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Socrates

Tifoso Juventus
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  1. NICOLÓ CUDRIG Nazione: Italia Luogo di nascita: Cividale del Friuli (Udine) Data di nascita: 07.08.2002 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 2022 Esordio: 22.07.2022 - Amichevole - Juventus-Chivas Guadalajara 2-0 0 presenze - 0 reti
  2. FELICE BERARDO https://it.wikipedia.org/wiki/Felice_Berardo Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 06.07.1888 Luogo di morte: Torino Data di morte: 12.12.1956 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Nazionale Italiano Soprannome: - Alla Juventus dal 1908 al 1909 Esordio: 14.02.1909 - Amichevole - Servette-Juventus 0-1 0 presenze - 0 reti Felice Mario Lodovico Berardo (Torino, 6 luglio 1888 – Torino, 12 dicembre 1956) è stato un calciatore e arbitro di calcio italiano. Felice Berardo Informazioni personali Arbitro di Calcio Sezione Arbitro non ufficiale Professione Ingegnere Attività nazionale Anni Campionato Ruolo 1908-1914 Prima Categoria Arbitro Felice Berardo Nazionalità Italia Calcio Ruolo Centrocampista, attaccante Carriera Squadre di club 1908-1911 Piemonte 9 (1) 1911-1914 Pro Vercelli 38 (14) 1914-1915 Genoa 10 (6) 1919-1921 US Torinese ? (?) 1921-1924 Torino 20 (3) Nazionale 1911-1920 Italia 14 (2) Carriera Club Formatosi nel Piemonte Football Club, società con il quale conquistò la nazionale italiana e passò nel 1911 alla Pro Vercelli, in quegli anni potenza del calcio italiano, con cui vinse due scudetti in tre anni. Nel 1914 divenne un calciatore del Genoa. Nello stesso anno Berardo fu coinvolto in uno scandalo corruzione relativo al tentato tesseramento professionistico da parte dei liguri di Angelo Mattea del Casale. Accusato di aver fatto da intermediario in occasione dell'illecito, a Berardo fu comminata una squalifica; stessa sorte toccò a Mattea, mentre il Genoa fu punito con sanzioni ai dirigenti, una multa e l'obbligo di disputare due partite casalinghe in campo neutro. Con i genovesi Berardo conquistò nel 1915 il suo terzo ed ultimo scudetto che venne assegnato solo nel 1921, poiché il campionato fu interrotto dall'intervento italiano nella Grande Guerra. Il suo esordio in rossoblu è datato 17 gennaio 1915, nella vittoria esterna per tre a zero contro il Venezia, incontro nel quale segnò una rete. Al termine della prima guerra mondiale tornò nella sua Torino, vestendo la maglia dell'US Torinese con cui raggiunse il secondo posto del girone D delle semifinali nazionali nella Prima Categoria 1920-1921. Dal 1921 passa al Torino, club nel quale esordisce il 27 novembre 1921 nel pareggio esterno per uno ad uno contro il Casale. Con i torinisti raggiunge due secondi posti, nel girone A della Lega Nord di Prima Divisione 1922-1923 e nel girone B della Lega Nord di Prima Divisione 1923-1924. Nazionale Esordì con l'Italia il 6 gennaio 1911 a Milano contro l'Ungheria che terminò con la vittoria dei magiari per uno a zero. Fu nazionale per 14 volte segnando due reti. Con l'Italia partecipò alle Olimpiadi di Stoccolma svoltesi nel 1912, giocandovi tre incontri. Arbitro Inizia ad arbitrare nel 1908. Fino al 1911 è sempre lui a dare la propria disponibilità alla Commissione Tecnica dapprima della FIF e poi della FIGC per arbitrare le partire quando non era impegnato con la sua squadra, il Piemonte. Come per tutti gli arbitri in funzione prima del 1911, era la "Commissione Tecnica" che gestiva gli arbitri ed il campionato a stabilire chi fosse all'altezza per dirigere una partita di Prima Categoria, e lui, a soli 20 anni, era uno dei più giovani arbitri italiani. Con la nascita dell'Associazione Italiana Arbitri nell'agosto del 1911, Felice non prese mai la tessera e continuò ad essere chiamato ad arbitrare ogni volta che dichiarava al C.T. della FIGC la propria disponibilità. Cessò l'attività arbitrale verosimilmente con l'ultima partita diretta nella stagione 1913-1914 per continuare quella calcistica. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano: 3 - Pro Vercelli: 1911-1912, 1912-1913 - Genoa: 1914-1915
  3. CARLOS TEVEZ «La Juventus è un grandissimo club, che mi ha ridato la vita e le speranze che avevo perso da tempo, sia da calciatore che da uomo. Questa sarà sempre la mia casa. Ho vissuto questi anni da re grazie e voi e alla Società, siete una grande famiglia e vi terrò stretti nel mio cuore. Anche senza di me continuerete a vincere trofei su trofei, è lo spirito bianconero vincere! Al di là del mio futuro che sembra oramai segnato, volevo dirvi queste parole. Tiferò la Juve per tutta la vita!». Sono le 21:05 del 24 giugno 2015 e con questo messaggio via Twitter, Carlitos Tévez saluta Torino e la Juventus per tornare a casa, nel “suo” Boca Juniors. Se ne va dopo due stagioni, due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una finale di Champions League. Quarantanove reti in novantacinque partite, decine di assist e tante giocate di livello sopraffino. E pensare che al suo arrivo era bollato come uno spacca spogliatoio, un giocatore rissoso, uno che avrebbe distrutto quel meccanismo perfetto che era la Juve di Antonio Conte. Addirittura lo additarono di essere in sovrappeso e di non fare vita da atleta. Per non parlare della scelta della maglia numero dieci, quella lasciata in eredità da Ale Del Piero. Gli stessi tifosi juventini si indignano, non ritenendolo degno di vestire una maglia così prestigiosa. L’Apache risponde nell’unico modo che conosce, trascinando i compagni e conquistando presto i tifosi con prestazioni sempre al massimo, non risparmiandosi mai con la rabbia, la determinazione e il coraggio che acquisisce chi cresce nel “barrio” Ejército de los Andes (detto anche Fuerte Apache) di Buenos Aires, chi viene abbandonato dalla madre a soli tre mesi, chi sopravvive alle ustioni provocate dall’acqua bollente che gli cade sul viso ad appena dieci mesi. «Ho passato un’infanzia difficile, vissuta in un paese in cui droga e omicidi erano all’ordine del giorno. Vivere in quel modo ti fa crescere in fretta e, per fortuna, io sono stato in grado di prendere un’altra strada. Ho sempre voluto dimostrare alle persone che a Fuerte Apache e nella Ciudad Oculta non tutti sono cattivi, così come nelle altre città argentine. Io ne sono uscito e con me molti altri ragazzi. Anche se ci sono tanti che non ce l’hanno fatta. Dario Coronel, lo chiamavano El Cabanha, che ha avuto una brutta storia. Era il mio migliore amico, eravamo sempre assieme, giocavamo a calcio tutto il tempo e poi verso i tredici-quattordici anni lui ha scelto un’altra vita, mentre io ho continuato a giocare a calcio. Sì, era uno dei più forti tra noi ragazzi che giocavamo nel “barrio”. Lui ha deciso così, o forse è stato il destino che lo ha spinto a rubare e a drogarsi, mentre io ho seguito il calcio, perché il mio sogno era quello di giocare a football e diventare quello che sono oggi. Credo che la famiglia sia fondamentale. Mio padre e mia madre credo che per me lo siano stati per l’educazione che mi hanno dato. La mia cicatrice? Potrei fare qualsiasi cosa, mettermi la faccia di chi voglio. Però voglio far capire che l’essere umano è bello per quello che ha dentro e non per quello che è fuori. Non mi interessa l’apparenza, l’importante sono i sentimenti, quello che ho nel cuore. Solo questo è importante, non mi interessa la parte esteriore». Il Tévez ammirato a Torino è un giocatore sublime, capace di correre per tutto il campo come un mediano qualsiasi, di sfornare assist ai compagni come un trequartista dai piedi fatati e di inquadrare la porta come il più efficace dei bomber. Ventuno volte perfora il portiere avversario nella prima stagione, a cominciare dalla prima partita ufficiale della Juventus, allorché conquista la Supercoppa Italiana, battendo la Lazio per 4-0. Alcune reti sono perle di rara bellezza, come il goal che suggella la vittoria a San Siro contro il Milan, dopo il vantaggio di Llorente. E proprio con il Navarro, Carlitos forma una coppia così tanto perfetta che qualcuno la paragona a Bettega e Anastasi, due che hanno fatto la storia della Juve! Lo spagnolo crea gli spazi (non disdegnando, però, la conclusione personale), dove si fa a infilare l’Apache e per le difese avversarie sono spesso dolori. Segna una tripletta contro il Sassuolo, una doppietta contro il Parma e contro il Verona e, finalmente, la rete in Europa che mancava da più di cinque anni. «La Juve è una grande famiglia – rivela – andiamo tutti molto d’accordo. Tra i compagni, con i tifosi, con la gente, ci troviamo tutti bene. Ciò fa sì che ci sia unione, che questo gruppo sia una vera squadra e che la Juventus cresca giorno dopo giorno. Non penso al fatto che indosso la maglia numero dieci, sarebbe come se volessi mettermi ancora più pressione. E, sotto pressione, si può anche giocare male. E, allora, io gioco come quando ero nel mio quartiere. Penso che sia per questo che mi è andata sempre bene. Non posso mettermi a pensare alla storia. Certo, la storia è storia, bisogna rispettarla, ed è ciò che faccio. So che la gente ama questa maglia, che ha un affetto speciale per ciò che ha rappresentato, per i giocatori che l’hanno indossata. Per questo la rispetto. Però, quando entro in campo con tutta la squadra, una maglia è importante e significativa come l’altra. Tutte sono maglie della Juventus, una cosa dal grande significato». Nella seconda stagione, Carlitos timbra il cartellino alla seconda giornata contro l’Udinese e non si ferma più. Arrivano anche i goal in Champions League che permettono alla “Vecchia Signora” di passare il turno dei gironi. Segna anche un’inutile doppietta a Doha, contro il Napoli, nella Supercoppa Italiana. E mentre in campionato continua a stupire (memorabile la sua rete a Parma, dopo essere partito dalla propria metà campo e aver scartato la metà dei giocatori avversari), sono le reti nell’Europa che conta a fare di Tévez quel top-player che permette alla compagine bianconera di fare il salto di qualità. Segna in entrambe le partite contro il Borussia Dortmund, agli ottavi di finale. La rete in Germania, realizzata dopo pochi minuti con un tiro imparabile da fuori area, è di rara bellezza. Segna anche su punizione, diventando il vice Pirlo: fondamentale la rete all’Olimpico nel pareggio contro la Roma che, di fatto, assegna il quarto scudetto consecutivo ai bianconeri. Ma è proprio sul più bello, quando la Juve è lanciata verso la finale della Coppa dei Campioni, che qualcosa si spegne nella testa di Tévez. Le sue prestazioni cominciano a essere opache: certo la grinta e la determinazione sono sempre quelle, ma la porta diventa improvvisamente troppo piccola perché sia centrata e i passaggi ai compagni sono sempre o troppo corti o troppo lunghi per essere finalizzati. E la delusione più grande è proprio a Berlino, contro il Barcellona, nella partita che significherebbe, per la Juve, conquistare un “triplete” storico e che eleggerebbe Carlitos come uno dei migliori giocatori del mondo. Ma l’Apache, gioca una partita impalpabile: vero, da una sua conclusione nasce il goal del pareggio di Morata, ma è un tiro sbilenco non da Tévez. Ha un’altra occasione, ma la fallisce clamorosamente. E così, senza il suo trascinatore, la compagine bianconera perde l’ennesima “Coppa dalle grandi orecchie”. Due settimane dopo l’annuncio che l’Apache torna a casa con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto. La sensazione è che passerà parecchio tempo prima di rivedere a Torino un giocatore simile e che la maglia numero dieci bianconera abbia trovato l’ennesimo degno possessore. «Ciò che io, ma pure Agnelli e Marotta, così come penso tantissimi juventini, non credevamo potesse verificarsi già quest’anno – afferma il giornalista Marcello Chirico – è invece capitato: Carlitos se n’è tornato in Argentina, nel suo Boca, e adios Juve. Deluso? Sì, parecchio, lo ammetto. Sapevo che era un suo desiderio, ma non immaginavo così impellente, immediato, da impedirgli di onorare in toto il suo contratto. Francamene non capisco come possa un giocatore come lui, ad appena trentuno anni, prendere la decisione di andare a giocare in un campionato come quello argentino, di sicuro con un appeal nettamente inferiore a quelli europei, e in un club che potrà fargli guadagnare molto meno di quanto prendeva alla Juventus. Misteri del calcio. Mi ha sorpreso la sua decisione e non mi è piaciuto nemmeno il modo in cui tutto questo sta avvenendo: lui che parte per la Copa America, che si trincera nel silenzio e infine manda i procuratori a risolvere la questione. No Carlitos, proprio non mi sei piaciuto. Ti pensavo un’altra persona. Non avevi detto che avrebbe voluto regalare un bandierone ai tifosi Juve con su scritto “Fino Alla Fine”? Il bandierone non si è visto, la fine sì. Detto ciò ti ringrazio per quanto fatto con la maglia bianconera, ma dirti che l’ho presa bene mentirei a me stesso. Anche perché sostituire uno come Tévez non sarà semplicissimo. Sarà un nostro destino che ogni estate ci debba toccare un addio traumatico e imprevisto. Mettiamola così: magari porta bene pure stavolta». MATTEO DOTTO, “GS” DELL’AGOSTO 2013 Enrique Macaya Márquez va per gli ottant’anni ed è il giornalista sportivo radiotelevisivo più noto dell’intera Argentina. Ha all’attivo ben quattordici Mondiali, insomma di calcio ne mastica parecchio. Fu lui, undici anni fa, a etichettare Carlitos Tévez come “El jugador del pueblo”. Non servono traduzioni. Due parole (più un articolo e una preposizione) che fotografano la considerazione che gli argentini hanno della nuova stella del campionato italiano, del nuovo numero dieci della Juventus. “Madama” se lo è assicurato per i prossimi tre anni. Già, il numero dieci: magia e fantasia, da Sivori a Del Piero, passando per Michel Platini e Roby Baggio, quasi sessant’anni di calcio di qualità (e che qualità!) in bianconero. Un numero pesante, “diez” in spagnolo, “dez” in portoghese. Un numero che Tévez ha portato sulle spalle sporadicamente nel Boca (diciotto, nove, diciannove e undici le altre “camisetas” della sua lunga militanza nell’equipo xeneize) e nella Selección. E che ha invece esibito con continuità nella biennale esperienza brasiliana al Corinthians. Un numero, però, che per lui è una novità assoluta in Europa. I suoi sette anni in Premier League sono stati contrassegnati da maglie di colori diversi ma con la costante di un numero piuttosto anonimo, il trentadue: indossato nel West Ham (dove al suo arrivo la dieci era di Marlon Harewood), nel Manchester United (con Wayne Rooney padrone della dieci) e nel City (con la dieci prima di Robinho e poi di Džeko). Non è comunque dal numero di maglia (da questi particolari, direbbe, anzi canterebbe De Gregori) che si giudica un giocatore. Carlitos Tévez, infatti, al di là delle maglie e dei numeri che indossa, è un predestinato. E del resto le sue potenzialità erano già ampiamente intuibili in età pressoché adolescenziale. Aveva quindici anni quando, con l’Argentina Under 16, prese per la prima volta l’aereo con destinazione Europa. Si giovava a Londra un triangolare con i pari età di Francia e Inghilterra. Al debutto, la Selección batte 1-0 la Francia con un “golazo de chilena” di Tévez, una straordinaria perla in rovesciata. Gioca seconda punta, il giovin Carlitos, girando attorno al centravanti, un fusto con i capelli biondi e gli occhi chiari di nome Maxi Lopez. Poco più di un anno dopo, quando Tévez di anni ne ha sedici, ecco il suo primo sbarco in Italia. A Salerno, per la precisione. Si gioca un torneo pomposamente denominato Mundialito Under 16. In effetti, le Nazionali partecipanti sono di prim’ordine: Italia, Argentina, Brasile, Francia e Stati Uniti. Non c’è Maxi Lopez, ma, oltre che su Tévez, la Selección punta forte su un altro classe 1984, il centrocampista Javier Mascherano, e su un esterno di destra classe 1985 di nome Pablo Zabaleta. Un bel tris di campioni in erba che sbocceranno prepotentemente, anche se curiosamente le stelle annunciate di quell’Argentina sono il regista Hugo Colace dell’Argentinos Juniors (classico numero cinque sudamericano) e il trequartista Lucas Correa, del Rosario Central. Di Colace, dopo tre anni nelle divisioni minori inglesi con il Barnsley e un’ultima fugace apparizione nell’Auxerre, si sono perse le tracce. Correa ha giocato l’ultima stagione nel Bassano Virtus, in Lega Pro. È comunque proprio a Salerno che Tévez consolida la sua fama di bomber implacabile. Al debutto, doppietta nel 3-2 agli USA (l’altro goal è a firma Mascherano); poi nel 2-0 all’Italia va in bianco ma serve un assist ad Aguirre, autore di una doppietta; in finale mitiga l’amarezza per la sconfitta ai rigori contro il Brasile, segnando la rete dell’1-1. Nel 1999 e nel 2000 le prove generali. Nel 2001 (esattamente il 21 ottobre), l’esordio nel calcio dei grandi. Carlos Bianchi ha il reparto avanzato in emergenza, per giocare al fianco dell’esperto Delgado il ballottaggio è tra lo scattante Tévez e il più fisicato Colautti, che fra l’altro ha due anni in più. Bianchi alla fine sceglie Carlitos, il Boca perde 1-0 a Cordoba contro il Talleres, ma secondo il quotidiano sportivo “Olè” Carlos Tévez mostrò «uque tiene pasta». “Pasta”, misto di talento, astuzia e forza. Per festeggiare il primo goal con la prima squadra del Boca però Carlitos deve aspettare più di sei mesi. In panchina non c’è più Bianchi, bensì Tabárez, a Buenos Aires si gioca l’andata dei quarti della Libertadores, avversario è l’Olimpia di Asunción. Tévez gioca da esterno sinistro di centrocampo, nel rigido 4-4-2 del Maestro, con Abel Balbo e Delgado di punta. Corre il minuto diciotto, Delgado si allarga sulla sinistra e crossa al centro, Balbo va su in elevazione ma non ci arriva, appostato nell’area piccola Tévez ci mette il piatto destro, segna e corre ad abbracciare l’ex bomber di Udinese e Roma. A fine partita, nonostante l’1-1, la Bombonera ha un solo grido: “Tévez corazón”. Pochi giorni dopo Ricardo Tesone, il suo primo procuratore, fa firmare a Carlitos il primo contratto da professionista. Molto si è detto e si è scritto su Tévez nelle scorse settimane: della sua infanzia difficile nel “barrio” di Fuerte Apache, dei suoi rapporti complicati a Manchester con Ferguson allo United e con Mancini al City, dei flirt mercatari degli anni scorsi con Inter e Milan, della voglia di riportare la Juventus nell’élite del calcio euro-mondiale. Là dove Carlitos ha saputo issarsi con le maglie di Boca Juniors, Manchester United e della Selección argentina. Con tanti titoli importanti conquistati da protagonista, ma anche con numeri a volte imbarazzanti per la loro pochezza. Cominciamo con il ricordare che Tévez è l’unico giocatore argentino nella storia ad aver vinto la Copa Libertadores e la Champions League, la Coppa Intercontinentale e il Mondiale per Club: 2003 e 2008 gli anni magici, la maglietta “azul y oro” del Boca e quella dei “Red Devils” di Manchester i cimeli da incorniciare. I brasiliani del Santos e il Milan le vittime ai tempi del Boca, il Chelsea e gli ecuadoriani della Liga di Quito le vittime ai tempi dello United. L’altra faccia della medaglia è rappresentata dal bilancio deficitario di Carlitos nelle coppe europee: non segna da più di quattro anni (ultima gioia il 7 aprile 2009 in Champions League, nel 2-2 tra Porto e Manchester United), con il City non ha mai fatto un goal (tredici partite a secco tra Champions ed Europa League) e neanche con lo United lo score è esaltante (sei centri in ventiquattro presenze). In tutto, se aggiungiamo le due presenze e zero goal in Uefa con il West Ham, siamo ad appena sei reti in trentanove gare. Un po’ pochino per un top player con la missione di riportare la Juve ai vertici in campo internazionale. Se il 2003 e il 2008 sono stati gli anni top di Tévez a livello di club, il 2004 è oro che luccica, è l’oro dei Giochi di Atene, un oro arrivato contestualmente a quello del basket, un oro che lo sport argentino attendeva addirittura da Londra 1948. Della Selección olimpica diretta da Marcelo Bielsa, Carlitos è l’arma letale: capocannoniere con otto centri, segna due reti alla Serbia e una alla Tunisia nel girone, una tripletta a Costarica nei quarti, un goal (il primo) all’Italia nella semifinale stravinta 3-0 dall’Argentina e decide la finale contro il Paraguay, firmando l’1-0 che vale l’oro. Otto reti in una ventina di giorni. L’altra faccia della carriera albiceleste di Tévez sono numeri molto più poveri con la Selección dei grandi: in sette anni, dal 2004 al 2011, cinquantadue presenze e tredici goal. Di cui però tre ai Mondiali: uno in Germania 2006 alla Serbia e due in Sudafrica 2010 al Messico. Curiosamente, tutti e tre “fischiati” da Rosetti (compreso il primo al Messico, in evidente fuorigioco non rilevato dall’assistente Ayroldi). Sono oramai più di due anni che Tévez è fuori dal giro della Selección. Nell’ultima partita, 16 luglio del 2011 contro l’Uruguay in Copa America, un suo errore dal dischetto è fatale e la parata di Muslera sul destro di Carlitos, unito al successivo rigore trasformato da Martin Cáceres, costa la finale all’Argentina padrona di casa e lancia l’Uruguay verso la vittoria del suo quindicesimo torneo continentale. Sergio Batista lascia pochi giorni dopo la panchina della Selección, al suo posto Alejandro Sabella e il suo 4-3-3 con i posti prenotati in attacco dal trio Aguero-Messi-Higuaín. E per Tévez fine delle trasmissioni. Almeno per il momento. Sabella, infatti, non ha una preclusione assoluta per Tévez. Il suo grande amico Daniel Passarella, cui Sabella ha spesso fatto da secondo, è stato allenatore di Tévez in Brasile con il Corinthians e i rapporti con l’Apache sono tuttora ottimi. Insomma, l’avventura juventina con quella maglia numero dieci, così pesante per la storia che si porta dentro ma così leggera per le esperienze di Carlitos (che nel Boca la ereditò da Riquelme e indirettamente da Maradona), potrebbe avere uno sbocco mundialista. Riportare la Juve nell’élite del calcio europeo, ma anche rilanciarsi e puntare al terzo Mondiale: sono gli obiettivi del “jugador del pueblo”, di quel tanto agognato top player che sembrava destinato negli anni scorsi a Milan e Inter e che invece ha scelto il bianconero. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2015/11/carlos-tevez.html
  4. CARLOS TEVEZ https://it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Tévez Nazione: Argentina Luogo di nascita: Ciudadela Data di nascita: 05.02.1984 Ruolo: Attaccante Altezza: 173 cm Peso: 75 kg Nazionale Argentino Soprannome: El Apache Alla Juventus dal 2013 al 2015 Esordio: 18.08.2013 - Supercoppa Italiana - Lazio-Juventus 0-4 Ultima partita: 06.06.2015 - Champions League - Juventus-Barcellona 1-3 96 presenze - 50 reti 2 scudetti 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Campione Olimpico 2004 con la nazionale argentina Carlos Alberto Martínez Tévez (Ciudadela, 5 febbraio 1984) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino, di ruolo attaccante, tecnico del Talleres (C). Considerato uno dei migliori attaccanti della sua generazione, in carriera si è aggiudicato quattro campionati argentini, una Coppa d'Argentina, una Supercoppa argentina, una Coppa di Lega, una Coppa Libertadores, una Coppa Intercontinentale e una Coppa Sudamericana con il Boca Juniors, un campionato brasiliano con il Corinthians, due campionati inglesi, una Coppa di Lega inglese, un Community Shield, una UEFA Champions League e una Coppa del mondo per club FIFA con il Manchester Utd, un campionato, una FA Cup e un Community Shield con il Manchester City, due campionati italiani, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana con la Juventus. Con la nazionale argentina ha disputato due mondiali (Germania 2006 e Sudafrica 2010), quattro Coppe America (2004, 2007, 2011 e 2015) e una Confederations Cup (2005). Inoltre ha vinto un'Olimpiade con la selezione olimpica (2004). A livello individuale, tra gli altri riconoscimenti, è stato eletto per due volte calciatore argentino dell'anno (2003 e 2004) e per tre volte calciatore sudamericano dell'anno (2003, 2004 e 2005). Carlos Tévez Tévez in nazionale nel 2014 Nazionalità Argentina Altezza 173 cm Peso 75 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex attaccante) Termine carriera 4 giugno 2022 - giocatore Carriera Giovanili 1992-1996 All Boys 1997-2001 Boca Juniors Squadre di club 2001-2004 Boca Juniors 75 (26) 2005-2006 Corinthians 38 (25) 2006-2007 West Ham Utd 26 (7) 2007-2009 Manchester Utd 63 (19) 2009-2013 Manchester City 113 (58) 2013-2015 Juventus 96 (50) 2015-2017 Boca Juniors 34 (14) 2017-2018 Shanghai Shenhua 16 (4) 2018-2021 Boca Juniors 48 (17) Nazionale 1999 Argentina U-15 2 (1) 2001 Argentina U-17 12 (3) 2003 Argentina U-20 9 (0) 2004 Argentina U-23 7 (1) 2004 Argentina olimpica 6 (8) 2004-2015 Argentina 76 (13) Carriera da allenatore 2022- Rosario Central 2023-2024 Independiente Palmarès Giochi olimpici Oro Atene 2004 Confederations Cup Argento Germania 2005 Copa América Argento Perù 2004 Argento Venezuela 2007 Argento Cile 2015 Campionato sudamericano Under-20 Oro Uruguay 2003 Campionato sudamericano Under-17 Argento Perù 2001 Biografia Tévez omaggiato alla Boca Quando la madre era al settimo mese di gravidanza il padre biologico, Carlos, viene ucciso a colpi di arma da fuoco e, non potendolo mai conoscere, il neonato venne battezzato appunto con il nome del genitore scomparso. Nato come "Carlos Martinez", viene abbandonato dalla madre biologica, Fabiana Martínez, a soli tre mesi. A dieci mesi è vittima di un grave incidente domestico: gli cade sul viso l'acqua bollente di un bollitore; viene portato in ospedale avvolto da una coperta di nylon che, scioltasi, aggrava ancora più le ustioni di primo e secondo grado. Rimane in terapia intensiva per due mesi, portando da allora i segni dell'incidente su viso, collo e petto. Quando si riprese Carlos venne affidato agli zii materni, Adriana Martínez e Segundo Tévez. Insieme vivevano al primo piano della Torre 1 del quartiere Ejército de los Andes, a pochi metri dal temuto Nudo 14: proprio perché il barrio dov'è cresciuto veniva anche detto Fuerte Apache (dal film con Paul Newman Fort Apache, The Bronx), fin da bambino Carlos è soprannominato l'Apache. Ha iniziato a giocare a pallone al Club Santa Clara. A quindici anni venne ufficialmente adottato da Segundo Tévez, prendendone il cognome, per ottenere un nuovo cartellino e passare al Boca Juniors. Durante gli anni a Manchester, Tévez viene informato che Juan Alberto, l'unico fratello biologico con il quale aveva mantenuto i contatti, e suo cognato Carlos Avalos erano stati arrestati per l'assalto a un furgone blindato; da quel momento deciderà di troncare ogni rapporto con il fratello. I legami con la famiglia adottiva, invece, si sono mantenuti molto buoni. Il 29 luglio 2014 proprio il padre adottivo Segundo viene brevemente sequestrato a El Palomar, nel dipartimento di Morón, in Argentina, venendo liberato dopo poche ore. Nel 2019 Netflix realizza una serie televisiva a lui dedicata, Apache: La vita di Carlos Tevez. Controversie Nel marzo 2013 viene arrestato e rilasciato su cauzione per guida senza patente, in quel momento sospesa; il tribunale lo condanna a 1.400 euro di multa e 250 ore di servizi sociali. Il 7 maggio 2015, nel tunnel del Monte Bianco, la polizia stradale gli ritira la patente per eccesso di velocità. Caratteristiche tecniche Giocatore Attaccante potente e abile nel dribbling, era in grado di agire indifferentemente come prima, seconda punta o trequartista. Grazie alla sua aggressività agonistica e all'ottima tenuta fisica risultava un elemento utile anche in fase di non possesso, pressando i portatori di palla avversari e spaziando lungo l'intero fronte offensivo. Giocatore dal grande fiuto del gol, era capace di calciare con molta forza, caratteristica che lo portava, in alcuni casi, a optare per soluzioni balistiche dalla lunga distanza, nonché dotato di una buona tecnica di base che, talvolta, gli permetteva di cercare il gol anche da calcio piazzato. Carriera Giocatore Club All Boys, Boca Juniors e Corinthians Un giovane Tévez in azione per il Boca Juniors nel 2004 Nell'estate 1989, all'età di cinque anni, viene notato da un osservatore dell'All Boys venuto a Fuerte Apache alla ricerca di nuovi talenti. Dopo avere iniziato la carriera agonistica con i Los Albos all'età di tredici anni viene aggregato alle giovanili del Boca Juniors, esordendo in prima squadra il 21 ottobre 2001 contro il Talleres (C). Con gli Xeneizes vince nel 2003 il Campionato argentino di Apertura, la Coppa Libertadores, la Coppa Intercontinentale e la Copa Sudamericana nel 2004, venendo inoltre premiato con il Balón de Oro sopravanzando il detentore dell'edizione precedente, José Cardozo. Nel 2004 riceve la medaglia d'oro ai giochi di Atene, di cui è il capocannoniere del torneo, con la nazionale olimpica: questo risultato gli permette di vincere per la seconda volta consecutiva il titolo di miglior calciatore sudamericano dell'anno, questa volta superando il carioca Robinho. Nel dicembre 2004 viene acquistato dai brasiliani del Corinthians per circa 20 milioni di dollari. Nonostante lo scetticismo iniziale dei tifosi del Timão, Tévez indossa per alcune partite anche la fascia da capitano. L'Apache, grazie anche alla vittoria del Campeonato Brasileiro nel 2005, vince il suo terzo Balón de Oro davanti al difensore uruguaiano Diego Lugano. West Ham Utd Tévez al West Ham Utd nel 2007 Il 31 agosto 2006 Tévez sbarca in Europa firmando con il West Ham Utd, arrivando a Londra assieme al connazionale Javier Mascherano. Il trasferimento dei due calciatori è fonte di polemiche, e nell'aprile 2007 la federcalcio inglese decide di multare il club londinese per cinque milioni e mezzo di sterline a causa di alcune clausole illecite contenute nel contratto, che davano alla società detentrice di parte del cartellino del calciatore la possibilità di intervenire direttamente nel rapporto tra egli e la società. L'allenatore Alan Pardew lo schiera spesso come ala sinistra, e le sue prestazioni portano nell'ottobre 2006 il commissario tecnico della nazionale argentina Alfio Basile a consigliare a lui e a Mascherano di lasciare gli Hammers. A metà del successivo dicembre il nuovo proprietario del West Ham decide di esonerare Pardew e affidare la guida tecnica della squadra a Alan Curbishley, il quale inizialmente fa partire Tévez dalla panchina, salvo poi utilizzarlo come seconda punta. Alcuni piccoli infortuni gli impediscono di giocare con continuità, ma il 4 marzo 2007, nel derby contro il Tottenham, Tévez segna il suo primo gol con la maglia dei londinesi. La squadra termina il campionato al 15º posto, raggiungendo la salvezza. Manchester Utd Tévez al Manchester Utd nel 2008, con indosso la speciale divisa dedicata ai Busby Babes nel cinquantenario del disastro aereo di Monaco di Baviera Il 10 agosto 2007 Tévez viene acquistato dal Manchester Utd per 12,7 milioni di euro. Con i Red Devils esordisce il 15 agosto contro il Portsmouth, mentre il 23 settembre segna al Chelsea (2-0 all'Old Trafford) il suo primo gol con la nuova maglia. Nella prima stagione a Manchester l'Apache vince la Premier League e la UEFA Champions League, grazie al successo ai tiri di rigore nella finale contro i Blues. Nel corso della massima competizione europea il calciatore argentino mette a segno quattro gol; a questi vanno aggiunte le 14 reti in 34 presenze nel suo primo anno di Premier League, nel corso del quale non sempre parte da titolare. Nella stagione 2008-2009 vince nuovamente il titolo nazionale con due giornate di anticipo, collezionando 29 partite e cinque reti. Il 5 dicembre 2008 realizza inoltre la sua prima tripletta nel quinto turno della Coppa di Lega vinta per 5-3 contro il Blackburn. Pochi giorni dopo conquista anche la Coppa del mondo per club, nella cui finale parte da titolare. Entra invece in campo nel secondo tempo nella finale di UEFA Champions League persa per 2-0 a Roma contro gli spagnoli del Barcellona. Manchester City Il 20 giugno 2009 il Manchester Utd ufficializza l'addio di Tévez: il 13 luglio seguente il giocatore approda quindi ai concittadini del Manchester City, per una cifra vicina ai 29 milioni di euro. Con la maglia dei Citizens sigla la sua prima rete stagionale il 27 agosto contro il Crystal Palace, nel secondo turno della Coppa di Lega. La prima rete in campionato arriva il 28 settembre 2009 nella sfida vinta per 3-1 contro i suoi ex compagni del West Ham. L'11 gennaio 2010 segna una tripletta contro il Blackburn e il 19 gennaio una doppietta contro un'altra sua ex formazione, il Manchester Utd, che regala al City il successo per 2-1 nel derby mancuniano valido per l'andata di Carling Cup; si tratta di due reti – la prima su rigore, la seconda di testa sotto misura – festeggiate nello stesso modo: con le mani dietro alle orecchie e le dita a mo' di paperella per zittire quanti alla vigilia avevano parlato male di lui, tra cui l'ex compagno di squadra e capitano dei Red Devils Gary Neville (il quale durante l'esultanza dell'argentino rivolge a lui il dito medio alzato). Nonostante questa vittoria il Manchester City perde poi la gara di ritorno per 1-3 venendo eliminato dalla competizione. Dopo un periodo di assenza, il 27 febbraio torna a segnare una doppietta contro il Chelsea. Termina la stagione realizzando 29 reti, di cui 23 in campionato. Tévez in azione per il Manchester City nel 2009 Nella stagione seguente il tecnico Roberto Mancini gli affida la fascia da capitano della squadra. Il 23 agosto 2010 segna le sue prime due reti stagionali in campionato, nella vittoria 3-0 contro il Liverpool. L'11 aprile 2011, nella partita di ritorno contro i Reds (questa volta persa per 0-3) si infortuna alla coscia ed è costretto a un periodo di riposo. Il 14 maggio torna a disposizione per la finale di FA Cup, vinta dal City per 1-0 contro lo Stoke City. In totale, nella sua seconda stagione con gli Sky Blues mette a segno 23 centri di cui 20 in campionato, grazie ai quali si laurea capocannoniere assieme al Red Devil Dimităr Berbatov. Il 27 settembre 2011, agli inizi della stagione successiva, Mancini lo invita a entrare in campo nel secondo tempo della partita di UEFA Champions League in casa del Bayern Monaco, sul risultato di 2-0 per i tedeschi, ma Tévez rifiuta di uscire dalla panchina; al fischio finale il tecnico dichiara che, sotto la sua guida, il calciatore argentino non scenderà più in campo. Dopo circa sei mesi Tévez ricuce il rapporto con l'allenatore italiano e il 21 marzo 2012 torna a giocare nella partita di campionato contro il Chelsea, riuscendo poi a realizzare una tripletta contro il Norwich City nella gara del 14 aprile vinta 6-1. Un mese dopo, il 13 maggio, grazie alla vittoria per 3-2 sul QPR vince il suo terzo titolo da campione d'Inghilterra, il primo per il Manchester City da quarantatré anni a quella parte. La stagione seguente inizia con la vittoria, il 12 agosto 2012, della Community Shield, grazie al 3-2 inflitto al Chelsea, cui contribuisce con una rete. Il 17 novembre realizza poi una doppietta nella vittoria per 5-0 sull'Aston Villa, mentre il successivo 9 marzo 2013 mette a referto una tripletta nella gara di FA Cup vinta, con lo stesso risultato, contro il Barnsley. Il City arriva poi sino in finale della competizione, dove viene battuto per 0-1 dal Wigan. La squadra termina il suo campionato al secondo posto; Tevez disputa 47 gare in totale, mettendo a segno 17 gol, di cui 11 in campionato. Juventus Tévez nel 2013 con la Juventus, durante la trasferta di UEFA Champions League contro il Real Madrid Il 26 giugno 2013 Tévez si trasferisce alla Juventus, che lo acquista per nove milioni di euro (più sei di bonus). Preceduto al suo arrivo in Italia dalla nomèa di bad boy affibbiatagli dalla stampa durante gli anni a Manchester, al contrario nel biennio trascorso a Torino l'attaccante emerge tra i leader della squadra bianconera, disputando due delle migliori stagioni della sua carriera agonistica. Il 18 agosto seguente fa il suo esordio con la nuova maglia nella finale di Supercoppa italiana contro la Lazio, segnando la rete del definitivo 4-0 e conquistando così il primo trofeo con i Bianconeri. Il 24 dello stesso mese, all'esordio in Serie A, segna il suo primo gol in questa competizione, realizzando il decisivo 1-0 sul campo della Sampdoria. Assurto ben presto a trascinatore della squadra, il successivo 15 dicembre segna la sua prima tripletta con la casacca juventina, nella sfida contro il Sassuolo conclusasi 4-0. Prosegue nel suo efficace ruolino sottorete anche nella seconda parte di stagione: in particolare il 23 febbraio 2014 è suo il gol che decide il derby di Torino (1-0), mentre il 2 marzo a San Siro realizza il definitivo 2-0 nella classica contro il Milan. Il 24 aprile successivo, in occasione dell'andata della semifinale di Europa League contro i lusitani del Benfica e persa 1-2 dai piemontesi, realizza il momentaneo gol del pareggio, tornando a segnare in campo europeo dopo più di cinque anni. Tévez chiude il suo primo anno in bianconero con 19 reti in campionato e una a testa in Supercoppa italiana ed Europa League, conquistando al termine della stagione il suo primo titolo italiano e risultando l'uomo-simbolo del terzo titolo consecutivo della Juventus di Antonio Conte. Con l'arrivo di Massimiliano Allegri in panchina, nella stagione 2014-2015 l'argentino, con 8 gol in 7 partite, è protagonista di un ottimo avvio sul fronte realizzativo, il migliore della carriera: si segnalano le doppiette agli svedesi del Malmö FF, il 16 settembre, con cui interrompe un digiuno personale in UEFA Champions League che durava da oltre un lustro; all'Atalanta nel successo esterno 3-0 in campionato, il 27 dello stesso mese; infine alla Roma, stavolta dal dischetto, decisiva per vincere 3-2 il big match di Torino del 5 ottobre. Tévez in azione per i Bianconeri nel corso della Supercoppa italiana 2014 Culmine di questo positivo momento è la goleada casalinga al Parma del successivo 9 novembre (7-0), quando il numero dieci bianconero realizza il parziale 4-0 con un'azione personale iniziata dalla trequarti e proseguita saltando tre avversari, prima di spiazzare l'estremo difensore parmense e appoggiare la palla in rete: un gol rimasto tra i più belli nella storia del calcio italiano e che a fine anno ottiene la candidatura al Puskás Award. Il 26 dello stesso mese, inoltre, torna a segnare in trasferta in UEFA Champions League a sei anni di distanza, firmando la rete del definitivo 2-0 sul campo di Malmö. L'attaccante chiude l'anno solare con un'altra doppietta al Napoli, nella finale di Supercoppa italiana giocata il 22 dicembre a Doha, che però stavolta non permette alla Vecchia Signora di aggiudicarsi il trofeo, venendo sconfitta ai rigori dopo che i tempi regolamentari e supplementari si erano conclusi sul 2-2. Il 24 febbraio 2015, nella sfida di andata degli ottavi di UEFA Champions League contro i tedeschi del Borussia Dortmund, apre le marcature nel match conclusosi 2-1 in favore dei torinesi; si ripete anche nella partita di ritorno, disputatasi a Dortmund il 18 marzo, dove mette a segno una doppietta nel 3-0 finale. Il 5 maggio, durante la semifinale di andata della medesima competizione, si guadagna e poi trasforma il rigore che vale il successo 2-1 sugli spagnoli del Real Madrid: è il suo settimo gol stagionale in UEFA Champions League — record personale nella manifestazione oltreché nelle coppe continentali, sia europee sia sudamericane — nonché il cinquantesimo e ultimo dell'argentino in maglia bianconera. Lascia infatti la Juventus al termine dell'annata, dopo avere messo in bacheca il double composto dallo scudetto, il secondo consecutivo per Tévez, cui contribuisce con 20 marcature, e dalla Coppa Italia, giocando inoltre la sua terza finale di UEFA Champions League, persa 1-3 contro il Barcellona. I ritorni al Boca Juniors, la parentesi allo Shanghai Shenhua Tévez di ritorno agli Xeneizes nel 2016 Dopo quasi un decennio trascorso in Europa, e sempre più desideroso di fare ritorno in Argentina per la parte conclusiva della sua carriera, nell'estate 2015 la Juventus viene incontro alle richieste di Tévez cedendolo, per 6,5 milioni di euro (consistenti in opzioni su giovani del vivaio), al Boca Juniors. L'Apache riveste così, dopo undici anni, la maglia della sua squadra del cuore, venendo presentato ufficialmente dagli Xeneizes il 13 luglio seguente e facendo il suo secondo esordio in gialloblù cinque giorni dopo, nella vittoria per 2-1 contro il Quilmes in Primera División. Torna a segnare con la maglia azul y oro il 29 dello stesso mese, nei sedicesimi di finale di Copa Argentina contro il Banfield, trasformando il calcio di punizione del 3-0. Si ripete il 2 agosto, nella sconfitta del Boca per 3-4 contro l'Unión (SF), siglando la sua prima rete nel campionato argentino dopo l'avventura europea. Con 5 reti in 10 presenze, contribuisce a riportare il Boca dopo tre anni alla vittoria della Primera División, aritmeticamente giunta il 2 novembre 2015 con l'1-0 al Tigre; tre giorni dopo arriva il doblete grazie alla Copa Argentina, vinta dagli Xeneizes battendo in finale 2-0 il Rosario Central. Nonostante le precedenti affermazioni di Tévez circa il volere chiudere la carriera con la maglia del Boca Juniors, il 29 dicembre 2016 accetta la ricca offerta dello Shanghai Shenhua, approdando in Cina dove con un ingaggio di 40 milioni di euro l'anno diventa, al momento del tesseramento, il calciatore più pagato al mondo. L'esperienza in Oriente si rivela tuttavia avara di soddisfazioni per l'attaccante, tant'è che, dopo un solo anno a Shanghai, il 5 gennaio 2018 si svincola per fare ritorno per la terza volta in carriera al Boca Juniors, con cui nella seconda parte di stagione partecipa alla vittoria della Primera División e al cammino in Coppa Libertadores, tuttavia conclusosi con la scottante sconfitta in finale contro gli storici rivali del River Plate. Dopo un'annata interlocutoria sul piano personale, chiusa dal Boca al terzo posto in campionato e in semifinale di Coppa Libertadores, l'attaccante si riscatta nella stagione 2019-2020 contribuendo attivamente alla vittoria del suo quarto campionato argentino: l'8 marzo 2020, alla Bombonera contro il Gimnasia (LP), realizza il gol del decisivo 1-0 che consegna il titolo ai gialloblù. Il 4 giugno 2021 annuncia l'addio al Boca Juniors dopo 279 partite, 95 gol e 10 trofei in bacheca per stare vicino alla madre dopo la recente scomparsa del padre adottivo; proprio tale evento lo spinge, nei mesi seguenti, a maturare il definitivo ritiro dal calcio giocato, ufficializzato esattamente un anno dopo. Nazionale Con la nazionale olimpica argentina allenata da Marcelo Bielsa Tévez ha conquistato l'oro ai Giochi di Atene 2004. Nella rassegna greca si è anche affermato come capocannoniere del torneo con 8 reti, tra cui quella decisiva nella finale contro il Paraguay, in 6 partite. Tévez in azione per l'Albiceleste al campionato del mondo 2010 Due anni dopo è stato convocato in nazionale maggiore dal CT José Pekerman per il campionato del mondo 2006 in Germania. Non impiegato nella prima partita, conclusasi con la vittoria per 2-1 contro la Costa d'Avorio, è sceso in campo come sostituto nella seconda, vinta per 6-0 contro la Serbia, segnando un gol e fornendo un assist. L'Argentina, poi, viene eliminata ai quarti di finale della competizione dopo la sconfitta ai tiri di rigore contro la Germania. Ha partecipato, inoltre, alle edizioni 2004 e 2007 della Copa América, intervallate dalla Confederations Cup 2005. Con la nomina di Diego Armando Maradona a commissario tecnico della Selección viene convocato anche per il campionato del mondo 2010 in Sudafrica. In questa competizione Tévez realizza due gol, entrambi negli ottavi di finale contro il Messico. All'addio di Maradona sulla panchina della nazionale argentina si siede Sergio Daniel Batista, il quale nel maggio 2011 dichiara che non convocherà Tévez per la Copa América 2011. A seguito di un chiarimento fra i due, comunque, il 1º giugno seguente viene inserito nella lista dei convocati alla manifestazione, dove ai quarti fallisce il suo tiro di rigore contro l'Uruguay, errore che costa all'Argentina l'eliminazione. Dopo la nomina del nuovo CT, Alejandro Sabella, Tévez non viene più convocato nella Selección per il successivo triennio, perdendo la possibilità di partecipare al campionato del mondo 2014 in Brasile. Ritrova la maglia nazionale il 12 novembre 2014, quando, convocato dal nuovo commissario tecnico Gerardo Martino, subentra al posto di Sergio Agüero, nell'amichevole vinta per 2-1 ai danni della Croazia. Il 28 maggio 2015 viene inserito dal CT Martino nella lista dei 23 convocati in vista della successiva Copa América in Cile. In quest'edizione della competizione totalizza quattro presenze e, nell'ultima sua partita contro la Colombia, decisa ai tiri di rigore, segna il decisivo penalty che porta in semifinale l'Albiceleste. Allenatore Il 21 giugno 2022 debutta come allenatore con l'ingaggio da parte del Rosario Central, nella Primera División argentina; si dimette il 3 novembre seguente, dopo avere terminato il campionato al 20º posto. Il 22 agosto 2023 torna in panchina, sempre nella massima divisione nazionale, accordandosi con l'Independiente. Il 19 maggio 2024 annuncia le dimissioni dall'incarico, subito dopo aver concluso la partita contro la Platense. L'8 luglio 2025 subentra sulla panchina del Talleres (C). Palmarès Giocatore Club Competizioni nazionali Campionato argentino: 4 - Boca Juniors: Apertura 2003, 2015, 2017-2018, 2019-2020 Campionato brasiliano: 1 - Corinthians: 2005 Campionato inglese: 3 - Manchester Utd: 2007-2008, 2008-2009 - Manchester City: 2011-2012 Community Shield: 2 - Manchester Utd: 2008 - Manchester City: 2012 Coppa di Lega inglese: 1 - Manchester Utd: 2008-2009 Coppa d'Inghilterra: 1 - Manchester City: 2010-2011 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2013 Campionato italiano: 2 - Juventus: 2013-2014, 2014-2015 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2014-2015 Coppa d'Argentina: 1 - Boca Juniors: 2014-2015 Supercopa Argentina: 1 - Boca Juniors: 2018 Copa Diego Armando Maradona: 1 - Boca Juniors: 2020 Competizioni internazionali Coppa Libertadores: 1 - Boca Juniors: 2003 Coppa Intercontinentale: 1 - Boca Juniors: 2003 Coppa Sudamericana: 1 - Boca Juniors: 2004 UEFA Champions League: 1 - Manchester Utd: 2007-2008 Coppa del mondo per club: 1 - Manchester Utd: 2008 Nazionale Campionato sudamericano Under-20: 1 - Uruguay 2003 Oro olimpico: 1 - Atene 2004 Individuale Calciatore sudamericano dell'anno: 3 - 2003, 2004, 2005 Miglior giocatore della Coppa Libertadores: 1 - 2003 Equipo Ideal de América: 3 - 2003, 2004, 2005 Calciatore argentino dell'anno: 2 - 2003, 2004 Premio Olimpia: 1 - 2004 Capocannoniere dei Giochi olimpici: 1 - Atene 2004 (8 gol) Bola de Ouro della rivista Placar: 1 - 2005 Capocannoniere della Coppa di Lega inglese: 2 - 2008-2009 (6 gol), 2009-2010 (6 gol) FA Premier League Player of the Month: 1 - dicembre 2009 Capocannoniere della Premier League: 1 - 2010-2011 (20 gol, a pari merito con Dimităr Berbatov) Squadra della stagione della UEFA Europa League: 1 - 2013-2014 Guerin d'oro della rivista Guerin Sportivo: 2 - 2013-2014, 2014-2015 Gran Galà del calcio AIC: 3 - Squadra dell'anno: 2014, 2015 - Migliore calciatore assoluto: 2015
  5. MBAYE DIAGNE https://it.wikipedia.org/wiki/Mbaye_Diagne_(calciatore) Nazione: Senegal Luogo di nascita: Dakar Data di nascita: 28.10.1991 Ruolo: Attaccante Altezza: 193 cm Peso: 82 kg Nazionale Senegalese Soprannome: - Alla Juventus nel 2013 0 presenze - 0 reti Mbaye Diagne (Dakar, 28 ottobre 1991) è un calciatore senegalese con cittadinanza ivoriana, attaccante del Fatih Karagümrük e della nazionale senegalese. Mbaye Diagne Nazionalità Senegal Altezza 193 cm Peso 82 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Fatih Karagümrük Carriera Giovanili Brandizzo Squadre di club 2011-2012 Brandizzo 30 (27) 2012-2013 Bra 29 (23) 2013 Juventus 0 (0) 2013 → Ajaccio 0 (0) 2014 → Lierse 7 (4) 2014 → Al-Shabab 2 (0) 2015 → Westerlo 5 (2) 2015-2016 Újpest 14 (11) 2016-2017 Tianjin Teda 44 (15) 2017-2019 Kasımpaşa 34 (32) 2019 Galatasaray 12 (10) 2019-2020 → Club Bruges 6 (4) 2020-2021 Galatasaray 15 (9) 2021 → West Bromwich 16 (3) 2021-2022 Galatasaray 14 (2) 2022- Fatih Karagümrük 0 (0) Nazionale 2018- Senegal 11 (0) Palmarès Coppa d'Africa Argento Egitto 2019 Caratteristiche tecniche Diagne è un centravanti, possente fisicamente, efficace nel gioco aereo e abile nel proteggere la sfera in modo da favorire gli inserimenti dei compagni di squadra. Carriera Club Nato in Senegal, da giovane trasloca in Italia con i propri genitori e qui si avvicina al calcio. A 19 anni debutta in prima squadra al Brandizzo, squadra della provincia torinese con la quale mette a segno 27 gol in 30 presenze. Il giovane, rivelatosi un gran talento, compie dunque il "salto" in Serie D, ai piemontesi del Bra. Qui gioca per una stagione segnando 23 gol in 29 presenze e guadagnando la vittoria del campionato con conseguente promozione in Lega Pro Seconda Divisione. Nel 2013 lo nota e lo ingaggia la Juventus, che però non lo fa scendere in campo neanche una volta. Il club bianconero lo cede in prestito ai corsi dell'Ajaccio, squadra allenata da Fabrizio Ravanelli. Tuttavia per problemi di tesseramento Diagne non può giocare in gare ufficiali. Nel gennaio 2014 è quindi trasferito ai belgi del Lierse, dove colleziona 11 presenze e 7 gol. Alla fine del prestito, a luglio, si raggiunge l'accordo tra Juventus e Al-Shabab per un prestito oneroso da 200.000 euro stagionale. Fa il suo esordio con la maglia dei sauditi il 7 agosto 2014, quando subentra dalla panchina per giocare gli ultimi 17 minuti della partita di Supercoppa saudita vinta ai tiri di rigore contro l'Al-Nassr; nonostante il suo errore dal dischetto la squadra conquista il trofeo. Il successivo 16 agosto fa il suo esordio in campionato, in una partita vinta per 2-0 in casa contro l'Al-Khaleej, incontro che Diagne gioca da titolare. Nel gennaio 2015, a stagione in corso, lascia la squadra saudita dopo aver giocato in totale 2 partite di campionato e passa al Westerlo, nella massima serie belga. Dopo 11 presenze e 3 gol fa ritorno alla Juventus. Il 16 agosto 2015 viene ceduto per 200.000 euro agli ungheresi dell'Újpest. Debutta alla sesta giornata di campionato, giocando l’ultima mezz’ora nel match casalingo pareggiato 0-0 contro l’Haladás. Realizza la sua prima rete due giornate dopo, nel match casalingo perso per 2-1 contro il Ferencvarosi. Il 24 ottobre (13ª giornata) mette a segno una doppietta decisiva nel match vinto 2-0 contro il Vasas Budapest; da questo incontro mette a segno una rete nelle successive 6 partite (fino alla 19ª) portandosi a 14 presenze ed 11 reti. Nonostante ciò, il giocatore passa in Cina, al Tianjin. Il 6 febbraio 2016 si trasferisce nel campionato cinese al Tianjin, con cui realizza 15 reti in 44 presenze. Il 16 gennaio 2018 viene ingaggiato dal Kasimpasa, squadra turca con sede a Istanbul militante in Süper Lig. Solo dopo tre giorni dall’acquisto, nel match della 18ª giornata di campionato, subentra negli ultimi 5 minuti della partita contro l’Alanyaspor e sigla il decisivo 3-2 al 90º minuto. Dopo aver realizzato due doppiette, contro Trabzonspor ed Antalyaspor, il 12 maggio 2018 mette a referto la sua prima tripletta nel match vinto per 3-1 contro un Gençlerbirligi già retrocesso. Dopo aver totalizzato 12 reti in 17 partite di campionato, Diagne viene riconfermato in rosa anche per la stagione seguente e segna 8 reti nelle prime 6 giornate, arrivando a quota 20 gol nelle prime 17. Il 31 gennaio 2019 il giocatore viene acquistato, per 10 milioni di euro, dal club turco del Galatasaray; il calciatore sottoscrive un contratto di quattro anni e mezzo. Al termine della stagione 2018-19, sommando le reti segnate con la maglia del Kasimpasa e con quella del Galatasaray, conquista il titolo di capocannoniere della Süper Lig. Il 2 settembre 2019 il giocatore si trasferisce in prestito con diritto di riscatto al Club Brugge, squadra belga di Pro League e impegnata nella UEFA Champions League. Al termine della stagione, dopo aver collezionato 9 presenze e 4 reti, torna in Turchia. Dopo aver iniziato la stagione 2020-2021 con il Galatasaray, nella sessione invernale di calciomercato viene ceduto agli inglesi del West Bromwich fino al termine della stagione. Nazionale Nel marzo 2018, dopo aver lasciato i cinesi del Tianjin per ritornare in Europa al Kasimpasa, dichiara di voler aver più visibilità e guadagnarsi la possibilità di per poter giocare con il Senegal la Coppa del Mondo a Russia 2018. Tuttavia, dopo l'ufficializzazione delle convicazioni, il 17 maggio 2018, non viene convocato. Il 9 settembre 2018, esordisce per il Senegal nel 2-2 contro il Madagascar nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa 2019, entrando all'ultimo minuto come sostituto di Pape Moussa Konaté. Palmarès Club Competizioni nazionali Serie D: 1 - Bra: 2012-2013 (Girone A) Saudi Super Cup: 1 - Al Shabab: 2014 Campionato turco: 1 - Galatasaray: 2018-2019 Coppa di Turchia: 1 - Galatasaray: 2018-2019 Supercoppa di Turchia: 1 - Galatasaray: 2019 Campionato belga: 1 - Bruges: 2019-2020 Individuale Capocannoniere della Serie D: 1 - 2012-2013 (Girone A, 23 gol) Capocannoniere del Campionato turco: 1 - 2018-2019 (30 gol)
  6. ZORAN JOSIPOVIC https://it.wikipedia.org/wiki/Zoran_Josipovic Nazione: Svizzera Luogo di nascita: Mendrisio Data di nascita: 25.08.1995 Ruolo: Attaccante Altezza: 191 cm Peso: 83 kg Nazionale Svizzero Under-17 Soprannome: - Alla Juventus dal 2012 al 2013 0 presenze - 0 reti Zoran Josipovic (Mendrisio, 25 agosto 1995) è un calciatore svizzero con cittadinanza bosniaca, attaccante svincolato. Zoran Josipovic Nazionalità Svizzera Altezza 191 cm Peso 83 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra svincolato Carriera Giovanili 2???-2012 Lugano 2012-2013 Juventus Squadre di club 2013-2014 → Novara 4 (0) 2014-2016 → Lugano 16 (2) 2016-2017 Aarau 50 (11) 2017-2019 Chiasso 57 (19) 2019-2020 Beroe 19 (6) 2020-2021 Celta Vigo B 14 (1) 2022 Team Ticino 9 (2) Nazionale 2011 Svizzera U-16 2 (2) 2012 Svizzera U-17 3 (0) Palmarès Club Competizioni nazionali Challenge League: 1 - Lugano: 2014-2015
  7. YOAN SEVERIN https://it.wikipedia.org/wiki/Yoan_Severin Nazione: Francia Luogo di nascita: Villeurbanne Data di nascita: 29.01.1997 Ruolo: Difensore Altezza: 186 cm Peso: 80 kg Nazionale Francese Under-20 Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2017 Esordio: 03.09.2015 - Amichevole - Juventus-Cheraschese 3-1 Ultima partita: 30.07.2016 - Amichevole - South China AA-Juventus 1-2 0 presenze - 0 reti Yoan Severin (Villeurbanne, 29 gennaio 1997) è un calciatore francese, difensore del Servette. Yoan Severin Nazionalità Francia Altezza 186 cm Peso 80 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Servette Carriera Giovanili 2010-2012 Olympique Lione 2012-2014 Évian TG 2014-2017 Juventus Squadre di club 2017 Juventus 0 (0) 2017-2018 Zulte Waregem 4 (0) 2018- Servette 76 (2) Nazionale 2016- Francia U-20 5 (1) Caratteristiche tecniche È un difensore centrale. Carriera Club Cresciuto nelle giovanili della Juventus, nel mercato invernale del 2017 viene ceduto gratuitamente allo Zulte Waregem. Durante il mese di luglio 2018 firma per tre stagioni con il Servette. Fa il suo esordio contro l'Aarau in occasione della prima giornata di campionato al Brügglifeld e il 21 ottobre, sempre in occasione di una partita di campionato contro la squadra argoviese, firma la sua prima rete per la squadra ginevrina. Nazionale Viene inserito tra i 23 giocatori selezionati dal CT Ludovic Batelli in occasione dei Mondiali di categoria in Corea del Sud. Nel corso del torneo disputa un'unica partita, scendendo in campo nella vittoria per 2-0 contro i pari età della Nuova Zelanda il 28 maggio 2017. Palmarès Competizioni nazionali Challenge League: 1 - Servette: 2018-2019
  8. SIMONE EMMANUELLO https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Emmanuello Nazione: Italia Luogo di nascita: Chieri (Torino) Data di nascita: 25.04.1994 Ruolo: Centrocampista Altezza: 188 cm Peso: 68 kg Nazionale Italiano Under-20 Soprannome: - Alla Juventus dal 2011 al 2014 Esordio: 17.07.2013 - Amichevole - Selezione Valle d'Aosta-Juventus 0-7 0 presenze - 0 reti Simone Emmanuello (Chieri, 25 aprile 1994) è un calciatore italiano, centrocampista della Pro Vercelli. Simone Emmanuello Nazionalità Italia Altezza 188 cm Peso 68 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Pro Vercelli Carriera Giovanili 2010-2014 Juventus Squadre di club 2014 Atalanta 0 (0) 2014-2017 → Pro Vercelli 71 (6) 2017-2018 → Perugia 7 (0) 2018 → R.C. Cesena 5 (0) 2018-2019 Juventus Next Gen 17 (0) 2019 Pro Vercelli 13 (0) 2019-2020 → L.R. Vicenza 7 (0) 2020- Pro Vercelli 63 (5) Nazionale 2010-2011 Italia U-17 11 (1) 2011 Italia U-18 1 (0) 2012 Italia U-19 1 (0) 2014 B Italia 1 (1) 2015 Italia U-20 2 (1) Caratteristiche tecniche Gioca come regista a centrocampo ed ha una buona visione di gioco. Carriera Club Tra il 2010 ed il 2014 milita nella Primavera della Juventus, nella quale esordisce all'età di 16 anni; nell'arco di questi quattro anni vince il Torneo di Viareggio nel 2012, la Coppa Italia Primavera nella stagione 2012-2013 e la Supercoppa Primavera dell'anno seguente. Il 31 gennaio 2014 Pierpaolo Marino lo porta all'Atalanta, acquistandolo in compartecipazione dal club bianconero in cambio della cessione (sempre in compartecipazione) di Davide Cais alla Juventus; il giorno stesso il centrocampista piemontese viene ceduto in prestito alla Pro Vercelli, formazione di Lega Pro Prima Divisione. Con la squadra vercellese Emmanuello gioca la seconda parte della stagione 2013-2014, disputando una partita in campionato ed ottenendo la promozione in Serie B dopo i play-off. Anche nella stagione 2014-2015 viene riconfermato in prestito alla Pro Vercelli: in questa stagione segna il suo primo gol da professionista, contro il Brescia in Coppa Italia il 17 agosto 2014; nel corso dell'annata gioca poi anche 22 partite nel campionato di Serie B. Il 18 giugno 2015 l'Atalanta lo riscatta dalla Juventus insieme ad Edoardo Ceria e Richmond Boakye in cambio della seconda metà dei cartellini di Cais e Luca Barlocco; dopo averlo riscattato, il club orobico lo cede ancora una volta in prestito alla Pro Vercelli, con la cui maglia durante la stagione 2015-2016 il centrocampista disputa una partita in Coppa Italia e 18 partite nel campionato di Serie B, nel quale realizza anche il suo primo gol in carriera in un campionato professionistico, segnando il momentaneo 3-1 nella partita persa per 6-2 sul campo del Bari il 12 marzo 2016. Il 31 agosto 2016 l'Atalanta lo cede per la quarta stagione consecutiva in prestito alla Pro Vercelli, con cui disputa quindi anche la stagione 2016-2017. Nella stagione 2017-2018 gioca ancora in prestito in Serie B, dividendosi tra Perugia e Cesena, con cui gioca in totale 13 partite (7 con gli umbri, con i quali segna anche un gol in 3 presenze in Coppa Italia, e 6 con i romagnoli); nell'estate del 2018 l'Atalanta lo cede a titolo definitivo alla Juventus, che per la stagione 2018-2019 lo aggrega alla sua neonata squadra riserve (la Juventus Next Gen), con cui disputa da titolare il campionato di Serie C. Nel gennaio del 2019 viene ceduto a titolo definitivo alla Pro Vercelli, nel frattempo retrocessa in Serie C. Nazionale Tra il 2010 ed il 2011 ha giocato 11 partite in Under-17, segnando anche una rete; nell'arco dei due anni successivi ha anche disputato una partita con l'Under-18 ed una partita con l'Under-19. Il 6 agosto 2014 segna una rete in una partita amichevole con la B Italia contro la Rappresentativa AIC. Nel 2015 gioca invece 2 partite in Under-20, nelle quali realizza anche una rete. Palmarès Club Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2012 Coppa Italia Primavera: 1 - Juventus: 2012-2013 Supercoppa Primavera: 1 - Juventus: 2013
  9. PABLO DANIEL OSVALDO 11 maggio 2014: si sta giocando un inutile Roma-Juventus, in quanto la compagine bianconera ha già in bacheca il terzo scudetto consecutivo. È il novantaquattresimo minuto e la partita sta per terminare con un poco esaltante 0-0. La palla è fra i piedi di Pogba che la smista sulla destra, verso Lichtsteiner. Lo svizzero entra in area e crossa rasoterra, il pallone arriva al centravanti juventino che non ci pensa due volte e scaraventa il pallone in rete. Il match termina in quell’istante e sancisce la vittoria bianconera.«La cosa più bella è stato l'abbraccio di tutti i miei compagni, sembravano più contenti di me e questo per me è molto bello, perché dopo le cose che da nove anni si dicono in Italia, che sono uno che spacca lo spogliatoio e così via, è una bella soddisfazione», sono le parole dell’attaccante.Il protagonista di questa storia si chiama Pablo Daniel Osvaldo, argentino di Buenos Aires ma naturalizzato italiano. Si è presentato a Torino, con tanto di bombetta in testa, nel gennaio dello stesso anno, in prestito dal Southampton. Hai già avuto parecchie esperienze in Italia: Atalanta, Lecce, Fiorentina, Bologna e la stessa Roma, dove non ha lasciato un ricordo positivo. «Mi dispiace, è un peccato, non ne voglio parlare, già in Italia c'è troppo violenza per metterci a discutere anche di queste cose – spiega dopo la rete ai giallorossi – peccato, perché qui ho lasciato tanti amici, mi dispiace ma non voglio fare polemiche».La storia bianconera di Osvaldo è praticamente racchiusa in quel minuto e in quel goal. Poche presenze del tutto impalpabili, due sole reti (la seconda ai turchi del Trabzonspor in Europa League): va da sé che i diciotto milioni di euro richiesti dai Saints per il suo riscatto non sono versati dalla Juventus e Pablo fa ritorno in Inghilterra, senza grossi rimpianti. http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2014/11/pablo-daniel-osvaldo.html
  10. PABLO DANIEL OSVALDO https://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Osvaldo Nazione: Argentina Italia Luogo di nascita: Lanus Data di nascita: 12.01.1986 Ruolo: Attaccante Altezza: 183 cm Peso: 80 kg Nazionale Italiano Soprannome: Simba - Dani - Mitralleta Alla Juventus nel 2014 Esordio: 09.02.2014 - Serie A - Verona-Juventus 2-2 Ultima partita: 18.05.2014 - Serie A - Juventus-Cagliari 3-0 18 presenze - 3 reti 1 scudetto Pablo Daniel Osvaldo, conosciuto da cantante con lo pseudonimo di Dani (Lanús, 12 gennaio 1986), è un ex calciatore argentino naturalizzato italiano, di ruolo attaccante. Pablo Daniel Osvaldo Osvaldo con la nazionale italiana nel 2012 Nazionalità Argentina Italia (dal 2007) Altezza 183 cm Peso 80 kg Calcio Ruolo Attaccante Termine carriera 2020 Carriera Squadre di club 2005-2006 Huracán 33 (11) 2006 → Atalanta 3 (1) 2006-2007 Lecce 31 (8) 2007-2009 Fiorentina 21 (5) 2009-2010 Bologna 25 (3) 2010-2011 Espanyol 44 (20) 2011-2013 Roma 57 (28) 2013-2014 Southampton 13 (3) 2014 → Juventus 18 (3) 2014-2015 → Inter 12 (5) 2015 → Boca Juniors 11 (3) 2015-2016 Porto 7 (1) 2016 Boca Juniors 3 (0) 2019-2020 Banfield 2 (0) Nazionale 2008 Italia olimpica 4 (1) 2011-2014 Italia 14 (4) Biografia Nel 2006, dal matrimonio con l'argentina Ana, concluso con una separazione, ha avuto un figlio di nome Gianluca. Ha altre due figlie: Victoria, nata nel 2009, e Maria Helena, nata nel 2012, avute dalla relazione con la fiorentina Elena. Successivamente è stato legato all'attrice Jimena Barón, dalla quale nel marzo del 2014 ha avuto il suo quarto figlio, Morrison, il primo della coppia. Durante la sua militanza nella Roma, è stato soprannominato Simba, dall'omonimo personaggio della saga Disney Il re leone; l'appellativo gli è stato assegnato dai tifosi giallorossi in virtù della sua somiglianza, nel look e nell'esultanza, con Gabriel Batistuta, il cui soprannome era proprio Re Leone. In seguito, è stato soprannominato anche Osbajo, per diversi gravi errori sottoporta. A seguito dell'arrivo alla Roma di Garcia (in panchina), passa al Southampton per alcuni mesi, prima di girare sei squadre in meno di tre anni. Si è ritirato temporaneamente dal calcio giocato all'età di trent'anni e si è dedicato alla musica, fondando nel 2016 il gruppo Barrio Viejo. Nel novembre 2017 racconta in esclusiva alla La giornalaccio rosa dello Sport di aver preferito la birra e l'asado alle proposte della Cina e di alcuni club della Champions. Rivela errori, donne, doping e omosessualità dell'ambiente: «Il calcio non era più il mio mondo. Solo un business senza passione che iniziavo a odiare.» (La giornalaccio rosa dello Sport, 16 novembre 2017) Nel 2019 partecipa come concorrente a Ballando con le stelle in coppia con Veera Kinnunen, arrivando in finale e piazzandosi terzo. Caratteristiche Buon realizzatore, è un attaccante forte fisicamente e propenso al gioco di squadra. Avvezzo a segnare reti in acrobazia. Carriera Club Gli esordi Inizia a giocare a calcio nel 1995, a nove anni, nel settore giovanile del Lanús. Nel 1999 si trasferisce al Banfield e l'anno successivo all'Huracán, squadra di Buenos Aires, sempre nelle giovanili. Nel 2005 esordisce in prima squadra, nel campionato argentino di seconda divisione, collezionando 33 presenze e 11 gol. Nel gennaio del 2006 arriva in Italia, all'Atalanta, giocando 3 partite e segnando un gol sul finire della stagione, contribuendo alla vittoria del campionato di Serie B. Nell'estate seguente viene ceduto in comproprietà al Lecce, sempre in B, dove segna il primo gol in Lecce-AlbinoLeffe il 9 settembre 2006. La prima parte della stagione lo vede titolare con l'allenatore Zdeněk Zeman; dopo 18 giornate del campionato 2006-2007 Zeman viene esonerato e sostituito da Giuseppe Papadopulo, che lo impiega meno frequentemente e col quale non riesce a mettersi in luce. Chiude la stagione con 8 reti in 31 presenze. Fiorentina Nell'estate seguente la risoluzione della sua compartecipazione ha esito positivo per l'Atalanta, che riscatta il calciatore a titolo definitivo per 1,6 milioni di euro, per poi cederlo nell'agosto 2007 alla Fiorentina per 4,5 milioni di euro. Il 29 settembre successivo debutta in Serie A con la maglia viola, segnando una doppietta in trasferta contro il Livorno nella partita vinta per 3-0. Il 29 novembre segna il primo gol in Coppa UEFA al 29' in casa dell'AEK Atene che pareggia dopo quattro minuti dalla sua rete; il risultato finale di 1-1 contribuì alla qualificazione dei gigliati ai sedicesimi. Il 2 marzo 2008 segna, all'ultimo minuto del recupero, il gol della vittoria per 3-2 della Fiorentina in casa della rivale Juventus, successo che mancava ai viola da vent'anni; nell'occasione viene anche espulso per somma di ammonizioni. All'ultima giornata del medesimo campionato di Serie A 2007-2008, ancora in trasferta a Torino questa volta contro il Torino (1-0), Osvaldo segna con una rovesciata che regala ai toscani il quarto posto in campionato, con qualificazione al terzo turno preliminare della UEFA Champions League. Nella stagione 2008-2009, in cui Osvaldo non viene impiegato con continuità, esordisce in Champions League nella partita pareggiata per 1-1 contro il Bayern Monaco del 5 novembre 2008. Conclude la sua esperienza fiorentina con 21 presenze e 5 gol. Bologna il 20 gennaio 2009 il Bologna acquistò a titolo definitivo il giocatore per 7 milioni. Osvaldo esordisce in rossoblù otto giorni dopo, in Atalanta-Bologna, partita vinta 1-0 dai felsinei. Si infortuna nella gara persa 1-0 contro l'Udinese a febbraio. Ritorna in campo il 14 marzo nella gara persa per 4-1 contro la Juventus, subentrando al compagno Bombardini al 29' minuto di gioco. Segna il primo gol coi felsinei nell'incontro della prima giornata della Serie A 2009-2010, il 22 agosto 2009, proprio contro la sua ex squadra, la Fiorentina. Espanyol Il resto della stagione lo vede spesso in panchina, sicché nel mercato di gennaio viene ceduto in prestito oneroso (200 000 euro) all'Espanyol sino al termine della stagione. Conclude la sua esperienza bolognese con 25 presenze e 3 gol. Nel gennaio del 2010 viene riscattato dal club catalano per 5 milioni di euro. Debutta con la sua nuova squadra il 16 dello stesso mese, nella partita persa 2-0 contro l'Osasuna. In questa stagione si rende protagonista di notevoli prestazioni. Il 24 gennaio 2010, giorno della sua seconda apparizione con il club spagnolo, sigla la sua prima rete nella partita pareggiata 1-1 contro il Maiorca. Il 20 marzo 2010, nella gara contro il Siviglia, segna una doppietta e viene nominato miglior giocatore del match. Durante la prima stagione con il club spagnolo, Osvaldo segna 7 gol in 20 presenze. Nella seconda stagione con il club spagnolo continua a rendersi protagonista di ottime prestazioni e, nonostante sia costretto a uno stop di due mesi per infortunio, conclude la stagione segnando 13 gol in 24 partite. In totale con la maglia biancoblù riesce ad andare a segno 22 volte in 47 partite. Roma Il 25 agosto 2011 passa a titolo definitivo alla Roma, che versa 15 milioni di euro nelle casse dell'Espanyol. Gioca la sua prima partita in maglia giallorossa l'11 settembre 2011, al debutto stagionale contro il Cagliari all'Olimpico, venendo sostituito nel secondo tempo da Fabio Borini; la partita terminerà 2-1 in favore dei sardi. Segna il suo primo gol con la maglia capitolina il 22 dello stesso mese, contro il Siena. Il 25 novembre 2011, dopo la sconfitta contro l'Udinese, Osvaldo si è lamentato per un mancato passaggio del compagno Erik Lamela e, negli spogliatoi, ha dato un pugno al volto del giocatore. Il 4 gennaio 2012, durante la sessione di allenamento pomeridiana, riporta una lesione muscolare di secondo grado alla coscia destra, che lo costringerà a stare lontano dai campi da gioco per circa un mese. Conclude la sua prima stagione in giallorosso con un totale di 11 gol e 26 presenze. Il 21 ottobre 2012 segna una doppietta, la prima in giallorosso, contro il Genoa, gara terminata 4 a 2 per i giallorossi. Il 20 dicembre 2012 viene squalificato per tre giornate per aver colpito volontariamente un avversario con una gomitata al volto durante la gara di Coppa Italia contro l'Atalanta. Il 28 aprile 2013, nella partita vinta per 4-0 contro il Siena, segna la sua prima tripletta in carriera. Il 26 maggio ritorna in campo per la finale di Coppa Italia, dopo aver scontato le giornate di squalifica: al termine della gara, vinta dai concittadini e rivali della Lazio per 1-0, Osvaldo lascia il campo inveendo contro il suo tecnico Aurelio Andreazzoli per avergli concesso poco spazio nella partita; l'attaccante, inoltre, diserta la cerimonia di premiazione, comportamento che spingerà il CT della nazionale Cesare Prandelli a non convocarlo per la Confederations Cup 2013. Il giorno seguente alla partita, Osvaldo twitta una frase contro l'allenatore Andreazzoli, preludio a uno strappo con la società giallorossa. Conclusa la stagione con 17 reti in 30 partite, Osvaldo ammette, poco prima dell'inizio del campionato successivo, di non essere più felice con la squadra, soprattutto a causa dei numerosi dissidi avuto con la società e la tifoseria. Conclude, così, l'esperienza giallorossa, disputando in totale 56 partite e segnando complessivamente 29 gol in campionato. Southampton Il 18 agosto 2013 passa al Southampton per 15,1 milioni di euro. L'attaccante italo-argentino, fortemente voluto dall'allenatore Mauricio Pochettino che lo aveva già allenato all'Espanyol, diventa l'acquisto più costoso nella storia della squadra inglese. Il 24 agosto esordisce con la maglia biancorossa, subendo anche un'ammonizione, nel pareggio casalingo per 1-1 contro il Sunderland. Segna il suo primo gol con la nuova squadra il 28 settembre 2013 contro il Crystal Palace in Premier League. Il 3 gennaio 2014 viene squalificato per tre giornate e riceve una multa di 40.000 sterline per essere intervenuto nella rissa scoppiata al 94' della gara tra Southampton e Newcastle Utd. Il 23 gennaio seguente, invece, viene sospeso per due settimane dalla sua squadra a causa di una lite scaturita tra lui e il compagno José Fonte: al termine dello scontro, Fonte ha riportato gravi lesioni sulla faccia. Vari prestiti Il 31 gennaio 2014 torna in Italia, passando alla Juventus in prestito gratuito semestrale. Esordisce in maglia bianconera il 9 febbraio seguente, nel pareggio esterno per 2-2 contro il Verona. La sua prima rete in maglia bianconera arriva il 20 dello stesso mese, nel 2-0 del club torinese al Trabzonspor ai sedicesimi di Europa League. Il 4 maggio, grazie alla vittoria del Catania sulla Roma, arriva la conquista del primo scudetto personale per Osvaldo. L'11 maggio segna proprio ai giallorossi, sua ex squadra, il gol della vittoria juventina (1-0), l'unico in campionato in maglia bianconera. Il 31 maggio, scaduto il prestito, il club torinese decide di non esercitare il diritto di riscatto (fissato a 19 milioni di euro) sul giocatore, il quale fa quindi ritorno in Inghilterra. Il 6 agosto 2014 si trasferisce all'Inter con la formula del prestito con diritto di riscatto (fissato a 7 milioni di euro). Esordisce nella partita vinta per 3-0 sul campo dello Stjarnan, valida per l'andata dei play-off di Europa League; nella partita di ritorno, vinta per 6-0 dai meneghini, segna il primo gol in nerazzurro. Il 14 settembre seguente, alla seconda giornata di campionato, realizza una doppietta nella vittoria per 7-0 contro il Sassuolo a San Siro. Il 27 novembre il suo gol del 2-1 al Dnipro, nella fase a gironi di Europa League, decide la qualificazione dell'Inter ai sedicesimi di finale con un turno di anticipo. L'8 gennaio 2015, in seguito a un diverbio con il compagno Mauro Icardi avvenuto durante il derby d'Italia di Torino di due giorni prima, viene messo fuori rosa dalla società. Nei giorni seguenti, dopo aver disertato gli allenamenti, il 21 gennaio viene sospeso da tutte le attività tecniche del club nerazzurro, vedendosi negare anche l'accesso alle strutture della Pinetina. Qualche giorno dopo l'Inter gli fa causa, appellandosi al Collegio Arbitrale, per la rescissione del contratto e un risarcimento. Il 10 febbraio rescinde il suo contratto coi meneghini. Chiuso anticipatamente il suo rapporto con la squadra lombarda, il 12 febbraio torna in Argentina passando, ancora in prestito, al Boca Juniors. Va in gol al debutto con la nuova maglia, il 26 dello stesso mese, realizzando il definitivo 2-1 nel successo dei gialloblù in Coppa Libertadores sul Wanderers (M). Nell'estate seguente, terminato il prestito semestrale in Sudamerica con 15 presenze e 7 gol complessivi, rescinde il suo contratto con il Southampton. Porto Il 5 agosto 2015 torna nel calcio europeo, accordandosi con il Porto. Debutta in campionato il 22 dello stesso mese, giocando gli ultimi 11 minuti di gara contro il Marítimo (1-1). Il primo e unico gol con i Dragoni arriva in Porto-Belenenses 4-0 del 4 ottobre. L'8 gennaio 2016 i lusitani annunciano la rescissione del contratto con il giocatore. Boca Juniors Il giorno dopo il Boca Juniors annuncia il ritorno dell'italo-argentino tra i propri ranghi. Il 16 maggio dello stesso anno la società gialloblù rescinde il contratto con il calciatore a causa del suo comportamento negli ottavi di finale della Coppa Libertadores contro gli uruguaiani del Nacional (dove si è messo a fumare davanti ai suoi compagni, e ha avuto una discussione dopo esser stato ripreso per il suo comportamento). Nella sua seconda esperienza in maglia xeneize mette assieme 3 presenze in Primera División e 5 presenze totali senza segnare nessun gol. Il 1º settembre 2016, trovandosi privo di contratto, rifiuta la proposta del Chievo e annuncia il ritiro dall'attività agonistica per dedicarsi alla musica. Il ritorno al calcio giocato con il Banfield e il secondo ritiro Il 2 gennaio 2020, ad oltre tre anni dalla decisione di ritirarsi dal calcio giocato, viene tesserato dal Banfield, club della Superliga argentina, con cui firma un contratto annuale. Quasi quattro anni dopo l'ultima partita di calcio professionistico giocata, torna in campo il 16 febbraio 2020, subentrando a Jesús Dátolo per l'ultimo quarto d'ora del match di campionato perso per 1-0 in casa del River Plate. Per motivi disciplinari, rimane svincolato dopo sole due partite disputate, ritirandosi poi dal calcio nel luglio dello stesso anno. Nazionale Maggiore Il 5 ottobre 2011 riceve la sua prima convocazione da parte della nazionale italiana, chiamato dal commissario tecnico Cesare Prandelli in sostituzione degli infortunati Mario Balotelli e Giampaolo Pazzini, per le ultime due partite delle qualificazioni all'Europeo 2012. Esordisce in nazionale l'11 ottobre 2011, a 25 anni, entrando al posto di Cassano nel secondo tempo della partita contro l'Irlanda del Nord (3-0) disputata a Pescara. Debutta da titolare il 15 novembre successivo a Roma contro l'Uruguay (0-1). Il 7 settembre 2012 parte da titolare nella partita di qualificazione al Mondiale 2014 contro la Bulgaria, segnando una doppietta (primi gol azzurri per lui) nel 2-2 finale. Un oriundo è tornato a segnare due reti a cinquant'anni di distanza: l'ultimo fu José Altafini. Segna il terzo gol in azzurro, sempre nelle qualificazioni ai mondiali, il 12 ottobre, nella gara vinta 3-1 contro l'Armenia. Il 16 ottobre 2012, a San Siro, contro la Danimarca nella partita valida per le qualificazioni al Mondiale 2014, viene espulso per una manata in faccia al danese Nicolai Stokholm, pochi secondi dopo l'inizio della ripresa. Inoltre, a causa del suo comportamento nella finale di Coppa Italia, perde la possibilità di essere convocato per la Confederations Cup 2013. Ritorna in Nazionale nell'amichevole contro l'Argentina disputata allo stadio Olimpico di Roma, finita 2-1 per i sudamericani. A quasi un anno di distanza, ritrova il gol in nazionale nella gara contro la Danimarca dell'11 ottobre 2013 (2-2); nella stessa gara, nel recupero del secondo tempo, propizia il pareggio per l'Italia calciando verso la porta e colpendo il compagno Alberto Aquilani che, quasi involontariamente, devia in porta. Nonostante le continue convocazioni durante tutto il biennio 2013-2014, il CT Prandelli non lo inserisce nella lista dei convocati per il Mondiale 2014. Palmarès Campionato italiano di Serie B: 1 - Atalanta: 2005-2006 Campionato italiano: 1 - Juventus: 2013-2014 Nazionale Torneo di Tolone: 1 - 2008
  11. FERNANDO LLORENTE È divertente rileggere ciò che quotidiani e settimanali scrivevano a settembre dedicando la propria attenzione a Fernando Llorente – scrive Fabio Vergnano su “HJ” nel luglio 2014 – giudizi superficiali, in gran parte dettati dalla scarsa conoscenza di un centravanti che, invece, aveva dato prova delle proprie qualità. La verità è che all’inizio lo spagnolo ha avuto normali problemi di adattamento al gioco e alla preparazione da Marines di Conte, ma una volta ritrovata la condizione ideale, ha dimostrato di essere un campione e un giocatore fondamentale nella stagione del terzo scudetto e dei record annientati. Diciotto gol di cui sedici in campionato e due in Champions, entrambi contro il Real, terzo dopo Tévez e Pogba per numero di tiri in porta. Non male per un giocatore che veniva da una stagione in cui aveva giocato pochissimo e che doveva capire come funziona alla Juve: chi fa il centravanti deve pure fare il difensore. Ed eccolo qui il Re Leone. Dannazione delle difese avversarie, idolo delle ragazze che apprezzano in lui altre qualità molto poco calcistiche. Voltandosi indietro Fernando non ha voglia di polemizzare, ma qualcosa precisa: «Chi parlava non mi aveva mai visto giocare. Non è stato facile, gli allenamenti di Conte sono durissimi, in più dovevo capire i movimenti che lui chiede agli attaccanti». Il periodo peggiore durante le amichevoli negli Stati Uniti. Tutto alle spalle. La verità è che nei suoi confronti l’attesa era fortissima. Arrivato scortato dal doppio titolo di Campione del Mondo e d’Europa, Llorente ha segnato il primo goal ufficiale soltanto il 22 settembre contro il Verona e poi, rotto l’incantesimo, ha dimostrato di essere la spalla ideale per Tévez e non si è più fermato. A “HJ Magazine” ha raccontato la sua storia, partendo da quando per lui era soltanto un sogno affermarsi come uno dei maggiori protagonisti del calcio europeo. Fernando, calcio primo amore? «Il football la mia passione fin da piccolo, non c’era altra idea nella mia testa, ho avuto subito chiarissimo quello che volevo fare. Per questo ho lasciato il mio paesino, Rincon de Soto nella regione La Rioja, e i miei genitori ad appena dieci anni. Ho avuto la fortuna che mamma e papà mi hanno permesso di andare via così giovane, ma sapevano che avevo questo sogno di arrivare un giorno a essere un giocatore importante. Ci sono riuscito, ho fatto grossi sacrifici, però sono stato ricompensato e ora mi sento un privilegiato. Sono perfino andato oltre le attese, riuscendo a vincere cose che mai avrei pensato, conquistando anche la Nazionale spagnola». Quindi chiariamo l’equivoco: rioano, non basco, vero? «Esattamente. Anche se sono legato a Bilbao e alla cultura basca, perché è lì che sono diventato un calciatore». Bilbao era già una tappa importante, ma la sua ambizione andava oltre la squadra bilbaina? «L’Athletic è una squadra speciale formata soltanto con giocatori baschi che non hanno mercato. Quindi non sapevo che sarebbe successo alla fine, avevo immaginato tutta la carriera con la stessa maglia. Tuttavia dentro di me a un certo punto c’è stato il desiderio di cambiare, volevo andarmene alla ricerca di una squadra da sogno, che mi facesse fare un passo avanti e mi permettesse di crescere come giocatore. Non è stato facile, non sai mai se quando fai una scelta è quella giusta». Adesso possiamo dire che non ha sbagliato? «Mi sono ambientato in fretta sentendomi presto importante. È stato speciale». Al momento di lasciare la Spagna aveva altre possibilità oltre la Juve? «In realtà qui mi hanno voluto fortemente, mi hanno trasmesso grande fiducia. Non ho avuto dubbi». E per calarsi subito nella nuova realtà, ha dimostrato grande intelligenza e sensibilità arrivando a Torino già con una buona padronanza dell’italiano. Perché ha studiato la nostra lingua in anticipo? «Per integrarmi al più presto con i nuovi compagni, con l’ambiente in cui dovevo vivere. Mi è sembrato il modo migliore per semplificare la conoscenza con un paese che, in fondo, culturalmente non è distante dalla Spagna». Così Llorente è diventato il secondo spagnolo nella centenaria storia della Juve dopo Luis Del Sol. Non le sembra singolare questo fatto? «Mi hanno detto che gli spagnoli qui non hanno avuto fortuna. È certamente un fatto strano. Io non posso lamentarmi e il mio rendimento può ancora migliorare. Mi sento al cento per cento adatto al calcio di questa squadra». Arrivando alla Juve ha avuto la sensazione di essere entrato a far parte di un mondo molto diverso? «Sì, ho dovuto imparare tante cose, ero abituato a giocare in un altro modo dopo tanti anni nella stessa squadra. Prima di tutto è stato complicato assimilare il gioco di Conte, poi entrare in sintonia con compagni nuovi. Senza contare che alla Juve si lavora in maniera diversa e più intensa. Sapevo cosa mi aspettava, ma la realtà è andata oltre le previsioni. Mi ero allenato molto prima di arrivare per non farmi trovare impreparato. Nonostante tutto, come si è visto, ho avuto problemi all’inizio». Cosa l’ha impressionata maggiormente al primo contatto con la nuova realtà torinese? «La gente. L’entusiasmo che mi ha travolto già all’aeroporto è stato incredibile. I tifosi cantavano una canzone con il mio nome, non mi aspettavo una cosa del genere. È stata una bella sorpresa. E poi il club, l’accoglienza del presidente Agnelli, quella dell’allenatore e dei compagni. Mi hanno fatto sentire in famiglia, come fossi a casa, mi ha dato grande fiducia». Llorente e Tévez come Del Piero e Trézéguet. Le piace il paragone? «Con Carlitos c’è grande affiatamento, nonostante che siamo insieme soltanto da qualche mese. Questo significa che possiamo migliorare. Lui è un guerriero, difende bene il pallone. È piccolo ma difficile da spostare». Lei si è dimostrato un grande attaccante, ma non sembra la classica punta che vive di goal. «Segnare è importante, però, è vero, sono molto altruista. Mi piace giocare per la squadra, se c’è un compagno piazzato meglio di me, non vedo perché non devo passargli la palla». Eppure né lei né Tévez siete andati al Mondiale, non sono bastati trentaquattro goal in coppia per convincere Del Bosque e Sabella. Come lo spiega? «Vedremo le partite in TV ed è strano. Ma sono i Commissari Tecnici a decidere, noi non possiamo fare nulla». Lei ha segnato grandi goal di testa, ma altri altrettanto spettacolari di piede. Dove pensa di essere più bravo? «La mia qualità da piccolo erano i piedi. Poi sono cresciuto tanto e ho dovuto adattarmi alle trasformazioni del fisico. Ricordo un momento della mia adolescenza in cui non è stato facile imparare a dominare il mio corpo. È complicato sfruttare le doti che hai quando sei piccolo e poi cresci com’è successo a me. Inevitabilmente non sei più tanto veloce. Ma per fortuna sono riuscito a mantenere la destrezza che la natura mi ha dato». Ricorda il primo goal importante della sua carriera e quali sceglierebbe fra quelli segnati con la maglia bianconera? «Non vado tanto indietro, una rete pesante è stata quella di due anni fa in Europa League segnata al Manchester United. Qui i goal sono stati tutti significativi, perché mi hanno dato fiducia e mi hanno aiutato a crescere. Però quello di sinistro contro il Livorno e l’altro di tacco con il Sassuolo li ricorderò a lungo». In Italia il calcio non vive un momento esaltante. Juve, Roma e Napoli a parte, il resto è sembrato di basso profilo. Agonismo tanto, spettacolo poco. Qual è stata la sua sensazione da neofita? «Ho scoperto un calcio molto tattico, qui le squadre non si sbilanciano mai. Prendono un goal o due, eppure non cambiano atteggiamento. In Spagna chi perde si apre, cerca di girare la partita a proprio vantaggio. Ho notato che questo accade in particolare contro la Juve. Ricordo, per esempio, il derby: noi abbiamo segnato, ma il Toro non si è scoperto per pareggiare, è uscito fuori soltanto negli ultimi dieci minuti». A proposito di Spagna: quest’anno due squadre del suo paese hanno disputato la finale di Champions. Il dominio europeo è sempre più un affare spagnolo? «Real e Barcellona sono una certezza da anni, ma quest’anno mi ha sorpreso l’Atletico Madrid. Liga e finale di Champions, non si può che rimanere stupiti e applaudire la squadra di Simeone. In generale al movimento calcistico spagnolo ha fatto bene cominciare a vincere. La svolta c’è stata dopo l’Europeo 2008. Ora anche a livello di Nazionale siamo consapevoli del nostro valore. Proprio la Juve insegna che vincere aiuta a vincere». Quanto le manca la Spagna, con le sue abitudini di vita diverse? «Sono lontano dal mio paese da pochi mesi, non provo vera nostalgia anche perché qui mi sento a casa. In fondo l’Italia è molto simile alla Spagna come cultura e stili di vita». Lo sport per lei è soltanto calcio, o ha altre passioni? «Mi piace il tennis da spettatore, però. Conosco Ferrer e Nadal, è uno spettacolo vederli giocare. In generale seguo gli atleti spagnoli. Nel basket Paul Gasol, nell’automobilismo ammiro Fernando Alonso, che ho conosciuto l’anno scorso a Monza». Come vive Torino? «Mi sono ambientato subito. Abito in centro a due passi da Piazza San Carlo dove mi piace passeggiare soprattutto alla sera quando è tranquilla. Frequento i locali, dove trovo altri compagni. Però gli allenamenti di Conte sono molto pesanti, ti fanno passare la voglia di divertirti. Cosi il verbo che declino di più è riposare». La sua fidanzata Maria Lorente, il cognome ha una “L” sola, la raggiunge spesso? «Ogni tanto mi fa compagnia, ma spesso vivono con me anche i miei genitori. Maria è medico endocrinologo in Spagna e quando si stava specializzando ha avuto la possibilità di fare tirocinio in un altro paese. Ha scelto Torino per fare questa esperienza, ha lavorato alle Molinette. È stata qui tre mesi». Vi siete conosciuti da ragazzi. Una bella storia da raccontare. «Sì a diciotto anni a Bilbao. Lei studiava ed io ero ancora un giocatore che sperava di diventare qualcuno. Nella residenza abitata dai calciatori fuori sede c’erano anche gli studenti. Lei arrivava da San Sebastián e non sapeva nulla di calcio. Adesso vede tutte le partite». Quando ci siamo incontrati nel centro di Torino per il servizio fotografico di questa intervista, abbiamo avuto la conferma di come le ragazze la ammirino. E qui la bravura con il pallone non c’entra. Maria è gelosa? «Lei non troppo. Io per niente, non me ne dà motivo. Piaccio alle donne? Non ci bado: sono una persona normale, preferisco che si parli di me come calciatore. Anche se accetto volentieri di fare shooting fotografici per riviste che non si occupano del mio lavoro». Attaccante in carriera, musicista mancato? «Da piccolo suonavo il pianoforte e il clarinetto. Ho studiato musica per cinque anni. Ora ho dimenticato. Già a Bilbao ho dovuto mettere da parte le mie velleità musicali, perché fra scuola e allenamento il tempo volava via e non riuscivo a esercitarmi». Ora cosa vuole ancora vincere? «Sarebbe bello un trofeo europeo, è quello che manca a me, alla Juve e ai tifosi. Ma anche un altro scudetto non sarebbe male. Tuttavia è un errore pensare di partire favoriti per i 102 punti di questa stagione. Il campionato è una maratona, la Champions è più breve, però trovi avversari più agguerriti. L’importante sarà non avere troppa pressione e contare anche sulla fortuna». Questo era Fernando Llorente appena terminato il primo campionato juventino, giocato da grandissimo protagonista. Naturale aspettarsi, nella seconda stagione, la consacrazione definitiva. Ma qualcosa cambia nella Juve e non certo cosa da poco: Conte sbatte la porta e se ne va in Nazionale, sostituito da Massimiliano Allegri. L’allenatore livornese comincia confermando in toto il lavoro del predecessore ma poi, com’è logico che sia, impone il proprio modo di interpretare il calcio e dal 3-5-2 con Fernando prima punta a sostegno di Tévez, passa alla difesa a quattro con il trequartista. Allegri preferisce schierare due attaccanti mobili e intercambiabili, ruolo che Fernando fatica a interpretare. L’esplosione di Álvaro Morata, arrivato in prestito dal Real Madrid, completa il quadro della stagione così tribolata di Llorente. Non sono tanto le presenze a calare (quarantacinque in totale), quanto le reti (solo nove) e, soprattutto, il rendimento. Tévez gioca quasi da trequartista, arretrando spesso il suo raggio d’azione e Fernando si trova stretto nella morsa dei difensori avversari dalla quale fatica tantissimo a districarsi. Morata è più abile con la palla al piede, è più veloce, salta l’uomo più facilmente e sfrutta abilmente il grande lavoro di Carlitos. E, soprattutto, segna tanto. Arrivano un nuovo scudetto, la Coppa Italia, la finale di Champions League contro il Barça, durante la quale Fernando viene schierato solamente negli ultimi minuti, e l’impressione di un’annata non certo positiva. Con queste premesse parte la stagione 2015-16 ma appare chiaro che qualcosa si è rotto: il suo nome figura nella lista dei partenti dettata da Allegri e, dopo aver conquistato la Supercoppa Italiana e aver giocato la prima partita di campionato contro l’Udinese (sempre entrando dalla panchina), il Navarro ritorna in patria, destinazione Siviglia. «È stato un vero piacere aver vissuto due anni della mia vita nella Juventus, un piacere immenso condividere tante vittorie, allegria e momenti magici con tutti i miei compagni e con tutti voi tifosi. Grazie alla famiglia bianconera per tutto l’appoggio ricevuto, mi sono sentito molto amato in ogni momento e vi porto tutti nel cuore». http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2015/11/fernando-llorente.html
  12. FERNANDO LLORENTE https://it.wikipedia.org/wiki/Fernando_Llorente Nazione: Spagna Luogo di nascita: Pamplona Data di nascita: 26.02.1985 Ruolo: Attaccante Altezza: 195 cm Peso: 88 kg Nazionale Spagnolo Soprannome: El Rey Leon (Il Re Leone) - Madari (Pera) Alla Juventus dal 2013 al 2015 Esordio: 24.08.2013 - Serie A - Sampdoria-Juventus 0-1 Ultima partita: 23.08.2015 - Serie A - Juventus-Udinese 0-1 92 presenze - 27 reti 2 scudetti 1 coppa Italia 2 supercoppe italiane Campione del mondo 2010 con la nazionale spagnola Campione d'Europa 2012 con la nazionale spagnola Fernando Javier Llorente Torres (Pamplona, 26 febbraio 1985) è un calciatore spagnolo, di ruolo attaccante, svincolato. Nel suo palmarès figurano 2 campionati italiani, 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane e un'Europa League. Con la nazionale spagnola fu campione mondiale nel 2010 ed europeo nel 2012 e, a livello giovanile, è vincitore di una Meridian Cup con l'nazionale Under-17 nel 2003. Fernando Llorente Llorente in azione all'Athletic Bilbao nel 2010 Nazionalità Spagna Altezza 195 cm Peso 88 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra svincolato Carriera Giovanili 1994-1995 Funes 1995-1996 River Ebro 1996-2003 Athletic Bilbao Squadre di club 2003-2004 Baskonia 33 (12) 2004-2005 Bilbao Athletic 16 (4) 2005-2013 Athletic Bilbao 262 (85) 2013-2015 Juventus 92 (27) 2015-2016 Siviglia 23 (4) 2016-2017 Swansea City 33 (15) 2017-2019 Tottenham 36 (2) 2019-2021 Napoli 20 (3) 2021 Udinese 13 (1) 2021-2022 Eibar 19 (2) Nazionale 2003 Spagna U-17 3 (2) 2005 Spagna U-20 4 (5) 2005-2006 Spagna U-21 9 (5) 2008-2013 Spagna 24 (7) 2005-2007 Paesi Baschi 5 (1) Palmarès Mondiali di calcio Oro Sudafrica 2010 Europei di calcio Oro Polonia-Ucraina 2012 Confederations Cup Bronzo Sudafrica 2009 Biografia Nato a Pamplona, in Navarra, ma cresciuto poi nella piccola cittadina di Rincón de Soto, nella provincia della Rioja, all'età di dieci anni ha lasciato la famiglia per trasferirsi a Bilbao, stavolta nella Biscaglia, andando a vivere nella cantera rojiblanca. Pur essendo rioano d'origine, «sono legato a Bilbao e alla cultura basca, perché è lì che sono diventato un calciatore». Il 20 giugno 2015 si sposa con la compagna Maria a San Sebastián, nei Paesi Baschi. Caratteristiche tecniche È una prima punta forte fisicamente, nonché dotato sul versante tecnico. L'elevata statura lo rende inoltre abile nel gioco aereo, essendosi distinto per i numerosi gol segnati di testa. Carriera Club Gli inizi, Baskonia e Athletic Bilbao All'età di nove anni Llorente ha iniziato a giocare nelle giovanili del Funes passando l'anno seguente in quelle del River Ebro, club del suo paese. Nel 1996, all'età di dieci anni, si è trasferito all'Athletic Bilbao, entrando nella scuola calcio di Lezama dov'è poi rimasto per sette anni. Nel 2003 è passato al Baskonia, club satellite dell'Athletic Bilbao militante nella Tercera División. In quella stagione Llorente ha segnato 12 gol in 33 partite disputate e così è tornato a Bilbao per giocare nella squadra riserve dell'Athletic, il Bilbao Athletic, nella Segunda División B. Llorente (n. 9) in mischia per l'Athletic Bilbao nel 2011 Il 16 gennaio 2005, Llorente ha esordito in prima squadra nella partita di campionato contro l'Espanyol (1-1). Tre giorni più tardi ha realizzato le prime reti per l'Athletic Bilbao grazie alla tripletta segnata in Coppa del Re contro il Lanzarote (6-0) e successivamente è stato impiegato in 14 delle 19 rimanenti partite della Liga, in altre 3 gare di Coppa del Re e nella partita di Coppa UEFA 2004-2005 contro l'Austria Vienna. Dopo aver iniziato la stagione 2005-2006 segnando nella prima gara ufficiale dell'Athletic Bilbao contro la Real Sociedad, Llorente ha avuto difficoltà sotto il profilo realizzativo anche a causa di alcuni infortuni, tra cui una distorsione al ginocchio, una gastroenterite e un affaticamento muscolare. Ha così concluso la stagione con 4 gol all'attivo, 2 in campionato e altrettanti in Coppa del Re, entrambi contro l'Hospitalet nei sedicesimi di finale. Ha iniziato la stagione 2006-2007 come riserva di Aritz Aduriz, Joseba Etxeberria e Ismael Urzaiz, ma lo scarso numero di reti segnate dagli attaccanti dell'Athletic ha fatto sì che l'allenatore Sarriugarte decidesse di ruotarli, consentendo a Llorente di tornare a giocare per un totale di 23 partite nelle quali ha segnato 2 gol. Dopo un precampionato nel quale ha realizzato 6 gol in altrettante partite è stato titolare dell'attacco dell'Athletic Bilbao nella stagione 2007-2008, conclusa con 12 reti realizzate, tra cui 2 doppiette contro il Valencia, che gli hanno valso per la prima volta il titolo di capocannoniere della propria squadra. Nella stagione seguente è sceso in campo in 43 occasioni e ha realizzato 18 gol (14 nella Liga e 4 in Coppa del Re), risultando nuovamente il miglior marcatore stagionale dell'Athletic Bilbao. Nelle stagioni 2009-2010 e 2010-2011, Llorente è stato nuovamente il capocannoniere della propria squadra: nel 2009-2010 con 23 reti realizzate in 51 partite, di cui 14 in campionato, una in Coppa del Re e 8 in Europa League (2 nei preliminari e 6 nella fase finale); nel 2010-2011 con 19 gol realizzati in 41 gare, di cui 18 in campionato e uno in Coppa del Re. Il 31 gennaio 2012 ha segnato il 100º gol con la maglia dell'Athletic Bilbao, grazie alla seconda delle due reti realizzate nell'andata della semifinale di Coppa del Re 2011-2012 contro il Mirandés, vinta per 2-1. In occasione della semifinale di ritorno di Europa League 2011-2012, disputata il 26 aprile 2012 al San Mamés di Bilbao contro lo Sporting Lisbona, Llorente, dopo aver realizzato gli assist per i primi due gol dell'Athletic, ha segnato la rete del definitivo 3-1, che ha valso l'accesso alla finale della manifestazione, poi persa contro l'Atlético Madrid. A fine stagione, per il quarto anno consecutivo, è risultato il miglior marcatore dell'Athletic Bilbao con 29 gol dei quali 17 in campionato, che gli hanno valso il Trofeo Zarra a pari merito con Soldado. Nell'agosto del 2012 ha annunciato l'intenzione di non rinnovare il contratto con la squadra basca, in scadenza l'anno seguente. Di conseguenza è stato osteggiato da alcuni tifosi e spesso relegato in panchina, cosicché nella stagione 2012-2013, l'ultima all'Athletic Bilbao, ha collezionato solo 5 reti in 36 presenze tra campionato e coppe, giocando per lo più come riserva di Aduriz. Juventus Il 24 gennaio 2013, la Juventus ha annunciato l'accordo con il giocatore, prelevato dall'Athletic a parametro zero, a partire dal successivo 1º luglio. Al primo impegno ufficiale, il 18 agosto vince la Supercoppa italiana contro la Lazio (4-0), senza tuttavia scendere in campo. Esordisce con la Juventus il 24 agosto, a 28 anni, subentrando a Mirko Vučinić nella gara di Serie A vinta per 1-0 in trasferta contro la Sampdoria. Llorente con la maglia della Juventus nel 2013 Per via della stagione passata in panchina dopo il mancato rinnovo con l'Athletic, lo spagnolo ha incontrato delle iniziali difficoltà in bianconero, dettate soprattutto dal ritrovare la condizione fisica e dall'adattamento alla nuova realtà piemontese dopo tanti anni nei Paesi Baschi. Il 22 settembre seguente, alla prima partita da titolare, ha segnato la prima rete con la maglia bianconera realizzando il gol del definitivo 2-1 contro il Verona, con un colpo di testa su assist di Arturo Vidal. Il 2 ottobre seguente ha fatto il suo esordio assoluto in Champions League, subentrando a Leonardo Bonucci nella partita contro il Galatasaray. Nel turno successivo, disputato il 23 ottobre 2013, ha realizzato la sua prima rete nella massima competizione europea per club contro il Real Madrid, nella gara del Bernabéu terminata con il risultato di 2-1 in favore dei padroni di casa. Una volta superate le difficoltà d'inserimento patite in avvio di stagione, Llorente ha messo a referto un minutaggio via via sempre maggiore e, al termine dell'anno solare, è diventato titolare nell'attacco bianconero. Il 12 gennaio 2014 ha realizzato la prima doppietta con la maglia bianconera, nella partita vinta poi per 4-1 nella trasferta contro il Cagliari. Il 7 aprile seguente mette a referto la seconda doppietta in campionato, risultando decisivo nella vittoria contro il Livorno per 2-0. Al termine della stagione, conclusa con all'attivo 45 presenze e 18 reti, ha vinto lo scudetto con la squadra torinese, conquistando così il suo primo campionato nazionale. È risultato, inoltre, assieme a Mario Mandžukić, Aritz Aduriz e Stefan Kießling, il miglior colpitore di testa in Europa: infatti dei 16 gol in campionato, 7 sono stati realizzati di testa. Dopo l'avvicendamento sulla panchina juventina tra Antonio Conte e Massimiliano Allegri, Llorente apre la sua seconda annata coi bianconeri siglando la prima rete in campionato il 26 ottobre, in occasione della vittoria casalinga sul Palermo per 2-0, riuscendo così a sbloccarsi dopo un avvio di stagione difficile, visto che nelle prime nove partite giocate non era riuscito a trovare la via del gol. Il 9 novembre si riconferma mettendo a segno la prima doppietta stagionale contro il Parma (7-0). Il 26 novembre realizza la prima e unica marcatura stagionale in Champions League, sbloccando il risultato nella trasferta contro il Malmö FF (2-0). Tuttavia da qui in avanti Llorente viene via via relegato in panchina e il suo posto viene preso dal giovane connazionale Álvaro Morata, preferito da Allegri sia per l'esplosione calcistica di quest'ultimo sia per il mutamento della filosofia dell'attacco, con le due punte più larghe, più possesso palla e accelerazioni, qualità che non si addicono alle caratteristiche tecniche dell'ex calciatore dell'Athletic Bilbao. Siviglia, Swansea City e Tottenham Svincolatosi dalla Juventus, il 27 agosto 2015 torna in Spagna accordandosi con il Siviglia. Il successivo 8 dicembre, è autore nella fase a gironi di Champions League di un gol proprio alla sua ex squadra bianconera, che permette agli andalusi di vincere l'incontro e raggiungere all'ultima giornata l'accesso all'Europa League, competizione poi vinta per la terza volta di fila dal club iberico. Il 5 agosto 2016 viene acquistato dai gallesi dello Swansea City, squadra militante in Premier League, dove termina la stagione con 15 gol in campionato. Il 31 agosto 2017 viene ceduto per circa 13 milioni di euro al Tottenham Hotspur, con cui esordisce il 16 settembre, nella sfida interna pareggiata 0-0 contro lo Swansea City, sua ex squadra. Il 6 dicembre segna la sua prima rete con la maglia dei londinesi, nel match di Champions League contro l'Apoel Nicosia. Il 17 aprile 2019, in occasione del ritorno dei quarti di finale di Champions League in casa del Manchester City, segna il gol del definitivo 3-4 per la sua squadra (con l'andata finita 1-0) permettendo agli Spurs di tornare in semifinale della massima competizione europea per la prima volta dopo 57 anni. A fine stagione si svincola dal club biancoblù visto il mancato rinnovo di contratto. Napoli, Udinese ed Eibar Llorente in riscaldamento prepartita col Napoli nel 2019 Il 2 settembre 2019, a 34 anni, si trasferisce al Napoli a parametro zero. Esordisce con gli azzurri il 14 settembre nella gara casalinga contro la Sampdoria subentrando al 65' a Hirving Lozano. Al primo pallone toccato, lo spagnolo effettua l'assist che permette a Dries Mertens di siglare il gol del definitivo 2-0, risultato che segna la prima vittoria in maglia azzurra. Il 17 settembre, nel match di Champions League disputato in casa contro il Liverpool, realizza la sua prima marcatura azzurra dopo essere subentrato a Hirving Lozano per il definitivo 2-0. Cinque giorni più tardi gioca la prima partita da titolare, sigla i suoi primi due gol in Serie A e la sua prima doppietta in maglia azzurra contro il Lecce, contribuendo alla vittoria finale per 4-1 dei partenopei. Con l'arrivo di Gennaro Gattuso al posto di Carlo Ancelotti viene messo ai margini della rosa da gennaio 2020. Il 27 gennaio 2021, dopo una stagione e mezza al Napoli, viene ceduto all'Udinese. Quattro giorni dopo fa il suo esordio nella gara esterna in casa dello Spezia, vinta per 1-0, subentrando a Gerard Deulofeu. Il 6 marzo segna il suo primo gol, aprendo le marcature nel successo interno sul Sassuolo (2-0). Rimasto svincolato, il 27 ottobre 2021 trova l'accordo fino al termine della stagione con l'Eibar. Nazionale Llorente ha disputato con la nazionale spagnola Under-20 il Mondiale del 2005, nel quale con 5 gol è risultato "Scarpa d'argento" dietro a Lionel Messi (6 reti). Llorente (n. 16) durante l'amichevole tra Spagna e Inghilterra dell'11 febbraio 2009 Il 14 novembre 2008 è stato convocato per la prima volta nella nazionale maggiore dal CT del Bosque per un'amichevole contro il Cile. In quella partita ha esordito in nazionale subentrando al 70' a Xavi. L'11 febbraio 2009, in occasione dell'amichevole a Siviglia contro l'Inghilterra, ha realizzato il primo gol in nazionale, segnando di testa la rete del 2-0 finale all'82' dopo essere subentrato a Fernando Torres nel corso del secondo tempo. Nel giugno 2009 ha disputato la Confederations Cup, giocando 2 partite nelle quali ha realizzato un gol contro i padroni di casa del Sudafrica nell'ultima gara della fase a gironi. Il 1º giugno 2010 è stato convocato da Vicente del Bosque per i Mondiali in Sudafrica, vinti dalla nazionale spagnola. Durante la competizione Llorente ha giocato la gara degli ottavi di finale contro il Portogallo (1-0), partita nella quale ha sostituito Torres al 58'. Nel maggio del 2012 è stato inserito dal CT del Bosque nella lista dei 23 convocati per l'Europeo 2012 in Polonia e Ucraina. Nel corso della manifestazione, vinta dalla Spagna grazie al 4-0 in finale contro l'Italia, Llorente non è mai stato schierato. Llorente ha inoltre disputato 5 partite con la selezione dei Paesi Baschi con cui ha segnato un gol contro la Catalogna al Camp Nou l'8 ottobre 2006. Palmarès Club Llorente (in primo piano, al centro) festeggia coi compagni la vittoria juventina nella Coppa Italia 2014-2015 Competizioni nazionali Campionato italiano: 2 - Juventus: 2013-2014, 2014-2015 Coppa Italia: 2 - Juventus: 2014-2015 - Napoli: 2019-2020 Supercoppa italiana: 2 - Juventus: 2013, 2015 Competizioni internazionali UEFA Europa League: 1 - Siviglia: 2015-2016 Nazionale Llorente (n. 19) festeggia coi compagni la vittoria spagnola al campionato d'Europa 2012 Meridian Cup: 1 - Egitto 2003 Campionato mondiale: 1 - Sudafrica 2010 Campionato d'Europa: 1 - Polonia-Ucraina 2012 Individuale Trofeo Zarra: 1 - 2011-2012 (17 gol, a pari merito con Roberto Soldado) Onorificenze Medaglia d'oro al merito sportivo — Madrid, 5 ottobre 2011
  13. ANDREA SCHIAVONE https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Schiavone_(calciatore) Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 23.02.1993 Ruolo: Centrocampista Altezza: 180 cm Peso: 76 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2011 al 2013 Esordio: 17.07.2012 - Amichevole - Aygreville-Juventus 1-7 Ultima partita: 17.10.2012 - Amichevole - Juventus-Tortona Villavernia 8-1 0 presenze - 0 reti Andrea Schiavone (Torino, 23 febbraio 1993) è un calciatore italiano, centrocampista svincolato. Andrea Schiavone Nazionalità Italia Altezza 180 cm Peso 76 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra svincolato Carriera Giovanili 1998-1999 Lascaris 1999-2013 Juventus Squadre di club 2013-2014 → Siena 21 (2) 2014-2015 → Modena 36 (2) 2015-2016 → Livorno 35 (0) 2016-2018 Cesena 64 (5) 2018-2019 Venezia 25 (0) 2019-2020 Bari 25 (0) 2020-2022 Salernitana 42 (1) Nazionale 2008 Italia U-16 3 (0) 2009 Italia U-17 2 (0) 2011-2012 Italia U-19 7 (1) 2012-2014 Italia U-20 13 (1) 2014 Italia U-21 1 (0) Caratteristiche tecniche Gioca come regista di centrocampo, ed è dotato di un'ottima visione di gioco e di una buona tecnica. Carriera Club Esordi Dopo un anno nel Lascaris, nel 1999 all'età di sei anni entra nel settore giovanile della Juventus, nel quale rimane ininterrottamente fino al termine della stagione 2012-2013. Prestiti a Siena, Modena e Livorno Nella stagione 2013-2014 ha giocato in prestito nel Siena, in Serie B: con la squadra toscana ha disputato 21 partite di campionato mettendo anche a segno 2 gol. L'anno seguente passa invece in prestito al Modena, sempre in Serie B dove segna 2 gol in 36 partite e si piazza 14º nella Top 15 dei centrocampisti di Serie B secondo una classifica stilata dalla Lega Serie B. Il 17 luglio 2015 passa in prestito fino al termine della stagione al Livorno. Cesena Il 1º luglio 2016 lascia definitivamente la Juventus, dopo 17 anni, per trasferirsi a titolo definitivo al Cesena. Segna la sua prima rete con la maglia bianconera il 7 agosto 2016 nella sfida casalinga del secondo turno di Coppa Italia contro l'Arezzo. Il primo gol in campionato arriva il 4 aprile 2017 in occasione del match contro il Brescia, poi terminato 1-1. La stagione seguente sarà una delle più prolifiche della sua carriera dove sigla 4 gol rispettivamente contro lo Spezia, la Ternana, il Perugia e la Virtus Entella. Bari e Salernitana Il 24 luglio 2019 diventa ufficialmente un giocatore del Bari, dove esordisce il 18 agosto in occasione del match contro l'Avellino vinto da questi ultimi 1-0, valido per la Coppa Italia Serie C. Il 23 settembre 2020 passa in prestito alla Salernitana. Con i campani ottiene la promozione in Serie A al termine della stagione 2020-2021. L'annata 2021-2022 è la prima per Schiavone in Serie A. Il 22 agosto 2021 fa il suo esordio in massima serie nella partita in casa del Bologna, subentrando nel finale a Paweł Jaroszyński; il 26 ottobre 2021 segna il primo gol con la maglia della Salernitana, nonché primo in Serie A, realizzando nell'ultimo minuto di gioco il gol del definitivo 2-1 nella vittoria esterna sul campo del Venezia. Südtirol Rimasto svincolato dopo l'esperienza con la Salernitana, il 1º settembre 2022 firma un contratto annuale con il Südtirol, club neopromosso in Serie B per la prima volta nella sua storia. Esordisce con la nuova maglia in occasione del match poi vinto 2-1 contro il Pisa; conclude la stagione con complessive 15 partite di campionato giocate. A fine stagione il club non ha esercitato l'opzione di rinnovo per un'altra stagione e il giocatore rimane nuovamente svincolato. Olbia Il 3 gennaio 2024, dopo sei mesi trascorsi senza squadra, viene tesserato dall'Olbia, in Serie C. Nazionale Nel 2008 ha giocato 3 partite con la nazionale Under-16; l'anno successivo ha invece preso parte a 2 incontri della Nazionale Under-17. Nel 2012 ha preso parte agli Europei Under-19. Nei due anni seguenti ha giocato numerose partite con la nazionale Under-20, mentre il 4 giugno 2014 ha esordito con la maglia della Nazionale Under-21 nella partita amichevole vinta per 4-0 contro i pari età del Montenegro. Palmarès Club Competizioni giovanili Coppa Italia Primavera: 1 - Juventus: 2012-2013 Supercoppa Primavera: 1 - Juventus: 2013 Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2012 Torneo Internazionale Città di Gradisca - Trofeo Nereo Rocco: 1 - Juventus: 2005 Trofeo Carnevale Città di Gallipoli: 1 - Juventus: 2003
  14. RAMAN CHIBSAH https://it.wikipedia.org/wiki/Raman_Chibsah Nazione: Ghana Luogo di nascita: Accra Data di nascita: 10.03.1993 Ruolo: Centrocampista Altezza: 177 cm Peso: 72 kg Nazionale Ghanese Soprannome: - Alla Juventus dal 2011 al 2012 0 presenze - 0 reti Yussif Raman Chibsah (Accra, 10 marzo 1993) è un calciatore ghanese, centrocampista dell'Iōnikos. Raman Chibsah Nazionalità Ghana Altezza 177 cm Peso 72 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Iōnikos Carriera Giovanili 2009 Bechem United 2009-2011 Sassuolo 2011-2012 Juventus Squadre di club 2012-2015 Sassuolo 54 (2) 2015-2016 → Frosinone 22 (0) 2016-2018 Benevento 50 (5) 2018-2019 Frosinone 48 (2) 2019-2020 Gaziantep 24 (1) 2020-2022 Bochum 10 (1) 2022 Apollōn Smyrnīs 13 (1) 2022- Iōnikos 7 (0) Nazionale 2013 Ghana U-20 1 (0) 2015 Ghana U-23 1 (0) 2013 Ghana 2 (0) Caratteristiche tecniche È un regista che, all'occorrenza, può giocare anche da interno di centrocampo. Dotato di un gran fisico, fa della potenza e dell'esplosività le sue armi migliori, ma è dotato anche di una discreta tecnica e di una buona visione di gioco. Carriera Club Esordio e promozione con il Sassuolo Cresciuto nel vivaio di Bechem United e Sassuolo, il 31 agosto del 2011 viene acquistato dalla Juventus, giocando nella formazione Primavera e vincendo il Torneo di Viareggio nel 2012. Il 17 agosto 2012 passa al Parma in compartecipazione (alla Juve viene data la metà del portiere Anacoura), venendo immediatamente girato in prestito al Sassuolo. Con la formazione nero-verde, guidata da Di Francesco, gioca 28 partite mettendo a segno 2 gol (contro Varese e Virtus Lanciano) e contribuendo alla prima storica promozione in Serie A della formazione emiliana. Esordio in Serie A con i neroverdi e prestiti a Frosinone e Benevento Terminato il prestito al Sassuolo ritorna al Parma che, il 19 giugno 2013, risolve a proprio favore la comproprietà e aggrega il giocatore in prima squadra. Tuttavia, il 22 agosto 2013 torna al Sassuolo con la formula della compartecipazione, esordendo nella massima serie il 23 settembre nella partita contro l'Inter (0-7). Nelle sue prime due stagioni in massima serie non trova alcuna rete e colleziona 26 presenze totali. Il 6 luglio 2015 viene ufficializzato il trasferimento con la formula del prestito secco al Frosinone. Colleziona 22 presenze nella massima serie. Passa poi in prestito in Serie B al Benevento il 15 luglio 2016, dove risulta essere uno dei principali artefici della prima storica promozione in Serie A della squadra sannita, con 5 gol più uno nel playoff. Serie A con il Benevento e ritorno al Frosinone Il 17 settembre 2017, gioca la prima partita in Serie A con i giallorossi per tutti i novanta minuti nella sconfitta contro il Napoli, avvenuta per 6-0. Colleziona 14 presenze totali nella prima metà di stagione. Il 15 gennaio 2018 torna ufficialmente al Frosinone, ancora una volta con la formula del prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione in serie A. Al termine della stagione, vista la conquista della massima serie dopo la vittoria dei play-off, viene riscattato dai ciociari. Il 28 ottobre dello stesso anno, trova la prima rete in Serie A, nella vittoria dei ciociari per 3-0 in trasferta contro la SPAL. Passaggio in Turchia Nell'agosto 2019, passa a titolo definitivo al Gaziantep FK, con cui firma un contratto triennale. Segna la sua prima rete nella Super Lig turca il 14 settembre successivo, nella partita vinta per 3-2 in casa contro il Beşiktaş. Bochum Il 18 settembre 2020 firma per il Bochum. Apollōn Smyrnīs Il 2 febbraio 2022 viene ceduto all'Apollōn Smyrnīs. Nazionale Dopo aver giocato nella formazione Under-20, nell'agosto del 2013 viene convocato dal ct Kwesi Appiah in nazionale maggiore. Esordisce in nazionale, il 14 agosto successivo, nell'amichevole contro la Turchia, entrando al 60º minuto al posto di Mohammed Rabiu. Nel 2015 ha giocato una partita per l'Under-23. Palmarès Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2012 Competizioni nazionali Campionato italiano di Serie B: 1 - Sassuolo: 2012-2013
  15. ROBERTO CRIVELLO https://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Crivello Nazione: Italia Luogo di nascita: Palermo Data di nascita: 14.09.1991 Ruolo: Difensore Altezza: 180 cm Peso: 80 kg Soprannome: El Tractor Alla Juventus dal 2009 al 2010 Esordio: 03.03.2010 - Amichevole - Juventus-Bra 8-1 0 presenze - 0 reti Roberto Crivello (Palermo, 14 settembre 1991) è un calciatore italiano, difensore del Palermo. Roberto Crivello Roberto Crivello nel 2022 Nazionalità Italia Altezza 180 cm Peso 80 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Palermo Carriera Giovanili 2003-2005 Tieffe Parmonval 2005-2011 Juventus Squadre di club 2010-2011 → Carrarese 0 (0) 2011 → Gela 2 (0) 2011-2013 San Marino 48 (0) 2013-2018 Frosinone 103 (2) 2018-2019 Spezia 9 (0) 2019- Palermo 64 (0) Biografia È nato e cresciuto a Palermo nel quartiere balneare di Mondello. È fin da piccolo tifoso dell'Inter. Il suo idolo da bambino era Ronaldo. Il 6 giugno 2016 ha sposato Laura Sisti, originaria di Ceccano. Caratteristiche tecniche Soprannominato El Tractor, come Javier Zanetti, Crivello è un sinistro naturale, possiede una buona capacità di corsa, gioca prevalentemente come terzino sinistro, ma essendo duttile tatticamente, può agire all'occorrenza anche da difensore centrale. Carriera Cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Parmonval, viene notato dagli osservatori della Juventus con la quale vince da titolare il Torneo di Viareggio nel 2010. Nel gennaio 2011 viene acquistato dal Gela, esordendo tra i professionisti in occasione di un pareggio a reti bianche contro il Barletta. A fine campionato totalizza appena 2 presenze stagionali. Nella stagione seguente passa al San Marino in Lega Pro Seconda Divisione dove ottiene la promozione in Prima, categoria nella quale milita nel campionato 2012-2013. Nell'estate 2013, dopo avere rescisso il suo contratto col San Marino, si trasferisce al Frosinone, dove alla prima stagione ottiene la promozione in Serie B dopo i play-off. Nel campionato seguente contribuisce alla prima storica promozione in Serie A dei ciociari, con la cui maglia esordisce in massima serie il 23 agosto 2015 in occasione di Frosinone-Torino (1-2). Rimarrà in Ciociaria anche nelle due stagioni successive, ottenendo la seconda promozione in Serie A della sua carriera dopo aver vinto i playoff contro il Palermo, squadra della sua città. In questa stagione ha siglato, nel giro di due mesi, gli unici goal della sua carriera: in Coppa Italia all’Udinese e in Serie B al Cittadella e alla Salernitana. È considerato uno dei giocatori più rappresentativi del Frosinone, avendo giocato 122 partite contribuendo attivamente alla scalata dalla Serie C alla Serie A. Il 1º agosto 2018 viene ingaggiato dallo Spezia con cui firma un contratto biennale. Con il tecnico Pasquale Marino trova poco spazio, collezionando appena 9 presenze stagionali. Il 22 agosto 2019 rescinde il contratto col club ligure, dal 23 agosto 2019 è un difensore del Palermo. Esordisce in maglia rosanero il primo settembre successivo, in occasione della prima giornata di campionato a Marsala (Marsala Palermo 0-1). In occasione del derby vinto contro l’FC Messina (2-0) ha indossato, per la prima volta dal primo minuto, la fascia da capitano (complici le assenze di Santana e Martinelli). Chiude la stagione con 23 presenze tra campionato e Coppa Italia Serie D. Si mette in luce come uno dei leader della squadra, contribuendo alla promozione in Serie C. Per Crivello si tratta della quinta promozione conquistata in carriera. Nella prima parte della stagione seguente gioca abitualmente titolare con la fascia da capitano, ma con l’avvento di Giacomo Filippi in panchina, perde il posto e colleziona un minor minutaggio, fino ad essere messo fuori rosa per la stagione successiva. Il 30 ottobre 2021, il tecnico Filippi annuncia in una conferenza stampa, il suo reintegro in prima squadra. Palmares Club Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2010 Competizioni interregionali Serie D: 1 - Palermo: 2019-2020 (girone I)
  16. MAME THIAM https://it.wikipedia.org/wiki/Mame_Thiam Nazione: Senegal Luogo di nascita: Nguidile Data di nascita: 09.10.1992 Ruolo: Attaccante Altezza: 185 cm Peso: 79 kg Nazionale Senegalese Soprannome: - Alla Juventus nel 2015 0 presenze - 0 reti Campione d'Africa 2021 con la nazionale senegalese Mame Baba Thiam (Nguidile, 9 ottobre 1992) è un calciatore senegalese, attaccante dell'Eyüpspor. Con la nazionale senegalese si è laureato campione d'Africa nel 2022. Mame Thiam Thiam esulta con la maglia dell'Esteghlal Nazionalità Senegal Altezza 185 cm Peso 79 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Eyüpspor Carriera Giovanili 2008-2009 Treviso 2009 Inter 2009-2010 Sassuolo 2010-2011 Inter Squadre di club 2011-2012 → Avellino 26 (4) 2012-2013 → Südtirol 27 (6) 2013-2015 Virtus Lanciano 56 (11) 2015 Juventus 0 (0) 2015-2016 → Zulte Waregem 27 (9) 2016-2017 → PAOK 1 (0) 2017 → Empoli 14 (1) 2018 Esteghlal 6 (4) 2018-2019 Ajman 26 (13) 2019-2020 Kasımpaşa 25 (11) 2020-2021 Fenerbahçe 30 (6) 2021-2024 Kayserispor 70 (30) 2024 Pendikspor 17 (6) 2024- Eyüpspor 32 (15) Nazionale 2020-2022 Senegal 4 (0) Palmarès Coppa d'Africa Oro Camerun 2021 Carriera Club Cresce nelle giovanili di Treviso, Inter e Sassuolo. Dopo essere stato ceduto in comproprietà al Sassuolo dal club meneghino, il 30 agosto 2011 si trasferisce in prestito all'Avellino, squadra con cui mette a segno 4 reti in 26 partite di Lega Pro. Nella stagione successiva passa, sempre in prestito, al Südtirol dove colleziona complessivamente 30 presenze e 5 reti. Il 15 luglio 2013 passa in comproprietà tra Juventus e Virtus Lanciano, che verrà poi rinnovata anche per la stagione successiva. Con gli abruzzesi debutta in Serie B il 20 settembre, nella partita esterna contro il Latina. Dopo soli quattro giorni, alla sua seconda presenza, realizza il suo primo gol in Juve Stabia-Virtus Lanciano 0-1. Nel biennio a Lanciano, realizza 12 reti in 59 partite giocate. Il 25 giugno 2015 viene acquistato dalla Juventus che riscatta la comproprietà del cartellino. Il 28 luglio viene quindi ceduto in prestito con diritto di riscatto allo Zulte Waregem, squadra del campionato belga. Il 31 agosto 2016 viene ufficializzato il suo trasferimento, sempre a titolo temporaneo, al PAOK Salonicco. Dopo aver collezionato una sola presenza in campionato nei primi mesi in Grecia (8 totali comprendendo anche l'Europa League e la Coppa di Grecia), il 13 gennaio 2017 si trasferisce in prestito con diritto di riscatto all'Empoli. Segna il suo unico gol in maglia azzurra il 23 aprile nella vittoria esterna col Milan per 2-1, realizzando il gol decisivo. A fine stagione, però, l'Empoli retrocede e Thiam non viene riscattato, tornando così alla Juve, dove resta anche dopo il calciomercato estivo non avendo trovato una nuova squadra. Tuttavia, poche settimane dopo il contratto viene rescisso e Thiam rimane svincolato. Nel febbraio 2018 firma con gli iraniani dell'Esteghlal. Nell'agosto 2018 è passato all'Ajman, militante nella prima divisione degli Emirati Arabi Uniti. Il 1º luglio 2019 si trasferisce a parametro zero al Kasımpaşa, società che milita nella prima divisione turca. Il 18 agosto 2020 viene ceduto al Fenerbahçe. Il 24 agosto 2021 viene ceduto a titolo definitivo al Kayserispor. Nell'estate del 2024 viene ceduto definitivamente al Pendikspor, da cui si svincola dopo appena 6 mesi. Nazionale Ha esordito in nazionale nel 2020; è stato convocato per la Coppa delle nazioni africane 2021. Palmarès Nazionale Coppa d'Africa: 1 - Camerun 2021
  17. LAURENTIU BRANESCU https://it.wikipedia.org/wiki/Laurențiu_Brănescu Nazione: Romania Luogo di nascita: Ramnicu Valcea Data di nascita: 30.03.1994 Ruolo: Portiere Altezza: 194 cm Peso: 88 kg Nazionale Romeno Under-21 Soprannome: Young Gulliver Alla Juventus dal 2011 al 2013 0 presenze - 0 reti Laurențiu Constantin Brănescu (Râmnicu Vâlcea, 30 marzo 1994) è un calciatore romeno, portiere dell'U Cluj. È soprannominato Young Gulliver data la sua altezza. Laurențiu Brănescu Nazionalità Romania Altezza 194 cm Peso 88 kg Calcio Ruolo Portiere Squadra U Cluj Carriera Giovanili 2001-2004 FC Telespan '97 2004-2011 Râmnicu Vâlcea 2011-2013 Juventus Squadre di club 2009-2011 Râmnicu Vâlcea 16 (-11) 2011-2013 Juventus 0 (0) 2013-2014 → Juve Stabia 5 (-10) 2014-2015 → Virtus Lanciano 0 (0) 2015 → Haladás 2 (-9) 2015-2016 → Omonia 0 (0) 2016-2018 → Dinamo Bucarest 20 (-28) 2018-2019 → HNK Gorica 0 (0) 2019 → Žalgiris 3 (-2) 2019-2020 → Kilmarnock 26 (-32) 2021 FC Politehnica Iași 13 (-22) 2021-2022 Farul Costanza 0 (0) 2022- U Cluj Nazionale 2008 Romania U-15 10 (-7) 2009-2011 Romania U-17 12 (-9) 2011-2012 Romania U-19 3 (-4) 2012-2016 Romania U-21 11 (-20) Caratteristiche tecniche In passato è stato considerato uno dei giovani portieri più talentuosi del panorama internazionale. Carriera Club Giovanili Cresce dai 7 ai 10 anni nella compagine rumena dell'FC Telespan '97. Nel 2004 passa al CSM Râmnicu Vâlcea, vincendo il campionato di terza divisione. Il 10 novembre 2009, a 15 anni arriva il debutto in prima squadra; realizza in seguito varie presenze, contribuendo alla salvezza del club. Nel gennaio del 2011 viene acquistato dalla società italiana della Juventus per 400.000 euro, e la società bianconera lo inserisce nella sua formazione Primavera. dove riesce a vincere il Torneo di Viareggio 2012. Juventus e i vari prestiti Nella stagione 2012-2013 viene aggregato in pianta stabile alla prima squadra del club bianconero ricevendo numerose convocazioni senza tuttavia scendere in campo. Nel giugno 2013 passa in prestito alla Juve Stabia, in Serie B. Il 31 gennaio 2014, ultimo giorno di calciomercato, si trasferisce alla Virtus Lanciano in compartecipazione dalla Juventus, in uno scambio di comproprietà che riguarda anche l'attaccante Mame Baba Thiam. La compartecipazione è rinnovata a giugno, ma il portiere non collezione alcuna presenza nemmeno nel successivo campionato di Serie B, e il 21 gennaio 2015 la Juventus riscatta la metà del cartellino di proprietà del Lanciano, mandando il giocatore in prestito all'Haladás, club del massimo campionato ungherese. Fa il suo esordio con il club magiaro il 7 marzo in sostituzione del primo portiere squalificato Dániel Rózsa nella sfida persa per 2-1 contro il Pécsi. il 14 aprile complice un infortunio alla schiena del primo portiere difende i pali nello sfortunato 7-0 contro la capolista Videoton. Dopo essere rientrato alla Juventus, il 27 giugno 2015 viene ufficializzato il suo passaggio in prestito all'Omonia Nicosia. Dopo due stagioni in prestito alla Dinamo Bucarest, il 14 agosto del 2018 il portiere viene ceduto in prestito ai croati dell'HNK Gorica. Dura soltanto sei mesi l'avventura croata, facendo ritorno alla casa madre per ripartire di nuovo, il 12 febbraio 2019, in prestito fino al termine della stagione tra le fila del Žalgiris, club lituano. L'8 luglio 2019 approda in prestito in Scozia, al Kilmarnock allenato da Angelo Alessio, ex giocatore della Juventus. A fine stagione torna alla Juventus, con la quale va in scadenza di contratto rimanendo svincolato. Ritorno in patria Il 13 gennaio 2021 fa ritorno in patria, firmando fino a fine stagione con il FC Politehnica Iași; raccoglie 18 presenze e subisce 28 reti complessivamente, non riuscendo a salvare il club dalla retrocessione in Liga II. Rimasto svincolato, il 26 luglio 2021, firma un contratto triennale con il Farul Costanza, club militante in Liga I. Nazionale Con la Nazionale Under-19 della Romania ha preso parte nel 2011 alla fase finale del campionato europeo di categoria. È stato capitano dell'Under-21 rumena, con cui ha giocato la partita di qualificazione agi Europei Under-21 del 2015 contro i parietà delle Fær Øer, pareggiando per 2-2 l'incontro disputato il 7 giugno 2013. Palmarès Club Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2012 Competizioni nazionali Campionato italiano: 1 - Juventus: 2012-2013 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2012 Coppa di lega rumena: 1 - Dinamo Bucarest: 2016-2017
  18. HÖRDUR MAGNUSSON https://it.wikipedia.org/wiki/Hörður_Magnússon Nazione: Islanda Luogo di nascita: Reykjavik Data di nascita: 11.02.1993 Ruolo: Difensore Altezza: 190 cm Peso: 81 kg Nazionale Islandese Soprannome: Bianco Alla Juventus dal 2011 al 2013 Esordio: 06.10.2011 - Amichevole - Juventus-Chieri 9-1 Ultima partita: 17.07.2013 - Amichevole - Selezione Valle d'Aosta-Juventus 0-7 0 presenze - 0 reti Hörður Björgvin Magnússon (Reykjavík, 11 febbraio 1993) è un calciatore islandese, difensore del Panathīnaïkos e della nazionale islandese. Hörður Magnússon Magnússon al CSKA Mosca nel 2018 Nazionalità Islanda Altezza 190 cm Peso 81 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Panathīnaïkos Carriera Giovanili 1998-2010 Fram Reykjavík 2011-2013 Juventus Squadre di club 2009-2010 Fram Reykjavík 6 (0) 2013-2014 Spezia 20 (0) 2014-2016 → Cesena 38 (1) 2016-2018 Bristol City 52 (1) 2018-2022 CSKA Mosca 76 (5) 2022- Panathīnaïkos 16 (1) Nazionale 2009 Islanda U-17 7 (0) 2009-2011 Islanda U-19 16 (2) 2012-2016 Islanda U-21 14 (0) 2014- Islanda 48 (2) Biografia È soprannominato Bianco per via del colore dei suoi capelli, caratteristico del Nord Europa. Ha un fratello, Hlynur, anche lui calciatore. Caratteristiche tecniche Difensore forte fisicamente, è anche dotato di una buona tecnica che gli permette di essere impiegato, all'occorrenza, come mediano. Carriera Club Magnússon in allenamento alla Juventus nel 2011 Cresciuto in patria nel Fram Reykjavík, il 13 gennaio 2011, dopo 6 presenze in due anni in massima serie, passa alla squadra italiana della Juventus. Primo islandese nella storia del club torinese, l'anno successivo è ancora presente nella formazione Primavera bianconera. Il 5 agosto 2013 passa in compartecipazione allo Spezia, in Serie B. Conclude la sua stagione con 20 presenze nel campionato cadetto e 1 in Coppa Italia. Il 24 luglio 2014 la Juventus riscatta l'altra metà del cartellino dai liguri, girando il calciatore in prestito al Cesena. Conclude la stagione con 12 presenze in Serie A, diventando il quarto islandese a scendere in campo nella massima serie italiana. Con la squadra retrocessa in Serie B, nell'estate 2015 il giocatore torna alla Juventus che nell'ultimo giorno di calciomercato lo cede ancora in prestito al Cesena, questa volta con diritto di riscatto (in caso i romagnoli venissero promossi in Serie A) e controriscatto a favore dei piemontesi. L'11 ottobre seguente, nella trasferta di Cagliari persa 1-3, realizza su calcio di punizione il suo primo gol con la maglia del Cesena. Il 13 luglio 2016 viene acquistato dagli inglesi del Bristol City, dove rimane per le successive due stagioni, entrambe in Championship. Il 20 giugno 2018 si trasferisce al CSKA Mosca, nella Prem'er-Liga. Dopo non aver rinnovato il proprio contratto con il club russo e quindi rimasto svincolato, il 9 luglio 2022 si accasa a titolo gratuito al Panathīnaïkos. Il 4 agosto debutta con la maglia bianco-verde nella sconfitta per 2-0 contro lo Slavia Praga, valida per il terzo turno preliminare di UEFA Europa Conference League; mentre a fine mese debutta in Souper Ligka Ellada contro lo Iōnikos, partita vinta 1-0, nella quale è stato sostituito dopo appena 32 minuti a causa di un infortunio. Tornato dall'infortunio e ottenuta la titolarità, il 13 novembre trova la prima rete greca nella vittoria casalinga per 2-0 contro l'Atromītos. Nazionale Magnússon in nazionale durante il campionato del mondo 2018 Nel biennio 2009-2010 ha giocato 7 partite con la nazionale islandese Under-17, mentre dal 2010 fa parte dell'Islanda Under-19. Il 29 febbraio 2012 gioca la partita Azerbaigian-Islanda (1-0) di Under-21, valevole per le qualificazioni agli Europei di categoria. Debutta con la nazionale maggiore il 12 novembre 2014, nella sconfitta rimediata a Bruxelles, contro il Belgio. Viene convocato per il campionato d'Europa 2016 in Francia, dove non viene mai impiegato. Segna la sua prima rete l'11 giugno 2017, nella sfida contro la Croazia valevole per la qualificazione al campionato del mondo 2018. Palmarès Club Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2012 Coppa Italia Primavera: 1 - Juventus: 2012-2013 Competizioni nazionali Supercoppa di Russia: 1 - CSKA Mosca: 2018
  19. PRINCE-DÉSIR GOUANO https://it.wikipedia.org/wiki/Prince-Désir_Gouano Nazione: Francia Luogo di nascita: Parigi Data di nascita: 24.12.1993 Ruolo: Difensore Altezza: 186 cm Peso: 78 kg Nazionale Francese Under-20 Soprannome: - Alla Juventus dal 2011 al 2012 Esordio: 01.12.2011 - Amichevole - Juventus-Virtus Entella 5-3 Ultima partita: 16.08.2012 - Amichevole - Juventus-Juve Primavera 5-1 0 presenze - 0 reti Prince-Désir Gouano (Parigi, 24 dicembre 1993) è un calciatore francese, di ruolo difensore, attualmente svincolato. Prince-Désir Gouano Nazionalità Francia Altezza 186 cm Peso 78 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra svincolato Carriera Giovanili 2002-2007 CFF Paris 2007-2010 Le Havre 2011-2012 Juventus Squadre di club 2010-2011 Le Havre 2 12 (0) 2010-2011 Le Havre 5 (0) 2012-2013 → Lanciano 1 (0) 2013 → Vicenza 0 (0) 2013 Atalanta 0 (0) 2013-2014 → RKC Waalwijk 20 (0) 2014-2015 → Rio Ave 27 (0) 2015-2016 → Bolton 19 (0) 2016 → Gaziantepspor 12 (0) 2016-2017 → Vitória Guimarães 9 (0) 2016-2017 → Vitória Guimarães B 2 (0) 2017-2021 Amiens 65 (1) Nazionale 2010-2011 Francia U-18 6 (1) 2011-2012 Francia U-19 5 (1) 2012-2013 Francia U-20 2 (0) Carriera Club Giovanili Inizia la carriera nella squadra riserve del Le Havre, con cui nella stagione 2010-2011 gioca anche cinque partite in prima squadra in Ligue 2, la seconda serie francese, ed una partita nella Coppa di Lega francese. Nell'estate 2011 viene acquistato dalla Juventus, con cui gioca principalmente nella squadra Primavera, con cui vince il Torneo di Viareggio 2012. Nell'estate 2012 passa in prestito alla Virtus Lanciano, con cui disputa una partita in Serie B; a gennaio 2013 il prestito viene interrotto, e pochi giorni più tardi passa al Vicenza, ancora in Serie B, dove non viene mai fatto scendere in campo in partite ufficiali con la prima squadra biancorossa, che a fine anno retrocede in Lega Pro Prima Divisione. Atalanta e prestiti Il 2 settembre 2013 viene ceduto in comproprietà all'Atalanta insieme a Edoardo Ceria; il giorno stesso viene ceduto in prestito al RKC Waalwijk, con cui nella stagione 2013-2014 esordisce in Eredivisie, la massima serie olandese. Chiude la stagione con 20 presenze, 24 se si includono i play-out, al termine dei quali l'RKC retrocede in Eerste Divisie, la seconda serie olandese. Il 20 giugno 2014 l'Atalanta acquista dalla Juventus anche la seconda metà del suo cartellino. Nel luglio 2014 passa in prestito al Rio Ave, squadra della massima serie portoghese. Fa il suo esordio con la nuova maglia il 31 luglio 2014 giocando da titolare sul campo degli svedesi del Göteborg nella partita d'andata del terzo turno preliminare di Europa League vinto per 1-0 dal club portoghese; nell'occasione fa inoltre il suo esordio in carriera nelle competizioni europee per club. Gioca da titolare anche la partita di ritorno, terminata 0-0, al termine della quale la sua squadra si qualifica al turno successivo. Gioca da titolare anche la Supercoppa di Portogallo, che il Rio Ave perde ai rigori dopo lo 0-0 al termine dei tempi supplementari contro il Benfica. Il 17 agosto 2014 gioca da titolare nella prima giornata del campionato portoghese (partita vinta per 2-0 dal Rio Ave contro il Vitoria Setubal) facendo così il suo esordio in questa competizione. Mantiene il posto da titolare anche nel playoff di Europa League, disputando per intero la partita persa per 2-1 sul campo dell'Elfsborg il 21 agosto 2014 e la partita di ritorno vinta 1-0 la settimana successiva, al termine della quale il Rio Ave ottiene la qualificazione per la fase a gironi della competizione. Nel mese di ottobre salta due gare a causa di un infortunio rimediato nella seconda gara della fase a gironi di Europa League; torna in campo il 23 ottobre nella partita persa per 2-1 sul campo della Steaua Bucarest, valida per la terza giornata del girone. Al termine della fase a gironi il Rio Ave viene eliminato dalla competizione, nella quale Gouano totalizza 8 presenze senza mai segnare. Nel corso dell stagione gioca inoltre stabilmente da titolare in campionato (27 presenze), in Coppa di Lega (2 presenze) ed in Coppa del Portogallo (2 presenze), competizione nella quale la sua squadra viene eliminata in semifinale dallo Sporting Braga. Complessivamente chiude quindi la stagione con 40 presenze senza reti. Il 7 agosto 2015 viene ceduto in prestito dall'Atalanta per la terza stagione consecutiva; passa al Bolton, squadra con cui nella stagione 2015-2016 disputa la seconda serie inglese; il giorno seguente fa il suo esordio con la maglia del Bolton, giocando da titolare la partita di campionato pareggiata per 0-0 in casa contro il Derby County. Il 31 gennaio 2016 dopo 19 presenze in campionato con il Bolton il prestito viene interrotto e Gouano viene ceduto (sempre in prestito) al Gaziantepspor, squadra della massima serie turca, con cui nella parte finale della stagione gioca altre 12 partite di campionato, competizione nella quale la sua squadra si piazza a metà classifica. Nell'agosto del 2016 l'Atalanta lo cede nuovamente in prestito, questa volta al Vitória Guimarães, facendolo così tornare dopo due anni nella massima serie portoghese: nel corso della stagione 2016-2017 oltre a giocare 2 partite con la squadra riserve disputa 9 incontri nella massima serie portoghese, 2 partite in Coppa del Portogallo e 2 partite in Coppa di Lega. A fine anno ritorna per fine prestito all'Atalanta. Amiens Il 27 giugno 2017 l'Atalanta lo cede gratuitamente ai francesi dell'Amiens, neopromossi in Ligue 1, con i quali gioca 32 partite in campionato e 2 partite in coppa di lega, venendo riconfermato in rosa anche per la stagione 2018-2019; il 26 settembre 2018 realizza la rete del momentaneo 2-0 nel successo casalingo per 2-1 contro il Rennes: si tratta del suo primo gol con i bianconeri e, più in generale, del suo primo gol in partite ufficiali in competizioni professionistiche. Nella stagione 2019-2020, conclusasi con la retrocessione del club in seconda divisione, gioca solamente tre partite di campionato a causa di un grave virus che ne rende necessario il ricovero in ospedale; l'anno seguente, trascorso in Ligue 2, pur essendo in rosa con l'Amiens, non scende mai in campo in partite ufficiali, venendo svincolato dal club il 30 giugno 2021, a fine stagione. Nazionale Conta diverse presenze con le selezioni giovanili francesi dall'Under-18 all'Under-20. Palmarès Club Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2012
  20. ANGELO OGBONNA Inimmaginabile sarebbe stato pensare che Valentino Mazzola o Giorgio Ferrini o Claudio Sala potessero togliersi la maglia granata, con annessa la fascia di capitano, per vestire la casacca bianconera. Inimmaginabile, appunto. Ma siamo nell’estate del 2013 e le “bandiere” non esistono più. Così, quando Angelo Ogbonna, capitano del Torino, attraversa idealmente il Po e approda sulla sponda bianconera, nessuno si stupisce più di tanto. Lo vuole a tutti costi Conte per rinforzare la propria linea difensiva, nonostante non costi poco, 15 milioni di euro fra costo del cartellino e bonus. «Sapevo che arrivavo in una grande società ma quando ci sei dentro ti accorgi che è ancora di più di quello che ti immaginavi. Percepisci un’attenzione e una tutela nei tuoi confronti assolutamente straordinari, c’è una cura di ogni dettaglio e un’organizzazione affinché tu possa rendere al meglio. Alla Juve non ti potresti mai sentire nemmeno minimamente un estraneo. È un ambiente che ti fa sentire totalmente a tuo agio». Fisico statuario, scuro di pelle, nasce a Cassino, in provincia di Frosinone, da genitori nigeriani «Cassino è la mia bambagia, il luogo che mi ha fatto crescere proteggendomi. Ho iniziato lì il mio cammino, giocando a pallone in strada, anche se poi per crescere davvero è fondamentale frequentare le scuole calcio. E anche avere il coraggio e la forza di lasciarti dietro tutto questo e provare a misurarti con una nuova realtà, come è successo a me venendo da solo a Torino a 13 anni. Quando insegui un sogno è giusto dedicarci tutte le energie». Difensore che ha nella velocità e nella tecnica le sue doti migliori, tanto da poter essere utilizzato sia come centrale sia come esterno. «La definizione di giocatore che ha un certo stile è qualcosa che mi hanno sempre attribuito e – sinceramente – io non ci ho mai pensato. Sul campo non faccio altro che esprimere naturalmente quel che so fare. E non credo di essere privo di capacità agonistiche, semmai non sono un difensore rude e falloso. Ma la grinta non mi manca di sicuro». Ma non è facile togliere il posto al trio delle meraviglie Barzagli-Bonucci-Chiellini e per Angelo le occasioni per scendere in campo sono saltuarie. E lui, abituato nel Torino a essere titolare e indiscusso leader, di questo soffre. Infatti, quando è impiegato con continuità, sfodera prestazione eccellenti e, spesso, autoritarie. Viceversa, quando viene chiamato in causa per una o due partite, non riesce a esprimersi all’altezza delle sue qualità che gli hanno permesso di vestire anche la maglia della Nazionale. Sono 25 le presenze nella prima stagione, 30 nella seconda (favorito anche dall’infortunio di Barzagli) lo rendono comunque protagonista dei due scudetti consecutivi, della conquista della decima Coppa Italia e della Supercoppa Italiana. Nell’estate del 2015 si trasferisce al West Ham. Questo il suo saluto: «Ho fatto le valigie, vado a Londra! È stato un onore far parte del mondo Juve: mi ha regalato emozioni incredibili che faranno sempre parte di me. Non scorderò mai nessuno di voi! Non è questo il momento dei bilanci. Magari più avanti. Dopo tredici anni lascio Torino, la mia città adottiva, la gente e gli amici. Sono sicuro che mi mancherete ma la vita è fatta così: di addii, arrivederci e nuove avventure. Grazie a tutti per questi anni meravigliosi!» «Non ci sarà a Shanghai Angelo Ogbonna – si legge sul sito ufficiale bianconero – che proprio contro la Lazio in Supercoppa aveva esordito in bianconero il 18 agosto 2013 all’Olimpico di Roma. Dopo il trofeo conquistato quella notte, due scudetti e una Coppa Italia, termina, infatti, l’esperienza juventina del difensore della Nazionale: una parabola durata cinquantacinque partite nell’arco di due stagioni, in cui Ogbonna ha aiutato il club a mettere in bacheca ben quattro trofei con professionalità e dedizione alla causa davvero esemplari. Sempre pronto a dire la sua in campo ogni qual volta è stato chiamato in causa dai due allenatori che lo hanno avuto a disposizione, Angelo è stato fin dal suo debutto una garanzia per il reparto arretrato, maturando calcisticamente partita dopo partita. Ora, nel pieno della sua crescita professionale, Ogbonna affronterà una nuova sfida nella terra patria del calcio, in Premier League, dove farà il suo esordio con la maglia del West Ham. Gli “Hammers”, club dalla tradizione ultracentenaria, se ne sono, infatti, assicurati le prestazioni sportive. Ad Angelo non può che andare il ringraziamento nostro e di tutto il popolo bianconero per la serietà e l’impegno con i quali ha onorato i colori della Juve in questi anni, e un “in bocca al lupo” per la nuova avventura». http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2015/11/angelo-ogbonna.html
  21. ANGELO OGBONNA https://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Ogbonna Nazione: Italia Luogo di nascita: Cassino (Frosinone) Data di nascita: 23.05.1988 Ruolo: Difensore Altezza: 191 cm Peso: 86 kg Nazionale Italiano Soprannome: - Alla Juventus dal 2013 al 2015 Esordio: 18.08.2013 - Supercoppa Italiana - Lazio-Juventus 0-4 Ultima partita: 30.05.2015 - Serie A - Verona-Juventus 2-2 55 presenze - 0 reti 2 scudetti 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Angelo Obinze Ogbonna (Cassino, 23 maggio 1988) è un calciatore italiano, difensore del West Ham Utd. Con la nazionale italiana è stato finalista all'Europeo di Polonia-Ucraina 2012. Angelo Ogbonna Ogbonna nel 2019 Nazionalità Italia Altezza 191 cm Peso 86 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra West Ham Utd Carriera Giovanili ????-2002 Montecassino 2002-2006 Torino Squadre di club 2006-2007 Torino 4 (0) 2007-2008 → Crotone 22 (0) 2008-2013 Torino 143 (1) 2013-2015 Juventus 55 (0) 2015- West Ham Utd 192 (8) Nazionale 2009-2010 Italia U-21 10 (0) 2011-2016 Italia 13 (0) Palmarès Europei di calcio Argento Polonia-Ucraina 2012 Biografia Nato in Italia da genitori nigeriani, cresce a Cassino, nel quartiere di San Bartolomeo. Si è laureato in giurisprudenza all'Università degli Studi di Torino. Caratteristiche tecniche Il suo ruolo naturale è quello di difensore centrale, ma è stato impiegato anche da terzino. È forte fisicamente ma anche veloce, potente e dotato di un buon sinistro che abbina a una discreta visione di gioco. Carriera Club Gli inizi a Torino e Crotone Inizia la carriera nel Montecassino, squadra giovanile della natia Cassino, nel quale ricopre immediatamente il ruolo di difensore centrale. Nel 2002 viene notato dal Torino, che, su indicazione di Antonio Comi, lo acquista per 3 000 euro inserendolo nel proprio settore giovanile. Nella stagione 2006-2007 viene spesso aggregato alla prima squadra e l'11 febbraio 2007 debutta in Serie A a 18 anni, in Torino-Reggina (1-2), scelto come titolare dall'allenatore Alberto Zaccheroni. Alla fine della stagione totalizza 4 presenze in campionato. Nell'agosto seguente si trasferisce in prestito al Crotone, in Serie C1, con cui riesce a fare esperienza disputando 22 partite di campionato e sfiorando la promozione in Serie B, sfumata nelle semifinali play-off. Ritorno a Torino Nella stagione 2008-2009 ritorna quindi a Torino, collezionando 19 presenze in campionato e 4 in Coppa Italia, ma la stagione si rivela negativa per la squadra, con la retrocessione dei granata nella serie cadetta. Con il torneo 2009-2010 conquista un posto da titolare nel reparto difensivo della squadra. Realizza inoltre il suo primo e unico gol in maglia granata, il 17 aprile 2010, nella sfida contro il Cesena terminata 1-1, ed è titolare anche nei play-off persi in finale contro il Brescia. Il 15 agosto 2010, nel secondo turno di Coppa Italia di fronte al Cosenza (battuto 3-1 ai supplementari), indossa per la prima volta la fascia di capitano del Torino. Il campionato, in cui colleziona 35 presenze, termina con l'8º posto in classifica e i play-off sfumati all'ultima giornata, con la sconfitta contro il Padova. Il 31 agosto 2011, in occasione della seconda giornata del campionato 2011-12 Torino-Cittadella (1-1), colleziona la 100ª presenza con la maglia granata. Juventus Ogbonna alla Juventus nel 2014 L'11 luglio 2013 passa dal Torino ai concittadini della Juventus per 13 milioni di euro (più 2 di bonus); Ogbonna diventa il primo calciatore della storia cresciuto nella squadra granata, fino a indossarne all'occorrenza la fascia di capitano, a passare ai rivali juventini, scatenando per questo molte antipatie nei suoi vecchi sostenitori torinisti. Veste la maglia bianconera per due stagioni, nelle quali contribuisce alla vittoria di altrettanti scudetti, di una Coppa Italia e di una Supercoppa italiana, i primi trofei della sua carriera, senza però riuscire a imporsi come titolare. West Ham Utd Il 10 luglio 2015 passa quindi a titolo definitivo alla formazione inglese del West Ham Utd per 11 milioni di euro. Il 30 dello stesso mese fa il suo esordio con la maglia claret and blue, nel terzo turno preliminare di Europa League contro i rumeni dell'Astra Giurgiu, rendendosi suo malgrado protagonista dell'autogol che vale il 2-2 finale. Ogbonna al West Ham Utd nel 2019 Esordisce in Premier League il 9 agosto seguente, nella vittoria per 2-0 contro l'Arsenal all'Emirates Stadium. Il 9 febbraio 2016 segna la sua prima rete per gli Hammers, decidendo al 121' minuto dei tempi supplementari la sfida del quarto turno di FA Cup contro il Liverpool (2-1); nell'occasione torna al gol dopo quasi sei anni. Nelle stagioni seguenti, pur tra alti e bassi, emerge comunque tra i punti fermi della squadra londinese nella seconda metà del decennio, pagando dazio solo nelle annate 2016-2017, quando un infortunio al ginocchio lo tiene lontano dai campi per alcuni mesi, e 2018-2019, dov'è inizialmente relegato nelle retrovie prima di riconquistare la titolarità nel corso del campionato. Nella stagione 2020-2021 è uno dei protagonisti della squadra che sfiora la qualificazione alla UEFA Champions League. In particolare, l'11 dicembre 2020 Ogbonna segna il gol della vittoria (2-1) nell'incontro in casa del Leeds Utd, consentendo così al West Ham Utd di ottenere la prima vittoria a Elland Road dal 2000. Nell'annata successiva, di contro, il suo apporto viene significativamente limitato da un grave infortunio al legamento crociato anteriore, patito nel novembre del 2021 e che costringe l'italiano a concludere anticipatamente il suo campionato. Ogbonna ritorna quindi in campo solo all'inizio dell'annata 2022-2023, aiutando gli Hammers a raggiungere la fase a gironi della Europa Conference League; la competizione sarà incamerata proprio dalla squadra inglese, con Ogbonna che scenderà in campo anche nella vittoriosa finale di Praga contro la Fiorentina (1-2). Nazionale Nel 2009 è convocato dalla Nigeria, allenata da Shaibu Amodu, per le amichevoli contro Irlanda e Francia, tuttavia rifiuta la convocazione nella speranza di una chiamata da parte della nazionale italiana. Il 12 agosto 2009 esordisce nell'Italia Under-21 nella partita amichevole persa 3-2 contro la Russia e giocata a San Pietroburgo. Giocando in coppia con Andrea Ranocchia al centro della difesa, partecipa alle qualificazioni all'Europeo 2011 e al doppio spareggio contro la Bielorussia, che sancisce l'eliminazione degli azzurrini. Il suo ciclo si conclude dunque in anticipo, con 10 presenze al suo attivo. Ogbonna in nazionale nel 2012 Il 3 giugno 2011 riceve la sua prima convocazione nell'Italia da parte del commissario tecnico Cesare Prandelli, in sostituzione dell'infortunato Alberto Aquilani: è la quarta volta nei precedenti trent'anni — gli altri casi furono Chinaglia nel 1972, Carnasciali nel 1993 e Maccarone nel 2002 — che un giocatore della Serie B è aggregato alla nazionale maggiore, eccezion fatta per la coppia milanista Baresi-Collovati post-Totonero e gli juventini post-Calciopoli. Viene convocato anche il 10 agosto successivo per un'amichevole contro la Spagna, e rimane nel gruppo per le successive gare di qualificazione al campionato d'Europa 2012, senza esordire. Il debutto in nazionale maggiore arriva l'11 novembre 2011, subentrando a Domenico Criscito al 77' dell'amichevole Polonia-Italia (0-2) disputata a Breslavia. Alla sua seconda presenza, il 29 febbraio 2012, viene schierato come titolare nella partita amichevole persa 1-0 contro gli Stati Uniti. Viene quindi inserito nella lista dei 23 convocati per la fase finale dell'Europeo in Polonia e Ucraina, nel quale non viene mai impiegato. Negli anni successivi rimane nel giro azzurro, ottenendo però solo qualche sporadica presenza fino al 2014. Ciò nonostante, dopo un biennio lontano dalla maglia azzurra, il 31 maggio 2016 viene inserito dal citì Antonio Conte nella lista dei 23 giocatori convocati per il campionato d'Europa 2016 in Francia, che per la nazionale italiana si concludono ai quarti di finale dopo la sconfitta ai tiri di rigore contro la Germania; Ogbonna gioca da titolare la terza e ultima sfida della fase a gironi, il 22 giugno, un'ininfluente sconfitta 0-1 contro l'Irlanda. Con il commissario tecnico Gian Piero Ventura scende in campo il 5 settembre 2016 nella partita di qualificazione al campionato del mondo 2018 giocata contro Israele ad Haifa, uscendo in seguito dal giro azzurro. Negli anni seguenti è saltuariamente richiamato in nazionale — senza tuttavia scendere in campo — una prima volta dal selezionatore ad interim Luigi Di Biagio nel 2018, in vista del ciclo di amichevoli contro Argentina e Inghilterra, in sostituzione dell'infortunato Giorgio Chiellini, e una seconda nel 2020, dal citì Roberto Mancini, per le sfide della fase a gironi della UEFA Nations League 2020-2021 e per l'amichevole contro l'Estonia. Palmarès Club Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2013 Campionato italiano: 2 - Juventus: 2013-2014, 2014-2015 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2014-2015 Competizioni internazionali UEFA Europa Conference League: 1 - West Ham Utd: 2022-2023
  22. ANDREA ZANCHETTA https://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Zanchetta Nazione: Italia Luogo di nascita: Gaglianico (Biella) Data di nascita: 02.02.1975 Ruolo: Allenatore Primavera Altezza: 180 cm Peso: 68 kg Soprannome: - Alla Juventus dal 2013 al 2014 1 supercoppa italiana Primavera Andrea Zanchetta (Gaglianico, 2 febbraio 1975) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico della formazione Under-18 dell'Inter. Andrea Zanchetta Nazionalità Italia Altezza 180 cm Peso 68 kg Calcio Ruolo Allenatore (ex centrocampista) Squadra Inter (Under-18) Termine carriera 4 novembre 2011 - giocatore Carriera Giovanili 1993-1994 Inter Squadre di club 1994-1995 Inter 2 (0) 1995-1997 Foggia 57 (7) 1997-2000 Chievo 100 (12) 2000-2001 → Reggina 24 (5) 2001 Chievo 2 (0) 2001-2003 → Vicenza 56 (6) 2003-2006 Chievo 68 (8) 2007-2009 Lecce 76 (9) 2009-2011 Cremonese 34 (6) Carriera da allenatore 2011 Cremonese Coll. tecnico 2011-2013 Cremonese Allievi 2013-2014 Juventus Primavera 2014-2015 Alessandria Berretti 2015-2016 Verona Coll. tecnico 2016-2019 Inter Under-17 2019-2020 Inter Under-18 2020-2021 Inter Under-17 2021- Inter Under-18 Carriera Giocatore Ha esordito in Serie A con l'Inter nella stagione 1994-1995, per poi passare al Foggia, in Serie B, con cui ha giocato due stagioni. Trasferitosi al Chievo, ha giocato con la squadra clivense per tre stagioni, prima di essere ceduto alla Reggina, in massima serie dove retrocede in B nonostante un'ottima stagione condita da 5 reti più una nello spareggio salvezza perso col Verona. È andato poi a giocare al Vicenza, prima di tornare nuovamente al Chievo. Nella stagione 2006-2007, dopo alcune buone prestazioni tra cui una rete al Parma e un gol su punizione contro l'Atalanta, in gennaio è acquistato a titolo definitivo dal Lecce, in cadetteria, divenendone il capitano e realizzando alcune reti da calcio piazzato. Ha raggiunto la promozione in A nel campionato 2007-2008, giocando coi salentini in massima categoria nella stagione seguente. Il 2 luglio 2009 passa alla Cremonese, segnando un gol all'esordio in campionato e contribuendo al 2-0 sul Viareggio. Il 4 novembre 2011 annuncia il suo ritiro dall'attività agonistica, in seguito a continui guai fisici. Allenatore Dopo il ritiro dal calcio giocato, rimane nei ranghi della Cremonese come collaboratore tecnico, assumendo il 4 novembre 2011 la guida tecnica della formazione "Allievi". L'11 luglio 2013 viene ingaggiato dalla Juventus come allenatore della squadra "Primavera", affiancato in panchina dal vice Fabio Grosso. Il 26 settembre successivo vince coi giovani bianconeri il suo primo trofeo da tecnico, conquistando la Supercoppa Primavera contro i pari età della Lazio. Viene esonerato l'11 marzo 2014, dopo la sconfitta interna subìta dal Parma, assumendo contemporaneamente sino al termine della stagione un diverso incarico all'interno del settore giovanile dei piemontesi. Per la stagione 2014-2015 viene ingaggiato dall'Alessandria come allenatore della formazione "Berretti". Nel luglio del 2015 entra nello staff del Verona, in qualità di collaboratore tecnico, lavorando per Andrea Mandorlini prima e Luigi Delneri poi. Nell'estate 2016 torna al calcio giovanile, assumendo la guida della formazione Under-17 di Serie A-B dell'Inter, con cui nella stagione 2016-2017 vince il titolo di campione d'Italia e la Supercoppa italiana. Nel 2018-2019 bissa il successo sia in campionato sia in Supercoppa. Nella stagione 2019-2020 passa ad allenare la formazione Under-18 nerazzurra. Nell'annata 2020-2021 torna alla formazione Under-17. Nella stagione seguente viene chiamato nuovamente a guidare la formazione Under-18. Palmarès Allenatore Supercoppa Primavera: 1 - Juventus: 2013 Campionato Nazionale Under-17: 2 - Inter: 2016-2017, 2018-2019 Supercoppa italiana Under-17: 2 - 2017, 2019
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