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Diogene il Cinico

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  1. Non ricominciamo anche qui. Non si discute di politica in questo thread.
  2. Ecco il gol 700, su rigore contro l'Ucraina. Nella leggenda
  3. Non sono per nulla d'accordo sull'ultimo punto. Allegri e soprattutto Capello hanno vinto tanti di quei titoli che che parecchi profeti del bel gioco non si sognano neppure, e sono arrivati spesso in fondo in Europa, anche se a entrambi è mancata un po' di fortuna all'atto finale. Il problema del nostro calcio attuale, antiquato e retrogrado, è di ampio respiro e la preparazione degli allenatori la metterei agli ultimi posti, se dovessi stilare una classifica di importanza. Strutture fatiscenti, federazione fatta di burocrati polverosi se non addirittura corrotti, povertà tecnica disarmante nelle scuole calcio, metodi di allenamento sorpassati: zero progresso sotto tutti i punti di vista, ecco perchè non primeggiamo più ma anzi stiamo scendendo.
  4. Anzi, direi che per il momento il topic chiude. E' diventato un thread di politica estera, i cui contenuti non sono ammessi nel forum al di fuori degli spazi appositamente predisposti.
  5. No. Ribadisco a chiare lettere: NIENTE INSULTI AI TESSERATI. Si può esprimere opinione contraria, anche con forza, ma senza ingiurie al calciatore.
  6. In Italia De Zerbi e Corini li reputo tra gli emergenti più interessanti, impossibile però dire se diventeranno dei top o meno. Le grandi squadri sono probanti per l'attitudine mentale ad allenare grandi giocatori e a reggere alla pressione, più che per la preparazione teorica, che pure può essere eccellente. All'estero direi che Ten Hag, se ripetesse una stagione come quella passata dopo che la squadra è stata privata dei suoi elementi di maggior spicco, sarebbe decisamente un candidato credibile a una grande panchina.
  7. E ovviamente dopo il giudizio tranciante, arriva il gol Forum strikes again Prendila a ridere eh, si scherza
  8. Sono d'accordo. Per me è proprio grazie a questa aggressività, unita a una reattività fuori dal comune e alla grande rapidità nei primi passi, che può affermarsi ad altissimi livelli. Però il troppo stroppia, e deve sicuramente sviluppare e affinare il lato cerebrale del gioco del calcio. I Materazzi e i Melo oggi non sono più tollerati.
  9. La cosa per certi aspetti buffa è che sulla carta sembravano nati per giocare uno a fianco all'altro, eppure in Nazionale non ha mai funzionato particolarmente bene l'accoppiata. Nesta ha avuto come partner al Milan gente come Costacurta, Maldini, Stam, Thiago Silva... mentre Cannavaro indubbiamente ha formato con Thuram una della coppie difensive più forti di sempre.
  10. Nesta globalmente più forte, difensore con una classe e una pulizia negli interventi unica. Sapeva fare praticamente tutto con una naturalezza incredibile. Cannavaro è sempre stato un mio modello di ispirazione, perchè pur essendo di statura ridotta per il ruolo, ha messo le palle in testa a tantissimi centravanti di livello mondiale in carriera (e all'epoca c'erano fior di centravanti fuoriclasse). Spiccava nelle doti di anticipo e nello stacco aereo, fondamentali in cui era più forte di Nesta, oltrechè in marcatura. Il picco più alto l'ha probabilmente toccato Cannavaro nel 2006, tra club e nazionale un anno di dominio calcistico totale. Ma guardando la carriera, Nesta ha avuto più anni a livello top, nonostante fosse tormentato dagli infortuni.
  11. Diciamo che coi tempi che corrono, questa frase può essere letta come machista e quindi tendenzialmente discriminatoria, inutile girarci troppo attorno. D'altronde questa locuzione si porta un retaggio di tempi in cui il calcio femminile, se esisteva, era al massimo in fase embrionale. Diciamo che è un po' antiquata, via. Ha fatto il suo tempo. Ovviamente non c'è necessità di montarci sopra un discorso esagerato, purtroppo anche questa è una tendenza del nostro tempo.
  12. Mi fa piacere leggerti ancora fra noi
  13. Improvvisare non vuol dire non sapere cosa fare, ma al contrario affidarsi al talento per interpretare le varie situazioni, che nell'ambito di una partita di calcio sono molteplici e tutte mutevoli. E ti ripeto, questo schema, fatto nel modo in cui è stato fatto, non è frutto di una ripetizione schematica e ossessiva: è semplicemente l'interpretazione di una traccia di gioco con un tema dominante (in questo caso, creare superiorità fra le linee dell'avversario). In allenamento si possono studiare in maniera puntigliosa gli schemi su palla inattiva, ma non un concerto di movimenti come questo. Semplicemente, c'è un tema di base su cui poi i giocatori hanno libertà di interpretazione in base al momentum. Ed è una cosa che fanno tutti gli allenatori: la differenza sta nel "come" viene fatto, ed è qui che saltano fuori le differenti visioni del gioco del calcio.
  14. 20 partite dominate? Le trovi tutte anche solo nella prima stagione di Allegri, non serve chissà che sforzo di memoria. E' tanto difficile riuscire a godersi la splendida Juventus che sta nascendo mantenendo comunque un briciolo di gratitudine verso uno dei 3 allenatori più vincenti della nostra storia?
  15. Sì, attenzione però a non cadere nell'estremo opposto della banalità. Questa è un azione che per come si è sviluppata non è stata provata e riprovata ossessivamente in allenamento. In allenamento si studiano delle tracce di gioco, che variano di gara di gara, poi sta all'inventiva e al talento dei giocatori mettere a frutto l'applicazione di queste tracce. In questo caso, come già scritto, Sarri si è focalizzato sul creare la superiorità tra le prime due linee dell'Inter, unico punto vulnerabile in un sistema con due linee da 3 uomini. L'azione che si è sviluppata è frutto di improvvisazione legata al talento dei singoli, ma basate sui dei principi cardine che sono stati applicati alla perfezione. Tanto per essere chiari, le tracce di gioco le fornisce ogni allenatore del globo, dai pulcini della più infima squadra di campagna fino ai top club europei. Compreso quindi il vituperato Allegri. La differenza sta chiaramente nelle tracce stesse, che sono variabili perchè fondate sulla filosofia di calcio specifica e propria di ogni allenatore. In questa azione c'è chiaramente del metodo, dello studio strategico... ma non uno schema ripetuto all'esasperazione. Naturalmente poi servono tecnica e talento, perchè senza non si va lontani, neanche con i più rigorosi principi del gioco di posizione.
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