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Homer_Simpson

Ayrton

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Joined: 01-Jan-2009
63869 messaggi

Sono passati 30 anni dal maledetto 1 maggio 1994

 

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Joined: 18-May-2006
97163 messaggi

È stata la prima volta in vita mia in cui ho capito davvero cosa voleva dire la morte.

O meglio... è stata la prima volta in cui mi sono reso conto che la morte prima o poi arriva per tutti.

Anche per gli dei.

 

Campione strepitoso e persona incredibile.

 

Manchi.

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Joined: 31-Aug-2008
11698 messaggi

Quello fu un weekend maledetto con la morte di Ayrton e Ratzemberger. 

Senna era speciale, molto intelligente e soprattutto non si era mai chiuso nella sua bolla... è molto facile aver soldi a palate e sbattersene del prossimo...lui fortunatamente non era quel tipo di persona.

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Joined: 21-Dec-2008
28196 messaggi
1 ora fa, andrea ha scritto:

Beh la questione dello sterzo è storia conosciuta...è stato appurato già a suo tempo anche nelle indagini e nei processi che la causa dell'incidente fu una modifica allo sterzo mal eseguita. Senna in quei giorni si lamentò del poco spazio dell'abitacolo della Williams che gli causava problemi alle mani che nelle curve andavano a sbattere sulla scocca e quindi il team decise di modificare l'inclinazione dello sterzo per guadagnare spazio, per fare questa modifica dovettero segare e risaldare il piantone dello sterzo, ma la saldatura venne fatta in maniera grossolana e durante la gara si ruppe con le vibrazioni e quella curva Senna si ritrovò a farla di fatto con lo sterzo in mano staccato dal resto della macchina. Purtroppo la Formula 1 ha avuto anni bui dove tutti cercavano di spingere all'inverosimile auto che non avevano misure di sicurezza minimamente adatte a reggere quelle prestazioni...l'errore o la negligenza costavano troppo spesso la morte o gravi danni ai piloti...mi sembra che tra gli anni 50 e gli anni 90 siano più di 40 i piloti morti in pista senza contare poi la storia del povero Bianchi del 2014 che anche li lasciamo perdere

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Joined: 18-Jul-2006
19368 messaggi
Inviato (modificato)

Ho poco da dire ... Ero partito come sempre per il weekend completo dentro l'autodromo , con la tenda , ( prima erano molto permissivi , entravi il venerdì , e se non uscivi potevi sostare dento il perimetro con una spesa di 30mila lire ) 

E purtroppo rammento quel fine settimana stregato dalla malasorte.

Sono pochi i giorni in questi 30 anni che non ho riversato un pensiero al mio Ayrton .

E ad onor del vero se ratzemberger fosse morto in un altra occasione , a parte la sua famiglia nessuno si ricorderebbe di lui .

Se esiste  qualcosa dopo la morte un giorno lo rivedrò. 

Ciao Ayrton 

 

 

Chi non ha visto loro 2 non ha visto un kazzo

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Modificato da gnarro
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Joined: 03-Nov-2007
42068 messaggi

Una ricorrenza che purtroppo non dimentico mai 

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Joined: 10-Apr-2010
2594 messaggi

Quel maledetto pomeriggio resterà impresso nella mia mente tanto che, a distanza di trent'anni, i ricordi sono più vividi che mai.

Sembra ieri, una giornata assurda, alienante, fatta di speranze, attesa e finita nel modo più tragico.

Mi capita spesso di associare, seppur involontariamente, l'annuncio devastante della morte di Scirea fatto da Ciotti e quello agghiacciante della dottoressa che sentenziava la fine di ogni illusione e preannunciava la morte di Ayrton. 

Senna, nell'immaginario collettivo, era infallibile, semplicemente perfetto in pista, ammirato e invidiato da tutti.

La Formula Uno non è stata più la stessa da allora, dimostrando che il pericolo e la sfida che la caratterizzano, possono condannare, in egual misura, il pilota meno conosciuto e quello più leggendario.

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Joined: 15-Dec-2008
2211 messaggi

Purtroppo, per motivi di età, non ho mai potuto ammirare le sue gesta. Ho cercato di recuperare con documentari e speciali TV, dai quali mi è sempre rimasta l'idea che, al di là delle innegabili ed enormi doti di pilota, fosse un uomo vero, schietto e sincero.

Anche se non ti ho mai "conosciuto", mi manchi Ayrton.

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Joined: 03-Nov-2007
42068 messaggi
Il 30/04/2024 alle 20:23 , Homer_Simpson ha scritto:

Sono passati 30 anni dal maledetto 1 maggio 1994

 

E tra poche ore 32

 

E per Roland

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Joined: 04-Apr-2006
143654 messaggi
Inviato (modificato)

1º maggio 1994 Muore Ayrton Senna

 

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Ayrton Senna da Silva (San Paolo21 marzo 1960 – Bologna1º maggio 1994) è stato un pilota automobilistico brasiliano, tre volte campione del mondo di Formula 1 con la McLaren (19881990 e 1991).

 

Soprannominato Beco in gioventù ed in seguito Magic, è considerato uno dei più grandi piloti e sportivi di tutti i tempi, nonché una delle figure più rappresentative dell'automobilismo. È inoltre citato come un eroe nazionale nel suo Paese.

 

Un’analisi condotta dalla Formula 1 in collaborazione con Amazon Web Services, pubblicata nel 2020, ha identificato Ayrton Senna come il pilota più veloce di ogni epoca.

 

Pilota completo sotto ogni aspetto, dalla messa a punto alla gestione delle gomme, seppe distinguersi nel corso della carriera soprattutto per la guida sul bagnato e la velocità in qualifica, caratteristica, quest'ultima, che gli consentì di detenere il record di pole position (65) dal 1989 al 2006.

 

Abile in particolare nei circuiti cittadini, detiene il record di vittorie sul prestigioso circuito di Monte Carlo, sei, di cui cinque consecutive fra il 1989 e il 1993. Complessivamente, con 41 Gran Premi vinti, risulta essere il sesto pilota più vincente nella storia della Formula 1.

 

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Ayrton Senna con Alain Prost

 

La sua carriera nella massima categoria automobilistica, iniziata nel 1984 al volante della Toleman, venne contraddistinta dal dualismo con Alain Prost, suo compagno di squadra in McLaren nel biennio 1988-1989: tale rivalità è considerata come una delle più intense e accese nella storia della Formula 1, nonché dello sport in generale.

 

Morì in conseguenza delle ferite riportate in un incidente avvenuto alla curva del Tamburello dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari durante il Gran Premio di San Marino del 1994.

 

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Senna a 3 anni

 

Ayrton Senna da Silva nacque a San Paolo, Brasile, il 21 marzo 1960 in una famiglia di agiate condizioni economiche, da Milton da Silva (1927-2021), brasiliano di madre andalusiana (originaria di Tíjola), imprenditore e proprietario di diverse fabbriche e Neide Johanna Senna (1935), brasiliana di origini italiane; i nonni materni di Neide, Raffaele Di Santoro e Maria Servilia Di Santoro (fra loro cugini) erano originari di Porcari in provincia di Lucca, la nonna paterna di Neide, Giovanna Magro proveniva da Siculiana in provincia di Agrigento, il nonno paterno di Neide, Luigi Sena (il cui cognome fu in seguito mutato in "Senna") era di Scisciano in provincia di Napoli. Ayrton aveva una sorella maggiore, Viviane (1957), madre di Bruno (anch'egli pilota), e un fratello più piccolo, Leonardo (1966).

 

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«Correre, competere, è nel mio sangue. Fa parte di me, fa parte della mia vita. L'ho fatto per tutta la vita e spicca su tutto il resto.»

(Ayrton Senna)

 

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Senna con la Toleman (1984), Lotus (1986) e Lotus (1987)

 

Firmato un nuovo contratto triennale, in McLaren Senna trovò come compagno di squadra il “professore” Prost, con cui iniziò una rivalità destinata a segnare la storia della Formula 1. La netta superiorità tecnica della McLaren MP4/4, motorizzata Honda, consentì ai due piloti di dominare il campionato, aggiudicandosi 15 delle 16 gare in programma e riducendo di fatto il mondiale a una lunga lotta tra di loro. L'inizio di stagione del brasiliano fu però altalenante.

 

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Senna a Silverstone (1988)

 

Con il trionfo a Suzuka Senna si laureò matematicamente campione del mondo per la prima volta in carriera, con un bottino stagionale di 8 vittorie (e ben 13 pole position) a discapito delle 7 del compagno Prost.

 

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La McLaren con cui Senna vinse il suo secondo titolo mondiale

 

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Senna vince il Gran Premio degli USA del 1991 e il terzo campionato del mondo

 

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Senna vincitore a Monza nel 1992 con Schumacher con cui fu spesso in conflitto

 

Dopo la conquista dell'ultimo titolo iridato, Prost concluse la propria carriera e nel 1994 Senna lasciò la McLaren per trasferirsi proprio alla Williams campione del mondo in carica. Senna firmò un contratto che lo remunerava con più di 1 milione di dollari a gara (circa 20 milioni di dollari totali per tutta la stagione).

 

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Il 27 aprile 1994, alla vigilia del Gran Premio di San Marino, incontrò il presidente della Ferrari Montezemolo, discutendo nuovamente di un possibile approdo a Maranello dopo l'esperienza con la Williams.

 

Il 1º maggio 1994, mentre era in testa al Gran Premio di San Marino 1994 sul circuito di Imola, alle 14:17 perse il controllo della sua monoposto alla curva del Tamburello, uscì di pista e si schiantò contro una barriera di cemento riportando gravi ferite alla testa e morendo poi alle 18:40 all'ospedale Maggiore di Bologna.

 

Anche nella terza prova del campionato mondiale di Formula 1 del 1994, il Gran Premio di San Marino, Senna conquista la pole position, la quarta di fila (considerando anche l'ultimo Gran Premio dell'anno precedente). Le prove, incominciate sotto pessimi auspici il venerdì con l'incidente (senza gravi conseguenze) di Rubens Barrichello alla variante bassa e funestate il sabato dall'incidente mortale di Roland Ratzenberger alla curva Villeneuve, segneranno profondamente lo stato d'animo di Ayrton Senna, tanto da indurlo a correre con una bandiera austriaca sistemata nell'abitacolo, così da poterla sventolare in segno di solidarietà se avesse vinto (tale bandiera fu poi rinvenuta, fortemente intrisa del sangue del pilota brasiliano, all'interno dei resti incidentati della Williams).

 

Nella notte dopo le prove cronometrate, il piantone dello sterzo della sua monoposto era stato modificato e allungato, dopo la sua richiesta di migliorare la visibilità della strumentazione e per migliorare la guida del mezzo in quanto le nocche del pilota toccavano l'abitacolo. La corsa comincia con un incidente alla partenza tra JJ Lehto e Pedro Lamy, in cui i rottami delle vetture provocarono il ferimento di alcuni spettatori. La safety car, entrata in pista a seguito dell'incidente, vi rimane fino alla fine del quinto giro.

 

Dopo la ripartenza, durante il settimo giro, alle 14:17 UTC+2, Senna esce di pista ad altissima velocità (superiore ai 300 km/h) alla curva del Tamburello a causa del cedimento del piantone dello sterzo recentemente modificato. La saldatura si dimostra insufficiente a reggere le sollecitazioni della gara, togliendo completamente al pilota il controllo della vettura nell'impegnare la curva. Infatti secondo la perizia che venne effettuata al microscopio elettronico dell’Università di Bologna, evidenziò che il piantone dello sterzo era rotto al 60 per cento a causa degli sforzi di torsione e flessione compiuti dal piantone.

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La fatale Curva del Tamburello

 

Secondo invece la perizia svolta dall'Alenia per conto della Williams (tesi poi smentita in sede processuale), non fu la saldatura a cedere, ma il raccordo dello sterzo con i leveraggi delle ruote; questo però solo dopo la collisione, che sarebbe avvenuta per l'instabilità della vettura causata dal cattivo rifacimento del manto stradale.

 

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In ogni caso Senna, passeggero di una vettura praticamente ingovernabile, dapprima rilasciò l'acceleratore, riducendone la pressione di circa il 40 per cento, in seguito frenò violentemente provocando una decelerazione in circa 4 g (come si vede anche dalle immagini riprese dalla videocamera montata sulla monoposto), ma non riuscì a evitare il muro a bordo pista. L'impatto che avvenne a 211 chilometri orari fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto, e fu reso ancor più letale da un gradino d'asfalto coperto d'erba all'ingresso della via di fuga, che fece sobbalzare la vettura facendole conservare la velocità. I braccetti metallici della sospensione anteriore destra si spezzarono nel punto in cui si collegavano alla carrozzeria e l'estremità, da quel lato, di uno dei tronconi dei medesimi così generatisi (che, dall'altro lato, erano rimasti attaccati alla ruota) si diresse verso la testa del pilota e penetrò nella visiera del casco dal bordo superiore, causandogli lo sfondamento della regione frontale destra e provocando lesioni che, assieme a quelle derivate dalla frattura alla base del cranio, si riveleranno fatali.

 

La tragedia di Senna che cambiò la Formula 1

 

All'arrivo dei soccorsi Senna respirava ancora autonomamente, ma era entrato in coma, aveva perso molto sangue per la lacerazione dell'arteria temporale sopra all'occhio destro, e presentava una midriasi estrema, segno di grave compromissione cerebrale. Dopo i primi soccorsi a bordo pista prestati dall'équipe medica guidata dal medico della FIA Sid Watkins, che gli effettuò una tracheotomia d'urgenza, fu deciso di trasportare il pilota via elisoccorso direttamente al centro traumi di riferimento, presso l'Ospedale Maggiore di Bologna su un elicottero del servizio 118; questa tipologia di soccorso è stata unica nella storia automobilistica in quanto altri casi del genere, anche successivamente, sono stati solitamente gestiti con il trasporto all'ospedale da parte dell'elicottero sanitario del circuito.

 

Sporza @school #22: Waarom na Ayrton Senna amper nog doden vielen in de  Formule 1 | sporza

 

Nel frattempo, durante il regime di safety car, Érik Comas era rientrato con la sua Larrousse nella pit lane per sistemare un problema causato da un contatto nel primo giro; poco dopo l'atterraggio dell'eliambulanza sulla pista, Comas uscì dai box e, per un problema di comunicazione con il suo equipaggio, rientrò in gara, già sospesa dalla bandiera rossa: i commissari di gara cercarono di fargli segnalazioni mentre si avvicinava al Tamburello apparentemente ignaro di ciò che stava accadendo: il pilota francese dovette frenare bruscamente per evitare la collisione con l'elicottero.

 

Il fotografo Angelo Orsi, collaboratore del settimanale Autosprint e amico di Ayrton Senna, è stato l'unico a scattare una foto in cui è visibile il volto del pilota dopo i primissimi soccorsi successivi all'incidente; tuttavia egli ha deciso di non pubblicare né mostrare a nessuno tale foto, decidendo di distruggerla appena giunto in redazione.

 

All'Ospedale Maggiore di Bologna il pilota venne ricoverato nel reparto di rianimazione, dove si accertò che il danno più rilevante era l'estesa e diffusa emorragia cerebrale (causata sia dalla lesione al lobo frontale destro che dalla frattura alla base del cranio) e che il paziente era in morte cerebrale. Tale condizione clinica non fu tuttavia sufficiente per dichiarare la sua morte: la recentissima legge italiana relativa alla constatazione di decesso non era infatti ancora entrata nella pratica clinica e pertanto l'équipe medica dovette attendere la cessazione delle funzioni cardiache. In punto di morte, su richiesta del fratello, un sacerdote cattolico impartì a Senna l'estrema unzione e il pilota spirò alle 18:40 UTC+2, senza aver mai ripreso conoscenza; aveva 34 anni.

 

Poche ore dopo, la magistratura italiana ordinò l'autopsia sul corpo del campione, che fu eseguita il 3 maggio dichiarando la causa del decesso nello "schiacciamento cerebrale, trauma cranio-cerebrale basale con arresto cardiocircolatorio" e non individuò altri danni fisici di particolare gravità. Ciò è spiegabile con il fatto che l'angolo d'impatto, di soli 22°, aveva permesso una progressiva dissipazione dell'energia cinetica prima contro il muretto e quindi nella via di fuga in cemento: analoghi incidenti ad alta velocità nello stesso punto – come quello di Nelson Piquet nel 1987, quello di Gerhard Berger nel 1989, quello di Michele Alboreto nel 1991 o quello di Riccardo Patrese nel 1992 – si erano tutti risolti senza particolari traumi da decelerazione.

 

In Brasile furono proclamati tre giorni di lutto nazionale mentre, a seguito delle indagini sulla morte, il circuito di Imola fu posto sotto sequestro. Molte migliorie a livello tecnico sarebbero state in seguito apportate, dopo che in un primo momento la Federazione aveva varato un piano d'emergenza per il prosieguo della stagione.

 

Il rientro del corpo di Senna in Brasile, sollecitato dall'allora Presidente della Repubblica brasiliana al suo omologo italiano, avvenne con un volo sull'aereo presidenziale italiano sino a Parigi e da lì a San Paolo su un McDonnell Douglas MD-11 per conto della Varig, nel quale – per esplicita decisione del comandante dell'aereo – la bara non venne inserita in stiva ma in cabina, in uno spazio ricavato dalla rimozione di alcuni sedili passeggeri. Durante il volo il giornalista Livio Oricchio, connazionale del pilota, e altri amici restarono sempre vicino al feretro.

 

Via: f1-live.com

 

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Dopo i funerali di Stato, la salma venne inumata nel cimitero di Morumbi, nella città natale di San Paolo, il 5 maggio 1994. Sedici fra amici, rivali ed ex piloti lo accompagnarono al luogo della sepoltura: Wilson, Emerson e Christian Fittipaldi, Roberto Moreno, Rubens Barrichello, Raul Boesel, Alain Prost (che aveva seguito la gara di Imola come commentatore per TF1), Jackie Stewart, Johnny Herbert, Thierry Boutsen, Gerhard Berger, Michele Alboreto, Hans-Joachim Stuck, Derek Warwick, Damon Hill e Maurizio Sandro Sala, rivale di Ayrton ai tempi dei kart.

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante monumento e il seguente testo "TYSTON 0.X13.07 O.Xy 3.07 NADA PODE ME SEPARAB DOAMORDEDEUS. DO AMOR DIE DEUS, 0011"

"Niente puó separarmi dall'amore di Dio" (Lettera ai Romani 8:38-39)

 

Il 26 aprile 1997 un monumento in memoria del pilota fu eretto all'interno della curva del Tamburello, pressappoco nel punto in cui Ayrton ebbe l'incidente mortale; la statua, alta circa due metri e realizzata dallo scultore Stefano Pierotti di Pietrasanta, è un corpo bronzeo che poggia su un prezioso basamento di marmo grigio e pesa quasi 380 chilogrammi. Fu commissionata dal comune di Imola, proprietario dell'autodromo, e dalla Sagis, la società che all'epoca aveva in gestione l'impianto.

 

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r/formula1 - Fans verzamelen zich rond het Ayrton Senna monument in Imola. [Foto's van Clive Mason]

 

Ayrton Senna spesso dava in beneficenza parte dei guadagni accumulati grazie alla sua attività di pilota. La sua opera di carità venne rivelata soltanto dopo la sua morte dalla sorella Viviane. Nel testamento del campione brasiliano, inoltre, grosse somme furono destinate a opere di beneficenza. All'inizio del 1994, parlando con la sorella, Senna espresse la volontà di dar vita a un'organizzazione con l'obiettivo di aiutare i bambini poveri del Brasile, al fine di dare loro un'opportunità per il futuro.

 

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Tale desiderio rivive oggi nella Fondazione Ayrton Senna, un ente senza scopo di lucro creato proprio dalla sorella Viviane nel novembre del 1994 e che dà la possibilità a molti ragazzi brasiliani poveri di ricevere un'adeguata educazione. L'istituto, dalla sua nascita, ha offerto supporto a centinaia di migliaia di assistiti presenti in tutto il Brasile, oltre ad essere stato insignito dall'UNESCO, nel 2004, di una cattedra incentrata sull'educazione e lo sviluppo umano, risultando la prima organizzazione non governativa a ricevere tale riconoscimento.

 

 

Modificato da Socrates
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Joined: 06-Dec-2005
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