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Morpheus ©

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Tutti i contenuti di Morpheus ©

  1. La Mercedes è ancora davanti. È vergognoso che a Maranello non sappiano ridurre un c**** di gap con quelli di Stoccarda ogni anno. Ma come lavorano?
  2. Ma che vada a fare in c**o, spero faccia un ritiro a gara sta m***a
  3. http://www.tifosibianconeri.com/forum/topic/473379-uefa-champions-league-ottavi-di-finale-ritorno-bayern-monaco-juventus/
  4. http://www.tifosibianconeri.com/forum/topic/473380-uefa-champions-league-ottavi-di-finale-ritorno-bayern-monaco-juventus/
  5. Sassuolo battuto con uno dei titolari. Per 1-0. Vedi di finirla che non è aria.
  6. http://www.tifosibianconeri.com/forum/topic/473380-uefa-champions-league-ottavi-di-finale-ritorno-bayern-monaco-juventus/
  7. Episodi arbitrali - Speciale ritorno Ottavi Di Finale UEFA Champions League
  8. Va vicino all’ennesima impresa della sua carriera, Alberto Contador. Lo spagnolo della Tinkoff tenta il tutto per tutto per ribaltare l’ultimo giorno una Parigi-Nizza 2016 ormai quasi compromessa, ma non basta per scalzare dalla leadership in classifica Geraint Thomas (Team Sky), che si difende con le unghie e con i denti e per soli 4″ è il vincitore della Corsa verso il Sole. Ultima tappa a Tim Wellens (Lotto Soudal). Alla partenza dell’ultima tappa sono in diversi a dare forfait, tra cui Alexander Kristoff (Katusha) e Davide Cimolai (Lampre-Merida). Dopo lo start, è un nutrito gruppo di uomini a tentare la fuga, tra cui Tim Wellens (Lotto Soudal), Tanel Kangert (Astana), Sylvain Chavanel (Direct Energie), Robert Kiserlovski (Tinkoff), Fabio Felline (Trek-Segafredo), Jesus Herrada (Movistar), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Matteo Bono (Lampre-Merida). Pur con un buon vantaggio acquisito, la situazione cambia quando si entra nel circuito finalecaratterizzato dalle sei scalate al Col d’Eze, ancora una volta giudice della corsa. Ed è qui che comincia lo show di Alberto Contador. Quindici secondi separavano stamane il gallese dal madrileno, rispettivamente primo e secondo della generale. Quindici secondi che il Pistolero prova a recuperare, mai pago e di dare spettacolo e mai sazio di successi. Avviene a 50 km all’arrivo il primo dei tanti attacchi portati avanti dallo scalatore iberico, che a poco a poco recupera sugli attaccanti e screma notevolmente il gruppo. A 21 km, il più forte di questi forcing, che sembra avere l’effetto sperato: staccare la maglia gialla. È in difficoltà Geraint Thomas, che viene difatti scortato dal suo compagno di squadra Sergio Henao. E mentre Contador guadagna oltre 30 secondi sul britannico, contemporaneamente, assieme ad un brillante Richie Porte (BMC), aggancia in testa Tim Wellens. La salita finisce e sulla successiva discesa, a meno di dieci km all’arrivo, Thomas riesce a superare il momento di difficoltà e a rosicchiare pian piano secondi sui battistrada. Si gioca dunque sul filo dei secondi la Paris Nice 2016: la vittoria di tappa se la disputano i tre davanti, con Tim Wellens che riesce ad avere la meglio su Contador e Porte. Ma è il tempo che intercorre tra i primi due della generale ad interessare maggiormente: son solo cinque i secondi che li separano, per cui Thomas può tirare un sospiro di sollievo e festeggiare la vittoria nell’importante corsa WorldTour. Giunge secondo, Contador, ma ancora una volta è lui il vincitore morale. Ordine d’arrivo 7^ tappa: 1. BEL WELLENS Tim 47 LOTTO SOUDAL 03h 16′ 09” 2. ESP CONTADOR Alberto 71 TINKOFF 03h 16′ 09” + 00′ 00” 3. AUS PORTE Richie 1 BMC RACING TEAM 03h 16′ 09” + 00′ 00” 4. FRA GALLOPIN Tony 41 LOTTO SOUDAL 03h 16′ 14” + 00′ 05” 5. GBR YATES Simon 68 ORICA GREENEDGE 03h 16′ 14” + 00′ 05” 6. FRA JEANNESSON Arnold 133 COFIDIS, SOLUTIONS CREDITS 03h 16′ 14” + 00′ 05” 7. POR FARIA DA COSTA Rui Alberto 21 LAMPRE – MERIDA 03h 16′ 14” + 00′ 05” 8. ESP HERRADA Jesús 104 MOVISTAR TEAM 03h 16′ 14” + 00′ 05” 9. FRA BARDET Romain 51 AG2R LA MONDIALE 03h 16′ 14” + 00′ 05” 10. ESP IZAGUIRRE Ion 101 MOVISTAR TEAM 03h 16′ 14” + 00′ 05′ Classifica generale: 1. GBR THOMAS Geraint 31 TEAM SKY 27h 26′ 40” 2. ESP CONTADOR Alberto 71 TINKOFF 27h 26′ 44” + 00′ 04” 3. AUS PORTE Richie 1 BMC RACING TEAM 27h 26′ 52” + 00′ 12” 4. RUS ZAKARIN Ilnur 18 TEAM KATUSHA 27h 27′ 00” + 00′ 20” 5. ESP IZAGUIRRE Ion 101 MOVISTAR TEAM 27h 27′ 17” + 00′ 37” 6. COL HENAO Sergio Luis 33 TEAM SKY 27h 27′ 24” + 00′ 44” 7. GBR YATES Simon 68 ORICA GREENEDGE 27h 27′ 24” + 00′ 44” 8. FRA GALLOPIN Tony 41 LOTTO SOUDAL 27h 27′ 31” + 00′ 51” 9. FRA BARDET Romain 51 AG2R LA MONDIALE 27h 27′ 40” + 01′ 00” 10. POR FARIA DA COSTA Rui Alberto 21 LAMPRE – MERIDA 27h 27′ 47” + 01′ 07” http://mondiali.net/37895-contador-vicino-al-colpaccio-la-parigi-nizza-2016-geraint-thomas/
  9. Dall’eliminazione della nostra Roberta Vinci la finale tra la n. 19 WTA Elina Svitolina e la n. 52 WTA Eugenie Bouchard sembrava l’epilogo più scontato per questa edizione dei BMW Malaysian Open. Le due giovani tenniste si sono già affrontate tre volte nel corso della loro carriera con la Svitolina in vantaggio per tre vittoria a zero. La prima vittoria ucraina si è sviluppata nel 2013 a Indian Wells (7-6(2) 5-7 6-2); l’anno successivo a Miami sempre al secondo turno altra vittoria in tre set (1-6 6-1 6-2) mentre è storia recente la sconfitta della canadese nell’ultimo Cincinnati in due set (7-6(6) 7-5). Al di fuori del circuito WTA una vittoria della Bouchard durante la finale di Wimbledon juniores del 2013. Nel corso del torneo della bellissima capitale malesiana la canadese ha spazzato via qualsiasi ostacolo gli si parasse davanti: difatti non ha concesso neanche un set (aiutata anche da un tabellone aperto dalla prematura uscita di scena della Vinci) a ciascuna della proprie avversarie battendo in rapida successione la wild card Ling Zhang, Kurumi Nara, Cagla Buyukakcay e Naomi Broady. Percorso leggermente più complicato quello dell’ucraina che al primo turno e in semifinale giocando un tennis solido ha avuto facilmente la meglio delle qualificate Miyu Kato e Lin Zhu mentre sia al secondo turno che ai quarti di finale Risa Ozaki e Kristina Kucova sono riuscite ad allungare il match prima di venire letteralmente demolite nel terzo set. Per l’ex numero 5 al mondo è la seconda finale stagionale dopo quella di Hobart persa dalla Cornet mentre l’ultima e unica vittoria nel circuito risale a Norimberga nel 2014. Prima finale stagionale per l’allieva di Justine Henin che ha vinto la sua ultima finale giocata lo scorso anno a Marrakech. Il primo set comincia con la canadese alla battuta, ma già dal primo scambio si può capire come il match sarà un’autentica battaglia, con il pubblico di Kuala Lumpur che si scalda subito le mani (da segnalare un passante di rovescio della Bouchard e un gran dritto della Svitolina, entrambi da applausi). Sul due pari l’ucraina strappa il servizio alla sesta occasione grazie a un rovescio lungo linea vincente. Da lì in poi i quattro turni di servizio vengono mantenuti da entrambe le atlete che continuano a sfoggiare un gran tennis fino a quando la Svitolina che serve per il set vacilla leggermente e la Bouchard converte il terzo break point a suo favore sfoderando una gran risposta sulla seconda dell’ucraina che recupera come può, ma non può nulla sulla volèe della canadese. Si vola al tie-break dove il servizio di entrambe cominciare a venire a meno (tre mini break consecutivi), ma sul tre a due per l’ucraina il match viene interrotto per pioggia. Si riprende dopo una mezzora abbondante e la Bouchard strappa immediatamente due punti dalla battuta dell’avversaria e tenendo il proprio servizio si procura tre set point. Il terzo è quello decisivo grazie un gran rovescio favorito dal rimbalzo della palla sulla rete. Dopo sessantasette minuti di gioco si chiude il primo parziale. Durante la pausa coach Iain Hughes cerca di dare qualche dritta alla propria assistita, ma il risultato non è quello sperato visto che l’ucraina viene immediatamente brekkata a trenta. La Bouchard riesce a portare il turno di servizio successivo a casa nonostante un’enorme sofferenza causata da una Svitolina tornata indemoniata e il forcing di quest’ultima si concretizza nel quarto gioco dove strappa il servizio a zero alla canadese (due errori non forzati regalano il break). L’intensità e il livello del tennis messo in campo dalle due continua a salire e arriva l’immediato contro break grazie a due rovesci che si stampano sulla riga esterna del campo (a nulla è valso il gran punto intermedio dell’ucraina con un poderoso passante di dritto). Nel game successivo si va ai vantaggi confermato dalla numero 52 al mondo con un fantastico dritto vincente. Giunti all’ottavo gioco l’ucraina strappa nuovamente il servizio grazie a un errore di rovescio dell’avversaria e sposta l’inerzia del set a suo favore tenendo il servizio a zero. Una Bouchard frastornata si presenta alla battuta e con quattro non forzati regala il break e perde il suo primo set del torneo. La finale si deciderà nel terzo e decisivo parziale. La canadese accusa dolori al polso destro e soprattutto al collo e chiama un medical time-out mentre sull’impianto del Kuala Lumpur Golf & Country Club i nuvoloni inizia nuovamente a scendere una leggera pioviggine. Si prova lo stesso a far proseguire il match ma una forte pioggia si abbatte sull’arena e costringe il giudice di sedia a interrompere il match per la seconda volta. Dopo quasi un’ora d’attesa riprendono le ostilità e i primi tre game vanno secondo il servizio dove si segnala una demi-volée da applausi della Bouchard, proprio quest’ultima però si fa brekkare affossando un comodo dritto a rete e sparando un rovescio ben al di fondo della linea di fondo, ma il contro break è immediato grazie a un game disastroso giocato dall’ucraina che sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare. Il match torna a infiammarsi, ma la pioggia oggi vuole essere protagonista e quindi la terza interruzione della partita causa maltempo è inevitabile. Si riprende dopo un’ora abbondante di pausa forzata e dopo aver tenuto a zero il proprio turno di servizio la Bouchard porta ai vantaggi la Svitolina che ne esce vincitrice con qualche apprensione di troppo. La canadese sembra averne di più e infatti si procura un break point e con un rovescio fulmineo mette la testa avanti per la prima volta in questo set e si appresta a servire per il titolo, ma il braccino tira un brutto scherzo alla n. 52 WTA che si fa contro brekkare a zero. Sul cinque pari è ancora la Bouchard a sprecare malamente una palla break, affossando in rete una facile volè e consentendo alla Svitolina di ribaltare il match ai vantaggi. Il servizio non fa ancora una volta il gioco della canadese, che perde il terzo game consecutivo e consente alla Svitolina di alzare il primo trofeo stagionale. http://www.ubitennis.com/blog/2016/03/06/wta-kuala-lumpur-finale-femminile/
  10. Primo sigillo stagionale per Heather Watson. La britannica si aggiudica l’ottava edizione dell’Abierto Monterrey Afirme, torneo Wta International di Monterrey. Nella finale senza teste di serie (non una novità assoluta in questo inizio di 2016 a livello WTA) la britannica ottiene il suo titolo numero tre (in altrettante finali), dopo i successi a Osaka nel 2012 contro Kai-Chen Chang, e a Hobart lo scorso anno opposta a Madison Brengle. Non arrivava in finale in un torneo Wta la Flipkens da quella persa a S’-Hertogenbosch nel 2013 contro Simona Halep (andava a caccia del suo secondo titolo dopo quello di Québec City 2012). http://www.sportface.it/tennis/watson-heather-monterrey-wta/10129
  11. Bella e combattuta finale sul cemento di Acapulco che vede prevalere Sloane Stephens sulla Cibulkova, a cui non riesce di bissare la vittoria del 2014. Per la giocatrice americana oggi una maggior efficacia al servizio, tre ace a zero alla fine del match per lei, ma soprattutto solo 3 doppi falli contro 6 della rivale. In generale non una grande efficacia della prima palla per entrambe. Primo set ed è subito break nel primo game, con Dominika Cibulkova costretta a perdere la battuta sotto i colpi potenti da fondo dell’americana. Fase molto confusa di gioco, ma anche spettacolare tra il quarto e il settimo game, due break per parte con Sloane Stephens che lascia sul campo 4 palle break e la sua rivale che gioca un orribile quinto game, perdendo la battuta a zero, con due doppi falli. Si arriva quindi al decimo game e Stephens chiude tenendo la battuta a zero. Secondo set e i primi due game sono ben serviti da entrambe e tenuti a zero, poi è di nuovo break americano nel terzo game, che sembra spianare la strada verso la premiazione a Sloane. Malissimo però il sesto game dell’americana, perso a zero, con relativo break della slovacca, e con Stephens che butta malamente in rete un paio di rovesci perdendo un po’ del suo proverbiale sorriso. Si va avanti in parità fino al decimo game, nel quale Cibulkova strappa nuovamente la battuta alla statunitense, sfruttando la prima palla break nonché set point. Terzo e decisivo set che inizia in maniera equilibrata, servizi dominanti fino al quinto e sesto game dove le due tenniste si cambiano il servizio. Per arrivare al settimo e ottavo game, i più spettacolari e combattuti del match. Nel primo è Cibulkova a difendersi con successo da tre palle break, entrando con i piedi nel campo e giocando due dritti notevoli su cui nulla può la statunitense. Nel secondo è invece Stephens a essere trascinata ai vantaggi dalla rivale e a doversi difendere da due palle break, in una battaglia punto su punto. In entrambi i casi servizi mantenuti con successo. Poi c’è una tregua agonistica tra le due e si va quindi verso un sacrosanto tiebreak, durante il quale le certezze nella battuta spariscono del tutto. Alla fine si conterranno quattro minibreak a tre per l’americana, sempre più propensa a prendere la rete ed entrare con i piedi nel campo per conquistarsi i punti decisivi. Sloane Stephens colleziona ben tre match point e al terzo chiude in maniera vincente, andando a iscrivere il suo nome nell’albo d’oro di Acapulco. Terzo titolo WTA per Sloane, che si ripete a grandi livelli dopo il torneo vinto ad Auckland un mese fa. Risultato: [2] S. Stephens b. D. Cibulkova 6-4 4-6 7-6 (5) http://www.ubitennis.com/blog/2016/02/28/wta-acapulco-vince-in-tre-set-sloane-stephens-che-batte-dominika-cibulkova-in-una-bella-partita-durata-tre-ore/
  12. La finale del Premier 5 di Doha non è una di quelle che, leggendo i nomi, richiami orde di appassionati sugli spalti o occasionali telespettatori davanti allo schermo. Jelena Ostapenko e Carla Suarez Navarro non hanno, l’una perché troppo giovane l’altra per motivi probabilmente caratteriali, un seguito mediatico paragonabile alle precedenti vincitrici del torneo qatariano. Un torneo nobile, nobilissimo, più per soldi che non per storia ma, del resto, Shakespeare sosteneva che: “Se il denaro scorre veloce, tutte le porte si aprono”, e le porte del trofeo di Doha si sono aperte a giocatrici come Seles, Hingis, Henin, Sharapova. Giunto alla sua quattordicesima edizione, quarta da Premier 5, Doha ha visto trionfare solo top 10. Una delle due protagoniste dell’ultimo atto odierno lo è già l’altra, probabilmente, lo diventerà. Già, perché se Suarez Navarro è conosciuta ai più ed ha raggiunto finali di tornei anche più importanti di Doha, come Miami e Roma, oltre che la posizione numero 6 che occuperà dal prossimo lunedì, la sua avversaria Jelena Ostapenko potrebbe risultare ignota anche ad appassionati più assidui. Eppure la diciottenne di Riga ha un curriculum che rende già giustizia ad un gioco moderno e aggressivo e proprio di una classifica ben più alta dell’ottantotto che recita ora. Salirà infatti già almeno al numero 37 dopo questo torneo e sarà la più giovane giocatrice nella top 50. Bencic e Kasatkina, altre diciottenni sfoderate dalla classe ’97, che promette di cambiare rapidamente le gerarchie femminili, sono di qualche mese più anziane, o meno giovani se preferite. Ostapenko ha vinto Wimbledon juniores nel 2014, anno in cui è divenuta professionista, ed ha giocato e perso la sua prima finale lo scorso settembre a Quebec City, quando è entrata nelle top 100. Una scalata rapida, fatta di vincenti prodotti da ogni angolo del campo, dal rovescio bimane così naturale e penetrante al più costruito dritto. La classifica, l’esperienza, il gioco mostrato nelle semifinali indicano decisi verso la stessa direzione: la spagnola dovrebbe essere nettamente favorita. Il gioco del tennis ed un’analisi più approfondita, possono indicare invece cose diverse. Lo stile di gioco di Ostapenko infatti può dare molto fastidio a quello di Suarez Navarro. La lettone prende la palla spesso in anticipo, è più potente di quello di Suarez Navarro e sul ritmo e da fondo potrebbe probabilmente guidare le redini del gioco. La spagnola, purtroppo, nonostante ne abbia il talento e le possibilità, varia poco il gioco e finisce spesso per fare a sportellate con giocatrici che le danno venti centimetri d’altezza. In più, Suarez Navarro ha un chiaro problema con le finali. Uscita vittoriosa in solo una delle dieci occasioni in cui si è giocata un trofeo, soffre di un blocco psicologico dovuto in buona parte ad una innata timidezza che poco si adatta alle fasi finali di un torneo. Dal canto suo Ostapenko, uscita dalla Bollettieri Academy, sembra aver preso una certa somiglianza, oltre che di gioco, anche di atteggiamento a Maria Sharapova. Ieri, intervistata in campo dopo la vittoria, ha fatto subito chiaro come non ci fosse nulla da festeggiare, è normale che sia arrivata in finale e ce ne saranno altre. Semplice, no? Il primo set si mette immediatamente su ritmi insostenibili per Suarez Navarro. Ostapenko non sbaglia una palla ed il ritmo proposto dalla spagnola le fa il solletico. L’unico precedente fra le due, vinto da Ostapenko per 6-0 6-2, suggerisce del resto che l’aggressività della lettone si sposa a meraviglia con la costanza della spagnola. E così la giovanissima stella futura, di un futuro molto prossimo, fa subito il break in apertura e poi lo conferma e ne fa un altro e conferma anche quello. 4-0 insomma, 93% di prima e vincenti che piovono sulla povera Navarro da ogni dove. La spagnola non varia e soprattutto non gioca abbastanza profondo, non riuscendo di conseguenza neanche a muovere la lettone, che si trova a sprigionare la sua potenza in un raggio di campo limitato. Va detto che non sta sbagliando nulla e che quindi la partita potrebbe anche complicarsi con il passare del tempo nel caso in cui iniziasse Suarez Navarro riuscisse ad avvicinarsi ed a far sentire pressione alla lettone. La spagnola conquista il suo primo gioco a zero, evitandosi perlomeno la seconda ciambella di fila da Ostapenko. Il gioco successivo è il primo ai vantaggi ma Ostapenko, già a quota 10 vincenti, continua a picchiare sulle palle corte proposte dalla spagnola. Il gioco successivo segue a ruota quello visto in precedenza. Ostapenko conquista il set in 26 minuti, 6 giochi a 1. La spagnola si ostina a cercare lo scambio impostato sul ritmo, andando a sbattere contro un muro che le rimanda la pallina sempre più forte e sempre più veloce. Suarez Navarro riesce nel secondo set a non far scappare la lettone, pareggiando i conti sull’uno a uno grazie al secondo vincente della partita. L’impressione è che se riuscisse a muovere Ostapenko con il dritto, ci potrebbe forse essere una partita. Qualche errore in più della lettone e qualche palla più profonda della spagnola permettono al secondo set di essere più interessante del primo. Il dritto funziona meglio a Navarro e così si seguono i servizi: 3-3. Nel settimo gioco arriva il primo allungo di Suarez Navarro. Ostapenko sbaglia due rovesci e la spagnola ne approfitta alla seconda palla break. Navarro tiene il servizio e va sul 5-3, giocando nettamente meglio: i colpi sono finalmente più profondi ed il dritto incrociato che così male aveva fatto a Radwanska inizia a far male anche alla lettone. Suarez Navarro chiude sul 6-4 un secondo set dove alla mancanza di varietà ha fatto sopperire una maggiore pesantezza di palla ed un uso più saggio del campo, costringendo spesso Ostapenko a colpire in corsa. Ostapenko prova a scappare nel terzo set, ma una risposta vincente di dritto di Suarez Navarro le permette di recuperare il break: 2-1 per la lettone. Ostapenko inizia a sbagliare più frequentemente, pressata sia dal gioco della spagnola che dal punteggio. Un altro break permette a Suarez Navarro di salire 3 a 2. La lettone annulla un’altra palla break che avrebbe decretato un’irreparabile fuga della spagnola e si porta sotto tre a quattro. Ostapenko non ha più pazienza nei colpi e sbaglia il possibile contro una solidissima Navarro, in grado anche di attaccare quando se ne presenta l’occasione. La spagnola va a servire per il torneo sul 5 a 4. Un rovescio arrotato su cui Ostapenko arriva male le dà il primo match point, sprecato con un gratuito sempre di rovescio. Il secondo match point però è quello giusto. “Siiiiii” urlato al cielo e best ranking suggellato dalla vittoria più importante della carriera. Bravissima la spagnola per tutto il torneo ed in questa finale e successo e commozione meritati dopo una serie di finali finite nel modo sbagliato. Il torneo però ha visto anche la nascita di una stella: Jelena Ostapenko. Ricordatevi questo nome ed iniziate a seguirla, perché il futuro della WTA potrebbe parlare lettone. http://www.ubitennis.com/blog/2016/02/27/wta-doha-suarez-navarro-conquista-il-suo-primo-torneo-premier/
  13. Le tre finali che sono andate in scena in questo weekend nei tornei ATP di Dubai, Acapulco e Sao Paulo hanno premiato rispettivamente: Stanislas Wawrinka, Dominic Thiem e Pablo Cuevas. Partendo dal numero 4 del mondo il match con Marcos Baghdatis non è stato così agevole per lo svizzero. Il finalista degli Australian 2006 ha impegnato notevolmente Wawrinka che però ha giocato meglio i punti più importanti dell’incontro avvalendosi di una gestione efficace del proprio gioco. Difficoltà che sono sintetizzate nel tie-break del secondo set nel quale il rossocrociato ha dovuto annullare 5 set point prima di chiudere la sfida in 1 ora e 55 minuti di gioco con il punteggio di 6-4 7-6. Parlando invece di Thiem, l’idea che ci troviamo dinnanzi ad un futuro campione del tennis è sempre più aderente alla realtà. Nell’ultimo atto di Acapulco che lo ha contrapposto a Bernard Tomic, n.21 del mondo, il giovane 22enne austriaco ha mostrato dei colpi incredibili battendo l’australiano 7-6 4-6 6-3 in 1 ore e 57 minuti di gioco. Servizio devastante, rovescio ad una mano spettacolare, grande dritto in top spin. Questo sono le armi del talentuoso Thiem che con questa vittoria è giunto a 5 titoli ATP in carriera conquistando la posizione n.14 del ranking. A chiosa, da sottolineare la seconda vittoria consecutiva di un torneo sul rosso brasiliano da parte di Pablo Cuevas che, dopo Rio de Janeiro, conquista anche Sao Paulo battendo Pablo Carrena-Busta, numero 67 del mondo, in ora 1 e 27 minuti di gioco con il punteggio di 7-6 6-3. Partita molto equilibrata soprattutto nel primo set deciso al tie-break dove la maggiore esperienza del giocatore uruguaiano ha fatto la differenza. Nel secondo parziale, invece, la caratura diversa tra i due contendenti e un tennis di Cuevas più continuo hanno finito per dargli la vittoria. http://www.oasport.it/2016/02/tennis-atp-dubai-acapulco-sao-paulo-successi-per-wawrinka-thiem-e-cuevas/
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