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episodi arbitrali Il Gol Di Muntari... Moviola stagione 2015/16
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Episodi arbitrali - Speciale quarti di finale UEFA Champions League -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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100 giri per Seb -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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Se non altro, la forma è migliore rispetto a obbrobri degli anni passati -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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ccezzionale -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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Esatto, non è uno sprovveduto Seb -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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Test F1 Barcellona, giorno 2. Ore 11.15 Vettel al comando con 1.24.940 davanti a Ricciardo e Rosberg -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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Essere lì comunque nel cronometraggio è un segnale già incoraggiante -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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70 giri non sono pochi. E non è detto che ne possano fare tanti quanti quelli della Mercedes e non avere nessun problema al pari loro. -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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•SUPER VETTEL! P1• ~#VettelP1: 1:25.206 | Now ahead to #LewisHamilton!~ #SkyMotori#PVuorela Qualcuno può cominciare un "attimino" a fare meno lo spavaldo quest'anno mi sa, perché se la vettura è buona con QUEL pilota, sono c***i acidi per tutti. E gli anni in RedBull hanno insegnato PARECCHIO. -
ciclismo U.C.I. World Tour - Stagione agonistica 2016
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Vincenzo Nibali ha vinto il Tour of Oman. Per il 31enne siciliano dell’Astana, che si era imposto venerdì sull’arrivo in salita della Green Mountain, si tratta del primo successo in una corsa a tappe dalla vittoria del Tour de France 2014: Nibali aveva già sfiorato la vittoria finale nella corsa del Sultanato nel 2012, quando era arrivato secondo per 1” nella generale. LA TAPPA — Nell’ultima tappa, 130 km con volata sul lungomare di Matrah, si è imposto il norvegese della Katusha Alexander Kristoff: per lui, secondo successo parziale al Tour of Oman 2016 e quinto in stagione. Kristoff si propone già da ora come uno dei principali favoriti della Milano-Sanremo, la Classicissima di Rcs Sport/giornalaccio rosa che si correrà il 19 marzo. Allo sprint, Kristoff ha preceduto Waytens e Andersen, mentre nella generale alle spalle di Nibali si sono piazzati Romain Bardet (Fra, Ag2r) e Jakob Fuglsang (Dan, Astana). Il prossimo impegno agonistico per Nibali ora saranno le Strade Bianche, sabato 5 marzo a Siena. (giornalaccio rosa.it) -
ciclismo U.C.I. World Tour - Stagione agonistica 2016
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Si è conclusa con la Legazpi-Legazpi di 160 km la settima edizione del Tour de Filipinas: a vincere la frazione odierna è stato l'australiano Timothy Guy(Attaque Team Gusto), bravo ad anticipare il gruppo giunto a 9" e regolato dal compagno di squadra Cameron Bayly. La top 5 di giornata è quasi interamente a tinte aussie, dato il quarto posto di Wesley Sulzberger (Kinan Cycling Team) e il quinto di James Glasspool (Team Novo Nordisk): l'intruso è il sudcoreano Sun Jae Jang (LX-IIBS Cycling Team), terzo. In classifica successo per il kazako Oleg Zemlyakov (Vino 4 ever-Sko) che precede di 19" il compagno di squadra Yevgeniy Gidich e di 21" il mongolo Batmunkh Maral-Erdene (Terengganu Cycling Team). Il prossimo appuntamento con le gare nell'Estremo Oriente è per mercoledì, quando scatterà il Tour de Langkawi: in Malesia saranno della partita tre formazioni World Tour come Astana, Dimension Data e Tinkoff nonché otto team Professional, fra cui le italiane Androni-Sidermec, Bardiani CSF e Southeast-Venezuela. Tra i partenti annunciata la presenza tra gli altri di Francesco Chicchi, Andrea Guardini, Jakub Mareczko, Nicola Ruffoni e Ivan Santaromita. http://www.cicloweb.it/news/2016/02/21/tour-de-filipinas-ultima-tappa-timothy-guy-la-generale-al-kazako-zemlyakov -
ciclismo U.C.I. World Tour - Stagione agonistica 2016
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La seconda ed ultima tappa del Tour du Haut Var 2016 si è corsa a Draguignan in un percorso lungo 206 km e che ha visto ben cinque gpm da affrontare. Dopo diversi tentativi di attacco non andati a buon fine la fuga del giorno comprende tre uomini: si tratta del canadese Antoine Duchesne (Direct Énergie), del lussemburghese Ben Gastauer (AG2R La Mondiale) e del francese Romain Hardy (Cofidis, Solutions Crédits). Dopo 40 km i tre hanno 4'25" di margine mentre il vantaggio massimo di 5'30" viene toccato al km 90. La difficoltà del percorso provoca una valanga di ritiri nel corso della giornata, fra i quali si segnalano Franco Pellizotti (Androni-Sidermec), Danilo Napolitano (Wanty-Groupe Gobert) e Jan Polanc (Lampre-Merida). Il gruppo tirato da Cannondale e Movistar Team si riporta sui battistrada ai meno 16 km dal traguardo proprio quando Jesús Herrada (Movistar Team) prova un attacco: lo spagnolo rimane al vento per un paio di km, prima di venire riassorbito. Ci provano poi anche Amaël Moinard (BMC Racing Team) e Chris Anker Sørensen (Fortuneo-Vital Concept) ma fanno poca strada. Ben più interessante è l'azione di Gorka Izagirre (Movistar Team) che attacca ai meno 6 km e riesce a ben difendersi: il basco viene ripreso solamente all'interno dell'ultimo km dal gruppo in forte rimonta. La volata che segue vede la vittoria di Arthur Vichot: il francese della FDJ torna al successo che mancava da quasi due anni, ossia dall'ultima tappa della Parigi-Nizza 2014. L'ex campione transalpino precede lo spagnolo Jésus Herrada (Movistar Team), il francese Alexis Vuillermoz (AG2R La Mondiale), il ceco Petr Vakoc (Etixx-Quick Step), l'azzurro Diego Ulissi (Lampre-Merida) quinto, i francesi Angélo Tulik (Direct Energie) e Julien Simon (Cofidis, Solutions Crédits), l'azzurro Giovanni Visconti (Movistar Team) ottavo e i francesi Maxime Bouet (Etixx-Quick-Step) e Mikaël Cherel (AG2R La Mondiale). Complice la brutta prestazione del leader Tom Jelte Slagter (Cannondale), Vichot conquista anche la classifica generale, regalando alla propria formazione il quattrocentesimo successo della storia. Alle sue spalle si piazzano Jésus Herrada, Diego Ulissi ottimo terzo, Julien Simon, Petr Vakoc, Mikaël Cherel, Francesco Gavazzi (Androni-Sidermec) buon settimo, Giovanni Visconti ottavo, Maxime Bouet e il neozelandese Patrick Bevin (Cannondale) http://www.cicloweb.it/news/2016/02/21/torna-al-successo-arthur-vichot-al-tour-du-haut-var-il-francese-fa-sua-tappa-classif -
ciclismo U.C.I. World Tour - Stagione agonistica 2016
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Era fermo da sette mesi, dal Tour de France concluso al quinto posto dopo aver tentato l'accoppiata col Giro d'Italia: niente più gare dopo i Campi Elisi, e anche quest'anno ha aspettato qualche settimana in più rispetto agli avversari per fare il suo debutto stagionale. Nel frattempo si affastellavano voci di corridoio sul suo futuro e sulla possibilità che metta in piedi un team in cui correre un'ultima stagione da professionista; anche perché il suo attuale datore di lavoro, Oleg Tinkov, a fine 2016 smetterà col ciclismo, se sarà fedele a quanto promesso qualche tempo fa. Però la versione migliore di Alberto Contador sin qui conosciuta è quella che si vede in bici, sulla strada, e oggi il campione di Pinto ha ricordato a tutti che lui pedala ancora benissimo, e che semmai di pensione dorata si potrà parlare in altri momenti, non certo al principio di un'annata in cui andrà forse per l'ultima volta all'assalto del Tour de France. Contador, una risposta alle vittorie dei rivali Contador aveva già vinto sull'Alto del Malhão, salita simbolo della Volta ao Algarve: ci era riuscito nel 2010 e nel 2014. Oggi, visto il suo rendimento un po' al di sotto della sua fama nella tappa di giovedì all'Alto da Fóia, non godeva di tutti i favori del pronostico. Ma lui per primo aveva assicurato ai suoi tifosi che ci avrebbe tenuto a fare bella figura, anche per rispondere ai segnali che i suoi avversari diretti stanno lanciando di continuo da un mese in qua: Chris Froome ha vinto l'Herald Sun Tour, Vincenzo Nibali il Tour of Oman, Nairo Quintana si è ben disimpegnato al Tour de San Luis, e proprio oggi Alejandro Valverde, un paio d'ore prima dell'arrivo della tappa portoghese, stava facendo una bella impresa a non troppi chilometri di distanza, nella Vuelta a Andalucía. Oltre a questi, Contador aveva proprio davanti agli occhi alcuni di quelli con cui si scontrerà alla Grande Boucle, in particolare Fabio Aru e Thibaut Pinot. E se li è messi entrambi alle spalle, salutando la compagnia a circa 3 km dalla vetta e chiudendo la tappa con 20" sui due giovani inseguitori. Tony Martin naufraga e lascia campo libero a Thomas La tappa conclusiva della corsa portoghese aveva visto una lunga fuga di 9 uomini, composta da Simon Pellaud (IAM), Anton Vorobyev (Katusha), Dylan Groenewegen (LottoNL), Yaroslav Popovych (Trek), Jan Barta (Bora), Lluís Mas (Caja Rural), Alexandr Kolobnev (Gazprom), Filipe Cardoso (Efapel) e Carlos Jiménez (Rádio Popular). Quest'ultimo poi non avrebbe nemmeno portato a termine la frazione... I fuggitivi del giorno hanno avuto un vantaggio massimo di 5'37", cronometrato al km 52 dei 169 totali; poi Tinkoff e Movistar hanno tirato a lungo per ridurre quel margine, e già sul primo dei due passaggi sull'Alto de Malhão il plotoncino, già frantumatosi, è stato quasi completamente riassorbito: solo Kolobnev e Mas restavano con pochi secondi di vantaggio, ma prima lo spagnolo e poi il russo sono stati ripresi entro i -30 km dalla conclusione. Ancora più importante era però il destino di Tony Martin, partito da Almodôvar (sede d'avvio della frazione) con la maglia gialla di leader, e staccatosi alla prima scalata del Malhão: se sperava di difendere il suo primato in classifica, il corridore della Etixx aveva proprio sbagliato giornata. Solo Niki Terpstra è rimasto a dargli una mano in salita, quindi non proprio il migliore dei grimpeur. Il risultato è stato alla fine un disastro: il tedesco non è più rientrato sul gruppo dei migliori, anche perché dal primo passaggio sul Malhão alla fine non c'era più un metro di pianura. Oltre 18' il ritardo di Tony alla fine. Alberto fa il vuoto sull'Alto de Malhão, Aru è secondo La FDJ ha tirato sull'Alto de Vermelhos, penultima salita di giornata, a poco più di 20 km dalla fine: segno che Thibaut Pinot aveva in mente qualcosa. Ma il francesino non ha poi attaccato sulla salita finale, sulla quale i migliori hanno proceduto tutti insieme fino alla stoccata di Contador, giunta a circa 3 km dalla vetta. Alberto ha fatto un primo scatto a cui ha risposto Aru, allora è ripartito e stavolta ha fatto il vuoto e messo quei 20" tra sé e gli altri, andando al traguardo, mentre i suoi avversari si giocavano sul filo dei secondi i piazzamenti successivi; e mentre Geraint Thomas, leader in pectore dopo il naufragio di Martin, badava a non perdere troppo terreno dagli scalatori che gli erano vicini in classifica. Alla fine l'ordine d'arrivo recita di 20" tondi tra Contador e Aru e Pinot, secondo e terzo; coi due è arrivato anche il 25enne di casa Manuel Antunes Amaro (LA-Antarte), quarto; poi, alla spicciolata: Geraint Thomas (Sky), Primoz Roglic (LottoNL) e Rigoberto Urán (Cannondale) a 28"; Dries Devenyns (IAM), Julián Arredondo (Trek), Jarlinson Pantano (IAM), Ilnur Zakarin (Katusha) e Ion Izagirre (Movistar) a 30"; Pawel Cieslik (Verva), Robert Gesink (LottoNL) e Tony Gallopin (Lotto Soudal) a 40". Molto indietro Diego Rosa (Astana), 62esimo a 4'11". La classifica finale vede quindi Thomas vincere con 19" su Izagirre, 26" su Contador, 32" su Pinot, 49" su Roglic, 50" su Gallopin, 1'03" su Zakarin, 1'04" su Pantano, 1'25" su Aru (nono) e 1'27" su Antunes. Contador punterà alla Parigi-Nizza come prossimo obiettivo; il Pistolero vuol concentrarsi sul ciclismo pedalato per qualche mese ancora: «Creare una nuova squadra è una possibilità reale, però manca ancora molto». "Per ora, penso a gareggiare e vincere", vuol dire Alberto tra le righe. Paolo Di Taglio http://www.cicloweb.it/articolo/2016/02/21/volta-ao-algarve-2016-contador-ne-spara-un-altra-delle-sue-il-madrileno-vince-so -
ciclismo U.C.I. World Tour - Stagione agonistica 2016
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Che numero Alejandro Valverde! Il campione della Movistar ha ribaltato la situazione di classifica creata dalla cronometro di ieri, andando a conquistare la Vuelta Andalucia nell’ultimo tappone di montagna. Valverde ha attaccato a metà della salita finale di Penas Blancas, non trovando avversari in grado di reggere il suo passo. Van Garderen ha dovuto cedere così la sua maglia di leader dopo aver tentato una vana rincorsa. Sul podio finale anche Mollema. Penas Blancas ispira Valverde L’ultima tappa della Vuelta Andalucia era la più difficile tra le cinque della corsa spagnola, con la doppia scalata all’Alto de Penas Blancas. Van Garderen ha iniziato l’ultima fatica con la maglia di leader conquistata nella crono di ieri, con una ventina di secondi da gestire sui due avversari più temibili, Valverde e Poels. Le fasi centrali della tappa hanno avuto in Tim Wellens il grande protagonista. Il corridore della Lotto ha scalato da solo il primo assalto a Penas Blancas, per poi essere raggiunto dopo lo scollinamento da Roche e Baugnies. Ma il gruppo non ha lasciato spazio, rientrando sui fuggitivi. La Sky ha guidato come sua abitudine nella prima metà della salita finale, finchè la Movistar ha rotto la corsa anche prima del previsto. Già a 9 km dall’arrivo Dani Moreno ha dato un primo colpo per preparare il terreno ad un attacco convinto di Alejandro Valverde. Il murciano se ne è andato facendo subito la differenza con il lungo rapporto, quando all’arrivo mancavano ancora 7 km. Van Garderen alza bandiera bianca L’azione di Valverde ha destabilizzato il gruppetto di Van Garderen. La Sky è stata incapace di reagire, con un Poels che è andato in crisi nera, e la BMC si è affidata a Bookwalter che però non è riuscito a scandire un ritmo particolarmente efficace. Valverde ne ha approfittato per guadagnare un minuto e mettere già le mani sulla Vuelta Andalucia. Così per cercare di contenere l’attacco dello spagnolo, Van Garderen ha dovuto prendere l’iniziativa in prima persona, ma non ha trovato le energie per riaprire la corsa. Mollema e Majka lo hanno seguito e poi affondato nelle fasi finali, con l’americano ormai sfinito. Valverde ha così centrato il doppio colpo tappa e classifica: a Van Garderen resta la consolazione del podio, dove sale anche Bauke Mollema. http://it.blastingnews.com/sport/2016/02/ciclismo-valverde-da-spettacolo-alla-vuelta-andalucia-00800565.html -
tennis ATP & WTA World Tour - Stagione agonistica 2016
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Pablo Cuevas conquista il Rio Open 500 in una finale che sfiora le due ore e mezza e viene lungamente interrotta dal consueto temporale. Cuevas conquista il primo set e al tie break del secondo spreca un vantaggio di 4-2 e si fa riprendere da un Guido Pella mai morto. Nel terzo parziale regna l’equilibrio fino al decimo game quando l’uruguaiano va 3040 sul servizio avversario e chiude alla prima occasione. P. Cuevas b. G. Pella 6-4 6-7(5) 6-4 La finale odierna, in un ATP 500 su terra che vedeva come principali favoriti Nadal, Ferrer e Thiem, sarà probabilmente stata la rovina di qualche bookmaker ma i due protagonisti dell’ultimo atto non hanno rubato nulla e sono qui con pieno merito. Il trentenne uruguaiano Pablo Cuevas è stato solidissimo nella maratona vinta ieri a notte fonda contro Nadal mentre il mancino argentino Guido Pella ha mostrato intelligenza e sagacia tattica nel ventoso match interrotto per pioggia con Dominic Thiem. I due finalisti si incontrano per la prima volta e comunque vada faranno un gran balzo in classifica dopo questo torneo, migliorando sensibilmente le loro rispettive posizioni di n° 45 e 71 ATP. È Pella a servire per primo tenendo a zero il suo primo turno ed è sempre lui ad avere le prime occasioni all’alba del match, quando in un quarto game lottato ai vantaggi manca due occasioni per strappare la battuta a Cuevas. Il punteggio rimane così in equilibrio con l’uruguaiano che possiede certamente maggiori soluzioni di gioco e l’argentino che si affida al suo talento di lottatore, che Feliciano Lopez ha ben conosciuto nell’infinito match di secondo turno disputato contro di lui agli ultimi AusOpen. In questa umida edizione del torneo non poteva però mancare l’intervento di Giove Pluvio ed ecco che puntualmente, sul punteggio di 3 pari, 30-0 servizio Pella il giudice arbitro Carlos Bernardes interrompe l’incontro. Stavolta la pausa è di quasi tre ore e alla ripresa è l’esperto uruguaiano a cogliere l’attimo buono per lo sprint decisivo. Nel nono game infatti Pella paga carissimo l’unico passaggio a vuoto del primo set, va sotto 0-40 e cede alla seconda opportunità il game e di fatto il set perché Cuevas non si distrae al servizio e chiude il parziale a 15. Il secondo set ha un andamento molto regolare, entrambi i finalisti difendono le rispettive battute senza mai giungere ai vantaggi con l’argentino che si mostra molto solido al servizio concedendo solo la miseria di sei punti sui propri turni. L’uruguaiano soffre maggiormente ma è bravo e concentrato a non concedere alcuno spiraglio e in questo modo si arriva all’extra set. E come spesso succede è proprio qui che i due cominciano a soffrire in battuta. Su dodici punti giocati ben sette saranno mini break, il mancino argentino conquista il primo subito, va sul 2-0 ma ne cede ben due consecutivamente trovandosi sotto 2-4 ad un passo dalla sconfitta. Ma come ormai ben si sa lui è un gran lottatore, rimane con la testa nel match e un parziale di cinque punti a uno gli consente di pareggiare l’incontro e rinviare tutto al terzo set. Gli spettatori sono ormai abituati alle ore piccole e si rassegnano all’ennesima maratona. Cuevas inizia per primo al servizio nel parziale decisivo, è certamente scosso dal fatto di essere stato a tre punti dal match senza riuscire a chiudere ma si mostra solido come la roccia nel momento che conta. Possiede un tennis più vario e solido anche nei fondamentali e lo fa valere conducendo sempre nel punteggio con autorità e piano piano prende il suo avversario perde fiducia. Pablo ha solo un momento di incertezza che potrebbe essergli fatale quando nel nono game non chiude sul 40-30 ed è costretto per la prima volta ai vantaggi. È bravo a conquistare comunque il gioco e trasferire così la pressione sull’argentino che non lo è altrettanto. Quando ci si avvicina alle due ore e mezza di gioco Pella serve per rimanere nell’incontro, si issa fino al 30-15 ma non va oltre. Cuevas ne avverte l’incertezza e mette a segno due punti consecutivi che lo mandano a match point sul 30-40. E basta quello. L’uruguaiano è al suo quarto trionfo su cinque finali disputate, tutte dopo i 29 anni di età, e giocando così potrà avvicinare il suo best rank di n°21 ATP raggiunto lo scorso anno. http://www.ubitennis.com/blog/2016/02/22/atp-rio-trionfa-pablo-cuevas-quarto-sigillo-in-carriera-sulla-terra/ -
tennis ATP & WTA World Tour - Stagione agonistica 2016
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La finale delle sorprese a Delray Beach vede prevalere Sam Querreysul connazionale Rajeev Ram, concludendosi con il punteggio di 6-4 7-6 in meno di un'ora e mezza di gioco. Va dunque al più quotato Querrey, da oggi numero 43 della classifica Atp, il derby a stelle e strisce disputatosi nella tarda serata italiana sul cemento della Florida. Entrambi i finalisti erano reduci da un ottimo torneo, un 250 con un buon campo partecipanti, avendo eliminato i vari Del Potro, Tomic e Dimitrov, principali favoriti per succedere al croato Ivo Karlovic nell'albo d'oro di Delray Beach. Alla fine l'ha spuntata il californiano, più incisivo alla battuta e capace così di conquistare il suo ottavo titolo in carriera, a quattro anni di distanza dall'ultimo trionfo di Los Angeles 2012. La finale ha regalato poco allo spettacolo, con i due contendenti contratti e particolarmente fallosi, in special modo al servizio, se si considera che entrambi hanno perso la battuta almeno due volte nel corso dell'intera partita. Chi ha commesso meno errori è stato però Querrey, capace di aggiudicarsi il primo set con lo score di 6-4, abile nello sfruttare le due palle break concessegli da Ram per portarsi avanti nel punteggio. Il secondo parziale è stato invece caratterizzato da un break per parte, che ha condotto i due finalisti fino a un tie-break lottatissimo, vinto in volata da Querrey con lo score di otto punti a sei. 6-4 7-6 dunque il risultato della finale di Delray Beach, che premia il californiano ma restituisce a buoni livelli anche il suo avversario Ram, protagonista di un torneo giocato da outsider e ora divenuto numero sessanta del mondo, suo best ranking di carriera, alla soglia dei 32 anni. Querrey - Ram 6-4 7-6(6) http://www.vavel.com/it/tennis/atp-tennis/609056-atp-delray-beach-querrey-vince-il-torneo-in-finale-su-ram.html -
basket Serie A1 Beko - EA7 Olimpia Milano per la 27ma volta sul tetto d'Italia
Morpheus © ha risposto al topic di Noel Gallagher in Archivio Sportivo
Che giocatore E anche grande Uomo per quel che fa fuori dal campo. Stima immensa. -
volley Serie A1 pallavolo maschile 2015/16 - Modena campione d'Italia!
Morpheus © ha risposto al topic di Homer_Simpson in Archivio Sportivo
Crollo preoccupante -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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Esatto, pensavo ti riferissi alla rossa Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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Solito grigio e nero. Tutte uguali, altro che bella. -
F1 Nico Rosberg campione del mondo 2016
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Te pareva
