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  1. Perdonate il titolo esotico, ma oramai mi conoscete, un po' scemo ed un po' leggero. Avrei potuto postarlo nel topic di Pjanic, ma secondo me è un tema che merita un topic a sè. La lettura del gioco "nascosto" nelle pieghe delle varie partite. Tenendolo separato, in futuro magari si potrà arricchire di nuovi spunti. Non mi dilungo oltre, ho avuto la fortuna di di imbattermi in questo video segnalatomi da un amico. Purtroppo è in francese, che comprendo poco, ma importanti sono le immagini. Non dice tutto, non dice che Pjanic è il miglior calciatore dell'universo a fare queste robe, non fa vedere i momenti di bassa forma del bosniaco, ma forse qualche suggerimento verso la risoluzione dei dubbi "perchè gioca Pjanic" e "perchè gioca lì" lo da. Sarà compitino, ma personalmente lo trovo molto importante. Ha pure data 27 ottobre, quindi di fatto cattura solo metà stagione del bosniaco.
  2. Il discorso è posto ad ampio raggio e si concretizza nella solita linea finale tracciata: centrocampo assolutamente inadeguato ad una squadra che vuole ambire ad Ampi traguardi, cosa ampiamente già Sottolineata da un secolo ma non presa in minima considerazione dalla società nonostante i risultati. Si dice che in estate siano stati presi due giocatori a parametro zero ma che allo stato dei fatti non sono assolutamente pronti, perché a questo punto non si è puntato sui giocatori già belli abili e arruolabili senza che si aspettino 40 anni prima che entrino in forze? Imbarazzante la situazione Khedira ed Emre Can, si va ancora dietro a Pjanić che il salto di qualità non te lo fa fare con un sostituto come Benta che sinceramente non è né carne né pesce, stendendo un velo pietoso sulla questione Matuidi il quale, in quel ruolo, sarebbe meglio qualsiasi mezz'ala presa dalla lega pro. Khedira Pjanic Matuidi per il terzo anno di fila che ha portato risultati zero dove contano: la cosa grave e che fa sorgere molti dubbi sulle capacità di osservazione, è che in primis la società e poi l'allenatore non abbiano mosso un dito per modificare una situazione dove in estate serviva cambiare pesantemente in quella zona ancor più che in difesa. Con tutto il rispetto, non solo con questa gente non si va da nessuna parte e ieri considerando il risultato si è visto ancora una volta, ma anche basta con questi personaggi che dovrebbero andare a svernare in MLS e ancora una volta Paratici e soci ce li propongono addirittura come CC europeo. Calvario tecnico-tattico senza fine.
  3. Centocinquanta palloni a partita: più o meno un flipper. Secondo l’utopia sarriana Miralem Pjanic dovrà essere molto più del centro di gravità che è stato fino ad ora: nella nuova Juve di Maurizio Sarri il bosniaco ha l’obiettivo di diventare un attrattore potentissimo. Un moltiplicatore di azioni di gioco. Il sole che irradia i raggi. Il progetto nasce dall’idea del nuovo tecnico, praticata più o meno ovunque in passato, di spostare l’asse della squadra venti metri più avanti e di tenere il dominio. Si è svolta stamane allo Stadium la presentazione di Maurizio Sarri nuovo allenatore della Juve. Che così risponde a chi gli chiede come sarà tornare al San Paolo. Tra Napoli e Chelsea Sarri aveva dato questa consegna a Jorginho, regista metodico e razionale in un centrocampo a tre. A Torino ha già dato a Pjanic le chiavi della sua Juventus: “Vorrei vedere Pjanic toccare 150 palloni a partita, ma dobbiamo allenare la capacità degli altri giocatori di dargli sempre la palla”, ha detto durante la presentazione nella pancia dell’Allianz. Come a dire: quel numero è un po’ ambizioso, ma tanto dipenderà dalla capacità di far muovere la nuova creatura in maniera armonica. “Io organizzo molto la squadra nei primi 70 metri e lascio libertà negli ultimi 30”, ha aggiunto Sarri durante la presentazione. Continua su: https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Juventus/21-06-2019/sarri-quei-150-palloni-pjanic-cosi-bosniaco-nuovo-sole-juve-340254245240.shtml
  4. Decisivo ai fini della vittoria a Verona contro il Chievo con una punizione delle sue, Miralem Pjanic, centrocampista della Juventus e della nazionale bosniaca, si sofferma brevemente a parlare del suo adattamento al modo di giocare della Juventus poco prima di partire per aggregarsi con la Bosnia, che affronterà in trasferta la Grecia domenica sera per le qualificazioni a Russia 2018. Ecco quanto riportato dal "Corriere dello Sport": "Non sono qui solo per le punizioni. Ho trovato un nuovo sistema, un calcio differente con meno palleggio, però mi sto adattando, ci conosciamo meglio e i meccanismi migliorano. Le aspettative sono altissime, ma non sono preoccupato: pian piano cresceremo, intanto conta che la Juve vinca". tj.com
  5. Roma-Juventus, Pruzzo: «Pjanic non deve festeggiare all'Olimpico» L'ex attaccante: «Il mio obiettivo settimanale è quello di non vederli vincere lo scudetto a Roma»twitta mercoledì 10 maggio 2017 0 Mi piace 0 Non mi piace 515 Facebook Twitter Google Email Stampa 42 Commenti TORINO - Prima l'aggettivo "nano da giardino". Ora la speranza di non vederlo festeggiare lo scudetto all'Olimpico. Roberto Pruzzo continua il suo personalissimo duello con Pjanic e con la Juventus: «Il mio obiettivo - ha detto a Radio Radio - è quello di non vedere Pjanic e i suoi compagni festeggiare lo scudetto allo stadio Olimpico. Sarebbe un modo dignitoso per la Roma di chiudere il campionato». Roma-Juventus è più di una semplice partita e, anche quest'anno, il campo conferma questa "esclusività": «La Roma ha vinto tante partite ma purtroppo rimangono impresse solo le sconfitte. Sarebbe bello vincere contro la Juventus».
  6. Centrale di centrocampo, dalle spiccate doti tecniche, Miralem Pjanic è uno di quei calciatori capaci di cambiare il volto di un’azione anche con un solo tocco di palla. A partire da oggi metterà le sue qualità al servizio della Juventus. La società ha infatti siglato un accordo con la Roma per il passaggio del centrocampista bosniaco in bianconero. ACCORDO CON L’A.S. ROMA PER L’ACQUISIZIONE DEL CALCIATORE MIRALEM PJANIC Torino, 13 giugno 2016 – Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società A.S. Roma S.p.A. per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Miralem Pjanic a fronte di un corrispettivo di € 32 milioni. Gli effetti economici e patrimoniali di tale acquisizione avranno effetto a decorrere dalla stagione sportiva 2016/2017. Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quinquennale. Il suo destro delicato, la precisione abbinata alla potenza e alla visione di gioco, fanno di Pjanic uno dei centrali offensivi più dotati che ci siano in Serie A. Se aggiungiamo anche le sue capacità balistiche, per esempio nel battere i calci di punizione, è chiaro come il centrocampo bianconero si sia ulteriormente arricchito di qualità. Le doti di Pjanic sono chiare fin da quando il giocatore muove i primi passi nel mondo del calcio, in Lussemburgo. Accade nel 2004, quando Miralem ha solo 14 anni (il giocatore nasce a Tuzla, Bosnia, nel 1990) e milita nell’Under 19 dello Schifflange. Viene notato dalla squadra francese del Metz, che per tre stagioni lo fa crescere nelle sue giovanili e poi, a 17 anni, lo lancia in Prima Squadra. 32 presenze e 3 gol in campionato, cui sommare 6 apparizioni e una rete in Coppa di Francia gli valgono, nel 2008, il passaggio al Lione. Ed è in riva al Rodano che Miralem mostra a pieno tutte le sue qualità: fino al 2011 disputa 90 partite in Ligue 1, mettendo a segno 10 gol; bottino che aumenta considerando i 6 match nelle coppe nazionali (Coupe de France e Coupe de la Ligue) e i 25 in ambito internazionale (sei le reti per lui). Dalla Ligue 1 alla Serie A: nel 2011 Pjanic passa alla Roma, di cui è titolare fin dal suo arrivo. Lo confermano le 159 presenze e 27 reti in campionato, le 9 apparizioni (una rete) in Coppa Italia e le 17 in Champions League, competizione nella quale Miralem segna due reti. Da oggi, il curriculum del calciatore si tinge di bianconero. (juventus.com) http://www.juventus.com/it/news/news/2016/pjanic---bianconero-.php CHI E' MIRALEM PJANIC??? Miralem Pjanić (Tuzla, 2 aprile 1990) è un calciatore bosniaco, ex centrocampista della Roma ora passato alla Juventus e della Nazionale bosniaca. Detto "Il Pianista", "Il Piccolo Principe" o "Giotto", è bosniaco di nascita, ma è cresciuto calcisticamente in Lussemburgo. Muove i primi passi nel FC Schifflange 95, per poi passare nelle giovanili del Metz, squadra con la quale debutta tra i professionisti. Nell'estate del 2008 si trasferisce al Lione, dove si afferma come una delle migliori speranze del calcio europeo, grazie alle sue prestazioni nel campionato francese e in Champions League. Nel 2011 passa alla Roma e nell'estate del 2016 a Torino sponda bianconera. Titolare inamovibile della sua Nazionale, nel 2014 contribuisce in modo importante alla storica partecipazione ai Mondiali di calcio. Il giocatore è figlio d'arte (il padre giocava nella seconda divisione jugoslava), è in possesso di due cittadinanze: bosniaca e lussemburghese, Paese nel quale si rifugiò con la sua famiglia poco dopo lo scoppio della guerra in Bosnia. Soprannominato Giotto, parla ben sei lingue: bosniaco, inglese, tedesco, lussemburghese, francese ed italiano. Centrocampista completo è dotato di una buona velocità, un ottimo controllo di palla, un ottimo tiro, in particolare dalla distanza, di un'eccellente visione di gioco grazie alla quale fornisce numerosi assist ai compagni e grande abilità nel dribbling, in particolare nello stretto, che gli permette di esibirsi in incredibili serpentine. Può ricoprire sia il ruolo di intermedio di centrocampo che quello di trequartista. Col tempo sotto la gestione di Rudi Garcia ha imparato anche a ricoprire il ruolo di mezz' ala sviluppando anche l'abilità d'intercettazione della palla con verticalizzazione immediata. Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón. Abile nei calci piazzati, quando giocava con la maglia dell'Olympique Lione, si allenava spesso a calciare le punizioni assieme a Juninho, come confermato da quest'ultimo e già nel 2009 il bosniaco era considerato il suo erede tra le file dell'OL. Miralem inizia la sua carriera nel club lussemburghese del Fc Schifflange (prima divisione) dopo vari infortuni che lo hanno relegato spesso in tribuna. Già allora l'allenatore del club nota il suo talento e decide di metterlo in prima squadra già da giovanissimo. Dopo aver militato nella squadra lussemburghese dello Schifflange, è giunto al Metz nel 2004 e, dopo alcune stagioni nelle squadre giovanili, fa il suo debutto il 18 agosto 2007 contro il PSG, gara terminata 0-0. Il 15 dicembre realizza contro il Sochaux, rete che non servirà ad evitare la sconfitta ai granata. Conclude la sua stagione totalizzando 38 presenze e 4 reti. Il 1º agosto 2008 si trasferisce a titolo definitivo al Lione per 7,5 milioni di euro. Fa il suo debutto il 2 agosto contro il Bordeaux. Il 24 febbraio 2009 fa il suo debutto in Champions League contro il Barcellona, partita terminata 1-1. chiudendo la sua prima stagione con 24 presenze, senza alcuna rete all'attivo. Nella stagione successiva, si afferma come uno dei migliori giovani sul palcoscenico europeo, anche grazie al compagno di squadra Juninho Pernambucano, dal quale apprende specifiche qualità balistiche nel calciare le punizioni. Il 19 agosto 2009, nel giorno del suo debutto stagionale, segna il suo primo gol in Champions League contro l'Anderlecht partita valevole per i Preliminari di Champions League, gara vinta dai francesi 5-1. Pochi giorni dopo, il 22 agosto, segna nella gara vinta 3-0 contro l'Auxerre il suo primo gol in campionato con la maglia del Lione. L'11 marzo 2010 segna inoltre il gol del pareggio contro il Real Madrid nel ritorno degli ottavi, rete che permette alla sua squadra di passare ai quarti di finale. Termina la stagione con 53 presenze e 11 reti. Nel periodo successivo, disputa un'altra stagione su buoni livelli, senza però ripetere l'exploit di quella precedente. Conclude la sua esperienza al Lione, dopo aver totalizzato 121 presenze condite da 16 reti. Il 31 agosto 2011 la Roma acquista il calciatore a titolo definitivo per 11 milioni di euro. Esordisce con la nuova maglia l'11 settembre 2011 nella gara casalinga contro il Cagliari persa per 1-2.. Il 20 novembre 2011 segna il suo primo gol contro il Lecce, il primo con la maglia giallorossa, rete che risulterà decisiva per la vittoria finale. Nella prima parte della stagione successiva parte spesso dalla panchina, visto un difficile rapporto con il neo tecnico Zeman; diverrà invece titolare fisso con l'arrivo in panchina di Rudi Garcia, nella stagione 2013-2014. Con il tecnico francese la Roma ottiene due secondi posti consecutivi, ai quali Pjanić contribuisce rispettivamente con 6 (2013-14) e 5 reti (2014-15). La stagione 2015-2016 è particolarmente brillante sul piano realizzativo: Pjanić con 12 gol supera il proprio record di marcature stagionali del 2009-10 con l'Olympique Lyonnais di 11 marcature. L'8 maggio 2016 nella vittoria per 3-0 contro il Chievo si porta a 10 gol in campionato andando per la prima volta in doppia cifra in campionato. Ha esordito a livello di Nazionale con la maglia del Lussemburgo ai campionati europei Under-19, Paese dove è cresciuto calcisticamente. successivamente ha dichiarato di voler giocare per la Bosnia, debuttando da prima con la Nazionale Under 21. Il 20 agosto 2008 fa il suo esordio nell'amichevole contro la Bulgaria, gara finita con la vittoria dei bulgari per 2 a 1 risultando, a 18 anni, il più giovane esordiente della Nazionale. Durante un'altra gara amichevole vinta 2-1, questa volta contro il Ghana, il 2 marzo 2010, segna la sua prima rete in Nazionale. Il 3 giugno 2014 viene inserito nella lista dei convocati della Nazionale Bosniaca che parteciperà ai Mondiali di calcio. Il 16 giugno fa il suo esordio nella gara contro l'Argentina, partita vinta dall'Albiceleste 2-1. Il 25 giugno segna nella vittoria 3-1 contro l'Iran, successo che risulterà inutile ai fini del passaggio del girone. Conclude la competizione con 3 presenze ed 1 rete. (wikipedia.org)
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