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HERNANES Hernanes saluta la maglia della Juve numero undici – si legge sulla pagina Facebook de “Lamagliadellajuve” del 10 febbraio 2017 – il brasiliano si è accasato all’Hebei China Fortune, che per assicurarselo ha versato nelle casse bianconere otto milioni di euro più due di eventuali bonus. In questo, caso, la Cina ci è stata vicina: bene così. La tifoseria non lo rimpiangerà, poco ma sicuro. Il suo acquisto, avvenuto all’ultimo respiro del mercato estivo 2015, non generò alcun entusiasmo: ai tempi del suo passaggio in neroazzurro si era lanciato in dichiarazioni un po’ ardite nei confronti dell’Inter, che aveva definito «Un club onesto, mai sceso in Serie B e mai coinvolto in scandali»... (soprassediamo). Dichiarazioni indirettamente poco intonate con un suo ipotetico futuro in bianconero: un futuro che nemmeno lui aveva potuto immaginare. La storia del calcio, del resto, è piena di atleti pronti a tutto per ingraziarsi i nuovi fan: Lucio, approdato sotto la Mole dopo aver militato da protagonista nel club meneghino, benedì la liceità dei titoli juventini cancellati dalla Federcalcio con un atteggiamento palesemente ammiccante. Sul campo, Hernanes poteva illustrarsi e rendersi utile alla causa, perché il campo conta più delle parole di convenienza. Il campo ha emesso il verdetto sul centrocampista di Recife, e lo ha bocciato. Lontanissimo parente del giocatore che si mise in mostra con la maglia della Lazio, il Profeta non è riuscito a ritagliarsi un posto importante nelle gerarchie di Allegri, e quando è stato impiegato non è risultato all’altezza (nemmeno come tiratore: a fronte dei due goal segnati, troppi gli errori, anche in quella che doveva essere la sua specialità). Hernanes ha confezionato giocate suicide, severamente vietate anche ai bambini delle scuole calcio: errori di concetto e non solo tecnici, i suoi avventati disimpegni in orizzontale hanno generato tanti, troppi pericoli per la Vecchia Signora. Paradossalmente, ha giocato la miglior partita della sua parabola juventina contro una delle squadre più forti e in una delle partite più importanti: il 23 febbraio 2016, da subentrato di Marchisio, disputò un buon tempo contro il Bayern, nell’andata degli ottavi di Champions League. Buon viaggio, Profeta. VALERIA ARENA, DA JUVENTIBUS DEL 10 FEBBRAIO 2017 Se ne va così, con una plusvalenza di oltre 2 milioni di euro, che, in tutta sincerità, era ed è il migliore regalo di addio che potesse farci. Perché quella tra Hernanes e i tifosi bianconeri, e dunque la Juventus, ha il sapore amaro di una relazione sentimentale improvvisata e sgangherata, priva del trasporto emotivo necessario alla sua sopravvivenza. Voi direte: va bene, ma non mica è la prima volta che la società compra giocatori non voluti e decisamente poco amati, oltre che sottostimati, considerati gli obiettivi stagionali (il periodo precedente a Marotta e Paratici ne è l’esempio più esaustivo), per non parlare delle dichiarazioni infelici relative al passato bianconero in Serie B di cui si è “macchiato” tempo fa il calciatore brasiliano; ed io vi darei anche ragione, se non fosse che non mi era mai capitato di vedere in ambiente Juventus, almeno negli ultimi anni, un giocatore così dedito all’impresa di farsi in qualche modo volere bene da quegli stessi tifosi che, sin da giorni precedenti all’acquisto, non hanno mai nascosto il loro disappunto per la sua presenza. Ma si sa, chi meno ama è più forte si sa, per cui mentre Hernanes saluta Torino e l’Italia, i tifosi, mediamente felici, sono distratti e presi da altre questioni (accuse interiste, un classico oramai, recuperi di campionato, ottavi di Champions che si avvicinano, ecc). L’asimmetria di questo strano rapporto a senso unico è sintetizzata sul profilo Instagram del giocatore. Lo scorso 5 febbraio, per esempio, giorno in cui si è giocato il posticipo serale di campionato tra Juventus e Inter, mentre la trattativa con l’Hebei Fortune era già in dirittura di arrivo (con tanto di mancata convocazione), Hernanes si è preso la briga di pubblicare un’ultima foto da giocatore, almeno ancora ufficialmente, juventino, in cui insieme alla moglie incitava i compagni alla vittoria contro l’ex squadra, seguita dall’immancabile hashtag #forzajuventusfinoallafine, come se per l’ennesima volta volesse mostrarci un affetto che non ci siamo mai disturbati di ricambiare. Scrivo immancabile perché lo stesso Hernanes è un fervente appassionato dell’utilizzo di questo hashtag, in tutte le sue varianti, con un trasporto che, almeno secondo una mia recente ricerca random, non arrivano a dimostrare neanche i calciatori più amati e idolatrati (anche dalla sottoscritta) come Dybala, Higuaín o Barzagli (che il Signore ce li lasci sempre in gloria). Un appunto comunicativo paragonabile solo a quelli di Bonucci e Marchisio, pilastri fondamentali di questa Juventus, e bianconero dentro dalla nascita. Ed è stato in quel momento che ho avuto una folgorazione sulla via dello Juventus Stadium e ho capito che, in questo anno e mezzo, Hernanes era l’uomo della prima strofa di “Teorema” di Ferradini, quello che prendeva una donna e le diceva che la amava, a cui mandava rose, poesie e spremute di cuore, a cui tentava di dare il meglio e con cui aveva cercato di essere un tenero amante e, per contro, veniva preso a pesci in faccia. Lo stesso che durante la sua presentazione da giocatore bianconero ha tentato di ricucire un rapporto appena cominciato giustificando goffamente la frase “Mai stato in Serie B” (ché lui non ce l’aveva mica con la Juve, no, lui era orgoglioso del suo percorso da calciatore, del fatto che aveva sempre lottato per grandi obiettivi e per evitare di retrocedere in B e cose così...) e che, a conclusione di un’intervista a JTV, ha esclamato con quasi imbarazzo “Forza Juve sempre”, dopo aver ringraziato Allegri e i compagni per il loro affetto e la loro strenua difesa. Certo, Hernanes non è Pirlo, non è Vidal, non è Pogba, a cui il cuore lo abbiamo proprio regalato e spedito a un indirizzo nuovo, e non è neanche Draxler o Witsel, che invece sono i protagonisti della seconda strofa di Ferradini (prendi una donna, trattala male, lascia che ti aspetti per ore). È un giocatore nella media che ha tentato in ogni modo di espiare un passato neroazzurro fuori e dentro il campo, con risultati (ahi lui) davvero scarsi. Se è vero che “Teorema” è un po’ diventato il manifesto delle relazioni sentimentali, l’ago della bilancia di chi si fiuta e annusa, è altrettanto vero che questa volta, in questo epilogo, la situazione è capovolta: questa estate, quando divorata e logorata dal ping–pong tra Raiola, Pogba e la stampa, in attesa di un qualunque gesto o dichiarazione d’amore e aggrappata al più microscopico spiraglio, al colore della maglia firmata a un tifoso, agli sguardi e commenti su foto, video e profili social, speravo che il piccolo grande Paul ci confermasse che il nostro incontro e i nostri cinque anni fossero il più grande spettacolo dopo il Big Bang, anziché tenerci sulle spine per due mesi. Non sapevo mica che la risposta l’avrei trovata in Hernanes, quello per cui imprecavo davanti alla TV, piuttosto che dal gioiellino di cui avrei comprato persino la maglia, che per un tifoso è la prova d’amore definitiva. Un oramai ex giocatore bianconero che avrebbe potuto scegliere il silenzio o quanto meno vendicarsi di tutti quei fischi ricevuti, che nel giorno della Partita delle partite lascia il suo ultimo messaggio (andiamo, e non andate, a vincere contro l’Inter) e che pochi minuti dopo l’ufficialità della sua cessione dedica un lungo e sentito messaggio di ringraziamento alla società, ai compagni e ai tifosi con tanto di chiusura “Forza Juve sempre”, lo stesso che elemosinavamo da Pogba durante le ore più calde. E allora ho capito che Hernanes si merita davvero un grande grazie. Chissà, magari lo abbiamo reso pure juventino. Davvero. Anderson Hernanes saluta i tifosi della Juventus con una lettera pubblicata sul suo profilo Instagram. Il centrocampista brasiliano ha ringraziato i bianconeri e non solo: «Ho fatto un bel percorso in Italia. Vestire questa maglia per un anno e mezzo è stato un grande piacere, è stato motivo di orgoglio. Vorrei ringraziare tutti per questa opportunità! Dal presidente ai dirigenti, passando per staff tecnico, medico, fisioterapico, i magazzinieri, gli addetti stampa, il personale Marketing e del ristorante. Ringrazio tutti per la cortesia e la gentilezza nei miei confronti! Ringrazio i tifosi che mi hanno dato supporto in questi diciotto mesi! Grazie a tutti di cuore e forza Juve sempre e comunque!». http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2017/05/hernanes.html
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HERNANES https://it.wikipedia.org/wiki/Hernanes Nazione: Brasile Luogo di nascita: Recife Data di nascita: 29.05.1985 Ruolo: Centrocampista Altezza: 180 cm Peso: 75 kg Nazionale Brasiliano Soprannome: O Profeta (Il Profeta) Alla Juventus dal 2015 al 2017 Esordio: 12.09.2015 - Serie A - Juventus-Chievo 1-1 Ultima partita: 11.01.2017 - Coppa Italia - Juventus-Atalanta 3-2 35 presenze - 2 reti 2 scudetti 2 coppe Italia Confederations Cup 2013 con la nazionale brasiliana Anderson Hernanes de Carvalho Viana Lima, meglio noto come Hernanes (Recife, 29 maggio 1985), è un ex calciatore brasiliano, di ruolo centrocampista. Durante la sua carriera ha vinto 2 Campionati brasiliani (2007 e 2008), 2 Campionati italiani (2015-2016 e 2016-2017) e 2 Coppe Italia (2015-2016 e 2016-2017). Con la Nazionale brasiliana ha vinto la Confederations Cup 2013 e preso parte alla rassegna mondiale di Brasile 2014. Nel 2007 e nel 2008 si è aggiudicato la Bola de Prata, premio assegnato dalla rivista Placar ai migliori undici giocatori per ruolo del campionato brasiliano. Nel 2009 è stato definito il miglior calciatore Under-23 del mondo dal Times. Hernanes Hernanes con il San Paolo nel 2010 Nazionalità Brasile Altezza 180 cm Peso 75 kg Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 2 maggio 2022 - giocatore Carriera Giovanili 1996-1998 Santa Cruz 1998-2001 Unibol 2001-2005 San Paolo Squadre di club 2005 San Paolo 18 (3) 2005-2006 → Santo André 23 (6) 2006-2010 San Paolo 99 (15) 2010-2014 Lazio 118 (33) 2014-2015 Inter 42 (7) 2015-2017 Juventus 35 (2) 2017 Hebei CFFC 6 (1) 2017-2018 → San Paolo 19 (9) 2018 Hebei CFFC 13 (3) 2018-2021 San Paolo 46 (5) 2021-2022 Sport Recife 17 (0) Nazionale 2008 Brasile olimpica 7 (1) 2008-2014 Brasile 28 (2) Palmarès Olimpiadi Bronzo Pechino 2008 Confederations Cup Oro Brasile 2013 Biografia Nel 2006 si sposa con Erica Lima dalla cui unione nascono Ezequiel, Lucia, Maximo e Angelica (nel 2015). È soprannominato Il Profeta (O Profeta in portoghese): il soprannome gli fu affibbiato da Leifert Tiago, presentatore di una tv brasiliana colpito dal fatto che il giocatore, durante le interviste, citasse sempre qualche versetto della Bibbia. A Montaldo Scarampi in provincia di Asti ha aperto prima un'azienda vinicola nel 2016 e poi un resort con ristorante segnalato tra i migliori ristoranti d'Italia dalla Guida Michelin. I suoi vini vengono presentati al Vinitaly di Verona ed il 29 maggio 2022 partecipa per la prima volta alla Festa della Barbera di Castagnole delle Lanze. Caratteristiche tecniche È un centrocampista di media fisicità, ambidestro e molto dotato sul piano tecnico. Non particolarmente veloce, si distingue per dinamismo ed efficacia nel pressing, offrendo un buon contributo alla fase difensiva. La sua dote migliore è il tiro, pur essendo abile anche nell'effettuare l'ultimo passaggio. È in grado di ricoprire vari ruoli a centrocampo: trequartista, interno o regista. È stato accostato a Kaká, Andrea Pirlo e Deco. Sebbene sia un sinistro naturale, il suo preciso destro gli consente l'esecuzione dei calci da fermo con entrambi i piedi. All'Inter ha espresso la preferenza a essere impiegato da trequartista, concetto ribadito anche nella conferenza stampa di presentazione alla Juventus. Carriera Club Gli inizi La prima squadra di Hernanes è stata l'Unibol Pernambuco, un piccolo club della sua città in cui ha militato tra i 14 ed i 15 anni. Nel 2001 viene tesserato dal San Paolo, entrando a far parte del settore giovanile. Nel corso di un incontro disputato mentre militava nel settore giovanile, fu in grado di segnare due gol su punizione, l'uno col piede destro e l'altro col sinistro. Hernanes in azione con la maglia del San Paolo durante una gara di campionato. Esordisce in prima squadra nel 2005, disputando sedici partite impreziosite da tre gol, giostrando da esterno sinistro di centrocampo. L'anno successivo viene girato in prestito al Santo André. Tornato al club Tricolor nel 2007, viene impostato come centrocampista centrale dall'allenatore Muricy Ramalho e riesce a conquistare un posto da titolare, complice anche la cessione dei mediani Josué e Mineiro. In stagione gioca 39 partite, segna 4 gol e vince il campionato Brasileirão. Nel 2008 si aggiudica per la seconda volta consecutiva sia il campionato che la Bola de Prata. Lazio Il 6 agosto 2010, all'indomani dell'eliminazione del San Paolo dalla Copa Libertadores, viene ufficializzato il suo trasferimento in Italia, dove viene acquistato dalla Lazio per 13,5 milioni di euro. Firma un contratto quinquennale da 1,6 milioni più un bonus di 100000 € annui (fino a raggiungere i 2 milioni nell'ultimo anno di contratto), lasciando la squadra paulista dopo 216 partite e 35 gol segnati in totale. Al San Paolo il suo cartellino era diviso fra vari proprietari: il fondo di investimento Traffic (che deteneva il 17% del cartellino), la Kirin Sport cin (che deteneva l'8% del cartellino), la società del San Paolo (che deteneva il 70% del cartellino) e Augustino Penha, ex calciatore brasiliano (che deteneva il 5% del cartellino), suo amico che funge da procuratore. L'allenatore Edoardo Reja gli affida sin dall'inizio il ruolo del titolare. Segna la prima rete con la Lazio su calcio di rigore nella seconda giornata di campionato, chiudendo la partita col Bologna (3-1) all'ultimo minuto. Nel dicembre 2010 viene eletto come secondo miglior calciatore brasiliano d'Europa, alle spalle dell'interista Maicon, dalla stampa brasiliana. Il 19 gennaio realizza, con un calcio di rigore, la sua prima rete in Coppa Italia, nonché la sua prima rete in un derby di Roma, vinto dai rivali giallorossi per 2-1. Il 14 maggio realizza la sua prima doppietta in Serie A (Lazio-Genoa 4-2), portando ad 11 i suoi gol in campionato (eguagliando il record di Pavel Nedvěd di marcature per un centrocampista laziale in Serie A, superato nella stagione 2013/2014 da Antonio Candreva) e a 12 i suoi gol totali con la maglia della Lazio. Esordisce in campo europeo il 18 agosto 2011, segnando una rete nella vittoria per 6-0 contro il Rabotnicki: va a segno anche nella partita di ritorno, vinta 3-1 dai romani. Il 16 ottobre realizza il momentaneo pari nella stracittadina con la Roma: vincendo 2-1, i biancocelesti centrano un successo che mancava da due anni. Il 1º febbraio 2012 segna la prima rete nella vittoria per 2-0 contro il Milan: dal 1998 la Lazio non sconfiggeva i rossoneri in Serie A. Va poi in rete nel derby del 4 marzo, vinto per 2-1: era dal campionato 1997-98 che la Lazio non trionfava in entrambe le stracittadine. Il 23 agosto, segna una rete in Europa League contro il Mura 05: in campionato segna invece tre reti nelle prime giornate, contro Atalanta e Chievo. Il 9 febbraio 2013 gioca la centesima gara in maglia laziale, nell'incontro pareggiato 1-1 col Napoli: solo pochi giorni prima, durante la semifinale di Coppa Italia con la Juventus, era uscito dal campo dopo aver rimediato una botta alla tempia. Nella stracittadina dell'8 aprile, porta in vantaggio la Lazio ma sbaglia poi un rigore e provoca il tiro dagli undici metri con cui i giallorossi pareggiano. In Inter-Lazio dell'8 maggio, festeggia con una rete la centesima gara in Serie A (i biancocelesti vincono per 3-1). Il 26 maggio conquista il primo trofeo con la società romana battendo in finale la Roma, la Coppa Italia. Il 18 agosto apre la stagione con la sconfitta in Supercoppa italiana contro la Juventus (per 4-0). Il 19 settembre segna la sua prima rete in campo europeo (turni preliminari esclusi) contro il Legia Varsavia. Il 19 gennaio 2014 segna la sua ultima rete in maglia biancoceleste contro l'Udinese. Rimarrà celebre il suo saluto ai tifosi laziali mentre esce per l'ultima volta dal centro sportivo di Formello, in lacrime. Inter Il 31 gennaio 2014, proprio alla chiusura della finestra invernale, viene ceduto per 13 milioni più 2 di bonus all'Inter. Con i nerazzurri segna il primo gol nella partita contro il Livorno, terminata 2-2. Il 10 maggio è invece autore di una rete all'ex squadra, contro cui - esattamente un anno dopo - marca l'unica doppietta interista. Gioca le sue ultime due partite con l'Inter all'inizio del campionato 2015-16. Juventus Il 31 agosto 2015 viene acquistato dalla Juventus per 11 milioni di euro pagabili in tre anni, più ulteriori due milioni di bonus possibili, firmando con la società bianconera un contratto triennale. Sceglie di indossare la maglia numero 11. Debutta in bianconero il 12 settembre 2015, nel pareggio casalingo contro il Chievo (1-1). Tre giorni dopo effettua invece il suo esordio assoluto in Champions League, nella vittoriosa trasferta in casa del Manchester City (1-2). Il 25 aprile 2016 vince il primo Scudetto della sua esperienza italiana. Il 1º maggio seguente segna invece il suo primo gol con i bianconeri nella vittoria per 2-0 contro il Carpi. Il 21 maggio conquista con la compagine bianconera anche la Coppa Italia, superando il Milan ai tempi supplementari (1-0), match che il brasiliano gioca da titolare. Si tratta del suo secondo successo in questa competizione, dopo quello del 2013 con la Lazio. Hebei China Fortune e di nuovo San Paolo Il 9 febbraio 2017 passa a titolo definitivo all'Hebei China Fortune per 8 milioni di euro più 2 milioni di bonus. Durante quello stesso anno verrà poi girato in prestito al San Paolo, dove segnerà 9 gol in 19 partite di campionato. Finito il prestito ritorna in Cina per un breve periodo prima di firmare, il 29 dicembre 2018, un contratto triennale con il San Paolo con cui vince un campionato Paulista. Il 17 luglio 2021 viene annunciata la sua separazione dal club. Recife Il 3 agosto 2021 passa al Sport Recife, club della sua città natale. Nazionale Nel marzo del 2008 è stato convocato dalla nazionale brasiliana, esordendo nell'amichevole vinta 1-0 contro la Svezia il 26 marzo. Hernanes e Neymar con la nazionale brasiliana al Mondiale 2014. Ha conquistato la medaglia di bronzo ai Giochi olimpici di Pechino, segnando il gol decisivo nella partita d'esordio del torneo contro il Belgio. Il Brasile è stato eliminato in semifinale dall'Argentina. Torna a giocare con la nazionale due anni dopo, il 10 agosto 2010 contro gli Stati Uniti. Nella partita contro la Francia del 9 febbraio 2011, giocata a Parigi, viene espulso al 40' per gioco pericoloso (entrata in ritardo che lo porta a colpire Karim Benzema al petto). Il 10 novembre 2011, nel match amichevole contro il Gabon, vinto per 2-0 dai brasiliani, segna il primo gol con la maglia della Seleção. Il 14 maggio viene inserito, dal CT Luiz Felipe Scolari, nella lista dei 23 convocati per la FIFA Confederations Cup 2013, programmata in Brasile dal 15 al 30 giugno come preludio del Mondiale 2014. Il 2 giugno nella sfida contro l'Inghilterra sfiora il primo gol nel nuovo e ristrutturato Maracanã: un suo tiro centra l'incrocio dei pali e consente a Fred di realizzare il tap-in vincente. Il 9 giugno segna il gol del momentaneo 2-0 contro la Francia (3-0 finale). In occasione della Confederations Cup, scende in campo in tutte le cinque gare senza però segnare: il 30 giugno, dopo il 3-0 inflitto alla Spagna, conquista il suo primo trofeo con la Seleção. È presente al Mondiale 2014, che il Brasile chiude al quarto posto. Palmarès Club Competizioni statali Campionato Paulista: 1 - San Paolo: 2021 Competizioni nazionali Campionato brasiliano: 2 - San Paolo: 2007, 2008 Coppa Italia: 3 - Lazio: 2012-2013 - Juventus: 2015-2016 e 2016-2017 Campionato italiano: 2 - Juventus: 2015-2016 e 2016-2017 Nazionale Bronzo olimpico: 1 - Pechino 2008 Confederations Cup: 1 - Brasile 2013 Individuale Bola de Prata: 2 - 2007, 2008 Miglior giocatore del campionato brasiliano: 1 - 2008
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VAJEBAH SAKOR https://it.wikipedia.org/wiki/Vajebah_Sakor Nazione: Norvegia Luogo di nascita: Monrovia (Liberia) Data di nascita: 14.04.1996 Ruolo: Centrocampista Altezza: 185 cm Peso: 83 kg Nazionale Norvegese Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2013 al 2015 Esordio: 17.07.2013 - Amichevole - Selezione Valle d'Aosta-Juventus 0-7 Ultima partita: 15.05.2014 - Amichevole - Juventus-Vicenza 5-0 0 presenze - 0 reti Vajebah Kaliefah Sakor (Monrovia, 14 aprile 1996) è un calciatore norvegese, centrocampista del Lamia. Vajebah Sakor Nazionalità Norvegia Altezza 185 cm Peso 83 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Lamia Carriera Giovanili 2003-2012 Asker 2012 → Rosenborg 2013-2015 Juventus Squadre di club 2011-2012 Asker 28 (2) 2015-2016 → Westerlo 0 (0) 2016 → Vålerenga 21 (1) 2017 → Willem II 1 (0) 2017-2018 IFK Göteborg 35 (5) 2019-2021 OFI Creta 44 (4) 2021 Brann 5 (0) 2022 Triestina 3 (0) 2023 Start 21 (3) 2024 Sandnes Ulf 23 (1) 2025- Lamia 1 (0) Nazionale 2011 Norvegia U-15 2 (0) 2011-2012 Norvegia U-16 14 (6) 2013 Norvegia U-17 5 (1) 2013 Norvegia U-18 4 (1) 2014-2015 Norvegia U-19 6 (1) 2017-2018 Norvegia U-21 5 (0) Biografia Nato a Monrovia, in Liberia, si è trasferito in Norvegia all'età di 7 anni, adottato da una famiglia del luogo. Carriera Club Prodotto delle giovanili dell'Asker, Sakor ha esordito in 1. divisjon con questa maglia, subentrando a Stian Rasch nel pareggio casalingo per 0-0 contro il Randaberg, datato 26 giugno 2011. Tra tutte le competizioni, ha disputato 8 partite nel corso di quella stagione, culminata con la retrocessione dell'Asker in 2. divisjon. Il 29 aprile 2012 ha trovato la prima rete con questa maglia, nel 4-0 inflitto al Nesodden. Sul finire di quello stesso anno, è stato prestato al Rosenborg per disputare la NextGen Series 2012-2013. Il 31 gennaio 2013, la Juventus ha ingaggiato Sakor, per aggregarlo alla formazione Primavera. Con questa maglia, ha vinto la Coppa Italia Primavera 2012-2013. È stato aggregato alla prima squadra in vista del ritiro precampionato da tenersi a Châtillon, convocato da Antonio Conte. Il 19 agosto 2015, il Westerlo ha annunciato d'aver ingaggiato Sakor con la formula del prestito, valido per le successive due stagioni. Non ha disputato alcuna partita in squadra, facendo così ritorno alla Juventus anticipatamente. Il 29 marzo 2016, Sakor ha fatto ritorno in Norvegia per giocare nel Vålerenga, sempre con la formula del prestito. Ha esordito nella massima divisione locale in data 9 aprile, subentrando a Niklas Castro nella sconfitta per 2-1 maturata sul campo dello Stabæk. Il 30 ottobre 2016 ha trovato la prima rete in Eliteserien, nel pareggio casalingo per 1-1 contro il Lillestrøm. Ha chiuso la stagione con 26 presenze e 3 reti, tra campionato e coppa. Ha fatto poi ritorno alla Juventus per fine prestito. Il 31 gennaio 2017, gli olandesi del Willem II hanno annunciato l'ingaggio di Sakor, in prestito sino al termine del campionato. Il 4 febbraio si è accomodato per la prima volta in panchina in una sfida valida per l'Eredivisie 2016-2017, non venendo impiegato nel corso della sfida contro l'Heracles. Il 25 febbraio ha effettuato il proprio esordio nella massima divisione olandese, in occasione del successo per 0-2 sul campo dell'Excelsior. È stata la sua unica presenza in questa porzione di stagione in squadra. Il 24 luglio 2017, gli svedesi dell'IFK Göteborg hanno annunciato d'aver tesserato Sakor con la formula del prestito. Ha debuttato in Allsvenskan il 30 luglio, subentrando a Mikkel Diskerud e trovando una rete nel 4-1 con cui la sua squadra si è imposta sull'IFK Norrköping. Il 17 dicembre 2017, l'IFK Göteborg ha reso noto d'aver ingaggiato Sakor a titolo definitivo, col giocatore che si è legato al club con un accordo triennale. In biancoblu è rimasto due stagioni, prima che la società lo abbia ceduto in Grecia. Il 31 gennaio 2019, Sakor si è trasferito a titolo definitivo all'OFI Creta, nella massima serie greca. Il 21 settembre 2021, Sakor è stato ingaggiato a parametro zero dal Brann, con cui ha firmato un accordo valido fino al termine della stagione. Il 2 maggio 2023, Sakor ha firmato un contratto annuale con lo Start. Il 26 febbraio 2024 è passato al Sandnes Ulf, sempre con un contratto annuale. Nazionale Sakor ha rappresentato la Norvegia a livello Under-15, Under-16, Under-17, Under-18, Under-19 e Under-21. Per quanto concerne quest'ultima selezione, il 3 novembre 2016 ha ricevuto la prima convocazione da parte del commissario tecnico Leif Gunnar Smerud in vista delle partite amichevoli da disputarsi contro Slovacchia e Repubblica Ceca, previste rispettivamente per il 12 ed il 15 novembre successivi: il carattere sperimentale delle due sfide ha fatto sì che le presenze dei calciatori impiegati non venissero conteggiate dalla federazione norvegese. Ha esordito ufficialmente il 24 marzo 2017, venendo schierato titolare nella sconfitta per 3-1 in un'amichevole contro il Portogallo. Il 5 settembre 2017 ha disputato invece la prima partita nelle qualificazioni al campionato europeo Under-21 2019, schierato titolare nel pareggio per 0-0 maturata in casa contro Israele. Palmarès Club Competizioni giovanili Coppa Italia Primavera: 1 - Juventus: 2012-2013
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MARIO LEMINA Era giunto dal Marsiglia come un buon prospetto – si legge sulla pagina Facebook de La Maglia della Juve, l’8 agosto 2017 – nulla più. Su di lui non c’era una particolare pressione, non era obbligato a fare subito la differenza: avrebbe potuto, dovuto crescere, in seno a un gruppo dove oltre al grande calcio si mastica anche la dottrina del sacrificio, del lavoro, del miglioramento costante. Invece no: Mario Lemina lascia Torino dopo due anni da precario di lusso. Il suo rendimento con la maglia bianconera si riassume in quarantadue presenze (delle quali solo quindici si riferiscono a gare giocate interamente) e tre reti (nessuna decisiva). Ha avuto le sue chances per mettersi in mostra: se si fosse mostrato all’altezza, il centrocampista che andiamo cercando l’avremmo avuto in casa. Il gabonese non è riuscito in quel salto di qualità necessario a imporsi in una squadra come la Juventus: non è stato animato dal sacro fuoco, dalla voglia matta di imporsi. Non essendo un fenomeno naturale, avrebbe dovuto applicarsi di più per rendersi utile sul profilo tattico (dove ha mostrato lacune evidenti, ancor più di quelle inerenti il profilo tecnico), per ergersi a garanzia per il tecnico e per i compagni. Se ne va al Southampton per diciotto milioni di euro più bonus: nel grande circo della Premier, guadagnerà bene e potrà trovare un club più adatto alla sua attuale dimensione. La sua partenza non lascia troppi rimpianti nella torcida bianconera, e speriamo per lui che rimpianti non ne abbia in futuro: l’occasione di vestire la maglia della Juve capita, in genere, una volta nella vita di pochissimi. Il saluto ai tifosi juventini: «Due anni fa, ho deciso di raggiungere la Juventus. Qui ho imparato il rigore tecnico, tattico e la professionalità di un club storico. Ringrazio i tifosi che sono sempre stati meravigliosi, i dirigenti e il mio allenatore per il loro sostegno. Auguro il meglio ai miei compagni di squadra! Grazie a voi sono cresciuto ed ho raggiunto obiettivi molto importanti. Rimarrete tutti nel mio cuore per sempre! Ringrazio la mia famiglia con me fin dall’inizio della mia carriera, i miei genitori, mia sorella, mio fratello, mio cugino e mio figlio, sono la mia forza. Senza di loro non sarei quello che sono. Oggi inizia per me una nuova avventura. Fuori dall’Italia. In Inghilterra nel Southampton. Una nuova sfida, un nuovo paese, un nuovo calcio. Non vedo l’ora di iniziare con i miei nuovi colori. Pronto per il fight». http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2018/09/mario-lemina.html
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MARIO LEMINA https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Lemina Nazione: Gabon Francia Luogo di nascita: Libreville Data di nascita: 01.09.1993 Ruolo: Centrocampista Altezza: 184 cm Peso: 85 kg Nazionale Francese Under-21 e Gabonese Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2017 Esordio: 20.09.2015 - Serie A - Genoa-Juventus 0-2 Ultima partita: 03.06.2017 - Champions League - Juventus-Real Madrid 1-4 42 presenze - 3 reti 2 scudetti 2 coppe Italia Mario Lemina (Libreville, 1º settembre 1993) è un calciatore gabonese, centrocampista del Nizza e della nazionale gabonese. Mario Lemina Lemina in allenamento al Lorient nel 2013 Nazionalità Gabon Francia (2013-15) Altezza 184 cm Peso 85 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Nizza Carriera Giovanili 2005-2012 Lorient Squadre di club 2012-2013 Lorient 14 (0) 2013-2015 Olympique Marsiglia 41 (2) 2015-2017 Juventus 42 (3) 2017-2019 Southampton 46 (2) 2019-2020 → Galatasaray 20 (0) 2020-2021 → Fulham 28 (1) 2021- Nizza 18 (1) Nazionale 2013 Francia U-20 6 (0) 2013 Francia U-21 1 (0) 2015- Gabon 25 (3) Palmarès Campionato mondiale Under-20 Oro Turchia 2013 Caratteristiche tecniche È un centrocampista molto versatile, peculiarità che gli ha permesso di ricoprire anche i ruoli di esterno e di terzino destro, fino a essere provato all'occorrenza e con successo come difensore centrale in una difesa a tre. In possesso di un buon bagaglio tecnico e dotato di dinamismo e forza fisica, grazie a queste eccelle nel saltare l'avversario; si dimostra inoltre abile nel recupero del pallone nonché in fase di impostazione e distribuzione dello stesso. Carriera Club Lorient e Olympique Marsiglia Lemina in azione all'OM nella stagione 2013-2014 Nella stagione 2012-2013 ha giocato 9 partite in Ligue 1 e 4 in Coppa di Francia con la maglia del Lorient. Il suo trasferimento all'Olympique Marsiglia si è concluso nelle ultime ore del mercato estivo e contro il parere dell'allenatore dell'epoca, Christian Gourcuff; ciò ha segnato l'inizio del deterioramento dei rapporti tra Gourcuff e il suo presidente, conclusosi con la sua partenza dalla panchina bretone un anno dopo. Il trasferimento è costato 4 milioni di euro, più il giovane centrocampista Rafidine Abdullah e il prestito annuale di un altro giovane marsigliese, Larry Azouni. Juventus Il 31 agosto 2015 approda in Italia, passando alla Juventus in prestito oneroso per 500 000 euro, con diritto di riscatto, nell'ambito dell'operazione che porta De Ceglie e Isla a Marsiglia; diventa il primo calciatore gabonese a militare nelle file della compagine torinese. Esordisce in bianconero il successivo 20 settembre, giocando da titolare la trasferta di Serie A vinta 2-0 contro il Genoa. Il 26 dello stesso mese segna il suo primo gol con i torinesi, nella sconfitta di campionato per 1-2 sul campo del Napoli. Il 3 novembre seguente esordisce con la Juventus in Champions League, subentrando a Sturaro nella sfida pareggiata 1-1 in casa del Borussia M'gladbach. Nello stesso mese è vittima di un'infiammazione al ginocchio che lo costringe a fermarsi per i successivi quattro mesi. Torna in campo il 2 marzo 2016, nella semifinale di Coppa Italia persa per 0-3 sul campo dell'Inter (i piemontesi passeranno poi il turno ai tiri di rigore), subentrando a Hernanes al 71' di gioco. Il 6 marzo seguente torna al gol in campionato, nella vittoria esterna 2-0 sull'Atalanta. Il 25 aprile seguente vince con i bianconeri il suo primo scudetto; quattro giorni dopo, a fronte di una stagione comunque positiva per Lemina nonostante il lungo stop, la Juventus ne riscatta l'intero cartellino per 9,5 milioni. Il 21 maggio 2016 il calciatore conquista anche la sua prima Coppa Italia, giocando da titolare la finale vinta 1-0 ai supplementari contro il Milan. L'annata 2016-2017 lo vede impiegato in misura maggiore, ma di fatto relegato tra le seconde linee della squadra juventina; in questa stagione partecipa comunque alla conquista di un nuovo double nazionale, e gioca inoltre la sua prima finale di Champions League, subentrando nel corso della sfida persa dai bianconeri contro il Real Madrid. Southampton, Galatasaray e Fulham Nell'estate seguente viene ceduto al Southampton, che lo acquista per 17 milioni di euro (più 3 di bonus). Rimane in Inghilterra per le successive due stagioni, prima di approdare nell'estate 2019 in prestito oneroso al Galatasaray. Dopo una stagione in Turchia, nell'agosto 2020 il Southampton lo cede nuovamente in prestito al Fulham, neopromosso in Premier League. Nizza Il 24 luglio 2021 torna in Francia, trasferendosi al Nizza. Nazionale Calcisticamente cresciuto in Francia, ha giocato due partite nella fase a gironi del campionato del mondo Under-20 2013 vinto dalla Francia. Dopo aver compiuto la trafila delle nazionali giovanili francesi, nel settembre del 2015 sceglie di difendere i colori del Gabon, suo paese d'origine, con cui trova subito il gol all'esordio, il 9 ottobre seguente, nel pareggio 3-3 nell'amichevole contro la Tunisia. Palmarès Club Campionato italiano: 2 - Juventus: 2015-2016, 2016-2017 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2015-2016, 2016-2017 Nazionale Campionato mondiale Under-20: 1 - Francia: Turchia 2013
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ANDREA FAVILLI https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Favilli Nazione: Italia Luogo di nascita: Pisa Data di nascita: 17.05.1997 Ruolo: Attaccante Altezza: 191 cm Peso: 85 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2016 e 2018-2019 Esordio: 07.02.2016 - Serie A - Frosinone-Juventus 0-2 1 presenza - 0 reti 1 scudetto 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Andrea Favilli (Pisa, 17 maggio 1997) è un calciatore italiano, attaccante della Ternana, in prestito dal Genoa. Andrea Favilli Favilli in azione per la Juventus nel 2018 Nazionalità Italia Altezza 191 cm Peso 85 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Ternana Carriera Giovanili 2002-2013 Polisportiva Arci Zambra 2013-2015 Livorno 2015-2016 → Juventus Squadre di club 2015-2016 → Juventus 1 (0) 2016-2018 Ascoli 42 (13) 2018-2020 Genoa 27 (0) 2020-2021 → Verona 11 (2) 2021-2022 → Monza 10 (0) 2022- → Ternana 3 (2) Nazionale 2015 Italia U-18 3 (1) 2015-2016 Italia U-19 12 (5) 2016-2017 Italia U-20 10 (1) 2017-2018 Italia U-21 9 (1) Palmarès Europei di calcio Under-19 Argento Germania 2016 Mondiali di calcio Under-20 Bronzo Corea del Sud 2017 Caratteristiche tecniche È una prima punta che unisce l'agilità alle doti fisiche. All'occorrenza può essere impiegato da seconda punta, meglio se da subentrante, o ancora da trequartista. Si dimostra abile a giocare spalle alla porta per far rifiatare la squadra, o a svariare sul fronte offensivo per favorire le sortite in area dei compagni. È tuttavia sottorete che rende al meglio, pericoloso soprattutto con uno dei suoi migliori fondamentali, il colpo di testa, oltreché palla al piede grazie al suo sinistro. Calciatore di forte e a volte eccessiva personalità, tra le sue pecche c'è una certa propensione ai cartellini. Carriera Club Gli esordi a Livorno, Juventus e Ascoli Cresciuto nella Polisportiva Arci Zambra, dove entra all'età di 5 anni, nella stagione 2013-2014 approda nelle giovanili del Livorno in cui rimane per il successivo anno e mezzo. Nel gennaio 2015 passa in prestito per 18 mesi alla Juventus, che lo inserisce nelle file della formazione Primavera dove metterà a referto 45 presenze e 22 gol. Aggregato più volte alla prima squadra di Massimiliano Allegri, il 7 febbraio 2016 esordisce in Serie A, all'età di 18 anni e 270 giorni, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Frosinone, rilevando Álvaro Morata nei minuti di recupero: una presenza che a fine campionato, pur da rincalzo, gli permette di fregiarsi della vittoria dello Scudetto. Al termine della stagione, la Juventus non trova l'accordo con il Livorno per il riscatto del giocatore, che fa quindi ritorno in Toscana. Il 31 agosto 2016 la società labronica lo cede in prestito all'Ascoli, in Serie B. Il 13 dicembre seguente segna il suo primo gol con la nuova maglia, nella partita vinta per 2-1 contro l'Entella; a fine campionato, nel quale totalizza 30 presenze e 8 gol, viene riscattato dalla squadra marchigiana per circa 3 milioni di euro. La stagione successiva, dopo un promettente avvio in campionato, il 18 novembre 2017 riporta la rottura del legamento crociato del ginocchio destro nella sconfitta sul campo del Parma, terminando in anticipo la sua stagione. Genoa Il 15 giugno 2018 torna alla Juventus, stavolta acquistato a titolo definitivo per 7,5 milioni di euro; nella stessa estate viene ceduto in prestito oneroso al Genoa. Esordisce con i rossoblù il successivo 2 settembre, subentrando a Lazović nella sconfitta di campionato sul campo del Sassuolo (3-5). Nel gennaio 2019 Genoa e Juventus modificano gli accordi sul cartellino del giocatore, lasciato in rossoblù in prestito con obbligo di riscatto. A causa di ripetuti problemi fisici colleziona appena 6 presenze in campionato, chiudendo anticipatamente ad aprile la stagione. Come da accordi, a fine campionato passa a titolo definitivo al club ligure per 8 milioni di euro. Il 9 gennaio 2020 trova il suo primo gol con la maglia del grifone, aprendo le marcature nella partita di Coppa Italia contro il Torino (1-1) che vede poi l'eliminazione ligure ai tiri di rigore: rimane questa l'unica rete dell'attaccante nel suo biennio a Genova. Verona, Monza e Ternana Il 18 settembre 2020 viene ceduto in prestito con diritto di riscatto fissato a 8 milioni di euro al Verona. Nove giorni dopo, all'esordio con la nuova maglia, mette a segno la prima rete con gli scaligeri e contestualmente in Serie A, decisiva nella vittoria di misura contro l'Udinese (1-0). Successivamente va a segno anche in occasione del pareggio per 1-1 in casa della Juventus. Questa è stata la sua ultima rete in stagione visto che lui, a causa degli infortuni, ha trovato poco spazio. Terminato il prestito fa ritorno al Genoa, con cui comincia la stagione 2021-2022 prima di venire ceduto in prestito (con riscatto a 4 milioni di euro) al Monza, in Serie B, il successivo 31 agosto. In Brianza non riesce a imporsi, ma partecipa comunque da comprimario al cammino biancorosso verso la promozione in Serie A, la prima nella storia del club. Nell'immediato, tuttavia, non ha modo di tornare a calcare i campi della massima divisione poiché nell'estate seguente fa dapprima ritorno al Genoa, neoretrocesso in serie cadetta, che nella medesima sessione di mercato lo cede in prestito ai pari categoria della Ternana. Il 14 agosto, nell'esordio con i rossoverdi, segna il gol della bandiera nella sconfitta esterna contro l'Ascoli (2-1). Nazionale Nel 2016 partecipa all'Europeo Under-19, dove l'Italia giunge in finale perdendo contro la Francia. Il 23 marzo 2017 fa il suo esordio con la nazionale Under-21, nella partita amichevole giocata contro la Polonia, subentrando ad Alberto Cerri al 74'. Nell'estate 2017 con l'Under-20 guidata da Alberico Evani partecipa al Mondiale Under-20 in Corea del Sud, dove l'Italia ottiene il terzo posto. Nella seconda partita della fase a gironi, contro il Sudafrica, mette a segno la sua prima rete in un torneo internazionale, fissando il 2-0 definitivo in favore degli azzurrini. Il 4 settembre 2017 realizza il suo primo gol con l'Under-21, nella partita amichevole vinta per 4-1 contro la Slovenia. Palmarès Club Campionato italiano: 1 - Juventus: 2015-2016 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2015-2016 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2015
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NORBERTO NETO Norberto Neto e la Juventus si salutano – si legge sulla pagina Facebook de La Maglia della Juve, il 7 luglio 2017 – il portiere brasiliano è stato ingaggiato dal Valencia per sei milioni di euro più bonus. Il club spagnolo ha blindato l’oramai ex juventino con una clausola da 80 milioni di euro, mostrando grande convinzione nell’operazione. Il biennio trascorso sotto la Mole dall’estremo difensore mineiro può considerarsi positivo. Quando approdò a Torino, nell’estate 2015, Neto ostentò una certa sicurezza nei suoi mezzi e sulle sue prospettive: probabilmente pensava di cogliere in fallo la carta d’identità di Buffon. Gigi gli ha concesso invece il minimo sindacale, tenendo un rendimento di altissimo profilo, condito dal nuovo record d’imbattibilità relativo alla nostra Serie A. Togliere il posto a uno così, sarebbe stata un’impresa quasi impossibile per tutti: l’ex viola ha comunque offerto un discreto contributo quando è stato mandato in campo da Allegri, adeguandosi con lodevole professionalità al ruolo di riserva di lusso. Dodicesimo, quindi, come Marco Storari: Neto non è riuscito a lasciare un’impronta grande come quella di Marco (formidabile collante per lo spogliatoio) nei cuori bianconeri, ma sul piano tecnico non lo ha fatto rimpiangere. Due Coppe Italia vinte da protagonista, ma anche qualche presenza in campionato, più una in Champions League: sugli ultimi due tricolori della Signora, a margine, c’è anche la sua firma. Talvolta non irreprensibile nel gioco coi piedi e nel piazzamento, Neto ha mostrato un’ottima preparazione atletica e una reattività di prim’ordine, mai difettando sul piano della personalità. Non sarà lui, l’erede di Buffon. Ma la sua parabola bianconera è stata proficua per tutti, anche per le casse di Madama. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2018/07/norberto-murara-neto.html
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NORBERTO NETO https://it.wikipedia.org/wiki/Norberto_Neto Nazione: Brasile Luogo di nascita: Araxá Data di nascita: 19.07.1989 Ruolo: Portiere Altezza: 192 cm Peso: 85 kg Nazionale Brasiliano Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2017 Esordio: 23.09.2015 - Serie A - Juventus-Frosinone 1-1 Ultima partita: 17.05.2017 - Coppa Italia - Juventus-Lazio 2-0 22 presenze - 15 reti subite 2 scudetti 2 coppe Italia 1 supercoppa italiana Norberto Murara Neto, noto più semplicemente come Neto (Araxá, 19 luglio 1989), è un calciatore brasiliano, portiere del Bournemouth. Norberto Neto Neto con il Valencia nel 2019 Nazionalità Brasile Altezza 192 cm Peso 85 kg Calcio Ruolo Portiere Squadra Bournemouth Carriera Giovanili 2003 Cruzeiro 2003-2009 Atlético Paranaense Squadre di club 2009-2011 Atlético Paranaense 36 (-39) 2011-2015 Fiorentina 72 (-84) 2015-2017 Juventus 22 (-15) 2017-2019 Valencia 67 (-67) 2019-2022 Barcellona 12 (-12) 2022- Bournemouth 27 (-39) Nazionale 2012 Brasile olimpica 2 (-3) 2015-2018 Brasile 1 (0) Palmarès Olimpiadi Argento Londra 2012 Carriera Club Inizi Di origine trentina, cresce nel settore giovanile dell'Atlético Paranaense, che lo aveva prelevato dal Cruzeiro. Debutta in prima squadra nel Campeonato Brasileiro Série A 2009, scendendo in campo da titolare contro il Grêmio Barueri il 16 agosto all'Arena da Baixada. Inizialmente chiuso dal titolare Galatto, scelto dal tecnico Antônio Lopes, gioca la seconda partita a distanza di tre mesi, disputando Atlético-Botafogo del 29 novembre. A seguito il trasferimento di Galatto alla compagine spagnola del Málaga, avvenuto a luglio 2010, Neto diventa il titolare tra i pali dell'Atlético Paranaense, anche se già dal maggio dello stesso anno era regolarmente sceso in campo dall'inizio. Nel corso della Série A 2010 ricopre continuativamente il ruolo di prima scelta, disputando l'intero torneo. Fiorentina Il 5 gennaio 2011 passa alla Fiorentina; l'esborso effettuato dalla società gigliata è stato di tre milioni di euro. Esordisce con i viola il 24 novembre 2011 contro l'Empoli, in Coppa Italia. Il 29 aprile 2012 esordisce in Serie A in Atalanta-Fiorentina (2-0). Complice la partenza di Viviano, nel 2013 diventa il portiere titolare della rosa. Il 22 agosto 2013 esordisce in Europa League contro il Grasshoppers. Dopo un primo avvio di stagione difficile – caratterizzato da diverse incertezze – diventa uno dei punti fermi della squadra. Il 23 gennaio 2014 una rete subita da Giacomazzi interrompe il suo primato di imbattibilità in partite ufficiali con la maglia viola, che durava dal 12 dicembre 2013. Nel complesso – considerando anche i minuti di recupero – la sua porta è rimasta inviolata per 702'. Il 3 gennaio 2015 rifiuta il prolungamento di contratto, venendo inizialmente messo fuori rosa. Il 24 febbraio successivo, tuttavia, a causa dell'infortunio del titolare Tătărușanu e dell'indisponibilità di Rosati, non inserito in lista UEFA, viene reintegrato in squadra in occasione della sfida dei sedicesimi di finale di Europa League contro il Tottenham, disputando anche il resto del finale di stagione. Juventus Il 3 luglio 2015, da svincolato, si accorda con la Juventus. L'8 agosto vince la sua prima Supercoppa Italiana a Shanghai contro la Lazio (2-0), pur non giocando la gara da titolare. Esordisce con i bianconeri il 23 settembre 2015 contro il Frosinone (1-1 il finale). Viene nuovamente chiamato in causa il 16 dicembre 2015 negli ottavi di Coppa Italia contro il Torino, partita terminata 4-0 per la Juventus. Durante la stagione riveste il ruolo di portiere "di coppa", giocando tutti e 5 i match della competizione, poi vinta dalla Juventus il 21 maggio 2016 contro il Milan ai tempi supplementari (1-0). Si tratta del primo successo del brasiliano in questa competizione. Torna inoltre titolare in campionato nelle ultime due gare, contro Hellas Verona (sconfitta per 2-1) e Sampdoria (vittoria per 5-0). A fine stagione conquista anche il suo primo Scudetto, il quinto consecutivo per la compagine bianconera. Nella stagione seguente viene confermato nel ruolo di vice-Buffon, facendo il suo esordio stagionale il 21 settembre nella partita vinta per 4-0 in casa contro il Cagliari. Il 7 dicembre effettua invece il suo debutto assoluto in Champions League, giocando da titolare la sfida casalinga contro la Dinamo Zagabria (2-0 per i bianconeri). Il 17 maggio 2017 vince la sua seconda Coppa Italia consecutiva (la terza per il club bianconero) in finale contro la Lazio (2-0); anche in questa stagione il brasiliano gioca da titolare tutti i match della competizione. Quattro giorni dopo conquista anche il suo secondo Scudetto consecutivo (il sesto per la compagine torinese, un record per il calcio italiano) con una giornata d'anticipo, grazie alla vittoria casalinga contro il Crotone. Il 3 giugno partecipa alla sua prima finale di Champions League (senza tuttavia scendere in campo), persa dalla Juventus contro il Real Madrid (1-4). Valencia Il 7 luglio 2017 passa a titolo definitivo al Valencia; sul contratto viene fissata una clausola rescissoria di 80 milioni di euro. Esordisce con il club iberico il 18 agosto seguente, disputando la prima di campionato contro il Las Palmas. Il 19 settembre 2018 timbra la sua prima presenza in Champions League con il Valencia, proprio in occasione del match contro la Juventus, sua ex-squadra. Barcellona Il 27 giugno 2019 passa al Barcellona per 26 milioni di euro più 9 di bonus, nell'ambito di uno scambio che porta il collega olandese Jasper Cillessen al Valencia. Fa il suo debutto con i catalani il 10 dicembre 2019, in occasione del match di Champions League contro l'Inter, valido per la fase a gironi. Durante le tre stagioni in maglia blaugrana raccoglie poche presenze, rivestendo prevalentemente il ruolo di riserva del tedesco Marc-André ter Stegen. Il 7 agosto 2022 rescinde il proprio contratto coi blaugrana. Bournemouth Lo stesso giorno in cui ha rescisso il proprio contratto con il Barcellona firma un annuale con il Bournemouth. Nazionale Neto è stato convocato per la prima volta dal C.T. della nazionale brasiliana Mano Menezes nel settembre 2010. Con la nazionale olimpica brasiliana nel 2012, ha giocato il torneo olimpico vincendo la medaglia d'argento, dietro al Messico, perdendo 2-1 nella finale di Wembley. Dopo essere stato convocato come secondo portiere dal C.T Carlos Dunga per la Copa América 2015, ritorna in nazionale nel 2018, venendo convocato per le amichevoli contro Russia e Germania. Esordisce finalmente il 12 settembre dello stesso anno, giocando da titolare la gara vinta per 5-0 contro El Salvador. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 2 - Juventus: 2015-2016, 2016-2017 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2015-2016, 2016-2017 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2015 Coppa di Spagna: 2 - Valencia: 2018-2019 - Barcellona: 2020-2021 Nazionale Argento olimpico: 1 - Londra 2012
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Arthur è del Liverpool: il centrocampista brasiliano ha firmato il contratto FONTE
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ARTHUR MELO https://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_Melo Nazione: Brasile Luogo di nascita: Goiania Data di nascita: 12.08.1996 Ruolo: Centrocampista Altezza: 171 cm Peso: 73 kg Nazionale Brasiliano Soprannome: The Director Alla Juventus dal 2020 al 2022 Esordio: 27.09.2020 - Serie A - Roma-Juventus 2-2 Ultima partita: 11.05.2022 - Coppa Italia - Juventus-Inter 2-4 63 presenze - 1 rete 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Copa America 2019 con la nazionale brasiliana Arthur Melo, noto semplicemente come Arthur (Goiânia, 12 agosto 1996), è un calciatore brasiliano, centrocampista del Grêmio, in prestito dalla Juventus. Arthur Arthur in azione per la Juventus nel 2021 Nazionalità Brasile Altezza 171 cm Peso 73 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Grêmio Carriera Giovanili 2008-2010 Goiás 2010-2016 Grêmio Squadre di club 2015-2018 Grêmio 35 (2) 2018-2020 Barcellona 48 (3) 2020-2022 Juventus 63 (1) 2022-2023 → Liverpool 0 (0) 2023-2024 → Fiorentina 33 (2) 2024-2025 Juventus 0 (0) 2025 → Girona 15 (0) 2025- → Grêmio 0 (0) Nazionale 2012 Brasile U-17 4 (0) 2017-2022 Brasile 22 (1) Palmarès Copa América Oro Brasile 2019 Campionato sudamericano Under-17 Bronzo Argentina 2013 Caratteristiche tecniche Arthur è un centrocampista centrale dotato di buona accelerazione e di grande abilità nei passaggi; per l'ottima tecnica individuale, la visione di gioco, il fisico minuto e la bravura nel controllo palla è stato paragonato a Xavi e Iniesta. Si trova più a suo agio a giocare da trequartista o anche mezzala in un centrocampo a tre. Carriera Club Gli inizi, Grêmio Arthur al Grêmio nel 2017 Cresciuto nei settori giovanili di Goiás e Grêmio, esordisce con la prima squadra del Tricolor l'11 dicembre 2016, in occasione dell'ultimo turno di campionato, nella partita persa per 0-1 contro il Botafogo. In un giorno di maggio 2017, ha segnato il suo primo gol da professionista, nella vittoria per 3-1 contro il Fluminense. A luglio, ha segnato il suo primo gol in campionato, nella vittoria in trasferta per 3-1 contro il Vitória. Barcellona L'11 marzo 2018 il Barcellona comunica di aver raggiunto un accordo con il Grêmio per l'opzione di acquisto a titolo definitivo di Arthur sulla base di 30 milioni di euro più 9 di bonus, da esercitarsi entro il luglio successivo. Il 9 luglio il club spagnolo finalizza l'acquisizione del giocatore, versando al club brasiliano 31 milioni di euro più 9 di bonus. Arthur esordisce in blaugrana il 12 agosto 2018, disputando da titolare la partita di supercoppa spagnola contro il Siviglia e vincendo così il suo primo trofeo con i catalani. Esordisce nella Liga il 18 agosto seguente, nell'incontro contro l'Alavés. Alla terza giornata del campionato 2019-2020, realizza il suo primo gol con i catalani, ai danni dell'Osasuna, nella partita terminata 2-2. Juventus Il 29 giugno 2020 viene annunciato il suo passaggio alla Juventus, a decorrere dalla stagione 2020-2021, per la cifra di 72 milioni di euro (più 10 di bonus), nell'ambito di uno scambio con Miralem Pjanić. Arthur fa il suo esordio nel campionato italiano il successivo 27 settembre, nel match pareggiato 2-2 contro la Roma, subentrando a Weston McKennie al 58'. Il 20 gennaio 2021 vince il suo primo trofeo in maglia bianconera, giocando da titolare la finale di supercoppa italiana che vede i bianconeri prevalere 2-0 sul Napoli; mentre quattro giorni dopo realizza la prima rete con il club, aprendo le marcature nella vittoria casalinga per 2-0 contro il Bologna. In generale, i due anni a Torino si rivelano negativi e il giocatore scivola rapidamente fuori dalle gerarchie degli allenatori con cui lavora. Termina la sua esperienza in bianconero con 63 presenze e un gol in tutte le competizioni. Prestiti a Liverpool e Fiorentina Il 1º settembre 2022, nell'ultimo giorno della sessione estiva di calciomercato, viene acquistato in prestito con diritto di riscatto dal Liverpool. Ha esordito con il Liverpool il 7 settembre, nella sconfitta per 4-1 contro il Napoli in Champions League. Verso l'inizio di ottobre il brasiliano subirà un grave infortunio che lo terrà fuori dal campo per circa quattro mesi, venendo totalmente messo da parte dal tecnico Jürgen Klopp e convincendo sempre di più la società a non riscattarlo. Il brasiliano non riuscirà mai a scendere in campo in gare ufficiali di Premier League, annunciando il 31 maggio 2023 che sarebbe ritornato alla Juventus il 30 giugno seguente. Ritornato a Torino, prolunga di un anno il suo contratto con la Juventus fino al 2026 accettando una riduzione di stipendio da 8 milioni a 5 milioni. Il 22 luglio 2023 il brasiliano viene ceduto alla Fiorentina con la formula del prestito oneroso da 2 milioni di euro più altrettanti di bonus e un diritto di riscatto fissato a 20 milioni. Esordisce con i viola il 19 agosto, giocando da titolare la partita in casa del Genoa, vinta per 4-1. Cinque giorni dopo fa anche il suo esordio in UEFA Conference League, nell'andata del play-off in casa del Rapid Vienna, perso per 1-0. Segna il suo primo gol il 13 maggio 2024 nella partita interna contro il Monza, in cui firma il punto del definitivo 2-1. Lascia ufficialmente la Fiorentina al termine della stagione 2023-2024, in seguito al mancato esercizio dell'opzione di riscatto del suo cartellino. Juventus e prestiti a Girona e Grêmio Durante l'estate del 2024 ritorna alla Juventus che non riesce a trovare nessun'altra opzione per la cessione. Rimane quindi in bianconero nonostante sia ai margini della rosa. Il 1º febbraio 2025 viene ceduto in prestito secco fino al termine della stagione al Girona. Debutta con gli spagnoli il 14 dello stesso mese, nella gara casalinga persa per 1-2 contro il Getafe. Durante la propria esperienza iberica, il giocatore ha modo di scendere in campo come titolare con più frequenza. Termina la propria esperienza in Liga collezionando 15 presenze. Il 26 agosto 2025 passa in prestito fino al termine della stagione al Grêmio. Nazionale Arthur con la nazionale brasiliana nel 2019 Dopo aver partecipato con la nazionale under-17 al campionato sudamericano del 2013, nel 2017 viene convocato per la prima volta in nazionale maggiore. Il debutto con questa arriva un anno più tardi, il 7 settembre 2018, nell'amichevole vinta per 2-0 contro gli Stati Uniti. L'ottimo rendimento al Barcellona gli consente di diventare titolare della selezione brasiliana, con cui viene convocato per la Copa América 2019; ha rischiato comunque di saltare la competizione per via di un brutto fallo da lui subito in amichevole contro l'Honduras da parte di Romell Quioto al 30', che è stato espulso per questo. Nella competizione dà il suo contributo alla squadra per arrivare alla vittoria finale, culminata con il 3-1 al Perù in cui lui ha fornito l'assist per il 2-0 di Gabriel Jesus. Viste le buone prestazioni fornite, viene inserito nell'undici migliore della competizione. Il 17 novembre 2020 realizza la sua prima rete per la massima selezione verdeoro nel successo per 0-2 in casa dell'Uruguay. Palmarès Club Competizioni statali Campionato Gaúcho: 1 - Grêmio: 2018 Competizioni nazionali Supercoppa di Spagna: 1 - Barcellona: 2018 Campionato spagnolo: 1 - Barcellona: 2018-2019 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2020 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2020-2021 Competizioni internazionali Coppa Libertadores: 1 - Gremio: 2017 Nazionale Coppa America: 1 - Brasile 2019
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Arrivederci Nicoló
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ROBERTO PEREYRA Roberto Maximiliano Pereyra è una delle belle novità della stagione – scrive Paolo Rossi su “HJ Magazine” del gennaio 2015 – arrivato a Torino forte di un’importante esperienza nel nostro calcio, l’argentino sta dimostrando grande continuità di prestazioni e lo spirito di un ragazzo che conferma di avere buona personalità e non solo sul versante tecnico. Nella Juventus di un altro Massimiliano, mister Allegri, Pereyra rappresenta una sicurezza. Hai un nome doppio e qualche soprannome. Come preferisci essere chiamato? «Mi chiamano Roberto, Robi, Max, Maxi, Tucumano… Quello che mi piace di più è però Tucu, è un omaggio al posto dove sono nato, San Miguel de Tucuman, nel Nord dell’Argentina. È importante avere un segno delle proprie origini. Anche perché me li ricordo bene quei giorni nei quali ho scoperto l’amore per il calcio». Ecco, il calcio. Dove hai imparato a giocare? «Io sono cresciuto a Mar del Plata, sull’Atlantico. Il calcio è sempre stato una passione di famiglia. Mio padre ne parla sempre, mio fratello più grande giocava e devo a lui molti consigli, mi accompagnava anche a fare gli allenamenti, mi ha dato un grande sostegno. E poi in casa eravamo tutti tifosi accesi del River Plate, ancora adesso se possiamo seguiamo le partite in tv, il tifo è qualcosa che non si cancella. Lo sa bene anche Tevez, lui ha giocato nel Boca e quindi, adesso, si può dire che dentro la Juve c’è un bel derby argentino: recentemente hanno perso loro, Carlitos mi deve offrire un bell’asado…». Che giocatore eri nell’infanzia? «In Argentina si pratica il fùtbol de potrero. Il calcio di strada, quello dei campi irregolari, con le pietre, l’erba spelacchiata. Giocavamo scalzi ma non ci interessava, quando vedi un pallone, non senti nulla e non guardi nient’altro. E impari tanto, tantissimo, senza filtri. Il dribbling, la furbizia, il coraggio nelle giocate e nei contrasti. È un calcio vivace, ti regala tanta esperienza in modo istintivo. Quando poi affronti il calcio vero ti sembra tutto più facile». Avevi un modello a cui ispirarti? «Quello che mi ha suggerito mio padre, l’idolo di casa: Ariel Ortega. Lo abbiamo seguito anche quando ha giocato in Italia, nella Sampdoria». E quando sei arrivato al River Plate? È stato il coronamento di un sogno? «È stata una grandissima soddisfazione. Io comunque sono portato a ragionare per obiettivi. Guai pensare che sei arrivato. Il River Plate è stato fondamentale, perché ho esordito in campionato a soli diciotto anni e per come mi ha testato in tanti ruoli diversi. All’epoca venivo utilizzato a sinistra, perché volevano che sfruttassi il destro quando facevo le finte a rientrare: se ci pensi è anche una difficoltà in più, ma è anche una possibilità per imparare qualcosa di nuovo. È anche grazie a quell’esperienza che ho capito quanto nel calcio di oggi sia fondamentale saperti disimpegnare in tanti ruoli. Io davanti li ho fatti quasi tutti: ala, trequartista, interno. A me piace attaccare, ma mi sono reso conto subito di quanto sia fondamentale impegnarsi nel riconquistare la palla e non essere egoista». Sei arrivato molto giovane in Italia. «E prima di quanto pensassi. La Serie A era sempre presente nei miei pensieri, se fai questo mestiere non puoi che guardare con attenzione a un campionato così importante. Però non mi aspettavo di arrivarci così in fretta. Quando si è ventilata la possibilità non ho avuto esitazioni. Ne ho parlato in famiglia e siamo stati tutti d’accordo che rappresentava un’occasione decisiva per dare una svolta alla mia carriera». Ci sono somiglianze tra il calcio italiano e quello del tuo Paese? «In Italia c’è sicuramente un’attenzione tattica che in Sudamerica non esiste. Non solo per la cultura degli allenatori. È la mentalità dei tifosi che ti fa vivere la partita in un modo speciale, molto offensivo e anche individuale. In un campo argentino senti che la gente ti spinge in avanti, è soddisfatta solo se interpreti la partita come una battaglia». Come ti sei trovato a Udine? «L’inizio non è stato facile. Sia chiaro: la città è perfetta, ti mette a tuo agio, ma io ho fatto un po’ di fatica ad ambientarmi. In più non giocavo tanto, perciò un po’ soffrivo. Però il mister Guidolin mi ha sempre tranquillizzato, confermandomi che avevo fatto la scelta giusta. E ho capito che tanto lavoro stava pagando quando ho fatto il mio esordio proprio in Scozia, in una partita di Champions League. Giocare nella manifestazione che guardavo in Argentina come una meta quasi inarrivabile… È stato indimenticabile. Tutto il resto è venuto dopo». Del resto tu hai una storia particolare con gli esordi… «Sì, è vero. In Serie A la mia prima partita l’ho giocata allo Juventus Stadium. C’era la neve, quel giorno, un freddo pazzesco. Ho sostituito Isla e, sinceramente, non ci ho capito granché… Decisamente più serena è stata la mia prima da titolare con la Juventus, guarda caso contro l’Udinese. Mi ha fatto un piacere immenso giocare proprio contro i miei ex compagni, perché conosco bene quanta voglia ci mettano per affrontare la gara a Torino, è una sfida elettrizzante e per me è stato un po’ come chiudere il cerchio aperto con il mio arrivo in Italia». Ma è davvero molto diverso giocare in una grande squadra come la Juve? «Se penso alle pressioni, devo dire che anche a Udine non mancavano. In Italia il calcio ti insegna subito ad assumerti le tue responsabilità, ogni gara è importante, c’è una forte attenzione mediatica, si analizza tutto. Ma quando sei in una squadra come la Juventus c’è qualcosa di particolare: il dovere di vincere sempre. È un pensiero fisso, a partire dalla settimana. Ogni energia viene spesa per questo obiettivo. Ed è meglio così. Perché giocare con grandi campioni ti rende le cose più facili. E a Torino ho capito che se stai attento a tutto – le giocate di Andrea, la grinta di Carlitos, gli insegnamenti del mister – ogni cosa può diventare possibile. Anche perché capisci subito che dopo tre scudetti nessuno è appagato, c’è una voglia di vincere che ti senti addosso». Oltre alla Juve un’altra tua conquista del 2014 è stata la nazionale. Sei entrato nell’Argentina vice campione del mondo… Che effetto ti fa? «In casa non ci credono ancora. Mi vedono giocare con Messi, Tevez, Aguero… Fantastico! Devo dire grazie alla Juventus e allo spazio che mi ha dato. Qui hai una visibilità che rappresenta una garanzia. È come se ci fosse una legge: se sei bravo nella Juve, lo sei anche per l’Argentina. Per questo sono stato convocato. Lo volevo fortemente, ma pensavo a tempi più lunghi». Personalmente ti ho trovato già perfettamente calato nella parte in Milan-Juventus. Terza giornata di campionato, primo big match e grande partita… «Io non isolo nessun episodio particolare. È l’insieme del lavoro che mi sta piacendo. Vedere che quello che proviamo in allenamento funziona poi in partita, come affrontiamo le partite, come stiamo crescendo. Fare una bella prestazione è importante, ma non è un episodio che ti fa sentire un giocatore da Juve, devi dimostrarlo in ogni momento». Perché hai scelto il numero 37 sulla maglia? «Me lo diedero al River Plate, senza una specifica ragione. Da allora è diventato un portafortuna e tutti i miei amici mi dicono che non devo assolutamente cambiarlo». Come ti prepari alle partite? «Sono un tipo molto tranquillo. Non ho particolari tensioni, semmai ho una gran desiderio che arrivi presto il momento della partita. In camera sono con Asamoah e ci alterniamo. Io gli presento la musica argentina che amo, lui quella africana. Si fanno delle belle scoperte, si conoscono pezzi nuovi. Poi, nell’imminenza della gara, mi carico con ritmi più accesi. Ho bisogno di ritmo. E poi via, fischio d’inizio e si gioca…». Come si evince da quest’intervista, si può dire che il primo anno in bianconero del Tucu è positivo. Allegri scopre il trequartista che cercava da sempre e un elemento che, subentrando a gara in corso, può spaccare la partita. Pereyra risponde con buone prestazioni, condite da gol importanti: come i due che segna al Verona nel giro di tre giorni (in Coppa Italia e in campionato), all’Empoli e alla Fiorentina (ancora campionato e nella fantastica rimonta in Coppa Italia) e, nel finale di stagione, al Napoli e ancora al Verona (con un meraviglioso tiro a giro). Gioca anche pochi minuti della sfortunata finale di Coppa dei Campioni, avendo sul piede l’occasione giusta per il meritato pareggio juventino. Ma ne esce un tiro debole e il pallone termina fra le braccia del portiere catalano, così come la coppa qualche minuto dopo. In totale, 52 presenze e 6 reti, uno scudetto e una Coppa Italia: un bottino per niente male. La stagione successiva è un calvario: un infortunio alla coscia destra (con relativa ricaduta), lo tiene fermo per più di tre mesi. In più, dopo l’inizio stentato della Juventus, Allegri abbandona la difesa a quattro e il trequartista per il consolidato 3-5-2 e per il Tucu lo spazio si riduce notevolmente. Ne risentono anche le sue prestazioni, sicuramente al di sotto le proprie possibilità, Le presenze sono solamente 16, i goal pari a zero e il suo contributo alle nuove vittorie è poco più che modesto. Cosicché, è ceduto al Watford poco prima della chiusura del mercato estivo. JUVENTIBUS.COM, DEL 19 AGOSTO 2016 LUCA MOMBLANO: La testa bassa. Lo sport nazionale adesso è ridicolizzarlo, ma Pereyra è solo figlio di un equivoco: guastatore a supporto dell’attacco, addirittura libero di svariare, può farlo solo in contesti che lavorano costantemente con 40 metri di campo aperto. La Juve non lo è (più). Nemmeno in Champions. Anche se nel calcio di Allegri quel contesto è una delle cinque armi principali. A Watford, se lo tengono d’occhio, può fare molto bene. Quella testa bassa, ad altissimi livelli, è davvero per pochi pochissimi eletti. MASSIMILIANO MINGIONI: Mancherà quel che poteva essere e non è stato, l’interruttore a rapido funzionamento per essere il dodicesimo ideale cambia partite, di personalità ed efficacia. Gli è mancato quasi tutto, quindi a noi mancherà quasi niente. EDOARDO SIDDI: Il primo Pereyra mi aveva fatto ben sperare. Utilizzato spesso e ovunque, pur non toccando mai livelli di eccellenza, era stato un giocatore importante a cui avrei assegnato un ruolo ancora più centrale nella stagione successiva, ove mi aspettavo miglioramenti in quei fondamentali in cui aveva difettato: capacità di prendere decisioni, ultimo passaggio, gestione di se stesso. Purtroppo gli infortuni l’hanno bloccato e il Pereyra 2.0 si è rivelato un flop. Giusto, dopo l’ultimo anno, salutarlo, ma al netto di tutto rimane un po’ di rammarico per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Se l’upgrade fosse riuscito, l’argentino avrebbe potuto senz’altro dire la sua, continuando a essere il dodicesimo perfetto. E magari anche qualcosa in più. I “sarebbe potuto essere”, però, sono buoni solo per i romanzi. Nella realtà bene così, con un’operazione che anche dal punto di vista economico lascia soddisfatti. ALEX CAMPANELLI: In un’estate dai tanti addii, il Tucu è uno di quelli che riuscirò e riusciremo a metabolizzare meglio. Aveva, e ha tuttora, un grande potenziale da trequartista guastatore o mezzala brava a dribblare e portar palla, ma l’infortunio e le conseguenti panchine ne hanno arrestato una crescita che può riprendere solo grazie a spazi e fiducia che al momento la Juve non può garantirgli. CLAUDIO PELLECCHIA: Non mi mancherà il suo esser sempre mancante del centesimo per fare l’euro e la sua eccessiva fragilità muscolare. È un buon-ottimo giocatore, dalle potenzialità ancora inespresse, che in un contesto adeguato può fare bene (e glielo auguro di cuore) a patto di lavorare sui suoi limiti in fase di finalizzazione e lettura delle situazioni. In questa rosa non aveva più molto senso. FABRIZIO RENNA: Non mi mancherà il Pereyra dell’ultima stagione e di questo precampionato. Mai un’accelerazione, mai uno spunto, scelte di passaggio quasi sempre errate. Un’involuzione totale, se pensiamo all’ottimo contributo dato dal Tucu nella sua prima annata in bianconero, in cui veniva utilizzato spesso da Allegri a gara in corso per spaccare le partite. La cessione rappresenta la soluzione migliore, sia per lui che per la Juventus: il calciatore potrà ritrovarsi in un contesto diverso come quello del Watford, mentre la Juve incassa milioni e libera un posto in rosa. MATTEO VISCARDI: Non mi mancherà il suo errore in finale di Champions League! Quel goal avrebbe cambiato la sua storia bianconera. Mancherà invece da morire nelle riprese delle trasferte europee, quando con chilometri da attaccare può spaccarti partita e avversario. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2016/09/roberto-pereyra.html
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ROBERTO PEREYRA https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Pereyra Nazione: Argentina Luogo di nascita: San Miguel de Tucuman Data di nascita: 07.01.1991 Ruolo: Centrocampista Altezza: 182 cm Peso: 74 kg Nazionale Argentino Soprannome: El Tucuman - El Tucu Alla Juventus dal 2014 al 2016 Esordio: 30.08.2014 - Serie A - Chievo-Juventus 0-1 Ultima partita: 14.05.2016 - Serie A - Juventus-Sampdoria 5-0 68 presenze - 6 reti 2 scudetti 2 coppe Italia 1 supercoppa italiana Roberto Maximiliano Pereyra (San Miguel de Tucumán, 7 gennaio 1991) è un calciatore argentino, centrocampista dell'Udinese. È soprannominato El Tucumano o, con il diminutivo, El Tucu. Roberto Pereyra Pereyra al River Plate nel 2011 Nazionalità Argentina Altezza 182 cm Peso 74 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Udinese Carriera Giovanili 2006-2008 Cadetes 2008-2009 River Plate Squadre di club 2009-2011 River Plate 43 (0) 2011-2014 Udinese 84 (8) 2014-2016 Juventus 68 (6) 2016-2020 Watford 106 (16) 2020- Udinese 106 (16) Nazionale 2011 Argentina U-20 4 (0) 2014-2019 Argentina 19 (2) Palmarès Copa América Argento Cile 2015 Bronzo Brasile 2019 Caratteristiche tecniche La sua fonte d'ispirazione è Mauro German Camoranesi. È un destro naturale che in passato ha giocato spesso a sinistra. Il suo ruolo naturale rimane però quello di esterno destro con vocazione prettamente offensiva, in grado di coprire sia il ruolo di esterno offensivo di destra che sulla corsia opposta e, all'occasione, pure di mezz'ala. Nell'ultima stagione all'Udinese svolgeva i compiti di ala destra o di mezzala destra. Può essere schierato anche come interno di centrocampo o trequartista, ruolo che ammette di preferire. Dotato di buoni fondamentali tecnici, vanta una buona velocità, un buon dinamismo e un ottimo dribbling negli spazi stretti. Carriera Club River Plate Cresciuto nelle giovanili del River Plate, debutta in prima squadra il 16 maggio 2009, a poco più di 18 anni, nella sconfitta contro l'Huracán (0-4). Nella stagione 2009-2010 colleziona 15 presenze, quindi a partire dal torneo di Apertura 2010 entra a far parte stabilmente della formazione titolare. Nell'estate 2011 lascia il River Plate che in giugno era retrocesso in Primera B Nacional, prima volta nei 110 anni di storia del pluridecorato club di Buenos Aires. Udinese Il 30 agosto 2011 passa all'Udinese, che versa 2 milioni di euro al River Plate per il suo cartellino. Esordisce con la maglia dell'Udinese il 29 settembre 2011 nella sfida valida per la fase a gironi dell'Europa League 2011-2012 al Celtic Park contro il Celtic. Fa il suo debutto in Serie A in Juventus-Udinese (2-1) il 28 gennaio 2012, sostituendo Mauricio Isla all'85º minuto. Nelle partite successive mostra le sue buone qualità che gli permettono di sostituire in maniera positiva il compagno di reparto Dušan Basta nelle giornate in cui è infortunato. Il 29 aprile 2012 segna il suo primo gol con la maglia dei friulani contro la Lazio, per il definitivo 2-0. Nella stagione 2012-2013 Pereyra, complici anche le partenze di Isla e di Kwadwo Asamoah, diviene titolare nel modulo di Francesco Guidolin, ruolo che manterrà anche nella stagione successiva. Juventus Il 25 luglio 2014 viene prelevato dalla Juventus in prestito oneroso per 1,5 milioni di euro. Esordisce con la maglia bianconera il successivo 30 agosto a Verona, nella prima giornata di campionato vinta 1-0 contro il Chievo, subentrando ad Arturo Vidal. Segna il suo primo gol juventino il 15 gennaio 2015, nella gara di Coppa Italia vinta per 6-1 contro il Verona; nella stessa competizione andrà a segno nella semifinale di ritorno contro la Fiorentina (vinta per 3-0), contribuendo all'approdo della propria squadra in finale. Pereyra in azione con la maglia della Juventus nel 2015. Pur non ottenendo una maglia da titolare, il primo anno di Pereyra a Torino è molto positivo, venendo impiegato con continuità dall'allenatore Massimiliano Allegri, tanto da risultare tra i recordmen di presenze della stagione juventina: contribuisce alla vittoria di Scudetto e Coppa Italia, e scende in campo anche nella finale di Champions League, persa contro il Barcellona, subentrando a Vidal. Riscattato dal club piemontese il 23 giugno 2015 sottoscrivendo un contratto fino al 2019, l'annata 2015-2016 si rivela complicata, soprattutto a causa di un infortunio alla coscia destra, rimediato nel match casalingo contro l'Atalanta del 25 ottobre, e successiva ricaduta, che lo tiene lontano dai campi per circa quattro mesi. Una volta ristabilitosi, la lunga lontananza dal campo non gli permette di rientrare nelle dinamiche della squadra bianconera, che a fine stagione decide di non rinnovare la fiducia al calciatore. Lascia la Juventus dopo due anni, non prima di avere messo in bacheca il secondo double nazionale consecutivo più la Supercoppa italiana. Watford Il 20 agosto 2016 si trasferisce al Watford per 13 milioni di euro, più 2 di bonus. Resta con gli inglesi fino al giugno 2020, anno in cui gli Hornets retrocedono in Championship. Ritorno all'Udinese Il 28 settembre 2020 firma un triennale con l'Udinese, squadra con cui aveva già giocato dal 2011 al 2014. Il secondo esordio con l'Udinese avviene il 3 ottobre, nella partita casalinga persa con la Roma per 1-0. Il 6 gennaio 2021 ritrova il gol con i friulani, in occasione del pareggio per 2-2 in casa del Bologna. All'esordio stagionale in Coppa Italia 2021-2022, contro l'Ascoli Calcio segna una doppietta contribuendo alla vittoria per 3-1. Dopo aver inizialmente lasciato il club bianconero al termine della stagione 2022-2023, in seguito alla scadenza naturale del proprio contratto, Pereyra torna poi sui propri passi e l'11 settembre 2023, firma un nuovo contratto annuale con la squadra. Nazionale Ha partecipato ai Mondiali Under-20 nel 2011 con la nazionale argentina. Fa il suo esordio l'11 ottobre 2014 nella nazionale maggiore argentina, giocando da titolare nell'amichevole persa 2-0 contro il Brasile. Torna a vestire la maglia dell'Albiceleste l'11 ottobre 2018, nell'amichevole contro l'Iraq, segnando anche il suo primo gol in nazionale. Nell'ottobre del 2022 viene inserito dal CT Lionel Scaloni nella lista dei pre-convocati per i Mondiali di calcio in Qatar, non rientrando però nella rosa finale. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 2 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2015
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VINCENZO FIORILLO https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Fiorillo Nazione: Italia Luogo di nascita: Genova Data di nascita: 13.01.1990 Ruolo: Portiere Altezza: 191 cm Peso: 75 kg Nazionale Italiano B Soprannome: Il Falco di Oregina Alla Juventus dal 2014 al 2015 0 presenze - 0 reti Vincenzo Fiorillo (Genova, 13 gennaio 1990) è un calciatore italiano, portiere della Salernitana. Con 224 presenze complessive, è il portiere con più incontri giocati nella storia del Pescara. Vincenzo Fiorillo Fiorillo alla Sampdoria nel 2011 Nazionalità Italia Altezza 191 cm Peso 75 kg Calcio Ruolo Portiere Squadra Salernitana Carriera Giovanili ????-2004 Nuova Oregina 2004-2009 Sampdoria Squadre di club 2007-2010 Sampdoria 4 (-5) 2010 → Reggina 5 (-8) 2010-2011 Sampdoria 0 (0) 2011 → Spezia 8 (-11) 2011-2012 Sampdoria 0 (0) 2012-2013 → Livorno 28 (-26) 2013-2014 Sampdoria 5 (-13) 2014-2021 Pescara 200 (-280) 2021- Salernitana 1 (-5) Nazionale 2006-2007 Italia U-17 3 (-1) 2007-2008 Italia U-19 5 (-7) 2008-2011 Italia U-20 11 (-13) 2009 Italia U-21 3 (-4) 2012-2013 B Italia 3 (-2) Palmarès Europei di calcio Under-19 Argento Repubblica Ceca 2008 Giochi del Mediterraneo Argento Pescara 2009 Biografia È originario del quartiere genovese di Oregina, da cui trae il soprannome Falco di Oregina. Carriera Club Gli inizi: Sampdoria Inizia a giocare nella A.S.D. Nuova Oregina Calcio, per poi passare nel settore giovanile della Sampdoria. Nella stagione 2007-2008 viene aggregato alla prima squadra come terzo portiere. Il 10 aprile 2008 è tra gli artefici della vittoria della prima Coppa Italia Primavera nella storia della Sampdoria: nella finale giocata contro l'Atalanta para, dopo i tempi supplementari, due dei quattro rigori calciati dagli avversari. L'esordio in Serie A avviene all'età di 18 anni, il 13 aprile 2008, a Reggio Calabria, subentrando a Luca Castellazzi al 20' del secondo tempo di Reggina-Sampdoria (1-0). L'8 giugno conquista invece il primo Campionato Primavera della storia della Sampdoria, battendo l'Inter in finale (3-2). Nel febbraio 2009 disputa la finale del Torneo di Viareggio persa contro la Juventus, dove però viene eletto miglior portiere della manifestazione. Il 24 maggio 2009, alla sua seconda presenza in Serie A, esordisce da titolare allo Stadio Luigi Ferraris in Sampdoria-Udinese (2-2), e la settimana successiva viene di nuovo impiegato da titolare in Palermo-Sampdoria (2-2). Sampdoria ed i prestiti a Reggina e Spezia Nella stagione 2009-2010 viene promosso come secondo portiere dietro Castellazzi ma alla fine del girone di andata, nella finestra di mercato invernale, passa in prestito alla Reggina in Serie B attraverso uno scambio di prestiti con il portiere Mario Cassano. Esordisce con la nuova maglia il 16 gennaio 2010 in Reggina-Cesena (1-3). Disputa 5 partite ma a fine febbraio perde il posto da titolare a scapito di Pietro Marino che lo mantiene sino al termine della stagione. Nella stagione 2010-2011 fa ritorno alla Sampdoria, dove si trova a ricoprire il ruolo di terzo portiere dietro Curci e Da Costa. Il 5 gennaio 2011 si trasferisce in prestito allo Spezia in Lega Pro Prima Divisione. L'esordio con la maglia aquilotta avviene il 9 gennaio in occasione di Spezia-Reggiana (2-0). Ottiene 8 presenze in campionato fino alla fine della stagione. Nella stagione 2011-2012 torna di nuovo alla Sampdoria, appena retrocessa in Serie B. Ricopre ancora una volta il ruolo di terzo portiere, dietro Romero e Da Costa. La Sampdoria viene promossa in Serie A dopo i play-off, ma lui non ottiene nessuna presenza. Livorno Fiorillo al Livorno Il 4 agosto 2012 viene ceduto, in prestito con diritto di riscatto e controriscatto a favore della Samp, al Livorno in Serie B. Dall'8 ottobre, in occasione della gara Livorno-Spezia 1-5, nella quale subentra al 12º minuto a Savvas Gentsoglou in seguito all'espulsione di Luca Mazzoni, diventa titolare dei Labronici a causa del brutto infortunio subito dal collega di reparto. L'11 febbraio 2013 s'infortuna durante la partita Empoli-Livorno 2-1 ed è costretto a lasciare il campo al 40' del primo tempo. Il 9 marzo ritorna a difendere la porta degli amaranto in occasione di Livorno-Reggina 3-3 ma la sua prestazione è disastrosa dimostrandosi incerto in tutti i 3 gol dei calabresi. Conclude la stagione giocando in totale 28 partite di campionato, subendo 26 reti. Il 21 giugno la Sampdoria comunica di aver esercitato la contro-opzione relativa ai diritti sportivi del calciatore; così facendo Vincenzo torna alla società blucerchiata. Il ritorno alla Samp e la comproprietà alla Juve Alla Sampdoria per la stagione 2013-2014 ricopre il ruolo di secondo portiere dietro Da Costa, giocando le due partite di Coppa Italia (Sampdoria-Hellas Verona 4-1 e Roma-Sampdoria 1-0) e le ultime 5 giornate di campionato nelle quali subisce 13 reti. Il 31 gennaio 2014 la Sampdoria comunica la cessione della metà del cartellino del giocatore alla Juventus in cambio della metà del cartellino di Stefano Beltrame. Il 19 aprile il mister Siniša Mihajlović gli concede l'esordio stagionale in campionato facendolo giocare dal primo minuto la sfida Catania-Sampdoria (2-1). Il 19 giugno la Sampdoria comunica di aver rinnovato con la Juventus l'accordo di partecipazione relativo al calciatore. Pescara Il 22 luglio seguente passa in prestito al Pescara dove gioca 26 partite di Serie B piazzandosi all'ultimo posto nella Top 15 dei portieri di Serie B secondo una classifica stilata dalla Lega Serie B. Il 25 giugno 2015 la Juventus riscatta l'altra metà del cartellino di proprietà della Sampdoria, e il 24 luglio cede nuovamente in prestito il portiere genovese al Pescara. Disputa la sua seconda stagione da titolare, e contribuisce alla promozione in Serie A del Pescara, che vince i play-off. Nell'estate 2016 viene riscattato dal Pescara, ma con l'arrivo del portiere argentino Albano Bizzarri viene relegato a secondo portiere. Dalla stagione 2017-2018 ritorna primo portiere dei Delfini. In totale colleziona 224 presenze con la maglia degli abruzzesi, restandoci dal 2014 fino alla fine della stagione 2020-2021, conclusasi negativamente per la squadra con la retrocessione in Serie C. Con 224 presenze, è il settimo giocatore per presenze complessive nella storia del Pescara, nonché il primo come portiere di questa classifica. Salernitana Il 6 agosto 2021 viene ceduto alla Salernitana con cui firma un contratto quadriennale, tornando così nella massima serie dopo 4 anni di cadetteria. Debutta con i granata nella sconfitta esterna contro il Genoa per 1-0 (partita di Coppa Italia). Il 17 dicembre 2021 torna a giocare in Serie A nella sconfitta dei campani per 5-0 contro l'Inter. Inizialmente parte come secondo portiere alle spalle di Belec ma dopo l'acquisto di Luigi Sepe diventa il terzo. Nazionale Con l'Under-19 nel 2008 ha partecipato all'Europeo U-19, dove è stato giudicato miglior portiere della competizione. Il 25 marzo 2009 esordisce da titolare in Nazionale Under-21, con il tecnico Pierluigi Casiraghi, nell'amichevole Austria-Italia (2-2) giocata a Vienna. Dopo aver partecipato ai Giochi del Mediterraneo con l'Under-20, nel 2009 prende parte anche al Mondiale U-20 in Egitto, dove veste la fascia di capitano. Negli ottavi di finale contro la Spagna para un rigore decisivo; gli azzurri vengono poi eliminati ai quarti di finale dall'Ungheria. Il 15 novembre 2011 debutta con la Nazionale Under-21 di Serie B di Massimo Piscedda e risulterà essere uno dei migliori in campo nella vittoria per 1-2 contro la Russia. Palmarès Club Competizioni giovanili Campionato Primavera: 1 - Sampdoria: 2007-2008 Coppa Italia Primavera: 1 - Sampdoria: 2007-2008 Supercoppa Primavera: 1 - Sampdoria: 2008 Individuale Miglior Portiere dell'Europeo Under-19 2008 Miglior Portiere del Torneo di Viareggio 2009
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ELVIS KABASHI Nazione: Albania Luogo di nascita: Durres Data di nascita: 20.02.1994 Ruolo: Centrocampista Altezza: 177 cm Peso: 70 kg Nazionale Albanese Under-19 Soprannome: - Alla Juventus dal 2012 al 2013 Esordio: 03.04.2013 - Amichevole - Juventus-Asti 9-1 0 presenze - 0 reti Club career AC Reggiana 1919 Italy Midfielder 08/2022 - 06/2023 # 08/2021 - 08/2022 Calcio Como Midfielder 07/2019 - 08/2021 AC Renate Midfielder 01/2019 - 07/2019 Dinamo Bucureşti Midfielder 01/2018 - 06/2018 AS Livorno Midfielder 09/2017 - 12/2017 Viterbese Midfielder 07/2015 - 06/2017 US Pontedera Midfielder 08/2014 - 06/2015 FC Den Bosch Midfielder 01/2014 - 08/2014 Juventus II Midfielder 07/2013 - 01/2014 Pescara Calcio Midfielder 01/2013 - 06/2013 Juventus Midfielder 08/2012 - 06/2013 Juventus [Youth] Midfielder 07/2011 - 08/2012 Empoli FC [Youth] Midfielder 07/2010 - 06/2011 Empoli FC [Youth B] Midfielder https://www.worldfootball.net/player_summary/elvis-kabashi/
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ALESSANDRO VOGLIACCO https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Vogliacco Nazione: Italia Luogo di nascita: Acquaviva delle Fonti (Bari) Data di nascita: 14.09.1998 Ruolo: Difensore Altezza: 188 cm Peso: 82 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2016 Esordio: 22.10.2015 - Amichevole - Juventus-Olmo A.S.D. 3-0 0 presenze - 0 reti Alessandro Vogliacco (Acquaviva delle Fonti, 14 settembre 1998) è un calciatore italiano, difensore del Genoa. Alessandro Vogliacco Nazionalità Italia Altezza 188 cm Peso 82 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Genoa Carriera Giovanili 2007-2013 Bari 2013-2014 → Roma 2014-2018 Juventus Squadre di club 2018-2019 → Padova 1 (0) 2019-2021 Pordenone 56 (0) 2021 Genoa 0 (0) 2021-2022 → Benevento 27 (0) 2022- Genoa 1 (0) Nazionale 2013 Italia U-15 2 (0) 2013 Italia U-16 3 (0) 2014-2015 Italia U-17 5 (0) 2015 Italia U-18 1 (0) 2016-2017 Italia U-19 11 (0) 2017-2018 Italia U-20 3 (0) 2020-2021 Italia U-21 3 (0) Biografia Dalla relazione con Virginia Mihajlović, figlia dell'ex calciatore e allenatore Siniša Mihajlović ha avuto la figlia Violante. Caratteristiche tecniche Difensore dotato tecnicamente e bravo nel gioco aereo, abile nell'impostazione del gioco e con un ottimo senso della posizione, ha dichiarato di ispirarsi a Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci; molto duttile, può essere impiegato sia in posizione centrale che come terzino. Carriera Club Cresciuto nel settore giovanile del Bari, nel 2013 si trasferisce alla Roma, con cui resta per una stagione; nel 2014 passa alla Juventus. Con la formazione Primavera del club bianconero vince il Torneo di Viareggio nel 2016. Il 17 agosto 2018 passa in prestito al Padova, con cui il 24 novembre esordisce tra i professionisti, nella partita di campionato persa per 0-1 contro il Carpi. Dopo aver collezionato solo una presenza con i veneti, il 21 gennaio 2019 viene ceduto, sempre a titolo temporaneo, al Pordenone; con il club friulano conquista la prima storica promozione in Serie B e vince la Supercoppa di Serie C. Il 24 luglio viene acquistato a titolo definitivo dai ramarri, con cui firma un triennale. Il 13 agosto 2021 viene acquistato dal Genoa, che contestualmente lo cede in prestito al Benevento. Nazionale Dopo aver collezionato presenze con tutte le nazionali giovanili, il 13 ottobre 2020 esordisce con l'Under-21 in occasione della partita di qualificazione all'Europeo del 2021 vinta per 2-0 contro l'Irlanda. Palmarès Club Competizioni nazionali Serie C: 1 - Pordenone: 2018-2019 (girone B) Supercoppa di Serie C: 1 - Pordenone: 2019 Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2016
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EDOARDO GOLDANIGA https://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Goldaniga Nazione: Italia Luogo di nascita: Milano Data di nascita: 02.11.1993 Ruolo: Difensore Altezza: 186 cm Peso: 87 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus nel 2014 0 presenze - 0 reti Edoardo Goldaniga (Milano, 2 novembre 1993) è un calciatore italiano, difensore del Cagliari. Edoardo Goldaniga Nazionalità Italia Altezza 186 cm Peso 87 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Cagliari Carriera Giovanili 2008-2010 Pizzighettone 2012-2013 Palermo Squadre di club 2010-2012 Pizzighettone 63 (1) 2013-2014 → Pisa 30 (1) 2014-2015 → Perugia 35 (3) 2015-2017 Palermo 45 (4) 2017-2018 Sassuolo 13 (1) 2018-2019 → Frosinone 29 (1) 2019-2021 → Genoa 38 (1) 2021-2022 Sassuolo 1 (0) 2022- Cagliari 12 (0) Nazionale 2013-2014 Italia U-20 3 (0) 2014 Italia U-21 2 (0) Biografia Il nonno di Edoardo, Giacinto Goldaniga, ha giocato come attaccante nel Fanfulla e nel Genoa, esordendo in Serie A con la maglia dell'Atalanta. Il 19 febbraio 2016 a Soncino il padre Andrea rimane coinvolto in un incidente, in cui perde la vita. Caratteristiche tecniche Fin dall'inizio della sua carriera Goldaniga è stato impiegato come difensore centrale, preferibilmente in una difesa a 4, anche se ha dimostrato di sapersi destreggiare senza eccessive difficoltà come elemento di centro e centro-destra in una difesa a 3. Raramente è stato utilizzato anche come terzino, sia in fascia destra che sinistra, con risultati però al di sotto delle aspettative visto che sull'esterno non riesce a sfruttare al meglio le proprie caratteristiche fisiche e tecniche. Fisicamente ben strutturato, è un ottimo colpitore di testa, dotato di un grande senso della posizione che gli permette facilmente di arrivare in anticipo sugli attaccanti e di spezzare le manovre offensive degli avversari. Riesce inoltre a far pesare la sua bravura nel gioco aereo anche nella metà campo avversaria, rendendosi spesso pericoloso in occasione dei corner o delle punizioni laterali a favore della sua squadra. Oltre a queste doti di colpitore di testa e di lettura del gioco avversario, è dotato di una buona velocità di base, soprattutto per quanto riguarda la fase di allungo. Carriera Giovanili con Pizzighettone e Palermo Goldaniga ha esordito in Serie D nel 2010 col Pizzighettone, squadra che dapprima l'aveva accolto nelle giovanili. Notato dal Palermo, dall’allora direttore generale Giorgio Perinetti, in una partita col club lombardo, è stato successivamente acquistato dalla squadra siciliana il 18 luglio 2012, per 120.000 euro. Nonostante sia stato aggregato nella rosa, non ha totalizzato alcuna presenza nella stagione 2012-2013 e in Coppa Italia. È stato spesso convocato quando il club era sotto la guida di Gian Piero Gasperini, ma al dunque è rimasto in panchina e quindi non ha debuttato in campo. Il giocatore non verrà mai impiegato in una partita di campionato, sia sotto la guida tecnica di Gasperini, che di Giuseppe Sannino e di Alberto Malesani. Poco dopo il suo trasferimento ai rosanero si unisce quindi alle giovanili dell'omonima società, giocando così nella formazione Primavera. Al termine della stagione - conclusasi con la retrocessione in Serie B - lascia le giovanili. Prende parte alla partita valida per il secondo turno di Coppa Italia contro la Cremonese, vinto 2-1 l’11 agosto 2013, quando il Palermo è stato allenato da Gennaro Gattuso, ma anche in questa partita il giocatore rimane in panchina. Juventus e i prestiti al Pisa e al Perugia Goldaniga, dopo la sua esperienza in rosanero conclusa soltanto tra Primavera e panchine, il 12 agosto, sempre del 2013, viene girato in prestito al Pisa, in Lega Pro Prima Divisione, per la stagione 2013-2014. Durante la sessione di calciomercato invernale, nel gennaio del 2014, metà del suo cartellino (il 50%) è stato acquistato dalla Juventus, in compartecipazione dal Palermo, che lo ha fatto rimanere al Pisa fino al termine della stagione. Successivamente, nell'estate seguente, Palermo e Juve lo hanno ceduto in prestito al Perugia, neopromosso in Serie B, nella stagione 2014-2015. Il difensore ha preso parte anche ai play-off, sia con i toscani che con gli umbri, entrambi persi (il Pisa è stato sconfitto in semifinale dal Frosinone mentre in Serie B il Perugia è stato eliminato nel turno preliminare dal Pescara). I piemontesi, in seguito alla fine del campionato, cedono tutti i diritti sul giocatore nell'estate del 2015, nell'ambito dell'affare di Paulo Dybala. Seppur il cartellino di Goldaniga sia stato in parte anche dei bianconeri, non ha mai esordito con la maglia di tale squadra. Ritorno al Palermo Terminati i prestiti e risolta la compartecipazione a favore dei siciliani ritorna al Palermo. L'esordio in Serie A avviene il 30 agosto 2015, alla seconda giornata, in Udinese-Palermo 0-1 subentrando al 65' al posto di Andrea Rispoli. Il 22 novembre 2015 ha segnato la sua prima rete nella massima serie, alla quarta presenza (la prima da titolare), in Lazio-Palermo terminata sul punteggio di 1-1. Il 12 dicembre segna il suo secondo gol con i rosanero, sbloccando la partita contro il Frosinone poi vinta dal Palermo per 4-1. Sassuolo Il 29 luglio 2017 si trasferisce a titolo definitivo al Sassuolo, assieme al compagno di squadra - di ruolo portiere - Leonardo Marson. Costretto a fermarsi per un'ernia inguinale durante il mese di settembre, non riesce ad esordire in squadra sotto la gestione di Cristian Bucchi. Il suo esordio con la maglia del Sassuolo è avvenuto il 29 novembre 2017, congiuntamente alla prima apparizione di Giuseppe Iachini, suo allenatore ai tempi rosanero, subentrato a Bucchi, giocando da titolare la partita contro il Bari, valida per il quarto turno di Coppa Italia e vinta per 2-1 dai neroverdi. La prima presenza in Serie A con la formazione emiliana, invece, è arrivata domenica 3 dicembre, sempre da titolare, in un'inedita difesa a tre formata insieme ai compagni Cannavaro e Acerbi. La gara disputata è stata giocata al Franchi contro la Fiorentina ed è stata vinta per 3-0 dai viola. Il 10 dicembre successivo, alla seconda presenza di campionato, segna la sua prima rete in maglia neroverde, del momentaneo vantaggio 1-0, nella partita contro il Crotone; la partita è poi terminata 2-1 per il club emiliano. Il 27 gennaio 2018, nell'ultimo minuto di recupero del secondo tempo, alla sconfitta casalinga contro l'Atalanta per 0-3, ha rimediato la sua prima espulsione. Al termine della stagione contribuisce alla salvezza della compagine emiliana. Frosinone e Genoa Il 15 luglio 2018 si trasferisce ufficialmente in prestito al Frosinone neopromosso in Serie A. Esordisce con i ciociari il 12 agosto in Coppa Italia, nella partita casalinga col Südtirol, persa per 2-0. Segna il suo primo gol il 5 ottobre nella partita col Torino, persa per 3-2. Al termine della stagione ritorna al Sassuolo, che il 2 settembre 2019 lo cede in prestito al Genoa. Non trova molto spazio con i liguri all'inizio, al rientro dopo il lockdown diviene titolare della retroguardia genoana realizzando pure il suo primo gol con i rossoblù l'8 luglio 2020, siglando il momentaneo pareggio nella partita persa in casa col Napoli (1-2). Il 16 settembre 2020 il prestito viene prolungato per un altro anno. Chiude l'esperienza rossoblu con 39 presenze totali ed una rete. Ritorno al Sassuolo e Cagliari Nell'estate del 2021 torna al Sassuolo con cui torna a giocare uno spezzone di gara, che sarà anche l'unico, il 17 ottobre, entrando all'ultimo minuto della partita pareggiata per 2-2 contro il Genoa. Nel mercato invernale, il 12 gennaio 2022, si trasferisce a titolo definitivo al Cagliari, sottoscrivendo un contratto valido fino al 30 giugno 2024. Il 13 agosto 2022 nella prima giornata di serie b contro il Como porta per la prima volta la fascia da capitano al braccio.
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FEDERICO MATTIELLO https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Mattiello Nazione: Italia Luogo di nascita: Barga (Lucca) Data di nascita: 14.07.1995 Ruolo: Difensore-Centrocampista Altezza: 184 cm Peso: 70 kg Nazionale Italiano Under-20 Soprannome: - Alla Juventus dal 2014 al 2015 e dal 2016 al 2017 Esordio: 09.11.2014 - Serie A - Juventus-Parma 7-0 Ultima partita: 15.01.2015 - Coppa Italia - Juventus-Verona 6-1 3 presenze - 0 reti 1 scudetto 1 coppa Italia Federico Mattiello (Barga, 14 luglio 1995) è un calciatore italiano, difensore o centrocampista svincolato. Federico Mattiello Nazionalità Italia Altezza 184 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Difensore, centrocampista Squadra svincolato Carriera Giovanili 2001-2005 Valdottavo 2005-2009 Lucchese 2009-2014 Juventus Squadre di club 2014-2015 Juventus 3 (0) 2015-2016 → Chievo 4 (0) 2016-2017 Juventus 0 (0) 2017-2018 → SPAL 29 (0) 2018 Atalanta 0 (0) 2018-2019 → Bologna 17 (1) 2019-2020 → Cagliari 18 (0) 2020-2021 → Spezia 1 (0) 2021-2022 Atalanta 0 (0) 2022 → Alessandria 12 (0) 2022-2023 Go Ahead Eagles 6 (0) Nazionale 2010-2011 Italia U-16 6 (1) 2011-2012 Italia U-17 8 (0) 2014-2015 Italia U-20 4 (0) Biografia Ha praticato il tennis fino all'età di quattordici anni, per poi passare al calcio. Caratteristiche tecniche Preciso nei cross, dotato di un tiro potente nonché di velocità, è un terzino in grado di giocare su entrambe le fasce, che all'occorrenza può ricoprire anche il ruolo di esterno alto. Calciatore molto promettente agli inizi della carriera, ha avuto un percorso di crescita fortemente condizionato da alcuni gravi infortuni. Carriera Club Juventus, Chievo e SPAL Muove i suoi primi passi da calciatore nel Valdottavo, dove gioca per quattro anni prima di passare alla Lucchese. In seguito entra nel settore giovanile della Juventus, dove con la formazione Primavera vince nel 2013 dapprima la Coppa Italia — realizzando, nella finale di ritorno, la decisiva rete ai pari età del Napoli nei supplementari — e poi la Supercoppa di categoria. Aggregato alla prima squadra, esordisce in Serie A il 9 novembre 2014 in Juventus-Parma (7-0), sostituendo Marchisio nel finale di gara; complice l'espulsione di Padoin, viene schierato nuovamente la settimana successiva contro la Lazio. Il 2 febbraio 2015 passa in prestito al Chievo. Esordisce con i clivensi il 15 dello stesso mese contro la Sampdoria, sostituendo Schelotto al 66'. Si conquista in breve un posto da titolare nell'undici clivense, tuttavia l'8 marzo seguente, a seguito di un contrasto con il romanista Nainggolan, riporta una frattura esposta di tibia e perone che lo tiene lontano dai campi per sette mesi, chiudendo anzitempo la sua prima stagione da professionista. Il 3 luglio 2015 il Chievo si accorda con la Juventus per il rinnovo del prestito del giocatore. Torna in campo il 19 ottobre seguente, giocando da titolare a Marassi nella sfida persa 2-3 contro il Genoa. Solo tre giorni dopo, tuttavia, dopo uno scontro di gioco in allenamento subisce una nuova frattura, questa volta composta, della stessa gamba giá infortunatasi nel precedente marzo. Dopo aver trascorso la stagione 2016-2017 nei ranghi della Juventus, non scendendo mai in campo in quanto alle prese col recupero dall'infortunio, il 3 luglio 2017 viene ceduto a titolo temporaneo alla neopromossa SPAL, con cui colleziona 17 presenze nella prima metà di campionato; il 31 gennaio 2018 viene ceduto a titolo definitivo all'Atalanta, che contestualmente lo lascia in prestito a Ferrara fino al termine della stagione. Terminata l'esperienza con gli estensi, il 20 luglio 2018 la società bergamasca lo dirotta in prestito al Bologna. Con la maglia rossoblù, il successivo 23 settembre mette a segno il suo primo gol in carriera, aprendo le marcature nella vittoria casalinga di campionato sulla Roma (2-0). Tornato a Bergamo a fine stagione, il 10 luglio 2019 viene ceduto, nuovamente in prestito, al Cagliari. Il 15 settembre 2020 viene ceduto ancora in prestito, questa volta allo Spezia neopromosso in massima serie, con cui raggiunge la salvezza. Comincia la stagione 2021-2022 nei ranghi dell'Atalanta, senza tuttavia maturare presenze in maglia nerazzurra, prima di essere ceduto nel mercato di gennaio all'Alessandria, in Serie B, dove chiude l'annata. Concluso il suo contratto con la società orobica, il 5 settembre 2022 Mattiello si accorda con gli olandesi del Go Ahead Eagles, club di Eredivisie. Quattro giorni dopo, esordisce nel campionato olandese, subentrando nei minuti finali della vittoriosa trasferta contro il Volendam. Tuttavia, dopo aver collezionato alcune presenze con la squadra giallorossa lungo la stagione, il 5 maggio 2023 Mattiello risolve il proprio contratto di comune accordo con la società, a causa di ragioni personali. Nazionale Conta 18 apparizioni con le selezioni giovanili azzurre: 6 gare e una rete (l'unica con la maglia azzurra, siglata contro i pari età dell'Ucraina il 16 ottobre 2010) con la Nazionale Under-16, otto presenze con l'Under-17 e quattro con l'Under-20. Palmarès Club Competizioni giovanili Coppa Italia Primavera: 1 - Juventus: 2012-2013 Supercoppa Primavera: 1 - Juventus: 2013 Competizioni nazionali Campionato italiano: 1 - Juventus: 2016-2017 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2016-2017
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STEFANO STURARO Il mercato di gennaio, detto anche di “riparazione”, difficilmente offre opportunità convenienti. Va da sé che anche Marotta-Paratici abbiano sempre trovato qualche difficoltà di troppo a reperire giocatori validi. Da acquisti boom (come Barzagli e Cáceres, Matri e Padoin) a veri e propri flop (su tutti Bendtner e Anelka, Borriello e Osvaldo oppure Rincón). Difficilmente collocabile fra i primi o fra i secondi, troviamo Stefano Sturaro da Sanremo, dove è nato il 9 marzo del 1993. Approda sulle rive del Po nel febbraio del 2015, proveniente dal Genoa, dove si è messo in luce con ottime prestazioni. «Sono andato via da casa a diciassette anni, ho avuto un sacco di guai fisici fin da ragazzino. Avevo un osso in più all'attacco della tibia in entrambi i piedi, che dopo una ventina di minuti di partita si gonfiavano tanto da costringermi a smettere. Avevo dolore, ero spaventato e arrabbiato. È passata quando mi hanno operato. Prima a un piede e poi a un altro, altrimenti sarei dovuto stare su una sedia a rotelle per mesi, e non volevo. Così ho passato un anno sulle stampelle, ma almeno ero in piedi. Sono esperienze che ti cambiano e ti rendono più duro. Devo ringraziare il Genoa, mister Gasperini che mi volle con sé. Se non fossi tornato nella società dove ero cresciuto, ora sarei a lavorare da qualche parte». Giocatore di quantità e di sostanza, che fa del sacrificio e della corsa il suo punto di forza, viene richiesto da Allegri per aumentare la fisicità del centrocampo bianconero. «Il mio piede è il destro, ma anche con il sinistro me la cavo – dice il giorno della presentazione – corro volentieri per i compagni e posso adattarmi a più sistemi di gioco se l'allenatore me lo chiede. Mi adatto a vari moduli. Non ho un ruolo fisso, posso giocare ovunque a metà campo. E non ho nemmeno un solo modello: ho preso spunto da tanti giocatori del passato e del presente. Il mio obiettivo? Ora voglio entrare bene in questo gruppo e in questa società per partire alla grande il prossimo anno e poter dare il mio contributo». Una quindicina di presenza sono il suo bottino condito con un bellissimo goal al Napoli, nell’ininfluente partita vinta dalla Juventus per 3-1. E, soprattutto, una sontuosa partita contro il Real Madrid a Torino. Infatti, un suo clamoroso salvataggio su James Rodríguez a porta spalancata, permette alla compagine bianconera di battere le Merengues per 2-1 e approdare, dopo l’1-1 al Bernabéu, alla finale di Champions League. «Avevo capito che avrei giocato alla vigilia – racconta al fischio finale – però non avevo la certezza. Io il nuovo Gattuso? Paragone lusinghiero, ma io sono Sturaro e basta». È la stagione successiva quella della consacrazione. Allegri gli concede spesso e volentieri fiducia e il sanremese lo ripaga con ottime prestazioni. Soprattutto in campo internazionale, dove fa spicco il goal realizzato al Bayern Monaco, rete che fissa il punteggio sul 2-2, dopo il doppio svantaggio bianconero. «Non mi aspettavo di certo il goal – spiega nelle interviste del dopo partita – ma io in partita cerco sempre di dare il massimo e a volte capita di avere fortuna. È il mio primo goal in Champions ed è un’emozione che mi porterò per sempre». Qualche gioia anche con la Nazionale, con la quale disputa la sfortunata semifinale contro la Germania a Euro 2016. Nel campionato 2016-17 comincia un lento declino. Sballottato in diversi ruoli (da centrocampista a esterno a terzino), colleziona prestazioni mediocri e sono tante le volte che guarda i compagni giocare. Fino ad arrivare all’inevitabile separazione, che avviene nell’estate del 2018. Per il buon Stefano, comunque, la soddisfazione di aver vinto quattro scudetti e quattro Coppa Italia e l’aver indossato per una novantina di volte la gloriosa casacca bianconera. «Fino alla fine ho dato tutto per i colori bianconeri, ormai parte del mio DNA. Orgoglioso di aver sudato e gioito insieme. Importante continuare a crescere. Un grazie particolare va a tutti ragazzi della curva, porterò sempre con me il vostro affetto e sostegno», il suo saluto finale. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2019/03/stefano-sturaro.html
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STEFANO STURARO https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Sturaro Nazione: Italia Luogo di nascita: Sanremo (Imperia) Data di nascita: 09.03.1993 Ruolo: Centrocampista Altezza: 181 cm Peso: 79 kg Nazionale Italiano Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2018 Esordio: 14.03.2015 - Serie A - Palermo-Juventus 0-1 Ultima partita: 19.05.2018 - Serie A - Juventus-Verona 2-1 90 presenze - 3 reti 4 scudetti 4 coppe Italia 1 supercoppa italiana Stefano Sturaro (Sanremo, 9 marzo 1993) è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico delle giovanili del Catania. Stefano Sturaro Sturaro in azione alla Juventus nel 2016 Nazionalità Italia Altezza 181 cm Peso 79 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Catania (Giovanili) Termine carriera 16 luglio 2025 - giocatore Carriera Giovanili 2002-2008 Sanremese 2008-2012 Genoa Squadre di club 2012-2013 → Modena 8 (0) 2013-2015 Genoa 29 (1) 2015-2018 Juventus 90 (3) 2018-2019 → Sporting Lisbona 0 (0) 2019-2021 Genoa 27 (3) 2021 → Verona 10 (0) 2021-2023 Genoa 43 (0) 2023-2024 Fatih Karagümrük 11 (1) 2024-2025 Catania 19 (0) Nazionale 2011 Italia U-18 4 (1) 2011-2012 Italia U-19 6 (0) 2014-2015 Italia U-21 6 (1) 2016 Italia 4 (0) Carriera da allenatore 2025- Catania Giovanili Biografia Nato da padre diabetologo e madre veterinaria, ha due fratelli, uno dei quali, Fabio, ha tentato assieme a lui la strada del calcio nel vivaio del Genoa. Alle superiori aveva iniziato a studiare agraria con l'intenzione di divenire floricoltore, prima di cambiare obiettivo e provare la carriera di calciatore una volta entrato nel settore giovanile genoano. Caratteristiche tecniche Giocatore di quantità e sostanza, in campo punta soprattutto su corsa, carattere e spirito di sacrificio, vantando comunque una discreta tecnica di base. Destro naturale, ma a suo agio anche con il sinistro, predilige giocare davanti alla difesa poiché abile sia a recuperare palla sia ad avviare l'azione. Nato mezzala, è stato impostato come centrocampista puro da Ivan Jurić, suo tecnico nelle giovanili del Genoa, adattandosi indifferentemente a giocare in un reparto a 3, 4 o 5 elementi; questa duttilità gli permette di essere impiegato in ogni zona della metà campo. All'occorrenza può venire arretrato in difesa, come centrale o terzino, o ancora avanzato a esterno d'attacco, in quest'ultimo caso sfruttando la sua propensione a cercare l'inserimento in area per concludere a rete. Carriera Club Sanremese, Genoa e Modena Cresciuto nella Sanremese, nella cui formazione Giovanissimi entra all'età di 9 anni, dopo falliti provini con Reggina e Torino approda a 15 anni nel vivaio del Genoa. Nonostante un difficile impatto alla prima esperienza lontano da casa, nonché a frequenti malanni fisici – «avevo un osso in più all'attacco della tibia in entrambi i piedi, che dopo una ventina di minuti di partita si gonfiavano tanto da costringermi a smettere» – risolti con due operazioni e un anno passato sulle stampelle, con la squadra Primavera del grifone vince nel 2010 la supercoppa di categoria, iniziando a farsi notare come uno dei migliori elementi dei liguri. Nell'estate 2012, a 19 anni, è ceduto in prestito al Modena, in Serie B. Complici due gravi infortuni, ottiene solo 8 presenze in campionato e 2 in Coppa Italia con la maglia dei canarini. Tornato in rossoblù per volontà di Gian Piero Gasperini, il quale decide di puntare su di lui nonostante l'annus horribilis da cui è reduce, esordisce in Serie A il 25 agosto 2013, a 20 anni, subentrando all'89' di Inter-Genoa (2-0). Il 2 marzo 2014 segna il suo primo gol in Serie A, quello del definitivo 2-0 per il grifone nella vittoria casalinga sul Catania. Complice l'infortunio del compagno di squadra Matuzalém, si ritaglia sempre più spazio nel girone di ritorno, chiudendo il campionato con 16 presenze e 1 gol. Nel luglio 2014 viene ceduto a titolo definitivo alla Juventus per 5,5 milioni di euro (più 3,5 di bonus); contestualmente viene sottoscritto un prestito annuale gratuito in favore del club ligure. Gioca la sua ultima partita con il Genoa il 31 gennaio 2015, nell'1-1 contro la Fiorentina, propiziando l'autogol del portiere avversario Tătărușanu che sblocca il risultato. In questa prima parte di stagione gioca 15 partite tra campionato e Coppa Italia. In tutto, con la maglia rossoblù mette insieme 31 presenze e 1 gol. Juventus A differenza degli accordi estivi, nel febbraio 2015 si trasferisce a Torino con un semestre di anticipo. Debutta con i bianconeri il 14 marzo seguente, giocando da titolare nella vittoriosa trasferta (0-1) di campionato contro il Palermo, mentre il 14 aprile esordisce nelle coppe europee, entrando nel secondo tempo della partita di andata dei quarti di Champions League tra Juventus e Monaco (1-0); il 5 maggio seguente gioca poi la sua prima partita da titolare nella massima competizione europea per club, la semifinale di andata vinta 2-1 sul Real Madrid. Il 23 dello stesso mese trova anche il primo gol in maglia juventina, in campionato, nel 3-1 casalingo al Napoli. La stagione 2014-2015, in cui Sturaro si divide tra Genova e Torino, si conclude con la conquista in bianconero dello scudetto e della Coppa Italia, i primi trofei della sua carriera professionistica; con i piemontesi prende inoltre parte, senza scendere in campo, alla finale di Champions League persa contro il Barcellona. L'8 agosto 2015 gioca da titolare a Shanghai la Supercoppa di Lega vinta 2-0 contro la Lazio, servendo l'assist a Mandžukić per la rete che sblocca il risultato. Tuttavia da qui in avanti Sturaro non riesce più a confermare le positive impressioni che aveva destato nel semestre d'esordio in bianconero, finendo relegato tra le seconde linee della squadra. Nel prosieguo dell'annata 2015-2016 trova comunque il suo primo gol in Champions League, il 23 febbraio a Torino, siglando il definitivo 2-2 nell'andata degli ottavi di finale contro il Bayern Monaco. Chiude la sua seconda annata a Torino bissando il double nazionale. Nella stagione successiva disputa da titolare il match di Supercoppa italiana contro il Milan, che vede i bianconeri sconfitti ai tiri di rigore. Alla fine dell'annata conquista il suo terzo scudetto (il sesto consecutivo per la squadra piemontese) e la sua terza Coppa Italia; raggiunge inoltre la sua seconda finale di Champions League, anche stavolta senza tuttavia scendere in campo, dove la Juventus viene sconfitta dal Real Madrid. Nell'ultima stagione a Torino, 2017-2018, mette in bacheca il quarto double di fila, ma vede anche ridursi ulteriormente il suo minutaggio, finendo definitivamente ai margini della rosa bianconera. Sporting Lisbona, ritorno al Genoa, Verona Nell'estate 2018 Sturaro si trasferisce in Portogallo, ceduto in prestito allo Sporting Lisbona. Alle prese con la riabilitazione da un serio infortunio, tuttavia, Sturaro non riesce a scendere mai in campo per tutta la durata dell'esperienza lusitana. Nel gennaio 2019 rientra quindi anzitempo alla Juventus, che contestualmente lo cede in prestito oneroso per 1,5 milioni di euro al Genoa, dove il centrocampista fa ritorno dopo quattro anni; il febbraio seguente, benché il giocatore non abbia ancora disputato una gara con il nuovo club, scatta l'obbligo di riscatto per 16,5 milioni di euro. Fa il suo secondo debutto con i liguri il 17 marzo 2019, nella vittoria di campionato a Marassi proprio contro la Juventus (2-0), trovando nell'occasione la rete che apre le marcature. Tuttavia nelle settimane seguenti un nuovo infortunio, stavolta al legamento crociato anteriore del ginocchio destro, lo relega nuovamente in infermeria per lungo tempo, chiudendo anzitempo la stagione e potendo tornare a giocare solo nell'autunno seguente. Il 25 novembre 2019, nella trasferta di campionato sul terreno della SPAL (1-1), bagna il suo ritorno in campo segnando il gol del definitivo pareggio. Rimane a Genova fino al gennaio 2021, quando si trasferisce al Verona con la formula del prestito con diritto di riscatto a 10 milioni di euro. Nel semestre in Veneto raggiunge la salvezza con la formazione scaligera, prima di fare ritorno in pianta stabile al Genoa per la stagione 2021-2022, senza tuttavia riuscire a evitare la retrocessione rossoblù in Serie B. Dall'estate 2022, stante la partenza di Domenico Criscito, diventa il nuovo capitano genoano: pur non riuscendo a conseguire una titolarità certa, dà il suo contributo all'immediato ritorno del grifone in Serie A. In questa terza esperienza in maglia rossoblù raccoglie 45 presenze nell'arco di un biennio, non rinnovando il contratto in scadenza nel giugno 2023. Fatih Karagümrük e Catania Il 21 agosto 2023 si accorda da svincolato con il Fatih Karagümrük, società della massima serie turca. Dopo un semestre a Istanbul, fatto di 12 presenze e un gol tra campionato e Coppa di Turchia, il 16 gennaio 2024 decide di risolvere il proprio contratto con il club. Il giorno seguente torna in Italia venendo ingaggiato dal Catania, in Serie C; per volere dell'allenatore Cristiano Lucarelli, inoltre, riceve la fascia di capitano del sodalizio etneo, stante l'assenza dai campi del capitano designato Francesco Rapisarda. Debutta in maglia rossazzurra l'11 febbraio 2024, nella gara interna contro la Casertana, rimediando un'espulsione. Nazionale Il 24 aprile 2014 viene convocato per la prima volta nell'Italia Under-21 dal commissario tecnico Luigi Di Biagio. Fa il suo esordio con la maglia degli azzurrini il successivo 4 giugno, nell'amichevole vinta 4-0 a Castel di Sangro contro i pari età del Montenegro, mentre il 9 settembre dello stesso anno va in gol nel 7-1 a Cipro, nella gara valida per le qualificazioni europee giocata sempre a Castel di Sangro. Prende poi parte nel 2015 all'Europeo Under-21 in Repubblica Ceca: un torneo condotto sottotono da Sturaro rispetto alle premesse della vigilia, ricevendo un'espulsione per un fallo di reazione nella prima partita del girone, persa 2-1 contro la Svezia, che gli costa tre giornate di squalifica e pone fine anzitempo al suo torneo continentale, data l'eliminazione degli italiani nella fase a gironi. In precedenza, il 14 novembre 2014 aveva ricevuto la prima convocazione nell'Italia da parte del commissario tecnico Antonio Conte, per l'amichevole contro l'Albania disputata quattro giorni dopo a Genova, senza debuttare. Pur non prendendo parte alle qualificazioni europee, il 31 maggio 2016 viene inserito da Conte nella rosa dei 23 convocati per il campionato d'Europa 2016 in Francia. Il 6 giugno seguente fa il suo esordio in nazionale A, nel corso dell'amichevole di Verona vinta 2-0 sulla Finlandia, subentrando al 64' a Giaccherini. Il 17 dello stesso mese, debutta nell'Europeo giocando gli ultimi minuti della sfida del primo turno vinta 1-0 contro la Svezia. Cinque giorni dopo scende in campo per la prima volta da titolare in maglia azzurra, nell'ininfluente sconfitta 0-1 contro l'Irlanda; per via delle assenze di De Rossi e Thiago Motta, è schierato nuovamente dal primo minuto nella gara dei quarti di finale contro la Germania, conclusasi con l'eliminazione azzurra ai tiri di rigore. Dopo il ritiro Nella stagione 2025-2026 intraprende la carriera di allenatore nel settore giovanile del Catania. Palmarès Club Competizioni giovanili Supercoppa Primavera: 1 - Genoa: 2010 Competizioni nazionali Campionato italiano: 4 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018 Coppa Italia: 4 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2015 Coppa Italia Serie C: 1 - Catania: 2023-2024
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PATRICE EVRA https://it.wikipedia.org/wiki/Patrice_Evra Nazione: Francia Luogo di nascita: Dakar (Senegal) Data di nascita: 15.05.1981 Ruolo: Difensore Altezza: 173 cm Peso: 74 kg Nazionale Francese Soprannome: Zio Pat Alla Juventus dal 2014 al 2017 Esordio: 13.09.2014 - Serie A - Juventus-Udinese 2-0 Ultima partita: 23.12.2016 - Supercoppa Italiana - Juventus-Milan 1-1 82 presenze - 3 reti 2 scudetti 2 coppe Italia 1 supercoppa italiana Patrice Latyr Évra (Dakar, 15 maggio 1981) è un ex calciatore senegalese naturalizzato francese, di ruolo terzino. Con la nazionale francese è stato vicecampione d'Europa nel 2016. Durante la sua carriera ha vinto 1 Coppa di Lega francese (2003), 5 campionati inglesi (2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2010-2011 e 2012-2013), 3 Coppe di Lega inglesi (2006, 2009 e 2010), 5 Supercoppe inglesi (2007, 2008, 2010, 2011 e 2013), 2 campionati italiani (2014-2015, 2015-2016), 2 Coppe Italia (2015, 2016), 1 Supercoppa italiana (2015), 1 Champions League (2008) e 1 Mondiale per club (2008). Dal 2004 al 2016 ha giocato per la nazionale francese, con la quale ha preso parte a 2 Mondiali (2010 e 2014) e 3 Europei (2008, 2012 e 2016). Patrice Evra Evra nel 2012 Nazionalità Francia Altezza 173 cm Peso 74 kg Calcio Ruolo Difensore Termine carriera 29 luglio 2019 Carriera Giovanili 1992-1993 CO Les Ulis 1994-1998 Paris Saint-Germain Squadre di club 1998-1999 Marsala 24 (3) 1999-2000 Monza 3 (0) 2000-2002 Nizza 58 (2) 2002-2006 Monaco 120 (2) 2006-2014 Manchester Utd 273 (7) 2014-2017 Juventus 82 (3) 2017-2018 Olympique Marsiglia 15 (1) 2019 West Ham Utd 5 (0) Nazionale 2002-2003 Francia U-21 11 (0) 2004-2016 Francia 81 (0) Palmarès Europei di calcio Argento Francia 2016 Biografia Patrice nasce a Dakar, capitale del Senegal, da padre senegalese, di origini guineane, e madre capoverdiana. Nel 1984, quando Evra aveva 3 anni, il padre, un diplomatico, si trasferì con la famiglia in Francia, a Les Ulis, un comune a sud di Parigi. Qui iniziò a sviluppare l'interesse per il calcio. Era sposato con Sandra e ha un figlio di nome Lenny e una figlia di nome Maona. Personaggio dal carattere estroverso, è molto attivo sui social e per questo molto amato sia dai suoi ex tifosi che dagli appassionati del calcio, parla fluentemente francese, inglese e italiano. Cresciuto poveramente, ha rivelato di essere stato vittima di abusi sessuali all'età di 13 anni e di essersi visto costretto a fare l'elemosina e vendere droga. Caratteristiche tecniche È stato considerato dagli esperti e da Sir Alex Ferguson come uno dei migliori terzini sinistri in Europa per la sua bravura in entrambe le metà campo. Carriera Club Inizi Dopo aver giocato nelle strade per alcuni anni, un amico di Evra, Tshymen Buhanga, lo presentò alla squadra della sua città, il Club Omnisports des Ulis, come «il nuovo Romário». Qui Evra iniziò la sua carriera, venendo schierato come attaccante. Durante la sua permanenza nel club attirò l'attenzione di diversi club, ma venne infine respinto da questi a causa della sua statura. Nel 1993 entrò a far parte della società dilettantistica del CSF Brétigny, con sede a Brétigny-sur-Orge. Anche qui si fece notare e alla fine venne ingaggiato dal Paris Saint-Germain, società che segnò la sua trasformazione in ala; qui si allenò per alcuni mesi, ma infine venne mandato via dalla società. Tornò così a Brétigny, dove venne invitato da un amico a partecipare a un torneo di calcio a 5 organizzato dal centro sportivo di Juvisy-sur-Orge. Durante la partita venne notato da un osservatore italiano, che a fine partita gli offrì l'opportunità di fare un provino per il Torino; in seguito a quest'ultimo, gli venne offerto di entrare a far parte della formazione Primavera dei piemontesi. Non ebbe tuttavia modo di vestire la maglia granata, poiché nel frattempo venne contattato dal Marsala, all'epoca in Serie C1, che gli propose un posto in prima squadra: «a Marsala ho i ricordi più belli [...] quando sono arrivato in Sicilia ero un ragazzino di 17 anni e mi sono sentito in famiglia [...] Avevo fatto un provino nel Toro e mi volevano tenere, ma c'era un osservatore del Marsala, che mi ha chiesto se avessi voluto provare a fare il salto nel calcio professionistico e mi sono tuffato». Così, diciassettenne, firmò il suo primo contratto da professionista; più tardi, descrisse quel momento come «la migliore sensazione che ho avuto nel calcio». Passò una sola stagione coi siciliani, totalizzando 27 presenze e segnando 3 reti. L'annata seguente venne acquistato dal Monza per 250 000 euro, club con il quale fece registrare 3 presenze in Serie B. A fine stagione lasciò il club, a causa delle poche presenze concessegli dall'allenatore, per fare ritorno in Francia. Nizza In Francia vestì la maglia del Nizza, che militava in Ligue 2, il secondo livello del campionato francese. Passò la maggior parte della stagione 2000-2001 con la squadra delle riserve, militante nel quarto livello del calcio francese. Giocò inizialmente come centrocampista, totalizzando 18 presenze e una rete. Durante la stagione venne altresì convocato in prima squadra dall'allenatore Sandro Salvioni, indossando la maglia numero 26. Esordì il 7 ottobre 2000 nella sconfitta per 7 a 2 contro lo Châteauroux, giocando come ala sinistra. Concluse la stagione con sole 5 presenze in prima squadra, nelle quali fu schierato soprattutto come punta. Nella stagione 2001-2002 scelse la maglia numero 17 e diventò parte integrante della prima squadra. Nella prima partita di campionato, vinta per 2-1 ai danni dello Stade Lavallois, Jean-Charles Cirilli, che giocava come terzino sinistro al posto del solito José Cobos, subì un infortunio e dovette essere sostituito. Di conseguenza, Evra fu costretto a giocare il resto della partita in quel ruolo. Dopo la gara, a seguito degli infortuni di entrambi i terzini sinistri, Cirilli e Cobos, il tecnico Salvioni informò Evra che avrebbe giocato gli incontri successivi proprio come terzino sinistro. Inizialmente il giocatore si dimostrò contrario, ma dopo che Salvioni gli fece presente che era l'unica posizione in cui lo avrebbe fatto giocare, Evra accettò il ruolo. Tuttavia, dopo il ritorno in squadra di Cobos, gli fu permesso di giocare nuovamente nella sua posizione preferita, quella di ala sinistra. Nel bel mezzo della lotta per la promozione in Ligue 1, Evra segnò la sua prima e unica rete con il Nizza nella sua ultima partita con la squadra, la vittoria per 4 a 3 contro lo Stade Lavallois, che portò il Nizza al terzo posto, garantendogli la promozione nella massima serie francese. Chiuse la stagione con 37 presenze e grazie alle sue prestazioni venne inserito nella squadra francese di Ligue 2 dell'anno, nella posizione di terzino sinistro. Monaco La stagione seguente Evra venne ingaggiato dai rivali del Monaco, allenati da Didier Deschamps, che lo impiegò da subito come terzino. Nonostante considerasse il ruolo poco divertente, Evra riconobbe sempre a Deschamps il merito di averlo fatto diventare un giocatore migliore. Esordì nella prima partita stagionale della squadra, contro il Troyes, finita 4 a 0, e indossando la maglia numero 3. Il 28 settembre 2002 segnò la sua prima rete con la nuova maglia, rete decisiva per il 2-1 finale ai danni del Rennes. Il 17 maggio 2003, con la vittoria per 4 a 1 sul Sochaux, il Monaco vinse la Coupe de la Ligue; fu il primo trofeo importante vinto dal giocatore in carriera. Nella stagione successiva (2003-2004), Deschamps assegnò a Evra la carica di vicecapitano; il giocatore disputò complessivamente ben 47 presenze in stagione. Il 17 settembre 2003 fece il suo debutto in Champions League nella vittoria per 2-1 sulla squadra olandese del PSV Eindhoven. Evra giocò tutte e 13 le partite della competizione, arrivando in finale contro il Porto di José Mourinho, che superò i francesi con un 3 a 0 netto. A fine stagione fu nominato Giocatore Giovane dell'Anno UNFP, diventando il secondo difensore nella storia a vincere il premio. Venne inoltre inserito nella Squadra dell'Anno della Ligue 1. Manchester Utd Evra nel 2011, in azione con la maglia del Manchester Utd Passato nel gennaio 2006 al Manchester Utd, prese la maglia numero 3, lasciata libera da Phil Neville. Il 20 dicembre 2011 una sentenza della FA decise di punire Luis Suarez con otto giornate di squalifica per insulti razzisti rivolti ad Evra. Successivamente nell'incontro di campionato dell'11 febbraio 2012 tra Red Devils e Liverpool, Luis Suarez rifiutò la stretta di mano offerta dal giocatore ad inizio match. Il 2 febbraio viene eletto vicecapitano dal suo allenatore. Iniziò la stagione 2013-2014 con la vittoria per 2-0 in Community Shield contro il Wigan. Il primo gol stagionale arrivò sul campo del Cardiff City nel pareggio per 2-2. Il 18 dicembre 2013 trovò il primo gol nella competizione Football League Cup nella vittoria per 2-0 sul campo dello Stoke City. Juventus Evra alla Juventus nell'estate del 2014 Il 21 luglio 2014 viene acquistato per la cifra di 1.2 milioni di sterline dalla Juventus. Esordisce in bianconero il 30 agosto successivo, giocando da titolare la partita inaugurale del campionato, una vittoria 1-0 in casa del Chievo. Dopo un inizio di stagione sottotono, Evra si conquista ben presto un posto da titolare e contribuisce con le sue giocate alla vittoria del campionato, il 2 maggio, e della Coppa Italia, il 20 maggio contro la Lazio. Con la sconfitta in finale contro il Barcellona, il 6 giugno 2015, ottiene il poco invidiabile primato di giocatore con il maggior numero di finali perse di UEFA Champions League (4): 2004, 2009, 2011, 2015. Il 25 novembre 2015, subentrando ad Alex Sandro al 77' della sfida casalinga vinta per 1-0 contro il Manchester City, raggiunge quota 100 presenze in Champions League, diventando così il secondo calciatore francese a raggiungere questo traguardo dopo Thierry Henry. Chiude la sua seconda annata a Torino con il secondo double nazionale consecutivo. Dopo un biennio da titolare, con l'inizio della terza stagione in bianconero vede ridursi il numero di presenze in campo, per via della concorrenza nel ruolo del più giovane Alex Sandro, motivo per cui in accordo con la società chiede di venire messo in vendita nella sessione invernale di calciomercato: lascia la Juventus dopo 82 partite e 3 gol. Olympique Marsiglia e West Ham Evra all'Olympique Marsiglia nel 2017 Il 25 gennaio 2017 torna dopo undici anni nel campionato francese, accasandosi all'Olympique Marsiglia. Il successivo 2 novembre, in occasione della partita di Europa League contro il Vitória Guimarães, viene espulso prima del fischio d'inizio per aver dato un calcio ad un tifoso dell'Olympique Marsiglia durante un diverbio nato a bordocampo tra i sostenitori e i giocatori della squadra francese: in seguito all'episodio, il 10 novembre 2017 viene squalificato fino al giugno 2018 dalle competizioni UEFA, e la società rescinde consensualmente il contratto con il giocatore. Il 7 febbraio 2018 viene tesserato da svincolato dal West Ham, con cui firma fino al termine della stagione. Dopo un anno d'inattività, il 29 luglio 2019 annuncia il ritiro dal calcio giocato. Nazionale Dagli esordi a Euro 2008 Ha esordito in Nazionale maggiore il 18 agosto 2004, a 23 anni, in un'amichevole contro la Bosnia ed Erzegovina. Qualche mese prima era stato inserito nella lista di 30 calciatori pre-convocati in vista dell'Europeo 2004, ma l'allora C.T. Jacques Santini decise di escluderlo dalla lista definitiva. Fu convocato da Raymond Domenech, già suo allenatore nell'Under-21, per le gare di qualificazione ai Mondiali 2006, venendo poi escluso dalla lista dei convocati per la manifestazione. Dopo un periodo lontano dalla nazionale, Evra ritorna tra i convocati dopo i Mondiali 2006 e partecipa così Europei 2008. Dopo aver saltato la prima partita contro la Romania (0-0) viene impiegato da Domenech nelle due sconfitte contro Paesi Bassi (4-1) e Italia (2-0) che sanciscono l'eliminazione prematura dei Blues dal torneo. Mondiali 2010 e Euro 2012 Evra con la maglia dei Blues in azione contro l'Inghilterra nella gara d'esordio agli Europei 2012 Dopo l'addio di Vieira eredita la fascia di capitano e viene convocato per i Mondiali 2010, nel quale esordisce nel pareggio a reti bianche contro l'Uruguay, nella prima gara della fase a gironi. La spedizione per la Francia si rivela sfortunata sia dentro che fuori dal campo. Il 17 giugno, infatti, i Blues, con Evra in campo, vengono sconfitti dal Messico nella seconda gara della fase a gironi, mentre pochi giorni dopo, il 20 giugno, lo stesso Evra ha una violenta lite con il preparatore atletico Robert Duverne. L'episodio, unito al dissenso per l'esclusione di Anelka dalla compagine transalpina da parte di Domenech, porta Evra a capeggiare un "ammutinamento" nei confronti del C.T. a cui prendono parte tutti i giocatori francesi. A causa di questo gesto, Evra viene punito dalla commissione disciplinare della federcalcio francese con una squalifica di 5 giornate, saltando così la terza partita del girone contro il Sudafrica, che determina l'eliminazione dei Blues dal torneo. Scontata la squalifica, nel 2011 viene convocato dal nuovo C.T. Laurent Blanc per le gare contro il Lussemburgo, valido per la qualificazione ad Euro 2012, e contro la Croazia. Pur perdendo la fascia di capitano a favore di Hugo Lloris, Evra viene convocato per gli Europei 2012 nel quale viene impiegato solo in una sola partita, la prima gara del girone pareggiata 1-1 contro l'Inghilterra. La Francia viene eliminata dopo quattro partite, ai quarti di finale, per mano della Spagna campione del mondo e d'Europa in carica. Mondiale 2014 e secondo posto a Euro 2016 Con l'arrivo del nuovo C.T. Didier Deschamps, Evra diventa uno dei titolari della squadra transalpina e viene convocato per il Mondiali 2014, giocando 4 della 5 partite disputate dalla Francia, compreso il quarto di finale perso contro la Germania futura campione del mondo. Due anni dopo è titolare anche agli Europei 2016, chiusi dalla Francia al secondo posto, dopo la sconfitta in finale per 1-0 contro il Portogallo ai tempi supplementari. Dopo l'europeo disputa l'ultima partita l'11 novembre 2016 contro la Svezia. In 81 gare in nazionale non ha mai segnato un goal. Dopo il ritiro In attesa di prendere il patentino da allenatore, dal settembre 2019 è assistant coach nella selezione Under-18 del Manchester United. Il 29 novembre 2021 è stato special guest nello staff Amazon Prime Video per la partita Juventus-Chelsea della fase a gironi di Champions League, match poi vinto dai bianconeri per 1 a 0. Successivamente, è stato nuovamente invitato insieme ad altri ex calciatori per la partita di ottavi Juventus-Villareal e per la partita dei quarti di finale Chelsea-Real Madrid. A gennaio 2022, in un'intervista rilasciata a Le Parisien, ha affermato "Ho giocato con giocatori gay. Faccia a faccia, si sono aperti con me perché hanno paura di parlare diversamente. Ci sono almeno due giocatori per club che sono omosessuali ma nel mondo del calcio, se lo dici, è finita". Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa di Lega francese: 1 - Monaco: 2002-2003 Coppa di Lega inglese: 3 - Manchester United: 2005-2006, 2008-2009, 2009-2010 Campionato inglese: 5 - Manchester United: 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2010-2011, 2012-2013 Community Shield: 5 - Manchester United: 2007, 2008, 2010, 2011, 2013 Campionato italiano: 2 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2015 Competizioni internazionali UEFA Champions League: 1 - Manchester United: 2007-2008 Coppa del mondo per club: 1 - Manchester United: 2008 Individuale Trophées UNFP du football: 2 - Miglior giovane della Ligue 1: 2004 - Squadra ideale della Ligue 1: 2004 Squadra dell'anno della PFA: 3 - 2007, 2009, 2010 Squadra dell'anno UEFA: 1 - 2009 FIFA/FIFPro World XI: 1 - 2009
