie alla sua rete. Alla sua prima stagione tra i cadetti, giocando sempre da titolare, collezionò 35 presenze e 4 reti, contribuendo, al termine del campionato 1996-1997, al secondo posto della sua squadra con annessa promozione in massima serie. Esordì in Serie A il 31 agosto 1997, nella partita persa in casa contro la Roma (1-3), mentre la prima rete la mise a segno il successivo 21 settembre, nella sfida interna contro la Lazio, all'11', per poi ripetersi una settimana dopo nel derby toscano sul campo della Fiorentina, quando, al 4' di recupero, fissò il punteggio sull'1-2, regalando la prima vittoria a Firenze nella storia del club. Il 12 dicembre 1997 mise a segno la sua prima doppietta in campionato, segnando due reti alla Sampdoria. Alla fine del torneo 1997-1998 furono 6 le reti messe a segno, in 23 presenze, che gli procurarono anche una certa notorietà. Ultimi anni Nel settembre 1999 passò al Genoa in Serie B, dove, a causa di problemi di ambientamento, preferì rescindere il contratto a stagione in corso. Nel marzo 2000 si accasò quindi al Palermo, militante in Serie C1; rimase in Sicilia fino al termine della stagione e, a causa di una serie di problemi fisici, collezionò solo 5 presenze e 1 rete, non riuscendo ad aiutare la squadra rosanero nella rincorsa per un posto nei play-off. Nella stagione 2000-2001 si trasferì al Cittadella, neopromosso in Serie B, dove militò fino al termine della stagione 2001-2002, collezionando 42 presenze e 3 reti. Per il campionato 2002-2003 approdò al Catania, sempre tra i cadetti, prima di scendere di categoria con Sambenedettese e Lucchese in Serie C1, fino alla stagione 2005-2006, dove chiuse la carriera nelle file del Pontedera militante in Serie D. Allenatore Terminata la carriera da giocatore ha intrapreso quella di allenatore, cominciando nel 2006 nelle giovanili dell'Empoli per poi salire, dal 2009, in prima squadra: dapprima come assistente di Salvatore Campilongo, poi come vice di Alfredo Aglietti e infine come collaboratore di Maurizio Sarri; resta nel club toscano anche col successivo arrivo di Marco Giampaolo, tornando nella circostanza al ruolo di tecnico in seconda. Il 26 maggio 2016, a seguito dell'addio di Giampaolo, è promosso a tecnico della prima squadra. Durante la stagione l'Empoli si trova in zone tranquille ma, dopo aver sprecato un vantaggio di 11 punti nel finale sul Crotone ed essere scavalcato dai calabresi all'ultima giornata di campionato, terminata con una sconfitta contro il Palermo, la squadra toscana retrocede in Serie B: a seguito di ciò, a fine stagione non viene confermato dal presidente empolese Corsi. Chiude la sua esperienza dopo aver ottenuto 8 vittorie, 8 pareggi e 22 sconfitte in campionato. Nell'estate 2017 entra nello staff dell'Inter come collaboratore del tecnico Luciano Spalletti. Il successivo 3 ottobre ottiene l'abilitazione da allenatore di Prima Categoria. Il 30 giugno 2019, con l'esonero di Spalletti, rescinde il suo contratto con la società milanese. Il 10 luglio seguente, dopo un quadriennio torna a lavorare con Sarri, chiamato a fargli da vice alla Juventus; qui, con Sarri alle prese con un periodo di convalescenza, Martusciello lo sostituisce nella direzione tecnica della squadra durante la fase iniziale della stagione 2019-2020. Al termine dell'annata, nonostante la vittoria dello Scudetto, lascia il club causa il sopraggiunto esonero di Sarri. Il 9 giugno 2021, dopo un anno d'inattività, torna a essere il vice di Sarri, questa volta alla Lazio. Il successivo 19 settembre va in panchina al posto dello squalificato Sarri. Anche nei campionati successivi, a causa delle squalifiche di Sarri, ha modo di andare in panchina al suo posto. Il 13 marzo 2024 assume ad interim la guida della prima squadra biancoceleste, dopo le dimissioni di Sarri; cinque giorni dopo lascia il posto al nuovo tecnico, Igor Tudor, non prima di avere ottenuto, due giorni prima, una vittoria per 2-3 contro il Frosinone. Il 3 luglio 2024 rassegna le dimissioni dal proprio incarico al club biancoceleste. Il giorno seguente viene ingaggiato come tecnico della Salernitana, neoretrocessa in Serie B. L'11 novembre successivo viene sollevato dall’incarico dopo la sconfitta ottenuta il giorno prima contro il Bari (0-2) e con la squadra al quartultimo posto con 13 punti raccolti in altrettante gare. Il 26 agosto 2025 risolve il contratto con la squadra campana. Il 30 ottobre 2025 ritorna alla Juventus come collaboratore di Luciano Spalletti. Palmarès Giocatore Campionato italiano Serie C2: 1 - Ischia Isolaverde: 1990-1991 (girone D) Coppa Italia Serie C: 1 - Empoli: 1995-1996 Allenatore Club Campionato italiano: 1 - Juventus: 2019-2020 -
CRISTIANO RONALDO «Oggi lascio un club fantastico, il più grande d’Italia e sicuramente uno dei più grandi di tutta Europa. Ho dato il mio cuore e la mia anima per la Juventus e amerò sempre la città di Torino fino ai miei ultimi giorni. I tifosi bianconeri mi hanno sempre rispettato e ho cercato di ringraziare quel rispetto lottando per loro in ogni partita, in ogni stagione, in ogni competizione. Alla fine, possiamo tutti guardare indietro e realizzare che abbiamo ottenuto grandi cose, non tutto quello che volevamo, ma comunque abbiamo scritto una bella storia insieme. Sarò sempre uno di voi. Ora fate parte della mia storia, come sento di essere parte della vostra. Italia, Juve, Torino, tifosi bianconeri, sarete sempre nel mio cuore». MASSIMO ZAMPINI, DA WILLIAMHILLNEWS.IT DEL 26 AGOSTO 2021 Comunque vada a finire, una cosa è certa: ci studieranno nei libri di storia come la tifoseria che è riuscita a spaccarsi pure su Cristiano Ronaldo. Tutti uniti e felici solo il giorno dell’arrivo, a tracciare aerei per la Grecia e impazzire per l’idea a) di avere con noi il giocatore più forte del mondo, b) di non avere più contro di noi chi ci segna un paio di gol a partita ogni volta che lo affrontiamo, talvolta pure in rovesciata. Da lì in poi, gioia interrotta poche settimane dopo perché la società decide di sacrificare Caldara (nei libri di storia uno dei capitoli più interessanti e sconvolgenti sarà dedicato alla folta tribù dell’hashtag #Caldaranonsitocca). Cristiano supera i 20 gol nel primo campionato, vinto a marzo, elimina da solo l’Atletico Madrid in una delle partite più sensazionali mai viste in vita mia, segna all’Ajax all’andata e al ritorno ma non basta perché la squadra è spompata, senza molte idee (e titolari, senza farlo diventare un alibi). Qui partono i primi dubbi, di cui gli studenti dei secoli futuri troveranno diverse tracce: “Ma come, non era venuto per farci vincere la Champions? Prima arrivavamo in finale e ora con lui usciamo ai quarti con l’Ajax?”. Resti? “Mil por ciento” e gran parte della tifoseria è felice – resti agli atti anche questo, eh! –, proprio come quando Cristiano fa gol ed esulta alla sua maniera, con lo stadio che lo segue con il suo leggendario siuuuu che invade lo Stadium e ogni stadio della serie A (rimarrà indimenticabile un grido collettivo di migliaia di juventini che si impadronisce perfino di un attonito San Siro). Avere Cristiano Ronaldo è un orgoglio, nel mondo si parla di noi sempre di più, vedi magliette bianconere in ogni dove e per me diventa più facile convincere ristoratori greci che fare vedere la partita della Juve a tarda sera sarà produttivo, perché c’è CR7 e la gente si fermerà a consumare qualcosa: tempo due minuti ed ecco tre ragazzi che lo vedono, lo indicano e sono seduti. Tranquillo, ristoratore, non mi ringraziare, solo dovere. Ed ecco il secondo anno, la Juve in testa, arriva il Covid ma poi si riprende ed ecco un altro scudetto con Ronaldo che supera i 30 gol in campionato. Ma. C’è sempre un ma, se siamo alla Juventus, perché in Champions siamo circa come l’anno precedente: lui fa due gol nella partita decisiva ma la squadra (evidentemente in calo dopo un ciclo sensazionale, tra addii e ricambi non sempre semplici da azzeccare, altrimenti i cicli non finirebbero mai) esce con il Lione e allora rieccoci: “lo avevamo preso per vincere la Champions e ora usciamo con il Lione?”. E poi, lo segnalo a chi redigerà i libri di testo, l’anomalia più incredibile che da un po’ colpisce alcuni tra noi: essere spesso d’accordo con chi, tra media e opinionisti vari, ci detesta da sempre. Distrutti da 8-9 anni di scudetti ti dicono che vinci gli scudetti ma non giochi bene? Eccoci ad accodarci e a palesare insoddisfazione. Ti fanno presente che in Italia stai vincendo solo tu ma in Champions non trionfi da troppo tempo? Ecco che li chiamiamo scudettini, anche alcuni tra noi, perché manca la Champions, sempre la Champions, nient’altro che la Champions. Potevamo dunque non accodarci su Cristiano Ronaldo? Ovviamente no, quindi ecco i vari “è fortissimo, ma forse la squadra gioca peggio con lui, è individualista, egoista, pensa solo ai suoi record” e così via: me lo sento dire in tv, e fin qui vabbè, ma lo sento ripetere da tanti amici. Così arriviamo al terzo anno, Cr7 è il capocannoniere della Serie A con 29 gol in una Juventus che sta cercando di passare indenne da un ciclo all’altro e arriva solo quarta, soffrendo, esce dall’Europa contro il Porto (stavolta stecca anche lui) e nell’anno più difficile vinciamo comunque un paio di trofei “minori” (uno dei due chi lo decide?). E sia chiaro: non è certo perché ci dividiamo tra noi, se Ronaldo va via. Lui avrà voglia di cambiare (con la frenata Covid, le squadre che possono seriamente ambire a vincere tutto sono pochissime, generalmente possedute da emiri, sceicchi e oligarchi), la società avrà fatto le sue legittime valutazioni: un risparmio evidente, un ciclo che deve ripartire, altri giocatori su cui investire, chissà, i motivi possono essere tanti (il primo è che se lui vuole andare via, tenerlo controvoglia sarebbe probabilmente dannoso). Io sto solo raccontando di come lo abbiamo vissuto, di chi se lo è goduto e di chi no, perché “non si è vinta la Champions”. E allora, se davvero vai, se davvero finisce tutto con un anno di anticipo, sappi che per me e la gran parte di noi è stato fantastico, che non si viene certo giudicati per avere vinto o meno la Champions in tre anni (altrimenti ciao Buffon, ciao Zizou, e compagnia ahimè piuttosto varia), che vincere con te è stato bellissimo. Che non so se avremmo conquistato i trofei di questi anni, senza i tuoi 30 gol a stagione mentre la squadra passava da un ciclo all’altro. E che però, regola eterna che viene prima di qualunque giocatore, se tutto finisce, tu vai e la Juve resta. E per noi che restiamo – studenti del futuro, mettetelo agli atti –, conta solo la seconda, i giocatori che rimangono, quelli che arriveranno. Il resto, quando sarà finito, sarà solo un ricordo, l’ennesimo bellissimo ricordo. LAPO ELKANN, DAL SUO PROFILO TWITTER DEL 27 AGOSTO 2021 È il momento di salutare un amico e un campione. In questi 3 anni la Juventus è stata la tua famiglia che ti ha accolto a braccia aperte e ti è stata SEMPRE vicino. Tu hai ricambiato portando la tua classe, la tua professionalità, la grinta e i record sul campo. Avere avuto il più grande attaccante dell’era moderna nella seria A è stato un privilegio. Per te avere indossato la maglia di uno dei club più importanti al mondo rimarrà un traguardo unico. Fuori dal campo hai aiutato la Fondazione LAPS sostenendo le donazioni per l’Italia e il Portogallo colpito dal Covid. Per questo ti ringrazio di cuore. Adesso che torni in una grande squadra come il Manchester United non mi resta che augurarti buona fortuna per tutto. Insieme disegneremo ancora le collezioni degli occhiali CR7 – Italia Independent. Noi bianconeri continueremo il nostro percorso, perché siamo la Juventus e la Nostra Storia e il Nostro Amore per la Signora Non Finirà Mai. È tempo di ritornare in campo, ma soprattutto di vincere. WILLY SIGNORI, DAL SUO PROFILO TWITTER DEL 27 AGOSTO 2021 Non me ne frega niente della “statura morale”, mica è un pastore di una confessione religiosa o un mio amico. È un calciatore e il suo passaggio alla Juve lo valuto solo per quello che ha dato in campo e fuori alla Juve. In campo è stato sempre ultra professionale, ha reso per quanto è stato pagato. Alcuni lo accusano di aver giocato per se stesso: forse è vero ma la ricerca ossessiva del gol va a vantaggio della squadra, soprattutto se la squadra il più delle volte non sa cosa fare col pallone. Cura maniacale della preparazione atletica per una condizione sempre al top. L’unica cosa che gli rimprovero in campo sono i tre anni di punizioni battute sulla schiena degli avversari. E, a proposito di punizioni, la giravolta col Porto… Fuori dal campo è stato un boost pazzesco per il marchio Juve perché Ronaldo è più famoso della Juve, e nel rapporto questo alla lunga ha pesato. Ronaldo fa quello che vuole, ma questo era nei patti fin dall’inizio perché evidentemente alla proprietà stava bene così. A 36 anni crede di essere ancora determinante ad alti livelli. Ha ragione? Probabilmente sì. Ritiene che questa Juve non sia al suo livello e non possa giocarsela in Europa. Ha ragione? Sicuramente sì. Rosica per Messi al PSG ? Molto probabile. Posso biasimarlo per questo? No Alla Juve rimprovero di aver costruito attorno a Ronaldo una squadra di livello solo nel 18/19 per poi affidarsi all’improvvisazione totale alla fine della prima e nelle due stagioni successive. Non si può sfruttare così male un investimento del genere e il Covid c’entra ben poco: 2019 l’uscita con l’Ajax attribuita al poco coraggio della squadra (dopo il miracolo compiuto contro l’Atletico); 2020 il disastro con il Lione e poi l’ultima sciagurata stagione, allenato da un principiante scelto solo perché amico del presidente. Chi di noi sarebbe rimasto? Appunto. Alla fine è una separazione consensuale in cui CR7 vuole andare e la Juve non piange per il suo addio, ma quando un fenomeno non vuole restare non è mai un bel segnale e una bella pubblicità. Le società forti decidono quando interrompere i rapporti coi giocatori, non viceversa. Tutto questo al di là dei discorsi sulla statura morale di questo o quell’altro giocatore che sono ridicoli: CR7 è un’azienda e dopo tre anni di vittorie nazionali e cammini europei insufficienti non ha ritenuto l’azienda Juve alla sua altezza. Questo è. Da tifoso me ne farò velocemente una ragione, continuando a tifare Juve più forte di prima. Di sicuro seguirò con interesse i prossimi passi della società per vedere come si organizzerà e che strade prenderà. Se c’è un’idea dietro o no. C’è da ripartire e da farlo alla svelta. ANTONIO TORRISI, DA RIVISTACONTRASTI.IT DEL 25 AGOSTO 2021 Bisognerà pur trovare un senso al fiume di parole che, con alto concentrato d’umidità, rinfresca le ultime giornate estive trascorse “all’ombra dell’ultimo sole”: assopiti, con una specie di sorriso. L’ultimo baluardo del capitalismo fatto uomo, l’azienda che sposta capitali ingenti e trasforma l’acqua in vino, DOC e d’annata, da servire al lussuoso tavolo dei nobili del calcio se n’è andato. Con fare frenetico e lucido cinismo ha fatto, disfatto e poi lasciato ai piedi dell’armadietto le valigie come un tredicenne in ritardo alla prima gita scolastica fuori porta: ci penserà mammà. Cristiano Ronaldo non si è neanche degnato di salutare i presenti alla Continassa (o forse ha fatto solo quello), cotti in rosmarino e salsa (disperanzosa dalla seconda entità più importante a Torino dal 2018 a oggi, il sole. Tornato inspiegabilmente al centro del sistema solare, persino quello bianconero. Georgina e la carovana di parenti trascinati dallo charme del semi-dio sceso dal jet privato ne danno il triste annuncio, lasciandosi dietro l’alone posticcio che ha costantemente caratterizzato la sua esperienza in Italia. Cristiano non ha mai parlato l’italiano, come visto dai saluti, forzato com’era in quelle poche apparizioni in TV in un Paese con cui ha sempre dimostrato di non voler familiarizzare troppo per paura, chissà, di ritrovarsi tra zia Concetta e zia Caterina. Sarebbe stata un’esperienza. E invece Cristiano Ronaldo, portato in trionfo sulle spiagge greche ancor prima della firma – laddove si recava un sudatissimo Sarri in pellegrinaggio a chiedere benemerenza – uno e trino, innominato e innominabile, l’unico da salvare nel mare in tempesta della Juventus anche quando tra i responsabili di disastri sportivi (Porto, ehm), scintillante anche fuori fase, ci ha lasciato con un addio talmente apatico e robotico da dar ragione forse ai suoi detrattori. Come ha scritto oggi Gabriele Romagnoli su La Stampa: «Prendere Cristiano Ronaldo è stato un po’ come acquistare una barca. È noto che dà due momenti di felicità assoluta: quando arriva e quando te ne liberi. In mezzo: sensazioni contrastanti. Una soddisfazione costante ma raramente incontenibile, frenata dai dubbi ricorrenti sulla validità dell’investimento». Il Re è nudo di vesti, ma pur sempre ricoperto di diamanti. Ha benedetto un popolo che lo ha aspettato per ricoprirlo di complimenti nella speranza di ingraziarselo: lui ha risposto con qualche autografo e due foto. La verità è che non è mai sembrato a suo agio neanche nelle foto di rito. Figuriamoci felice. Un rapporto in cui Ronaldo ha provato a diventare juventino e soprattutto la Juventus ha provato a diventare ronaldiana, ma che si è concluso con un divorzio mediatico, quasi di sollievo a entrambe le parti. Ha fallito lui? Ha fallito la Juve? Ha fallito il popolo bianconero? Il sistema italiano? Ha forse fallito Andrea Agnelli (o in quel caso Fabio Paratici) a tentare il colpo della vita per consacrare la propria storia da massimo dirigente della Madama portando a Torino uno dei più forti atleti di tutti i tempi? A tutte queste domande, nel tramonto splendido dell’ennesima genuflessione del calcio italiano, il “sì” è l’unica risposta plausibile quantomeno per ristabilire un certo equilibrio interiore, sbranato com’è stato il nostro fegato tra la preoccupazione della botta in allenamento del portoghese e la temperatura del pasto servitogli a tavola. Sempre con l’inchino. Citando Giuseppe Pastore su Il Foglio: «In questi tre anni è stato scritto e sostenuto prima l’improbabile e poi direttamente l’impossibile, anche a causa della nostra innata provincialità che ci ha mandato “in cimbali” al pensiero che il Re avesse scelto noi, proprio noi, come umili sudditi a rendergli omaggio con la faccia sotto i suoi piedi». Per trattenerlo e non far spazientire la bestia famelica che è in lui la Juventus si è ridotta ad acrobazie economiche che solo gli impotenti padri di famiglia, operai dalla schiena spezzata, possono immaginare, prostrati di fronte al figlio capriccioso che oltre alla Play Station vuole pure le scarpe alla moda per non sfigurare di fronte agli amichetti, quando in tavola dal pasto caldo si passa al pane e cipolla. “Chissene”: la tratta di giovani promettenti, gonfiati dalle vesti extralarge di “golden boy” e venduti in giro per l’Italia al suon di plusvalenze e l’incapacità di sostenere un progetto tecnico nel segno della continuità esemplificano la goffaggine di una gestione economica che ha ingrassato i bilanci a suon di ricapitalizzazioni e sponsorizzazioni, bloccando di fatto anche le operazioni più semplici (il beneficio di una sua cessione, comunque, si stima intorno ai 60 milioni di euro di ingaggio, 10 dei quali già percepiti). E Marco Iaria sulla giornalaccio rosa dello Sport calcola che, tra annessi e connessi, Ronaldo sia costato alla Juventus 87 milioni all’anno. Sempre nel nome del Signore. Tutto, insomma, a una certa è girato male. Tecnicamente ha ridicolizzato i compagni, Dybala su tutti, ma anche gli altri che dopo due finali di Champions si sono sciolti come neve al sole di fronte al fenomeno portoghese, e a lui si sono affidati messianicamente (ricordate i primi due anni in Champions e la Juve – a dir poco – Ronaldodipendente?). E tutte le strategie bianconere hanno iniziato inevitabilmente a ruotare attorno a Ronaldo, dagli allenatori al mercato, dimenticando che la Juventus è sempre stata un’altra cosa. La storia della Vecchia Signora in fondo, che ha sempre ignorato le basse questioni di cuore (Del Piero, coff coff) in virtù di una perenne e cinica predestinazione alla vittoria, se rapportata al trattamento servito a Ronaldo appare banalizzata. Persino essiccata e conservata in salamoia. La decisione di andar concretizzata a quattro giorni dalla fine del mercato, costringendo la Juventus a virare a quanto sembra su Moise Kean (lo stesso che ha portato quasi in motorino in Inghilterra, giusto pochi anni fa), è solo l’ultimo umiliante editto di un Re che ha goduto di favori che in altre piazze, storicamente, sono stati considerati eccessivi e fuori luogo (l’epopea eterna di Diego Armando Maradona a Napoli, ad esempio). Alla fine ha vinto l’inadeguatezza. L’illusione del beneficio che, per molti, avrebbe arrecato a tutto il calcio italiano si è sgretolata sotto i colpi dei suoi 101 goal in 134 partite in bianconero: uno dopo l’altro sempre più vuoti, vani e insufficienti per raggiungere la Champions League, invocata a gran voce dai tifosi al suo arrivo a Torino. Lui, l’unico a poterci riuscire, il predestinato, il prescelto dalla storia in virtù del suo stacco poderoso e delle Coppe alzate al cielo con Real Madrid e Manchester United. “Fino alla fine”: o almeno, fino a quando ha risucchiato l’ultima goccia di sangue dalle vene di un calcio italiano che non può uscirne che male, bistrattato dall’icona mondiale che sposta e fa spostare – e abbandonato in fretta e furia da tanti, da Hakimi a Donnarumma, da Lukaku a Cristiano. Com’è che la definivano? Ah, sì: “un’azienda in movimento”, o giù di lì. Eppure oggi, nel triste epilogo di questa vicenda, scrive bene la sempre ottima newsletter dello Slalom: «Ciao Ronaldo, forse li senti, ti stanno salutando dicendo che sei stato uno dei tanti, in un club che ha avuto Sivori, Platini, Zidane, Del Piero, Buffon, un club che sempre volta pagina smaltendo le sue scorie sentimentali in qualche discarica, al primo minuto della prima palla al centro. A ogni dicembre che Iddio ha mandato in terra, eri tu che meritavi il Pallone d’oro, a impedirlo erano i complotti di quei cattivoni al Real Madrid. Ancora domenica scorsa come si fa a tenere il migliore del mondo in panchina – e adesso il migliore non sei più, i cinque Palloni d’oro e i sei piazzamenti al secondo posto puff, tutte le righe che tenevano il conto dei tuoi record, i gol, Pelé, Bican, i follower, gli sponsor, puff, stamattina sei una zavorra, la rovina della Juventus con i tuoi 101 gol in 143 partite. Stamattina c’è il sollievo per una migliore distribuzione dei gol senza di te, stamattina – dai – c’è Bernardeschi. Ne hai frenato la crescita, non lo sapevi? Succede coi capelli, col bulbo debole. Non la vedi, Cristia’, la decrescita felice?». E come dargli torto? La schizofrenia della stampa italiana, in un Paese che storicamente cambia bandiera in maniera talmente grottesca da essere quasi ammirevole, ormai si fa beffe del criterio di realtà. In 24 ore mutano non solo i fatti ma anche le interpretazioni, del presente e pure del passato. Noi che sommessamente non abbiamo mai esaltato il Cristiano Ronaldo bianconero, e che però lo abbiamo difeso dalla furia cieca e smemorata il giorno dopo Oporto, oggi che è finita proviamo solo a tracciare un po’ un bilancio. Perché il nuovo e vecchio calciatore dello United a Torino ha continuato a segnare, esultare, infarcire di numeri il suo già ricco curriculum, ma non si può dire lo stesso della Vecchia Signora. Per la prima volta “al di sotto” e non “al di sopra”. Sempre all’ombra dell’ultimo sole, assopiti come il pescatore, con poco tempo e troppa fame, sembra essere giunta l’ora della rivelazione finale, per tutti: “non di solo pane vive l’uomo”, ma di ogni parola che esce dalla bocca dell’unico Dio al quale, in questo sport, bisogna render grazia, privo di brillantina e di boria. “Lunga vita al Re”, il pallone però. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2022/02/cristiano-ronaldo.html
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CRISTIANO RONALDO https://it.wikipedia.org/wiki/Cristiano_Ronaldo Nazione: Portogallo Luogo di nascita: Funchal Data di nascita: 05.02.1985 Ruolo: Attaccante Altezza: 187 cm Peso: 85 kg Nazionale Portoghese Soprannome: CR7 - El Comandante Alla Juventus dal 2018 al 2021 Esordio: 18.08.2018 - Serie A - Chievo-Juventus 2-3 Ultima partita: 22.08.2021 - Serie A - Udinese-Juventus 2-2 134 presenze - 101 reti 2 scudetti 1 coppa Italia 2 supercoppe italiane Campione d'Europa 2016 con la nazionale portoghese Nations League 2019 con la nazionale portoghese 5 Palloni d'oro Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, meglio noto come Cristiano Ronaldo (Funchal, 5 febbraio 1985), è un calciatore portoghese, attaccante dell'Al-Nassr e della nazionale portoghese, di cui è capitano e con cui è diventato campione d'Europa nel 2016 e ha vinto la UEFA Nations League 2018-2019. Soprannominato CR7 per via del numero di maglia che lo ha contraddistinto per gran parte della sua carriera, è ritenuto uno dei migliori calciatori di tutti i tempi, è il marcatore più prolifico nella storia del calcio nonché il miglior realizzatore delle nazionali di calcio. Inoltre, rientra nella ristretta cerchia dei calciatori con almeno 1000 presenze in carriera; in questa speciale lista, risulta essere l'attaccante con il maggior numero di apparizioni. È inoltre al quarto posto come miglior assist-man di sempre (273). Nel corso della sua carriera ha indossato le maglie di Sporting Lisbona, Manchester United, Real Madrid, Juventus e Al-Nassr, vincendo a livello internazionale cinque UEFA Champions League, due Supercoppe UEFA, quattro Coppe del mondo per club FIFA e una Coppa dei Campioni araba. Detiene il primato di presenze, di reti e di assist nella UEFA Champions League e nelle competizioni UEFA per club. Con la nazionale portoghese, della quale è primatista di presenze e di reti, ha preso parte a cinque edizioni del campionato mondiale, arrivando al quarto posto nel 2006; a cinque edizioni del campionato d'Europa, vincendo quello del 2016 (primo titolo per il Portogallo) e arrivando al secondo posto nel 2004 e al terzo posto nel 2012; a un'edizione della Confederations Cup (2017), classificandosi al terzo posto; e alla fase finale di una UEFA Nations League (2018-2019), vincendo anche quest'ultima. Al campionato europeo detiene il record di reti e di presenze ed è l'unico calciatore sceso in campo ed andato a segno per cinque edizioni (nel 2012 e nel 2020 ottenne anche il titolo di capocannoniere). Ai Mondiali è l'unico calciatore andato a segno in cinque edizioni. È comparso ininterrottamente nella classifica del Pallone d'oro dal 2004 al 2022, vincendolo per cinque volte, e ha ottenuto quattro Scarpe d'oro. Per cinque volte si è aggiudicato anche il premio come migliore giocatore al mondo FIFA e per quattro volte quello come miglior giocatore UEFA. È stato inoltre nominato cinque volte miglior marcatore internazionale dell'anno IFFHS. La stessa IFFHS lo ha eletto miglior marcatore del mondo della decade 2011-2020. La rivista inglese World Soccer lo ha eletto per 5 anni World Player of The Year. Vincitore di numerosi premi accessori, dal 2007 al 2020 ha fatto sempre parte della FIFA FIFPro World XI, è stato inserito 9 volte nella squadra dell'anno ESM, in 15 occasioni nella squadra dell'anno UEFA, in 11 volte in quella dell'Équipe e in 5 volte in quella dell'IFFHS. La rivista francese France Football lo ha inserito nella "squadra ideale degli anni 2010" e nel 2020 lo colloca nel Dream Team del Pallone d'oro come migliore ala sinistra della storia del calcio. Nel 2009 il Sun e Sports Illustrated lo inseriscono nella loro "squadra ideale del decennio 2000-2009" mentre l'IFFHS lo colloca nella "squadra del decennio 2011-2020". È stato inserito per 3 volte nell'All Star Team degli Europei. Cristiano Ronaldo Ronaldo con l'Al-Nassr nel 2023 Nazionalità Portogallo Altezza 187 cm Peso 85 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Al-Nassr Carriera Giovanili 1992-1995 Andorinha 1995-1997 Nacional 1997-2002 Sporting Lisbona Squadre di club 2002-2003 Sporting Lisbona B 2 (0) 2002-2003 Sporting Lisbona 25 (3) 2003-2009 Manchester Utd 196 (84) 2009-2018 Real Madrid 292 (311) 2018-2021 Juventus 134 (101) 2021-2022 Manchester Utd 40 (19) 2023- Al-Nassr 56 (55) Nazionale 2001 Portogallo U-15 9 (7) 2001-2002 Portogallo U-17 7 (5) 2003 Portogallo U-20 5 (1) 2002-2003 Portogallo U-21 10 (3) 2004 Portogallo olimpica 3 (2) 2003- Portogallo 217 (135) Palmarès Europei di calcio Argento Portogallo 2004 Bronzo Polonia-Ucraina 2012 Oro Francia 2016 Confederations Cup Bronzo Russia 2017 UEFA Nations League Oro Portogallo 2019 Biografia Origini e infanzia La scultura di bronzo realizzata da Ricardo Velosa per il Museu CR7 di Funchal È nato nel 1985 a Funchal da Maria Dolores dos Santos Aveiro, una cuoca, e José Dinis Aveiro, un giardiniere municipale con origini capoverdiane (la nonna era originaria di São Vicente), in un momento nel quale la famiglia versava in una condizione di grave disagio economico a causa dei problemi di alcolismo del padre (che lo portarono alla morte nel 2005), con la madre inizialmente decisa ad abortire. Il nome Cristiano è dovuto alla fede cristiana della madre, mentre il secondo nome, Ronaldo, fu scelto in onore di Ronald Reagan, attore preferito del padre e presidente degli Stati Uniti a quell'epoca. Ha un fratello maggiore, Hugo (nato nel 1975), e due sorelle maggiori, Elma (nata nel 1974) e Liliana Cátia (nata nel 1976). Appassionato di calcio fin dall'infanzia, all'età di 14 anni decide congiuntamente alla famiglia di lasciare i propri studi per dedicarsi allo sport. Nel mentre, un anno dopo, gli viene diagnosticata una forma di tachicardia che lo costringe, inizialmente, a smettere di perseguire il suo sogno. Ha successivamente subito un intervento con il laser per cauterizzare più vie cardiache in una sola, al fine di alterare la sua frequenza cardiaca a riposo; permettendogli di tornare in poco tempo a praticare il calcio. A seguito della morte del padre il 7 settembre 2005, ha deciso di non bere alcolici per non seguire la sua sorte. Inoltre non ha tatuaggi poiché dona regolarmente sangue e midollo osseo, motivo per cui nel 2018 ha anche fatto da testimonial per l'ente di donazione sanguignea dell'AVIS. Nel 2007, viene diagnosticato un cancro al seno alla madre; risolto il problema, a febbraio del 2019, la madre ha annunciato alla stampa di avere di nuovo un tumore. A marzo del 2020, è stata ricoverata in terapia intensiva a seguito di un ictus. Vita privata Nel luglio 2010 ha annunciato la nascita del suo primogenito, Cristiano Jr., decidendo di non rivelare l'identità della madre e di assumere la custodia esclusiva del bambino. È stato legato sentimentalmente dal 2010 al 2015 alla modella russa Irina Shayk. Dal 2016 ha intrapreso una storia d'amore con l'influencer e modella argentina Georgina Rodríguez, sua attuale compagna. L'8 giugno 2017 è diventato padre di due gemelli, un maschio (Mateo) e una femmina (Eva), nati da madre surrogata. Il 16 novembre 2017 è nata Alana Martina, prima figlia avuta da Georgina. Nell'ottobre 2021 la coppia annuncia l'arrivo di altri due gemelli. Il 18 aprile successivo, tramite il proprio profilo Instagram, comunicano tristemente la prematura morte di Angel, uno dei due gemelli, durante il parto; la sola Bella Esmeralda è venuta alla luce. Impatto mediatico Sin dagli inizi della sua ascesa nel mondo del calcio, Ronaldo ha iniziato ad acquisire un enorme impatto mediatico diventando in poco tempo testimonial di varie aziende, tra cui Clear, Giorgio Armani, e Campus e Nike: il 23 febbraio 2010, in collaborazione con quest'ultima, gli è stata dedicata una statua di 10 metri raffigurante lui stesso nel centro della città di Madrid; mentre, dal 7 novembre 2012, sempre in collaborazione con la Nike viene prodotta la versione personalizzata di scarpe Nike Mercurial Vapor CR7. Nel 2006, ha aperto a Madeira una boutique di moda, chiamata CR7 (soprannome con cui è noto, frutto dell'abbinamento delle sue iniziali col suo numero di maglia), successivamente ampliata a varie zone del mondo. Nell'ottobre del 2013 ha lanciato la propria linea di intimo: CR7, disegnata in collaborazione con lo stilista statunitense Richard Chai, poi ampliata: nel 2014 con la produzione di camicie e scarpe, e nel 2020 con la produzione anche di occhiali. Nel settembre del 2015 ha lanciato il suo profumo: Cristiano Ronaldo Legacy, frutto di una collaborazione con Eden Parfums. Sempre nel 2013, a Funchal, è stato aperto un museo interamente dedicato alla sua carriera e gestito dal fratello, il Museu CR7, dove vengono esposti parte dei trofei vinti. È inoltre apparso nelle copertine dei videogiochi PES 2008, PES 2012, PES 2013, FIFA 18, FIFA 19 e PES 2021, collaborando anche con le due serie di videogiochi al fine di aggiungere la sua tipica esultanza (salta roteando un braccio, atterra a gambe divaricate urlando "siù") nei rispettivi giochi oltre alla sua tecnica di controllo e il movimento; ed è apparso anche come personaggio giocabile per il videogioco battle royale Free Fire. Invece il 28 gennaio 2022 è stato svelato come "game ambassador" del videogioco calcistico UFL. La vita e la persona di Cristiano Ronaldo sono state sempre soggetto d'interesse, questo ha fatto nascere documentari e biografie su di lui come: l'autobiografia Moments (pubblicata nel 2007), il documentario Cristiano Ronaldo - Il mondo ai suoi piedi di Benedict Cumberbatch, rilasciato tramite Vimeo a giugno 2014 ed il documentario uscito nel 2015 sulla sua vita e sulla sua carriera calcistica, prodotto dal regista inglese Anthony Wonke e intitolato Ronaldo, che è stato distribuito in tutto il mondo. Grazie alla popolarità è riuscito a raggiungere anche una forte presenza online, diventando la persona più popolare sui social con oltre 600 milioni di follower su vari social network: Facebook (150 milioni); Instagram (400 milioni); Twitter (97 milioni). Ha inoltre pubblicato due applicazioni centrate su di lui: Heads Up with Cristiano nel 2011 e Viva Ronaldo nel 2013. Diventato, grazie ai suoi numerosi introiti, nel 2020 il primo calciatore nella storia a raggiungere un patrimonio di 1 miliardo di euro considerando tutte le entrate della sua carriera; è al 2021, secondo Forbes, con un patrimonio di 125 milioni di euro, il calciatore più ricco del mondo davanti a Lionel Messi (110) e davanti a Neymar (95), mentre secondo quanto riportato nella classifica degli sportivi più pagati del mondo, con 115 milioni di dollari è terzo, precedendo Lionel Messi (130) e il cestista LeBron James (121,2). Con un guadagno di 720 milioni di euro nel decennio compreso tra il 2010 e il 2019, Ronaldo si è classificato secondo nella "lista delle persone più pagate del decennio" dietro al solo Floyd Mayweather Jr., e nel 2016 è diventato il primo calciatore a classificarsi primo nella "lista degli sportivi più pagati". Nel 2012 e nel 2013 la rivista SportsPro l'ha classificato rispettivamente come il quinto e l'ottavo calciatore più commerciabile; mentre ESPN l'ha nominato: nel 2014 miglior sportivo internazionale e dal 2016 al 2019, calciatore più famoso al mondo. Filantropia Cristiano Ronaldo si è spesso distinto anche per le sue azioni fuori dal campo di gioco: nel 2004, dopo che delle riprese televisive riguardanti il terremoto e maremoto avvenuto nell'Oceano Indiano avevano mostrato le immagini di un bambino, rimasto orfano, con addosso una maglia della nazionale portoghese, Ronaldo ha deciso di visitare la città di Aceh, al fine di raccogliere fondi per la ricostruzione della città. Nel 2008, dopo aver ricevuto un risarcimento da parte del quotidiano The Sun, nell'ambito di una causa legale vinta per accusa di diffamazioni da parte della rivista, il calciatore ha deciso di donare i soldi ricevuti ad un ente di beneficenza di Madera, donando poi ulteriori 100 000 sterline nel 2009 all'ospedale che ha salvato la madre dal cancro, per costruire un centro oncologico sull'isola. Vicino alla causa palestinese, nel 2012 ha venduto all'asta la Scarpa d'oro ottenuta l'anno precedente, destinando il ricavato — un milione e mezzo di euro — al finanziamento di scuole per i bambini di Gaza; sempre nel 2012, ha dapprima pagato cure specialistiche per un bambino di 9 anni affetto da un cancro apparentemente terminale, mentre nel dicembre ha aderito al programma 11 for Health della FIFA per sensibilizzare i ragazzi su come evitare condizioni come la tossicodipendenza, l'HIV, la malaria e l'obesità. Nel febbraio 2013, poco prima di una partita di UEFA Champions League tra Real Madrid e Manchester Utd, ha consegnato un assegno di 100 000 euro ricevuto dalla UEFA al programma di riabilitazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Afghanistan; mentre nel marzo 2014 ha donato a una famiglia spagnola 70 000 euro, ricevuti dopo aver messo all'asta una sua maglia e degli scarpini, per finanziare completamente le cure di un bambino di appena 10 mesi affetto da una malattia al cervello. Nel 2015 viene nominato sportivo più caritatevole, dopo aver donato più di 6 000 880 di euro per avviare i soccorsi dopo il terremoto del Nepal del 25 aprile 2015. Il 24 marzo 2020, durante la pandemia di covid decide, assieme al suo agente Jorge Mendes, di donare 1 000 000 di euro agli ospedali di Lisbona e Oporto, per la creazione di 35 nuove postazioni per la terapia intensiva; mentre pochi giorni dopo, il 28 marzo, dona cinque ventilatori polmonari agli stessi ospedali succitati. Sempre durante la pandemia, il 15 luglio 2020, decide di donare una sua maglia autografata, e altri gadget, a ogni componente dell'equipe medica cubana Henry Reeve, precedentemente giunta in Italia per prestare servizio prima in un ospedale da campo a Crema, e poi in altre strutture della Lombardia e del Piemonte. Nel novembre 2021 ha devoluto due maglie, indossate durante delle gare contro Tottenham e Manchester City e dal valore complessivo di 49 000 sterline, tramite un'asta di beneficenza per la Royal British Legion. Nel 2023, invece, nel contesto del terremoto avvenuto in Turchia e in Siria, ha inviato un aereo pieno di beni di prima necessità per i sopravvissuti all'evento sismico. Questioni legali Nel luglio 2017, Ronaldo è stato accusato di aver evaso fraudolentemente quasi 15 000 000 di euro relative al periodo 2011-14; il 15 giugno si è riconosciuto colpevole dei quattro reati fiscali, relativi a quel periodo, di fronte al Consiglio di Stato spagnolo, ottenendo una condanna di due anni (sospesa grazie alla condizionale) e una multa di 18,8 milioni di euro. Il 26 luglio successivo è arrivato il visto dell'Agenzia tributaria che ha reso ufficiale l'accordo tra il calciatore e il fisco spagnolo. Nell'aprile 2017, è stato riferito che Ronaldo era indagato per un'accusa di stupro da parte del dipartimento di polizia di Las Vegas. Nell'ottobre 2018, la polizia di Las Vegas ha ufficializzato di aver riaperto l'indagine del presunto caso di violenza sessuale denunciato da una donna statunitense, Kathryn Mayorga, e risalente al 2009, affermando, tramite documenti, che Ronaldo in quel periodo abbia dato ad una donna una cifra corrispondente a 35 000 di dollari in un accordo di non divulgazione. Dopo varie dichiarazioni da parte dello stesso Ronaldo ed i suoi avvocati nella quale hanno negato tutte le accuse definendole come una campagna di diffamazione intenzionale" con parti significativamente "alterate e/o completamente fabbricate", i pubblici ministeri di Las Vegas hanno affermato che non avrebbero accusato Ronaldo per accuse di stupro; aggiungendo che: "Sulla base di una revisione delle informazioni in questo momento, le accuse di violenza sessuale contro Cristiano Ronaldo non possono essere provate oltre ogni ragionevole dubbio". Controversie Il 12 aprile 2022, a seguito di un episodio avvenuto nel post partita del match di Premier League tra Manchester United ed Everton in cui ha colpito con uno schiaffo il telefono di un tifoso avversario, Save the Children ha deciso di revocare la sua nomina di ambasciatore. Caratteristiche tecniche Ronaldo si prepara a tirare un calcio di punizione con la camiseta blanca nel 2010 È dotato di grande velocità palla al piede (è uno dei giocatori più veloci al mondo, con una velocità massima di 33,6 km/h). Dotato di una grande tecnica individuale, nel suo bagaglio tecnico rientrano varie finte, tra cui dribbling, doppi passi, rapidi cambi di direzione e la cosiddetta rabona. Destro naturale, è in grado di calciare con entrambi i piedi. Giocatore polivalente, capace di giocare su entrambe le fasce o anche al centro, si definisce un'ala, ma può ricoprire anche il ruolo di centravanti grazie alle sue capacità di accentrarsi e di effettuare inserimenti in area dalla fascia sinistra. È spesso autore di cross dalla fascia, ma ha anche uno spiccato senso del gol e sa segnare sia di piede sia di testa, anche con tiri potenti da fuori area. Dotato di tempismo, forza fisica, un ottimo senso della posizione e di uno stacco notevole, eccelle nel gioco aereo. Nel novero delle sue abilità rientrano infine i calci piazzati: è un ottimo rigorista e tiratore di punizioni. Carriera Club Sporting Lisbona Maglie e oggetti di Ronaldo al Museo Mundo Sporting Cresce nell'Andorinha, dove comincia a giocare all'età di 7 anni, squadra in cui suo padre fa il magazziniere; i ragazzi di dodici anni già all'epoca lo volevano a giocare assieme a loro e pare non passasse mai la palla. Nel 1995 si trasferisce al Nacional, che ne rileva le prestazioni in cambio di due mute di divise nuove. Due anni più tardi, a 12 anni, approda allo Sporting Lisbona in cambio di € 12 000, divenendo il ragazzino più pagato del Paese. Gioca per cinque anni nelle giovanili della squadra e dimostra presto il proprio talento; tanto da impressionare László Bölöni che lo convoca in prima squadra, senza però farlo giocare. L'esordio in Primeira Liga arriva la stagione seguente, il 29 settembre 2002 nella sconfitta contro il Braga (4-2); i primi due gol invece arrivano il 7 ottobre seguente nella vittoria contro il Moreirense (3-0). L'esordio nella massima competizione continentale arriva durante una gara contro l'Inter, valevole per il terzo turno preliminare della Champions League 2002-2003. Nella sua prima stagione allo Sporting Clube de Portugal colleziona 25 presenze in campionato, di cui 11 da titolare, vincendo la Supercoppa portoghese 2002, pur non giocando la partita. Manchester United 2003-2006: Adattamento e primi trofei Ronaldo durante una sfida di Premier League 2006-2007 Il 13 agosto 2003 Cristiano Ronaldo si trasferisce al Manchester Utd per 12,24 milioni di sterline, diventando così il teenager più costoso nella storia del calcio inglese. Oltre a ciò diventa anche il primo giocatore portoghese dei Red Devils. Chiede di vestire la maglia numero 28 (come allo Sporting), per evitare pressioni ed eventuali paragoni nel caso scegliesse la numero 7, storicamente amata dai tifosi del Manchester, essendo stata in passato di campioni come George Best, Bryan Robson, Éric Cantona e, fino alla stagione precedente, David Beckham: viene tuttavia convinto da Alex Ferguson ad indossare proprio il 7. Esordisce con i Red Devils il 16 agosto 2003 contro il Bolton, subentrando al 60' al posto di Nicky Butt e ricevendo una standing ovation al suo ingresso in campo. Il 1º ottobre debutta in UEFA Champions League nella gara della fase a gironi contro lo Stoccarda; mentre segna la sua prima marcatura per il Manchester con un calcio di punizione, nella vittoria per 3-0 ai danni del Portsmouth il successivo 1º novembre. Dopo aver pagato un periodo di adattamento al calcio inglese, Ronaldo si rende protagonista di una buona stagione d'esordio, collezionando 29 presenze in campionato (40 totali) e segnando 6 reti totali, di questi: uno nell'ultima giornata di campionato contro l'Aston Villa, nella quale riceve il suo primo cartellino rosso e uno nella finale di Coppa d'Inghilterra vinta per 3-0 contro il Millwall. Durante la seconda stagione a Manchester, il 29 ottobre 2004 segna la rete numero 1000 dello United in Premier League nell'ampia sconfitta 4-1 contro il Middlesbrough. Poche settimane dopo, estende il proprio contratto con il club per due anni fino al 2010. Conclude la seconda stagione raggiungendo la finale di FA Cup 2004-2005 contro l'Arsenal, poi persa ai calci di rigore per 5-4. La stagione seguente vince il secondo trofeo con i Red Devils la coppa di lega contro il Wigan; tuttavia la stagione è segnata da diversi "incidenti": nel novembre 2005 viene squalificato per una giornata per aver mostrato il dito medio ai tifosi del Benfica durante una gara di Champions League; mentre il 15 gennaio 2006 è stato espulso nel corso del derby di Manchester (sconfitta per 3-1) per aver preso a calci il calciatore dei citizens Andy Cole. Durante la stagione Ronaldo si è anche scontrato con dei compagni di squadra, l'attaccante Ruud van Nistelrooy e, a seguito di un incidente durante la coppa del mondo in Germania, con Wayne Rooney portando lo stesso Ronaldo a chiedere pubblicamente un trasferimento poi rifiutato dal club. 2007-2009: Successi collettivi ed individuali La quarta stagione in Inghilterra, nonostante gli accesi divari con la tifoseria a causa degli scontri con Rooney, segna una svolta nella sua carriera con Ronaldo che riesce per la prima volta a infrangere la barriera dei 20 gol in campionato contribuendo alla vittoria finale dello United, a distanza di cinque anni dall'ultima volta. Tra queste rete figurano le tre doppiette consecutive contro Aston Villa, Wigan e Reading che hanno contribuito al raggiungimento della testa della classifica già a partire dal mese di dicembre 2006 e della vittoria del FA Premier League Player of the Month di novembre e dicembre per Ronaldo. Nell'aprile 2007 in occasione della gara dei quarti di finale di Champions League vinta contro la Roma per 7-1, segna i suoi primi due gol nella massima competizione europea. Ripete l'exploit durante la gara d'andata delle semifinali contro il Milan (vittoria per 3-2), ininfluente in vista della gara di ritorno poi persa per 3-0. Cristiano Ronaldo durante una gara di UEFA Champions League contro il Celtic nel 2008 Il 5 maggio successivo segna la cinquantesima rete con la maglia dei Red Devils in occasione del derby contro il Manchester City; mentre qualche settimana dopo, il 19 maggio, disputa la finale di FA Cup contro il Chelsea, persa 1-0. A fine stagione come risultato delle sue prestazioni vince il premi di calciatore dell'anno PFA, calciatore dell'anno PFA per i tifosi, giovane dell'anno PFA e di calciatore dell'anno FWA, diventando il primo calciatore a vincere tutti e quattro i maggiori premi FWA e PFA. Inoltre si piazza al secondo posto, dietro Kaká, nella classifica del Pallone d'oro 2007 e al terzo posto nella classifica per il FIFA World Player of the Year 2007. La stagione seguente, il 12 gennaio 2008, mette a segno la prima tripletta per lo United nell'ampia vittoria casalinga per 6-0 contro il Newcastle Utd; mentre il 19 marzo 2008 - con la doppietta segnata ai danni del Bolton - supera George Best, che nella stagione 1967-1968 aveva messo a segno 33 gol tra coppe e campionato, inoltre in occasione della stessa partita indossa per la prima volta la fascia da capitano. Il 21 maggio contribuisce alla conquista della UEFA Champions League 2007-2008 da parte del Manchester, realizzando il gol del momentaneo 1-0 contro il Chelsea. La partita si deciderà ai tiri di rigore, che vedranno i Red Devils prevalere per 6-5, nonostante un errore dello stesso Ronaldo. Chiude la stagione con 42 centri in 49 partite disputate. A fine stagione si laurea capocannoniere - con 31 gol in 34 partite - della Premier League (che gli consentono di vincere la Scarpa d'oro e, per il secondo anno consecutivo, il giocatore dell'anno PFA ed FWA) e della Champions League, con 8 gol in 11 partite, contribuendo in maniera decisiva alla conquista dell'accoppiata titolo inglese-Champions League da parte dei Red Devils. In vista della stagione 2008-2009, il 7 luglio, subisce un intervento chirurgico alla caviglia, che lo tiene fuori dal campo per 10 settimane. Dopo il suo ritorno, ha segnato il suo centesimo gol in tutte le competizioni con lo United con una doppietta su calcio di punizione nella gara contro lo Stoke City del 15 novembre (vittoria per 5-0). Il 21 dicembre vince con la propria squadra la Coppa del mondo per club FIFA 2008: durante la finale effettua l'assist decisivo per la rete della vittoria contro il LDU Quito. Nello stesso mese vince il Pallone d'oro 2008 e il FIFA World Player of the Year 2008, diventando il primo giocatore dello United a vincere il Pallone d'oro dalla vittoria di Best nel 1968. A marzo 2009 vince la seconda Football League Cup contro il Tottenham; mentre a fine stagione disputa per la seconda volta una finale della Champions League, questa volta contro il Barcellona perdendo per 2-0. Termina l'avventura con la maglia dello United segnando 118 gol in 292 partite e vincendo in totale nove trofei. Real Madrid 2009-2012: Primi successi Ronaldo con la maglia numero nove nella stagione 2009-2010 L'11 giugno 2009 il Manchester United annuncia di aver accettato l'offerta di 80 milioni di sterline (circa € 94 milioni) da parte del Real Madrid e autorizza quindi il club a trattare col giocatore. Quindici giorni dopo il club madrileno annuncia di aver ufficialmente siglato l'accordo con il Manchester United per il trasferimento di Cristiano Ronaldo in Spagna a partire dal 1º luglio. Per lui il club ha fissato una clausola rescissoria di 1 miliardo di euro, una somma che non ha eguali nella storia del calcio. La sua presentazione ufficiale, il 6 luglio allo Stadio Santiago Bernabéu, è seguita da 80 000 tifosi. Presa la maglia numero 9, esordisce nella Liga il 29 agosto 2009 nell'anticipo della prima giornata, Real Madrid-Deportivo La Coruña (3-2), e segna il suo primo gol con la nuova maglia su calcio di rigore. Conclude la stagione con 35 presenze e 33 reti. In seguito all'addio al club di Raúl sceglie di indossare la maglia numero 7. Il 20 aprile 2011 il Real si aggiudica la Coppa del Re, superando in finale il Barcellona per 1-0 grazie a una rete di Ronaldo nei supplementari. È il primo giocatore del Real Madrid a superare, con 51 gol, il record di 47 gol stagionali di Ferenc Puskás del 1959-1960. Chiude il campionato con 40 gol e il titolo di Pichichi. Il 4 novembre riceve per la seconda volta la Scarpa d'oro (precedentemente aveva ottenuto il riconoscimento nel 2008) come miglior cannoniere europeo della passata stagione. Ronaldo con 40 gol e 80 punti complessivi, precede Lionel Messi e Antonio Di Natale. Il 2 maggio 2012 conquista il suo primo campionato spagnolo, nella partita vinta contro l'Athletic Bilbao per 3-0. 2012-2015: La Décima Ronaldo durante la partita di Champions League 2014-2015 contro lo Schalke 04 Il 29 agosto 2012 vince la Supercoppa di Spagna. Il 13 gennaio 2014 vince il suo secondo Pallone d'oro in carriera, primo Pallone d'oro FIFA per il portoghese. Il 24 maggio 2014 il Real si impone 4-1 in finale di Champions contro l'Atlético Madrid, vincendo la decima Coppa dei Campioni della sua storia. Ronaldo sigla la quarta rete, diventando il secondo giocatore nella storia del calcio a segnare in due finali con due squadre diverse (il primo a riuscirci è stato il difensore jugoslavo Velibor Vasović). Apre la sua sesta stagione con la maglia del Real Madrid marcando una doppietta in Supercoppa UEFA, che permette alla sua squadra di vincere il titolo per la seconda volta nella sua storia, con il risultato di 2-0, contro il Siviglia. Il 13 settembre seguente, realizza il suo 14º gol ai danni dell'Atletico Madrid, divenendo il miglior marcatore nella storia di tale derby. Il 12 gennaio 2015, grazie al 37,66% di voti a favore, conquista il personale terzo Pallone d'oro in carriera, secondo consecutivo da quando ha assunto la denominazione di Pallone d'oro FIFA. Il 10 marzo è autore di due marcature nella sconfitta per 3-4 incassata dallo Schalke 04 in Champions League, che gli permettono di superare Raúl e di diventare, con 78 reti all'attivo, il miglior marcatore delle competizioni UEFA per club. Il 5 aprile seguente, nella storica vittoria per 9-1 sul Granada, è autore di cinque marcature (settimo giocatore nella storia del Real Madrid a esserci riuscito) che gli permettono di raggiungere per la prima volta in carriera tale traguardo. Il 23 maggio 2015 si laurea per la terza volta in carriera Pichichi. Il 6 giugno 2015, con la conclusione della 60ª edizione della Champions League, si laurea, a pari merito con i blaugrana Neymar e Lionel Messi con un totale di 10 reti, capocannoniere della suddetta competizione per la 4ª volta in carriera. 2015-2018: L'era Zidane Ronaldo impegnato nella Champions League 2015-2016 contro lo Šachtar Durante la stagione 2015-2016 infrange due primati di Raúl: diventa infatti il miglior marcatore nella storia del Real Madrid, dapprima in campionato, superando le 229 reti dello spagnolo grazie a una cinquina contro l'Espanyol, e poi in assoluto, toccando — un mese dopo — quota 324 centri in gare ufficiali con la maglia del club madrileno. Il 5 marzo 2016 tocca quota 252 reti nella Liga, sorpassando Telmo Zarra al secondo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi del campionato spagnolo. Il 28 maggio 2016 realizza l'ultimo rigore che consente al Real Madrid di vincere la propria undicesima Champions League contro i cugini dell'Atlético (1-1 ai supplementari): per il portoghese si tratta del terzo successo nella competizione, il secondo in tre anni con i Blancos. Inoltre, con 16 gol in 12 incontri di Champions, Cristiano Ronaldo ottiene il suo quinto titolo di capocannoniere della massima competizione continentale, eguagliando Messi. Termina la stagione con un altro record: è l'unico calciatore nella storia a esser andato a segno per più di 50 volte in competizioni ufficiali in sei stagioni consecutive (in questa stagione 36 presenze e 35 gol in campionato e 12 presenze e 16 gol in Champions League). Il 12 dicembre 2016 è premiato da France Football con il secondo Pallone d'oro della carriera, il quarto contando anche i Palloni d'oro FIFA, mentre il 9 gennaio 2017, nell'ambito dei The Best FIFA Football Awards 2016, riceve per la prima volta il The Best FIFA Men's Player (erede del FIFA World Player of the Year). Nel corso della stagione si aggiudica la Coppa del mondo per club (segnando una tripletta in finale), la Liga (con 24 gol a referto) e la UEFA Champions League in finale contro la Juventus (contro cui segna una doppietta). Si laurea capocannoniere del massimo torneo europeo per club per la quinta stagione consecutiva (sesta nella sua carriera), con 12 gol, e diventa il primo giocatore capace di segnare in tre finali di UEFA Champions League (considerando anche la Coppa dei Campioni, solo Alfredo Di Stéfano riuscì a fare meglio, andando a segno in cinque finali), nonché il primatista di reti (10) nella fase a eliminazione diretta di una singola edizione della Champions (primato eguagliato da Karim Benzema nel 2021-2022). Inizia la stagione 2017-2018 vincendo la Supercoppa UEFA, contro il Manchester United (2-1). Gioca anche l'andata della Supercoppa di Spagna contro il Barcellona al Camp Nou; nell'occasione, segna il gol del 2-1 ma viene espulso per doppia ammonizione, reagendo con una spinta ai danni dell'arbitro: il gesto gli costa cinque giornate di squalifica. Nonostante un avvio di stagione difficile in campionato, stabilisce un nuovo record in Champions League, andando a segno in tutte e sei le giornate della fase a gironi. Il 7 dicembre 2017 si aggiudica il Pallone d'oro per la quinta volta in carriera, raggiungendo in testa all'albo d'oro Lionel Messi; il riconoscimento di France Football segue il The Best FIFA Men's Player conferitogli dalla FIFA il 23 ottobre precedente. A dicembre vince la sua quarta Coppa del mondo per club (record a pari merito con Toni Kroos); Ronaldo segna un gol in semifinale con l'Al-Jazira (2-1) e uno finale con il Grêmio, divenendo al contempo il miglior marcatore di sempre della competizione con 7 reti. Il 3 aprile 2018, realizzando due gol nella gara d'andata dei quarti di finale di Champions League contro la Juventus, di cui il secondo con una pregevole rovesciata, diventa il primo giocatore nella storia della competizione a segnare per dieci partite consecutive. Va a segno anche al ritorno prima di interrompere la sua striscia nella gara d'andata delle semifinali contro il Bayern Monaco. Il 26 maggio, battendo il Liverpool per 3-1, si aggiudica per la quarta volta (la terza consecutiva) la Champions League con il Real Madrid, per la quinta volta a livello personale contando anche il successo ottenuto nel 2007-2008 con il Manchester United. Il portoghese stabilisce quindi il nuovo primato individuale di vittorie nella competizione nell'era della UEFA Champions League. Juventus 2018-2019: Serie A e Supercoppa italiana Il 10 luglio 2018 è annunciato il suo trasferimento a titolo definitivo alla Juventus a fronte di un corrispettivo pari a 100 milioni di euro (più altri 12 di oneri accessori), che ne fanno il trasferimento più oneroso della storia della Serie A. Esordisce in campionato il 18 agosto seguente nella partita vinta contro il Chievo (2-3) e realizza le prime marcature alla quarta giornata ai danni del Sassuolo, siglando entrambi i gol juventini (2-1). Il 19 settembre 2018 esordisce in Champions League in bianconero contro il Valencia al Mestalla (0-2): la sua partita dura appena mezz'ora, in quanto l'arbitro gli commina la prima espulsione in 158 presenze in Champions. Il 7 novembre segna il primo gol con i bianconeri nella massima competizione europea contro il Manchester Utd, che poi vincerà in rimonta per 2-1: tale rete verrà poi eletta la migliore dell'edizione. Il 27 novembre, nella partita vinta per 1-0 in casa contro il Valencia, diviene il primo calciatore a toccare quota 100 partite vinte in Champions League. Il 16 gennaio 2019 la sua rete a Gedda risulta decisiva per la vittoria della Supercoppa italiana contro il Milan, primo trofeo vinto da Ronaldo con la maglia bianconera. Il 12 marzo 2019 sigla la sua prima tripletta bianconera, che vale peraltro la qualificazione dei torinesi ai quarti di finale di Champions League, a scapito dell'Atlético Madrid; la Juventus verrà poi eliminata ai quarti dall'Ajax. Il 20 aprile 2019, grazie alla vittoria casalinga sulla Fiorentina per 2-1, conquista con cinque giornate di anticipo il suo primo campionato italiano. Il 27 aprile, durante la partita contro l'Inter valevole per la trentaquattresima giornata di campionato, sigla il gol numero 600 in carriera con squadre di club. Chiude la prima stagione in Italia con 28 gol e 10 assist tra tutte le competizioni. 2019-2020: Secondo scudetto Ronaldo con la maglia della Juventus nel 2019 Il 1º ottobre 2019, durante la gara contro il Bayer Leverkusen, segna per la 14ª stagione consecutiva in Champions League, eguagliando il record di Raúl e Lionel Messi; supera inoltre Iker Casillas per vittorie nella competizione europea ed eguaglia Raúl per gol contro avversari diversi (33). Il 6 novembre seguente nella vittoria ai danni del Lokomotiv Mosca eguaglia al secondo posto Paolo Maldini per numero di presenze in Champions League (167). Dopo un inizio difficile, a partire da dicembre inizia a segnare in più occasioni, tanto che il 6 gennaio 2020 segna per la prima volta una tripletta in Serie A, in occasione del 4-0 casalingo al Cagliari, diventando il secondo giocatore dopo Alexis Sánchez a segnare una tripletta in Serie A, Premier League e in Liga. Il 22 gennaio realizza il suo primo gol in Coppa Italia, alla terza presenza in assoluto nella competizione, aprendo le marcature nella vittoria per 3-1 contro la Roma nell'incontro valevole per i quarti di finale. Il 22 febbraio 2020 apre le marcature nel match di campionato vinto per 2-1 in casa della SPAL, andando così a segno per 11 partite consecutive (inframmezzate da un turno di riposo): diventa quindi il terzo giocatore, dopo Gabriel Batistuta e Fabio Quagliarella, a raggiungere tale traguardo in un unico campionato di Serie A. Il 17 giugno 2020 gioca nella finale di Coppa Italia persa contro il Napoli: per la prima volta in carriera, dunque, perde due finali consecutive (Coppa Italia e Supercoppa italiana). Cinque giorni dopo, nella partita vinta contro il Bologna segna su calcio di rigore il gol che gli permette di superare Rui Costa come calciatore portoghese più prolifico nel massimo campionato italiano. Il 4 luglio, nel corso del derby di Torino vinto per 4-1, segna il primo gol da calcio di punizione con la maglia bianconera dopo 42 tentativi falliti. Il 26 luglio, a seguito della partita con la Sampdoria, vinta per 2-0 in cui segna la prima rete del match, conquista il suo secondo scudetto italiano. Nella giornata del 7 agosto Ronaldo vede interrompersi prematuramente la corsa verso l'obiettivo di conquistare la Champions League in maglia bianconera: nella partita di ritorno degli ottavi contro l'Olympique Lione la sua doppietta, decisiva per la vittoria per 2-1 della Juventus, non è tuttavia sufficiente a ribaltare la sconfitta esterna dell'andata per 1-0, che garantisce ai francesi il passaggio del turno per la regola dei gol in trasferta. 2020-2021: Coppa Italia e Supercoppa italiana La terza stagione con la maglia bianconera non comincia nel migliore dei modi, con Ronaldo che dopo essere andato a segno già tre volte nelle prime due giornate di campionato (gol contro la Sampdoria e doppietta alla Roma), è costretto a fermarsi perché positivo al covid che lo costringe a saltare diverse partite di Serie A e Champions League, compreso il match contro il Barcellona. Torna disponibile il 30 ottobre seguente, tornando a giocare già il giorno dopo e contribuendo alla vittoria esterna della Juventus sullo Spezia (1-4), con una doppietta dopo essere subentrato a Paulo Dybala. Il 2 dicembre, nella gara di Champions League vinta contro la Dinamo Kiev, realizza la 750ª rete in carriera tra squadre di club e nazionale; mentre pochi giorni dopo, l'11 dicembre, raggiunge quota 100 presenze in maglia bianconera, in occasione della gara di campionato vinta contro il Genoa per 3-1 con una sua doppietta. Il 14 marzo 2021, in occasione del match in trasferta contro il Cagliari, mette a segno una tripletta con cui supera Pelé e raggiunge le 770 reti in incontri ufficiali. Il 12 maggio 2021, in occasione della vittoria per 1-3 contro il Sassuolo segna la rete numero 100 con la maglia bianconera, diventando il primo calciatore a riuscirci con tre club diversi (Manchester Utd, Real Madrid e Juventus). Conclude la terza stagione italiana con i bianconeri realizzando 36 reti in 44 presenze e trionfando in Coppa Italia, in Supercoppa italiana e vincendo la classifica marcatori della Serie A con 29 reti, diventando il primo calciatore a riuscirci in tre dei cinque maggiori campionati europei (Serie A, Premier League e Primera División). Nella stagione seguente scende in campo solo nel secondo tempo della prima partita di campionato, in trasferta contro l'Udinese. Ritorno al Manchester United Ronaldo al Manchester Utd nel settembre 2021 Il 27 agosto 2021 il Manchester Utd comunica di aver trovato un accordo con la Juventus per il ritorno di Ronaldo. Il trasferimento viene finalizzato quattro giorni dopo sulla base di 15 milioni di euro più 8 milioni di bonus, con il portoghese che firma un contratto biennale con opzione per il terzo anno. L'11 settembre seguente, all'esordio, il portoghese realizza una doppietta nella partita di Premier League vinta per 4-1 contro il Newcastle Utd. Tre giorni più tardi, andando in campo nella sfida di UEFA Champions League contro lo Young Boys, raggiunge Iker Casillas in testa alla classifica di presenze (181) nella massima competizione europea per squadre di club. Il 2 dicembre successivo mette a segno una doppietta nella vittoria per 3-2 sull'Arsenal che gli permette di raggiungere e superare le 800 reti in carriera. Dopo un inizio di stagione in cui mette a segno 14 reti in 20 presenze, nei mesi di gennaio e febbraio 2022, subisce un calo realizzativo, non segnando per sei partite consecutive (prima volta dal 2010): infatti, a partire dalla gara del 3 gennaio 2022 contro il Wolverhampton, in cui indossa per la prima volta dopo 14 anni la fascia da capitano dei reds, in seguito all'assenza di Harry Maguire e Bruno Fernandes, non trova la via del gol fino al 25 febbraio 2022, quando segna una rete nella gara di campionato contro il Brighton. Il suo record negativo si attesta a 587' minuti consecutivi senza reti. Il mese seguente, il 12 marzo, mette a segno una tripletta nella vittoria casalinga contro il Tottenham per 3-2, grazie al quale supera Josef Bican diventando il marcatore più prolifico nella storia del calcio; mentre, il 24 aprile, mettendo a segno una rete nella sconfitta esterna per 3-1 contro l'Arsenal raggiunge quota 100 reti in Premier League, diventando conseguentemente il primo a raggiungere questo traguardo in due tra i maggiori campionati europei (LaLiga e Premier League). Qualche settimana dopo vince il Premier League Player of the Month del mese di aprile. Conclude la stagione venendo nominato nel Premier League Team of the Year, grazie alle 18 reti in 30 presenze, tuttavia conclude l'annata senza trofei vinti per la prima volta dal 2010. 2022: Controversie interne e risoluzione del contratto L'8 settembre 2022, all'età di 37 anni, debutta da titolare in Europa League, nella sconfitta interna contro la Real Sociedad (0-1); trova invece la prima marcatura nella succitata competizione in occasione della gara successiva contro lo Sheriff Tiraspol, trasformando un calcio di rigore. In campionato, dopo un avvio faticoso in cui non riesce a segnare per diverse partite, si sblocca il 9 ottobre nella gara esterna vinta contro l'Everton (1-2): nell'occasione segna la 700ª rete con squadre di club, diventando il terzo calciatore a raggiungere tale cifra dopo Josef Bican e Lionel Messi. Il 14 novembre seguente rilascia al giornalista Piers Morgan una controversa intervista, nella quale attacca la dirigenza e lo staff tecnico del Manchester United, accusandoli, tra le altre cose, di avergli mancato di rispetto e di non avergli creduto quando chiese di essere esonerato dal ritiro estivo a causa di una malattia che aveva colpito sua figlia. Dichiara inoltre di non nutrire rispetto verso l'allenatore Erik ten Hag, reo di non averlo utilizzato in alcune importanti partite, e di essere sorpreso dall'arretratezza tecnologica e infrastrutturale del club, rimasto fermo, a suo dire, ai tempi della gestione del tecnico Alex Ferguson. Altre pesanti critiche sono state rivolte alla società in relazione alla scelta di chiamare sulla panchina, nella stagione precedente, il tedesco Ralf Rangnick, a giudizio del calciatore privo di adeguata esperienza; e ai proprietari del club, la famiglia Glazer, che, secondo Ronaldo, perseguono solo il proprio interesse economico. In seguito a tali dichiarazioni, il 22 novembre il Manchester United annuncia di aver consensualmente risolto il contratto del giocatore. Al-Nassr Ronaldo con la maglia dell'Al-Nassr nel 2023 Il 30 dicembre 2022 firma con il club saudita dell'Al-Nassr un contratto valido fino al 2025, a decorrere dal successivo 1º gennaio. Esordisce in campionato il 22 gennaio 2023, nella sfida vinta per 1-0 contro l'Al-Ettifaq, indossando anche la fascia da capitano. Quattro giorni dopo debutta anche in supercoppa nazionale, nella sconfitta contro l'Al-Ittihād per 3-1 in semifinale. Realizza il suo primo gol il 3 febbraio 2023, segnando su calcio di rigore il gol del definitivo 2-2 contro l'Al-Fateh; pochi giorni dopo realizza la prima quaterna, la nona in carriera, nella gara di campionato vinta per 4-0 contro l'Al-Wahda, raggiungendo così il traguardo dei 500 gol nei campionati in cui ha giocato. Grazie a un'altra tripletta contro il Damac riceve il premio di "migliore giocatore del mese di febbraio". Nei mesi successivi si ripete in diverse occasioni, concludendo la stagione con 14 reti in 16 presenze. La stagione successiva, il 28 luglio 2023, debutta nella Coppa dei Campioni araba contro l'Al-Shabab. Il 31 luglio successivo segna la prima rete nella suddetta competizione in occasione della vittoria per 1-4 contro il Monastir. Si ripete nelle successive uscite contro Zamalek e Al-Shorta, aiutando i faris Najd ad arriva in finale per la prima volta nella loro storia. Il 12 agosto 2023 realizza una doppietta nella finalissima contro l'Al-Hilal, conquistando così il suo primo trofeo con la squadra araba, nonché il titolo di capocannoniere della competizione. Nazionale 2003-2008: il debutto, l'Europeo in Portogallo e i Mondiali Ronaldo impegnato al campionato d'Europa 2012 Cristiano Ronaldo esordisce con la nazionale maggiore il 20 agosto 2003, a 18 anni, entrando in campo nel secondo tempo della gara amichevole vinta per 1-0 contro il Kazakistan. L'anno seguente partecipa al campionato d'Europa 2004, disputato in casa. Il primo gol in nazionale arriva il 12 giugno, nella fase a gironi del campionato d'Europa, contro la Grecia, partita persa per 1-2. Nella rassegna continentale i lusitani raggiungono la finale proprio contro la Grecia, già affrontata nella fase a gironi, e perdono nuovamente, per 0-1; Ronaldo chiude la competizione con un bilancio di due reti e due assist in sei partite. Sempre nel 2004 prende parte con la nazionale olimpica ai Giochi olimpici di Atene, in cui gioca 3 partite e segna 1 gol. È tra i maggiori fautori della qualificazione portoghese al campionato del mondo 2006 in Germania, segnando 7 gol nelle sfide qualificatorie. Contro l'Iran, il 17 giugno, arriva la sua prima rete nella rassegna mondiale, che sancisce il 2-0 finale. Chiude il campionato del mondo con 6 presenze e una rete; il Portogallo viene eliminato in semifinale e perde la finale per il terzo posto contro la Germania (3-1). Il 6 febbraio 2007, nell'amichevole di Londra contro il Brasile, gioca la prima partita da capitano della nazionale, a 22 anni. 2008-2016: la fascia di capitano e il trionfo a Francia 2016 Firma 8 reti nelle qualificazioni al campionato d'Europa 2008, portando la nazionale portoghese alla fase finale del torneo, in cui il Portogallo viene eliminato ai quarti di finale dalla Germania (3-2) e Ronaldo segna un solo gol contro la Rep. Ceca, incontro vinto per 3-1. Dopo l'Europeo, a soli 23 anni, il nuovo CT Carlos Queiroz nomina Cristiano Ronaldo nuovo capitano e leader della nazionale. Nel 2010 prende parte al campionato del mondo 2010 in Sudafrica, segnando una rete in quattro apparizioni; il Portogallo è estromesso dalla Spagna agli ottavi (1-0). Mette a referto 7 marcature nelle qualificazioni al campionato d'Europa 2012, torneo nel quale conduce i lusitani alla semifinale, persa contro la Spagna ai tiri di rigore. Nel 2014 consegue due importanti traguardi statistici: il 3 marzo, nell'amichevole contro il Camerun vinta 5-1, realizza una doppietta che gli permette di scavalcare Pauleta e diventare il miglior marcatore di sempre del Portogallo con 49 gol; il 14 novembre diventa il miglior marcatore nella storia dei campionati europei, incluse le qualificazioni, con 23 reti. Tali traguardi sono intervallati da un'anonima partecipazione al campionato del mondo 2014, in cui il Portogallo non va oltre la fase a gironi: Ronaldo contribuisce alla qualificazione della propria nazionale rendendosi decisivo negli spareggi validi per l'accesso alla fase finale in Brasile, segnando tutti i quattro gol - tra andata, vinta 1-0, e ritorno, vinto 3-2 - coi quali i portoghesi battono la Svezia. 2016-presente: la vittoria di europei e UEFA Nations League e il record di gol Ronaldo al campionato del mondo 2018 Nel 2016 vince il campionato d'Europa svoltosi in Francia. Dopo un inizio poco brillante, contrassegnato da poca lucidità e anche da un rigore sbagliato, segna una doppietta nella partita contro l'Ungheria (3-3), valida per la terza giornata della fase a gironi, permettendo ai lusitani di qualificarsi agli ottavi di finale come una delle migliori terze classificate. Contribuisce al raggiungimento della finale propiziando il gol decisivo di Ricardo Quaresma agli ottavi contro la Croazia (vinti 0-1 dopo i supplementari), segnando il primo tiro di rigore della serie contro la Polonia ai quarti (dopo che la partita si era conclusa 1-1) e aprendo le marcature nella semifinale contro il Galles (2-0). Durante la finale contro la Francia, in seguito a una dura entrata di Dimitri Payet, è costretto a lasciare il campo al 25'. Nonostante la sua uscita dal campo, il Portogallo riesce a vincere per 1-0, grazie al gol decisivo di Éder durante i tempi supplementari, laureandosi campione d'Europa per la prima volta nella sua storia. Convocato per la Confederations Cup 2017 svoltasi in Russia, decide con un gol la seconda sfida, contro la Russia (1-0), e apre le marcature nella terza sfida del girone, contro la Nuova Zelanda, grazie ad un gol su calcio di rigore (4-0 il risultato finale). Scende in campo anche nella semifinale persa ai tiri di rigore contro il Cile, ma salta la finale per il terzo posto vinta dai suoi compagni contro il Messico, beneficiando di un permesso concessogli per raggiungere i figli neonati. Convocato per il campionato del mondo 2018 in Russia — durante le cui qualificazioni ha messo a segno 15 reti, una in meno del capocannoniere Robert Lewandowski —, realizza una tripletta nella partita d'esordio con la Spagna (3-3), diventando il quarto giocatore a segnare in quattro edizioni diverse del campionato del mondo (dopo Pelé, Uwe Seeler e Miroslav Klose) e il più anziano a segnare tre gol in una partita della manifestazione; inoltre, raggiungendo quota 85 gol con la sua nazionale, dopo la rete segnata al Marocco nella seconda partita della competizione, supera Ferenc Puskás come miglior marcatore di una nazionale europea. Il Portogallo si qualifica agli ottavi di finale, dove viene eliminato dall'Uruguay con il risultato di 2-1. Dopo il mondiale russo, in accordo con il commissario tecnico lusitano Fernando Santos, decide di prendere una pausa dalla nazionale. Il 15 marzo 2019 torna a vestire la maglia rossoverde dapprima per le sfide contro Ucraina e Serbia, e poi per la final four di UEFA Nations League, giocata in casa e vinta anche grazie alla sua tripletta in semifinale contro la Svizzera. Il 10 settembre 2019, nella gara valida per la qualificazione a Euro 2020 vinta per 5-1 contro la Lituania (grazie anche ad una quaterna dello stesso), Ronaldo disputa il millesimo incontro ufficiale della propria carriera, diventando il ventiseiesimo giocatore a raggiungere questo traguardo. Il 14 ottobre 2019, nella gara persa per 2-1 in Ucraina nelle qualificazioni a Euro 2020, realizza su rigore il proprio settecentesimo gol ufficiale in carriera. L'8 settembre 2020, nella gara vinta per 2-0 contro la Svezia, valida per la Nations League, realizza una doppietta superando quota cento reti con la nazionale lusitana e diventando contestualmente il primo calciatore europeo a raggiungere la tripla cifra. Convocato dal CT Fernando Santos per il campionato d'Europa 2020, debutta nella gara vinta contro l'Ungheria per 3-0, nella quale realizza una doppietta, che gli permette di battere il record di Michel Platini come miglior marcatore della competizione e di diventare l'unico giocatore della storia del calcio a partecipare e segnare in cinque diverse edizioni del campionato europeo. A questi record si aggiungono il primato di presenze nei principali tornei internazionali, con 39 partite giocate, davanti ai tedeschi Bastian Schweinsteiger (38) e Miroslav Klose (37), e il primato di calciatore più anziano a segnare una doppietta nel campionato europeo, precedentemente appartenuto ad Andrij Ševčenko. Nei gironi va a segno anche contro la Germania (sconfitta per 2-4) e la Francia (2-2), eguagliando il record dell'iraniano Ali Daei, ex primatista di reti con una nazionale di calcio. Malgrado l'eliminazione del Portogallo agli ottavi di finale, Ronaldo si laurea capocannoniere del torneo. Torna in campo con la nazionale per le qualificazioni al mondiale del 2022 e il 1º settembre 2021 segna una doppietta nella vittoria in rimonta (per 2-1) della nazionale lusitana contro l'Irlanda, riuscendo così a diventare contestualmente il migliore marcatore con le nazionali di calcio, a quota 111 reti. Il mese seguente stabilisce altri record: il 9 ottobre, giocando l'amichevole contro il Qatar (vittoria per 3-0) diventa il calciatore europeo con più presenze (181) in una nazionale maschile maggiore superando Sergio Ramos (180); mentre il 12 ottobre segna una tripletta nell'ampia vittoria per 5-0 contro il Lussemburgo, diventando il calciatore con più triplette realizzate (10) nell'ambito di una nazionale maggiore, superando lo svedese Sven Rydell (9). Convocato nel novembre 2022 per il campionato del mondo 2022 in Qatar, nella gara d'esordio vinta per 3-2 contro il Ghana, in cui realizza la prima rete dell'incontro, stabilisce diversi record, diventando il primo calciatore ad aver segnato in cinque edizioni diverse del campionato del mondo (2006, 2010, 2014, 2018, 2022), il primo portoghese ad aver giocato in cinque edizioni del campionato del mondo e il primo calciatore ad aver disputato dieci edizioni fra campionati europei e mondiali. Contribuisce quindi al passaggio del turno da parte dei lusitani. Il 10 dicembre, in occasione della gara dei quarti di finale contro il Marocco, raggiunge a quota 196 presenze il kuwaitiano Bader Al-Mutawa in qualità di calciatore con più presenze in nazionale. Al termine della stessa gara il Portogallo viene eliminato perdendo per 1-0 contro la nazionale maghrebina. Il 23 marzo 2023 raggiunge quota 197 presenze in nazionale nel successo per 4-0 contro il Liechtenstein (in cui realizza una doppietta), diventando il calciatore con più presenze con una nazionale di calcio. Il 20 giugno 2023 diventa il primo calciatore a raggiungere quota 200 presenze con una nazionale, nella sfida vinta per 0-1 in casa dell'Islanda (decisa da un suo gol nel finale). Scendendo in campo nel campionato europeo del 2024 in Germania diviene il primo calciatore a giocare sei fasi finali del campionato d'Europa. Nella seconda sfida della fase a gironi (vinta per 3-0 contro la Turchia) raggiunge quota 8 assist agli europei, diventando così il giocatore ad averne forniti di più nel torneo. Agli ottavi i portoghesi eliminano la Slovenia ai tiri di rigore, con Ronaldo trasforma in rete il proprio tentativo dal dischetto dopo aver sbagliato un calcio di rigore durante i tempi supplementari. I lusitani vengono poi eliminati ai tiri di rigore ai quarti di finale contro la Francia (nonostante Ronaldo avesse realizzato il proprio tiro dal dischetto); Ronaldo termina per la prima volta un europeo senza aver segnato gol. Durante il match di Nations League contro la Croazia, il 5 settembre 2024 taglia il traguardo delle 900 reti in carriera. Il 12 ottobre 2024, segnando e contribuendo alla vittoria lusitana in Nations League sulla Polonia per 1-3, eguaglia Sergio Ramos come calciatore con più vittorie ottenute nella storia delle nazionali: 131. Record Cristiano Ronaldo nel dicembre 2019 è stato superato da Lionel Messi nel primato di vittorie del Pallone d'oro Record individuali Unico calciatore ad aver vinto nello stesso anno solare la Champions League, l'Europeo, il Mondiale per club e il Pallone d'oro. Uno dei due calciatori, insieme a Luis Suárez, che hanno vinto la Scarpa d'oro in due campionati differenti (Premier League e Liga). Unico calciatore ad aver realizzato più di 50 gol stagionali in sei stagioni consecutive (2010-2011, 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016). Unico calciatore ad aver segnato almeno una rete in 5 Europei (2004, 2008, 2012, 2016, 2020) e 4 Mondiali (2006, 2010, 2014, 2018) consecutivi. Uno dei quattro calciatori, insieme a Miroslav Klose, Pelé e Uwe Seeler, che hanno segnato in quattro edizioni diverse della Coppa del Mondo (2006, 2010, 2014, 2018). Calciatore che ha segnato più gol (117) in una nazionale europea. Calciatore che ha segnato più gol in una squadra nazionale di calcio (117). Calciatore che ha segnato più gol (14) nella fase finale degli Europei. Unico calciatore ad aver segnato in cinque diverse edizioni degli Europei (2004, 2008, 2012, 2016, 2020). Calciatore che ha segnato più gol (31) nelle qualificazioni alle fasi finali dei campionati Europei. Calciatore che ha segnato più gol (48) agli Europei, incluse le qualificazioni. Calciatore che ha segnato piu gol (21) tra Europei e Mondiali. Calciatore che ha giocato più partite (42) tra Europei e Mondiali. Calciatore che ha giocato più partite (25) nella fase finale degli Europei. Calciatore col maggior numero di Europei disputati (5). Calciatore con più presenze in una nazionale europea (189) Calciatore che ha segnato più gol nelle competizioni UEFA per nazionali. Calciatore ad aver segnato più gol in competizioni internazionali per squadre di club (151). Calciatore che ha segnato più gol (144) nelle competizioni UEFA per club. Calciatore con più presenze (193) nelle competizioni UEFA per club. Calciatore con più presenze (187) in UEFA Champions League. Calciatore ad aver segnato più gol (141) in UEFA Champions League. Unico calciatore ad aver vinto per sette volte la classifica marcatori della UEFA Champions League (2007-2008, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018). Unico calciatore ad aver vinto per sei volte consecutive la classifica marcatori della UEFA Champions League (2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018). Unico calciatore ad aver segnato almeno 10 gol in un'edizione di UEFA Champions League per 7 stagioni consecutive (2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018). Calciatore che ha realizzato il maggior numero di reti (17) in una singola edizione di Coppa dei Campioni/Champions League (2013-2014). Calciatore che ha segnato più gol (19) in Champions League in un anno solare (2017). Calciatore che ha segnato più gol (32) in partite internazionali in un anno solare (2017). Unico calciatore ad aver segnato in tutte e sei le giornate della fase a gironi di Champions League (2017-2018). Unico calciatore ad aver segnato per undici partite consecutive in Champions League. Unico calciatore ad aver segnato in tre finali di UEFA Champions League. Uno dei tre calciatori, insieme a Mario Mandžukić e Velibor Vasović, ad aver segnato con due squadre diverse in una finale di UEFA Champions League. Calciatore che ha realizzato più doppiette (38) in UEFA Champions League. Uno dei due calciatori, insieme a Lionel Messi, ad aver segnato più triplette (8) in Champions League. Calciatore che ha realizzato più triplette (3) in una singola edizione di UEFA Champions League (2015-2016). Calciatore che ha segnato più gol (12) su calcio di punizione in UEFA Champions League. Calciatore che ha segnato più gol (7) nella Coppa del mondo per club. Uno dei due calciatori, insieme a Pelé, che hanno realizzato una tripletta in una finale di Coppa Intercontinentale/Coppa del mondo per club. Unico calciatore ad aver realizzato almeno 30 gol per 6 stagioni consecutive del campionato spagnolo (2010-2011, 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016). Calciatore che ha realizzato più gol su calcio di rigore nella Liga (61). Calciatore che ha segnato più gol (22) nel derbi madrileño. Uno dei tre calciatori, insieme a Gabriel Batistuta e Fabio Quagliarella, a segno per più partite consecutive in Serie A nello stesso campionato (11). Unico calciatore, insieme ad Edin Dzeko ad aver segnato almeno 50 gol in tre dei principali campionati europei (Premier League, Liga e Serie A). Edin Dzeko li ha messi a segno tra Bundesliga, Premier League e Serie A. Unico calciatore ad aver vinto la classifica marcatori in tre dei principali campionati europei (Premier League, Liga e Serie A). Calciatore ad aver impiegato il minor numero di partite (61) per raggiungere le 50 marcature in Serie A. Nel Real Madrid Calciatore con più marcature segnate (450) in tutte le competizioni ufficiali. Calciatore con più marcature segnate (311) in campionato. Calciatore che ha segnato più gol (105) in UEFA Champions League. Calciatore con più marcature segnate (107) in tutte le competizioni UEFA per club. Nella Juventus Calciatore a segno per più partite consecutive nel campionato italiano (11). Calciatore con più marcature, 37, in una singola stagione (2019-2020). Nella nazionale portoghese Calciatore con più presenze (189). Calciatore con più marcature segnate (117). Calciatore con più marcature in un anno solare (14 nel 2019). Palmarès Club Competizioni nazionali Supercoppa di Portogallo: 1 - Sporting CP: 2002 Coppa d'Inghilterra: 1 - Manchester United: 2003-2004 Coppa di Lega inglese: 2 - Manchester United: 2005-2006, 2008-2009 Campionato inglese: 3 - Manchester United: 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009 Community Shield: 2 - Manchester United: 2007, 2008 Coppa di Spagna: 2 - Real Madrid: 2010-2011, 2013-2014 Campionato spagnolo: 2 - Real Madrid: 2011-2012, 2016-2017 Supercoppa di Spagna: 2 - Real Madrid: 2012, 2017 Supercoppa italiana: 2 - Juventus: 2018, 2020 Campionato italiano: 2 - Juventus: 2018-2019, 2019-2020 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2020-2021 Competizioni internazionali UEFA Champions League: 5 - Manchester United: 2007-2008 - Real Madrid: 2013-2014, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018 Coppa del mondo per club: 4 - Manchester United: 2008 - Real Madrid: 2014, 2016, 2017 Supercoppa UEFA: 2 - Real Madrid: 2014, 2017 Coppa dei Campioni araba per club: 1 - Al-Nassr: 2023 Nazionale Campionato d'Europa: 1 - Francia 2016 UEFA Nations League: 1 - 2018-2019 Individuale Pallone d'oro: 3 - 2008, 2016, 2017 Pallone d'oro FIFA: 2 - 2013, 2014 FIFA World Player: 1 - 2008 The Best FIFA Men's Player: 2 - 2016, 2017 UEFA Club Footballer of the Year: 1 - 2007-2008 UEFA Best Player in Europe: 3 - 2013-2014, 2015-2016, 2016-2017 Scarpa d'oro: 4 - 2007-2008 (31 gol), 2010-2011 (40 gol), 2013-2014 (31 gol), 2014-2015 (48 gol) Calciatore portoghese dell'anno all'estero: 10 - 2007, 2008, 2009, 2011, 2012, 2013, 2015, 2016, 2017, 2019 Miglior giocatore della Coppa del mondo per club FIFA: 1 - 2016 Miglior giocatore della Supercoppa UEFA: 1 - 2014 Giovane dell'anno della PFA: 1 - 2006-2007 Giocatore dell'anno della FWA: 2 - 2007, 2008 Giocatore dell'anno della PFA: 2 - 2007, 2008 Premi LFP: 6 MVP: 2012-2013 Miglior giocatore: 2013-2014 Miglior attaccante: 2009-2010,2013-2014 Miglior gol: 2013-2014 Miglior giocatore per i tifosi: 2014-2015 Trofeo Alfredo Di Stéfano di Marca: 4 - 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014, 2015-2016 Trofeo Bravo: 1 - 2004 Onze d'or di Onze Mondial: 2 - 2008, 2017 Globe Soccer Awards: 13 Miglior calciatore dell'anno: 2011, 2014, 2016, 2017, 2018, 2019 Maggior attrazione mediatica: 2011 Calciatore preferito dai fan: 2013, 2014 Premio per l'attività sociale: 2016 Miglior gol: 2018 Calciatore del secolo (2001-2020): 2020 Miglior marcatore di tutti i tempi: 2021 FIFA Puskás Award: 1 - 2009 (15 aprile 2009: Porto - Manchester United 0-1) UEFA Goal of the Season: 3 - 2008-2009, 2017-2018, 2018-2019 Capocannoniere della FA Cup: 1 - 2004-2005 (4 gol, a pari merito con Crouch e Defoe) Capocannoniere della Premier League: 1 - 2007-2008 (31 gol) Capocannoniere della UEFA Champions League: 7 2007-2008 (8 gol), 2012-2013 (12 gol), 2013-2014 (17 gol), 2014-2015 (10 gol, a pari merito con Neymar e Messi), 2015-2016 (16 gol), 2016-2017 (12 gol), 2017-2018 (15 gol) Capocannoniere della Copa del Rey: 1 - 2010-2011 (7 gol, a pari merito con Messi) Pichichi della Liga: 3 - 2010-2011 (40 gol), 2013-2014 (31 gol), 2014-2015 (48 gol) Capocannoniere della Serie A: 1 - 2020-2021 (29 gol) Capocannoniere dell'Europeo: 2 2012 (3 gol, a pari merito con Mandžukić, Gómez, Balotelli, Dzagoev e Torres), 2020 (5 gol, a pari merito con Schick) Capocannoniere della Coppa del mondo per club FIFA: 2 - 2016 (4 gol), 2017 (2 gol, a pari merito con Maurício e Romarinho) ESPN miglior sportivo internazionale: 1 - 2014 Squadra ideale dell'Europeo: 3 - Portogallo 2004, Polonia-Ucraina 2012, Francia 2016 Squadra ideale della fase finale di UEFA Nations League: 1 - 2019 Squadra ideale della Liga: 1 - 2014-2015 UEFA Club Football Awards: 3 - Miglior attaccante: 2007-2008, 2016-2017, 2017-2018 Premi Lega Serie A: 2 - MVP - Migliore in assoluto: 2018-2019 - Miglior attaccante: 2020-2021 Gran Galà del calcio AIC: 4 - Miglior calciatore assoluto: 2019, 2020 - Squadra dell'anno: 2019, 2020 Miglior marcatore dell'anno IFFHS: 5 - 2013, 2014, 2016, 2017, 2019 Golden Foot: 1 - 2020 Inserito nel Dream Team del Pallone d'oro (2020) Capocannoniere della Coppa dei Campioni araba per club : 1 - 2023 (6 gol) Onorificenze Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique — 2004 Medaglia al merito dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa — 2014 Grand'Ufficiale dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique — 2014
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JOÃO CANCELO «Nella vita cresciamo, viviamo e impariamo, piangiamo e gioiamo. Questo è quello che ho vissuto con voi. Sono stato in grado di giocare con i migliori Sono diventato un giocatore migliore, ho esultato dentro ogni taglio, ogni tiro, ogni assist e ogni obiettivo. Porterò sempre con me il rispetto che ho per tutti voi. È stato un piacere, Vecchia Signora. Grazie di tutto. Joao». ALEX CAMPANELLI, DA JUVENTIBUS DELL’8 AGOSTO 2019 Una stagione. Tanto è durata l’illusione chiamata Joao Cancelo. La stessa durata, e forse non è un caso, di quella relativa a Dani Alves, quest’ultimo però andatosene sbattendo la porta e per motivi non certo imputabili alla nostra dirigenza. Invece il portoghese, che aveva raccolto l’eredità dell’ex Barcellona proprio in un momento nel quale credevamo non fosse possibile farlo, lascia la Juve per cause di forza maggiore, sacrificato sull’altare del bilancio e delle plusvalenze, facendo posto a quel Danilo riguardo al quale abbiamo già ampiamente disquisito. Di Cancelo, oltre all’impatto in campo, ci piaceva il personaggio, spavaldo e sicuro di sé, ma anche la filosofia che gli stava dietro, secondo la quale un giocatore in quella posizione può essere importante e decisivo come e più di una punta o di un fantasista, ci ha fatto accarezzare l’idea che un altro calcio fosse possibile, e proprio quando ne abbiamo portato uno dei più grandi esponenti in panchina, ecco che ci viene portato via. Un anno e qualche mese fa, ancor prima della fine della stagione, mi trovavo a metter giù i 5 motivi per i quali Joao sarebbe stato l’uomo giusto per la Juve. Oggi, a malincuore, ecco i 5 aspetti che ci mancheranno di più di lui. 1 – Regia sulla fascia Proprio come Dani Alves, Joao Cancelo porta il ruolo del terzino a una dimensione diversa. Sull’altro versante Alex Sandro, pur devastante nei periodi migliori, interpreta il ruolo in maniera più ortodossa, il lusitano invece ama entrare dentro il campo ma anche sfrecciare sulla fascia, laterale moderno e classico insieme, viene cercato con continuità coi compagni, è decisivo nell’uscita dalla difesa col pallone e rappresenta un porto sicuro quando c’è da tenere la sfera. Affermare che Cancelo sia un grande terzino è riduttivo, Cancelo è un grande giocatore di Calcio. 2 – Campione tra i campioni Abituato a contesti non di primo livello come Valencia e Inter e relegato a un ruolo non certo da protagonista in nazionale, un calciatore avrebbe potuto faticare a imporsi in un club come la Juventus. Non Joao Cancelo, che ho imparato da solo come integrarsi coi tanti campioni della rosa bianconera: parlando la loro stessa lingua calcistica. Cancelo può duettare sulla fascia con Douglas, Cuadrado o Bernardeschi facendo impazzire i laterali avversari, può stringere verso il centro e associarsi con Pjanic, può servire cioccolatini sulla testa di Cristiano Ronaldo (Atletico vi dice nulla?); un campione che ha spazzato via in un lampo la mediocrità tecnica dei vari predecessori. 3 – Numeri da giocoliere Diciamoci la verità, a tutti piacciono da impazzire i giocatori “con le skill”, quelli che fanno dribbling perfetti per le gif da diffondere su Twitter e che riempiono la home di Youtube. Ci innamoriamo delle suolate di Cristiano, degli elastici di Douglas, dei cambi di passo di Dybala. Cancelo, oltre a un terzino, è anche quel giocatore lì, uno di quelli che vale il prezzo del biglietto. 4 – Look da trapper Fa parte del personaggio Cancelo, estroso tanto in campo quanto fuori, nelle giocate così come nella scelta del vestiario. Anche un club di grande tradizione come la Juventus di tanto in tanto ha bisogno di qualche ventata di freschezza e spavalderia: lo erano Pogba e soprattutto Dani Alves in tutta la loro eccentricità, lo è a suo modo la Dybalamask di Paulo, lo è anche il look da trapper del buon Joao, un ragazzo al quale è difficile voler male. 5 – Testa (troppo?) alta Corollario degli ultimi due punti, l’atteggiamento di Cancelo in campo, un giocatore propositivo e associativo fino all’ossessione, incapace fisicamente di buttar via la palla, terribilmente allergico alla soluzione più sicura. Appena Cancelo riceve la sfera, sempre a testa alta, vede mille vie davanti a sé, raramente sceglie la più semplice, dando la precedenza a quella che può portare un vantaggio offensivo alla sua squadra, sia pur rischiando di perdere la palla in zone sanguinose. È quello che amavamo e odiavamo di lui, che eravamo però pronti a perdonare a ogni giocata positiva. È quello che ci mancherà di più e forse nel contempo, ma speriamo non sia vero, una delle cause che lo ha portato a dirci addio. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/05/joao-cancelo.html
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JOÃO CANCELO https://it.wikipedia.org/wiki/João_Cancelo Nazione: Portogallo Luogo di nascita: Barreiro Data di nascita: 27.05.1994 Ruolo: Difensore-Centrocampista Altezza: 182 cm Peso: 74 kg Nazionale Portoghese Soprannome: - Alla Juventus dal 2018 al 2019 Esordio: 18.08.2018 - Serie A - Chievo-Juventus 2-3 Ultima partita: 19.05.2019 - Serie A - Juventus-Atalanta 1-1 34 presenze - 1 rete 1 scudetto 1 supercoppa italiana Nations League 2019 con la nazionale portoghese João Pedro Cavaco Cancelo, noto semplicemente come João Cancelo (Barreiro, 27 maggio 1994), è un calciatore portoghese, difensore o centrocampista del Barcellona, in prestito dal Manchester City, e della nazionale portoghese, con cui ha vinto la UEFA Nations League 2018-2019. João Cancelo Cancelo con il Manchester City nel 2023 Nazionalità Portogallo Altezza 182 cm Peso 74 kg Calcio Ruolo Difensore, centrocampista Squadra Barcellona Carriera Giovanili 2002-2007 Barreirense 2007-2012 Benfica Squadre di club1 2012-2014 Benfica B 51 (3) 2014 Benfica 1 (0) 2014-2017 Valencia 74 (2) 2017-2018 → Inter 26 (1) 2018-2019 Juventus 34 (1) 2019-2023 Manchester City 98 (5) 2023 → Bayern Monaco 15 (1) 2023- → Barcellona 12 (2) Nazionale 2010 Portogallo U-16 6 (0) 2010-2011 Portogallo U-17 17 (1) 2011-2012 Portogallo U-18 7 (0) 2012-2013 Portogallo U-19 25 (1) 2013-2014 Portogallo U-20 9 (0) 2014-2017 Portogallo U-21 11 (1) 2016- Portogallo 50 (10) Palmarès Europei di calcio Under-21 Argento Repubblica Ceca 2015 UEFA Nations League Oro Portogallo 2019 Caratteristiche tecniche È un terzino destro d'attacco che può giocare anche come esterno di centrocampo o, all'occorrenza, da ala destra. Dotato di buona velocità, eleganza, visione di gioco, senso tattico e tecnica individuale, è abile nei cross e nell'uno contro uno; per via della sua notevole abilità nel dribbling è stato descritto come «un numero 10 prestato alla fascia». È inoltre un buon esecutore di calci piazzati. Carriera Club Gli esordi, Benfica e Valencia Cancelo in azione con la maglia del Valencia nel 2014. Dopo aver mosso i primi passi nella Barreirense, nel 2007 entra nel settore giovanile del Benfica. Gioca per due stagioni nel Benfica B, prima di esordire in Primeira Liga il 10 maggio 2014, giocando da titolare contro il Porto (1-2). Il 20 agosto passa in prestito al Valencia. Il 25 maggio 2015 viene acquistato a titolo definitivo dal club spagnolo, dove si affermerà come uno dei terzini più promettenti della sua generazione. Inter Il 22 agosto 2017 passa in prestito annuale all'Inter, con diritto di riscatto (fissato a 25 milioni di euro), nell'ambito di uno scambio di mercato che vede Kondogbia compiere il percorso inverso. Debutta in Serie A quattro giorni dopo, nella vittoriosa partita sul campo della Roma (3-1), subentrando nel finale a Candreva. Dopo qualche settimana di ambientamento alla realtà italiana, il 12 dicembre fa il suo esordio da titolare con i nerazzurri in Coppa Italia, nel match casalingo vinto contro il Pordenone; sigla poi quello che rimarrà il suo unico gol con la maglia nerazzurra il 17 aprile 2018, su punizione, nella partita casalinga di campionato contro il Cagliari. Superata una prima fase di adattamento alla Serie A, cui si somma qualche equivoco tattico, le sue prestazioni migliorano progressivamente, Il suo contributo si rivela decisivo per la qualificazione alla successiva edizione di Champions League, ma l'Inter a causa di problemi economici decide di non riscattarlo. Juventus Cancelo in azione con la maglia della Juventus nel 2018. Tornato al Valencia, il 27 giugno 2018 viene ceduto a titolo definitivo alla Juventus per 40,4 milioni di euro. Debutta con la maglia bianconera il successivo 18 agosto, nella vittoriosa trasferta di Verona contro il Chievo (3-2), divenendo subito un perno dell'undici titolare torinese. Il 19 settembre debutta con i bianconeri nelle competizioni europee, nella vittoria contro il Valencia (2-0), sua ex squadra. Il 27 gennaio 2019 segna la sua prima marcatura con i torinesi, siglando il gol del pareggio in casa della Lazio, nella partita poi vinta dai bianconeri per 2-1. A fine stagione, nonostante un rendimento altalenante a livello personale nella seconda parte di stagione, vince la Supercoppa nazionale e il campionato. Manchester City Cancelo (estrema sinistra) esulta assieme ai compagni di squadra del Manchester City nel 2021. Il 7 agosto 2019, dopo una sola stagione, Cancelo lascia la Juventus a seguito della cessione al Manchester City per 28 milioni di euro, più il cartellino di Danilo (valutato 37 milioni), per un totale nominale quindi di 65 milioni di euro. Il 18 dicembre successivo segna la sua prima rete in maglia Citizens in Coppa di Lega inglese nella partita vinta per 3-1 fuori casa contro l'Oxford Utd. Con la maglia dei Citizens, in tre stagioni e mezza, vince due Premier League e due League Cup, collezionando 154 presenze e 9 reti in tutte le competizioni. Prestito al Bayern Monaco Il 31 gennaio 2023 si trasferisce in prestito al Bayern Monaco fino al termine della stagione. Colleziona 21 presenze e una rete tra tutte le competizioni, vincendo il campionato. Il 3 aprile 2023 viene confermato che il club bavarese non avrebbe esercitato il diritto di riscatto, e che il 30 giugno seguente sarebbe ritornato al Manchester City, che nel frattempo ha vinto il quadruple proprio in sua assenza. Prestito al Barcellona Il 1º settembre 2023 passa in prestito al Barcellona. Nazionale Ha giocato in tutte le nazionali giovanili portoghesi dall'Under-16 sino all'Under-21, dove ha partecipato agli Europei di categoria nel 2015 e nel 2017. Nell'agosto 2016 viene convocato per la prima volta in nazionale maggiore dal commissario tecnico Santos. Esordisce con i lusitani il 1º settembre seguente, giocando da titolare in amichevole contro Gibilterra e andando a segno. Impiegato in tre gare di qualificazione per il campionato del mondo 2018, non viene poi convocato per la fase finale del torneo, nonostante la buona stagione disputata nelle file dell'Inter. Dopo il Mondiale si afferma come titolare sulla fascia destra dei lusitani venendo convocato per gli europei nel 2021, salvo poi venire tagliato il 13 giugno a causa della positività al covid. Palmarès Club Campionato portoghese: 1 - Benfica: 2013-2014 Coppa di Lega portoghese: 1 - Benfica: 2013-2014 Coppa del Portogallo: 1 - Benfica: 2013-2014 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2018 Campionato italiano: 1 - Juventus: 2018-2019 Coppa di Lega inglese: 2 - Manchester City: 2019-2020, 2020-2021 Campionato inglese: 2 - Manchester City: 2020-2021, 2021-2022 Campionato tedesco: 1 - Bayern Monaco: 2022-2023 Nazionale UEFA Nations League: 1 - Portogallo: 2018-2019 Individuale Gran Galà del calcio AIC: 2 - Squadra dell'anno: 2018, 2019 Squadra dell'anno PFA: 2 - 2020-2021, 2021-2022 ESM Team of the Year: 1 - 2020-2021 FIFA FIFPro World XI: 1 - 2022
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LUCA ZANIMACCHIA https://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Zanimacchia Nazione: Italia Luogo di nascita: Desio (Monza e Brianza) Data di nascita: 19.07.1998 Ruolo: Attaccante Altezza: 178 cm Peso: 70 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2019 al 2020 Esordio: 29.07.2020 - Serie A - Cagliari-Juventus 2-0 Ultima partita: 01.08.2020 - Serie A - Juventus-Roma 1-3 2 presenze - 0 reti 1 scudetto Luca Zanimacchia (Desio, 19 luglio 1998) è un calciatore italiano attaccante della Cremonese in prestito dalla Juventus. Luca Zanimacchia Nazionalità Italia Altezza 178 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Cremonese Carriera Giovanili 2004-2008 Pol. di Nova Milanese 2008-2011 Aldini 2011-2015 Varese 2017-2018 Genoa Squadre di club 2015-2016 Legnago 22 (5) 2016-2018 Genoa 0 (0) 2018-2020 Juventus U23 57 (6) 2019-2020 Juventus 2 (0) 2020-2021 → Real Saragozza 26 (2) 2021- → Cremonese 41 (8) Carriera Inizi Inizia a giocare a calcio nella squadra della sua città, la Polisportiva di Nova, squadra dilettantistica di Nova Milanese, cittadina in provincia di Monza. Dopo qualche anno passa all'Aldini, dove rimane per tre stagioni. Arriva poi la chiamata delle giovanili del Varese, dove rimarrà fino alla categoria degli Allievi Nazionali a causa del fallimento della società comunicato nell'estate 2015, con conseguente svincolo dei tesserati. Club Nell'estate del 2015, da svincolato, si accasa al Legnago Salus, club allora militante in Serie D, dove, all'età di 16 anni, inizierà la sua prima stagione tra i dilettanti. Concluderà la stagione con 22 presenze e 5 reti. Dopo una sola stagione al Legnago, nell'estate del 2016 passa al Genoa, squadra per cui giocherà solo nelle giovanili, senza riuscire mai a debuttare con la prima squadra, nonostante sia andato in panchina più volte. Nell'agosto 2018 Zanimacchia viene ceduto in prestito alla Juventus U23 per l'intera stagione. Esordisce il 21 agosto con la Juventus U23, nella prima storica vittoria per 1-0 contro il Cuneo, in cui segna anche il primo gol della storia della Juventus U23. Esordisce in Serie C il 16 settembre 2018 in una partita contro l' Alessandria. A fine stagione la Juventus ha poi esercitato l'opzione di acquisto del giocatore per 4 milioni di euro, dopo una buona stagione in cui aveva giocato 34 partite e segnato tre gol. Ha esordito in Serie A, così come con la Juventus senior, entrando al 60' nella sconfitta per 2-0 in trasferta contro il Cagliari il 29 luglio 2020. Giocherà, invece, da titolare tutta la partita tre giorni più tardi, nella sconfitta in casa della Juve per 3-1 contro la Roma Il 1º settembre viene ceduto in prestito al Real Zaragoza, squadra della Segunda División spagnola, per la stagione 2020-21, con una clausola rescissoria, che però non verrà esercitata a fine stagione, tornando così in Italia. Il 9 luglio 2021 passa in prestito alla Cremonese, dove ritrova mister Pecchia, suo allenatore ai tempi della Juventus U23. Il 2 ottobre 2021 realizza il suo primo goal nella sfida vinta 2 a 0 contro la Ternana; suo il goal del momentaneo 1-0. A fine stagione ottiene la promozione con il club lombardo, in cui fa ritorno il 4 luglio 2022 (questa volta in prestito con obbligo di riscatto). Palmares Club Campionato italiano: 1 - Juventus: 2019-2020 Coppa Italia Serie C: 1 - Juventus U23: 2019-2020
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MANOLO PORTANOVA https://it.wikipedia.org/wiki/Manolo_Portanova Nazione: Italia Luogo di nascita: Napoli Data di nascita: 02.06.2000 Ruolo: Centrocampista Altezza: 183 cm Peso: 77 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2019 al 2021 Esordio: 26.05.20019- Serie A - Sampdoria-Juventus 2-0 Ultima partita: 13.01.2021 - Coppa Italia - Juventus-Genoa 3-2 4 presenze - 0 reti 1 scudetto 1 supercoppa italiana Manolo Portanova (Napoli, 2 giugno 2000) è un calciatore italiano, centrocampista della Reggiana, in prestito dal Genoa. Manolo Portanova Nazionalità Italia Altezza 183 cm Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Reggiana Carriera Giovanili 2015-2017 Lazio 2017-2018 Juventus Squadre di club 2018-2020 Juventus U23 24 (0) 2018-2021 Juventus 4 (0) 2021-2023 Genoa 39 (2) 2023- → Reggiana 27 (2) Nazionale 2017 Italia U-17 9 (0) 2017-2018 Italia U-18 13 (2) 2018-2019 Italia U-19 17 (5) 2019 Italia U-20 5 (3) 2020-2022 Italia U-21 3 (1) Biografia È figlio dell'ex calciatore Daniele Portanova. Caratteristiche tecniche Di ruolo centrocampista, è un giocatore di qualità, dotato di una buona corsa ed una buona fisicità, può ricoprire il ruolo sia di esterno sia di trequartista , è abile anche in fase realizzativa. Carriera Club Giovanili Portanova è un calciatore proveniente dalle giovanili della Lazio, in cui ha militato dall'estate del 2015, ha iniziato a giocare per la squadra Under 19 nella stagione 2016-2017. Juventus Nel luglio 2017, a 17 anni, si trasferisce alla Juventus, con la quale per due stagioni gioca in Primavera disputando anche la UEFA Youth League. Nella stagione 2018-2019 viene aggregato alla Juventus U23, con la quale il 30 marzo 2019 esordisce tra i professionisti in Serie C, in una partita contro la Pistoiese, sostituendo Luca Zanimacchia al 76'. Il successivo 26 maggio 2019, poco prima di compiere 19 anni, l'allenatore Massimiliano Allegri lo fa esordire in Serie A nell'ultima partita della stagione, persa per 2-0 contro la Sampdoria a Genova, entrando nel secondo tempo al posto di Emre Can. Durante la partita, ha fatto un assist per un gol di Moise Kean, annullato poi per fuorigioco. La stagione successiva è impiegato con la Juventus U23 in Serie C, con la quale vince anche la Coppa Italia Serie C. All'inizio della stagione 2020-2021 viene inserito nella prima squadra della Juventus diretta da Andrea Pirlo, e ottiene 2 presenze in Serie A e una in Coppa Italia fino al gennaio 2021. Genoa e prestito alla Reggiana Il 29 gennaio 2021 viene ceduto al Genoa per 10 milioni di euro, ma ottiene solamente 3 presenze in campionato. Trova più spazio nella stagione 2021-2022 e il 18 marzo 2022 mette a segno la sua prima rete in Serie A, realizzando l'unico gol della vittoria dei grifoni per 1-0 ai danni del Torino. Dopo aver collezionato 12 presenze e un gol nella stagione successiva in Serie B, il giocatore, inizialmente convocato ancora per l'incontro dell'8 dicembre contro il Südtirol, viene messo fuori rosa dopo la condanna in primo grado a sei anni di reclusione per violenza sessuale. Il 18 luglio 2023 viene trovato l'accordo per la cessione in prestito alla Reggiana, club neopromosso in Serie B. Il trasferimento viene ufficializzato il 3 agosto seguente. Il 6 agosto segna le sue prime reti con la nuova maglia, nel successo per 6-2 sul Pescara nel turno preliminare di Coppa Italia, segnando una doppietta. Il 16 settembre va a segno anche nel campionato di serie B, segnando il parziale 2-0 alla Cremonese, nella gara poi conclusa sul 2-2. Nazionale Con la nazionale Under-17 nel 2017 ha preso parte all'Europeo di categoria, e con la nazionale Under-19 ha preso parte all'Europeo di categoria nel 2019. Esordisce con la nazionale Under-21 il 13 ottobre 2020, subentrando nella partita di qualificazione vinta per 2-0 contro l'Irlanda a Pisa. Procedimenti giudiziari Il 10 giugno 2021 Portanova è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, tornando in libertà dopo un mese. Il calciatore è stato accusato, insieme al fratello William (allora minorenne), al cugino e a un amico, di violenza sessuale di gruppo, avvenuta in un appartamento di Siena, nei confronti di una ragazza di vent'anni che Manolo aveva appena conosciuto. Il 28 marzo 2022 il Procuratore della Repubblica facente funzioni del Tribunale di Siena, Nicola Marini, ha rinviato a giudizio Portanova. Nel settembre del 2022 durante l'udienza preliminare, il legale del giocatore ha chiesto e ottenuto il giudizio abbreviato, presentando anche un'offerta ufficiale di risarcimento per danni morali alle controparti della difesa, che hanno poi deciso di rifiutare la proposta. Portanova però si è sempre dichiarato innocente. Il 6 dicembre 2022, Portanova è stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione, nonché ad una provvisionale di 130.000 euro, divisa fra la vittima (100.000 euro), la madre della ragazza (20.000 euro) e l'associazione Donna chiama Donna di Siena, costituitasi parte civile nel processo (10.000 euro). Il 19 gennaio 2024 il Collegio di Garanzia del CONI ha respinto la richiesta di radiazione o in subordine cinque anni di squalifica rinviando la causa alla Corte d'Appello della FIGC. Quest’ultima il 13 marzo seguente ha sospeso il giudizio sul giocatore "sino alla formazione del giudicato in sede penale". Palmarès Club Campionato italiano: 1 - Juventus: 2018-2019 Coppa Italia Serie C: 1 - Juventus U23: 2019-2020 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2020
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EMRE CAN «Voglio dire grazie a tutta la Juventus per il supporto. Ai miei compagni di squadra, allo staff e a tutti dietro le quinte. È stato un onore rappresentare questo grande club e porterò i ricordi nel mio cuore. Grazie mille. Forza Juve». LA MAGLIA DELLA JUVE DEL 31 GENNAIO 2020 Un lungo corteggiamento caratterizzato dalla reciproca determinazione a convolare a nozze: il matrimonio fra Emre Can e la Signora pareva destinato a durare molto più a lungo e a regalare ai congiunti ben altre soddisfazioni. Invece, a un anno e mezzo dal suo approdo sotto la Mole bianconera, il nazionale tedesco ha già lasciato l’Italia per tornare nella terra che gli ha dato i natali: Can si trasferirà al Borussia Dortmund con la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto. I gialloneri verseranno complessivamente nelle casse sabaude una cifra vicina ai 30 mln di euro, bonus compresi. Emre, nel corso della sua prima annata bianconera, si era fatto notare positivamente, malgrado un problema alla tiroide lo avesse estromesso dai giochi lungo la prima parte della stagione. La sua eccellente prestazione contro l’Atletico nel retour match di Champions League, quando si esibì da centrale difensivo aggiunto, rimarrà a lungo nella memoria dei fan della Goeba, autrice, nella circostanza, di una rimonta leggendaria. Terminata la sfida con i Colchoneros, la Vecchia pensava di aver trovato in lui un cardine per gli anni a venire. Invece, non è andata così. Con l’avvento di Sarri al posto di Allegri, il jolly ha perso considerazione in seno al club, finendo escluso dalla lista inerente gli arruolabili per la prima fase della Coppa Regina. Una volta appreso del taglio, l’ex Liverpool non ha mascherato il proprio risentimento, affermando di esser stato preso in giro dal tecnico: se avesse saputo a tempo debito di non poter far parte dell’arengo continentale, avrebbe preso in considerazione le offerte di altri club. Il calciatore, dopo esser tornato sui suoi passi ed aver sotterrato l’ascia di guerra, è rimasto nei ranghi. La frattura fra l’atleta e il trainer del sodalizio piemontese era comunque avvenuta, una frattura non facile da ricomporre: si era salvata la forma ma non la sostanza. Il basso minutaggio riservato dal mister nel corso del campionato ha fatto sì che Can finisse per chiedere ed ottenere la cessione. La Juve intascherà una ricca plusvalenza, il ragazzo era stato a suo tempo arruolato a parametro zero: sul piano economico, un buon affare. Sul piano tecnico, invece, perdiamo un elemento che avrebbe potuto rivelarsi prezioso per una mediana non sempre intonata. Nel complesso, Emre Can se ne va (con un ruolino di 45 presenze e 4 reti) da incompiuto, ed è palese che la sua questione avrebbe dovuto esser meglio gestita da tutti un po’. Dal canto suo, Emre ha palesato un attaccamento ai colori bianconeri di basso profilo: sappiamo che al giorno d’oggi la quasi totalità dei giocatori di medio/alto profilo pretendono di figurare in Champions League come condizione basilare al fine di legare i propri destini a una causa: ma sappiamo anche che esistono uomini come Lichtsteiner o Cuadrado, che hanno sempre anteposto agli interessi personali le volontà della Juventus. Facendo buon viso a cattivo gioco quando occorreva, continuando a faticare come e più di prima con lodevole professionalità, in nome di un ideale fondato nel 1897 e chiamato Gioventù. Auf Wiedersehen, Emre. LUCA MOMBLANO, JUVENTIBUS.COM 30 DEL GENNAIO 2020 Emre Can era un titolarissimo del Liverpool di Jurgen Klopp a ridosso dell’ultimo step che ha di lì a pochissimo posizionato i Reds ai vertici assoluti e definitivi del calcio europeo. Emre Can – un po’ come Coutinho, un po’ come Alberto Moreno – ha contribuito senza se e senza ma all’upgrade della creatura calcistica più chiacchierata e più invidiata del continente. Poi, però, Emre Can è passato alla Juventus. Seconda creatura più chiacchierata d’Europa, o forse prima, o forse è soltanto colpa di quella prematura eliminazione contro l’Ajax. Emre è il migliore dei peggiori nella gara più bruciante, dello Stadium che ha già capito, dello Stadium ammutolito e/o frastornato. Emre è il migliore dei migliori nella gara invece più esaltante – tolto Lui – quella gara in cui lo Stadium ha portato Bernardeschi, e viceversa, dalla Tribuna Est secondo anello fin dentro l’area di rigore. Emre arriva nell’estate in cui arriva Lui. Entrambi finalisti di Champions. Uno fa legna e l’altro la brucia. Uno è giovane e ha tempo, ma ha un problema alla schiena, poi ha un problema alla tiroide, poi ha un problema di collocazione, poi ha un problema a togliere il posto a Khedira, poi ha un problema a convincere Sarri, infine ha un problema a capire perché. Perché è finito fuori dalla lista Champions. Alla Juve i perché si accettano, non si capiscono. E questo per qualcuno è un problema. Insormontabile. Emre è un peccato, ma senza dubbio ci ha messo del suo. Mediano vecchio stampo, ma per vigoria moderno. Non per le due fasi, dove non ha convinto nella scalata delle gerarchie. Probabilmente un po’ musone, ma questo è l’aspetto che meno conta. A meno che tu non abbia un grosso problema. Emre non se n’è fatto una ragione e non si è sentito ascoltato. Nel frattempo giocava le sue peggiori partite. O spezzoni. Riusciva perfino a fare i peggiori riscaldamenti. La china era presa. Il Borussia ha soltanto allungato la mano. Per loro è oro che cola sulla carta. Per noi è un ramo secco sulla pianta. Comunque sia, è meglio non incontrarli. Non quest’anno. Non in finale. Non lui. Emre ciao. Sappiamo che sarà un arrivederci detto male. Ciao lo si dice a chiunque. A cuor leggero. Dimenticandosi del volto e dei turbamenti pochi istanti dopo. È il destino dei jolly, che se non hai il più forte jolly di tutti te lo dimentichi pochi secondi dopo averlo liquidato. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/03/emre-can.html
