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[ UEFA Champions League - "Quart. Fin. Rit.." ] Juventus F.C. - A.F.C. Ajax 1-2

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Cmq qui si è davvero molto sopravvalutato la Juventus 18/19

 

In realtà è una squadra che in tutta la stagione non ha mai giocato bene (uniche eccezioni le partite  col Manchester, di cui una persa negli ultimi 5 minuti, e il ritorno con l'Atletico), anche in campionato ha fatto la differenza sfruttando le individualità e non il gioco: quando il livello sale e gli altri corrono e pressano, come in Europa o in qualche partita in Italia (tipo l'Atalanta in Coppa Italia), questo non basta più: in Champions su 10 partite, 4 sconfitte e 1 pareggio! 
Di chi è la colpa? Per me un po' anche dell'allenatore che si accontenta dei risultati domestici senza cercare di dare una base solida di gioco propositivo e organizzato e un po' dalla qualità non eccezionale di molti giocatori: la Juve attacca per lo più da ferma, quasi nessuno fa un dribbling o un'accelerazione. In più qualche giocatore non vale quello che giornali e TV ci vogliono far credere; qualche anno fa il centrocampo della Juve era Pirlo, Pogba, Vidal con Marchisio riserva, vogliamo metterli con Pjanic, Matuidi, Khedira, Bentancur? Solo Emre Can ha dimostrato sia con l'Atletico che ieri di avere corsa, carattere, piedi e duttilità per stare in un reparto di primo livello; mentre Berna ha giocato bene l'andata ma ieri non si è visto, può anche essere che dopo l'andata il loro allenatore abbia capito come limitarlo

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Joined: 19-Aug-2008
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36 minuti fa, TheOriginalPortugal ha scritto:

Considerazione preliminare:

 

Ci hanno massacrati fisicamente.. Ne avevano più di noi, c'è poco da fare, finché siamo riusciti a correre come loro, nel primo tempo, hanno fatto soll il gol peraltro molto fortunoso. Però nel secondo tempo ci hanno sovrastato sul piano atletico.

 

Parto:

Questa stagione ci ha consegnato una certezza: Scesni, ripartire da lui come sostituto dell'immenso Gigi, se siamo stati in gioco fino a ieri al 67esimo lo dobbiamo a lui.

 

La difesa: Ci serve un leader in difesa, che in questo momento è solo Chiellini.. Ma Chiellini non è eterno e va per i 35, Bonucci è un ottimo difensore se a fianco ha un leader, ieri con Rugani a fianco ha fatto ridere. E' il reparto su cui bisogna investire, Rugani va bene per fare il quarto, ma in queste partite deve giocare un BIG con la B maiuscola. 

Capitolo terzini, io li terrei tutti, ad una condizione, De Sciglio è una RISERVA, deve giocare al massimo nelle partite in campionato contro squadre dall quinta in giù. A livello offensivo è nullo ed a livello difensivo è solo tattica, lo salta pure mio nonno.

 

Centrocampo: Serve un leader tecnico, che non è Pjanic, visto che è indecente quanto si affrontato queste partite. Matuidi va bene, ma deve giocare 30 partite all'anno, non di più.. E' arrivato ad aprile con 43 partite sulle gambe e, come lo scorso anno, è arrivato cotto a marzo. Bentancur ce lo teniamo e pure stretto e bisogna ripartire da Emre Can, calciatore fantastico, ieri ha retto il centrocampo praticamente da solo!! Ramsey va bene, ma serve uno abituato al comando, come Eriksen o come Pogba.. Pure come Kroos volendo, ma serve. 

 

Attacco: Dietro Ronaldo il nulla.. In Coppa nelle ultime 4 partite ha segnato solo lui, Dybala è da spedire sulla luna, chiunque sia l'allenatore, Douglas con lui.. Mi tento Mario, Kean e Bernardeschi per la duttilità, ma deve arrivare uno che fa gioco e la butta dentro (e che non si caghi addosso nelle partite che contano).

 

Capitolo allenatore, io sono un estimatore di Allegri, ma è ora che vada. Il suo ciclo credo sia terminato, i calciatori dopo un pò vanno ri-stimolati come quando andò via Conte ed arrivò lui, spero che in società e lui stesso lo abbiano capito. Il sostituto? Spero sia Pep, ma allo stato attuale mi farei andare bene anche Deschamps o un emergente come Ten Hag

Analisi che condivido pienamente, tranne il passaggio su Deschamps. Ora tocca a te e Crocop farci sognare. Aiutateci sefz

Edited by Moeller 73

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25 minuti fa, dolgar75 ha scritto:

 

 

tutto perfetto ma davanti chi prenderesti ? uno prendibile che segna chi sarebbe? 

 

a cc ci vuole uno di questi tre, eriksen pogba e kroos (ultima scelta per i miei gusti)

 

in difesa urge de ligt , subito

 

Vuoi puntare ad essere la squadra migliore al mondo?? Vendi Dybala e Costa e prendi Leroy Sané.. 

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Joined: 19-Aug-2008
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3 minuti fa, Lemon11 ha scritto:

Cmq qui si è davvero molto sopravvalutato la Juventus 18/19

 

In realtà è una squadra che in tutta la stagione non ha mai giocato bene (uniche eccezioni le partite  col Manchester, di cui una persa negli ultimi 5 minuti, e il ritorno con l'Atletico), anche in campionato ha fatto la differenza sfruttando le individualità e non il gioco: quando il livello sale e gli altri corrono e pressano, come in Europa o in qualche partita in Italia (tipo l'Atalanta in Coppa Italia), questo non basta più: in Champions su 10 partite, 4 sconfitte e 1 pareggio! 
Di chi è la colpa? Per me un po' anche dell'allenatore che si accontenta dei risultati domestici senza cercare di dare una base solida di gioco propositivo e organizzato e un po' dalla qualità non eccezionale di molti giocatori: la Juve attacca per lo più da ferma, quasi nessuno fa un dribbling o un'accelerazione. In più qualche giocatore non vale quello che giornali e TV ci vogliono far credere; qualche anno fa il centrocampo della Juve era Pirlo, Pogba, Vidal con Marchisio riserva, vogliamo metterli con Pjanic, Matuidi, Khedira, Bentancur? Solo Emre Can ha dimostrato sia con l'Atletico che ieri di avere corsa, carattere, piedi e duttilità per stare in un reparto di primo livello; mentre Berna ha giocato bene l'andata ma ieri non si è visto, può anche essere che dopo l'andata il loro allenatore abbia capito come limitarlo

Non vedevo una squadra da Champions già dalla scorsa estate. Però poi la passione mi porta a crederci e dopo l'Atletico ero esaltato. A questa squadra sono mancati Costa e Cuadrado. Questa squadra è forte sugli esterni, ma se questi mancano, viene a mancare pericolosità. E poi hai quella sciagura in panchina ...................

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Joined: 19-Aug-2008
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1 ora fa, Paganese26 ha scritto:

Appunto per questo ho scritto se sarebbe in grado di trasmettere il suo gioco a giocatori di un certo tipo

Pep dammi una speranza. Oggi sono usciti i topi dalle fogne. Patetici, ma fastidiosi.

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6 ore fa, Milo74 ha scritto:

 

Il calcio è strano ma solitamente chi gioca bene e prende a pallate l’avversario vince.

 

Noi non giochiamo a calcio.

 

Noi non giochiamo a calcio in nove occasioni su dieci, ed è verissimo.

 

Per questo dico che il calcio, il nostro calcio, è strano, masochismo puro.

 

Per sfoderare sfavillanti prestazioni come quelle viste a Madrid lo scorso anno o a Torino contro l'Atletico, dobbiamo sempre essere ad un millimetro dal baratro. Allucinante. Poi va beh, c'è la partita di ieri sera in cui neanche sprofondare nel baratro dell'1-2 è servito, per me era già troppo tardi quando ci siamo sciolti immediatamente dopo l'1-0.

 

Per noi sembra quasi un delitto passare in vantaggio in 'ste sfide. Boh.

Edited by _aLEx-1O_
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5 ore fa, paperboy ha scritto:

se non m'hanno detto na cavolata è gia preso, se non viene m'hanno detto na cavolata. so 2 le cose 

 

Nel dubbio vado ad accendere un cero

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Joined: 19-Aug-2008
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2 ore fa, Paganese26 ha scritto:

Senza dubbio sta facendo cose eccezionali,la sua idea di gioco applicata alla nostra rosa sarebbe un gran salto in avanti,resta da vedere se è capace di trasmettere queste idee ad un gruppo di giocatori di un certo livello

Allenatori come Gasperini non sono adatti al nostro ambiente anche se lui lo ha conosciuto da giovane. Tuttavia, per me, da quando lo usarono per testare le scarpe di Causio non si è più ripreso sefz

Detto questo ci vuole un allenatore straniero. L'unico italiano che prenderei è Antonio nostro.

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Joined: 04-Jul-2007
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4 ore fa, Moeller 73 ha scritto:

Vi fossilizzate sempre sui soliti nomi come un Marotta qualunque. Poi scopri che uno sconosciuto, per me, allenatore olandese insegna calcio ad Allegri. Lo avevo già scritto. Di allenatori migliori di Allegri ne esistono a carrettate. Basta prenderne uno.

Sì ma bisogna decidersi. È una questione di gioco? È una questione di nomi? Per me in medio stat virtus.

 

Togli Allegri e metti un allenatore a caso, che ti sei accertato abbia fatto giocare divinamente la sua squadra nella stagione X. (Quanti ne esistono!? A "carrettate", appunto)

 

Se fosse così semplice credo la vinceremmo ogni anno, la Champions.

 

Ah, avevamo un allenatore che in Italia ci faceva giocare un calcio spumeggiante, con Pirlo a fare da faro per i vari De Ceglie, Padoin, Giaccherini o Pepe. Quello stesso allenatore poi ad un certo punto sembrava preferire "solo" i risultati al calcio spumeggiante, fino a diventarne quasi ossessionato. Quello stesso allenatore in Europa non riusciva ad insegnare calcio neppure a NORDSJAELLAND, GALATASARAY o SHAKTAR. E lo dico a malincuore, perché io ho amato sia Conte che Allegri.

 

A volte penso pure che anche i nostri fottutissimi calciatori debbano metterci la gambina milionaria. Scusami se torno a fare nomi ma, preparatori indecenti a parte, i vari Dybala, Khedira, Rugani, Alex Sandro, il povero De Sciglio etc. ammirati negli ultimi mesi sono una VERGOGNA per chi ama questo sport.

Edited by _aLEx-1O_

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Vi riporto l'ultimo articolo di Ultimo Uomo, per chi ha voglia di parlare un po' di calcio...

 

La Juventus ha perso il controllo

L’Ajax ha giocato a un livello che forse in pochi avrebbero immaginato ed ha guadato meritatamente la qualificazione.

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Uno dei cavalli di battaglia di Massimiliano Allegri, nel corso della sua lunga esperienza sulla panchina della Juventus, è stato il mantra della “matrioska”: si giocano diverse partite all’interno della stessa, e dunque l’abilità complessiva di una squadra si misura anche dal modo in cui sa adattarsi ai diversi momenti, attraverso la gestione dei ritmi e delle scelte, più o meno offensive, se non addirittura dalla capacità di prevedere le tendenze tattiche, tecniche e fisiche.

 

 

La Juventus di Allegri in questi anni ha sublimato questo concetto attraverso rimonte insperate, basate su una tenuta mentale fuori dal comune, ma anche attraverso una gestione dei momenti che è stata spesso cruciale in una competizione che si gioca sui dettagli come la Champions League. Un altro esempio di questa concezione del calcio di Allegri è la gestione dei cambi: giocatori che normalmente sarebbero partiti dal primo minuto vengono tenuti freschi per gli ultimi 30 minuti.

 

Sembra dunque uno strano scherzo del destino, o per i più maliziosi forse una punizione del karma, che l’eliminazione della Juventus più forte del ciclo Agnelli sia arrivata proprio nella partita in cui è venuta a mancare proprio la capacità di gestire i cambiamenti interni alla partita. L’Ajax era una squadra meno esperta ma si è rivelata paradossalmente più smaliziata, e nella partita di ritorno ha fatto perdere il controllo alla Juve dopo i primi 45 minuti.

 

Rispetto alla gara di andata, Emre Can ha preso il posto di Bentancur come mezzala di destra, De Sciglio quello di Cancelo e Dybala quello dell’infortunato Mandzukic. Bonucci e Rugani si sono invertiti le zone di competenza, con il più giovane spostato sul centro-sinistra della difesa per lasciare a Bonucci la possibilità di impostare dal suo lato naturale – nella gara d’andata la posizione dei due era stato un fattore negativo. L’Ajax invece ha confermato interamente il blocco titolare, sostituendo lo squalificato Tagliafico con il rientrante Mazraoui sulla sinistra e inserendo ancora una volta Veltman sulla destra.

 

CAMPETTO

 

Il primo tempo in mano alla Juve

Fin dai primi minuti la Juventus ha subito assunto un atteggiamento abbastanza aggressivo: per molti aspetti sembrava la squadra proattiva e ambiziosa della partita di ritorno contro l’Atletico, con un’enfasi nel pressing nella metà campo avversaria capace di soffocare le possibili ripartenze dell’Ajax. Anche in questo caso, come nel ritorno dei quarti di finale, è stata centrale la prestazione di Emre Can: con il suo dinamismo, in moto perpetuo, ha consentito a Pjanic di sganciarsi in avanti già dalle prime fasi della manovra, successivamente è stato anche efficace quando ha insistito nelle pressioni individuali sulla trequarti, coprendo larghi tratti di campo con grande intensità.

 

Sulla stessa catena di destra, De Sciglio e Bernardeschi hanno faticato di più, con qualche imperfezione di troppo col pallone tra i piedi ma anche senza. Il gol del pareggio dell’Ajax,  ad esempio, segnato da Van de Beek, è arrivato poi a causa di un fuorigioco saltato proprio per il disallineamento di entrambi, con Bernardeschi che era anche in ritardo nella risalita.

 

Juventus-Ajax-1-2-home-passmatrix

Come si vede dal passmatrix dei primi 51 minuti, la Juve ha sfruttato principalmente la catena di sinistra per sviluppare il possesso.

 

Questo uso più prudente della fascia destra ha portato la Juventus a spingere sulla sinistra, sfruttando la densità data da Alex Sandro, Matuidi, Ronaldo e talvolta Dybala, abile come al solito nel connettere il gioco a tutto campo. L’argentino ha giocato un primo tempo di grande applicazione, abbassandosi sotto la linea del pallone in fase di non possesso per poter controllare de Jong – con un’attenzione difensiva degna di un mediano – e costringerlo a ricezioni più defilate. Oltre a questo, Dybala ha eseguito anche ripiegamenti profondi preziosi per raddoppiare sulle catene laterali.

 

Va sottolineata la strategia difensiva della Juventus perché nella prima fase di partita l’intensità dei bianconeri ha messo in difficoltà l’Ajax, che faticava a risalire il campo, finendo spesso per rinviare lungo dal portiere Onana e senza riuscire a consolidare il possesso. Il portiere camerunense, forse turbato da un errore su pressione di Emre Can a inizio partita, non è stato precisissimo, e spesso ha rinviato lateralmente per rischiare il meno possibile. Le poche volte che l’Ajax ha cercato di risalire il campo attraverso i movimenti incontro di Tadic, Rugani è stato bravo a rompere la linea e seguirlo in maniera aggressiva, anche a costo di fare fallo.

 

pressingjuve1.png

 

Due situazioni di pressing alto della Juventus a inizio partita. Nella prima, Ronaldo scivola blandamente su de Ligt in possesso, mentre Pjanic e Dybala seguono a uomo rispettivamente Schone e de Jong. Matuidi attende lo scarico su Veltman prima di attivare la pressione e fargli controllare male il pallone, riconquistato poi da Alex Sandro in seguito a una verticalizzazione forzata dell’Ajax.

pressingjuve2.png

 

Nella seconda, invece, sugli sviluppi di una rimessa laterale, l’Ajax non riesce a trovare una superiorità numerica pulita nonostante la grande densità di suoi uomini. La Juventus accetta di spostare tutti i suoi effettivi simultaneamente sul lato forte. Da notare le posizioni inusuali di Pjanic e Matuidi.

 
 
 

 

 

Il contesto, cioè, era ideale, e permetteva alla Juventus di controllare i novanta minuti di una partita in cui, oltretutto, non era lei la squadra a dover fare qualcosa “in più” – ma, come detto, i 90 minuti di una partita non sono tutti uguali.

 

Anche sulle fasce il sistema di marcature della Juventus ha inizialmente funzionato, con Neres e Ziyech che sono stati costretti a scambiarsi più volte di posizione per provare a far perdere i riferimenti ai bianconeri. La fase difensiva della Juventus era aiutata anche dai ripiegamenti profondi di Bernardeschi e Dybala, ma anche Alex Sandro è stato solidissimo, chiudendo la partita con 4 palloni recuperati e 4 contrasti vinti, senza perdere lucidità sulle proiezioni offensive, in cui era spesso chiamato a controllare cambi campo o lanci lunghi dall’alto coefficiente di difficoltà – Sandro è stato anche il giocatore con più palloni toccati della partita (90; seguito da Pjanic con 76 e Veltman con 75).

 

Anche l’infortunio di Mazraoui, terzino sinistro dell’Ajax che ha sostituito lo squalificato Tagliafico, arrivato nel primo tempo, ha complicato il gioco col pallone dell’Ajax. Al suo posto è entrato Sinkgraven, tornato a dicembre dopo un anno e mezzo di stop e mai impiegato dal primo minuto, e con due terzini poco propositivi a dare ampiezza il possesso degli olandesi ha faticato.

 

Eppure, nonostante il contesto favorevole, la Juventus non ha creato occasioni pulite, e il suo approccio ha portato benefici soprattutto dal punto di vista difensivo. Ma neanche l’Ajax, che ha avuto una superiorità nel possesso palla (53,2% nel primo tempo) è riuscito a ricavare grandi occasioni.

 

I primi due gol della partita sono arrivati in situazioni abbastanza fortuite: quello di Ronaldo (1-0) grazie a una spinta casuale di De Ligt su Veltman, che impedisce al compagno quantomeno di disturbare la conclusione al portoghese; mentre quello di Van de Beek (1-1) che pareggia momentaneamente il conto tra andata e ritorno è dovuto, oltre alla errata lettura del fuorigioco di cui sopra, a un tiro poco pretenzioso di Ziyech, finito proprio sui piedi del numero 6.

 

Il primo tempo si è chiuso con la nota dolente dell’infortunio di Dybala, preziosissimo fino a quel momento per compattare la squadra in entrambe le fasi, anche se poco attivo col pallone tra i piedi, soprattutto nell’ultima porzione di campo, dove ci aspetta sempre che dia qualcosa in più.

 

La ripresa eccezionale dell’Ajax

Tocca a Kean, in grande stato di forma, rimpiazzare Dybala, e inevitabilmente la natura della Juventus cambia: con i movimenti a cercare la profondità del nuovo centravanti la squadra si allunga di più.

 

Contestualmente, il palleggio dell’Ajax inizia pian piano a respirare – la precisione nei passaggi passa dal 72,3% del primo tempo a 76,1% nel secondo – e il pressing sistematico dei bianconeri perde mordente, si disunisce. Emre Can continua a fare il “cannibale” con le sue uscite in tutte le direzioni, ma la sensazione è che sia rimasto l’unico sintonizzato sulle frequenze del primo tempo. I compagni di reparto, Pjanic e Matuidi, iniziano a venire sopraffatti dai ritmi, specie con la palla.

 

Se non sorprende che Matuidi vada in difficoltà quando c’è poco tempo, è emblematico invece vedere il bosniaco sbagliare un passaggio orizzontale al cinquantunesimo, generando una ripartenza sventata poi solo da una prodigiosa parata di Szczesny (anche questa sera tra i migliori).  Nel secondo tempo aumenta anche la convinzione dell’Ajax nel pressing (che a fine partita recupererà 65 palloni, contro i 58 della Juve) e se non si può parlare di un cambio radicale di contesto di sicuro il momento della partita non è lo stesso della prima frazione di gara.

 

pjanic

Pjanic, sotto pressione, tenta un cambio di lato sulla fascia per aggirare la densità dell’Ajax, ma il lancio è mal calibrato e viene intercettato da Neres, che darà il via a una ripartenza pericolosa, sventata dalla super parata di Szczesny. Emergono i limiti della Juventus nell’assorbimento del pressing, sia relativamente alle scelte del portatore, sia per i movimenti a supporto dei compagni.

 

L’Ajax ha ritrovato la fiducia e la lucidità della gara di andata, mentre la Juventus ha abbassato il proprio raggio di azione, trovandosi schiacciata sulla propria metà campo per gran parte del secondo tempo. Così, la partita è scivolata nel contesto ideale per l’esplosione delle qualità della squadra di Ten Hag: riducendo le distanze tra i suoi giocatori offensivi, finalmente l’Ajax può sfruttare la loro capacità di associarsi: una volta abbassato il blocco difensivo della Juventus, hanno mosso da un lato all’altro con grande velocità e tantissimi tocchi corti e rapidi, per poi infilarlo in profondità.

 

L’Ajax ha ritrovato anche efficacia sulle transizioni positive, mettendo in crisi le certezze juventine nella propria circolazione bassa, grazie al solito pressing asfissiante. Gli scambi di prima dei giocatori ajacidi, oltre ad essere un piacere per gli occhi degli spettatori, sembravano avere anche un effetto propulsore sulla qualità delle giocate e delle azioni, autoalimentando il livello di confidenza generale.

 

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Una delle azioni più belle della partita e forse dell’intera Champions League 2019. Con palla a Veltman, de Ligt rimane vicino a fornire uno scarico sicuro, attirando la pressione di Kean, mentre Blind si alza in posizione di mediano centrale. De Jong si sposta lateralmente e Schone fa da vertice alto al “rombo” venutosi a creare.

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Matuidi accorcia immediatamente su de Jong, che però può sfruttare la vicinanza di Schone per trovare lo spazio alle sue spalle, grazie a un elegante tocco di esterno.

31.png

 

A questo punto, Schone la ripassa a de Jong, che verrà attaccato da Pjanic, e la restituirà di prima allo stesso Schone. L’Ajax ha aggirato velocemente il pressing dei centrocampisti bianconeri, e alle spalle di Emre Can, nello spazio tra difesa e centrocampo, sono presenti ben 4 uomini: tutto il tridente offensivo verso il lato forte, con van de Beek che si preoccupa di spostarsi in ampiezza per occupare meglio il fronte.

42.png

 

Dopo aver ricevuto in fascia, Ziyech fraseggia di prima con de Jong, nel frattempo avanzato quasi da terzino, e si accentra col pallone dopo averlo ricevuto da Schone (che a sua volta lo aveva ricevuto da de Jong, sempre di prima), attirando a sé il pressing di Rugani. Tadic si sgancia prontamente all’indietro per fornire lo scarico e Neres attacca lo spazio alle sue spalle. Il brasiliano riceverà il pallone e lo giocherà con un tacco di prima su Tadic, che pescherà subito Ziyech come “terzo uomo” in verticale.

5.png

 

In pochi secondi l’Ajax si ritrova a ridosso dell’area di rigore. Ziyech forse pecca di frenesia tentando un tiro difficile, e viene schermato da una semplice uscita di Bonucci, ma questa azione è indicativa dei principi del gioco di posizione dell’Ajax, che è la ragione principale della facilità con cui gli olandesi riescono ad attaccare l’area avversaria.

 
 
 
 
 
 

 

Col passare dei minuti, per la Juventus diventa sempre più difficile limitare l’accesso alla propria trequarti, e la difesa è chiamata a un lavoro asfissiante di copertura orizzontale e verticale, spesso bypassata proprio dalla fludità del gioco degli olandesi.

 

Dopo qualche azione sventata grazie a delle letture individuali di Emre Can e Matuidi, oltre ad una seconda bella parata di Szczesny, Allegri decide di correre ai ripari modificando l’assetto della squadra, inserendo Cancelo e passando al 5-3-2, con Emre Can di fianco a Bonucci e Rugani. Nelle intenzioni del tecnico la Juventus dovrebbe coprire meglio l’ampiezza e cercare di controllare con più tranquillità gli spazi intermedi, per poi liberare Sandro e Cancelo in maniera simile a quanto visto con l’Atletico.

 

Ma la confusione ha regnato sovrana per qualche minuto e gli stessi giocatori non sembravano aver recepito le nuove indicazioni, finendo per adottare un sistema ibrido che lascia ulteriormente tempo e spazio, ai giocatori dell’Ajax, di convincersi che l’impresa sia possibile.

 

postsost1.png

 

Dopo l’entrata di Cancelo, nonostante le indicazioni di Allegri, la squadra è ancora disposta con una difesa a 4, e con Can sulla linea di centrocampo. Van de Beek legge lo spazio alle spalle di Bonucci, che aveva rotto la linea per seguire Tadic (probabilmente sarebbe stato meglio se fosse uscito Rugani), e attira a sé Cancelo, che è costretto a seguirlo.

postsost2.png

 

A questo punto il serbo pesca con un passaggio in diagonale Ziyech, questa volta sulla sinistra, che poi la metterà in mezzo per Van de Beek, rinunciando al tiro.

 
 
 

 

Il vantaggio di de Ligt su corner è arrivato come il coronamento più naturale a un periodo prolungato di predominio della squadra di ten Hag, e l’accennata reazione di orgoglio della Juventus non è stata sufficiente a creare pericoli concreti. Anzi, l’Ajax ha continuato a controllare il gioco fino all’ultimo istante e solo Szcezsny, particolarmente reattivo, e forse una mancanza di cinismo da parte degli ospiti negli ultimi metri, hanno consentito alla Juve di uscire dalla partita con un risultato meno pesante.

 

 

L’impressionante progressione della produzione offensiva dell’Ajax.

 

Contro l’Ajax, tra andata e ritorno, sono emerse tutte le difficoltà strutturali della Juventus di Allegri, in particolare i problemi nell’uscire dal pressing avversario. A conti fatti, su 180 minuti, la Juventus è riuscita a dare l’idea di essere in totale controllo solo per la prima metà della gara di ritorno. Senza giocatori offensivi in grado di cambiare “passo” a metà partita (senza Douglas Costa, cioè), Allegri ha scelto di sacrificare Cancelo dal primo minuto per poterlo utilizzare più avanti, magari riflettendo anche sull’eventualità supplementari.

 

Tuttavia, la Juventus non è riuscita a capitalizzare la prima parte di gare aggressiva e intensa, ad eccezione del gol su calcio piazzato. A posteriori possiamo riflettere su quanto sarebbe stato prezioso il lavoro di cucitura e rifinitura che il portoghese sa fare, nonostante il suo ingresso non sia stato particolarmente incisivo (oltre a un bel cross per Kean). De Sciglio ha giocato una buona partita difensiva, ma come prevedibile è stato meno presente in fase propositiva, su una fascia che oltretutto per l’Ajax era stata amputata delle proiezioni offensive di Mazraoui, con un Sinkgraven mai realmente messo in difficoltà.

 

A questo punto della competizione è chiaro come il sole che l’Ajax è – e sarà – un cliente scomodo per chiunque: arrivare in semifinale senza aver mai perso una trasferta, in un torneo in cui si è affrontato Bayern Monaco, Real Madrid e Juventus è il giusto premio per una squadra dalla forte identità tattica e dotata di una personalità sorprendente nell’imporla. La squadra di Ten Hag ha rimontato la Juventus avvelenandola con il suo stesso veleno: resistendo strenuamente all’impatto aggressivo iniziale e attendendo il momento propizio per venire fuori, col gioco, sfruttando le migliori doti a disposizione.

 

Il gioco posizionale dell’Ajax, fatto di rotazioni e riaggressioni da manuale, è la confezione perfetta per i cioccolatini tecnici a disposizione, che sembrano nati per questo tipo di filosofia (sicuramente alcuni sono stati scelti per questo, almeno Neres, Ziyech e Tadic, tutti pagati poco più di una decina di milioni quando il loro talento non era più un segreto per nessuno), e riescono a portarla a livelli interpretativi offensivi toccati da pochissime altre squadre negli ultimi anni.

 

Insomma, Allegri ha perso la gara sul suo terreno preferito, la gestione dei momenti, e con le sostituzioni non è riuscito a raddrizzare la situazione. Forse è simbolico che una sconfitta del genere sia arrivata contro una squadra che rappresenta, ideologicamente, l’antitesi di molte posizioni a tema tattico prese dallo stesso allenatore della Juventus nel corso degli ultimi anni, proprio quando ha potuto contare su una rosa più competitiva che mai e su Cristiano Ronaldo (che ha trovato comunque il modo di segnare due gol tra andata e ritorno, timbrando il cartellino) che non giocherà la semifinale di Champions League per la prima volta negli ultimi 9 anni.

 

Con il campionato in chiusura e di fatto già vinto è arrivato il momento di riflessioni in casa Juventus, per programmare il futuro e correggere quelle piccole grandi imperfezioni emerse quest’anno. Soprattutto se, come garantito dallo stesso Allegri, non è previsto un cambio in panchina. Dall’altra parte, dobbiamo ormai inserire l’Ajax tra i favoriti per la vittoria finale. Nessuno poteva prevederlo, e il bello della Champions League è proprio questo.

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1 ora fa, TheOriginalPortugal ha scritto:

Considerazione preliminare:

 

Ci hanno massacrati fisicamente.. Ne avevano più di noi, c'è poco da fare, finché siamo riusciti a correre come loro, nel primo tempo, hanno fatto soll il gol peraltro molto fortunoso. Però nel secondo tempo ci hanno sovrastato sul piano atletico.

 

Parto:

Questa stagione ci ha consegnato una certezza: Scesni, ripartire da lui come sostituto dell'immenso Gigi, se siamo stati in gioco fino a ieri al 67esimo lo dobbiamo a lui.

 

La difesa: Ci serve un leader in difesa, che in questo momento è solo Chiellini.. Ma Chiellini non è eterno e va per i 35, Bonucci è un ottimo difensore se a fianco ha un leader, ieri con Rugani a fianco ha fatto ridere. E' il reparto su cui bisogna investire, Rugani va bene per fare il quarto, ma in queste partite deve giocare un BIG con la B maiuscola. 

Capitolo terzini, io li terrei tutti, ad una condizione, De Sciglio è una RISERVA, deve giocare al massimo nelle partite in campionato contro squadre dall quinta in giù. A livello offensivo è nullo ed a livello difensivo è solo tattica, lo salta pure mio nonno.

 

Centrocampo: Serve un leader tecnico, che non è Pjanic, visto che è indecente quanto si affrontato queste partite. Matuidi va bene, ma deve giocare 30 partite all'anno, non di più.. E' arrivato ad aprile con 43 partite sulle gambe e, come lo scorso anno, è arrivato cotto a marzo. Bentancur ce lo teniamo e pure stretto e bisogna ripartire da Emre Can, calciatore fantastico, ieri ha retto il centrocampo praticamente da solo!! Ramsey va bene, ma serve uno abituato al comando, come Eriksen o come Pogba.. Pure come Kroos volendo, ma serve. 

 

Attacco: Dietro Ronaldo il nulla.. In Coppa nelle ultime 4 partite ha segnato solo lui, Dybala è da spedire sulla luna, chiunque sia l'allenatore, Douglas con lui.. Mi tento Mario, Kean e Bernardeschi per la duttilità, ma deve arrivare uno che fa gioco e la butta dentro (e che non si caghi addosso nelle partite che contano).

 

Capitolo allenatore, io sono un estimatore di Allegri, ma è ora che vada. Il suo ciclo credo sia terminato, i calciatori dopo un pò vanno ri-stimolati come quando andò via Conte ed arrivò lui, spero che in società e lui stesso lo abbiano capito. Il sostituto? Spero sia Pep, ma allo stato attuale mi farei andare bene anche Deschamps o un emergente come Ten Hag

 

Secondo me a centrocampo Pjanic è po' sottovalutato. Chiaramente non è Pirlo ma intorno a lui non c'è neanche la fluidità che aveva Pirlo: se gli esterni d'attacco e gli attaccanti non si muovono o, se si muovono, vengono a prendere palla a centrocampo facendo rimanere bassa la squadra, se i terzini senza palla non  si muovono o ancor peggio corrono per il campo, apparentemente, senza una meta (mio personalissimo parere, Cancelo senza palla vale l'unghia di Lichtsteiner), se a centrocampo l'unico con cui palleggiare è Matuidi, che non è un palleggiatore, Pjanic può fare ben poco. Quando c'è pressing alto la Juventus butta via palloni principalmente perché non riesce ad uscire palleggiando a centrocampo; con Conte e nel primo anno di Allegri c'era Pirlo che di fianco aveva Marchisio, Pogba e Vidal (tutti giocatori che con la palla tra i piedi qualcosa combinavano) e sugli esterni Lichtsteiner che in quanto a movimenti senza palla non era secondo a nessuno; chiaro che se affianchi un Eriksen o un Pogba a Pjanic le cose cambiano (con Pjanic che non sarebbe il vero leader del centrocampo, come dici giustamente tu) e una buonissima impressione me l'ha fatta Van de Beek (ma vallo a prendere ormai...) anche in termini di personalità, con un de Jong che non ha brillato... un centrocampo con Pjanic, Can, Eriksen (o Pogba), Matuidi, Bentancur e Ramsey (o un giovane come Tonali al posto di Bentancur o proprio al posto di Pjanic) sarebbe una base fantastica a mio parere e si presterebbe a soluzioni differenti.

 

In difesa serve uno che sa difendere, sia nell'uno contro uno che nei calci piazzati e già un Benatia sarebbe stato ottimo vista la penuria di difensori che c'è in giro. Magari venisse De Ligt, ma per il resto sono un po' scommesse; da Romero ai più quotato Gimenez (parlando di nomi che si fanno)...

 

Per quanto riguarda l'allenatore a questo punto credo che pure una scommessa vada bene, pure con allenatori italiani, come fu per Conte... Resto del parere che allenatori come Gasperini, Spalletti, ci metto pure Donadoni e anche altri che ora non mi vengono in mente, andrebbero buttati nella mischia subito, appena fanno intravedere qualcosa di buono e di diverso... altrimenti poi il treno passa e passano la carriera ad allenare squadre medio-piccole o al massimo grandi con aspirazioni di piazzamenti... (per dire Guardiola, Zidane, Klopp, Luis Enrique che non mi fa impazzire, Conte... ma pure andando indietro con Lippi, Capello... sono usciti tutti dal nulla o quasi dal nulla... prima dei 50 anni o giù dilì...). Visto che quest'anno la Juventus si ritrova con uno scudetto e fuori da tutto il resto ai quarti, penso che allenatori come Giampaolo, De Zerbi, di Francesco o anche stranieri potrebbero portare idee nuove e stimoli nuovi se proprio arrivare ad allenatori affermati diventa difficile...

Edited by Sbicca

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Joined: 17-Aug-2006
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Dybala, non era in serata di grazia, ma tatticamente gli creava noie ed è vero....
 
Kean, è una capra da sgrezzare e lo si è appurato contro gente diversa da zapata,vicari etc....tutto qua....
Quoto, sintesi perfetta della differenza tra primo e secondo tempo. Nel bene o nel male Dybala ha fatto il suo, appena è uscito ne ha risentito anche il nostro centrocampo ( che per me è da potenziare da diversi anni )

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Joined: 26-Mar-2008
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1 ora fa, TheOriginalPortugal ha scritto:

 

Vuoi puntare ad essere la squadra migliore al mondo?? Vendi Dybala e Costa e prendi Leroy Sané.. 

 

mettendoci sopra soldi forse

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Joined: 26-Apr-2010
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Per mezz'ora li abbiamo mangiati, poi abbiamo finito la benzina.

 

Loro tanta roba, nonostante le nostre assenze.

 

Andrea Agnelli è il mio presidente.

 

Forza Juve.

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Joined: 11-Apr-2006
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No, le illusioni ve le create da soli.

 

Avete rotto le balle per anni quando i nostri parlavano della Champions come un "sogno", volevate che fosse anteposta a tutto, come si fa, appunto, con un'ossessione. Quando Agnelli e Elkann apertamente parlano di champions come obbiettivo, allora è colpa loro perchè vi danno illusioni: non è così.

 

Nello sport, come nella vita, ci si pongono degli obbiettivi: raggiungerli o meno è un'altra faccenda. Quando Agnelli e Elkann parlano in quel modo, fissano obbiettivi ma non danno assicurazioni di vittoria: solo qua dentro si sono lette quelle parole come un'assicurazione sulla vita. Qui si è pensato di avere i mezzi giusti per vincere la coppa, anzi, ci si è creata, inconsciamente, l'illusione di essere i più forti: si è pensato che la Champions fosse una cosa dovuta, quando di dovuto non c'è nulla e soprattutto ci sono anche gli avversari.

 

Adesso che il re è (di nuovo) nudo, tutti a berciare: si potevano fare meno castelli in aria prima.

Natavot sta Champions

 

Qua si contesta la schifosa eliminazione mai in dubbio contro una squadra normale

 

Se esci col Real o col barca o con squadre forti lottando è un conto non lottando e un altro

 

E'un fallimento abnorme

 

Nessuno era convinto di vincere la Champions ma non puoi uscire con una squadra tolti porto e united inferiore a tutti

 

Io non ho mai visto una squadra più impotente di noi come ieri sera mai

 

Inviato dal mio PRA-LX1 utilizzando Tapatalk

 

 

 

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Joined: 11-Jan-2010
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Ieri hanno perso tutti , calciatori e tecnico . Allegri non è stato fortunato , ha perso Chiellini e Douglas Costa , Mandzu , e purtroppo anche Cuadrado che sarebbe stata l'ennesima variante tattica a disposizione .

Si deve ricostruire e ripartire da :

Szczesny

De Sciglio ( Riserva ) 

Cancelo 

Bonucci 

Chiellini

Rugani

Spinazzola 

E ci manca una pedina di grandissimo livello , un centrale che possa prendere il posto di Chiellini ormai arrivato quasi alla fine della sua carriera , ed anche  un laterale sinistro., Se arrivasse Marcelo , potremmo gestirlo alternandolo a Spinazzola in funzione dei vari e ricorrenti impegni .

Centrocampo 

Eme Can ( Titolare )

Ramsey ( Titolare )

Bentancour ( si gioca un posto da titolare con Bernardeschi )

Matuidi (riserva )

Pjanic   ( In organico , ma non più fondamentale )

Bernardeschi 

E ci manca uno , Rabiot o Isco andrebbero non bene , ma benissimo .

Fuori Khedira.

Attacco :

Cuadrado 

Mandzu 

Ronaldo 

Kean 

Higuain 

Chiesa 

Da cedere a malincuore Dybala ( questo Dybala non è da Juventus )  e Douglas Costa ( che secondo me potrebbe anche starci per l'anno prossimo ma temo che in società abbiano fatto valutazioni serie sul professionista )

 

 

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Joined: 19-Aug-2007
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Il calcio è semplice... lo dice anche Allegri.... Dimentichiamoci gli assenti per infortunio....

Ieri sera abbiamo perso per 2 motivi.....

Potete dire quello che vi pare ma Dybala ieri sera stava facendo bene.... teneva compatta la squadra

e teneva impegnati due/tre avversari con i suoi movimenti.... quindi, il suo infortunio ci ha penalizzati inevitabilmente

in quanto Kean ha ovviamnete allungato la squadra dando via libera alla velocità e la tecnica dell'Ajax.

Il secondo punto non meno importante è il calo fisico, come spesso ci succede e dunque

ci hanno mangiati vivi. Fine della storia.

In europa se non corri per 95 minuti più dell'avversario o almeno quanto l'avversario non ci levi mai le gambe... mai....

Come la risolviamo sta cosa?????

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Joined: 11-Jun-2008
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No, le illusioni ve le create da soli.
 
Avete rotto le balle per anni quando i nostri parlavano della Champions come un "sogno", volevate che fosse anteposta a tutto, come si fa, appunto, con un'ossessione. Quando Agnelli e Elkann apertamente parlano di champions come obbiettivo, allora è colpa loro perchè vi danno illusioni: non è così.
 
Nello sport, come nella vita, ci si pongono degli obbiettivi: raggiungerli o meno è un'altra faccenda. Quando Agnelli e Elkann parlano in quel modo, fissano obbiettivi ma non danno assicurazioni di vittoria: solo qua dentro si sono lette quelle parole come un'assicurazione sulla vita. Qui si è pensato di avere i mezzi giusti per vincere la coppa, anzi, ci si è creata, inconsciamente, l'illusione di essere i più forti: si è pensato che la Champions fosse una cosa dovuta, quando di dovuto non c'è nulla e soprattutto ci sono anche gli avversari.
 
Adesso che il re è (di nuovo) nudo, tutti a berciare: si potevano fare meno castelli in aria prima.
Ma dire invece che si contesta semplicemente un "operato" non adeguato alle potenzialità?

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Joined: 11-Jun-2008
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E se tutto ciò non fosse altro che una maledetta maledizione.....???
Sto naturalmente esasperando la situazione....Ma al di là di tutti i meriti possibili dell'Ajax, dei demeriti della Juventus.... subire il gol del pareggio così come e quando avvenuto.... la SFIGA ci vede benissimo :.oddio
Si ma, appurato che dovevamo prenderne una diecina in 180 minuti, poi però, come si dice..."aiutati che dio t'aiuta".

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Joined: 22-Jul-2009
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2 ore fa, Kumo® ha scritto:

Vi riporto l'ultimo articolo di Ultimo Uomo, per chi ha voglia di parlare un po' di calcio...

 

La Juventus ha perso il controllo

L’Ajax ha giocato a un livello che forse in pochi avrebbero immaginato ed ha guadato meritatamente la qualificazione.

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Uno dei cavalli di battaglia di Massimiliano Allegri, nel corso della sua lunga esperienza sulla panchina della Juventus, è stato il mantra della “matrioska”: si giocano diverse partite all’interno della stessa, e dunque l’abilità complessiva di una squadra si misura anche dal modo in cui sa adattarsi ai diversi momenti, attraverso la gestione dei ritmi e delle scelte, più o meno offensive, se non addirittura dalla capacità di prevedere le tendenze tattiche, tecniche e fisiche.

 

 

La Juventus di Allegri in questi anni ha sublimato questo concetto attraverso rimonte insperate, basate su una tenuta mentale fuori dal comune, ma anche attraverso una gestione dei momenti che è stata spesso cruciale in una competizione che si gioca sui dettagli come la Champions League. Un altro esempio di questa concezione del calcio di Allegri è la gestione dei cambi: giocatori che normalmente sarebbero partiti dal primo minuto vengono tenuti freschi per gli ultimi 30 minuti.

 

Sembra dunque uno strano scherzo del destino, o per i più maliziosi forse una punizione del karma, che l’eliminazione della Juventus più forte del ciclo Agnelli sia arrivata proprio nella partita in cui è venuta a mancare proprio la capacità di gestire i cambiamenti interni alla partita. L’Ajax era una squadra meno esperta ma si è rivelata paradossalmente più smaliziata, e nella partita di ritorno ha fatto perdere il controllo alla Juve dopo i primi 45 minuti.

 

Rispetto alla gara di andata, Emre Can ha preso il posto di Bentancur come mezzala di destra, De Sciglio quello di Cancelo e Dybala quello dell’infortunato Mandzukic. Bonucci e Rugani si sono invertiti le zone di competenza, con il più giovane spostato sul centro-sinistra della difesa per lasciare a Bonucci la possibilità di impostare dal suo lato naturale – nella gara d’andata la posizione dei due era stato un fattore negativo. L’Ajax invece ha confermato interamente il blocco titolare, sostituendo lo squalificato Tagliafico con il rientrante Mazraoui sulla sinistra e inserendo ancora una volta Veltman sulla destra.

 

CAMPETTO

 

Il primo tempo in mano alla Juve

Fin dai primi minuti la Juventus ha subito assunto un atteggiamento abbastanza aggressivo: per molti aspetti sembrava la squadra proattiva e ambiziosa della partita di ritorno contro l’Atletico, con un’enfasi nel pressing nella metà campo avversaria capace di soffocare le possibili ripartenze dell’Ajax. Anche in questo caso, come nel ritorno dei quarti di finale, è stata centrale la prestazione di Emre Can: con il suo dinamismo, in moto perpetuo, ha consentito a Pjanic di sganciarsi in avanti già dalle prime fasi della manovra, successivamente è stato anche efficace quando ha insistito nelle pressioni individuali sulla trequarti, coprendo larghi tratti di campo con grande intensità.

 

Sulla stessa catena di destra, De Sciglio e Bernardeschi hanno faticato di più, con qualche imperfezione di troppo col pallone tra i piedi ma anche senza. Il gol del pareggio dell’Ajax,  ad esempio, segnato da Van de Beek, è arrivato poi a causa di un fuorigioco saltato proprio per il disallineamento di entrambi, con Bernardeschi che era anche in ritardo nella risalita.

 

Juventus-Ajax-1-2-home-passmatrix

Come si vede dal passmatrix dei primi 51 minuti, la Juve ha sfruttato principalmente la catena di sinistra per sviluppare il possesso.

 

Questo uso più prudente della fascia destra ha portato la Juventus a spingere sulla sinistra, sfruttando la densità data da Alex Sandro, Matuidi, Ronaldo e talvolta Dybala, abile come al solito nel connettere il gioco a tutto campo. L’argentino ha giocato un primo tempo di grande applicazione, abbassandosi sotto la linea del pallone in fase di non possesso per poter controllare de Jong – con un’attenzione difensiva degna di un mediano – e costringerlo a ricezioni più defilate. Oltre a questo, Dybala ha eseguito anche ripiegamenti profondi preziosi per raddoppiare sulle catene laterali.

 

Va sottolineata la strategia difensiva della Juventus perché nella prima fase di partita l’intensità dei bianconeri ha messo in difficoltà l’Ajax, che faticava a risalire il campo, finendo spesso per rinviare lungo dal portiere Onana e senza riuscire a consolidare il possesso. Il portiere camerunense, forse turbato da un errore su pressione di Emre Can a inizio partita, non è stato precisissimo, e spesso ha rinviato lateralmente per rischiare il meno possibile. Le poche volte che l’Ajax ha cercato di risalire il campo attraverso i movimenti incontro di Tadic, Rugani è stato bravo a rompere la linea e seguirlo in maniera aggressiva, anche a costo di fare fallo.

 

pressingjuve1.png

 

Due situazioni di pressing alto della Juventus a inizio partita. Nella prima, Ronaldo scivola blandamente su de Ligt in possesso, mentre Pjanic e Dybala seguono a uomo rispettivamente Schone e de Jong. Matuidi attende lo scarico su Veltman prima di attivare la pressione e fargli controllare male il pallone, riconquistato poi da Alex Sandro in seguito a una verticalizzazione forzata dell’Ajax.

pressingjuve2.png

 

Nella seconda, invece, sugli sviluppi di una rimessa laterale, l’Ajax non riesce a trovare una superiorità numerica pulita nonostante la grande densità di suoi uomini. La Juventus accetta di spostare tutti i suoi effettivi simultaneamente sul lato forte. Da notare le posizioni inusuali di Pjanic e Matuidi.

 
 
 

 

 

Il contesto, cioè, era ideale, e permetteva alla Juventus di controllare i novanta minuti di una partita in cui, oltretutto, non era lei la squadra a dover fare qualcosa “in più” – ma, come detto, i 90 minuti di una partita non sono tutti uguali.

 

Anche sulle fasce il sistema di marcature della Juventus ha inizialmente funzionato, con Neres e Ziyech che sono stati costretti a scambiarsi più volte di posizione per provare a far perdere i riferimenti ai bianconeri. La fase difensiva della Juventus era aiutata anche dai ripiegamenti profondi di Bernardeschi e Dybala, ma anche Alex Sandro è stato solidissimo, chiudendo la partita con 4 palloni recuperati e 4 contrasti vinti, senza perdere lucidità sulle proiezioni offensive, in cui era spesso chiamato a controllare cambi campo o lanci lunghi dall’alto coefficiente di difficoltà – Sandro è stato anche il giocatore con più palloni toccati della partita (90; seguito da Pjanic con 76 e Veltman con 75).

 

Anche l’infortunio di Mazraoui, terzino sinistro dell’Ajax che ha sostituito lo squalificato Tagliafico, arrivato nel primo tempo, ha complicato il gioco col pallone dell’Ajax. Al suo posto è entrato Sinkgraven, tornato a dicembre dopo un anno e mezzo di stop e mai impiegato dal primo minuto, e con due terzini poco propositivi a dare ampiezza il possesso degli olandesi ha faticato.

 

Eppure, nonostante il contesto favorevole, la Juventus non ha creato occasioni pulite, e il suo approccio ha portato benefici soprattutto dal punto di vista difensivo. Ma neanche l’Ajax, che ha avuto una superiorità nel possesso palla (53,2% nel primo tempo) è riuscito a ricavare grandi occasioni.

 

I primi due gol della partita sono arrivati in situazioni abbastanza fortuite: quello di Ronaldo (1-0) grazie a una spinta casuale di De Ligt su Veltman, che impedisce al compagno quantomeno di disturbare la conclusione al portoghese; mentre quello di Van de Beek (1-1) che pareggia momentaneamente il conto tra andata e ritorno è dovuto, oltre alla errata lettura del fuorigioco di cui sopra, a un tiro poco pretenzioso di Ziyech, finito proprio sui piedi del numero 6.

 

Il primo tempo si è chiuso con la nota dolente dell’infortunio di Dybala, preziosissimo fino a quel momento per compattare la squadra in entrambe le fasi, anche se poco attivo col pallone tra i piedi, soprattutto nell’ultima porzione di campo, dove ci aspetta sempre che dia qualcosa in più.

 

La ripresa eccezionale dell’Ajax

Tocca a Kean, in grande stato di forma, rimpiazzare Dybala, e inevitabilmente la natura della Juventus cambia: con i movimenti a cercare la profondità del nuovo centravanti la squadra si allunga di più.

 

Contestualmente, il palleggio dell’Ajax inizia pian piano a respirare – la precisione nei passaggi passa dal 72,3% del primo tempo a 76,1% nel secondo – e il pressing sistematico dei bianconeri perde mordente, si disunisce. Emre Can continua a fare il “cannibale” con le sue uscite in tutte le direzioni, ma la sensazione è che sia rimasto l’unico sintonizzato sulle frequenze del primo tempo. I compagni di reparto, Pjanic e Matuidi, iniziano a venire sopraffatti dai ritmi, specie con la palla.

 

Se non sorprende che Matuidi vada in difficoltà quando c’è poco tempo, è emblematico invece vedere il bosniaco sbagliare un passaggio orizzontale al cinquantunesimo, generando una ripartenza sventata poi solo da una prodigiosa parata di Szczesny (anche questa sera tra i migliori).  Nel secondo tempo aumenta anche la convinzione dell’Ajax nel pressing (che a fine partita recupererà 65 palloni, contro i 58 della Juve) e se non si può parlare di un cambio radicale di contesto di sicuro il momento della partita non è lo stesso della prima frazione di gara.

 

pjanic

Pjanic, sotto pressione, tenta un cambio di lato sulla fascia per aggirare la densità dell’Ajax, ma il lancio è mal calibrato e viene intercettato da Neres, che darà il via a una ripartenza pericolosa, sventata dalla super parata di Szczesny. Emergono i limiti della Juventus nell’assorbimento del pressing, sia relativamente alle scelte del portatore, sia per i movimenti a supporto dei compagni.

 

L’Ajax ha ritrovato la fiducia e la lucidità della gara di andata, mentre la Juventus ha abbassato il proprio raggio di azione, trovandosi schiacciata sulla propria metà campo per gran parte del secondo tempo. Così, la partita è scivolata nel contesto ideale per l’esplosione delle qualità della squadra di Ten Hag: riducendo le distanze tra i suoi giocatori offensivi, finalmente l’Ajax può sfruttare la loro capacità di associarsi: una volta abbassato il blocco difensivo della Juventus, hanno mosso da un lato all’altro con grande velocità e tantissimi tocchi corti e rapidi, per poi infilarlo in profondità.

 

L’Ajax ha ritrovato anche efficacia sulle transizioni positive, mettendo in crisi le certezze juventine nella propria circolazione bassa, grazie al solito pressing asfissiante. Gli scambi di prima dei giocatori ajacidi, oltre ad essere un piacere per gli occhi degli spettatori, sembravano avere anche un effetto propulsore sulla qualità delle giocate e delle azioni, autoalimentando il livello di confidenza generale.

 

11.png

 

Una delle azioni più belle della partita e forse dell’intera Champions League 2019. Con palla a Veltman, de Ligt rimane vicino a fornire uno scarico sicuro, attirando la pressione di Kean, mentre Blind si alza in posizione di mediano centrale. De Jong si sposta lateralmente e Schone fa da vertice alto al “rombo” venutosi a creare.

21.png

 

Matuidi accorcia immediatamente su de Jong, che però può sfruttare la vicinanza di Schone per trovare lo spazio alle sue spalle, grazie a un elegante tocco di esterno.

31.png

 

A questo punto, Schone la ripassa a de Jong, che verrà attaccato da Pjanic, e la restituirà di prima allo stesso Schone. L’Ajax ha aggirato velocemente il pressing dei centrocampisti bianconeri, e alle spalle di Emre Can, nello spazio tra difesa e centrocampo, sono presenti ben 4 uomini: tutto il tridente offensivo verso il lato forte, con van de Beek che si preoccupa di spostarsi in ampiezza per occupare meglio il fronte.

42.png

 

Dopo aver ricevuto in fascia, Ziyech fraseggia di prima con de Jong, nel frattempo avanzato quasi da terzino, e si accentra col pallone dopo averlo ricevuto da Schone (che a sua volta lo aveva ricevuto da de Jong, sempre di prima), attirando a sé il pressing di Rugani. Tadic si sgancia prontamente all’indietro per fornire lo scarico e Neres attacca lo spazio alle sue spalle. Il brasiliano riceverà il pallone e lo giocherà con un tacco di prima su Tadic, che pescherà subito Ziyech come “terzo uomo” in verticale.

5.png

 

In pochi secondi l’Ajax si ritrova a ridosso dell’area di rigore. Ziyech forse pecca di frenesia tentando un tiro difficile, e viene schermato da una semplice uscita di Bonucci, ma questa azione è indicativa dei principi del gioco di posizione dell’Ajax, che è la ragione principale della facilità con cui gli olandesi riescono ad attaccare l’area avversaria.

 
 
 
 
 
 

 

Col passare dei minuti, per la Juventus diventa sempre più difficile limitare l’accesso alla propria trequarti, e la difesa è chiamata a un lavoro asfissiante di copertura orizzontale e verticale, spesso bypassata proprio dalla fludità del gioco degli olandesi.

 

Dopo qualche azione sventata grazie a delle letture individuali di Emre Can e Matuidi, oltre ad una seconda bella parata di Szczesny, Allegri decide di correre ai ripari modificando l’assetto della squadra, inserendo Cancelo e passando al 5-3-2, con Emre Can di fianco a Bonucci e Rugani. Nelle intenzioni del tecnico la Juventus dovrebbe coprire meglio l’ampiezza e cercare di controllare con più tranquillità gli spazi intermedi, per poi liberare Sandro e Cancelo in maniera simile a quanto visto con l’Atletico.

 

Ma la confusione ha regnato sovrana per qualche minuto e gli stessi giocatori non sembravano aver recepito le nuove indicazioni, finendo per adottare un sistema ibrido che lascia ulteriormente tempo e spazio, ai giocatori dell’Ajax, di convincersi che l’impresa sia possibile.

 

postsost1.png

 

Dopo l’entrata di Cancelo, nonostante le indicazioni di Allegri, la squadra è ancora disposta con una difesa a 4, e con Can sulla linea di centrocampo. Van de Beek legge lo spazio alle spalle di Bonucci, che aveva rotto la linea per seguire Tadic (probabilmente sarebbe stato meglio se fosse uscito Rugani), e attira a sé Cancelo, che è costretto a seguirlo.

postsost2.png

 

A questo punto il serbo pesca con un passaggio in diagonale Ziyech, questa volta sulla sinistra, che poi la metterà in mezzo per Van de Beek, rinunciando al tiro.

 
 
 

 

Il vantaggio di de Ligt su corner è arrivato come il coronamento più naturale a un periodo prolungato di predominio della squadra di ten Hag, e l’accennata reazione di orgoglio della Juventus non è stata sufficiente a creare pericoli concreti. Anzi, l’Ajax ha continuato a controllare il gioco fino all’ultimo istante e solo Szcezsny, particolarmente reattivo, e forse una mancanza di cinismo da parte degli ospiti negli ultimi metri, hanno consentito alla Juve di uscire dalla partita con un risultato meno pesante.

 

 

L’impressionante progressione della produzione offensiva dell’Ajax.

 

Contro l’Ajax, tra andata e ritorno, sono emerse tutte le difficoltà strutturali della Juventus di Allegri, in particolare i problemi nell’uscire dal pressing avversario. A conti fatti, su 180 minuti, la Juventus è riuscita a dare l’idea di essere in totale controllo solo per la prima metà della gara di ritorno. Senza giocatori offensivi in grado di cambiare “passo” a metà partita (senza Douglas Costa, cioè), Allegri ha scelto di sacrificare Cancelo dal primo minuto per poterlo utilizzare più avanti, magari riflettendo anche sull’eventualità supplementari.

 

Tuttavia, la Juventus non è riuscita a capitalizzare la prima parte di gare aggressiva e intensa, ad eccezione del gol su calcio piazzato. A posteriori possiamo riflettere su quanto sarebbe stato prezioso il lavoro di cucitura e rifinitura che il portoghese sa fare, nonostante il suo ingresso non sia stato particolarmente incisivo (oltre a un bel cross per Kean). De Sciglio ha giocato una buona partita difensiva, ma come prevedibile è stato meno presente in fase propositiva, su una fascia che oltretutto per l’Ajax era stata amputata delle proiezioni offensive di Mazraoui, con un Sinkgraven mai realmente messo in difficoltà.

 

A questo punto della competizione è chiaro come il sole che l’Ajax è – e sarà – un cliente scomodo per chiunque: arrivare in semifinale senza aver mai perso una trasferta, in un torneo in cui si è affrontato Bayern Monaco, Real Madrid e Juventus è il giusto premio per una squadra dalla forte identità tattica e dotata di una personalità sorprendente nell’imporla. La squadra di Ten Hag ha rimontato la Juventus avvelenandola con il suo stesso veleno: resistendo strenuamente all’impatto aggressivo iniziale e attendendo il momento propizio per venire fuori, col gioco, sfruttando le migliori doti a disposizione.

 

Il gioco posizionale dell’Ajax, fatto di rotazioni e riaggressioni da manuale, è la confezione perfetta per i cioccolatini tecnici a disposizione, che sembrano nati per questo tipo di filosofia (sicuramente alcuni sono stati scelti per questo, almeno Neres, Ziyech e Tadic, tutti pagati poco più di una decina di milioni quando il loro talento non era più un segreto per nessuno), e riescono a portarla a livelli interpretativi offensivi toccati da pochissime altre squadre negli ultimi anni.

 

Insomma, Allegri ha perso la gara sul suo terreno preferito, la gestione dei momenti, e con le sostituzioni non è riuscito a raddrizzare la situazione. Forse è simbolico che una sconfitta del genere sia arrivata contro una squadra che rappresenta, ideologicamente, l’antitesi di molte posizioni a tema tattico prese dallo stesso allenatore della Juventus nel corso degli ultimi anni, proprio quando ha potuto contare su una rosa più competitiva che mai e su Cristiano Ronaldo (che ha trovato comunque il modo di segnare due gol tra andata e ritorno, timbrando il cartellino) che non giocherà la semifinale di Champions League per la prima volta negli ultimi 9 anni.

 

Con il campionato in chiusura e di fatto già vinto è arrivato il momento di riflessioni in casa Juventus, per programmare il futuro e correggere quelle piccole grandi imperfezioni emerse quest’anno. Soprattutto se, come garantito dallo stesso Allegri, non è previsto un cambio in panchina. Dall’altra parte, dobbiamo ormai inserire l’Ajax tra i favoriti per la vittoria finale. Nessuno poteva prevederlo, e il bello della Champions League è proprio questo.

 

Disamina perfetta purtroppo

ci si è messa anche la sfiga perché dybala si è rotto in corsa, ma alcuni problemi mostrati ieri sera sono cronici, su tutti l’incapacità Di uscire dal pressing avversario 

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ma la fase difensiva che tanto piace ad allegri giusto per capire in cosa consiste visto che il reparto commette spesso i soliti errori .... 

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4 ore fa, anr83ra ha scritto:

Quella Juve era un qualcosa di irripetibile... un ritmo forsennato, movimenti sincronizzati seppur avevamo una rosa inferiore a quella attuale (infatti spesso raccoglievamo meno di quello che realmente meritavamo), imponevamo la nostra filosofia di gioco su ogni campo... va anche detto che avevamo solo due fronti per cui lottare (campionato e Coppa Italia)... infatti dal secondo anno si abbassarono i ritmi, ma nulla a che vedere col piattume e il vuoto attuale.

 

Se l’utente medio vedesse oggi una qualsiasi partita della juve dei 102 punti - quella “noiosissima” - ma con tv in low def e in bianco e nero, crederebbe di trovarsi di fronte al barça dei bei tempi.

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Posted (edited)
7 ore fa, TheOriginalPortugal ha scritto:

Considerazione preliminare:

 

Ci hanno massacrati fisicamente.. Ne avevano più di noi, c'è poco da fare, finché siamo riusciti a correre come loro, nel primo tempo, hanno fatto soll il gol peraltro molto fortunoso. Però nel secondo tempo ci hanno sovrastato sul piano atletico.

 

Parto:

Questa stagione ci ha consegnato una certezza: Scesni, ripartire da lui come sostituto dell'immenso Gigi, se siamo stati in gioco fino a ieri al 67esimo lo dobbiamo a lui.

 

La difesa: Ci serve un leader in difesa, che in questo momento è solo Chiellini.. Ma Chiellini non è eterno e va per i 35, Bonucci è un ottimo difensore se a fianco ha un leader, ieri con Rugani a fianco ha fatto ridere. E' il reparto su cui bisogna investire, Rugani va bene per fare il quarto, ma in queste partite deve giocare un BIG con la B maiuscola. 

Capitolo terzini, io li terrei tutti, ad una condizione, De Sciglio è una RISERVA, deve giocare al massimo nelle partite in campionato contro squadre dall quinta in giù. A livello offensivo è nullo ed a livello difensivo è solo tattica, lo salta pure mio nonno.

 

Centrocampo: Serve un leader tecnico, che non è Pjanic, visto che è indecente quanto si affrontato queste partite. Matuidi va bene, ma deve giocare 30 partite all'anno, non di più.. E' arrivato ad aprile con 43 partite sulle gambe e, come lo scorso anno, è arrivato cotto a marzo. Bentancur ce lo teniamo e pure stretto e bisogna ripartire da Emre Can, calciatore fantastico, ieri ha retto il centrocampo praticamente da solo!! Ramsey va bene, ma serve uno abituato al comando, come Eriksen o come Pogba.. Pure come Kroos volendo, ma serve. 

 

Attacco: Dietro Ronaldo il nulla.. In Coppa nelle ultime 4 partite ha segnato solo lui, Dybala è da spedire sulla luna, chiunque sia l'allenatore, Douglas con lui.. Mi tento Mario, Kean e Bernardeschi per la duttilità, ma deve arrivare uno che fa gioco e la butta dentro (e che non si caghi addosso nelle partite che contano).

 

Capitolo allenatore, io sono un estimatore di Allegri, ma è ora che vada. Il suo ciclo credo sia terminato, i calciatori dopo un pò vanno ri-stimolati come quando andò via Conte ed arrivò lui, spero che in società e lui stesso lo abbiano capito. Il sostituto? Spero sia Pep, ma allo stato attuale mi farei andare bene anche Deschamps o un emergente come Ten Hag

 

scusami, è verissimo che fino a che abbiamo tenuto fisicamente, loro non hanno fatto nulla oltre il gol, ma noi che abbiamo fatto oltre che limitare la loro manovra? a loro bastavano 2 movimenti, 1 scambio ed erano dentro la nostra area.  

te lo dico che c'ho ancora il magone, ma veramente, vedere i nostri ringhiare e pressare come assatanati, ma impotenti nel creare manco il presupposto per un tiro in porta mi piangeva il cuore e pensavo "se smettiamo di pressare è finita".

 

il capitolo allenatore sinceramente non l'ho capito, quali stimoli servono ad un giocatore per affrontare un quarto di ritorno di CL?

o parli di stimoli nel seguire le direttive dell'allenatore? perché in questo caso, scusami di nuovo, se io dybala (che già voglia de corre saltame addosso), guardo giocare l'ajax e la juventus, non avrei dubbi su chi seguire........

 

Edited by uno juventino a roma

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