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Ok. Capisco. In fondo sperare o sognare è gratis.
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Non faranno investimenti personali in Juventus, credo. Se aumentano il loro pacchetto sarà un investimento aziendale. E da come si sono espressi penso che comunque hanno capito perfettamente che l'attuale gestione è più costruita per sprecare soldi che per guadagnarli, o almeno anche solo per vedere una Juve al top. Più crescono (eventualmente), e più dovranno mettere soldi quando sarà il momento di ricapitalizzare. Ad oggi, con questo assetto azionario e societario, la Juve è un pessimo investimento: - i pacchetti di minoranza non decidono nulla e non vengono manco tenuti lontanamente in considerazione. Devono subirsi le decisioni/cazzate di Elkann e basta. Le assemblee degli azionisti sono dovute, ma inutili. - è perfettamente sotto gli occhi di tutti che oggi avere azioni in Juventus vuol dire probabilmente più avere un costo annuo fisso che un eventuale dividendo o un incremento notevole del valore delle proprie azioni - tenuto conto che generalmente chi compra azioni della Juve possa non avere come obbiettivo il dividendo (guadagno), o l'aumento del valore delle azioni che sia davvero significativo (eventualmente monetizzabile con delle speculazioni di un certo livello rivendendo le azioni) perché il calcio è un mondo a parte, non ci si può nemmeno accontentare del progetto sportivo ambizioso vincente. L'azionista tifoso con Elkann è allocco e prigioniero per definizione. Prima di ingrossare seriamente il loro pacchetto di azioni quelli di Tether devono pensarci molto bene. Gli serve un vero progetto con un senso, che non so se sono in grado davvero di costruirselo. E forse non è nemmeno possibile averne uno serio e sensato, visto che tanto il telecomando ce l'ha un tifoso dell'inter.
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Hanno comprato debito americano, quindi ovvio che Trump li tratterà bene (con la Harris mi sa che non sarebbe stato troppo diverso, al di là delle chiacchiere). Penso che vogliano ramificarsi in diversi paesi e diversificare, anche perché le criptovalute potrebbero un giorno trasformarsi in una bolla... Non lo sappiamo. Hanno un vantaggio: possono costruirsi un grattacielo e andare tutti lì per un po' (sono 100 dipendenti), ma se cambia il presidente e la politica di quel paese possono spostarsi in 5 minuti, perché la loro attività non è legata strettamente ad un territorio preciso. Capiremo più avanti chi sono davvero questi qua e che intenzioni hanno.
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Trump, la cripto e due italiani: cosa c’è dietro il boom Tether https://www.editorialedomani.it/economia/trump-criptovalute-boom-tether-b6m7x2q4 Nayib Bukele è uno dei paladini dell’estrema destra globale. Eletto presidente di El Salvador nel 2019, e confermato l’anno scorso, ha “ripulito”, dice lui, il suo paese dalle bande criminali […] La popolarità del presidente salvadoregno […] è aumentata ancora il mese scorso, quando Tether, l’azienda che gestisce l’omonima criptovaluta, ha annunciato che avrebbe trasferito la sede a San Salvador, la capitale del paese, promettendo di costruire un grattacielo che diventerà il quartier generale del gruppo. Una scelta a dir poco sorprendente: la capitalizzazione di mercato di Tether, pari a 137 miliardi di dollari, vale tre volte il Pil di El Salvador, che vanta un reddito pro-capite di soli 5.400 dollari annui (quello italiano è 40 mila circa) e a differenza, per esempio, della vicina Panama, non è mai stato un paradiso per il denaro offshore. […] Il fatto è che Bukele da anni sogna di trasformare il suo paese in un’oasi delle valute digitali, ha investito in bitcoin una parte delle riserve valutarie dello Stato e strada facendo ha sposato anche la causa di Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino, i due fondatori di Tether diventati miliardari nel giro di pochi anni grazie al boom di bitcoin e affini. La coppia di finanzieri italiani, torinese, 60 anni, Devasini, ligure, 40 anni, Ardoino, vantano ottimi rapporti con Bukele, cementati anche dalla comune fede nel verbo di Trump. Il presidente è diventato un fan delle criptovalute dopo che per anni […] ne aveva detto peste e corna. Nel 2021, per dire, il tycoon definì il bitcoin «una truffa». […] In attesa di traslocare nel nuovo grattacielo a San Salvador, i documenti consultati da Domani rivelano che il gigante mondiale delle criptovalute, finito di recente sui giornali italiani per aver puntato una fiche da una trentina di milioni sulle azioni della Juventus, ha già aperto uffici al dodicesimo piano del President Plaza, un palazzo di Avenida de la Revolucion, nel centro della capitale salvadoregna. Dalle carte, Devasini risulta amministratore unico di Tether holding SA di San Salvador, a cui è collegata Tether investment, anche questa con sede in Avenida de la Revolucion. Fino a poche settimane fa, la galassia col marchio Tether faceva capo a due società con base nel paradiso caraibico offshore delle British Virgin island, che stando ai documenti appena pubblicati potrebbero essere state sostituite da quelle fondate a San Salvador. Poco importa, a questo punto. Nel 2024 la loro società dichiarato profitti per 14 miliardi di dollari e così, grazie al trampolino garantito dall’eccezionale crescita della criptovaluta, Devasini e Ardoino si stanno lanciando in investimenti nell’economia reale. È di martedì scorso la notizia che Tether ha presentato un’offerta per prendere il controllo di Adecoagro, un’azienda con sede in Lussemburgo che possiede grandi coltivazioni in Argentina e Brasile. I due cripto-finanzieri italiani possiedono già il 20 per cento della società, che è quotata a Wall Street e per arrivare alla maggioranza del capitale sono disposti a pagare circa 370 milioni di dollari. L’affare che meglio illumina la rotta e le ambizioni di Devasini e Ardoino è però un altro. Nel mirino questa volta c’è Rumble, la piattaforma di condivisione video che è diventata uno dei principali veicoli della propaganda trumpiana e suprematista, tra tesi complottiste e verità alternative assortite. Tutto nel nome del free speech, come l’intende Elon Musk. Il 7 febbraio Tether ha comprato il 32,6 per cento di Rumble con un investimento di oltre 700 milioni di dollari. A dicembre, Ardoino aveva spiegato che l‘interesse per la piattaforma video «rispecchia i nostri valori condivisi» tra i quali ha citato anche «il diritto fondamentale alla libertà d’espressione», parole che richiamano le recenti esternazioni di Musk al vicepresidente J.D. Vance. […] D’altronde, Devasini e Ardoino possono contare su un amico influente nel cuore dell’amministrazione Usa. Un amico che si chiama Howard Lutnick, uno dei finanzieri più vicini a Trump, che lo ha nominato segretario al Commercio. Nella sua recente audizione al senato americano, Lutnick ha confermato che Cantor Fitzgerald, la società di trading di cui è primo azionista e amministratore delegato, ha investito 600 milioni di dollari in obbligazioni convertibili in titoli Tether. I rapporti del miliardario americano con Devasini e Ardoino sono strettissimi anche per un altro motivo. Cantor Fitzgerald custodisce gran parte delle riserve di Tether, del valore di 143 miliardi di dollari investiti per oltre il 70 per cento in titoli di stato Usa. Queste attività servono a garantire che la società dei due finanzieri italiani sia in grado di far fronte alle richieste di conversione in dollari dei Tether, il cui valore è ancorato a quello del biglietto verde. Negli ultimi anni da più parti sono stati sollevati dubbi sull’effettiva consistenza di queste riserve, su cui si fonda la stabilità della criptovaluta. Se non fossero sufficienti a garantire l’effettiva convertibilità dei Tether, l’intero castello sarebbe a rischio crollo. Per rassicurare investitori e autorità di controllo Devasini e Ardoino hanno affidato alla società Bdo Italia un report firmato dal revisore Andrea Mezzadra che attesta l’esistenza e il valore delle riserve. È un passo nella direzione di una maggiore trasparenza, anche se i patron di Tether sono periodicamente costretti a difendersi da dubbi e sospetti. Nel 2021, in due distinti procedimenti della procura di New York e della Commodity future trading commission statunitense, Tether ha raggiunto un accordo con le autorità per chiudere le indagini su alcune presunte irregolarità con il pagamento di circa 60 milioni di dollari. Nel gennaio di un anno fa, un rapporto dell’agenzia delle Nazioni Unite per la lotta al traffico di droga e al crimine ha segnalato che la criptovaluta fondata da Devasini e Ardoino è diventata uno strumento ampiamente sfruttato per il riciclaggio di denaro frutto di frodi informatiche e scommesse illegali nel Sudest asiatico. Un flusso da decine di miliardi di dollari ogni anno che va ad arricchire le potenti mafie locali. La grande liquidità di Tether e la stabilità della sua quotazione la rende preferibile ai bitcoin, soggetti invece a forti oscillazioni sul mercato. La società ha respinto questa ricostruzione sottolineando la collaborazione con “decine di agenzie di polizia di tutto il mondo per combattere l’uso illecito delle criptovalute”. Nel settembre scorso, un articolo del Wall Street Journal ha però raccontato di un’indagine del Tesoro Usa sull’utilizzo di Tether da parte di soggetti sotto sanzioni americane, come Hamas e mercanti d’armi russi. Adesso però alla Casa Bianca c’è Trump, che poche ore dopo il suo insediamento ha firmato un ordine esecutivo per promuovere una deregulation spinta delle criptovalute. Devasini e Ardoino non potrebbero chiedere di meglio.
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Conte, Zidane e Allegri non vengono di sicuro perché costano un botto.
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Comunque, se va via Motta, vi ricordo che nel grande gruppo Bauli ci sono anche altre opportunità da provare. Doria, Alemagna, Bistefani, e Bauli stesso. PS Era solo per sdrammatizzare.
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Sappiamo tutti qual'é il vero problema, e sappiamo tutti cosa c'è davvero da fare. 5/20/30/35% poco cambia. Serve una rivoluzione, non solo nella Juve, ma nel sistema calcio. Servono giornali e media a favore, M***A su tutti gli altri, ecc, ecc. C'è da ricostruire un'idea, un nome, una storia, un'immagine, e una bacheca reale. Tether non credo abbia queste intenzioni.
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Ok, non ricordo di preciso le regole dei mercati azionari, ma possono prima tranquillamente fare il delisting. Non è un problema. Ma poi il valore a cui venderebbero è quello. E ha senso, perché hanno fatto delle ricapitalizzazioni molto superiori complessivamente a 630. E il valore del brand e dell'azienda è oggettivamente superiore di parecchio. L'OPA funzionerebbe coi piccoli azionisti, anche se non tutti. E forse con Lindsell-train. Nell'OPA il prezzo solitamente è superiore al valore di mercato per ingolosire gli azionisti a vendere. Ma sarebbe un'OPA anomala, in cui sai già prima di iniziare che non prenderai mai la maggioranza. Fai prima a rastrellare al prezzo di mercato un po' per volta, se vuoi crescere un pochino. Ma la maggioranza resta intatta, come dici giustamente tu. .
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Si. C'è tutto l'immobiliare. Secondo me, se escono definitivamente e vanno a 0, per il 65% servono 2 miliardi, credo. Così, a naso... Diciamo che però se vogliono fare soldi con la Juve hanno puntato male, per ora. Il ridimensionamento è evidente, conclamato, e proclamato. A meno che non sanno per vie traverse qualcosa che noi non sappiamo ancora. Boh... Tipo superlega, futuri processi ad altri club, ecc, che rivaluterebbero direttamente/indirettamente il club. Ma ne dubito. Una cosa che Tether può fare anche subito, è contattare lindsell-train e fare un'offerta per prendersi quel pacchetto per intero. Perché quello è sicuramente un fondo che ha come unico scopo l'investimento. Secondo me ci stanno, se ben unti. Ti racconto una cosa a margine. Quando cominciarono le voci di un possibile ingresso di AA nella Juve, stavo per chiedere un prestito cospicuo di alcune decine di migliaia di euro per comprare azioni della Juve, che valevano credo una roba tipo meno di 50 centesimi. Pensavo a un totale di 40/50 mila euro. Se lo avessi fatto, se avessi avuto le palle, considerando imprevisti, interessi e tasse, avrei almeno triplicato l'investimento, perché sapevo perfettamente che peggio di Cobolli, Blanc e Secco era impossibile fare. E credevo in AA. Ero certo che qualcosa di buono ne sarebbe uscito fuori nel lungo periodo. Quando è arrivato CR7 le azioni toccarono i 2 euro l'una. Non so se mi spiego.... Ma io i soldi me li devo guadagnare, sudare, ogni giorno, svegliandomi presto al mattino, non ne ho da rischiare per intuizioni da bar. Così ho rinunciato.
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Penso che per il suo 65%, venduto con accordo tra privati e non sul mercato azionario, minimo minimo minimo minimo minimo minimo da 1 miliardo a salire. Se consideriamo già solo gli aumenti di capitale recenti che stanno su cifre simili nel totale, mi sto tenendo molto basso. Realisticamente, penso ne servano almeno 2. A meno che, a meno che, a meno che.... si rastrella il rastrellabile dal mercato azionario, si arriva a un 25/30% e si acquista da Exor solo quanto serve per arrivare al 51%. Exor diventa minoranza, ma tiene ancora un bel piedone dentro la società. In quel caso forse 1 basta. Comunque sia, se Exor esce, parzialmente o del tutto, non svende, semmai stra-vende. Quindi bisogna ancora vedere se non chiede anche di più. Gli acquirenti ci sarebbero, anche nel mondo arabo, se avesse voluto vendere avrebbe potuto farlo da anni. Non vuole.
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Sicuramente no. Questa gestione totalmente sodomita portata avanti e voluta dal padroncino interista della Juventus infatti è il motivo per cui si fatica a trovare uno sponsor. Però non dimentichiamoci mai una cosa importante. Juventus per ora, nonostante tutto, incredibilmente, resta il primo brand italiano del mondo, più di Ferrari, Lambo, Lavazza, Armani, Ferrero, ecc. Per esempio fino ad oggi nessuno sapeva chi erano 'sti tizi, se non bazzicavi il settore, adesso improvvisamente tot milioni di gobbi, più un po' di tifosi avversari curiosi, hanno scoperto qualcosa di nuovo.
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Ritengo da sempre la finanziarizzazione esasperata dell'economia uno dei mali dei tempi moderni che viviamo. A me istintivamente sembra tanto una bolla d'aria scollegata dalla realtà... Tuttavia ho visto il video dell'intervista e mi è piaciuto moltissimo l'approccio mentale di Paolo Ardoino, una sorta di umanista moderno, mi sembra di capire. Molto bello anche il racconto della restituzione dei 72 milioni agli investitori, altro che Tanzi, Enron, e bancarottieri truffatori vari. La legalità e la collaborazione con le istituzioni di giustizia nazionali e internazionali è lodevole. E fornire un aiuto indiretto attraverso nuovi strumenti anche ai cittadini di paesi poveri, di cui di fatto se ne strafottono tutte le principali istituzioni del mondo, è molto interessante. Fare tanti soldi con le idee, il lavoro, e senza rubare, è una cosa grossa a cui in Italia non siamo abituati granché. Istintivamente mi piacciono questi di theter. Resta il fatto però che credo sia un investimento come un altro. Gli equilibri con Exor e con il campion-azzo ridicolo e taroccato in cui tiriamo calci al pallone non cambiano. Non è il calcio italiano ad essere finito, è l'Italia stessa, mafiosetta e sporca, che è finita. Il calcio riflette lo stato di tutto il resto.
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blitz a Torino di Zidane e incontro con Giuntoli
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di dal1982 in Cestino
Cosa non si scrive pur di rubare qualche click facile... -
"Con la Juve giustizia sportiva incisiva, rapida e obiettiva": Gravina si elogia
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di dal1982 in Juventus Forum
E' figo e incredibile un fatto: che lungo i decenni chiunque a vario titolo abbia a mettere le mani nell'Inter, come dirigente, proprietario, o giocatore, diventi immediatamente un mix tra un imbroglione e un mentecatto. E un miracolo! In negativo, ok, d'accordo, ma è ugualmente un miracolo! E' un qualcosa di sovrannaturale.... Un fenomeno che si presume trascenda i limiti dell'esperienza e della conoscenza umana della natura e delle leggi della fisica... C'è da commuoversi. E' una magia...- 2177 risposte
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"Con la Juve giustizia sportiva incisiva, rapida e obiettiva": Gravina si elogia
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di dal1982 in Juventus Forum
Ok, visto stamani su raiplay, finalmente. E visto anche il video postato da Madj1897.- 2177 risposte
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"Con la Juve giustizia sportiva incisiva, rapida e obiettiva": Gravina si elogia
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di dal1982 in Juventus Forum
Ovvio. La solita tattica di sempre. Siamo incazzati, ci difenderemo con rigore e pacatezza, bla, bla ,bla, e poi quando viene il bello e la gente ha smorzato la rabbia iniziale, si tirano indietro come già pianificato in precedenza. Cobolli Style.- 2177 risposte
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"Con la Juve giustizia sportiva incisiva, rapida e obiettiva": Gravina si elogia
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di dal1982 in Juventus Forum
Se vuoi protestare, civilmente ma rumorosamente, il modo lo trovi, anche da fuori.- 2177 risposte
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il 63,77% è di Exor, che è una società non una famiglia, dove in sostanza comanda una persona. Quella. L'interista. Se Exor decide di vendere, si vende. Poi che lo voglia fare ne dubito. A meno che non cambia qualcosa nella dicembre e a cascata cambi qualche equilibrio anche sotto. Di fatto oggi la Juve è proprio sua.
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"Con la Juve giustizia sportiva incisiva, rapida e obiettiva": Gravina si elogia
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di dal1982 in Juventus Forum
No. Ho dei casini, o meglio una seconda guerriglia anche sul lavoro, sono giorni incasinati e così me ne sono dimenticato. Detto questo, non mi sorprendo più di niente. Scazza molto però vedere lo stadio pieno e l'indifferenza di molti nostri tifosi, che parlano di calcio in serenità come si trattasse di un film al cinema. E preferivo Allegri, dovevano chiamare Conte, per me quello è forte, quello è scarso, ecc ecc. Come se il campionato fosse regolare. La Juve è morta, perché a parte piccole minoranze, i tifosi veri non esistono più. Spettatori come in qualunque spettacolo.- 2177 risposte
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Nefandezze mediatiche e antijuventinismo vario
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di Homer_Simpson in Juventus Forum
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In realtà hanno fatto, e fanno, (come dice la cronaca giudiziaria recente che li riguarda), carne di maiale di qualunque legge e di qualunque regola. Se vogliono vendere il modo lo trovano, lecito o illecito.
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Lui forse vorrebbe prendersela, ma il cugino che lo ha palesemente cacciato a calci nel deretano con ignominia e nomea di truffatore, e ha scientemente smontato pezzo per pezzo il suo lavoro, non credo che gliela venderebbe mai. Anzi, è proprio l'opposto, semmai la volesse vendere sarebbe a qualche altro.
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L’assemblea elettiva farsa della figc
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di Homer_Simpson in Juventus Forum
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Nefandezze mediatiche e antijuventinismo vario
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di Homer_Simpson in Juventus Forum
«Non ho mai smesso di crederci. La giustizia c'è. Per questo dobbiamo denunciare. E proteggerci. Sempre. A me dicevano di non farlo, che con un calciatore famoso e un magistrato, nessuno avrebbe creduto a me. Ma non era vero. Oggi sono felice. La giustizia ha fatto il suo corso». Veronica Garbolino, 24 anni, è sveglia da pochi minuti quando riceve la notizia che aspettava da due anni. A Los Angeles, dove è andata a vivere in seguito alla bufera giudiziaria, è appena sorto il sole. A Milano è pomeriggio. Il gup ha condannato a un anno, 9 mesi e 10 giorni l'ex pm di Torino Enzo Bucarelli (tifoso granata) imputato per frode in processo penale e depistaggio in merito al caso Demba Seck, l'ex calciatore del Toro, indagato per revenge porn. Seck era accusato di aver divulgato i video che filmò di nascosto quando stava con Garbolino. Bucarelli ha chiesto e ottenuto l'archiviazione. Veronica, come si sente? «Sono contenta. Quasi non ci credo. Due anni fa entravo nello studio delle mie legali per la prima volta. Avevo appena scoperto che il mio ex aveva girato i video dei nostri rapporti sessuali a mia insaputa. È passato tanto tempo da quel giorno. Ci sono stati mesi di silenzio. Non era un caso facile». Si aspettava la condanna? «Ho creduto nella giustizia dall'inizio. Mi dicevano che non mi sarei dovuta esporre per evitare scandali. Ma io volevo solo giustizia. Ci sono delle cose che mi hanno confortata. Come lo sguardo dei due agenti della Guardia di finanza che mi hanno fatto capire che lo Stato c'è, quando mi hanno sentita in procura». A cosa si riferisce? «Avevo denunciato Seck per revenge porn. Il pm titolare dell'indagine mi aveva convocata nel suo ufficio. Mi diceva cose che mi sembravano strane. Intendo dire, strane perché dette da un magistrato. Diceva che non mi conveniva andare avanti. Che Seck non aveva diffuso i video. Ma io sapevo che non era vero. I due agenti erano nella stanza. Mi hanno guardata. Quando sono rimasta, dopo, sola con loro, mi hanno detto: Veronica, potresti essere nostra figlia. Vai avanti con questa storia perché c'è qualcosa che non va». E lei è andata avanti? «Sì. Anche se non sono esperta, lo sentivo, da donna, che nelle parole di quel pm c'era qualcosa di strano. Voleva convincermi a non procedere contro il calciatore. Mi ha convinta del fatto che Seck non avesse divulgato video. E così ho firmato una transazione tombale. Senza sapere il vero. La posizione di Seck è stata archiviata». (...) Cosa le ha dato speranza, in questa vicenda? «L'atteggiamento dei carabinieri di Ciriè, a cui mi sono rivolta la prima volta per la denuncia. La forza che mi hanno dato le mie avvocate, Alessandra Lentini e Silvia Lorenzino. Lo sguardo e le parole di quei due finanzieri che, mentre il pm mi diceva che avrei dovuto lasciare perdere, mi guardavano facendomi intendere che non avrei dovuto ascoltarlo». È stata la relazione di quei due agenti a dare la svolta all'indagine a carico del pm... «Sono stati coraggiosi. Si sono resi conto che stava accadendo qualcosa di sbagliato. È grazie a loro, anche, che credo nello Stato. E che sento, oggi, il senso della giustizia. Rifarei tutto. Bisogna denunciare. Tutte dobbiamo farlo. Non siamo noi a doverci vergognare, ma chi commette abusi» -
K A L C I O M A R C I O! - Lo Schifo Continua -
CRAZEOLOGY ha risposto al topic di CRAZEOLOGY in Calciopoli (Farsopoli)
«Non ho mai smesso di crederci. La giustizia c'è. Per questo dobbiamo denunciare. E proteggerci. Sempre. A me dicevano di non farlo, che con un calciatore famoso e un magistrato, nessuno avrebbe creduto a me. Ma non era vero. Oggi sono felice. La giustizia ha fatto il suo corso». Veronica Garbolino, 24 anni, è sveglia da pochi minuti quando riceve la notizia che aspettava da due anni. A Los Angeles, dove è andata a vivere in seguito alla bufera giudiziaria, è appena sorto il sole. A Milano è pomeriggio. Il gup ha condannato a un anno, 9 mesi e 10 giorni l'ex pm di Torino Enzo Bucarelli (tifoso granata) imputato per frode in processo penale e depistaggio in merito al caso Demba Seck, l'ex calciatore del Toro, indagato per revenge porn. Seck era accusato di aver divulgato i video che filmò di nascosto quando stava con Garbolino. Bucarelli ha chiesto e ottenuto l'archiviazione. Veronica, come si sente? «Sono contenta. Quasi non ci credo. Due anni fa entravo nello studio delle mie legali per la prima volta. Avevo appena scoperto che il mio ex aveva girato i video dei nostri rapporti sessuali a mia insaputa. È passato tanto tempo da quel giorno. Ci sono stati mesi di silenzio. Non era un caso facile». Si aspettava la condanna? «Ho creduto nella giustizia dall'inizio. Mi dicevano che non mi sarei dovuta esporre per evitare scandali. Ma io volevo solo giustizia. Ci sono delle cose che mi hanno confortata. Come lo sguardo dei due agenti della Guardia di finanza che mi hanno fatto capire che lo Stato c'è, quando mi hanno sentita in procura». A cosa si riferisce? «Avevo denunciato Seck per revenge porn. Il pm titolare dell'indagine mi aveva convocata nel suo ufficio. Mi diceva cose che mi sembravano strane. Intendo dire, strane perché dette da un magistrato. Diceva che non mi conveniva andare avanti. Che Seck non aveva diffuso i video. Ma io sapevo che non era vero. I due agenti erano nella stanza. Mi hanno guardata. Quando sono rimasta, dopo, sola con loro, mi hanno detto: Veronica, potresti essere nostra figlia. Vai avanti con questa storia perché c'è qualcosa che non va». E lei è andata avanti? «Sì. Anche se non sono esperta, lo sentivo, da donna, che nelle parole di quel pm c'era qualcosa di strano. Voleva convincermi a non procedere contro il calciatore. Mi ha convinta del fatto che Seck non avesse divulgato video. E così ho firmato una transazione tombale. Senza sapere il vero. La posizione di Seck è stata archiviata». (...) Cosa le ha dato speranza, in questa vicenda? «L'atteggiamento dei carabinieri di Ciriè, a cui mi sono rivolta la prima volta per la denuncia. La forza che mi hanno dato le mie avvocate, Alessandra Lentini e Silvia Lorenzino. Lo sguardo e le parole di quei due finanzieri che, mentre il pm mi diceva che avrei dovuto lasciare perdere, mi guardavano facendomi intendere che non avrei dovuto ascoltarlo». È stata la relazione di quei due agenti a dare la svolta all'indagine a carico del pm... «Sono stati coraggiosi. Si sono resi conto che stava accadendo qualcosa di sbagliato. È grazie a loro, anche, che credo nello Stato. E che sento, oggi, il senso della giustizia. Rifarei tutto. Bisogna denunciare. Tutte dobbiamo farlo. Non siamo noi a doverci vergognare, ma chi commette abusi».
