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CRAZEOLOGY

Tifoso Juventus
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  1. No. Secondo me, molto più banalmente, è che non sanno come venire fuori da questo pasticcio. Da un lato hanno permesso e promosso certe cose da certi amici, poi la situazione è degenerata. Ora mettere soldi non ha più molto senso. A che pro? E' il prodotto totale che va rivisto. Il punto è che la credibilità di questo gruppo editoriale si è abbassata. E continuerà ad abbassarsi probabilmente. Le idee ormai sono girate e loro non sono stati in grado di fermarle, e dunque adesso ci sarebbe da tornare su molte cose. Le campagne stampa contro tizio e contro caio ormai le hanno capite tutti. Ci sono persone che la giornalaccio rosa, per esempio, non la compreranno mai più. A prescindere da cosa succederà. E in questi anni hanno messo in piedi anche delle ottime iniziative editoriali di contorno, tipo le serie di dvd di ogni genere in abbinamento, ecc. Eppure niente. Il tracollo è evidente. Somiglia a quello della Ferrari. Puoi cambiare qualche testa per tentare qualche idea nuova, ma va cambiato il vertice della Piramide, innanzitutto. E poi devono fare un bel po' di mea culpa. Non so se cambierebbe qualcosa, ma sarebbe un buon inizio per cominciare a ragionare. Ma la linea editoriale de La Stampa (che invece va bene) dimostra che in teoria, al di là dell'operato di Andrea, gli interessi sono contrari ai nostri. E ho detto tutto.
  2. 1- IL GRUPPO RCS È IN PROFONDO ROSSO MA GLI AZIONISTI, DA INTESA A FIAT, NON VOGLIONO TIRARE FUORI NEANCHE UN EURO! E NELL’INDIFFERENZA GENERALE DELLA POLITICA, DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI E DELLA FNSI, LA RCS IMPONE UN PIANO LACRIME E SANGUE DOPO CINQUE ANNI DI “POLITICHE E GESTIONE DISSENNATE” (CDR DIXIT) - 2- ALTRA OPERAZIONE (DISPERATA) DI SALVATAGGIO: VENDERE IL GIOIELLO DI FAMIGLIA, LA SEDE DI VIA SOLFERINO, OBERATA PERÒ DA 75 MILIONI DI AMMORTAMENTO, E TRASFERIMENTO DELLA “giornalaccio rosa DELLO SPORT” DA VIA SOLFERINO A VIA RIZZOLI (CRESCENZAGO) - 3- IL BAGNO DI SANGUE SPAGNOLO: L’INVESTIMENTO IN RECOLETOS È STATO UN “FLOP COLOSSALE” (ANCORA CDR) CHE HA PORTATO A UN MILIARDO IL DEBITO CON LE BANCHE - 4- SINDACATI RCS CONTRO GLI AZIONISTI CHE FANNO I LIBERALI COI SOLDI DEGLI ALTRI: “MENTRE ALL’ESTERNO SI AUSPICANO LIBERISMO, MERCATO E MERITOCRAZIA, ALL’INTERNO SI PREMIA CHI HA REALIZZATO POLITICHE CHE HANNO PORTATO VERSO IL BARATRO” 1- DAGOREPORT Neppure Dagospia si era spinta a scrivere quello che ora si può leggere in un comunicato congiunto (da tempo non si firmavano simili documenti) delle rappresentanze sindacali dell'Rcs (giornalisti e poligrafici). La nota, apparsa sul Corriere di oggi a pagina 33 (vedi sotto), a proposito dei proprietari-gestori del quotidiano parla infatti di politiche gestionali "dissennate". E, in particolare, mette sotto la lente il "flop di dimensioni colossali" dell'investimento in Spagna (acquisto della Recoletos). "Un'operazione - è aggiunto - di corto respiro, forse un maquillage per i conti nel breve periodo ma sicuramente una follia dal punto di vista organizzativo e industriale, con una pesante ricaduta sui conti di medio e lungo termine". A provocare il "risveglio" dei sindacalisti dell'Rcs è stata la comunicazione da parte dell'azienda di sospendere le pubblicazioni di ‘City' (free press) e, soprattutto, l'annuncio del trasferimento della "giornalaccio rosa dello Sport" da via Solferino a via Rizzoli (Crescenzago). Notizia, a dirla tutta, non nuova. E anticipata da Dagospia nell'estate scorsa. Senza alcuna reazione da parte sia dell'azienda sia delle maestranze (dormienti). Dando il sito anche conto dei costi (faraonici) per il gruppo di immobili realizzati dall'architetto Vittorio Gregotti nell'era mitologica Romiti-Tronchetti Provera. Intanto, tra i Poteri marci raccolti nell'Rcs Media Group la concordia sembra ancora lontana in vista dell'assemblea di giugno. Ma dalla casa madre fanno sapere che il piano di tagli non sarà modificato. E c'è chi non esclude che l'azienda possa ricorrere nuovamente allo stato di crisi. Il che significherà per giornalisti e poligrafici nuovi pre pensionamenti. Brutte notizie, insomma, anche per Flebuccio de Bortoli. Che è riuscito, con il suo rifiuto a trasferirsi nella periferia di Crescenzago, a preservare il Corrierone. 2- COMUNICATO SINDACALE Nota congiunta dei Cdr di Corriere della Sera e giornalaccio rosa dello Sport e delle Rappresentanze sindacali unitarie poligrafiche. Ieri la Rcs ha comunicato alle rappresentanze sindacali giornalistiche e poligrafiche di Corriere della Sera e giornalaccio rosa dello Sport decisioni che, al netto della crisi generale e di settore, sono il frutto di politiche e gestioni dissennate. E a pagarne le conseguenze sono, ancora una volta, i lavoratori e il diritto dei lettori a ricevere un'informazione di qualità. Entro febbraio sarà sospesa la pubblicazione di City e i suoi giornalisti e poligrafici saranno messi in mobilità. Oltre a esprimere tutta la solidarietà ai colleghi interessati, è stato chiesto all'Azienda di garantire loro un diritto di prelazione sulle prossime assunzioni. Rcs ha inoltre annunciato formalmente di voler «valorizzare» il patrimonio immobiliare dell'area Solferino-San Marco. Ne consegue, ha detto l'Azienda, il «trasloco» della redazione milanese della giornalaccio rosa e di tutta la componente poligrafica negli edifici di via Rizzoli. Solo la redazione del Corriere potrebbe continuare ad occupare la parte storica dell'edificio, quella che affaccia su via Solferino; mentre l'altra componente indispensabile alla realizzazione del giornale verrebbe spostata senza tenere in minimo conto il depauperamento qualitativo che ne deriverebbe. Un giornale è una squadra che deve giocare di concerto, fianco a fianco, in tempi strettissimi, per poter dare al lettore la migliore informazione possibile. Dopo il recente rientro in via Rizzoli degli uffici di Rcs MediaGroup, trasloco costato qualche milione di euro (a fronte di un attivo di bilancio consolidato di 7 milioni per il 2010), ora dunque sarebbe la volta della redazione della giornalaccio rosa dello Sport e della totalità dei poligrafici in modo da liberare e mettere potenzialmente in vendita, al miglior offerente, tutte le aree San Marco e Balzan. Ricordiamo che, su tutto il complesso, gravano 75 milioni di euro di ammortamenti per oneri di ristrutturazione. Da detrarre da una possibile vendita. Inoltre il complesso è stato ristrutturato senza prevedere in alcun modo un possibile spezzatino immobiliare. Giornalisti e poligrafici vengono da anni di pesanti tagli costati centinaia di posti di lavoro nelle due popolazioni. Tali sacrifici sono stati il nostro investimento per creare risorse per investimenti editoriali e tecnologici anche sui nuovi media, in vista di un rilancio e un nuovo sviluppo. Oggi assistiamo invece, da parte aziendale, a un ennesimo tentativo di «fare cassa» rapidamente senza curarsi dei danni organizzativi ed economici non calcolabili nel medio periodo, e affossando forse definitivamente ogni velleità di ripresa del gruppo. I motivi di queste scelte appaiono, purtroppo, evidenti. L'investimento in Spagna nel gruppo editoriale Recoletos è stato un flop di dimensioni colossali: indebitamento con il sistema bancario di un miliardo di euro, crollo del fatturato in pochi anni e un valore contabile che oggi supera di poco la metà dell'investimento iniziale. Ora siamo davanti a un bivio: o una ricapitalizzazione da parte degli azionisti - gli stessi che nel 2007 hanno votato all'unanimità per l'investimento in Spagna - o la vendita dei gioielli di famiglia. Operazione di corto respiro, forse un maquillage per i conti nel breve periodo ma sicuramente una follia dal punto di vista organizzativo e industriale, con una pesante ricaduta sui conti a medio e lungo termine. E mentre all'esterno si auspica una modernizzazione basata su liberismo, mercato e meritocrazia, all'interno si premia chi ha realizzato politiche che hanno portato verso il baratro. Chiediamo quindi l'immediato abbandono di questo miope e dannoso progetto, dichiarando da subito lo stato di agitazione nei modi e nei tempi che il Cdr del Corriere, il Cdr della giornalaccio rosa e la RSU dei Quotidiani riterranno più opportuni. Dagospia Hey gobbo, do you know "erezione"?
  3. Ero fuori casa e non ho potuto vedere/sentire nulla. Grazie del video.
  4. Auto pirata a Torino: Grauso a gip, porto peso su coscienza Grauso, difeso dall'avvocato Sandro Sorbara, è comparso oggi dal gip Ilaria Guariniello per l'udienza di convalida del fermo. (ANSA). Immagino che sia parente... E stessa procura...
  5. Cuper choc: "Prese soldi dalla camorra per truccare gare in Spagna e Argentina" Per l'ex tecnico di Inter e Parma probabile accusa anche per riciclaggio. 19/01/12 Hector Cuper, "l'hombre vertical" che allenò anche Inter e Parma, è coinvolto in una oscura vicenda di calcioscommesse in cui, vista la presenza della camorra napoletana, si prefigura anche l'accusa di riciclaggio. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, esponenti del clan D'Alessandro gli avrebbero consegnato 200.000 euro in cambio di quattro risultati sicuri, due in Spagna e due in Argentina. Debolissima la difesa di Cuper: "Erano soldi di mia suocera, per restrutturare casa". LA VICENDA - Il tutto inizia dopo l'estate, con un paio di affiliati della camorra che incontrano Cuper in Spagna portando 200.000 euro nei calzini e nelle mutande. Secondo la Procura di Napoli il tecnico intasca i soldi, i due affiliati al clan D'Alessandro un foglietto bianco coi risultati di quattro partite, due in Spagna e due in Argentina, ancora da giocare, risultati definiti "sicuri". Ma qualcosa va storto, uno dei quattro risultati non si concretizza, e da un'intercettazione a due presunti camorristi gli inquirenti sentono volare parole grosse proprio su Cuper, che avrebbe "tradito". Quindi uno di loro si precipita a Santander e affronta Cuper, registrando la dura conversazione. Al rientro in Italia ci sono però le forze dell'ordine ad attenderlo, e sequestrano i files che inchiodano l'allenatore. INTERROGATO - Sono quindi gli inquirenti a prendere la via della Spagna per interrogare Cuper, ed il primo interrogatorio viene definito "penoso", col tecnico che biascica giustificazioni poco plausibili ammettendo solo che "dei napoletani mi hanno effettivamente portato dei soldi, ma arrivavano da mia suocera che sta in Argentina e servivano a restaurare una casa". Sufficiente per formalizzare l'accusa probabile, compresa quella di riciclaggio. L'INCHIESTA - Il momento clou è a novembre, quando al Santander si vedono arrivare gli uomini della Direzione distrettuale antimafia (l'inchiesta napoletana ha nel mirino gli affari della camorra col calcioscommesse e fa capo alla Dda) che chiedono di sentire nuovamente Cuper. Il tecnico nega nuovamente, ma gli vengono fatte sentire le registrazioni che lo inchiodano, e dopo alcuni "non ricordo e "non so cosa dirvi" arrivano le ammissioni, stante la versione per cui, pur col tramite di mutande e calzini di affiliati alla camorra, quei soldi arrivano dalla suocera. COLLABORAZIONE - Gli inquirenti non credono ad una sola parola di quelle dette da Cuper, e probabilmente lo ha capito anche l'avvocato italiano del tecnico, che avrebbe fatto pervenire alla Dda la richiesta di un nuovo incontro fra gli inquirenti stessi ed il suo assistito, questa volta a Napoli e senza rogatorie. Nel frattempo Cuper è stato cacciato dal Santander, ufficialmente per scarsi risultati, ma è possibile che la vicenda abbia influito, così come potrebbe influire sulle scelte del suo attuale club turco, l'Orduspor. http://sport.virgili...attro-gare.html
  6. Sul fatto che il calcio non ha più grande credibilità concordo con Travaglio però. E' un concetto talmente semplice da essere banale, nel senso più alto del termine. E' solo che abbiamo idee molto diverse sulla regolarità dei campionati e su come bisogna trattare gli imputati. Ma per me questo è l'ennesimo campionato irregolare di fila, altro che scudetti o non scudetti.
  7. I video del capo degli ultras del Piacenza che terrorizza dirigenti e giocatori, lo scorso novembre 9 gennaio 2012 http://www.ilpost.it...eboli-piacenza/ PS Per piacere, NON commentate qui dentro i video, sennò non ne usciamo più. Ho messo questo post solo perché so che qui vengono a leggere tutti coloro che sono molto sensibili ai tanti problemi del calcio.
  8. All'ingresso di Quelli che il calcio Travaglio pare sia stato ricevuto da uno con gli occhiali colorati e la giacca colorata. Si è lamentato, evidentemente fuori dagli studi c'è stato qualche siparietto. Che fosse Pompilio?
  9. Pure coi raccattapalle se la prendono adesso. La palla era lì, non è che ha fatto delle cose incredibili per prenderla e rimetterla in gioco. Ma la smettessero di dire solo s********e. Ma andassero a*******o va, piuttosto.
  10. 6 MILIONI DI FREGNACCE - GLI ANALISTI INTERNAZIONALI SBUGIARDANO LE PREVISIONI DI MARPIONNE SULLE VENDITE - L’AD DI FIAT INFATTI AVEVA SPARATO COME TARGET DEL GRUPPO, 6 MILIONI DI VETTURE DA VENDERE NEL 2012 - GLI ESPERTI, INTERVISTATI DA BLOOMBERG, HANNO RIDIMENSIONATO LA CIFRA: 5 MILIONI, E NON PRIMA DEL 2014 (SE VA BENE) - L’UNICA STRADA PER TENERE BOTTA SAREBBE QUELLA DI NUOVE ACQUISIZIONI, MAGARI IN ASIA - MA LA CASSA È VUOTA E IL GRUPPO DEVE FINALIZZARE L’OPERAZIONE CON LA CHRYSLER… Da "lo Spiffero.com" Raccontala giusta Sergio, non esagerare. Sembra questo l'ammonimento che giunge oltreoceano a Sergio Marchionne per aver un tantino esagerato nelle previsioni di vendita nell'anno appena iniziato. L'amministratore delegato di Fiat e Chrysler alla voce vendite di automobili della casa torinese ha scritto il numero tondo 6 milioni. Un obiettivo che non è affatto semplice da raggiungere, dicono gli analisti interpellati da Bloomberg News, prevedendo che nel 2014 potranno essere messe in circolazione 4,9 milioni di nuove vetture, ossia un milione in meno rispetto a quanto indicato dal manager italo-canadese. Nessuno tra gli esperti di mercato si aspetta che Marchionne riesca a compiere questo miracolo. Almeno non quelli stranieri, meno proni di quelli domestici a santificare le gesta del Lingotto. L'articolo (ripreso da Wall Street Italia) ritiene che siano le prospettive di un nuovo rallentamento economico, con lo spauracchio di una recessione alle porte in Europa, a gettare ombre sulle previsioni fatte in casa Fiat. Per l'ad della casa automobilistica di Torino in realtà quei numeri non sono mere stime, ma raccontano qualcosa di più: sono «la massa critica per garantire al gruppo la redditività nel lungo termine». Eppure serpeggia scetticismo tra gli addetti ai lavori. C'è chi come Hans-Peter Wodniok di Fairesearch GmbH che non scarta a priori il disegno di Marchionne. «Siamo di fronte a un manager che ha una visione realistica di come potrebbe muoversi la società, ma a patto che Fiat faccia qualche acquisizione», dice l'analista, che non nasconde però di nutrire seri dubbi sulla reale fattibilità di questa ipotesi dal momento che - ricorda - il gruppo deve finalizzare l'operazione con l'americana Chrysler. «L'obiettivo di 6 milioni di auto vendute posto dal Lingotto sembra più uno slogan che una intenzione vera», è l'opinione di Giuseppe Berta, docente di storia economica dell'Università Bocconi di Milano. «L'unica possibilità di realizzarlo nel 2014 è quello di combinare le forze di Fiat e Chrysler con una casa automobilistica in Asia, una regione dove il gruppo di Torino è oggi ancora estremamente debole». Uno scenario che Marchionne lo scorso settembre al Motor Show di Francoforte ha però accantonato, annunciando che non c'è un imminente piano di sviluppo in questo senso. Dietro le quinte, concludono gli addetti ai lavori, qualcosa si starebbe muovendo. Ad aprile il manager aveva, infatti, spiegato che Fiat avrebbe dato battaglia per ritagliarsi un ruolo in Cina, perché è lì in Asia che ci sono spazi di crescita e che si gioca quindi la vera partita per sopravvivere. [04-01-2012] DAGOSPIA
  11. Mi dicono che Andrea Agnelli fuma molto/troppo. Visto che so che legge il web, dico che sarebbe il caso che smettesse. Grazie. Qualcuno mi ha detto: si vabbè, mica deve rendere conto a te! Perché dovrebbe farlo? Io: Perché si, punto e basta.
  12. Confermo che Moggi è parecchio credente. Da molti anni, molto prima di calciopoli, va a Lourdes una volta all'anno. Questo vuol dire tutto e vuol dire niente, ovvio, ma era giusto per precisare...
  13. Per quello che ne so potevano esserci tutti.... "L'onestà" è sempre quella.
  14. La solita ricetta settimanale del Beck: Mondate le zucchine, tagliatele a dadini, mettetele in un colapasta, salatele e lasciatele fare l'acqua. Affettate a velo la cipolla e fatela appassire in 6 cucchiai d'olio con l'aglio. Unite le zucchine e lasciate insaporire fino a che risulteranno tenere. Alla fine pepate e unite un bel trito di prezzemolo. Intanto amalgamate il formaggio con le uova, il parmigiano, un pizzico di maggiorana e poco sale. Aggiungete le zucchine e mescolate bene poi versate il composto in una teglia unta e cosparsa di pangrattato. Irrorate con 3 cucchiai d'olio, cospargete di pangrattato e cuocete in forno a 180 gradi per 1 ora. Si serve sia caldo sia freddo. In bradigaaaaaaaa..... Pasticcio di Zucchine
  15. OT Anche io, ma era un modo per focalizzare meglio gli argomenti che avevo già studiato prima. Credo anche che fosse molto utile, perché si è già mentalmente calati nell'argomento dell'esame. Una volta ad una ragazza, che non aveva studiato un'intera parte del programma, avevo accennato brevemente, ma in modo efficace, uno degli argomenti di quella specifica parte. E' passata prima di me, gli hanno fatto quella come prima domanda, ha risposto bene, gli hanno fatto i complimenti, gli hanno fatto un'altra domanda sulla parte che aveva studiato, voto 30. Mi ha abbracciato, forse voleva anche che dopo l'esame gli dessi due colpetti, ma... poi sono passato io: 3 domande sconclusionate, fatte un po' alla "penis of the dog"... Conclusioni: voto 24, la ragazza era bruttarella e pure appiccicosa. Fai un po' te. Poi scusami, tu scrivi: Si, ok, d'accordo, però io ho provato con la mia, una volta in bagno, dopo aver mangiato pesante, con sguardo severo... "Inter m***a!" E si è offesa la m***a. IT Hanno fatto ascoltare l'intercettazione di Doni, quella della password... Erano anni che non sghignazzavo così. Non si capiva una mazza. Se vogliono mandare la gente in galera con queste cose qui stiamo freschi, spero abbiano anche altro. Quel conduttore lì di calcio non sa nulla. E' un Santorino dei poveri...
  16. E' un ragazzetto con le idee confuse. Ha preparato la puntata come quelli che studiano per l'esame l'ultimo giorno mentre guardano la tv. E' stato un pastrocchio come tanti altri.
  17. Claudio, perdonami, ma se volevi aprire un topic sul cinema di fantascienza hai sbagliato sezione. Auguroni anche a te e famiglia.
  18. Lo Stadio, l'Area 12 e il futuro http://www.ju29ro.co...-il-futuro.html
  19. Vengo dalla luna http://blog.ju29ro.com/2011/12/vengo-dalla-luna.html
  20. Tavolo o Bivacco? http://blog.ju29ro.c...-o-bivacco.html
  21. A febbraio si deciderà se ci sarà o no il rinvio a giudizio. Per ora c'è solo l'accusa costruita dal pm.
  22. E' morto Giorgio Mariani torna l'incubo Fiorentina Un altro decesso tra i giocatori che hanno vestito la maglia viola negli anni Settanta. Aveva 65 anni e aveva giocato anche nel Verona, nel Napoli, nell'Inter e nel Cesena. di GIUSEPPE CALABRESE E' morto Giorgio Mariani torna l'incubo Fiorentina Stefano Borgonovo con Baggio allo stadio Franchi di Firenze Un'altra morte sospetta scuote la Fiorentina degli anni Settanta. A 65 anni è deceduto a Sassuolo Giorgio Mariani, che aveva giocato nella squadra che vinse il secondo scudetto. Mariani era malato da tempo (un tumore) e aveva giocato anche con Napoli, Verona, Inter, Cesena. La sua morte è l'ennesimo capitolo di una lunga scia di sospetti e inchieste. Un dramma umano prima (molto prima) che sportivo. E non ci sono risposte. Solo domande. Perché? si è chiesta molti anni fa la moglie di Bruno Beatrice, morto nel 1987, a 39 anni, per leucemia mieloide. La sua denuncia fece partire l'inchiesta del procuratore Guariniello sulle morti sospette. Indagini, ipotesi, accuse ma non si arriva a niente. Il calcio di quel periodo - siamo agli inizi degli anni Settanta - ha meno conoscenze mediche e meno regole, e quel lungo elenco di morte si porta dietro sempre la stessa domanda: perché? E perché tutti alla Fiorentina. Cosa è successo? La lista è drammaticamente lunga. Nel 2003, a 56 anni, muore Nello Saltutti per un attacco di cuore. L'anno dopo, nel 2004, a 59 anni muore Ugo Ferrante, libero della Fiorentina del secondo scudetto, compagno di squadra di Mariani, per un tumore alle tonsille. Nello stesso anno muore per un linfoma anche Mario Sforzi, due stagioni nel settore giovanile della società viola. E ancora. Nel 2006 tocca a Giuseppe Longoni, che muore a 56 anni per vasculopatia cronica e lesioni cerebrali. E nel 2009 muore Massimo Mattolini. Era una bella squadra quella Fiorentina. C'era anche Adriano Lombardi dell'Avellino, morto nel 2007 per una sclerosi laterale amiotrofica. E c'erano anche Mimmo Caso (Inter e Lazio), sopravvissuto ad un tumore al fegato. Tutti nomi finiti nell'inchiesta di Guariniello, che nei suoi faldoni di indagine ha annotato anche i calciatori malati di Sla. Da Segato (il primo a cui fu diagnosticata questa malattia nel 1968 e morto nel 1973) fino a Borgonovo (Fiorentina e Milan), che qualche anno fa ha deciso di mostrare il suo corpo consumato per scuotere le coscienze delle persone e stimolare la ricerca. Anche Amarildo e Galdiolo, che hanno giocato nella Fiorentina di quegli anni, si sono ammalati. Amarildo ha un tumore alla gola, Galdiolo una forma di Sla che gli ha bloccato la parola. (08 dicembre 2011)
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