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ARMAND TRAORÉ Nasce a Parigi, l'8 ottobre 1989. Approda a Torino il 31 agosto 2010 con la formula del prestito oneroso; all'Arsenal viene versata la somma di 600.000 euro. Il francese eredita la maglia numero 17 ereditata David Trézéguet passato in estate all'Hercules di Alicante. L'11 settembre seguente, durante un allenamento, si procura una lesione muscolare di primo grado del muscolo bicipite femorale sinistro, che lo costringe a stare fuori dal campo per almeno quattro settimane. Quando sembra vicino il suo rientro in campo, a metà ottobre, subisce un nuovo infortunio che lo costringe ad un altro mese di stop. Smaltiti i problemi fisici, debutta in bianconero nella sfida con la Roma del 13 novembre, entrando al 45' al posto di Fabio Grosso. Il 2 dicembre viene schierato titolare nella sfida di European League contro i polacchi del Lech Poznan (1-1). Si infortuna nuovamente a gennaio nella trasferta di Marassi contro la Sampdoria (terminata poi 0-0) dopo appena 30 secondi dall'inizio dell'incontro, riportando uno stop di circa tre settimane. Rientra dopo l'infortunio nella gara casalinga del 5 marzo contro il Milan (0-1), disputando una buona gara. Il 22 giugno 2011 la Juventus non esercita il diritto di riscatto ed Armand ritorna all'Arsenal. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2012/09/armand-traore.html
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ARMAND TRAORÉ https://it.wikipedia.org/wiki/Armand_Traoré Nazione: Senegal Luogo di nascita: Parigi Data di nascita: 08.10.1989 Ruolo: Difensore Altezza: 185 cm Peso: 77 kg Nazionale Francese Under-21 e Senegalese Soprannome: - Alla Juventus dal 2010 al 2011 Esordio: 13.11.2010 - Serie A - Juventus-Roma 1-1 Ultima partita: 15.05.2011 - Serie A - Parma-Juventus 1-0 12 presenze - 0 reti Armand Traoré (Parigi, 8 ottobre 1989) è un ex calciatore francese naturalizzato senegalese, di ruolo difensore. Armand Traoré Nazionalità Senegal Altezza 185 cm Peso 77 kg Calcio Ruolo Difensore Termine carriera 2020 Carriera Giovanili 1996-1999 FC Suresnes 1999-2004 RC Paris 2004-2005 Monaco 2005-2006 Arsenal Squadre di club 2006-2008 Arsenal 3 (0) 2008-2009 → Portsmouth 19 (1) 2009-2010 Arsenal 9 (0) 2010-2011 → Juventus 12 (0) 2011 Arsenal 1 (0) 2011-2016 QPR 86 (2) 2016-2018 Nottingham Forest 30 (0) 2018 → Cardiff City 4 (1) 2018-2019 Çaykur Rizespor 0 (0) 2019-2020 Cardiff City 0 (0) Nazionale 2007-2008 Francia U-19 4 (0) 2008-2010 Francia U-21 5 (0) 2011-2018 Senegal 7 (0) Caratteristiche tecniche Giocava come difensore, laterale sinistro. Carriera Club Arsenal Traoré con la maglia dell'Arsenal nel 2008 Traoré arrivò all'Arsenal il 1º agosto 2006, dopo alcuni anni di giovanili in Francia, nel Racing Parigi e nel Monaco. Nonostante fosse membro della squadra delle riserve, con 6 presenze nel campionato riserve 2005-2006, giocò la partita al nuovo Emirates Stadium, il 22 luglio 2006 contro l'Ajax; la partita, fra l'altro, era anche il match d'addio di Dennis Bergkamp. Il mese successivo, figurava nei 18 convocati per la sfida di Champions League contro la Dinamo Zagabria, assistendo alla partita dalla panchina. Nella stagione 2006-2007, Traorè debuttò in Coppa di Lega inglese il 24 ottobre, nel match valido per il terzo turno contro il West Bromwich, entrando al minuto 24 minuto al posto di Emmanuel Adebayor. Per il resto della stagione giocò soprattutto in Coppa di Lega, partendo titolare nelle partite contro Everton, Liverpool, Tottenham (in semifinale), e nella finale contro il Chelsea, persa dall'Arsenal per 2-1. La stagione seguente non cominciò bene per il franco-senegalese. Andando ad assistere a White Hart Lane al match Tottenham-Arsenal, entrò nello stadio con un tirapugni, venendo per questo arrestato. Riguardo al prosieguo di stagione, partì titolare in FA Cup contro il Burnley (venendo sostituito da Justin Hoyte al 71') ed esordì in Premier League il 5 aprile, contro il Liverpool. Nelle ultime partite della stagione, poi, fu usato con frequenza maggiore, nella posizione di esterno sinistro di centrocampo e ala. Il 4 agosto firma un lungo prolungamento del contratto con i Gunners. Portsmouth e ritorno all'Arsenal Prima di diventare punto fermo della prima squadra dell'Arsenal, però, Traoré decide di trascorrere un anno in prestito al Portsmouth, per accumulare l'esperienza necessaria. Nella stagione con i Pompeys colleziona 19 presenze e, il 18 maggio, segna anche il suo primo gol in Premier, in un 3-1 casalingo contro il Sunderland. Traoré in azione ai Gunners nel 2010 Per la stagione 2009-2010 Traoré torna all'Arsenal, e gioca subito nella partita vinta per 2-0 contro il West Bromwich in Coppa di Lega, giocando 69 minuti prima di essere sostituito da Nacer Barazite. Grazie al contemporaneo infortunio di Gaël Clichy e Kieran Gibbs, Traorè diventa terzino sinistro titolare. Comincia la propria nuova avventura contro il Sunderland, per poi giocare anche partite con "Big" come Chelsea (3-0 per i Blues) e Liverpool (2-1 per i Gunners). Anche Traoré, dopo un po' di tempo, s'infortuna, ma recupera in breve tempo, tornando in un vittorioso 3-0 contro l'Aston Villa. Ha giocato ancora contro Everton e Bolton, per poi essere sostituito dal guarito Clichy. Juventus Il 31 agosto 2010 si trasferisce alla Juventus con la formula del prestito oneroso; all'Arsenal viene versata la somma di 600.000 euro. L'11 settembre seguente, durante un allenamento, si procura una lesione muscolare di primo grado del muscolo bicipite femorale sinistro, che lo costringe a stare fuori dal campo per quattro settimane; quando sembrava prossimo al rientro in campo, a metà ottobre, subisce un nuovo infortunio che lo costringe a un ulteriore mese di stop. Smaltiti i problemi fisici, viene convocato per la prima volta in occasione della sfida con la Roma del 13 novembre, nella quale debutta in bianconero subentrando al 45' a Fabio Grosso. Il 2 dicembre viene schierato titolare nella sfida di UEFA Europa League contro i polacchi del Lech Poznań (1-1). Si infortuna nuovamente a gennaio nella trasferta di Marassi contro la Sampdoria (terminata poi 0-0) dopo appena 30 secondi dall'inizio dell'incontro, riportando uno stop di circa 3 settimane. Rientra dopo l'infortunio nella gara casalinga del 5 marzo 2011 contro il Milan (0-1), chiudendo poi la sua stagione a Torino con 10 presenze in Serie A e 2 in Europa League. Secondo ritorno all'Arsenal, QPR e Nottingham Forest Il 22 giugno 2011 Traoré ritorna a vestire nuovamente la maglia dell'Arsenal, con cui il successivo 28 agosto gioca all'Old Trafford la sfida di Premier League contro il Manchester United. Due giorni dopo si trasferisce al Queens Park Rangers, rimanendo con i londinesi per cinque stagioni. Il 29 luglio 2016 passa al Nottingham Forest. Cardiff City Il 2 febbraio 2018 passa in prestito fino al termine della stagione al Cardiff City. Il 13 febbraio torna al gol a distanza di quattro anni dall'ultima volta, segnando nel 2-0 casalingo contro il Bolton. Il 6 maggio, grazie al pareggio ottenuto contro il Reading, conquista la promozione in Premier League. Çaykur Rizespor ed il ritorno al Cardiff Terminato il prestito al Cardiff, fa ritorno al Nottingham Forest per essere ceduto a titolo definitivo ai turchi del Çaykur Rizespor con i quali il 20 luglio 2018 firma un contratto di due anni con opzione per il terzo. Senza mai scendere in campo in campionato, il 15 gennaio 2019, per rispettare le regole sul numero di giocatori stranieri iscritti nella squadra, il club annuncia di aver tentato di venderlo ma non sono arrivate offerte; quindi per sopperire ai termini di regolamento, viene fatto allenare con la squadra U21, risolvendo il contratto il 31 luglio 2019. Rimasto svincolato, l'8 novembre 2019 fa il suo ritorno al Cardiff City siglando un contratto a breve termine, che lo ha lasciato libero il 7 gennaio 2020, senza mai aver giocato. Nazionale Traoré ha giocato nell'Under-19 francese, fallendo però nel raggiungere gli Europei Under-19 a causa di una sconfitta contro i pari età dell'Italia. Armand, comunque, ha giocato da titolare tutte e tre le partite del girone di qualificazione. Il 13 novembre 2008 è stato chiamato per la prima volta nell'Under-21, in un'amichevole contro la Danimarca. Il match finì 1-0 per i galletti, e Traorè giocò 73' prima di essere sostituito. Il 10 agosto 2011 sceglie la cittadinanza senegalese e viene convocato dal CT Amara Traoré per la partita persa per 2 a 0 contro il Marocco.
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Paul Pogba non è più un giocatore della Juventus
Socrates ha risposto al topic di Morpheus © in Archivio Calciomercato
Lui alla sua etá naturalmente pensa al mondiale con la Francia. Ma nel suo entourage ci sono persone meno giovani che dovrebbero fargli capire che Paul ha degli obblighi anche nei confronti della Juventus che é quella che gli paga il suo lauto stipendio. -
Gigi Peronace - Dirigente
Socrates ha risposto al topic di Socrates in Tutti Gli Uomini Della Signora
GIGI PERONACE https://it.wikipedia.org/wiki/Gigi_Peronace Nazione: Italia Luogo di nascita: Soverato (Catanzaro) Data di nascita: 29.11.1925 Luogo di morte: Roma Data di morte: 29.12.1980 Ruolo: Dirigente Alla Juventus dal 1948 al 1959 Luigi "Gigi" Peronace (Soverato, 29 novembre 1925 – Roma, 29 dicembre 1980) è stato un dirigente sportivo, calciatore e scopritore di talenti italiano. Fu cementatore dei rapporti calcistici tra Italia e Inghilterra. Calabrese di Soverato (provincia di Catanzaro), dopo aver studiato e vissuto a Torino intraprende l'attività di dirigente trasferendosi in Inghilterra negli anni sessanta e diventando l'anello di congiunzione tra il calcio del Belpaese e quello britannico; a lui si deve l'arrivo in Italia di campioni come John Charles, Denis Law, Jimmy Greaves, Joe Baker e Liam Brady. Luigi Peronace Peronace (a destra) assieme a Billy Wright e Giampiero Boniperti nel 1965 Nazionalità Italia Calcio Ruolo Portiere Termine carriera 1945 Carriera Squadre di club 1944-1945 Reggina Carriera Gli esordi Al termine del secondo conflitto mondiale, Peronace giocò come portiere nella Reggina nella stagione 1944-1945; si dilettava inoltre a organizzare partite amichevoli di calcio tra militari inglesi e australiani, e squadre locali calabresi. Nel 1960, in seguito ad un lungo periodo di lavoro trascorso nella Juventus (1948-1959) quale stretto collaboratore dell'allenatore gallese Jesse Carver, Peronace fu nominato dirigente del Torino: nel 1961, da direttore sportivo dei granata, curò personalmente l'arrivo dei giocatori Denis Law e Joe Baker. Successivamente, nel 1966, lasciò il Torino per seguire Umberto Agnelli, che nel frattempo era stato nominato Presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio, e fu nominato segretario della FIGC. Il periodo inglese Intanto, Peronace si era trasferito a Londra ove, negli anni sessanta e anni settanta, divenne il punto di riferimento del calcio italiano nel panorama calcistico inglese, stringendo forti legami con personaggi come Sir Matt Busby, storico manager del Manchester Utd, e Lord Dennis Follows, capo esecutivo dell'English Football Association. Grazie a Peronace nacque il Torneo anglo-italiano, la cui prima edizione si svolse nel 1970; tale competizione, dopo la sua prematura scomparsa, è stato intitolata alla sua memoria (edizioni dal 1982 al 1986). Il periodo della Nazionale Collaborò con Azeglio Vicini alla creazione della squadra Under 21 della Nazionale di Calcio; ebbe un ruolo determinante sia nell'elezione di Artemio Franchi alla presidenza della UEFA, sia nella nomina di Enzo Bearzot a commissario tecnico, nel 1976, anno in cui divenne l'accompagnatore della Nazionale italiana (chiamato da Franco Carraro); durante il Mondiale di Argentina 1978, oltre a essere direttore generale della Nazionale di calcio, svolse il ruolo di capo delegazione della squadra azzurra; a lui si devono, inoltre, la creazione della squadra del Resto del Mondo e l'organizzazione dell'incontro con l'Argentina, che fu battuta a Buenos Aires con il punteggio di 2-1: nella squadra creata da Peronace in tale occasione, furono convocati Michel Platini e Zbigniew Boniek, i cui nominativi furono segnalati dallo stesso al presidente della Juventus, Giampiero Boniperti. La scomparsa Nel dicembre del 1980, dopo gli Europei di Calcio, Peronace si trovava a Roma in ritiro con la Nazionale, ormai in partenza per il Mundialito del 1981: morì, all'età di 55 anni, tra le braccia di Enzo Bearzot, a causa di un arresto cardiaco; il suo posto venne ricoperto dal già campione azzurro Gigi Riva. Peronace può considerarsi precursore e inventore della figura del procuratore di calcio a 360 gradi e del Football Manager, ruolo completamente sconosciuto prima degli anni ottanta. -
Francesco Marino - Dirigente
Socrates ha risposto al topic di Socrates in Tutti Gli Uomini Della Signora
FRANCESCO MARINO https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Marino_(calciatore_1961) Nazione: Italia Luogo di nascita: Cerisano (Cosenza) Data di nascita: 28.08.1961 Ruolo: Osservatore Altezza: 181 cm Peso: 74 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2009 al 2013 Francesco Marino (Cerisano, 28 agosto 1961) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore. Francesco Marino Marino al Cosenza nel 1988 Nazionalità Italia Altezza 181 cm Peso 74 kg Calcio Ruolo Difensore Termine carriera 1994 Carriera Squadre di club 1979-1982 Spezzano ? (?) 1982-1993 Cosenza 251 (6) 1993-1994 Matera 28 (1) Carriera Giocatore Nel ruolo di terzino destro, inizia tra i dilettanti dello Spezzano Albanese per poi passare nel 1982 al Cosenza in Serie C1, squadra con cui si svolge la quasi totalità della sua carriera di calciatore. Con i rossoblu, infatti, disputa in tutto undici campionati di cui cinque in Serie B, ottenendo la promozione nella serie cadetta nella stagione 1987-88 sotto la guida tecnica di Gianni Di Marzio. Nella storia del club silano è il quarto calciatore, dopo Marulla, De Rosa e Del Morgine, per numero di presenze con la casacca rossoblu, in tutto 251 di cui 142 in Serie B. Nel 1993 termina la sua esperienza di calciatore con il Cosenza per concludere la carriera in Serie C1 con il Matera. Ha esordito in Serie B l'11 settembre 1988 in Cosenza-Genoa 0-0 Dirigente È stato direttore sportivo del Cosenza e in seguito osservatore per la Juventus. Nel luglio 2013 il presidente del Cosenza, Eugenio Guarascio, gli assegna per una stagione il ruolo di direttore generale. Palmarès Coppa Anglo-Italiana: 1 - Cosenza: 1983 -
Giorgio Perinetti - Dirigente
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GIORGIO PERINETTI https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Perinetti Nazione: Italia Luogo di nascita: Roma Data di nascita: 17.01.1951 Ruolo: Responsabile del settore giovanile Alla Juventus dal 1998 al 2000 Biografia Vedovo di Daniela Logiudice (deceduta il 5 giugno 2015 all'età di 49 anni), ha due figlie: Chiara ed Emanuela. Carriera A 21 anni, nel 1972, entra a far parte dello staff dirigenziale della Roma, dapprima in qualità di responsabile del settore giovanile, quindi di direttore sportivo. Il 14 novembre 1987 si trasferisce al Napoli come capo degli osservatori e responsabile del settore giovanile. L’anno successivo divenne direttore sportivo; è lui a comunicare a Maradona la prima squalifica per l'uso di cocaina, nel 1991. Il 17 novembre 1992 già in rotta con il presidente Corrado Ferlaino si dimette dall’incarico, causato anche dall’esonero di Claudio Ranieri e dall’arrivo di Ottavio Bianchi sulla panchina partenopea. Nel 1993, passa al Palermo. Lasciata la società in cui ha avuto una delle esperienze migliori, nel 1995 è nuovamente alla Roma e nel 1998 si ricongiunge con Moggi alla Juventus, ricoprendo l'incarico di responsabile del settore giovanile. L’11 febbraio 2000 rassegna le dimissioni al club bianconero. Nel 2000, dopo un mese al Como, passa nuovamente al Palermo, chiamato dal presidente Franco Sensi che già lo aveva avuto in giallorosso. Conquista un'altra promozione in Serie B e una salvezza l'anno successivo. Il 30 giugno 2002 scaduto il contratto rimane sempre ai rosanero per seguire la transazione tra Franco Sensi e Maurizio Zamparini. Il 23 luglio con l’arrivo della nuova presidenza termina il suo ruolo. Rimane alcuni mesi ancora alla Roma. Il 29 dicembre torna al Napoli come direttore sportivo. Il 1º giugno 2004 dopo che i partenopei hanno ottenuto la salvezza e prima del fallimento della società si dimette. Dopo si trasferisce come direttore sportivo al Siena, in Serie A. Con i toscani centra tre salvezze consecutive e l’11 giugno 2007 risolve consensualmente il contratto. Il giorno seguente passa al Bari, che contribuisce a riportare in Serie A nel 2009 e a far ottenere il decimo posto l'anno seguente. Il 7 maggio 2010 il presidente del Siena Massimo Mezzaroma annuncia che dalla stagione 2010-2011 Perinetti tornerà ad essere il direttore sportivo della società toscana. La conferma dell'addio arriva proprio da Perinetti, ringraziando Bari con una nota sul suo blog. L'annuncio ufficiale della società biancorossa, che comunica la fine del rapporto di lavoro, arriva il 10 maggio. Due giorni dopo viene presentato ufficialmente dal club toscano. Il 23 aprile 2012 il Palermo di Maurizio Zamparini annuncia ufficialmente il suo arrivo a partire dalla stagione 2012-2013 come vicepresidente esecutivo, qualora dovesse liberarsi dal Siena. Il 16 maggio seguente rescinde consensualmente il contratto con la società in scadenza nel 2013, mentre il 7 giugno viene annunciato come nuovo Direttore Generale dell'Area Sportiva, carica che sotto la gestione di Zamparini non era mai stata di nessuno. Il 28 settembre a seguito dell'arrivo di Pietro Lo Monaco come amministratore delegato dei rosanero, Perinetti lascia l'incarico rinunciando a due dei tre anni di contratto complessivi, definendo questa «la decisione più triste della mia vita». Il 6 febbraio 2013, a seguito delle dimissioni di Lo Monaco, viene richiamato da Zamparini in seno alla società rosanero, presenziando alla conferenza stampa di presentazione del tecnico Alberto Malesani che ha sostituito l'esonerato Gian Piero Gasperini. Il suo ingresso ufficiale nel consiglio di amministrazione della società avviene il 20 febbraio. Nonostante il campionato si sia concluso con la retrocessione del club siciliano nella seconda serie nazionale, il 2 luglio seguente rinnova per un altro anno il contratto col Palermo, diventando il Responsabile dell'Area Tecnica; la società si riserva il diritto d'opzione per il rinnovo del contratto di un ulteriore anno. A fine stagione il Palermo ottiene la promozione in Serie A con cinque giornate d'anticipo e Perinetti vince il premio come miglior direttore sportivo della Serie B durante il "Gran Galà Top 11 Serie B". All'indomani della chiusura del campionato del Palermo è stato annunciato che il suo contratto in scadenza il 30 giugno 2014 non sarà rinnovato, pertanto l'opzione viene fatta scadere. Il 24 luglio 2015 viene ingaggiato dal nuovo Venezia come direttore sportivo, portando la squadra dapprima in Lega Pro, quindi in Serie B. Lascia la squadra veneta il 6 ottobre 2017, risolvendo in maniera consensuale il contratto che sarebbe scaduto nel giugno seguente. L’11 ottobre 2017 viene nominato nuovo direttore generale del Genoa. Nel giugno 2019 lascia i rossoblu. Il 27 luglio 2020 viene nominato nuovo direttore sportivo del Brescia, neoretrocesso in Serie B. Si dimette il giorno 29 maggio 2021. Il 1º luglio seguente torna per la terza volta a Siena come direttore sportivo, lasciando l'incarico il 23 dicembre seguente, dopo una prima parte di stagione negativa in Serie C. L'11 giugno 2022 fa ritorno al Brescia, sempre in B, dove viene nominato direttore dell'area tecnica. Carriera in sintesi 1986-1987: Roma - Direttore sportivo 1987-1988: Napoli - Direttore area scouting 1988-1992: Napoli - Direttore sportivo 1993-1995: Palermo - Direttore sportivo 1995-1998: Roma - Direttore sportivo 1998-2000: Juventus - Coordinatore vivaio 2000-2002: Palermo - Direttore sportivo 2002-2004: Napoli - Direttore sportivo 2004-2010: Bari - Direttore sportivo 2010-2012: Siena - Direttore sportivo 2013-2014: Palermo - Direttore tecnico 2015-2017: Venezia - Direttore sportivo 2017-2019: Genoa - Direttore generale 2020-2021: Brescia - Direttore sportivo lug.- dic.2021: Siena - Direttore sportivo 2022-: Brescia - Direttore tecnico -
MANUEL GIANDONATO Ci sono annate certamente non particolarmente felici ma che portano anche segnali incoraggianti. Se prendiamo come esempio la stagione con Delneri in panchina, balza subito all’occhio il deludentissimo settimo posto. Ma uno sguardo più attento può cogliere alcuni aspetti positivi. Intanto, si sono create le basi della Juve che vincerà negli anni a venire (con gli acquisti di Pepe, Bonucci, Barzagli, Matri, Quagliarella, Storari) e si è regalato la possibilità a qualche giovinotto di iniziare la propria carriera professionistica: Ekdal, Sørensen, Liviero, Giannetti, Cammilleri, Boniperti, Libertazzi, Buchel. Tutti faranno più o meno bene lontano da Torino, così come Manuel Giandonato (che, in verità, aveva esordito l’anno precedente a Livorno) che, in quella stagione, scenderà in campo una manciata di volte (in Europa League contro Sturm Graz e Salisburgo e in campionato contro Parma e Chievo da titolare) prima di essere trasferito al Lecce. GIANLUCA DI MARZIO.COM DEL 2 NOVEMBRE 2018 Una pennellata o un colpo di scalpello. Un centrocampista e un artista non sono così diversi. A volte dipingi, altre scolpisci. Il giovane Michelangelo, futuro top player di pittura e scultura, alla fine del ‘400 prese una tavola e realizzò un quadro. Lo chiamarono la “Madonna di Manchester”, perché lì fu esposto per la prima volta. Eterea, spiazzante e incompiuta. Non aveva ancora compiuto vent’anni. A Old Trafford, Manuel Giandonato entrò con la sfrontatezza dei suoi 19 anni. E a dieci minuti dalla fine, disegnò una parabola perfetta su punizione. Inattesa e imparabile. Era il maggio del 2011. Del Piero lo applaudì, Ferguson pure. La Juventus vinse 2-1 grazie a quella prodezza. «Sentii il rumore del palo e poi il boato del pubblico. Un applauso spontaneo dello stadio. Era solo un’amichevole per l’addio al calcio di Neville, ma fu pazzesco. Venne anche Beckham a stringermi la mano» racconta oggi. Artista o centrocampista. Bel dilemma, a guardare i disegni di Manuel. «Lo faccio da sempre, è la mia passione. Vado a mano libera, prendendo spunto soprattutto dalla pop art. Adoro Andy Warhol. Magari dovesse andare male col calcio, mi metto a fare l’artista di strada...». In attesa che un Giandonato sia quotato come un Banksy, il pallone rimane ancora al centro della sua vita. Oggi il ragazzo di Chieti gioca nella Fermana. Domenica scorsa ha segnato il rigore decisivo per espugnare Pordenone. Vittoria e secondo posto, proprio dietro i neroverdi. «Una battaglia, ma siamo stati tosti. E alla fine abbiamo anche sistemato lo spogliatoio, pulendo tutto. Una società seria si vede anche da queste cose». Applausi. Certo che da quella notte a Manchester ne è passato di tempo: sette anni e dodici maglie diverse. Una valigia troppe volte in mano e qualche treno perso «perché a volte ho sbagliato scelta e altre chi poteva aiutarmi non l’ha fatto». Passo indietro. Chi era prima di Old Trafford? Una speranza nella Juve che stava rinascendo, con esordio nel febbraio del 2010 in una Livorno che sarebbe poi diventata tappa cruciale. «Zaccheroni era appena subentrato a Ciro Ferrara. Mi portò in panchina un po’ per caso. Felipe Melo si fece espellere. Non mi stavo neanche scaldando. Ricordo che il mister si girò verso la panchina e disse al vice “chiama Giandomenico”. Toccava a me, anche col nome storpiato. Entrai al posto di Del Piero. Io manco me ne accorsi, me lo disse mio padre la sera. Non feci danni». Fu la sola presenza di quella stagione. L’anno dopo, con Delneri in panchina, ne vennero altre. Compresa la prima da titolare, a Verona contro il Chievo. Iniziata bene, ma finita con un rosso. «Feci un fallo per fermare un contropiede. Dovevo farlo, altrimenti sarebbero andati in porta. Almeno fu memorabile. Il mio compagno delle giovanili Belcastro – oggi all’Imolese – fu profetico. Prima della partita mi disse che per essere ricordati alla prima serve un gol o un’espulsione. Purtroppo non segnai». Un infortunio al ginocchio purtroppo bloccò la sua stagione. Dopo l’ebbrezza di Old Trafford, in estate arrivò Antonio Conte. Manuel iniziò la preparazione con il gruppo che iniziava la risalita verso la gloria. «Si capiva che stava nascendo qualcosa di grande. A fine mercato, ero in bilico fra rimanere o andare in prestito. Scelsi Lecce. Forse fu una decisione prematura ma sfido chiunque a rifiutare una serie A a vent’anni». Otto presenze, una retrocessione e via al giro d’Italia. Tante tappe in salita e qualche foratura di troppo. «Feci un grave errore ad andare nella Juve Stabia. Braglia mi distrusse psicologicamente, fu il mio anno peggiore. A Salerno vincemmo il campionato ma Menichini, subentrato a Somma, mi relegò in fondo alla panchina. Era un problema di ruolo e di età: difficilmente si fidavano a mettere un giovane davanti alla difesa, in una posizione cruciale. Però quella era la mia posizione naturale e lì gioco ancora». Qualcuno iniziò a capirlo. «A Catanzaro iniziò la mia carriera, con Sanderra allenatore». Poi vennero Padova e Lanciano, ma soprattutto nell’estate del 2016 arrivò il Livorno. «Un’esperienza che mi ha fatto crescere sotto ogni punto di vista, con una tifoseria che mi ha aperto il cuore e tante divergenze con la società». Un’altalena di sentimenti. L’inizio da protagonista, la rottura del crociato, il desiderio di forzare i tempi, il rientro nei playoff con la Reggiana. «La società voleva che andassi via, ma l’unica proposta era da una serie B portoghese. E se fosse andata male? Chi mi riprendeva in Italia? Ho scelto di restare». Nuovo anno, nuovo inizio. Tutto bene fino a dicembre. Squadra in testa, poi la rottura con la dirigenza. «Volevano che andassi alla Lucchese. Rifiutai e mi misero fuori rosa». Giandonato assiste inerme alle sconfitte dei suoi compagni. Poi il reintegro a furor di popolo, con l’apoteosi nella partita più importante. «Maglia da titolare contro il Pisa. Il Siena ci aveva appena scavalcato in classifica. Vincemmo 2-0. Metà promozione la guadagnammo quel giorno». L’altra metà arrivò in casa con la Carrarese, ma «il giorno che ricorderò sempre pensando a Livorno è il ritorno allo stadio dopo la sconfitta nei playoff con la Reggiana. I tifosi ci applaudirono, capendo che avevamo dato tutto. A Livorno sono così, sanno riconoscere il cuore». Un cuore che non è bastato per guadagnarsi la conferma in B. «Ero svincolato, a lungo ho sperato nel rinvio del campionato. Poi è arrivata la chiamata della Fermana. Pochi chilometri da San Benedetto, dove vivo con la mia compagna Vanessa – conduttrice di un programma televisivo sull’Ascoli – e nostro figlio Cristian. Sentivo che era la scelta giusta. I fatti ora lo dimostrano». Lo dicono anche i numeri: 17 punti in 9 giornate e secondo posto solitario nel girone B. Una lettera che inizia a diventare un pensiero stupendo. «Siamo lì, ma l’obiettivo è la salvezza. Siamo uno spogliatoio di amici con un allenatore – Flavio Destro – capace di semplificarci al massimo i compiti in campo. Una brava persona, cosa che non guasta mai». Una guida e un esempio, soprattutto per Manuel che a 27 anni inizia a buttare un occhio sul futuro. «Fare l’allenatore non mi dispiacerebbe per niente». E il pittore? «C’è tempo anche per quello. A proposito, sto studiando i ritratti». Se adesso facesse il suo, avrebbe un sorriso vero. Molto più di quella smorfia della Gioconda. Un’espressione più simile alla Madonna di Manchester. Finalmente compiuta. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2016/06/manuel-giandonato.html
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MANUEL GIANDONATO https://it.wikipedia.org/wiki/Manuel_Giandonato Nazione: Italia Luogo di nascita: Casoli (Chieti) Data di nascita: 10.10.1991 Ruolo: Centrocampista Altezza: 188 cm Peso: 77 kg Nazionale Italiano B Soprannome: - Alla Juventus dal 2009 al 2011 Esordio: 06.02.2010 - Serie A - Livorno-Juventus 1-1 Ultima partita: 15.05.2011 - Serie A - Parma-Juventus 1-0 5 presenze - 0 reti Manuel Giandonato (Casoli, 10 ottobre 1991) è un calciatore italiano, centrocampista dell'Olbia. Manuel Giandonato Nazionalità Italia Altezza 188 cm Peso 77 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Olbia Carriera Giovanili ????-2003 Casoli 2003-2004 Virtus Lanciano 2004-2005 Pescara 2005-2011 Juventus Squadre di club 2009-2011 Juventus 5 (0) 2011-2012 → Lecce 8 (0) 2012-2013 → Vicenza 13 (1) 2013 → Cesena 13 (0) 2014 Parma 0 (0) 2014 → Juve Stabia 10 (0) 2014-2015 → Salernitana 12 (0) 2015 → Catanzaro 12 (2) 2015-2016 Padova 8 (0) 2016 → Virtus Lanciano 11 (0) 2016-2018 Livorno 36 (0) 2018-2019 Fermana 31 (3) 2019-2020 Piacenza 9 (0) 2020- Olbia 54 (1) Nazionale 2007 Italia U-16 4 (0) 2007 Italia U-17 6 (0) 2009 Italia U-18 2 (0) 2010 Italia U-19 1 (0) 2010 Italia U-20 1 (0) 2010 Italia U-21 1 (0) 2012 B Italia 2 (1) Biografia Il padre Mario è stato giocatore ed allena in Serie D. Carriera Club Inizi e giovanili Dopo i primi calci al pallone a Casoli, disputa un campionato Giovanissimi nel Lanciano. Nella stagione 2004-2005 passa ai Giovanissimi del Pescara. Dal 2005 fa parte delle giovanili della Juventus con le quali vince il Torneo di Viareggio 2010. Debutto in prima squadra e l'esperienza in A con il Lecce Debutta in prima squadra in Serie A il 6 febbraio 2010 all'84' di Livorno-Juventus (1-1). Nella stagione seguente, il 26 agosto entra all'85' di gara nel ritorno del play-off di Europa League contro gli austriaci dello Sturm Graz; il 4 novembre successivo gioca da titolare nella medesima competizione nella sfida interna contro il Salisburgo venendo poi sostituito al 51'. Il 19 dicembre gioca la sua seconda partita in Serie A, la prima del nuovo campionato, in Chievo Verona-Juventus (1-1), iniziando da titolare e venendo espulso al 52'. Torna a giocare in occasione della partita persa 1-0 contro il Parma giocata il 15 maggio 2011 schierato da titolare ma sostituito nel secondo tempo. Conclude la sua seconda stagione con 4 presenze: 2 in Serie A e 2 in Europa League. Nel maggio 2011, nel match di addio di Gary Neville, tra Juventus e Manchester United ,segna un gol su punizione all'Old Trafford. Il 31 agosto 2011, ultimo giorno di calciomercato, passa in prestito al Lecce insieme al suo compagno di squadra Cristian Pasquato. Termina la stagione con 8 presenze in Serie A. Alla fine del prestito ritorna alla Juve. I prestiti a Vicenza, Cesena, Juve Stabia, Salernitana e Catanzaro Il 28 agosto 2012 viene ceduto in prestito con diritto di riscatto della metà del cartellino e contro opzione al Vicenza, in serie B. Il 31 gennaio 2013, dopo essere rientrato dal prestito al Vicenza, viene ceduto sempre in prestito con diritto di riscatto della metà del cartellino e contro opzione al Cesena. A fine stagione non viene riscattato dalla società romagnola e rientra per fine prestito alla Juventus; il 3 settembre 2013 rescinde il contratto con la società bianconera e rimane svincolato. Il 16 gennaio 2014 firma un contratto con il Parma, che lo gira subito in prestito alla Juve Stabia in prestito con diritto di riscatto e contro-riscatto in favore della società emiliana. Il 6 agosto 2014 passa alla Salernitana in prestito con diritto di riscatto. Il 19 gennaio 2015 si trasferisce, sempre in prestito, al Catanzaro. Padova, Virtus Lanciano e Livorno Il 30 luglio firma un contratto biennale con il Padova. Il 1º febbraio 2016 passa a titolo temporaneo alla Virtus Lanciano, club di Serie B. Dopo essere stato convocato per la partita di Coppa Italia contro il Seregno, il 20 agosto 2016 viene ceduto a titolo definitivo al Livorno. Dopo aver collezionato 12 presenze con la squadra toscana, il 6 novembre si infortuna gravemente al ginocchio sinistro, riportando la rottura completa del menisco e la lesione del legamento crociato anteriore, subendo uno stop forzato di oltre cinque mesi. Torna in campo il 22 aprile 2017, nella partita pareggiata per 0-0 a Piacenza. Nazionale Ha giocato in tutte le rappresentative nazionali giovanili dall'Under-16 all'Under-21. L'11 novembre 2010 riceve la sua prima convocazione in Under-21 da parte del nuovo commissario tecnico Ciro Ferrara in vista dell'amichevole contro i pari età della Turchia del 17 novembre (vittoria azzurra per 2-1), nella quale debutta scendendo in campo a partire dal secondo tempo. Palmarès Club Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2010 Competizioni nazionali Serie C: 1 - Livorno: 2017-2018 (girone A)
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LORENZO ARIAUDO Il post Calciopoli non è sempre stato fortunato, ma ha permesso di lanciare giovani che hanno avuto alterne fortune lontano da Torino. Come la stagione 2008-09, iniziata con Ranieri e terminata con Ciro Ferrara in panchina, che ha visto indossare la maglia bianconera (oltre ai già “esperti” Giovinco, Marchisio e De Ceglie) a giovani virgulti di nome Castiglia, Ekdal, Immobile, Esposito, Daud. Fra questi c’è anche Lorenzo Ariaudo, prestante difensore torinese, che esordisce in Prima Squadra dopo aver percorso tutta la trafila delle giovanili bianconere. Per lui, solo sei presenze, e il trasferimento al Cagliari. DAVIDE FANTINO, “HURRÀ JUVENTUS” MAGGIO 2009 «Abbiamo vinto tre o quattro a zero, non ricordo esattamente». Lorenzo Ariaudo si presenta all’incontro, dopo una partita di recupero del campionato Primavera, con una disarmante affermazione che ne mostra subito la semplicità, il gusto per il gioco. Come quando al campetto con gli amici non si tiene il conto del numero di goal fatti. Nel ruolo di difensore centrale è stato poco impegnato nella partita in questione e, in effetti, nel 3-0 finale balla un calcio di rigore sbagliato che avrebbe portato il conto totale delle reti realizzate a quattro. Ariaudo, colonna della Primavera in testa al suo girone con un buon margine sulle inseguitrici, ha già totalizzato alcune significative presenze con la prima squadra, che gli hanno permesso di timbrare il cartellino in tutte le manifestazioni ufficiali: una in Champions League, due in Coppa Italia e un paio in campionato, tra cui l’ultimo derby giocato e vinto, grazie anche a una sua prestazione molto autorevole nella mezzora finale in cui è stato chiamato in causa al posto di Jonathan Zebina. Lorenzo Ariaudo si affaccia in Prima Squadra sulla traccia percorsa con successo da giocatori diventati oramai punti fermi del gruppo di Ranieri, come Sebastian Giovinco e Claudio Marchisio. Insieme a lui cresce la linea verde della Juve con Daud, Immobile e gli altri under. «Finalmente anche nel nostro campionato si comincia a dare fiducia ai giovani, così come avviene da tempo all’estero. Per non parlare di quello che sta facendo l’italiano Macheda al Manchester United. Vuoi dire che anche noi possiamo iniziare presto a far parte delle rose principali». Ma per questa stagione c’è qualcosa di importante da afferrare e stringere proprio con i compagni della Primavera. «L’obiettivo dell’anno è vincere lo scudetto che manca da troppi anni a una società importante come la Juventus. Non possiamo e non dobbiamo accontentarci del Torneo di Viareggio conquistato a febbraio. Diversa l’ottica se si parla di prima squadra. Lì spero di riuscire a fare più presenze possibili, di dimostrare sempre di più il mio valore e dare all’allenatore la sensazione di poter contare in ogni momento su di me». Prima dell’esordio in campionato allo stadio Olimpico contro la Lazio, le parole più significative te le ha dette Tiago. «Mi ha preso da parte nello spogliatoio e mi ha detto: “Sai qual è la differenza tra giocare nella Primavera e in prima squadra? Nessuna”. Mi ha dato fiducia. Certo, è più facile pensarlo dopo anni di grandi sfide!». In campo hai imparato in fretta a destreggiarti con i big. «Mi hanno aiutato molto soprattutto Chiellini e Legrottaglie, dandomi preziosi consigli. Giocando nel loro stesso reparto è più facile capirsi». Come è nata la passione per il calcio? «Mio padre non è un appassionato, non ha mai fatto pressione perché diventassi calciatore, sarebbe contrario allo stile della mia famiglia. E invece a casa se ne sono trovati ben due di calciatori. Mio fratello, che è più grande di qualche anno, all’inizio sembrava più forte di me, poi le cose sono cambiate. Lui gioca in Promozione». Un fatto di testa riuscire a sfondare. «Non bisogna mai mollare, sul fisico si può lavorare anno dopo anno, sulla tattica e sulla tecnica anche, con gli allenamenti e gli insegnamenti. Ma se la mente non è forte è difficile riuscire a raggiungere gli obiettivi». Quando è convocato con la prima squadra, Ariaudo è uno dei veterani del gruppo. Undici stagioni in maglia bianconera, dai Pulcini fino all’esordio nel turno preliminare di Champions League il 26 agosto nel match con l’Artmedia Bratislava. Dopo i primi calci nel CBS è iniziata la trafila in maglia bianconera. «È stato un percorso non soltanto sportivo. Ti insegna a vivere. Stare fuori casa per periodi lunghi ti fa crescere come uomo. È la prima cosa che ti dicono quando cominci. Ma non è stato tutto rose e fiori, negli Allievi Nazionali, ad esempio, sono finito addirittura in tribuna. È stato un brutto momento, poi è scattato qualcosa e con l’allenatore Schincaglia, nella formazione Berretti, ho trovato posto e soddisfazioni». Una maglia l’ha già conquistata anche nella rappresentativa nazionale Under 21. Inizialmente era stato chiamato nel gruppo sperimentale, ma si è subito conquistato il posto e l’attenzione di mister Casiraghi già per questo ciclo, che culminerà con le finali del campionato europeo. «Ho segnato all’esordio contro l’Olanda dopo circa un quarto d’ora dall’ingresso in campo. All’inizio il goal non mi era stato assegnato, poi ho fatto notare che io non segno mai… Alla fine è stata fatta giustizia!». Sei consapevole dei rischi che si corrono quando si comincia a frequentare i vertici del calcio? «Certo, bisogna soprattutto evitare di montarsi la testa, avanzare con calma». Sei pronto a discutere il tuo futuro più prossimo con la società? «So che esiste l’eventualità di fare un anno in prestito da qualche parte. Ma questo verrà valutato insieme al club a giugno. Io vorrei giocare nella Juventus, squadra per cui tifo da sempre e che reputo la più affascinante al mondo». Qual è il tuo sogno? «Vincere la Champions League, uno di quegli obiettivi che valgono una carriera intera». Il goal che ti piacerebbe realizzare? «Mi piacerebbe molto segnare in un derby». Oltre che a te stesso, a chi auguri un futuro radioso nel calcio? «Ai miei compagni della Primavera. Penso che Daud abbia già dimostrato di avere delle grandi potenzialità. Tutti insieme, comunque, siamo un grande gruppo di giocatori. Anche Immobile e Yago, ad esempio, hanno ottime possibilità per il futuro». http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2016/06/lorenzo-ariaudo.html
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LORENZO ARIAUDO https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Ariaudo Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 11.06.1989 Ruolo: Difensore Altezza: 189 cm Peso: 77 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2008 al 2010 Esordio: 26.08.2008 - Champions League - Artmedia Petrzalka-Juventus 1-1 Ultima partita: 26.04.2009 - Serie A - Reggina-Juventus 2-2 6 presenze - 0 reti Lorenzo Ariaudo (Torino, 11 giugno 1989) è un calciatore italiano, difensore dell'Alessandria. Lorenzo Ariaudo Nazionalità Italia Altezza 189 cm Peso 77 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Alessandria Carriera Giovanili C.B.S. Scuola Calcio 1998-2009 Juventus Squadre di club 2008-2010 Juventus 6 (0) 2010-2014 Cagliari 69 (1) 2014-2015 Sassuolo 14 (0) 2015 → Genoa 0 (0) 2015-2016 Sassuolo 4 (0) 2016 → Empoli 5 (0) 2016-2021 Frosinone 144 (6) 2022- Alessandria 1 (0) Nazionale 2009-2010 Italia U-21 10 (1) Caratteristiche tecniche Ricopre il ruolo di difensore centrale, è un mancino naturale. Caratteristiche che lo contraddistinguono sono l'attenzione e l'anticipo. Nella Nazionale Under-21 veniva spesso impiegato nel ruolo di terzino sinistro. Carriera Club Juventus Cresce calcisticamente nel settore giovanile Juventus. Fa tutta la trafila nelle squadre giovanili, iniziando dai Pulcini fino alla Primavera. Vince un Campionato Allievi nel 2005-2006 ed una Supercoppa Primavera nel 2007. Nel 2008 viene aggregato alla prima squadra, il suo esordio assoluto arriva il 26 agosto, quando disputa gli ultimi minuti della gara di ritorno del terzo turno preliminare di Champions League contro l'Artmedia Bratislava. Il 14 gennaio 2009 gioca la sua prima partita da titolare in Coppa Italia in Juventus-Catania (3-0), valevole per gli ottavi della competizione, ed il 18 gennaio esordisce in Serie A a 19 anni, scendendo in campo, sempre da titolare, allo stadio Olimpico di Roma nella gara Lazio-Juventus (1-1). Nello stesso mese di febbraio vince, con la formazione Primavera, il Torneo di Viareggio 2009. Il 31 agosto la sua cessione in prestito al Cagliari salta in quanto le società non riescono a depositare in tempo il contratto. Rimasto quindi alla Juventus, nella prima parte della stagione 2009-2010 il tecnico Ciro Ferrara non lo impiega in nessuna partita ufficiale. Cagliari Il 2 gennaio 2010, alla riapertura del mercato invernale, passa in prestito con diritto di riscatto al Cagliari. Esordisce in maglia rossoblù il 21 febbraio 2010 nell'incontro casalingo contro il Parma terminato 2-0 in favore dei sardi. Conclude la stagione totalizzando 9 presenze in campionato. Il 21 giugno 2010 il Cagliari annuncia di avere acquistato la metà del suo cartellino. Il 31 gennaio 2011 viene riscattato interamente dal Cagliari nell'operazione che porta Alessandro Matri alla Juventus. Realizza il suo primo gol in Serie A il 2 maggio 2012 nel match a porte chiuse contro il Genoa disputatosi al neutro di Brescia terminato 2-1 per i liguri, insaccando con un colpo di testa al 13º minuto la rete del momentaneo pareggio. Sassuolo Il 4 gennaio 2014 viene ceduto a titolo definitivo al Sassuolo per 800.000€, dove sceglie di indossare la maglia numero 6. Fa il suo esordio con la maglia del Sassuolo il 12 gennaio 2014 nella partita contro il Milan, vinta dalla formazione neroverde per il risultato di 4-3. Prestito al Genoa Il 30 gennaio 2015, insieme al compagno Leonardo Pavoletti, si trasferisce al Genoa con la formula del prestito; sceglie la maglia numero 41. Purtroppo nella sua avventura in terra ligure non avrà modo di giocare nemmeno una partita con la maglia dei Grifoni a causa di un infortunio rimediato in allenamento. Sassuolo Nella stagione 2015-2016 ritorna al Sassuolo, dove però trova poco spazio nella difesa neroverde. Totalizza fino a gennaio 3 presenze da titolare. Prestito all'Empoli Il 1º febbraio 2016 viene girato in prestito all'Empoli. Frosinone il 25 agosto 2016 viene ufficializzato il suo trasferimento a titolo definitivo al Frosinone dove per la prima volta in carriera si ritrova a giocare in Serie B. Torna in Serie A con il Frosinone nella stagione 2018-2019, facendo il suo debutto stagionale nella gara esterna contro la Roma terminata 4-0 in favore dei giallorossi. Con i ciociari il calciatore disputerà 154 presenze mettendo a segno in totale 7 reti, fino al termine del campionato 2020-2021. Alessandria Dopo essere rimasto svincolato per quasi otto mesi, il 25 febbraio 2022 viene tesserato dall'Alessandria, con cui si lega fino al termine della stagione. Nazionale Il 25 marzo 2009 esordisce in Nazionale Under-21, con il tecnico Casiraghi, entrando nel secondo tempo della partita Austria-Italia (2-2) e realizzando una rete. Palmarès Club Competizioni giovanili Campionato Allievi: 1 - Juventus: 2005-2006 Supercoppa Primavera: 1 - Juventus: 2007 Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2009
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LORENZO DEL PRETE https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Del_Prete Nazione: Italia Luogo di nascita: Roma Data di nascita: 12.01.1986 Ruolo: Difensore Altezza: 180 cm Peso: 77 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2005 al 2006 e dal 2018 al 2019 (Under23) Esordio: 17.08.2005 - Amichevole - Juventus-Juve Primavera 0-1 0 presenze - 0 reti Lorenzo Del Prete (Roma, 12 gennaio 1986) è un calciatore italiano, difensore del Novara FC. Lorenzo Del Prete Nazionalità Italia Altezza 180 cm Peso 77 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Novara FC Carriera Giovanili 19??-2002 Monterotondo 2002-2006 Juventus Squadre di club 2006-2007 → Pizzighettone 26 (0) 2007-2008 → Lanciano 27 (0) 2008-2009 Siena 5 (0) 2009-2010 → Frosinone 31 (0) 2010-2011 → Pescara 14 (0) 2011-2012 → Nocerina 9 (1) 2012-2013 Novara 15 (0) 2013-2014 → Crotone 57 (1) 2014-2015 Perugia 17 (2) 2015 Catania 9 (0) 2015-2018 Perugia 76 (4) 2018-2019 Juventus U23 27 (1) 2019-2020 Trapani 15 (0) 2020-2021 Foggia 15 (1) 2022- Novara FC 0 (0) Caratteristiche tecniche Nasce calcisticamente come attaccante, ma negli anni ha arretrato il proprio raggio d'azione essendo adattato nel giocare come esterno di centrocampo e poi successivamente come terzino su entrambe le fasce; può essere schierato occasionalmente anche da difensore centrale. Carriera Inizia la sua carriera tra le file del Monterotondo, disputando il campionato di Serie D. Qui viene notato dagli osservatori della Juventus, i quali lo portano a Torino. Coi bianconeri gioca nel settore giovanile, senza mai debuttare in prima squadra. Gioca le sue prime due annate tra i professionisti con le maglie di Pizzighettone e Lanciano, in Serie C1. L'8 luglio 2008 passa in comproprietà al Siena. Coi toscani esordisce in Serie A il 31 agosto seguente, nella prima giornata di campionato, in occasione della trasferta di Bergamo persa 1-0 contro l'Atalanta. In tutta la stagione disputa 5 incontri in massima serie. Il 2 luglio 2009, dopo essere stato riscattato dal club senese, viene dirottato in prestito al Frosinone, disputando 31 gare in Serie B con la casacca dei ciociari. Il 15 luglio 2010 passa al Pescara, con la formula del prestito con diritto di riscatto della metà del cartellino. A fine stagione non viene riscattato dagli abruzzesi e fa quindi ritorno a Siena, dove viene inizialmente convocato per il ritiro estivo; tuttavia il 25 agosto 2011 passa alla Nocerina, ancora in prestito. Poche settimane dopo, il 29 ottobre realizza con la maglia rossonera il suo primo gol da calciatore professionista, nel match vinto per 4-2 sulla Sampdoria. Il 20 luglio 2012 si trasferisce a titolo definitivo al Novara. Rimane in Piemonte sino al 22 gennaio 2013, quando si accasa in prestito al Crotone dove conclude il campionato; a fine stagione, viene prolungato il prestito in Calabria anche per l'annata successiva in cui sigla il suo primo gol in rossoblù contro il Bari, aprendo le marcature nella trasferta vinta 2-1 dai crotonesi. Il 18 luglio 2014 il suo cartellino è acquistato dal Perugia, neopromosso in cadetteria. Debutta coi grifoni il 23 agosto successivo, nel terzo turno di Coppa Italia contro lo Spezia, mentre l'esordio in campionato avviene il 29 dello stesso mese nella sfida interna col Bologna, fornendo nell'occasione al compagno di squadra Verre l'assist per il vantaggio biancorosso; il 7 settembre, nella trasferta di campionato a Bari, sigla la sua prima rete in maglia perugina che vale il 2-0 finale. Dopo un semestre in Umbria, nella sessione invernale di mercato passa a titolo definitivo al Catania, sempre in serie cadetta, dove tuttavia rimane solo sei mesi poiché, nella successiva estate, viene riacquistato ancora dal Perugia. Il 3 febbraio 2016, con il ritiro del compagno di squadra Gianluca Comotto dall'attività agonistica, diventa ufficialmente il nuovo capitano dei grifoni; ruolo che mantiene fino all'estate 2018, quando si svincola dalla società umbra. Il 9 ottobre 2018 torna dopo dodici anni alla Juventus, aggregandosi come fuoriquota nella Juventus U23, neonata seconda squadra bianconera militante in Serie C. Il 16 agosto 2019 viene acquistato dal Trapani, tornando così nella seconda serie a distanza di una stagione; rimane con gli amaranto per il successivo campionato, svincolandosi nell'estate 2020. Dopo qualche mese d'inattività, il 31 ottobre dello stesso anno si accorda a stagione in corso con il Foggia, in Serie C. A fine stagione, dopo aver collezionato una rete in 16 presenze, rimane nuovamente svincolato; una situazione che si protrare per alcuni mesi, prima di accordarsi il 1º aprile 2022 col Novara FC militante in Serie D. Palmarès Campionato Primavera: - 1 Juventus: 2005-2006
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MARCO GORZEGNO https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Gorzegno Nazione: Italia Luogo di nascita: Cuneo Data di nascita: 09.06.1981 Ruolo: Difensore Altezza: 188 cm Peso: 83 kg Nazionale Italiano Under-20 Soprannome: - Alla Juventus dal 1998 al 1999 e dal 2000 al 2001 0 presenze - 0 reti Marco Gorzegno (Cuneo, 9 giugno 1981) è un calciatore italiano, difensore del Cuneo Football Club. Marco Gorzegno Nazionalità Italia Altezza 188 cm Peso 83 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Cuneo Football Club Carriera Squadre di club 1998-1999 Juventus 0 (0) 1999-2000 → Cuneo 32 (7) 2000-2001 Juventus 0 (0) 2001-2002 → Torres 26 (2) 2002-2003 → Prato 30 (2) 2003-2006 AlbinoLeffe 49 (3) 2006-2008 Spezia 79 (8) 2008-2009 Brescia 25 (4) 2009-2010 → Sassuolo 24 (1) 2010-2012 Empoli 43 (1) 2012-2013 Juve Stabia 14 (1) 2014-2015 Carrarese 28 (3) 2015-2016 Cuneo 23 (1) 2016-2017 Fossano ? (?) 2017-2018 Cavese 1 (0) 2018-2019 Tuttocuoio 11 (0) 2019-2020 Cuneo ? (?) Nazionale 2000 Italia U-20 3 (1) Caratteristiche tecniche Marco Gorzegno nasce come difensore laterale sinistro ma gioca abitualmente anche nel ruolo di esterno di centrocampo. Carriera Cresciuto nelle giovanili della Juventus, dagli esordienti alla Primavera , Gorzegno fa tutta la trafila del settore giovanile bianconero. Viene ceduto in prestito al Cuneo in Serie D dove si rende protagonista di un'ottima annata (1998/99). Torna alla Juventus, che lo inserisce nella propria rosa per la stagione 1999-00 e 2000/2001 , senza esordire, giocando due stagioni nella primavera raggiungendo la nazionale U 20. Nel 2001/02 viene ceduto in prestito Torres in Serie C1, mentre l'anno successivo veste la maglia del Prato. Il salto di categoria avviene con l'acquisto da parte dell'AlbinoLeffe nella stagione 2003-04, società nella quale resta fino al Gennaio 2006 quando verrà ceduto allo Spezia. Dopo la retrocessione e il fallimento della squadra ligure, viene acquistato dal Brescia, nel quale gioca la stagione 2008-09. Il 7 agosto 2009 viene acquisito in prestito con diritto di riscatto dal Sassuolo. Finito il prestito torna a Brescia, ma viene nuovamente prestato in Serie B, all'Empoli. In Toscana gioca 27 partite, e a fine stagione, scaduto il suo contratto, rimane svincolato a parametro zero. Il 24 ottobre 2011 torna ufficialmente ad Empoli, firmando un contratto annuale. Al termine della stagione rimane svincolato. Il 23 luglio 2012 si accasa alla Juve Stabia. Nel febbraio 2014, passa alla Carrarese a parametro zero. Nell'estate del 2015 torna nella "sua" Cuneo, da capitano, per affrontare la stagione in Lega Pro. Nel settembre del 2016, dopo essere rimasto senza contratto, firma un contratto con il Fossano Calcio, squadra che partecipa al campionato di Eccellenza in Piemonte. Nella stagione 2019/20 viene tesserato dal Cuneo Football Club, neonata società del capoluogo fondata per riempire il vuoto lasciato dal Cuneo in via di fallimento, dove gioca come difensore centrale nel campionato di Terza Categoria. Palmarès Club Competizioni nazionali Serie C1: 1 - Spezia: 2005-2006 Supercoppa di Lega di Serie C1: 1 - Spezia: 2006
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ANDREA GENTILE https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Gentile_(calciatore) Nazione: Italia Luogo di nascita: Aosta Data di nascita: 09.02.1980 Ruolo: Centrocampista Altezza: 170 cm Peso: 68 kg Nazionale Italiano Under-16 Soprannome: - Alla Juventus dal 1997 al 1998 e dal 1999 al 2000 0 presenze - 0 reti Andrea Gentile (Aosta, 9 febbraio 1980) è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Andrea Gentile Nazionalità Italia Altezza 170 cm Peso 68 kg Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 2014 Carriera Giovanili 1995-1998 Juventus Squadre di club 1997-1998 Juventus 0 (0) 1998-1999 Valle d'Aosta 26 (0) 1999-2000 Juventus 0 (0) 2000-2002 Brescello 59 (3) 2002-2003 Triestina 25 (1) 2003-2004 Messina 31 (2) 2004-2005 Arezzo 35 (4) 2005-2006 Torino 7 (0) 2006-2007 Crotone 19 (0) 2007 Monza 11 (0) 2007-2009 Padova 36 (1) 2010 Olbia 7 (2) 2010-2011 Canavese 18 (0) 2011-2012 Cuneo 28 (2) 2013-2014 Vallée d'Aoste 17 (0) Nazionale 1995 Italia U-15 2 (0) 1995-1996 Italia U-16 3 (0) Carriera Club Cresciuto nelle giovanili della Juventus, debutta nel Valle d'Aosta Calcio in Serie D nel 1998. Tornato alla Juventus, nel 2000 passa al Brescello. Dal 2002 al 2007 gioca in Serie B per Triestina, Messina, Arezzo, Torino, Crotone. A gennaio 2007 viene ceduto al Monza. Nel campionato 2007-2008 passa al Padova dove segna una rete nella prima giornata di campionato contro il Monza, sua ex squadra. Alla fine della stagione 2008-2009 rimane senza squadra. Il 3 marzo 2010 il giocatore si aggrega al club dell'Olbia. Nell'estate 2010 passa alla Canavese in Seconda Divisione e nell'estate del 2011 raggiunge Ezio Rossi all'A.C. Cuneo 1905 campione d'Italia dilettanti con il quale partecipa in maniera fattiva al torneo di Seconda Divisione, conquistando la promozione in Prima Divisione, dopo i trionfali play off vinti contro la Virtus Entella. Nella stagione 2012-2013 rescinde il contratto e annuncia di voler smettere di giocare a calcio. A gennaio 2013 inizia ad allenarsi con il Vallée d'Aoste, per il quale firma fino a fine stagione. Il 30 giugno 2013 rimane svincolato e il 22 luglio seguente parte per il ritiro a Coverciano dei calciatori svincolati sotto l'egida dell'Associazione Italiana Calciatori. Firma un nuovo contratto con il Vallée d'Aoste il 30 agosto 2013. Vanta 117 presenze e 7 gol in Serie B. Nazionale Vanta 5 presenze nelle nazionali minori. Due presenze con la Nazionale Under-15 nel 1995 e tre presenze con la Nazionale Under-16 tra il 1995 e il 1996.
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EDOARDO BRAIATI https://it.wikipedia.org/wiki/Edoardo_Braiati Nazione: Italia Luogo di nascita: Ferrara Data di nascita: 25.03.1980 Ruolo: Centrocampista Altezza: 180 cm Peso: 77 kg Nazionale Italiano Under-18 Soprannome: - Alla Juventus dal 1997 al 1998 0 presenze - 0 reti Edoardo Braiati (Ferrara, 25 marzo 1980) è un calciatore italiano, centrocampista della Portuense. Edoardo Braiati Nazionalità Italia Altezza 180 cm Peso 77 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Portuense Carriera Squadre di club 1996-1997 SPAL 4 (0) 1997-1998 Juventus 0 (0) 1998-1999 SPAL 3 (0) 1999-2000 Saronno 30 (2) 2000 Atletico Catania 0 (0) 2000-2006 Novara 165 (10) 2006-2009 Pisa 99 (3) 2009-2011 Vicenza 35 (1) 2011 Pistoiese 6 (0) 2012-2014 SPAL 27 (1) 2014-2015 Portuense ? (?) 2015-2016 Copparese ? (?) 2016-2017 Portuense ? (?) Nazionale 1998 Italia U-17 1 (0) 1998 Italia U-18 3 (0) Carriera Dopo aver iniziato nella SPAL, è passato alla Juventus in Serie A senza riuscire mai ad esordire nella prima squadra, all'epoca allenata da Marcello Lippi. Ha giocato per sei stagioni nel Novara con cui ha ottenuto una promozione dalla Serie C2 nel 2002-2003, collezionando in totale 165 presenze e 10 gol in gare di campionato. Ha poi conquistato un'altra promozione con il Pisa, vincendo i play-off di Serie C1 durante la stagione 2006-2007, e con la stessa squadra toscana (con cui ha esordito in Serie B il 9 settembre 2007 nella partita Cesena-Pisa 1-2) ha sfiorato la promozione in Serie A nell'annata successiva sotto la guida di Gian Piero Ventura. Nel Pisa ha indossato anche la fascia di capitano durante la stagione 2008-2009 culminata però nella retrocessione della squadra toscana. Dall'estate 2009 milita tra i cadetti con il Vicenza. Segna il suo primo gol in maglia biancorossa il 19 novembre 2010 in occasione del derby vinto 2-1 contro il Padova. Il 7 settembre 2011 rescinde consensualmente il suo contratto con la società biancorossa, per poi firmare il 27 settembre seguente un contratto con la Pistoiese, società militante in Serie D dove rimane fino al Dicembre 2011. Nell'estate 2012 fa ritorno alla SPAL, appena ripartita dalla Serie D. Complessivamente ha disputato 103 presenze in Serie B segnando 2 reti. Palmarès Club Competizioni nazionali Coppa Italia Serie C: 1 - SPAL: 1998-1999
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LAMBERTO PIOVANELLI 4 miliardi e mezzo (di lire) e... nemmeno una partita ufficiale con la Juventus – si legge su Gianlucadimarzio.com del 5 novembre 2019 –. Succedesse ora, faremmo trasmissioni intere per capirne motivi e retroscena. Invece, accadde nel 1991, storia ormai di 28 anni fa. Lamberto Piovanelli segnava a raffica con il Pisa, tanto da diventarne oggi attaccante del secolo, votato proprio ieri sera al Teatro Verdi da giornalisti e tifosi. Il suo presidente, Romeo Anconetani è già un precursore all’epoca: dalle prevendite dei biglietti alle intermediazioni su acquisti e cessioni di giocatori, dai treni speciali al sale scaramantico dietro le porte, un fiuto innato per i talenti. E Piovanelli ha, aveva, qualcosa di speciale. Alto ma non forte di testa, tecnicamente abile, moderno nei movimenti, il classico giocatore di manovra. Tanto che Lucescu lo prova anche centrocampista centrale proprio in Coppa Italia (novembre 1990) contro la Juve di Maifredi, lì scattò il colpo di fulmine. «Un mese dopo circa – ci racconta Piovanelli – mi convocano in nazionale per gli infortuni di Baggio e Mancini. Ricordo ancora la data, 21 dicembre. Anconetani mi organizza (lui, eh!) un volo privato per raggiungere Cipro e i miei nuovi compagni azzurri. Sull’aereo, mi dicono di scegliere. Juve o Fiorentina. Io sono viola dentro, nato e cresciuto a Firenze, mi sono valorizzato nel Castelfiorentino giocando con Spalletti al fianco. Eppure non me la sento di essere o provare a essere profeta in patria, nella mia città. Penso alle possibili pressioni sulla mia famiglia, nonostante sia proprio Mario Cecchi Gori in persona a volermi. Così, scelgo la Juve, non l’avessi mai fatto». Nel frattempo s’infortuna pure, ma i bianconeri lo prendono comunque. É Montezemolo a forzare, pretende Piovanelli alla Juve. 4 miliardi e mezzo, boom. E allora, perché non giocherà mai una partita con quella maglia? Le figurine Panini, solo qualche amichevole, stop. Zero di zero. Perché in società è tornato Boniperti, che mette una croce sull’acquisto dei suoi predecessori. «Mi volevano mandare a Reggio Emilia, scambiare con Ravanelli. Mi davano qualsiasi cifra, mi impuntai». No alla Reggiana, niente. E niente Juve lo stesso. Fino a una chiamata di Moggi, che non è ancora ufficialmente della Juve, ma ne fa lo stesso il mercato. E lo spedisce dove Lamberto chiede di andare, ovvero di nuovo all’Atalanta dov’era già stato a inizio carriera. Va in prestito, prima di essere letteralmente regalato al Verona nel 1992. Nemmeno una lira di cartellino, quei 4 miliardi e mezzo spesi solo un anno prima letteralmente in fumo. «Al Bentegodi parto bene con Reja, poi arriva Mutti e si porta Inzaghi da Piacenza. Pippo segna... segna a raffica pure in allenamento, fine dei giochi per me». A Perugia, poi segna ancora e si diverte un anno, ma non è più il Piovanelli di prima. Tra infortuni e altro, smette presto, a soli 31 anni, ma oggi è ancora l’attaccante più amato nella storia del Pisa. Infatti vive qui, si sveglia e guarda la sua Torre, ama il buon cibo e si vede. I chili sono aumentati, si fa fatica a riconoscerlo, anche per quei capelli grigiastri e la barba incolta. Sorride sempre, si gode la sua bella famiglia, ma ripensa spesso a quella maglia un po’ maledetta che non gli ha certamente rubato il cuor. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/05/lamberto-piovanelli.html
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LAMBERTO PIOVANELLI https://it.wikipedia.org/wiki/Lamberto_Piovanelli Nazione: Italia Luogo di nascita: Firenze Data di nascita: 26.06.1964 Ruolo: Attaccante Altezza: 184 cm Peso: 78 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 1991 al 1992 Esordio: 18.08.1991 - Amichevole - Juventus-Juve Primavera 3-0 Ultima partita: 15.10.1991 - Amichevole - Monza-Juventus 1-2 0 presenze - 0 reti Lamberto Piovanelli (Firenze, 26 giugno 1964) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante. Lamberto Piovanelli Lamberto Piovanelli con la maglia del Pisa (1989) Nazionalità Italia Altezza 184 cm Peso 78 kg Calcio Ruolo Attaccante Termine carriera 1995 Carriera Giovanili Castelfiorentino Squadre di club 1983-1985 Castelfiorentino 57 (20) 1985-1986 Atalanta 12 (0) 1986-1991 Pisa 132 (40) 1991 Juventus 0 (0) 1991-1992 Atalanta 16 (3) 1992-1993 Verona 23 (4) 1993-1994 → Perugia 18 (9) 1994-1995 Verona 5 (1) Carriera Spese gran parte della sua carriera tra Atalanta, Pisa ed Hellas Verona. Esordì in Serie A tra le file dell'Atalanta, che lo prelevò dal Castelfiorentino, formazione di Serie D. Dopo poco più di un anno a Bergamo, venne ceduto al Pisa, in Serie B, aiutando i toscani a conquistare la promozione nel massimo campionato: il suo gol siglato a Cremona il 21 giugno 1987, all'ultima giornata, è decisivo per il salto di categoria. Nella Serie A 1990-1991, nonostante un infortunio lo tenne lontano dai campi per un lungo periodo, segnò 8 reti in 16 incontri disputati, numeri che gli valsero la convocazione in Nazionale per l'incontro del 22 dicembre 1990 Cipro-Italia a Limassol, valevole per le qualificazioni agli Europei del 1992 (partita nella quale non scese in campo), ma che non furono sufficienti per la salvezza dei nerazzurri. Ha detenuto per quasi vent'anni il record di gol in una stagione con la maglia del Pisa in Serie B (18 nell'annata 1989-1990), prima di essere scavalcato dal bomber argentino José Ignacio Castillo nel 2008. Nell'estate 1991 fu acquistato dalla Juventus per 4 miliardi di lire, ma, complice il perdurare dell'infortunio non fu mai schierato in prima squadra e a novembre fu ceduto nuovamente all'Atalanta. Concluse la sua carriera nell'Hellas Verona (in Serie B). In carriera ha complessivamente totalizzato 97 presenze e 16 reti in Serie A. Dopo il ritiro Fino ad inizio 2009 ha fatto il commentatore per l'emittente televisiva pisana Canale 50 in una trasmissione sul Pisa, oltre ad aver avviato da anni un'attività commerciale di abbigliamento sportivo nella stessa città toscana. Torna nel mondo del calcio nel 2009: il 19 aprile viene nominato dal Presidente del Pisa, Luca Pomponi, nuovo Team Manager della squadra toscana, incarico che manterrà fino al fallimento della società nel luglio successivo. Successivamente allena i Giovanissimi B del Ponsacco. Dal 2019 gestisce un parcheggio privato nei pressi dell'aeroporto e un'enoteca panetteria a Pisa. Palmarès Competizioni nazionali Campionato italiano di Serie C1: 1 - Perugia: 1993-1994 (girone B)
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Benedetto Giuseppe Gola - Calciatore e Dirigente/Allenatore
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BENEDETTO GIUSEPPE GIOVANNI GOLA https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Gola_(calciatore) https://it.wikipedia.org/wiki/Benedetto_Gola Nazione: Italia Luogo di nascita: Chieri (Torino) Data di nascita: 28.12.1904 Luogo di morte: Castellamonte (Torino) Data di morte: 10.11.1988 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: Bené Alla Juventus dal 1927 al 1928 Esordio: 12.02.1928 - Campionato Divisione Nazionale - Juventus-Livorno 2-1 Ultima partita: 15.07.1928 - Campionato Divisione Nazionale - Bologna-Juventus 0-2 7 presenze - 0 reti Dirigente della Juventus 1934-1935 Benedetto Giuseppe Gola (Chieri, 28 dicembre 1904 – Castellamonte, 10 novembre 1988) è stato un calciatore italiano, di ruolo difensore, ingegnere e dirigente sportivo italiano. Benedetto Giuseppe Gola Nazionalità Italia Calcio Ruolo Difensore Termine carriera 1937 Carriera Squadre di club1 1925-1927 Chieri ? (?) 1927-1928 Juventus 7 (0) 1928-1930 Vomero 9 (1) 1930-1931 Derthona 31 (4) 1931-1933 Sampierdarenese 46 (2) 1933-1936 Atalanta 41 (2) 1936-1937 Chieri ? (?) Carriera Ha giocato 7 gare di campionato con la maglia della Juventus, classificatasi al terzo posto nel girone finale della Divisione Nazionale 1927-1928. Giocò con il Chieri nella stagione 1936-1937. È stato il dirigente della Juventus che coadiuvò l'allenatore Carlo Bigatto a partire dalla nona giornata del campionato di Serie A 1934-1935, che si concluse con la vittoria del settimo scudetto da parte della squadra piemontese, l'ultimo titolo del ciclo di cinque scudetti consecutivi. -
FRANCESCO AUDISIO https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Audisio Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 23.12.1901 Luogo di morte: Saluzzo (Cuneo) Data di morte: 08.01.1992 Ruolo: Ala Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1923 al 1924 Esordio: 14.10.1923 - Prima Divisione - Livorno-Juventus 3-2 Ultima partita: 30.03.1924 - Prima Divisione - Juventus-Padova 3-0 19 presenze - 2 reti Francesco Giuseppe Luigi Audisio (Torino, 23 dicembre 1901 – Saluzzo, 8 gennaio 1992) è stato un calciatore italiano, di ruolo ala. Francesco Audisio Nazionalità Italia Calcio Ruolo Ala Carriera Squadre di club 1922-1923 US Torinese 21 (1) 1923-1924 Juventus 19 (2) 192?-1928 Cuneo ? (?) Carriera Fece il suo esordio con la Juventus contro il Livorno, il 14 ottobre 1923 in una sconfitta per 3-2, dove segnò il suo primo gol in bianconero. La sua ultima partita fu contro il Padova il 30 marzo 1924, in una vittoria per 3-0. Nella sua unica stagione bianconera collezionò 19 presenze e 2 reti. Nel 1927 si trasferì a Saluzzo, dove collaborò alla nascita di una casa d'arte, che erediterà alla morte del proprietario.
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SERHIJ KOVALENKO https://it.wikipedia.org/wiki/Serhij_Kovalenko_(calciatore) Nazione: Ucraina Luogo di nascita: - Data di nascita: 10.05.1984 Ruolo: Attaccante Altezza: 183 cm Peso: 80 kg Nazionale Ucraino Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2003 al 2004 0 presenze - 0 reti Serhij Kovalenko (10 maggio 1984) è un calciatore ucraino, attaccante del Belshina. Serhij Kovalenko Nazionalità Ucraina Altezza 183 cm Peso 80 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Belšyna Carriera Giovanili ????-2004 Juventus Squadre di club1 2003-2004 Juventus 0 (0) 2004 Cisco Lodigiani 4 (0) 2004-2006 Standard Liegi 33 (4) 2006 Lokeren 1 (0) 2006-2007 Standard Liegi 11 (1) 2007-2008 Roeselare 8 (0) 2008-2009 Tarpeda Žodzina 24 (4) 2009- Belšyna 26 (4) Nazionale ???? Ucraina U-21 16 (10)
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Gianni Di Marzio - Dirigente
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GIANNI DI MARZIO https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Di_Marzio Nazione: Italia Luogo di nascita: Napoli Data di nascita: 08.01.1940 Luogo di morte: Padova Data di morte: 22.01.2022 Ruolo: Dirigente Responsabile dell'area estera della Juventus dal 2001 al 2006 Giovanni Di Marzio, detto Gianni (Napoli, 8 gennaio 1940 – Padova, 22 gennaio 2022), è stato un allenatore di calcio, dirigente sportivo e commentatore televisivo italiano. Ha allenato in Serie A il Catanzaro e successivamente il Napoli e il Catania, tra gli anni settanta e ottanta. Gianni Di Marzio Nazionalità Italia Calcio Ruolo Allenatore (ex calciatore) Carriera Squadre di club 1962-1963 Boys Caivanese ? (?) 1963-1964 Ischia 3 (2) Carriera da allenatore 1968-1969 Internapoli Vice 1969-1971 Napoli Giovanili 1971-1972 Nocerina 1972-1973 Juventus Stabia 1973-1974 Brindisi 1974-1977 Catanzaro 1977-1979 Napoli 1979-1980 Genoa 1980-1982 Lecce 1982-1983 Catania 1984-1985 Padova 1987-1988 Cosenza 1988-1989 Catanzaro 1989-1990 Cosenza 1991-1992 Palermo Biografia Gianni Di Marzio inizia a scrivere mentre è ancora nel pieno della carriera di allenatore, curando una rubrica su l'Unità. Inoltre, è stato opinionista di RMC Sport Network, di TMW Radio Sport e della radio napoletana Radio Marte. È morto il 22 gennaio 2022 a Padova all'età di 82 anni: ad annunciarlo, tramite i social network, è stato il figlio Gianluca, giornalista sportivo e noto volto televisivo di Sky Sport. Carriera Allenatore Ha smesso presto di giocare a causa di un infortunio. Come allenatore subentrò in un primo momento ad Arnaldo Sentimenti alla guida dell'Internapoli, debuttando nell'allora Serie C nell'1-1 contro il Chieti, con un gol in rimonta di Wilson. Diego Armando Maradona e Gianni Di Marzio Passò poi alla Nocerina, dove fu al centro di polemiche con il locale ambiente sportivo, alla Juve Stabia e al Brindisi, dove sostituì Luís Vinício. I maggiori successi in carriera Di Marzio li ha ottenuti allenando il Catanzaro col quale inizialmente perse lo spareggio promozione per la Serie A nel 1975 contro l'Hellas Verona a Terni (0-1), per poi conquistare la promozione, seconda della storia del club calabrese, nella stagione successiva. Dal 1977 al 1979 è al Napoli, dove ottiene il quinto posto in classifica, piazzamento UEFA, perdendo una finale di Coppa Italia a Roma contro l'Inter. È costretto a lasciare durante la seconda stagione a favore di Luís Vinício. Nel 1978 iniziò una collaborazione domenicale con il quotidiano L'Unità, commentando la giornata calcistica che stava per iniziare ed esprimendo le proprie previsioni sui risultati. Dal 1979-1980 ha allenato il Genoa in Serie B. Dal 1980 al 1982 allena il Lecce in Serie B. È stato l'allenatore che ha portato il Catania in Serie A nel 1982-1983 ed è rimasto in panchina fino alla 12ª giornata del 1983-1984, sostituito da Giovan Battista Fabbri. Nell'annata 1984-85 siede sulla panchina del Padova in Serie B. Ha allenato il Cosenza, con cui nel 1987-1988 ha centrato la promozione in Serie B, attesa da ventiquattro anni. Nella Serie B 1989 1990, a dicembre, torna a guidare il Cosenza, sostituendo l'esonerato Gigi Simoni, ottenendo la salvezza all'ultima giornata (0-0 sul campo della Triestina), grazie anche alla classifica avulsa. Confermato per la Serie B 1990-1991 sulla panchina del Cosenza, è esonerato a inizio novembre e sostituito da Reja. Durante la sua carriera ha ricevuto per due volte il premio Seminatore d'oro, assegnato al migliore allenatore della stagione di ogni categoria e che successivamente ha preso il nome di Panchina d'oro: il primo gli è stato consegnato per l'annata 1971-1972 con la Nocerina in Serie C e il secondo come allenatore del Catanzaro in Serie B nell'anno 1975-1976. Il 4 giugno 2015 ritira ad Amalfi il Premio Saraceno nell'ambito della kermesse Football Leader, organizzata dall'Associazione Italiana Allenatori Calcio. Dirigente Con il Cosenza ha lavorato negli anni successivi come direttore sportivo. Da direttore sportivo ha lavorato anche con il Venezia del presidente Maurizio Zamparini dal 1996 al 1998, con il club veneto che riconquistava la Serie A dopo oltre trent'anni. È stato responsabile dell'area estera della Juventus dal 2001 al 2006. Dal 2011 al 2016 ha collaborato con la società inglese del Queens Park Rangers come consulente di mercato. Dal 7 aprile 2016 è entrato a far parte dello staff dirigenziale del Palermo in qualità di consulente personale del presidente Maurizio Zamparini. Ha avuto il compito, tra gli altri, di provvedere alla valutazione tecnica della rosa della Prima Squadra nel finale del campionato 2015-16 e nella successiva stagione sportiva. Palmarès Individuale Seminatore d'oro: 2 - 1971-1972 - Serie C - 1975-1976 - Serie B -
ROMY GAI Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: - Ruolo: Dirigente Chief Revenue Officer & Marketing Director e CEO Assistant alla Juventus dal 1992 al 2006
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PIETRO GILLI https://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Gilli Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 09.01.1897 Luogo di morte: Torino Data di morte: 19.09.1967 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: Piero Alla Juventus dal 1921 al 1924 Esordio: 02.10.1921 - Prima Divisione - Verona-Juventus 1-2 Ultima partita: 20.04.1924 - Prima Divisione - Inter-Juventus 2-2 19 presenze - 2 reti Piero Gilli (Torino, 8 luglio 1897 – Torino, 19 settembre 1967) è stato un calciatore italiano, di ruolo ala. Piero Gilli Gilli (in piedi, secondo da destra) alla Juventus nella stagione 1920-1921 Nazionalità Italia Calcio Ruolo Ala Carriera Squadre di club 1921-1924 Juventus 19 (2) Carriera Fece il suo esordio con la maglia della Juventus contro il Verona il 2 ottobre 1921 in una vittoria per 2-1, mentre la sua ultima partita fu contro l'Inter il 20 aprile 1924 in un pareggio per 2-2 dove segnò i due suoi unici gol in bianconero. In due stagioni collezionò 19 presenze. Rimase in società anche al termine della sua carriera agonistica.
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PAUL ARNOLD WALTY Half-back destro, cioè terzino, è una specie di personaggio salgariano, con baffi spropositatamente lunghi; impiegato di bella presenza nella vita di tutti i giorni, è una colonna della squadra Campione d’Italia del 1905.«Walty – scrive “La Stampa Sportiva” – il ventriloquo della squadra, gode pure nel pubblico di molte simpatie, per la sua tenacia, per la sua abilità e per il suo aureo silenzio nella partita. Ha il solo torto di avere i baffi già un po’ lunghi e ciò, se gli attira una tacita e rispettosa ammirazione, gli nega l’entusiasmo irrompente». http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2009/08/walty.html
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PAUL ARNOLD WALTY https://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Arnold_Walty Nazione: Svizzera Luogo di nascita: Aarburg Data di nascita: 05.01.1881 Luogo di morte: Lugano Data di morte: 01.01.1969 Ruolo: Mediano Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1904 al 1905 Esordio: 05.03.1905 - Prima Categoria - Juventus-Milanese 3-0 Ultima partita: 02.04.1905 - Prima Categoria - Juventus-Genoa 1-1 4 presenze - 0 reti 1 scudetto Paul Arnold Walty (Aarburg, 5 gennaio 1881 – Lugano, 1969) è stato un calciatore svizzero, di ruolo mediano. Un giornalista sportivo di quel periodo lo descrisse così: «Walty, il ventriloquo della squadra, gode pure nel pubblico di molte simpatie, per la sua tenacia, per la sua abilità e per il suo aureo silenzio nella partita. Ha il solo torto di avere i baffi già un po’ lunghi e ciò, se gli attira una tacita e rispettosa ammirazione, gli nega l’entusiasmo irrompente.» (La Stampa Sportiva) Paul Arnold Walty Walty nel 1905 alla Juventus Nazionalità Svizzera Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1911 Carriera Squadre di club 1902-1904 Milan 4 (0) 1905 Juventus 4 (0) 1911 Luino ? (?) Carriera Paul Arnold Walty fu un giocatore svizzero della Juventus e del Milan. Con il Milan collezionò 4 presenze in tre anni senza realizzare reti. Fece il suo esordio nella Juventus contro l'US Milanese il 5 marzo 1905 in una vittoria per 3-0 mentre la sua ultima partita fu nel medesimo anno il 2 aprile contro il Genoa in un pareggio per 1-1. Collezionò in maglia bianconera solo quattro presenze che però gli permisero di laurearsi campione d'Italia nel 1905. Palmarès Calciatore Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 1 - Juventus: 1905
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CORRADO GARIGLIO https://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Gariglio Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: 11.03.1904 Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1923 al 1925 0 presenze - 0 reti Corrado Gariglio (11 marzo 1904 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Corrado Gariglio Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Termine carriera 1933 Carriera Squadre di club 1922-1924 Pastore 20+ (3+) 1924-1927 Alessandria 25 (1) 1927-1928 Napoli 10 (1) 1931-1932 Settimese ? (?) 1932-1933 SNIA Viscosa Torino ? (?) Carriera Ala sinistra, militò nella massima serie con il Pastore Torino nella stagione 1922-1923, disputando 20 gare e segnando 3 reti. Lasciato il club torinese nel 1924, passò all'Alessandria con cui totalizzò 24 presenze ed un gol nel campionato di Prima Divisione 1924-1925, una presenza nel campionato di Divisione Nazionale 1926-1927, e 3 presenze con un gol all'attivo nella Coppa CONI 1927, competizione poi vinta dai grigi. Terminata l'esperienza con l'Alessandria nel 1927, giocò per un anno nel Napoli e poi terminò la carriera giocando con la Settimese e la SNIA Viscosa di Torino.
