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La pigna di Montero

Tifoso Juventus
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    Gobbaccio
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    Tra cosce (di rana) e zanzare

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  1. Fifa considera restrizione prestiti

    Via i prestiti si andrà di diritti di ri-acquisto a manetta.
  2. Genova, ponte Morandi

    Una mail dopo la strage: così i super-consulenti hanno cambiato versione Allarme nel 2016 degli esperti ingaggiati da Autostrade: tiranti a rischio. Ma post-crollo correggono e incolpano il progetto originario di Morandi MARCO GRASSO 07/09/2018 GENOVA Nello spazio di due anni le versioni si sono aggiornate in modo sorprendente. E i super-consulenti di Autostrade che prima fornivano report preoccupanti sulla tenuta dei tiranti, e chiedevano d’installare sensori senza ottenere riscontri dalla società, dopo il disastro del ponte Morandi hanno descritto in maniera molto generica le possibili cause del cedimento, evocando «probabili fatti collegati al progetto originario» del viadotto. Una formula, non è difficile capirlo, che metterebbe in discussione la linea del crollo annunciato fin qui sostenuta dagli inquirenti. Si indaga sulla retromarcia La Procura vuole ora capire cosa ci sia alla base dell’apparente cambio di rotta e tutti i protagonisti dei vari carteggi sarannoriascoltati. Per orientarsi bisogna ripartire dall’interrogatorio di Fabrizio Gatti, del centro di consulenze ingegneristiche Ismes/Cesi, sentito il 29 agosto a Milano dai poliziotti della squadra mobile. «Siamo stati chiamati - spiega - il 26 giugno 2015 da Autostrade per l’Italia. Ci furono chiesti servizi specialistici, assestment-validazione sistema di sorveglianza e verifiche strutturali... Facevamo verifiche periodiche e nel maggio 2016 abbiamo compilato e consegnato il report finale in cui abbiamo evidenziato asimmetrie di comportamento degli stralli e nel raggio di angolazione dei medesimi». È evidente che, agli occhi dei pm, questo passaggio assume un rilievo cruciale. E certifica come a quasi due anni e mezzo dallo scempio, i collaboratori ingaggiati da Autostrade avessero focalizzato nei tiranti («stralli» è la loro definizione tecnica, cavi con anima in acciaio e guaina in calcestruzzo) il problema principale del viadotto collassato meno d’un mese fa. Non solo: «Abbiamo raccomandato un sistema di monitoraggio dinamico e permanente», e nel farlo si sono rapportati quasi sempre a un ingegnere di Aspi, Massimo Maliani, uno dei 20 indagati. Cosa accadde dopo la consegna di questi risultati e soprattutto con la richiesta di tenere il ponte sott’occhio ventiquattr’ore su ventiquattro? «Da quel momento non abbiamo più avuto rapporti con Autostrade». “Così l’ho visto crollare” Il concessionario commissiona uno studio molto simile al Politecnico di Milano nell’ottobre 2017, ottenendo risposte analoghe: ci sono anomalie ai tiranti e bisogna installare sensori, sebbene nel frattempo siano trascorsi diciotto mesi. Autostrade, si sa, aveva già dal 2015 deciso di risistemare proprio gli stralli, ma il progetto esecutivo è stato presentato solo alla fine del 2017, a valle di un approfondimento che di fatto diceva più o meno ciò che Ismes/Cesi aveva profilato già nella primavera 2016. Qui secondo gli inquirenti sta una delle prove di sottovalutazione d’un rischio che pure era stato palesato, senza dimenticare il testimone oculare Davide Ricci, anch’egli sentito dalla polizia: «Ero sotto il Morandi nel momento del crollo, a bordo della mia auto, ho visto staccarsi i tiranti come se si stessero sbriciolando». Ma il problema sta pure in ciò che avviene dopo la catastrofe. Nella tarda serata del 14 agosto Autostrade, tramite il direttore generale traffico e informazioni Enrico Valeri, contatta Ismes/Cesi. E chiede che inoltrino di nuovo il report sugli stralli del maggio 2016. Ismes manda una mail nella notte tra il 14 e il 15 agosto con un accompagnamento anomalo, scritto da un’addetta dell’area commerciale. Premesso che sarebbe stato rispedito lo studio di due anni prima, l’interlocutrice di Autostrade ribadisce che quelle asimmetrie ai tiranti «potrebbero non essere la causa specifica, da ricondursi semmai a fatti collegati al progetto originario». I conflitti d’interesse Perché Ismes/Cesi si prende questa responsabilità a ridosso dello scempio? È quello che si cercherà di capire con le nuove tornate d’interrogatori. Nel frattempo il tribunale resta alla ricerca d’un perito specialista in ponti per l’incidente probatorio. Scelta difficile, poiché non è facile individuare esperti che non abbiano in passato avuto collaborazioni con Autostrade. http://www.lastampa.it/2018/09/07/italia/una-mail-dopo-la-strage-cos-i-superconsulenti-hanno-cambiato-versione-FUTy26ZtJUbjmmUI0q3lwM/amphtml/pagina.amp.html
  3. Riammettere le squadre che hanno fatto ricorso e programmare una riduzione delle squadre tra il prossimo campionato ed il successivo.
  4. Genova, ponte Morandi

    Il crollo del ponte Morandi Toninelli: pressioni? Da Aiscat arrivò una diffida per aggiotaggio Il ministro delle Infrastrutture: gli sfollati potranno tornare per qualche ora nelle case 05 settembre 2018 All'indomani della bagarre in Aula alla Camera sulle "pressioni" denunciate da Danilo Toninelli in merito al crollo del ponte Morandi, il ministro delle Infrastrutture chiarisce le sue parole. Da Aiscat (l'Associazione delle Società Concessionarie Autostradali), dice, "arrivò una diffida" che una pubblicazione degli atti delle concessioni poteva configurare "il reato di aggiotaggio". Toninelli aggiunge parlando a In Onda su La7 che "alcuni dirigenti del ministero, che come voi hanno famiglia, temevano di finire in mezzo a una strada". Il ministro ha poi detto di aver chiesto il parere dell'Anac sulla pubblicazione, e la risposta è stata positiva. "Capisco il nervosismo della vecchia politica - ha aggiunto in merito alle reazioni dell'opposizione che ha chiesto di fare i nomi - politica che ha permesso la creazione di questa mangiatoria che ha dato ai privati miliardi". In dl Genova obbligo collaudo "Nel decreto Genova metteremo una norma che è allucinante non sia mai stata fatta: l'obbligo del collaudo", ha poi detto Toninelli, spiegando che il concessionario dovrà obbligatoriamente verificare se un ponte o un'opera è stabile. "Se non lo è, lo chiudo", ha detto. "Il lavoro deve essere fatto costantemente", ha spiegato il ministro, sottolineando che dalla politica delle emergenze il governo vuole passare alla politica della prevenzione. Il ministero, con gli enti locali, sta creando una mappatura delle opere che confluirà in una banca dati, ha proseguito. "Lo mettiamo come legge dello Stato. Tra poco tempo se ci sarà un problema il ponte verrà chiuso. Ci dispiace non sia stato fatto finora". Tutte le strade per revoca concessione "Con il presidente del Consiglio Conte stiamo studiando tutte le strade" per la revoca della concessione ad Autostrade, ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, spiegando che "la prima è l'inadempimento". Buone possibilità che famiglie sfollate rientrino in casa per qualche ora Ci sono buone possibilità che le famiglie" sfollate dopo il crollo del ponte di Genova "possano rientrare per qualche ora nelle case per prendere gli effetti personali. E' una cosa delicata ma non possiamo evitarlo. Metteremo dei sensori per fare tutto in sicurezza", ha precisato Toninelli.
  5. AS Roma - Stagione 2018/2019

    Certo, per togliersi pressione e metterla alla Juve, come se vincere fosse dovuto. Ne conosco a decine di tifosi non juventini che stanno facendo i medesimi discorsi cosicchè se dovessimo vincere sarebbe scontato. Stesso discorso per la Champions, risultato minimo utile: la vittoria.
  6. Napoli Calcio: la squadra che perde scudetti in albergo

  7. Credo che sia quel ritardato bovino di Gamba.
  8. 80 euro per mezzora di sesso con bambole di silicone a Torino

    E come si muove il bambolo? Smorzacandela? Magari avrà anche la vibrazione. Ma tu sei di Torino, no? Vai in avanscoperta.
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    Puoi regolare la temperatura, farle venire la febbre e poi giocare al dottore.
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    Per evitare l'effetto necrofilia.
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    Che ci deve fare una donna sola con una bambola di silicone? C'è il bambolo.
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    Il bordello delle bambole robot di Torino già tutto esaurito per oltre un mese, con visitatori provenienti da tutta Torino e da tutta Italia: in arrivo nuove aperture Il bordello delle bambole robot di Torino ha già fatto registrare il tutto esaurito. I soci di LumiDolls hanno fatto sapere che la loro attività è già andata sold out fino alla metà di ottobre. Un mese e mezzo di prenotazioni esaurite, visto che la struttura aprirà i battenti a Mirafiori per il 3 settembre. Una pioggia di telefonate e mail per riservare posti, che hanno visto protagonisti molti uomini, coppie e donne sole. Non si tratta solo di particolari categorie, poiché si parla di un pubblico di età compresa tra i 25 e i 65 anni. Gli incontri prenotati arrivano addirittura ad avere durate di 4 o 8 ore. Un lasso di tempo che può costare un cifra davvero importante, poiché le tariffe richiedono l’esborso di 80 euro per mezz’ora, 100 euro per un’ora e 180 euro per due ore. Senza contare la penale di 50 euro (in caso di danni alle bambole), che viene restituita ai clienti nel caso in cui non danneggino nulla. La provenienza dei visitatori non è soltanto circoscritta a Torino e al Piemonte. Sono in arrivo nel capoluogo piemontese tantissimi visitatori anche da tutta Italia, con Veneto, Lombardia e Liguria in testa. Per questo, i proprietari stanno pensando all’apertura di nuovi locali dello stesso genere. Sempre a Torino o in altre parti d’Italia? Non si sa, ma quello che è certo è che questa novità sta spopolando tra curiosità, tentazioni di provare e aspre critiche. La nostra città sembra aver trovato una stranissima “nuova leva del turismo”. http://www.mole24.it/2018/08/30/il-bordello-delle-bambole-robot-di-torino-gia-tutto-esaurito-per-oltre-un-mese-in-arrivo-nuove-aperture/
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