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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. Pepe: "Cristiano Ronaldo é felice a Torino" Oltre ad essere compagni di squadra di lunga data nella nazionale portoghese, Cristiano Ronaldo e Pepe hanno anche giocato fianco a fianco per otto anni al Real Madrid. Il difensore ha lasciato la capitale spagnola nel 2017 e CR7 ha siglato un clamoroso trasferimento alla Juventus dodici mesi dopo. Tuttavia, i due rimangono amici intimi, oltre che compagni di squadra in nazionale, e insieme hanno vinto i trofei maggiori sia a livello di club che a livello internazionale. Recentemente, i due veterani si sono affrontati in un testa a testa quando i bianconeri sono stati sorteggiati contro il Porto negli ottavi di Champions League. Mentre Ronaldo avrebbe dovuto guidare la Vecchia Signora verso i quarti di finale della competizione europea, è stato Pepe a produrre un masterclass difensivo per garantire la qualificazione della sua squadra dopo un drammatico doppio incontro 4-4. Tuttavia, il 38enne spera che il suo amico lo raggiunga nel campionato portoghese, anche se rivela il fatto che quest'ultimo è attualmente felice a Torino. “Sarebbe molto bello per il campionato portoghese se Ronaldo tornasse. Vorrei che tornasse in Portogallo ", ha detto Pepe come riportato da ilBianconero. "Le persone lo criticano senza sapere lo sforzo necessario per segnare più di 30 gol ogni stagione, quello che fa è assolutamente brutale". "È felice a Torino e alla fine spero che possa restare lì, anche perché ha un altro anno di contratto, e apprezzo anche come continua a rappresentare il Portogallo all'estero". ha concluso il difensore del Porto. Il cinque volte vincitore del Pallone d'Oro è attualmente in testa alla classifica dei gol della Serie A con 25 gol davanti a Romelu Lukaku dell'Inter e al resto degli inseguitori. Tuttavia, le prestazioni di Ronaldo sono state a volte sottoposte a critiche, soprattutto a seguito della già citata uscita dalla Champions League per mano del Porto, che ha acceso voci sulla sua infelicità in Italia.
  2. AGNELLI E ALTRI 6 PRESIDENTI DI SERIE A SFIDUCIANO DAL PINO E CHIEDONO I DANNI Sette club di Serie A hanno scritto una lettera formale chiedendo le dimissioni del presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino, compresi i campioni in carica della Juventus e l'Inter, capolista in fuga. Si pensa che i club siano frustrati da una serie di cose, in particolare la gestione di Dal Pino delle recenti trattative per i diritti televisivi della Serie A, la maggior parte delle quali alla fine è andata a DAZN. Secondo Il Sole 24 Ore, una richiesta formale di dimissioni immediate è stata avanzata da Inter, Juventus, Napoli, Lazio, Atalanta, Fiorentina e Hellas Verona. I fondi di CVC, Advent e FSI stanno cercando di acquistare una quota in Serie A, di cui nessuno dei sette club è soddisfatto. Un altro problema di cui si ritiene che i club siano scontenti è il fatto che, nonostante allo Stadio Olimpico di Roma sia stato consentito di ospitare i tifosi per gli Europei di questa estate, gli stadi di Serie A rimangono chiusi ai tifosi, il che fa perdere ingenti somme di denaro ai club. Di conseguenza, i club sopra citati stanno minacciando azioni legali per gli introiti che hanno perso per tutte le questioni di cui sopra.
  3. Serie A 2020-2021 - 12^ Giornata di Ritorno - Domenica 18-04-2021 (ore 15:00) ATALANTA - JUVENTUS ....... 12^ giornata di ritorno Domenica, 18 aprile 2021 - ore 15:00 Gewiss Stadium - BergamoArbitro: Pirlo riprova un gioco più audace, Atalanta test definitivo Contro il Genoa, si è vista una Juventus alla ricerca ossessiva di quanto invece era mancato da molto tempo: le tracce interne nel cuore della trequarti avversaria. Una strategia, quella di Andrea Pirlo, che ha pagato e ha dato buon gioco alla squadra. Ma che è stata anche resa forse troppo semplice dalla scarsa aggressività dei liguri sulle ricezioni bianconere. La partita con l’Atalanta sarà quindi un banco di prova importante per una Juventus che vuole tornare a giocare in un modo più brillante, più simile ai primi mesi della stagione. .................................... https://streamable.com/sdopfx Articolo completo -> https://bit.ly/3dhS2PF CLASSIFICA DI SERIE A
  4. Dani Alves: "Perché ho lasciato la Juventus" Perché ho lasciato la Juventus? Mi avevano detto che avrebbero cambiato modo di giocare, ma non era vero”. Parole e musica di Dani Alves, uno con le idee non chiarissime e che tende a cambiare versione in fretta (nel 2017 ha parlato di “motivi extracalcistici”, l’anno successivo ha dichiarato di aver lasciato Torino per vincere la Champions a Parigi), che forniscono in ogni caso un interessante spunto di riflessione sull’ideologia che permea il mondo Juve. Nella prima parte del suo unico anno in bianconero, Alves è stato spesso definito come un corpo estraneo al pianeta Juventus, un alieno sbarcato da Marte che pretendeva di trovare sulla Terra lo stesso habitat marziano che ne aveva fatto le fortune, rendendolo il giocatore più vincente della storia del calcio, un particolare che va tenuto a mente quando si parla di lui. Emblema delle sue difficoltà, la debacle della Juve a Marassi col Genoa: assurdamente schierato da terzo di difesa e travolto da Ocampos nel primo tempo, nella ripresa il brasiliano si infortuna ed esce in barella, mentre intorno a lui in molti recitano il de profundis (a novembre) sulla sua avventura in Italia. Dani Alves ricomparirà sui campi quasi due mesi e mezzo dopo, e da oggetto misterioso si trasforma improvvisamente in salvatore della patria, soprattutto in Europa: due prestazioni maiuscole da ex contro il Barça nei quarti, due assist all’andata contro il Monaco e un gol da antologia al ritorno. Allegri scopre che, col nuovo assetto, il brasiliano può essere un giocatore importante (qui potete ridere), tanto che la Juventus finisce per aggrapparsi al suo ritrovato fuoriclasse, che arriva a 90′ dal regalare alla signora la coppa con le grandi orecchie, prima di andarsene sbattendo la porta. Il riassunto della parabola di Alves in bianconero non è un semplice promemoria per i più smemorati, ma di fatto riflette, nell’arco di una sola stagione, l’atteggiamento della Juventus e dei suoi sostenitori nei confronti di quasi tutti i giocatori di talento che ne hanno vestito la maglia degli ultimi anni, uno dei più grandi blocchi mentali che separano la squadra dalla conquista della Champions League. La Juventus ha messo sotto contratto Dani Alves a parametro zero perché era effettivamente un’occasione da non perdere, ma senza inserirlo in un progetto tecnico specifico, mentre dal canto suo Massimiliano Allegri ha forzato il giocatore nei suoi schemi noncurante delle sue peculiarità, ricavandone risultati inizialmente negativi. .............................. Dani Alves è Dybala, che viene piazzato a centrocampo a inseguire gli avversari, che non può fare la punta centrale e invece nell’unico anno da centravanti con Sarri è il miglior giocatore della Serie A, che diventa il capro espiatorio delle sconfitte, non ha carattere, non vuole bene alla Juve e pensa solamente al denaro. Dani Alves è Cancelo, che non sa difendere o peggio non ha voglia di farlo, che viene sacrificato sull’altare della divinità oscura chiamata plusvalenza, che non è adatto al calcio italiano (come Alves), che viene denigrato dagli stessi tifosi bianconeri per tutta la sua prima stagione al City salvo poi diventare (o tornare a essere) uno dei migliori terzini del globo. Dani Alves è Douglas Costa che in fondo in fondo non era tutto questo granché neanche quando gli infortuni lo lasciavano in pace, è Arthur che non verticalizza mai e tiene troppo la palla, è Pjanic che è troppo lento e non ha personalità, è addirittura Pogba che fa l’elastico in mezzo a due contro l’Inter ma poi non segna perché “si è piaciuto troppo”. Dani Alves, è, tristemente, anche Cristiano Ronaldo, il principale fautore assieme a Federico Chiesa del terzo posto della Juventus, un campione che trascende il tempo che viene accusato di pensare solo per sé stesso, di bucare le partite che contano, di prosciugare le finanze della Juve e di costringere i compagni a passargli il pallone, mentre allo stesso tempo è costretto a sobbarcarsi di tutte le responsabilità sul fronte offensivo. Gli unici giocatori di talento che hanno saputo incidere sono quelli che, alla tecnica, abbinano un furore agonistico da Juve, qualsiasi cosa significhi, con Tevez e Chiesa come più fulgidi esempi. ......................................... Perché la Juventus negli ultimi 10 anni ha chiesto proprio questo ai propri talenti offensivi: andate, segnate, decidete, fate tutto voi, noi non vi mettiamo certo in condizione di rendere ancora di più, noi sappiamo difendere, poi buttiamo palla su e combinate qualcosa, tanto siete fortissimi. Non lo fate? Non siete da Juve, siete evanescenti e poco adatti al calcio italiano, non lottate per la maglia, non la sporcate di sangue, sudore e lacrime, siete dei mercenari, delle femminucce, degli egoisti. I colpi dei campioni possono far vincere alcune partite e spesso sono sufficienti per primeggiare in patria, se accompagnati da un’organizzazione difensiva di livello con interpreti all’altezza, ma anche i migliori hanno bisogno di un contesto che li aiuti ad esprimersi al massimo, anche loro vanno attesi, coccolati e spronati, soprattutto se giovani. Se non lo comprendiamo, saremo sempre qui a chiederci perché l’Ajax ci prende a pallonate con un manipolo di ragazzini, perché Isco sembra più forte di Dybala o perché Coman da noi era un incompiuto mentre altrove decide una finale di Champions League. Liberarci di questi preconcetti sarà la sfida più difficile di tutte, semmai la Juventus deciderà un giorno di affrontarla davvero. Nel frattempo, smettere di attaccare quotidianamente i pochi talenti che abbiamo in rosa (salvo rimpiangerli una volta partiti) sarebbe già un buon inizio. Ora riflettete sul contesto Juventus appena descritto e pensate a chi è Dani Alves; al posto suo, voi sareste rimasti? Articolo completo -> https://bit.ly/3uQ3nwu
  5. Da quello che ho capito, la decisione di esonerare Allegri era giá stata presa e, solo al momento dei saluti, Max avrebbe detto quella cosa su CR7.
  6. Al momento dell'esonero, Allegri consiglió Agnelli di vendere Ronaldo L'ex allenatore della Juventus Massimiliano Allegri avrebbe consigliato il patron Andrea Agnelli di "sbarazzarsi" di Cristiano Ronaldo. 'Sta bloccando la crescita della squadra'. La Repubblica sostiene che Allegri ha lasciato un consiglio al presidente prima che venisse esonerato. "Sbarazzati di Ronaldo, sta bloccando la crescita della squadra e del club", ha detto l'ex allenatore al patron, secondo il quotidiano. La Juventus ha vinto nove Scudetti di fila mentre Ronaldo puntava ad aggiungere una nuova Champions League ai suoi cinque trofei tra Manchester United e Real Madrid. Il contratto di Ronaldo scade nel 2022, ma Calciomercato.com riferisce che l'attaccante incontrerà il club dopo la fine della stagione per discutere del futuro. La Juventus sarebbe pronta a dire addio al fuoriclasse portoghese, ma ci sono un paio di aspetti da considerare. Non ci sono offerte concrete e c'è un problema con le tasse. Il rapporto rivela che se Ronaldo lasciasse Torino sarebbe costretto a rinunciare ai benefici fiscali che solo l'Italia può garantire.
  7. Allegri told Agnelli to sell Ronaldo Apr 13, 2021 Former Juventus coach Massimiliano Allegri reportedly advised patron Andrea Agnelli to ‘get rid of’ Cristiano Ronaldo. ‘He’s blocking the growth of the team’. La Repubblica claims Allegri left a piece of advice to the President before he was sent away. “Get rid of Ronaldo, he’s blocking the growth of the team and the club,” the former coach told the patron, according to the newspaper. Juventus has won eight Scudetti in a row and Ronaldo was aiming to add to his already five Champions League trophies between Manchester United and Real Madrid. But the report claims the scenario has changed from being ‘the deal of the century’ for Juventus to almost become ‘a prisoner’ of their star. .................. Continue -> https://bit.ly/3saNNJP
  8. A quanto pare si é scagliato contro il sistema antidoping in generale. I 4 giocatori dell'Atalanta erano risultati negativi per cui non c'era niente da temere.
  9. Gasperini insulta un ispettore durante un controllo antidoping. Rischia fino a 6 mesi di squalifica! Il tecnico dell'Atalanta Gian Piero Gasperini potrebbe saltare la finale di Coppa Italia dopo aver "insultato un ispettore antidoping durante una visita a sorpresa". Il procuratore antidoping Pierfilippo Laviani ha, secondo l'agenzia stampa ANSA, incriminato l'allenatore degli Orobici e chiesto 20 giorni di squalifica. Il verbale chiarisce che il tecnico dell'Atalanta "ha insultato un ispettore durante un controllo a sorpresa e si è scagliato contro l'intero sistema antidoping, interrompendo un test in corso su un giocatore dell'Atalanta e costringendolo ad andare ad allenarsi". L'ispettore di Nado Italia è andato a Zingonia per un controllo antidoping a sorpresa il 7 febbraio e ha esaminato quattro giocatori. Gli atleti sono risultati negativi ma il comportamento di Gasperini ha spinto la Procura ad incriminarlo per violazione del codice antidoping. Il rapporto sostiene che Gasperini potrebbe rischiare anche fino a sei mesi di squalifica, se avesse violato l'articolo 3, comma 3 del codice antidoping. Il tattico non ha accettato il patteggiamento e ha chiesto un'udienza prevista per il 10 maggio davanti al tribunale nazionale antidoping. Se Gasperini sará sospeso per 20 giorni, salterà la finale di Coppa Italia il 19 maggio, quando La Dea affronterá la Juventus.
  10. Gasperini risks three-week suspension Apr 13, 2021 Atalanta coach Gian Piero Gasperini could miss the Coppa Italia Final after ‘insulting an anti-doping inspector during a surprise visit’. The anti-doping prosecutor Pierfilippo Laviani has, according to news agency ANSA, charged the Orobici coach and asked for 20 days of disqualification. The report clarifies that the Atalanta coach ‘insulted an inspector during a surprise check and railed against the entire anti-doping system, interrupting an ongoing test on an Atalanta player and forcing the player to go to train’. .................... The report claims Gasperini could even face up to six months disqualification, if he has violated the article 3, paragraph 3 of the anti-doping code. The tactician didn’t accept the plea bargain and asked for a hearing scheduled for May 10 in front of the national anti-doping court. If Gasperini is suspended for 20 days, he will miss the Coppa Italia Final on May 19 this year, when La Dea are scheduled to play Juventus at the Stadio Giuseppe Meazza. Continue -> https://bit.ly/3a5qcUY
  11. No, mik.mac, sei tu che ti sei espresso male. Un vero juventino dice si, si, no (cit.)
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