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bernO

Tifoso Juventus
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  1. Anno 2018-19 - Presenze: 27 Ammonizioni: 10 Espulsioni: 2 Anno 2019-20 - Presenze: 30 Ammonizioni: 13 Espulsioni: 1 Anno 2020-21 - Presenze: 30 Ammonizioni: 10 E' un giocatore che per oltre un terzo delle partite è a rischio espulsione e salta tra le 2 e le 3 partite per squalifica.
  2. Mihajlovic alla Juve facciamolo credere fino a domenica. Da lunedì pensiamo a cosa serie.
  3. Forse, non ne ho idea. Ma non mi sembra una situazione simile a Khedira o Higuain. La Juve lo lascerà partire a zero, Douglas dovrà fare il suo per andare lì.
  4. https://www.linkiesta.it/2021/05/super-lega-superlega-tribunale-calcio-perez-agnelli/ La battaglia del calcio Dietro la Superlega c’è anche il fondo Cvs che vuole entrare nella serie A Flavio Tranquillo spiega a Linkiesta l’orizzonte temporale di questo progetto è ampio. Si tratta di una sfida con la Uefa, l’ente regolatore europeo, da parte di una società che intanto giovedì ha nominato Anas Laghrari come suo legale rappresentante Il progetto della Superlega è un po’ più complesso di come suggerirebbero i suoi oppositori, che la dipingono come una bravata immaginata e messa in campo alla buona da Florentino Perez, Andrea Agnelli e altri presidenti. E di certo non è stata immaginata in fretta e furia nelle ore precedenti alla diffusione del comunicato del 18 aprile. Prima di ogni valutazione di merito è importante sottolineare le notizie più recenti emerse su questo argomento. Come riportato dalla testata spagnola Palco 23, ieri la European Superleague Company (Esc), la società madrilena che formalmente dovrebbe gestire la nuova competizione, ha nominato Anas Laghrari come suo legale rappresentante. Laghrari è un banchiere cofondatore dell’istituto finanziario Key Capital e già segretario generale della Superlega. Inoltre mercoledì scorso El País aveva rivelato ulteriori dettagli sul progetto. In primo luogo ha fatto sapere che formalmente i club fondatori sono da considerarsi “partner” della European Superleague Company. Ma non solo. La stessa società avrebbe anche tre appendici: la società SL Sports, responsabile della dimensione sportiva e disciplinare della competizione; la SL Media, responsabile della commercializzazione dei diritti audiovisivi; e la SL Commercial, incaricata della vendita dei diritti commerciali della Superlega. A questa rete aziendale va poi aggiunta un’altra componente, scrive Calcio e Finanza: «La controparte della banca d’affari statunitense JP Morgan nel maxi-prestito da 3,9 miliardi è una società nata a Barcellona il 23 febbraio scorso con un capitale sociale di 3.000 euro e si chiama Tivalino Invest». E non è finita qui: il domicilio della Tivalino Invest si trova allo stesso indirizzo della filiale spagnola di Tmf Group – multinazionale olandese di consulenza amministrativa, legale e fiscale per le imprese private. Tmf invece dal 2017 è di proprietà di Cvc Capital Partners, il fondo di private equity che voleva rilevare il 10% della media-company della Lega Serie A. Insomma, dopo quei due giorni convulsi, dopo quel comunicato un po’ scarno diffuso a tarda sera, le proteste e l’abbandono di 9 dei 12 club fondatori, il progetto Superlega non è svanito nel nulla. Ma è rimasto attivo, sostenuto da un network di società che non si sono ritirate da alcun accordo, non hanno svenduto nulla, non sono fallite né altro. Anzi, giovedì la European Superleague Company si è rivolta al tribunale di Madrid per un’ingiunzione cautelare contro le minacce di Uefa e Fifa. Lo avevamo raccontato ieri qui a Linkiesta: la richiesta è quella di proteggere i dodici club fondatori dalle sanzioni paventate dagli organi del calcio europeo e mondiale. La richiesta è stata accolta: il magistrato Manuel Ruiz de Lara ritiene che Uefa e Fifa starebbero infatti violando il diritto alla concorrenza dell’Unione impedendo ai club di creare una competizione che non ricade sotto la loro giurisdizione: nel caso specifico, avrebbero violato gli articoli 101 e 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, quelli che disciplinano l’abuso di potere e l’abuso di posizione dominante. «Al momento però è importante riconoscere che non è, o non è ancora, una battaglia tra Uefa e Superlega che un giudice risolverà nel giro di un giorno, una settimana o un mese con una sentenza che stabilisce quale delle due parti ha ragione e quale ha torto», dice a Linkiesta il giornalista Flavio Tranquillo. È piuttosto uno scontro tra l’ente regolatore del calcio europeo – che però non ha alcun potere esclusivo sulle competizioni calcistiche da svolgersi nel continente – e la Esc, che al momento ha annunciato, seppur con pochi dettagli e capacità comunicativa rivedibile, la volontà di cambiare lo status quo del calcio europeo. «L’orizzonte temporale di un progetto come questo – spiega Tranquillo – non può essere così ristretto: se oggi sono rimaste in tre non vuol dire che hanno in programma di giocare un torneo a tre squadre. Quello che sappiamo è, invece, che ci sono dei soggetti che, in maniera del tutto pacifica perché non esiste ancora un “reato di Superlega”, hanno espresso un’idea e l’intenzione di fare un’altra competizione. Ma è evidente che mancano ancora diversi elementi per capire come evolverà questa storia». Dopotutto, come aveva raccontato Linkiesta, c’è un precedente particolarmente rilevante che fa pensare che un contenzioso di questo tipo non abbia una soluzione immediata, né una facile. L’Eurolega di basket era nata da presupposti molto simili a quelli della Superlega, all’inizio del XXI secolo: nel gennaio 2000 la Fiba – la federazione internazionale della pallacanestro – inviò una lettera alle federazioni nazionali e ai club in cui spiegava che avrebbe centralizzato le trattative per i diritti televisivi e di marketing della massima competizione continentale a partire dalla stagione 2000-2001. I principali club di Spagna, Italia e Grecia e i rappresentati delle leghe dei tre Paesi si dichiararono contrari al progetto. Così si tenne un vertice a Monaco di Baviera il 25 febbraio 2000 tra il gruppo scissionista – 14 grandi club e le tre principali leghe professionistiche – e la Fiba. Quel che è successo da quel momento in poi è stato descritto con estrema precisione da Flavio Tranquillo sul suo sito (qui il link). Sintetizzando per punti: le posizioni inconciliabili portano a una rottura da cui nascono l’Eurolega – la competizione voluta dai grandi club europei – e la Suproleague targata Fiba; il mercato dà ragione ai grandi club e all’Eurolega; nel 2004 le parti trovano un accordo economico che rappresenta un nuovo punto di equilibrio (l’Eurolega paga 400 mila euro a stagione alla Fiba); dopo dieci anni di tregua la Fiba ha voluto rimettere in discussione il diritto dell’Eurolega a organizzare in totale autonomia la sua competizione, riaccendendo un contenzioso legale che ancora non ha trovato davvero una soluzione. «Sulla base dell’esperienza del basket – conclude Tranquillo – è difficile pensare che la questione Superlega si risolverà a breve con una vittoria in tribunale di una parte o dell’altra».
  5. Ma dove sta scritto che per partecipare ad una competizione europea si debba arrivare in una certa posizione nel campionato nazionale? Perché? É uno dei 10 comandamenti? Ci deve per forza essere una relazione tra queste 2 competizioni altrimenti offendiamo la "meritocrazia"? Iniziamo a ragionare un po' "out of the box" ed accettiamo che queste 2 competizioni siano completamente slegate tra loro. É una delle migliaia di possibilità, e non capisco perché debba essere scandalosa.
  6. Ragazzi, calma, non vi infervorate. Non ne vale la pena. Piccolo OT: Avete visto la conferenza stampa di Rocco detto Commisso? No? Scherzate? Essù, tutti subito qui! (minuto 1:17:00 da annali del calcio)
  7. OT (135 milioni di perdite su 150 milioni di fatturato ...) https://www.tuttomercatoweb.com/calcio-estero/lione-reso-noto-il-bilancio-per-l-esercizio-in-corso-perdite-per-135-milioni-1533874 Lione, reso noto il bilancio per l'esercizio in corso: perdite per 135 milioni Il Lione ha reso noto il bilancio per l'esercizio in corso. Il club registra perdite per una somma complessiva di 135 milioni. Nel comunicato si legge: "L'attività dei primi nove mesi dell'esercizio 2020/2021 (periodo dal 31 luglio al 31 marzo) è fortemente influenzata dagli effetti diretti della crisi sanitaria sul settore dello sport professionistico e degli eventi. I ricavi totali delle attività si sono così attestati a 150 milioni di euro nel periodo, in calo del 44% (265,7 milioni di euro al 31 marzo 2020). Il gruppo stima quindi, a livello finanziario, in circa 135 milioni di euro l'ammontare complessivo degli impatti diretti e indiretti della pandemia sul totale dei ricavi delle attività".
  8. Secondo me Inter e Milan si sono ritirate perchè l'obiettivo delle attuali proprietà è vendere il prima possibile. Chiaramente, avere un contenzioso così duro con l'Uefa non rende queste società appetibili ad eventuali acquirenti.
  9. https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/05/13/superlega-as-conflitto-sbarca-alla-corte-di-giustizia-ue_1bcc48b2-14ed-4929-b2a6-81ab3fccac2e.html Superlega: As, conflitto 'sbarca' alla Corte di giustizia Ue Tribunale Madrid chiede se Fifa e Uefa hanno posizione dominante (ANSA) - ROMA, 13 MAG - La vicenda Superlega sbarca alla Corte di giustizia dell'Unione Europea. Secondo quanto riporta il quotidiano sportivo spagnolo 'As', il tribunale commerciale numero 17 di Madrid ha sollevato una pronuncia pregiudiziale l'11 maggio dinanzi alla Cgue per chiarire se la Fifa e l'Uefa hanno una posizione dominante e abusiva, come dettato dall'ordinanza del 20 aprile con la quale la Super League Company SL ha citato in giudizio le due organizzazioni calcistiche. Il tribunale del Lussemburgo - scrive As - è la corte suprema di tutte le corti supreme dell'Unione e ha il potere di decidere se la Uefa e la Fifa sono beneficiarie dei diritti economici televisivi e del potere di impedire l'organizzazione di altre competizioni rivali, cosa che la Super League contesa. Secondo l'ordine del magistrato Manuel Ruiz de Lara, l'interpretazione degli articoli 101 e 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) attiene a come l'Uefa e la Fifa abusano della loro posizione dominante. "Se la Fifa e l'Uefa, in quanto entità che rivendicano la competenza esclusiva di organizzare e autorizzare competizioni internazionali di club di calcio in Europa, vietano o si oppongono, sulla base delle suddette disposizioni dei loro statuti, allo sviluppo della Super League, dovrebbe essere interpretato - scrive As - l'articolo 101 TFUE nel senso che queste restrizioni alla concorrenza potrebbero beneficiare dell'eccezione stabilita in questa disposizione, considerando che la produzione è sostanzialmente limitata, la comparsa di prodotti alternativi a quelli offerti dalla Fifa / Uefa nel mercato e l'innovazione è limitata, impedendo altri formati e modalità, eliminando la potenziale concorrenza nel mercato e limitando la scelta dei consumatori". Si sottolinea inoltre che la Uefa e la Fifa sono società commerciali e si pone una domanda: "Questa restrizione beneficerebbe di una giustificazione oggettiva che consentirebbe di ritenere che non vi sia abuso di posizione dominante ai sensi dell'articolo 102 TFUE?" (ANSA).
  10. La modifica dello statuto FIGC non penso miri ad escludere la Juve per quello che (non) ha fatto. Non ci sono basi, giustificazioni e motivi (Tebas lo ha spiegato). La norma credo sia stata introdotta per venire accettata all'atto dell'iscrizione al prossimo campionato, in modo da porre una sorta di freno ad azioni similari. Ora, le ipotesi possono essere 2: 1) La Juve accetta senza obiettare e si iscrive, conscia che la norma ha validità ampiamente discutibile in caso in futuro la SL prenda vita. 2) La Juve obietta la norma, ma chiede l'iscrizione ugualmente. Penso che sarebbe una questione che si risolverebbe abbastanza velocemente: è una norma evidentemente monopolistica e non accettabile. A mio avviso, per semplicità, la Juve percorrerà la strada 1), per poi aprire il caso ad iscrizione avvenuta. E secondo me Gravina ed Agnelli se lo sono già detti. In ogni caso, parlare di esclusione dalla serie A è parlare del nulla.
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