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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. ROSOLINO MONTANO https://it.wikipedia.org/wiki/Rosolino_Montano Nazione: Italia Luogo di nascita: Cairo Montenotte (Savona) Data di nascita: 22.12.1896 Luogo di morte: Cairo Montenotte (Savona) Data di morte: 23.11.1942 Ruolo: Portiere Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1912 al 1915 Esordio: 19.11.1913 - Prima Categoria - Juventus-Pro Vercelli 0-4 Ultima partita: 18.10.1914 - Prima Categoria - Juventus-Piemonte 8-1 34 presenze - 52 reti subite Rosolino Montano (Cairo Montenotte, 22 dicembre 1896 – Cairo Montenotte, 23 novembre 1942) è stato un calciatore italiano, di ruolo portiere. Rosolino Montano Montano (in piedi, al centro) nella Juventus della stagione 1913-1914 Nazionalità Italia Calcio Ruolo Portiere Termine carriera 1915 Carriera Squadre di club Juventus 1912-1915 Juventus 34 (-52) Biografia Nato a Cairo Montenotte da Giovanni Battista, professore e da Braccino Enrichetta oppure, secondo l'archivio storico dell'Università di Torino, a Torino si iscrive nel 1914 alla facoltà di Giurisprudenza, laureandosi nel 1921. Presta servizio militare nella Grande guerra come sottotenente nell'arma del genio, arma in cui rimase ufficiale di complemento fino almeno al 1933, specializzazione ferrovieri. Carriera Fece il suo esordio a sedici anni con la Juventus contro la Pro Vercelli il 19 gennaio 1913 in una sconfitta per 4-0, mentre la sua ultima partita fu contro il Piemonte Football Club il 18 ottobre 1915 in una vittoria per 8-1. In tre stagioni in bianconero collezionò 26 presenze e subì 40 reti.
  2. GIORGIO TURIN https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Turin Nazione: Italia Luogo di nascita: Luserna San Giovanni (Torino) Data di nascita: 20.05.1891 Luogo di morte: Luserna San Giovanni (Torino) Data di morte: 01.01.1983 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1911 al 1912 Esordio: 08.10.1911 - Prima Categoria - Torino-Juventus 2-1 Ultima partita: 14.01.1912 - Prima Categoria - Milan-Juventus 8-1 8 presenze - 0 reti Giorgio Turin (Luserna San Giovanni, 20 maggio 1891 – Luserna San Giovanni, 1º gennaio 1983) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Giorgio Turin Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Carriera Squadre di club 1911-1912 Juventus 8 (0) Carriera Fece il suo esordio con la Juventus contro il Torino nel Derby della Mole l'8 settembre 1911 in una sconfitta per 2-1, mentre la sua ultima partita fu contro il Milan il 14 gennaio 1912 in una sconfitta per 8-1. Nella sua unica stagione bianconera collezionò otto presenze in campionato e due in amichevoli.
  3. FRANCESCO RAVANO https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Ravano Nazione: Italia Luogo di nascita: Genova Data di nascita: 05.06.1890 Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1911 al 1912 Esordio: 22.10.1911 - Prima Categoria - Andrea Doria-Juventus 0-4 1 presenza - 0 reti Francesco Ravano (Genova, 5 giugno 1890 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista ed attaccante. Francesco Ravano Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista e attaccante Termine carriera 1912 Carriera Squadre di club 1904-1905 Andrea Doria 1 (0) 1908-1910 Genoa 6 (1) 1911-1912 Juventus 1 (0) Carriera Partecipò con l'Andrea Doria alla Prima Categoria del 1904. Con i doriani fu eliminato dal Milan durante le eliminatorie della Lombardia e Liguria a causa della sconfitta patita contro i rossoneri per 1-0 del 6 marzo 1904. La stagione seguente gioca in Palla Dapples due incontri contro il Milan. Successivamente militò nel Genoa tre stagioni. La prima stagione non vide la partecipazione dei rossoblu al campionato poiché la Federazione decise di riservare il massimo torneo italiano alle squadre senza stranieri ed il Genoa per protesta non vi partecipò limitando l'attività agonistica alle competizioni Challenge diffuse all'epoca come la Palla Dapples e la Coppa Goetzlof. Nella stagione seguente, rientrata la protesta, fu grazie ad una rete che il Genoa eliminò l'Andrea Doria durante le eliminatorie della Liguria. In quell'anno raggiunse con il suo sodalizio le semifinali liguri-piemontesi, venendo eliminato dalla Pro Vercelli. L'annata seguente raggiunse con i rossoblu il quarto posto della classifica finale. In rossoblu disputò anche due partite di Palla Dapples. Nella Prima Categoria 1911-1912 militò nella Juventus, ottenendo con i bianconeri l'ottavo posto del Torneo Maggiore, giocando come avanti nella vittoriosa trasferta per 4-0 dei torinesi contro l'Andrea Doria del 22 ottobre 1911.
  4. ARTHUR MEILLE Campionato 1911-12, girone ligure-lombardo-piemontese. La Juventus che debutta l’8 ottobre 1911 contro il Torino schiera a mezzala sinistra il francese Arturo Meille, uno dei più tecnici di quella formazione ancora lontana dai vertici nazionali. Meille ci sa fare, segna il goal del pareggio il 12 novembre contro l’U.S. Milanese e si ripete il 3 dicembre nel 2-2 con il Casale. Non basterà a evitare un mediocre ottavo posto. Non ha lasciato traccia, travolto dal dilettantismo estremo dei tempi, che lo dirottarono, già l’anno dopo, chissà dove e chissà come. PRINCIPIO PAOLINO, DA SPAZIOJ.IT DEL 26 GIUGNO 2016 Non è stato Meille il primo francese della Juve! Il dubbio mi è venuto leggendo le formazioni di un’amichevole di beneficenza (pro caduti campagna d’Africa) del 24 dicembre 1911 tra una mista Juve-Toro e i calciatori stranieri di Torino, finita 1-1: come mai Arthur Meille è schierato con gli italiani? Non è stato lui il primo francese a indossare la maglia della Juventus? Ebbene no, Arturo Meille era italianissimo. “Persona retta, affabile, signore d’altri tempi”, commenta chi ha avuto modo di conoscerlo. E non poteva essere altrimenti, considerando anche il suo albero genealogico, che peraltro ci consente di comprendere gli equivoci riguardanti la sua nazionalità. Arturo era nato dall’unione tra William Guglielmo Meille, pastore valdese, e Lina Peyrot, i quali fondarono l’istituto per malati incurabili “Rifugio Re Carlo Alberto”. Era l’ultimo dei loro quattro figli, arrivato dopo Luigi (medico), Davide e Maria (diaconessa). Suo padre era nativo di Torino, sua mamma di San Giovanni, ora Luserna San Giovanni. Dal canto suo, Arturo Meille era nato anch’egli a Luserna San Giovanni, il 15 agosto 1892, e morì il 7 dicembre 1977 a Torre Pellice, dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita presso la “Casa delle Diaconesse”. Aveva sposato la signora Maria la quale – ironia della sorte – di cognome faceva Granata, e dal loro matrimonio non erano nati figli. Sempre a Luserna ora riposa, accanto alla moglie. La lingua francese era utilizzata comunemente dalla popolazione valdese, e soprattutto nelle famiglie della borghesia come quella dei Peyrot-Meille (i Peyrot erano i più ricchi proprietari terrieri della Val Pellice, mentre i Meille erano di origine più modesta ma rappresentavano l’élite di pastori alla guida della Chiesa valdese dell’epoca), ed era anche la lingua del culto e dei registri di battesimo: per questo motivo i personaggi, benché italiani e senza alcuna origine d’oltralpe, venivano citati indifferentemente con le due forme del nome. Sempre chi lo ha conosciuto, ci testimonia che è vissuto a Roma, in via di Santa Melania, fino al 1974. E tra l’altro la RSSSF, fondazione internazionale dedicata alla raccolta di dati statistici sul calcio, riporta una sua militanza nella stagione 1913-1914 proprio nella Roma. Su Wikipedia possiamo invece leggere che “Passò al FBC Roma nel 1912 divenendo un punto di forza del club capitolino. Si presentò ai giallorossi prima di un’amichevole contro la Fortitudo. Il club aveva già contattato un giocatore irlandese ma un rapido provino convinse i dirigenti del FBC Roma a ingaggiarlo, Meille ripagò subito la fiducia segnando le 4 reti con cui il Roman vinse la partita. In seguito fu anche capitano della prima rappresentativa Romana che sconfisse l’Andrea Doria in un incontro del 1912, giocò nonostante avesse ricevuto un duro colpo sul volto e avesse il labbro sanguinante. Durante la Grande Guerra, Meille tornò alla Juventus, con cui disputò alcuni incontri amichevoli”. Già, in particolare giocò un match valevole per la Coppa Federale del 1915-16, vinto dalla Juve per 4-2, quando segnò ai… granata una doppietta di pregevole fattura. Insomma, a quanto pare Arturo Meille era un gentiluomo con i piedi educati, che però non può essere considerato l’antenato di Platini, di Zidane o di Pogba: per vedere il primo francese alla Juventus si è dunque dovuto aspettare il 1964, con l’arrivo della “folgore” Nestor Combin. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2012/09/arturo-meille.html
  5. ARTHUR MEILLE https://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_Meille Nazione: Italia Luogo di nascita: Luserna San Giovanni (Torino) Data di nascita: 15.08.1892 Luogo di morte: Torre Pellice (Torino) Data di morte: 07.12.1977 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: Arturo Alla Juventus dal 1911 al 1912 Esordio: 08.10.1911 - Prima Categoria - Torino-Juventus 2-1 Ultima partita: 07.01.1912 - Prima Categoria - Juventus-Andrea Doria 0-1 11 presenze - 2 reti Arthur Meille, noto anche con il nome italianizzato in Arturo (Luserna San Giovanni, 15 agosto 1892 – ...), è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Arthur Meille Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Carriera Squadre di club 1911-1912 Juventus 11 (2) 1912-1914 Roman ? (?) 1915 Juventus 0 (0) Carriera Ultimogenito del pastore valdese William Meille e di Lina Peyrot, fece il suo esordio con la Juventus contro il Torino nel Derby della Mole l'8 settembre 1911 in una sconfitta per 2-1, mentre la sua ultima partita fu contro l'Andrea Doria il 7 gennaio 1912 in una sconfitta per 1-0. Nella sua unica stagione ufficiale bianconera totalizzò 11 presenze e 2 reti. Passò al FBC Roma nel 1912 divenendo un punto di forza del club capitolino. Si presentò ai giallorossi prima di un'amichevole contro la Fortitudo. Il club aveva già contattato un giocatore irlandese ma un rapido provino convinse i dirigenti del FBC Roma ad ingaggiarlo, Meille ripagò subito la fiducia segnando le 4 reti con cui il Roman vinse la partita. In seguito fu anche capitano della prima rappresentativa Romana che sconfisse l'Andrea Doria in un incontro del 1912, giocò nonostante avesse ricevuto un duro colpo sul volto ed avesse il labbro sanguinante. Durante la Grande Guerra, Meille tornò alla Juventus, con cui disputò alcuni incontri amichevoli.
  6. VALERIO BONA Esistono due strade per arrivare al goal: la potenza e l’astuzia. Non ci sono dubbi nell’affermare che Bona, per struttura fisica e per carattere, aveva saputo individuare la prima strada per segnare. Ogni attaccante possiede una sua particolarità, una sorta di accento personale che va a posarsi su questa o quella sillaba delle parole che compendiano il suo periodo di gioco. In Valerio Bona questo accento poteva essere individuato e collocato sulla parola rapidità e consisteva in quella specie di raptus agonistico che, in un determinato e fugace frangente di gioco, gli indicava la via più corta e più svelta per arrivare alla rete.Attivo nell’industria laniera italiana, fu Grand’Ufficiale e Commendatore della Corona d’Italia oltreché Cavaliere di San Silvestro. Fu inoltre ufficiale dell’esercito italiano. Durante la prima Guerra Mondiale fu d’istanza al fronte dal 1916 al 1918, distinguendosi in alcune azioni particolarmente significative sull’altopiano della Bainsizza, che gli valsero una medaglia di bronzo al valor militare e la Croce al Merito. Giocò nella Juventus per un decennio, dal 1911 al 1921, realizzando quarantaquattro reti.Come atleta, Bona non temeva rivali; possedeva una muscolatura potente, spalle larghe, torace taurino, gambe brevi e tozze, rese ipertrofiche dal costante esercizio del calciare quei palloni pesanti che si usavano ai suoi tempi. I muscoli possenti, a larga sezione, gli consentivano uno scatto relativo a dir poco bruciante, con strabilianti anticipi sul centromediano adibito al controllo. Lo stile di corsa, malgrado la mole, era corretto al punto da consentirgli atteggiamenti stilistici dei più rari. Giocava con una determinazione eccezionale, in ogni gara duramente combattuta veniva alla ribalta come un cavaliere antico, duro e spigoloso, mai vinto.Sui terreni allentati si ergeva a protagonista assoluto; in una partita del campionato 1913-14, disputata l’8 febbraio su un campo reso pesante da una precedente nevicata, riuscì a segnare ben cinque delle nove reti finite alle spalle del portiere del Como. Fu quella una stagione memorabile per il fromboliere juventino: segnò due goal all’Internazionale, due alla Libertas, due al Milan, due al Novara, cinque al Como, uno al Vicenza, uno al Genova, uno al Verona Hellas, e uno all’U.S. Milanese.Era l’autentico spauracchio dei portieri avversari, con quella sua grinta incredibile e con quei suoi mutandoni che gli arrivavano sino alle ginocchia! Si raccontava che in una partita, tirò con tale violenza un calcio di rigore che il pallone, rimbalzato sull’asta di ferro che sostiene la rete, colpì alla schiena il portiere, il quale cadde svenuto.Soprannominato Zio Bomba, è ricordato per un episodio di stupefacente lealtà sportiva: il 22 febbraio del 1914, la Juventus gioca a Milano contro l’U.S. Milanese. Bona cade a terra dopo un urto con un difensore e l’arbitro Goetzloff decreta il rigore. Per uno scrupolo che oggi senz’altro fa sorridere, il direttore di gara ha un dubbio e chiede proprio a Bona se il rigore sia giusto. Bona è il rigorista della Juventus, la tentazione è tanta. Ma risponde candidamente che no, la colpa è sua, è lui che ha travolto il terzino. La partita finisce 0-0, Bona non esce dal campo pentito per la sua lealtà. Un segno distintivo di onestà cristallina che contribuisce a rendere mitica la Juventus. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2012/10/valerio-bona.html
  7. VALERIO BONA https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Valerio_Bona Nazione: Italia Luogo di nascita: Carignano (Torino) Data di nascita: 13.07.1894 Luogo di morte: Buenos Aires Data di morte: 11.03.1971 Ruolo: Attaccante Altezza: 170 cm Peso: 70 kg Soprannome: Zio Bomba Alla Juventus dal 1911 al 1915 e dal 1919 al 1921 Esordio: 08.10.1911 - Prima Categoria - Torino-Juventus 2-1 Ultima partita: 23.01.1921 - Prima Categoria - Novara-Juventus 3-0 66 presenze - 48 reti Lorenzo Valerio Bona (Carignano, 13 luglio 1894 – Buenos Aires, 11 marzo 1971) è stato un calciatore e dirigente d'azienda italiano, di ruolo attaccante. Attivo nell'industria laniera italiana, fu Grand'Ufficiale e Commendatore della Corona d'Italia oltreché Cavaliere di San Silvestro. Fu inoltre ufficiale dell'esercito italiano e calciatore della Juventus. Lorenzo Valerio Bona Bona (al centro) nella Juventus del 1913-1914 Nazionalità Italia Altezza 170 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Ataccante Carriera Squadre di club 1911-1915 Juventus 44 (29) 1919-1921 Juventus 15 (15) Biografia Lorenzo Valerio Bona (meglio conosciuto solo come Valerio Bona) era figlio dell'industriale Valerio Massimo Bona (1851-1898) - di famiglia originaria di Sordevolo - e di Federica Cassinis (1866–1958). Il padre morì quando Valerio aveva quattro anni. Diplomato al liceo classico, fu precocemente avviato al mondo del lavoro; da giovane svolse un'esperienza internazionale nelle fabbriche di Mulhouse. Con il fratello Gaspare Bona (1895–1940) si trovò ben presto a gestire la ditta paterna, il Lanificio "Valerio ed Eugenio fratelli Bona" di Carignano, specializzato in pannilana di qualità, fondato dal padre e dallo zio sul sito dell'ex monastero delle Monache Clarisse di Carignano (presso Torino). Messi da parte gli studi umanistici, per i quali si sentiva portato, si dedicò in gioventù al calcio, divenendo in breve un valido protagonista degli anni d'oro del Juventus Football Club, come centravanti, disputando 59 partite (44 reti) in Prima Categoria tra il 1911 e il 1921. Beniamino dei tifosi che gli diedero lo pseudonimo di Zio Bomba per la sua irruenza e la potenza di tiro. Durante la Prima guerra mondiale Valerio fu al fronte dal 1916 al 1918, distinguendosi in alcune azioni particolarmente significative sull'altopiano della Bainsizza, che gli valsero una medaglia di bronzo al valor militare e la croce al merito. Tornato alla vita civile, si dedicò con il fratello e con Lorenzo Delleani ad una grande operazione di ampliamento della fabbrica con ristrutturazione degli impianti e nuove costruzioni (tra 1920 e 1926) (disegnate dall'architetto Giuseppe Momo), che comportò, pur in una fase crescente di produzione, notevoli costi di ammortamento. Della Società V. E. Fratelli Bona facevano parte, oltre a Valerio e Gaspare, anche Lorenzo Delleani (da non confondere con il più noto pittore, suo parente), ed un cugino di questi, Federico Maggia (n. 1893). Nonostante il grave momento successivo al crollo della Borsa di Wall Street dell'ottobre 1929, la ditta veleggiò in ottime acque sino alle sanzioni dei governi esteri nei confronti dell'Italia del 1935, accumulando notevole ricchezza, che le permise di affrontare i momenti difficili della guerra con una certa sicurezza. Tra i vari settori, risultò particolarmente positivo l'affiancamento, con produzione di tessuti di rivestimento interno, alla crescente industria dell'auto. Il 28-29 novembre 1929 fece parte della delegazione italiana alla Conferenza Internazionale Laniera di Bradford, assieme ad Oscar Giudici, Daniele Schneider, Leopoldo Halenke, Ermanno Rivetti e Roberto Dodi. Gli anni Trenta. Valerio Bona e il mondo della cultura Affascinato dal mondo dell'arte e delle lettere, poeta lui stesso (secondo una affermazione di Angiolo Biancotti in Plastici, 1930), Valerio Bona conobbe negli anni Venti il letterato spezzino Ettore Cozzani, e fu uno dei finanziatori della rivista «L'Eroica», diretta da Cozzani stesso. Nel mondo di artisti gravitante attorno alla rivista milanese, l'industriale stabilì alcuni contatti destinati a maturare, e contribuì lui stesso alla rivista con recensioni, firmandosi "Uno qualunque", oppure con le iniziali "L.V.B.". Nel 1927 all'asta dell'Opera Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra svoltasi alla Galleria Pesaro di Milano, Bona acquistò un'opera del tutto particolare, una serie di fotografie dei disegni della Via Crucis di Gaetano Previati ritoccate e ridisegnate dall'autore, prontamente pubblicate da Cozzani su «L'Eroica». Esposta nel 1928 in una mostra a Carignano, la Via Crucis di Previati rimase presso la famiglia sin verso il 1968. Negli stessi anni strinse amicizia con lo scultore genovese Eugenio Baroni, l'autore del monumento a Garibaldi di Quarto dei Mille, anch'egli legato a Cozzani (che gli dedicherà più pagine sulla sua rivista), di cui divenne anche mecenate. Negli anni 1930-31, Valerio Bona fece decorare il suo studio privato ed un locale adiacente della sua villa di Carignano (villa Provana del Sabbione) da Adalberto Migliorati, pittore di Perugia prediletto da Cozzani, che, aiutato dal fratello Viero Migliorati, vi rappresentò soggetti tratti dalla saga dei Nibelunghi (in omaggio alle predilezioni wagneriane del committente) alternate a soggetti religiosi, compreso un notevole Sposalizio della Vergine, celebrazione neoquattrocentesca della propria storia famigliare, dove sono rappresentati tutti i componenti della famiglia Bona. Cozzani pubblicherà immediatamente sulla sua rivista i dipinti, e, nel 1940, stamperà per conto di Valerio un volume di scritti e memorie su Valerio Massimo Bona. Nel 1938 Valerio fece costruire sulla collina di S. Vito in strada Revigliasco a Torino, una villa fastosa (villa Primosole), disegnata dall'ingegner Ezio Lorenzelli, affrescata da Viero ed Adalberto Migliorati, e per la quale il disegnatore di giardini e paesaggista toscano Pietro Porcinai, con il socio designer Maurizio Tempestini, realizzò il giardino, in parallelo con quello della villa di Federico Maggia, socio a sua volta di Valerio alla V.E. Fratelli Bona. A partire dal 1935 Valerio Bona seguì con attenzione lo svolgimento del concorso per il Monumento ad Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, in Torino, schierandosi con tutta la forza del suo ruolo dalla parte del bozzetto di Eugenio Baroni, che risulterà alla fine vincitore, dopo un durissimo testa a testa con Arturo Martini. Tutte le associazioni degli ex combattenti, ed in particolare l'Arma di Artiglieria, a cui Bona apparteneva, fecero pressioni perché vincesse lo scultore genovese. Morto precocemente Baroni il 25 giugno 1935, per legato testamentario fu Bona, come procuratore speciale degli eredi Baroni (vedi rivista "Torino", n.7, luglio 1937, p. 912), a seguire le fasi di completamento e fusione delle statue (affidate allo scultore romano Publio Morbiducci), sino alla realizzazione dell'insieme, già pensato per Piazza Vittorio Veneto e poi sistemato in Piazza Castello. Una leggenda contemporanea diceva che la testa del Duca portava in realtà i tratti fisici di Valerio Bona in omaggio alla sua determinazione nell'opera, ma le condizioni stringenti del concorso riguardo proprio al ritratto del Duca lo escluderebbero. L'industriale donò in seguito alla Scuola d'Applicazione dell'Esercito di Torino una versione in piccolo delle sculture di Baroni, tuttora conservate. Celebrato sulle pagine dell'Eroica dal fedelissimo Cozzani, il monumento, inaugurato il 4 luglio 1937, fu l'ultimo atto di un'avventura culturale, ma, in questo caso, anche e soprattutto politica ed ideologica, destinata ad affievolirsi e trasformarsi dopo la seconda guerra mondiale. L'amicizia fra Cozzani e Bona continuò peraltro sino alla morte di Bona stesso, con lettere, scambi di saluti, visite a mostre ed a conferenze, come testimonia l'epistolario dell'industriale. Nel dopoguerra, Valerio Bona donò alla Città di Carignano la sua copia in bronzo della Vittoria per il Monumento al San Michele, di Baroni, perché divenisse Monumento ai Caduti della Seconda Guerra Mondiale. Un altro scrittore e giornalista in stretti rapporti con Bona fu Vittorio Emanuele Bravetta. Bona fu anche amico, mecenate e collezionista del pittore Antonio Discovolo, a sua volta amico di Cozzani e frequentatore del cenacolo dell'Eroica. Nei primi anni trenta l'industriale, amico del poeta-scienziato Giorgio Cicogna, ne finanziò gli esperimenti pionieristici nel campo del motore a reazione, culminati nel 1932 in una esplosione che costò la vita a Cicogna stesso e ad altri tecnici ed operatori (La Stampa, 30 settembre 1939). La preparazione e la guerra. Morte di Gaspare Con le sanzioni ed il necessario ricorso all'autarchia ed all'ammasso nazionale delle lane dismesse, si aprì per la ditta un momento nuovo ed inquieto. Vigorosi discorsi di Gaspare ai soci, chiari e precisi nel sottolineare tra l'altro la necessità di ripartire le quote privilegiando i soci con responsabilità dirette nella gestione dell'azienda e difendendo per quanto possibile gli stipendi degli operai, segnarono un punto di non ritorno, che la sua morte precoce - poco dopo la sua mobilitazione nell'Arma dell'Aeronautica (precipitò con il suo aereo nel cielo di Caselle nel novembre del 1940) - contribuì ad accentuare. Si era nel frattempo strutturata, in dieci anni, con l'adesione al fascismo dei Bona, una rete di potere locale, che vide anche il cugino Mario Bona nel ruolo di podestà di Carignano. Negli stessi anni fu podestà di Bolzano il marchese Alfredo Clavarino, marito di Luisella Bona (n. 1893), sorella di Valerio. Quest'ultimo ebbe modo di esplicare le sue doti innate di comandante anche come Centurione di Prima Classe della Milizia Volontaria Nazionale (nel 1936, in un discorso volitivo, da amante della poesia, non si trattenne dal citare La favola del disarmo di Giovanni Pascoli, seppure ribaltandone il contenuto filosocialista). Dopo la sua adesione formale al Partito Fascista (1932), e proprio per le sue notevoli doti organizzative, occupò ruoli chiave nella "Federazione Nazionale Fascista Industriali Lanieri", coordinando tra l'altro le risposte date dagli industriali italiani alle necessità del Governo centrale nella preparazione della guerra, e suggerendo strategie e ripartizioni riguardo alle forniture militari ed agli ammassi. La ditta, nel frattempo divenuta stabilimento ausiliario fornitore di panni militari per la guerra, possedeva anche una filatura di lana pettinata a Voltri, un piccolo stabilimento a Carmagnola ed uno in via Bologna a Torino. Convinto della necessità e della oculatezza delle scelte strategiche del regime (come conferma anche un documento recentemente reso noto, il diario di Giuseppe Cabrio), e consequenziale nelle scelte, Valerio Bona, padre di tre figli e con enormi responsabilità aziendali, partì per il fronte greco-albanese nel 1941, come Maggiore della Riserva. Tornato un anno dopo, assistette al crollo del regime, rendendosi conto, in modo piuttosto radicale, degli errori della propaganda e dell'inutilità di ogni dittatura. Che non abbia mai personalmente accettato le leggi razziali lo denota una vicenda da poco riemersa, relativa al ricovero sotto falso nome, nella sua villa di Carignano, del giovane ebreo Sergio Jontof Hutter (1926-1999), figlio della danzatrice Bella Hutter, destinato in seguito ad avere un ruolo di punta nell'architettura italiana del dopoguerra. Il dopoguerra Ancora in anni di guerra Valerio acquisì come patrimonio privato una tenuta agricola nel borgo umbro di Pietramelina, in territorio di Perugia, venduta infine nel 1948 (grazie alla mediazione di Porcinai). Per l'industriale si aprì nel frattempo una vicenda destinata a minare alle basi la solidità della ditta. Le premesse erano già presenti negli anni Trenta, ma con la questione della ripartizione delle quote della società in seguito alla morte di Gaspare iniziarono liti e dispareri fra i soci soprattutto con Federico Maggia, che condussero infine allo scioglimento della V.E. Fratelli Bona. La Società fu messa in liquidazione nel 1947. Dalle ceneri nacque la Società «Lanifici Riuniti Bona e Delleani », divisa in tre Società per Azioni: due immobiliari, la «Società Esercizi Riuniti Tessile» (SERT) e la «Società Industriale Carignano» (SIC), ed una Società di gestione, la «Lanifici Riuniti Bona e Delleani», con un finale lodo arbitrale che costrinse, tra l'altro, alla creazione di un nuovo stabilimento, con sede a Carignano e pari potenziale in macchine e produzione, edificato su terreni stralciati dai beni della cascina Canonico all'epoca (1951) di proprietà di Lorenzo Delleani. A Maggia toccò invece il lanificio di via Bologna a Torino. Divenuta Lanifici Riuniti Bona e Delleani, la ditta mantenne ed incrementò sostanzialmente la sua produzione per altri due decenni, sino a quando non dovette scontrarsi con la grande crisi del settore tessile degli anni 1964-65, con l'obsolescenza alle fonti della sua committenza tradizionale per l'arrivo di nuove richieste di mercato (nuove fibre tessili, la diffusione del confezionato, la caduta del mercato delle fodere per auto) e con cambiamenti profondi nell'assetto occupazionale, che ben presto la costrinsero ad una lenta sopravvivenza ed infine alla chiusura. Il sogno nel cassetto di Valerio Bona, l'apertura alle maestranze della gestione degli utili, idea maturata ancora in anni di guerra, sintesi della visione sua e del fratello, mai in pratica sperimentata, tramontò anch'esso definitivamente. Nel dopoguerra Valerio Bona trovò spazi diversi alla sua attività intellettuale, divenendo presidente (dal 26 aprile 1947 al giugno 1968) dell'Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID), di cui diresse anche la rivista «Operare», ed avviando in varie sedi riflessioni molto impegnate sul ruolo del dirigente di industria in un mondo in radicale cambiamento. Espresse le sue opinioni sul ruolo sociale della dirigenza in conferenze in Italia ed in America Latina, seguendo da vicino il dibattito in corso, e non disdegnando un occhio di simpatia e curiosità verso gli esperimenti del Movimento di Comunità di Adriano Olivetti. Molta attenzione ebbe anche per la pubblicistica francese, in particolare per le opinioni del cristianesimo sociale. Nel 1952 fu promotore, assieme ad Adriano Olivetti, Vittorio Valletta ed Ermanno Gurgo Salice di un Istituto di alti studi per l'organizzazione aziendale, poi divenuto Istituto postuniversitario per lo studio dell'organizzazione aziendale (IPSOA), avviato nel 1953 dapprima con soli insegnanti statunitensi. Dal 1955 fu tra i creatori della rivista edita da FrancoAngeli «Fattore umano», organo ufficiale dell'Associazione Italiana dei tecnici dell'addestramento del Comitato nazionale dell'organizzazione scientifica del lavoro. Più difficile fu la pratica applicazione di molti principi, a volte piuttosto generici, alla realtà della ditta. Significativa fu la sua proposta di avviare alla lettura ed allo studio di periodici e libri non solo gli impiegati, ma anche gli operai. I suoi stessi orientamenti idealistici (che lo fecero bollare con il nomignolo di «poeta» dai colleghi della Confindustria), andavano ormai in direzioni lontane dalla realtà, espressa infine dalle serrate del '68, a cui rispose tra l'altro promuovendo un'inchiesta sociale presso i dipendenti, mai decollata. Nel giugno dello stesso anno si trasferì in Argentina, lasciando anche la presidenza dell'UCID, per seguire la gestione della ditta tessile CILSA di Villa Constitución, da Bona rilevata in piena crisi e portata in poco tempo ad un alto standard produttivo. Soggiornò spesso negli ultimi anni per affari a Buenos Aires, dove morì nel 1971. Lorenzo Valerio Bona sposò Rosetta Sertorio (genovese, nata nel 1900), ed ebbe quattro figli: Franco Valerio (1922-2014) (parassitologo, docente di Scienze Naturali), Lorenzo (Enzo) (1925-2016), che abbandonò la ditta paterna per farsi Petit Frère nella comunità di Charles De Foucauld (con il nome di Lolén), Gian Piero Bona (1926-2020), poeta, narratore e traduttore di talento, Patrizia Bona (1943), psicologa.
  8. NICK HEYLE https://it.wikipedia.org/wiki/Nick_Heyle Nazione: Inghilterra Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1911 al 1912 Esordio: 05.11.1911 - Prima Categoria - Pro Vercelli-Juventus 1-0 1 presenza - 0 reti Nick Heyle (... – ...) è stato un calciatore inglese, di ruolo mediano. Nick Heyle Nazionalità Inghilterra Calcio Ruolo Centrocampista Carriera Squadre di club 1911-1912 Juventus 1 (0) Carriera Fu un giocatore della Juventus per una sola stagione in cui collezionò una sola presenza in campionato, il 5 novembre 1911 contro la Pro Vercelli in una sconfitta per 1-0.
  9. LUDWIG WEBER https://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_Weber_(calciatore) Nazione: Svizzera Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1911 al 1912 Esordio: 19.11.1911 - Prima Categoria - Piemonte-Juventus 1-4 Ultima partita: 14.01.1912 - Prima Categoria - Milan-Juventus 8-1 2 presenze - 0 reti Ludwig Weber (... – ...) è stato un calciatore svizzero, di ruolo terzino. Ludwig Weber Nazionalità Svizzera Calcio Ruolo Difensore Carriera Squadre di club 1911-1912 Juventus 2 (0) Carriera Giocò nella Juventus per una sola stagione dove collezionò due presenze nella massima serie, senza segnare tuttavia nessuna rete. La prima partita fu contro il Piemonte il 19 novembre 1911 in una vittoria per 4-1, mentre la seconda fu contro il Milan il 14 gennaio 1912 in una sconfitta per 8-1.
  10. BARRY JOHNSON 1911: l’anno dei mille travagli per una Juve ambiziosa e ricca di estri, ma dagli umori altalenanti. Pennano il portiere, Aegli e Hess i terzini, ma il 29 ottobre 1911 contro il Milan il terzino destro è un inglese che non impressiona. Il Milan di Rizzi e Cevenini strapazza quella Juve e del britannico non sentiremo più parlare. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2011/06/j0hnson.html
  11. ATTILIO UBERTALLI https://it.wikipedia.org/wiki/Attilio_Ubertalli Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 24.08.1880 Luogo di morte: Torino Data di morte: 10.11.1963 Ruolo: Presidente Altezza: - Peso: - Soprannome: - Presidente della Juventus dal 1911 al 1912 Attilio Ubertalli (Torino, 24 agosto 1880 – Torino, 10 novembre 1963) è stato un dirigente sportivo e imprenditore italiano, undicesimo presidente della Juventus. Ubertalli, tra le altre attività, fu presidente ed amministratore delegato della fonderia Comet S.A. di Torino e azionista di diverse società tessili. Fu anche presidente della SSS (Società Spettacoli Sportivi), società anonima creata dai soci della Juventus al fine di raccogliere i capitali necessari per costruire il primo stadio di proprietà, nonché primo in cemento armato e primo con illuminazione artificiale, ovvero il Campo Juventus. Prenderà parte alla Grande Guerra col grado di tenente d'artiglieria. Durante la breve presidenza di Attilio Ubertalli, la Juventus attraversò un periodo di crisi economica e di risultati. Nel campionato di calcio del 1911-1912 si presentò con un organico all'osso, tanto che nella partita in trasferta col Milan i bianconeri riuscirono a schierare solo dieci giocatori, perdendo così 8-1. Finì la stagione terz'ultima con soli 9 punti. Ubertalli cederà lo “scettro” di questa grave carica al pioniere Bino Hess. Attilio appartiene a una famiglia con vari intrecci nella Juventus: la moglie è Adele Schiapparelli, sorella di un grande dirigente bianconero nonché “Dama patronessa” e futura madrina del gagliardetto ufficiale della squadra, che viene donato in occasione dell’inaugurazione dello stadio di corso Marsiglia. E’ anche cognata dei Collino. Il figlio Piercarlo è invece sposato con Marcella Ferrero Ventimiglia, parente diretta di uno dei fondatori della Società, mentre l’altro figlio Umberto è socio fin da bambino del club e appartiene al circolo del tennis della Società. Attilio Ubertalli viene a mancare a 83 anni, nella sua abitazione torinese.
  12. ENEA ZUFFI https://it.wikipedia.org/wiki/Enea_Zuffi Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 27.12.1889 Luogo di morte: Torino Data di morte: 13.07.1968 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1910 al 1912 Esordio: 27.11.1910 - Prima Categoria - Juventus-Piemonte 1-1 Ultima partita: 24.03.1912 - Prima Categoria - Juventus-Piemonte 5-2 21 presenze - 0 reti Enea Zuffi (Torino, 27 dicembre 1889 – Torino, 13 luglio 1968) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Enea Zuffi Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Termine carriera 1913 Carriera Squadre di club 1908-1910 Torino 9 (1) 1910-1912 Juventus 21 (0) 1912-1913 Torino 5 (0) Nazionale 1912 Italia 2 (0) Biografia Nacque a Torino in via San Quintino 34 da Enea Zuffi (il padre portava il suo stesso nome) e Alice Drake. Carriera A livello di club ha giocato in entrambe le squadre calcistiche di Torino, il Torino e la Juventus. Con la Nazionale italiana di calcio ha partecipato al torneo olimpico di Stoccolma 1912, disputando due incontri: il turno di qualificazione del torneo ufficiale contro la Finlandia e la semifinale del torneo di consolazione contro l'Austria.
  13. BENIGNO DALMAZZO Pioniere – scrive Renato Tavella sul “Dizionario della grande Juventus” – giovanissimo prende a frequentare la Juventus ed è l’anima della squadra boys. Nel 1909 viene promosso titolare e in qualità di avanti gioca fino alla sospensione dei campionati nel 1915. Partito per la Grande Guerra, muore nel corso del conflitto. “HURRÀ!” DEL 1° SETTEMBRE 1916 Lo rivediamo boys, vivacissimo, ciarliero, impenitente freddurista, quando aveva formato con mirabile volontà un capolavoro di squadra costituita da elementi quasi infantili. Come fosse sorta, come si fosse sviluppata questa piccola famiglia nella grande famiglia Juventina, non si sa: Dalmazzo la creò, la sorresse col suo entusiasmo fatto di premure e d’affetto, con la sua autorità di capitano e la condusse di vittoria in vittoria. Ricordate? Era un vero godimento vederla giuocare! Non trovava più avversari! Le società anziane, quelle di Piazza d’Armi tutte sbaragliate! I poulins di Dalmazzo, i suoi fratelli d’armi, si chiamavano Giriodi, Bona, Filippo Sertorio, Meille, Varalda, Arioni, Fornara e tanti e tanti altri ottimi ragazzi nei quali manteneva vivo l’entusiasmo concedendo a volta a volta un posto in squadra e che – fuori squadra – costituivano una claque fedele e rumorosa nelle randagie e sempre trionfali tournées. Per le molteplici virtù che adunava la piccola squadra si trasformò presto in un organismo completo, ben degno di essere lanciato in più serie competizioni. La « Juventus » acquistò così quella terza squadra che nessun’altra società potè mai eguagliare e che, ogni anno passante, lascia al Club larga e gelosa eredità di gloria. Poi divenne grande giuocatore e Capitano della nostra prima squadra. Raggiunse l’apogeo della sua carriera – Povero Benigno! Ne era contento, fiero, giustamente ambizioso. Più orgogliosi ne eravamo noi. Pochi Clubs potevano vantare un giuocatore così corretto, slanciato nella sua bella divisa, plasticamente bello, così distinto di tratto coi compagni e con gli avversari. Partecipò alle ansie e alle lotte del Club, ne fu, in campo e fuori, tenace assertore di fede, di costanza e d’affetto, specie nei critici momenti in cui nemici d’ogni sorta s’erano accaniti per abbatterne la potenza, ed è questo il più forte tributo di lode e di riconoscenza che gli dobbiamo. L’intenso suo attaccamento per tutto quello che era juventino traspariva dagli affettuosissimi accenti delle sue lettere che sempre ci commossero e che ora ci fanno piangere l’immatura perdita con dolore profondo, inconsolabile. Là sull’Altipiano di Asiago, nella mirabile e fulgida pagina di questa primavera eroica d’Italia, anche Dalmazzo offerse in olocausto alla Patria la bellezza dei suoi vent’anni. Là concorse coi suoi soldati a formare quel baluardo insuperabile di corpi e di anime contro cui s’infranse la tracotanza nemica. Come Corbelli, come Canfari, così Dalmazzo alla testa della sua Compagina che guidava con impeto e con entusiastico ardimento, andò incontro alla morte con la serenità della sua bella anima generosa: sono lutti che rendono luci di gloria! La « Juventus » paga il proprio tributo alla Patria col sacrificio dei suoi migliori figli. Quelli che restano siano degni dei Morti nei supremi doveri fiche incombono, ne onorino la memoria stringendosi con sempre più forte animo attorno a questa vecchia gloriosa bandiera. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/02/benigno-dalmazzo.html
  14. BENIGNO DALMAZZO https://it.wikipedia.org/wiki/Benigno_Dalmazzo Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 05.01.1895 Luogo di morte: Rossastón (Asiago) Data di morte: 01.07.1916 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1910 al 1915 Esordio: 12.02.1911 - Prima Categoria - Piemonte-Juventus 1-1 Ultima partita: 21.03.1915 - Prima Categoria - Juventus-Genoa 2-5 38 presenze - 20 reti Benigno Dalmazzo (Torino, 5 gennaio 1895 – Asiago, 1º luglio 1916) è stato un calciatore italiano, di ruolo Punta centrale. Benigno Dalmazzo Dalmazzo (accosciato, secondo da destra) nella Juventus della stagione 1913-1914 Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Termine carriera 1915 Carriera Giovanili ????-1909 Juventus Squadre di club 1910-1915 Juventus 38 (20) Biografia Orfano in giovane età, compì gli studi presso l'Istituto sociale Compagnia di Gesù. All'entrata nella Grande Guerra dell'Italia, Dalmazzo si arruola volontario trovando la morte nel corso del conflitto nelle sue mansioni di tenente del 162º reggimento della Brigata Ivrea in località Rossastòn, tra gli abeti che salgono verso la cima del monte Interrotto, sopra Asiago. Carriera Entrò giovanissimo nei "boys" della Juventus, la squadra giovanile del tempo, divenendone il capitano. Fece il suo esordio con la Juventus contro il Piemonte Football Club il 12 febbraio 1911 in un pareggio per 1-1, mentre la sua ultima partita fu contro il Genoa il 21 marzo 1915, in una sconfitta in casa per 2-5. In cinque stagioni bianconere collezionò 38 presenze e 20 reti.
  15. MARIO NEVI https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Nevi Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 01.01.1889 Luogo di morte: Torino Data di morte: 25.06.1925 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1910 al 1913 Esordio: 02.04.1911 - Prima Categoria - Juventus-Torino 1-3 Ultima partita: 23.02.1913 - Prima Categoria - Pro Vercelli-Juventus 3-0 25 presenze - 0 reti Mario Nevi (1889 – Torino, 25 giugno 1925) è stato un calciatore italiano, di ruolo mediano. Mario Nevi Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Carriera Squadre di club 1910-1913 Juventus 25 (0) Carriera Fece il suo esordio con la Juventus contro il Torino nel Derby della Mole il 2 aprile 1911 perso 3-1, mentre la sua ultima partita fu contro la Pro Vercelli, il 19 gennaio 1913 persa 4-0. In tre stagioni bianconere collezionò 22 presenze.
  16. MATTS KUNDING https://it.wikipedia.org/wiki/Matts_Kunding Nazione: Irlanda Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: Matts Alla Juventus dal 1910 al 1911 Esordio: 27.11.1910 - Prima Categoria - Juventus-Piemonte 1-1 Ultima partita: 19.03.1911 - Prima Categoria - Genoa-Juventus 3-0 4 presenze - 0 reti Matts Kunding (... – ...) è stato un calciatore irlandese, di ruolo mediano. Matts Kunding Nazionalità Irlanda Calcio Ruolo Centrocampista Carriera Squadre di club 1909-1910 Torino 13 (0) 1910-1911 Juventus 4 (0) Carriera Britannico, trasferitosi in Italia, giocò nel Torino, club in cui esordì il 7 novembre 1909 nel derby torinese contro la Juventus, vinto per 3-1. Con i granata raggiunse il quarto posto della classifica finale della Prima Categoria 1909-1910. La stagione seguente passa alla Juventus con cui fece il suo esordio contro il Piemonte Football Club il 27 novembre 1910 in un pareggio per 1-1, mentre la sua ultima partita fu contro il Genoa il 19 marzo 1911 in una sconfitta per 3-0. Nella sua unica stagione bianconera collezionò quattro presenze.
  17. KARL AEGLI https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Aegli Nazione: Svizzera Luogo di nascita: - Data di nascita: 09.02.1887 Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1910 al 1912 Esordio: 27.11.1910 - Prima Categoria - Juventus-Piemonte 1-1 Ultima partita: 24.03.1912 - Prima Categoria - Juventus-Piemonte 5-2 19 presenze - 0 reti Karl Aegli (9 febbraio 1887 – ...) è stato un calciatore svizzero, di ruolo mediano. Karl Aegli Nazionalità Svizzera Calcio Ruolo Centrocampista Carriera Squadre di club 1909-1909 Winterthur ?? (?) 1909-1910 Torino 2 (0) 1910-1912 Juventus 19 (0) Carriera Militò nel Winterthur prima di approdare in Italia. Arrivò al Torino nel 1909, dove militò per una sola stagione, marcando due presenze, la prima il 6 marzo 1910 in un Milan-Torino 0-1 e la seconda il 10 aprile 1910 in un Inter-Torino 7-2. L'anno seguente passa alla Juventus, con cui esordisce nella partita contro il Piemonte Football Club il 27 novembre 1910, pareggiata per 1-1, mentre la sua ultima partita fu contro l'Inter l'11 febbraio 1912 in una sconfitta per 4-0. In due stagioni bianconere collezionò 19 presenze.
  18. SILVINO MAFFIOTTI https://it.wikipedia.org/wiki/Silvino_Maffiotti Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 21.08.1889 Luogo di morte: Camburzano (Biella) Data di morte: 01.12.1961 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1909 al 1914 Esordio: 19.12.1909 - Prima Categoria - Milanese-Juventus 0-2 Ultima partita: 26.04.1914 - Prima Categoria - Casale-Juventus 4-0 48 presenze - 11 reti Silvino Maffiotti, talvolta riportato come Silvio (Torino, 21 agosto 1889 – Camburzano, 1º dicembre 1961), è stato un calciatore italiano, di ruolo mediano o attaccante. Era colloquialmente noto come Maffiotti II per distinguerlo dal fratello Ermanno, più grande di due anni; quest'ultimo, anch'esso per breve tempo calciatore a Biella, nacque a Camburzano prima del trasferimento a Torino della famiglia. Silvino Maffiotti Maffiotti con la maglia della Juventus Nazionalità Italia Calcio Ruolo Mediano, attaccante Carriera Squadre di club 19??-1909 Veloces Biella ? (?) 1909-1914 Juventus 48 (11) Carriera È stato il primo capitano della Veloces Biella, dove militò dagli esordi fino al 1909. Passato nello stesso anno alla Juventus, debuttò in maglia bianconera il 19 dicembre 1909 in una vittoria esterna per 2-0 contro la US Milanese, mentre il suo ultimo incontro fu contro il Casale il 26 aprile 1914 in una sconfitta esterna, sempre per 2-0. In cinque stagioni a Torino collezionò 48 presenze ufficiali, segnando 11 reti oltre a 22 presenze non ufficiali, marcando 7 gol. Dopo il ritiro Apri una ferramenta a Torino chiamata Metalferro, e ricoprì il ruolo di sindaco nell'azienda degli amici Ajmone Marsan. Ufficiale di complemento d'artiglieria a partire dal 1935, all'ingresso dell'Italia nella seconda guerra mondiale fu assegnato al Corpo automobilistico militare. Il primo fan club juventino di Biella fu intitolato a lui.
  19. ANGELO BALBIANI https://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Balbiani Nazione: Italia Luogo di nascita: Rocca Canavese (Torino) Data di nascita: 04.04.1890 Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1909 al 1910 Esordio: 07.11.1909 - Prima Categoria - Torino-Juventus 3-1 Ultima partita: 23.01.1910 - Prima Categoria - Juventus-Milan 1-0 6 presenze - 4 reti Angelo Balbiani (Rocca Canavese, 4 aprile 1890 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante, primo giocatore a vestire sia la maglia dell'Inter che della Juventus. Angelo Balbiani Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Carriera Squadre di club 1909-1910 Juventus 6 (4) 1910-1911 Inter 1 (0) Carriera Angelo Balbiani fu un giocatore di calcio che giocò nella Juventus e nell'Inter. In bianconero collezionò 6 presenze e 4 reti. La sua prima partita fu contro il Torino nel Derby della Mole in una sconfitta per 3-1 il 7 novembre 1909, dove segnò anche il suo primo gol. La sua ultima partita in bianconero fu contro il Milan il 23 gennaio 1910 in una vittoria per 1-0. L'anno seguente passò all'Inter dove collezionò una sola presenza, nella gara dell'11 giugno 1911 contro la Unione Sportiva Milanese.
  20. ATTILIO VALOBRA https://it.wikipedia.org/wiki/Attilio_Valobra Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 31.10.1892 Luogo di morte: Torino Data di morte: 24.08.1953 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1910 al 1911 Esordio: 24.04.1910 - Prima Categoria - Juventus-Milanese 1-2 Ultima partita: 28.05.1911 - Prima Categoria - Juventus-Inter 0-2 9 presenze - 0 reti Marco Attilio Valobra, noto solo come Attilio Valobra (Torino, 31 ottobre 1892 – Torino, 24 agosto 1953), è stato un calciatore italiano, di ruolo interno destro. Era noto anche come Valobra II per distinguerlo dal fratello Mario Valobra I, calciatore nel Piemonte. Attilio Valobra Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1924 Carriera Squadre di club 1909-1910 Juventus II 3 (1) 1910-1911 Juventus 9 (0) 1911-1914 Piemonte ? (?) 1914-1924 Torino 46 (0) Nazionale 1913 Italia 1 (0) Biografia Nacque a Torino in via XX Settembre 58 da Cesare Valobra e Maddalena Cartier. Caratteristiche tecniche Valobra era di corporatura magra ed asciutta, aveva una muscolatura poco sviluppata ma era in possesso di un'ottima tecnica. Carriera In carriera giocò per tutte le tre principali squadre di Torino dell'epoca, esordendo per la Juventus prima di passare al Piemonte ed in seguito al Torino. Con la Nazionale italiana di calcio disputò una sola partita, l'amichevole contro l'Austria del 15 giugno 1913. Dopo il ritiro diventò procuratore per una ditta.
  21. HANS MAYER HEUBERGER https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Mayer_Heuberger Nazione: Germania Luogo di nascita: Lipsia Data di nascita: 01.03.1882 Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1909 al 1910 Esordio: 16.01.1910 - Prima Categoria - Juventus-Milan 5-3 Ultima partita: 10.04.1910 - Prima Categoria - Andrea Doria-Juventus 0-1 4 presenze - 0 reti Hans Mayer Heuberger (Lipsia, 1º marzo 1882 – ...) è stato un calciatore tedesco, di ruolo mediano. Hans Mayer Heuberger Nazionalità Germania Calcio Ruolo Mediano Termine carriera 1910 Carriera Squadre di club 1905-1906 Milan 6 (0) 1909-1910 Juventus 1 (0) Carriera Giocò da titolare fisso nel Milan che vinse il suo secondo scudetto, ricoprendo il ruolo di mediano. Sparito dalle scene sportive per alcuni anni, ricomparve fugacemente nella Juventus nel 1910. Palmarès Campionato italiano: 1 - Milan: 1906
  22. UMBERTO PENNANO https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Pennano Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 01.01.1886 Luogo di morte: Torino Data di morte: 17.03.1961 Ruolo: Portiere Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1909 al 1913 Esordio: 07.11.1909 - Prima Categoria - Torino-Juventus 3-1 Ultima partita: 09.02.1913 - Prima Categoria - Torino-Juventus 8-6 43 presenze - 99 reti subite Umberto Pennano (1886 – Torino, 17 marzo 1961) è stato un calciatore italiano, di ruolo portiere. Umberto Pennano Nazionalità Italia Calcio Ruolo Portiere Carriera Squadre di club 1909-1913 Juventus 43 (-99) 1913-1914 Torino 17 (-?) Carriera Inizia la carriera agonistica nella Juventus, club con cui esordisce nella partita contro il Torino nel Derby della Mole il 7 novembre 1909 in una sconfitta per 3-1, mentre la sua ultima partita fu sempre contro la stessa squadra il 9 febbraio 1913, finita in una sconfitta per 8-6. Nei suoi quattro anni a difendere la porta bianconera collezionò 43 presenze e subì 99 reti. Nel 1913 è ingaggiato dal Torino, club con cui ottiene il quarto posto nelle eliminatorie del Piemonte e della Liguria nella Prima Categoria 1913-1914.
  23. ALFRED JACQUET https://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Jacquet Nazione: Svizzera Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1908 al 1909 Esordio: 10.01.1909 - Prima Categoria - Torino-Juventus 1-0 Ultima partita: 24.01.1909 - Prima Categoria - Juventus-Torino 0-1 3 presenze - 0 reti Alfred Jacquet (... – ...) è stato un calciatore svizzero, di ruolo attaccante. Alfred Jacquet Nazionalità Svizzera Calcio Ruolo Attaccante Carriera Squadre di club 1906-1908 Torino 5 (1) 1909 Juventus 3 (0) Carriera Jacquet fu tra i primi giocatori del Torino, disputando il primo incontro della storia del sodalizio granata il 16 dicembre 1906, contro la Pro Vercelli, terminato 3-1 per i torinesi. L'esordio ufficiale è datato 13 gennaio 1907, nella vittoria nel derby della Mole per 2-1 contro la Juventus. Con i granata ottiene il secondo posto nel girone nazionale della Prima Categoria 1907. Nel 1908 con il Torino, giocò solo incontri amichevoli a causa dell'autosospensione del club granata dal campionato per il divieto di schierare calciatori stranieri imposto dalla FIF. Nel 1909 si trasferì alla Juventus, dove fu chiamato in sostituzione dell'infortunato Domenico Donna. Fece il suo esordio proprio contro la sua vecchia società, il Torino, il 10 gennaio 1909 in una sconfitta per 1-0, mentre la sua ultima partita in bianconero fu il 24 gennaio seguente, sempre contro i granata, e terminata con lo stesso punteggio. Nella sua unica stagione bianconera collezionò 3 presenze senza segnare.
  24. SANDRO COLLINO Pioniere, fece il suo esordio con la Juventus il 12 dicembre 1909 contro l’Ausonia Milano in una vittoria per 6-0, segnando anche la sua prima rete in bianconero. La sua ultima apparizione fu il 7 marzo 1915 contro il Venezia, match vinto dalla compagine juventina per 5-2. In 6 stagioni colleziona 19 presenze e 5 reti. Resta poi a lungo nei quadri dirigenziali. “HURRÀ” DEL GENNAIO 1919 Aveva negli occhi la bontà infinita del suo cuore, una bontà sana che tutto dava all’amicizia, tutto agli affetti. Visse la sua vita breve, troppo breve per quelli che gli volevano bene ed a cui voleva bene; morì nei giorni della gioia più grande, stroncato, lui forte di una salda e viril salute, dalla falcidie morbosa che ha abbrunato di lutti la trionfale bandiera della vittoria. Noi lo piangiamo e lo ricordiamo, ed il suo nome nostalgicamente ritorna vivo alle labbra nostre di amici e di Juventini. Quando, in un prossimo avvenire, sul nostro Campo la vita sociale si riaffermerà in un rinnovato fervore di sane competizioni sportive, i nostri occhi cercheranno invano le note figure che vivranno nel solo ricordo. Fra le più care mancherà quella del nostro Sandro, auspicante la vittoria dei colori nostri in solitarie e nervose passeggiate periferiche. Povero Sandro! Tu che eri uno dei migliori fra noi, ci hai lasciati, ma il tuo nome vive scolpito nel gran libro dei morti per la Patria ed in quello più modesto, più raccolto, ma pieno di indimenticabili affetti, dei Juventini che non sono più! http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/04/sandro-collino.html
  25. SANDRO COLLINO https://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Collino Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 26.02.1892 Luogo di morte: Lonigo (Vicenza) Data di morte: 25.12.1918 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: Sandro Alla Juventus dal 1909 al 1915 Esordio: 07.01.1912 - Prima Categoria - Juventus-Andrea Doria 0-1 Ultima partita: 24.11.1912 - Prima Categoria - Novara-Juventus 3-3 15 presenze - 5 reti Alessandro Collino (Torino, 26 febbraio 1892 – Lonigo, 25 dicembre 1918) è stato un dirigente sportivo e calciatore italiano, di ruolo difensore. Alessandro Collino Nazionalità Italia Calcio Ruolo Difensore Termine carriera 1915 Carriera Squadre di club Juventus 1909-1915 Juventus 15 (5) Carriera Alessandro Collino detto Sandro o Collino II, fratello minore di Giuseppe Collino (Collino I) e maggiore di Mario Collino (Collino III), nonché cugino di Luigi Collino (n. 1890), tutti calciatori dell'epoca pionieristica. Si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza di Torino nel 1910, laureandosi il 26 novembre 1914. Fece il suo esordio con la Juventus il 12 dicembre 1909 contro l'Ausonia Milano in una vittoria per 6-0, quando segnò anche la sua prima rete, mentre la sua ultima apparizione fu il 6 dicembre 1914 contro il Veloces Biella, in una vittoria per 5-0. In sei stagioni bianconere collezionò 15 presenze e 5 reti. Ritiratosi dall'attività agonistica, entrò nei quadri dirigenziali del sodalizio bianconero, ma solo per pochi mesi, perché poco dopo la nomina partì per la Grande Guerra col grado di Tenente d'artiglieria. Immediatamente dopo il termine del conflitto, venne colpito da una malattia che lo costrinse all'ospedale militare di Lonigo, dove spirò il giorno di Natale del 1918.
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