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Hanno fatto le maglie con le svastiche, che vuoi che siano due foglie di maryann
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È patrimonio del calcio italiano, non credo che ci sia qualcuno disposto a fischiare una leggenda Però se il karma funziona dovrebbe segnare l'autogol che ci manda a casa
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Ecco, la FIFA. Senti Homer, lo so che non è una bella cosa, ma per un attimo mettiti nei panni di Infantino, te la sentiresti di deludere qualche milione di paisà sparsi, fra NY Toronto, lasciando a casa la vincente di ben 4 coppe del mondo?
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La Santanchè in confronto a Gravina è una dilettante. Il potere e le coperture che ha Gravina la Santanchè se le sogna. Hanno fatto presidente di federazione uno implicato in un giretto di partite aggiustate, di cosa stiamo parlando
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Comunque siamo ridicoli a tutti i livelli...sono anfati a chiedere a gente che si e no se la filano ogni quattro anni se va bene, di motivare undici miliardari rammolliti che dovrebbero arare il csmpo gratis solo per l'idea di andarsi a giocare un mondiale. Il calcio è l'esatta fotografia di un paese allo sbando
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Manco la Pravda Ma infatti il problema è che i nostri pupattoli viziati sono psicologicamente fragili.
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Non credo alle dimissioni di Gravina neanche in caso di guerra nucleare
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Si gioca a Zenica, è un po' peggio. Il calcio nei paesi dell'ex Jugoslavia è identitario e motivo di rivalsa. In uno stadio piccolo e raccolto il pubblico ha un peso puccolo, ma lo ha. Non è Windsor Park del 57 ma che sia un fattore è indiscusso, molto più che al Milllennium Stadium
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Un po' di storia. Il già citato incontro del 1957 che non fu quello che ci escluse dal mondiale in maniera ufficale. In realtà fu la sconfitta in Portogallo che incasinò il girone facendo diventare la partita di Belfast l'incontro decisivo per andare in Svezia. La gazzarra del Windsor Park fu solo propedeutica ad una disfatta annunciata causata anche da politiche fedrali tutt'altro che oculate. Che dire, non ho resistito e adesso vi beccate la storiaccia, sportivamente parlando, della Battaglia di Belfast Buon divertimento Nebbia e Cazzotti Il terminal del London Airport — quello che oggi chiamiamo Heathrow — è in fermento. Un uomo, in particolare, sembra più agitato degli altri. Continua a scrutare il paesaggio inghiottito da una coltre bianca, cercando una smentita visiva a ciò che gli altoparlanti hanno appena annunciato con solennità tutta britannica: e cioè che a causa delle condizioni atmosferiche, tutti i voli sono cancellati. L'uomo si chiama Istvan Zsolt. Nella vita dirige il Teatro dell’Opera di Budapest, ma se si trova bloccato a Londra è perché la FIFA lo ha scelto per fischiare la sfida decisiva tra Irlanda del Nord e Italia, in programma l'indomani a Belfast. Poteva partire prima? Forse. Ma nell'Europa del dopoguerra, i visti per chi arriva dal blocco comunista sono una palude burocratica che non fa sconti a nessuno, nemmeno a un arbitro internazionale. Chissà come si dice in magiaro "Dannata nebbia".. Mentre Zsolt impreca a Londra, a Belfast i dirigenti della federazione nordirlandese entrano nel panico. Senza arbitro la partita salta. Il primo nome disponibile che Billy Drennan il segretario dell’Irish FA riesce a rimediare è quello dell’ internazionale inglese Arthur Ellis, l’idea è di metterlo su di un traghetto a Stranraer e spedirlo a Belfast nottetempo.Ma la delegazione italiana non ci sta. A guidarla c'è Ottorino Barassi, presidente della FIGC e uomo tutto d’un pezzo. Napoletano, vicino all'armatore Achille Lauro (quello l'armatore, non il cantante), Barassi è passato alla storia per aver salvato la Coppa Rimet dai nazisti nascondendola in una scatola di scarpe sotto il letto. lL'ingegnere poco incline alla diplomazia, non è tipo da compromessi. "Aspettiamo domani mattina e vediamo", sentenzia senza attendere replica. Il fatto è che la nebbia se ne frega di Barassi, di Zsolt e della diplomazia sportiva. Il mattino dopo, la nebbia è ancora li, non parte Zsolt e non arriva Ellis. In un’ironia del destino quasi poetica, mentre il mondo sta per intonare Volare di Modugno, il calcio resta a terra. A questo punto la situazione diventa surreale. Da una parte Barassi non arretra di un millimetro: per lui l'arbitro è Zsolt o non si gioca. Dall'altra, il presidente della Irish FA, Joseph McBride, ha lo stadio pieno e non ha intenzione di rimborsare un solo scellino. Mentre i vertici litigano, a Lurgan, venti chilometri da Belfast una pattuglia della Royal Ulster Constabulary (RUC) imbocca William Street e si ferma davanti a una panetteria. Un agente entra e chiede con urgenza Thomas Mitchell. Davanti ai clienti sbalorditi, l'ordine è perentorio: "Mr. Mitchell lasci perdere le pagnotte, vada casa e chiama la Federazione". Mitchell, infatti, oltre a sfornare pane è un arbitro internazionale con il badge FIFA in tasca. E’ il coniglio che Drennan tira fuori dal cilindro. È l'ultima spiaggia, certo, ma c’è un problema: Mitchell è nordirlandese purosangue. Il delegato FIFA presente alla riunione in una sala dell’Old Midland Hotel è categorico: un arbitro locale per una gara di qualificazione mondiale? State scherzando vero?. Si gioca, d'accordo, ma la gara viene declassata ad amichevole. I punti per il Mondiale si assegneranno a gennaio. Barassi, improvvisamente in veste di colomba, accetta. Firmano tutti: Barassi, McBride i dlegati e persino il sindaco di Belfast, Sir Cecil McKee. Tutto risolto? Neanche per sogno. McBride però sa che comunicare il declassamento a una folla di portuali che ha chiesto un pomeriggio di permesso non retribuito (l'half day) è come lanciare un fiammifero in una polveriera. Belfast non è una città facile. L’economia dell’intera area si basa essenzialmente sull’industria navale, la maggior parte della forza lavoro è impigata nell’Harbour Estate di Belfast, ed i cantieri Harland & Wolff, dove, all'ombra delle gigantesche gru Sansone e Golia, è nato il Titanic, rappresentano il cuore pulsante della cantieristica locale È una città, Belfast, dove le rivalità calcistiche sono intrise di veleno settario. Dieci anni prima, un derby tra Linfield e Celtic era finito nel sangue, con Jimmy Jones quasi ucciso dalla folla. E chi glielo dice a questi che hanno perso mezza giornata di lavoro per una partita amichevole? McBride decide allora per una "mossa geniale" scorretta quanto pericolosa: fa annunciare allo speaker dello stadio che la partita sarà un'amichevole perché gli italiani — the Italians — si sono rifiutati di accettare il panettiere Mitchell come arbitro ufficiale.A tutta quella brava gente che si spaccava giornalmente la schiena sulle banchine o nei bacini di carenaggio, la cosa suonò come una beffa ed il pensiero di essere stati turlupinati era molto più di una sensazione fastidiosa. A gettare benzina sul fuoco ci hanno pensato il quotiziani locali che oltre a dipingere il calcio italiano come un covo marcio e corrotto governato da imbroglioni, rispolvera una vecchia intervista ad Eddie Firmani, attaccante italosudafricano della Samp che con fanciullesco candore racconta che l’uso di sostanze proibite era pratica comune con il campionato di Serie A descritto come una specie di laboratorio galenico gestito da Pablo Escobar. E poi c’è il vecchio Windsor Park, non solo home field della nazionale nordirlandese, ma anche del Linfield FC squadra storicamnete legata alla comunità lealista e protestante. Lo stadio dista pochi minuti da Sandy Row quartiere operaio e protestante per antonomasia, da quelle parti di tifosi cattolici ne girano pochi, non certo una sorpresa che il pubblico che affolla Windsor è prevalentemente protestante e lealista, quegli undici italiani non sono solo avversari: sono "papisti" boriosi che vengono a dettare legge in casa loro Ecco perché quando le squadre entrano sul terreno di gioco, l’atmosfera è piuttosto tesa, Billy Bingham, in campo quel giorno per descrivere l’aria che tira a Windsor Park, usa due parole “pericolosa ed intimidatoria” che non lasciano adito a dubbi. Infatti il tono amichevole del confronto dura poco Chiappella è il primo ad adeguarsi ed apre le danze con un gancio destro degno di Monzon al mento di Danny Blanchflower che non batte ciglio. La palla è lontana, l’arbitro non vede e Chiappella la passa liscia, ma da li in poi la partita diventa caotica. Ogni contrasto, complice il tererno, scatena mormorii e grida eccitate della folla, Il portiere azzurro Bugatti viene travolto a ogni uscita. Nessuno tira indietro la gamba e quando Schiaffino, in genere molto corretto, entra malamente su Wilbur Cush lo stadio ammutolisce. Ancora Billy Bingham spiega il perché “Niente di che, solo che Schiaffino aveva pescato l’uomo sbagliato” Wilbur Cush è un paracarro con ottimi piedi ed un carattere che definire fumino è quantomeno riduttivo. In genere non se ne fa passare una, più che passare per un duro The Little Iron Man è un duro, tanto che a fine carriera finirà con l’arruolarsi nei famigerati B-Special, il famigerato braccio violento della RUC. Il primo a capire che la situazione sta degenerando è Danny Blanchflower che afferra al volo Cush e lo catechizza con un perentorio “No, Will, no, fai finta di nulla e continua a giocare” Cush fa cenno di aver capito, ma, figuriamoci, alla prima occasione si prende la rivincita e falcia l’uruguagio così violentemente che qualche spetattore in tribuna si volta dall’altra parte. La partita è ormai una rissa a cielo aperto. Rino Ferrario, detto "Mobilia" per la stazza da armadio, scambia colpi proibiti con chiunque gli capiti a tiro. Quando a dieci dal tremine, scoppia l’enensima rissa nei pressi della porta italiana ,Bugatti viene colpito mentre è a terra, Chiappella vede rosso e non trova di meglio che saltare a piè pari sulla schiena di McAdams per vendicare il portiere del Napoli. Stavolta il panettiere vede tutto, Chiappella riesce finalmente a farsi espellere e finisce la partita insultato e fatto oggetto di un fitto tiro a segno mentre esce dal campo. Finisce 2-2, con una doppietta di Cush e i gol di Ghiggia e Montuori, ma il risultato è un dettaglio. Al fischio finale, la nebbia cala di nuovo e con essa la follia: migliaia di spettatori invadono il campo per la "caccia all'italiano". La polizia è impotente. Gli stessi giocatori nordirlandesi devono scortare i colleghi azzurri negli spogliatoi per evitare il linciaggio. Ferrario, rimasto indietro, viene assalito da un gruppo di hooligans ante-litteram; e solo l'intervento del portiere Harry Gregg gli salva la pelle. Con i giocatori al sicuro la RUC mette mano ai manganelli e ricaccia la gente fuori dal campo. e' l'inglosrioso epilogo di una gara iniziata male e finita peggio L'ironia finale? Quel pareggio strappato con le unghie avrebbe qualificato l'Italia ai Mondiali di Svezia '58. Ma era solo un'amichevole. Un mese dopo, con il vero arbitro Zsolt regolarmente in campo, l'Italia perse 2-1 contro i gol di McIlroy e del solito Cush. I due volte campioni del mondo rimasero a casa. Fu la nostra prima, vera apocalisse calcistica
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Diprnde. Dipende da noi, se la partita si sblocca subito è un conto, ma come sempre, più i minuti passano più il pannolone si ingrossa. Ieri ho dato un'occhiata lla stampa locale il Telegraph ci deinisce un calcio in declino (dagli torto) e ha descritto l'ambiente di casa nostra come un po' nervoso. L'idea è che siamo noi e non loro che se dovessimo perdere quelli che vanno incontro ad un disastro. Come ho scritto qualche post fa, loro sono una squadra discreta, contro la Germania hanno fatto due buone partite, in una delle due erano in parità a venti dalla fine, ma si tratta sempre di giocatori di seconda e terza divisione ed in più sono senza un paio di pezzi fondamentali. Anche con un'armata Brancaleone come quella di Gattuso, non ci dovrebbe essere partita. Ma loro vengono qui, carichi e senza nulla da perdere, come ha detto coach O'Neill alla BBC "We have to believe, because if we don't believe, no-one else will, and that's how we have to approach the game." Usare le pinze è la scelta più consigliata
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Se si giocasse a Sarajevo forse il ragionamento sarebeb giusto. Peccato che non si gioca a Sarajevo ma al Bilino Polje di Zenica. ci gioca il Celik ma anche la nazionale bosniaca. Piccolo, raccolto, senza pista di atletica e 15.000 spettatori praticamente a bordo campo. E' vero che il pubblico non gioca, ma giocarsi una qualificazione ai mondiali, partita secca, in un catino con 15'000 bosniaci festanti non mi sembra un grand affare. PS ho scoperto che si gioca una partita anche fra le perdenti delle due semifinali, credo che si la prova definitiva, se mai ne servisse una, che alla FIFA hanno perso il cervello
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Neanche noi siamo più quelli di una volta, ma non lo siamo neanche più al punto che gli ottavi sarebbero un qualcosa da festeggiare per anni. Una volta al mondiale andavano nove squadre su trentadue dieci se la Germania vinceva il mondiale Oggi ce ne vanno sedici e noi da due edizioni non riusciamo ad entrare neanche con gli spareggi. E non è colpa di un normale cambio generazionale, è proprio una carestia devastante. La nazionale di Ventura che uscì con la Svezia, non con Galles o Bosnia poteva contare su Buffon, De Rossi, Barzagli, Verratti, Insigne, Chiellini ed Immobile, i nomi di oggi sono improponibili, Ora capisci che rimpiangere Verratti o Immobile significa che hai finito di grattare il fondo del barile, semplicemente perchè non c'è neanche più un barile
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In più, come in occasione di un qualsiasi Juve - Roma, c'è riesumanzione del Goddeturone, vengono sparsi riferimenti benaugiranti riguardo all'ultima volta che abbiamo inocntrato i nordirlandesi in una partita dentro-fuori per i mondiali. Insomma il fantasma del Belfast Battle aleggia pesantemente
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Piccolo particolare, noi non siamo il Belgio, secondo me questi vanno in campo col pannolone e Gattuso va in panchina col rosario in mano
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Fra l'altro hanno perso per infortunio Conor Bradley unico che gioca in Premier League ed Atherton il loro miglior prospetto ha varcato il cofnfine ed ha scelto di giocare con la Repubblica
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Bene non siamo messi, pur essendo una dlle nazionali italiane più tristi e povere di talento, i GAWA non dovrebbero esssre un problema, hanno perso Bradley che è l'unico che gioca in Premier, gli altri militano in Championship o in Division One ovvero serie B e C. In più hanno perso anche il talentino Chris Atherton che pur essendo nato ad Armagh ha scelto di giocare per la nazionale della Repubblica d'Irlanda. Più complicato è andare a giocare a Cardiff o a Sarajevo.
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Nefandezze mediatiche e antijuventinismo vario
Arminius ha risposto al topic di Homer_Simpson in Juventus Forum
Esatto,però brutte figure. Ma tanto dato che per loro fortuna è complicato distinguere il loro massetere dal loro gluteo, passa tutto sotto altra forma. Loro hanno Bastoni, le carote le lasciano agli altri. -
Si ma il danno indirettamente lo hanno subito anche noi. E comunque il catalano pompato ad oggi a Gasp al massimo gli può portare la borsa
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Risultato peggiore non poteva venire fuori, adesso per andrae in Champions dobbiamo fare due punti più della Baby Gang di Padre Cesc, visto che lo scontro diretto è a loro favore. Brutta storia. La cosa interessante è che a noi fanno le pulci sul bilancio un po' tutti mentre in pochi sottolineano che gli Hartono Brothers hanno già un disavanzo di 105 milioni a giugno dello scorso anno, debito che quest'anno secondo gli esperti di finanza viene quasi raddoppiato. Il bello è che gli indonesiami staccano asegni e non chiedono finanziamenti il che fa apparire ancora più strano l'enorme disavanzo in bilancio. Io un'idea me la sono fatta, ma siccome io penso male, me la tengo per me. Il finale dei lacustri è scritto, se si mette male igli indonesiani scappano a Sumatra ed il Como 1907 va un botto che il Krakatoa in confronto sarà un rauto di capodanno. Torneranno in eccellenza che poi a ben vedere è la loro casa abituale.
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Nefandezze mediatiche e antijuventinismo vario
Arminius ha risposto al topic di Homer_Simpson in Juventus Forum
No pannolini, perchè se il Milan viance stasera, ad Appiano cominciano a cacarsi sotto. Bolliti sono bolliti, se cominciano a perdere pure la sicurezza del vantaggio e si innervosiscono, potrebbe finire male -
[ Serie A enilive ] UDINESE - JUVENTUS 0-1
Arminius ha risposto al topic di Homer_Simpson in Live Juve
Credo che Zehgrova non rientri nei piani tattici di Spalletti. Con Openda e (forse) David sta consultando il sito di Vologratis in cerca di un biglietto di sola andata.- 665 risposte
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[ Serie A enilive ] UDINESE - JUVENTUS 0-1
Arminius ha risposto al topic di Homer_Simpson in Live Juve
Fra l'altro il riscatto è abbordabilissimo- 665 risposte
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[ Serie A enilive ] UDINESE - JUVENTUS 0-1
Arminius ha risposto al topic di Homer_Simpson in Live Juve
Basta una punta e un cervello di centrocampo, quello che una volta era chiamato regista. Al momento non abbiamo ne l'una ne l'altro. Bravo Luciano che sta facendo le nozze con i fichi secchi, è riuscito a riportare la squadra in linea di galleggiamento dopo la sbandata del post Inter-Juve, bravo a gestire i cambima questo lo si sapeva. Le mie scuse per Boga che consideravo l'ennesima topic di mercato e che invece sta facendo bene al di la dei gol segnati, che, per inciso sono già più di quelli che i gemelli del gol hanno prodotto finora. Buona partita, ma andava chiusa prima, coniderazione fatta senza attaccarmi all'ennesimo cavillo arbitrale che annulla un altro gol validissimo dopo quello contro la Lazio. e non vetitemi a parlare di regolamento perchè nel corso dle campionato sono stati coniderati validi gol ben più irregolari di questo.- 665 risposte
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Nefandezze mediatiche e antijuventinismo vario
Arminius ha risposto al topic di Homer_Simpson in Juventus Forum
Con la sottile differenza che L'istituto Luce non esiste più in quanto tale invece il roseo foglio ancora sta li a divulgare la propria visone della realtà. -
Nefandezze mediatiche e antijuventinismo vario
Arminius ha risposto al topic di Homer_Simpson in Juventus Forum
Birds of feather flock together...
