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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. PIO MARCHI Era approdato alla Juventus nel 1913, dopo aver giocato in molte squadrette anche contemporaneamente, insieme al fratello Guido – scrive Piera Callegari sul suo libro “La Juventus” – I fratelli Marchi furono, per la Juventus, molto più che validi giocatori, specialmente Pio, il primo, chiamato Velivolo o Aviatik per le bande del paraorecchie che gli svolazzavano ai lati della testa mentre correva.Pio era un tipo riflessivo e perspicace, che coltivava una straordinaria passione per il calcio, e non soltanto a titolo personale. Il suo sguardo penetrante, filtrato attraverso gli occhiali, seguiva con attenzione l’attività delle piccole squadre, pronto a cogliere i segni di qualche talento da assicurare alla Juventus.Doveva vederci chiaro, perché un giorno mise gli occhi su un giovanissimo che gli parve assennato segnalare ai suoi dirigenti. Era un moretto di taglia media, un certo Combi. La società bianconera gli è sempre stata riconoscente per questa sua opera di osservatore, che uno dei campi di allenamento era intitolato a suo nome. E l’altro, si chiamava Combi.Pio Marchi portava gli occhiali, giocava sempre di testa e di lenti a contatto certo allora non si parlava. Una volta “Hurrà” scrisse di lui, dopo un incontro, che era rimasto ben sessantasette dei novanta minuti in aria! Più velivolo di così!RENATO TAVELLA, DAL SUO LIBRO “IL ROMANZO DELLA GRANDE JUVENTUS”Con attenzione aggiusta gli occhiali, ascolti pareri e direttive, è disponibile a giocare dove gli si dice di mettersi. Si sa che predilige i colpi di testa che, a dispetto delle lenti calate sul naso, ama saltare di qua e di là senza curarsi più di tanto degli urti e delle spintonate degli avversari. Dà il meglio di sé in aria e appunto per questo lo chiamano Aviatik. Nel piccolo mondo del calcio cittadino ancora non si è spenta l’eco delle meraviglie che riesce a combinare quando volta sempre più in alto.Dalla vicina cittadina di Carmagnola dove era nato, al cortile di San Giuseppe, alla squadra dell’Italia che si cimentava pure essa nella generosa Piazza d’Armi, le sue prestazioni si erano succeduto come l’impeto di una vera e propria escalation. Mezzo destro o sinistro, centroavanti, ala, mediano, persino terzino, non c’era ruolo in cui non sapesse esprimersi con profitto.Quando poi nel 1913, con le sue rincorse librate nel cielo, contribuisce a porre il sigillo vincente a un atteso torneo agguantato dal Minerva Football Club, le quotazioni di Marchi salgono e ben valgono l’unanime considerazione degli appassionati. Il definitivo salto diventa naturale e logica conseguenza: chiesto alla dirigenza juventina di essere accolto come socio, all’istante viene accontentato. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2011/01/pio-marchi.html
  2. PIO MARCHI https://it.wikipedia.org/wiki/Pio_Marchi Nazione: Italia Luogo di nascita: Carmagnola (Torino) Data di nascita: 10.01.1895 Luogo di morte: Torino Data di morte: 29.11.1942 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: Aviatik - Velivolo Alla Juventus dal 1919 al 1920 Esordio: 08.02.1920 - Prima Categoria - Brescia-Juventus 0-0 Ultima partita: 23.05.1920 - Prima Categoria - Inter-Juventus 1-0 9 presenze - 1 rete Pio Marchi, noto anche con il nome soprannome di Aviatik, (Carmagnola, 1895 – dicembre 1942), è stato un calciatore italiano, di ruolo mediano. Era noto come Marchi I per distinguerlo dal fratello minore, anch'egli calciatore della Juventus, Guido o Marchi II. Morì nel dicembre 1942 a seguito di un'incursione aerea. Pio Marchi Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Carriera Squadre di club 1919-1920 Juventus 9 (1) Carriera Amante del gioco aereo e meno dotato tecnicamente del fratello, fece il suo esordio con la Juventus contro il Brescia l'8 febbraio 1920 in un pareggio per 0-0, mentre la sua ultima partita fu contro l'Inter il 23 maggio 1920 in una sconfitta per 1-0. Nella sua unica stagione bianconera collezionò 9 presenze ed una rete. Gli venne dedicato uno dei campi di allenamento siti a fronte lo Stadio Comunale, e fu disputata nel 1945 una partita (Juventus-Torino) a scopo benefico dove in palio c'era la Coppa Pio Marchi, per ricordare la sua tragica morte.
  3. VALERIO TERZI https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Terzi Nazione: Italia Luogo di nascita: Bergamo Data di nascita: 12.06.1896 Luogo di morte: Milano Data di morte: 17.09.1936 Ruolo: Portiere Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1915 al 1916 Esordio: 12.12.1915 - Amichevole - Torino-Juventus 1-3 Ultima partita: 25.06.1915 - Amichevole - Torino-Juventus 0-1 0 presenze - 0 reti subite Valerio Felice Terzi (Bergamo, 12 giugno 1896 – Milano, 17 settembre 1936) è stato un calciatore italiano, di ruolo portiere. Valerio Terzi Nazionalità Italia Calcio Ruolo Portiere Carriera Giovanili Collegio Gallarini Novara Squadre di club 1912-1915 Novara ? (-?) 1915-1916 Juventus 0 (0) 1919-1920 Genoa 19 (-?) 1920-1922 Novara ? (-?) 1922-1925 Torino 33 (-18) Carriera Crebbe nel Novara, club con il quale trascorse la prima parte della sua carriera prima del conflitto mondiale. Con i piemontesi ottenne come massimo risultato il quarto posto del girone semifinale B nella Prima Categoria 1914-1915. Durante la Grande Guerra militò nella Juventus, disputando la Coppa Federale 1915-1916, ottenendo il secondo posto nelle finali nazionali ad un punto dai campioni del Milan. Dopo la guerra fu tra le file del Genoa, club con il quale esordì il 12 ottobre 1919 nel derby casalingo vinto per cinque reti ad una contro l'Andrea Doria. Nella stagione con i Grifoni dopo avere vinto i due gironi preliminari, terminò al terzo ed ultimo posto nella classifica della fase finale. Tornò al Novara nella stagione 1920-1921, con cui vinse il campionato piemontese di categoria e raggiunse il terzo posto del girone semifinale A. La stagione seguente ottenne il secondo posto del Girone A della Lega Nord. Dopo le due stagioni tra gli azzurri piemontesi, passò al Torino, dove rimase sino al 1924-1925, di cui l'ultima stagione come riserva. Con il club torinese ottenne il secondo posto del girone A della Lega Nord nella Prima Divisione 1922-1923, come in quella successiva, ma nel girone B. Con i granata esordì l'8 ottobre 1922 nella vittoria casalinga per due a zero contro la Pro Vercelli.
  4. CORRADO CORRADINO Professore e poeta ricordato per l’alto profilo morale – ricorda Renato Tavella – le lezioni, i forbiti e avvincenti discorsi venati dalla retorica del tempo. Sua l’epigrafe «la vittoria è del forte che ha fede» che appare sul frontespizio del mensile «Hurrà», formato quaderno. In carica dopo la Grande Guerra dal 1919 al 1920, muore nel 1923 avanti negli anni e oramai stanco di un’esistenza interamente dedicata allo studio. “LA STORIA DELLA JUVENTUS” DI PERUCCA, ROMEO E COLOMBERO Il professor Corrado Corradini (qualche storiografo scrive Corradino) ha guidato la Juventus negli anni non facili del dopoguerra, sino al 1920. È ricordato come un uomo di grossa cultura, un poeta, un sognatore: ma, per quanto riguarda il football, come un uomo con i piedi ben saldi per terra, attento alla squadra come alla cassa. Nella buona società torinese fu una nomina che fece scalpore. Nei salotti si mormorava: «Corradini si occupa di una squadra di football? Peccato, lo credevamo una persona seria!» Sbagliavano, dal punto di vista sportivo. Gli anni di presidenza del professore furono quelli in cui si posero le basi della definitiva «ricostruzione» della Juventus, e della realizzazione del nuovo campo. “HURRÀ”, GIUGNO-LUGLIO 1923 Il presidente che amammo e sentimmo intimamente nostro, che ci diede la bellezza e la forza della sua parola e del suo esempio; l’idealista, che seppe nel suo lungo apostolato di educatore e di insegnante congiungere la poesia e la persuasione, illuminare di verità il nostro cammino, incitare ad opere degne, confortare nelle avversità, nobilitare nelle vittorie; Colui che, sempre, ci disse della vita il bene e la forza e la virtù rinnovatrice, moderando ed attenuando gli aspetti e gli allettamenti del male: Quegli che fu e resterà in mezzo al nostro cuore con un ricordo incancellabile, è scomparso per sempre! Oh, la sua bella testa bianca, la sua voce morbida, la semplicità dello sguardo e bel gesto, quella sua inestinguibile, anche se inespressa, paternità verso tutti, ma più verso i giovani, che furono bella sua esistenza la ragione, il pensiero, l’ansia, la trepidazione! Nessuno dimenticherà l’ultima volta che Egli fu tra noi, quando festeggiammo, or son tre anni, la squadra reduce dalle finalissime del Campionato. Quando Egli concluse il suo lirico saluto ai campioni, estendendolo al nostro Club, di cui Egli presentiva il trionfale avvenire, quando la Sua parola commossa ci fece intravvedere il cammino indubitabile, il grido che accolse la chiusa fu così forte, così pieno e sincero, che noi stessi ne fummo stupefatti e vi sentimmo non solo il plauso all’oratore, ma la gratitudine, la devozione, l’affetto che non mutano per mutar di vicende. Oggi l’abbrunato gagliardetto bella Juventus si abbassa sulla salma di Corrado Corradino, che fu il nostro Poeta. E l’anima nostra, striata di pianto, ne ripete il nome con pietà filiale, con indicibile amore. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/04/corrado-corradini.html
  5. CORRADO CORRADINO https://it.wikipedia.org/wiki/Corrado_Corradino Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 01.01.1852 Luogo di morte: Torino Data di morte: 09.07.1923 Ruolo: Presidente Altezza: - Peso: - Soprannome: - Presidente della Juventus dal 1919 al 1920 15 partite - 10 vinte - 5 pareggiate Corrado Corradino, anche noto, per eufonia, come Corradino Corrado (Torino, 1º gennaio 1852 – Torino, 9 luglio 1923), è stato un critico letterario, storico dell'arte e poeta italiano. Biografia La prima istruzione di Corrado Corradino si è svolta fra Mondovì e Torino. Dopo una parentesi presso la facoltà di medicina dell'Università degli Studi di Torino, s'iscrisse, nel medesimo ateneo, a quella di lettere, dove è stato allievo di Arturo Graf. Le sue prime produzioni poetiche, pubblicate sul periodico letterario cremonese «Il Preludio», fondato da Arcangelo Ghisleri, hanno avuto il riconoscimento di Giosuè Carducci, cui del resto Corradino stilisticamente ha tratto ispirazione. All'inizio degli anni Ottanta, interessatosi prevalentemente alla critica letteraria, ha ottenuto la libera docenza di letteratura italiana, insegnando al Politecnico federale di Zurigo e, una volta rientrato a Torino, nel liceo Gioberti prima, presso l'Accademia Albertina di Belle Arti poi. I componimenti poetici successivi, spogliatisi dell'iniziale adesione alla scapigliatura, rappresentano l'esito di lunghe riflessioni di ordine filosofico e religioso. Ha scritto anche opere di manualistica storica, più volte ristampate, così come il trattato Dell'arte dello scrivere, che ha conosciuto 15 edizioni sino al 1929. Presidente della Juventus Fu attivo membro del Foot-Ball Club Juventus, di cui compose nel 1915 il primo inno ufficiale del club il quale verrà cantato dai giocatori durante le partite casalinghe allo Stadio Comunale tra il 1963 e 1972. Tale inno fu pubblicato nel libro-LP Juventus primo amore. Storia sportiva e romantica della Juventus (1972), a cura del giornalista Sandro Ciotti con la collaborazione dei suoi colleghi Enrico Ameri e Bruno Mobrici. Corradino è conosciuto nella storia della Vecchia Signora anche come uno dei creatori della prima rivista interamente dedicata al club bianconero, ovvero Hurrà Juventus, mensile uscito per la prima volta il 10 giugno 1915. Successivamente al primo conflitto, divenne Presidente del club tra il 1919 e il 1920 succedendo al triumvirato composto durante la guerra da Armano, Zambelli e Nizza. Nel numero di Hurrà Juventus del giugno-luglio 1923 compare un ricordo di Corradino.
  6. SANDRO ZAMBELLI Ho visto Sandro Zambelli – scrive Alberto Refrigeri su “Hurrà Juventus” dell’ottobre 1972 – per l’ultima volta nel tardo pomeriggio del 28 maggio scorso: la sua Juve aveva appena conquistato il 14° scudetto e «Zambo», già malato, appoggiandosi al braccio compiacente di un amico, scendeva, faticosamente se pur raggiante, i gradini della Tribuna d’Onor.«Ha visto i ragazzi!», mi disse con un groppo in gola, «oggi mi hanno dato una delle più belle soddisfazioni della mia vita, anche se purtroppo per me sarà l’ultima».Con una buona dose di ipocrisia, che lui stesso avvertì e mi fece arrossire fino alla radice dei capelli, gli risposi di no, che anzi lo avremmo avuto ancora tanto tempo fra di noi; ma lui sapeva che ben difficilmente avrebbe visto un altro Campionato e purtroppo la sua previsione si è rivelata esatta.Sandro Zambelli entrò nella Juventus nel lontano 1911, frequentando la famosa «panchina» di Corso Re Umberto, dove quattordici anni prima, da un gruppo di studenti, aveva preso vita la Società.Ne facevano parte, mi ricorda l’Avvocato Scamoni che fu secondo segretario dopo nonna, Carlo Schiapparelli, Geppe e Sandro Collino, Bino Hess, Craveri, Malvano, Armano, Besozzi, Mattioli, i fratelli Aimone, Nizza e Borda, ed alcuni altri.La spiccata personalità, la simpatia che emanava con le sue battute spiritose e il profondo amore per quella grande squadra allora appena agli albori, lo resero subito bene accetto e gli permisero di entrare immediatamente nel «giro».Tanto è vero che alcuni anni dopo, durante la guerra, fu… incaricato (uno dei pochi a rimanere a Torino) di dare notizie sulla Juventus a tutti i compagni al fronte. E fu così che (allora non esisteva ancora il ciclostile…), ad evitare di scrivere a mano decine di lettere, Zambelli decise di fondare un giornale che parlasse della squadra. I ragazzi in trincea infatti potevano magari stare alcuni giorni senza la lettera della fidanzata, ma non privi di notizie sulla Juve.A quei tempi, per inneggiare a qualcuno o a qualcosa, il grido di moda era «Hurrà», derivato dal famoso «Hip, hip, Hurrà» con cui solitamente terminavano i brindisi. E così nacque, con un felicissimo connubio, il titolo del Giornale, che visse fino al 1924, e poi, dopo una lunga pausa, riprese le pubblicazioni trentanove anni dopo, nel ‘63.Finita la guerra, Zambelli fu nominato Vice Presidente della Lega, rimanendo sempre, sino alla sua morte, vicino alla squadra, come Consigliere prima, come socio benemerito poi; possiamo dire che ha vissuto, con infinito amore e tanta, tanta passione, più di sessant’anni di storia bianconera.Era un attento lettore del «suo» giornale, e non mi risparmiava, con poche ma concise parole, com’era nel suo stile, né critiche né elogi.«Al niimer pasà a l’era nen mal» (il numero scorso non era male) oppure, guardandomi negli occhi fisso fisso: «L’ültim articul l’è nen piasume» (l’ultimo articolo non mi è piaciuto).Le sue critiche, fatte quasi sempre in un cordiale e aristocratico dialetto piemontese, non erano mai cattive, ma sempre costruttive e sempre improntate al suo grande amore per la Juventus e nella sua proverbiale linea di serietà, buon gusto, rispetto per gli avversari, galantomismo.Ora il campionato è cominciato, e la sua sedia in Tribuna d’Onore è vuota: dopo sessant’anni i ragazzi vestiti in bianconero sono scesi in campo privi di uno spettatore illustre, un amico, un caro amico che rimpiangeranno sempre. Addio, Zambo! https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2012/02/sandro-zambelli.html
  7. SANDRO ZAMBELLI https://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Zambelli Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: 1886 Luogo di morte: Torino Data di morte: 13.09.1972 Ruolo: Presidente Altezza: - Peso: - Soprannome: Zambo Presidente della Juventus dal 1915 al 1918 Sandro Zambelli (1886 – Torino, 13 settembre 1972) è stato un dirigente sportivo italiano, nono presidente della Juventus insieme a Gioacchino Armano e Fernando Nizza. Biografia Durante il periodo della prima guerra mondiale fu membro del Comitato Presidenziale di Guerra, che sostituiva il ruolo del presidente societario. Di questo comitato faceva parte Zambelli, insieme a Gioacchino Armano e Fernando Nizza. Fu tra gli ideatori del mensile Hurrà Juventus.
  8. CARLO PIETRO SODANO https://it.wikipedia.org/wiki/Pierino_Sodano Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 27.07.1894 Luogo di morte: Gattinara (Vercelli) Data di morte: 27.07.1968 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: Pierino Alla Juventus dal 1914 al 1915 Esordio: 04.10.1914 - Prima Categoria - Valenzana-Juventus 0-9 Ultima partita: 07.03.1915 - Prima Categoria - Venezia-Juventus 2-5 9 presenze - 11 reti Piero Sodano (1894 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Pierino Sodano Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Carriera Squadre di club 1914-1915 Juventus 9 (11) 1915-1916 Legnano ? (?) 1917-1922 Legnano 58 (18) Carriera Fece il suo esordio con la Juventus il 4 ottobre 1914 contro la Valenzana in una vittoria per 9-0, dove segnó anche due reti, mentre il suo ultimo incontro fu contro il Genoa il 10 gennaio 1915 in una sconfitta per 4-0. Nella sua unica stagione bianconera collezionò 9 presenze e 11 reti. Durante la Grande Guerra milita nel Legnano, club con cui raggiunge il terzo posto nel girone finale della Coppa Lombardia 1917 e con cui vince la Coppa Mauro 1919. Nel primo dopo guerra Sodano è sempre tra le file lilla e disputò con il club lombardo tra le varie partite l'incontro contro il Torino del 26 giugno 1921, spareggio valido per il raggiungimento delle semifinali del campionato nazionale della stagione 1920-1921, sospeso per lo sfinimento dei giocatori al minuto 158 sul punteggio di 1 a 1, dato che all'epoca erano previsti i tempi supplementari ad oltranza. L'incontro non venne ripetuto, cosa che causò l'eliminazione di entrambi i club, per volontà delle stesse società. Nel campionato 1919-20 di Prima Categoria ha disputato 17 partite e realizzato 9 reti, in quello successivo di Prima Categoria 1920-21 ha giocato con i lilla 22 partite e realizzato 8 reti, nel 1921-22 nel campionato di Prima Divisione Nord ha giocato 19 partite con una rete all'attivo.
  9. BIAGIO GOGGIO https://it.wikipedia.org/wiki/Biagio_Goggio Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 28.05.1892 Luogo di morte: Castelnuovo del Carso (Gorizia) Data di morte: 28.10.1915 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Nazionale Italiano Soprannome: Gino - Biby Alla Juventus dal 1914 al 1915 Esordio: 04.10.1914 - Prima Categoria - Valenzana-Juventus 0-9 Ultima partita: 21.03.1915 - Prima Categoria - Juventus-Genoa 2-5 13 presenze - 2 reti Biagio Goggio, detto Gino (Torino, 28 maggio 1892 – Castelnuovo del Carso, 28 ottobre 1915), è stato un calciatore italiano, di ruolo mediano. Biagio Goggio Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1915 Carriera Squadre di club 19??-1911 Ivrea ? (?) 1911-1914 Torino 22 (4) 1914-1915 Juventus 13 (2) Nazionale 1914 Italia 1 (0) Carriera Club Dopo aver iniziato a giocare nella squadra della sua città, Goggio venne ingaggiato dal Torino nel 1911. Esordì in campionato il 26 gennaio 1913 in Torino-Novara 3-1 e rimase in granata fino al 1914, quando venne ceduto alla Juventus. Nazionale Goggio giocò la sua prima ed unica partita in Nazionale il 23 marzo 1914 contro la Francia. Morte Morì sul Carso durante la prima guerra mondiale, dove combatté come bersagliere. Vita privata Sua sorella sposò il calciatore Eugenio Mosso.
  10. LUIGI BALDI https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Baldi Nazione: Italia Luogo di nascita: Romentino (Novara) Data di nascita: 01.02.1894 Luogo di morte: Trecate (Novara) Data di morte: 09.03.1961 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: Pick Alla Juventus dal 1914 al 1915 Esordio: 11.10.1914 - Prima Categoria - Vigor Torino-Juventus 3-2 Ultima partita: 21.03.1915 - Prima Categoria - Juventus-Genoa 2-5 10 presenze - 1 rete Luigi Baldi (1894 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo terzino. Luigi Baldi Nazionalità Italia Calcio Ruolo Difensore Carriera Squadre di club 1914-1915 Juventus 10 (1) Carriera Fece il suo esordio con la Juventus contro il Vigor Torino l'11 ottobre 1914 in una sconfitta per 3-2, mentre la sua ultima partita fu contro il Genoa il 21 marzo 1915 in una sconfitta per 5-2 dove segno il suo unico goal in maglia bianconera. Nella sua unica stagione alla Juventus collezionò 10 presenze ed una rete.
  11. MICHELE ROSA https://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Rosa_(calciatore) Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Portiere Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1914 al 1915 Esordio: 08.11.1914 - Prima Categoria - Juventus-Valenzana 6-0 Ultima partita: 06.12.1914 - Prima Categoria - Juventus-Veloces Biella 5-0 2 presenze - 0 reti Michele Rosa (... – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo portiere. Michele Rosa Nazionalità Italia Calcio Ruolo Portiere Carriera Squadre di club 1914-1915 Juventus 2 (0) Carriera Fu uno dei primi portieri della storia della Juventus, in cui militò per una sola stagione. Fece il suo esordio l'8 novembre 1914 contro la Valenzana in una vittoria per 6-0, mentre la seconda partita fu contro il Veloces Biella il 6 dicembre 1914 in una vittoria per 5-0. Nella sua breve militanza alla Juve non subì nessuna rete.
  12. VITTORIO FAROPPA https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Faroppa Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 29.08.1887 Luogo di morte: Torino Data di morte: 11.11.1958 Ruolo: Portiere Altezza: - Peso: - Nazionale Italiano Soprannome: Pony Alla Juventus dal 1914 al 1915 Esordio: 25.10.1914 - Prima Categoria - Torino-Juventus 1-1 Ultima partita: 21.03.1915 - Prima Categoria - Juventus-Genoa 2-5 6 presenze - 19 reti subite Vittorio Faroppa (Torino, 29 agosto 1887 – Torino, 11 novembre 1958) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo portiere. Era anche noto come Faroppa II per distinguerlo dal fratello Luigi (o Faroppa I). Vittorio Faroppa Vittorio Faroppa, portiere del Piemonte (1911) Nazionalità Italia Calcio Ruolo Allenatore (ex portiere) Termine carriera 1915 - giocatore 1947 - allenatore Carriera Squadre di club 19?? Virtus Torino ? (-?) 1908-1914 Piemonte 15+ (-?) 1914-1915 Juventus 6 (-19) Nazionale 1912 Italia 1 (-4) Carriera da allenatore 1933-1934 Grosseto 1934-1935 Genova 1893 1936-1939 Siena 1939-1940 Alessandria 1946-1947 Udinese 1948-1949 Aosta Carriera Giocatore Tra i pionieri del calcio a Torino, giocò inizialmente nella Virtus, prima di passare al Piemonte. Fu convocato in Nazionale nel 1912, chiamato dal commissario tecnico Umberto Meazza a sostituire il portiere titolare Mario De Simoni. Il 17 marzo l'Italia perse allo Stadium di corso Vinzaglio a Torino per 3-4 contro la Francia di fronte a 6000 spettatori; per lo sferzante giudizio dato da Meazza, che lo paragonò a una papera, il termine entrò nel linguaggio comune col significato di errore madornale; i giornali citarono l'espressione "disastro Faroppa" per etichettare la negativa esperienza dell'estremo difensore torinese. Continuò a fare parte per alcuni mesi della commissione tecnica della Nazionale nel 1913, e nel 1914 passò alla Juventus prima che la Grande Guerra interrompesse i campionati e Faroppa abbandonasse il calcio giocato. Allenatore Negli anni trenta divenne allenatore, dapprima del Grosseto, poi del Genova nel vittorioso campionato di Serie B 1934-1935 (a concludere il campionato furono però Renzo De Vecchi e Carlo Carcano). Ottenne una promozione in Serie B con il Siena nel 1937-1938 e chiuse dopo un breve periodo all'Alessandria. A 53 anni, dopo l'entrata in guerra dell'Italia (1940), si arruolò nell'esercito. Morì nel 1958, a 71 anni. Palmarès Allenatore Competizioni nazionali Serie C: 1 - Siena: 1937-1938
  13. CARLO GALLINA «Carlo Gallina, detto Pipì, è monopede, non calcia con la sinistra il che non gli impedisce di sparare certe cannonate che non auguriamo a nessun portiere amico». Così, il sommo Vladimiro Caminiti, descrive questo pioniere che, col piede sinistro, riesce a malapena a fare le scale di casa. Ogni grazia gli si era concretata nel poderoso arto di destra. Di origine novarese, disputa in bianconero solamente qualche gara nella stagione 1913-14. https://ilpalloneracconta.blogspot.com/2016/06/carlo-gallina.html
  14. CARLO GALLINA https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Gallina Nazione: Italia Luogo di nascita: Novara Data di nascita: 01.01.1895 Luogo di morte: Novara Data di morte: 21.11.1944 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: Pipí Alla Juventus dal 1913 al 1914 Esordio: 22.02.1914 - Prima Categoria - Milanese-Juventus 0-0 Ultima partita: 17.05.1914 - Prima Categoria - Inter-Juventus 2-2 2 presenze - 0 reti Carlo Gallina (Novara, 1895 – 1944) è stato un militare e calciatore italiano, di ruolo attaccante. Deceduto durante la seconda guerra mondiale, venne insignito del titolo di Superdecorato al valore militare. Carlo Gallina Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Carriera Squadre di club 1913-1914 Juventus 2 (0) Carriera Attaccante, Gallina era dotato di un tiro destro potente. Fu un giocatore della Juventus per una sola stagione. Fece il suo esordio contro US Milanese il 22 febbraio 1914 in un pareggio per 0-0, mentre la seconda partita fu contro l'Inter il 17 maggio dello stesso anno in un pareggio per 2-2.
  15. PIETRO OMODEI ZORINI https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Omodei_Zorini Nazione: Italia Luogo di nascita: Granozzo con Monticello (Novara) Data di nascita: 17.12.1893 Luogo di morte: Novara Data di morte: 26.02.1974 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: Piero Alla Juventus dal 1913 al 1920 Esordio: 12.10.1913 - Prima Categoria - Juventus-Libertas Milano 3-1 Ultima partita: 14.12.1919 - Prima Categoria - Juventus-Amatori Gioco Calcio 3-1 24 presenze - 1 rete Pietro Omodei Zorini, citato anche come Piero (Granozzo con Monticello, 17 dicembre 1893 – Novara, 26 febbraio 1974), è stato un avvocato e calciatore italiano, di ruolo mediano. Pietro Omodei Zorini Zorini con la maglia della Juventus. Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Carriera Squadre di club 1912-1913 Novara ? (?) 1913-1920 Juventus 24 (1) Carriera Nel 1908 è tra i fondatori della Football Association Studenti Novara, l'attuale Novara Calcio, dove militerà nella sua prima partecipazione al campionato italiano, nella stagione 1912-1913. La stagione seguente passa alla Juventus. Esordisce contro il Racing Libertas Club il 12 ottobre 1913 in una vittoria per 3-1. La sua ultima partita in bianconero fu contro l'Amatori Torino, il 14 dicembre 1919, finita 3-1 per la Juventus. Nelle sue tre stagioni in bianconero collezionò 24 presenze e una rete. Muore a Novara il 26 febbraio 1974. Nelle stagioni 1930-1931 e 1931-1932 svolse l'attività di arbitro. Fu membro della Commissione d'Appello Federale nel 1945, membro della Lega Nazionale fino al 1955 e in seguito proboviro della F.I.G.C..
  16. ROBB HESCOOL https://it.wikipedia.org/wiki/Robb_Hescool Nazione: Scozia Luogo di nascita: - Data di nascita: - Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1913 al 1914 Esordio: 07.12.1913 - Prima Categoria - Milanese-Juventus 1-1 1 presenza - 0 reti Robb Hescool (... – ...) è stato un calciatore scozzese, di ruolo mediano. Robb Hescool Nazionalità Scozia Calcio Ruolo Mediano Termine carriera 1914 Carriera Squadre di club 1905-1913 Juventus II ? (?) 1913-1914 Juventus 1 (0) Carriera Hescool entrò nel sodalizio bianconero nel 1905, stesso anno del suo collega di lavoro ed amico Jack Diment, rimanendo però relegato nella seconda squadra. Apprezzato per la qualità dei suoi rilanci, fu impiegato tra le file della prima squadra della Juventus nella stagione 1913-1914, ottenendo il quarto posto nella classifica finale del Torneo Maggiore. A causa dei tabellini incompleti, gli unici incontri di cui si ha certezza della sua presenza in campo sono il pareggio esterno dei bianconeri per 1 a 1 del 7 dicembre 1913 contro l'AC Milanese e la vittoria per 7 a 2 contro l'Inter del 14 dicembre 1913. Palmarès Calciatore Club Competizioni nazionali Seconda Categoria: 1 - Juventus II: 1905
  17. ANTONIO PAYER https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Payer Nazione: Italia Luogo di nascita: Milano Data di nascita: 06.03.1892 Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1913 al 1914 ? presenze - ? reti Antonio Payer (Milano, 6 marzo 1892 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo mezzala. Antonio Payer Nazionalità Italia Calcio Ruolo Mezzala Carriera Squadre di club 1910-1911 Inter 2 (0) 1913-1914 Juventus ? (?) Fece il suo esordio in campionato nel derby di Milano contro il Milan, il 5 febbraio 1911 in una sconfitta per 2-0, e la sua seconda e ultima partita con l'Inter fu contro la Pro Vercelli il 23 marzo dello stesso anno in una sconfitta per 4-0. Successivamente alla stagione nerazzurra giocò una stagione nella Juventus.
  18. CARLO PAYER https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Payer Nazione: Italia Luogo di nascita: Milano Data di nascita: 25.10.1890 Luogo di morte: Chiavenna (Sondrio) Data di morte: 29.10.1978 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1913 al 1914 Esordio: 12.10.1913 - Prima Categoria - Juventus-Libertas Milano 3-1 Ultima partita: 21.06.1914 - Prima Categoria - Genoa-Juventus 4-1 21 presenze - 6 reti Carlo Payer (Milano, 25 ottobre 1890 – Chiavenna, 29 ottobre 1978) è stato un calciatore italiano di ruolo di centrocampista, che ha giocato nell'Inter e nella Juventus. Carlo Payer Payer I (accosciato, primo da sinistra) nella Juventus della stagione 1913-1914 Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1912 Carriera Squadre di club 1909-1912 Inter 50 (8) 1913-1914 Juventus 21 (6) Carriera Tra i giocatori che vinsero il campionato 1909-1910 c'è anche lui, centrocampista centrale o mediano di spinta: immancabile nella formazione del primo Scudetto vinto dai milanesi. Alla fine della stagione 1911-1912 lascia la società nerazzurra. Fece il suo esordio nella Juventus contro il Racing Libertas il 12 ottobre 1913 in una vittoria per 3-1, mentre la sua ultima partita fu contro il Genoa il 21 giugno 1914 in una sconfitta per 4-1. Nella sua unica stagione bianconera collezionò 21 presenze e 6 reti. Si è spento nel 1978 all'età di 88 anni. Palmarès Campionato italiano: 1 - Inter: 1909/1910
  19. DOMENICO CAPELLO https://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Capello Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 11.08.1888 Luogo di morte: Torino Data di morte: 07.01.1926 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Nazionale Italiano Soprannome: - Alla Juventus dal 1913 al 1915 Esordio: 12.10.1913 - Prima Categoria - Juventus-Libertas Milano 3-1 Ultima partita: 10.01.1915 - Prima Categoria - Genoa-Juventus 4-0 28 presenze - 2 reti Domenico Capello (Torino, 11 agosto 1888 – Torino, 7 gennaio 1926) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Giocava nel ruolo di mediano. Domenico Capello Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista Termine carriera 1915 Carriera Squadre di club 1910-1912 Torino 28 (7) 1912-1913 Piemonte ? (?) 1913-1915 Juventus 28 (2) Nazionale 1910 Italia 2 (0) Biografia Figlio di Stefano Capello, durante la sua militanza nel Piemonte era un meccanico della FIAT. Morirà il 7 gennaio 1926, a 37 anni, di tubercolosi. Carriera Club Ha debuttato nel Campionato Federale con la maglia del Torino il 27 novembre 1910, nella vittoria casalinga contro l'Andrea Doria per 2-1. L'ultima partita in Prima Categoria risale al 29 novembre 1914, quando la Juventus nella quale militava fu sconfitta per 7-2 nel derby casalingo contro il Torino, sua ex squadra. Nazionale Ha giocato la prima storica partita della Nazionale italiana il 15 maggio 1910 all'Arena di Milano contro la Francia, battuta per 6-2. Partecipa anche alla seconda gara della Nazionale, sconfitta per 6-1 dall'Ungheria a Budapest il successivo 26 maggio.
  20. ROMOLO BOGLIETTI https://it.wikipedia.org/wiki/Romolo_Boglietti Nazione: Argentina Luogo di nascita: Cordoba Data di nascita: 24.09.1895 Luogo di morte: Mendoza Data di morte: 10.10.1965 Ruolo: Centrocampista Altezza: - Peso: - Soprannome: Buiet dui Alla Juventus dal 1913 al 1931 Esordio: 12.10.1913 - Prima Categoria - Juventus-Libertas Milano 3-1 Ultima partita: 21.03.1915 - Prima Categoria - Juventus-Genoa 2-5 24 presenze - 3 reti Romolo Boglietti (Córdoba, 24 settembre 1895 – Mendoza, novembre 1955) è stato un calciatore argentino, di ruolo mediano. Era noto come Boglietti II per distinguerlo dai fratelli Ernesto o Boglietti I ed Ottavio o Boglietti III. È scomparso nel 1955 all'età di 60 anni. Romolo Boglietti Boglietti II (accosciato, primo da destra) nella Juventus della stagione 1913-1914 Nazionalità Argentina Calcio Ruolo Mediano Carriera Squadre di club 1913-1915 Juventus 24 (3) 1915-1917 Genoa 0 (0) 1919-1920 Torino 17 (2) 1920-1922 US Torinese ? (?) 1922 Savona 19 (1) 1922-1923 US Torinese 3 (?) Carriera Iniziò la carriera agonistica nella Juventus, con cui fece il suo esordio contro la Libertas il 12 ottobre 1913 in una vittoria per 3-1, mentre la sua ultima partita in bianconero fu contro il Genoa il 21 marzo 1915 in una sconfitta per 5-2. Nelle sue due stagioni bianconere collezionò 24 presenze e 3 reti. Durante la Grande Guerra si trasferì al Genoa, con cui disputò la Coppa Federale 1915-1916, chiusa al quarto posto delle finali nazionali, e la Coppa Liguria 1917, vinta dai rossoblu. Nel 1919 passa al Torino che lascia dopo una sola stagione per giocare con l'US Torinese. Nell'US Torinese militerà sino al 1923, eccetto un breve ingaggio tra il gennaio del 1922 e la seguente sessione di mercato al Savona.
  21. CARLO BIGATTO Niente meglio delle cifre riassume la grandezza di Carlo Bigatto: – si legge su “La storia della “Juventus” di Perucca, Romeo e Colombero – vestì la maglia bianconera dal 1913 ai 1931; giunse nella Juventus dei Dalmazzo e dei Montano, dei Boglietti e degli Omodei, diventò capitano della squadra nel primo dopoguerra e la condusse per mano fino alla soglia degli anni ‘30; fino al mito.Torinese classe 1895, goliardo nel collegio cittadino di San Giuseppe, mosse i primi passi calcistici nel Piemonte: nei diciotto anni di milizia bianconera collezionò 211 presenze, una quota rara in anni in cui i campionati potevano anche concludersi dopo 5 o 6 partite. Bigatto è un giocatore che segna tre epoche: vede i primi calci sui campetti della periferia e appare nelle foto ricordo di inaugurazione del nuovo stadio di Torino. Comincia a giocare quando i portieri attaccano il cappotto sulla traversa e termina la carriera a fianco dì Rosetta, del ragionier Viri Rosetta che di professione fa il calciatore.Altri, forse, meno dotati di lui di carattere, non si sarebbero trovati più in una disciplina tanto cambiata da apparire irriconoscibile; lui continuò a improntare di sé i campionati bianconeri fino a quando gli ressero tendini e muscoli. Senza volerlo essere, era diventato un personaggio, Può darsi che i guadagni dei suoi colleghi degli ultimi anni gli dessero ombra; rispose accentuando più ancora i connotati morali della sua figura, giungendo lui solo alla totale identificazione con la squadra che fa di un calciatore l’uomo simbolo.Nella prima Juventus, Bigatto aveva esordito come centravanti. Dopo la guerra, si trovò in mediana, dove le sue qualità ebbero modo di emergere definitivamente. I giornali sportivi parlano di lui come di una bandiera fin dai suoi primi campionati postbellici. Evidentemente lo spessore del personaggio aveva prodotto una maturazione precoce: a 25 anni scarsi era già un trascinatore; poco dopo si parla di Bigatto come del capitano ad eternum della squadra bianconera.Tuttavia, il carisma offusca in qualche modo le nostre possibilità di farci un’idea del Bigatto calciatore, delle sue caratteristiche tecniche, del suo stile. Il ritratto dei giornali d’epoca è un singolare miscuglio di diverse e apparentemente incompatibili qualità: «Giocatore finissimo, dribblatore imperterrito e tenace, conosce tutte le malizie del mestiere. Guai all’ingenua ala avversaria che gli capiti fra i piedi. È destinata a fare una pessima figura, a restare con un palmo di naso e senza pallone; a misurare la cotica erbosa per qualche “trapetta” ben dissimulata. Bigatto è infatti giocatore dallo sgambetto amichevole. Altri sa fare miracoli con l’agilità invisibile delle mani; egli è invece una specie di manipolatore... coi piedi».Allora, era un picchiatore, Bigatto, o un tecnico raffinato? Quell’aria segaligna, lo sguardo profondo e a volte corrucciato, l’assenza di sorriso, l’indecifrabile berretto alato che fa della sua testa un perfetto ovale lasciano spazio a qualunque opinione. Qualche deduzione si può tentare a partire dalle fotografie che lo ritraggono sempre nel vivo dell’azione, in opera continua di tamponamento e rilancio. Mostrano anche, quelle immagini, che Bigatto batteva la sfera con proprietà stilistiche indiscutibili, eppure mantenendo una greve impronta paesana.Sicuramente non ebbe mai la levità di un Rosetta. In lui il gesto atletico mantenne sempre quella contrazione che denuncia la sofferenza, non fu del tutto spontaneo. Ma proprio per questo Bigatto interpretava superbamente il calcio nella sua dimensione cosciente, tattica; e infatti riusciva bene in più ruoli. Da mediano, lo soccorreva la carica agonistica che possedette in misura eccezionale; da centrosostegno, ruolo nel quale pure eccelse, un senso della posizione che all’occorrenza poteva fare di lui il più riflessivo dei calciatori.Un giocatore completo, insomma; almeno, così ci piace immaginarlo, gettando lo sguardo oltre i tratti un po’ rigidi della sua iconografia ufficiale. Ma forse quei tratti si devono alla sua eccellenza e completezza: del ben noto giocatore Bigatto non metteva conto parlare; dell’uomo sì, perché rappresentava l’ultima enclave dilettantistica del calcio italiano.Mentre Bigatto è nel pieno della carriera, esplodono le prime polemiche attorno al professionismo. Ora i calciatori sono pagati, e bene. Lui, di soldi non ne voleva sapere; fino all’ultimo rifiutò ostinatamente qualunque premio. Ma la condizione di dilettante Bigatto non la mantenne per puro attaccamento al mondo che aveva conosciuto negli anni prebellici: in lui era anche una scelta di personale autonomia, una insofferenza dei vincoli, era ciò che gli consentiva di fumare 140 sigarette al giorno senza che alcuno potesse avere a che ridire.Conobbe anche la Nazionale, 5 presenze, esordio sul campo torinese di corso Marsiglia che proprio lui aveva inaugurato il 22 marzo 1925, Italia-Francia 7-0.Fu uno scopritore di talenti giovani, come i due fratelli Marchi; e capì a fondo le caratteristiche di chi vedeva giocare: una volta consigliò a Gianpiero Combi, imberbe ala sinistra del Savona, di mettersi a fare il portiere.Queste doti gli tornarono utili quando la Juventus lo chiamò dopo l’allontanamento di Carcano, nella stagione 1934-35: il quinto scudetto consecutivo dimostrò che l’uomo che aveva guidato la squadra al titolo del 1926 di calcio se ne intendeva. Anche in questo caso, prestò disinteressatamente la sua opera: perché Carlo Bigatto era un dilettante. L’unico dilettante che aveva saputo crescere, affermarsi e vincere nel professionismo. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2012/08/carlo-bigatto.html
  22. CARLO BIGATTO https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Bigatto Nazione: Italia Luogo di nascita: Balzola (Alessandria) Data di nascita: 29.08.1895 Luogo di morte: Torino Data di morte: 16.09.1942 Ruolo: Centrocampista Altezza: 172 cm Peso: 70 kg Nazionale Italiano Soprannome: Il Dilettante Alla Juventus dal 1913 al 1931 Esordio: 12.10.1913 - Prima Categoria - Juventus-Libertas Milano 3-1 Ultima partita: 21.12.1930 - Serie A - Lazio-Juventus 2-1 249 presenze - 2 reti 2 scudetti Allenatore della Juventus 1934-1935 1 scudetto Carlo Bigatto (Balzola, 29 agosto 1895 – Torino, 16 settembre 1942) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano, di ruolo mediano. Viene indicato anche come Bigatto I per distinguerlo da Giorgio Bigatto, anch'egli calciatore juventino (nella stagione 1923-1924). Oltre al suo legame sportivo con la società bianconera, presiedette la sezione di bocce del club nei primi anni 1940. È scomparso nel 1942, all'età di 47 anni, dopo una lunga malattia. Carlo Bigatto Bigatto alla Juventus col suo caratteristico berretto Nazionalità Italia Altezza 172 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex mediano) Termine carriera 1931 - giocatore 1935 - allenatore Carriera Squadre di club 19??-1910 Junior ? (?) 1910-1913 Piemonte ? (?) 1913-1931 Juventus 249 (2) Nazionale 1925-1927 Italia 5 (0) Carriera da allenatore 1934-1935 Juventus Caratteristiche tecniche Giocatore Abile dribblatore e ottimo marcatore, era rinomato per la capacità di rubare palla con estrema facilità. Carriera Giocatore Club Iniziò a giocare nella Junior, squadra dilettantistica, per poi trasferirsi nel Piemonte di Torino. Nel 1913 passò ai concittadini della Juventus, con cui esordì diciottenne il 12 ottobre di quell'anno in una sfida contro il Racing Libertas di Milano, segnando nell'occasione quella che rimarrà la sua unica rete in maglia bianconera. Divenne presto noto alle cronache, da una parte per il caratteristico stile con cui scendeva in campo, indossando un cappello bianconero — «un copricapo con due alette che scendono fin sotto le orecchie» — che, unito «a due baffoni minacciosi», gli conferivano un singolare aspetto piratesco; e dall'altra per l'abitudine decisamente lontana dai canoni della vita di atleta, di arrivare a fumare anche 140 sigarette al giorno. Bigatto (in piedi, quarto da destra) nella Juventus 1920-1921 Per Bigatto, la cui attività primaria era quella di gestire un deposito di legname, il calcio era più che altro un modo per pubblicizzare la sua azienda, tanto che per mantenere «una condizione privilegiata che gli permetteva di fare quello che voleva», tra cui l'avere il vizio del fumo, per tutta la carriera mantenne lo status di dilettante rifiutando sempre di venire stipendiato dalla società juventina. Con il club torinese giocò inizialmente come centravanti. La sua carriera subì un brusco stop nel 1915, quando fu costretto ad arruolarsi con la brigata fanteria Pinerolo per andare a combattere nella Grande Guerra. Una volta tornato dal fronte, da qui in avanti venne schierato prettamente come centromediano. Primo uomo-simbolo del club bianconero, vi militò per oltre due decenni fino all'inizio degli anni 1930, divenendo con la fascia da capitano al braccio l'ideale trait d'union tra la Juventus dei fondatori e quella del Quinquennio d'oro: scese in campo per l'ultima volta il 21 dicembre 1930 contro la Lazio, all'età di 35 anni, prima di ritirarsi a causa di tendini ormai malandati. Nazionale Esordì con la maglia dell'Italia il 22 marzo 1925, sostituendo al 25' Ottavio Barbieri nella gara casalinga contro la Francia vinta dagli azzurri per 7-0. In seguito rappresentò la nazionale in altre quattro occasioni. Con Bigatto in campo la nazionale italiana non ha mai perso (4 vittorie e 1 pareggio). Allenatore Allenò la Juventus nell'annata 1934-1935, subentrando in dicembre all'esonerato Carlo Carcano, staccando a fine stagione l'Ambrosiana-Inter di 2 punti in classifica e portando i bianconeri a vincere il quinto scudetto consecutivo del cosiddetto Quinquennio d'oro; fu poi sostituito da Virginio Rosetta nell'annata successiva. In seguito fu anche dirigente dei torinesi. Palmarès Giocatore Campionato italiano: 2 - Juventus: 1925-1926, 1930-1931 Allenatore Campionato italiano: 1 - Juventus: 1934-1935
  23. FILIPPO CASTOLDI https://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Castoldi Nazione: Italia Luogo di nascita: Venaria Reale (Torino) Data di nascita: 01.01.1896 Luogo di morte: Torino Data di morte: 19.11.1965 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1913 al 1922 Esordio: 10.05.1914 - Prima Categoria - Juventus-Verona 4-1 Ultima partita: 11.03.1923 - Prima Divisione - Spezia-Juventus 1-0 7 presenze - 0 reti Filippo Castoldi (Venaria Reale, ... – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo terzino. Filippo Castoldi Nazionalità Italia Calcio Ruolo Difensore Carriera Squadre di club 1913-1922 Juventus 7 (0) Carriera Socio-calciatore della Juventus, Castoldi fece il suo esordio in bianconero contro il Verona il 10 maggio 1914 in una vittoria per 4-1, mentre la sua ultima partita fu contro lo Spezia il 30 ottobre 1921 in un pareggio per 2-2. Nella esperienza agonistica in bianconero collezionò 7 presenze.
  24. MARIO FIAMBERTI https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Fiamberti Nazione: Italia Luogo di nascita: Stradella (Pavia) Data di nascita: 10.09.1894 Luogo di morte: Feltre (Belluno) Data di morte: 31.08.1970 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1912 al 1913 Esordio: 10.11.1912 - Prima Categoria - Casale-Juventus 3-0 Ultima partita: 17.11.1912 - Prima Categoria - Juventus-Torino 0-8 2 presenze - 0 reti Mario Fiamberti (... – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Mario Fiamberti Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Carriera Squadre di club 1912-1913 Juventus 2 (0) 1914-1915 Torino 6 (4) Carriera Fu un giocatore della Juventus per una sola stagione, in cui collezionò 2 presenze nella massima serie. Debuttò in campionato il 10 novembre 1912, in una partita conclusasi con la sua squadra battuta per 3-0 sul campo del Casale. Disputò la sua seconda gara il successivo 17 novembre: si trattò di un'altra sconfitta, contro il Torino per 8-0. Nel 1914 è ingaggiato dal Torino, club con cui ottiene il secondo posto nelle finali nazionali della stagione 1914-1915, interrotta a causa della Grande Guerra.
  25. UMBERTO COPASSO https://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Copasso Nazione: Italia Luogo di nascita: Sagliano Micca (Biella) Data di nascita: 01.02.1895 Luogo di morte: Roma Data di morte: 16.01.1968 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1912 al 1913 Esordio: 03.11.1912 - Prima Categoria - Juventus-Piemonte 1-2 Ultima partita: 16.02.1913 - Prima Categoria - Juventus-Novara 3-0 5 presenze - 0 reti Umberto Copasso (Sagliano Micca, 1º febbraio 1895 – ...) è stato un calciatore italiano, di ruolo attaccante. Umberto Copasso Nazionalità Italia Calcio Ruolo Attaccante Carriera Squadre di club 1912-1913 Juventus 5 (0) Carriera Fece il suo esordio con la Juventus contro il Piemonte il 3 novembre 1912, mentre la sua ultima partita fu contro il Novara, il 16 febbraio 1913. Nella sua unica stagione bianconera collezionò cinque presenze ufficiali, più altre sei in incontri amichevoli. Nella stagione successiva si dedicò all'arbitraggio. Ottenuta la laurea, il 27 maggio 1929 entrò di ruolo al Ministero delle colonie in qualità di consigliere di governo, prima dislocato in Somalia e successivamente negli uffici di Roma.
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