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ImperoBianconero

Tifoso Juventus
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Reputazione Forum

90 Excellent

Su ImperoBianconero

  • Livello
    Juventino Godot
  • Compleanno 12/09/1966
  1. Champions League e fattore "C"

    Discussione oziosa, anche se non priva di un qualche interesse. E’ ovvio che un pizzico di fortuna aiuta sempre gli audaci, e la regola vale anche nel calcio. Ma se da questa confortevole banalità ci spostiamo invece alle considerazioni sulla “scarsa propensione della Juventus a competere in Europa” , diamo la stura al solito profluvio di cazzate. Dire che la Juventus non vince la Champions perché “non programma” e “non spende” equivale a dire che squadre come il Manchester United, il Bayern Monaco, il PSG o il Chelsea “non programmano” e “non spendono”, a giudicare dai risultati degli ultimi 5 anni in Europa. La Juventus in autofinanziamento (che poi tanto autofinanziamento non è, viste le due ricapitalizzazioni per un totale di 220 milioni di euro avvenute tra il 2007 e il 2012) da quattro anni compete per i primi quattro posti in Europa, è arrivata in finale due volte ed è l’unica ad aver impedito al Real Madrid di vincere la quinta Champions in 5 anni. Sarà poco, per alcuni di voi, ma è un risultato al quale non è arrivata nessuna delle squadrone di cui sopra, pompate di miliardi e con sceicchi e petrolieri al seguito. A garantire la permanenza ad alti livelli nella competizione europea NON sono solo i soldi, ma i soldi ben spesi, la competenza, la capacità nel mantenere equilibri economici e finanziari e quindi la continuità nella competizione. Altrimenti, puoi fare come l’Inter, fare “all in” sperando che ti vada bene proprio l’anno in cui a quelli forti va qualcosa storta. E fallire due anni dopo, però. Poi, OK, noi non possiamo permetterci lo stipendietto di 30 milioni di euro annui della Cristiana Ronalda. Né quelli, similari, di Messi e Neymar. Sarà bene rendersi conto che a quei livelli il calcio italiano non può arrivare, per una somma di motivi che non mi metterò a spiegare qui ma che dovremmo aver tutti abbastanza chiari (diversa fiscalità, fatiscenza degli impianti sportivi, arretratezza e incompetenza dei vertici, eccetera). Farne una colpa alla sola Juventus mi sembra stupido, oltre che ingeneroso. Anche se mi rendo conto che al tifoso medio questa benedetta/maledetta coppa manca da morire, e da tempo le considerazioni razionali hanno lasciato il posto a piagnistei e lamentazioni emotive.
  2. Max Allegri é il mio allenatore

    Max è l’allenatore della Juventus, e spero che Dio ce lo conservi lì ancora a lungo. Non ho nulla in contrario a molti allenatori bravi e capaci, in serie A o altrove, eh. E in realtà non ho nulla in contrario nemmeno alle molte decine di migliaia di patetici pseudo-allenatori da tastiera che ammorbano il web con la loro sicumera basata su lunghe sedute di lettura della “rosea” o ascolto di interessanti trasmissioni calcistiche. No, non ho nulla in contrario verso queste degnissime persone, e sulle loro più o meno sensate opinioni, ma al posto di allenatore della Juventus io ci voglio uno che abbia i nervi saldi, una solida e comprovata esperienza di vincente, e una altrettanto solida e comprovata base “tecnica” ed esperienza del settore. Per capire il perché, basta guardare il forum dopo la vittoria di sabato sera. Gran parte dei commenti erano del tenore “speriamo di cambiare allenatore a giugno” e “non è possibile giocare così male” (di fatto, gli stessi argomenti che mi capita di leggere da notori e conclamati antijuventini come Bucchioni, Sconcerti eccetera). La critica “standard” era quella che “Allegri CAGONE perché è andato a Roma PER NON VINCERE”. Ce ne fosse stato uno, dico uno, che si fosse accorto di questi tre piccoli fatti: 1) Tra assenze, infortuni e convalescenze, avevamo l’attacco a pezzi; 2) Mercoledì avremmo avuto un passaggio fondamentale per il passaggio del turno in C.L.; 3) La Lazio ha il miglior attacco della serie A. Cosa avrebbero fatto, i leoni da tastiera, in questa situazione? Ma OVVIO, avrebbero indebolito l’unica cosa che avevamo sana (la difesa) per rafforzare quella che non avevamo (l’attacco). Il tutto contro una squadra che segna a valanga. Chiaro, no? Tanto “basta segnarne uno più di loro”, secondo i dettami del bel giuoco e dell’attacco spumeggiante. Grazie a Dio abbiamo un allenatore con la testa sulle spalle, che non paga debito ai milioni di pseudo esperti, ma fa quello che gli pare, e non per niente è uno dei più vincenti della NOSTRA storia. E l’idea che questo allenatore vinca per puro c**o o per i colpi dei suoi giocatori, dopo quattro anni di vittorie, è tanto strampalata da non meritare nemmeno una risposta. Gioca BENE chi vince, gioca MALE chi perde. L’idea della squadra che fa bel giuoco ma perde per sfiga o per caso è la narrazione elaborata dai cacciatori di clic e dai giornalisti-tifosi in cerca di pubblico. E questo vale per tutti gli sport, eh, mica solo per il calcio. Andate a chiedere a Federica Pellegrini se in vasca è più importante una bella bracciata, o arrivare primi. Andate a chiedere a Sebastian Vettel se è più importante prendere le curve con eleganza, o arrivare primi. Tutti vi risponderanno che il bello vale per l’arte, non per lo sport, che è competizione e che non ha nulla a che fare con l’estetica. Scusate lo sfogo, eh. Ma ho abbastanza capelli bianchi in testa da ricordarmi i peana degli “esperti” sul non-gioco dell’Italia nel 1982, prima di vincere il Mundial. Oppure le critiche degli amanti del bel giuoco contro il “catenacciaro” Trapattoni. O, se è per questo, anche nei confronti dell’ultimo Lippi, o dell’ultimo Conte: tutti criticati per il loro gioco, a sentire i Soloni asfittico, “brutto”, indegno del nostro blasone e del valore della rosa a disposizione…
  3. Vincere è l'unica cosa che conta

    Il significato di questa frase è semplicissimo, ed è che: la vittoria, e solo quella, deve essere il tuo costante obiettivo, e devi lottare in continuazione per migliorarti e raggiungerlo. NON significa, invece, che devi (o puoi) vincere SEMPRE. E nemmeno che, se non vinci, sei una M***A. Quello è il significato degli ossessionati, e degli sfigati. Per vincere devi fare tutto ciò che è sportivamente nelle tue possibilità. A volte ci riuscirai, altre volte no. Quando non ci riuscirai, dovrai accettare la sconfitta e trarne ciò che ti servirà per vincere domani. Perché vincere non è la cosa più importante – cioè la cosa che maggiormente conta. E' l’UNICA. E il tuo pensiero deve essere sempre quello. Solo se il tuo pensiero sarà sempre lì, continuerai ad avere la possibilità di vincere. (Leggi bene: la POSSIBILITA’ di vincere, non la CERTEZZA). Con tutto il rispetto per la tristezza del tifoso deluso, ma chi si sceglie come motto “Cardiff è il capolinea della mia passione”, non ha capito granché dello spirito di questa frase.
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