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Spartony

Tifoso Juventus
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  1. occhio che l'infortunio di chiesa è una bella foglia di fico il suo infortunio è stato a gennaio: 14 gare, 2 gol e 3 assist. proiezione di 6-7 gol a fine anno. la squadra avrebbe segnato meno di quella di cr7 anche con chiesa.
  2. oggi si, è a bilancio per uno sproposito. non si avvicina nessuno a spendere quelle cifre per uno che viene da anni di problemi e prestazioni scadenti. uniche due strade percorribili sono a) che lui accetti qualche offerta di qualche pollo in premier con i quattrini (ad oggi è fantasy) o b) pizzarlo in prestito sperando che faccia una stagione decente
  3. a me tutte queste critiche a de ligt mi riportano alla mente quelle discussioni di quando senza CR7 dovevamo fare più gol
  4. giusto per farvi intristire un po: scadenza del contratto di arthur giugno 2025
  5. e ora commuovetevi!!! (PS: poi però controllate la sveglia che bisogna andare al lavoro per guadagnare in tutta la vita quello che sta gente guadagna in pochi mesi) Cicatrici di Mattia De Sciglio [intervista realizzata ad aprile 2022] Alzo la testa e vedo che sulla lavagnetta luminosa c’è il numero 2. Il mio numero. «De Sciglio, esce De Sciglio», sento gridare. Non ho molto tempo per realizzare, perché in quel preciso istante 70mila persone iniziano a fischiare. Fortissimo. Non capisco: sono stato dato in pasto ai leoni. «Perché c**** mi sta cambiando?», non riesco a chiedermi altro. Il Milan è sotto 0-2 in casa contro l’Empoli, in campionato non stiamo andando bene. Tutta la squadra non sta giocando al meglio. Al 70’, mister Montella decide di cambiarmi. Quella è stata l’inizio della fine. La situazione era già compromessa, ma in quel preciso istante l’acqua ha traboccato dal vaso ed è diventata benzina sul fuoco. Un esterno per un altro esterno, entra Ocampos. I fischi sono talmente forti che non riesco a pensare. Mi siedo in panchina e vengo sopraffatto da vampate di calore, di rabbia. Ribollo. Non mi sono mai sentito come in quei secondi. Ero stato gettato nel vortice, messo nel mezzo e dato in pasto ai tifosi per lavarsene le mani. Ero incazzato. E poi i fischi: stiamo giocando tutti male, perché per l’ennesima volta sono io il capro espiatorio? Mi faccio la doccia e dentro esplodo. Raggiungo i miei genitori nel garage dello stadio, dove mi stanno aspettando per tornare a casa. Salgo in macchina e imbocchiamo il tunnel d’uscita. C’è un po’ di coda, mio padre frena e si mette in fila. Un tifoso, con in mano una birra e chissà quante altre bevute prima, si avvicina e grida: «Qui dentro c’è De Sciglio!». Inizia a insultarmi, si crea un capannello di persone. «Vattene alla Juventus». Mi offendono perché qualche giornalista ha messo in giro la voce che ho già firmato con la Juve. Non è vero, ma ci torniamo dopo. Mio padre scende dalla macchina e prova a calmarli, a fargli capire che non si può mortificare una persona. Niente, iniziano a spintonare. A quel punto non ci ho visto più. Buio, tutto nero. Sono sceso e ho fatto l’errore di reagire. Non sono riuscito a tenermi dentro tutte le emozioni negative che vivevo. Ho sbagliato, ma avevo visto i miei genitori tirati in mezzo a questa storia. Terribile. Quello è stato il punto di rottura. Era la sera del 23 aprile 2017 e, a raccontarvela, mi scaldo ancora. Come ci siamo arrivati è un percorso tortuoso, nato dalle dinamiche malate del nostro mondo e successivamente processato dalla mia mente, che era diventata un muscolo incancrenito, non allenato a certe circostante. Cicatrici, ma non quelle causate dal coraggio. Di quelle, quando le riguardi, tutto sommato ne vai fiero. Pensi che ne sia valsa la pena. Le mie sono cicatrici violente, che per cicatrizzarsi hanno avuto bisogno di altre ferite. Le ho fatte respirare, hanno preso aria e, adesso, forse sono orgoglioso anche di loro. O almeno del percorso che abbiamo vissuto insieme. Vi ricordate il video in cui Boateng mi prende in giro? Ogni volta che lo riguardo, mi fa morire dal ridere. C’è Kevin che dice: «De Sciglio è il terzino più forte del mondo, troppo forte. L’unica cosa è che dovrebbe tagliarsi i capelli, perché così sembra mio nonno». La mia carriera stava iniziando ed ero in hype. Per me era tutto nuovo, queste situazioni mi riempivano di energia positiva, di fiducia e consapevolezza. Il Milan era il mio caricabatterie, eravamo sempre connessi e stavo al 100% in ogni momento. C’era Boa, c’era Ibra, e soprattutto c’era il mister. Ecco, prima di parlarvi di Allegri, voglio dirvi una cosa: non sono il suo figlioccio. Il nostro è uno dei rapporti allenatore-giocatore più iconici degli ultimi anni, ma lui non mi ha mai favorito. Certo, ciò che è vero, è che tra noi è nato un legame speciale. Lui mi ha fatto esordire, lui mi ha visto cadere, lui mi ha visto rialzarmi. Credo che Allegri, come tutte le persone che mi hanno voluto analizzare per quello che sono, si sia sempre accorto che voglio far trasparire un ragazzo genuino. Semplice, educato, disponibile. Il nostro rapporto di confidenza, spesso enfatizzato, ha creato una fiducia reciproca. Pretende tanto da me, e sono uno di quello che massacra di più perché mi vuole bene e conosce le mie qualità. Lavora molto sulla comunicazione con il gruppo e con il singolo. Mi stuzzica, e ormai ne nascono dei botta e risposta. Ci divertiamo. A lui piace dare nomignoli a tutti i calciatori, e quando vuole colpirmi nell’orgoglio mi chiama «Mangia e dormi». Sì, dice che sostanzialmente io mi alleno, mangio e dormo. Stop. Però mister, una cosa te la devo raccontare io adesso. Anche noi ti prendiamo in giro. Sai che imitiamo il tuo modo di parlare in toscano, e qualche volta ci siamo ritrovati a doverti tradurre. Quando ci sono le riunioni tecniche e ci sono nuovi giocatori stranieri, spesso ci chiedono: «Ma cos’ha detto?». Perché già è difficile capire l’italiano dall’inglese, figuriamoci comprendere il livornese! E quindi sì, siamo diventati interpreti di livornese-inglese. Il suo pragmatismo viene visto come un difetto. In tanti si mettono negli occhi il bel calcio, guardano Guardiola e puntano il dito. Secondo me, Pep è una cosa a sé, unico nelle sue idee e nel modo di sistemare la squadra, di inventarsi i ruoli per certi elementi. La gente si è messa in testa che tutte le grandi devono giocare bene. Non voglio prendere le difese di Allegri, è il mio pensiero, ma è una contraddizione. In Italia si tende a guardare il risultato, poi però si parla del bel gioco. E tante volte, le due cose non vanno di pari passo. Ogni partita è una storia: a volte giochi meglio, perché te lo permette l’avversario, altre no. Dipende dagli spazi che ti concedono, da tante componenti. C’era Boa, c’era Ibra, c’era Allegri e soprattutto c’era il Milan. Il mio Milan. Quando ho iniziato a scrivere questa lettera, ho scelto di rispondere a due domande. Innanzitutto, cos’è successo a Mattia De Sciglio, quel talento in erba che tutti designavano come futura stella del calcio nel proprio ruolo, capace di scendere in campo giovanissimo in palcoscenici importanti? E poi, perché tutti sono finiti con l’odiarlo? Avevo tutto, e stavo vivendo al massimo. Momenti bellissimi, uno dietro l’altro, che mi avevano riempito il cuore. Nessuno ti prepara al baratro. Ho iniziato ad avere problemi fisici che mi hanno condizionato, trascorrendo un anno e mezzo con un minutaggio al ribasso e incostante. Non ho avuto problemi gravi, tutti stop di qualche settimana: tornavo, e dopo due partite mi fermavo nuovamente. Non avendo continuità, faticavo nel mantenere un certo livello di prestazione. Sono iniziate le critiche della stampa e dei tifosi. Mi hanno ferito, facevano male. Non me le aspettavo, ma non è questo il punto. A ferirmi è stato l’accanimento. Ero passato dal paradiso all’inferno. Mi mancavano di rispetto solo per poter dire che avevo giocato da schifo. Mi arrabbiavo. Secondo me il rispetto deve essere alla base della vita: accetto di sentirmi dire che non ho giocato bene, non oltre. Si era creata un’immagine distorta, e anche quando facevo delle partite positive, saltava fuori un pretesto per attaccarmi. Se c’era un mezzo errore, veniva sottolineato con vigore. Mi chiedevo: «Perché?». Non sono mai stato uno sopra le righe, che si fa vedere in giro per Milano a far serata. Ero lo stesso ragazzo che sputava sangue e andava in campo anche se non era al 100%. Se potevo dare il 70%, lo spremevo fino in fondo. E così in allenamento: facevo una vita da professionista. L’accanimento proprio non me lo spiegavo. Mi faceva soffrire che fosse più facile prendere me come capro espiatorio, piuttosto che altri. Io non ho mai detto niente, sempre disponibile. Probabilmente, proprio a causa del mio carattere, è stato più facile attaccare me. Mi sono chiuso in casa. Vivevo in un vortice di pensieri negativi, dove mi sentivo in difetto anche nell’andare a cena con la mia fidanzata a metà settimana, oppure portare fuori mia madre. Mi sentivo sbagliato nel farmi vedere fuori. Preoccupato del giudizio delle persone. Ero preso alla sprovvista da una situazione anormale. Non sono riuscito a gestirla nel modo giusto e mi ha portato a una chiusura interiore. Mi mancava proprio il Mattia di prima. Mi mancava la felicità. Faticavo a sorridere. Sono un ragazzo solare, che cerca compagnia e scherza sempre. Mi ero trasformato nella mia nemesi. Chiuso, in casa, a pensare che godersi la vita fosse un eccesso che per niente al mondo mi potevo permettere. A pensare che forse, sentirmi sensibile e fragile, fosse un lusso per questo mondo. La prima volta in cui i miei genitori hanno incontrato Stefano Tirelli, il mental coach che mi ha aiutato a uscire dal baratro, gli hanno detto: «A noi il Mattia calciatore interessa relativamente. A noi preme il Mattia figlio, gli restituisca il sorriso e saremo contenti». Abbiamo iniziato un percorso che mi ha permesso di ritrovare la serenità. Mi ha detto che ho sfiorato la depressione, uno stato in cui nessuno si accorge di entrare. Ho imparato a lavorare con la testa attraverso un lungo percorso che mi ha permesso di capire chi sono veramente, e che sono arrivato a certi livelli è perché me lo merito. La fortuna te la vai anche a cercare. Le cose accadono per un motivo. La determinazione nel raggiungere gli obiettivi che mi ero posto da bambino mi ha portato dove sono. Dedicavo giornalmente del tempo per lavorare con la mente. Nel nostro primo incontro, avevo gli occhi spenti. Due sedute a settimana, tanto lavoro psicologico e la digito-pressione. Abbiamo utilizzato anche dei metodi della medicina cinese. Un percorso stimolante. Il mio carattere pacifico è stato interpretato in maniera sbagliata da tante persone, come se mi mancasse la personalità. Anche a 20 anni, subire senza reagire era visto come assenza di grinta. No, sono semplicemente io. Mi faccio troppi problemi a mandare a ca**re la gente e vivermela serenamente. Solo io so quello che ho fatto per essere qui. Non è giusto che 4 idioti là fuori mi condizionino la vita. Non posso rovinare tutto. La notte di Milan-Empoli si avvicina. Mi ero ripreso e anche l’Europeo era andato alla grande. Mattia era tornato, ancor prima di De Sciglio. Dopo qualche mese, comunico alla società che non avrei rinnovato il contratto in scadenza. Una scelta sofferta, ma erano successe troppe cose e necessitavo di cambiare ambiente. Pensavo che il club avrebbe potuto tutelarmi maggiormente, avevo immagazzinato troppo rancore. A gennaio leggo: «De Sciglio non rinnova perché ha già firmato con la Juventus». Rimango colpito, perché io non avevo ancora sentito nessuno. Erano voci messe in giro dai giornalisti, e i tifosi sono stati condizionati. Purtroppo, nel nostro Paese, è una pratica comune. Il mio presunto accordo è diventato l’ennesimo pretesto per attaccarmi e criticarmi con ancora più cattiveria. Ad aggravare la situazione, gli infortuni di Montolivo e Abate fecero cadere la fascia di capitano sul mio braccio. Le mancanze di rispetto erano all’ordine del giorno. Sono nuovamente qui, all’uscita del tunnel di San Siro. Rientro in macchina e cerco il silenzio. I miei genitori sono preoccupati. Chiudo gli occhi e sogno la normalità. Io e i miei amici alla gelateria di Federico a Pontesesto, frazione di Rozzano, vicino all’oratorio in cui sono cresciuto. Prendo yogurt, miele e noci, i miei gusti preferiti. Qualche bambino mi chiede una foto e poi giochiamo tutti insieme, nonostante gli impegni della vita. Sono nella Primavera del Milan e non so che un giorno condividerò lo spogliatoio con Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo. Affronterò Neymar e chiederò a qualche divinità di fermare Douglas Costa al posto mio, perché è davvero difficile stargli dietro!. Qualche mese più tardi entrerò in silenzio nello spogliatoio di Seedorf, Nesta, Thiago Silva, Gattuso, Inzaghi, Zambrotta, Zlatan e la soggezione prenderà il sopravvento. Giocherò in Nazionale, vincerò Scudetti. A 30 anni mi guarderò indietro, prenderò coraggio e racconterò le mie cicatrici. Quelle che mi hanno fatto diventare l’uomo che sono. Quelle per cui non bastano i cerotti. Quelle che, in fondo, nessuno di noi può evitare. fonte https://www.cronachedispogliatoio.it/de-sciglio-cicatrici-cronache/
  6. un enorme pacco. almeno dovremmo aver capito che ci conviene stare alla larga da centrocampisti brasiliani che hanno Melo tra i cognomi
  7. Perché gli volete così male a quel ragazzo? Sai che poi smadonna forte... Inviato col motore di Rabiot
  8. ma basta pure un pacco di mentos e una bottiglia di coca cola da mettere sotto il letto di de sciglio per festeggiare la partenza del francese
  9. Tuchel chiama Rabiot, quanto chiede la Juve al Chelsea Ad un anno dalla scadenza del contratto, il francese flirta con la Premier League: non solo il Manchester United, il suo ex tecnico al Psg lo vorrebbe a Londra I bianconeri, nonostante il contratto in scadenza nel 2023, non sembrano intenzionati ad abbassare le richieste, partendo da una valutazione di 20 milioni per poi eventualmente lavorare sulla formula e sui bonus https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2022/06/22-94029377/tuchel_chiama_rabiot_quanto_chiede_la_juve_al_chelsea
  10. Tevez: “Voglio Di Maria al Rosario. Conte il mio modello” https://www.tuttosport.com/news/calcio/calcio-estero/sudamerica/2022/06/22-94032519/rosario_tevez_e_pronto_risvegliero_il_gigante_addormentato_ alcuni estratti L'Apache ha poi spiegato di ispirarsi ad Antonio Conte: "L'ho avuto alla Juve, è il mio modello. È stato uno di quelli che mi ha insegnato di più come giocatore. Cercherò di far giocare la mia squadra in quel modo". "Mercato? Non mi è mai piaciuto che si parlasse di rinforzi quando arrivava un allenatore. Non ho parlato di rinforzi con la società, voglio prima vedere i ragazzi, che mi dimostrino la loro voglia di andare in campo. Questo club è un gigante addormentato. Dobbiamo svegliarlo e per farlo bisogna fare il passo successivo, essere competitivi". Nel corso della presentazione gli è stato domandato anche se ci siano possibilità per l'arrivo di Di Maria: "Non ho parlato con Fideo. In realtà non ne ho nemmeno parlato con mia moglie... Se lo vorrei? A chi non piacerebbe? So cosa significa Di Maria per questo club. Quando la situazione sarà più calma lo chiamerò. Conosciamo le sue qualità e per noi sarebbe molto positivo".
  11. lecce, fatta per frabotta in prestito con diritto di riscatto e controriscatto https://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/lecce-fatta-per-frabotta_51661165-202202k.shtml
  12. juve, fabian ruiz nel mirino https://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/juve-fabian-ruiz-nel-mirino_51655819-202202k.shtml
  13. altro giro altra corsa: Fabian Ruiz Juve, Fabian Ruiz nel mirino La Juve ha inserito anche Fabian Ruiz tra i possibili rinforzi per il 22 giugno 2022 La Juve ha inserito anche Fabian Ruiz tra i possibili rinforzi per il centrocampo. Lo spagnolo non rinnoverà il contratto in scadenza tra un anno, ma AdL chiede almeno 30 milioni di euro, cifra che i bianconeri considerano eccessiva. https://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/juve-fabian-ruiz-nel-mirino_51655819-202202k.shtml
  14. è pur vero che finora ci sono stati pochi (anche se costosissimi) movimenti. per il momento sembra tutto bloccato
  15. del fatto che conte e AA si siano riappacificati. oltre a brambati che si vende sta storia da tempo, chi altro lo dice?
  16. mhh..e puoi anche rivelarle queste fonti autorevoli o è un segreto di stato?
  17. a voi un bel JUVE BEFFATA di qualche tempo fa https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/calcio-mercato/2021/01/21-78415603/roma_sorpasso_per_reynolds_chiusura_vicina_beffata_la_juve ROMA, REYNOLDS resta in belgio: ufficiale il prestito al westerlo Dopo la prima avventura in Jupiler Pro League tra le fila del Kortrijk, 21 giugno 2022 Dopo la prima avventura in Jupiler Pro League tra le fila del Kortrijk, Bryan Reynolds continuerà a farsi le ossa nel massimo campionato belga. La Roma ha appena annunciato il prestito con diritto di riscatto al Westerlo: "L’AS Roma comunica di aver ceduto Bryan Reynolds al KVC Westerlo a titolo temporaneo, con diritto di riscatto. L’esterno statunitense aveva giocato in prestito da gennaio 2022 nel KV Kortrijk, massima serie belga. Arrivato alla Roma nel gennaio del 2021 dal FC Dallas, Reynolds – classe 2001 – ha raccolto 8 presenze in giallorosso. Il suo esordio in Serie A risale al 14 marzo 2021, in una trasferta a Parma al Tardini. In bocca al lupo, Bryan!". https://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/roma-reynolds-resta-in-belgio-ufficiale-il-prestito-al-westerlo_51649391-202202k.shtml
  18. Non è vero, ma fosse vero Pirlo I LOVE YOU JUVE, PIRLO VUOLE RAMSEY AL KARAGUMRUK I bianconeri hanno un'urgente esigenza di liberare il gallese, anche 21 giugno 2022 I bianconeri hanno un'urgente esigenza di liberare il gallese, anche se le squadre interessate scarseggiano. Una delle poche piste aperte pare essere quella turca: secondo Fanatik, il nuovo allenatore del Karagumruk Andrea Pirlo avrebbe chiesto alla dirigenza proprio il centrocampista bianconero. Il feeling col gallese è vivo sin da due stagioni fa, quando Pirlo era sulla panchina della Vecchia Signora. https://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/juve-pirlo-vuole-ramsey-al-karagumruk_51649387-202202k.shtml
  19. intanto le giovani riserve del genoa retrocesso valgono 10 mln almeno ma solo perchè in scadenza 2023 Calciomercato: altri due club su Cambiaso, Inter beffata? IL MANCINO È CONTESO DA DIVERSI CLUB IMPORTANTI Calciomercato: altri due club su Cambiaso, Inter beffata? (Getty Images) Calciomercato Ultime Antonio Lauro 21/06/2022 08:33 1 Non solo Inter e Juventus su Andrea Cambiaso. Secondo le ultime notizie di mercato in arrivo da Genova, sul terzino sinistro della Nazionale Under 21 ci sarebbero anche altri due club storici. Mercato Genoa: tutti su Cambiaso Cambiaso ha convinto tutti nell'ultima stagione di Serie A. Il giovane terzino sinistro di proprietà del Genoa, vanta oggi moltissimi estimatori. Nel corso delle ultime settimane Andrea Cambiaso sembrava essere ad un passo dall'Inter per prendere il posto di Ivan Perisic. Tuttavia i nerazzurri, bloccati dai problemi finanziari, non hanno ancora chiuso il colpo, per questa ragione non sono esclusi ribaltoni in questi giorni. L’esterno mancino del Genoa, che piace molto anche alla Juventus, sarebbe finito nel mirino di altri due club importanti. Atalanta e Fiorentina in fila per Cambiaso Secondo le ultime notizie di calciomercato, anche Atalanta e Fiorentina sarebbero interessate all'acquisto di Andrea Cambiaso. Il club orobico, che ha riscattato da poco Demiral, vorrebbe chiudere l’acquisto di Cambiaso il prima possibile per bruciare la concorrenza e trovare un altro sostituto per Gosens. Con l'addio del tedesco a gennaio, Gasperini ha a disposizione il solo Pezzella a sinistra come mancino di ruolo. Per questo motivo nella seconda parte di stagione il tecnico della Dea ha spesso adattato Zappacosta su quella fascia. Oltre all'Atalanta, anche la Fiorentina si sarebbe mossa in questi giorni per raccogliere informazioni su Cambiaso. I viola a sinistra contano sul capitano Cristiano Biraghi, ma avere due calciatori importanti in quella posizione di campo, e poter scegliere, sarebbe una soluzione in più per il tecnico Vincenzo Italiano. Il prezzo di Andrea Cambiaso Ma quanto costa oggi il cartellino di Cambiaso? Il terzio sinistro ha il contratto in scadenza nel 2023, per tale motivo il Genoa sarà costretto a monetizzare questa estate per non perdere il ragazzo a zero tra un anno. Con la retrocessione in cadetteria, il club ligure non potrà nemmeno convincere il calciatore a rinnovare, senza offrirgli un palcoscenico importante come la Serie A. Per questo motivo con 10 milioni di euro l'affare Cambiaso potrebbe andare in porto. https://www.fantacalcio.it/calciomercato/ultime/21_06_2022/calciomercato-cambiaso-atalanta-fiorentina-427340?utm_term=Autofeed&utm_medium=Social&utm_source=Facebook&fbclid=IwAR34jfcNdNA_QmYGjmWD7WPu_Yj68darbFYbimOMEXgfWaZ8Y6JM-Q51N-8#Echobox=1655817634
  20. se lo dice il solo brambati, permettimi di dubitarne. di motivi potrebbe averne tanti, visibilità in primis. se invece l'ha detto stellini la questione cambia, almeno lato Fugitive.
  21. se allegri ripete un altra stagione come l'ultima lo spediscono in orbita su una fiat 500 usata stile starman con la tesla
  22. non ho capito se è stato stellini a dire della riappacificazione o brambati. brambati so che lo dice da febbraio. quella di ieri non so ma ho appena cercato e non c'è notiza sull'internet di queste rivelazioni ... mi sai puntare sulla notizia?
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