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Yojimbo

Tifoso Juventus
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    Juventino Godot
  1. Speriamo sia perché abbiamo deciso di affondare il compo su De Ligt
  2. Se non vincere niente per un anno o due poi mi porta ad avere un ciclo vincente e una mentalità cambiata rispetto a quella che abbiamo spesso visto nella Juve preferisco questo a dei successi immediati che però sono isolati. Se invece il bel gioco non serve a nulla, non mi porta risultati e non mi fa svoltare in Europa, preferisco il pragmatismo e continuare a vincere. Ma io non sono mai stato per il bel gioco fine a sé stesso. Per esempio secondo me il gioco del Real Madrid di questi anni non è stato certo spettacolare, spesso è stato molto pragmatico, niente a che vedere ad esempio con il Liverpool di Klopp (da un punto di vista della spettacolarità). Quando io parlo di svolta più che del gioco intendo proprio dal punto di vista mentale. Un po' come quello che è successo a livello europeo nel cambio Conte Allegri. Adesso ne servirebbe un altro per fare l'ultimo step.
  3. Sono entrambe scelte che mi vedrebbero favorevole, soprattutto perché rappresenterebbe secondo me un cambio di rotta deciso e meno conservativo, forse più rischioso sul breve termine per quanto riguarda i risultati, ma qualcosa che potrebbe porre le basi per una dimensione ancora più europea. Diversamente da allenatori come Allegri, Deschamps e Zidane, che nonostante siano vincenti li vedo più come dei gestori. Per quanto riguarda invece il discorso tattico, di idoneità dei due alla rosa non mi addentro perché sono veramente ignorante, per questo mi piace molto leggere interventi come i tuoi che sono sempre argomentati, dimostrano grande competenza e mi permettono di capirci qualcosa di più!
  4. Anche, sì. Ma non penso abbia più voglia di dover lottare ogni giorno contro critiche feroci.
  5. Per quanto riguarda la tifoseria in generale sono d'accordo con te. Allenatori come Guardiola o Zidane che hanno già vinto varie volte quella coppa che per noi sembra maledetta godrebbero sicuramente di credito maggiore. Personalmente invece potrei accettare anche un anno a vuoto con allenatori come Klopp o Pochettino, a patto che si vedano dei progressi nella consapevolezza e nella filosofia della squadra. Non penso si possa pretendere di vincere la Champions league, nemmeno avere la squadra più forte o l'allenatore più preparato al mondo te la garantiscono. Però vorrei mettere delle basi maggiori rispetto a quello che si è visto negli ultimi due anni, questo sì.
  6. Scusa, volevo solo citare la parte finale, quindi mea culpa... Intendevo Pochettino!
  7. Mah, non sono così convinto. Ho letto la sua intervista dove diceva che a volte si chiude in casa e non esce per paura delle critiche. Ha lasciato la nazionale. Secondo me queste cose potrebbero essere segno del fatto che sia stanco di doversi caricare tutta questa pressione addosso e potrebbe optare magari per qualche altro anno in un campionato ricco ma poco competitivo.
  8. Da quello che hai scritto quindi ti intrigherebbe vederlo sulla nostra panchina?
  9. Il passato tra i due tecnici sta nel fatto che uno ha allenato il Barcellona e l'altro no però. Guardiola ha allenato tre squadre che partono come favorite ogni anno per la Champions e ha vinto solo con il Barcellona, con flop pazzeschi (Monaco e Tottenham quest'anno) nelle altre due squadre. Pochettino ha allenato Espanyol, Southampton e Tottenham, e anche quest'ultima non è che venga annoverata tra le favorite nè per quanto riguada il campionato nazionale, nè per la Champions League. Questo per dire che non possiamo utilizzare come parametro per calcolare il rischio di un fallimento il palmares di un allenatore; altrimenti si rischia di valutare Di Matteo un allenatore migliore di un Pochettino o di un Klopp, per dire.
  10. Concordo, la certezza della vittoria non te la dà nessun allenatore. Per dire, qui si vuole disperatamente Guardiola (e anche io sarei contento di un suo arrivo), ma se avessimo fatto i risultati del City di questi anni saremmo a chiedere la testa dell'allenatore. Idem per quanto riguarda Klopp ad esempio. Io poi lo scrivo adesso in tempi non sospetti, ma il prossimo anno, a prescindere dall'allenatore, secondo me potremmo perdere lo scudetto, per una questione di motivazione e di stimoli soprattutto. Bisognerebbe già pensare di non farne un dramma, nel caso.
  11. Però il rischio è diverso. Allegri ha preso in mano una squadra che veniva da figuracce europee, che l'anno prima non aveva nemmeno passato il girone di Champions e si trattava comunque di un allenatore che aveva vinto uno scudetto e che in europa con un Milan tutto fuorché grandioso non aveva sfigurato. Adesso stiamo parlando di una squadra che punta ad essere tra le top 3 o 4 del calcio europeo, dove se non fai un grande cammino in Champions si parla di fallimento, dove devi allenare un giocatore come Cristiano Ronaldo, con tutte le aspettative che questo comporta. Puoi prendere un De Zerbi, puoi assumere Pirlo come allenatore e magari vincere la Champions al primo colpo, nessuno lo nega, ma il rischio di un fallimento è enormemente più alto rispetto alla situazione in cui si è deciso di puntare su Allegri come nostro allenatore, proprio perché erano la stiruazione di partenza e le aspettative ad essere diverse. Già Pochettino comunque è un nome di livello diverso, allena il Tottenham, ha già allenato grandi giocatori e viene da un cammino in Champions che quest'anno è di tutto rispetto (almeno una semifinale, poi si vedrà).
  12. Considerando l'importanza e l'età di Chiellini penso anche io che il grande investimento debba essere fatto lì
  13. No, non è finita oggi. Ci sono altre cinque partite da giocare. Che tutti i cammini (Champions, serie a e coppa Italia) si siano già definiti, in un modo o nell'altro non significa nulla. A palla ferma si saprà quali saranno le decisioni per la prossima stagione.
  14. Se aspettate che il ds o il presidente silurino in diretta mondiale l'allenatore mi sa che avrete moooolto tempo da occupare prima che accada. Se si è deciso di non continuare assieme lo si saprà a fine stagione, senza esoneri o cacciate a pedate nel sedere, ma in modo civile e consensuale
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