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Arminius

Tifoso Juventus
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  1. Mi dispiace dirlo perchè è Atene è una di quelle ferite che non si rimargina mai, il tessuto calloso che si è formato prude e fa male ancora oggi, Ma Atene è uno di quei passaggi nella storia dello sport dove la logica va a farsi benedire, ma era proprio il fascino di quella competizione. Se vai a vedere viene fuori che Juve - HSV è la copia precisa di Inter - Celtic e di Celtic - Feyenoord ed anche di HSV - Notthingham Forest. Poi scopri che due di questi risultati a sorpresa hanno inciso a fuoco un cognome ben preciso: Ernst Franz Hermann Happel. Happel, parla poco, fuma e non sopporta i giornalisti "scrivete quello che volete, tanto io i giornali non li leggo" ma fra una Gauloise e un caffè col brandy ,porta in finale di Coppa Campioni tre squadre diverse, tre squadre che non appartenevano all'empireo calcistico, non porta Milan o Real Madrid in finale ci porta il Feyenoord il Brugge e l'Amburgo e per ben due volte - Celtic e Juve - porta a casa la coppa e contro il Liverpool perde di misura. Un miracolo? Fortuna? Nello sport i miracoli non esistono e la fortuna fa si parte del gioco, ma devi essere abile a sedurla ed a portarla dalla tua parte. Happel alletsisce tre piccoli capolavori senza l'ausilio delle heat chart, degli algoritmi degli expected gol o delle teorie filosofiche degli odierni druidi iberici. Nello specifico, la nstra sconfitta in terra ellenica è in parte frutto della nostra prosopopea, molti dei protagonisti raccontano di essere quasi sicuri di portarla a casa ma in parte è colpa o merito a seconda da che parte la si guardi, dello scorbutico autriaco, che molti juventini conoscono bene perchè Happel era non solo l'allenatore di quell'Olanda che ci negò la finale in Argentina cinque anni prima, ma anche l'allenatore di quel Brugge che ci elimino in semifinale lo stesso anno. Chiamarlo nemesi sarebbe quantomeno riduttivo Hrubesch in un'intervista racconta come Happel, spostando Bastrupp dalla sua posizine naturale costrinse Gentile che lo marcava ad uomo ad andare fuori zona creando un buco dove si sarebebri infilati i centrocampisti Magath e Hieronimus. E poi gabbione su Platini. Il Trap prese contromsure troppo in ritardo, la fritatta era fatta, i nostri non riuscirono più a trovare il bandolo della matassa. Eravamo uno squadrone ma anche gli squadroni per vincere le partite le devono giocare
  2. A scanso di improbabili sorprese, i gironi sono già decisi. Qualche partita interessante dai quarti in poi, ma allora i giocatori, già scarsini per conto loro rispetto a qualche edizione fa, avranno nelle gambe oltre ad una stagione massacrante anche quelle conto Fanculistan e Isla Nublar. Tanti supplementari, molti rigori e tanta voglia di andare a dormire, soprattutto con Adani che sproloquia e abbaia frasi sconnesse sui rosarini, la pampa y el dulce de leche mentre si scaccola con il foulard dell'albiceleleste
  3. Ti faccio una domanda, lo sport di squadra più popolare in Francia è il rugby, ora a me non risultano disordini di piazza in occasione di vittorie dei blues sia nel mondiale che nel Sei Nazioni. Perchè?
  4. Non è più la dimensione di molti, il treno lo abbiamo perso molti anni fa, abbiamo tenuto botta, ma non puoi far fronte a due legnate autoinflitte senza far nulla per difendersi. Ma fanno fatica a mantenere la dimensione un po' tutti, come scrivevo prime e come hanno sottolineato in molti, i nomi sono sempre quelli. E' ormai un club elitario e quano entri sei sempre un imbucato mal sopportato. E ripeto non solo noi
  5. Difficile dirlo. City e PSG sono legati ai petrodollari del golfo, magari non succecde nulla ma, la guerra ha destabilizzato la zona e nessuno può prevederne gli sviluppi. L'Atletico regge fino a che c'è il Cholo poi...anche il City senza Pep, non saprei. Per me il vero "pericolo" sono le squadre di plastica, quelle messe insieme dai soldi di qualche plutocrate in cerca di un nuovo giocattolo o di visibilità. Il Como è un piccolo esempio che credo finirà in una bolla di sapone, ma anche squadre modello Red Bull che piuttosto ch alzare il livello e provare a vincere, preferscono un profilo più legato a sfornare presunti campioni e tramite procuratori amici ripinguare le casse del club. una Udinese o un Sassuolo con il portafoglio ad organetto. Ma hai ragione tu l strada è segnata
  6. Sono più o me no sempre le stesse. Faccio una considerazione a sfondo biologico, se il calcio europeo fosse un ecosistema, si potrebbe dire che è scomparsa la biodiversità e quando in un escosistema così vasto scompare la biodiversità, ma soprattutto quando le risorse arrivano alla disponibilià di pochi, l'ecosistema smette di essere un'entità in salute. E mi fermo qui, perchè non ho sufficienti elementi per fare una stima o un previsione anche solo a breve, anche perchè l'impatto di variabili introdotte da elementi esterni sono difficilmente prevedibili. La storia della Coppa dei Campioni è divisa esattamente a metà, 36 edizioni della prima parte, 35 dopo la rivoluzione. Fatto ovvio che alla fine vincono le rappresentanti dei paesi, passatemi il termine, più evoluti o con più tradizione e storia, salra agli occhi come nella prima fase è evidente una maggior distibuzione delle vittorie ma soprattutto era costante la presenza di realtà calcistiche ad oggi completamente sparite. Qualche dato; nel periodo classico delle 33 federazioni appartenenti all'UEFA ben 25 sono riuscite ad arrivare ai quarti. Alcune sono delle meteore oseri dire, quasi casuali, ad esempio il Kusysi Lathi o i nordirlandesi del Linfield, favorite magari da sorteggi fortunati, ma la magior parte di altre realtà erano una presenza fissa e costante. Parlo delle squadre austriache, belche cecoslovacche, scozzesi o jugoslave, Austria, Rapid, Stella Rossa. Hajduk o come Ujpest. Celtic o Rangers costituivano veri e propri scogli dove le grandi più spesso che no, finivano con il naufragare. Siglifica che il livello era alto. Altro dato sigificativo le presemze nelle finali, ben 12 nazioni hanno portato almeno una volta una rappresentante in finale e 7 hanno alzato una o più volte la coppa al cielo. Il talento era più distribuito, come spesso molti scrivono, la Coppa UEFA era un torneo spesso più complicato della stessa Coppa Campioni, perchè le squadre erano assemblete in tornei costruiti con un criterio, dove il fascino dell'imprevisto del colpo della giant killer di giornata faceva parte di quell'ideale sportivo che consentiva anche ai campioni di Bulgaria piuttosto che di Norvegia di sognare anche l'imponderabile. Guardiamo oggi, i numeri sono impressionanti, si è effettuata una gentrificazione scientifica, che oggi come oggi, favorisce non l'abilità tecnica di assemblare un squadra vincente o per lo meno, per dirla alla Comolli compotitivah in base a capacità tecniche, ormai l'esito di una competizione è solo legato a quanto puoi disporre economicamente, inanellando tentativi su tentativi fino a quando per forza di cose riesci a vincere. PSG e City sono l'esempio più lampante, ma sono solo la punta di un'iceberg che è in rotta di collisione con l'intero movimento calcistico. Vediamoli sti numeri. Nelle ultime edizioni della Coppa dei Campioni solo e ribadisco solo 11 federazioni hanno portato una rapprentate ai quarti e se togliamo qualche comparsata dei turchi (3 presenza) o d russi ciprioti e greci (1 a testa) significa che l'accesso ai quarti è diventato appannaggio esclusivo di 7 fedrazioni. La finale poi è ancora un'altro paio di maniche.Scordatevi i Brugge, i Celtic, i Malmo ma anche gli Aston Villa ed i Nottingham Forest, ormai la finale è uan partita fra 5/6 fedrazioni, solo i portoghesi riescono a stento a reggere la mareggiata. Tanto varrebbe fare un torneo ad inviti tanto si sa da luglio che se non è il Real o il PSG, insomma, i soliti sospetti da li non si scappa. Se a voi tutto questo paice, nva benissimo, io ieri sera mi sono annoiato a morte, anche perchè anche sul livello dei protagonisti in campo ci sarebbe da aprire una bella discussione. Andatevi a vedere che era in campo in Manchester United - Barcellona o in Liverpool - Milan oppure per quelli più schizzinosi andatevi a leggere che era in campo in Juve - Barcellona o in Juve . Real Madrid...ve lo faccio io qualche nome, Xavi, Mandzukic, Iniesta, Tevez, Barzagli, Cristiano Ronaldo, Buffon, Messi, Suarez, Chiellini, Modric, Pirlo, Higuain, Kroos....quanti ne cambiereste questi qui per prendere qualcuno dei pedatori di ieri sera?
  7. Fingono di ignorare i fatti. Chi era all'Heysel quelal sera ha spiegato e raccontato per filo e per segno come andarono i fatti, da Rossi a Tardelli, Da Boniek a Tacconi da Brio a Platini, tutti hanno detto la stessa cosa. I giocatori, che avevano comunque notizie frammentarie erano d'accordo a non giocare, Boniperti chiese con veemenza che la gara non si giocasse , lo stesso Bruce Grobbelar ha più volte affermato che molti di loro non volevano giocare. Furono l'UEFA ed il ministro degli interni belga ad ordinare di giocare per motivi di ordine pubblico. Ma la strage dell'Heysel nasce un'anno prima, quando gli ultras della Roma inscenarono una vera e propria caccia all'uomo dopo la finale persa ai rigori. Tempo fa postai il racconto di un poliziotto di Belfast andato a Roma a vedere la partita e finito, dopo la gara, in un paio di situazioni con inseguimenti in pieno centro, agguati dove lui ammette di essersi cacato addosso. Ed i poliziotti della RUC, siamo in pieni anni ottanta in genere avevano a che fare con gente un po' più pericolosa degli ultras daaa magggica. Fatto sta che gli inglesi giurarono vendetta. Poi che fossero juventini e non romanisti poco importa, sono tutti italiani. E sta cosa, almeno a Liverpool la sapevano tutti, mettere fianco a fianco tifosi delle due squadre, ma soprattutto un'orda di ubriachi accanto a gente poco avvezza lle risse, in uno stadio cadente fatto di pongo e polistirolo è la ricetta perfetta per un disastro. Le responsabilità della UEFA della polizia di bruxelles e del ministero degli interni belga sono di una gravità assoluta. Però qui ancora vanno dietro al rigore, ai festeggiamenti alla coppa che poi sono gli stessi che espongono gli striscioni con le minime all'estero. Miserabili mentecatti
  8. Il mio timore è che se la musica non cambia, nel senso che, se la campagna acquisti dovesse poi rivelarsi la sorita accozzaglia di giostrai e saltimbanchi strapagati, Spalletti è il tipo capacissimo di alzarsi, madare tutti a quel paese e andarsene in campagna " a dda da mangiare alle galline" L'ha già fatto e potrebbe benissimo rifarlo
  9. Ma guarda, alla fine credo che Brad Pitt, che proobabilmente di calcio non ci cpisce una mazza, avrebbe fatto una campagna acquisti più funzionale.
  10. Ma lui ci prova, ci prova, ci prova e poi...arriva Zhegrova
  11. Un film con Comolli interpetato da Brad Pitt?
  12. La bancarella la dava in gestione, mica ci stava lui a mettere la frutta nelle cassette
  13. Probabilmente perchè ha un contratto ed uno stipendio che, secondo i ben informati, si aggira intorno al milione e mezzo. E poi devi andare a cercare un nuovo dirigente apicale. A quanto si dice il mercato lo farebbero Spalletti, Chiellini ed Ottolini. Però poi a domanda precisa, ovvero sulla richiesta di Spalletti per avere giocatori con personalità e non di amebe spaventate, lui risponde che tramite l'algoritmo si possono selezionare profili di giocatori, valutando il linguaggio corporeo e gli atteggiamneti in campo. Non c'è niente da fare, e qualcuno aveva lanciato un avviso ai naviganti in tempi non sospetti, questo si crede la reincarnazione calcistica di Billy Beane, e resta legato all'analisi informatica costi quel che costi. Vi rievelo un segreto. Il moneyball nel calcio non-fun-zio-na. Prima che qualcuno cominci ad ululare, faccio un piccolo inciso. Senza il film con Brad Pitt del moneyball ne parlerebbero solo quelli che seguono le MLB. Billy Beane ha fatto per diciotto anni il general manager degli ex Oakland Athletics prossimamenete Las Vegas Athletics. Durante il suo soggiorno sulle East Bay ha gestito in maniera oculata una squadra in declino costretta a vendere in rapida successione il suoi pezzi migliori Mike McGuire e Jose Canseco su tutti utilizzando un programma analitico per andare a prendere giocatori con caratteritiche ben definite ma a costi coerenti con le capacita (scarse) economiche degli A's. Risultato, Oakland arriva ai playoffs in una decina di stagioni vincendo però solo un tutno di postseason, come direbbe il buon Bruno Pizzul, tutto molto bello, ma le World Series andavano a finire sempre nelle bacheche dei soliti sospetti Per carità, a storia è bella, ci sono tutti gli ingredienti che funzionano con la visione romantica che gli americani hanno dello sport, Rocky Balboa, la nazionale di hockey alle Olimpiadi, Fuga per la Vittoria e compagnia cantante. Il Davide contro Golia è un ingrediente che fa vendere un sacco di biglietti, ma, c'è un problema il moneyball è oggi un binario morto nelle strategie gestionali della MLB, nonostante il baseball, al contrario del calcio sia lo sport analitico per eccellenza, le statistiche nel baseball, ti danno delle informazioni che hanno un significato reale nell'economia del gioco soprattutto da un punto di vista startegico. Ma nonostante il legame oggetivo del baeball con l'analisi dei dati, ad oggi, mi risulta lo utilizzino solo Cleveland e Tampa Bay, ovvero due squadre su trenta. Insomma il moneyball è stato messo in soffitta proprio da chi lo ha "inventato" E veniamo al nostro Comollone, che invece con spocchia ti prospetta ancora una stagione a caccia dello scarto nobile, del diamante nella spazzatura, cosa che, tanto per dare un'idea faceva l'Hellas di Bagnoli senza portatile e senza algoritmi. Me lo immagino l'Osvaldo come avrebbe risposto a chi gli avesse chiesto di algoritmi e di data analysis. Lui ti dice che l'algoritmo ti da una scrematura iniziale e che poi c'è tutta la trafila per individuare il giocatore adatto, ma c'è bisogno di un programma informatico per capire, ad esempio, che Zhegrova con la palla fra i piedi è un fenomeno, ma non ha visione di gioco e ha poco chiaro il concetto di gioco di squadra. Spalletti gli aveva chiesto una sola cosa, una "punta grossa" e questo gli porta uno che pesa 60 kg con i vestiti baganti. Morale? Serve uno scouting di livello, i giocatori li devi vedere ci devi parlare, devi chiedere a chi li ha allenati, serve una rete di occhi ed orecchie del mestiere, non l'utimo modello di laptop della Apple La vedo complicata
  14. Come dargli torto? Calenda a volte si comporta da acuto osservatore del panorama socio-politico italiano, Ma il suo è l'approccio di un osservatore ONU o di un messo proveniente da un altro pianeta, come se lui non fosse particolarmente coinvolto, sta a la finestra, commnta a volte con la sagacia e la logica di chi la sa lunga ma resta comunque quello che viene definito un non playing catachter. Non mi stupirei nel sentirlo pronunciare un giorno Klaatu Varada Nictu Il fatto che a me preoccupa, è che più spesso di quanto vorrei mi trovo a concordare con quelo che dice. E questo mi fa pensare.. Mi fa molto pensare. E sta cosa, un po mi preoccupa
  15. Ci pensavo l'altro giorno, a me Elkan ricorda un po' un Donald Trump, in versione educata e meno arrogante. Stessa capacità imprenditoriale stessa abilità ad affossare tutto ciò che tocca. Il modus operandi è sostanzialmente lo stesso, circondarsi di yesmen che mai e poi mai penserebbero anche lontanamente a consigliare figuriamci a criticare chi gli da da mangiare. E così mentre Donald manda in vacca un casinò, fa fallire una lega sportiva ed incasina la geopolitica mondiale, ecco che Johnny smantella più di un pilastro dell'economia italica, riduce la Ferrari ad una compagnia di taxi e spedice la Juve nell'anonimato ed in Europa League consegnandola al pubblico ludibrio del sentimento popolare. Sarebbe interessante capire come è considerato a Davos e altre amene località
  16. Ma non importa, il problema è che spesso molto spesso non la vinci perchè non hai la forza economica di allestire una rosa che possa affronatre in maniera organica due impegni di livello. E qui torniamo punto e a capo. Troppe pertite, questi non capiscono che giocare 70 partite all'anno non è normale, non ti alleni bene, l'aumento degli infortuni muscolari o di usura articolare sono li a dimostrarlo. Una volta... sempre sto una volta, ma purtroppo è così...facevi una preparazione di un certo tipo giocavi due partite, una con i boscaioli ed una'altra che ne so con il Cesena, facevi un test con una squadra "estera" e poi Coppa Italia, Campionato e Coppa internazionale, totale, conto della serva....se arrivavi in finale in tutte le competizioni giocavi una cinquantina di partite. Oggi, fai due giri di campo, poi parti per gli USA o per l'Indonesia e vai a fare tre qauttro partite, facciamo tre, che poi andare e tornare da Jakarta con è come andare al Manuzzi...ma so soldi, e ho capito. Poi torno, fai un paio di Amichevoli di Lusso e parti con campionato e coppa. In totale fai una ventina di gare in più, poi ci devi mettere in mezzo anche le nazionali, che si è vero, c'erano anche prima, ma anche in questo caso le partite sono molte di più. Senza contare che sti genii, siccome si gioca poco, hanno pensato bene di piazzare anche una Nation League ed un Mondiale per Club. Poi si, puoi andare fuori con l'Alkmaar o con il Fulham che ha lo stesso valore e significato che uscire con il PSV o con il Galatasaray, che se vogliamo dirla tutta sono pallide parenti del PSV di van Breukelen, Koeman e Romario o del Gala di Hagi Popescu e Taffarel
  17. Se l' Europa League è stata declassata quasi a livello di Intertoto, la colpa è di sti puzzoni al soldo di gente che a livello sportivo ha le stesse competenze che ho io di sartoria. E ci metetrei anche le TV fra le responsabili di sto massacro. Come ho scritto prima hanno stravolto tutto ed hanno creato delle competizioni che alla fine sono solo una sorta di club d'elite. Uan volta le competizioni erano tre, esattamente come oggi ma con un prestigio, un valore ed un significato unico per ognuna delle tre. Oggi hai un guazzabuglio di partite inutili buone solo per vendere gli abbonamenti delle televisioni creando ulteriri disparità. Contenti loro, contenti tutti
  18. Io ho 27 anni e non la snobbo
  19. Senti, premesso che la nostalgia non è alla base di nulla, perchè il passato è passato, sarò pure un romantico vecchio trombone ma per me le trasferte in britannia o le partite nel gelo di Magdegurgo come le partite ad Atene con AEK e Panathinaikos con migliaia di greci invasati degli spalti, avevano un altro sapore. Le coppe avevano un altro fascino. Si un po' le rimpiango. Lo sport è diventato troppo plstificato e perfettino
  20. A voler essere precisi ci vergognavano degli scudettini
  21. Hanno stravolto completamente i tornei internazionali svuotandoli completamente del significato iniziale. Hanno bulimizzato la Coppa dei Campioni perchè, secondo loro, bisognava alzarne il tasso tecnico ed aumentare la competitività e l'incertezza. E cosa hanno risolto? Niente. Hanno letetralmente soffocato intere scuole calcistiche, belghe ed olandesi sono diventate delle anonome comprimarie, il calcio mittleuropeo è scomparso, quello dell'est europa disintegrato, a fronte di realtà senza storia e senza identità meri capricci dei oligarchi, riccastri, petrolieri, bibitari e chissà cos'altro spinti dalle motivazioni più varie a crearsi il giochino privato che una volta si chiama Anzhi una volta Sheriff o Apoel senza un progetto di base e destinate a tornare nell'oblio calcistixo al primo problema più o meno serio dei proprietari. La verità è che una volta partecipavi per prestigio, vincevi lo il titolo e andavi a sfidare gli altri campioni nazionali, adesso ci vai anche se finisci quarta (o quinta), che per me non ha nessun senso, ma lo fai solo per i soldi per cercare, ipoteticamente, di mantenere in ordine un bilancio mentre da altre parti, quelle colonizzate dai fondi di investimento o da cammellieri e bibitari il problema neanche se lo pongono. Tanto di vincerla, oggi come oggi, te lo scordi visto che dai quarti in poi ci sono sempre e solo quella decina di squadre, sempre loro e sempre quelle. E quando ti capita di andarci, in finale, ci sputiamo pure sopra. Il discorso, se non peggio, puù essere fatto per EL e ECL, fanno tanto per andarci e poi arraffata l'elemosina per la qualificazione, le due manifestazioni, diventano un fastidio un prurito un peso che prima ti togli e meglio è. Perchè devi essere competitivo in campionato. Per cosa? Ma ovviamnete per conquistarti un posto in Europa. Ha ragione Peruzzi, una volta FACEVI LE COPPE non storcevi il nasino e le vittorie erano tutte prestigiose. tanto per dire la coppa alla quale sono più affezionato, è l'UEFA del 1977, forse perche era la prima, forse perchè ero più giovane, o forse semplicemnte perchè il calcio era molto più divertente. Questo a me diverte molto meno
  22. Insomma...i brits hanno messo due squadre in semifinale, diciamo che il girone a meno di sconquassi, lo passi potenzialemnte anche da primo (c'è riuscita la Lazio...) poi te la vai a giocare con decadute o mezze figure dove la trappola è sempre li dietro l'angolo. Diciamo che con una squadra assemblata bene, e per assemblata bene intendo un portiere professionista, un organizzatore di gioco ed una punta anzi un paio di punte che non vadano in campo col basta e con la testa fra le nuvole allora almeno la semifinale è alla nostra portata. Questo sulla carta, poi bisogna vedere cosa hanno in testa in società, perchè se pure quest'anno mi porti i Kelly i David, gli Openda e i Zhegrova tanto per fare qualche nome, la vedo molto più complicata
  23. Prossima stagione complicatissima. Il salto è impegnativo e la rosa va implemetata perchè la Division One è una vera e propria fossa dei leoni. Come dici tu, obiettivo principe è la salvezza possibilmente senza troppi scossoni. A parte Bromley e Milton Keynes, le altre neopreomosse, la corsa alla salvezza, almeno sulla carta, vedrà probabilmente il Wimbledon, Leyton Orient, Peterborough e Burton Albion, più ovviamente quelle due tre che sbaglieranno stagione. Sarà complicato perchè le altte parteciapanti rispondono ai nomi illustri di Leicester City, Sheffield Wednesfay, Blackpool, Hudderfield, Luton, più le deluse dei playoffs Stevenage, Bradford e Stockport. Se ne vedranno delle belle
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