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Arminius

Tifoso Juventus
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  1. Non siete curiosi di acoltare la storiella confezionata ad arte dai creativi dell’ufficio stampa interista con lo scomodo intento di dare una patina credibile di innocenza al “bravo ragazzo”? Io si, ma non tanto per il contenuto (scontato) della storiella, quanto nel vedere se il “bravo ragazzo” riesce ad imparare a memoria due puttanate ed a ripeterle senza fare la figura dello scemo. Detto questo, ho aspettato un’attimo a scrivere qualcosa sul “fattaccio”, ho aspettato per sentire quante s********e sarebbero riusciti a produre nel vano tentativo di giustificare un qualcosa che appare ingiustificabile per quanto è evidente quello che è successo. Di tempo ne avevo visto che 400 km di autostrada danno modo di ascoltare e spigolare qua e la e di constatare, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’abilità e la non chalanche che parecchi sedicenti “sapiens” possiedono nel nascondersi dietro ad una maschera di cacca convinti che le loro considerazioni possano avere un valore oggettivo nonostante siano loro i primi ad essere perfettamente consci di quanto ridicole siano le loro parole. Ma si sa, spesso la dignità viene sacrificata sull’altare della faziosità, soprattutto quando detta dignità ha fatto da tempo una gran brutta fine. No, non sto parlando di Moratti convocato d’ufficio a sparare ancora guano sulla Juve da più di una testata, no, Moratti mi fa sorridere, ridotto ormai ad una caricatura, mi fa quasi pena, basta che ripenso alla sua faccia di quel cinque maggio di più di venti anni fa, o all’ipotetica ecografia del suo fegato la sera del trentuno maggio scorso. E non mi provocano particolari fastidi nenche le puttanate dello sguaiato Ignazio Larussa, uno che da sempre dice quello che pensa senza pensare a quello che dice e che non riesce a controllare la sua anima di tifoso settario sempre pronta a prendere il sopravvento ignorando bellamente il fatto di ricoprire più o meno degnamente una figura istituzionale. Vizietto per altro abbastanza diffuso. E non riesco ad indignarmi neanche con il nostro (ex) amico Beppe Marotta, che al contario dell’Ignazio nazionale riesce a coniugare con apprezzabile maestria la figura del capofamiglia, del dirigente di società e del tifoso che manco Fregoli o se volete, per i più giovani Brachetti. Lo deve fare Beppe, ci mancherebbe, e sarebbe anche filato tutto liscio in maniera impeccabile se no fosse stato per un paio di riferimenti quanto meno di cattivo gusto. Sarebbe bastato che uno dei giornalisti presenti, quando il prode Beppe, passeggiando sul viale dei ricordi inciampava (toh pure lui…) sui 70 milioni frutto di una simulazione, avesse chiesto alla stesso Marotta, memoria per memoria, come aveva fatto ad esempio ad iscrivere l’Inter al campionato pur avendo i conti in rosso più della Enron Corporation. Così giusto per ricordare i bei tempi. O come aveva fatto a diventare un Amministratore Delegato trasparente agli occhi del magistrati napoletani, quelli ghiotti di plusvalenze ma solo quelli al gianduia. E non c’è niente da fare, quelli sono candidi come gigli, con il loro smoking bianco, possono permettersi qualsiasi cosa, pronti a vestire i panni delle vittime per Lukaku ma altrettanto solerti a minimizzare se la frase razzista la pronuncia quell’altro bell’esempio di sportività che risponde al nome di Francesco Acerbi degno maestro probabilmente orgoglioso del suo stordito allievo. Stordito allievo non nuovo ad gesti poco sportivi, la gomitata non punita in Inter – Verona, ne è solo un’esempio. Ma l’Inter è questa, l’inganno non solo è consentito ma assolutante incoraggiato. Cheting is Encouraged, è il titolo di un libro che ripercorre la storia dei Raiders degli anni settanta, la squadra che fu di Madden, Stabler, Tatum e Villapiano nota per la sua aurea di fuorilegge duri ed intimidatori dalla pessima fama, stessa categoria nella quale possiamo iscrivere per diritto i Pistons dei Bad Boys Rodman e Laimbeer o il Leeds United di Giles, Bremner e Hunter. Ma queste erano squadre che si guadagnavano rispetto, odiate si, ma rispettate. Niente a che vedere con la candida seconda squadra di Milano, usurpatori, simulatori e millantatori che di rispetto non meritano neanche una briciola. No nulla di tutto ciò mi irrita o mi stupisce, quello che mi fa abbstanza schifo è l’alzata di scudi delle ambulanze trasversali pronte a prendere le difese del simulatore al grido di “così fan tutti” e “povero Bastoni massacrato sui social” Per carità, è vero, da che il calcio è calcio si simula e si cerca di ingannare, ancora oggi celebrano la famigerata “mano de Dios” che ha regalò il secondo immeritato titolo mondiale agli argentini, ma a parte poche eccezioni di gente che usa il cervello, non sento la stessa indignazione o lo stesso fervorino forcaiolo che venne usato per Krasic o Nedved. Adesso va bene tutto, ma Bastoni vittima e martire proprio no, sarebbe bastato che il simulatore truffaldino avesse avuto le palle di andare davanti alle telecamente ed ammettere di aver compiuto gesti, la simulazione e l’esultanza, deplorevoli ed antisportivi, si sarebbe guadagnato il rispetto di tutti, scuse, applausi e titoli di coda. Avrebbe smorzato sul nascere ogni tentativo ridicolo di giustificare l’ingiustificabile, avrebbe a suo modo rivalutato anche la figura di La Penna, ma evidentemente la sportvità e l’etica la si finisce col trovarla quando meno te l’aspetti, vedi i casi di Di Canio e De Rossi. E questo è evidente, anche visto il livello intellettuaale dei soggetti coinvolti, non era il caso di aspettarsi sorprese Meglio stare in silenzio perché la vigliaccheria come la stupidità è gratis mentre dimostrare carattere ed ammettere un errore ha un prezzo che pochi sono disposti a pagare. A proposito di silenzio, lo ammetto, non ho problemi a farlo, fino alle undici di sabato sera, avevo un gran rispetto per Christian Chivu, profilo basso, non vende fumo, sorridente e sempre pronto a sdrammatizzare o se volete a non drammatizzare. Ecco Christian quella cazzata sul braccio e sul giocatore di esperienza te la potevi risparmiare soprattutto alla luce delle tue dichiarazioni di qualche giorno prima. Evidentemente che all’Inter si predicasse bene e si razzolasse male era cosa nota. Ora sappiamo che avete difficoltà anche a capire quando è il caso di parlare o stare zitti.
  2. Interviene da dietro con la zampa in posizione innaturale interferendo con il movimento del numero 22 della Cremonese che avrebbe sicuramente rinviato di testa
  3. Però ad avrecelo oggi uno Sturaro o uno Giaccherini o un Pepe o un Matri
  4. Kelly è in forse. Ecco, credo che sprecare un "Ehmacchicazzo!! perchè Kelly non gioca da l'esatta misura di come siamo andati a finire. Per il resto potrebbe anche andare con McKennie a fare il falso...si quella roba la, ma Zig-Zag Zegrova, bella tecnica, bel controllo di palla, dribling e finte a profusione, dev anche diventare un po' più concreto, altrrimenti già me lo sento Luciano rispolverare il suo memorabile... È inutile pensare alle cose belle, se non si ha sostanza si prende gol, l'ho sempre detto...Il tacco, la punta, il numero, il titolo, il gol, gli equilibri, si non si fanno i contrasti non si vincono le partite." Per il resto è la solita partita-trappola al Mapei dove a noi piace infilarci una gamba e a volte anche tutt'e due
  5. Fra "il mio centravanti è lo spazio" e sti due, è meglio lo spazio
  6. Metti una punta vera e poi vedi che la musica cambia, perchè uno che la sbatte dentro, cambia anche la percezione di quelli che gli girano attorno. Ieri David andava a fare i cross ed in mezzo non c'era nessuno, nessuno riempie l'area, solo il vituperato McKennie si inserisce con costrutto, ma non perchè la punta si porta via due uomini. Noi giochiamo con punte che non fanno paura a nessuno, ci devi mettere uno "del mestiere" i giocatori li vedi da come si muovono, non serve sventolare le statistiche di quanti gol ha fatto nel Lille o nel Lipsia. Non basta mettere uno la davanti, non subbuteo, se mettono te o me o mettono Haaland, ci sarà una differenza o no? Questi hanno fatto quattro gol in due in venti partite, non pigliano di testa neanche il pallone della Nivea, sottoporta sembra che si siano allacciati le scarpe una con i lacci dall'altra. Attenzione, non dico che con una punta da dieci gol vinci la Champions, ovvio, la squadra è questa e più di tanto è difficile ottenere, ma con una decina di gol in più guarda come ti cambia la classifica
  7. "era un altro calcio" cit. Più che un altro calcio era un'altro mondo, dove se facevi il calciatore facevi il calciatore e basta, perchè eri pagato, e molto meno di sti rincoglioniti, per fare quello. Per non dire che oggi è tutto un filosofeggiare di postulati metacalcistici ed alla fine invece di avere un giocatore che fa bene il suo ruolo hai giocatori che in teoria sanno fare tutto e poi alla fine non sanno fare niente. Che poi anche questo è relativo, perchè uno come Cuccureddu, restando al periodo che tu citi e che oggi sarebbe nazionale fisso, ha giocato almeno in sette-otto ruoli diversi sempre ad un buon livello o giocatori, per andare a casa tua che sapevano fare tranquillamnete sia la fase difensiva che offensiva. O se vuoi, andavano in transizione ecco, così è più fico
  8. E' vero, sono d'accordo, tanto che qunado ho visto David col pallone in mano e lo sguardo smarrito ho pensato "mah speriamo bene". Però è anche vero che se gli dicevi non non lo tiri tu, lo accoppi definitivamente, credo che il rigorista, non essendo disponibile Vlahovic forse è Locatelli o Yildiz...ma li devi decidere subito, evidentemente lui se la sentiva e...ovviamnete non doveva tirarlo lui, ormai è fatta, vada per la prossima volta
  9. Pruzzo ancora si sveglia la notte urlando PASCULLIIIII e Graziani cominciò a perdere i capelli da quel pomeriggio. Per non dire di SPQR, Sicignamo Para Questo Rigore, quando l'allora portiere salentino neutralizzò er cucchiaio der capitano
  10. La faccio molto breve. A roster abbiamo quattro punte nominali, due sono rotte e due posso dirlo, dopo un intero girone di andata e senza che si offenda nessuno, altre due belle topiche di mercato. Se invece di andare a prendere i Gibson Brothers andavi a prendere Pohjamplalo o Coda per fare due nomi a caso, forse al netto dei nasini storti probabilmente avevi speso di meno ad avevi qualche gol (e qualche punto in più). Certo non siamo solo noi ad avere sto problema, guardate il Milan con Jimenez e Knunku o la Roma con Ferguson e Dovbik. Il campionato italiano sarà scarso ma è di gran linga più complicato dei vari campionati europei. Detto questo, va da se che la partita di ieri è figlia di questa difficoltà che abbiamo nel finalizzare, difficoltà che viene da lontano. Nel complesso se analizziamo la gara di ieri, caotica e nervosamente spasmodica nella ricerca di una finalizzazione che raramente arriva, viene fuori che il Lecce segna su una cappellata nostra, che nell'arco di una gara è anche possibile avvenga e noi prendiamo due pali clamorosi con Falcone ( che io prenderei domani) fa almeno due interventi decisivi. Al netto di una partita giocata col fiato sospeso, con un pizzico di fortuna la portavamo a casa agevollmente. Soprattutto nel primo tempo quando dalla parte del esordisce Il cileno classe 2005 nazionale under 20 bla bla bla" facevamo il p***o comdo nostro con Yildiz e Cambiaso, tanto che il fenomeno cileno dopo venti minuti esce con la labirintite. Ma per concretizzare il tutto sarebbe stata utile una punta...e samo sempre li. Oddio il colpo di foruna è pure arrivato, ma poi andava concretizzato. E li serviva uno lucido e freddo non un fotomodello col basta. Il mercato di gennaio ha appena aperto, Ottolì, no so chi tu sia, ma te prego, stacca il computer a Comolli, vendi uno dei Gibson Brothers, prendi uno magari meno esotico, che non scalda le folle degli espertoni, d'ltro canto anche la Juve di Boniperti prendeva i Penzo ed i Briaschi quando in giro c'erano fior di attaccanti, non ci casca il blasone se prendiamo uno con meno glitter e paillettes ma ha sotto la tuta da meccanico un cuore ed il vecchi caro senso del gol, spesso sacrificato in nome di uno spazio che quasi mai viene occupato. A proposirto di cuore, lo sentite sto rumore in sottofondo? E il rumore del pizzone mollato, con eleganza e garbo, in faccia da Danilo a tutti coloro che lo scorso anno lo insultavano accusandoloo di non si sa bene cosa...a proposito di cuore
  11. Ma si, poi alla fine se scegli la compagnia giusta, puoi passare una serata piacevole, senza il bisogno di fondere le casse dll'impianto stereo con musicaccia da sociopatici e dissociati mentali. In questi terini può diventare lo stesso tipo di serata piacevolissima con l'unica differenza della data sul calendario ed un brindisi in più
  12. Raramente, molto raramente. Poi il concetto di divertimento è un concetto molto soggettivo, ma soprattutto è condizionato molto dalle aspettative. Se parti dal presupposto che non c'è da aspettarsi nente di starordinario, è capace che alla fine ti diverti pure. A volte, capita, di rado ma capita
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