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ImperoBianconero

Tifoso Juventus
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Reputazione Forum

117 Excellent

Su ImperoBianconero

  • Livello
    Juventino Soldatino
  • Compleanno 12/09/1966
  1. La misura è colma

    Sono perfettamente d’accordo con chi ha aperto il thread, di cui condivido sia la lettera che lo spirito. E mi permetto di aggiungere qualcosina. Forse non tutti ci arrivano, ma qui è in discussione la competenza di chi esprime NON legittime opinioni (libere ma ininfluenti), ma PESANTI giudizi professionali sull’operato di uno degli allenatori più vincenti della nostra storia, basati sul NULLA. E per “nulla” intendo il grado di conoscenza dello stato fisico, psicologico e di forma dei giocatori, di come si comportano negli allenamenti, nelle dinamiche di gruppo, nelle motivazioni eccetera. Non sapete NULLA di tutto ciò, potete gradire o meno lo spettacolo, arrabbiarvi se si perde, gioire se si vince, ma NON dare dell’incapace o dell’inetto o del “cagòn” ad Allegri. Non potete farlo per i risultati che ci ha portato e che continua a portarci, dei quali la partita di ieri sera è un esempio (ma ce ne sarebbero molti altri), in campionato e in Champions: altro che “non combinare un c**** come al solito”. Questo qui ci sta facendo vincere un campionato con distacco siderale (siamo a +18 sui secondi, ditemi quando mai si è verificata una roba simile in tempi storici in Italia), ribalta uno 0-2 contro una squadra che non prendeva gol dai tempi di Marco Caco, l’anno scorso va a rifilare 3 sberle sul muso a Zidane e Cristiano Ronaldo (ma oggi, mi raccomando, tutti a spippettarsi sul 1-4 dell’Ajax contro una squadra in piena smobilitazione), ha riportato la Juventus tra le grandi d’Europa, e noi gli diamo dell’incapace e del cagòn. C’è veramente da chiedersi se abbia un senso perdere del tempo a leggere gli sfoghi emotivi altrui.
  2. Maturità nell'accettare i verdetti

    Che a qualcuno il calcio di Allegri non piaccia, ci sta. Che qualcuno preferisca “un altro modo di giocare a calcio”, ci sta. Che a qualcuno Allegri stesso, con il suo ghigno e la sua perenne aria da “ti prendo per il c**o”, possa stare antipatico, pure ci sta. Quello che proprio non concepisco sono gli attacchi del tipo: - “squadra sconclusionata” - “giochiamo da schifo da cinque anni” - “ci facciamo mettere sotto da chiunque in Europa” Queste sopra sono alcune perle che ho estrapolato da questo forum da febbraio ad oggi. Queste accuse sono oggettivamente inaccettabili, e dico “oggettivamente” ben sapendo che su un forum la distinzione tra ciò che è oggettivo e ciò che non lo è non è affatto chiara. Una squadra messa male in campo non vince quello che abbiamo vinto noi, nemmeno in un campionato dal tasso tecnico mediocre come il nostro. Una squadra che “gioca da schifo” non vince 8 campionati di seguito. Soprattutto quando ci sono squadre (tipo il Napoli di questi ultimi anni) che tutto sono tranne che pessime squadre e che stanno battendo tutti i loro precedenti record di vittorie e di punti. Una squadra che si fa mettere sotto da tutti non arriva in finale di Champions League, due volte: vero, le abbiamo perse, ma fate attenzione a questo: negli anni in cui Allegri ha condotto la Juve, la Champions l’hanno vinta solo due squadre: Il Real Madrid e il Barcellona. E l’anno in cui l’ha vinta il Barcellona, chi ha fatto fuori il Real Madrid (UNICA squadra a estrometterli da una finale in 4 anni)? La Juventus, vero? E chi ha fatto fuori il Barcellona l’anno in cui abbiamo perso la finale col Real? Sempre noi, vero? E ditemelo in tutta sincerità: al netto delle chiacchiere da bar sulla rissa negli spogliatoi a Cardiff e altre cagate reperibili sui media antijuventini, vi sembra che questa si possa definire una “squadra che si fa mettere sotto da tutti”? O preferite il solito argomento: sì, vinciamo qualcosa, ma solo grazie alla qualità media dei giocatori, se avessimo un altro allenatore… ? Beh, questo argomento è il più stupido e indimostrabile del mondo. Stupido: perché equivale a dire che CHIUNQUE sarebbe in grado di vincere un Gran Premio di Formula 1 purché gli facessero guidare l’auto migliore. Sembra logico, no? E invece il risultato sarebbe l’auto distrutta alla prima curva, e il pilota morto. Se non ne siete convinti, ditemi a quanti taxisti fanno guidare una McLaren F1. Indimostrabile, perché bisognerebbe trovare un allenatore che IN QUESTO MOMENTO abbia vinto quattro campionati di fila e abbia ANCHE vinto la Champions. Sapete chi è? Bravi: nessuno. Non me ne può fregare di meno che questo “post” passi per “filoallegriano”, “filosocietario” o altre menate da forum. Quello che chiedo è RISPETTO, rispetto per un allenatore che sta scrivendo la storia di questo glorioso Club come e di più di quanto aveva fatto Carlo Carcano negli anni ’30, e che SICURAMENTE rimpiangeremo quando non vinceremo più un campionato dopo l’altro, perché è CERTO che questo succederà prima o poi, gli altri sono indietro ma non staranno a guardare per sempre.
  3. Il CDA Juventus ha deliberato l'emissione di un bond

    Anni e anni di ragionamenti sullo "spread" e questo ancora non ha capito un beato c**** di niente. Allucinante.
  4. Il CDA Juventus ha deliberato l'emissione di un bond

    Ascoltate, senza voler fare il sapientone, ma ho 25 anni di esperienza nel campo della finanza “corporate”, e qualcosina in materia ne so. In sé e per sé, la emissione del nuovo bond della Juventus è cosa né buona né cattiva, è una semplice operazione finanziaria che mira a sostituire un tipo di debito (l’utilizzo dei fidi bancari) con un altro tipo di debito (l’obbligazione verso terzi, da pagare nel medio periodo). Queste operazioni sono moneta corrente tra le grandi aziende, e vengono usate per: Mettere ordine nelle fonti finanziarie dell’azienda, allineando le scadenze dei debiti al grado di liquidità dell’attivo patrimoniale; Diversificare le fonti di finanziamento, inserendo altri soggetti oltre a quelli tradizionali (soci e banche), perché dipendere da una sola fonte (p.es. le banche) può essere un grosso problema quando questa fonte, per un motivo o per l’altro, si inaridisce. Il bello nel caso specifico non sta tanto nell’operazione in sé quindi, ma nel fatto che la Juventus sia riuscita a metterla in piedi in breve tempo, con successo, e senza doversi svenare dal punto di vista economico (leggi: tasso di interesse offerto agli investitori). E’ un gran bel segnale di serietà e solvibilità, soprattutto se pensiamo che le aziende sportive – soprattutto italiane – sono viste in genere come dei baracconi perennemente in perdita, nei quali non è opportuno investire un centesimo. Tutte le grandi aziende che decidono di aumentare le proprie dimensioni devono investire, e non si può investire senza indebitarsi: l’importante è che il debito sia sotto controllo, e sempre collegato alla “capacità restitutiva”, vale a dire alla capacità di onorare gli impegni. Non c’è nessun debito bancario in scadenza nel 2021, i mutui della Juventus sono già tutti con scadenza oltre il 2023, non confondetevi con l’utilizzo dei fidi bancari che solitamente sono considerati “a breve” ma in realtà hanno scadenza “a revoca”, la Juventus sta semplicemente “liberando” questi utilizzi con il ricavo dell’emissione, lasciando le linee di fido impiegabili per nuove operazioni di investimento. La struttura finanziaria complessiva della S.p.A. Juventus è in ordine, e lo sarà ancora di più dopo questa operazione. Certo, tutto questo dovrà sempre trovare un corrispettivo nel “ritorno” degli investimenti, vale a dire nei ricavi sviluppati, il mitico “fatturato”. E’ il fatturato che ti rende capace di ripagarti i debiti e quindi gli investimenti effettuat
  5. Il CDA Juventus ha deliberato l'emissione di un bond

    Se ti preoccupa il possibile aumento dei tassi, puoi coprirti con operazioni SWAP, non è necessario emettere obbligazioni. Emettere bond in questo caso non serve tanto a "risparmiare sugli interessi", quanto a riequilibrare le scadenze del debito, che evidentemente nell'assetto attuale erano troppo ravvicinate.
  6. Il CDA Juventus ha deliberato l'emissione di un bond

    Perché? Ogni emissione di bond corporate fa storia a sé. Il tasso di un'obbligazione corporate dipende dalla credibilità e dalla solvibilità dell'emittente, più un emittente è rischioso, più deve aumentare il tasso dell'obbligazione, per compensare l'investitore del maggior rischio a cui sta esponendo il proprio capitale. Se ti riferisci ai tassi di mercato (euribor eccetera), quelli dipendono da altri fattori, tra cui la politica monetaria e creditizia, il clima politico generale, la bilancia dei pagamenti eccetera.
  7. Il CDA Juventus ha deliberato l'emissione di un bond

    Ecco, questo è quello che farebbe l'Inter. O la Roma. Le perdite non si "finanziano", si coprono, col patrimonio se ce l'hai, o con l'intervento dei soci se hai finito le riserve. Chi si indebita per coprire le perdite, andrebbe fucilato all'istante.
  8. Il CDA Juventus ha deliberato l'emissione di un bond

    Perché abbiamo stabilito di indebitarci per 175 milioni, e non di più. Un bond è un debito, va onorato e puntualmente rimborsato a scadenza per capitale e interessi, mica vogliamo fare la fine della Cirio o della Parmalat.
  9. Il CDA Juventus ha deliberato l'emissione di un bond

    C'è scritto sul bilancio (che trovi sul sito, settore "Investor Relations"). Al 30.6.2018 il residuo era 36 milioni circa, rate annuali per circa 6,5 milioni, scadenza nel 2024. 2019 2020 2021 2022 2023 Totale Scadenza entro il 30 giugno
  10. Il CDA Juventus ha deliberato l'emissione di un bond

    Tutte le grandi aziende industriali si finanziano con l'emissione di "bond" (leggi: "prestiti obbligazionari") come alternativa alle due tradizionali fonti di finanziamento: i soci (con aumenti di capitale o finanziamenti fruttiferi/infruttiferi), e i mutui ipotecari. Di solito l'emissione di prestiti obbligazionari avviene in relazione ad impegnativi piani di investimento pluriennale, e nessuno potrà negare che la Juventus sia in pieno sviluppo: non parlo solo dell'acquisto di Cristiano Ronaldo, ma anche di tutti gli investimenti effettuati nella struttura immobiliare (nuova sede, nuovo brand, hotel, centro medico eccetera). Visto l'importo, e l'attuale struttura finanziaria dell'azienda, direi che la finalità sia quella di riposizionare sul medio termine parte del debito attualmente gravante sulle linee di credito bancarie a breve termine, "liberandole" per il successivo e più naturale utilizzo a supporto delle necessità correnti. Una "normale" operazione finanziaria che - peraltro - testimonia la solidità e la solvibilità dell'azienda, ormai stabilmente insediata tra le aziende "corporate", unica azienda sportiva credibile nel panorama italiano (la Ferrari non è solo la scuderia corse, ma anche e soprattutto un'azienda industriale). La Juventus è avanti di dieci anni rispetto alla concorrenza italiana, ormai ridotta a ridicoli comprimari, e sta recuperando velocemente il "gap" con le principali rivali estere. Ne vedremo delle belle.
  11. “Topic” come questi erano frequentissimi qualche anno fa. Hanno avuto due “picchi”: il primo tra il 2006 e il 2008, poi tra il 2010 e il 2011 in occasione del primo “round” di ricorsi di Andrea Agnelli e delle prime sentenze del processo penale. In passato mi sono anche divertito a partecipare, poi mi sono stufato. Il dibattito generalmente si risolve in un muro-contro-muro tra due posizioni: da una parte un gruppo, piccolo numericamente ma assai agguerrito che si autodefinisce “juventini rancorosi” o “ju29ri”, dall’altra la grande massa di tifosi juventini. La grande discriminante tra i due gruppi è che i primi ritengono che a causare, e forse addirittura promuovere Calciopoli, sia stata la famiglia Agnelli; tutti gli altri, no. Non intendo entrare nella polemica, anche perché ho concluso che a discutere con persone troppo convinte della propria posizione si finisce spesso per accalorarsi, polemizzare “ad personam” e perdere completamente di vista il “focus” della discussione. Qui si parla del ricorso che la F.C. Juventus S.p.A. promuove verso la giustizia sportiva in merito all’assegnazione di ufficio dello scudetto 2005-2006 all’Inter; ricorso che era già stato avanzato nel 2010, poi ripetutamente “palleggiato” tra i vari Organi giudicanti ed infine sostanzialmente respinto con la motivazione che gli stessi Organi non erano competenti nel merito della decisione. Dopo alcuni anni e il ricorso alla Magistratura, oggi è stato quanto meno definito che – invece – la materia in questione è di competenza della giustizia sportiva, pertanto stiamo parlando semplicemente della prosecuzione di un’azione iniziata nel 2010 che la Juventus (o, se preferite, Andrea Agnelli) sta perseverando con tenacia rispettando i vari “step” di giustizia, senza quelle “scorciatoie” più o meno legali e forzature politiche che furono la vera cifra di Calciopoli. Poi, che la questione trovi uno sbocco a noi (tifosi juventini tutti) gradito o meno, almeno io personalmente lo trovo improbabile. Quella che viene chiamata “giustizia sportiva” altro non è che il braccio armato di quel coacervo di interessi politici ed economici che è la Federazione Italiana Giuoco Calcio: non ha nulla a che fare con le caratteristiche di imparzialità ed alterità proprie della Magistratura, sviluppate in secoli di perfezionamento della scienza del diritto. Detto in poche parole: se la FIGC decide di non revocare lo scudetto all’Inter, non lo farà, indipendentemente dall’esistenza di seri presupposti giuridici che indicherebbero il contrario. Ciò detto, non vedo perché qualcuno debba essere contrario a questa elementare e dovuta pratica di giustizia portata avanti dalla Juventus; men che mai se questo qualcuno è tifoso juventino. E questo, indipendentemente dal fatto che uno trovi Andrea Agnelli più o meno simpatico o capace, che lo ritenga o meno “il suo presidente” e compagnia cantante. Si tratta di una questione di giustizia, pura e semplice. Le nostre beghe interne tra tifosi juventini non dovrebbero entrarci per niente.
  12. La Juventus FC è ufficialmente tornata dal 2006

    E’ inutile, il disastro del 2006 ce lo porteremo dietro per sempre, e non si potrà né dovrà mai dimenticare. E’ stato un trauma, e come sempre in questi casi c’è chi riesce ad assorbirlo, chi in qualche modo ci convive, e chi non riesce a metabolizzarlo. Il mio pensiero sulla vicenda è che alla base di Calciopoli vi fu una concatenazione di cause, alcune “esterne” (crescente frustrazione di squadre che non riuscivano a vincere pur spendendo centinaia di milioni di euro, graduale crescita di attenzione da parte della Magistratura attorno al mondo del calcio, emergere di un clima politico giustizialista) ed altre “interne” (declino aziendale del gruppo Fiat a causa della malattia dei fratelli Agnelli, problematiche di successione, crescente isolamento di Moggi e Giraudo). Non credo, non ho mai creduto né mai crederò all’idea complottista di una Calciopoli “voluta dall’interno”, è una tesi che non ha alcun riscontro diretto ma soprattutto manca completamente di logica. Credo piuttosto nella responsabilità “indiretta” di Jaki Elkann, che al tempo dei fatti aveva rogne ben più importanti da grattare (era in corso una delle più sanguinose ed importanti faide di successione nella storia delle grandi famiglie industriali europee), e che decise deliberatamente di non intervenire quando fu chiaro che la Juventus era caduta in un gravissimo scandalo mediatico. La sua strategia fu quella di scaricare Moggi e Giraudo e tenere un basso profilo giuridico, di fatto lasciando che le cose facessero il loro corso. Di tutto ciò sono convinto, come sono altrettanto convinto che il Jaki Elkann di oggi, indiscusso padrone di un gruppo Exor ormai pienamente rilanciato in potenza e prestigio, si guarderà bene dal commettere di nuovo quegli errori. Che sia comunque ben chiara una cosa: il gruppo EXOR di oggi NON è il vecchio gruppo FIAT. Gianni e Umberto Agnelli contavano moltissimo nell’economia e nella politica nazionale italiana, oggi EXOR è un gruppo assai poco “italiano” e il suo peso nelle istituzioni politiche e mediatiche italiane è sorprendentemente basso. Parecchi vecchi tifosi non se vogliono rendere conto, memori del fatto che tutti i grandi giornali d’Italia erano pronti a scappellarsi di fronte alla volontà degli Agnelli. Oggi il “centro direzionale” del gruppo si è spostato molto da Torino, e veleggia tra Londra e Detroit. E’ un processo ancora in corso, con il quale sarà bene fare i conti. In tutto questo la Juventus ha il suo scopo e i suoi obiettivi, e ne è in corso la trasformazione da semplice squadra di calcio ad azienda operante nell’entertainment sportivo, con una sua logistica, un marchio proprio, e una molteplicità di interessi (marketing, turismo, medicina sportiva). Ci sono dietro grandi investimenti e progetti a lunga durata, niente a che vedere con ipotesi di vendita delle quote o altre amenità del genere. In tutto ciò, e sempre rispettando il diritto di ciascuno di pensarla come meglio gli pare, credo che dare del “quaqquaraquà” ad Andrea Agnelli e attendersi (magari auspicare) un cambio di proprietà nei prossimi anni, sia un segno di gravissima miopia sia riguardo al passato che riguardo al futuro.
  13. Tutto è cambiato dall'arrivo di CR7.
  14. Non io, Tuttosport: http://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/fiorentina/2018/08/07-46132675/juventus_ufficiale_il_prestito_di_pjaca_alla_fiorentina?cookieAccept Nel comunicato le cifre del prestito e del riscatto ci sono, comunque. In ogni caso ci tengo a dire che, se il controriscatto non ci fosse, l'operazione non sarebbe più perfetta ma rimarrebbe buona.
  15. Vedo un po' di confusione negli ultimi messaggi. Questa NON è una operazione con la "recompra", come quella di Mandragora all'Udinese, è un prestito con diritto di riscatto e controriscatto. Nel caso di "recompra" il giocatore viene ceduto e pagato subito, il venditore si riserva il diritto di ricomprarselo entro tot anni ad un presso prefissato. Nel caso di prestito con diritto di riscatto e controriscatto, il giocatore NON viene venduto ma ceduto in prestito ad una società che ha il diritto, esercitabile entro un certo periodo, di comprarselo a titolo definitivo. In quel caso la squadra cedente può esercitare il diritto di controriscatto, , "ricomprandoselo" immediatamente, ad un prezzo prefissato. Insomma, tra 1 anno può succedere una di queste ipotesi: 1) Pjaca fa ca**re, la Fiorentina ce lo rispedisce, in quel caso ci abbiamo guadagnato 2 milioni e risparmiato 1 anno di stipendio, certo che in quel caso vuol dire che ci riprendiamo una pippa. 2) Pjaca fa 9-10 gol, bei dribbling, insomma un buon giocatore, da Fiorentina, ma non da Juve, La Fiorentina esercita il diritto di riscatto, la Juve NON esercita il diritto di controriscatto, Pjaca diventa un giocatore della Fiorentina e la Juve ci guadagna 20 milioni (+ i 2 del prestito). 3) Pjaca spacca, fa 30 gol, diventa il nuovo Higuain. La Fiorentina esercita il riscatto, la Juve esercita il controriscatto, paga 6 milioni (26 - 20) dai quali vanno comunque detratti i 2 incassati per il prestito. Sinceramente, non so come facciate a considerare negativamente questa operazione, per un giocatore fermo da 2 anni che deve ancora dimostrare qualcosa nel nostro campionato.
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