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CRAZEOLOGY

Tifoso Juventus
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  1. Sicuramente loro si sentivano sicuri e blindati nella loro bravura, e pensavano di potercela fare anche da soli contro l'intero sistema. Un errore dovuto al proprio ego forgiato nella meritocrazia, e nel vivere tanto tempo staccati dalla realtà. L'idea di fondo è rimasta sempre quella del "da soli", perché in effetti erano proprio da soli. E pensavano che mai si sarebbe potuti arrivare a quello che poi abbiamo visto. Non ci credevano loro e non ci credevamo noi. O almeno non del tutto. Perché pensi che al di là della situazione contingente che di volta in volta potrebbe presentarsi, la proprietà interverrebbe battendo i pugni sul tavolo. E pensi che una realtà come Juve, Inter o Milan mai più avrebbero affrontato una retrocessione, perché al sistema calcio non conviene. Non hanno buttato a mare Lazio o Roma, fallite da anni, figuriamoci la Juve. Esattamente come accadrebbe a Real e Barca, per dire. E invece sappiamo come è andata. La sua visione era perfettamente calata in quel periodo, con la Juve tra le prime, se non la prima grazie a Gheddafi, come fatturato in Europa. Sempre in grado di giocarsela contro chiunque, con tante idee da realizzare per aumentare ancora il fatturato. La Premier di oggi era ancora agli albori, e il nostro campionato era ancora uno dei più avvincenti. E' proprio il 2006 ad aver distrutto tutto. La Juve in B ha afflosciato il sistema intero. La fase di Agnelli era votata a guardare anche fuori proprio perché ormai i tempi erano cambiati. Cercava di portare la Juve ad agganciarsi al treno delle più grandi d'Europa. Ora sappiamo che anche se ha fatto diversi errori, in realtà era quasi impossibile. L'Italia è un paese sgonfio. Nel calcio e non. Tolto Exor, nel resto del calcio non ci sono più grossi nomi ricchi che possono competere con sceicchi e simili. E il sistema calcio è in mano a ladruncoli, piccoli truffatori, puttanieri, cocainomani e ladri di galline. Le infrastrutture portano poco fatturato guardando il complessivo, si fa prima a vendere un Pogba a 100 milioni ogni anno. Ammesso che ce l'hai. Le attività collaterali (hotel, Jmedical, ecc) in realtà servono a fare solo una cosa, ossia ad aumentare il fatturato minimo. Ad avere delle basi più solide. Si è più in vista e si ha più credibilità e maggiore accesso al credito, ma non è con quel fatturato che paghi lo stipendio e l'acquisto di Mbappè. Ha provato giustamente a costruire rapporti internazionali, come faceva Bettega ai suoi tempi, ma con un peso più forte e con più voglia di fare e istituzionalizzare. Abbiamo visto come è finita. Ma quello che ha tentato di fare AA probabilmente, coi tempi di oggi, avrebbe provato a farlo anche la Triade. Ricordiamoci che già nel 1995: https://tribuna.com/it/news/juventus-2021-04-20-il-coni-ci-spreme-e-noi-faremo-la-superlega-una-frase-detta-da-giraudo-nel-1995-ora-diven/
  2. 15 luglio 2006 «Una sentenza brutale che non tiene in conto la verità, nulla» Giraudo: «E i passaporti? E i Rolex? » L'ex dirigente della Juventus : «Vado via, ma chi resta non è diverso». «Tre telefonate hanno cancellato 12 anni di lavoro» MILANO — La sentenza arriva ai bordi di una piscina. Antonio Giraudo ha scelto di trascorrere il suo ultimo giorno da uomo di calcio in vacanza con la famiglia. Ore 21.00, finisce tutto. «Mi sembra così sommario e illogico che non vale la pena neppure di discuterne. Una sentenza brutale che non tiene in conto la verità, nulla». In questi anni l'ex amministratore delegato della Juventus ha accettato di buon grado di recitare la parte del cattivo. Distante, ogni tanto condito con l'arroganza che deriva dal potere, spietato nel tutelare i propri interessi, in quella che ha sempre considerato la sua missione di manager. E in questi giorni di fine epoca si sentiva accerchiato, un po' come lo Scarface di Al Pacino, quello che sbraita contro le persone perbene che lo guardano di sottecchi al ristorante: «Vi serve gente come me, così potete puntare il vostro dito e dire quello è un uomo cattivo. Coraggio, auguratemi la buona notte. E' l'ultima volta che lo vedete un cattivo come me, ve lo dico io». Quello era soltanto un film. Ma adesso che la buonanotte è arrivata per davvero, è dura andarsene a dormire, sentirsi un reietto di quel mondo che aveva dominato. «Tre telefonate con un mio collaboratore, ovvero Luciano Moggi. Gli sono bastate per cancellare dodici anni di lavoro. C'è agli atti la mia rabbia contro Zeman, che continuava ad attaccarci, nient'altro». Ci sarebbero anche le cene con i designatori arbitrali, la promiscuità di un mondo dove ormai ci si muoveva per bande, a pistole spianate. La spiegazione di Giraudo è di carattere antropologico: «I nostri comportamenti sono stati quelli di chi si muoveva in un mondo educato così. Se io vado a cena a casa sua e lei non mi fa trovare le posate, io mi adeguo ai suoi costumi. E' quel che abbiamo fatto in questi anni, e trovo folle che paghino soltanto alcune persone e alcune squadre per quello che era un comportamento generalizzato». Lui non si pente di nulla. E in quello che va letto come uno sfogo identifica i responsabili dello sfascio: «Il problema era ed è sempre stato nel manico. I vertici della Federcalcio avrebbero dovuto governare i mutamenti del nostro mondo, e invece se ne sono ben guardati. Hanno chiuso gli occhi su tutto. Prima Nizzola, e poi Carraro, che a un certo punto si è trovato tra le mani un potere immenso. Non lo ha mai usato, se non per la propria autoconservazione. Mi hanno detto che ho cercato di tirare in ballo l'Inter. Ma se Oriali, un suo dirigente, e Recoba, un suo calciatore, hanno patteggiato una condanna per la vicenda dei falsi passaporti, non significa che hanno cercato di alterare il risultato sportivo? Noi stessi, e parlo della Juve, abbiamo più volte chiesto un cambio delle regole, ma chi poteva deciderlo è rimasto lì, a guardare». L'amarezza di Giraudo è un frullatore dove finisce dentro il peggio di questi anni: «Abbiamo subito sulla nostra pelle la moratoria sui giocatori extracomunitari, che ci è costata uno scudetto, senza che nessuno della Figc abbia alzato un dito; noi avevamo i bilanci a posto, altri li taroccavano di continuo; c'è stata una società, la Roma, che regalava Rolex da 2-3000 euro agli arbitri. E adesso mi si viene a dire che va tutto bene, che i cattivi siamo soltanto noi?». In sottofondo arriva il rumore dello sciabordio dell'acqua, voci di bambini che gridano, una serenità che mal si intona con l'umore di Giraudo. L'orgoglio personale, certo, ma anche il dolore per la società che Giraudo ha rappresentato in questi anni. «Ci imputano l'alterazione del risultato di Siena-Juve. Con tutto il rispetto, ma in confronto a noi quella era una squadretta. Noi abbiamo portato quindici nazionali ai Mondiali, abbiamo costruito una squadra fortissima, la più forte al mondo. E adesso la verità che viene consegnata alla gente è che vincevamo grazie a chissà quali sotterfugi. E non dovrei parlare di giudizio sommario? Ci abbiamo messo sette anni per ottenere una assoluzione completa al processo per il doping, qui non mi hanno lasciato parlare neppure per sette minuti. Si decide così di società quotate in borsa, della sorte di dirigenti, tifosi e piccoli azionisti?» La giustizia sportiva è arcaica, dice Giraudo. E' il riflesso di un mondo cambiato in modo profondo e veloce, ma che ha conservato gli stessi abitanti. Qui viene fuori l'orgoglio del manager, c'è forse la spiegazione di quell'arroganza che gli è sempre stata imputata: «Come risposta al nuovo, il calcio ha semplicemente proceduto all'upgrading di chi si occupava di questo sport. Il risultato è che meccanismi delicati, bilanci e interessi da milioni di euro sono stati gestiti da personale inadeguato. Le società hanno tutte direttori generali ridicoli, che non hanno la minima idea di cosa sia un business plan ». Dalla rabbia sorda di Antonio Giraudo traspare una sincera preoccupazione per la Juve. Manca però l'autocritica, il rammarico per qualcosa che si poteva magari evitare. «E' stata volutamente creata un'immagine terrificante di me e della Juventus. L'odio sportivo per chi vinceva molto spesso sul campo si è trasformato in un rancore istituzionalizzato, senza tenere conto del fatto che un conto è l'ambito sportivo». Dottor Giraudo, andiamo, non ha proprio nessun rimprovero da farsi? «Di cosa sono colpevole? Di aver cenato con gli ex designatori? Nella vita, ogni dirigente ha interesse ad avere conoscenze di livello nel suo settore di competenza. Ma noi non avevamo alcun interesse a comprare le partite. Come hanno dimostrato i Mondiali, eravamo i più forti. Ma questo ormai è stato dimenticato, con il timbro di questa sentenza. La mia immagine personale è stata distrutta. Sono state pubblicate cose private, non attinenti all'indagine. Persino una cosa sciocca come la telefonata tra me e Moggi sull'allenatore dei figli di Roberto Bettega è stata usata per dare giudizi morali». E' tardi ormai. I bambini sono andati a cena e si sente che la piscina è vuota. Giraudo Antonio, 60 anni, torinese, l'uomo più potente del calcio dell'ultimo decennio, saluta la compagnia. Il suo congedo non è da Scarface, ma da uomo ferito: «Io me ne vado, ma ho il dubbio che chi rimane non sia poi tanto diverso da me». https://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/07_Luglio/15/giraudo.html Ai tempi Cobolli Gigli era già diventato da un mesetto uno dei più grandi interisti comici della storia, per ordine di John Elkann.
  3. Trova le differenze: «Non rinuncerei a uno scudetto della Juve per il mondiale della Ferrari». (Gianni Agnelli) «Scudetti che abbiamo vinto noi sappiamo quelli che abbiamo vinto, e quello è quella cosa importante». (John Elkann)
  4. E ci servirebbe una proprietà molto ricca, molto competente su diversi ambiti e settori, e molto potente in termini generali sia con le istituzioni, sportive e non, nazionali e non, e potente anche coi media. E' durissima trovarla. E una persona che vuole bene davvero alla Juve prima che a se stesso, questo lo deve capire. La cosa molto preoccupante è che AA non lo capisce. Farebbe carte false per risedersi su quella poltrona. Esattamente come fece la prima volta. Capisco che possa aver voglia di riscattarsi, ma alla Juve non servono più le beghe famigliari o le rivincite personali. Siamo finiti nella M***A più volte per colpa di questi atteggiamenti da bulletti del bar. AA è un uomo intelligente, ma ha dei limiti fortissimi sia dal punto di vista caratteriale che mentale. E i successi dei primi anni gli hanno dato alla testa.
  5. Non ha un suo impero industriale finanziario personale alle spalle. Non ha le capacità per crearselo. Non ha il tempo per crearselo, perché per farlo ci vogliono interi decenni, e lui è già vecchio. Non ha voglia di crearselo, perché gli piace anche godersi la vita e i dindini che gli ha lasciato papà. Non penso abbia voglia di rischiare i soldi che ha nel tritacarne pallonaro, e fa bene. In sostanza può solo rivestire una carica che gli viene eventualmente assegnata dal padrone. Insomma, è un pacco. A noi ci serve ben altro.
  6. Apro una piccola piccola porta di servizio, un passaggio nascosto, un passaggio spazio-temporale tra un topic e un altro. Per chi, - a causa della giovane età, - o a causa dello scarso interesse in generale su temi non di stretto campo e calcio giocato, - o con la smodata voglia di fare un viaggio nel tempo, - o con la smodata voglia di fare un viaggio in un'altra dimensione, - o semplicemente a causa dell'iscrizione al forum in epoca successiva, conoscesse poco sul pensiero di questo personaggio, suggerisco una lunga lettura interessante. Tanto tempo fa, addirittura nell'ormai lontanissimo marzo del 2017, lanciai un topic che si intitolava SUPER GIRAUDO, dove dentro c'erano alcune sue interviste molto serie, storiche, degli anni 90, dove si toccano tanti temi interessanti. Ho scoperto che il topic esiste ancora. il link è qui: Nel caso, vi auguro buona lettura.
  7. Quando spesso dico che la Juve è morta nel 2006, mi riferisco proprio al fatto che prima, nelle ere precedenti, si aveva la sensazione palpabile che qualunque cosa fosse successa c'era una proprietà e una dirigenza che avrebbero messo mano con fermezza alla situazione. Magari anche sbagliando, ma poco importa. Situazione calcistica o no poco importa. Boniperti o Giraudo poco importa. C'era un'idea di Juve e di onorabilità. C'era un concetto Juve. Dopo non più. Dopo si è avuta l'impressione, netta, precisa, palpabile, sempre, che c'era solo un fuggire, un nascondersi, un fingere, un tutelare altri interessi... Prima il film si girava in un luogo reale, dopo si girava il film con una scenografia dipinta su pannelli di cartone. Situazione calcistica o no poco importa. Vittorie o no poco importa. Il primo Agnelli aveva illuso che, ma poi si è capito perfettamente come stavano le cose. C'era e c'è tuttora la vasellina. Non c'è più un concetto Juve. E forse non ci sarà mai più, anche se il club fosse venduto, perché chi eventualmente arriverebbe bisogna vedere chi è, da dove arriva, e cosa pensa. Probabilmente penserebbe che il club è solo un semplice e titolato club di calcio, mentre in realtà è esattamente come per le persone. Spesso sono le malattie, o le cicatrici che hai addosso, anche quelle che non si vedono, a definire cosa hai passato, da dove arrivi, cosa pensi, cosa senti, cosa vorresti, e chi sei davvero. Ecco perché la Juve è morta nel 2006, perché adesso è tipo un Parma o un Brescia, ma molto più famoso.
  8. Bene e male. Bene, perché era ora di rivederlo in forma e in una situazione non da tribunale. Visto che lo stadio lo vollero loro, visto che tutta la cacca del 2006 se la sono mangiata e digerita loro, soli contro tutto e tutti, rivederlo ha una sorta di valore morale inestimabile. Perché Moggi ogni tanto allo stadio si è visto, ma lui no. Di lui si erano perse le tracce in pubblico. Poi dopo quello che ha passato... (ricordo ai meno attenti che oltre alla M***A, oltre ai processi e ai soldi spesi per sostenerli, costui dalla magistraturina massonica telecomandata d'Italy ha subito persino dei pignoramenti di suoi beni personali... non so se mi spiego a che livello siamo arrivati qua nel bananeto della bassa Europa eh...) Bene anche che alcuni tifosi non lo abbiano dimenticato e lo abbiano accolto con affetto. Visto che la tifoseria della Juve solitamente si distingue per vicende e atteggiamenti poco edificanti, è positivo che una volta tanto l'abbiano azzeccata almeno una. Male, perché dal 2006 sono passati quasi 20 anni, in cui si è visto la qualunque in campo e fuori, e in tutti gli ambiti, e ancora non si è arrivati a riabilitare quei due dirigenti . Dirigenti che già prima dello scandalo combattevano soli contro tutto e tutti, mentre gli altri rubavano, e tramavano. Male perché mi sa che se non c'era la faccenda dei suoi parenti più stretti forse Giraudo allo stadio non ci sarebbe andato. Ed è un fatto umanamente molto comprensibile. PS Mia madre è morta da più di 20 anni e ancora mi manca. Ecco, anche voi, che siete fuori dai giochi per sempre già da 17 anni, ancora mi mancate. Senza di voi la Juve è diventata un'altra roba.
  9. Tra le altre cose degne di nota sulla sua carriera, pare che abbia inventato il panettone.
  10. Vero. Però va anche detto che il sentimento popolare spesso colpisce pure i protagonisti stessi, che magari non conoscono tutte le dinamiche di stampa e potere. Non ti danno un rigore e ti fa comodo seguire la vulgata comune che la Juve ruba. Io da molti giocatori, tipo quelli che hai citato, che senza offesa forse hanno un neurone a testa, non è che mi aspetto che arrivino a certe vette di ragionamenti. Riguardo invece Capello, concordo con te, perché è uno che ha testa. E riguardo al suo poi essersene andato, lo capisco. Già nel video si vede la difficoltà di capire perché c**** deve essere lui a difendere il club, mentre la proprietà ha già scaricato tutti. Perché restare a recitare un teatrino solo per due soldi? Se poi arriva il Real, dove una cosa del genere non capiterà mai-mai-mai-mai-mai-mai-mai, perché restare a Torino e lavorare per questi scalzacani? Pochi giorni dopo l'ultima giornata già si era capita l'aria che tirava e che la retrocessione era una possibilità seria. Senso unico, proiettili quotidiani, nessuna analisi dei fatti, e nessuna difesa. Noi da fuori potevamo essere frastornati, ma loro da dentro qualcosa in più potevano capire. Io l'ho capito la prima volta che ho sentito Cobolli. Si capiva, lo sentivo, era chiaro, e non ci credevo lo stesso. Il 31/08 sono andato davanti alla sede per capire se davvero lo avrebbero fatto, cosa che sapevo perfettamente, ma ancora non ci credevo. Speravo in un miracolo, in qualcosa di sovrannaturale. Speravo che alla fine gli sarebbe mancato il coraggio per farlo davvero. Nella mia vita ne ho passate di tutti i colori, sono stato vicino alla morte più volte, ho visto morire persone, mi hanno anche semi-operato senza anestesia, ho visto inferni che manco vi potete immaginare (qualcuno su di me, molti su altre persone), e mi sono spesso sentito solo in queste situazioni. Ma vi posso dire una cosa che sembrerà una grossa cazzatona rispetto alle cose serie della vita, quella sera, mentre tornavo a casa dopo aver sentito il comunicato di quei 4 co*****i del cda dell'epoca, è una delle volte in cui mi sono sentito più solo in vita mia. Da solo su Marte.
  11. Ovvio, e risaputo. Cercarono di tirarli in mezzo, un po' a sorpresa, perché Berlu sapeva qualcosetta su cosa stava succedendo, più o meno, visto che stava governando. Mise pure qualche suo uomo alla procura di Napoli a sorvegliare il provolone. Chiamò Moggi a Palazzo Grazioli proprio per questo secondo me, per capire cosa sapeva su cosa stava accadendo. Voleva forse tirarselo dentro al Milan e disinnescare tutto. E probabilmente voleva prendersi anche Giraudo. Aveva fatto i complimenti a tutti e due in pubblico, all'uscita di una partita mi sembra, disse che vincevano a facevano squadre forti senza spendere fortune. Li voleva eccome. In fondo saltati via dalla Juve, l'obbiettivo dei torinesi era raggiunto. Si è sempre detto infatti che Galliani si incazzò e mise mano anche lui alla questione, per non ritrovarseli in casa. Ma i torinesi volevano proprio evitare questo, che andassero da altre parti. Noi li buttiamo via, ma devono restare nell'immondizia, per sempre. Non devono fare la fortuna di altri. Quando è cambiato il governo in primavera, pensarono che forse si potevano utilizzare pure un po' di robe sul Milan. Il nano non pensava che ci avrebbero provato, infatti chiese subito lo scudetto, visto che erano secondi. Poi ha cominciato a doversi difendere pure lui, e lo ha fatto. Ha subito alzato le barricate e utilizzato tutti i mezzi leciti e illeciti a disposizione. PS (ricordatevi che le elezioni erano truccate, e che i dati al viminale li ha processati la security della Telecom, quella che sappiamo, con tanto di strani blackout ecc, e il risultato elettorale inizialmente dato per scontato da tutti gli analisti, ossia berlusconi stra-sconfitto, invece divenne molto più equilibrato e rese il nuovo governo fragile e ricattabile)
  12. Il video l'ho postato proprio perché essendo l'ultima di campionato, (e le vicende erano uscite in quel momento sui giornali, nelle ultime gare, proprio per rovinare e delegittimare tutta la stagione, più quelle precedenti [perché così è, mica solo quei due campionati] ), è perfettamente visibile la differenza tra chi si difende e chi avalla volentieri lo scempio. Lo dicono subito anche i giornalisti in studio, ovviamente. Siete colpevoli se il padrone è il primo a non difendersi. Lo so che si dice che JE era giovane ed eterodiretto dal Gatto e la Volpe, ma in realtà egli era già operativo da almeno un anno e mezzo per il ribaltone. Se no non andava a cercare Blanc a dicembre 2004, e non lo infilava nel cda pochi mesi dopo per un anno intero a fare la talpa di bassa lega (lui in persona lo ha fatto, non Gabetti e Grande Stevens, ricordatevelo). E poi quando è saltato il cda, Blanc invece è rimasto dentro e promosso a pieni voti. Lui e Franzo sono rimasti. Poi è arrivato poco dopo il più grande comico di tutti i tempi a fare il presidente (anche se notoriamente interista). Esattamente come non tanto tempo fa, ad un certo punto quelle due donne presenti nel cda, sul più bello hanno votato contro per far saltare Agnelli. Degli altri mi frega poco, io non ho l'anello al naso. Questa gente l' ho capita da tempo, e ne conosco i moduli operativi. Provate a pensare se Berlu o Moratti, senza nessuna prova seria o sentenza, con indagini ancora in corso, avrebbero mai fatto saltare Galliani, Facchetti, ecc. Col c****. Stavano seduti lì, poi si vedeva. Forse. E al 99% restavano pure con sentenze di colpevolezza per aver ammazzato Kennedy (anche tutti e due i fratelli). Anni e anni dopo, siamo ancora qua, sempre allo stesso punto. Prevalgono necessità da bambini dell'asilo. E trattano la Juve come un cesso. La Coppa Italia Radioattiva http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/articoli_dettaglio.asp?id=6875
  13. La Coppa Italia Radioattiva http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/articoli_dettaglio.asp?id=6875
  14. Ha il grande vantaggio che le partite rimanenti non valgono nulla, quindi può godersele per davvero. Come esperienza intendo. Che vinca o che perda non ha nulla da perdere. (salvo sconfitte epocali) E può anche essere che i giocatori possano sentirsi un filo galvanizzati dalla coppa vinta. Chissà.
  15. Ho notato. Fanno schifo al punto che un qualunque suino a confronto con questi pennivendoli-tifosi diventa un signore. Il suino si rotola nel fango, e ha delle ragiono fisiologiche per farlo, loro invece il fango lo creano, ad arte, con mille stratagemmi (questo è uno di quelli), e lo tirano addosso alle persone.
  16. Sta venendo a piedi, ma con calma e passo lento da passeggio, ogni tanto si ferma per mangiare un gelato, fare la cacca, fare due chiacchiere... Ogni passo che fa sulla via Emilia in direzione Piacenza, ovviamente è sempre più vicino.
  17. Infatti. Oaktree è una società di investimento, al massimo pignora il club al cinesino e se lo rivende. Potrebbe esserci un tempo tecnico per farlo, ma c'è Marotta, si iscrivono al campionato, tengono a galla il club per qualche tempo nell'attesa del cliente a cui rifilarglielo. Se lo fanno annegare sono dei co*****i che non sanno fare il loro lavoro. (detto che sarebbe una pacchia) Spero se lo compri Elkann, viste le sue competenze calcistiche.
  18. Stai facendo una domanda ad un'estremista, io avrei silurato tutti a partire dal giugno 2006 in poi. Siamo in mano a dei bambini dell'asilo.
  19. Nel frattempo hanno cominciato a tirare fuori gli scheletri nell'armadio. Repubblica, corriere, libero quotidiano.... https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/archeo-allegri-scazzo-sempre-incazzosetto-questo-max-12-maggio-395363.htm
  20. Ma infatti. Nel calcio le cose capitano, da sempre. Diciamo che nella Juve solitamente erano un po' più nascoste, nell'ombra. Adesso ti beccano con uno smartphone un Nedved in tribuna che grida contro l'arbitro e il filmato fa subito il giro del mondo. Ovvio che sono tempi difficili. Non è che uno vuole fare moralmente il superiore a loro. Se uno si incazza, capita anche a ognuno di noi che non siamo nessuno, magari la fa parecchio fuori dal vaso. A volte poi, come nel caso coppa o nel caso Allegri-Conte, addirittura le cose avvengono a favore di telecamere senza che nessuno pensi alle conseguenze. Però negli ultimi anni secondo me si è andati troppe volte oltre, spesso anche per futili motivi. Come se ogni singola cosa che succede fosse motivo di vita o di morte. Diventa tutto subito un fatto personale, io davvero non capisco. E poi troppo spesso sulle cose davvero importanti, questi quando vedono i nemici arrivare aggressivi con un dildo in mano, invece di tirare fuori il fucile e sparare senza pietà, si mettono loro stesi la vasellina zitti e muti. Ma che gestione eh? PS Faccio nottare che anche sul caso Conte (si lo so che sono un rompicoglioni con la fissa, monotematico, noioso, prolisso e tutto il resto (accetto tutte le critiche, no problem) ), c'è stato di mezzo l'Ingegnere che ha messo il veto sulla sua permanenza. Se Conte avesse fatto la sparata sul ristorante da 100 euro in modo più civile e rispettoso del padrone, dicendo le stesse cose, gli stessi concetti, con sobrietà, equilibrio, e meno arroganza, forse quel semplicione di Agnelli non si sarebbe sentito tradito, lui sarebbe andato via lo stesso per propria volontà, forse, ma con meno attriti e più dignità da entrambe le parti. Invece lo hanno cacciato, ma alle loro condizioni, ossia messo davanti alle telecamere con la faccia da cane bastonato, per spiegarlo al mondo che era un incontrollabile pazzoide. Anche lì, non a caso, una fine del rapporto da scappati di casa. Una gestione medievale. Da padroncini del carretto da banco del mercato di Porta Palazzo. Professionalità di quart'ordine. Uno schifo che 'sta gentina abbia ridotto la Juve in questo stato. Non paghi, alla prima buona occasione, come i tamarri di periferia, si sono mandati a*******o davanti alle telecamere. Così come oggi, per la solita guerra famigliare, Agnelli ha preso subito le parti dell'amico Allegri, cacciato sostanzialmente dal cugino-capo. "Un mix straordinariamente unico: superbia e umanità che si fondono continuamente durante un viaggio decennale. Grazie Max, grazie a te che hai rappresentato essere Juventus con ogni tua cellula. Fino alla fine…". Per la carità di Dio, capisco l'amicizia, capisco che questo Tizio con il suo asfissiante non-gioco ha alzato un numero di trofei che chiunque di noi al posto suo si ammazzerebbe di seghe. Massimo rispetto per Max e i suoi successi stra-meritati, ottenuti mentre io o boicottavo, o mi addormentavo davanti alle poche partite viste in streaming pirata o gratis in tv. Ma la solita domanda, anno dopo anno, da calciopoli in poi, mi resta in testa. Perché ho sempre la triste sensazione che la Juve sia in mano a dei bambini dell'asilo? Perché quando li vedo, tutti questi qua, avrei sempre voglia di prenderli a schiaffoni (paterni) io stesso? Mistero.
  21. Andrea Agnelli ha gestito molto bene alcune cose, molto male altre, ma se non altro, grazie anche al suo ego, voleva il bene della sua Juventus. Si ok, lo so che ne ha combinate anche lui parecchie, e che si è mandato reciprocamente a*******o con Conte in diretta tv, i momenti difficili ogni tanto capitano, a tutti non solo a noi, e i tempi che viviamo con telecamere e smartphone ovunque, non è che aiutino. Ovvio che rispetto ad una Juve degli anni 70 o 50 (tiro a casaccio), dove chissà, possono esserci stati problemi analoghi di cui nessuno è mai venuto a conoscenza, c'è una differenza abissale. Oggi è molto più difficile. Ma qui siamo di fronte a della gente incompetente, menefreghista (dal punto di vista strettamente gobbo intendo) , messi lì da una persona incompetente e spesso in malafede, che hanno generato un disastro simile solo a quello di Blanc e Cobolli. Non è un fatto di trofei, è un fatto di chi siamo, di cosa rappresentiamo, del rispetto che bisognerebbe avere per una società come la nostra anche se per loro è solo un semplice posto di lavoro dove prendere bei soldi. Ma non è che perché questi sono una tragedia, allora devo farmi piacere a forza Agnelli. Meritiamo di meglio, anzi, la Juventus merita di meglio.
  22. Io penso che, nonostante alcuni cerchino di giustificare Max, sappiamo tutti che l'ha fatta fuori dal vaso. A dire il vero a diversi metri dal vaso. E' andato troppo oltre. Non è il primo eh, basti pensare a Delaurentiis e alle sue scorribande, spesso anche vicine al violento. (Prima o poi becca uno che invece di considerarlo un clown gli ficca una sberla che lo ribalta). Nel calcio i personaggini da baruccio di quartiere ci sono sempre stati. La divisione tra chi cerca di giustificarlo a tutti i costi, e chi cerca di prenderne le distanze a tutti i costi, è ormai una consuetudine solida del popolo bianconero, credo. Continua a dividere pure su cose extracampo. Detto questo, non per fare il santo, so che può capitare di perdere la testa, ok, d'accordo, però poi te ne paghi le conseguenze. Sennò uno ha sempre una scusa per fare qualunque cosa. Gli sono vicino a livello umano, stop. Ha sbagliato e gestito male tutto, emozioni e rapporti. Se li doveva inchiappettare tutti con più astuzia. (detto che non è mai stato il mio allenatore) Però, come già detto, per l'autorità morale conferitami dalla commissione stellare di miocuggino, autorizzo Max a minacciare e menare di brutto solo J.Elkann. Ma la nostra, scherzi a parte, è una divisione secondo me obsoleta. Lui ha esagerato, e chi gli sta sopra andrebbe preso a calci nel deretano per motivi differenti. Non mi riconosco minimamente in questa gente. Non ricordo una Juve così allo sbando, anche moralmente, da anni e anni. Come abbiamo fatto a ridurci così...
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