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  1. Episodi arbitrali Competizioni stagione agonistica 2016/17 - Serie A Tim venticinquesima giornata
  2. Trionfo ancora tedesco nella combinata nordica con Rydzek che entra nella storia nella staffetta maschile. Argento Norvegia e storico bronzo nipponico
  3. Dopo la staffetta femminile, gli uomini affrontano le fatiche della 4×10 km al Mondiale di Lahti 2017 con la vittoria della Norvegia con il quartetto formato da Toenseth, Dyrhaug, Sundby e Krogh che è riuscita a dare la scossa nella terza frazione con Sundby che ha creato il distacco necessario per precedere la Russia al traguardo con un Ustiugov in super forma che ha insidiato fino alla fine il norvegese dopo una buona prestazione dei compagni (Larkov, Bessmertnykh e Cherbotkin). A completare il podio c’è la Svezia che precede di soli due decimi la Svizzera con la Finlandia che cade a pochi metri dal traguardo perdendo il terzo posto proprio all’ultimo. http://www.sportface.it/sport-invernali/sci-fondo/sci-di-fondo-mondiale-lahti-2017-staffetta-maschile-pellegrino-federico/145177
  4. Norvegia in fondo staffetta femminile pazzesca ancora con Bjorgen sempre più leggendaria. nel salto maschile dal trampolino lungo gara BELLISSIMA che vede ancora una volta Kraft prevalere sul povero Wellinger e centra una doppietta storica dopo l'oro dal TN
  5. MARCH 2017 TENNIS WORLD TOUR FINALS (ATP 1000) BNP PARIBAS OPEN - Indian Wells (USA) R. FEDERER (SUI) beat S. WAWRINKA (SUI) 6-4 7-5 (ATP 1000) MIAMI OPEN PRESENTED BY ITAÚ - MIAMI (USA) R. FEDERER (SUI) beat R. NADAL (SPA) 6-3 6-4 (WTA Premier) BNP PARIBAS OPEN - Indian Wells (USA) E. VESNINA (RUS) beat S. KUTZENTSOVA (RUS) 6-7(8) 7-5 6-4 (WTA Premier) MIAMI OPEN PRESENTED BY ITAÚ - MIAMI (USA) J. KONTA (GBR) beat C. WOZNIACKI (DAN) 6-4 6-3
  6. TRIONFO PER TIMEA BABOS – Non era cominciata per il verso giusto l’attesa finale dell’International di Budapest per Timea Babos. L’avversaria per il titolo, Lucie Safarova, nel primo set si ritrova sotto 4-2 andando in difficoltà sulle seconde di servizio. La mancina di Brno recupera il break di svantaggio e il set si porta nella medesima condizione in cui giunse ieri il primo segmento della semifinale tra Timea Babos e Julia Goerges, con Lucie Safarova costretta a servire per portare la sfida al tiebreak. Questa volta la Babos non riesce a infliggere il break risolutivo e il set si decide al jeu décisif. La ex numero 5 del ranking Wta sale sul 5-1, la tennista magiara prova il disperato recupero accorciando sul 5-4, ma i successivi due servizi della Safarova sono decisivi e danno la prima partita della finale alla quattro volte campionessa di Fed Cup con la sua nazionale. Spinta dal pubblico a favore, Timea Babos non si lascia condizionare dal set appena perduto e nella seconda frazione comincia a martellare la sfidante. Anche quattro aces a coronare il secondo set appannaggio della magiara per 6-4. Il set decisivo è equilibrato e teso come una corda di violino. Il punto di rottura che indirizza la finale avviene al quinto gioco: la Babos riesce a strappare il break ai vantaggi e la ceca cede. La numero 1 del seeding si porta avanti di due break sul 5-2 e con il servizio disponibile per chiudere la sfida. L’ungherese trema, rendendo con un doppio fallo un break alla sfidante, ma nel gioco successivo approfitta di una Safarova ormai giunta allo stremo per mettere la parola fine alla finale e concedersi alla più sfrenata gioia per il trionfo ottenuto in casa. Per la ventitreenne magiara è il secondo titolo Wta dopo la datata vittoria al Monterrey Open risalente esattamente a cinque anni fa – era il 26 febbraio 2012 quando impose un doppio 6-4 ad Alexandra Cadantu. Per Lucie Safarova è invece il decimo k.o. all’ultimo atto di un torneo, ma non il più doloroso considerato che la ceca ha perso anche in una finale Slam, il 6 giugno 2015 al Roland Garros contro Serena Williams. Hungarian Ladies Open – Finale [1] T. Babos b. [2] L. Safarova 6-7(4) 6-4 6-3 http://www.tenniscircus.com/circuito-wta/wta-budapest-timea-babos-si-afferma-profeta-in-patria/
  7. Tutto liscio per Milos Raonic, che, da testa di serie numero uno del seeding di Delray Beach, è approdato in finale come da pronostico. Il canadese ha avuto un tabellone tutto sommato agevole, perdendo un solo set contro il ventiduenne Edmund. Infatti Milos ha infilato di seguito il qualificato Smyczeck, Borna Coric, Kyle Edmund e infine il redivivo Juan Martin del Potro. Contro l’argentino ci si sarebbe aspettata una partita più avvincente, ma purtroppo il finalista delle Olimpiadi di Rio non ha ancora il rovescio al meglio delle proprie potenzialità, come egli stesso ha dichiarato. Del Potro ha lottato duramente nel secondo set, perso al tie break a sei punti, ma Delpo ha bisogno di tempo e pazienza per tornare a battersela alla pari con i migliori del circuito. Nessuno esclude che lo farà, come ha dimostrato durante le Olimpiadi e nella straordinaria vittoria in Coppa Davis. Ciò nonostante il cammino (quasi) perfetto del numero quattro del mondo durante l’ATP 250 viene interrotto bruscamente sul più bello: Milos Raonic è stato costretto a ritirarsi a causa di un infortunio al bicipite femorale. Un vero peccato, dal momento che il canadese aveva già immaginato il trofeo di Delray Beach nella sua bacheca: Raonic infatti, pur avendo perso l’ultimo match contro Jack Sock (finalista del torneo della Florida) a Shanghai, era in vantaggio 8 a 2 negli scontri diretti. Sarà felice di questo epilogo l’americano che porta a casa trofeo e punti che fanno sempre comodo. Sock è arrivato in finale senza aver perso nemmeno un set. Però bisogna sottolineare che il numero 21 del mondo ha incontrato giocatori decisamente più alla sua portata (Albot, Garcia Lopez, Johnson e Young), ciò non toglie il merito a Sock di aver tagliato brillantemente il traguardo della finale. Alla fine, contro ogni previsione, Milos Raonic ha salutato il torneo americano battuto dalla sua stessa arma (la prestanza fisica) e Jack Sock ha “conquistato” il titolo dell’ATP 250 di Delray Beach. Speriamo che l’infortunio di Raonic non sia grave e che possa tornare presto sui campi da gioco. http://www.ubitennis.com/blog/2017/02/26/atp-delray-beach-raonic-si-ritira-e-sock-diventa-campione/
  8. Il circus maschile ha fatto tappa questa settimana a Marsiglia, Francia, per l’ormai tradizionale appuntamento con l’Open 13, giunto alla sua venticinquesima edizione. Una curiosità. Il numero 13 che compare proprio nel nome della manifestazione corrisponde al codice identificativo del dipartimento delle Bouches-du-Rhône di cui la città focese è la capitale. Un torneo, oggi classificato ATP 250, di buona tradizione che può vantare nel proprio albo d’oro due ex numeri al mondo come Boris Becker e Roger Federer. Si gioca su campi veloci allestiti nel Palasport cittadino, un impianto di quasi seimila posti a sedere. Dal 1993, anno dell’esordio, ad oggi, per ben otto volte il titolo è finito nelle mani di un padrone di casa. Detentore è l’australiano Nick Kyrgios, bravo dodici mesi fa nel superare Marin Cilic. Tanto per rinverdire la consuetudine, i protagonisti dell’atto conclusivo sono due giocatori transalpini. Da una parte il veterano trentunenne Jo-Wilfried Tsonga, seconda testa di serie e numero 11 delle classifiche mondiali, a caccia qui a Marsiglia di una personalissima tripletta dopo i successi riportati nel 2009 e nel 2013. Al di là della rete c’è un interessante prospetto di campione come il giovane Lucas Pouille, 6 posizioni di ritardo nel ranking ma 8 anni in meno all’anagrafe. Percorsi simili hanno caratterizzato l’approdo alla finale per i due connazionali. Nella parte alta di tabellone tutto relativamente facile per Pouille, fatta eccezione per la battaglia nei quarti contro il russo Medvedev. In basso, invece, il solo Kyrgios nel corso della semifinale è stato capace di rallentare la marcia di uno Tsonga che avrà anche dichiarato recentemente di sentirsi ormai a fine carriera ma è apparso su buonissimi livelli per tutto l’arco della settimana. Non si è trattato di uno scontro inedito; il bilancio dei confronti diretti consta infatti di una vittoria a zero per Tsonga che risale all’ultimo torneo di Monte Carlo. Espletate le operazioni di riscaldamento si comincia dunque con Pouille alla battuta. Nemmeno il tempo di prendere confidenza con l’ambiente e un tracciante in lungolinea con il rovescio, colpo notoriamente meno nobile, regala a Tsonga un sanguinoso break a freddo, poi confermato, e la possibilità di fare corsa di testa nel parziale. Per entrambi è davvero scarsa la propensione nel dilungarsi a scambiare da fondo, a tutto vantaggio di una tattica globalmente aggressiva e a tratti anche spettacolare. Tra qualche soluzione tecnica piuttosto interessante e qualche piccolo errore di esecuzione, il set segue ora senza troppi sussulti l’ordine dei servizi. Il nono gioco, con Pouille al servizio in ritardo per 5 giochi a 3, sembra non offrire nulla di nuovo quando all’improvviso, sotto di tre quindici, Tsonga infila un parziale di 4 punti in rapida successione che gli valgono la palla set, poi sciupata con un passante di rovescio in corridoio per la verità non semplice. Per l’allievo di coach Ascione, comunque, l’obiettivo è solo rimandato di qualche minuto, al termine dell’ennesimo turno di servizio incamerato senza concedere nemmeno le briciole. Alla ripresa delle ostilità Pouille ci regala immediatamente un saggio del suo talento bucando in tweener l’avversario appostato a rete. Tsonga, dal canto proprio, al servizio continua ad essere una sentenza esibendo un linguaggio del corpo che sprizza fiducia da tutti i pori. Sebbene i giochi perseverino nell’essere piuttosto rapidi e poco combattuti nel punteggio, il match è tutto fuorché noioso grazie soprattutto alle variazioni negli schemi tattici e nelle rotazioni messe in atto dai due avversari. Quando però Pouille va a servire per il settimo gioco, due brutti errori nei pressi della rete – imperdonabile il secondo, quello sulla palla-game – gli costano inaspettatamente il secondo break di giornata, un fulmine (quasi) a ciel sereno. È l’allungo decisivo. Due giochi interlocutori mandano uno straripante Tsonga, storicamente a suo agio contro i connazionali contro i quali conduce per 60-18, a servire per il torneo. Non c’è più partita perché un tris di ace in fila, in un battito di ciglia, significano trionfo. Il secondo consecutivo per Jo dopo Rotterdam, a conferma di uno stato di forma psico-fisica davvero notevole. In definitiva, un’ora e nove minuti di partita, un break chirurgico per set ed una superiorità da parte del più esperto Tsonga, a conti fatti, mai in discussione. Da domani per Jo-Wilfried sarà ancora una volta Top 10, settima piazza per la precisione, mentre Pouille, apparso comunque in ripresa dopo un inizio di stagione decisamente sottotono, potrà consolarsi con la conferma del personale best ranking, fissato per la seconda volta in carriera al numero 15. http://www.ubitennis.com/blog/2017/02/26/atp-marsiglia-tsonga-pouille-open-13/
  9. Thiem intanto continua il suo percorso di crescita e vince l'ATP di Rio battendo in finale Carreno Busta 7-5 6-4
  10. SCI DI FONDO, MONDIALI: NISKANEN ORO NELLA 15 KM TC Iivo Niskanen conquista l'oro mondiale nella 15 km a tecnica classica davanti al pubblico di casa, che lo osanna come un semidio. Sulle nevi di Lahti, il finlandese ha guidato ininterrottamente la gara, sin dalle battute iniziali, volendo sfiancare la resistenza di norvegesi e russi, capaci di un gran finale. E l'obiettivo del finnico e' stato raggiunto: Niskanen ha chiuso con il tempo di 36'44"0 e ha preceduto Martin Sundby per 17"9, con recupero finale, e l'altro norvegese Niklas Dyrhaug a 31"3. Giu' dal podio il russo Alexander Beemertnykh, per lungo tempo davanti ai norvegesi. Per l'Italia c'e' ancora una bella prova di Giandomenico Salvadori, 21esimo al traguado, a 2'07"1, ed e' 24esimo Dietmar Noeckler a 2'21"4. Francesco De Fabiani ha faticato e ha chiuso al 40esimo posto, ristabilitosi in ottica staffetta di dopodomani. Intanto per domani, giovedi'. e' programmata la 4x5 km femminile, con partenza alle 14, ora italiana. http://sport.repubblica.it/news/sport/sci-di-fondo-mondiali-niskanen-oro-nella-15-km-tc/4687640
  11. ............... SERIE A TIM: UDINESE - JUVENTUS STADIO "DACIA ARENA" - Udine, domenica 05/03/2017 - Ore 15:00 Qui la cronaca del match
  12. ............... SERIE A TIM: UDINESE - JUVENTUS STADIO "DACIA ARENA" - Udine, domenica 05/03/2017 - Ore 15:00 Qui i vostri commenti post-partita
  13. Tim Cup (Semifinale d'andata) Torino, 28/08/2017 - Ore 20:45 ............... JUVENTUS - NAPOLI 3-1 .......
  14. Premessa: NAPOLI MERDA SEMPRE E COMUNQUE. Nel vostro bel mondo dei sogni vi illudete di essere una squadra da sogno quando nel mondo reale siete una mera scorreggia di epiche proporzioni. Degni compari degli altri rosiconi del nord Italia con l'aggiunta che almeno quelli, nella preistoria, qualcosa hanno vinto, voi invece rimanete una macchietta insulsa in questo sport che si chiama calcio. Venendo alla partita, si è visto chiaramente che Allegri NON SI DEVE PIU' MINIMAMENTE AZZARDARE a cambiare sto cazzo di modulo. E' questo il vestito della squadra, la difesa a 3 non c'entra un benemerito CAZZO con questo collettivo e, appunto, una volta entrato Cuadrado è scesa in campo la Juventus e non la Juve Stabia come nel primo tempo, con tutto il rispetto. Si commenta solo la seconda frazione, perchè è stata giocata DA JUVE COME CRISTO COMANDA. Peccato per il primo tempo e per il gol subito, ma tutto sommato è un ottimo risultato in vista della partita di ritorno cui se ne riparlerà nei primi di aprile, considerando che la concentrazione dovrà rimanere alta onde evitare brividi come lo scorso anno in quel di San Siro. La qualificazione è aperta ma è una buonissima base su cui andare da questi qua a Napoli. Testa bassa e pedalare che, come ha detto pocanzi Higuaín ci sono ancora 4 mesi di fuoco ed è lunghissima. Testa a Udine. Fino alla fine.
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