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ALEJANDRO MARQUÉS Nazione: Spagna Venezuela Luogo di nascita: Caracas (Venezuela) Data di nascita: 04.08.2000 Ruolo: Attaccante Altezza: 189 cm Peso: 76 kg Nazionale Spagnolo Under-19 Soprannome: - Alla Juventus dal 2020 al 2022 Esordio: 24.07.2021 - Amichevole - Juventus-Cesena 3-1 Ultima partita: 19.08.2021 - Amichevole - Juventus-Juve Next Gen 3-0 0 presenze - 0 reti Club career 07/2023 - 06/2024 Juventus II Forward GD Estoril Portugal Forward 07/2022 - 06/2023 #9 07/2022 - 07/2022 Juventus II Forward 08/2021 - 06/2022 CD Mirandés Forward 01/2020 - 08/2021 Juventus II Forward 02/2021 - 06/2021 Juventus Forward 03/2018 - 01/2020 FC Barcelona B Forward 07/2017 - 06/2019 FC Barcelona [Youth] Forward https://www.worldfootball.net/player_summary/alejandro-marques/
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MARZI Nazione: Italia Luogo di nascita: - Data di nascita: - Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1958 al 1959 Esordio: 04.12.1958 - Amichevole - Verbania-Juventus 1-1 0 presenze - 0 reti
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ALBERT ROUSSOS Nazione: Grecia Luogo di nascita: Rhodos Data di nascita: 22.02.1996 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 2012 al 2015 Esordio: 14.11.2012 - Amichevole - Juventus-Vallée d'Aoste 9-2 Ultima partita: 25.02.2015 - Amichevole - Juventus-Chieri 6-1 0 presenze - 0 reti
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LIVIO LUZZIETTI Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 24.04.1966 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1983 al 1984 Esordio: 10.11.1983 - Amichevole - Albese-Juventus 1-5 0 presenze - 0 reti
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E se dessero una chance a Paolo Montero, attuale tecnico dell'under-19?
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Massimiliano Allegri - Allenatore
Socrates ha risposto al topic di Socrates in Tutti Gli Uomini Della Signora
La Juve di Allegri va a rilento con le big in Italia e in Europa: da quando è in panchina solo tre vittorie e ben otto sconfitte. E quest'anno il trend sembra persino peggiorato FONTE -
PAOLO GOZZI IWERU https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Gozzi Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 25.04.2001 Ruolo: Difensore Altezza: 187 cm Peso: 74 kg Nazionale Italiano Under-19 Soprannome: - Alla Juventus-Juventus Under-23 dal 2015 al 2021 Esordio: 13.04.2019 - Serie A - Spal-Juventus 2-1 1 presenza - 0 reti 1 scudetto Paolo Gozzi Iweru (Torino, 25 aprile 2001) è un calciatore italiano di origini nigeriane, difensore del Red Star in prestito dal Genoa. Paolo Gozzi Nazionalità Italia Altezza 187 cm Peso 74 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Red Star Carriera Giovanili ????-2015 Pozzomaina 2015-2018 Juventus Squadre di club 2018-2020 Juventus U23 12 (0) 2018-2021 Juventus 1 (0) 2021-2022 → Fuenlabrada 23 (0) 2022 Genoa 0 (0) 2022-2023 → Cosenza 12 (0) 2023 → Pescara 0 (0) 2023- → Red Star 0 (0) Nazionale 2017 Italia U-16 6 (0) 2017-2018 Italia U-17 14 (0) 2018 Italia U-19 11 (0) Carriera Caratteristiche tecniche Svolge il compito di difensore centrale; essendo mancino può essere impiegato da braccetto sinistro di una difesa a tre, da terzino sinistro e da esterno sinistro basso. Club Giovanili Ha iniziato la propria carriera da calciatore tra le file del Pozzomaina, lasciato nel 2015 per unirsi ufficialmente alle giovanili della Juventus. Esordio alla Juventus Durante la stagione della Serie A 2018-2019, Gozzi ha fatto il proprio esordio per la prima squadra della Juventus, nella gara disputata il 13 aprile 2019 in trasferta contro la SPAL, persa dai bianconeri per 2-1. Gozzi ha esordito per la Juventus U23 il 28 ottobre 2020 in una sconfitta per 2-1 contro il Como in Serie C. Prestito in Spagna e ritorno in Italia Il 21 luglio 2021, Gozzi si è trasferito in prestito al Fuenlabrada, militante in Segunda División. Ha giocato la sua prima partita con il club spagnolo il 21 agosto seguente, nella gara vinta per 2-0 contro l'AD Alcorcón. Durante la sua permanenza, è diventato una presenza ricorrente nell'undici titolare del club, totalizzando 23 presenze nella stagione 2021-2022. Il 19 agosto 2022, la Juventus ha comunicato la cessione del giocatore a titolo definitivo al Genoa, a titolo gratuito. Poco dopo, il club genovese lo ha subito ceduto in prestito al Cosenza militante in Serie B. Tuttavia, il prestito è stato terminato anticipatamente il 31 gennaio 2023 a causa delle prestazioni opache del giocatore. Lo stesso giorno, verrà ingaggiato in prestito dal Pescara. La sua avventura nel club, però, è del tutto sottotono a causa dello scarso minutaggio concessogli dal tecnico Zdeněk Zeman. Totalizzerà solamente due presenze durante i play-off per la promozione in Serie B, non scendendo in campo per tutto il resto del campionato. Il 30 giugno 2023, tornerà al Genoa data la scadenza del prestito. Nazionale Gozzi è nato in Italia da genitori Nigeriani, scegliendo di vestire i panni della nazionale azzurra. Gozzi ha preso parte al Campionato europeo di calcio Under-17 2018 in Inghilterra, arrendendosi solo ai calci di rigore in finale contro i Paesi Bassi. Palmarès Campionato italiano: 1 - Juventus: 2018-2019
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GIANGIACOMO MAGNANI https://it.wikipedia.org/wiki/Giangiacomo_Magnani Nazione: Italia Luogo di nascita: Correggio (Reggio Emilia) Data di nascita: 04.10.1995 Ruolo: Difensore Altezza: 190 cm Peso: 87 kg Soprannome: - Alla Juventus nel 2018 0 presenze - 0 reti Giangiacomo Magnani (Correggio, 4 ottobre 1995) è un calciatore italiano, difensore del Verona. Giangiacomo Magnani Magnani nel gennaio 2018 con la maglia del Siracusa Nazionalità Italia Altezza 190 cm Peso 87 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Verona Carriera Giovanili Correggese Reggiana 2014 → Padova Squadre di club 2014-2015 Virtus Verona 27 (2) 2015-2017 Lumezzane 28 (1) 2017-2018 Siracusa 19 (1) 2018 Perugia 15 (0) 2018-2019 Sassuolo 19 (0) 2019-2020 → Brescia 2 (0) 2020 Sassuolo 8 (1) 2020-2022 Verona 39 (0) 2022 → Sampdoria 5 (0) 2022- Verona 0 (0) Caratteristiche tecniche È un difensore centrale, mancino di piede, abile nell'anticipo, nel confronto fisico e nel gioco aereo. Sa anche impostare da dietro. Carriera Inizi e Virtus Verona Nato a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, inizia a giocare a calcio nel AC Fabbrico, passando in seguito alla Reggiana, rimanendovi fino a fine 2013. Da gennaio a giugno 2014 gioca nella Primavera del Padova. Nella stagione 2014-2015 fa la sua prima esperienza nel calcio dei "grandi", giocando 27 gare e segnando 2 gol in Serie D con la Virtus Verona, con cui chiude il campionato 5º, perdendo il 1º turno dei play-off con il Ciserano. Lumezzane Per la stagione 2015-2016 va a giocare al Lumezzane, in Lega Pro. Debutta in rossoblù il 23 agosto 2015, in Coppa Italia Lega Pro, entrando all' 86' della vittoria per 1-0 nella fase a gironi sul campo del Renate. La prima in campionato la gioca invece il 19 settembre, alla 3ª giornata, entrando al 75' della sconfitta per 1-0 in trasferta contro il Padova. Segna il suo primo gol la stagione successiva, il 25 marzo 2017, nel 31º turno di Lega Pro, realizzando l'1-0 al 9' nella gara persa per 7-2 sul campo del Pordenone. Termina dopo 2 stagioni con 31 presenze e 1 rete, arrivando 13º il primo anno e 19º il secondo, retrocedendo in Serie D dopo la sconfitta ai play-out con il Teramo. Siracusa e Perugia Nel luglio 2017 passa al Siracusa, formazione militante in Serie C. Esordisce con i siciliani il 26 agosto, alla 1ª di campionato, in trasferta contro il Trapani, entrando al 60' della gara persa per 1-0. Partito inizialmente come riserva, pian piano guadagna la fiducia del mister e dell'ambiente, riuscendo nonostante la giovanissima età a risultare tra i più promettenti giovani in circolazione. Segna la sua prima rete il 4 novembre, realizzando il definitivo 2-3 all'83' nella sconfitta in casa contro la Paganese, al 12º turno di Serie C. Al termine del girone di andata, con l'apertura della sessione invernale di mercato, per lui fioccano diverse richieste dalla Serie B e passa a titolo definitivo (quadriennale per lui) al Perugia grazie anche alla collaborazione della Juventus, società che manifestando un concreto interesse per il difensore, lo segnala al club biancorosso in cadetteria, visti i buoni rapporti, portando nelle casse del Siracusa circa cinquecentomila euro. Al Siracusa collezionerà in totale 19 presenze ed 1 gol. Magnani nel giorno dei saluti, scriverà una lettera per ringraziare la città di Siracusa. A fine calciomercato invernale 2018 va a giocare in Serie B, al Perugia, che lo paga cinquecentomila euro. Debutta in biancorosso l'11 febbraio, giocando titolare nel pareggio per 1-1 sul campo del Parma, alla 25ª di campionato. Nella mezza stagione in Umbria chiude 8º in classifica, arrivando ai play-off, nei quali esce al turno preliminare contro il Venezia, chiudendo con 16 presenze. Juventus e Sassuolo Nell'estate dello stesso anno viene acquistato dalla Juventus per 5 milioni di euro, con cui partecipa al ritiro alla Continassa. A fine luglio passa a titolo definitivo al Sassuolo, sempre per 5 milioni di euro, con opzione di riacquisto da parte dei bianconeri. Esordisce con i neroverdi il 12 agosto, nel 3º turno di Coppa Italia, giocando tutti i 90 minuti del successo per 5-1 in casa contro la Ternana. Il debutto in Serie A arriva invece la settimana successiva, alla 1ª giornata, il 19 agosto, quando parte titolare nella vittoria interna per 1-0 sull'Inter, e disputando un'ottima partita. Brescia e ritorno al Sassuolo Il 7 agosto 2019, viene ceduto in prestito secco al Brescia, neopromosso in Serie A. Fa il suo esordio in campionato con la maglia delle rondinelle il 9 novembre successivo, nella partita persa per 4-0 in casa contro il Torino. Dopo sole 3 presenze complessive, il 31 gennaio 2020 fa ritorno al Sassuolo, con cui torna a giocare il successivo 1º febbraio in Serie A contro la Roma. Il 24 giugno 2020 realizza con la maglia neroverde il suo primo gol in massima serie, siglando il definitivo 3-3 nella trasferta di San Siro contro l'Inter. Verona e prestito alla Sampdoria Il 2 settembre 2020 si trasferisce in prestito con obbligo di riscatto al Verona. Il 16 gennaio 2022, dopo aver collezionato 41 presenze totali con gli scaligeri, passa a titolo temporaneo, con diritto di opzione, alla Sampdoria.
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OUMAR TOURE https://it.wikipedia.org/wiki/Oumar_Toure_(calciatore) Nazione: Guinea Luogo di nascita: Conakry Data di nascita: 18.09.1998 Ruolo: Centrocampista Altezza: 175 cm Peso: 64 kg Nazionale Guineano Under-20 Soprannome: - Alla Juventus dal 2016 al 2017 Esordio: 03.09.2016 - Amichevole - Juventus-Magenta 7-0 0 presenze - 0 reti Oumar Toure (Conakry, 18 settembre 1998) è un calciatore guineano, centrocampista del Créteil-Lusitanos 2. Oumar Toure Nazionalità Guinea Altezza 175 cm Peso 64 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Créteil-Lusitanos 2 Carriera Giovanili 2012-2014 Santarcangelo 2014-2015 → Inter 2015 Santarcangelo 2015-2018 Juventus Squadre di club 2015 Santarcangelo 0 (0) 2015-2018 Juventus 0 (0) 2018 → WSG Wattens 14 (0) 2018-2019 → Kukësi 0 (0) 2019 → Sparta 5 (0) 2020-2021 Alhaurín 15 (1) 2021- Créteil-Lusitanos 2 6 (0) Nazionale 2017-2018 Guinea U-20 2 (0) Carriera Club Nato in Guinea, a Conakry, in seguito si trasferisce in Italia, dove gioca nei romagnoli del Santarcangelo fino all'estate 2014, quando passa in prestito all'Inter, che lo inserisce negli Allievi Nazionali. I nerazzurri non lo riscattano e allora Toure ritorna al Santarcangelo. Rimane in gialloblu nel precampionato, debuttando in prima squadra il 13 agosto 2015 nella sfida del girone F di Coppa Italia Lega Pro sul campo del Rimini, entrando al 56' e vincendo per 2-1. Il 30 agosto, sempre nel girone di Coppa Italia Lega Pro, viene schierato titolare e sostituito al 67' nello 0-0 interno contro la Maceratese. L'ultimo giorno di calciomercato estivo va via un'altra volta in prestito, stavolta alla Juventus, entrando nella formazione Primavera dei bianconeri, che lo riscattano nell'estate 2016, dopo che nella precedente stagione aveva vinto il Torneo di Viareggio ed era stato sconfitto nelle finali di Coppa Italia Primavera dall'Inter e di campionato dalla Roma. Nazionale Nel 2017 viene convocato dalla nazionale Under-20 guineana per il Mondiale di categoria in Corea del Sud. Debutta il 23 maggio nella seconda gara del torneo, pareggiata per 1-1 a Jeonju contro l'Inghilterra, sfida nella quale rimane in campo per tutti i 90 minuti. Viene eliminato nel girone, dopo un punto ottenuto in tre gare. Palmarès Club Competizioni giovanili Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2016
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BLAISE MATUIDI «Essere stato un membro della famiglia Juventus è un sogno che si avvera, un onore. Ho scoperto un’istituzione incredibile, compagni di squadra che sono diventati molto di più. Rimarrò sempre il tuo fan numero 1, o meglio il numero 14. Grazie Juventus, grazie davvero». LA MAGLIA DELLA JUVE – PAGINA FACEBOOK DEL 14 AGOSTO 2020 Sembra ieri: correva l’estate del 2017 e salutavamo l’arrivo sotto la Mole bianconera di Blaise Matuidi, trentenne, reduce da una lunga teoria di successi colti nelle fila del PSG. Ma il tempo corre veloce, come lui e anche di più, ed è giunta l’ora di salutare il “Charo”, che dopo tre stagioni con la maglia della Juve si trasferirà negli States. Giocherà nell’Inter di Miami, club militante nella MLS e del quale è comproprietario David Beckham. Il centrocampista transalpino non è stato troppo amato dai fan della Vecchia, che non gli hanno mai perdonato un tocco di palla non eccessivamente raffinato, ma ne hanno apprezzato la generosità, la professionalità, la duttilità, la disponibilità a sbattersi per tutto e tutti. Durante la prima annata con noi, l’apporto di Blaise è risultato estremamente importante per la conquista del primato nazionale, e a un certo punto poteva rivelarsi a dir poco bagnato dall’immortalità sportiva. La compagine di Allegri cominciò la stagione 2017-18 a buon ritmo, trascinata da un Dybala in stato di grazia: i gol della “Joya” mascherarono i problemi strutturali che minavano l’equilibrio della squadra. Il 4-2-3-1 che tante soddisfazioni ci aveva regalato fino a pochi mesi prima appariva come un abito un po’ sgualcito, financo logoro. Il sistema di gioco non era più interpretato con la stessa intensità dai suoi protagonisti. Nonostante l’irrobustimento del reparto offensivo, potenziato sugli esterni dall’ingaggio di Bernardeschi e Douglas Costa, i nostri eroi stavano manifestandosi incapaci, per un motivo o per l’altro, di garantire la congrua dose di atletismo e spirito di sacrificio necessari alla bisogna. La difesa si ritrovava sovente scoperta, schermata saltuariamente centralmente e poco sostenuta sugli esterni. Il 19 novembre Madama subì un 3-2 a Genova, sponda blucerchiata, che sciolse definitivamente i dubbi che pervadevano Max Allegri. Il tecnico livornese non era da un bel po’ di tempo, soddisfatto della fase incontristica del complesso, ma mettere da parte un congegno che egli stesso aveva concepito e tanto bene si era espresso in passato non era una scelta semplice neanche per un tipo pragmatico come lui. Del resto, non si poteva proseguire su quella linea, e Max decise di potenziare stabilmente la Juventus sul piano dinamico e agonistico: cominciò a inserire senza soluzione di continuità Matuidi nell’undici titolare, che aveva ormai terminato il periodo di rodaggio mentale e tecnico che il mister riservava generalmente ai nuovi arrivati, più o meno giovani, più o meno esperti. Il francese, che fino a quel punto aveva comunque disputato gare di estrema sostanza e utilità, divenne un cardine del 4-3-3 verso il quale la Zebra virò progressivamente, e che divenne il modulo di riferimento del settimo scudetto consecutivo. Non vogliamo (e non ci piace) ridurre il calcio a formulette matematiche intrise di magie: ma l’ex parigino si rivelò un eccellente propellente per la Juve. “Octopus” non si risparmiava mai: talvolta appariva strategicamente disordinato, ma rallentava le iniziative avversarie sul nascere senza esimersi dal contribuire a sporcarle nella loro fase terminale. Macinava chilometri, arretrava e si riproponeva con lodevole costanza, non si tirava mai indietro da un contrasto, una sovrapposizione, un raddoppio di marcatura. Si appropriò della fascia sinistra con impegno e dedizione. Non riuscì a farsi trovare sempre preciso in fase di costruzione, ma alla resa dei conti si fece apprezzare e non poco. Naturalmente, va sottolineato come la sconfitta contro i blucerchiati non depresse i piemontesi, ma li stimolò a tornare più forti di prima: la Juve, per tradizione, non si deprime di fronte a uno schiaffo, lo incassa, lo analizza, si ricarica e lo sfrutta per ripresentarsi ancor più granitica. E lo scriviamo per amor di verità, senza nulla togliere a quanto di buono appena vergato sui meriti dell’ “avvoltoio”. Matuidi fu uno dei protagonisti del nuovo corso varato dall’allenatore toscano, senza se e senza ma, anche se è opportuno ricordare l’importanza del formidabile gruppo in cui si ritrovò a operare. E, l’11 aprile del 2018, in occasione del match del Bernabéu fra Real Madrid e Juventus, sfiorò l’immortalità nella saga del club sabaudo. Sul risultato di 2-0 per noi, al 16’ della ripresa, il nostro sfruttò un’incertezza di Navas e andò a rete, portandoci momentaneamente a un triplo vantaggio che avrebbe significato una qualificazione alle semifinali di Champions League dai contorni leggendari. Purtroppo, allo scadere, un rigore di Cristiano regalò il passaggio del turno ai suoi, rendendo vana una rimonta comunque epocale; sminuendo, seppur ingiustamente ma fatalmente, il gol del mediano con la maglia numero 14. Le prove offerte dal calciatore dai mille soprannomi sono calate di tono lungo l’arco del triennio trascorso a difendere i nostri colori. Un calo fisiologico: a una certa età, accade che un anno in più gravi enormemente su un atleta, accorciandogli drasticamente il minutaggio qualitativamente utile. Nel caso di Matuidi, che in carriera ha sempre dato tutto, un calo totalmente comprensibile. Blaise se ne va negli USA con un ruolino di 133 gare, 8 reti e 5 titoli messi insieme con la nostra maglia: non male. Il Campione del Mondo ha chiosato con affetto sulla sua avventura torinese, ricambiato dalla società, che ne ha lodato quanto offerto alla causa e il complesso dei risalti ottenuti nel corso della lunga e proficua carriera. Al termine della notte di Madrid ci trovammo orgogliosi, tristi, arrabbiati: in ognuno di noi i sentimenti si mischiavano e per ognuno di noi ce n’era uno che prevaleva sugli altri. Malgrado la delusione finale che inevitabilmente ci attanagliò, non potremo comunque dimenticare l’attimo in cui i cavalieri si erano palesati a compiere interamente l’impresa. L’attimo in cui segnò Matuidi. Lo vogliamo ricordare così. MILENA TRECARICHI, JUVENTIBUS.COM DEL 10 AGOSTO 2020 Et voilà, la rivoluzione 2.0 di Andrea Pirlo inizia col botto: Blaise Matuidi saluta la Juventus dopo tre anni di militanza. Il campione del mondo è stato uno dei punti fermi di Allegri prima, e di Sarri poi, grazie alle sue abilità di movimento senza palla, nonostante la tecnica sopraffina non sia mai stata il suo punto di forza. Impegno, corsa, mai una parola fuori posto, un professionista dentro e fuori dal campo. Blaise ha rappresentato i polmoni della squadra in questi tre anni, adesso da professionista qual è, ha capito che era giunto il momento di dirsi addio e senza batter ciglio, senza fare alcun tipo di ostruzionismo si è fatto da parte. Arrivato nell’estate del 2017, il numero 14 lascia la Juventus dopo 132 presenze e 8 gol. Uno di questi, l’illusorio 0-3 di Madrid nel 2018, quando la Juve stava per riuscire nella titanica impresa di ribaltare lo 0-3 dell’andata contro il Real. Sempre a Madrid, nella Champions League di quest’anno, ha siglato il momentaneo 0-2 contro l’Atletico al Wanda Metropolitano. Ora la Charo dance, il simpatico balletto con cui Blaise ha sempre festeggiato i suoi gol, farà scalo a Miami, dove è pronto ad accoglierlo David Beckham. La rivoluzione 2.0 di Pirlo è appena iniziata, nel frattempo Mercì Blaise et Adieu! DAL SITO UFFICIALE Grazie di tutto, Blaise! Con i nostri colori ha lottato in ogni singola partita, in pressione costante sugli avversari, strappando una marea di palloni e rilanciando l’azione. Ora, dopo tre stagioni, cinque titoli vinti (3 Scudetti, 1 Coppa Italia e 1 Supercoppa Italiana), Blaise Matuidi e la Juventus si salutano in seguito alla risoluzione consensuale del contratto. Campione del Mondo con la Francia a Russia 2018, il transalpino ha sempre avuto un DNA vincente: lo dimostra la sua carriera, fin da quando indossava la casacca del Paris Saint-Germain, l’ultima squadra nella quale ha militato prima del suo arrivo a Torino, avvenuto nell’estate del 2017, a 30 anni. “Charo”, diminutivo di “charognard”, avvoltoio in francese, dalla stagione del suo approdo alla Juventus (2017-18), nessun giocatore bianconero ha collezionato più presenze in Serie A di lui (98). Non solo: considerando tutte le competizioni, a partire dal 2017-18, solo Paulo Dybala (134) ha disputato più partite di Blaise (133) con la nostra maglia. Tutto questo, segnando 8 reti, fornendo 5 assist, intercettando 114 palloni e vincendo 210 contrasti, con una precisione nel passaggio dell’89%. La prima delle 133 gare disputate in bianconero risale al 19 agosto 2017, nel 3-0 interno inflitto al Cagliari. La prima rete arriva invece quattro mesi dopo, a Bologna, con un tiro tanto preciso quanto angolato che supera Mirante. È stata soprattutto la sua sostanza nella linea mediana a fare la differenza, e a renderlo un giocatore molto amato al pubblico bianconero: per la sua grinta, per la sua caparbietà e per la capacità di non mollare mai. Ed è per tutte queste sue caratteristiche e per il grandissimo impegno che ha sempre messo in campo con noi, che lo ringraziamo di cuore. E gli auguriamo buona fortuna per il futuro. Merci, Blaise! http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/11/blaise-matuidi.html
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BLAISE MATUIDI https://it.wikipedia.org/wiki/Blaise_Matuidi Nazione: Francia Luogo di nascita: Tolosa Data di nascita: 09.04.1987 Ruolo: Centrocampista Altezza: 175 cm Peso: 70 kg Nazionale Francese Soprannome: Charognard (Avvoltoio) - Octopus - Testa tra le Nuvole - Marathon Man Alla Juventus dal 2017 al 2020 Esordio: 19.08.2017 - Serie A - Juventus-Cagliari 3-0 Ultima partita: 01.08.2020 - Serie A - Juventus-Roma 1-3 133 presenze - 8 reti 3 scudetti 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Campione del mondo 2018 con la nazionale francese Blaise Matuidi (Tolosa, 9 aprile 1987) è un ex calciatore e dirigente sportivo francese, di ruolo centrocampista, direttore sportivo del Miami City. Campione del mondo con la nazionale francese nel 2018. Dopo gli esordi nel Troyes ed essersi messo in luce nel Saint-Étienne, sale alla ribalta nel Paris Saint-Germain dove spende la parte più significativa della carriera, dal 2011 al 2017, vincendo quattro campionati francesi consecutivi (dal 2012-13 al 2015-16) e altrettante Coppe di Lega consecutive (dal 2013-14 al 2016-17), oltre a tre Coppe di Francia consecutive (dal 2014-15 al 2016-17) e cinque Supercoppe francesi consecutive (dal 2013 al 2017). Si mantiene ad alti livelli anche nella successiva esperienza alla Juventus, dove milita dal 2017 al 2020, vincendo tre campionati italiani consecutivi (dal 2017-18 al 2019-20), una Coppa Italia (2017-18) e una Supercoppa italiana (2018). Con la nazionale ha preso parte ai Mondiali di Brasile 2014 e Russia 2018, trionfando in quest'ultimo, e agli Europei di Polonia-Ucraina 2012 e Francia 2016, finalista in quest'ultimo. È stato inoltre eletto calciatore francese dell'anno da France Football nel 2015 e inserito due volte da UNFP nella squadra ideale della Ligue 1 (2013 e 2016). Blaise Matuidi Matuidi al Paris Saint-Germain nel 2012 Nazionalità Francia Altezza 175 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Inter Miami Carriera Giovanili 1993-1998 Fontenay 1998-2001 Vincennes 2001-2002 Créteil-Lusitanos 2002-2003 INF Clairefontaine 2003-2005 Troyes Squadre di club 2004-2007 Troyes 67 (4) 2007-2011 Saint-Étienne 132 (3) 2011-2017 Paris Saint-Germain 204 (23) 2017-2020 Juventus 133 (8) 2020-2022 Inter Miami 47 (2) Nazionale 2004-2005 Francia U-18 9 (0) 2005-2006 Francia U-19 9 (0) 2006-2009 Francia U-21 19 (0) 2010-2019 Francia 84 (9) Palmarès Mondiali di calcio Oro Russia 2018 Europei di calcio Argento Francia 2016 Biografia Nato a Tolosa, è poi cresciuto a Parigi da genitori angolani, i quali lasciarono il paese d'origine a causa della guerra civile, rifugiandosi nell'allora Zaire. Si definisce soprattutto di cultura congolese, visto che conosce la lingua lingala ma non quella portoghese. Si sposa il 2 luglio 2017 con Isabelle, con la quale ha tre figli. Caratteristiche tecniche È un centrocampista mancino completo, buon costruttore di gioco, che rende al meglio in fase di interdizione e recupero, con grande capacità di corsa e grinta. Duttile e atletico, all'occorrenza può essere impiegato con discreti risultati anche sulla fascia sinistra, come esterno o terzino. Carriera Giocatore Club Troyes, Saint-Étienne e Paris Saint-Germain Dopo essere cresciuto in club minori, ed essere poi transitato per l'accademia nazionale francese di INF Clairefontaine, approda nelle file del Troyes dove milita dal 2004 al 2007; esordisce in prima squadra a 17 anni il 23 novembre 2004, sotto la guida del tecnico Jean-Marc Furlan, il quale lo schiera titolare nella partita di Ligue 2 vinta 2-1 contro il Gueugnon. Viene quindi acquistato dal Saint-Étienne dove rimane per il successivo quadriennio, debuttando con i Verts anche in campo internazionale in occasione della Coppa UEFA 2008-2009. Nell'estate 2011 si trasferisce al Paris Saint-Germain per 10 milioni di euro. Milita nei Rouge-et-Bleu per sei stagioni, raccogliendo i suoi primi successi tra cui 4 campionati francesi, 5 Supercoppe di Francia, 4 Coppe di Lega e 3 Coppe di Francia; con i Parisiens fa inoltre il suo debutto in Champions League nell'edizione 2012-2013. Resta a Parigi sino all'estate 2017: l'ultimo trofeo vinto sarà la Supercoppa di Francia, aggiudicata in luglio a danno del Monaco. Juventus e Inter Miami Nell'agosto 2017 si accasa agli italiani della Juventus, acquistato per 20 milioni di euro (più bonus). Debutta con la maglia bianconera e in Serie A il 19 dello stesso mese, nella vittoria casalinga per 3-0 contro il Cagliari; il suo primo gol arriva il successivo 17 dicembre, chiudendo il tabellino nella vittoria esterna di campionato contro il Bologna (3-0); l'11 aprile 2018 trova la sua prima rete juventina in Champions League, siglando il momentaneo 0-3 nella sfida del Bernabéu contro il Real Madrid (1-3), nel ritorno dei quarti di finale. Presto emerso tra i punti fermi del centrocampo juventino, chiude la sua prima stagione a Torino con un double nazionale. Si ripete come numero di gol in campionato anche nella stagione seguente (in cui continua a essere un titolare del centrocampo dei torinesi), conquistando di nuovo il titolo italiano insieme alla Supercoppa italiana, e mantiene un ruolo centrale nell'undici bianconero anche nell'annata 2019-2020, dopo l'avvicendamento tecnico tra Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri, nonostante con quest'ultimo vada incontro a un calo di rendimento che lo porta a essere rimpiazzato, nel corso della stagione, dal connazionale Adrien Rabiot. Il 12 agosto 2020, poche settimane dopo la vittoria del suo terzo Scudetto consecutivo, risolve consensualmente il contratto con la società torinese, chiudendo l'esperienza in bianconero dopo tre stagioni e cinque titoli vinti. Il giorno seguente si accorda con l'Inter Miami, club statunitense militante nella Major League Soccer, con cui gioca per il successivo biennio. Lascia la squadra di Miami nel gennaio 2022 e, pur intraprendendo nel frattempo la carriera dirigenziale, nell'immediato non dà l'addio al calcio giocato, decisione ufficializzata solo nel dicembre seguente. Nazionale Matuidi in azione con la maglia della Francia nel 2013 Ottiene la sua prima convocazione nella nazionale francese da parte del commissario tecnico Laurent Blanc in occasione dell'amichevole contro la Norvegia dell'11 agosto 2010. Debutta con la maglia della nazionale il successivo 7 settembre, all'età di 23 anni, durante la sfida contro la Bosnia ed Erzegovina giocata a Sarajevo, valida per le qualificazioni al campionato d'Europa 2012, subentrando a Florent Malouda. Viene convocato per la fase finale della manifestazione in Polonia e Ucraina, senza però mai scendere in campo a causa di un infortunio alla coscia rimediato prima dell'inizio del torneo. Sotto la guida del selezionatore Didier Deschamps, il 5 giugno 2013, in occasione dell'amichevole persa per 1-0 contro l'Uruguay, veste per la prima volta la fascia di capitano dei Bleus dal primo minuto. Segna invece il suo primo gol nell'amichevole del 5 marzo 2014 vinta per 2-0 contro i Paesi Bassi. L'8 giugno dello stesso anno arriva la sua prima doppietta in maglia bleu, nella partita amichevole vinta 8-0 contro la Giamaica. Al campionato del mondo 2014 in Brasile disputa cinque partite, andando a segno nella vittoria francese 5-2 contro la Svizzera. Successivamente convocato per il campionato d'Europa 2016 organizzato dalla Francia, in cui i Bleus si arrendono in finale al Portogallo, e dove Matuidi scende in campo in ogni partita della nazionale transalpina. Nelle qualificazioni al campionato del mondo 2018, alla penultima giornata realizza alla Bulgaria il decisivo 1-0 che vale la qualificazione francese. Confermato per la fase finale in Russia, è tra i titolari dei Bleus che il 15 luglio 2018, dopo la vittoriosa finale di Mosca contro la Croazia (4-2), si laureano campioni del mondo per la seconda volta nella storia. Dopo il mondiale russo Matuidi continua a essere convocato sino a novembre 2019, poi per il trasferimento del calciatore in MLS, non viene più convocato da Deschamps. In totale vanta 84 presenze e 9 reti con la maglia nazionale. Dirigente Il 19 maggio 2021, parallelamente all'attività agonistica, intraprende la carriera dirigenziale assumendo il ruolo di direttore sportivo del Miami City, club statunitense militante nella USL League Two. Palmarès Matuidi posa insieme ai suoi figli con la Coppa del Mondo vinta dai Bleus al campionato del mondo 2018 Club Campionato francese: 4 - Paris Saint-Germain: 2012-2013, 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016 Coppa di Lega francese: 4 - Paris Saint-Germain: 2013-2014, 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017 Coppa di Francia: 3 - Paris Saint-Germain: 2014-2015, 2015-2016, 2016-2017 Supercoppa francese: 5 - Paris Saint-Germain: 2013, 2014, 2015, 2016, 2017 Campionato italiano: 3 - Juventus: 2017-2018, 2018-2019, 2019-2020 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2017-2018 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2018 Nazionale Campionato mondiale: 1 - Russia 2018 Individuale Trophées UNFP du football: 2 - Squadra ideale della Ligue 1: 2013, 2016 Calciatore francese dell'anno: 1 - 2015 Globe Soccer Awards: 1 - Premio alla carriera: 2018 Onorificenze Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore — Parigi, 31 dicembre 2018. Di iniziativa del Presidente della Repubblica francese.
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MATHEUS PEREIRA https://it.wikipedia.org/wiki/Matheus_Pereira_(calciatore_1998) Nazione: Brasile Luogo di nascita: San Paolo Data di nascita: 25.02.1998 Ruolo: Centrocampista Altezza: 181 cm Peso: 69 kg Nazionale Brasiliano Under-17 Soprannome: Pirulão Alla Juventus e Juventus Under-23 dal 2018 al 2019 Esordio: 27.04.2019 - Serie A - Inter-Juventus 1-1 Ultima partita: 26.05.2019 - Serie A - Sampdoria-Juventus 2-0 3 presenze - 0 reti 1 scudetto 1 supercoppa italiana Matheus Pereira da Silva, noto semplicemente come Matheus Pereira (San Paolo, 25 febbraio 1998), è un calciatore brasiliano, centrocampista dell'Eibar. Matheus Pereira Nazionalità Brasile Altezza 181 cm Peso 69 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Eibar Carriera Giovanili 2009-2015 Corinthians Squadre di club 2015-2016 Corinthians 1 (0) 2016-2017 Empoli 1 (0) 2017 Juventus 0 (0) 2017-2018 → Bordeaux 2 2 (0) 2018 → Paraná 2 (0) 2018-2019 Juventus U23 22 (5) 2018-2019 Juventus 3 (0) 2019-2020 → Digione 10 (0) 2020-2022 Barcellona B 21 (0) 2022- Eibar 0 (0) Nazionale 2014-2015 Brasile U-17 8 (0) Palmarès Campionato sudamericano Under-17 Oro Paraguay 2015 Caratteristiche tecniche È un trequartista. Carriera Cresciuto nel settore giovanile del Corinthians, ha esordito in prima squadra il 23 agosto 2015 disputando l'incontro di Série A vinto 3-0 contro il Cruzeiro. Il 26 giugno 2016 è stato acquistato a titolo definitivo dall'Empoli in sinergia con la Juventus, che non avrebbe potuto tesserarlo per via delle norme sugli extracomunitari. Ha debuttato in Serie A il 6 novembre seguente disputando gli ultimi minuti del match vinto 4-0 contro il Pescara. Nel gennaio 2017 è passato in prestito alla Juventus, con cui ha trascorso 6 mesi in primavera per poi essere riscattato a titolo definitivo. Per la stagione 2017-2018 è stato ceduto in prestito al Bordeaux, ma dato lo scarso utilizzo a gennaio è rientrato a Torino facendo poi ritorno in patria al Paraná fino al termine della stagione. Confermato nella rosa della formazione Under-23 per la stagione 2018-2019, è stato più volte convocato in prima squadra nel finale di stagione, riuscendo a esordire il 27 aprile in occasione della trasferta pareggiata 1-1 contro l'Inter, in cui ha anche sfiorato il goal del 2-1. Al termine del campionato mette a referto 3 incontri con il club bianconero, che gli permettono di fregiarsi, pur da comprimario, della vittoria dello scudetto. Il 29 agosto 2019 è stato ceduto in prestito al Digione. Passa quindi al Barcellona B e nel 2022 all'Eibar sempre in Spagna. Palmarès Club Campionato brasiliano: 1 - Corinthians: 2015 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2018 Campionato italiano: 1 - Juventus: 2018-2019 Nazionale Campionato sudamericano Under-17: 1 - 2015
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LEONARDO MANCUSO https://it.wikipedia.org/wiki/Leonardo_Mancuso Nazione: Italia Luogo di nascita: Milano Data di nascita: 26.05.1992 Ruolo: Attaccante Altezza: 182 cm Peso: 78 kg Soprannome: - Alla Juventus nel 2017 0 presenze - 0 reti Leonardo Mancuso (Milano, 26 maggio 1992) è un calciatore italiano, attaccante del Como in prestito dal Monza. Leonardo Mancuso Nazionalità Italia Altezza 182 cm Peso 78 kg Calcio Ruolo Attaccante Squadra Como Carriera Giovanili ????-2001 Lacchiarella 2001-2011 Milan Squadre di club 2011-2012 Pizzighettone 37 (11) 2012-2014 Carrarese 54 (11) 2014-2015 Cittadella 14 (0) 2015-2016 Catanzaro 50 (5) 2016-2017 Sambenedettese 37 (22) 2017 Juventus 0 (0) 2017-2019 Pescara 69 (28) 2019-2022 Empoli 83 (34) 2022 Monza 16 (1) 2022- → Como 3 (1) Caratteristiche tecniche Gioca principalmente come ala destra in un tridente offensivo, ma può agire anche sulla fascia opposta o come prima punta di movimento. Si dimostra inoltre un ottimo rigorista, in carriera ha messo a segno 18 penalty su 25 calciati. Carriera Club Gli inizi al Pizzighettone e alla Carrarese Primi calci a Lacchiarella, il suo paese, successivamente cresce calcisticamente nel settore giovanile del Milan, per poi passare nell'estate 2011 in Serie D nel Pizzighettone. Nella stessa stagione gioca anche il Torneo di Viareggio disputando 4 presenze con la Rappresentativa di Serie D, arrivando sino ai quarti di finale, persi poi con la Roma. Nell'estate 2012 rimasto svincolato, si trasferisce alla Carrarese militando in Lega Pro Prima Divisione. In due anni con la società toscana raccoglie 56 presenze siglando 11 reti. Cittadella, Catanzaro e il passaggio alla Sambenedettese Il 1º luglio 2014 si trasferisce al Cittadella, società di Serie B. Il 1º settembre seguente, fa il suo esordio in serie cadetta nella partita pareggiata 1-1 in trasferta contro il Modena dove sostituisce al 76º Alessandro Sgrigna. Nel gennaio 2015 si trasferisce in prestito fino al termine della stagione al Catanzaro. Tuttavia durante la sessione estiva viene ceduto a titolo definitivo alla società calabrese. Con i giallorossi disputa in un anno e mezzo 52 partite segnando 5 reti. Il 5 agosto 2016 firma un contratto annuale con la Sambenedettese. Alla fine della stagione 2016-2017 si laurea capocannoniere del campionato di Lega Pro 2016-2017 Girone B con 22 reti (esclusi i play-off). Conclude la sua stagione con i marchigiani disputando globalmente tra tutte le competizioni 42 presenze realizzando 26 reti. Pescara e Juventus Nell'estate 2017 viene acquistato a parametro zero dal Pescara. Il 27 agosto seguente, fa il suo esordio con la società biancoazzurra in serie cadetta, segnando all'esordio nel 5-1 interno rifilato al Foggia (siglando così la sua prima marcatura in Serie B). Il 31 gennaio 2018 viene ingaggiato dalla Juventus in uno scambio con Cristian Bunino. Rimane in prestito al Pescara fino al giugno 2019. Il 22 aprile 2018 realizza la sua prima tripletta in carriera in Serie B nella vittoria interna per 3-2 contro lo Spezia. Si ripete il 30 dicembre dello stesso anno, mettendo a referto un'altra tripletta, nella vittoria del Pescara in trasferta per 4-2 sul campo della Salernitana. Empoli Il 13 luglio 2019 viene acquistato a titolo definitivo dall'Empoli per 4,5 milioni, con cui firma un contratto quadriennale. Il debutto con i toscani arriva l'11 agosto nella partita di Coppa Italia con la Reggina (2-1), in cui segna il gol del momentaneo 1-0. Il 24 settembre successivo, realizza la sua prima doppietta in campionato con la maglia azzurra, nel derby toscano vinto per 3-2 in trasferta contro il Pisa. Il 3 luglio 2020 realizza una doppietta decisiva, nella partita vinta per 2-0 in trasferta contro il Venezia. Il 28 ottobre successivo, sigla una tripletta nella partita di Coppa Italia vinta per 4-2 a Benevento. Il 12 dicembre dello stesso anno realizza il suo primo poker in carriera in Serie B (di cui le prime tre reti personali in soli tre minuti) nella larga vittoria esterna per 2-5 contro la Virtus Entella. Il 21 agosto 2021 esordisce in Serie A in occasione della sconfitta per 1-3 contro la Lazio. Sette giorni dopo mette a segno la sua prima rete in massima serie contro la Juventus, risultando decisivo nella trasferta vittoriosa per 0-1 all'Allianz Stadium, in quello che è stato il primo successo dei toscani sul campo dei bianconeri nella loro storia. Tuttavia dopo due partite sottotono perse con Venezia e Sampdoria, Mancuso perde il posto da titolare per il resto del campionato, peraltro subentrando raramente. Realizza una doppietta in Coppa Italia nella partita vinta 4-3 a Verona. Monza e prestito al Como Il 20 gennaio 2022 passa in prestito al Monza, riscendendo di categoria. Il 6 febbraio successivo esordisce con i brianzoli nella sconfitta per 3-2 in casa della Cremonese, mentre il 12 marzo segna la sua prima rete, chiudendo il poker casalingo al L.R. Vicenza. Dopo aver aiutato il Monza alla loro prima storica promozione in Serie A, segnando un gol nei playoff, scattò il riscatto del cartellino del giocatore. Venne mandato in prestito annuale al Como il 26 luglio 2022. Il 13 agosto, nell'esordio in campionato con i lariani segna il gol del momentaneo vantaggio contro il Cagliari, partita poi finita sull'1-1. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato italiano di Serie B: 1 - Empoli: 2020-2021 Individuale Capocannoniere della Lega Pro: 1 - 2016-2017, girone B (22 gol)
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DOUGLAS COSTA «Ciao bianconeri... è stato un piacere indossare questa maglia!!! E solo chi l’ha indossato sa di cosa parlo... in bocca al lupo per questa stagione e un abbraccio. Vostro flash». MATTIA DEMITRI, JUVENTIBUS.COM DEL 16 GIUGNO 2017 “Un disperato tentativo di ottenere un aumento, ma da noi queste cose non funzionano, può provarci pure 10 volte”. A parlare è il presidente del Bayern Monaco Uli Hoeness, evidentemente infastidito dalle dichiarazioni di Douglas Costa, che questo inverno sosteneva di avere offerte convincenti dalle big di tutta Europa. A distanza di mesi possiamo finalmente constatare che ognuno ha avuto ciò che prometteva, i tedeschi non hanno ceduto alle pressioni e Douglas avrà un ricco contratto. Sappiamo anche da chi proveniva la fantomatica offerta. Douglas Costa de Souza, classe ‘90 da Sapucaia do Sul, sarà con buona probabilità il pezzo grosso del mercato bianconero, la stella che può migliorare la squadra finalista di coppa, il top player che aspettiamo. È possibile che non tutti siano d’accordo con questa definizione, il brasiliano infatti viene da una stagione travagliata, nella quale ha visto più la panchina che il campo. Messo da parte per le questioni contrattuali sopra citate e per delle difficoltà ambientali. La sua situazione ricorda per certi versi il trasferimento di un altro top player sudamericano in difficoltà, quel Carlos Tevez grasso e spento a Manchester che è ritornato héroe del pueblo sotto la Mole. Douglas nasce trequartista al Gremio. Gioiello dal talento cristallino, impossibile a Porto Alegre sottrarsi dall’etichetta di nuovo Ronaldinho. Si fa conoscere al mondo durante il mondiale under 20 del 2009, dove trascina il Brasile fino in fondo a suon di prestazioni eccellenti. Purtroppo i verdeoro perderanno in finale ai rigori contro il Ghana, ma Douglas vincerà un biglietto per l’Europa. Ancora giovanissimo si trasferisce nel grigio campionato ucraino, a illuminare Donetsk con gli altri brasiliani della banda di Lucescu. Dal maestro impara, si costruisce come giocatore e come atleta, diventa più versatile e da enganche estroso ma anarchico si trasforma in una letale ala iper cinetica, affilata ed efficace. Nel Donbass rimane a maturare per qualche anno relativamente all’oscuro dagli occhi del grande pubblico, fino quasi a perdere l’aura del predestinato. La sua esplosione definitiva avviene a 24 anni, nel Bayern Monaco, sotto la guida di un altro maestro, Guardiola. A sorpresa Pep richiede espressamente l’acquisto di questo brasiliano sperduto in un campionato minore, nonostante abbia un portafoglio gonfio e carta bianca sul mercato. L’intenzione è quella di pimpare il chirurgico congegno bavarese con un po’ di futebol bailado. Il mix funziona, Costa ha un impatto clamoroso sulla Bundesliga. Grazie al lavoro di potenziamento fisico dello staff e al sistema di gioco che ne esalta le caratteristiche, nella prima parte di stagione risulta devastante, nessuno riesce a fermarlo. A interrompere la sua parabola ci ha pensato (o dovuto pensare) in questi mesi Carletto, e non è difficile dedurne il motivo. Douglas Costa è un atleta dal fisico compatto ed esplosivo, 1.72 m per 65 kg. A vederlo però si direbbe pesi anche di più, ha gambe potenti e muscoli sviluppati. Chiaramente è veloce, potremmo paragonarlo a una freccia come Cuadrado, ma ha qualcosa in più, è anche resistente: sopporta contrasti, spinte, tirate di maglia e salta come un grillo per evitare i tackle e agganciare palloni volanti. Il suo incedere non è condizionato dai difensori, è capace di mantenere la velocità dell’allungo e inoltre è dotato di un notevole secondo scroll di accelerazione, come avesse un turbo incorporato. Questa è una dote che pochi giocatori possiedono, campioni come Bale, Messi e il nostro Alex Sandro. Ha un’alta frequenza nella corsa, è agile, i piedi veloci gli consentono di mutare repentinamente velocità e direzione o di calciare in una frazione di secondo, scaricando tutta la forza che ha nelle gambe senza bisogno di ampi movimenti. Il motore che nasconde è elastico, privo di quello che in gergo viene definito lag, l’attesa tra la richiesta e l’erogazione della potenza. Grazie alle sue doti dinamiche è passato ben presto dal ruolo di trequartista alla fascia. È un’ala classica, che ama partire dalla sua metà campo, più centrocampista che attaccante, più da 442 che da 433 insomma, partecipa più allo sviluppo che alla finalizzazione del gioco. Guardiola gli ha lasciato un’eredità importante, con il tecnico catalano ha imparato a rendersi utile, componente attivo della manovra, anche quando il pallone si trova dalla parte opposta del campo. Giostra indifferentemente su entrambe le fasce, ma essendo mancino gli allenatori precedenti lo hanno schierato preferibilmente a sinistra. Lo si potrebbe definire monopiede, e in effetti non andremmo troppo lontano dalla realtà, ma saremmo in qualche modo ingenerosi. Perché sebbene Douglas usi il destro meno che di rado, e sempre per colpi scolastici, non condiziona mai l’esito finale di una giocata che non possa eseguire col sinistro. Usa letteralmente ogni parte del suo piede forte con una sapienza tecnica e una varietà di soluzioni paragonabile a quella di Messi. Usa l’esterno sinistro per calciare e crossare come farebbe un destro con l’interno, perciò usa così poco il piede debole. Crossa meglio con l’esterno sinistro lui di Cuadrado o Mandzukic con il loro piede forte. A differenza quindi dei classici giocatori monopiede, il brasiliano non limita lo spettro delle possibili giocate, può dribblare a destra come a sinistra: è imprevedibile. Quando gioca a sinistra non di rado prende la via della porta tagliando verso l’area, mentre a destra prende, se glielo offrono, il fondo per crossare di destro, scolastico ma efficiente, o di sinistro. L’estro e la tecnica di Douglas sono così esasperate da sembrare una caricatura, è il classico brasiliano giocherellone, irriverente, naif. Costa non dribbla semplicemente l’avversario, è capace di mandarlo in analisi. VALERIO VITALI, JUVENTIBUS.COM DEL 5 OTTOBRE 2020 Douglas Costa ritorna al Bayern Monaco. Un’operazione che sembra ormai cosa fatta (il brasiliano atteso oggi in Baviera). Un “comeback” per lui, che compie il viaggio inverso rispetto a quello di 3 anni fa. Si potrebbe anche dire che questo “prestito secco” riassume decisamente le sue tre stagioni in bianconero. Eppure, l’impatto di Douglas Costa con la Serie A non è stato negativo, tutt’altro. Molti infatti ricordano ancora oggi i numeri che lo hanno reso un giocatore importante, da Juve, al suo primo anno. È stato protagonista, il numero 11, in diversi match nella stagione 2017-2018. Decisivo (in parte) nella trasferta di Napoli nell’azione che portò al gol Higuain, così come in finale di Coppa Italia contro il Milan. O ancora, in quella fase delicatissima di quel campionato (e di quello scudetto) segnando a Milano contro l’Inter o servendo 3 assist contro la Sampdoria subentrando a partita in corso. Douglas Costa in quei mesi primaverili del 2018 è stato “Flash”. Un calciatore determinante e che provava a esserlo non solo nei 30’ finali. Purtroppo però non si vive sugli allori, specialmente alla Juventus. Il suo rendimento personale infatti da lì in poi non si è mai riproposto a quei livelli. I 42 milioni spesi per lui nel calciomercato 2017 si sono poi rivelati una spesa più che esosa. Così come del resto i 12 milioni lordi annui di ingaggio. I 4 gol e 8 assist nelle ultime due annate sono davvero poca roba. Troppo poco per giustificare una spesa così “pesante” sul bilancio. Davvero troppo poco per convincere la dirigenza e Pirlo a puntare per l’ennesima volta su di lui. In un calcio in continua evoluzione e che viaggia a ritmi velocissimi, dove non si vive di passato recente ma di continua evoluzione e presente, l’esperienza di Douglas Costa si può affermare come tutt’altro che positiva. Insomma, ciò che poteva essere che invece, purtroppo non è stato. Certo, all’interno di questo ragionamento si deve inserire anche una forma fisica di precarie condizioni. Il fatto di saltare 41 partite ufficiali per infortuni muscolari non poteva poi che far intraprendere questa scelta, obbligata per la società e per lui stesso. A oggi nessun club si avvicinerebbe a lui per acquistarlo a titolo definitivo e la sua tenuta atletica è forse la ragione principale, in quanto non si possono certo discutere le doti tecniche di un giocatore che, quando è in forma, risulta sempre decisivo. Se ci si aggiunge poi che nel 3-4-1-2 di Pirlo trova difficilmente una sua collocazione di natura tattica (non è un esterno tutta fascia come può essere comprensibilmente un Cuadrado o un Chiesa) il gioco è fatto. Un insieme di pensieri e ragionamenti che lasciano rammarico quelli intorno a Douglas Costa. Il calcio però ragiona di fatti presenti e, dispiace dirlo, ma il brasiliano, per questa Juve, non serve più. DAL SITO UFFICIALE DELLA JUVENTUS Si separano, dopo 3 anni, altrettanti Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana le strade della Juventus e di Douglas Costa, che giocherà nel Bayern Monaco, dove si trasferisce in prestito. Il campione brasiliano è arrivato a Torino nel 2017, conquistando fin da subito tutti con le sue doti che lo hanno reso famoso nel mondo. Lo scatto, la velocità, il gioco di gambe, e poi la sua capacità di spaccare letteralmente le partite. Una spina nel fianco delle difese avversarie, Douglas, che ha disputato 103 gare con la nostra maglia in tre stagioni, siglando 10 reti (sei in Serie A, quinto miglior brasiliano in campionato nella storia bianconera). Una su tutte, quella siglata in Finale di Coppa Italia 2018 contro il Milan, al termine di uno scambio “atipico” con Cuadrado sulla fascia destra, concluso con un tiro da fuori area. Atipico perché è vero, Costa ha saputo dimostrare la sua qualità su entrambi i versanti dell’attacco, ma ha reso la vita impossibile agli avversari partendo più frequentemente da sinistra. Si diceva del 2017/2018: una grande stagione, per lui, che ha fornito ben 12 assist, un numero altissimo. Ma il suo apporto è stato fondamentale, per esempio, anche nel campionato del nono scudetto consecutivo: il suo ingresso in campo ha frequentemente indirizzato le gare a favore dei bianconeri, nei momenti più importanti della stagione. Adesso è il momento dei saluti: grazie, “Flash”, anzi, obrigado! http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2020/12/douglas-costa.html
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DOUGLAS COSTA https://it.wikipedia.org/wiki/Douglas_Costa Nazione: Brasile Luogo di nascita: Sapucaia do Sul Data di nascita: 14.09.1990 Ruolo: Centrocampista-Attaccante Altezza: 168 cm Peso: 70 kg Nazionale Brasiliano Soprannome: Flash - Notai Duki - Dougy Alla Juventus dal 2017 al 2020 Esordio: 13.08.2017 - Supercoppa italiana - Juventus-Lazio 2-3 Ultima partita: 27.09.2020 - Serie A - Roma-Juventus 2-2 103 presenze - 10 reti 3 scudetti 1 coppa Italia 1 supercoppa italiana Douglas Costa de Souza (Sapucaia do Sul, 14 settembre 1990) è un calciatore brasiliano, centrocampista o attaccante del LA Galaxy. Douglas Costa Douglas Costa in nazionale nel 2018 Nazionalità Brasile Altezza 168 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Centrocampista, attaccante Squadra LA Galaxy Carriera Giovanili 2001-2002 Novo Hamburgo 2002-2008 Grêmio Squadre di club 2008-2010 Grêmio 28 (2) 2010-2015 Šachtar 141 (29) 2015-2017 Bayern Monaco 50 (8) 2017-2020 Juventus 103 (10) 2020-2021 → Bayern Monaco 11 (1) 2021-2022 → Grêmio 26 (3) 2022- LA Galaxy 21 (3) Nazionale 2009 Brasile U-20 12 (4) 2014-2018 Brasile 31 (3) Palmarès Campionato sudamericano Under-20 Oro Venezuela 2009 Mondiali di calcio Under-20 Argento Egitto 2009 Caratteristiche tecniche Nasce come attaccante, ruolo interpretato nello Šachtar, ma col tempo si è adattato al ruolo di esterno offensivo. Vanta eccellenti doti tecniche, specie nell'uno contro uno, nonché dotato di grande velocità (palla al piede raggiunge una velocità di circa 35 km/h), accelerazione e imprevedibilità; caratteristiche che gli hanno valso il soprannome di Flash (in assonanza con l'omonimo supereroe). La sua principale caratteristica è la duttilità: impiegabile sia sulla fascia destra che sinistra, sa destreggiarsi in qualunque modulo offensivo; predilige giocare sulla fascia destra per poter rientrare sul suo piede naturale, essendo mancino, ma è efficace anche a sinistra, in quanto dotato di un ottimo cross che lo ha reso negli anni uno dei migliori rifinitori della Bundesliga. Mostra grandi doti sia con l'interno che con l'esterno del mancino, e soprattutto la capacità di andare facilmente al tiro con entrambi i piedi. Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón. Carriera Club Gli inizi in Brasile, gli anni allo Šachtar Muove i primi passi nella sezione giovanile del Novo Hamburgo, prima di passare al Grêmio nel 2002. Esordisce in prima squadra il 4 ottobre 2008 nel match contro il Botafogo, andando subito in gol. Douglas Costa allo Shakhtar Donetsk nel 2013 Nel gennaio 2010 approda in Europa accasandosi agli ucraini dello Šachtar, a fronte di un esborso di 5 milioni di dollari. Con la squadra di Donetsk vince il campionato 2009-2010 giocando 13 partite mettendo a segno 5 gol. Nella stagione successiva debutta anche in Champions League nell'1-0 casalingo contro il Partizan; segna la sua prima rete nella competizione il 28 settembre 2010, nella vittoria esterna contro lo Braga, siglando su calcio di rigore il definitivo 3-0. Il 20 luglio 2014, dopo aver disputato ad Annecy una partita amichevole con l'Olympique Lione, assieme ai connazionali Fred, Dentinho, Alex Teixeira e Facundo Ferreyra si rifiuta di tornare in Ucraina, in seguito all'aggravarsi del conflitto bellico nell'Est del paese tra l'esercito ucraino e i separatisti filorussi, sfociato dopo Euromaidan. Bayern Monaco Douglas Costa in allenamento al Bayern Monaco nel 2017 Nell'estate 2015 viene acquistato dai tedeschi del Bayern Monaco per 30 milioni di euro. Fa il suo esordio con la nuova squadra nella partita di Supercoppa persa ai rigori contro il Wolfsburg. Segna il suo primo gol con la maglia bavarese durante la partita d'esordio in Bundesliga, vinta 5-0 contro l'Amburgo. Il 29 settembre segna la sua prima rete in Champions League con i Roten, ai danni della Dinamo Zagabria, partita vinta 5-0. In due anni, ha contribuito alla vittoria per il club tedesco di 2 campionati, 1 Coppa e 1 Supercoppa tedesca. Juventus Dopo due stagioni a Monaco di Baviera, nell'estate 2017 passa in prestito per 6 milioni di euro alla Juventus. Debutta in Serie A alla prima giornata nella vittoria per 3-0 contro il Cagliari, subentrando al 74' a Cuadrado: va per la prima volta in rete con la maglia bianconera nella sconfitta interna per 1-2 contro la Lazio, segnando la rete del momentaneo vantaggio. Dopo un avvio in sordina, nel corso dell'annata il brasiliano emerge tra i maggiori punti di forza della squadra torinese, e contestualmente tra i migliori calciatori del campionato. Il 9 maggio 2018 sigla il momentaneo raddoppio nella vittoriosa finale di Coppa Italia contro i rivali del Milan (4-0), vincendo il suo primo trofeo in bianconero. Al termine della stagione, dopo la conquista del suo primo Scudetto, viene riscattato dal club torinese per 40 milioni di euro. Douglas Costa in azione alla Juventus nel 2019 Inizia l'annata 2018-2019 quale pedina importante nello scacchiere di Massimiliano Allegri, ma in occasione nella vittoriosa gara interna di campionato contro il Sassuolo (2-1) del 16 settembre, si macchia di uno sputo al neroverde Di Francesco, al culmine di un prolungato screzio tra i due: l'episodio costa al brasiliano l'espulsione e 4 giornate di squalifica. Anche dopo il rientro, il brasiliano non riesce a ripetersi sui livelli della stagione precedente, anche per via di numerosi guai fisici e comportamentali, segnando un solo gol stagionale in un'annata in cui comunque mette in bacheca la Supercoppa italiana e il secondo titolo italiano. Anche la stagione seguente si rivela piuttosto tormentata sul piano fisico per Costa, il quale tuttavia riesce a essere decisivo nel girone di Champions League segnando in pieno recupero il gol-vittoria in casa della Lokomotiv Mosca il 6 novembre 2019, che consente alla squadra bianconera, nel frattempo passata in mano a Maurizio Sarri, la qualificazione agli ottavi di finale con due gare di anticipo. In un campionato difficile, il brasiliano dà comunque il suo contributo alla vittoria dello Scudetto, il terzo consecutivo per lui, segnalandosi anche per il gol realizzato il 30 giugno 2020 sul campo del Genoa, tra i più belli dell'annata. I ritorni in Germania e Brasile, LA Galaxy Comincia la stagione 2020-2021 a Torino prima di fare ritorno in prestito, nell'ottobre seguente, al Bayern Monaco. In Baviera vince il mondiale per club e il titolo nazionale, tuttavia è l'ennesima stagione sfortunata sul piano fisico per l'esterno, impiegato marginalmente e costretto a chiudere già in febbraio l'annata per un infortunio al metatarso al piede destro. Douglas Costa al Grêmio nel 2021 Liberato dal club tedesco a fine stagione, nel maggio 2021 il brasiliano ritorna in patria, dirottato dalla Juventus ancora in prestito, stavolta al Grêmio, club nel quale era cresciuto calcisticamente. La sua seconda esperienza in maglia Tricolor è tuttavia negativa, e si conclude nel dicembre 2021 con la retrocessione della squadra nella seconda divisione brasiliana. Chiusa anticipatamente l'esperienza a Porto Alegre, e non rientrando più nei piani della Juventus, il 10 febbraio 2022 si accasa in prestito al LA Galaxy, deputato a designated player della franchigia nordamericana. Nazionale Nel 2009 partecipa al Mondiale Under-20 con il Brasile, raggiungendo il secondo posto. Il 12 novembre 2014 fa il suo esordio con la nazionale maggiore, in occasione di un'amichevole contro la Turchia. Convocato per la Copa América 2015, realizza nella fase a gironi contro il Perù il primo gol con i verdeoro. Nel 2016 viene selezionato per partecipare alla Copa América Centenario e ai Giochi olimpici, ma in entrambi i casi non può rispondere alla convocazione per infortunio, venendo sostituito rispettivamente da Kaká e Renato Augusto. Viene incluso dal CT Tite tra i convocati della Seleção per il campionato del mondo 2018, manifestazione nella quale fa il suo esordio il 22 giugno in occasione della vittoriosa gara della fase a gironi contro la Costa Rica (2-0); nonostante un infortunio incappato nella suddetta gara, che ne pregiudica l'impiego nel prosieguo del torneo, l'esterno emerge comunque tra gli elementi migliori di una deludente spedizione brasiliana che chiude la rassegna iridata ai quarti di finale, estromessa dal Belgio. Palmarès Club Competizioni nazionali Campionato ucraino: 5 - Šachtar: 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013, 2013-2014 Coppa d'Ucraina: 3 - Šachtar: 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013 Supercoppa d'Ucraina: 4 - Šachtar: 2010, 2012, 2013, 2014 Campionato tedesco: 3 - Bayern Monaco: 2015-2016, 2016-2017, 2020-2021 Coppa di Germania: 1 - Bayern Monaco: 2015-2016 Supercoppa di Germania: 1 - Bayern Monaco: 2016 Campionato italiano: 3 - Juventus: 2017-2018, 2018-2019, 2019-2020 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2017-2018 Supercoppa italiana: 1 - Juventus: 2018 Competizioni internazionali Coppa del mondo per club: 1 - Bayern Monaco: 2020 Nazionale Campionato sudamericano Under-20: 1 - Venezuela 2009
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FRANCESCO CASSATA https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Cassata Nazione: Italia Luogo di nascita: Sarzana (La Spezia) Data di nascita: 16.07.1997 Ruolo: Centrocampista Altezza: 183 cm Peso: 77 kg Nazionale Italiano Under-21 Soprannome: - Alla Juventus dal 2015 al 2016 Esordio: 01.10.2015 - Amichevole - Juventus-Borgaro 4-0 0 presenze - 0 reti Francesco Cassata (Sarzana, 16 luglio 1997) è un calciatore italiano, centrocampista della Ternana, in prestito dal Genoa. Francesco Cassata Nazionalità Italia Altezza 183 cm Peso 77 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Ternana Carriera Giovanili 2014-2015 Empoli 2015-2016 Juventus Squadre di club 2016-2017 → Ascoli 36 (1) 2017-2018 Sassuolo 10 (1) 2018-2019 → Frosinone 19 (2) 2019-2022 Genoa 33 (2) 2022 → Parma 1 (0) 2022- → Ternana 1 (0) Nazionale 2013 Italia U-17 3 (0) 2014 Italia U-18 5 (0) 2015-2016 Italia U-19 5 (0) 2016-2018 Italia U-20 13 (0) 2018 Italia U-21 2 (0) Palmarès Europei di calcio Under-19 Argento Germania 2016 Mondiali di calcio Under-20 Bronzo Corea del Sud 2017 Carriera Club Inizi: Empoli, Juventus e Ascoli Prodotto del vivaio dell'Empoli, che lo scova giovanissimo nella sua città natale, Cassata viene acquistato dalla Juventus nella stagione 2015-16, dove si segnala tra i migliori elementi della rosa contribuendo in modo significativo alla vittoria del Torneo di Viareggio 2016. Esordisce nel calcio professionistico con l'Ascoli, girato in prestito proprio dalla Juventus, in occasione del pareggio per 1-1 contro la Pro Vercelli segnando il goal dei marchigiani. Quella è stata la sua unica rete in 36 presenze complessive. Sassuolo e prestito al Frosinone Tornato alla Juventus nell'estate 2017, non è convocato per il ritiro estivo dei bianconeri e il 21 luglio viene ceduto al Sassuolo a titolo definitivo. Esordisce con gli emiliani il 22 ottobre, in occasione della partita vinta per 0-1 contro la SPAL, sostituendo all'87º Matteo Politano . Trova il suo primo gol in Serie A il 4 aprile nel pareggio esterno per 1-1 contro il Chievo, segnando su calcio di punizione con un tiro da centrocampo. Termina la stagione con 10 presenze in campionato. Il 17 agosto 2018 viene ufficializzato il suo trasferimento in prestito al Frosinone, neopromosso in Serie A. Debutta con i ciociari il successivo 2 settembre, in occasione della sconfitta in casa della Lazio (1-0), trovando il 2 dicembre il suo primo gol, segnando il punto del momentaneo vantaggio contro il Cagliari (1-1). Il 14 aprile 2019 trova il suo secondo centro in campionato contro l’Inter, segnando il gol del momentaneo 1-2; la partita è stata persa poi dai ciociari per 1-3. Genoa e prestito al Parma Al termine della stagione rientra al Sassuolo, che il 26 luglio 2019 lo cede in prestito con obbligo di riscatto al Genoa, in un'operazione che porta al Sassuolo il giovane portiere rossoblù Alessandro Russo. Il 23 febbraio 2020 trova il suo primo gol, nella sconfitta interna dei grifoni per 2-3 contro la Lazio. Il 18 gennaio 2022, dopo due stagioni e mezzo in cui ha collezionato 37 presenze e 2 reti in tutte le competizioni, viene ceduto in prestito con diritto di opzione al Parma fino al termine della stagione. Prestito alla Ternana Il 30 agosto 2022 viene ufficializzato il suo prestito alla Ternana con la formula del prestito fino al termine della stagione, con opzione in favore dei rossoverdi. Nazionale Nell'estate 2016 partecipa all'Europeo Under-19, in cui l'Italia arriva fino alla finale, persa poi 0-4 con la Francia. Nel 2017 viene convocato per disputare i Mondiali Under-20: fa il suo esordio nella manifestazione nella seconda giornata della fase a gironi, il 24 maggio 2017, subentrando a Giuseppe Panico nel match vinto per 2-0 contro il Sud Africa. Esordisce in Nazionale Under-21 il 6 settembre 2018, subentrando al 46º al posto di Valzania nella partita amichevole persa 3-0 contro la Slovacchia. Il 26 aprile 2019 viene convocato in Nazionale maggiore dal Commissario Tecnico Roberto Mancini per un raduno organizzato a Coverciano con l'obiettivo di visionare giovani calciatori emergenti. Palmarès Torneo di Viareggio: 1 - Juventus: 2016
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DARIO DEL FABRO https://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Del_Fabro Nazione: Italia Luogo di nascita: Alghero (Sassari) Data di nascita: 24.03.1995 Ruolo: Difensore Altezza: 189 cm Peso: 80 kg Nazionale Italiano B Soprannome: - Alla Juventus nel 2017 Alla Juventus Under-23 nel 2019 0 presenze - 0 reti Dario Del Fabro (Alghero, 24 marzo 1995) è un calciatore italiano, difensore del Cittadella. Dario Del Fabro Nazionalità Italia Altezza 189 cm Peso 80 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Cittadella Carriera Giovanili 2008-2012 Cagliari Squadre di club 2012-2014 Cagliari 6 (0) 2014-2015 → Leeds Utd 1 (0) 2015-2016 → Ascoli 10 (0) 2016-2017 → Pisa 33 (0) 2017 Juventus 0 (0) 2017-2018 → Novara 19 (0) 2018-2019 → Cremonese 3 (1) 2019 Juventus U23 1 (0) 2019-2020 → Kilmarnock 22 (1) 2020-2021 → ADO Den Haag 19 (0) 2021-2022 → Seraing 14 (1) 2022- Cittadella 14 (0) Nazionale 2010-2011 Italia U-16 6 (1) 2012 Italia U-17 6 (0) 2012-2013 Italia U-18 4 (0) 2013-2014 Italia U-19 5 (1) 2015 B Italia 3 (1) Biografia È nato in Italia ad Alghero da padre italiano e madre polacca disponendo così del doppio passaporto e della doppia cittadinanza. Caratteristiche tecniche Difensore centrale di piede destro, è dotato di grande fisicità, grazie alla sua abilità nel colpo di testa predilige il gioco aereo. Nonostante la sua struttura imponente va spesso alla ricerca del corpo a corpo e dell’anticipo grazie alla sua capacità di lettura nei primi passi. Diligente tatticamente non disdegna nel giocare la palla, usufruendo di giocate semplici e poco rischiose. Dispone anche di una buona visione di gioco. Carriera Club Dario Del Fabro cresce nel settore giovanile del Cagliari, dopo essere stato notato da Gianfranco Matteoli quando muoveva i suoi primi passi nella Torres 2000. Nella stagione 2012-2013 entra a far parte della prima squadra, con la quale debutta ufficialmente il 5 dicembre 2012 in Coppa Italia contro il Pescara allo stadio Is Arenas, giocando l'intera gara, terminata 4-2 per gli isolani. Il 21 dicembre esordisce in Serie A a 17 anni, in occasione dell'incontro casalingo disputato in campo neutro al Tardini di Parma contro la Juventus, subentrando al 67º minuto al posto di Marco Sau. Chiude la sua prima stagione in rossoblù totalizzando 3 presenze in Serie A e 2 in Coppa Italia. Il 3 agosto 2014 il Cagliari ufficializza attraverso il proprio sito ufficiale il passaggio del giocatore al club di Serie B del Pescara con la formula del prestito. Debutta il 17 agosto nel secondo turno di Coppa Italia contro il Renate, giocando l'intera gara. Il 31 agosto seguente, nella stessa sessione di mercato, viene ufficializzato il suo trasferimento in prestito al Leeds United, militante nella seconda divisione del campionato inglese. Con il Leeds gioca in tutto una sola partita in FA Cup contro il Sunderland e al termine della stagione rientra al Cagliari, nel frattempo retrocesso in Serie B. Il 20 settembre 2015, a campionato in corso, viene ceduto in prestito all'Ascoli. Il 23 novembre 2015 debutta nel campionato cadetto e con i bianconeri in occasione della partita Cagliari-Ascoli (3-0), rilevando Michele Canini al 5º minuto di gara. Chiude la stagione con un totale di 10 presenze. L'11 luglio 2016 il Cagliari lo cede in prestito al Pisa, neopromosso in Serie B guidato da Gennaro Gattuso come allenatore. Con i toscani raccoglie 33 presenze in campionato e 2 in Coppa Italia. Sfortunatamente nonostante una grande stagione, vede i neroazzurri retrocedere immediatamente in Serie C a causa di numerosi problemi societari che fecero arrivare diversi punti di penalizzazione alla formazione Pisana. Il 28 luglio 2017 dopo una notevole stagione con la maglia nerazzurra viene acquistato dalla Juventus per una cifra di 4,5 milioni dal Cagliari Calcio detentore del suo cartellino, e il successivo 4 agosto si trasferisce in prestito al Novara dove raccoglie 19 presenze con la società Piemontese. Il 31 luglio 2018 passa in prestito secco alla Cremonese dove realizza il suo primo goal trai professionisti in occasione del match in trasferta allo stadio Penzo contro il Venezia. Conclude la stagione con 3 presenze stagionali sfiorando il raggiungimento dei play-off. Il 29 agosto 2019 passa ufficialmente in prestito al Kilmarnock, club della Scottish Premiership guidato dall'allenatore italiano Angelo Alessio, storico assistente di Antonio Conte. In questa stagione Del Fabro riesce ad imporsi sotto la guida dell'allenatore italiano, diventando punto di riferimento per la difesa del club scozzese. Segna anche un goal durante la trasferta ad Edimburgo contro Hibernian, realizzando il goal del 2-2 all'ultimo secondo prima della fine dell'incontro. Chiude l'ottima stagione con 22 presenze in campionato e 2 in coppa di Scozia prima della anticipata fine del campionato a causa della pandemia Coronavirus. In autunno, nella stagione 2020-2021 viene mandato in prestito in Olanda all'ADO Den Haag debuttando da titolare il 1º novembre nella sconfitta con il PSV (4-0) in Eredivise. In questa stagione il difensore centrale sardo realizza 19 presenze in campionato e 2 di coppa prima di infortunarsi nel finale di stagione, non riuscendo ad aiutare i compagni di squadra alla permanenza nel massimo campionato olandese. L'anno successivo si sposta nel campionato belga al Seraing. Il club della Vallonia, neo promosso in Jupiler Pro League allenato dall’allenatore spagnolo Jordi Condom, proveniente dalle giovanili del Barcellona, mette in risalto le qualità di Del Fabro posizionandolo pilastro centrale della difesa a 3. Prima della pausa centrale il difensore mette a referto 14 presenze con 1 goal segnato ai campioni belga del Club Brugge, superando così Simon Mignolet, storico portiere della nazionale del Belgio. Il 31 gennaio 2022 durante il mercato invernale, viene acquistato temporaneamente per due stagioni (sempre a titolo temporaneo) dal Cittadella dove dopo diversi anni all’estero fa il suo rientro in Italia nuovamente in Serie B. Con la squadra Veneta Del Fabro conclude la stagione con 14 presenze, arrivando a ridosso della zona playoff mancata per una manciata di punti. Nazionale Ha militato nelle nazionali giovanili dall'Under-15 all'Under-19. È stato capitano della nazionale Under-18 e Under-19 di calcio dell'Italia. Il difensore centrale sardo ha disputato gli europei Under 17 in Francia e Under 19 in Bulgaria sotto la guida tecnica di Vanoli prima e Pane dopo. Nelle Nazionali Giovanili Del Fabro realizza due reti, contro la Bielorussia nel torneo di Kiev e contro la Svizzera in amichevole. Ha fatto parte anche della nazionale B Italia, dove ha segnato il suo primo goal in occasione del match a San Pietroburgo contro la selezione Russa, vincendo la partita con il risultato di 2-3 per gli azzurrini guidati dal CT Massimo Piscedda.
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FABRIZIO CALIGARA https://it.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_Caligara Nazione: Italia Luogo di nascita: Borgomanero (Novara) Data di nascita: 12.04.2000 Ruolo: Centrocampista Altezza: 184 cm Peso: 74 kg Nazionale Italiano Under-19 Soprannome: - Alla Juventus dal 2017 al 2018 Esordio: 12.09.2017 - Champions League - Barcellona-Juventus 3-0 1 presenza - 0 reti Fabrizio Caligara (Borgomanero, 12 aprile 2000) è un calciatore italiano, centrocampista dell'Ascoli. Fabrizio Caligara Nazionalità Italia Altezza 184 cm Peso 74 kg Calcio Ruolo Centrocampista Squadra Ascoli Carriera Giovanili 2012 Inter 2012-2013 Pro Vercelli 2013-2018 Juventus Squadre di club 2017-2018 Juventus 1 (0) 2018 Cagliari 1 (0) 2018-2019 → Olbia 6 (0) 2019-2020 → Venezia 16 (1) 2020-2021 Cagliari 10 (0) 2021- Ascoli 47 (3) Nazionale 2015-2016 Italia U-16 10 (1) 2016-2017 Italia U-17 15 (2) 2017-2018 Italia U-19 4 (0) Caratteristiche tecniche Di ruolo mezzala, può giocare sia a destra che a sinistra, oltre al fatto che è in grado di giocare sia in un centrocampo a 3 che a 2, adattandosi meglio al centrocampo a 3. Carriera Club Juventus ed esordio in Champions Caligara inizia la sua carriera nelle giovanili della Juventus; il 12 settembre 2017 esordisce in prima squadra, subentrando al posto di Gonzalo Higuaín nel finale della partita di UEFA Champions League persa per 3-0 sul campo del Barcellona. Cagliari e prestiti a Olbia e Venezia Il 1º febbraio 2018 viene acquistato a titolo definitivo dal Cagliari; il 17 aprile 2018 esordisce in Serie A, allo Stadio San Siro contro l'Inter, sostituendo Andrea Cossu dopo 73 minuti. Il 16 agosto 2018 viene ceduto in prestito all'Olbia, con cui gioca per una stagione in Serie C; l'anno seguente gioca invece in prestito al Venezia, con cui totalizza 16 presenze ed una rete nel campionato di Serie B. Ritorno a Cagliari e prestito ad Ascoli A fine stagione fa ritorno al Cagliari in Serie A, venendo confermato dall'allenatore dei sardi Eusebio Di Francesco. Tuttavia, dopo avere totalizzato 12 presenze tra campionato e Coppa Italia, il 1º febbraio 2021 viene ceduto nuovamente in prestito in Serie B, questa volta all'Ascoli. L'11 agosto 2021 viene nuovamente ceduto in prestito ai bianconeri. Il 14 gennaio 2022 trova il suo primo gol, su calcio di rigore, con i bianconeri, contribuendo alla vittoria per 2-4 sul campo della Ternana. Si ripete, di nuovo da penalty, la giornata successiva nella partita vinta per 1-3 sul Cosenza. Segna la sua terza e ultima rete della stagione nella partita vinta contro la Reggina per 2-0. Nazionale Caligara ha rappresentato l'Italia in Under-16, Under-17 ed Under-19.
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Arek Milik, gol annullato, squalifica confermata
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JOSÉ GIARRIZZO https://it.wikipedia.org/wiki/José_Giarrizzo Nazione: Argentina Luogo di nascita: Mendoza Data di nascita: 05.08.1933 Ruolo: Attaccante Altezza: 182 cm Peso: 79 kg Nazionale Argentino Soprannome: - Alla Juventus dal 1954 al 1955 Esordio: 02.03.1954 - Amichevole - Olympique Nizza-Juventus 3-2 Ultima partita: 25.06.1955 - Amichevole - Juventus-La Chaux des Fonds 1-0 0 presenze - 0 reti José Giarrizzo (Mendoza, 5 agosto 1933) è un ex calciatore argentino, di ruolo attaccante. José Giarrizzo Nazionalità Argentina Altezza 182 cm Peso 79 kg Calcio Ruolo Attaccante Termine carriera 1960 Carriera Squadre di club 1952-1953 San Lorenzo 24 (8) 1953-1954 Palermo 14 (3) 1954-1955 Pro Patria 11 (0) 1956-1960 Atl. Bucaramanga 75 (45) Nazionale 1951 Argentina 1 (1) Carriera Ha esordito in Serie A con la maglia del Palermo il 13 settembre 1953 in Napoli-Palermo (3-0). Ha giocato in massima serie anche con la maglia della Pro Patria, unica sua altra esperienza in Italia. Ha giocato anche due amichevoli con la maglia della Juventus. Con la Nazionale argentina ha preso parte ai Giochi panamericani del 1951.
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GIOVANNI GIOLINO https://it.wikipedia.org/wiki/Sport-Club_Juventus_1899 Nazione: Italia Luogo di nascita: Torino Data di nascita: 29.09.1883 Luogo di morte: - Data di morte: - Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1898 al 1899 Esordio: 11.06.1899 - Amichevole - Juventus-Istituto Tecnico Germano Sommeiller 3-0 0 presenze - 0 reti
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MARINO RAKAR Nazione: Italia Luogo di nascita: Trieste Data di nascita: 02.02.1953 Ruolo: Attaccante Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1971 al 1972 Esordio: 04.11.1971 - Amichevole - Biellese-Juventus 1-6 0 presenze - 0 reti
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ARMANDO REGGIANINI https://it.wikipedia.org/wiki/Juventus_Football_Club_1966-1967 Nazione: Italia Luogo di nascita: Cutigliano (Pistoia) Data di nascita: 10.04.1947 Ruolo: Difensore Altezza: - Peso: - Soprannome: - Alla Juventus dal 1966 al 1967 Esordio: 29.09.1966 - Amichevole - Ravenna-Juventus 0-3 Ultima partita: 20.06.1967 - Amichevole - Ponzone-Juventus 0-8 0 presenze - 0 reti
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DANI ALVES Il re dei social tra i calciatori di Serie A – scrive Antonio Barillà, sul “Guerin Sportivo” del dicembre 2016 – il top player che la Juventus ha strappato al Barcellona per inseguire il sogno della Champions, Dani Alves ha vinto da solo più titoli internazionali (dodici) di tutti gli altri bianconeri ed è capitano del Brasile con cui ha disputato novantasette partite, ma i tifosi non ricordano soltanto discese, dribbling e cross: ne amano classe o carisma in campo quanto estro, solarità e generosità fuori, qualità a portata di smartphone o tablet attraverso Instagram, Facebook e Twitter. Accanto alle figurine classiche d’ogni campione, il web propone una galleria di look eccentrici, danze e canzoni, post ironici e riflessioni profonde. Dani Alves è sempre stato così, sopra le righe e fuori dagli schemi, sin da quando, piccino, si alzava all’alba per aiutare papà Domingues a coltivare meloni, pomodori e cipolle nel terreno che oggi gli appartiene: considerava un fratellino ogni melone che nasceva e aveva un amico immaginario di nome Melao. Lasciò la campagna a tredici anni per trasferirsi al Juazeiro a cercare fortuna nel calcio. Voleva diventare famoso, fingeva sempre di firmare, partecipò come comparsa al film “Guerra de canudos”, ripeteva che sarebbe diventato calciatore o musicista: è diventato calciatore, ma non ha mai accantonato l’altra grande passione, difatti suonar la chitarra in ritiro per i compagni e sui social per milioni di seguaci. «In un’altra vita deve essere stato cantante, non c’è altra spiegazione», sospira la compagna Joana. Musicista è divento Ney, il fratello che divise con lui le speranze della scuola calcio: compositore di Forrò, danza popolare diffusissima nel Nordest del Brasile. Dani Alves ama i tatuaggi, i colori accesi, le acconciature originali, gli accessori vistosi, l’abbigliamento stravagante. Ma non è la moda scontata dei calciatori personaggi, è la spontaneità di un personaggio che conosce l’arte del pallone. «Odio tutto ciò che circonda il calcio – confessò una volta – vivo in questo mondo, ho un ruolo, ma non ne faccio pienamente parte, non sempre sono a mio agio. Ho i miei difetti, ma sono onesto. Non mi vedo nel calcio dopo il ritiro, non farò l’allenatore: ho altri interessi, la mia intenzione è quella di mettermi uno zaino in spalla e andare in giro per il mondo. Una vita normale mi annoierebbe. Il mio modo di vestire mi rispecchia, così come la mia auto». Mai banale, il terzino venuto dal Barcellona. Spesso stupisce, spesso commuove. Come quella volta in cui, a pochi minuti dal derby con l’Espanyol, notò un tifoso non vedente seduto vicino a Joana: Io prese in braccio e Io portò con sé in campo, inserendolo nella rituale foto di squadra. Joana filmò e pubblicò tutto, i social impazzirono. «La possibilità – commentò – di rendere reale il sogno di Carlos (il nome del ragazzo, ndr) mi dà la carica per andare avanti a combattere in questo mondo. L’animo nobile di persone come Carlos è un esempio dei veri valori della vita, una dimostrazione di come bisogna godersi tutto ciò che abbiamo, le piccole cose che potrebbero essere enormi se solo noi non fossimo così avidi. Dobbiamo comprendere quanto siamo fortunati soltanto a detenere tutti i sensi e le capacità di una persona senza handicap. Mi ha emozionato così tanto vedere questo ragazzo con la faccia piena di lacrime perché era in mezzo ai suoi idoli, campioni che purtroppo è in grado di seguire soltanto alla radio. Grazie Carlos, per averci mostrato che la felicità è così semplice da raggiungere». Inutile descrivere il diluvio di like e di commenti entusiasti, gli stessi sbocciati quando Abidal svelò che Dani Alves si era offerto di donargli parte del suo fegato per il trapianto, o quando, al Madrigal di Vila–Real un tifoso lanciò una banana al neo bianconero: poteva inveire, adombrarsi, ignorare, invece la mangiò e andò a battere l’angolo tranquillo. «Papà mi diceva sempre: “Mangia banane per evitare i crampi”». Questa storia la sanno tutti, molti ignorano il successivo capitolo: l’autore del gesto, un ragazzo di ventisei anni, fu infatti bandito dallo stadio, accusato di discriminazione, odio e violenza per motivi razzisti e pure licenziato. Allora Dani Alves intervenne e chiese di restituirgli il lavoro: «Probabilmente voleva fare uno scherzo e ha scatenato un pandemonio…». L’altro Alves è dissacrante. Tra le immagini più bizzarre pubblicate su Instangram, quella in cui ha i pantaloni abbassati e grandi occhiali da sole, l’indice davanti alla bocca e l’altra mano a coprire le parti intime. «La vita è un grande gioco ed io sono un piccolo giocatore», il commento, che qualcuno interpretò come messaggio cifrato al Barça che non accettava la sua proposta del rinnovo. Possibile, benché in assoluto non sia tipo da appelli in codice e acrobazie dialettiche: «Col Barcellona – ammise infatti successivamente – ho quasi chiuso. Poco rispetto, merito di più». Come si dice? Senza peli sulla lingua. Così genuino e schietto da precipitare, a volte, nella polemica. Dopo l’eliminazione del Barcellona dalla Champions, postò un video in cui, indossando una parrucca, imitava Joana che lo consolava. I tifosi, amareggiati per l’addio alla coppa, s’infuriarono, ma lui non fece un passo indietro: «Lotta per chi sei e per chi sarai». Istrionico, stravagante, spirito libero, ma sempre se stesso. Uno che al galà del Pallone d’Oro s’è presentato con due foglie di marijuana come toppe sui gomiti della giacca e che ha sorpreso al contrario quando, da ambasciatore del progetto “Tour n’Cure”, che sostiene la lotta all’Epatice C (a proposito: pagherà personalmente i trattamenti a trecento ammalati), ha scelto un banale completo grigio scuro con cravatta in tono. A Torino, il giorno della presentazione, ha sfoggiato uno smoking nero a pois bianchi, giocando sui colori della Juventus come aveva già fatto, da grande comunicatore, quando il trasferimento non era ancora ufficiale: in posa con Joana che indossava un vestito zebrato, stringendo un paio di cuscini zebrati anch’essi. Negli stessi giorni, con la compagna, aveva interpretato un ballo in costume tribale, poi aveva fatto boom con un video in cui stappava una bottiglia di birra con una… sforbiciata. Joana è una complice perfetta, al di là della passione per il ballo, la musica e i social (ha svelato lei la nuova casa torinese, un attico in centro, immortalandosi… di spalle davanti alla piscina del terrazzo) ne condivide il senso dell’umorismo e l’originalità quotidiana. La prova? Quando lei dichiarò in un’intervista che s’erano sposati e lui smentì, neanche a dirlo attraverso il web, la modella di Tenerife chiarì con un sorriso: «Ci siamo sposati a Parigi, ma non in un modo ufficiale: a modo nostro…». Chissà com’era vestito lo sposo, e chissà che mise sceglierà quando davvero porterà la compagna all’altare: magari riproporrà quella con cui si presentò al Camp Nou prima di una sfida di Champions con il Bayern (giacca rossa, camicia bianca, papillon e bermuda neri, ciabatte screziate nero–bianco–fucsia) o quella che esibì prima di un Clasico: giacca grigio–lucida, quasi argento, pantaloni neri e scarpe color oro? Oppure la giacca rossa con camicia bianca, cravatta nera a pois bianchi, bermuda di jeans schizzati di vernice e scarpe candide che scelse per andare a trovare l’amico Felipe Massa a Montmelò? Look improbabili, in effetti, ma non addosso a lui, prestigiatore di colori e distillatore d’ironia, giocoliere nel cambiare tagli di capelli e modello di occhiali: primo accessorio, per altro, lanciato dalla sua linea di moda, Bam Bam, che poi è il nomignolo che diede la sorella e cori cui ancora lo chiamano in famiglia. Attenzione, però, ché la bizzarria del look s’alterna alla profondità del pensiero: «Non perdere mai il focus degli obiettivi – ha scritto qualche settimana fa – Il godimento viene in seguito al grande sforzo, alla grande dedizione e al grande equilibrio… Non solo nella professione, ma anche nella vita quotidiana, dedicati sempre più di quanto pensi vada bene, perché quando il tuo talento non riesce il lavoro ti dà una mano. Cerca sempre di capire per cosa siamo fatti in questa vita, tenta di capire qual è il miglior “dono” e sarai una persona realizzata…». E poi: «Sono come un Picasso, sono difficile da capire, ma se si riesce a decifrarmi rendo per il valore che deve avere una grande opera… Voglio arricchirmi di emozioni, perché è quello che fa battere il mio cuore. Non so se sono pazzo o diverso, voglio per la mia vita solo ciò che può catturare la mia mente… So quanto io sia privilegiato, amo la mia professione e sono ancora ben pagato… Mi piacerebbe che tutti un giorno potessero realizzare il proprio talento, avere la soddisfazione di stabilire un atteggiamento positivo per la propria vita, che vada bene per poter scrivere la storia come una grande poesia di Tom Jobim». SIMONE NAVARRA, JUVENTIBUS.COM 27 DEL GIUGNO 2017 Dani Alves e la sua ragazza, bellissima, vanno via. Il terzino–ala brasiliano ha deciso di cambiare indirizzo, guadagnare un po’ di più e andare dal suo maestro più importante, Guardiola. La Juventus, Torino e l’Italia sono state un passaggio, un momento che poteva pure portare una vittoria in Europa ma è servito comunque ad andare via da Barcellona senza lasciare troppi strascichi. La maglia numero ventitré assume i contorni di una piccola maledizione, dopo l’esperienza di Arturo Vidal, e adesso dovrà trovare un altro indossatore. Si spera più stabile. Le interviste TV rilasciate ad amici carioca non hanno chiarito le reali motivazioni di quanto avvenuto. Alves ha detto e non detto, spiegato e poi nascosto la mano. L’invito a Dybala di cambiare aria è parso quasi un sasso lanciato nello stagno di vacanze ed estate alle porte. I tifosi si sono arrabbiati il giusto e lui ha aggiunto la smentita di prassi e la società ha gettato acqua sul fuoco. Una rescissione non si nega al giocatore arrivato gratis e se si possono mantenere buoni rapporti perché non farlo. Potrebbe sempre accadere di ritrovarsi avversari. Il mondo è piccolo. Dani Alves è un brasiliano molto europeo che con la maglia juventina ha fatto bene per meno di dieci settimane. Potevano essere fondamentali per raggiungere il traguardo sperato. Sono servite, adesso, solo a lasciare un ricordo meno amaro. Alves non è Diego o Melo. Alves è della famiglia di Tévez, dei giocatori che hanno speso tutto o quasi e provano a spremere ancora un po’ dalla fortuna e dalle loro gambe vestendo panni diversi, cercando di rimettersi in forma e definendo il mondo che gli sta intorno come loro vogliono. Dani Alves certamente meno importante di Tévez, per la società e i tifosi. Ma è quella razza lì. Questo ragazzo molto tatuato però potrebbe comunque esser stato utile. Perché forse a Torino, nei piani alti di una società con tante questioni da risolvere, è stato compreso che i campioni altrui è meglio lasciarli scivolare altrove, dove si è più abituati alla confusione, ai balletti, ai messaggi scherzosi. Torino non è Milano e queste operazioni non sono ripetibili ovunque e comunque. Mister Allegri a Torino ha il passo di Trapattoni e non di Ancelotti che nel capoluogo lombardo ci aveva lasciato il cuore e molto altro. Alves non sopportava certe limitazioni? Possibile. Quando però la Juventus ha scelto di ridere troppo, di dimenticare l’aspetto militare e sabaudo è diventata una schifezza da settimo posto o peggio. Si chieda a Delneri quel che vuol dire. Lui che ha vissuto la costruzione dopo il disastro. Alves si porta via il divertimento e anche quella spensieratezza che tanto fa bene a quelli seduti sugli spalti. In squadra certe cose forse non vengono molto ben comprese. Se andranno via altri pezzi importanti della difesa come la si conosce sinora significherà che si è intrapresa una strada. Dove porterà? Lo scopriremo solo alla fine di agosto. LA MAGLIA DELLA JUVE, DEL 28 GIUGNO 2017 Dani Alves ci saluta e ringrazia, chiedendo scusa per qualche atteggiamento da noi mal interpretato (abbiamo equivocato: abbiamo pensato che consigliare a Dybala di approdare in un’altra squadra per completare la sua crescita non fosse un incentivo alla “Joya” a legarsi a vita alla Juve. Abbiamo pensato che mettere in mostra, a stretto giro di posta dalla delusione di Cardiff, le tue scarpe utilizzate nella finale di Berlino non fosse un modo di sottolineare la tua capacità di vincere la Champions senza e contro la Juve, bensì un prezioso omaggio virtuale ai collezionisti di memorabilia bianconera). Siamo stati ingenui, abbiamo interpretato male. O, forse, abbiamo il cuore meno puro del tuo, forse abbiamo familiarità con l’animo cospiratore. La tua classe, non l’abbiamo mai messa in discussione. La tua decisività nel tratto conclusivo della stagione l’abbiamo sottolineata, eccome. Pensavamo che tu ti sentissi grato di appartenere a un club che aveva già vinto tutti i trofei internazionali quando il Barcellona non aveva mai vinto la Coppa dei Campioni. Pensavamo che tu ti sentissi appagato dal far parte di una formazione dalla storia onusta di gloria e da un presente di altissimo profilo. Pensavamo che lo spirito guerriero della Vecchia ti fosse entrato, seppur in minima parte, nel corredo genetico. Pensavamo che tu, proprio perché campione riconosciuto e avviato alla fase discendente della parabola agonistica, ti prendessi maggiormente a cuore la nostra maglia e ci tenessi a onorarla nel migliore dei modi fino alla fine, comportandoti come un maestro, aiutando i giovani a crescere, dando l’esempio. Pensavamo che tu volessi divenire anche una leggenda juventina. Invece no: ci siamo sbagliati e lo ammettiamo, senza vergogna ma con le gote arrossite per l’errore commesso, un errore un po’ grossolano. Ma sappiamo come gira il mondo, e ci rendiamo conto che, in fondo, in questo calcio può succedere di amare una maglia così tanto da pensare che un giocatore che la veste seppur da poco tempo possa affezionarvisi sinceramente. Del resto, è successo qualche anno fa a un vecchio ragazzo di nome Andrea Pirlo; Andrea Pirlo non venne da noi solo per soldi, venne da noi per vincere, per far vedere al mondo che era ancora Andrea Pirlo. E Andrea Pirlo, in quanto a talento, ti è superiore, e non di poco. Ciao, Dani. Ci sono tanti modi per esternare la purezza dei propri sentimenti. Il tuo, a noi non è piaciuto. In tutto e per tutto. Buon proseguimento, ovunque la tua vena romantica ti porterà. Il suo saluto: «Mi piacerebbe ringraziare tutti i tifosi della Juventus per l’anno vissuto, i miei compagni per avermi accolto e per essere dei veri professionisti. Grazie a loro questo club vince e arriva alle finali. Credo che il mio rispetto verso questo club e la sua tifoseria è consistito nella mia dedizione, il mio impegno, la mia passione e tutto il mio sforzo per far parte di questa squadra, che cresce ogni giorno. Chiedo scusa a ogni tifoso juventino se hanno pensato che io abbia fatto qualcosa per offenderli, mai ho avuto questa intenzione: ho un modo spontaneo di vivere le cose sicché pochi lo capiscono… Anche se sembra, non sono perfetto, ma il mio cuore è puro. Oggi finisce il nostro rapporto professionale e porterò con me tutti quelli che rendono davvero e di cuore la Juventus un grande club. Come sapete ho il difetto di dire sempre quello che penso e che sento… Io sento che devo dire grazie al signor Marotta per l’opportunità che ho avuto di averlo come dirigente, un grande professionista che ama la sua professione. Io non gioco a calcio per denaro, gioco a calcio perché amo questa professione e rispetto chi la pratica. Amo il calcio e mai il denaro mi tratterrà in qualche posto. Grazie mille!». http://ilpalloneracconta.blogspot.com/2018/05/dani-alves.html
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DANI ALVES https://it.wikipedia.org/wiki/Dani_Alves Nazione: Brasile Luogo di nascita: Juazeiro Data di nascita: 06.05.1983 Ruolo: Difensore Altezza: 172 cm Peso: 70 kg Nazionale Brasiliano Soprannome: Dani - Vampiro Baiano Alla Juventus dal 2016 al 2017 Esordio: 20.08.2016 - Serie A - Juventus-Fiorentina 2-1 Ultima partita: 03.06.2017 - Champions League - Juventus-Real Madrid 1-4 33 presenze - 6 reti 1 scudetto 1 coppa Italia Copa America 2007 e 2019 con la nazionale brasiliana Confederations Cup 2009 e 2013 con la nazionale brasiliana Daniel Alves da Silva, meglio conosciuto come Dani Alves (Juazeiro, 6 maggio 1983), è un calciatore brasiliano, difensore del Pumas UNAM, e della nazionale brasiliana, con la quale si è laureato campione del Sud America nel 2007 e nel 2019. Nel corso della sua carriera ha conquistato 44 trofei ufficiali che lo rendono, al 2022, il giocatore più titolato della storia del calcio con in bacheca nel seguente ordine: una Coppa del Nord-Est con il Bahia; due Coppe UEFA, una Supercoppa UEFA, una Coppa del Re e una Supercoppa di Spagna con il Siviglia; sei campionati spagnoli, quattro Coppe del Re, quattro Supercoppe di Spagna, tre UEFA Champions League, tre Supercoppe UEFA, tre Coppe del mondo per club FIFA con il Barcellona; un campionato italiano e una Coppa Italia con la Juventus; due campionati francesi, una Coppa di Francia, una Coppa di Lega francese e due Supercoppe di Francia con il Paris Saint-Germain; un campionato Paulista con il San Paolo; un campionato mondiale Under-20 con la nazionale Under-20; due Coppe America e due FIFA Confederations Cup con la nazionale maggiore; un oro olimpico con la nazionale olimpica. Ritenuto uno dei migliori interpreti del ruolo di terzino destro della storia del calcio, è stato inserito per cinque volte nella Squadra dell'anno UEFA (2007, 2009, 2011, 2015 e 2017) e per otto volte nel FIFA FIFPro World XI (2009, 2011, 2012, 2013, 2015, 2016, 2017 e 2018). Rientra inoltre nel gruppo ristretto di calciatori con 1000 presenze ufficiali. Dani Alves Dani Alves con la nazionale brasiliana nel 2019 Nazionalità Brasile Altezza 172 cm Peso 70 kg Calcio Ruolo Difensore Squadra Pumas UNAM Carriera Giovanili 1996-1998 Juazeiro 1998-2001 Bahia Squadre di club 2001-2002 Bahia 25 (2) 2002-2008 Siviglia 175 (11) 2008-2016 Barcellona 247 (14) 2016-2017 Juventus 33 (6) 2017-2019 Paris Saint-Germain 48 (2) 2019-2021 San Paolo 56 (3) 2022 Barcellona 14 (1) 2022- Pumas UNAM 3 (0) Nazionale 2002-2003 Brasile U-20 17 (0) 2021 Brasile olimpica 6 (0) 2006- Brasile 124 (8) Palmarès Olimpiadi Oro Tokyo 2020 Mondiali di calcio Under-20 Oro Emirati Arabi 2003 Copa América Oro Venezuela 2007 Oro Brasile 2019 Confederations Cup Oro Sudafrica 2009 Oro Brasile 2013 Caratteristiche tecniche Terzino destro dotato di ottima tecnica, buona velocità di base e resistenza fisica, è in grado di ricoprire anche i ruoli di esterno di centrocampo e di ala. In carriera ha dimostrato un'eccellente continuità di rendimento e ha conseguito ottimi risultati in zona gol, avendo collezionato un gran numero di assist e reti. Inoltre è un buon calciatore di punizioni dalla media e lunga distanza. Carriera Club Bahia Cresciuto calcisticamente nel Bahia, esordisce in prima squadra nell'incontro del Campeonato Brasileiro Série A 2001 contro il Paraná Clube. In questa partita, vinta dal Bahia per 3-0, fornisce due assist trasformati in gol e subisce un fallo punito con un calcio di rigore. A seguito di ciò, l'allenatore Evaristo de Macedo gli conferma un posto da titolare nella squadra. Siviglia Dani Alves con la maglia del Siviglia nel 2007. A metà del 2002 passa in prestito al Siviglia, che lo acquista a titolo definitivo. Nel corso delle sei stagioni trascorse nelle file del club andaluso, dal 2002 al 2008, vince due Coppe UEFA, una Supercoppa europea e una Coppa del Re. Nel giugno 2006 viene annunciato il suo trasferimento al Liverpool, ma l'affare salta. Nell'agosto 2007 il calciatore afferma di voler lasciare il Siviglia dopo una proposta di ingaggio avanzata dal Chelsea. In seguito il Siviglia rifiuta l'offerta del Chelsea, del valore di 36 milioni di euro, giudicandola inadeguata. Il 28 agosto 2007, pur essendo stato convocato per il ritorno della partita di qualificazione alla UEFA Champions League 2007-2008 contro l'AEK Atene, non si presenta all'aeroporto per prendere il volo per Atene, suscitando lo sdegno di José Maria Del Nido, presidente del Siviglia. Rimarrà comunque nelle file del club andaluso per un'altra stagione. Barcellona Dani Alves in azione al Barcellona in una partita della UEFA Champions League 2008-2009 contro il Rubin. Nel giugno del 2008 viene annunciato il trasferimento del brasiliano al Barcellona per 32 milioni di euro, più vari bonus in base ai risultati conseguiti, che faranno salire il prezzo a 40 milioni. Il 1º luglio seguente Alves si congeda dal Siviglia attraverso una conferenza stampa in cui, visibilmente commosso, ringrazia la squadra per tutto quello che gli ha dato; il giorno dopo passa al Barcellona, con cui esordisce in gare ufficiali il 13 agosto 2008, nel terzo turno di qualificazione di UEFA Champions League contro il Wisła Cracovia. L'esordio nella Primera División spagnola con la maglia blaugrana risale al 31 agosto 2008 contro il Numancia. Il 13 maggio vince per la seconda volta la Coppa del Re, mentre tre giorni dopo vince per la prima volta la Liga grazie alla sconfitta del Real Madrid sul campo del Villarreal. Il 27 maggio Alves si laurea anche campione d'Europa vincendo la UEFA Champions League allo stadio Olimpico di Roma contro il Manchester Utd, anche se non disputa la finale a causa di un'ammonizione rimediata nella semifinale di ritorno contro il Chelsea, nella quale figurava tra i diffidati. All'inizio della stagione 2009-2010 vince la Supercoppa di Spagna contro l'Athletic Bilbao e la prima Supercoppa europea contro lo Šachtar. Il 19 dicembre 2009 vince con il Barcellona la Coppa del mondo per club contro l'Estudiantes; questa vittoria permette alla squadra catalana di centrare il sextuple, ovvero a primeggiare in tutte le sei competizioni disputate nell'anno solare. Vince anche il campionato spagnolo, per la seconda volta in carriera. Il 21 agosto 2010 vince la supercoppa spagnola ai danni della sua ex squadra, il Siviglia. Nella stagione 2010-2011 il Barcellona si riconferma ad alti livelli e Dani Alves, con le sue prestazioni, contribuisce alla vittoria della UEFA Champions League, in contro il Manchester United (come due anni prima) e del campionato. Il 17 agosto 2011 vince la Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid. Il 25 gennaio 2012, nella partita di Coppa del Re contro il Real Madrid, sigla il gol del 2-0 per il Barcellona, rete che permette alla squadra catalana di qualificarsi alla semifinale. Il 25 maggio vince per la terza volta la Coppa di Spagna in finale contro l'Athletic Bilbao (3-0). Per la stagione 2012-2013 cambia il proprio numero di maglia, ereditando la casacca numero 22 da Éric Abidal. Il 21 agosto 2013 fornisce un assist al compagno Neymar per il suo primo gol con la maglia dei blaugrana nell'andata della Supercoppa di Spagna a Madrid contro l'Atlético (1-1). Dani Alves disputa anche la gara di ritorno, che sancisce la vittoria del trofeo da parte del Barcellona. Dani Alves con il trofeo della Supercoppa UEFA conquistato con il Barcellona nel 2015. Il 27 aprile 2014, durante la partita di campionato Villarreal-Barcellona, mentre si accinge a battere un calcio d'angolo, gli viene lanciata dagli spalti una banana. Dani Alves, senza scomporsi, risponde a questo gesto chiaramente razzista in modo singolare: raccoglie il frutto, lo sbuccia e lo mangia, continuando poi a giocare. Mediaticamente l'accaduto suscita grande eco e l'atteggiamento del calciatore diviene un simbolo della lotta contro il razzismo, tanto che Dani Alves, in segno di solidarietà, viene imitato sui social network da molti altri calciatori, da altri sportivi e anche da personalità non legate al mondo del calcio. Il 17 settembre 2014, nella partita vinta per 1-0 in casa contro l'APOEL in UEFA Champions League, raggiunge quota 300 presenze in tutte le competizioni con la maglia del Barcellona. Il 17 maggio 2015, grazie alla vittoria esterna contro l'Atlético Madrid, si aggiudica con i colori blaugrana il campionato spagnolo per la quinta volta. Il 30 maggio vince per la quarta volta la Coppa del Re, grazie al 3-1 contro l'Athletic Bilbao, mentre il 6 giugno si aggiudica per la terza volta la UEFA Champions League battendo con i compagni la Juventus per 3-1 a Berlino. Nella stagione 2015-2016 decide di indossare la maglia numero 6 lasciata libera da Xavi. Comincia la nuova stagione vincendo la Supercoppa UEFA contro il Siviglia. Per Alves si tratta del quarto successo personale, uno in meno rispetto al record di cinque vittorie detenuto da Paolo Maldini. Il 2 giugno 2016 il Barcellona annuncia sul proprio sito ufficiale che il giocatore ha assunto la decisione di lasciare la compagine catalana. Juventus Il 27 giugno 2016 si trasferisce alla Juventus, scegliendo la maglia numero 23. Il 21 settembre, in occasione di Juventus-Cagliari di Serie A, sigla il proprio primo gol ufficiale in maglia bianconera. Quella stessa settimana, il 27 settembre, sigla anche la rete del definitivo 0-4 in casa della Dinamo Zagabria, primo gol in UEFA Champions League con i bianconeri. Il 27 novembre, in seguito ad un contrasto di gioco con Lucas Ocampos avvenuto nel corso della partita persa per 3-1 contro il Genoa, subisce la frattura composta del perone sinistro. Rientrato dall'infortunio, realizza altre due reti nella fase a eliminazione diretta di Champions League, contro Porto e Monaco, contribuendo al raggiungimento della finale, poi persa 1-4 contro il Real Madrid. Il 17 maggio segna il gol dell'1-0 nella vittoria contro la Lazio in finale di Coppa Italia. Il 29 giugno risolve anticipatamente il contratto che lo legava al club bianconero, dopo aver vinto lo scudetto e la Coppa Italia con la Juventus e dopo aver collezionato con la stessa squadra 33 presenze totali e 6 reti segnate. Paris Saint-Germain Dani Alves con la maglia del Paris Saint-Germain nel 2018. Il 12 luglio 2017 firma un contratto biennale con il Paris Saint-Germain, decidendo di indossare la maglia numero 32. Il 29 luglio seguente, all'esordio con la nuova maglia, segna subito il suo primo gol, nella Supercoppa di Francia vinta contro il Monaco. A fine stagione colleziona complessivamente 41 presenze e 5 gol in tutte le competizioni, arricchendo il suo palmarès da record con la Ligue 1, la Coupe de France e la Coupe de la Ligue. Nella seconda stagione i parigini conquistano solo 2 trofei su cinque: la Supercoppa di lega e la sesta Ligue 1 in sette anni. La squadra viene eliminata agli ottavi di Champions League dal Manchester United, ai quarti di Coupe de la Ligue dal Guingamp e in finale di Coppa di Francia ai rigori contro il Rennes, dopo aver condotto per 2-0 grazie allo stesso brasiliano che sblocca l'incontro. Dani Alves si ripete anche nella serie dal dischetto ma non riesce nell'occasione ad alzare il suo 43º titolo. Al termine della stagione, non rinnova il suo contratto con la società francese, lasciando quindi la squadra. San Paolo Svincolatosi dal Paris Saint-Germain, il 2 agosto 2019 viene ufficializzato dal San Paolo, con cui firma un contratto valido fino a dicembre 2022. Sceglie di indossare la maglia numero 10. Dopo due anni e la vittoria di un Campionato Paulista nel 2021, il 17 settembre dello stesso anno risolve il contratto con la società brasiliana in scadenza nel dicembre 2022. Ritorno al Barcellona Il 12 novembre 2021 viene annunciato un principio di accordo per il suo ritorno al Barcellona fino al termine della stagione, scegliendo di indossare la numero 8. Pur allenandosi con la squadra catalana dallo stesso mese, il contratto del brasiliano viene registrato il 5 gennaio 2022. Lo stesso giorno fa il suo secondo esordio con la maglia blaugrana nella vittoria per 2-1 contro il CD Linares in Coppa del Re. Tre giorni dopo debutta anche in campionato, nel pareggio per 1-1 contro il Granada, partita nella quale fornisce l'assist a Luuk de Jong per il momentaneo vantaggio. Il 6 febbraio è protagonista nell'El Otro Clasico contro il Atlético Madrid, partita in cui segna una rete, la prima al ritorno in maglia blaugrana, mette a referto un assist e viene espulso. Mette insieme 17 presenze e un gol e 21 giugno 2022 il Barcellona comunica al giocatore di non voler rinnovare il suo contratto. Pumas UNAM Il 21 luglio 2022 firma un contratto annuale con il Pumas UNAM, squadra messicana di primo livello. Nazionale Dani Alves in un'amichevole tra Brasile e Scozia nel 2011. A livello giovanile ha preso parte al Mondiale Under-20 2003, vincendo il torneo con il Brasile e venendo nominato come terzo miglior calciatore di quella competizione. La sua prima partita con la nazionale brasiliana, seppur non ufficiale, avviene il 7 ottobre 2006, entrando come sostituto nell'amichevole contro il club kuwaitiano Al Kuwait Kaifan, mentre 3 giorni dopo esordisce ufficialmente nell'amichevole contro l'Ecuador. Viene convocato dal commissario tecnico Carlos Dunga per la Copa América 2007 in Venezuela. Gioca le tre partite della fase a gironi e la finale vinta contro l'Argentina; contro gli argentini è autore del secondo gol del Brasile che alla fine si imporrà sull'avversario per 3-0. Due anni dopo è tra i convocati di Dunga per la FIFA Confederations Cup 2009, vinta dal Brasile, in cui è autore di un gol nella semifinale contro il Sudafrica. Nel maggio 2010 è stato convocato dal commissario tecnico Carlos Dunga per il Mondiale 2010 in Sudafrica. Il 15 giugno fa il suo esordio mondiale subentrando a Maicon nella prima sfida della fase a gironi contro la Corea del Nord. Il 25 giugno, con il Brasile già qualificato agli ottavi di finale, gioca da titolare la terza sfida della fase a gironi contro il Portogallo. Sempre da titolare gioca l'ottavo di finale contro il Cile e il quarto di finale contro i Paesi Bassi che sancisce l'eliminazione del Brasile. Nel 2011 Mano Menezes lo ha convocato per la Coppa America in Argentina dove Dani Alves ha disputato 2 delle 4 partite dei verdeoro, eliminati nei quarti di finale dal Paraguay ai rigori (0-2). Dani Alves con il trofeo della Confederations Cup vinto con il Brasile nel 2013. Il 14 maggio viene inserito, dal CT Luiz Felipe Scolari, nella lista dei 23 convocati per la FIFA Confederations Cup 2013, che si è svolta in Brasile dal 15 al 30 giugno 2013 come preludio del Mondiale 2014. Disputa da titolare tutte e cinque le partite del Brasile, compresa la vittoriosa finale contro la Spagna. Viene convocato per la Coppa del mondo 2014 svoltasi in Brasile. In questa competizione è titolare fino ai quarti di finale, poi, a causa di uno scarso stato di forma, perde il posto da titolare in favore di Maicon. Salta dunque la semifinale contro la Germania (1-7) che sancisce l'eliminazione del Brasile e anche la finale per il terzo posto persa contro i Paesi Bassi (0-3). L'11 giugno 2015 viene in seguito integrato dal commissario tecnico Carlos Dunga, nella lista definitiva alla Copa América 2015, a causa dell'infortunio di Danilo. Dani Alves gioca titolare tutte le 4 partite del Brasile, compreso il quarto di finale perso contro il Paraguay. Nel 2018 è costretto a saltare i mondiali in Russia a causa di un infortunio al ginocchio. Convocato per la Copa América 2019, vince la competizione con la fascia di capitano. Nell'estate del 2021 partecipa con la nazionale olimpica allenata da Andrè Jardine alle Olimpiadi di Tokyo. Gioca tutte e sei le partite del torneo, laureandosi campione olimpico grazie alla vittoria per 2-1 dopo i tempi supplementari sulla Spagna. Record Unico calciatore della storia ad aver vinto sette competizioni ufficiali nello stesso anno solare: nel 2009 infatti ha vinto il campionato spagnolo, la Coppa del Re, la UEFA Champions League, la Supercoppa di Spagna, la Supercoppa UEFA e la Coppa del mondo per club FIFA con il Barcellona e la FIFA Confederations Cup con la nazionale brasiliana. Palmarès Club Competizioni statali Copa do Nordeste: 1 - Bahia: 2002 Campionato Paulista: 1 - San Paolo: 2021 Competizioni nazionali Coppa di Spagna: 5 - Siviglia: 2006-2007 - Barcellona: 2008-2009, 2011-2012, 2014-2015, 2015-2016 Supercoppa di Spagna: 5 - Siviglia: 2007 - Barcellona: 2009, 2010, 2011, 2013 Campionato spagnolo: 6 - Barcellona: 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2012-2013, 2014-2015, 2015-2016 Coppa Italia: 1 - Juventus: 2016-2017 Campionato italiano: 1 - Juventus: 2016-2017 Supercoppa francese: 2 - Paris Saint-Germain: 2017, 2018 Coppa di Lega francese: 1 - Paris Saint-Germain: 2017-2018 Coppa di Francia: 1 - Paris Saint-Germain: 2017-2018 Campionato francese: 2 - Paris Saint-Germain: 2017-2018, 2018-2019 Competizioni internazionali Coppa UEFA: 2 - Siviglia: 2005-2006, 2006-2007 Supercoppa UEFA: 4 - Siviglia: 2006 - Barcellona: 2009, 2011, 2015 UEFA Champions League: 3 - Barcellona: 2008-2009, 2010-2011, 2014-2015 Coppa del mondo per club: 3 - Barcellona: 2009, 2011, 2015 Nazionale Competizioni giovanili e olimpiche Campionato mondiale Under-20: 1 - Emirati Arabi Uniti 2003 Oro olimpico: 1 - Tokyo 2020 Competizioni maggiori Coppa America: 2 - Venezuela 2007, Brasile 2019 Confederations Cup: 2 - Sudafrica 2009, Brasile 2013 Individuale Miglior giocatore della Coppa UEFA: 1 - 2006 Miglior giocatore della Supercoppa UEFA: 1 - 2006 ESM Team of the Year: 5 - 2006-2007, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012 Squadra dell'anno UEFA: 5 - 2007, 2009, 2011, 2015, 2017 Miglior difensore della Liga spagnola: 1 - 2008-2009 FIFA FIFPro World XI: 8 - 2009, 2011, 2012, 2013, 2015, 2016, 2017, 2018 Squadra ideale della Liga: 1 - 2014-2015 Gran Galà del calcio AIC: 1 - Squadra dell'anno: 2017 Miglior giocatore della Supercoppa francese: 1 - 2017 Squadra maschile dell'anno IFFHS: 1 - 2017 Miglior giocatore della Copa America: 1 - Brasile 2019 Squadra maschile CONMEBOL del decennio 2011-2020 IFFHS: 1 - 2020 Inserito tra le "Leggende del calcio" del Golden Foot - 2021
