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gianluca88

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  1. "Cercheremo di festeggiare facendoci scivolare addosso le critiche delle persone che ci vogliono male"
  2. Probabilità di retrocessione secondo Opta Analyst https://theanalyst.com/eu/2023/08/opta-football-predictions/ Empoli 76.7% Udinese 14.2% Verona 5.1% Frosinone 4.0% L'Udinese potrebbe salvarsi con 5 vittorie
  3. Sassuolo retrocesso, sarà decisiva Frosinone-Udinese per stabilire l'ultima che andrà in B
  4. Dovrebbero baciare la chiappe ad Oaktree, che gli ha fatto vincere lo scudetto grazie ai suoi soldi, invece piangono perché li rivogliono indietro. Si vede proprio che sono piangina nell'anima
  5. Allegri a Tuttosport: la sua Juve, le incomprensioni e l'anno da corpo estraneo Il tecnico è venuto in redazione per scusarsi e chiarire i fatti di mercoledì all’Olimpico poco prima del divorzio dal club bianconero TORINO - "Ci sei all’una e mezza se passo in redazione?". La vicenda di mercoledì notte si chiude definitivamente negli uffici di Tuttosport, davanti alla foto della Juventus del 1957-58 e quella del Torino del 1975-76, icone di un calcio di altri tempi, più veri e più saggi, che benedicono la stretta di mano, unica possibile conclusione di un fatto brutto, ma archiviabile perché solo gli stupidi non riescono a chiarirsi. Massimiliano Allegri ed io abbiamo fatto pace in cinque minuti e non è stato particolarmente difficile, perché a freddo è diventato più comprensibile il contesto nel quale è esploso lo sfogo di rabbia dell’allenatore bianconero. Allegri-Juve, la chiusura imperfetta del cerchio Qualche ora prima di ricevere la prevista, anzi previstissima, comunicazione dell’esonero, Allegri è un uomo sereno e amareggiato. Pentito di quanto è successo durante e dopo la finale, ma soprattutto dolorosamente consapevole di cosa, quel folle comportamento, gli è costato. Non certo il posto di allenatore della Juventus, che sapeva di perdere comunque a fine stagione, ma un finale diverso, il saluto dello Stadium all’ultima giornata contro il Monza, magari mostrando la Coppa insieme alla squadra. È forse una punizione più dura dell’esonero per chi si è sempre sentito e si sente tuttora parte della Juventus e profondamente juventino. Non nel senso del tifoso, che per un professionista del calcio è sempre un concetto un po’ sfumato, ma nel senso di membro di una famiglia di cui è stato parte nella buona e nella cattiva sorte. Me lo ha spiegato con uno sguardo quasi lucido, perché sarebbe stata una chiusura perfetta di un cerchio lungo dieci anni, compresi i due a riposo, con una Coppa a sigillare tutto in modo molto juventino. Allegri, parafulmine e figura ingombrante Niente di tutto ciò, invece. E un po’ di malinconia non può non velare l’umore anche del più cinico dei tifosi. Allegri è stato, nel suo secondo mandato, un allenatore divisivo per molte ragioni, alcune logiche altre no, ma la principale è quella di essere stato il parafulmine del club in un triennio tempestoso in cui di fulmini ce ne sono stati troppi e di vittorie poche. E soprattutto quest’ultimo fattore pesa tantissimo quando alleni la Juventus, perché - per esempio - è bastata la vittoria di mercoledì a incrinare il fronte dell’antiallegrismo, lasciando gli integralisti al loro posto, ma facendo vacillare emotivamente i più moderati dei suoi detrattori. Alla Juventus il fatto estetico è sempre stato secondario e se, senza dubbio, il gioco offerto dalla Juventus nelle ultime due stagioni è stato, a tratti, troppo sotto il livello accettabile, le vittorie fanno sempre luccicare anche quello che oro non è. Allegri è stato, da due anni a questa parte, l’unica faccia della Juventus e la sua figura si è fatta sempre più ingombrante all’interno del club, i cui meandri conosceva meglio di tutti i dirigenti. Nei grandi club, quando funzionano, ognuno ha il suo lavoro e deve svolgere solo quello e lo deve fare con il massimo impegno e la massima professionalità. Deviare da questa regola sacra porta sempre qualche guaio e l’esplosione di rabbia di Allegri, nella notte di mercoledì, è uno di questi. Allegri-Juve, finale già scritto Con la nuova dirigenza non è riuscito a creare un rapporto. Forse perché non ha mai sentito la fiducia, consapevole di fare parte di un altro capitolo della storia juventina, forse perché non si sono mai riusciti a capire fino in fondo. Non sempre si parla la stessa lingua, anche se questo non dovrebbe mai e poi mai finire come è finito sul prato dell’Olimpico con i gestacci a Giuntoli, perché le storie di dissapori fra allenatori e direttori sportivi possono riempire un paio di enciclopedie, ma di solito si risolvono, animatamente, in una stanza e non sotto gli occhi di milioni di persone. È anche vero che una stagione di incomprensioni è lunga e lascia il segno, soprattutto se, a un certo punto, ti senti un corpo estraneo che il club vuole espellere, aspettando solo il momento giusto: così si è sentito Allegri, per questo ha accumulato la frustrazione che è esplosa nella serata della Coppa Italia. Non è possibile stabilire chi ha torto e chi ha ragione in un divorzio se il matrimonio, a pensarci, non s’aveva da fare. La nuova Juventus voleva licenziarlo già un anno fa, ma costava troppo e stare insieme per forza, alla lunga, porta sempre a un finale così. Un finale brutto dal quale non si torna indietro, un finale che lascia Allegri svuotato, malinconico, ma anche sereno e pronto a guardare al futuro. È ancora presto per girarsi indietro e non essere punti dai ricordi degli ultimi giorni, fra un po’ la prospettiva cambierà, sia per Allegri che per i tifosi. Quando certi angoli del presente, fortunatamente diventeranno curve nella memoria e accetteranno come una vittoria il fatto che non ritorna mai più niente. https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2024/05/18-127687903/allegri_a_tuttosport_la_sua_juve_le_incomprensioni_e_l_anno_da_corpo_estraneo
  6. https://www.juventus.com/it/news/articoli/ufficiale-massimiliano-allegri-non-e-piu-l-allenatore-della-juventus
  7. La Juventus comunica di avere sollevato Massimiliano Allegri dall’incarico di allenatore della Prima Squadra maschile. L'esonero fa seguito a taluni comportamenti tenuti durante e dopo la finale di Coppa Italia che la società ha ritenuto non compatibili con i valori della Juventus e con il comportamento che deve tenere chi la rappresenta. Si conclude un periodo di collaborazione, iniziato nel 2014, ripartito nel 2021 e terminato dopo le ultime 3 stagioni insieme con la Finale di Coppa Italia. La società augura a Massimiliano Allegri buona fortuna per i suoi progetti futuri. https://www.juventus.com/it/news/articoli/ufficiale-massimiliano-allegri-non-e-piu-l-allenatore-della-juventus
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