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Arminius

Tifoso Juventus
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  1. Ultimamente non ha rilasciato più interviste ne dichiarazioni....però è strano
  2. Scusate, qualcuno sa se è vero che Andrea ha querelato il cornutazzo? Non per il significato in se del fatto, questo perchè per la prima volta da dieci anni a sta parte, ovvero per tutta la presidenza Agnelli, nessuno è andato per quelle vie legali di Bonopertiana memoria. Cioè se per dieci anni è stato zitto e appena esce dal giro senza più vincoli societari decide di citare a titolo personale st'inverebrato, mi viene da pensare che la strategia del silenzio sia qualcosa di imposta dall'alto. Così fosse, capite che le speranze di un'azione incisiva da parte della proprietà sono praticamente nulla.
  3. Se il CONI fosse veramente l'organo referente dello sport italiano, ed a ruota FIGC e Lega avrebbero dovuto chiedere immediatamente le dimissioni della Sandulli per le gravi di dichiarazioni rilasciate con estrema leggerezza dal cognato, invece di minimizzare e derubricarle come chiacchiere da bar
  4. Anche per me. Ogni giorno si viene a conoscenza di dettagli inquietanti su come è strutturata ed interconnessa una parte fondamentale che gestisce il paese. Gente chevrivopre incarichi spesso in contrasto fra loro, controllori di controllati che altro non sono che se stessi, amici e parenti distribuiti nei posti cruciali per mero nepotismo o per scambi di favori. Come scritto più volte, la mia unica speranza è che, a nostra insaputa, si stiano facendo le pressioni mirate per far rientrare sto scempio, perchè amici miei, se le nostre speranze sono riposte in una giustizia equa, allora siamo messi male.
  5. Pezzodim*****a...ma questo non ha una dignità? Va a piangere all'Ordine e poi piscia su etica e deontologia. Mi auguro che se è vero che Agnelli lo ha querelato, gli deve togliere pure le mutande, ma con la nostra magistratura subito fortemente che avvenga.
  6. In sostanza cosa è successo? Ha istigato i disadattati che lo seguono ad insultare st'avvocatessa?
  7. Solo che i Sopranos sono una fiction questi so' veri. Stanno ovunque, quando parlavo di metastasi, non era certo perché amo le metafore.
  8. In pratica siamo come Salman Rushdie davanti ad un tribunale islamico. Ecco perchè la nostra retrocessione non è neanche quotata. Regà sveja....hanno deciso che è finita. Punto E mi auguro di cuore di aver preso una toppa clamorosa, ma se i personaggi in commedia sono questi è quelli che dovrebbero tutelarci non fiatano....
  9. In sostanza, per quel poco che ne capisco, qui non se ne esce andando a difenderci ingenuamente in appelli, ricorsi ed ammennicoli giuridici. La sentenza è già stata emessa, senza appello, molti mesi fa. Se mai ne usciremo sarà solo perché qualche politico, per difendere interessi di qualcun altro, non certo i nostri, farà la voce grossa. Altrimenti
  10. Puoi spiegare bene questa cosa del conflitto di interessi? Quale sarebbe? Non è questione di singolo aspetto. Questo personaggio qui, ma come tanti altri come lui, ha agganci e conoscenze talmente ramificati che è difficile anche solo immaginare che possa essere ammissibile un comportamento di terzietà libero non dico da implicazione ideologiche - in questo caso tifo - ma da imput sollecitati da interessi altrui. In quel mondo tutti sono creditori o debitori di qualcuno più o meno potente Tempo per fare un esempio, il soggetto di cui sopra ha fatto parte del TAR del Lazio, ci sono documenti in rete, è ce ne sono altri nei quali si parla di incompatibilità...qui non è solo un problema di Juventus ma del fatto che questo sistema metastatico ed autoreferenziale è in grado di orientare sentenze senza che nessuno apra bocca. L'esempio della famiglia Sandulli che disserta di una sentenza in itinere senza che nessuno faccia, obiezione anzi viene liquidata dal CONI come chiacchiera da bar è tristemente indicativa
  11. Aspetto un articolo indignatissimo di Travaglio sul Fatto Quotidiano o una Puntata di Report sull'argomento. I giornalisti italiani sono forse peggio dei Chinè e dei Sandulli. Basta ascoltare o leggere a caso, una banda di manichei schierati a seconda di offre di più. Bisognerebbe spegnere definitivamente radio e TV e farli fallire. Tutti
  12. Troveresti più tifosi con la maglietta di Castagnetti a Ryad che all'Olimpico per la finale. Qui ormai è tutto finto sono come i sfondi western a Cinecittà. Il calcio del popolo limortacciloro
  13. Due parole su Chinè Inizialmente la nomina di Chiné doveva essere “provvisoria”, perché il magistrato calabrese stava già operando in Figc. Il presidente della Federcalcio Gravina lo aveva nominato procuratore aggiunto insieme ad altre quattro persone: Marco Di Lello (con funzioni di procuratore federale Interregionale), Alessandro Gentili (assegnato alla Procura Federale Interregionale), Gioacchino Tornatore e Luigi De Ficchy. Non sono mancate le polemiche nel passato di Chiné, con tanto di doppia interrogazione parlamentare nel maggio 2021, quando il magistrato era finito sotto la lente d’ingrandimento del Senato della Repubblica. A presentare una interrogazione, tre senatori: Elio Lannutti, Luisa Angrisani e Margherita Corrado. “Il motivo – scriveva ad esempio il quotidiano Repubblica – è che Chinè dal 16 febbraio è diventato il Capo di gabinetto del Ministro Franco al Mef. Un incarico di grande prestigio, che si è aggiunto a quello di Procuratore federale. Solo che nella dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità ha omesso di comunicare proprio il suo incarico federale, segnalando come unico incarico presso enti pubblici o privati quello da Giudice tributario presso la Commissione di giustizia tributaria”. Dopo l’estate del 2021 altra polemica e altra interrogazione parlamentare nei confronti di Chiné, stavolta da parte dell’onorevole Andrea Del Mastro Delle Vedove. Oltre alla questione precedente stavolta c’è dell’altro: “L’incarico calcistico, in scadenza a giugno 2021, viene rinnovato nel mese di aprile. E a luglio Chiné è confermato nella carica, ma stavolta comunica la nomina sportiva. Con un errore, o un falso”, accusa Delmastro nell’interrogazione parlamentare. Come si legge su alcuni quotidiani: “Perché Chiné dirige la Procura federale appunto da dicembre di due anni prima, dopo le dimissioni del prefetto Pecoraro, suo predecessore. All’epoca si pensava ad un incarico di breve durata, fino ad agosto 2020, ma fu prorogato di un anno causa emergenza Covid”. Perché le polemiche su Chiné? Sempre dai quotidiani: “Perché il capo di gabinetto dell’economia dirige il traffico di svariati quattrini. Una parte è indirizzata anche verso il mondo delle sport e le varie federazioni, segnatamente anche quella del calcio, per la quale è chiamato a giudicare. È normale? Finora nessuno ha risposto ad interrogativi emersi, anche se in maniera parziale pure a mezzo stampa”. Ora tocca al processo-Juve.
  14. E mecojoni! Questo non solo non è in pensione ma è parte in causa...basterebbe questo per chiederne le dimissioni. Quando dicevo che ha anticipato la sentenza esprimendo un parere personale ho detto una cazzata, in realtà questo ha fatto capire in maniera velata manco tanto che il ricorso non verrà accolto. Questa non è una sentenza disciplinare e un omicidio (spirtivo) su commissione
  15. Po esse, lui magari è in pensione, ma etica e deontologia mica ci vanno in pensione. Poi questo è un mia considerazione, secondo me un giudice, un magistrato, un avvocato, anche in pensione, non dovrebbero, anche perchè, sempre a mio modesto parere, poco opportuno, esprimere opinioni in merito a sentenze ancora da definire. E questo vale per anche Grassani, Afeltra e compagnia cantante. Posso dare la mia interpretazione di una legge non commentare una sentenza o una motivazione. E' chiaro che si tratta di un argomemento complesso e con mille sfaccettature. Poi magari mi sbaglio
  16. Comunque un esponente della magistratura, per me, non dovrebbe esprimersi su sentenze o ricorsi non definitivi.
  17. Si potrebbe inondare le mail di CONI e FIGC con articoli come questi.
  18. Anticipiamo la sentenza per dovere di informazione. Ormai è un circo, ma qui i pagliacci non fanno ridere
  19. Eeemh...articolo del 2021 che parla di fatti ben poco pubblicizzati Sono passati 16 anni dall'operazione salva-Lazio, che nel 2005 vide il club biancoceleste trovare un accordo con l'Agenzia delle Entrate per saldare il maxidebito fiscale ed evitare il fallimento. Secondo quanto rivelato da Il Sole 24 Ore, però, la società del presidente Claudio Lotito avrebbe pagato solo poco più della metà di quanto pattuito ai tempi.Il quotidiano economico spiega che la Lazio ha pagato fino ad oggi 75,44 milioni di euro rispetto al totale da 143,24 dovuto. Ai biancocelesti restano perciò ancora da corrispondere all'erario 67,8 milioni di euro, previsto in 12 rate annuali da 5,65 milioni in scadenza al primo aprile. Se Lotito rispetterà il piano di pagamenti la Lazio avrà estinto completamente il suo debito il primo aprile del 2028. Lotito diventò proprietario del club il 19 luglio 2004 e l'anno successivo riuscì nell'impresa, mai consentita a nessun'altra società super indebitata, di consentire una sanatoria con il fisco ed evitare così il fallimento: ai tempi furono contestati alla Lazio mancati pagamenti per 148,8 milioni di euro di Irpef sugli stipendi dei calciatori e per l'Iva dagli anni 2002 al 2005. A garanzia del pagamento c'è una ipoteca sul centro sportivo di Formello (dove si allena la Lazio, ndr) iscritta da Equitalia e che resterà fin quando la società non avrà saldato tutti i debiti con il fisco. Lotito eh! Questo fonte Sole24ore, leggete, leggete però mentre nooi siamo ladri questo è un virtuoso La Lazio di Lotito, slalom tra i debiti e stipendi pagati in ritardo Senatore per una notte, prima di scoprire che l’elezione il 4 marzo 2018 era una «fake news», Claudio Lotito ha una scadenza fissa che deve rispettare: ogni anno il primo aprile deve pagare al fisco 5,65 milioni di euro. Non è un pesce d’aprile. E dovrà continuare a farlo fino al 2028. È l’impegno che Lotito, da oggi pretendente all’Alitalia (con quali disponibilità finanziarie non si sa), ha assunto con l’Agenzia delle entrate con la transazione «spalma-debiti» (o «salva-Lazio») firmata il 20 maggio 2005, con il consenso del governo allora guidato da Silvio Berlusconi, che era proprietario di un’altra squadra di calcio, il Milan. Il maxi-debito della Lazio Imprenditore delle pulizie, Lotito era fresco proprietario della Lazio, verso la quale l’aveva spinto il banchiere di Capitalia Cesare Geronzi dopo i fasti e gli sfracelli dell’èra di Sergio Cragnotti. Lotito aveva pagato 21 milioni nel luglio 2004. Il club aveva accumulato un enorme debito con il fisco perché per anni non aveva versato le tasse sugli stipendi pagati ai giocatori. E così Lotito si ritrovava sul groppone oltre 140 milioni di euro di debiti. La transazione con il fisco Per evitare il fallimento della seconda squadra di calcio della capitale (per numero di tifosi e di elettori) il governo acconsentì a un accordo senza precedenti: una transazione per spalmare il debito in 23 rate annuali da 5,65 milioni, da pagare a partire dal primo aprile 2006 fino al primo aprile 2028, più una prima rata di circa 8 milioni da pagare alla firma dell’accordo, più una rata aggiuntiva unica di 5,23 milioni che oggi la società ha pagato. Del maxi-debito fiscale spalmato in più di 20 anni oggi restano quindi nove rate da pagare, corrispondenti a circa 50 milioni. Bilanci in attivo con le plusvalenze La Lazio ha dichiarato conti in attivo negli ultimi due bilanci consolidati, al 30 giugno 2017 (11,38 milioni di utile netto) e al 30 giugno 2018 (37,31 milioni), grazie alle plusvalenze per la cessione di calciatori. Molto parsimonioso con gli investimenti e con gli ingaggi, Lotito ogni anno sfrutta il calciomercato per far quadrare i conti. Nel bilancio al 30 giugno 2016 il miracolo non gli era riuscito e i conti si erano chiusi in rosso per 12,6 milioni. I ricavi a 127 milioni I ricavi totali del club, escluse le plusvalenze, sono saliti dai 91,9 milioni del 2016 ai 127,2 milioni nel bilancio a giugno 2018. I conti della stagione 2018-2019, appena terminata, culminata con la vittoria della Coppa Italia contro l’Atalanta, ancora non si conoscono, si chiuderanno alla fine di questo mese. Aumentano i debiti Malgrado l’attivo la Lazio ha un indebitamento in aumento. I debiti totali tra il 2017 e il 2018 sono aumentati da 179,7 a 188,9 milioni. I debiti finanziari netti sono saliti da 43,7 a 46,47 milioni. Il patrimonio netto consolidato del club è positivo per 57,56 milioni e Lotito non è tenuto quindi ad aprire il portafoglio per ricapitalizzare la società. I debiti verso i calciatori Lotito, azionista del club con il 66,67%, non ha perso però la caratteristica di essere estremamente parsimonioso. Nel bilancio a giugno 2018 i debiti verso tesserati e dipendenti sono aumentati da 11,2 a 15,28 milioni, un importo superiore alla fisiologica frazione mensile del costo del lavoro, che in quella stagione è salito da 57,2 a 79,8 milioni. La relazione al bilancio dice che i debiti verso tesserati «sono principalmente costituiti» dagli stipendi di giugno 2018 per 5,65 milioni lordi e da premi per 7,58 milioni lordi, tutti «pagabili entro il 30 settembre 2018». Stipendi pagati con tre mesi di ritardo Per Lotito insomma si possono pagare gli stipendi dopo tre mesi, è il limite massimo della Figc per non infliggere penalizzazioni di punti in classifica. E tra i ricavi dell’ultimo bilancio Lotito ha iscritto 3 milioni da «transazioni con creditori». Cioè un debito si è trasformato in un’entrata. Chissà se pensa di ripetere questi miracoli con Alitalia. Da segnalare che ci furono diverse manifestazioni di piazza e sit-in al grido di "Salvezza o Guerra". Guerra della quale venne fornito il taser un annetto prima durente e dopo il famoso derby sospeso del 21 marzo 2004, perchè è bene ricordarlo che anche i cuginetti color peperone erano in odore di fallimento e che grazie ad una proroga gentilmente concessa dalla FIGC, si iscrisse nell' estate del 2003 al campionato fuori tempo massimo. Ma per le due romane i soldi erano finiti Sensi era in pessime acque. La roma fu salvata dalla vendita da parte di Sensi di diversi asset di Italpetroli ad Unicreditche avrebbe finanziato anche il debito rimanente. La Lazio fu salvata si dalla spalmadebiti come ampiamente illustrato sopra ma anche, se vogliamo credere al presidente del Monza, che in bocca non tirne manco un cecio, per lagioni di ordine pubblico. «Lazio salvata per tutelare l' ordine pubblico» E Berlusconi aggiunge: «Il fallimento avrebbe avuto conseguenze preoccupanti» «La Lazio è stata salvata per motivi di ordine pubblico». Parola di Silvio Berlusconi. Ieri il presidente del Consiglio, nel corso della trasmissione «Porta a Porta», ha infatti voluto prendere posizione sull' accordo di rateizzazione tra il club biancoceleste e il Fisco: «Quello della Lazio è un caso particolarissimo. Stiamo parlando di una squadra con un numero enorme di sostenitori e il suo fallimento avrebbe avuto delle conseguenze di ordine pubblico che ci hanno preoccupato». La decisione di salvare la Lazio, concedendole la rateizzazione del debito fiscale in 23 anni, è dipesa dunque anche dal «potere» della piazza e dalla paura di pericolose ripercussioni. «Di fronte a questa ipotesi - continua Berlusconi - e ai rischi di perdere interamente quello che il Fisco doveva incassare, abbiamo fatto questa scelta consentita dalla legge».
  20. Ennesimo esilarante episodio della divertentissima sitcom "Da che Pulpito Padre?" Una sorta di incrocio fra Mr.Bean e Father Ted
  21. Oh, sentite qui, oggi (o domani) si riunisce il CDA della Sampdor...ho capito! Lo so, questo non è Tifosiblucrrchiati...fatemi finire no? Allora Si riunisce il CDA sampdoriano e se non ci dovesse essere una ricapitalizzazione da parte della famiglia Ferrero, non il nostro, quell' altro, la Samp udite udite, potrebbe essere penalizzata nel campionato in corso per...indovinate? Mancato pagamento degli stipendi. Mancato pagamento degli stipendi....e chi altro secondo le malelingue, non avrebbe pagato stipendi mentre Gravina, Malagò, Ceferin e tutta una schiatta di pseudo giornalisti guardava da alte parti? Vi do in aiutino, chiedere a Paolino Bonolis, quello che si auspica una bastonata per noi, oppure chiedete a Gravina, quello del Castel di Sangro e di "chi sbaglia è giusto che paghi" Che schifo no?
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