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gianluca88

Tifoso Juventus
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  1. ot: intercettazione pubblicata dal Corriere della sera tra Agnelli, D'angelo, Chiappero e un altro avvocato, si capisce benissimo la buona fede di AA: http://www.corriere.it/sport/17_marzo_24/juventus-tutte-intercettazioni-caso-ultra-ndrangheta-andrea-agnelli-rocco-dominello-25a6f19c-10b6-11e7-8dd1-8f54527580f3.shtml
  2. La FIGC che caga il caxxo ad Agnelli per i petardi in un derby (1 partita su 150 che abbiamo giocato allo stadium) è la stessa che non riesce ad impedire lo schifo che stiamo vedendo adesso Complimenti
  3. http://www.corriere.it/sport/17_marzo_24/juventus-tutte-intercettazioni-caso-ultra-ndrangheta-andrea-agnelli-rocco-dominello-25a6f19c-10b6-11e7-8dd1-8f54527580f3.shtml Juventus, tutte le intercettazioni del caso ultrà-‘ndrangheta Il presidente Andrea Agnelli nella telefonata del collaboratore d’Angelo: «Dominello? Incontravo gli ultrà a gruppi, mai da soli. Forse sarà arrivato 10 minuti prima» Le recenti discussioni sui presunti rapporti tra la ‘ndrangheta e la Juventus avvenute in commissione Antimafia, sui media e a margine dell’apertura dell’udienza preliminare del processo Alto Piemonte, vertono, in buona parte, su un punto: se Andrea Agnelli, presidente della società, abbia incontrato o meno Rocco Dominello, uno degli indagati per 416 bis. La veridicità degli incontri e l’eventuale consapevolezza bianconera Questa domanda, ovviamente, se l’era fatta anche la procura di Torino, che ha coordinato l’inchiesta svolta dalla mobile e che l’ha chiusa mesi fa rinviando a giudizio 23 persone (nessuno della Juve). Per i pm Paolo Toso e Monica Abbatecola, che ritengono che Dominello (difeso dagli avvocati Domenico Putrino e Giuseppe Del Sorbo) sia legato alla criminalità organizzata e che abbia fatto affari nella curva bianconera con i biglietti, era rilevante capire se ci fossero stati contatti tra l’indagato e i vertici Juventus. E soprattutto, nel caso in cui tali incontri ci fossero stati, se ci fosse stata consapevolezza da parte della dirigenza di avere di fronte presunti esponenti delle ‘ndrine. La versione di Dominello e il «non ricordo» del collaboratore di Agnelli Rocco Dominello è un uomo legato ai Drughi, uno dei gruppi ultrà della Juve. I referenti dei gruppi ultrà incontrano periodicamente rappresentanti della società per organizzare questioni relative a biglietti e al tifo. Dominello, interrogato in procura, aveva riferito di aver avuto una riunione «a tu per tu» con Agnelli e il suo collaboratore Alessandro D’Angelo. I pm avevano quindi, per avere un riscontro di questa dichiarazione, convocato quest’ultimo in procura più volte come persona informata sui fatti. E avevano chiesto a D’Angelo se questi appuntamenti fossero avvenuti. Il testimone però aveva sempre risposto di non ricordare. D’Angelo e gli avvocati telefonano ad Andrea Agnelli Ed è proprio dopo una delle ultime audizioni di D’Angelo, la scorsa estate, che questi chiede di poter telefonare ad Agnelli. La procura concede una pausa. E intercetta la conversazione telefonica tra Agnelli, che si trovava in villeggiatura. Dall’altra parte ci sono, in viva voce, D’Angelo e i legali Juve, gli avvocati Luigi Chiappero e Maria Turco. Chiappero spiega al presidente della Juventus: «C’è un aspetto su cui Alessandro non ha saputo rispondere ed è entrato in crisi, perché Rocco Dominello avrebbe detto... Su interrogatorio che ha fatto... Che sarebbe stato ricevuto da te in Lamse con la presenza di Alessandro… Parliamo del 2012 e avrebbe detto che tu avevi, al momento in cui vi parlavate, una sorta di block notes, dove tu ti segnavi le cose, e gli avresti anche suggerito che sono meglio gli abbonamenti che non i biglietti, perché sui biglietti ci sono più problemi». Agnelli: gli ultrà «li vedevo a gruppi» Agnelli risponde:«Sì, c’erano i tamburi, c’erano gli striscioni, che c**** ne so, c’erano tutta quella roba lì…». Chiappero puntualizza: «Sì, ecco, ma la domanda è, siccome Alessandro non se la ricordava questa cosa, e sul... Sul non ricordo di Alessandro si sono molto incazzati, allora quello che volevo sapere era se lo ricordavi tu, di questo incontro…». Agnelli dice: «L’incontro sì, senz’altro, cioè sì, so che erano lì...io ogni volta che li vedevo per quando li vedevo a gruppi... Ogni volta che li vedevo per... Ai gruppi io facevo, scrivevo sempre le cose sui fogli perché nella mia testa era per dargli importanza che scrivevo quello che dicevano». Il riferimento è agli incontri periodici tra Agnelli e referenti ultrà che avvenivano in Lamse periodicamente. «Poi ogni tanto – aggiunge Agnelli al telefono - scrivevo “forza Juve”, ogni tanto scrivevo qualcosa eccetera, poi andavo via di lì e Alessandro che immagino senta adesso, ogni tanto gli passavo dei fogli dicendo “questi son pazzi”, “questi sono co*****i”, “questi non hanno capito un c****”». «Ogni tanto Dominello arrivava per primo» D’Angelo si inserisce: «È vero in questa circostanza particolare però eravamo io te e lui». Il cenno è al fatto che Dominello ha riferito un incontro a tre e non generico con il gruppo Drughi. Agnelli risponde: «Eh ma in questa circostanza particolare f*** eh... Lui mi ricordo che ogni tanto veniva prima poi arrivavan gli altri, però vado a memoria ragazzi cioè non è che…». «Mai così a un primo incontro» D’Angelo ribadisce che la procura è molto irritata dai “non ricordo” e che bisognerebbe fare mente locale per capire se davvero l’incontro fosse stato a tre oppure no. «Il problema mio è stato lo stesso – dice D’Angelo - Loro sono impazziti quando io gli ho detto che non ricordavo, perché lui (Rocco Dominello) dice “la prima volta che ho incontrato il presidente Agnelli è stato tra giugno e luglio 2012, mi ha portato Alessandro, eravamo attorno a un tavolo, addirittura avevi un block notes”». Agnelli smentisce: «Ma io non penso proprio, no penso proprio perché mai e poi mai ad un primo incontro del genere, vado così conoscendomi io». Riferito al pm, D’Angelo continua a raccontare l’audizione: «Poi lui mi ha detto una roba con me, è impazzito oggi, mi ha trattato malissimo e mi ha detto, “per me potete continuare a negare l’incontro”, io poi a un certo punto gli ho detto “senta ma mi faccia capire ma io posso anche chiamare”». Agnelli prova a ricostruire: «No no ma l’incontro c’è anche stato secondo me, non è che bisogna negarlo, però dubito che sia stato ti pre... Cioè ti presento e da lì subito fai dei ragionamenti di quel tipo, e ti presento e questo coglionazzo che fa questo che fa l’altro poi comunque non ti preoccupare ci penso io... Cioè non è che ti presento qualcuno pronti via fai quel tipo di riflessioni». L’incontro senza gli altri Drughi? D’Angelo replica: «Questo è normale, però la domanda è perché c**** te lo avrei portato?». L’avvocato Maria Turco si inserisce nella conversazione e precisa: «Il punto è che era lui solo senza Dino (Gerardo Mocciola, capo dei Drughi, ndr), solo lui e senza gli altri». Come a dire, un conto è se i referenti Drughi, con Dominello, sono andati dal presidente. Un conto è se ci fu una riunione in solitaria. Agnelli risponde: «E sì ragazzi miei questo secondo me se lo inventa anche lui». D’Angelo ripete ancora cosa gli avrebbe detto chi lo ha interrogato: «E però lui mi ha detto, “per me va bene, tu puoi anche non ricordarti ed è assurdo che tu non ricordi una cosa del genere, se la prossima volta Rocco viene qua e mi dimostra di essere stato quella giornata in ufficio con voi tu sei f*****”. Mi ha proprio detto “Tu sei f*****”». «Mai leader delle curve da soli» E D’Angelo sul punto, ammette: «E io ho proprio un vuoto incredibile, guarda non ricordo neanche». Chiappero chiede ad Agnelli: «Ecco, potrebbe essere che tu gli hai detto abbonamenti a coso per evitare che i numeri salissero o cose di questo genere?». «Può darsi, può darsi», risponde il presidente della Juventus e prosegue: «Eh io li vedevo una volta ogni sei mesi una volta all’anno quindi non è che...”. Chiappero afferma: «Quindi diciamo che lì hai visto lui come altri hai visto anche altri singolarmente cioè non è che singolarmente…». Agnelli risponde di “sì” e che non erano venuti da soli nemmeno altri leader delle curve. «Ma neanche secondo me non è venuto da solo – dice il numero uno bianconero - Da solo non c’è mai stato adesso che... Io questo... O che è arrivato 5 minuti dieci a... E dietro c’era l’altro e... Da solo da solo non me lo ricordo neanche io questo, perché vengo dieci minuti prima sempre in coppia quelli lì». D’Angelo prova ad aiutarlo a ricordare: «Perché ti spiego un altro dettaglio, lui (Dominello, ndr) dice che quando è uscito dall’ufficio lo ha chiamato l’avvocato Galasso dicendogli, “e come ti devo chiamare adesso, dottore, visti gli uffici che frequenti...”. E Rocco ha detto “io non so come facesse a sapere di questo incontro”». «Perché secondo me c’era anche Germani (Fabio, fondatore di “Bianconeri d’Italia”, ndr) e arrivava dieci minuti dopo cioè io non lo so quelle robe lì…»risponde Agnelli. E D’Angelo: «Io non ricordo purtroppo me ne dispiaccio ma non ricordo non ricordo». E ancora: «Dice che era la prima volta che ti incontrava come se questo incontro lo avessi combinato io». Agnelli a quel punto replica: «No, no, mai e poi mai saremmo scesi in quei dettagli la prima volta: impossibile, impossibile». L’esortazione di Chiappero Chiappero esorta tutti a pensare bene a presunti incontri e spiega che o Dominello «non è venuto e si dice millanta o è venuto e bisogna ricordare perché». E Agnelli ammette: «E Gigi però così io non mi ricordo io... cioè ci penso voglio dire però mi sembra una cagata eh». Indagine chiusa senza altri addebiti Dopo questa e alte intercettazioni, la procura della Repubblica, nel novembre 2016, decide di chiudere l’indagine senza contestare addebiti ad Agnelli e ai suoi collaboratori.
  4. è lui, l'ha postato qualcuno sotto il tweet con il link all'articolo, e lui si è difeso così:
  5. Ma quanto è juventino questo Pipitone?
  6. "Come ho scritto alcuni giorni fa, non ho mai incontrato boss mafiosi. A cadenze regolari come è noto ho incontrato tutte le categorie di tifosi, siano essi Club Doc, Member o gruppi ultras. E’ sempre stata un’attività fatta alla luce del sole e che penso rientri a pieno titolo nei doveri di un presidente di una società calcistica. Se alcuni di questi personaggi hanno oggi assunto una veste diversa agli occhi della giustizia penale, questo è un aspetto che all’epoca dei fatti non era noto, né a me, né a nessuno dei dipendenti della Juventus. E all'argomento che qualcuno di voi potrebbe opporre, che gli ultras o i loro capi non sono stinchi di santo, io vi dico che condivido ma rispetto le leggi dello stato e queste persone erano libere e non avevano alcuna restrizione a frequentare lo stadio e le partite di calcio."
  7. Lo deduci da un'intercettazione dove AA non parla di Dominiello, ma di Grancini Per favore, almeno noi juventini, prestiamo attenzione a certe cose e non facciamoci fregare da questi "giornalisti"
  8. "e all'argomento che qualcuno potrebbe opporre, che gli ultrà o i loro capi non sono stinchi di santo, io vi posso dire che potrei anche condividere, ma rispetto le leggi dello Stato e queste persone erano libere e non avevano alcuna restrizione a frequentare lo Stadium o partite di calcio"
  9. Visto che qualcuno sembra si sia dimenticato quello che A.Agnelli ha detto solo pochi giorni fa, lo riposto:
  10. Reina salta l'allenamento per problemi fisici http://it.eurosport.com/calcio/calcio-spagna-reina-salta-l-allenamento-per-problemi-fisici_sto6102221/story.shtml Messaggi scandalizzati per questa notizia?
  11. E non sa che non sono stati neppure convocati
  12. Si sa solo che sono 25300 abbonamenti "standard" e 4000 Juventus premium club, i dati settore per settore che io sappia non sono stati resi noti
  13. Come contro il Milan, non riusciamo a concretizzare tuta la mole di occasioni creata, abbiamo tenuto in bilico una partita che potevamo chiudere tranquillamente nella prima mezz'ora, ma comunque va bene così, l'importante era portare a casa i 3 punti.
  14. Spero di sbagliarmi, ma questo è solo l'antipasto di quello che succederà tra 2 settimane