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Socrates

Tifoso Juventus
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Tutti i contenuti di Socrates

  1. Socrates

    ALVARO MORATA

    Diego Simeone non rivuole Morata all'Atletico Madrid Il riscatto per confermare Álvaro Morata alla Juventus sarebbe di ben 35 milioni dopo che lo spagnolo é giá costato 20 milioni per il prestito. Da parte sua, Diego "El Cholo" Simeone, allenatore dell'Atletico Madrid (squadra proprietaria del cartellino di Álvaro) non é assolutamente dell'idea di farlo tornare a Madrid. A questo punto o i Colchoneros abbassano le pretese con la Juve oppure devono trovarsi un'altra squadra dove accasare la punta spagnola. Cherubini aspetta la risposta dell'Atletico.
  2. Socrates

    ALVARO MORATA

    La crisi di Morata Álvaro Morata non segna in campionato da metá settembre. Il centravanti iberico sta attraversando un periodo molto difficile cominciato la scorsa estate agli Europei con la Spagna. Alcuni errori di troppo sotto porta hanno scatenato alcuni tifosi che sono arrivati al punto di minacciare di morte la sua famiglia: "Le critiche e i fischi non mi fanno arrabbiare, anche se mi danno fastidio. Ma l’odio non lo tollero. Dentro il campo possono dirmi quel che vogliono ma fuori no. E la mia famiglia devono lasciarla in pace". Si avvicina intanto il momento per la Juventus di prendere una decisione: Morata sará riscattato per 35 milioni dall'Atletico Madrid? Álvaro: "Sono stato via quasi un mese e ho accelerato il rientro. Gioco in maniera diversa, lavoro molto per la squadra e questo mi porta a essere meno lucido per fare gol. Le ultime partite le ho giocate a sinistra ma è quel che mi chiede l'allenatore -. Ovviamente mi piacerebbe giocare meglio e segnare più gol".
  3. Ramsey alla Roma a gennaio? Rovella arriva in anticipo alla Juve?
  4. Giorgio Chiellini si arrende: torna a Torino e lascia il ritiro della nazionale. Niente Svizzera per lui
  5. Polemica rientrata. Chiudo.
  6. Ultime notizie: Bonucci si allena regolarmente in nazionale. Chiellini é a parte e probabilmente salterá Italia-Svizzera. Chiediamo scusa ai due campioni bianconeri per aver dubitato della loro buonafede. Considerando che Bonucci é in buone condizioni fisiche, la sua assenza contro la Fiorentina va considerata come un normale avvicendamento. D'altronde Leo é il giocatore della Juve che ha disputato il maggior numero di minuti in questa stagione (ben 1255). Giorgio Chiellini é stato invece convocato dal c.t. Mancini ma le condizioni del capitano bianconero non gli dovrebbero consentire di giocare contro la Svizzera. Il problema muscolare accusato prima di Juve-Fiorentina non é stato ancora superato dal Chiello. In queste ore molti tifosi della Juventus si sono accaniti nei confronti dei due centrali bianconeri, ma le ultime notizie confermano la buonafede di entrambi.
  7. Abbiamo stabilito che i PRO-Max sono in maggioranza. Lo scopo del topic é raggiunto. Continuiamo nell'altro topic su mister Allegri. Chiudo.
  8. Bonucci e Chiellini, indisponibili per la Juve ma non per la nazionale Il c.t. Mancini ha dichiarato che Bonucci e Chiellini stanno bene e che si allenano con il resto del gruppo. Naturalmente noi juventini ci chiediamo come mai i due gladiatori della difesa sono stati indisponibili per l'importante partita contro la Fiorentina e, a distanza di due giorni, sono "miracolosamente" guariti e pronti per giocare contro la Svizzera in azzurro. La Juventus paga gli stipendi e i giocatori sono disponibili per la nazionale. C'é qualcuno che ci capisce qualcosa?
  9. La strana Juve del dottor Campionato e di mister Champions Una Juventus romanzesca conquista l’accesso con due turni di anticipo agli ottavi di Champions League. I tifosi Juventini sono stati catapultati nel 1905. Nei tetri vicoli della Londra raccontata magistralmente da Robert Louis Stevenson. L’intervento in settimana dello psicologo Vercelli, peraltro già da molti anni nello staff di Allegri, contribuisce a infittire il mistero. Ci sono due Juventus ben distinte, quasi in antitesi che giocano quest’anno. Una abulica quasi svogliata che partecipa al campionato di serie A. L’altra tosta, grintosa spietata che si qualifica anticipatamente agli ottavi di Champions. In Champions la Juve risponde presente Le perplessità prima della gara con lo Zenit erano molte. Rosa tecnicamente inadeguata? Giocatori senza personalità? Mister Allegri rimasto al 2019 dopo che la Pandemia, l’assenza del pubblico sugli spalti ha radicalmente cambiato il modo di interpretare il modo di giocare di parecchie squadre in serie A? I fattori sono molti, c’è un po’ di tutto. Fatto sta che a distanza di tre giorni dalla peggior prestazione che si ricordi di una squadra di Allegri arriva il pronto riscatto. La Juventus gioca a buon ritmo, recupera la palla in alto. Va alla conclusione per ben 26 volte, 11 nello specchio della porta. In campionato nemmeno la brutta copia I numeri con lo Zenit lasciano perplessi i tifosi. Soprattutto se paragonati a quelli contro il Verona. Eh già perché lí i tiri totali sono 15. Solo 4 nello specchio della porta. Una trasformazione che davvero risulta inspiegabile, se considerato che alla guida c’è un allenatore esperto come Allegri. Questione di stimoli? Che quando parte la musichetta della Champions l’atmosfera sia diversa ormai è noto. Questo però non può bastare a giustificare l’enorme differenza nel cammino fra campionato e Champions. L’analisi va approfondita. Sulla rosa, sulle caratteristiche e sugli uomini. Che ad un quarto di campionato la squadra abbia la metà dei punti di chi oggi corre per lo scudetto è irreale. Le qualità in rosa ci sono. Magari non distribuite equamente per tutti i reparti ma la Juventus conta fra le proprie file almeno 14/15 titolari fissi delle nazionali più blasonate del mondo. Italia, Francia Brasile tanto per capirci. Ritmo e coraggio non devono mai mancare Il ritmo tenuto in champions della banda Allegri è superiore a qualsiasi partita fatta in questo campionato. Questo a nostro parere è determinante. Quello che porta il nostro mister Hyde di Champions a diventare dottor Jekyll in campionato è un mix di fattori. In primis gli input del mister. Forse Allegri ha sottovalutato il cambio di ritmo nella serie A post lockdown. Molte squadre definite medio piccole vengono a giocarsi la partita palla su palla anche allo Stadium. Il vento è cambiato rispetto agli anni in cui Max dominava e molti avversari a Torino preferivano far riposare i titolari sapendo che prendere anche solo un punto era impresa disperata. Il coraggio di fare la partita ed il ritmo intenso quindi devono essere messi in campo con maggior frequenza. Sicuramente per un periodo di match più lungo rispetto a quanto fatto finora. Ottimi giocatori non ancora campioni La rosa come detto per valore dei singoli è superiore sicuramente alle squadre con cui ha perso punti in campionato. Ma questi giocatori, anche i Locatelli, de Ligt lo stesso Chiesa non hanno ancora dimostrato continuità di rendimento. Giocare alla Juventus è diverso dal giocare in una qualsiasi altra squadra del mondo. Qui vincere è considerato la normalità. La Juve fa notizia solo in caso di sconfitta. Ciò significa che i giocatori che fanno parte della squadra devono avere una capacità di rendimento superiore. Vuol dire che su 38 partite ne puoi sbagliare 3/4. Questa cattiveria, questo DNA si è perso dopo il primo lockdown. Né Sarri, né Pirlo sono stati in grado di correggere il tiro. Sembrava esserci riuscito Allegri ma Sassuolo e Verona ci hanno riportato al recente passato. Da ora la domanda sorge spontanea. Che versione della Juve vedremo nel proseguio della stagione? Il timido e compassato Dottor campionato o lo straripante e convincente Mister Champions? Articolo completo -> https://bit.ly/3HeSfQP
  10. E se il problema fossero i cinque cambi? La Juventus, uscita da una doppia clamorosa sconfitta contro Sassuolo e Verona, fa i conti con diversi limiti che emergono dallo sviluppo della sua stagione: dallo scarso ordine (mentale e non solo), all’assenza di un Ronaldo capace di trasformare in tiro in porta ogni pallone che rimbalza in area avversaria. Ma un ulteriore punto emerge sempre più forte di giornata in giornata e ancor di più dalla sfida con i veneti. Le «piccole» che hanno buona organizzazione spesso partono con grande intensità per cercare di sorprendere la squadra avversaria, per poi chiudersi in difesa quando finiscono il fiato. Insomma, la distribuzione dello sforzo è molto sbilanciata sulla prima parte dell’incontro. La squadra di maggiore qualità deve restare quindi ordinata, far sfogare la furia agonistica rivale, per poi colpire nel momento di calo di tensione degli avversari. Il gioco di Allegri è sempre stato questo, con un’eccezionale capacità di insegnare ai giocatori la gestione dei momenti della partita. Non sarà però che i cinque cambi, che consentono di cambiare metà dei giocatori di movimento, abbiano fatto venire meno tali presupposti? La Juventus oggi si trova di fronte a squadre che calano di meno, in termini di intensità, nel corso dei novanta minuti. E quando capita, come a Verona, di passare in svantaggio nella prima parte della partita, il problema che sembra emergere è che, rispetto al passato, ha molte più difficoltà a recuperare un risultato. Le avversarie, con i cinque cambi, si difendono con più ordine, sfruttando la maggiore concentrazione dei giocatori freschi. Dall’inizio della stagione la Juventus ha ribaltato una sola volta il risultato, con lo Spezia. In tutte le altre quattro occasioni in cui si è trovata sotto, ha finito per perdere (e solo una volta delle quattro, contro il Sassuolo aveva momentaneamente raggiunto il pari). I cinque cambi, insomma, sembrano penalizzare più di altre una squadra come la Juve di Allegri che ha un’identità spiccatamente attendista e non è in genere capace di creare valanghe di occasioni da gol. La partita contro lo Zenit – solo il futuro ci dirà se è stato un caso – ci suggerisce che forse la squadra potrebbe prendere una diversa direzione. In passato, ha creato molto dibattito lo scontro “ideologico” tra mister Allegri e Daniele Adani. Premesso che chi scrive ama un gioco basato sul possesso, Allegri aveva tutta la ragione dalla propria parte e a dargliela erano i risultati straordinari ottenuti. Aveva e non ha, perché ora, con i cinque cambi, la lancetta potrebbe essersi spostata in favore di un’idea di calcio più propositiva. Alla luce dei recenti risultati, molti dicono che Allegri sarebbe diventato un brocco, ma forse non è lui a essere cambiato, è il calcio a essere diventato diverso. Non è un alibi, gli alibi sono le ragioni che si accampano per giustificare una sconfitta, ma che sono indipendenti da noi, su cui non ci si può fare niente. Invece in questo caso, l’allenatore bianconero deve prendere atto della situazione mutata e probabilmente ripensarsi. Per correre ai ripari. Articolo completo -> https://bit.ly/2Ys6b8i
  11. Dici che é innamorata di Andrea Agnelli?
  12. Lotito, presidente della Lazio telefona a Lotito, presidente della Salernitana. Made in Italy!
  13. Beh mica tutti fenomeni. Io mi ricordo Boumsong e Zebina che erano tutto ma non certo dei fenomeni.
  14. 15 milioni e Rabiot va in Premier League Dall'Inghilterra rimbalza la notizia che due squadre della Premier League sarebbero interessate ad Adrien Rabiot per gennaio: Newcastle e Arsenal. Per almeno 15 milioni é tutto vostro ..... dice la Juve!
  15. Da quello che posti sei un PRO-MAX. Non te ne devi vergognare.
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