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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. ROBERTO PEREYRA Roberto Maximiliano Pereyra è una delle belle novità della stagione – scrive Paolo Rossi su “HJ Magazine” del gennaio 2015 – arrivato a Torino forte di un’importante esperienza nel nostro calcio, l’argentino sta dimostrando grande continuità di prestazioni e lo spirito di un ragazzo che conferma di avere buona personalità e non solo sul versante tecnico. Nella Juventus di un altro Massimiliano, mister Allegri, Pereyra rappresenta una sicurezza. Hai un nome doppio e qualche soprannome. Come preferisci essere chiamato? «Mi chiamano Roberto, Robi, Max, Maxi, Tucumano… Quello che mi piace di più è però Tucu, è un omaggio al posto dove sono nato, San Miguel de Tucuman, nel Nord dell’Argentina. È importante avere un segno delle proprie origini. Anche perché me li ricordo bene quei giorni nei quali ho scoperto l’amore per il calcio». Ecco, il calcio. Dove hai imparato a giocare? «Io sono cresciuto a Mar del Plata, sull’Atlantico. Il calcio è sempre stato una passione di famiglia. Mio padre ne parla sempre, mio fratello più grande giocava e devo a lui molti consigli, mi accompagnava anche a fare gli allenamenti, mi ha dato un grande sostegno. E poi in casa eravamo tutti tifosi accesi del River Plate, ancora adesso se possiamo seguiamo le partite in tv, il tifo è qualcosa che non si cancella. Lo sa bene anche Tevez, lui ha giocato nel Boca e quindi, adesso, si può dire che dentro la Juve c’è un bel derby argentino: recentemente hanno perso loro, Carlitos mi deve offrire un bell’asado…». Che giocatore eri nell’infanzia? «In Argentina si pratica il fùtbol de potrero. Il calcio di strada, quello dei campi irregolari, con le pietre, l’erba spelacchiata. Giocavamo scalzi ma non ci interessava, quando vedi un pallone, non senti nulla e non guardi nient’altro. E impari tanto, tantissimo, senza filtri. Il dribbling, la furbizia, il coraggio nelle giocate e nei contrasti. È un calcio vivace, ti regala tanta esperienza in modo istintivo. Quando poi affronti il calcio vero ti sembra tutto più facile». Avevi un modello a cui ispirarti? «Quello che mi ha suggerito mio padre, l’idolo di casa: Ariel Ortega. Lo abbiamo seguito anche quando ha giocato in Italia, nella Sampdoria». E quando sei arrivato al River Plate? È stato il coronamento di un sogno? «È stata una grandissima soddisfazione. Io comunque sono portato a ragionare per obiettivi. Guai pensare che sei arrivato. Il River Plate è stato fondamentale, perché ho esordito in campionato a soli diciotto anni e per come mi ha testato in tanti ruoli diversi. All’epoca venivo utilizzato a sinistra, perché volevano che sfruttassi il destro quando facevo le finte a rientrare: se ci pensi è anche una difficoltà in più, ma è anche una possibilità per imparare qualcosa di nuovo. È anche grazie a quell’esperienza che ho capito quanto nel calcio di oggi sia fondamentale saperti disimpegnare in tanti ruoli. Io davanti li ho fatti quasi tutti: ala, trequartista, interno. A me piace attaccare, ma mi sono reso conto subito di quanto sia fondamentale impegnarsi nel riconquistare la palla e non essere egoista». Sei arrivato molto giovane in Italia. «E prima di quanto pensassi. La Serie A era sempre presente nei miei pensieri, se fai questo mestiere non puoi che guardare con attenzione a un campionato così importante. Però non mi aspettavo di arrivarci così in fretta. Quando si è ventilata la possibilità non ho avuto esitazioni. Ne ho parlato in famiglia e siamo stati tutti d’accordo che rappresentava un’occasione decisiva per dare una svolta alla mia carriera». Ci sono somiglianze tra il calcio italiano e quello del tuo Paese? «In Italia c’è sicuramente un’attenzione tattica che in Sudamerica non esiste. Non solo per la cultura degli allenatori. È la mentalità dei tifosi che ti fa vivere la partita in un modo speciale, molto offensivo e anche individuale. In un campo argentino senti che la gente ti spinge in avanti, è soddisfatta solo se interpreti la partita come una battaglia». Come ti sei trovato a Udine? «L’inizio non è stato facile. Sia chiaro: la città è perfetta, ti mette a tuo agio, ma io ho fatto un po’ di fatica ad ambientarmi. In più non giocavo tanto, perciò un po’ soffrivo. Però il mister Guidolin mi ha sempre tranquillizzato, confermandomi che avevo fatto la scelta giusta. E ho capito che tanto lavoro stava pagando quando ho fatto il mio esordio proprio in Scozia, in una partita di Champions League. Giocare nella manifestazione che guardavo in Argentina come una meta quasi inarrivabile… È stato indimenticabile. Tutto il resto è venuto dopo». Del resto tu hai una storia particolare con gli esordi… «Sì, è vero. In Serie A la mia prima partita l’ho giocata allo Juventus Stadium. C’era la neve, quel giorno, un freddo pazzesco. Ho sostituito Isla e, sinceramente, non ci ho capito granché… Decisamente più serena è stata la mia prima da titolare con la Juventus, guarda caso contro l’Udinese. Mi ha fatto un piacere immenso giocare proprio contro i miei ex compagni, perché conosco bene quanta voglia ci mettano per affrontare la gara a Torino, è una sfida elettrizzante e per me è stato un po’ come chiudere il cerchio aperto con il mio arrivo in Italia». Ma è davvero molto diverso giocare in una grande squadra come la Juve? «Se penso alle pressioni, devo dire che anche a Udine non mancavano. In Italia il calcio ti insegna subito ad assumerti le tue responsabilità, ogni gara è importante, c’è una forte attenzione mediatica, si analizza tutto. Ma quando sei in una squadra come la Juventus c’è qualcosa di particolare: il dovere di vincere sempre. È un pensiero fisso, a partire dalla settimana. Ogni energia viene spesa per questo obiettivo. Ed è meglio così. Perché giocare con grandi campioni ti rende le cose più facili. E a Torino ho capito che se stai attento a tutto – le giocate di Andrea, la grinta di Carlitos, gli insegnamenti del mister – ogni cosa può diventare possibile. Anche perché capisci subito che dopo tre scudetti nessuno è appagato, c’è una voglia di vincere che ti senti addosso». Oltre alla Juve un’altra tua conquista del 2014 è stata la nazionale. Sei entrato nell’Argentina vice campione del mondo… Che effetto ti fa? «In casa non ci credono ancora. Mi vedono giocare con Messi, Tevez, Aguero… Fantastico! Devo dire grazie alla Juventus e allo spazio che mi ha dato. Qui hai una visibilità che rappresenta una garanzia. È come se ci fosse una legge: se sei bravo nella Juve, lo sei anche per l’Argentina. Per questo sono stato convocato. Lo volevo fortemente, ma pensavo a tempi più lunghi». Personalmente ti ho trovato già perfettamente calato nella parte in Milan-Juventus. Terza giornata di campionato, primo big match e grande partita… «Io non isolo nessun episodio particolare. È l’insieme del lavoro che mi sta piacendo. Vedere che quello che proviamo in allenamento funziona poi in partita, come affrontiamo le partite, come stiamo crescendo. Fare una bella prestazione è importante, ma non è un episodio che ti fa sentire un giocatore da Juve, devi dimostrarlo in ogni momento». Perché hai scelto il numero 37 sulla maglia? «Me lo diedero al River Plate, senza una specifica ragione. Da allora è diventato un portafortuna e tutti i miei amici mi dicono che non devo assolutamente cambiarlo». Come ti prepari alle partite? «Sono un tipo molto tranquillo. Non ho particolari tensioni, semmai ho una gran desiderio che arrivi presto il momento della partita. In camera sono con Asamoah e ci alterniamo. Io gli presento la musica argentina che amo, lui quella africana. Si fanno delle belle scoperte, si conoscono pezzi nuovi. Poi, nell’imminenza della gara, mi carico con ritmi più accesi. Ho bisogno di ritmo. E poi via, fischio d’inizio e si gioca…». Come si evince da quest’intervista, si può dire che il primo anno in bianconero del Tucu è positivo. Allegri scopre il trequartista che cercava da sempre e un elemento che, subentrando a gara in corso, può spaccare la partita. Pereyra risponde con buone prestazioni, condite da gol importanti: come i due che segna al Verona nel giro di tre giorni (in Coppa Italia e in campionato), all’Empoli e alla Fiorentina (ancora campionato e nella fantastica rimonta in Coppa Italia) e, nel finale di stagione, al Napoli e ancora al Verona (con un meraviglioso tiro a giro). Gioca anche pochi minuti della sfortunata finale di Coppa dei Campioni, avendo sul piede l’occasione giusta per il meritato pareggio juventino. Ma ne esce un tiro debole e il pallone termina fra le braccia del portiere catalano, così come la coppa qualche minuto dopo. In totale, 52 presenze e 6 reti, uno scudetto e una Coppa Italia: un bottino per niente male. La stagione successiva è un calvario: un infortunio alla coscia destra (con relativa ricaduta), lo tiene fermo per più di tre mesi. In più, dopo l’inizio stentato della Juventus, Allegri abbandona la difesa a quattro e il trequartista per il consolidato 3-5-2 e per il Tucu lo spazio si riduce notevolmente. Ne risentono anche le sue prestazioni, sicuramente al di sotto le proprie possibilità, Le presenze sono solamente 16, i goal pari a zero e il suo contributo alle nuove vittorie è poco più che modesto. Cosicché, è ceduto al Watford poco prima della chiusura del mercato estivo. JUVENTIBUS.COM, DEL 19 AGOSTO 2016 LUCA MOMBLANO: La testa bassa. Lo sport nazionale adesso è ridicolizzarlo, ma Pereyra è solo figlio di un equivoco: guastatore a supporto dell’attacco, addirittura libero di svariare, può farlo solo in contesti che lavorano costantemente con 40 metri di campo aperto. La Juve non lo è (più). Nemmeno in Champions. Anche se nel calcio di Allegri quel contesto è una delle cinque armi principali. A Watford, se lo tengono d’occhio, può fare molto bene. Quella testa bassa, ad altissimi livelli, è davvero per pochi pochissimi eletti. MASSIMILIANO MINGIONI: Mancherà quel che poteva essere e non è stato, l’interruttore a rapido funzionamento per essere il dodicesimo ideale cambia partite, di personalità ed efficacia. Gli è mancato quasi tutto, quindi a noi mancherà quasi niente. EDOARDO SIDDI: Il primo Pereyra mi aveva fatto ben sperare. Utilizzato spesso e ovunque, pur non toccando mai livelli di eccellenza, era stato un giocatore importante a cui avrei assegnato un ruolo ancora più centrale nella stagione successiva, ove mi aspettavo miglioramenti in quei fondamentali in cui aveva difettato: capacità di prendere decisioni, ultimo passaggio, gestione di se stesso. Purtroppo gli infortuni l’hanno bloccato e il Pereyra 2.0 si è rivelato un flop. Giusto, dopo l’ultimo anno, salutarlo, ma al netto di tutto rimane un po’ di rammarico per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. Se l’upgrade fosse riuscito, l’argentino avrebbe potuto senz’altro dire la sua, continuando a essere il dodicesimo perfetto. E magari anche qualcosa in più. I “sarebbe potuto essere”, però, sono buoni solo per i romanzi. Nella realtà bene così, con un’operazione che anche dal punto di vista economico lascia soddisfatti. ALEX CAMPANELLI: In un’estate dai tanti addii, il Tucu è uno di quelli che riuscirò e riusciremo a metabolizzare meglio. Aveva, e ha tuttora, un grande potenziale da trequartista guastatore o mezzala brava a dribblare e portar palla, ma l’infortunio e le conseguenti panchine ne hanno arrestato una crescita che può riprendere solo grazie a spazi e fiducia che al momento la Juve non può garantirgli. CLAUDIO PELLECCHIA: Non mi mancherà il suo esser sempre mancante del centesimo per fare l’euro e la sua eccessiva fragilità muscolare. È un buon-ottimo giocatore, dalle potenzialità ancora inespresse, che in un contesto adeguato può fare bene (e glielo auguro di cuore) a patto di lavorare sui suoi limiti in fase di finalizzazione e lettura delle situazioni. In questa rosa non aveva più molto senso. FABRIZIO RENNA: Non mi mancherà il Pereyra dell’ultima stagione e di questo precampionato. Mai un’accelerazione, mai uno spunto, scelte di passaggio quasi sempre errate. Un’involuzione totale, se pensiamo all’ottimo contributo dato dal Tucu nella sua prima annata in bianconero, in cui veniva utilizzato spesso da Allegri a gara in corso per spaccare le partite. La cessione rappresenta la soluzione migliore, sia per lui che per la Juventus: il calciatore potrà ritrovarsi in un contesto diverso come quello del Watford, mentre la Juve incassa milioni e libera un posto in rosa. MATTEO VISCARDI: Non mi mancherà il suo errore in finale di Champions League! Quel goal avrebbe cambiato la sua storia bianconera. Mancherà invece da morire nelle riprese delle trasferte europee, quando con chilometri da attaccare può spaccarti partita e avversario. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2016/09/roberto-pereyra.html
  2. ROBERTO PEREYRA https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Pereyra Nazione: Argentina Luogo di nascita: San Miguel de Tucuman Data di nascita: 07.01.1991 Ruolo: Centrocampista Altezza: 182 cm Peso: 74 kg Nazionale Argentino Soprannome: El Tucuman - El Tucu Alla Juventus dal 2014 al 2016 Esordio: 30.08.2014 - Serie A - Chievo-Juventus 0-1 Ultima partita: 14.05.2016 - Serie A - Juventus-Sampdoria 5-0 68 presenze - 6 reti 2 scudetti 2 coppe Italia 1 supercoppa italiana Roberto Maximiliano Pereyra (San Miguel de Tucumán, 7 gennaio 1991) è un calciatore argentino, centrocampista dell'Udinese. È soprannominato El Tucumano o, con il diminutivo, El Tucu. Roberto Pereyra Pereyra al River Plate nel 2011 Nazionalità Argentina Altezza 182 cm Peso 74 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Udinese Carriera Giovanili 2006-2008 Cadetes 2008-2009 River Plate Squadre di club 2009-2011 River Plate 43 (0) 2011-2014 Udinese 84 (8) 2014-2016 Juventus 68 (6) 2016-2020 Watford 106 (16) 2020- Udinese 106 (16) Nazionale 2011 Argentina U-20 4 (0) 2014-2019 Argentina 19 (2) Palmarès Copa América Argento Cile 2015 Bronzo Brasile 2019 Caratteristiche tecniche La sua fonte d'ispirazione è Mauro German Camoranesi. È un destro naturale che in passato ha giocato spesso a sinistra. Il suo ruolo naturale rimane però quello di esterno destro con vocazione prettamente offensiva, in grado di coprire sia il ruolo di esterno offensivo di destra che sulla corsia opposta e, all'occasione, pure di mezz'ala. Nell'ultima stagione all'Udinese svolgeva i compiti di ala destra o di mezzala destra. Può essere schierato anche come interno di centrocampo o trequartista, ruolo che ammette di preferire. Dotato di buoni fondamentali tecnici, vanta una buona velocità, un buon dinamismo e un ottimo dribbling negli spazi stretti. Carriera Club River Plate Cresciuto nelle giovanili del River Plate, debutta in prima squadra il 16 maggio 2009, a poco più di 18 anni, nella sconfitta contro l'Huracán (0-4). Nella stagione 2009-2010 colleziona 15 presenze, quindi a partire dal torneo di Apertura 2010 entra a far parte stabilmente della formazione titolare. Nell'estate 2011 lascia il River Plate che in giugno era retrocesso in Primera B Nacional, prima volta nei 110 anni di storia del pluridecorato club di Buenos Aires. Udinese Il 30 agosto 2011 passa all'Udinese, che versa 2 milioni di euro al River Plate per il suo cartellino. Esordisce con la maglia dell'Udinese il 29 settembre 2011 nella sfida valida per la fase a gironi dell'Europa League 2011-2012 al Celtic Park contro il Celtic. Fa il suo debutto in Serie A in Juventus-Udinese (2-1) il 28 gennaio 2012, sostituendo Mauricio Isla all'85º minuto. Nelle partite successive mostra le sue buone qualità che gli permettono di sostituire in maniera positiva il compagno di reparto Dušan Basta nelle giornate in cui è infortunato. Il 29 aprile 2012 segna il suo primo gol con la maglia dei friulani contro la Lazio, per il definitivo 2-0. Nella stagione 2012-2013 Pereyra, complici anche le partenze di Isla e di Kwadwo Asamoah, diviene titolare nel modulo di Francesco Guidolin, ruolo che manterrà anche nella stagione successiva. Juventus Il 25 luglio 2014 viene prelevato dalla Juventus in prestito oneroso per 1,5 milioni di euro. Esordisce con la maglia bianconera il successivo 30 agosto a Verona, nella prima giornata di campionato vinta 1-0 contro il Chievo, subentrando ad Arturo Vidal. Segna il suo primo gol juventino il 15 gennaio 2015, nella gara di Coppa Italia vinta per 6-1 contro il Verona; nella stessa competizione andrà a segno nella semifinale di ritorno contro la Fiorentina (vinta per 3-0), contribuendo all'approdo della propria squadra in finale. Pereyra in azione con la maglia della Juventus nel 2015. Pur non ottenendo una maglia da titolare, il primo anno di Pereyra a Torino è molto positivo, venendo impiegato con continuità dall'allenatore Massimiliano Allegri, tanto da risultare tra i recordmen di presenze della stagione juventina: contribuisce alla vittoria di Scudetto e Coppa Italia, e scende in campo anche nella finale di Champions League, persa contro il Barcellona, subentrando a Vidal. Riscattato dal club piemontese il 23 giugno 2015 sottoscrivendo un contratto fino al 2019, l'annata 2015-2016 si rivela complicata, soprattutto a causa di un infortunio alla coscia destra, rimediato nel match casalingo contro l'Atalanta del 25 ottobre, e successiva ricaduta, che lo tiene lontano dai campi per circa quattro mesi. Una volta ristabilitosi, la lunga lontananza dal campo non gli permette di rientrare nelle dinamiche della squadra bianconera, che a fine stagione decide di non rinnovare la fiducia al calciatore. Lascia la Juventus dopo due anni, non prima di avere messo in bacheca il secondo double nazionale consecutivo più la Supercoppa italiana. Watford Il 20 agosto 2016 si trasferisce al Watford per 13 milioni di euro, più 2 di bonus. Resta con gli inglesi fino al giugno 2020, anno in cui gli Hornets retrocedono in Championship. Ritorno all'Udinese Il 28 settembre 2020 firma un triennale con l'Udinese, squadra con cui aveva già giocato dal 2011 al 2014. Il secondo esordio con l'Udinese avviene il 3 ottobre, nella partita casalinga persa con la Roma per 1-0. Il 6 gennaio 2021 ritrova il gol con i friulani, in occasione del pareggio per 2-2 in casa del Bologna. All'esordio stagionale in Coppa Italia 2021-2022, contro l'Ascoli Calcio segna una doppietta contribuendo alla vittoria per 3-1. Dopo aver inizialmente lasciato il club bianconero al termine della stagione 2022-2023, in seguito alla scadenza naturale del proprio contratto, Pereyra torna poi sui propri passi e l'11 settembre 2023, firma un nuovo contratto annuale con la squadra. Nazionale Ha partecipato ai Mondiali Under-20 nel 2011 con la nazionale argentina. Fa il suo esordio l'11 ottobre 2014 nella nazionale maggiore argentina, giocando da titolare nell'amichevole persa 2-0 contro il Brasile. Torna a vestire la maglia dell'Albiceleste l'11 ottobre 2018, nell'amichevole contro l'Iraq, segnando anche il suo primo gol in nazionale. Nell'ottobre del 2022 viene inserito dal CT Lionel Scaloni nella lista dei pre-convocati per i Mondiali di calcio in Qatar, non rientrando però nella rosa finale. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 2 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2015
  3. VINCENZO FIORILLO https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Fiorillo Nazione: Italia Luogo di nascita: Genova Data di nascita: 13.01.1990 Ruolo: Portiere Altezza: 191 cm Peso: 75 kg Nazionale Italiano B Soprannome: Il Falco di Oregina Alla Juventus dal 2014 al 2015 0 presenze - 0 reti Vincenzo Fiorillo (Genova, 13 gennaio 1990) è un calciatore italiano, portiere della Salernitana. Con 224 presenze complessive, è il portiere con più incontri giocati nella storia del Pescara. Vincenzo Fiorillo Fiorillo alla Sampdoria nel 2011 Nazionalità Italia Altezza 191 cm Peso 75 kg Calcio Ruolo Portiere Squadra Salernitana Carriera Giovanili ????-2004 Nuova Oregina 2004-2009 Sampdoria Squadre di club 2007-2010 Sampdoria 4 (-5) 2010 → Reggina 5 (-8) 2010-2011 Sampdoria 0 (0) 2011 → Spezia 8 (-11) 2011-2012 Sampdoria 0 (0) 2012-2013 → Livorno 28 (-26) 2013-2014 Sampdoria 5 (-13) 2014-2021 Pescara 200 (-280) 2021- Salernitana 1 (-5) Nazionale 2006-2007 Italia U-17 3 (-1) 2007-2008 Italia U-19 5 (-7) 2008-2011 Italia U-20 11 (-13) 2009 Italia U-21 3 (-4) 2012-2013 B Italia 3 (-2) Palmarès Europei di calcio Under-19 Argento Repubblica Ceca 2008 Giochi del Mediterraneo Argento Pescara 2009 Biografia È originario del quartiere genovese di Oregina, da cui trae il soprannome Falco di Oregina. Carriera Club Gli inizi: Sampdoria Inizia a giocare nella A.S.D. Nuova Oregina Calcio, per poi passare nel settore giovanile della Sampdoria. Nella stagione 2007-2008 viene aggregato alla prima squadra come terzo portiere. Il 10 aprile 2008 è tra gli artefici della vittoria della prima Coppa Italia Primavera nella storia della Sampdoria: nella finale giocata contro l'Atalanta para, dopo i tempi supplementari, due dei quattro rigori calciati dagli avversari. L'esordio in Serie A avviene all'età di 18 anni, il 13 aprile 2008, a Reggio Calabria, subentrando a Luca Castellazzi al 20' del secondo tempo di Reggina-Sampdoria (1-0). L'8 giugno conquista invece il primo Campionato Primavera della storia della Sampdoria, battendo l'Inter in finale (3-2). Nel febbraio 2009 disputa la finale del Torneo di Viareggio persa contro la Juventus, dove però viene eletto miglior portiere della manifestazione. Il 24 maggio 2009, alla sua seconda presenza in Serie A, esordisce da titolare allo Stadio Luigi Ferraris in Sampdoria-Udinese (2-2), e la settimana successiva viene di nuovo impiegato da titolare in Palermo-Sampdoria (2-2). Sampdoria ed i prestiti a Reggina e Spezia Nella stagione 2009-2010 viene promosso come secondo portiere dietro Castellazzi ma alla fine del girone di andata, nella finestra di mercato invernale, passa in prestito alla Reggina in Serie B attraverso uno scambio di prestiti con il portiere Mario Cassano. Esordisce con la nuova maglia il 16 gennaio 2010 in Reggina-Cesena (1-3). Disputa 5 partite ma a fine febbraio perde il posto da titolare a scapito di Pietro Marino che lo mantiene sino al termine della stagione. Nella stagione 2010-2011 fa ritorno alla Sampdoria, dove si trova a ricoprire il ruolo di terzo portiere dietro Curci e Da Costa. Il 5 gennaio 2011 si trasferisce in prestito allo Spezia in Lega Pro Prima Divisione. L'esordio con la maglia aquilotta avviene il 9 gennaio in occasione di Spezia-Reggiana (2-0). Ottiene 8 presenze in campionato fino alla fine della stagione. Nella stagione 2011-2012 torna di nuovo alla Sampdoria, appena retrocessa in Serie B. Ricopre ancora una volta il ruolo di terzo portiere, dietro Romero e Da Costa. La Sampdoria viene promossa in Serie A dopo i play-off, ma lui non ottiene nessuna presenza. Livorno Fiorillo al Livorno Il 4 agosto 2012 viene ceduto, in prestito con diritto di riscatto e controriscatto a favore della Samp, al Livorno in Serie B. Dall'8 ottobre, in occasione della gara Livorno-Spezia 1-5, nella quale subentra al 12º minuto a Savvas Gentsoglou in seguito all'espulsione di Luca Mazzoni, diventa titolare dei Labronici a causa del brutto infortunio subito dal collega di reparto. L'11 febbraio 2013 s'infortuna durante la partita Empoli-Livorno 2-1 ed è costretto a lasciare il campo al 40' del primo tempo. Il 9 marzo ritorna a difendere la porta degli amaranto in occasione di Livorno-Reggina 3-3 ma la sua prestazione è disastrosa dimostrandosi incerto in tutti i 3 gol dei calabresi. Conclude la stagione giocando in totale 28 partite di campionato, subendo 26 reti. Il 21 giugno la Sampdoria comunica di aver esercitato la contro-opzione relativa ai diritti sportivi del calciatore; così facendo Vincenzo torna alla società blucerchiata. Il ritorno alla Samp e la comproprietà alla Juve Alla Sampdoria per la stagione 2013-2014 ricopre il ruolo di secondo portiere dietro Da Costa, giocando le due partite di Coppa Italia (Sampdoria-Hellas Verona 4-1 e Roma-Sampdoria 1-0) e le ultime 5 giornate di campionato nelle quali subisce 13 reti. Il 31 gennaio 2014 la Sampdoria comunica la cessione della metà del cartellino del giocatore alla Juventus in cambio della metà del cartellino di Stefano Beltrame. Il 19 aprile il mister Siniša Mihajlović gli concede l'esordio stagionale in campionato facendolo giocare dal primo minuto la sfida Catania-Sampdoria (2-1). Il 19 giugno la Sampdoria comunica di aver rinnovato con la Juventus l'accordo di partecipazione relativo al calciatore. Pescara Il 22 luglio seguente passa in prestito al Pescara dove gioca 26 partite di Serie B piazzandosi all'ultimo posto nella Top 15 dei portieri di Serie B secondo una classifica stilata dalla Lega Serie B. Il 25 giugno 2015 la Juventus riscatta l'altra metà del cartellino di proprietà della Sampdoria, e il 24 luglio cede nuovamente in prestito il portiere genovese al Pescara. Disputa la sua seconda stagione da titolare, e contribuisce alla promozione in Serie A del Pescara, che vince i play-off. Nell'estate 2016 viene riscattato dal Pescara, ma con l'arrivo del portiere argentino Albano Bizzarri viene relegato a secondo portiere. Dalla stagione 2017-2018 ritorna primo portiere dei Delfini. In totale colleziona 224 presenze con la maglia degli abruzzesi, restandoci dal 2014 fino alla fine della stagione 2020-2021, conclusasi negativamente per la squadra con la retrocessione in Serie C. Con 224 presenze, è il settimo giocatore per presenze complessive nella storia del Pescara, nonché il primo come portiere di questa classifica. Salernitana Il 6 agosto 2021 viene ceduto alla Salernitana con cui firma un contratto quadriennale, tornando così nella massima serie dopo 4 anni di cadetteria. Debutta con i granata nella sconfitta esterna contro il Genoa per 1-0 (partita di Coppa Italia). Il 17 dicembre 2021 torna a giocare in Serie A nella sconfitta dei campani per 5-0 contro l'Inter. Inizialmente parte come secondo portiere alle spalle di Belec ma dopo l'acquisto di Luigi Sepe diventa il terzo. Nazionale Con l'Under-19 nel 2008 ha partecipato all'Europeo U-19, dove è stato giudicato miglior portiere della competizione. Il 25 marzo 2009 esordisce da titolare in Nazionale Under-21, con il tecnico Pierluigi Casiraghi, nell'amichevole Austria-Italia (2-2) giocata a Vienna. Dopo aver partecipato ai Giochi del Mediterraneo con l'Under-20, nel 2009 prende parte anche al Mondiale U-20 in Egitto, dove veste la fascia di capitano. Negli ottavi di finale contro la Spagna para un rigore decisivo; gli azzurri vengono poi eliminati ai quarti di finale dall'Ungheria. Il 15 novembre 2011 debutta con la Nazionale Under-21 di Serie B di Massimo Piscedda e risulterà essere uno dei migliori in campo nella vittoria per 1-2 contro la Russia. Palmarès Club Competizioni giovanili Campionato Primavera: 1 - Sampdoria: 2007-2008 Coppa Italia Primavera: 1 - Sampdoria: 2007-2008 Supercoppa Primavera: 1 - Sampdoria: 2008 Individuale Miglior Portiere dell'Europeo Under-19 2008 Miglior Portiere del Torneo di Viareggio 2009
  4. ELVIS KABASHI Nazione: Albania Luogo di nascita: Durres Data di nascita: 20.02.1994 Ruolo: Centrocampista Altezza: 177 cm Peso: 70 kg Nazionale Albanese Under-19 Soprannome: - Alla Juventus dal 2012 al 2013 Esordio: 03.04.2013 - Amichevole - Juventus-Asti 9-1 0 presenze - 0 reti Club career AC Reggiana 1919 Italy Midfielder 08/2022 - 06/2023 # 08/2021 - 08/2022 Calcio Como Midfielder 07/2019 - 08/2021 AC Renate Midfielder 01/2019 - 07/2019 Dinamo Bucureşti Midfielder 01/2018 - 06/2018 AS Livorno Midfielder 09/2017 - 12/2017 Viterbese Midfielder 07/2015 - 06/2017 US Pontedera Midfielder 08/2014 - 06/2015 FC Den Bosch Midfielder 01/2014 - 08/2014 Juventus II Midfielder 07/2013 - 01/2014 Pescara Calcio Midfielder 01/2013 - 06/2013 Juventus Midfielder 08/2012 - 06/2013 Juventus [Youth] Midfielder 07/2011 - 08/2012 Empoli FC [Youth] Midfielder 07/2010 - 06/2011 Empoli FC [Youth B] Midfielder https://www.worldfootball.net/player_summary/elvis-kabashi/
  5. ALESSANDRO VOGLIACCO https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Vogliacco Nazione: Italia Luogo di nascita: Acquaviva delle Fonti (Bari) Data di nascita: 14.09.1998 Ruolo: Difensore Altezza: 188 cm Peso: 82 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2016 Esordio: 22.10.2015 - Amichevole - Juventus-Olmo A.S.D. 3-0 0 presenze - 0 reti Alessandro Vogliacco (Acquaviva delle Fonti, 14 settembre 1998) è un calciatore italiano, difensore del Genoa. Alessandro Vogliacco Nazionalità Italia Altezza 188 cm Peso 82 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Genoa Carriera Giovanili 2007-2013 Bari 2013-2014 → Roma 2014-2018 Juventus Squadre di club 2018-2019 → Padova 1 (0) 2019-2021 Pordenone 56 (0) 2021 Genoa 0 (0) 2021-2022 → Benevento 27 (0) 2022- Genoa 1 (0) Nazionale 2013 Italia U-15 2 (0) 2013 Italia U-16 3 (0) 2014-2015 Italia U-17 5 (0) 2015 Italia U-18 1 (0) 2016-2017 Italia U-19 11 (0) 2017-2018 Italia U-20 3 (0) 2020-2021 Italia U-21 3 (0) Biografia Dalla relazione con Virginia Mihajlović, figlia dell'ex calciatore e allenatore Siniša Mihajlović ha avuto la figlia Violante. Caratteristiche tecniche Difensore dotato tecnicamente e bravo nel gioco aereo, abile nell'impostazione del gioco e con un ottimo senso della posizione, ha dichiarato di ispirarsi a Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci; molto duttile, può essere impiegato sia in posizione centrale che come terzino. Carriera Club Cresciuto nel settore giovanile del Bari, nel 2013 si trasferisce alla Roma, con cui resta per una stagione; nel 2014 passa alla Juventus. Con la formazione Primavera del club bianconero vince il Torneo di Viareggio nel 2016. Il 17 agosto 2018 passa in prestito al Padova, con cui il 24 novembre esordisce tra i professionisti, nella partita di campionato persa per 0-1 contro il Carpi. Dopo aver collezionato solo una presenza con i veneti, il 21 gennaio 2019 viene ceduto, sempre a titolo temporaneo, al Pordenone; con il club friulano conquista la prima storica promozione in Serie B e vince la Supercoppa di Serie C. Il 24 luglio viene acquistato a titolo definitivo dai ramarri, con cui firma un triennale. Il 13 agosto 2021 viene acquistato dal Genoa, che contestualmente lo cede in prestito al Benevento. Nazionale Dopo aver collezionato presenze con tutte le nazionali giovanili, il 13 ottobre 2020 esordisce con l'Under-21 in occasione della partita di qualificazione all'Europeo del 2021 vinta per 2-0 contro l'Irlanda. Palmarès Club Competizioni nazionali Serie C: 1 - Pordenone: 2018-2019 (girone B) Supercoppa di Serie C: 1 - Pordenone: 2019 Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2016
  6. EDOARDO GOLDANIGA https://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Goldaniga Nazione: Italia Luogo di nascita: Milano Data di nascita: 02.11.1993 Ruolo: Difensore Altezza: 186 cm Peso: 87 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus nel 2014 0 presenze - 0 reti Edoardo Goldaniga (Milano, 2 novembre 1993) è un calciatore italiano, difensore del Cagliari. Edoardo Goldaniga Nazionalità Italia Altezza 186 cm Peso 87 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Cagliari Carriera Giovanili 2008-2010 Pizzighettone 2012-2013 Palermo Squadre di club 2010-2012 Pizzighettone 63 (1) 2013-2014 → Pisa 30 (1) 2014-2015 → Perugia 35 (3) 2015-2017 Palermo 45 (4) 2017-2018 Sassuolo 13 (1) 2018-2019 → Frosinone 29 (1) 2019-2021 → Genoa 38 (1) 2021-2022 Sassuolo 1 (0) 2022- Cagliari 12 (0) Nazionale 2013-2014 Italia U-20 3 (0) 2014 Italia U-21 2 (0) Biografia Il nonno di Edoardo, Giacinto Goldaniga, ha giocato come attaccante nel Fanfulla e nel Genoa, esordendo in Serie A con la maglia dell'Atalanta. Il 19 febbraio 2016 a Soncino il padre Andrea rimane coinvolto in un incidente, in cui perde la vita. Caratteristiche tecniche Fin dall'inizio della sua carriera Goldaniga è stato impiegato come difensore centrale, preferibilmente in una difesa a 4, anche se ha dimostrato di sapersi destreggiare senza eccessive difficoltà come elemento di centro e centro-destra in una difesa a 3. Raramente è stato utilizzato anche come terzino, sia in fascia destra che sinistra, con risultati però al di sotto delle aspettative visto che sull'esterno non riesce a sfruttare al meglio le proprie caratteristiche fisiche e tecniche. Fisicamente ben strutturato, è un ottimo colpitore di testa, dotato di un grande senso della posizione che gli permette facilmente di arrivare in anticipo sugli attaccanti e di spezzare le manovre offensive degli avversari. Riesce inoltre a far pesare la sua bravura nel gioco aereo anche nella metà campo avversaria, rendendosi spesso pericoloso in occasione dei corner o delle punizioni laterali a favore della sua squadra. Oltre a queste doti di colpitore di testa e di lettura del gioco avversario, è dotato di una buona velocità di base, soprattutto per quanto riguarda la fase di allungo. Carriera Giovanili con Pizzighettone e Palermo Goldaniga ha esordito in Serie D nel 2010 col Pizzighettone, squadra che dapprima l'aveva accolto nelle giovanili. Notato dal Palermo, dall’allora direttore generale Giorgio Perinetti, in una partita col club lombardo, è stato successivamente acquistato dalla squadra siciliana il 18 luglio 2012, per 120.000 euro. Nonostante sia stato aggregato nella rosa, non ha totalizzato alcuna presenza nella stagione 2012-2013 e in Coppa Italia. È stato spesso convocato quando il club era sotto la guida di Gian Piero Gasperini, ma al dunque è rimasto in panchina e quindi non ha debuttato in campo. Il giocatore non verrà mai impiegato in una partita di campionato, sia sotto la guida tecnica di Gasperini, che di Giuseppe Sannino e di Alberto Malesani. Poco dopo il suo trasferimento ai rosanero si unisce quindi alle giovanili dell'omonima società, giocando così nella formazione Primavera. Al termine della stagione - conclusasi con la retrocessione in Serie B - lascia le giovanili. Prende parte alla partita valida per il secondo turno di Coppa Italia contro la Cremonese, vinto 2-1 l’11 agosto 2013, quando il Palermo è stato allenato da Gennaro Gattuso, ma anche in questa partita il giocatore rimane in panchina. Juventus e i prestiti al Pisa e al Perugia Goldaniga, dopo la sua esperienza in rosanero conclusa soltanto tra Primavera e panchine, il 12 agosto, sempre del 2013, viene girato in prestito al Pisa, in Lega Pro Prima Divisione, per la stagione 2013-2014. Durante la sessione di calciomercato invernale, nel gennaio del 2014, metà del suo cartellino (il 50%) è stato acquistato dalla Juventus, in compartecipazione dal Palermo, che lo ha fatto rimanere al Pisa fino al termine della stagione. Successivamente, nell'estate seguente, Palermo e Juve lo hanno ceduto in prestito al Perugia, neopromosso in Serie B, nella stagione 2014-2015. Il difensore ha preso parte anche ai play-off, sia con i toscani che con gli umbri, entrambi persi (il Pisa è stato sconfitto in semifinale dal Frosinone mentre in Serie B il Perugia è stato eliminato nel turno preliminare dal Pescara). I piemontesi, in seguito alla fine del campionato, cedono tutti i diritti sul giocatore nell'estate del 2015, nell'ambito dell'affare di Paulo Dybala. Seppur il cartellino di Goldaniga sia stato in parte anche dei bianconeri, non ha mai esordito con la maglia di tale squadra. Ritorno al Palermo Terminati i prestiti e risolta la compartecipazione a favore dei siciliani ritorna al Palermo. L'esordio in Serie A avviene il 30 agosto 2015, alla seconda giornata, in Udinese-Palermo 0-1 subentrando al 65' al posto di Andrea Rispoli. Il 22 novembre 2015 ha segnato la sua prima rete nella massima serie, alla quarta presenza (la prima da titolare), in Lazio-Palermo terminata sul punteggio di 1-1. Il 12 dicembre segna il suo secondo gol con i rosanero, sbloccando la partita contro il Frosinone poi vinta dal Palermo per 4-1. Sassuolo Il 29 luglio 2017 si trasferisce a titolo definitivo al Sassuolo, assieme al compagno di squadra - di ruolo portiere - Leonardo Marson. Costretto a fermarsi per un'ernia inguinale durante il mese di settembre, non riesce ad esordire in squadra sotto la gestione di Cristian Bucchi. Il suo esordio con la maglia del Sassuolo è avvenuto il 29 novembre 2017, congiuntamente alla prima apparizione di Giuseppe Iachini, suo allenatore ai tempi rosanero, subentrato a Bucchi, giocando da titolare la partita contro il Bari, valida per il quarto turno di Coppa Italia e vinta per 2-1 dai neroverdi. La prima presenza in Serie A con la formazione emiliana, invece, è arrivata domenica 3 dicembre, sempre da titolare, in un'inedita difesa a tre formata insieme ai compagni Cannavaro e Acerbi. La gara disputata è stata giocata al Franchi contro la Fiorentina ed è stata vinta per 3-0 dai viola. Il 10 dicembre successivo, alla seconda presenza di campionato, segna la sua prima rete in maglia neroverde, del momentaneo vantaggio 1-0, nella partita contro il Crotone; la partita è poi terminata 2-1 per il club emiliano. Il 27 gennaio 2018, nell'ultimo minuto di recupero del secondo tempo, alla sconfitta casalinga contro l'Atalanta per 0-3, ha rimediato la sua prima espulsione. Al termine della stagione contribuisce alla salvezza della compagine emiliana. Frosinone e Genoa Il 15 luglio 2018 si trasferisce ufficialmente in prestito al Frosinone neopromosso in Serie A. Esordisce con i ciociari il 12 agosto in Coppa Italia, nella partita casalinga col Südtirol, persa per 2-0. Segna il suo primo gol il 5 ottobre nella partita col Torino, persa per 3-2. Al termine della stagione ritorna al Sassuolo, che il 2 settembre 2019 lo cede in prestito al Genoa. Non trova molto spazio con i liguri all'inizio, al rientro dopo il lockdown diviene titolare della retroguardia genoana realizzando pure il suo primo gol con i rossoblù l'8 luglio 2020, siglando il momentaneo pareggio nella partita persa in casa col Napoli (1-2). Il 16 settembre 2020 il prestito viene prolungato per un altro anno. Chiude l'esperienza rossoblu con 39 presenze totali ed una rete. Ritorno al Sassuolo e Cagliari Nell'estate del 2021 torna al Sassuolo con cui torna a giocare uno spezzone di gara, che sarà anche l'unico, il 17 ottobre, entrando all'ultimo minuto della partita pareggiata per 2-2 contro il Genoa. Nel mercato invernale, il 12 gennaio 2022, si trasferisce a titolo definitivo al Cagliari, sottoscrivendo un contratto valido fino al 30 giugno 2024. Il 13 agosto 2022 nella prima giornata di serie b contro il Como porta per la prima volta la fascia da capitano al braccio.
  7. FEDERICO MATTIELLO https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Mattiello Nazione: Italia Luogo di nascita: Barga (Lucca) Data di nascita: 14.07.1995 Ruolo: Difensore-Centrocampista Altezza: 184 cm Peso: 70 kg Nazionale Italiano Under-20 Soprannome: - Alla Juventus dal 2014 al 2015 e dal 2016 al 2017 Esordio: 09.11.2014 - Serie A - Juventus-Parma 7-0 Ultima partita: 15.01.2015 - Coppa Italia - Juventus-Verona 6-1 3 presenze - 0 reti 1 scudetto 1 coppa Italia Federico Mattiello (Barga, 14 luglio 1995) è un calciatore italiano, difensore o centrocampista svincolato. Federico Mattiello Nazionalità Italia Altezza 184 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Difensore, centrocampista Squadra svincolato Carriera Giovanili 2001-2005 Valdottavo 2005-2009 Lucchese 2009-2014 Juventus Squadre di club 2014-2015 Juventus 3 (0) 2015-2016 → Chievo 4 (0) 2016-2017 Juventus 0 (0) 2017-2018 → SPAL 29 (0) 2018 Atalanta 0 (0) 2018-2019 → Bologna 17 (1) 2019-2020 → Cagliari 18 (0) 2020-2021 → Spezia 1 (0) 2021-2022 Atalanta 0 (0) 2022 → Alessandria 12 (0) 2022-2023 Go Ahead Eagles 6 (0) Nazionale 2010-2011 Italia U-16 6 (1) 2011-2012 Italia U-17 8 (0) 2014-2015 Italia U-20 4 (0) Biografia Ha praticato il tennis fino all'età di quattordici anni, per poi passare al calcio. Caratteristiche tecniche Preciso nei cross, dotato di un tiro potente nonché di velocità, è un terzino in grado di giocare su entrambe le fasce, che all'occorrenza può ricoprire anche il ruolo di esterno alto. Calciatore molto promettente agli inizi della carriera, ha avuto un percorso di crescita fortemente condizionato da alcuni gravi infortuni. Carriera Club Juventus, Chievo e SPAL Muove i suoi primi passi da calciatore nel Valdottavo, dove gioca per quattro anni prima di passare alla Lucchese. In seguito entra nel settore giovanile della Juventus, dove con la formazione Primavera vince nel 2013 dapprima la Coppa Italia — realizzando, nella finale di ritorno, la decisiva rete ai pari età del Napoli nei supplementari — e poi la Supercoppa di categoria. Aggregato alla prima squadra, esordisce in Serie A il 9 novembre 2014 in Juventus-Parma (7-0), sostituendo Marchisio nel finale di gara; complice l'espulsione di Padoin, viene schierato nuovamente la settimana successiva contro la Lazio. Il 2 febbraio 2015 passa in prestito al Chievo. Esordisce con i clivensi il 15 dello stesso mese contro la Sampdoria, sostituendo Schelotto al 66'. Si conquista in breve un posto da titolare nell'undici clivense, tuttavia l'8 marzo seguente, a seguito di un contrasto con il romanista Nainggolan, riporta una frattura esposta di tibia e perone che lo tiene lontano dai campi per sette mesi, chiudendo anzitempo la sua prima stagione da professionista. Il 3 luglio 2015 il Chievo si accorda con la Juventus per il rinnovo del prestito del giocatore. Torna in campo il 19 ottobre seguente, giocando da titolare a Marassi nella sfida persa 2-3 contro il Genoa. Solo tre giorni dopo, tuttavia, dopo uno scontro di gioco in allenamento subisce una nuova frattura, questa volta composta, della stessa gamba giá infortunatasi nel precedente marzo. Dopo aver trascorso la stagione 2016-2017 nei ranghi della Juventus, non scendendo mai in campo in quanto alle prese col recupero dall'infortunio, il 3 luglio 2017 viene ceduto a titolo temporaneo alla neopromossa SPAL, con cui colleziona 17 presenze nella prima metà di campionato; il 31 gennaio 2018 viene ceduto a titolo definitivo all'Atalanta, che contestualmente lo lascia in prestito a Ferrara fino al termine della stagione. Terminata l'esperienza con gli estensi, il 20 luglio 2018 la società bergamasca lo dirotta in prestito al Bologna. Con la maglia rossoblù, il successivo 23 settembre mette a segno il suo primo gol in carriera, aprendo le marcature nella vittoria casalinga di campionato sulla Roma (2-0). Tornato a Bergamo a fine stagione, il 10 luglio 2019 viene ceduto, nuovamente in prestito, al Cagliari. Il 15 settembre 2020 viene ceduto ancora in prestito, questa volta allo Spezia neopromosso in massima serie, con cui raggiunge la salvezza. Comincia la stagione 2021-2022 nei ranghi dell'Atalanta, senza tuttavia maturare presenze in maglia nerazzurra, prima di essere ceduto nel mercato di gennaio all'Alessandria, in Serie B, dove chiude l'annata. Concluso il suo contratto con la società orobica, il 5 settembre 2022 Mattiello si accorda con gli olandesi del Go Ahead Eagles, club di Eredivisie. Quattro giorni dopo, esordisce nel campionato olandese, subentrando nei minuti finali della vittoriosa trasferta contro il Volendam. Tuttavia, dopo aver collezionato alcune presenze con la squadra giallorossa lungo la stagione, il 5 maggio 2023 Mattiello risolve il proprio contratto di comune accordo con la società, a causa di ragioni personali. Nazionale Conta 18 apparizioni con le selezioni giovanili azzurre: 6 gare e una rete (l'unica con la maglia azzurra, siglata contro i pari età dell'Ucraina il 16 ottobre 2010) con la Nazionale Under-16, otto presenze con l'Under-17 e quattro con l'Under-20. Palmarès Club Competizioni giovanili Coppa Italia Primavera: 1 - Juventus: 2012-2013 Supercoppa Primavera: 1 - Juventus: 2013 Competizioni nazionali Campionato italiano: 1 - Juventus: 2016-2017 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2016-2017
  8. STEFANO STURARO Il mercato di gennaio, detto anche di “riparazione”, difficilmente offre opportunità convenienti. Va da sé che anche Marotta-Paratici abbiano sempre trovato qualche difficoltà di troppo a reperire giocatori validi. Da acquisti boom (come Barzagli e Cáceres, Matri e Padoin) a veri e propri flop (su tutti Bendtner e Anelka, Borriello e Osvaldo oppure Rincón). Difficilmente collocabile fra i primi o fra i secondi, troviamo Stefano Sturaro da Sanremo, dove è nato il 9 marzo del 1993. Approda sulle rive del Po nel febbraio del 2015, proveniente dal Genoa, dove si è messo in luce con ottime prestazioni. «Sono andato via da casa a diciassette anni, ho avuto un sacco di guai fisici fin da ragazzino. Avevo un osso in più all'attacco della tibia in entrambi i piedi, che dopo una ventina di minuti di partita si gonfiavano tanto da costringermi a smettere. Avevo dolore, ero spaventato e arrabbiato. È passata quando mi hanno operato. Prima a un piede e poi a un altro, altrimenti sarei dovuto stare su una sedia a rotelle per mesi, e non volevo. Così ho passato un anno sulle stampelle, ma almeno ero in piedi. Sono esperienze che ti cambiano e ti rendono più duro. Devo ringraziare il Genoa, mister Gasperini che mi volle con sé. Se non fossi tornato nella società dove ero cresciuto, ora sarei a lavorare da qualche parte». Giocatore di quantità e di sostanza, che fa del sacrificio e della corsa il suo punto di forza, viene richiesto da Allegri per aumentare la fisicità del centrocampo bianconero. «Il mio piede è il destro, ma anche con il sinistro me la cavo – dice il giorno della presentazione – corro volentieri per i compagni e posso adattarmi a più sistemi di gioco se l'allenatore me lo chiede. Mi adatto a vari moduli. Non ho un ruolo fisso, posso giocare ovunque a metà campo. E non ho nemmeno un solo modello: ho preso spunto da tanti giocatori del passato e del presente. Il mio obiettivo? Ora voglio entrare bene in questo gruppo e in questa società per partire alla grande il prossimo anno e poter dare il mio contributo». Una quindicina di presenza sono il suo bottino condito con un bellissimo goal al Napoli, nell’ininfluente partita vinta dalla Juventus per 3-1. E, soprattutto, una sontuosa partita contro il Real Madrid a Torino. Infatti, un suo clamoroso salvataggio su James Rodríguez a porta spalancata, permette alla compagine bianconera di battere le Merengues per 2-1 e approdare, dopo l’1-1 al Bernabéu, alla finale di Champions League. «Avevo capito che avrei giocato alla vigilia – racconta al fischio finale – però non avevo la certezza. Io il nuovo Gattuso? Paragone lusinghiero, ma io sono Sturaro e basta». È la stagione successiva quella della consacrazione. Allegri gli concede spesso e volentieri fiducia e il sanremese lo ripaga con ottime prestazioni. Soprattutto in campo internazionale, dove fa spicco il goal realizzato al Bayern Monaco, rete che fissa il punteggio sul 2-2, dopo il doppio svantaggio bianconero. «Non mi aspettavo di certo il goal – spiega nelle interviste del dopo partita – ma io in partita cerco sempre di dare il massimo e a volte capita di avere fortuna. È il mio primo goal in Champions ed è un’emozione che mi porterò per sempre». Qualche gioia anche con la Nazionale, con la quale disputa la sfortunata semifinale contro la Germania a Euro 2016. Nel campionato 2016-17 comincia un lento declino. Sballottato in diversi ruoli (da centrocampista a esterno a terzino), colleziona prestazioni mediocri e sono tante le volte che guarda i compagni giocare. Fino ad arrivare all’inevitabile separazione, che avviene nell’estate del 2018. Per il buon Stefano, comunque, la soddisfazione di aver vinto quattro scudetti e quattro Coppa Italia e l’aver indossato per una novantina di volte la gloriosa casacca bianconera. «Fino alla fine ho dato tutto per i colori bianconeri, ormai parte del mio DNA. Orgoglioso di aver sudato e gioito insieme. Importante continuare a crescere. Un grazie particolare va a tutti ragazzi della curva, porterò sempre con me il vostro affetto e sostegno», il suo saluto finale. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2019/03/stefano-sturaro.html
  9. STEFANO STURARO https://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Sturaro Nazione: Italia Luogo di nascita: Sanremo (Imperia) Data di nascita: 09.03.1993 Ruolo: Centrocampista Altezza: 181 cm Peso: 79 kg Nazionale Italiano Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2018 Esordio: 14.03.2015 - Serie A - Palermo-Juventus 0-1 Ultima partita: 19.05.2018 - Serie A - Juventus-Verona 2-1 90 presenze - 3 reti 4 scudetti 4 coppe Italia 1 supercoppa italiana Stefano Sturaro (Sanremo, 9 marzo 1993) è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico delle giovanili del Catania. Stefano Sturaro Sturaro in azione alla Juventus nel 2016 Nazionalità Italia Altezza 181 cm Peso 79 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Catania (Giovanili) Termine carriera 16 luglio 2025 - giocatore Carriera Giovanili 2002-2008 Sanremese 2008-2012 Genoa Squadre di club 2012-2013 → Modena 8 (0) 2013-2015 Genoa 29 (1) 2015-2018 Juventus 90 (3) 2018-2019 → Sporting Lisbona 0 (0) 2019-2021 Genoa 27 (3) 2021 → Verona 10 (0) 2021-2023 Genoa 43 (0) 2023-2024 Fatih Karagümrük 11 (1) 2024-2025 Catania 19 (0) Nazionale 2011 Italia U-18 4 (1) 2011-2012 Italia U-19 6 (0) 2014-2015 Italia U-21 6 (1) 2016 Italia 4 (0) Carriera da allenatore 2025- Catania Giovanili Biografia Nato da padre diabetologo e madre veterinaria, ha due fratelli, uno dei quali, Fabio, ha tentato assieme a lui la strada del calcio nel vivaio del Genoa. Alle superiori aveva iniziato a studiare agraria con l'intenzione di divenire floricoltore, prima di cambiare obiettivo e provare la carriera di calciatore una volta entrato nel settore giovanile genoano. Caratteristiche tecniche Giocatore di quantità e sostanza, in campo punta soprattutto su corsa, carattere e spirito di sacrificio, vantando comunque una discreta tecnica di base. Destro naturale, ma a suo agio anche con il sinistro, predilige giocare davanti alla difesa poiché abile sia a recuperare palla sia ad avviare l'azione. Nato mezzala, è stato impostato come centrocampista puro da Ivan Jurić, suo tecnico nelle giovanili del Genoa, adattandosi indifferentemente a giocare in un reparto a 3, 4 o 5 elementi; questa duttilità gli permette di essere impiegato in ogni zona della metà campo. All'occorrenza può venire arretrato in difesa, come centrale o terzino, o ancora avanzato a esterno d'attacco, in quest'ultimo caso sfruttando la sua propensione a cercare l'inserimento in area per concludere a rete. Carriera Club Sanremese, Genoa e Modena Cresciuto nella Sanremese, nella cui formazione Giovanissimi entra all'età di 9 anni, dopo falliti provini con Reggina e Torino approda a 15 anni nel vivaio del Genoa. Nonostante un difficile impatto alla prima esperienza lontano da casa, nonché a frequenti malanni fisici – «avevo un osso in più all'attacco della tibia in entrambi i piedi, che dopo una ventina di minuti di partita si gonfiavano tanto da costringermi a smettere» – risolti con due operazioni e un anno passato sulle stampelle, con la squadra Primavera del grifone vince nel 2010 la supercoppa di categoria, iniziando a farsi notare come uno dei migliori elementi dei liguri. Nell'estate 2012, a 19 anni, è ceduto in prestito al Modena, in Serie B. Complici due gravi infortuni, ottiene solo 8 presenze in campionato e 2 in Coppa Italia con la maglia dei canarini. Tornato in rossoblù per volontà di Gian Piero Gasperini, il quale decide di puntare su di lui nonostante l'annus horribilis da cui è reduce, esordisce in Serie A il 25 agosto 2013, a 20 anni, subentrando all'89' di Inter-Genoa (2-0). Il 2 marzo 2014 segna il suo primo gol in Serie A, quello del definitivo 2-0 per il grifone nella vittoria casalinga sul Catania. Complice l'infortunio del compagno di squadra Matuzalém, si ritaglia sempre più spazio nel girone di ritorno, chiudendo il campionato con 16 presenze e 1 gol. Nel luglio 2014 viene ceduto a titolo definitivo alla Juventus per 5,5 milioni di euro (più 3,5 di bonus); contestualmente viene sottoscritto un prestito annuale gratuito in favore del club ligure. Gioca la sua ultima partita con il Genoa il 31 gennaio 2015, nell'1-1 contro la Fiorentina, propiziando l'autogol del portiere avversario Tătărușanu che sblocca il risultato. In questa prima parte di stagione gioca 15 partite tra campionato e Coppa Italia. In tutto, con la maglia rossoblù mette insieme 31 presenze e 1 gol. Juventus A differenza degli accordi estivi, nel febbraio 2015 si trasferisce a Torino con un semestre di anticipo. Debutta con i bianconeri il 14 marzo seguente, giocando da titolare nella vittoriosa trasferta (0-1) di campionato contro il Palermo, mentre il 14 aprile esordisce nelle coppe europee, entrando nel secondo tempo della partita di andata dei quarti di Champions League tra Juventus e Monaco (1-0); il 5 maggio seguente gioca poi la sua prima partita da titolare nella massima competizione europea per club, la semifinale di andata vinta 2-1 sul Real Madrid. Il 23 dello stesso mese trova anche il primo gol in maglia juventina, in campionato, nel 3-1 casalingo al Napoli. La stagione 2014-2015, in cui Sturaro si divide tra Genova e Torino, si conclude con la conquista in bianconero dello scudetto e della Coppa Italia, i primi trofei della sua carriera professionistica; con i piemontesi prende inoltre parte, senza scendere in campo, alla finale di Champions League persa contro il Barcellona. L'8 agosto 2015 gioca da titolare a Shanghai la Supercoppa di Lega vinta 2-0 contro la Lazio, servendo l'assist a Mandžukić per la rete che sblocca il risultato. Tuttavia da qui in avanti Sturaro non riesce più a confermare le positive impressioni che aveva destato nel semestre d'esordio in bianconero, finendo relegato tra le seconde linee della squadra. Nel prosieguo dell'annata 2015-2016 trova comunque il suo primo gol in Champions League, il 23 febbraio a Torino, siglando il definitivo 2-2 nell'andata degli ottavi di finale contro il Bayern Monaco. Chiude la sua seconda annata a Torino bissando il double nazionale. Nella stagione successiva disputa da titolare il match di Supercoppa italiana contro il Milan, che vede i bianconeri sconfitti ai tiri di rigore. Alla fine dell'annata conquista il suo terzo scudetto (il sesto consecutivo per la squadra piemontese) e la sua terza Coppa Italia; raggiunge inoltre la sua seconda finale di Champions League, anche stavolta senza tuttavia scendere in campo, dove la Juventus viene sconfitta dal Real Madrid. Nell'ultima stagione a Torino, 2017-2018, mette in bacheca il quarto double di fila, ma vede anche ridursi ulteriormente il suo minutaggio, finendo definitivamente ai margini della rosa bianconera. Sporting Lisbona, ritorno al Genoa, Verona Nell'estate 2018 Sturaro si trasferisce in Portogallo, ceduto in prestito allo Sporting Lisbona. Alle prese con la riabilitazione da un serio infortunio, tuttavia, Sturaro non riesce a scendere mai in campo per tutta la durata dell'esperienza lusitana. Nel gennaio 2019 rientra quindi anzitempo alla Juventus, che contestualmente lo cede in prestito oneroso per 1,5 milioni di euro al Genoa, dove il centrocampista fa ritorno dopo quattro anni; il febbraio seguente, benché il giocatore non abbia ancora disputato una gara con il nuovo club, scatta l'obbligo di riscatto per 16,5 milioni di euro. Fa il suo secondo debutto con i liguri il 17 marzo 2019, nella vittoria di campionato a Marassi proprio contro la Juventus (2-0), trovando nell'occasione la rete che apre le marcature. Tuttavia nelle settimane seguenti un nuovo infortunio, stavolta al legamento crociato anteriore del ginocchio destro, lo relega nuovamente in infermeria per lungo tempo, chiudendo anzitempo la stagione e potendo tornare a giocare solo nell'autunno seguente. Il 25 novembre 2019, nella trasferta di campionato sul terreno della SPAL (1-1), bagna il suo ritorno in campo segnando il gol del definitivo pareggio. Rimane a Genova fino al gennaio 2021, quando si trasferisce al Verona con la formula del prestito con diritto di riscatto a 10 milioni di euro. Nel semestre in Veneto raggiunge la salvezza con la formazione scaligera, prima di fare ritorno in pianta stabile al Genoa per la stagione 2021-2022, senza tuttavia riuscire a evitare la retrocessione rossoblù in Serie B. Dall'estate 2022, stante la partenza di Domenico Criscito, diventa il nuovo capitano genoano: pur non riuscendo a conseguire una titolarità certa, dà il suo contributo all'immediato ritorno del grifone in Serie A. In questa terza esperienza in maglia rossoblù raccoglie 45 presenze nell'arco di un biennio, non rinnovando il contratto in scadenza nel giugno 2023. Fatih Karagümrük e Catania Il 21 agosto 2023 si accorda da svincolato con il Fatih Karagümrük, società della massima serie turca. Dopo un semestre a Istanbul, fatto di 12 presenze e un gol tra campionato e Coppa di Turchia, il 16 gennaio 2024 decide di risolvere il proprio contratto con il club. Il giorno seguente torna in Italia venendo ingaggiato dal Catania, in Serie C; per volere dell'allenatore Cristiano Lucarelli, inoltre, riceve la fascia di capitano del sodalizio etneo, stante l'assenza dai campi del capitano designato Francesco Rapisarda. Debutta in maglia rossazzurra l'11 febbraio 2024, nella gara interna contro la Casertana, rimediando un'espulsione. Nazionale Il 24 aprile 2014 viene convocato per la prima volta nell'Italia Under-21 dal commissario tecnico Luigi Di Biagio. Fa il suo esordio con la maglia degli azzurrini il successivo 4 giugno, nell'amichevole vinta 4-0 a Castel di Sangro contro i pari età del Montenegro, mentre il 9 settembre dello stesso anno va in gol nel 7-1 a Cipro, nella gara valida per le qualificazioni europee giocata sempre a Castel di Sangro. Prende poi parte nel 2015 all'Europeo Under-21 in Repubblica Ceca: un torneo condotto sottotono da Sturaro rispetto alle premesse della vigilia, ricevendo un'espulsione per un fallo di reazione nella prima partita del girone, persa 2-1 contro la Svezia, che gli costa tre giornate di squalifica e pone fine anzitempo al suo torneo continentale, data l'eliminazione degli italiani nella fase a gironi. In precedenza, il 14 novembre 2014 aveva ricevuto la prima convocazione nell'Italia da parte del commissario tecnico Antonio Conte, per l'amichevole contro l'Albania disputata quattro giorni dopo a Genova, senza debuttare. Pur non prendendo parte alle qualificazioni europee, il 31 maggio 2016 viene inserito da Conte nella rosa dei 23 convocati per il campionato d'Europa 2016 in Francia. Il 6 giugno seguente fa il suo esordio in nazionale A, nel corso dell'amichevole di Verona vinta 2-0 sulla Finlandia, subentrando al 64' a Giaccherini. Il 17 dello stesso mese, debutta nell'Europeo giocando gli ultimi minuti della sfida del primo turno vinta 1-0 contro la Svezia. Cinque giorni dopo scende in campo per la prima volta da titolare in maglia azzurra, nell'ininfluente sconfitta 0-1 contro l'Irlanda; per via delle assenze di De Rossi e Thiago Motta, è schierato nuovamente dal primo minuto nella gara dei quarti di finale contro la Germania, conclusasi con l'eliminazione azzurra ai tiri di rigore. Dopo il ritiro Nella stagione 2025-2026 intraprende la carriera di allenatore nel settore giovanile del Catania. Palmarès Club Competizioni giovanili Supercoppa Primavera: 1 - Genoa: 2010 Competizioni nazionali Campionato italiano: 4 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018 Coppa Italia: 4 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017, 2017-2018 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2015 Coppa Italia Serie C: 1 - Catania: 2023-2024
  10. PATRICE EVRA https://it.wikipedia.org/wiki/Patrice_Evra Nazione: Francia Luogo di nascita: Dakar (Senegal) Data di nascita: 15.05.1981 Ruolo: Difensore Altezza: 173 cm Peso: 74 kg Nazionale Francese Soprannome: Zio Pat Alla Juventus dal 2014 al 2017 Esordio: 13.09.2014 - Serie A - Juventus-Udinese 2-0 Ultima partita: 23.12.2016 - Supercoppa Italiana - Juventus-Milan 1-1 82 presenze - 3 reti 2 scudetti 2 coppe Italia 1 supercoppa italiana Patrice Latyr Évra (Dakar, 15 maggio 1981) è un ex calciatore senegalese naturalizzato francese, di ruolo terzino. Con la nazionale francese è stato vicecampione d'Europa nel 2016. Durante la sua carriera ha vinto 1 Coppa di Lega francese (2003), 5 campionati inglesi (2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2010-2011 e 2012-2013), 3 Coppe di Lega inglesi (2006, 2009 e 2010), 5 Supercoppe inglesi (2007, 2008, 2010, 2011 e 2013), 2 campionati italiani (2014-2015, 2015-2016), 2 Coppe Italia (2015, 2016), 1 Supercoppa italiana (2015), 1 Champions League (2008) e 1 Mondiale per club (2008). Dal 2004 al 2016 ha giocato per la nazionale francese, con la quale ha preso parte a 2 Mondiali (2010 e 2014) e 3 Europei (2008, 2012 e 2016). Patrice Evra Evra nel 2012 Nazionalità Francia Altezza 173 cm Peso 74 kg Calcio Ruolo Difensore Termine carriera 29 luglio 2019 Carriera Giovanili 1992-1993 CO Les Ulis 1994-1998 Paris Saint-Germain Squadre di club 1998-1999 Marsala 24 (3) 1999-2000 Monza 3 (0) 2000-2002 Nizza 58 (2) 2002-2006 Monaco 120 (2) 2006-2014 Manchester Utd 273 (7) 2014-2017 Juventus 82 (3) 2017-2018 Olympique Marsiglia 15 (1) 2019 West Ham Utd 5 (0) Nazionale 2002-2003 Francia U-21 11 (0) 2004-2016 Francia 81 (0) Palmarès Europei di calcio Argento Francia 2016 Biografia Patrice nasce a Dakar, capitale del Senegal, da padre senegalese, di origini guineane, e madre capoverdiana. Nel 1984, quando Evra aveva 3 anni, il padre, un diplomatico, si trasferì con la famiglia in Francia, a Les Ulis, un comune a sud di Parigi. Qui iniziò a sviluppare l'interesse per il calcio. Era sposato con Sandra e ha un figlio di nome Lenny e una figlia di nome Maona. Personaggio dal carattere estroverso, è molto attivo sui social e per questo molto amato sia dai suoi ex tifosi che dagli appassionati del calcio, parla fluentemente francese, inglese e italiano. Cresciuto poveramente, ha rivelato di essere stato vittima di abusi sessuali all'età di 13 anni e di essersi visto costretto a fare l'elemosina e vendere droga. Caratteristiche tecniche È stato considerato dagli esperti e da Sir Alex Ferguson come uno dei migliori terzini sinistri in Europa per la sua bravura in entrambe le metà campo. Carriera Club Inizi Dopo aver giocato nelle strade per alcuni anni, un amico di Evra, Tshymen Buhanga, lo presentò alla squadra della sua città, il Club Omnisports des Ulis, come «il nuovo Romário». Qui Evra iniziò la sua carriera, venendo schierato come attaccante. Durante la sua permanenza nel club attirò l'attenzione di diversi club, ma venne infine respinto da questi a causa della sua statura. Nel 1993 entrò a far parte della società dilettantistica del CSF Brétigny, con sede a Brétigny-sur-Orge. Anche qui si fece notare e alla fine venne ingaggiato dal Paris Saint-Germain, società che segnò la sua trasformazione in ala; qui si allenò per alcuni mesi, ma infine venne mandato via dalla società. Tornò così a Brétigny, dove venne invitato da un amico a partecipare a un torneo di calcio a 5 organizzato dal centro sportivo di Juvisy-sur-Orge. Durante la partita venne notato da un osservatore italiano, che a fine partita gli offrì l'opportunità di fare un provino per il Torino; in seguito a quest'ultimo, gli venne offerto di entrare a far parte della formazione Primavera dei piemontesi. Non ebbe tuttavia modo di vestire la maglia granata, poiché nel frattempo venne contattato dal Marsala, all'epoca in Serie C1, che gli propose un posto in prima squadra: «a Marsala ho i ricordi più belli [...] quando sono arrivato in Sicilia ero un ragazzino di 17 anni e mi sono sentito in famiglia [...] Avevo fatto un provino nel Toro e mi volevano tenere, ma c'era un osservatore del Marsala, che mi ha chiesto se avessi voluto provare a fare il salto nel calcio professionistico e mi sono tuffato». Così, diciassettenne, firmò il suo primo contratto da professionista; più tardi, descrisse quel momento come «la migliore sensazione che ho avuto nel calcio». Passò una sola stagione coi siciliani, totalizzando 27 presenze e segnando 3 reti. L'annata seguente venne acquistato dal Monza per 250 000 euro, club con il quale fece registrare 3 presenze in Serie B. A fine stagione lasciò il club, a causa delle poche presenze concessegli dall'allenatore, per fare ritorno in Francia. Nizza In Francia vestì la maglia del Nizza, che militava in Ligue 2, il secondo livello del campionato francese. Passò la maggior parte della stagione 2000-2001 con la squadra delle riserve, militante nel quarto livello del calcio francese. Giocò inizialmente come centrocampista, totalizzando 18 presenze e una rete. Durante la stagione venne altresì convocato in prima squadra dall'allenatore Sandro Salvioni, indossando la maglia numero 26. Esordì il 7 ottobre 2000 nella sconfitta per 7 a 2 contro lo Châteauroux, giocando come ala sinistra. Concluse la stagione con sole 5 presenze in prima squadra, nelle quali fu schierato soprattutto come punta. Nella stagione 2001-2002 scelse la maglia numero 17 e diventò parte integrante della prima squadra. Nella prima partita di campionato, vinta per 2-1 ai danni dello Stade Lavallois, Jean-Charles Cirilli, che giocava come terzino sinistro al posto del solito José Cobos, subì un infortunio e dovette essere sostituito. Di conseguenza, Evra fu costretto a giocare il resto della partita in quel ruolo. Dopo la gara, a seguito degli infortuni di entrambi i terzini sinistri, Cirilli e Cobos, il tecnico Salvioni informò Evra che avrebbe giocato gli incontri successivi proprio come terzino sinistro. Inizialmente il giocatore si dimostrò contrario, ma dopo che Salvioni gli fece presente che era l'unica posizione in cui lo avrebbe fatto giocare, Evra accettò il ruolo. Tuttavia, dopo il ritorno in squadra di Cobos, gli fu permesso di giocare nuovamente nella sua posizione preferita, quella di ala sinistra. Nel bel mezzo della lotta per la promozione in Ligue 1, Evra segnò la sua prima e unica rete con il Nizza nella sua ultima partita con la squadra, la vittoria per 4 a 3 contro lo Stade Lavallois, che portò il Nizza al terzo posto, garantendogli la promozione nella massima serie francese. Chiuse la stagione con 37 presenze e grazie alle sue prestazioni venne inserito nella squadra francese di Ligue 2 dell'anno, nella posizione di terzino sinistro. Monaco La stagione seguente Evra venne ingaggiato dai rivali del Monaco, allenati da Didier Deschamps, che lo impiegò da subito come terzino. Nonostante considerasse il ruolo poco divertente, Evra riconobbe sempre a Deschamps il merito di averlo fatto diventare un giocatore migliore. Esordì nella prima partita stagionale della squadra, contro il Troyes, finita 4 a 0, e indossando la maglia numero 3. Il 28 settembre 2002 segnò la sua prima rete con la nuova maglia, rete decisiva per il 2-1 finale ai danni del Rennes. Il 17 maggio 2003, con la vittoria per 4 a 1 sul Sochaux, il Monaco vinse la Coupe de la Ligue; fu il primo trofeo importante vinto dal giocatore in carriera. Nella stagione successiva (2003-2004), Deschamps assegnò a Evra la carica di vicecapitano; il giocatore disputò complessivamente ben 47 presenze in stagione. Il 17 settembre 2003 fece il suo debutto in Champions League nella vittoria per 2-1 sulla squadra olandese del PSV Eindhoven. Evra giocò tutte e 13 le partite della competizione, arrivando in finale contro il Porto di José Mourinho, che superò i francesi con un 3 a 0 netto. A fine stagione fu nominato Giocatore Giovane dell'Anno UNFP, diventando il secondo difensore nella storia a vincere il premio. Venne inoltre inserito nella Squadra dell'Anno della Ligue 1. Manchester Utd Evra nel 2011, in azione con la maglia del Manchester Utd Passato nel gennaio 2006 al Manchester Utd, prese la maglia numero 3, lasciata libera da Phil Neville. Il 20 dicembre 2011 una sentenza della FA decise di punire Luis Suarez con otto giornate di squalifica per insulti razzisti rivolti ad Evra. Successivamente nell'incontro di campionato dell'11 febbraio 2012 tra Red Devils e Liverpool, Luis Suarez rifiutò la stretta di mano offerta dal giocatore ad inizio match. Il 2 febbraio viene eletto vicecapitano dal suo allenatore. Iniziò la stagione 2013-2014 con la vittoria per 2-0 in Community Shield contro il Wigan. Il primo gol stagionale arrivò sul campo del Cardiff City nel pareggio per 2-2. Il 18 dicembre 2013 trovò il primo gol nella competizione Football League Cup nella vittoria per 2-0 sul campo dello Stoke City. Juventus Evra alla Juventus nell'estate del 2014 Il 21 luglio 2014 viene acquistato per la cifra di 1.2 milioni di sterline dalla Juventus. Esordisce in bianconero il 30 agosto successivo, giocando da titolare la partita inaugurale del campionato, una vittoria 1-0 in casa del Chievo. Dopo un inizio di stagione sottotono, Evra si conquista ben presto un posto da titolare e contribuisce con le sue giocate alla vittoria del campionato, il 2 maggio, e della Coppa Italia, il 20 maggio contro la Lazio. Con la sconfitta in finale contro il Barcellona, il 6 giugno 2015, ottiene il poco invidiabile primato di giocatore con il maggior numero di finali perse di UEFA Champions League (4): 2004, 2009, 2011, 2015. Il 25 novembre 2015, subentrando ad Alex Sandro al 77' della sfida casalinga vinta per 1-0 contro il Manchester City, raggiunge quota 100 presenze in Champions League, diventando così il secondo calciatore francese a raggiungere questo traguardo dopo Thierry Henry. Chiude la sua seconda annata a Torino con il secondo double nazionale consecutivo. Dopo un biennio da titolare, con l'inizio della terza stagione in bianconero vede ridursi il numero di presenze in campo, per via della concorrenza nel ruolo del più giovane Alex Sandro, motivo per cui in accordo con la società chiede di venire messo in vendita nella sessione invernale di calciomercato: lascia la Juventus dopo 82 partite e 3 gol. Olympique Marsiglia e West Ham Evra all'Olympique Marsiglia nel 2017 Il 25 gennaio 2017 torna dopo undici anni nel campionato francese, accasandosi all'Olympique Marsiglia. Il successivo 2 novembre, in occasione della partita di Europa League contro il Vitória Guimarães, viene espulso prima del fischio d'inizio per aver dato un calcio ad un tifoso dell'Olympique Marsiglia durante un diverbio nato a bordocampo tra i sostenitori e i giocatori della squadra francese: in seguito all'episodio, il 10 novembre 2017 viene squalificato fino al giugno 2018 dalle competizioni UEFA, e la società rescinde consensualmente il contratto con il giocatore. Il 7 febbraio 2018 viene tesserato da svincolato dal West Ham, con cui firma fino al termine della stagione. Dopo un anno d'inattività, il 29 luglio 2019 annuncia il ritiro dal calcio giocato. Nazionale Dagli esordi a Euro 2008 Ha esordito in Nazionale maggiore il 18 agosto 2004, a 23 anni, in un'amichevole contro la Bosnia ed Erzegovina. Qualche mese prima era stato inserito nella lista di 30 calciatori pre-convocati in vista dell'Europeo 2004, ma l'allora C.T. Jacques Santini decise di escluderlo dalla lista definitiva. Fu convocato da Raymond Domenech, già suo allenatore nell'Under-21, per le gare di qualificazione ai Mondiali 2006, venendo poi escluso dalla lista dei convocati per la manifestazione. Dopo un periodo lontano dalla nazionale, Evra ritorna tra i convocati dopo i Mondiali 2006 e partecipa così Europei 2008. Dopo aver saltato la prima partita contro la Romania (0-0) viene impiegato da Domenech nelle due sconfitte contro Paesi Bassi (4-1) e Italia (2-0) che sanciscono l'eliminazione prematura dei Blues dal torneo. Mondiali 2010 e Euro 2012 Evra con la maglia dei Blues in azione contro l'Inghilterra nella gara d'esordio agli Europei 2012 Dopo l'addio di Vieira eredita la fascia di capitano e viene convocato per i Mondiali 2010, nel quale esordisce nel pareggio a reti bianche contro l'Uruguay, nella prima gara della fase a gironi. La spedizione per la Francia si rivela sfortunata sia dentro che fuori dal campo. Il 17 giugno, infatti, i Blues, con Evra in campo, vengono sconfitti dal Messico nella seconda gara della fase a gironi, mentre pochi giorni dopo, il 20 giugno, lo stesso Evra ha una violenta lite con il preparatore atletico Robert Duverne. L'episodio, unito al dissenso per l'esclusione di Anelka dalla compagine transalpina da parte di Domenech, porta Evra a capeggiare un "ammutinamento" nei confronti del C.T. a cui prendono parte tutti i giocatori francesi. A causa di questo gesto, Evra viene punito dalla commissione disciplinare della federcalcio francese con una squalifica di 5 giornate, saltando così la terza partita del girone contro il Sudafrica, che determina l'eliminazione dei Blues dal torneo. Scontata la squalifica, nel 2011 viene convocato dal nuovo C.T. Laurent Blanc per le gare contro il Lussemburgo, valido per la qualificazione ad Euro 2012, e contro la Croazia. Pur perdendo la fascia di capitano a favore di Hugo Lloris, Evra viene convocato per gli Europei 2012 nel quale viene impiegato solo in una sola partita, la prima gara del girone pareggiata 1-1 contro l'Inghilterra. La Francia viene eliminata dopo quattro partite, ai quarti di finale, per mano della Spagna campione del mondo e d'Europa in carica. Mondiale 2014 e secondo posto a Euro 2016 Con l'arrivo del nuovo C.T. Didier Deschamps, Evra diventa uno dei titolari della squadra transalpina e viene convocato per il Mondiali 2014, giocando 4 della 5 partite disputate dalla Francia, compreso il quarto di finale perso contro la Germania futura campione del mondo. Due anni dopo è titolare anche agli Europei 2016, chiusi dalla Francia al secondo posto, dopo la sconfitta in finale per 1-0 contro il Portogallo ai tempi supplementari. Dopo l'europeo disputa l'ultima partita l'11 novembre 2016 contro la Svezia. In 81 gare in nazionale non ha mai segnato un goal. Dopo il ritiro In attesa di prendere il patentino da allenatore, dal settembre 2019 è assistant coach nella selezione Under-18 del Manchester United. Il 29 novembre 2021 è stato special guest nello staff Amazon Prime Video per la partita Juventus-Chelsea della fase a gironi di Champions League, match poi vinto dai bianconeri per 1 a 0. Successivamente, è stato nuovamente invitato insieme ad altri ex calciatori per la partita di ottavi Juventus-Villareal e per la partita dei quarti di finale Chelsea-Real Madrid. A gennaio 2022, in un'intervista rilasciata a Le Parisien, ha affermato "Ho giocato con giocatori gay. Faccia a faccia, si sono aperti con me perché hanno paura di parlare diversamente. Ci sono almeno due giocatori per club che sono omosessuali ma nel mondo del calcio, se lo dici, è finita". Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa di Lega francese: 1 - Monaco: 2002-2003 Coppa di Lega inglese: 3 - Manchester United: 2005-2006, 2008-2009, 2009-2010 Campionato inglese: 5 - Manchester United: 2006-2007, 2007-2008, 2008-2009, 2010-2011, 2012-2013 Community Shield: 5 - Manchester United: 2007, 2008, 2010, 2011, 2013 Campionato italiano: 2 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2014-2015, 2015-2016 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2015 Competizioni internazionali UEFA Champions League: 1 - Manchester United: 2007-2008 Coppa del mondo per club: 1 - Manchester United: 2008 Individuale Trophées UNFP du football: 2 - Miglior giovane della Ligue 1: 2004 - Squadra ideale della Ligue 1: 2004 Squadra dell'anno della PFA: 3 - 2007, 2009, 2010 Squadra dell'anno UEFA: 1 - 2009 FIFA/FIFPro World XI: 1 - 2009
  11. MATTIA VITALE Il Settore Giovanile della Juventus – scrive Enrico Zambruno su “HJ Magazine” dell’ottobre 2014 – è una solida e grande realtà. Forma i calciatori in erba, ognuno con i suoi sogni e i suoi obiettivi. Ma, soprattutto, forma uomini. La cosa più importante, per la crescita di ogni singolo talento. Uno di questi è Mattia Vitale, 17 anni compiuti il 1° ottobre, colonna della Primavera bianconera. Giovane, bravo e senza paura. Ha vissuto un'estate indimenticabile con la Prima Squadra, volando con i campioni d'Italia nella tournée a Giacarta, Sydney e Singapore e trovando il goal nel vernissage di Villar Perosa, schierato titolare tra i big da mister Massimiliano Allegri. Vitale sogna ad occhi aperti, così come tutti i suoi compagni pronti a spiccare il volo. La Primavera, grazie alla sapienza dei dirigenti bianconeri, quest'anno vanta un gruppo giovane (molto di più rispetto alle avversarie del girone A) e interessante. Il pilota è Fabio Grosso, al secondo anno sulla panchina dei nostri giovani, il primo dall'inizio, dopo che nella passata stagione aveva preso il comando in corsa al posto di Andrea Zanchetta. Vitale ha cominciato presto a giocare a calcio. Nella sua città, a San Giovanni in Persiceto, situata a poco più di 20 chilometri da Bologna. Dai 5 ai 12 anni alterna le due squadre locali, per passare poi nel vivaio del Bologna. A 14 la svolta: la chiamata della Juventus. «Me lo ricordo bene, il primo giorno – racconta Mattia – è stato bellissimo, spettacolare. Il primo allenatore è stato Claudio Gabetta, poi ho avuto due anni Ivano Della Morte e oggi Fabio Grosso. Prima di arrivare a Torino, pensavo al calcio solo come divertimento. Una volta qui è cambiato tutto. In tournée ho capito che questa squadra è qualcosa di unico, uno dei club più amati e importanti del mondo». Già, la tournée. Un sogno per un ragazzo che è partito a 16 anni per Asia e Australia, in mezzo a campioni affermati che hanno vinto tantissimo in carriera. Massimiliano Allegri l'ha schierato spesso, dandogli anche una maglia da titolare, in mezzo al campo. «Tutti gli allenatori mi hanno fatto giocare mezzala sinistra, fin da quando avevo 14 anni. È il mio ruolo per eccellenza, mi piace molto occupare quella posizione, soprattutto nella fase offensiva. Ma devo migliorare ancora tanto, soprattutto in quella difensiva. Le presenze nelle amichevoli in Prima Squadra sono state importantissime per la mia crescita. È stato un sogno poterle vivere, a Singapore sono addirittura partito negli 11 titolari, le gambe mi tremavano». Quelli che fino a qualche ora prima erano campioni irraggiungibili, sono diventati all'improvviso compagni di squadra. «Stentavo a crederci. Quando Pirlo mi dava dei consigli io rischiavo ogni volta di svenire. Lui è il mio idolo calcistico. Un modello da seguire, come Claudio Marchisio, che gioca proprio nel mio ruolo. Quando ho la fortuna di potermi allenare con lui lo guardo sempre con enorme attenzione». Dopo l'esperienza estiva con i grandi, ora Mattia è concentrato sulla Primavera. Il suo primo campionato intero in questa categoria. «Mister Grosso ha una grande concezione del gruppo. Ci fa lavorare tanto e bene, con l'obiettivo di farci crescere come collettivo. Possiamo fare ottime cose. In campionato ce la giocheremo, almeno nella prima fase, con Torino, Fiorentina, Genoa e Parma. L'obiettivo per noi è arrivare primi e andare alle finali. Abbiamo due grandi punti di forza: il primo è che tra compagni ci conosciamo molto bene, essendo quasi tutti provenienti dagli Allievi Nazionali; e poi facciamo sempre le cose insieme, non ci limitiamo a vivere gli allenamenti, ma anche fuori dal campo passiamo tantissime ore a divertirci in compagnia. Sono legato a tutti, ma gli amici più stretti sono Udoh, Roussos e Pozzebon, che adesso è andato al Perugia». Gli obiettivi stagionali non si limitano però al campionato. «Vogliamo fare bene anche in Coppa Italia e Uefa Youth League. In Europa possiamo andare avanti, è fondamentale confrontarsi con altre realtà calcistiche». Ma cosa fa Mattia Vitale fuori dal campo? «Gioco alla Playstation, ma non a calcio, sono più un tipo da Cali of Duty. Al di là dei videogames, sono un grande appassionato di storia. Una passione trasmessa da mio nonno, dai suoi racconti sulla guerra. Leggo molto, mi piace, sono attratto soprattutto dalla storia contemporanea». La storia dello sport italiano nel 2014 l'ha fatta, eccome se l'ha fata, Marco Belinelli. Con la maglia dei San Antonio Spurs ha vinto l'anello NBA nel basket, qualcosa di inimmaginabile fino a qualche anno fa. Bene. Belinelli è, come Mattia, di San Giovanni in Persiceto. «L'ho incontrato tante volte, sono un suo grande tifoso. Mi piace il basket, non mi perdo mai una sua partita. In Italia tifo Fortitudo Bologna: anche se adesso non è più nella pallacanestro che conta la porto sempre nel cuore. Nel calcio, invece, ho una simpatia per l'Avellino, perché è la squadra della città di mio papà». Ma il più grande sogno, a breve, qual è? «Con la Primavera o con la Prima Squadra, vorrei giocare allo Juventus Stadium. Sarebbe qualcosa di pazzesco». Mattia riuscirà a coronare il suo sogno il 9 maggio 2015, giocando l’ultimo quarto d’ora della partita di campionato contro il Cagliari. Ma il suo esordio assoluto con la maglia numero 24 bianconera era avvenuto un mese prima a Parma, sostituendo a 10 minuti dalla fine Coman. Poi una girandola di prestiti: Lanciano, Cesena, Venezia e Spal. Nel 2018 il cartellino diventa di proprietà degli estensi, mettendo così la parola “fine” alla breve avventura juventina di Mattia Vitale. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/05/mattia-vitale.html
  12. MATTIA VITALE https://it.wikipedia.org/wiki/Mattia_Vitale Nazione: Italia Luogo di nascita: Bologna Data di nascita: 01.10.1997 Ruolo: Centrocampista Altezza: 183 cm Peso: 79 kg Nazionale Italiano Under-20 Soprannome: - Alla Juventus dal 2014 al 2016 Esordio: 11.04.2015 - Serie A - Parma-Juventus 1-0 Ultima partita: 09.05.2015 - Serie A - Juventus-Cagliari 1-1 2 presenze - 0 reti 1 scudetto 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Mattia Vitale (Bologna, 1º ottobre 1997) è un calciatore italiano, centrocampista del Crotone. Mattia Vitale Vitale con la maglia del Frosinone nel 2021 Nazionalità Italia Altezza 183 cm Peso 79 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Crotone Carriera Giovanili 2003-2009 FC Persiceto 85 2009-2011 Bologna 2011-2016 Juventus Squadre di club 2014-2016 Juventus 2 (0) 2016 → Virtus Lanciano 19 (0) 2016-2017 → Cesena 21 (0) 2017 → Venezia 0 (0) 2017-2019 SPAL 2 (0) 2019 → Carpi 13 (1) 2019-2021 Frosinone 15 (0) 2021-2022 Pro Vercelli 36 (2) 2022- Crotone 0 (0) Nazionale 2012 Italia U-15 5 (0) 2012-2013 Italia U-16 7 (1) 2014 Italia U-17 3 (0) 2014 Italia U-18 3 (0) 2016- B Italia 1 (0) 2017-2018 Italia U-20 5 (1) Palmarès Mondiali di calcio Under-20 Bronzo Corea del Sud 2017 Caratteristiche tecniche Di ruolo interno sinistro, è un mancino che eccelle nel controllo di palla anche col destro. Si dimostra abile in fase di costruzione del gioco e nell'inserirsi nelle difese avversarie per andare a rete. È bravo nei contrasti, oltre a disporre di un'ottima personalità e di foga agonistica che talvolta lo porta ad avere reazioni eccessive. Carriera Club Cresce calcisticamente nella squadra della sua città, il Bologna, per approdare poi nel 2011 nelle giovanili della Juventus. L'11 marzo 2015 esordisce nella prima squadra bianconera e al contempo debutta in Serie A, giocando gli ultimi 10' della trasferta contro il Parma terminata con una sconfitta per 1-0; le 2 presenze maturate nel campionato 2014-2015 gli permettono a fine stagione di fregiarsi dello scudetto. Rimasto a Torino anche nella prima parte dell'annata seguente, nel gennaio 2016 passa in prestito al Lanciano, in Serie B, trovando spesso spazio e riuscendo a collezionare 19 presenze e 1 assist nel campionato cadetto. La successiva estate viene nuovamente mandato a titolo temporaneo in B, stavolta nelle file del Cesena. Dopo un breve passaggio al Venezia, nell'estate 2017 la Juventus lo dirotta ancora in prestito alla SPAL, neopromossa in A; a campionato in corso, nel gennaio 2018 viene acquistato a titolo definitivo dai biancazzurri. Rimane a Ferrara fino al gennaio 2019, quando viene ceduto in prestito ai cadetti del Carpi con cui il successivo 2 aprile trova il suo primo gol in carriera, nella sconfitta per 3-1 sul campo del Benevento. L'estate seguente il club estense lo cede nuovamente in prestito, con obbligo di riscatto, al Frosinone. Rimane in Ciociaria per il successivo biennio, prima di essere acquistato nell'agosto 2021 dalla Pro Vercelli. Dopo una stagione in Piemonte, nell'estate 2022 si trasferisce a titolo definitivo al Crotone. Nazionale Dopo aver fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili, dall'Under-15 all'Under-18, con 1 presenza anche nella B Italia, il 7 aprile 2017 viene convocato per uno stage a Roma con l'Under-20 insieme al compagno di squadra Giuseppe Panico. Palmarès Club Campionato italiano: 1 - Juventus: 2014-2015 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2015 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2014-2015
  13. MATÍAS SOULÉ https://it.wikipedia.org/wiki/Matías_Soulé Nazione: Argentina Luogo di nascita: Mar del Plata Data di nascita: 15.04.2003 Ruolo: Attaccante Altezza: 182 cm Peso: 71 kg Nazionale Argentino Under-23 Soprannome: Flaco - El pelu Alla Juventus dal 2021 al 2023 Esordio: 30.11.2021 - Serie A - Salernitana-Juventus 0-2 Ultima partita: 30.04.2023 - Serie A - Bologna-Juventus 1-1 21 presenze - 1 rete Matías Soulé Malvano (Mar del Plata, 15 aprile 2003) è un calciatore argentino, centrocampista o attaccante della Roma. Matías Soulé Soulé in allenamento con l'Argentina U-20 nel 2023 Nazionalità Argentina Altezza 182 cm Calcio Ruolo Centrocampista, attaccante Squadra Roma Carriera Giovanili 2009-2015 Kimberley (MdP) 2015-2020 Vélez Sarsfield 2020-2022 Juventus Squadre di club 2021-2023 Juventus Next Gen 28 (3) 2021-2023 Juventus 21 (1) 2023-2024 → Frosinone 36 (11) 2024- Roma 31 (6) Nazionale 2019 Argentina U-16 3 (0) 2022-2023 Argentina U-20 8 (1) 2024 Argentina U-23 2 (1) Biografia Nato in Argentina, possiede anche il passaporto italiano per via delle sue origini, dato che la madre è discendente di emigranti italiani. Caratteristiche tecniche È un'ala destra che, all'occorrenza, può giocare anche da trequartista. Dotato di tecnica e velocità, nonché avvezzo al dribbling, è un mancino abile nell'accentrarsi dalla destra per cercare il tiro in porta. Carriera Club Gli inizi Comincia la sua carriera a 6 anni con il Kimberley (MdP); sei anni dopo passa al Vélez Sarsfield. Juventus Il 10 gennaio 2020 si trasferisce alla Juventus. Inquadrato inizialmente nelle giovanili del club, il 22 agosto 2021 esordisce da professionista con la Juventus U23, la seconda squadra bianconera, nella vittoria per 3-2 in Coppa Italia Serie C contro la Pro Sesto; sei giorni dopo debutta in Serie C, nel successo per 2-1 contro la Pergolettese. Il 10 settembre seguente l'allenatore della prima squadra, Massimiliano Allegri, lo inserisce per la prima volta tra i convocati per la gara di Serie A contro il Napoli. Il 15 settembre 2021 segna la sua prima doppietta in carriera, nella vittoria per 3-2 contro la Feralpisalò valida per il secondo turno di Coppa Italia Serie C; quindi il 7 novembre realizza il suo primo gol in Serie C, nella vittoria per 1-0 contro il Lecco. Il 30 dello stesso mese debutta in prima squadra, nella vittoria per 2-0 contro la Salernitana, subentrando nei minuti di recupero. Per tutta la stagione 2021-2022 viene inoltre aggregato alla squadra under 19 in occasione degli impegni in UEFA Youth League, segnando le due reti di apertura nel confronto contro il Chelsea. Con due gol in sei partite aiuta l'under 19 a raggiungere le semifinali, il migliore piazzamento in assoluto nella competizione per i bianconeri: nella gara con il Benfica, dopo il 2-2 dei tempi regolamentari, l'argentino sbaglia l'ultimo tentativo ai tiri di rigore, causando la sconfitta per 5-6 dei torinesi. Durante la stagione 2022-2023 viene inserito in pianta stabile nella rosa della prima squadra; nel mentre continua all'occorrenza a venire aggregato alla seconda squadra, con cui raggiunge la finale della Coppa Italia Serie C. Frattanto l'11 ottobre 2022 debutta in UEFA Champions League, sostituendo Alex Sandro al 74º della gara persa 2-0 sul campo del Maccabi Haifa, valida per la fase a gironi della competizione. Il 12 marzo 2023 trova la prima rete con la maglia della prima squadra, realizzando il definitivo 4-2 nella vittoria interna in campionato sulla Sampdoria. Frosinone Il 28 agosto 2023 passa in prestito al Frosinone. Esordisce coi ciociari cinque giorni dopo, scendendo in campo da titolare nel pareggio per 0-0 sul campo dell'Udinese. Il 28 settembre segna la sua prima rete coi frusinati, quella del definitivo 1-1 nella gara casalinga contro la Fiorentina; il successivo 29 ottobre realizza la sua prima doppietta in Serie A, nella sconfitta esterna per 4-3 contro il Cagliari. S'impone ben presto nell'undici titolare di Eusebio Di Francesco, emergendo tra le rivelazioni della prima parte di campionato. Il 3 febbraio 2024, nella sconfitta casalinga per 2-3 contro il Milan, trasforma il calcio di rigore del parziale 1-1, diventando il primo giocatore nella storia del club a raggiungere la doppia cifra in una stagione di Serie A. Nonostante l'apporto realizzativo dell'argentino, a fine campionato la squadra giallazzurra non riesce a raggiungere la salvezza. Roma Il 30 luglio 2024 viene acquistato a titolo definitivo dalla Roma, a fronte di un corrispettivo di 25,6 milioni di euro più 4 di bonus. Debutta in maglia giallorossa il successivo 18 agosto, all'avvio di campionato, scendendo in campo da titolare nel pareggio per 0-0 sul campo del Cagliari. Realizza il suo primo gol per la squadra capitolina il 3 novembre dello stesso anno, sempre in campionato, nella sconfitta esterna per 3-2 contro il Verona. Sempre in Serie A, il 13 aprile 2025 trova la sua prima rete nel derby di Roma, che sancisce l'1-1 finale. Chiude il suo primo anno in giallorosso mettendo a segno 5 gol in 39 presenze totali tra campionato, Coppa Italia e UEFA Europa League. Nazionale Soulé ha rappresentato la nazionale argentina a livello giovanile, giocando con l'Argentina U-16 e l'Argentina U-20. Il 4 novembre 2021 viene convocato dal commissario tecnico della nazionale maggiore, Lionel Scaloni, in vista delle gare di qualificazione al campionato del mondo 2022 contro Uruguay e Brasile, senza scendere in campo. Nell'ottobre del 2022 viene inizialmente inserito nella lista dei preconvocati per la fase finale del mondiale in Qatar, non rientrando poi nella rosa definitiva. Nel maggio del 2023 viene convocato dal selezionatore Javier Mascherano con la nazionale under 20, in vista della partecipazione al mondiale di categoria organizzato dalla stessa Argentina, giocando poi tre partite nel corso della competizione.
  14. RÔMULO 18 maggio 2015. Con un comunicato ufficiale, la Juventus ha reso note le condizioni di Rômulo, centrocampista italo-brasiliano che si è nuovamente infortunato nella gara contro l’Inter: «Il laterale bianconero Rômulo, sceso in campo per la partita contro l’Inter a San Siro, al termine della gara con l’Inter ha riferito dolore alla coscia sinistra ed è stato quindi sottoposto a risonanza magnetica dallo staff medico della Juventus. L’esame ha evidenziato una lesione miotendinea del retto femorale tale da non consentirgli il recupero prima della fine del campionato». Un’ultima pesante tegola su una stagione che per Rômulo doveva essere quella della consacrazione e che, invece, si è trasformata rapidamente in un anno da dimenticare. La pubalgia, che si è portato appresso dall’esperienza con il Verona, non gli ha dato tregua fino all’intervento chirurgico di inizio dicembre, solo adesso Rômulo aveva ritrovato condizione e spazio nelle rotazioni di Allegri. E soprattutto, aveva quasi convinto la dirigenza bianconera a concedergli una seconda chance: adesso che sembrava completamente guarito, Rômulo stava dimostrando in partita come in allenamento di potersi ritagliare un ruolo importante nella Juve. Un assaggio è arrivato proprio contro Cagliari e Inter, squadre che Rômulo ha affrontato giocando ora da terzino destro, ora da interno di centrocampo e infine da esterno nel 3-5-2. Ecco perché, secondo quanto appreso da calciomercato.com, Beppe Marotta stava prendendo in seria considerazione l’idea di dare una seconda chance a Rômulo: non riscattandolo quest’estate, ma rinnovando alle stesse condizioni dell’anno passato il prestito oneroso per un’altra stagione, con diritto di riscatto a sei milioni. Soluzione questa tutto sommato gradita anche al Verona, che in assenza di altri acquirenti credibili avrebbe accettato di rimandare di una stagione il passaggio alla cassa. Ma quest’ultimo, ennesimo infortunio, rischia di complicare definitivamente anche il piano B: troppi davvero i dubbi legati alle condizioni fisiche di Rômulo, che chiude così la sua avventura alla Juve con appena cinque presenze. E tanti rimpianti. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2015/11/romulo.html
  15. RÔMULO https://it.wikipedia.org/wiki/Rômulo_(calciatore_1987) Nazione: Brasile Italia Luogo di nascita: Pelotas Data di nascita: 22.05.1987 Ruolo: Centrocampista Altezza: 178 cm Peso: 72 kg Nazionale Italiano Soprannome: - Alla Juventus dal 2014 al 2015 Esordio: 16.09.2014 - Champions League - Juventus-Malmö 2-0 Ultima partita: 16.05.2015 - Serie A - Inter-Juventus 1-2 5 presenze - 0 reti 1 scudetto 1 coppa Italia Rômulo Souza Orestes Caldeira, noto semplicemente come Rômulo (Pelotas, 22 maggio 1987), è un calciatore brasiliano naturalizzato italiano, centrocampista svincolato. Rômulo Nazionalità Brasile Italia (dal 2014) Altezza 178 cm Peso 72 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Cruzeiro Carriera Giovanili 2002-2006 Caxias Squadre di club 2007 Juventude 20 (1) 2008 Metropolitano 25 (0) 2009 Chapecoense 27 (3) 2009-2010 Santo André 23 (1) 2010 Cruzeiro 16 (1) 2011 → Atlético Paranaense 5 (0) 2011-2013 Fiorentina 30 (2) 2013-2014 Verona 32 (6) 2014-2015 → Juventus 5 (0) 2015-2018 Verona 85 (7) 2018-2019 Genoa 17 (1) 2019 → Lazio 10 (0) 2019 Genoa 1 (0) 2019-2020 → Brescia 22 (1) 2021- Cruzeiro 36 (0) Biografia Ha il passaporto italiano: i suoi trisavoli erano originari di Venezia. Caratteristiche tecniche All'inizio della carriera calcistica, ha giocato prevalentemente come terzino destro o esterno in un centrocampo a 5. Può essere impiegato anche sulla fascia sinistra. Ha un'ottima capacità di corsa, possiede una buona tecnica e sa curare bene anche la fase difensiva. Nel corso della preparazione estiva 2011 di Cortina d'Ampezzo è stato più volte provato anche come esterno d'attacco. Durante il ritiro 2012 di Moena ha cominciato ad essere impiegato anche nel ruolo di interno di centrocampo, risultando un vero e proprio jolly. Nella stagione 2016-2017 il suo allenatore al Verona, Fabio Pecchia lo ha schierato spesso come ala offensiva in un tridente d'attacco. Carriera Club Le stagioni in Brasile Dopo aver militato nelle serie minori brasiliane con le maglie del Caxias, del Metropolitano e della Chapecoense con una breve esperienza alla Juventude, nel 2009 fa il suo esordio nella Série A brasiliana con il Santo André. Nel 2010 approda al Cruzeiro dove disputa 16 partite segnando un gol. Nel 2011 passa in prestito ad un'altra importante squadra brasiliana, l'Atlético Paranaense, dove rimane fino a giugno. Fiorentina Il 29 giugno 2011 viene acquistato dalla Fiorentina per una cifra intorno ai 2,5 milioni di euro, con cui firma un contratto quadriennale. Esordisce in Serie A il 21 settembre in Fiorentina-Parma (3-0), subentrando al 74' ad Alessio Cerci. Nella stagione 2011-2012 realizzerà 10 presenze senza segnare. Il 30 settembre del 2012, alla sesta giornata del campionato successivo, mette a segno a San Siro il suo primo goal in Serie A nella sconfitta per 2-1 contro l'Inter. Il 21 aprile 2013 Romulo realizza il secondo gol in maglia viola, segnando il gol decisivo del 4-3 contro il Torino. In totale nella sua seconda stagione con i viola totalizza 20 presenze e 2 reti. Verona Il 14 agosto 2013 passa in prestito con diritto di riscatto della metà al Verona. Esordisce col club scaligero il 17 agosto 2013 nella partita di Coppa Italia Palermo-Verona (0-1), subentrando nel secondo tempo a Jacopo Sala. Il 15 settembre mette a segno il primo gol con la maglia gialloblù durante la vittoria casalinga per 2-0 sul Sassuolo. Il 14 luglio 2014 il Verona riscatta l'intero cartellino del giocatore dalla Fiorentina, per 3,5 milioni di euro. Juventus Il 2 agosto 2014 passa alla Juventus in prestito oneroso ad un milione di euro con diritto di riscatto fissato a 6 milioni, che diventerà obbligatorio se, nel corso della stagione, il giocatore avrà disputato almeno il 60% delle gare ufficiali. Decide di indossare la maglia numero 2. Il 16 settembre seguente esordisce in bianconero, subentrando a Stephan Lichtsteiner nel match di Champions League vinto per 2-0 contro il Malmö allo Juventus Stadium. Questa partita segna anche il suo debutto nelle coppe europee. Il 20 settembre fa il suo esordio stagionale in campionato, nella vittoria per 1-0 sul campo del Milan. È costretto a saltare il resto della prima parte di stagione a causa di continui problemi agli adduttori. Nel mese di dicembre decide di operarsi ed è così costretto ad uno stop di tre mesi. Torna in campo il 9 maggio 2015, nel pareggio casalingo per 1-1 contro il Cagliari. In seguito alla partita contro l'Inter del 16 maggio (2-1) è vittima di una lesione al retto femorale della coscia sinistra, che lo costringe a chiudere anzitempo la stagione. Il giocatore termina la sua prima ed unica annata alla Juventus disputando solo cinque partite tra campionato e coppe, senza mai andare a segno. Al termine della stagione la società bianconera decide di non esercitare il diritto di riscatto ed il giocatore fa così ritorno al Verona. Ritorno al Verona Nella stagione 2015-2016 gioca poche partite a causa dei numerosi problemi fisici che lo affliggono dove tuttavia racimola in campionato solamente 9 presenze. Con la retrocessione a fine stagione in Serie B del Verona, arriva nel settembre 2016 il rinnovo di contratto con gli scaligeri prolungando fino al giugno 2019. Il 1º maggio 2017 è decisiva al 90+5 la sua rete nella vittoria interna per 3-2 nel derby veneto disputato sotto la pioggia al Bentegodi, contro il Vicenza. Tuttavia durante l'intera stagione riesce a giocare con più continuità con i gialloblu, contribuendo notevolmente alla promozione dei veneti dopo solamente un anno, nella massima serie. Il 16 ottobre 2017 segna la rete decisiva nella partita vinta in casa per 1-0 contro il neo-promosso Benevento. Il 31 marzo 2018, nella gara persa per 3-0 in trasferta contro l'Inter, disputa l'ultima parte dell'incontro nel ruolo di portiere, dopo l'espulsione del compagno Nicolas. Genoa, Lazio e Brescia L'11 luglio 2018 passa al Genoa da svincolato e l'11 agosto successivo esordisce a Marassi nella vittoria per 4-0 in Coppa Italia contro il Lecce. Sigla il suo primo gol in rossoblu il successivo 28 ottobre, realizzando un rigore nel pareggio per 2-2 contro l'Udinese. Il 31 gennaio 2019, dopo 17 presenze e 1 gol, viene ceduto in prestito con diritto di riscatto alla Lazio. Esordisce con la nuova maglia il 7 febbraio nella partita casalinga contro l'Empoli. Il 18 giugno 2019 con un tweet, il calciatore ha annunciato il ritorno al Genoa, in quanto la Lazio ha deciso di non riscattarlo. Il 2 settembre 2019, dopo aver già esordito in campionato con il Genoa, passa in prestito al Brescia. Il 21 settembre successivo, segna la sua prima rete con la maglia delle Rondinelle, decidendo la trasferta in casa dell'Udinese. Il 30 giugno 2020 la società lombarda comunica il mancato accordo col giocatore per il prolungamento del contratto fino al termine della stagione; il calciatore lascia così in maniera immediata le Rondinelle. Ritorno al Cruzeiro Dopo avere lasciato il Brescia è rimasto svincolato sino al 26 marzo 2021, giorno in cui ha fatto ritorno al Cruzeiro. Durante la sua permanenza nel club brasiliano, totalizzerà nel Campeonato Brasileiro Série A 46 presenze senza mai andare a segno e mentre, nel Campionato Mineiro, totalizzerà 17 presenze Il 1⁰ gennaio 2023, dopo un anno del tutto buono, il suo contratto scadrà, rimanendo svincolato. Nazionale Dal 14 al 15 aprile 2014 è stato convocato dal CT della nazionale italiana Cesare Prandelli per un test di valutazione funzionale in vista dei Mondiali 2014. Il 13 maggio 2014 è stato inserito nella lista di 30 calciatori pre-convocati in vista dei Mondiali 2014. Tuttavia, nonostante fosse stato inserito in seguito anche nella lista dei 23 calciatori disponibili per il mondiale, il 2 giugno rifiuta la convocazione, dichiarando di non essere al 100% dal punto di vista fisico e preferendo cedere il posto a chi più in forma di lui. Palmarès Club Campeonato Brasileiro Série D: 1 - Chapecoense: 2009 Campionato italiano: 1 - Juventus: 2014-2015 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2014-2015 - Lazio: 2018-2019
  16. CLAUDIO SCLOSA https://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Sclosa Nazione: Italia Luogo di nascita: Latisana (Udine) Data di nascita: 28.02.1961 Ruolo: Capo-Osservatori Altezza: 180 cm Peso: 72 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2011 al 2014 Claudio Sclosa (Latisana, 28 febbraio 1961) è un dirigente sportivo, procuratore sportivo ed ex calciatore italiano. Claudio Sclosa Nazionalità Italia Altezza 180 cm Peso 72 kg Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1996 Carriera Giovanili 1971-1975 Polisportiva Lignanese 1975-1979 Torino Squadre di club 1979-1982 Torino 47 (0) 1982-1983 → Bologna 27 (2) 1983-1984 → Como 33 (3) 1984-1985 Torino 25 (1) 1985-1986 Bari 29 (1) 1986-1988 Pisa 60 (8) 1988-1994 Lazio 133 (1) 1994-1995 → Cremonese 11 (1) 1995 Lazio 0 (0) 1995-1996 Pistoiese 28 (0) Nazionale 1980-1981 Italia U-21 7 (0) Carriera Giocatore Club Sclosa al Pisa, assieme al presidente Anconetani, mentre solleva la Coppa Mitropa 1987-1988. Inizia la carriera al Torino, nel 1979 restando fino al 1982, giocando in modo alterno. La prima stagione la passò in panchina, nella seconda fu titolare, nella terza disputò 15 gare. Nell'estate 1982 passò al Bologna in Serie B, restando una stagione con 27 presenze. L'anno successivo passò al Como in Serie B, da titolare, segnando 3 gol. L'anno successivo tornò a Torino. Trascorse la stagione dopo al Bari. Nel 1986 andò al Pisa, in cui rimase due anni, segnando 7 gol nella sua prima stagione con la squadra toscana, contribuendo al suo ritorno in Serie A. Lasciato il Pisa, nel 1988, si trasferì alla Lazio, restando sei anni. A 33 anni passò in prestito alla Cremonese per un anno e concluse la sua carriera calcistica nel 1996 con la maglia della Pistoiese. Nazionale Nel 1980-81 è stato in Nazionale Under-21, disputando 7 gare senza mai segnare. Procuratore, dirigente Fu procuratore sportivo nella società IFA di Giuseppe Bonetto. Il 19 ottobre 2011 lasciò l'attività di procuratore diventando prima capo-osservatori in Italia della Juventus, poi capo scout in Piemonte, firmando un contratto che lo lega ai bianconeri per tre anni. Nel 2017 diventa nuovo responsabile degli osservatori dell'Inter, andando a ricoprire il ruolo lasciato libero da Massimiliano Mirabelli. Palmarès Club Coppa Mitropa: 1 - Pisa: 1987-1988
  17. PAOLO GARIMBERTI https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Garimberti Nazione: Italia Luogo di nascita: Levanto (La Spezia) Data di nascita: 02.02.1943 Ruolo: Consigliere di amministrazione Presidente del J-Museum Altezza: - Peso: - Soprannome: - Consigliere di amministrazione della Juventus dal 2014 Presidente del J-Museum dal 2012 Paolo Garimberti (Levanto, 2 febbraio 1943) è un giornalista, dirigente pubblico, dirigente sportivo e accademico italiano. È editorialista del quotidiano la Repubblica. È inoltre membro del consiglio di amministrazione della Juventus oltreché presidente del J-Museum. Paolo Garimberti Presidente della RAI Durata mandato 26 marzo 2009 – 12 giugno 2012 Successore Anna Maria Tarantola Dati generali Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza Università Università degli Studi di Genova Professione Giornalista Biografia Laureato in Giurisprudenza, ha cominciato l'attività giornalistica a vent'anni, al Corriere Mercantile di Genova, per passare poi nel 1969 a La Stampa, dove è stato corrispondente da Mosca dal 1970 al 1976 e caporedattore della redazione di Roma dal 1979 al 1986. Dal 1986 al 1993 a la Repubblica è stato editorialista e caporedattore di politica nazionale prima e internazionale poi. Nel 1987 è stato anchorman della trasmissione settimanale Monitor, di Canale 5. Nominato nel 1992 professore a contratto di Diritto costituzionale comparato all'Università degli Studi di Genova, il novembre successivo è stato nominato direttore responsabile del TG2, incarico che ha mantenuto fino al 1994. Tornato a la Repubblica lo stesso anno, è stato direttore del settimanale del Gruppo Editoriale L'Espresso il Venerdì di Repubblica dal 1996 al 2000 e vicedirettore del quotidiano dal 2000 al 2004, periodo in cui ha anche diretto la testata online CNN Italia. Successivamente ha continuato a scrivere per Repubblica e il Venerdì e ha condotto il talk show di Repubblica Radio TV. Presidente della Rai Il 26 marzo 2009 è stato designato presidente della Rai dal Consiglio di amministrazione all'unanimità e, successivamente, la Commissione di Vigilanza Rai ha convalidato definitivamente, la sua nomina con voto anch'esso unanime di 37 voti su altrettanti presenti. Garimberti rimane alla presidenza della Rai fino all'8 giugno 2012, giorno in cui gli succede Anna Maria Tarantola. In un documento sulle dichiarazioni patrimoniali e reddituali rese dai titolari di cariche elettive e direttive di alcuni enti, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'art. 12 della legge 5 luglio 1982 n. 441, risulta che il manager vanti per il 2010, redditi annui pari a 670.304 euro. Altri incarichi Il 16 dicembre 2011 è diventato presidente del consiglio di sorveglianza del canale televisivo paneuropeo Euronews. Siede nel consiglio di amministrazione della squadra di calcio italiana della Juventus con la carica di amministratore indipendente; con la nascita del J-Museum, inaugurato il 16 maggio 2012, ne diventa il primo presidente.
  18. GIULIA BONGIORNO https://it.wikipedia.org/wiki/Giulia_Bongiorno Nazione: Italia Luogo di nascita: Palermo Data di nascita: 22.03.1966 Ruolo: Consigliere di amministrazione Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 2012 al 2018 Giulia Bongiorno (Palermo, 22 marzo 1966) è un'avvocata e politica italiana. Senatrice della Repubblica dal 2018, è stata deputata dal 2006 al 2013. Dal 1º giugno 2018 al 5 settembre 2019 è stata Ministro per la pubblica amministrazione nel Governo Conte I. Giulia Bongiorno Ministro per la pubblica amministrazione Durata mandato 1º giugno 2018 – 5 settembre 2019 Capo del governo Giuseppe Conte Predecessore Marianna Madia Successore Fabiana Dadone Presidente della 2^ Commissione Giustizia della Camera dei deputati Durata mandato 12 maggio 2008 – 14 marzo 2013 Predecessore Pino Pisicchio Successore Donatella Ferranti Senatrice della Repubblica Italiana In carica Inizio mandato 23 marzo 2018 Legislature XVIII Gruppo parlamentare Lega per Salvini Premier Circoscrizione Sicilia Sito Istituzionale Deputata della Repubblica Italiana Durata mandato 28 aprile 2006 – 14 marzo 2013 Legislature XV, XVI Gruppo parlamentare XV: AN XVI: PdL (Fino al 30/07/2010) FLI (Dal 30/07/2010) Circoscrizione Lazio 1 Sito Istituzionale Dati generali Partito politico Lega per Salvini Premier (dal 2018) In precedenza: AN (2006-2009) PdL (2009-2010) FLI (2010-2013) Ind. (2013-2018) Titolo di studio Laurea in giurisprudenza Università Universitá degli studi di Palermo Professione Avvocato penalista Biografia Nata a Palermo, vive a Roma. È figlia di Girolamo Bongiorno, professore emerito di diritto processuale civile nell'Universitá degli studi di Roma "La Sapienza". È parente del noto conduttore Mike Bongiorno, come affermato anche dallo stesso presentatore nella sua autobiografia La versione di Mike. Frequenta il liceo classico Imera a Palermo e milita nelle "Frecce Azzurre" di A2 di basket. Laureata in giurisprudenza all'Universitá di Palermo, nel 1992 riceve la Toga d'onore come prima dei 700 praticanti avvocati del distretto giudiziario di Palermo. Attività forense Iscritta al foro di Roma, è titolare di un proprio studio legale con sedi a Roma e Milano, che si occupa prevalentemente di diritto penale dell'economia e di reati contro la pubblica amministrazione, i cosiddetti white collar crimes o crimini dei "colletti bianchi". Patrocinante in Cassazione, si è occupata anche di celebri casi di cronaca nera. Processi Particolare risonanza sui media ebbe il processo per mafia contro Giulio Andreotti, nel quale Giulia Bongiorno, allora giovane avvocata di 27 anni, assunse la difesa del leader democristiano insieme a Franco Coppi e Gioacchino Sbacchi. Il procedimento di Palermo durò dal 1993 al 2004 e, dopo l'assoluzione in primo grado, la Corte d'Appello accertò la responsabilità di Andreotti per i fatti precedenti al 1980, pur dichiarandoli prescritti, e confermò l'assoluzione per quelli successivi. Nel 2004 la Cassazione confermò la sentenza di appello, precisando che “la ricostruzione dei singoli episodi e la valutazione delle relative conseguenze è stata effettuata in base ad apprezzamenti ed interpretazioni che possono anche non essere condivise e a cui sono contrapponibili altre dotate di uguale forza logica, ma che non sono mai manifestamente irrazionali e che, quindi possono essere stigmatizzate nel merito, ma non in sede di legittimità”. Ed ancora si legge nelle conclusioni della sentenza della Suprema Corte: “i giudici dei due gradi di merito sono pervenuti a soluzioni diverse; non rientra tra i compiti della Corte di Cassazione, come già reiteratamente precisato, operare una scelta tra le stesse perché tale valutazione richiede l’espletamento di attività non consentite in sede di legittimità”. Giulia Bongiorno, sempre insieme a Franco Coppi, assunse la difesa di Andreotti anche nel procedimento di Perugia relativo all'omicidio del giornalista Mino Pecorelli. Dopo i tre gradi di giudizio, il processo si concluse con piena assoluzione, ribaltando la sentenza in secondo grado e confermando quella di primo grado. La particolare rilevanza di tali processi conferì a Giulia Bongiorno grande notorietà. Ha poi difeso molti personaggi noti nell'ambito di complessi procedimenti penali di carattere tributario; tra gli altri, Gianna Nannini, Ezio Greggio, Tiziano Ferro e l'allenatore di basket Simone Pianigiani. Nel 2000 ha difeso, insieme a Franco Coppi, Piero Angela dall'accusa di diffamazione lanciata da due associazioni omeopatiche a causa delle affermazioni di Angela sulla non scientificità dell'omeopatia; la causa fu vinta. Ha difeso nel 2002 a Perugia, Pierfrancesco Pacini Battaglia, noto alle cronache di Tangentopoli come «il banchiere un gradino sotto Dio», assolto «perché il fatto non sussiste» dall'accusa di corruzione. Il processo, iniziato nel 1999, era scaturito da uno dei filoni della cosiddetta Tangentopoli 2. In seguito, ha assistito Clementina Forleo, magistrata di Milano, coinvolta sia nella querelle riguardante le pressioni subite da alcuni politici durante le indagini sulle scalate bancarie, sia nell'azione disciplinare dovuta al presunto utilizzo illegittimo di alcune intercettazioni telefoniche. Nel giugno del 2007 si è occupata della pratica di separazione del Presidente di AN Gianfranco Fini dalla moglie Daniela Di Sotto. Nel 2008 ha assunto la difesa dell'allora studente universitario Raffaele Sollecito, uno degli indagati per l'omicidio di Meredith Kercher, noto come delitto di Perugia dove l'imputato è stato condannato a 25 anni di reclusione in primo grado, poi assolto per non aver commesso il fatto il 3 ottobre 2011 in secondo grado. Condannato di nuovo a 25 anni il 30 gennaio 2014, sarà poi assolto in Cassazione il 27 marzo 2015. Assieme ad Amanda Knox (il terzo imputato, Rudy Guede, era ormai condannato in via definitiva dal 2010, con rito abbreviato), già ormai a Seattle al momento della sentenza, Sollecito ha trovato la piena assoluzione dalla Corte di Cassazione (con decisione di annullamento senza rinvio) dopo otto anni di processo. Sempre nel 2010, ha assunto la difesa in appello dei manager Google, dopo che il Tribunale di Milano li aveva condannati ritenendoli responsabili del reato di illecito trattamento dei dati personali e, in particolare, per aver permesso che un video diffamatorio fosse caricato sulla piattaforma Google Video. I tre manager sono stati assolti dalla Prima Sezione della Corte di Appello di Milano perché il fatto non sussiste. Nel processo Ruby-ter, ha difeso Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi; in quella occasione ha ottenuto l'archiviazione del procedimento per il proprio assistito. Giustizia sportiva Nell'ambito della giustizia sportiva ha difeso diversi calciatori dell'Atalanta, tra cui Cristiano Doni, assolto dall'accusa di aver pilotato, insieme ad altri giocatori, il risultato di una partita di Coppa Italia dell'Atalanta contro la Pistoiese nella stagione 2000-2001. Ha difeso il calciatore della Sampdoria Stefano Bettarini accusato di scommesse illecite, sostenendo che era un maniaco degli SMS e che le sue previsioni sui risultati delle partite erano chiacchiere da bar smentite dai fatti. Il giocatore ricevette 5 mesi di squalifica, in seguito alla derubricazione in omessa denuncia di illecito sportivo, a fronte dei 3 anni richiesti dalla Procura federale. Francesco Totti si è affidato a lei in seguito alla sua squalifica dal Campionato europeo di calcio 2004, quando sputò in faccia al calciatore danese Christian Poulsen. La linea difensiva verteva sul fatto che la prova TV fosse una trappola, realizzata da una telecamera puntata sul giocatore per tutta la partita. Il giocatore fu condannato a tre giornate di squalifica contro le quattro richieste dall'accusa. Ha difeso il fiorettista italiano Andrea Baldini dall'accusa di doping che nel 2008 ne determinò l'esclusione dalla spedizione italiana ai giochi olimpici di Pechino. La Federazione internazionale ha riconosciuto la "non volontarietà" nell'assunzione del diuretico che ha impedito allo schermidore livornese di essere ai Giochi di Pechino, consentendone dopo 6 mesi il ritorno in pedana, assolvendolo dall'accusa di doping. Già legale di Riccardo Garrone, nell'estate del 2011 e del 2012 è stata nuovamente legale della Sampdoria: nel primo caso per chiedere il ripescaggio in Serie A e nel secondo per difendere la squadra nel processo sul calcioscommesse. Dal 10 agosto 2012, dopo la sentenza di primo grado, è stato difensore dell'allenatore della Juventus Antonio Conte e del suo vice Angelo Alessio nel processo riguardante il calcioscommesse a fianco agli avvocati Antonio De Rensis e Luigi Chiappero. In secondo grado a Conte è stata confermata la sanzione a 10 mesi di squalifica con esclusione della responsabilità in relazione alla gara Novara-Siena, mentre il suo vice a 6 mesi. Ha seguito entrambi anche innanzi al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport, ove nell'ottobre dello stesso anno la squalifica del primo è stata ridotta a 4 mesi e del secondo a 2 mesi. Nel 2016, ha difeso dodici atleti della Federazione Italiana di Atletica Leggera, accusati dall'Ufficio di Procura Antidoping. Tutti gli atleti sono stati assolti. Attività politica Deputata alla Camera Giulia Bongiorno a veDrò 2011 con Enrico Letta Alle elezioni politiche del 2006 viene candidata, ed eletta, alla Camera dei deputati, tra le nella circoscrizione Lazio 1, nella lista di Alleanza Nazionale. È stata membro della Commissione Giustizia e del Consiglio di Giurisdizione. Alle elezioni politiche del 2008 viene riconfermata alla Camera dei Deputati tra le file del Popolo della Libertà. Durante la XVI legislatura italiana è stata eletta Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, componente del Comitato parlamentare per i procedimenti d’accusa e di membro del Collegio d’Appello (organo giurisdizionale della Camera). Nel 2010 segue Gianfranco Fini e aderisce a Futuro e Libertà per l'Italia. Nel 2011 diviene Portavoce di FLI. Elezioni politiche del 2013 Alle elezioni regionali nel Lazio del 2013 si candida alla carica di Presidente, venendo sostenuta dalla lista Bongiorno Presidente (che federava al proprio interno UDC e FLI). Ottiene il 4,73% dei voti, validi per ottenere due seggi nel Consiglio regionale, ma non la sua elezione. Contemporaneamente, in occasione delle elezioni politiche del febbraio 2013, è candidata al Senato della Repubblica, in regione Lazio, come esponente di FLI all'interno della lista unica centrista Con Monti per l'Italia (in seconda posizione, preceduta dal capolista Pier Ferdinando Casini), tuttavia non viene eletta poiché la lista nel Lazio non supera la soglia di sbarramento dell'8%. Ritorno in Parlamento e Ministro della Pubblica Amministrazione Il 18 gennaio 2018 viene annunciata la sua candidatura al senato alle elezioni politiche con la Lega per Salvini Premier come indipendente. È stata capolista della Lega in Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio e Sicilia: eletta in tutte e cinque le circoscrizioni, ottiene il seggio nella circoscrizione Sicilia occidentale. Il 31 maggio 2018 viene indicata come Ministra per la Pubblica Amministrazione nel nascente Governo Conte I, ed entra in carica il 1º giugno. Il 2 giugno si dimette da consigliere indipendente del Cda della Juventus. Quale ministra ha incentivato politiche tese ad investire nella pubblica amministrazione come volano per l’economia e ha sbloccato il turn over al 100% in tutti i settori della P.A., prevedendo la possibilità di sostituire con nuove assunzioni il personale che cessa dal servizio e un pacchetto di assunzioni straordinarie, finanziate dalla legge di bilancio 2019, per rafforzare la capacità amministrativa di alcuni settori strategici quali la giustizia. Il 12 giugno 2019 viene approvato in via definitiva dal Parlamento il Ddl "Concretezza", il primo provvedimento sulla P.A. del ministro Bongiorno. Punti cardine del testo sono: il “Nucleo per la concretezza”, un team di professionisti che andrà in loco nelle amministrazioni in difficoltà per accompagnarle in percorsi di miglioramento delle prestazioni alla collettività; la videosorveglianza e la rilevazione delle impronte digitali contro le false attestazioni della presenza in ufficio; la conferma del turnover al 100%; l’individuazione delle professionalità da reclutare in via prioritaria (esperti in digitalizzazione, in gestione dei fondi strutturali, in semplificazione amministrativa e in controllo di gestione); concorsi pubblici più veloci e con procedure più snelle. Il 17 luglio 2019 viene approvato in via definitiva dal Parlamento il Ddl recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, promosso dalla ministra Bongiorno insieme al collega Bonafede. Il provvedimento cosiddetto “Codice Rosso” - quando una donna farà una denuncia per violenza sarà ascoltata dai magistrati entro tre giorni, una sorta di corsia preferenziale come il “Codice Rosso” in un Pronto Soccorso - è entrato il vigore il 9 agosto 2019. Il 5 settembre 2019, con la nomina del Governo Conte II, cessa dal suo incarico ministeriale. Alle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022 viene candidata per il Senato nel collegio uninominale di Roma Municipio V per il centro-destra oltreché come capolista nel collegio plurinominale Lazio 01 e in Sicilia 01 mentre corre in seconda posizione nei collegi Lazio 02, Lombardia 02 e Sicilia 02. Altre attivitá È stata docente a contratto di Procedura penale all'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli Nel 2007, insieme a Michelle Hunziker, ha dato vita alla fondazione Doppia Difesa - Onlus, la cui finalità statutaria è focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle discriminazioni, gli abusi, le violenze contro le donne, offrendo sostegno, assistenza e tutela alle vittime di tali fenomeni. Nell’ambito dei propri fini statutari la Fondazione ha negli anni promosso numerose iniziative di sensibilizzazione, partecipato a convegni, ricevuto riconoscimenti e assistito vittime di violenza sia sul piano psicologico che in procedimenti giudiziari, anche di notevole rilievo mediatico. Nel gennaio 2018 un articolo di stampa ha avanzato dubbi sull'effettività delle azioni portate avanti dalla Fondazione; altri articoli hanno invece dato voce ad alcune testimonianze contrarie. La Fondazione ha parlato della necessità di introdurre il reato di stalking fin dal 2007; nel febbraio 2009 gli atti persecutori sono diventati reato anche grazie al contributo di Giulia Bongiorno, in veste di Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Tra maggio e giugno del 2018, Doppia Difesa ha proposto l'introduzione del "codice rosso", una corsia preferenziale per certe denunce (come maltrattamenti e atti persecutori) con tempi di intervento rapidissimi delle Autorità; da tale iniziativa è scaturito un disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 novembre 2018. È curatrice di una rubrica quindicinale sul settimanale a tiratura nazionale Oggi, dal titolo Doppia Difesa - Dalla parte delle donne, che tratta il fenomeno della violenza di genere. Il 13 febbraio 2011 ha partecipato alla manifestazione Se non ora, quando? per il rispetto e la dignità delle donne, dopo il caso Ruby. Dal 26 ottobre 2012 al 2 giugno 2018 fa parte del Consiglio di Amministrazione della Juventus, in qualità di supervisore dell'area legale. Dal maggio 2016 al 2 giugno 2018 fa parte del Consiglio di Amministrazione di Cerved Information Solutions S.p.A. Dal 2016 al febbraio 2018 è stata Presidente dell'Organismo di Vigilanza dell'Ospedale Israelitico. Dal 2013 al marzo 2018 è stata Presidente dell'Organismo di Vigilanza di Terna Plus S.r.l. Dal 2017 al marzo 2018 è stata componente dell'Organismo di Vigilanza di Poste Italiane S.p.A. Posizioni politiche Ha sostenuto il "Sì" a tutti e 4 i referendum del 2005 sulla fecondazione assistita. Ha fornito un contributo decisivo all’introduzione nell'ordinamento italiano del reato di stalking (art. 612 bis del codice penale). In occasione del referendum costituzionale del 2016, riguardo alla riforma Renzi-Boschi, si è schierata per il "No". Ha presentato, congiuntamente all'On. Mara Carfagna, la proposta di legge per l'introduzione dell'aggravante del femminicidio e del delitto di matrimonio mediante coercizione. Si è dichiarata favorevole a una disciplina sulle unioni civili per le coppie omosessuali e all'istituzione di una legge contro l'omofobia. Si è espressa per l'ampliamento della legittima difesa nell'ordinamento legislativo italiano ed è sostenitrice dei principi di certezza ed effettività della pena, dichiarandosi inoltre contraria all'abuso della custodia cautelare in carcere. Per quanto riguarda l'uso e l'autorizzazione delle intercettazioni da parte dei magistrati e dei giornalisti, la Bongiorno ha dichiarato di essere favorevole a far pubblicare solo ciò che è penalmente rilevante. Per combattere il fenomeno dell'assenteismo nella pubblica amministrazione e i cosiddetti "furbetti del cartellino", a febbraio del 2019 ha proposto la rilevazione delle impronte digitali e dei dati biometrici dei dipendenti al momento dell'ingresso e dell'uscita dalla sede di lavoro, da integrarsi con le videocamere e i tornelli tradizionali.
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