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ImperoBianconero

Tifoso Juventus
  • Numero contenuti

    97
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Reputazione Forum

90 Excellent

Su ImperoBianconero

  • Livello
    Juventino Godot
  • Compleanno 12/09/1966
  1. 3 Domande

    Non aggiungerò altre parole ad una discussione che mi ha abbondantemente annoiato. Però, se mi consentite, vorrei dare un piccolo suggerimento all’amico che ha aperto il thread e agli altri che volessero aprirne di simili. Caro amico “Cene”, per discutere occorre un dialogo costruttivo, ma un dialogo costruttivo va fatto nascere, non si origina da solo. Un buon inizio per avviare un dialogo costruttivo è fare una domanda “aperta”. Cosa vuol dire “domanda aperta”? Una domanda aperta è una domanda che “apre” alle varie possibilità, e lascia liberi gli interlocutori di esprimersi sui loro punti di vista. Le domande che tu poni all’inizio del thread non sono per niente aperte. Anzi, anche se corredate del punto di domanda prammatico, non sono nemmeno delle vere e proprie domande, ma delle semplici affermazioni, poste retoricamente. Le tue affermazioni non lasciano posto all’opinione differente. Quando dici "Come mai non riusciamo più a fare la partita a meno che l'avversario (chiunque esso sia) ce lo consenta? " , di fatto “chiudi” alla possibilità che la Juve, invece, riesca perfettamente a fare la sua partita di fronte agli avversari più disparati: opinione condivisa da moltissimi tifosi juventini, tra i quali, molto modestamente, il sottoscritto. Niente di strano quindi se il tifoso che la pensa diversamente da te si sentirà escluso e gli gireranno leggermente gli zebedei. E magari entrerà nella tua discussione con intenti, diciamo, non proprio costruttivi. Tutto qua. Scusate il tono pedagogico del mio intervento, ma non ne posso più di discussioni che non vanno da nessuna parte, anche quando le tematiche sarebbero interessanti.
  2. Max Allegri é il mio allenatore

    Max è l’allenatore della Juventus, e spero che Dio ce lo conservi lì ancora a lungo. Non ho nulla in contrario a molti allenatori bravi e capaci, in serie A o altrove, eh. E in realtà non ho nulla in contrario nemmeno alle molte decine di migliaia di patetici pseudo-allenatori da tastiera che ammorbano il web con la loro sicumera basata su lunghe sedute di lettura della “rosea” o ascolto di interessanti trasmissioni calcistiche. No, non ho nulla in contrario verso queste degnissime persone, e sulle loro più o meno sensate opinioni, ma al posto di allenatore della Juventus io ci voglio uno che abbia i nervi saldi, una solida e comprovata esperienza di vincente, e una altrettanto solida e comprovata base “tecnica” ed esperienza del settore. Per capire il perché, basta guardare il forum dopo la vittoria di sabato sera. Gran parte dei commenti erano del tenore “speriamo di cambiare allenatore a giugno” e “non è possibile giocare così male” (di fatto, gli stessi argomenti che mi capita di leggere da notori e conclamati antijuventini come Bucchioni, Sconcerti eccetera). La critica “standard” era quella che “Allegri CAGONE perché è andato a Roma PER NON VINCERE”. Ce ne fosse stato uno, dico uno, che si fosse accorto di questi tre piccoli fatti: 1) Tra assenze, infortuni e convalescenze, avevamo l’attacco a pezzi; 2) Mercoledì avremmo avuto un passaggio fondamentale per il passaggio del turno in C.L.; 3) La Lazio ha il miglior attacco della serie A. Cosa avrebbero fatto, i leoni da tastiera, in questa situazione? Ma OVVIO, avrebbero indebolito l’unica cosa che avevamo sana (la difesa) per rafforzare quella che non avevamo (l’attacco). Il tutto contro una squadra che segna a valanga. Chiaro, no? Tanto “basta segnarne uno più di loro”, secondo i dettami del bel giuoco e dell’attacco spumeggiante. Grazie a Dio abbiamo un allenatore con la testa sulle spalle, che non paga debito ai milioni di pseudo esperti, ma fa quello che gli pare, e non per niente è uno dei più vincenti della NOSTRA storia. E l’idea che questo allenatore vinca per puro c**o o per i colpi dei suoi giocatori, dopo quattro anni di vittorie, è tanto strampalata da non meritare nemmeno una risposta. Gioca BENE chi vince, gioca MALE chi perde. L’idea della squadra che fa bel giuoco ma perde per sfiga o per caso è la narrazione elaborata dai cacciatori di clic e dai giornalisti-tifosi in cerca di pubblico. E questo vale per tutti gli sport, eh, mica solo per il calcio. Andate a chiedere a Federica Pellegrini se in vasca è più importante una bella bracciata, o arrivare primi. Andate a chiedere a Sebastian Vettel se è più importante prendere le curve con eleganza, o arrivare primi. Tutti vi risponderanno che il bello vale per l’arte, non per lo sport, che è competizione e che non ha nulla a che fare con l’estetica. Scusate lo sfogo, eh. Ma ho abbastanza capelli bianchi in testa da ricordarmi i peana degli “esperti” sul non-gioco dell’Italia nel 1982, prima di vincere il Mundial. Oppure le critiche degli amanti del bel giuoco contro il “catenacciaro” Trapattoni. O, se è per questo, anche nei confronti dell’ultimo Lippi, o dell’ultimo Conte: tutti criticati per il loro gioco, a sentire i Soloni asfittico, “brutto”, indegno del nostro blasone e del valore della rosa a disposizione…
  3. Vincere è l'unica cosa che conta

    Il significato di questa frase è semplicissimo, ed è che: la vittoria, e solo quella, deve essere il tuo costante obiettivo, e devi lottare in continuazione per migliorarti e raggiungerlo. NON significa, invece, che devi (o puoi) vincere SEMPRE. E nemmeno che, se non vinci, sei una M***A. Quello è il significato degli ossessionati, e degli sfigati. Per vincere devi fare tutto ciò che è sportivamente nelle tue possibilità. A volte ci riuscirai, altre volte no. Quando non ci riuscirai, dovrai accettare la sconfitta e trarne ciò che ti servirà per vincere domani. Perché vincere non è la cosa più importante – cioè la cosa che maggiormente conta. E' l’UNICA. E il tuo pensiero deve essere sempre quello. Solo se il tuo pensiero sarà sempre lì, continuerai ad avere la possibilità di vincere. (Leggi bene: la POSSIBILITA’ di vincere, non la CERTEZZA). Con tutto il rispetto per la tristezza del tifoso deluso, ma chi si sceglie come motto “Cardiff è il capolinea della mia passione”, non ha capito granché dello spirito di questa frase.
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