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19 Piero Dusio (Dal 1941 Al 1947) Biografia: Con oculati investimenti da rappresentante di tessuti, poco più che ventenne, costruì rapidamente una fortuna e divenne uno dei più importanti industriali piemontesi. Negli anni trenta abbozzò una carriera da pilota che gli diede anche alcuni successi, come un primo posto nella gara dello Stelvio del 1938. In seguito il suo impero industriale si ramificò in molti campi, per ulteriormente solidificarsi negli anni della seconda guerra mondiale, durante i quali assunse anche la presidenza del club di calcio della Juventus, dal 1942 al 1947. Nel 1944 fondò la Cisitalia, acronimo di Compagnia Industriale Sportiva Italiana, facendosi poi aiutare nell'impresa da Rudolf Hruska e Ferry Porsche, stante il sodalizio tecnico ed umano instauratosi, nel 1947, dopo che Dusio si era prodigato, anche versando un forte riscatto in denaro, per la liberazione del padre Ferdinand Porsche, detenuto in Francia quale prigioniero di guerra. Alla guida di una Cisitalia 202 MM, ha partecipato alla I Coppa delle Dolomiti nel 1947, raggiungendo il secondo posto. Nel secondo dopoguerra, con l'aiuto dei due tecnici tedeschi, tentò di dare vita ad un modello di auto di Formula 1, futuristico per i tempi, ma il tentativo si arenò. Il tracollo finanziario dovuto al pagamento dell'astronomico riscatto ed alle ingenti spese per la vettura di F1, lo spinse a lasciare la Cisitalia nelle mani del figlio Carlo (la società venne poi liquidata nel 1956) e trasferirsi in Argentina, dove fondò la Autoar, nel 1950, prima fabbrica locale di automobili. Nell'ultima parte della sua vita lavorativa, Piero Dusio si dedicò ad attività edilizie e commerciali, abbandonando il settore dell'automobile. 1941/42
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18 Emilio de la Forest de Divonne (Dal 1936 Al 1941) Biografia: Dal 1936 al 1941, è stato presidente della squadra di calcio della Juventus, succedendo a Enrico Craveri e Giovanni Mazzonis che avevano assunto la carica ad interim dopo la morte di Edoardo Agnelli, avvenuta il 15 luglio del 1935 in seguito al cappottamento del suo idrovolante. Durante la presidenza di Emilio de la Forest de la Divonne la Juventus non vinse scudetti: nel palmarès presidenziale figura solo la Coppa Italia 1937-1938. L'acquisto di maggior rilievo avvenuto durante la sua presidenza è senz'altro quello di Carlo Parola. 1937/38
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17 Giovanni Mazzonis (Dal 1935 Al 1936) Biografia: Di origini nobili, era difatti barone, Mazzonis fu membro della Juventus, dapprima come calciatore ed in seguito come dirigente e presidente. Mazzonis fu un giocatore della Juventus. Fece il suo esordio in prima squadra contro il Torino il 10 gennaio 1909 nel Derby della Mole in una sconfitta per 1-0, mentre la sua ultima partita fu contro l'Inter l'11 febbraio 1912 in una sconfitta per 4-0. In quattro stagioni bianconere collezionò 10 presenze senza segnare. Su pressione di Edoardo Agnelli divenne un dirigente della Juventus, ricoprendo il ruolo di general manager del sodalizio bianconero. Alla morte di Agnelli nel 1935, assume la carica di presidente del club insieme ad Enrico Craveri. Venne esautorato nel 1940 dalla massima carica juventina da Emilio de la Forest de Divonne, sotto la pressione del federale Gazzotti che desiderava per il sodalizio torinese una dirigenza interamente fascista.
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16 Enrico Craveri (Dal 1935 Al 1936) Biografia: Enrico Craveri è stato finora l'unico presidente della Juventus a ricoprire la carica per due volte. Nel 1935 succedette a Edoardo Agnelli, proprietario della Juventus per 12 anni, per la carica di presidente durante la guerra d'Etiopia, con un ex giocatore del club, Giovanni Mazzonis. Il suo primo mandato finì nel 1936.
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15 Edoardo Agnelli (Dal 1924 Al 1935) Biografia: Figlio di Giovanni Agnelli, il fondatore della FIAT, e di Clara Boselli e fratello di Aniceta Caterina, nasce a Verona dove è di guarnigione il padre, in quel periodo ufficiale di cavalleria. Si laurea in giurisprudenza e partecipa alla prima guerra mondialecome ufficiale di cavalleria, ma praticamente fa da autista al Gen. Luigi Cadorna. Dopo la laurea viaggia in tutto il mondo per arricchire la propria cultura in campo industriale, dato che il destino gli riserva compiti di grande importanza nell'ambito delle aziende di famiglia: è, infatti, vicepresidente della FIAT, vicepresidente delle Officine di Villar Perosa, vicepresidente del Consiglio Provinciale dell'Economia, presidente del consiglio d'amministrazione del quotidiano La Stampa, presidente del consiglio d'amministrazione del Giornale del Pinerolese. Oscurato dall'ingombrante ombra del padre, uomo autoritario e deciso, non avrà molto peso nell'azienda di famiglia, governata con pugno di ferro dal padre stesso e da un outsider, un giovane che diverrà in breve tempo l'uomo di fiducia del padre: Vittorio Valletta. Edoardo si appassiona al calcio e fa del Foot-Ball Club Juventus, grazie al suo lavoro nella presidenza della società dal 1923 al 1935 (il più antico sodalizio di imprenditori nel calcio), la stella del calcio italiano con la vittoria di 6 scudetti in 10 anni, di cui 5 consecutivi. « Dotato di fervida intelligenza, di grande affabilità e di quella molta esperienza, di mondo, di vita, di lavoro chi ha potuto acquistare collaborando attivamente nella direzione di grandi aziende con l'illustre suo padre, il senatore Giovanni Agnelli; cultore appassionato d'ogni genere di sport, espertissimo automobilista, direttore della Società Torinese per le Corse dei Cavalli, presidente onorario del Gruppo Sportivo FIAT, egli porta nella nostra società, insieme alla preziosa opera sua, un nome che si illumina di una delle più alte glorie sportive italiane, di una delle più meravigliose creazioni dell'intelligenza e del lavoro umano, gloria di sport, gloria di lavoro. » (Da Hurrà Juventus, rivista istituzionale della Juventus, luglio 1923) Fonda anche una stazione invernale che diverrà presto prestigiosa e famosa: il Sestrière, dal nome dell'omonimo colle, a cui si giunge dal paese di origine della famiglia Agnelli, Villar Perosa, sita poco più oltre Pinerolo sulla omonima statale (la 23), che a partire da Pinerolo sale lungo la sinistra orografica del Chisone. Un grave incidente stroncò la vita a soli 43 anni dell'erede di Giovanni Agnelli: il 14 luglio 1935, una calda domenica estiva, Edoardo rientrò da Forte dei Marmi con l'idrovolante del padre, un Savoia-Marchetti S.80 pilotato dall'asso dell'aviazione Arturo Ferrarin; diretto a Genova per poi raggiungere Torino in treno, durante l'ammaraggio all'idroscalo i galleggianti del velivolo urtarono un tronco vagante sullo specchio d'acqua, l'aereo si ribaltò ed Edoardo morì decapitato dall'elica rimasta in movimento, mentre il pilota rimase indenne. Edoardo sposò Virginia Bourbon del Monte, principessa di San Faustino, dalla quale ebbe sette figli: Clara (1920), sposò Tassilo Fürstenberg, dal quale ha avuto Virginia detta Ira, Egon e Sebastian. Sposò in seconde nozze Giovanni Nuvoletti. Gianni, sposò Marella Caracciolo di Castagneto, dal quale ha avuto Margherita ed Edoardo. Susanna (1922 - 2009), sposò Urbano Rattazzi (1918 - 2012), dal quale ha avuto sei figli: Ilaria, Samaritana, Cristiano, Delfina, Lupo e Priscilla. Maria Sole (1925), sposa Ranieri Campello (1908 - 1959) ed in seconde nozze Pio Teodorani Fabbri (1924). Ha cinque figli: Virginia, Argenta, Cinzia, Bernardino ed Edoardo. Cristiana (1927), sposò Brandolino Brandolini d'Adda (1918 - 2005), dal quale ha avuto quattro figli: Tiberio, Leonello, Nuno e Brandino. Giorgio (1929 - 1965), celibe e senza figli. Umberto, sposò Antonella Bechi Piaggio di Luserna, dalla quale ebbe due gemelli Enrico e Alberto (1962), vissuti solo pochissimi giorni e Giovanni Alberto; in seconde nozze sposò Allegra Caracciolo (1945), cugina della cognata, dalla quale ha avuto Andrea (1975) e Anna (1977). Suo nipote Andrea Agnelli, nato nel 1975, è attualmente il presidente della squadra Juventus, in carica sin dal 2010. 1925/26 1930/31 1931/32 1932/33 1933/34 1934/35
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14 Gino Olivetti (Dal 1919 Al 1920) Biografia: Nacque da Raffaele e da Emilia Coen, entrambi possidenti di religione ebraica. Crebbe però a Ivrea dove il padre, originario di quella città, seguiva alcune attività. Studia giurisprudenza all'università di Torino, da dove esce laureato nel 1902 .Dopo gli studi universitari per un breve periodo viaggia l'Europa e soggiorna in Gran Bretagna, Francia e Germania. Studia a fondo le tematiche dell'associazionismo imprenditoriale e delle relazioni industriali, nonché le teorie dell'ingegnere americano Frederick Taylor sulla razionalizzazione dei procedimenti di lavoro. Promotore e primo Segretario della "Lega industriale torinese" nel 1908, fondatore e primo Segretario Generale della Confindustria, dal 5 maggio 1910 fino al 1º gennaio 1934. Nel 1907 è stato iniziato in Massoneria nella Loggia "Propaganda" di Torino. Eletto deputato nella XXV legislatura (1915-1919), è riconfermato nell'incarico parlamentare anche nelle quattro successive. Gino Olivetti è stato anche l'undicesimo presidente della Juventus. Occupò la carica di capo del club di Torino nel 1920 e vi rimase fino al 1924. In questo periodo il club ebbe dei miglioramenti in seguito alla crisi del 1910. Fu sotto la sua presidenza che per la prima volta dei giocatori juventini furono convocati nella nazionale italiana.[3] Fu l'ultimo presidente della squadra bianconera prima dell'acquisizione di quest'ultima da parte della famiglia Agnelli nel 1923;[4] l'anno successivo lasciò il club. Fu tra i maggiori promotori della realizzazione dello Stadio di Corso Marsiglia. Il 20 ottobre del 1939 in conseguenza delle leggi razziali Gino Olivetti, di religione ebraica, lascia l'Italia con la moglie. Muore in Argentina nel febbraio del 1942.
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13 Corrado Corradino (Dal 1919 Al 1920) Biografia: La sua prima istruzione si è svolta fra Mondovì e Torino. Dopo una parentesi presso la facoltà di medicina dell'Università degli Studi di Torino, s'iscrisse, nel medesimo ateneo, a quella di lettere, dove è stato allievo di Arturo Graf. Le sue prime produzioni poetiche, pubblicate sul periodico letterario cremonese «Il Preludio», fondato da Arcangelo Ghisleri, hanno avuto il riconoscimento di Giosuè Carducci, cui del resto Corradino stilisticamente ha tratto ispirazione. All'inizio degli anni Ottanta, interessatosi prevalentemente alla critica letteraria, ha ottenuto la libera docenza di letteratura italiana, insegnando al Politecnico federale di Zurigo e, una volta rientrato a Torino, nel liceo Gioberti prima, presso l'Accademia Albertina di Belle Arti poi. I componimenti poetici successivi, spogliatisi dell'iniziale adesione alla scapigliatura, rappresentano l'esito di lunghe riflessioni di ordine filosofico e religioso. Ha scritto anche opere di manualistica storica, più volte ristampate, così come il trattato Dell'arte dello scrivere, che ha conosciuto 15 edizioni sino al 1929. Fu attivo membro del Foot-Ball Club Juventus, di cui compose nel 1915 il primo inno ufficiale del club il quale verrà cantato dai giocatori durante le partite casalinghe allo Stadio Comunale tra il 1963 e 1972. Tale inno fu pubblicato nel libro-LP Juventus primo amore. Storia sportiva e romantica della Juventus (1972), a cura del giornalista Sandro Ciotti con la collaborazione dei suoi colleghi Enrico Ameri e Bruno Mobrici. Corradini è conosciuto nella storia della Vecchia Signora anche come uno dei creatori della prima rivista interamente dedicata al club bianconero, ovvero Hurrà Juventus, mensile uscito per la prima volta il 10 giugno 1915. Successivamente al primo conflitto, divenne Presidente del club tra il 1919 e il 1920 succedendo al triumviratocomposto durante la guerra da Armano, Zambelli e Nizza. Nel numero di Hurrà Juventus del giugno-luglio 1923 compare un ricordo di Corradini.
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12 Sandro Zambelli (Dal 1915 Al 1918 - Membro del Comitato Presidenziale di Guerra) Biografia: Durante il periodo della prima guerra mondiale fu membro del Comitato Presidenziale di Guerra, che sostituiva il ruolo del presidente societario. Di questo comitato faceva parte Zambelli, insieme a Gioacchino Armano e Fernando Nizza. Fu tra gli ideatori del mensile Hurrà Juventus.
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11 Fernando Nizza (Dal 1915 Al 1918 - Membro del Comitato Presidenziale di Guerra) Biografia: Nizza entrò nella società calcistica Juventus intorno al 1905, militando nelle riserve del club bianconero, senza mai riuscire ad esordire in prima squadra. Ritiratosi dall'attività agonistica, durante il periodo della prima guerra mondiale fu membro del Comitato Presidenziale di Guerra, che sostituiva il ruolo del presidente societario. Di questo comitato faceva parte Nizza, insieme a Gioacchino Armano e Sandro Zambelli. Muore nel 1943 nascosto durante le pesecuzioni razziali, mentre arrestano suo fratello Umberto che verrà deportato ad Auschwitz.
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9 Gioacchino Armano (Dal 1915 Al 1918 - Membro del Comitato Presidenziale di Guerra) Biografia: Gioacchino Armano fu uno dei fondatori e dei primi giocatori della storia della Juventus, ricoprì il ruolo di mediano. Il suo esordio ufficiale avvenne l'11 marzo 1900 contro il Football Club Torinese, partita persa uno a zero. L'ultima sua partita avvenne invece contro l'Unione Sportiva Milanese persa per 2-1. In undici stagioni bianconere collezionò 24 presenze e 2 reti. Dal 1907 entra nel consiglio societario, divenendo il nono presidente della Juventus, insieme a Nizza e Zambelli, durante il periodo 1915-1918, in piena Grande Guerra.
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8 Giuseppe Hess (Dal 1913 Al 1915) Biografia: Giuseppe Edmondo Hess. Il padre, originario della Prussia Renana, e la madre di Francoforte furono sudditi tedeschi, immigrati a Torino, dove risultano iscritti alla comunità evangelica in data imprecisata tra il 1870 e il 1880. Hess fu un giocatore della Juventus, ove giocò sia nella prima squadra che in quella riserve. Con la cosiddetta Juventus II vinse la Seconda Categoria 1905. Ha avuto un'esperienza nell'Unione Sportiva Milanese, prima del suo ritorno alla Juventus. Fece il suo esordio nella prima squadra juventina contro il Torino nel Derby della Mole il 7 novembre 1909 in una sconfitta per 3-1, mentre la sua ultima partita fu contro l'Inter l'11 febbraio 1912 in una sconfitta per 4-0. In tre stagioni in prima squadra collezionò 19 presenze senza segnare. Ritiratosi dall'attività agonistica nel 1912, entrò nei ranghi dirigenziali juventini, divenendo presidente del club dal 1913 al 1915 e, ulteriormente membro del consiglio d'amministrazione coprendo la carica vicepresidenziale, compiendo anche la funzione di direttore della sezione tennistica bianconera tra gli anni trenta e quaranta dal Novecento. Contemporaneamente, intraprese una brillante carriera da avvocato.
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7 Attilio Ubertalli (Dal 1911 Al 1912) Biografia: Durante la breve presidenza di Attilio Ubertalli, la Juventus attraversò un periodo di crisi economica e di risultati. Nel campionato di calcio finì nona ed ultima nella classifica del cosiddetto Torneo Maggiore a dieci squadre. La Juventus si presentò al campionato successivo, iniziato ad ottobre del 1911, con un organico composto da soli dieci giocatori, finendo terz'ultima con soli 9 punti.
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6 Carlo Vittorio Varetti (Dal 1907 Al 1910) Biografia: Carlo Vittorio Varetti fu uno dei fondatori e tra i primi giocatori della Juventus. Fece il suo esordio contro il Torinese Football Club, partita persa per 1-0. Fece la sua ultima comparsa in bianconero contro il Torino, in cui la Juve fu sconfitta per 4-1. Fu uno dei protagonisti del primo scudetto juventino nel 1905. In otto stagioni collezionò 25 presenze e 2 reti, entrambe segnate in due partite contro l'US Milanese nel 1905. Nel 1907, anno del suo ritiro dall'attività agonistica, divenne presidente della Juventus in sostituzione dell'esautorato Dick, carica che ricoprirà fino al 1910.
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5 Alfred Dick (Dal 1904 Al 1906) Biografia: Nato in Svizzera, trasferitosi molto presto a Torino, fu amministratore di un'azienda di pelli e calzature nonché un imprenditore dalle idee moderne ma dal carattere difficile e dal comportamento umorale. Dick fu presidente del Foot-Ball Club Juventus dal 1905 al 1906, periodo in cui diede alla squadra torinese una vera e solida struttura organizzativa, tesserando i primi stranieri e consentendo ai calciatori bianconeri di giocare su un campo vero, quello del Velodromo Umberto I, tutt'altra cosa rispetto all'inadeguato terreno di piazza d'armi fin lì calcato. Durante la sua presidenza, la formazione piemontese conquistò nel 1905 il suo primo titolo nazionale. L'anno seguente, il 1906, quando giunse il momento di votare per il rinnovo della presidenza, Dick venne estromesso dal consiglio direttivo bianconero; in conseguenza di ciò, nonché della svolta verso il professionismo voluta dalla maggior parte dei soci, lasciò clamorosamente il sodalizio juventino. Seguito in questo gesto da un gruppo di dissidenti, si avvicinò quindi ai concittadini della Torinese, con cui fondò nello stesso anno il nuovo Foot Ball Club Torino. Alfred Dick morì suicida, all'età di quarantaquattro anni, nell'agosto del 1909. 1905
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4 Giacomo Parvopassu (Dal 1903 Al 1904) Biografia: Due anni dopo la nomina di Carlo Favale, prese il posto di quest'ultimo il già allora dirigente Giacomo Parvopassu, che comincio a preparare il terreno circa l'ingresso, che avverrà l'anno seguente, dello svizzero Alfred Dick.
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J-Medical - Oggi inaugurazione ufficiale
Morpheus © ha risposto al topic di Guri in Allianz Stadium & Places: archivio costruzione
Tanta roba -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
Morpheus © ha risposto al topic di Morpheus © in Archivio Sportivo
È morta la moglie di Allison a causa di una meningite fulminante... Cioè non siamo davvero niente in questa vita... Riposi in pace -
tennis ATP & WTA World Tour - Stagione agonistica 2016
Morpheus © ha risposto al topic di Morpheus © in Archivio Sportivo
INDIAN WELLS - A Indian Wells è ancora Novak Djokovic, che coglie la quinta vittoria nel torneo californiano dopo i successi nel 2008, 2011, 2014 e 2015. In finale il numero uno del mondo ha sconfitto per 6-2 6-0, in un'ora e 17 minuti, il canadese Milos Raonic, numero 14 del ranking mondiale e 12esima testa di serie. Djokovic ha eguagliato il record di trofei Masters 1000 (27) detenuto da Rafa Nadal. Terza finale in un "1000" per Raonic, che sperava di vincere il suo primo titolo di categoria. Il match: pronti, partenza, via ed è subito 4-0 per 'Nole'. Il proprietario di uno dei servizi più micidiali del circuito deve aspettare il quinto gioco per riuscire a tenere un turno di battuta contro il giocatore che risponde meglio di tutti. Il vantaggio permette a Djokovic di archiviare per 6-2 un primo parziale in cui il tabellino assegna 36 punti al serbo ed appena 24 al canadese. Alla fine del set Milos esce dal campo accompagnato dal fisioterapista, lamentando un problema alla schiena. Il trattamento evidentemente non sortisce gli effetti sperati perchè in avvio di seconda frazione il canadese concede subito tre palle-break consecutive: annulla le prime due ma non la terza. Sembra un film già visto perchè, esattamente come nel primo set, il serbo allunga fino al 4-0 grazie ad un altro break al terzo gioco. Con il quarto ace della partita il nordamericano cancella una prima palla dello 0-5 e poi una seconda ma non la terza. Raonic resta in campo per onore di firma e Djokovic chiude 6-0, mettendo a segno il sesto successo in altrettanti confronti diretti. TRA LE DONNE TRIONFO AZARENKA - A Indian Wells trionfa Victoria Azarenka. In finale la 26enne bielorussa di Minsk, numero 15 del ranking mondiale e 13esima testa di serie, ha sconfitto per 6-4 6-4, in poco meno di un'ora e mezza di partita, la statunitense Serena Williams, leader del tabellone e delle classifiche Wta. Per la Azarenka si tratta del titolo numero 19 in carriera, il secondo in questa stagione dopo quello vinto a Brisbane a gennaio, su 35 finali disputate. E secondo centro nel torneo dopo il successo del 2012, grazie al quale, lunedì, dopo quasi due anni, rientrerà tra le top-ten (sarà numero 8). Fallisce invece il tris in California di Serena, tornata a giocare la finale a 15 anni di distanza da quella vinta nel 2001 contro Kim Clijster (ma era andata a segno anche nel 1999). Il bilancio dei precedenti, 17 a 4 per Serena, diventa molto meno severo se si prendono in considerazione solo le sfide giocate in finale: la Williams resta in vantaggio, ma "solo" per 8-4 ('Vikà si era imposta nella finale di Miami nel 2009 ed in quelle di Doha e Cincinnati nel 2013). Azarenka comincia strappando a zero la battuta alla Williams. Le due tirano subito a tutta senza risparmiarsi, e lo si intuisce soprattutto dal numero dei decibel del "graunting" della bielorussa. L'americana si procura due chance per il contro-break nel sesto gioco ma Azarenka si salva. Nell'ottavo gioco le palle-break per Serena sono addirittura tre (le prime due consecutive) ma, a parte un diritto di Serena che finisce lungo dopo uno scambio da paura, è brava la bielorussa a tirarsi fuori dalla buca ed il primo parziale finisce nelle sue mani (64). Ancora break per la Azarenka in avvio di seconda frazione, propiziato da un doppio fallo dell'americana, con Vika che nel game successivo annulla altre quattro palle-break e sale 2-0. Ancora un break di marca bielorussa nel terzo gioco che premia il coraggio di 'Vika' che non arretra di un passo sul servizio della Williams e la bombarda con una risposta aggressiva dietro l'altra. Ed al cambio di campo arriva il penality-point per Serena che, per sfogare un pò di frustrazione, non contenta di spaccare la racchetta che aveva in mano ne tira fuori un'altra dal cellophane e le fa fare la stessa fine. La numero uno del mondo sarà pure nervosa ma Vika è inarrestabile: di slancio arriva il 4-0. Nell'ottavo game, alla decima palla-break dell'incontro, Serena riesce finalmente a strappare la battuta alla bielorussa riprendendosi uno dei due break. E recuperando dall'1-5 al 4-5. Forse alla bielorussa passano per la testa gli spettri delle ultime tre partite perse contro Serena sprecando vantaggi importanti quando nel decimo gioco si ritrova sotto 15-40. http://www.repubblica.it/sport/tennis/2016/03/20/news/indian_wells_azarenka_batte_serena_williams-135949359/ -
episodi arbitrali Il Gol Di Muntari... Moviola stagione 2015/16
Morpheus © ha risposto al topic di Morpheus © in Stagione 2015/2016
Discussioni unite. -
[ 6° Legends Match - Luvfans Cup ] Shanghai Legends - Juventus Legends 4-2
Morpheus © ha risposto al topic di blackewhite in Live Archive
Stanno partendo per Shanghai, c'è anche Alex @@ -
match preview [ Serie A Tim /// 12° g.ta ritorno ] Juventus - Empoli 1-0
Morpheus © ha risposto al topic di shus in Stagione 2015/2016
Vincere! -
live match [ Serie A Tim /// 12° g.ta ritorno ] Juventus - Empoli 1-0
Morpheus © ha creato un topic in Stagione 2015/2016
............... Serie A TIM (12° giornata girone ritorno): JUVENTUS - EMPOLI 1-0 STADIO "JUVENTUS STADIUM" - Torino, sabato 02/04/2016 - Ore 20:45 Qui la cronaca del match -
............... Serie A TIM (12° giornata girone ritorno): JUVENTUS - EMPOLI STADIO "JUVENTUS STADIUM" - Torino, sabato 02/04/2016 - Ore 20:45 Qui i vostri commenti post-partita https://www.youtube.com/watch?v=X5cbZDWUyto Torna il campionato e torna la Juve implacabile. Contro l'Empoli basta un gol di Mario Mandzukic allo scadere del primo tempo. Poi ci pensano la solita difesa blindata e una superiorità tecnica mai in discussione a sigillare il risultato. Allegri non può contare su Bonucci, Alex Sandro e Khedira, squalificati, e su Dybala, ancora non al meglio, ma ritrova Chiellini e recupera anche Barzagli e Marchisio. È sulle accelerazioni di Morata che puntano subito i bianconeri. Del resto lo spagnolo è in forma smagliante da qualche settimana e il colpo di tacco con cui prova a sorprendere Skorupski al 9' è indice di salute e sicurezza nei propri mezzi. Il portiere guarda il pallone rotolare a lato, ma deve intervenire poco dopo per bloccare un esterno di Lichtsteiner dal limite. L'Empoli gioca bene. È attento a chiudersi, veloce a ripartire e ha in Saponara l'uomo più vivace e pericoloso. È suo il sinistro sotto misura che al 14' spaventa lo Stadium, ma termina in curva. La Juve si rifà subito sotto e Pogba pesca in area Mandzukic, che spara il sinistro su Skorupski, Al 22' poi, l'urlo rimane strozzato in gola: Morata si libera per il tiro al vertice sinistro dell'area di rigore e disegna una traiettoria splendida, che va a stamparsi sulla parte esterna dell'incrocio. Dall'altra parte Pucciarelli esalta con un destro teso le doti acrobatiche di Buffon, che risponde all'ovazione e alla coreografia dedicatagli a inizio gara, volando a deviare in angolo. È una gara piacevole, ma per nulla semplice da sbloccare. La fase difensiva della squadra di Giampaolo lascia spazio fino alla tre quarti campo, poi serra i ranghi e per superare il muro di maglie blu serve una giocata da campione. Alla Juve, per fortuna ce ne sono in abbondanza. Uno di questi è Morata. Lo spagnolo parte ancora una volta palla al piede, semina il panico tra i toscani e dà il via all'azione che, dopo una prima ribattuta della retroguardia, arriva sui piedi di Paul Pogba, altro campione non da poco: dal suo tocco con il destro esce una palombella deliziosa, che termina sulla testa di Mandzukic, appostato a centro area. Se si parla di campioni, anche il croato non scherza e accarezza il pallone quel tanto che basta per indirizzarlo nell'angolino alla sinistra di Skorupski e per mandare la Juve al riposo sopra di un gol. I bianconeri tornano in campo con l'intenzione di chiudere il match e dopo neanche dieci minuti Allegri manda in campo Cuadrado per Chiellini, passando alla difesa a quattro. Proprio su una ripartenza del colombiano, lanciato da Barzagli, Skorupski combina un mezzo pasticcio, uscendo dall'area e mancando clamorosamente il pallone, ma riuscendo poi a recuperare. Al 21' tocca a Zaza prendere il posto di Mandzukic, ma a sia a lui che a Morata, di palloni ne arrivano pochini. Un po' per mancanza di precisione, un po' perché l'Empoli esce dal guscio e attacca con più insistenza, pur senza arrivare praticamente mai dalle parti di Buffon, se non con un tiro da fuori di Zielinsky al 35', potente ma centrale. Ben più angolato e di difficile esecuzione quello cercato poco dopo da Asamoah, in campo al posto di Pereyra: il suo sinistro al volo su uno spiovente al limite dell'area termina a lato di poco e il diagonale di Pogba a due minuti dal 45' trova la stessa sorte. Il secondo gol potrebbe arrivare nel recupero, ma Skorupski si oppone prima al destro dal limite di Morata, poi, sulla sua respinta, al tap in di Asamoah, quindi alla girata di Zaza e, a un minuto dal termine, ancora al sinistro dell'attaccante lucano. Ci si deve accontentare di un solo gol, più che sufficiente comunque a permettere alla Juve di centrare la sua 23° vittoria e, soprattuto, a mantenere il primato in classifica, a sette giornate dalla fine. JUVENTUS-EMPOLI 1-0 RETI: Mandzukic 44' pt JUVENTUS Buffon; Rugani, Barzagli, Chiellini (9' st Cuadrado); Lichtsteiner, Pereyra (36' st Asamoah), Marchisio, Pogba, Evra; Mandzukic (21' st Zaza), Morata A disposizione: Neto, Rubinho, Romagna, Padoin, Sturaro, Lemina, Hernanes Allenatore: Allegri EMPOLI Skorupski; Bittante, Tonelli, Costa, Mario Rui; Zielinski, Paredes, Buchel (9' st Croce); Saponara (15' st Piu); Pucciarelli, Maccarone (30' st Krunic) A disposizione: Pugliesi, Pelagotti, Camporese, Cosic, Zambelli, Maiello, Dioussé Allenatore: Giampaolo ARBITRO: Calvarese ASSISTENTI: Dobosz, Galloni QUARTO UFFICIALE: Paganessi ARBITRI D'AREA: Giacomelli, Candussio AMMONITI: 46' pt Lichtsteiner, 8' st Paredes, 22' st Zaza, 41' st Tonelli (juventus.com) http://www.juventus.com/it/news/news/2016/si-riparte-da-super-mario-juventus-empoli.php
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match polls [ Serie A Tim /// 12° g.ta ritorno ] Juventus - Empoli 1-0
Morpheus © ha creato un topic in Stagione 2015/2016
............... Serie A TIM (12° giornata girone ritorno): JUVENTUS - EMPOLI 1-0 STADIO "JUVENTUS STADIUM" - Torino, sabato 02/04/2016 - Ore 20:45 Qui le vostre pagelle -
Gol Parade: Video marcature bianconere 2015/16
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Serie A Tim (Trentunesima giornata) Torino, 20/03/2016 - Ore 15:00 ............... TORINO - JUVENTUS 1-4
